CORONAVIRUS, LA BRIGATA “SASSARI” DONA BUONI SPESA AL COMUNE DI NUORO.

L’iniziativa dei “dimonios” servirà per far fronte ai bisogni reali di alcune famiglie in gravi difficoltà.

Sono stati donati 1.650 euro di buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari e beni di prima necessità da dare ad alcune famiglie nuoresi che si trovano in situazioni di particolari difficoltà economica per l’emergenza Coronavirus. È il gesto concreto e importante di solidarietà compiuto dalle famiglie dei militari dell’Esercito di stanza nella caserma di Pratosardo di Nuoro, sede del distaccamento del 152° reggimento fanteria della Brigata “Sassari”. «Non poteva mancare la sensibilità della Brigata Sassari. La Nuoro più solidale non si è tirata indietro di fronte all’emergenza del Coronavirus», ha manifestato il sindaco Andrea Soddu. «Sono tantissime, infatti, le donazioni che continuano ad arrivare al Comune a sostegno delle famiglie più bisognose». Complessivamente sono quarantadue del valore di venticinque euro e altri sei da cento euro e possono essere spesi nella catena di supermercati MD i buoni spesa donati dalle famiglie dei militari che la Brigata Sassari, mediante il tenente colonnello Luigi Moi, comandante della caserma di Pratosardo, che ha fatto pervenire stamattina all’amministrazione comunale del capoluogo barbaricino. «I buoni donati si affiancheranno a quelli già erogati dal Comune per il tramite dei servizi sociali», ha concluso Soddu.

23-04-2020

Paola Sperani




RIPARTIRE CON IDEE CHIARE ENTRO “IERI”.

RIPARTIRE CON IDEE CHIARE ENTRO “IERI”

Premetto di non far parte di alcun tavolo o tavolino di analisi delle criticità/opportunità legate al grave momento che stiamo vivendo che potrebbe ulteriormente peggiorare sotto il profilo economico.

Ciò detto sento comunque il dovere di far arrivare ai vari pensatoi alcuni spunti di analisi, riflessioni e proposte.

Nel campo turistico il vantaggio/svantaggio di essere un’isola pone alcuni abbinamenti imprescindibili.

Tra Turismo e Trasporti, pur nella loro diversità, esiste un forte legame (assimilabile al legame covalente T=T).

L’economia e il PIL della Sardegna sono fortemente influenzati da questo legame.

Quindi qualsiasi progetto post Covid si voglia cantierare non può prescindere dall’equilibrio di questo legame.

Nella progettualità in essere occorrerà tenere conto di alcune condizioni:

sul Turismo

  • Per almeno due anni calerà la domanda
  • La concorrenza di mercati simili al nostro si esalterà
  • I costi e la qualità dei servizi di alcune destinazioni concorrenti saranno più favorevoli
  • I Governi si muoveranno autonomamente per difendere le proprie destinazioni
  • Le altre Regioni d’Italia saranno avvantaggiate nel mercato interno perché più facilmente raggiungibili.

Sui Trasporti (mi limito al settore aereo)

  • Molti vettori non sopravviveranno e i superstiti aumenteranno il loro potere contrattuale
  • I turisti, nella prima fase, cercheranno di ridurre la durata e i disagi dello spostamento
  • Saranno maggiormente privilegiate le tratte dirette a discapito della multitratta
  • Gli aeroporti aumenteranno la loro capacità proattiva e concorrenziale
  • Il sistema aeroportuale verrà ripensato e ridimensionato
  • Le tariffe aeree aumenteranno

Il perchè venire in Sardegna e come venire devono trovare modelli coerenti.

Lo scenario attuale mi sembra confuso e non percepisco un programma di azioni concrete da lanciare tempestivamente.

Lascio ad altri più competenti la soluzione del perché venire, ma ribadisco ai livelli politici deputati che, per la Sardegna e per il nostro territorio, l’aeroporto è come l’ospedale.

Strutture indispensabili al bene comune e non delegabili a logiche privatistiche basate su legittimi equilibri di bilancio.

Sono convinto, purtroppo, che il tempo giochi a nostro sfavore.

23-04-2020

La Redazione

 

 

 




Sassari: Coronavirus, primo giorno senza sanzioni

Per la prima volta da quando sono scattate le misure per contenere il diffondersi del coronavirus, ieri la Polizia locale di Sassari non ha dovuto sanzionare nessuno, né privati né esercizi, nonostante i 64 controlli alle persone e 38 alle attività.
Complice la pioggia incessante di mercoledì, il Comando ha deciso di concentrare l’attività negli esercizi commerciali e nelle varie attività del territorio. Sono stati controllati i contingentamenti all’interno delle strutture e gli eventuali assembramenti all’esterno, la presenza del gel sanificante e il rispetto della normativa a tutela dei dipendenti sull’utilizzo delle mascherine e dei guanti. Tutto è risultato in regola.
La collettività ormai da molto tempo ha capito l’importanza delle norme emanate per contenere la diffusione dei coronavirus, anche se queste causano una forte limitazione nella libertà di spostarsi e un obiettivo sacrificio.
Dai primi giorni di emergenza sanitaria, l’Amministrazione ha lanciato un appello chiaro alla popolazione: ridurre allo stretto necessario le uscite, anche quelle previste nelle autocertificazioni. È fondamentale che sia una sola persona per nucleo familiare ad andare per acquistare generi di prima necessità e che questo avvenga il più raramente possibile. Il Covid-19 può essere anche asintomatico, quindi si può essere portatori senza avere alcun sintomo: ridurre quanto possibile i contatti tra persone a oggi è l’unico modo per contenerlo. Il Comune di Sassari ricorda che è quotidianamente aggiornato sul sito www.comune.sassari.it l’elenco delle attività che svolgono consegne a domicilio di beni di prima necessità e farmaci. Gli esercizi che intendono aderire possono inviare una mail a [email protected].
23-04-2020
La Redazione.



Il Sindaco Mario Conoci ricorda oggi uno dei momenti più belli della storia algherese, dedicando un pensiero al grande Tore Burruni.

“Cinquantacinque anni fa, il 23 aprile del 1965, Tore Burruni conquistava il titolo di campione del mondo di pugilato. A Roma, Burruni batteva il  thailandese Pone Kingpetch in un match memorabile che ha segnato una pagina indelebile della storia della boxe mondiale e della storia di Alghero. Una serata indimenticabile per chi l’ha vissuta: Salvatore Burruni alla bella età di 32 saliva sul tetto del mondo,  quinto italiano a conquistare la cintura mondiale dopo Carnera, D’Agata, Loi e Mazzinghi. “Un piccolo gigante dal fisico d’acciaio e dalla volontà di ferro”, così veniva definito nel mondo della boxe. Ma per noi algheresi Tore Burruni è stato sopratutto un grande uomo, prima che un campione, un uomo che ha dato tantissimo alla sua città e che ha rappresentato e rappresenta ancora un esempio per gli algheresi e per i sardi. Grazie Tore”.
23-04-2020
La Redazione.



Parrucchieri ed estetisti: ecco le proposte di Confartigianato per riaprire i saloni. Settore in ginocchio: già 44 milioni di euro di perdite. Matzutzi (Presidente Confartigianato): “Necessario ripartire nella massima sicurezza per clienti e addetti: imprese responsabili e pronte per nuovo inizio”. E sulla sanificazione è allarme speculazione.

Per questo Confartigianato, ha presentato al Governo una serie di proposte operative, di carattere organizzativo e igienico-sanitario, per la riapertura dei saloni.

Anche nell’Isola, queste attività cominciano a fare i conti con i danni. Secondo le prime stime dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, le perdite per il settore ammonterebbero già a oltre 44 milioni di euro.

In Sardegna sono 3.384 le imprese del settore, di queste ben 2.886 sono imprese artigiane, che offrono servizi di acconciatura, manicure, pedicure e trattamenti estetici grazie anche ai 5.124 addetti.

Un settore che nell’Isola ha un giro d’affari annuo di circa 523 milioni di euro pari all’3% dell’ammontare della spesa per prodotti non alimentari. Infatti, la spesa media mensile delle famiglie sarde per servizi di parrucchiere e trattamenti
di bellezza è di 61 euro al mese, equivalenti a 732 euro all’anno.

Questi motivi portano Confartigianato Sardegna a ritenere che non sia ulteriormente rinviabile la riapertura dei saloni di acconciatori e dei centri estetici, subordinata all’applicazione di misure di carattere organizzativo ed igienico sanitarie che l’Associazione ha già provveduto ad inviare ai ministeri competenti, e che sono aggiuntive, rispetto a quelle già stringenti che gli operatori sono chiamati a mettere in atto in ragione delle normative di settore.

Ed ecco le misure proposte da Confartigianato per la riapertura dei saloni.

Vendite azzerate, giacenze in aumento, liquidità a picco, insoluti in crescita. La crisi colpisce duramente i vini IGT, DOC e DOCG della Sardegna. I produttori scrivono al Presidente Solinas: “Necessarie strategie per la tutela e il rilancio del settore. Intervenire anche su fondi e comunicazione”.

E’ una crisi devastante quella che sta affrontando anche il mondo vitivinicolo della Sardegna. Alle vendite che registrano un calo anche del 90%, con l’azzeramento degli ordini da hotel, ristoranti e catering, e la pesante contrazione nella Grande Distribuzione Organizzata, si uniscono anche i problemi legati alla carenza di liquidità, all’incremento degli insoluti e all’aumento delle giacenze, fattori che lasciano intravedere un prossimo crollo dei prezzi e relativo danneggiamento dei settori Primario e della trasformazione. Un settore, quello del vino sardo che, negli ultimi anni, ha sofferto anche per gli eventi calamitosi che, negli ultimi anni, ne hanno fortemente limitato produzioni, sviluppo e vendite.

Ed è per far conoscere questa grave situazione del comparto e lanciare una richiesta d’aiuto che i Presidenti di tutti gli 8 Consorzi di Tutela Vini IGT, DOC e DOCG della Sardegna, Alessandra Seghene per il Consorzio di tutela Erga Omnes “Terre di Romangia” Romangia igt e Moscato di Sorso Sennori Doc, Giovanni Porcu per il Consorzio di tutela Erga Omnes Malvasia di Bosa doc, Daniela Pinna per il Consorzio di tutela Erga Omnes Vermentino di Gallura Docg, Mario Moro per il Consorzio di tutela Erga Omnes Alghero doc, Giovanni Pinna Consorzio di tutela Vermentino di Sardegna doc, Emanuele Garau per il Consorzio di tutela Cannonau di Sardegna doc, Francesca Argiolas per il Consorzio di tutela Vini di Sardegna doc, Sandro Murgia per il Consorzio di tutela Erga Omnes vini di Cagliari, in rappresentanza dei produttori sardi con 14887 ettari coltivati, su un totale regionale di 27293, con 312mila ettolitri prodotti, l’80% del totale regionale di 526mila, con la produzione di  eccellenze vinicole che per il 37% vengono vendute ed esportate in ben 19 Paesi del Mondo (dati anno 2017 fonte LAORE) hanno scritto una lettera  al Presidente della Regione, Christian Solinas.

Siamo molto preoccupati per il futuro delle nostre aziende e del comparto in generale – scrivono i produttori – e per questo chiediamo alla Regione di elaborare strategie che portino al superamento di questa situazione di crisi, e di predisporre iniziative che rilancino i settori vitivinicolo e agricolo, unitamente al resto dei comparti produttivi”. “Ricordiamo anche come la viticoltura, come tutto il settore agricolo, non possa essere fermata o “chiusa” – proseguono – e di come necessiti della continua attività degli addetti, per le attività colturali e per le lavorazioni, con conseguenti costi di conduzione”.

Le imprese vitivinicole, per questo, nella missiva inoltrata al Presidente Solinas chiedono “di concertare le azioni con gli Assessorati Agricoltura e Turismo, anche per creare un piano di comunicazione che sostenga la ripartenza del settore e lo rilanci in Italia e all’estero, e un “Piano Marshall” che garantisca liquidità alle aziende e le ponga in condizione di affrontare la ripresa”.

Poi le Cantine propongono tre “misure” fondamentali per la ripresa del comparto he interesserebbero la parte “agricola”, “finanziaria” e “promozionale”.

Tra le proposte degli imprenditori sulle “misure agricole”, ci sono il congelamento delle risorse del PNS non impegnate nell’anno finanziario 2019-2020, l’aumento della quota di contributo dal 40 ad almeno il 60% per incentivare le imprese ad investire, la velocizzazione e sburocratizzazione delle pratiche in corso di esaminazione, la proroga delle scadenze di 12 mesi e l’annullamento di tutte le sanzioni per chi non ha concluso e rendicontato le pratiche entro i tempi previsti, e una maggiore flessibilità sui mercati, con la possibilità di poter modificare, utilizzare e trasferire le misure già finanziate per i paesi extracomunitari, estendendole ai paesi della comunità europea.

Un punto importante per le Cantine è quello sulle eccedenze di vino per l’annata 2019. “Chiediamo che la Regione Sardegna si attivi presso il Ministero e la Comunità Europea per richiedere un aumento delle riserve (quota di vino utilizzabile su altre annate, attualmente pari al 15%, portandola fino al 30%) – scrivono i Produttori nella lettera questa misura, a costo zero, permetterebbe di incamerare una quota di riserva utile in particolare a sopperire alle esigenze di mercato di vini come il Vermentino, la cui produzione è stata fortemente danneggiata dalle gelate”. Una richiesta arriva anche per sostenere il comparto vitivinicolo a livello produttivo e di prezzo prodotto. “Ci sarà uno shock per l’immissione sul mercato di milioni di bottiglie invendute, in presenza di domanda scarsa – continuano – con conseguente crollo dei prezzi. Bisogna pensare a contributi in favore della riduzione facoltativa di prodotto immesso sul mercato, finanziando politiche qualitative di diradamento in pianta o di vendemmia verde. Non possiamo deprezzare, c’è di mezzo la vita delle aziende”.

Sulla parte “finanziaria”, le aziende vitivinicole puntano ancora sulla liquidità per far fronte a tutte le incombenze economiche. Su questo argomento puntano su una veloce immissione dei fondi previsti con l’ultimo Decreto, riducendo al minimo le commissioni richieste per la garanzia di Stato ed evitare così di neutralizzare l’agevolazione sul tasso di interesse. “Il finanziamento dovrebbe essere erogabile per un importo pari al 25-30% del fatturato dell’anno precedente – prosegue la missiva – con piena copertura da parte dello Stato e con tempi di restituzione dilazionati, possibilmente in almeno 10 anni con preammortamento e rimborso del capitale una volta tornati ad una pseudo normalità”. Inoltre i produttori propongono una moratoria dei pagamenti sui mutui e scadenze fiscali, con posticipazione delle scadenze al 2021, lo sblocco OCM/PSR chiusi e non liquidati, la velocizzazione dell’iter per importi già spesi che sono in attesa di essere liquidati da Regione, AGEA e altri organismi. In più chiedono di portare al 100% gli anticipi richiedibili con la polizza fideiussoria. Il credito d’imposta per i crediti inesigibili, previsto dal decreto Cura Italia, dovrebbe essere facilmente fruibile in compensazione per contributi, imposte e tasse. Infatti, la moltiplicazione degli insoluti per chiusura delle attività di ristorazione, bar e rivendite, sarà inevitabile e arriverà a percentuali importanti. Infine l’applicazione del credito di imposta per perdita significativa del fatturato, modulandola in base al mancato reddito calcolato sull’anno precedente.

Infine la parte dedicata alle “misure dedicate alla promozione”.

Sarebbe opportuno creare un fondo dedicato espressamente alla promozione – si legge ancora nella letterain quanto nel momento in cui questa emergenza sarà terminata, si scatenerà una competizione fortissima tra Paesi produttori a livello internazionale in cui dovremmo assolutamente farci trovare preparati, mettendo in evidenza tutte le nostre eccellenze”. “L’unione e la collaborazione tra i diversi settori dell’agroalimentare, del turismo, dell’ambiente e della cultura sarà indispensabile per un’azione vincente – sottolineano i produttoriquesto proposito sarebbe utile la partecipazione attiva ad una campagna promozionale istituzionale nazionale dedicata al made in Italy (altri paesi produttori come la Spagna hanno già iniziato a preparare il consumatore al dopo epidemia con appositi messaggi pubblicitari), una campagna istituzionale specifica sulle eccellenze della nostra Regione e un finanziamento ai consorzi di tutela perché possano svolgere al meglio il loro ruolo di tutela e promozione, un finanziamento specifico per le aziende affinché possano adottare tutti i sistemi per promuovere i loro prodotti, ivi compresi tutti quelli offerti dal digital marketing, finanziamenti per strutture dedicate all’enoturismo da realizzare presso i vigneti, al fine di rilanciare il turismo interno e il desiderio di stare all’aperto dei consumatori, rispettando i limiti anche di spazio imposti dalle normative di sicurezza vigenti”.

Poi le richieste per la partecipazione alle Fiere di settore: “Sarebbe auspicabile reindirizzare i fondi già stanziati per manifestazioni del settore (es. Vinitaly) per campagne promozionali istituzionali, oppure per partecipazione ad altre fiere internazionali già previste in autunno”. In conclusione, ma non meno importante, i vitivinicoltori dedicano un passaggio ai trasporti: “E’ necessario migliorare la continuità territoriale preparandosi ad un piano eccezionale di promozione ed incentivazione turistica attraverso il miglioramento dei servizi e dei prezzi di trasporto, fornendo alle aziende un contributo sulle spese di trasporto delle merci”.

 FIRMATO

– La Presidente Alessandra Seghene del Consorzio di tutela Erga Omnes “Terre di Romangia” Romangia igt e Moscato di Sorso Sennori Doc (cell. +39 346 829 2457)

– Il Presidente Giovanni Porcu per il Conzorzio di tutela Erga Omnes Malvasia di Bosa doc (cell. +39 333 959 9741)

– La Presidente Daniela Pinna per il Consorzio di tutela Erga Omnes Vermentino di Gallura Docg (cell. +39 348 470 7476)

– Il Presidente Mario Moro per il Consorzio di tutela Erga Omnes Alghero doc (cell. +39 349 062 1650)

– Il Presidente Giovanni Pinna per il Consorzio di tutela Vermentino di Sardegna doc (cell. +39 348 964 0034)

–  Il Presidente Emanuele Garau per il Consorzio di tutela Cannonau di Sardegna doc (cell. +39 380 531 9064)

– La Presidente Francesca Argiolas per il Consorzio di tutela Vini di Sardegna doc (cell. +39 347 393 1045)

– Il Presidente Sandro Murgia per il Consorzio di tutela Erga Omnes vini di Cagliari (cell. +39 339 854 2667)

23-04-2020

La Redazione.

 




Emergenza Covid-19 in Commissione Sanità.

Partirà entro questa settimana o, al più tardi, all’inizio della prossima l’indagine epidemiologica sulla diffusione del Covid-19 in Sardegna. Si baserà su test rapidi per l’individuazione del virus. L’indagine regionale affiancherà quella promossa dal Ministero della Salute a livello nazionale. A disposizione della Sardegna, 5mila test sierologici dei 150mila programmati. Lo ha confermato l’assessore alla Sanità Mario Nieddu sentito in audizione dalla Sesta Commissione “Sanità e Politiche Sociali” del Consiglio regionale. «Sarà un’indagine mirata, basata su criteri severi e stringenti per accertare la reale entità della circolazione del virus nell’Isola – ha detto l’esponente della Giunta – riguarderà in particolare quei paesi dove finora non sono stati registrati casi di coronavirus. Servirà a capire se realmente il Covid-19 non ha colpito alcuni centri o se, invece, sono presenti soggetti asintomatici. La Fase 2 si avvicina, ma se vogliamo procedere a una graduale riapertura delle attività lo dobbiamo fare su dati certi. Se dovessimo accertare la presenza del virus in zone ritenute immuni lo scenario cambierebbe radicalmente».

L’assessore ha confermato i dati confortanti sull’andamento dell’epidemia in Sardegna: «Il numero dei positivi si riduce – ha affermato Nieddu – ieri a Sassari è stato raggiunto il contagio zero. Questo vuol dire che le misure adottate hanno funzionato».

La Regione, intanto, conferma la volontà di potenziare l’attività di assistenza e controllo nei territori. «Abbiamo firmato il protocollo d’intesa con i sindacati per l’istituzione delle Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, contiamo di attivarle al più tardi entro le prossima settimana. Si tratta di risolvere alcuni problemi organizzativi che riguardano, in particolare, l’individuazione delle sedi.

Sulle polemiche riguardanti la fornitura dei dispositivi di sicurezza per gli operatori sanitari, Nieddu ha ammesso qualche difficoltà dovuta ai massicci ordini provenienti dagli Stati Uniti che hanno influito negativamente sull’offerta globale: «In ogni caso i dispositivi nelle strutture Covid non sono mai mancati». Rispondendo a una sollecitazione del capogruppo dei Progressisti Francesco Agus sulla differenza, in molti casi marcata, dei costi affrontati dai diversi ospedali per l’acquisto di mascherine e tute, l’assessore ha detto: «In alcuni casi abbiamo dovuto acquistare a prezzi più alti, ma eravamo in stato di necessità, si comprava ciò che si trovava sul mercato». Nessuna novità invece sulla messa a disposizione di alberghi per ospitare pazienti positivi dimessi dagli ospedali che devono affrontare un periodo di quarantena. «In questo caso c’è qualche difficoltà di natura finanziaria – ha detto Nieddu – occorrerà adeguare la nostra capacità di spesa».

La Commissione ha poi sentito il responsabile dell’Ats Sardegna, Giorgio Steri, e il neo commissario dell’Aou di Sassari Giovanni Soro. Entrambi hanno espresso ottimismo per l’andamento dell’epidemia in Sardegna invitando comunque alla cautela: «E’ proprio in questo momento che non bisogna abbassare la guardia – ha detto Steri – le misure di contenimento hanno consentito di frenare la diffusione della malattia. Lo confermano i dati sui tamponi effettuati nella prima fase della comparsa del virus e quelli disposti dopo la chiusura delle attività commerciali e di intrattenimento. Nel primo periodo la percentuale dei positivi era del 12% sul numero dei tamponi effettuati, oggi è scesa al 7%». Il commissario dell’Ats ha poi illustrato l’attività di monitoraggio sulle Rsa: «Dopo aver messo in sicurezza le strutture del Nord Sardegna, grazie anche al lavoro fatto dai medici militari nelle Rsa e case di riposo, contiamo entro la settimana di completare l’attività di screening in tutte le Rsa del Centro e Sud Sardegna. La prossima settimana crediamo di concludere anche il monitoraggio sulle carceri. Valuteremo poi se intervenire sulle case di riposo dove è più alto il rischio di un “inquinamento” esterno».

Il responsabile dell’Aou di Sassari ha invece fornito dati rassicuranti sulla situazione nel Nord Sardegna: «Oggi siamo in grado di processare circa 600 tamponi al giorno. Siamo arrivati a oltre 11mila tamponi effettuati – ha detto Soro – i risultati delle analisi confermano un trend in calo dei contagiati. Abbiamo effettuato circa 2800 tamponi sul personale ospedaliero: 87 sono risultati positivi ma 60 sono già rientrati al lavoro. Cala il numero dei ricoveri, attualmente abbiamo 33 pazienti nelle strutture  Covid: 9 in terapia intensiva, 15 nel reparto di malattie infettive, 9 nell’area “grigi” riservata ai pazienti con tampone negativo ma con sintomi sospetti. La  minor pressione ospedaliera ci consente di pensare a un riconversione delle terapie intensive. All’inizio dell’epidemia disponevamo di 68 posti letto, aumentati successivamente a 83. L’andamento dei dati potrebbe consentirci di riaprire in sicurezza le strutture per la cure di altre patologie che necessitano di assistenza».

Su questo punto è arrivata una segnalazione preoccupante dal consigliere dell’UDC – Cambiamo Antonello Peru: «A Sassari interi reparti sono fermi – ha detto Peru – dall’inizio dell’epidemia molti pazienti, per paura, non si ricoverano o rinunciano agli esami diagnostici. Si viaggia dalle 100 alle 150 disdette al giorno di visite specialistiche. Si rischia un’emergenza nell’emergenza. Si valuti l’opportunità di riaprire gradualmente i reparti e di procedere con gli esami ordinari».

Il commissario dell’Aou di Sassari ha poi segnalato la criticità più importante del sistema sanitario, condivisa con le altre aree dell’Isola: la sistemazione dei pazienti positivi dimessi: «In molti casi si tratta di persone anziane non autosufficienti che necessitano di assistenza continua – ha detto Soro – si pone il problema di trovare un luogo adatto alle loro condizioni. Spesso non possono rientrare nella propria abitazione né andare in una Casa di riposo. Occorre trovare una soluzione adeguata».

In chiusura di seduta la Commissione ha votato all’unanimità una risoluzione proposta del capogruppo di Leu Daniele Cocco e sostenuta dal presidente della Commissione Domenico Gallus che impegna la giunta regionale ad impartire ad Ats e aziende ospedaliere indirizzi specifici sulle assunzioni di nuovo personale. La copertura dei posti vacanti di infermiere e oss dovrà avvenire attraverso la stabilizzazione del personale che opera a tempo determinato o attraverso lo scorrimento delle graduatorie concorsuali». Anche su questo punto l’assessore Nieddu ha dato ampie garanzie: «Non ci sarà bisogno di prorogare al 2021 le graduatorie perché pensiamo di mandarle in esaurimento entro il 2020, anche quelle del 2017 relative alla sanità oristanese »

Soddisfatto il presidente della Commissione Domenico Gallus: «Abbiamo ricevuto oggi importanti rassicurazioni sulle azioni messe in campo per il contenimento del virus, anche le notizie che arrivano da Sassari sono confortanti – ha detto Gallus – possiamo adesso cominciare a progettare un graduale ripresa delle attività economiche e sociali anche se dovremo attendere ancora qualche tempo per il pieno ritorno alla normalità».

REPARTO ONCOEMATOLOGIA ORISTANO

A margine delle audizioni si è parlato anche della paventata chiusura del reparto di oncoematologia di Oristano. Rispondendo a una precisa domanda del presidente Gallus, l’assessore ha assicurato che l’attività del reparto riprenderà al più presto: «Abbiamo preso l’impegno per riconoscere ai malati oristanesi il diritto di essere curati nella propria città – ha detto Nieddu – il reparto non sarà chiuso. Il disagio per i pazienti finirà con la fine dell’emergenza Covid-19».

»Finalmente si parla non più di mesi ma di settimane per la riapertura del reparto – ha commentato il presidente della Commissione Domenico Gallus – avvicinare le cure ai pazienti è stato uno dei nostri mantra in campagna elettorale. Le parole dell’assessore Nieddu confermano che si viaggia in questa direzione. Il reparto di oncoematologia sarà presto una realtà»




La circonvallazione può partire. Chiuso l’iter con il parere positivo della Regione.

L’investimento di 10,5 milioni per cambiare la viabilità della città. Il Sindaco Mario Conoci : “Pronti a far partire i lavori”.
La direzione generale del servizio infrastrutture di trasporto e sicurezza stradale dell’Assessorato regionale ai lavori pubblici ha approvato il progetto esecutivo dell’intervento denominato “ Completamento della nuova Sassari-Alghero 1° lotto – Circonvallazione di Alghero – tratta S.S.127 bis – S.S.292″. La determinazione firmata ieri dalla Regione rappresenta il sostanziale via libera ai lavori per l’opera attesa in città da decenni per la cui esecuzione sono disponibili 10.500.000,00 euro ( 4 milioni stanziati nel 2008 Giunta Soru e 6,5 milioni stanziati nel 2010 Giunta Cappellacci ) di finanziamento regionale. Manca ora l’ultimo passaggio con il quale nei prossimi giorni la Giunta Conoci approverà il progetto definitivo e finalmente si può dare inizio alle opere. L’attesissima opera pubblica percorrerà i circa 2.000 metri che uniranno la parte nord di Alghero  ( statale 127 bis Alghero – Olmedo ) con la zona Sud ( strada 292 per Villanova Monteleone – Viale della Resistenza direzione Bosa). Sarà una strada urbana a quattro corsie, suddivisa in quattro segmenti separati da rotatorie progettate per consentire l’innesto con le viabilità di quartiere. “Siamo pronti ad aprire il cantiere con un’iniziativa di grande impatto sulla mobilità cittadina, nonché una risposta forte al comparto delle opere pubbliche che in questo momento necessità di una ripresa – spiega il Sindaco Mario Conoci – l’opera interviene sulla funzionalità dell’intero sistema viario della città, che consentirà di scaricare parte del traffico dal centro di Alghero, spesso congestionato in occasione dei flussi turistici estivi, in grado di garantire sicurezza e minori tempi di percorrenza per collegare le zone Nord e Sud”. Un iter lunghissimo, iniziato con la progettazione preliminare nel 2010 e che ha avuto un’accelerata dall’inizio di questa legislatura, con l’impegno del Sindaco Mario Conoci presso la Regione e con l’azione dell’Assessore ai Lavori Pubblici Antonello Peru che ha ripreso il progetto fermo ancora alla fase esecutiva. “L’Assessorato ha lavorato con determinazione per arrivare alla fase di presentazione del progetto in Regione – spiega Antonello Peru – e l’approvazione infatti non era scontata poiché in sede di verifica sono emersi diversi rilievi al progetto. L’Ufficio è stato in grado di risolvere le problematiche sottese alle osservazioni ma ha oltremodo prospettato diverse soluzioni tecniche alla Regione che le ha recepite in tempi rapidi”.  Altrettanto c’è stata la necessità di superare problemi urbanistici irrisolti legati ad una area impegnata da una azienda privata. Il tracciato  parte da viale della Resistenza, continua per la via Valverde e arriva in via Carrabuffas per poi finire il percorso al Carmine.  L’infrastruttura  crea le condizioni per migliorare lo sviluppo economico dell’intero territorio ma non solo. Il varo di questa fondamentale opera si innesta ad un’altra infrastruttura  indispensabile allo sviluppo dell’intero Nord Sardegna: il primo lotto della Sassari-Alghero, portando la quattro corsie da Rudas, dove ora finisce, fino all’ingresso di Alghero, raccordandosi appunto alla circonvallazione nella zona del Carmine. “Su quest’ultima opera la “strada” è ancora in salita – aggiunge Mario Conoci – ma confidiamo che la volontà unanime del territorio venga recepita dal Governo e, anche alla luce della attuale crisi economica, superi vincoli assurdi che bloccano un strada essenziale e con essa oltre 130 milioni di euro”.
22-04-2020
La Redazione



Comunicato e nota su emergenza settore turismo.

Si trasmette un comunicato  (ed il documento integrale elaborato da Sardegna Civica, Fortza Paris ed UDS ed inviato al Presidente della Regione) quale contributo di analisi e di proposte per il comparto del turismo  in Sardegna, fortemente colpito dalla pandemia.
Nota su crisi turismo e nautica in Sardegna
COMUNICATO su Documento crisi turismo SC – FP- UDS
22-04-2020
La Redazione.



Migranti: sindaci siciliani ascoltati da Bicamerale Schengen. Zoffili (Lega): rischio sanitario, porti vanno chiusi sul serio.

“Oggi ho presieduto un’importante riunione della bicamerale Schengen, Europol e immigrazione nella quale abbiamo ascoltato la voce di tre sindaci in prima linea sullo scenario migratorio: quello di Lampedusa, Salvatore Martello, di Porto Empedocle, Ida Carmina, e di Pozzallo, Roberto Ammatuna. A conferma del fatto che è importante coinvolgere il territorio, da loro abbiamo ricevuto preziose informazioni e segnalazioni che sottoporremo agli organi competenti, daremo inoltre seguito a questa seduta la prossima settimana, con l’audizione del prefetto Michele Di Bari, nominato soggetto attuatore per quanto riguarda la gestione dei migranti in arrivo, al quale chiederemo chiarimenti su problemi specifici che i sindaci ci hanno segnalato riguardanti gli sbarchi, i controlli sanitari, i tamponi e i dispositivi di sicurezza individuale. Ho sottolineato loro che la bicamerale, per mio tramite, è comunque a loro completa disposizione per ogni ulteriore esigenza in un contesto dove purtroppo gli sbarchi continuano mettendo a rischio il nostro Paese anche sotto il profilo sanitario. I porti devono essere chiusi per davvero e il governo deve intervenire”.
Così Eugenio Zoffili, deputato e Presidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione.
22-04-2020
La Redazione.