IL MINISTRO RISPONDE ALL’INTERROGAZIONE SULLE SCORIE RADIOATTIVE,

IL GOVERNO SCEGLIE DI SCRIVERE MA NON DI RISPONDERE ALLE QUESTIONI PRECISE POSTE DAL DEPUTATO DI FORZA ITALIA PIETRO PITTALIS. L’ESPONENTE AZZURRO DENUNCIA L’ASSENZA TOTALE DI CONOSCENZA SUGLI IMPIANTI E I DEPOSITI DI MATERIALI RADIOATTIVI CHE L’ESECUTIVO INTENDE REALIZZARE. PITTALIS RIBADISCE CHE LA SARDEGNA NON SARA’ DISPOSTA A NESSUNA CONCESSIONE SU QUESTRO FRONTE.

L’interrogazione l’avevo fatta a dicembre dello scorso anno, la risposta in forma scritta del Ministero dello Sviluppo economico è giusto di pochi giorni fa. Quasi quattro mesi di attesa per avere una risposta che non esaudisce nessuno dei quesiti posti a suo tempo all’esecutivo, ma da cui si evince che al momento niente è stato deciso.

Eppure, la questione, gli impianti e i sistemi per il deposito dei materiali e rifiuti radioattivi non è di quelle marginali e in Sardegna in proposito si ha il nervo scoperto da tempo.

A dicembre dunque avevo formalmente chiesto al Governo di conoscere se la Sardegna fosse una delle regioni indicate tra le aree idonee ad ospitare il sito nel quale verrà realizzato il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Ebbene nella risposta – sei pagine argomentate che hanno alla fine la firma del ministro Stefano Patuanelli – in pratica non c’è riscontro alle mie domande e questioni precise poste.

Nella missiva del Ministero non si fa altro che riepilogare l’iter normativo ed autorizzativo che vigila intorno alla delicata materia. Si citano una serie di pesi e contrappesi, organismi di controllo che alla fine di una tempistica appositamente complessa arriveranno alla definizione della Carta nazionale delle aree idonee (CNAI), che dopo il parere tecnico dell’ISIN (autorità di regolamentazione competente), sarà approvata con decreto dei ministri competenti, Regioni etc.

Poi ancora ci si dice che in assenza di manifestazioni di interesse da parte delle amministrazioni territoriali per ospitare il sito saranno attivati comitati inter istituzionali Stato – Regioni e sarà cercata l’intesa della conferenza unificata Stato, Regioni ed Enti locali.

“In caso di mancato raggiungimento delle intese sui singoli siti, la decisione sarà assunta con deliberazione motivata del Consiglio dei ministri (integrato con la partecipazione di ciascun Presidente di regione interessato)”, si legge nella lettera che ho ricevuto. La missiva si conclude affermando che “la localizzazione del Deposito nazionale sarà decisa a valle di una procedura ampiamente partecipativa, che comprende la valutazione concertata di ogni elemento radiologico, territoriale ed ambientale utili a selezionare il sito.

“A questo punto ci sembra di capire che ancora non è stato scelto nessun luogo nel contesto nazionale e che se anche venisse individuato la decisione di destinare un sito a quegli obiettivi deve essere condivisa. Un elemento che ci fa ben sperare ma non abbassare la guardia”, rimarca Pittalis. “Dopo questa risposta del Ministro occorrerà essere ancora più vigili perché la Sardegna non sia esposta a brutte sorprese. Sarà mia cura far conoscere i contenuti della lettera al presidente della Regione Cristian Solinas per le iniziative che riterrà intraprendere”.

29-04-2020

La Redazione.




SARDEGNA, ANAS: CHIUSA PROVVISORIAMENTE LA GALLERIA MURTINEDDU SULLA SS125/var.

Sulla strada statale 125/var ‘Nuova Orientale Sarda’ è provvisoriamente chiusa la galleria Murtineddu, nel comune di Quartu S. Elena (Cagliari), per consentire un intervento di ripristino dell’impianto di ventilazione.

Il traffico è deviato con indicazioni sul posto.

Anas, società del Gruppo FS Italiane, ricorda che in ottemperanza alle disposizioni governative per l’emergenza Coronavirus è importante limitare i viaggi (#iorestoacasa). Per una mobilità informata l’evoluzione della situazione del traffico in tempo reale è consultabile anche su tutti gli smartphone e i tablet, grazie all’applicazione “VAI” di Anas, disponibile gratuitamente in “App store” e in “Play store”. Il servizio clienti “Pronto Anas” è raggiungibile chiamando il numero verde gratuito 800.841.148.

29-04-2020

La Redazione.




Alghero: buoni spesa – ancora da consegnare circa 12.000 – riapertura termini per le domande

attraverso la recente distribuzione che ha consegnato in città, nelle scorse settimane, 48.310 buoni. Restano da assegnare ancora 11.690 buoni dei complessivi 60.000 stampati dal Comune di Alghero. Il Settore dei Servizi Sociali ha pubblicato l’avviso di riapertura termini per l’accesso ai contributi ( www.comune.alghero.ss.it Servizi al Cittadino – bandi avvisi graduatorie ) con scadenza per la presentazione delle istanze fissata al 5 maggio. Si tratta della restante parte del complessivo pacchetto di interventi finanziati con 300 mila euro che hanno consentito di mettere a disposizione 60.000 buoni spesa del valore di 5 euro ciascuno. Il precedente avviso aveva raccolto circa 1.200 domande per una media di 227 euro a famiglia.

29-04-2020

La Redazione.




Olbia: Convocazione del Consiglio Comunale in videoconferenza-Decreto del Presidente del Consiglio n.1/2020.

 Il Consiglio Comunale è convocato in  I^ convocazione per il giorno mercoledì 29 aprile 2020 ore 16:00

Si trasmette in allegato l’ordine del giorno.

ODG_CC_29.04.2020-signed

29-04-2020

La Redazione.




Sale operatorie del Civile di Alghero pronte, ma ancora chiuse.

Tutto tace sull’apertura delle nuove sale operatorie dell’Ospedale Civile, pronte da tempo . Chiediamo che il Sindaco riferisca al più presto.
Come si sa, infatti, da più di un anno le sale operatorie dell’Ospedale Civile sono state chiuse perché era necessario ristrutturarle e metterle a norma, compresa la schermatura delle pareti in caso di utilizzo di RX all’interno. Ora, le sale operatorie sono pronte, ma non c’è l’autorizzazione a riaprirle non si capisce per quale motivo e si lavora su un’unica sala operatoria del secondo piano che viene messa a disposizione di tutte le specialità, compresa l’ostetricia, mentre se avessimo anche le sale operatorie del terzo piano aperte, si potrebbe dare maggiore disponibilità ad operare a tutte le specialità. Lo si potrebbe fare con percorsi separati dall’ostetricia che avrebbe così la sua sala operatoria dedicata, in un momento in cui è fondamentale avere anche percorsi separati per eventuali pazienti sospetti Covid. Tra l’altro, nelle urgenze è impossibile aspettare il risultato del tampone da Sassari, anche considerato che il laboratorio di Alghero mai è stato autorizzato, malgrado annunci e promesse. Un autista ogni giorno fa spola da Alghero a Sassari coi tamponi da esaminare.
Sarebbe molto sconveniente – tornando alle sale operatorie – ritrovarsi con pazienti operati in urgenza, magari poi risultati positivi, in un ambiente dove poi c’è anche la sala parto. Chiediamo al Sindaco, responsabile della Salute nella nostra città, di far sentire forte questa esigenza, non più rinviabile.

Mario Bruno

Gabriella Esposito

Pietro Sartore

Raimondo Cacciotto

Ornella Piras

Valdo Di Nolfo

Mimmo Pirisi

29-04-2020

La Redazione




Convocazione Consiglio Comunale a Sassari

Il Consiglio comunale è convocato per domani, giovedì 30 aprile, alle 15, nella sala Langiu del Comando della Polizia locale.
In allegato i punti all’ordine del giorno
29-4-20 Convocazione Consiglio comunale
29-04-2020
La Redazione



Risorgiamo Italia, anche Alghero consegna le chiavi.

La manifestazione è denominata Risorgiamo Italia organizzata spontaneamente insieme ai colleghi di tutta Italia, prevista oggi 28 aprile alle 21.00 e domani mattina. Le motivazioni che ci hanno spinto a questo gesto pacifico, in un momento così complicato, originano. Si contano ormai oltre 100.000 adesioni, sarà una serrata al contrario: accenderemo le luci delle insegne delle nostre attività simbolicamente per l’ultima sera e la mattina del 29 aprile, ovvero domani, consegneremo, ognuno davanti al proprio comune, al Sindaco della città, le chiavi dei nostri locali. Ad oggi, infatti, non esistono i presupposti economici per riaprire le attività e tornare al nostro lavoro: il Governo ci chiede di aprire con gli stessi costi che sostenevamo prima dell’emergenza epidemiologica, con una previsione di incassi che, nelle migliori delle ipotesi, sarà pari al 30% dell’anno precedente. Deve essere chiaro che non chiediamo assistenzialismo, ma misure, per l’eventuale riapertura, che siano collegate a tutele economiche come: cassa integrazione fino a Dicembre 2020 e moratoria sugli affitti e sulle utenze per non costringerci a licenziare i nostri collaboratori, se non a chiudere del tutto, le nostre attività, uniti all’abbattimento degli oneri sociali a carico delle nostre imprese. Nonostante il settore Ho.Re.Ca. in Italia fatturi 87 miliardi con mezzo milione di attività commerciali che impiegano circa 1.500.000 di dipendenti, incluso l’indotto di forniture e servizi e che mandano avanti il nostro Paese, oggi è il settore più penalizzato. E’ evidente che è impensabile immaginare una società in cui crolli l’attività produttiva della piccola impresa: se falliscono queste attività, le conseguenze coinvolgeranno tutti, per cui, se lo Stato non dovesse intervenire immediatamente con adeguati interventi, si rischia di perdere il patrimonio economico e culturale più importante del nostro Paese: il buon vivere italiano, invidiato da tutto il mondo. Con la manifestazione del 28 aprile, oltre ad un segno di protesta, come Movimento Imprese Ospitalità indiciamo la giornata nazionale dell’universo HO.RE.CA con la speranza che, il prossimo anno, in questa data, potremmo tutti scendere in piazza per celebrare la rinascita, il risorgere di una categoria che rischia, con tutto l’indotto, di scomparire.

28-04-2020

La Redazione.




COLDIRETTI. SUINICOLTURA A RISCHIO ESTINZIONE: “SERVONO INTERVENTI IMMEDIATI”.

Proposta della spesa sarda per un nuovo inizio da donare ai ristoratoriIl Coronavirus rischia di spazzare via anche gli ultimi pilastri della suinicoltura sarda, quelli che hanno resistito a 40 anni di peste suina.

E’ un vero è proprio grido di allarme quello che arriva dagli allevatori di suini che in oltre 40 anni di Psa e 10 consecutivi di divieto di esportazione delle carni oltre i confini sardi rischiano adesso di essere travolti dalle conseguenze economiche dal lockdown e dalle speculazioni del mercato.

Dopo un piccolo e stretto varco apertosi gli ultimi giorni prima di Pasqua, il mercato è caduto in un sonno profondo che rischia di essere lungo e deleterio.

Oltre il 70% della produzione sarda dei maialetti, simbolo della gastronomia sarda, è infatti indirizzato al turismo, settore economico più penalizzato e sul quale la ripresa è la più incerta e lunga di tutti.

Il canale horeca è quello infatti che assorbe la quasi totalità dei nostri maialetti, o meglio di quelli che rimangono dopo 40 anni di peste suina, che solo negli ultimi 10 anni ha ridotto di oltre il 50% il numero dei suini allevati in Sardegna che si attestano intorno ai 100mila capi.

L’altra linea della suinicoltura sarda, quella dei cosiddetti magroni, subisce invece le speculazioni del mercato, dovuta al crollo delle vendite dei prosciutti (che traina il mercato in Italia) e alla chiusura delle macellazioni di circa 200mila suini alla settimana. Ma non ha bloccato invece l’importazione di circa 1milione di cosce dall’Estero, provocando un invitabile crollo de prezzo (circa il 40% negli ultimi due mesi) che si sta ripercuotendo anche nel mercato sardo, in cui la speculazione la fa da padrone e si passa sopra anche sugli impegni e contratti firmati.

“Una situazione anomala – denuncia Pierluigi Mamusa, titolare di uno dei più grossi e moderni allevamenti suinicoli sardi – in cui crollano le macellazioni made in Italy ma non le importazioni dall’estero e in cui si utilizza il crollo del prezzo della carne suina in Italia come una clava anche con noi, dove tra l’altro per via della poca produzione, circa l’80% del nostro fabbisogno è coperto dalle importazioni. In questo modo si favoriscono le speculazioni a scapito delle nostre produzioni di qualità. Purtroppo la grande distribuzione si sta dimostrando poco sensibile a questo problema”.

A resistere in questi anni sono stati non solo gli allevatori più coraggiosi ma anche quelli più innovativi che hanno investito in formazione dando vita ad aziende moderne esempi di biosicurezza e imprenditorialità in Italia e in qualche caso in Europa.

Il modello vivente che ha tenuto in piedi e dato speranza di futuro a tutto il settore anche e soprattutto nei momenti più bui e difficili.

Ma quando sembrava giunto il momento del riscatto per questo settore, quando ormai si avvicinava anche il via libera alle esportazioni che avrebbero sancito anche il superamento della peste suina è arrivato l’emergenza Coronavirus.

Per gli allevamenti linea maialetto un duro colpo che senza sostegno sono destinati alla chiusura. Primavera-estate è infatti il momento di maggiore vendita. Quello in cui sono programmati e si concentrano le nascite.

La non vendita dei maialetti significa non solo meno entrate ma anche più spese. Stiamo parlando infatti di allevamenti strutturati, in cui tutto è programmato. I suini non possono essere aperti al pascolo brado, vietato dalle norme sulla peste suina, quindi le spese per l’alimentazione sono sempre le stesse per i maiali adulti, accresciuti dalla presenza anche dei maialetti non venduti, che intanto crescono e vanno fuori mercato. Stesso discorso per gli altri allevamenti di suini. In molti casi, questi allevamenti innovativi, effettuano anche il congelamento dei maialetti, visto che il mercato si concentra soprattutto a fine primavera e estate, con la crescita del flusso turistico. Ma a parte lo spazio nelle celle, il congelamento non ha tempi lunghissimi di conservazione.

“Il 55% del bilancio dell’azienda è composto dalle spese per mangimi – affermano i giovani allevatori Fabrizio Viglietti di Arzachena e Luciano Nieddu di Berchidda -. Ogni giorno spendiamo circa un euro a maiale. È chiaro che anche una azienda sana come le nostre non possono reggere queste ingenti perdite. Il margine per riprogrammare ed abbassare i costi di gestione sono davvero limitati con il rischio di mandare in fumo anni di programmazione e compromettere l’allevamento. Da oltre un mese siamo in perdita in un periodo nel quale invece devono prevalere le entrate”.

Nei giorni scorsi i due allevatori hanno regalato circa 30 maialetti alla Caritas di Olbia per destinarli alle famiglie meno abbienti. Un gesto di solidarietà, nonostante la crisi: “in questo momento, nonostante stiano andando in fumo anni di lavoro e investimenti e tutti i nostri progetti, non possiamo dimenticare chi sta peggio di noi”.

“Chiediamo al presidente Solinas la convocazione immediata di un tavolo virtuale sulla suinicoltura per trovare insieme delle soluzioni al comparto – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. In questo momento, per via del blocco del mercato c’è una sovrapproduzione di carne. E’ necessario l’immissione di liquidità per garantire almeno il sostentamento degli animali, a rischio è un intero comparto e il lavoro di anni. Le soluzioni non mancano. Inoltre riteniamo opportuno estendere i controlli annunciati dal presidente Solinas anche al settore della carne per tutelare sia i produttori che i consumatori perché non ci risulta che il prezzo alla vendita sia più basso”.

Ma la proposta di Coldiretti Sardegna è anche un’altra. “La Regione potrebbe anche investire qualche milione di euro per acquistare carne di suino magari abbinato con una bottiglia di vino, da donare in questo caso ai ristoratori, altro settore fortemente penalizzato oltre che legato con i due settori agricoli (quelli che maggiormente in agricoltura stanno subendo perdite). Sarebbe “la spesa del nuovo inizio” con annessa promozione e sensibilizzazione ad un utilizzo maggiore di prodotti sardi nella ristorazione nostrana”.

28-04-2020

La Redazione.




Migranti: Zoffili (Lega), nuovo sbarco a Lampedusa. Lettera a Lamorgese con istanze sindaci.

“Italiani chiusi in casa e controllati in strada, porti aperti per gli immigrati. Guardate stamattina a Lampedusa: barca carica di migranti arriva da sola senza controlli in mare sull’Isola. Conte e Lamorgese: sveglia!”. Così scrive, sulla sua pagina Facebook, Eugenio Zoffili, deputato e Presidente del Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol e di controllo e vigilanza in materia di immigrazione, pubblicando il video di una barca carica di un’ottantina di migranti che entra autonomamente in porto.
“Mercoledì scorso nel Comitato bicamerale Schengen abbiamo ascoltato le testimonianze dei sindaci di Lampedusa, Porto Empedocle e Pozzallo, che hanno evidenziato numerose problematiche relative alla gestione dei fenomeni migratori in questo periodo di emergenza sanitaria. Oggi – aggiunge Zoffili – ho messo nero su bianco la loro voce e ho scritto al ministro Lamorgese sottoponendole alla Sua attenzione. Giovedì 30 aprile avremo in audizione al Comitato il Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, prefetto Michele di Bari, al quale sottoporrò sia le problematiche sollevate dai sindaci che questo nuovo sbarco avvenuto in assenza di controlli in mare”.
28-04-2020
La Redazione.



Sassari: Convocazione II commissione.

La II commissione consiliare è convocata per giovedì 30 aprile, alle 11.30, nella Sala del Consiglio comunale, a Palazzo Ducale, per trattare i seguenti argomenti all’ordine del giorno:
– Riconoscimento debito fuori bilancio esercizio finanziario 2020 – Sentenza GdP di Sassari n. 605/2019 del 09/12/2019 notificata il 19/12/2019 (M.S.);
– Ratifica variazioni di bilancio approvate in via d’urgenza ai sensi dell’art. 175, comma 4, del D.Lgs. 267/2000 e ss.mm.ii. – Allegati 2020/24-32-41-42.
28.04.2020
La Redazione.