Agroalimentare, 12 aziende sarde donano il 5 per cento dei prodotti venduti

Al via il progetto “Insieme per la Sardegna”. La Sezione Agroindustria e Alimentari di Confindustria Centro Nord Sardegna con la collaborazione delle catene della GDO

 

Un contributo concreto in prodotti o in controvalore economico, un’azione di sostegno alle famiglie in difficoltà nella fase post emergenza Covid-19. Confindustria Centro Nord Sardegna, attraverso la Sezione Agroindustria e Alimentari, punta a garantire un intervento di solidarietà a favore dei cittadini più provati dalla crisi, attraverso un’iniziativa che vede la valorizzazione delle produzioni sarde di qualità. È il Progetto “Insieme per la Sardegna”, al quale hanno aderito dodici aziende, tra le più importanti e rappresentative del settore agroalimentare dell’isola, con circa 700 dipendenti e 223 milioni di euro di fatturato: Generale Conserve (As do Mar), Fratelli Pinna Industria Casearia, Distillerie Rau, Acqua San Martino, Acqua Giara, Rau Arte Dolciaria, Lucrezio Erre, Accademia Olearia, Sa Marigosa, Tanda & Spada, Sardinya Carni, Capichera.

In particolare, verrà devoluto il 5 per cento delle vendite di un paniere completo di prodotti (tonno, formaggi, olio, pasta, conserve, carni, dolci e liquori, vino, acqua), proposti a un prezzo di vantaggio. Il consumatore finale, con l’acquisto, parteciperà così a un intervento di sostegno economico per chi è in difficoltà, una donazione in merci o in valore a favore di Caritas e Croce Rossa Italiana.

L’iniziativa parte domani lunedì 8 giugno con i marchi SuperEmme e continuerà con le altre catene fino al mese di luglio.

Il progetto “Insieme per la Sardegna” è un segnale importante di collaborazione e unità tra aziende sarde, che si mettono insieme con un obiettivo comune di grande valore. Un’azione che punta alla solidarietà e che coinvolge anche le catene SuperEmme (marchi Iperpan e Superpan), Ibba srl (marchi Crai e Simply), Isa (marchi Nonna Isa, Sidis, Dimeglio, Puntodì e D’Italy), Scs (marchi Despar e Eurospar), Sardegna Più (marchi Sardegna Più e Coop) e Conad, che proporranno il paniere di prodotti tramite i loro iper e supermercati.

Tutti uniti, per la Sardegna, con la possibilità inoltre di sostenere l’economia locale. «Nei mesi di lockdown l’agroalimentare ha garantito beni di prima necessità – ricorda Luca Simula di Acqua San Martino e Giara –. Adesso vogliamo continuare a dare il nostro contributo in un momento ancora critico sotto l’aspetto sanitario, sociale ed economico, sostenendo le famiglie in difficoltà e al contempo rilanciando la filiera agroalimentare della Sardegna». «La nostra iniziativa è nata spontaneamente con la comune volontà di mettere a disposizione le nostre competenze per creare un progetto capace di auto-generare solidarietà su più livelli. Un modello circolare e virtuoso come sintetizzato nel logo dell’iniziativa con le quattro mani che abbracciano la Sardegna dove ognuna rappresenta uno degli attori che, grazie al proprio ruolo, contribuisce alla realizzazione del progetto: le aziende, la distribuzione, i consumatori e le associazioni di volontariato – spiega Giovanni Battista Valsecchi di Generale Conserve –. In questo momento c’è particolare bisogno di solidarietà. La Sardegna che aiuta la Sardegna a tutti i livelli: i consumatori – che grazie alle aziende e alla distribuzione avranno prezzi calmierati – che attraverso i loro acquisti aiuteranno chi è più in difficoltà e allo stesso tempo sosterranno le aziende e la distribuzione».

«Sono obiettivi che abbiamo subito condiviso: da un lato venire incontro ai consumatori con lo sconto sull’acquisto dei prodotti insieme alla GDO e dall’altro, soprattutto, sostenere le famiglie che hanno bisogno. Nonostante le forti difficoltà di questo periodo abbiamo continuato a lavorare sodo garantendo continuità ai fornitori del latte, ai clienti e ai dipendenti. E adesso continuiamo a garantire la nostra azione», dice Paolo Pinna di Fratelli Pinna Industria Casearia. «Anche noi non ci siamo mai fermati. Anzi, abbiamo convertito parte della produzione in forniture per farmacie e ospedali e ci siamo uniti in un fortissimo senso di squadra. Allo stato attuale, in una fase in cui l’obiettivo comune è il riappropriarsi della “vecchia” normalità, abbiamo ritenuto importante sviluppare insieme agli altri imprenditori questa attività benefica, al fine di poter apportare un piccolo contributo alle famiglie che stanno maggiormente risentendo di questo periodo di difficoltà, nella speranza che ciò possa generare un supporto al territorio», fa presente Pietro Rau di Distillerie Rau.

 

L’iniziativa “Insieme per la Sardegna” segue precedenti attività di sostegno e solidarietà avviate durante il periodo di lockdown da Confindustria Centro Nord Sardegna, che ha promosso una raccolta di fondi già destinati alle sedi Caritas e Croce Rossa Italiana di Sassari Olbia e Oristano e una raccolta di prodotti alimentari, coordinata dal presidente della Sezione Agroindustria e Alimentari, Gianni Simula, destinati e distribuiti a Caritas, Croce Rossa e Protezione Civile a favore dei cittadini e delle famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria.




Coronavirus: Alghero raggiunge quota zero – soddisfazione in città

Alghero, 8 giugno 2020 – Giornata importante quella di oggi, che segna per la città di Alghero il raggiungimento di quota zero. I dati comunicati stamattina dalla Regione al Comune di Alghero sono finalmente positivi, questa volta nel verso giusto. Nessun contagio e nessun soggetto in quarantena.  Soddisfazione da parte del Sindaco Mario Conoci che evidenzia il merito del tanto atteso risultato “ai comportamenti responsabili dei cittadini che hanno determinato il progressivo raggiungimento della quota di sicurezza, ai nostri operatori sanitari che hanno saputo mantenere alto il livello di attenzione, ai nostri operatori dei centri anziani che hanno lavorato con scrupolosità, alle forze dell’ordine che hanno fatto tantissima prevenzione”.   La riapertura per la città avviene dunque con i migliori auspici, con una condizione di sicurezza sanitaria della quale Alghero può avvalersi anche nella promozione turistica. “La città è pronta ad accogliere i visitatori – spiega – e ha messo in atto tutte le condizioni affinché il comparto possa operare nelle condizioni più adeguate. Ma il risultato importante di oggi – ricorda Mario Conoci – non ci deve fare perdere di vista la situazione transitoria cui ci troviamo e che ci deve far raddoppiare gli sforzi per continuare ad avere atteggiamenti prudenti. È molto importante che tutti manteniamo alta l’attenzione per non rischiare di dover tornare indietro. Sarebbe un danno irreparabile”.  Il lavoro importante delle strutture sanitarie e l’attenzione alle prescrizioni ha portato Alghero ad avere un numero massimo di contagi di 22 soggetti, quindi addirittura non rilevante per una valutazione ai fini statistici ed epidemiologici. Poi la graduale diminuzione dei numeri fino alla tanto attesa comunicazione di oggi.




CAGLIARI, ROBERTO SCHIRRU NUOVO REFERENTE PROVINCIALE LEGA Zoffili: sedi aperte a nuovi iscritti e Lega protagonista alle amministrative

Cagliari, 8 giu – Roberto Schirru, 41 anni di Cagliari è il nuovo referente provinciale della Lega della città metropolitana di Cagliari. “Buon lavoro a Roberto, a cui ho affidato il compito di aprire le porte delle nostre sedi e gruppi cagliaritani a nuovi iscritti e a tutte le persone che credono nel progetto di Matteo Salvini per il futuro della Sardegna e del Paese in questo difficile momento emergenziale legato al covid e di organizzare capillarmente con i militanti il movimento stando sempre #tralagente, anche in vista delle prossime elezioni amministrative che interessano diversi comuni come Quartu Sant’Elena dove la Lega sarà protagonista”.
Così Eugenio Zoffili, Commissario regionale della Lega Sardegna per Salvini Premier annuncia e commenta la nomina del nuovo referente provinciale.



Carni di qualità: domani Uniss su Rai 2 per “L’Italia che fa”

 

Il 9 giugno l’Università di Sassari su Rai 2 a “L’ITALIA CHE FA”

Storie, progetti, desideri di chi si impegna per gli altri,

guarda al futuro e vuole ripartire. Conduce VERONICA MAYA

Dal 1° giugno tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì alle 16.10

8 giugno 2020

Un nuovo programma dedicato alle storie e ai desideri di chi si impegna per gli altri andrà in onda su Rai2 tutti i giorni alle 16.10, dal lunedì al venerdì a partire dal 1° giugno: “L’Italia che fa” condotto da Veronica Maya.

La puntata di martedì 9 giugno dalle 16.10 sarà focalizzata sul progetto IGral (Innovative beef cattle Grazing systems for the Restoration of Abandoned Lands in the Alpine and Mediterranean mountains), finanziato dal Programma AGER (https://agricolturadimontagna.progettoager.it/i-progetti-agricoltura-di-montagna/progetto-igral/igral-il-progetto) e coordinato dall’Università di Torino, in cui l’Università di Sassari è partner insieme ad AGRIS Sardegna e CNR di Sassari. Il progetto mira a individuare sistemi di produzione della carne bovina “grass-fed”, cioè di animali allevati impiegando quasi esclusivamente erba di pascolo, che può conferire ai prodotti un alto profilo qualitativo. Al tempo stesso, i ricercatori valuteranno il ruolo di due razze rustiche al momento poco valorizzate in Italia, la Highland e la Sarda, nel ripristino di aree marginali di montagna degradate a causa dell’abbandono. Il gruppo di ricerca UNISS contribuisce con competenze in campo agronomico, botanico, economico e di comunicazione.

“L’Italia che fa”, nato alcuni mesi fa, è un programma che porterà sul piccolo schermo progetti e storie di persone ed enti non profit che già prima dell’emergenza COVID-19 erano impegnati per il bene comune, in servizi verso le categorie fragili o in iniziative innovative. Cercando di sostenerle e aiutandole a realizzare i loro progetti, a reagire.

Ogni settimana conosceremo quattro storie di comunità locali che si racconteranno, coinvolgendo le persone da casa, gli attori e i beneficiari dei progetti su diversi fronti: chi si occupa di bambini, chi di anziani, chi di cultura, di educazione, di ambiente. Con approfondimenti attraverso video-racconti, collegamenti, interventi e interviste in studio, conosceremo meglio l’attività e le vicende dei protagonisti che vivono, lavorano, partecipano nella comunità.

Ma non finisce qui: i protagonisti potranno esprimere un desiderio, la volontà di arricchire i loro progetti con una nuova attività, per questo avranno modo di raccontare cosa vorrebbero fare per il futuro per le persone e per i temi di cui si occupano.

Il programma si pone come ponte tra il pubblico e i temi trattati, con funzioni di sportello di servizio: la redazione del programma raccoglierà segnalazioni, richieste e proposte da parte dei telespettatori che vogliono impegnarsi in prima persona, fare qualcosa di utile e concreto per la società e per l’ambiente che li circonda.




Nel carcere di Nuchis prima laurea a distanza per il Polo universitario penitenziario di Sassari

Nel carcere di Nuchis prima laurea a distanza

per il Polo universitario penitenziario di Sassari

8 giugno 2020

 

SASSARI. Il 3 giugno 2020 è una data che sarà ricordata a lungo tra gli addetti ai lavori e gli studenti universitari in regime di detenzione in Sardegna, perché quella mattina è stata celebrata la prima laurea a distanza del Polo universitario penitenziario dell’Università di Sassari. Un collegamento telematico tra la commissione a Sassari e il candidato nel carcere di Tempio-Nuchis ha consentito lo svolgimento di una sessione di laurea in Scienze della Politica e dell’Amministrazione. Il candidato ha discusso una tesi sulla nascita ed evoluzione del movimento femminista.

“Questa laurea è un traguardo non solo per lo studente – afferma il Delegato rettorale per il PUP-Polo Universitario Penitenziario Prof. Emmanuele Farris – ma per tutte le persone dell’Università di Sassari e dell’Amministrazione Penitenziaria che hanno reso possibile tutto ciò. Gli istituti penitenziari che afferiscono al nostro PUP (Alghero, Nuoro, Sassari e Tempio) sono stati tra i primi in Italia a reagire positivamente in seguito alle restrizioni derivanti dalla pandemia. La Casa di Reclusione di Tempio Pausania è stato l’unico istituto penitenziario italiano ad avere tutti gli indicatori sulla didattica universitaria positivi già ad aprile. Da maggio, i quattro istituti garantiscono collegamenti a distanza (iniziando dal carcere di Alghero che ha fatto da apripista nel contesto regionale), esami sia scritti sia orali, fornitura regolare dei materiali di studio e comunicazioni costanti tra docenti e studenti. Questo è merito di un lavoro continuo tra Università, Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria e Direzioni Penitenziarie”, continua Farris.

In questo panorama si è distinto il carcere di Tempio, riservato esclusivamente all’alta sicurezza: rispetto ad una media nazionale dell’1,5%, a Tempio studia all’Università il 17,3% dei detenuti. La media complessiva del Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Sassari, nei quattro istituti in cui opera, è del 5%. Uno staff di 15 docenti referenti, 15 amministrativi, un delegato, una segreteria, 20 tutor segue costantemente oltre 60 studenti detenuti in stretta collaborazione con le direzioni e i funzionari giuridico-pedagogici dei quattro istituti. Il partenariato con l’Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario ERSU Sassari garantisce risorse preziose per l’acquisto di materiali di studio: un mese fa, appena le restrizioni sono state allentate, sono stati consegnati 70 libri nei quattro istituti.

E poi ci sono i progetti: con il finanziamento premiale ottenuto dal MIUR nel 2018, l’Università di Sassari, in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), sta cofinanziando la realizzazione di un’aula didattica informatizzata in ciascun istituto penitenziario. Per ogni aula sarà selezionato un tutor grazie al finanziamento erogato al PUP dalla Fondazione di Sardegna a febbraio 2020. Un progetto ambizioso, purtroppo rallentato dalla pandemia, ma che negli intenti dell’Università e dell’Amministrazione Penitenziaria oggi è più strategico e innovativo che mai. “Gli studenti detenuti del futuro – spiega il Rettore Massimo Carpinelli che ha fortemente sostenuto questo progetto – studieranno in un contesto molto più tecnologico dell’attuale. L’esperienza pandemica ci ha insegnato che le tecnologie aiutano a resistere alle difficoltà, e noi speriamo che le conquiste della didattica a distanza e della dematerializzazione, che hanno reso possibile la discussione di questa tesi di laurea, diventino un punto fermo e irrinunciabile della didattica universitaria rivolta a categorie di studenti con esigenze speciali come sono i detenuti”.

La laurea discussa a Nuchis il 3 giugno è stata quindi il punto di partenza di un nuovo percorso del Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Sassari, che mira a migliorare la qualità dei suoi servizi portando direttamente in carcere le risorse informatiche dell’ateneo, il sistema di gestione delle carriere studenti, le piattaforme e i materiali e-learning. “Ma l’aspetto umano rimarrà sempre centrale nel processo di apprendimento – precisano i docenti che hanno seguito lo studente fino alla laurea – al centro c’è e ci sarà sempre la persona”.




Sassari: Polizia locale sanziona due locali per assembramenti

Nel fine settimana la Polizia locale ha proseguito i controlli sul rispetto delle norme a tutela della salute pubblica e per il contrasto al coronavirus. In particolare sabato notte gli agenti hanno dovuto sanzionare due locali che si trovano in una delle strade più frequentate del centro, dove i giovani si danno appuntamento per trascorrere la serata. Gli esercizi pubblici, però, non hanno rispettato le norme che impongono loro di vietare gli assembramenti e di assicurare un metro di distanza tra persone e i clienti dei due locali, che si trovano uno di fronte all’altro, erano talmente tanti da impedire perfino il passaggio nella via.

Gli agenti sono dovuti intervenire e hanno sanzionato i due esercizi, che ora rischiano, oltre a una multa, anche la chiusura fino a trenta giorni, sia in base a quanto disposto dal decreto legge 19 del 25 marzo 2020, sia dall’ordinanza sindacale che prevede la possibilità di una sanzione accessoria con limitazioni temporanee dell’orario di attività (fino a 30 giorni), o la chiusura temporanea del pubblico esercizio.

Sempre in materia di rispetto delle norme anti-coronavirus, domenica la Polizia locale è intervenuta perché un uomo si rifiutava di portare la mascherina all’interno di un negozio nella zona di Predda Niedda. La stessa persona, poco dopo, ha compiuto lo stesso illecito in un altro esercizio della stessa zona.

Durante i controlli di sabato sera sono stati sanzionati altri due locali per illeciti amministrativi, non legati alle norme di contrasto alla diffusione del coronavirus

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Grazia Sini
Ufficio stampa
Comune di Sassari



Comunicato Stampa: Riapertura Siti Archeologici e Musei

Musei e siti archeologici – Si riparte

 

Dopo la Grotta di Nettuno questa settimana riapriranno al pubblico  il Nuraghe Palmavera, la Necropoli di Anghelu Ruju, il Museo del Corallo, il Museo Archeologico e la Torre di Porta Terra, in totale sicurezza e nel pieno rispetto delle regole di prevenzione anti covid-19, andando così a completare l’offerta culturale della Città di Alghero.

“Siamo ottimisti e sicuri che il periodo più difficile, fortunatamente, è alle spalle – sottolinea il presidente della Fondazione Alghero Andrea Delogu – si riparte con una forte voglia di far conoscere a tutti i visitatori le bellezze che può offrire la nostra città con il suo enorme patrimonio storico, culturale e naturalistico”

Il Nuraghe Palmavera e la Necropoli di Anghelu Ruju accoglieranno i propri visitatori già da oggi lunedì 8 giugno, dalle ore 10 alle ore 15. Grazie alle valide guide della Cooperativa Silt, sarà possibile visitare i due siti archeologici anche in altri orari previa prenotazione al n° 329438594 .

Museo Archeologico e Museo del Corallo riapriranno i battenti sabato 13 giugno.

In una prima fase saranno visitabili nel weekend, con orari di apertura ordinari e in ossequio del protocollo di sicurezza, e dal lunedì al venerdì su prenotazione telefonica al n° 079 9734045 per un totale di 45 ore settimanali di apertura

Sempre sabato 13 giugno, con orari dalle 10 alle 13 e dalle 17.30 alle 21 aprirà la Torre di Porta Terra, centro di prima accoglienza e punto di partenza per le visite guidate nel museo a cielo aperto del centro storico di Alghero.

“Stiamo mettendo in campo insieme alla Fondazione Alghero, al Parco di Porto Conte tutta una serie di iniziative per promuovere Alghero ed il suo territorio e tornare ad essere competitivi e capaci di attrarre nuovi e più interessanti flussi turistici – dichiara l’assessore al Turismo Marco Di Gangi– Sarà una sfida impegnativa che affronteremo in sinergia con gli operatori del comparto per recuperare prima possibile quanto abbiamo perso”

 

 

Fondazione Alghero | Musei Eventi Turismo Arte




Comunicato FdI – Pronto Soccorso e Responsabilità

Secondo i dati dell’ISS, il 7% dei contagi nazionali è avvenuto all’interno degli ospedali, spesso nelle unità di Pronto Soccorso. Ad Alghero invece i protocolli stringenti seguiti nel triagehanno permesso al pronto soccorso di scremare i pazienti azzerando il rischio di contagio. Le regole da seguire son state tanto rigide che perfino le visite dei parenti sono state interrotte sin da subito: l’entrata è stata consentita ai soli dipendenti.

Seguendo la cronaca di questa epidemia, durante il lockdown abbiamo imparato che i P.S. sono stati alcuni dei luoghi più colpiti e i professionisti sanitari sono stati fra i più esposti al rischio. La pressione e lo stress affrontati durante la Fase1 non sono ancora scomparsi.

La gestione intelligente dei cittadini positivi al virus, insieme al tempestivo intervento dell’Amministrazione, l’attivazione del C.O.C. e la collaborazione con il Presidente della Commissione Sanità Christian Mulas, hanno reso Alghero una città sicura: un’oasi fortunata all’interno di una provincia molto colpita.

Chi oggi decide di recarsi presso il Pronto Soccorso deve essere il più responsabile possibile: ci si deve recare presso il P.S. solo per casi di evidente urgenza, dopo aver contattato il proprio medico di riferimento, medici di famiglia ai quali come operatori sanitari chiediamo la massima collaborazione.

Una volta arrivati al Pronto Soccorso è necessario essere muniti dei dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherina, seguire scrupolosamente i protocolli di sicurezza e soprattutto non aver paura di raccontare al personale la presenza di eventuali sintomi influenzali. Un covid-positivo che non dovesse mettere in guardia il personale sulla presenza di sintomi espone a rischio la funzionalità dell’unità stessa, con una serie di problemi a cascata che rendono più difficile l’importante lavoro svolto dal personale sanitario: tutti gli operatori presenti andrebbero incontro alla quarantena, sottraendo forza al presidio.

Un modo per ringraziare i medici, gli infermieri, gli operatori sanitari e gli operatori della sanificazione che hanno prestato servizio negli ospedali durante questa emergenza e non vanificare i loro sforzi è quindi mantenere alta la guardia e non sottovalutare i rischi che si corrono andando con superficialità nei luoghi più delicati di questa battaglia.

Alessandra Erbì, direttivo Fratelli d’Italia Azione Alghero




Interpellanza urgente sull’avviso per la Manifestazione d’interesse sulla Concessione del CineTeatro Ex Astra

Interpellanza urgente sull’avviso per la Manifestazione d’interesse sulla Concessione del CineTeatro

Ex Astra avviso




Sassari – Sciopero 8 giugno – Coordinamento Precari Scuola Sardegna

Il Coordinamento Precari Scuola Sardegna sarà presente domani al flashmob organizzato dai sindacati in occasione dello sciopero dell’8 giugno.

Ci uniamo al coro dei sindacati nell’affermare che la politica del Ministero non sta dando risposte ai problemi della scuola che si perpetuano da anni e che il Covid-19 ha messo in evidenza oggi più che mai, ma soprattutto non garantisce il diritto allo studio dei nostri ragazzi, futuro della nazione.

Diritto allo studio dimenticato: La scuola sembra essere l’ultimo dei problemi per il Governo dato che con delle gabbie di plexiglass si pensa di aver risolto tutto. I nostri ragazzi hanno diritto allo studio, questo dice la Costituzione. I nostri ragazzi hanno diritto ad ore da 60 minuti per poter avere il tempo di imparare e non da 40 minuti come si ipotizza di fare pur di non  assumere nuovo personale. Ridurre il tempo scuola non è accettabile, si deve aumentare l’organico in modo da garantire lo stesso tempo scuola in presenza a tutti i ragazzi. Non vogliamo sentire parlare di didattica a distanza. E’ stata una risposta all’emergenza e tale deve rimanere. A scuola si impara a stare con gli altri, a capire come le proprie esigenze devono coesistere con quelle degli altri, si impara ad aiutarsi, a stare insieme, a stare in relazione, non si può ridurre la scuola ad un video sbiadito della scuola reale. Noi non dimentichiamo i 50.000 studenti sardi mai raggiunti dalla didattica a distanza, loro devono essere la nostra priorità il prossimo anno, dobbiamo metterli al passo e evitare che abbandonino. Abbandonerebbero certamente davanti ad un nuovo anno con didattica a distanza.

Diritto alla salute dimenticato:  Gli studenti hanno diritto ad un ambiente scolastico sicuro e salubre che ad oggi non si sa ancora come garantire. Si parla di lezioni all’aperto, ma come si dovrebbe fare nelle giornate di pioggia e di maestrale? Si parla di utilizzare palestre e teatri, ma non tutte le scuole ne sono munite, e poi come dovrebbero turnare le classi in sedi diverse? Perché non si parla di edilizia scolastica? Perché non si parla delle oltre 300 scuole che sono state chiuse in Sardegna? E degli accorpamenti previsti?

Disabilità dimenticate: Gli studenti con disabilità hanno diritto alla continuità didattica e al miglior insegnante possibile. Anche quest’anno il corso di specializzazione sul sostegno in Sardegna prevede circa 400 posti a fronte di 3000 cattedre che saranno assegnate  a docenti precari non specializzati come sempre negli ultimi 10 anni. Ci chiediamo per quale motivo il Ministero continui a centellinare i posti disponibili invece di garantire il numero di docenti specializzati necessario aumentando il numero di specializzazioni.

A noi sembra che la scuola non sia una priorità per il Governo e che per questo non si trovino reali soluzioni e investimenti.

Anche sul versante dei lavoratori si dimentica il diritto al lavoro dei precari sardi. Piuttosto che assumere dalle graduatorie provinciali i precari sardi che da anni tengono aperte le scuole si preferisce attuare la “Call Veloce”, una norma spacca-famiglie che da un lato costringerà molti vincitori di concorso nella penisola a scegliere tra poter avere il posto a tempo indeterminato e poter stare vicino ai propri cari e dall’altra causerà la sostituzione dei precari sardi con docenti provenienti da altre regioni d’Italia. Non sarebbe più sensato formare ed assumere i precari già presenti in Sardegna? I docenti attualmente precari in Sardegna sono 5000 e spesso  non hanno avuto la possibilità di abilitarsi e quindi partecipare ad un concorso a causa della mancata attivazione di sufficienti abilitazioni nell’isola. Noi pensiamo che sia ora per la Sardegna di pretendere di poter formare ed assumere il personale scolastico di cui ha bisogno senza importarlo da altre regioni.

Per queste ragioni e molte altre saremo in Piazza d’Italia l’8 giugno dalle ore 11.00 accanto ai sindacati.