“Scrivo con grande rammarico queste righe per informare tutto il mondo della Torres ed esporre una gravissima situazione che non mi sarei mai aspettato di vivere, ancora meno nel momento delicato che affrontiamo a causa dell’emergenza sanitaria.”
Lettera del presidente Salvatore Sechi
Scrivo con grande rammarico queste righe per informare tutto il mondo della Torres ed esporre una gravissima situazione che non mi sarei mai aspettato di vivere, ancora meno nel momento delicato che affrontiamo a causa dell’emergenza sanitaria.
Ho ricevuto due giorni fa dall’avvocato De Cesaro, una PEC firmata da tutti i giocatori e dall’allenatore Marco Mariotti (da tale procedura si sono dissociati il preparatore atletico Mascaro e il preparatore dei portieri e vice allenatore Tore Pinna), in cui si chiede alla Società, anzi si intima, il pagamento delle mensilità da marzo a giugno, nonostante lo stop di tutti i campionati.
Nella stessa lettera, indirizzata anche alla Regione Sardegna, i giocatori e il tecnico prospettano addirittura azioni legali per avere il suddetto rimborso tramite i contributi regionali alle Società.
Tutto questo, come potrete capire, mi ha lasciato avvilito e attonito.
Ricevuta la PEC ho contattato la Lega Nazionale Dilettanti che mi ha confermato quanto già noto e cioè che la Torres non è in alcun modo tenuta al pagamento di emolumenti per prestazioni mai effettuate, così come nessuna Società di serie D. Sconcertati dell’accaduto, come il sottoscritto, mi hanno chiesto di avere la documentazione in oggetto in quanto i giocatori e il tecnico Mariotti portando avanti quanto esposto e rivolgendosi ad un avvocato, mai hanno informato la Lega Nazionale Dilettanti come previsto dalle normative federali; ma sulle eventuali questioni disciplinari non entro in merito. La mia amarezza si basa, soprattutto, sul tradimento della fiducia.
Ho ottemperato regolarmente a tutti gli impegni con la squadra per le mensilità dovute fino al mese di febbraio, sempre tramite bonifico bancario. Tutto facilmente documentabile.
Per il mese di marzo, come più volte dichiarato, la Società si è attenuta alle indicazioni della Lega e del presidente Sibilia, comuni a tutte le formazioni militanti nel campionato di serie D ad oggi fermate dalla grave emergenza sanitaria Covid – 19. Tutte, infatti, al momento non possono proseguire le proprie attività sportive in attesa di decisioni chiare e unanimi del mondo del calcio.
Ad oggi non sappiamo se il campionato proseguirà, se si fermerà, se ripartiremo domani o tra sei mesi, se varranno gli accordi presi o se la Federazione interverrà a sostegno dei calciatori. Non sappiamo nemmeno se interverranno altre associazioni. Nulla. Non sappiamo nulla. E’ il motivo per cui il calcio è ancora in stallo e in serie D non abbiamo ancora avuto direttive sul da farsi.
Non ho deciso io questo stop, certamente era necessario, vista la gravità della situazione ma ribadisco: la Società non può essere intimata ad effettuare rimborsi in questo momento perché siamo tutti in attesa di decisioni da parte della Lega. Nessuno può dire il contrario. Di più, tutti gli Accordi Economici firmati dai calciatori sono stati depositati regolarmente in Lega nei tempi e nelle modalità stabilite.
Aggiungo che, oltretutto, ben 12 dei 23 firmatari della lettera hanno potuto accedere ai contributi posti in essere dallo Stato con il decreto Cura Italia, ricevendo quindi il sussidio grazie anche alla Società che ha controfirmato la documentazione, regolarizzando la pratica.
Detto tutto questo, la presa di posizione dei giocatori e del tecnico non solo è legalmente inaccettabile ma lo è anche moralmente.
Oltre alle conseguenze gravissime sull’immagine della Società, si tratta di pretese eticamente scorrette, fuori luogo e distanti anni luce dalla situazione attuale, fatta di emergenza, di lutti e di disagio sociale ed economico per tutti, a tutti i livelli; non esiste solo il calcio. Ci sono migliaia di aziende coinvolte in questa crisi e lavoratori in attesa di conoscere l’immediato futuro e se e quando potrà ripartire l’economia in questa fase delicata del Paese.
So di aver agito sempre in chiarezza e trasparenza con tutti e il mio sconcerto deriva anche dal fatto che solo pochi giorni fa, a Pasqua, avevo sentito i giocatori, singolarmente, e in nessun modo mi era stata fatta richiesta di pagamenti. Anzi, in questa occasione, avevo detto loro che, qualora avessero avuto necessità, sarei intervenuto io come imprenditore, in attesa di sapere come muoverci come Società. In alcuni casi io stesso ho provveduto, a mie spese, ad andare incontro ai singoli giocatori in s.
24-04-2020
La Redazione.










