Il 5 luglio a Sassari “Le passeggiate di Enrico Costa”

Nuovo appuntamento con il viaggio emozionale del Circolo Culturale Aristeo alla riscoperta del centro storico e delle atmosfere d’epoca. Protagonisti Daniele Monachella e Gabriella Ferrandico

 

SASSARI. Ritorna il “viaggio emozionale” più suggestivo e coinvolgente alla riscoperta del centro storico di Sassari, delle sue atmosfere e della sua vivacità culturale ai tempi della Belle Époque. Venerdì 5 luglio alle 19 il Circolo Culturale Aristeo propone un’accattivante edizione estiva delle “Passeggiate di Enrico Costa”, in una versione rinnovata per i 110 anni dalla morte del grande intellettuale.

Lungo l’itinerario prestabilito, gli attori Daniele Monachella e Gabriella Ferrandico permetteranno di riapprezzare la magia dei luoghi e le ambientazioni ormai dimenticate. Suoni, sapori e veri e propri squarci di vita tardo ottocentesca. La formula è quella della divulgazione diretta, attraverso animazioni teatrali di forte impatto emotivo che riescono a trasmettere non solo le conoscenze ma anche le sensazioni e le atmosfere dei luoghi di ispirazione o ambientazione letteraria. La partecipazione è libera e aperta a tutti.

La partenza è prevista alle 19 in un luogo a dir poco simbolico, Piazza Azuni, che con le sue immediate adiacenze costituisce ancora oggi il luogo del terziario per eccellenza. A margine di quel periodo subì un sorprendente e rapido mutamento funzionale: con la demolizione della chiesa di Santa Caterina e di altri edifici di natura politico istituzionale, divenne spiazzo commerciale e il più nobile ritrovo dei signori. Con i suoi caffè, gli alberghi e i ristoranti, fu uno dei più rinomati salotti della città e meta delle personalità di spicco. E quindi il luogo per il quale sono maggiori gli spunti provenienti dalle ricerche di Aristeo, ricchi di valore evocativo e educativo.

Il percorso si snoderà poi dietro le quinte della città vecchia, attraverso la declinazione di affascinanti aspetti storico-narrativi. Lungo le viuzze che costeggiano il piazzale, “Enrico Costa” passeggerà nei dintorni del “Circolo borghese”, l’antesignano dell’attuale “Circolo sassarese”, teatro di famose feste danzanti e ritrovo della Sassari bene del tempo. Poco distante si potrà ammirare la splendida facciata del mobilificio Clemente.

In questa atmosfera coinvolgente, “Costa” ricorderà il suo vecchio amico Giuseppe Dessì, al quale dedicò versi ispirati: “Non ho che a chiuder gli occhi per vedere l’amico, per udire la sua voce, per sentirmelo al fianco… Lo vedo scantonare la via Scano o il Portico del Carmelo, col suo lungo pastrano grigio, il cappello a cencio, il fazzoletto al collo e l’inseparabile bastone dal manico uncinato”.

«Attraverso le “Passeggiate” i luoghi divengono paesaggi della memoria e di una socialità mai perduta. Solo in questo modo si riesce a contagiare il senso di un posto attraverso il posto stesso e il contatto con le generazioni che ci hanno preceduto», sottolineano le organizzatrici. Questa edizione pone un ulteriore tassello verso la realizzazione di un sogno nel cassetto del Circolo Aristeo: la nascita del “Festival dei viaggi emozionali Genius Loci”.

Enrico Costa sarà inoltre evocato dalle sagome lignee colorate e mute presenti lungo il percorso, insieme a un richiamo delle réclames del tardo Ottocento. È quest’ultimo il canale di comunicazione privilegiato, assieme ai giornali dell’epoca, per evocare la funzione di aggregazione socio-culturale e commerciale, scenario di un progetto partito nel lontano 2004, assieme all’originale e pioneristica mostra en plein air “Impossibile concorrenza! Venite, osservate e comprate.”




Il regista Faccini a Villanova Monteleone con il coro di Neoneli: “C’è un po’ di blues anche nella musica sarda”

Al Sardinia Film Festival è stato presentato in prima visione il docufilm “Radici”, prodotto e distribuito dall’Istituto Luce-Cinecittà. Ripercorso il viaggio mancato nell’isola di Alan Lomax, l’uomo che salvò il blues afroamericano e la musica popolare italiana. Tra i protagonisti c’è anche il gruppo a tenores di Tonino Cau

VILLANOVA MONTELEONE. Non tutti lo sanno, ma forse senza Alan Lomax i Beatles e i Rolling Stones non sarebbero mai esistiti. E sarebbe andata perduta gran parte della musica blues afroamericana con tutte le sonorità che di lì a poco avrebbero fatto nascere il rock and roll. A far luce sull’infaticabile lavoro di questo etnomusicologo americano, classe 1907 con antiche origini italiane, è il docufilm “Radici” di Luigi Monardo Faccini, presentato in prima visione in Sardegna, a Villanova Monteleone, per la tappa del Sardinia Film Festival dedicata al documentario.

Luigi Monardo Faccini con la presentatrice Rachele Falchi

Quello di Faccini è un docufilm intenso, nato da un’idea di Marina Piperno e prodotto e distribuito dall’Istituto Luce-Cinecittà, che permette di imboccare un percorso tra il presente e il passato della musica popolare, attingendo da introvabili documenti d’archivio sonori e visivi.

Un po’ dello spirito del suo amato blues Lomax lo aveva trovato anche in Italia tra il 1953 e il 1954, nel suo viaggio lungo la Penisola in compagnia di Diego Carpitella, noto collaboratore dell’antropologo Ernesto De Martino. I due studiosi, insieme riuscirono a cristallizzare gli ultimi echi della tradizione popolare italiana, registrando un numero impressionante di sonorità che, di lì a poco, l’industrializzazione incombente avrebbe forse spazzato via con la sua spinta verso il progresso.

Solo un rimpianto: la Sardegna. Perché per mancanza di fondi, Lomax non riuscì a venire nell’isola.

«Avendo sentito le registrazioni di Giorgio Nataletti fatte nel 1951, lui aveva anche capito che nell’isola c’era il cuore dell’universo Mediterraneo – ha spiegato Faccini –. Probabilmente la riteneva una specie di boa sulla quale avevano fatto approdo tutti gli apporti del Medioriente, poi deviati verso il centro e il nord Europa. Voleva impadronirsi anche di queste radici».

La presentazione di “Radici” a Villanova Monteleone

Ma se Lomax non vi riuscì, Faccini in qualche modo ha colmato questo desiderio portando in Sardegna una parte del suo documentario. Questo percorso verso la terra dei tenores ha seguito le tracce del Coro di Neoneli, il gruppo guidato da Tonino Cau, che sul palco di Villanova Monteleone, di fronte al un pubblico numeroso del festival, ha presentato alcuni dei suoi brani più rappresentativi, accompagnato dalle launeddas di Orlando ed Eliseo Mascia.

Nel documentario si riscopre uno scrigno impressionante di espressività popolari, dalla tarantella di Monte Marano ai gruppi genovesi del trallallero, fino ai canti di lavoro veneziani e i tenores sardi. «La mia idea di cercare le radici del rock and roll è nata da bambino proprio grazie ai dischi in vinile di Lomax, lui aveva capito che la ritmica nativa era quella dei tam tam – ha affermato il regista –. Aveva capito che anche un’espressione polifonica contrappuntistica come il trallallero genovese ha corrispettivi in alcuni canti dei pigmei africani. E aveva anche scoperto che c’è un po’ di blues in tutta la musica popolare, nei canti di lavoro o di lamento e, in qualche modo, anche nel quattro/quarti utilizzato nel ballo a sulittu o dalle launeddas».




COMUNE DI STINTINO – Al via da lunedì il servizio di vigilanza alla Pelosa

Al via da lunedì il servizio di vigilanza alla Pelosa

Entreranno in servizio quattro operatori che dovranno far rispettare le prescrizioni previste dal regolamento sull’utilizzo del litorale approvato dal consiglio comunale lo scorso anno.

Stintino 29 giugno 2019 – Prenderanno servizio lunedì primo luglio i quattro operatori della vigilanza che, sino al 30 settembre, si occuperanno di controllare l’area della Pelosa e la spiaggia. Nei giorni scorsi, per un importo di oltre 27mila euro, la ditta OL Securpol di Olbia si è aggiudicata la gara per l’affidamento del “Servizio di attività di controllo e vigilanza nell’ambito del compendio spiaggia de La Pelosa”.

A operare sulla strada e sulla spiaggia saranno in quattro, due per turno, e loro compito sarà anche quello di supportare la polizia locale e i barracelli. Il loro campo d’azione, nel rispetto dal regolamento sull’utilizzo dei litorali approvato a maggio dello scorso anno dal consiglio comunale, sarà il tratto di arenile che va dalla discesa di Maestrale alla spiaggia posta difronte all’isolotto della torre.

«La presenza degli steward alla Pelosa – afferma il vicesindaco Angelo Schiaffino – è una delle novità offerte da questa amministrazione. Abbiamo richiesto l’obbligo di conoscenza della lingua inglese. Quasi certamente, il prossimo anno la gara sarà triennale e verrà allungato anche il periodo della loro presenza in spiaggia. Un servizio prima di tutto rivolto all’accoglienza e informazione per il turista».

«Quest’anno, con l’avvio della stagione, riproponiamo il servizio avviato anche lo scorso anno – afferma l’assessore al Turismo Francesca Demontis –. La passata stagione aveva avuto una durata inferiore ma i risultati, anche in virtù della collaborazione con gli altri attori coinvolti, era stato notevole. Ci aspettiamo una buona risposta, soprattutto da parte dei fruitori della spiaggia che hanno dimostrato un forte consenso per l’iniziativa avviata per l’utilizzo e la salvaguardia di questa splendida spiaggia».

Dovranno controllare cosi che i bagnanti utilizzino gli asciugamani solo se posati su apposite stuoie che non raccolgano la sabbia. Quindi far rispettare le prescrizioni sul fumo che prevedono la possibilità di accendere la sigaretta soltanto su viale La Pelosa, sulle passerelle di accesso alla spiaggia nonché nelle immediate adiacenze delle apposite strutture posacenere installate e recanti lo stemma identificativo comunale.

Inoltre, potranno invitare i fruitori della spiaggia che stanno lasciando l’arenile a utilizzare le postazioni di risciacquo piedi installate all’uscita delle passerelle, per evitare l’asportazione della sabbia. Dovranno vigilare, inoltre, che nelle installazioni di risciacquo non vengano usati saponi o detergenti .

Sarà importante, inoltre, la vigilanza per il rispetto del divieto di transito sulle dune che in questi anni, grazie all’azione dell’amministrazione comunale che ha installato passerelle e barriere protettive, sono in gran parte “rinate”.

Gli operatori della vigilanza dovranno anche far rispettare la parte del regolamento che vieta l’utilizzo e l’asporto delle barriere a protezione delle dune, oltre che l’esercizio del commercio, compreso quello itinerante nonché l’esercizio di attività artigianali, artistiche e similari, sia in forma fissa che itinerante.




OLBIA: MAXI SEQUESTRO DI DROGA DEI CARABINIERI.

Nel corso della prima mattinata di ieri, presso il molo Isola Bianca di Olbia, durante i controlli che vengono effettuati a campione è stata fermata un’Audi 6 Avant di colore nero e con targa britannica guidata da una donna italiana residente in provincia di Cagliari. Poteva sembrare all’apparenza una turista di rientro da qualche vacanza, ma i militari addetti al controllo, avendo ormai un punto di vista privilegiato alla luce delle migliaia di persone che osservano quasi quotidianamente durante gli sbarchi, hanno deciso di fermarla per un controllo. Una volta fermata la giovane ha mostrato segni di nervosismo e, considerato che da un primo controllo è emerso avere alcuni precedenti, hanno deciso di portarla in caserma per una perquisizione sia nei confronti della donna che del veicolo. Nel corso della perquisizione i militari hanno notato qualcosa di anomalo nell’auto perché alcune parti erano state chiaramente modificate. La lamiera di una parte del supporto del sedile posteriore sembrava essere stata tagliata e ricoperta, tanto che una volta controllato all’interno sono stati individuati alcuni pacchetti avvolti nella plastica e assolutamente inodore. A quel punto i Carabinieri hanno chiamato un carrozziere e con lui hanno iniziato a smontare letteralmente l’auto fino a recuperare 114 panetti, poi risultati essere pieni di hascisc. I panetti erano occultati ovunque, sotto i sedili, nel tunnel centrale, sotto il bracciolo anteriore, in ogni vano dell’auto. Alla fine delle operazioni F. O., cl.76 di Villasor, è stata tratta in arresto per detenzione di 67 kili di hascisc ai fini di spaccio, tutti contenuti in 114 panetti, ciascuno dei quali era avvolto nella plastica e sigillato, tanto che all’interno vi era una sostanza gassosa che impediva di fare uscire l’odore dello stupefacente.

Alla fine delle operazioni la donna è stata accompagnata presso il carcere di Sassari Bancali, mentre il Nucleo Operativo e Radiomobile di Olbia sta indagando per capire quali siano i contatti della giovane e la provenienza dello stupefacente.




Confidi FINART-14milioni di credito per la crescita delle imprese sassaresi

14milioni di credito per la crescita delle imprese sassaresi. Il
consorzio fidi FINART, promosso da Confartigianato Sassari, approva il
bilancio e cresce con i 755 soci. Marco Rau (Presidente cda FINART):
“Sempre più vicini alle esigenze del tessuto produttivo del nord ovest
dell’Isola”.

755 soci in tutta la provincia di Sassari, 14 milioni di euro di
affidamenti presso gli Istituti di credito e un risultato d’esercizio
positivo per quasi 59mila euro.
Sono questi i numeri di Confidi Finart, il consorzio fidi promosso da
Confartigianato Imprese Sassari, che opera su l’intera provincia di
Sassari, supporta le imprese nell’accesso al credito e le assiste
anche nella ricerca del giusto finanziamento.
Guidato dall’imprenditore sassarese Marco Rau, Presidente del
Consiglio di Amministrazione, l’ente ha visto approvare il bilancio
2018 dall’Assemblea dei soci.
“Il bilancio del 2018 – ha spiegato Marco Rau, imprenditore e
presidente del Consiglio di Amminsitrazione di Finart – riconferma la
centralità di questo strumento, quale esempio di sussidiarietà per il
tessuto imprenditoriale della provincia sassarese”. “Seppur l’intero
comparto della garanzia sia sottoposto a profondi cambiamenti e
presenti ancora incertezze – ha continuato Rau – Finart ha consolidato
le proprie basi per garantire un futuro rimanendo sempre orientata
alla corretta e prudente valutazione del rischio, al rafforzamento dei
rischi assunti sulle garanzie concesse e alla definizione di nuove
strategie di sviluppo, sempre con l’obiettivo di accompagnare le
iniziative imprenditoriali delle aziende”.
Con il riconoscimento come Confidi autorizzato da parte del Fondo
centrale di garanzia, Finart ha confermato una politica creditizia che
ha privilegiato le operazioni con possibilità di accesso alla
controgaranzia del  Fondo Centrale di Garanzia, che dovrebbe avere
effetti positivi in termini di ampliamento della platea dei
beneficiari e di ottenimento di coperture proporzionate in base alla
fascia di rischio con una maggiore efficacia delle risorse con
accantonamenti correlati al rischio.
“Al termine di un anno ancora fortemente penalizzato da una crisi
oramai endemica e radicata caratterizzato dal costante restringimento
dell’accesso al credito – ha concluso il Presidente del CDA –
l’erogazione di oltre 14 milioni di euro rappresenta un segnale forte
per un territorio, quello del nord ovest della Sardegna, che non si
arrende. La nostra struttura è sempre più vicina alle esigenze dello
sviluppo del tessuto produttivo”.
L’Assemblea dei soci ha anche evidenziato come nei rapporti con gli
Istituti Bancari nel corso del 2018, “siano stati avviati degli
incontri con i funzionari delle principali Banche per definire un
nuovo piano di sviluppo commerciale”.




COMUNE DI STINTINO – Sabato a Stintino la “Sagra del pesce”

COMUNICATO STAMPA

Sabato a Stintino la Sagra del pesce

La piazza dei 45 pronta a ospitare l’evento. Giochi e stand e dalle 20 al via con le portate di pescato fresco arrostito dai volontari della Pro Loco

Stintino 28 giugno 2019 – Nell’ultimo fine settimana di giugno, ritorna a Stintino la Sagra del pesce“. Con circa 300 kg di pescato fresco per oltre 450 porzioni, l’annuale appuntamento si preannuncia gustosissimo e di sicuro interesse per i tanti vacanzieri già presenti nella località turistica.

A organizzare la sagra del 29 giugno, con il patrocinio del Comune, sarà la Pro Loco di Stintino che con i volontari, guidati dal presidente Vincenzo Mura, metteranno a loro agio i tanti buongustai che ogni anno in piazza dei 45 non mancano all’appuntamento gastronomico.

Ad aprire la sagra, dalle 17,30, sarà il parco giochi Megilandia che sarà una sicura attrazione per i bambini.

Alle 18,30, invece, si apriranno gli stand dell’artigianato con esposizioni di ceramiche, legno, coltelli, gioielli, lavorazioni del sughero e della fibra di bamboo, prodotti sottolio e torrone.

Alle 20 i primi pesci, pescati la mattina dalla peschiera la Palma d’oro e arrostiti direttamente in piazza dai volontari della Pro Loco, saranno serviti con un bicchiere di vino e un dolce tipico stintinese, la tumbarella realizzato dalla sapienti mani delle pasticcere di Sapores Antigos di Pozzo San Nicola.

La serata sarà allietata dalla musica di Dj Tony e della band Officine Sonore.

Il prossimo appuntamento con la gastronomia stintinese la Pro Loco lo ha fissato per il 27 luglio quando sempre in piazza dei 45, per la Sagra del tonno, saranno servite succulente portate di tonno arrosto.




Commissione Sanità: lunedì sopralluoghi a Carbonia, Iglesias e San Gavino

Commissione Sanità, sopralluoghi negli ospedali di Carbonia, Iglesias e San Gavino

 

Cagliari, 28 giugno 2019 – Continuano i sopralluoghi della Commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc), negli ospedali sardi per verificare la situazione e le criticità delle strutture sanitarie. Lunedì, 1 luglio, alle 10.30, la Commissione sarà nel presidio unico di area omogenea del Sulcis Iglesiente, in particolare, effettuerà i sopralluoghi negli stabilimenti Sirai di Carbonia e Santa Barbara e al CTO di Iglesias. Alle 16, sarà, poi, a San Gavino per verificare la situazione in cui si trova l’ospedale Nostra Signora di Bonaria. (eln)




336 – Sassari calcio Latte Dolce 2019 2020 – Confermato il giovane Spiderman Alessandro Lai.

ALESSANDRO LAI, SPIDERMAN HOMECOMING:

SEI STATO CONFERMATO!

«Resto perché si è lavorato bene e perché ho conosciuto persone serie cui piace lavorare sodo»

Sassari, 28 giugno 2019

Spiderman Homecoming è l’evoluzione della specie, una delle ultime pellicole che raccontano su schermo Peter Parker e il suo alter ego in forma d’Uomo Ragno. Il Sassari calcio Latte Dolce, in vista della prossima stagione, oltre all’esperienza dell’Uomo Ragno per eccellenza (Pierpaolo Garau) potrà contare ancora una volta sul talento del giovanissimo Alessandro Lai, arrivato in corsa a Sassari la scorsa stagione dopo l’infortunio a Salvatore Pittalis e calatosi alla perfezione nella parte rivelandosi, spesso, decisivo. Numero uno, nato a Cagliari il 23 ottobre del 2000, è la nona pedina dello scacchiere biancoceleste 2019-’20. Stay tuned.

Alessandro Lai, portiere del Sassari calcio Latte Dolce: «Lo scorso anno, appena arrivato a Sassari, il mio obbiettivo era quello di riscattarmi. Non pensavo al futuro, perché l’obiettivo prefissato era quello di fare bene. L’idea di restare e continuare a giocare con questa maglia è maturato mese dopo mese, perché si è lavorato bene e perché qui ho conosciuto persone serie a cui piace lavorare sodo. Se ripenso alla stagione scorsa non posso dire di essere partito con il piede giusto: nella prima parte di campionato, in Toscana, non trovavo il mio spazio e quindi mettermi in mostra risultava complicato. Poi sono stato chiamato da Sassari, a dicembre: ero felice e fiducioso, anche perché giocare con una squadra della mia terra è il massimo per me. Grazie a questa società  ho avuto l’occasione di mettermi in mostra, di giocare, imparare e migliorare. Per questo sono certamente molto contento della riconferma, ho avuto l’occasione di conoscere e lavorare con persone in gamba, che mi hanno aiutato nelle difficoltà e stimolato affinché facessi sempre meglio. Sono stato fortunato, perché non in tutti gli spogliatoi si va d’accordo. Sono molto felice del gruppo che si è creato. Il rapporto con Pierpaolo Garau e mister Mario Pompili? Sono davvero contento della riconferma di Pierpaolo, sono orgoglioso del lavoro fatto insieme: con la sua esperienza mi ha insegnato tante cose. Insieme a mister Mario chiaramente. Ora si piccola pausa, ma se devo dire la verità non vedo l’ora di ricominciare, sono sicuro che spaccheremo tutto in una stagione che mi auguro possa essere ricca di soddisfazioni e e volta al migliorarci giorno dopo giorno».




VENTO DE L’ALGUER- Trofeo MACI- Presentazione

VENTO DE L’ALGUER 2019

IL TROFEO MACI APRE LA STAGIONE VELICA ESTIVA NEL GOLFO DEL CORALLO

 

Con l’arrivo dell’estate ad Alghero si rinnova l’appuntamento con il trofeo MACI messo in palio dal locale Mare Club Italia, una tradizione decennale per i velisti del NW Sardegna .

E’ la terza tappa del Campionato di Vela Vento de l’Alguer 2019, organizzato dalla Sezione di Alghero della Lega Navale Italiana in collaborazione con il Consorzio Porto di Alghero.

Il briefing degli equipaggi iscritti è fissato per domenica 30 giugno alle 10 presso la sede della LNI; la partenza sulle boe a mezzogiorno.

La sfida in mare riguarderà due distinte flotte di imbarcazioni: nella prima si cimenteranno in regata le barche più agguerrite, dotate di un certificato di stazza ORC nelle categorie Crociera Regata e Gran Crociera; in gioco tra loro c’è anche la posizione nella Ranking List per l’ammissione al Campionato Zonale ORC 2019 III Zona FIV che si disputerà a fine stagione ad Olbia.

La seconda flotta si confronterà nella veleggiata a Rating FIV con numerose altre imbarcazioni; tra queste quelle dei soci MACI che si sfideranno all’ultimo bordo per conquistare i premi speciali a loro riservati.

Bando di regata e avviso di veleggiata sono pubblicati nel sito internet www.ventodelalguer.it; le iscrizioni presso la segreteria della Lega Navale di Alghero nella giornata di sabato (10:00-13:00; 18:00-20:00) e domenica mattina dalle 9:00 alle 10:00.

La premiazione è fissata per le 19:00 di domenica 30.




ARTIGIANATO ARTISTICO– 7mila imprese in Sardegna per prodotti ad alto valore estetico

ARTIGIANATO ARTISTICO – Quasi 7mila le imprese che in Sardegna
realizzano prodotti e offrono servizi alto valore estetico e
professionale. Matzutzi e Mameli (Confartigianato Sardegna): “Settore
sotto attacco e a rischio estinzione”.  Sotto accusa difficoltà
burocratiche, oneri nella trasmissione dell’attività, formazione
giovani, commercializzazione, produzioni in serie e contraffazione.

Confezionano abiti e calzature, intagliano il legno e scolpiscono la
pietra, modellano l’oro, l’argento e gli altri metalli, scattano
fotografie e girano filmati, creano profumi e cosmetici, conciano la
pelle e restaurano beni culturali, aggiustano orologi e strumenti
musicali.

Sono le 6.850 le imprese artigiane dell’artigianato artistico della
Sardegna che, con i loro 13.942 addetti, realizzano, prevalentemente
con tecniche manuali ad alto contenuto professionale, prodotti di
elevato valore estetico. Rappresentando il 19,7% di tutto il comparto
artigiano della Sardegna, e il 20% dei dipendenti, l’artigianato
artistico riunisce il capitale umano delle imprese che, creando valore
economico, culturale e sociale, realizzano prodotti ad alto contenuto
identitario ed esprimono la cultura dei popoli, rappresentando simboli
delle tradizioni e della creatività.

E’ questo, in sintesi, ciò che emerge dall’analisi effettuata
dall’Ufficio Studi di Confartigianato Sardegna per le MPI, con i dati
UnionCamere-Infocamere del primo trimestre 2019, relativa alle imprese
dell’Artigianato Artistico che lavorano ceramica, terracotta e simili,
chimica, cibo, legno e carta, metalli, metalli preziosi,
multimateriale, pelle e pelliccia, pietra, plastica e gomma, servizi
creativi, servizi di restauro, riparazione e tappezzeria, tessuti e
vetro, in ben 21 settori di attività quali abbigliamento,
abbigliamento su misura, alimentari, calzature, carta ed editoria,
ceramica, vetro, pietra, plastica e simili, fotografia e design,
gioielleria, metalli preziosi e orologi, intrattenimento creativo,
lavorazione artistica del vetro, lavorazione artistica della ceramica,
lavorazione artistica della pietra, legno, metalli, mobili,
pelletteria, profumi e cosmetici, restauro, riparazione e tappezzeria,
ricami e affini, strumenti musicali, occhialeria e altro e tessili.

A livello nazionale, la Sardegna occupa la sedicesima posizione come
numero di imprese. Al primo posto la Toscana (30.126 aziende), seguita
dalle Marche (12.110) mentre all’ultimo posto c’è la Liguria (6.896),
contro un totale nazionale di 288.733.

Tra i territori, 2.655 realtà, con 5.325 dipendenti, sono registrate
nella vecchia provincia di Cagliari, 2.307 in quella di Sassari che
offrono lavoro a 4.758 addetti, 1.331 a Nuoro con 2.596 lavoratori, e
557 a Oristano che chiude con 1.263 addetti.

Le più consistenti numericamente sono le imprese della lavorazione dei
metalli (1.331 imprese e 2.562 addetti), seguite dal quelle del legno
(1.139 e 1949 operatori), dalle aziende che si occupano di strumenti
musicali e occhialeria (958 con 1756 lavoratori) e degli alimentari
(910 con 3.717).

All’interno del comparto, troviamo anche quelle che si occupano di
“tipico-tradizionale”, che in Sardegna, pur avendo numeri assai
ridotti, rappresentano l’immagine vera e propria della cultura e delle
radici della isolane. Quindi l’oreficeria (filigrana, oro, corallo,
monili, gioielli), i tessuti (tappeti, scialli, coperte), la ceramica
(terracotta), il legno (arredamento e radica), il sughero, la pelle, i
metalli non preziosi, i coltelli (leppe, pattadesi, arburesi), la
pietra, l’intreccio il vetro.

Secondo recenti indagini di Confartigianato, in Sardegna come nel
resto dell’Italia, troppe di queste realtà scompaiono nel silenzio
perché non reggono il ritmo delle produzioni industriali e perché, pur
economicamente valide, la loro diffusione commerciale è limitata.  Per
l’Associazione di Categoria, la tutela di tali professionalità avrebbe
bisogno di due elementi basilari: i fondi e le strutture. Il primo
fattore servirebbe a riequilibrare economicamente l’attività, ovvero
renderla competitiva da punto di vista commerciale, affinché mantenga
la propria identità artigianale, mentre il secondo sarebbe necessario
per farla “vivere”, esercitandola, ad esempio, in contesti che stiano
all’interno di spazi espositivi.

“L’artigianato artistico – afferma Antonio Matzutzi, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – costituisce un grande patrimonio
culturale ed economico e rappresenta nel mondo l’emblema del gusto,
della creatività, dell’unicità del prodotto made in Italy e made in
Sardegna”. “Il “fatto ad arte”, per la sua capacità di essere pezzo
unico e su misura – continua Matzutzi – è per la nostra regione e la
nostra nazione un’enorme risorsa creativa e reattiva contro
l’omologazione del gusto indotta dalla globalizzazione e rappresenta
la difesa della memoria, dell’identità e della diversità”.  “Ma
l’artigianato d’arte – mette in guardia il Presidente di
Confartigianato Sardegna – è anche tra i settori a maggiore rischio
d’estinzione, a causa degli alti costi d’impresa, delle difficoltà
burocratiche e degli oneri nella trasmissione dell’attività e nella
formazione dei giovani, dei problemi nella commercializzazione e del
fenomeno della contraffazione”.

Confartigianato Sardegna, per questo, da tempo si batte in difesa del
ruolo e dell’identità dei maestri artigiani, valorizzando le loro
botteghe, luoghi privilegiati di formazione, di trasmissione di valori
e di educazione al bello, ove nascono opere al confine con l’arte. In
questo senso le recenti battaglie dell’Associazione di Categoria per
tutelare l’artigianato artistico e promuovere l’occupazione dei
giovani attraverso una serie di azioni finalizzate a rilanciare
l’apprendistato, agevolare la creazione d’impresa, favorire
l’innovazione e la ricerca nelle tecnologie, negli stili e nei
materiali, coordinare le iniziative di promozione d’immagine e di
valorizzazione sul mercato ed avviare un nuovo rapporto tra
artigianato artistico, design e arte.

“Fino a pochi decenni orsono – commenta Stefano Mameli, Segretario di
Confartigianato Imprese Sardegna – il mestiere dell’artigiano veniva
tramandato di padre in figlio per generazioni o veniva affidato ai
giovani apprendisti che, con il passare degli anni diventavano
maestri”. “In questo modo veniva garantita la continuità storica e
culturale di questa antica arte – continua il Segretario – oggi,
purtroppo, le leggi del mercato impongono una riconversione della
forza lavoro e una riqualificazione del mondo del lavoro artigiano.
Non è un caso, infatti, che la vecchia bottega artigiana sia stata
quasi del tutto soppiantata da una struttura che si avvicina sempre
più nella produzione nella gestione economica e finanziaria alla
produzione industriale”.

Per Confartigianato Sardegna “sarebbe importante rivitalizzare il
settore per non disperdere il patrimonio creato nei secoli,
testimonianza autentica di una professionalità maturata in tanti anni
di lavoro che va assolutamente tutelata per trasferire alle nuove
generazioni la passione per le produzioni artigianali di qualità”.

“Riteniamo inoltre opportuno – continua Mameli – che si riprenda in
mano, in maniera seria, una forte politica sui marchi di qualità
dell’artigianato artistico, con un coinvolgimento del settore, che sia
finalizzata a tutelare le tante realtà imprenditoriali che a stento
sopravvivono nei nostri territori”.

Da parte dell’Associazione, inoltre, indice puntato verso lavoro nero
e abusivismo che, cronicamente, attanagliano il settore, definiti
“cancrena che sta portando alla devastazione tutto l’artigianato”.

“Una situazione – denuncia Confartigianato Sardegna – che o la si
combatte ancora più duramente oppure potrebbe condannare migliaia di
imprese alla chiusura in pochi anni. Nessuno deve più tollerare le
attività irregolari come se fossero, in qualche modo, legittime anche
se talvolta necessarie per la sopravvivenza di molte famiglie il
fenomeno è una grave minaccia soprattutto per gli artigiani e per le
piccole imprese: noi piccoli siamo le prime vittime della concorrenza
sleale di chi lavora senza rispettare le leggi”.