Decoro ambientale, le foto-trappole scovano 44 incivili

Decoro ambientale, le foto-trappole scovano 44 incivili

Quasi tutte nei confronti di utenti del porta a porta che gettavano i rifiuti nei cassonetti.

Non chiamiamoli furbetti. Chi non segue le regole e cerca di aggirarle non è furbo, è incivile, e manca di rispetto a tutta la collettività che invece si impegna per una città più pulita e decorosa. Come i 44 che sono stati immortalati dalle foto-trappole acquistate dal settore Ambiente e utilizzate dalla Polizia locale mentre conferivano i rifiuti in maniera illecita.

Questa volta le foto-trappole erano posizionate in via Bonorva, via Cadamosto e via Carso. 45932 fotogrammi visionati dagli agenti della Polizia locale hanno permesso di sanzionare persone provenienti dai comuni vicini che arrivavano a Sassari per gettare la loro immondizia, ma anche sassaresi che usavano buste nere (vietate dalle disposizioni vigenti) e altri che invece di usufruire del servizio di ritiro porta a porta attivo nelle loro zone decidevano di conferire nei cassonetti di strada. Un illecito amministrativo che causa un danno al decoro ambientale e per tutta la comunità: occupando lo spazio destinato ai cittadini che abitano in quelle zone si sovraccaricano di fatto i contenitori che non possono più essere usati da chi ne ha diritto, quando addirittura gli incivili non abbandonano i loro rifiuti per terra.

In un video si vede un camion che arriva davanti a una batteria di cassonetti vuoti e ordinati. In una manciata di minuti, grazie a un solo incivile, l’area è diventata disordinata e degradata: l’uomo ha riempito i cassonetti, impedendo a chiunque altro di utilizzarli.

Le foto-trappole funzionano sia di giorno sia di notte, sono ad altissima risoluzione e permettono di individuare con grande facilità la targa del mezzo con cui le persone arrivano e anche la loro fisionomia. Ogni settimana gli agenti del nucleo ambientale della Polizia locale stabiliscono dove posizionarle: se lasciarle nelle stesse aree o se spostarle, in base alle segnalazioni che arrivano al Comando.




CBNS. Il contratto di fiume per risolvere e prevenire i problemi che interessano la Bassa Valle del Coghinas

CBNS. Il contratto di fiume per risolvere e prevenire i problemi che interessano la Bassa Valle del Coghinas
All'incontro promosso dal Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna fissato il prossimo step: l'incontro degli uffici tecnici di ciascun ente il 4 febbraio prossimo

Si è chiuso con l’accoglimento delle quattro proposte che erano alla base dell’incontro, il tavolo che si è tenuto ieri mattina a Valledoria tra gli enti preposti alla gestione della rete idrica del territorio, promosso dal Consorzio di bonifica del Nord Sardegna. Lo strumento giuridico sarà il Contratto di Fiume che porrà in pratica le quattro proposte, "ovvero - ha sintetizzato il presidente del Consorzio di Bonifica Toni Stangoni - lo studio e mappatura delle criticità, lo studio del sistema nel suo complesso per programmare azioni nell’immediato futuro, la valutazione di un’azione sinergica che coinvolga tutti i soggetti pubblici con la creazione di un tavolo tecnico permanente e la sensibilizzazione e formazione dei soggetti privati per una corretta gestione del territorio e dei fondi agricoli”.

Al tavolo erano presenti la Provincia di Sassari, il Genio Civile, Abbanoa, e i comuni di Valledoria, Viddalba, Santa Maria Coghinas e Badesi, rappresentati dai Sindaci.
“Dobbiamo invertire la logica per cui si interviene sempre dopo l’emergenza – ha spiegato il presidente del Consorzio di Bonifica Toni Stangoni - con ristori che spesso non bastano e che hanno bisogno di un sacco di tempo per essere realizzati, e non prima a prevenire. Inoltre assistiamo spesso all’intervento dei diversi enti competenti con azioni sganciate l’una dall’altra, non c’è un coordinamento insomma. Da questo tavolo però si deve partire per creare dialogo costante e sinergia. Sinergia che dobbiamo allargare anche agli agricoltori, che tramite le associazioni di categoria devono essere protagonisti primari della manutenzione del suolo. Questa prima riunione è infatti un avvio di dialogo tra enti pubblici che devono mettere sul tavolo tutti i propri ambiti di competenza e lavorare assieme con un unico obiettivo”.
Al centro dell’incontro i problemi che ciclicamente interessano la Bassa Valle del Coghinas, che negli ultimi due mesi, a causa della abbondanti e incessanti precipitazioni, ha visto trasformati 1000 ettari di aree agricole, prevalentemente vocate alla coltivazione del carciofo, in paludi. Ad aprire il tavolo il padrone di casa, il primo cittadino di Valledoria, Marco Muretti che ha rimarcato l’importanza di vedere riuniti allo stesso tavolo gli enti a vario titolo si occupano della gestione della rete idrica del territorio. “È un problema che si trascina da decenni - ha spiegato invece Pietrino Fois, commissario della provincia di Sassari -, è necessario infatti capire chi deve fare cosa e come. E soprattutto è necessario stabilire un interlocutore privilegiato, che funga da centro operativo per gli interventi”.
Si parte infatti dalla gestione della rete di canali: alcuni sono puliti, altri non lo sono. “Sul territorio insistono 57 km di canali, e 24 di questi sono di competenza del Consorzio, alcuni dei comuni, mentre ci sono fiumi sui quali interviene la Provincia – ha spiegato l’ingegner Giuseppe Bellu, direttore tecnico del Consorzio di Bonifica -, all’interno di una superficie totale di circa 1000 ettari coltivata tutto l’anno. Per ciò che riguarda il Consorzio le opere idrauliche di dreno sono perfettamente funzionanti e rinnovate, però ci siamo resi conto che questo sistema, rispetto alla eccezionalità di determinati eventi atmosferici va in crisi, riuscendo a lavorare bene entro i 30 mm di pioggia giornalieri. Limite che come sappiamo è stato abbondantemente superato. È necessario inoltre che ci sia un intervento sinergico su tutti i corsi d’acqua, che vanno puliti, ma non solo, vanno potenziati gli strumenti. Fondamentale è poi intervenire sulla normativa che ripartisce gli ambiti di competenza e risulta poco chiara”.
È qua che si inserisce il protocollo giuridico che riguarda i CONTRATTI DI FIUME. E proprio per il territorio della Bassa valle del Coghinas qualche anno fa, alcuni degli enti presenti al tavolo di Valledoria, hanno sottoscritto, con l’obiettivo di affrontare le criticità che interessano il comprensorio, un contratto di fiume, che avrebbe dovuto anticipare le azioni proposte durante la riunione di stamane ma che non ha avuto realizzazione per la mancanza di un ente operativo che coordinasse le azioni di prevenzione.
“È proprio da questa accordo giuridico che occorre ripartire – hanno chiosato all’unisono i convenuti -, con una concertazione che in tempi brevi ci porti ad essere operativi con specifiche richieste anche alla Regione”.
“Oggi più che mai – ha infine concluso il direttore generale del Consorzio Giosuè Brundu – è necessario che gli enti qua presenti diano la possibilità alle proprie strutture tecniche di incontrarsi”.

Il prossimo step è previsto infatti per il 4 febbraio prossimo: sul piatto il complesso reticolato idrico, il livello di manutenzione per ciascun ente competente, e le risorse a disposizione.

UFFICIO STAMPA CBNS



Fondazione Oristano COMUNICATO STAMPA DEL 23 GENNAIO 2021

Secondo quanto previsto dalle disposizioni che regolano le attività nelle regioni in area arancione, che in base all’ordinanza del Ministero della Salute dal 24 gennaio comprendono anche la Sardegna, da oggi anche a Oristano è sospesa l’apertura delle strutture museali e degli altri istituti e luoghi della cultura.

La Fondazione Oristano, d’intesa con l’Assessorato alla Cultura, pertanto, ha disposto la sospensione del servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio): Pinacoteca Comunale Carlo Contini, Centro di documentazione sulla Sartiglia e Museo Archeologico Antiquarium arborense. Fanno eccezione le biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e gli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.




Presidenti consiglio d’istituto Sardegna: Esame di maturità per il ministero

Questo Coordinamento dei Presidenti di Circolo e d’Istituto della Regione Sardegna, esprime dispiacere nel sentire le parole degli esponenti del Governo, in merito ad un’altra prova di maturità in forma ridotta.

Svolgere la maturità con la sola prova orale, significa snaturare l’esame della sua propria funzione.

L’esame si svolge con prova scritta ed orale allo scopo di rendere più possibile ed approfondita la prima esperienza dello studente.

La maturità è il primo vero esame nel quale lo studente deve mettere in campo non solo le sue conoscenze in termini nozionistici, ma anche e soprattutto, la propria capacità di esprimerle e rappresentarle criticamente.

Inoltre è la prima vera tappa in cui ci si mette in gioco dal punto di vista sociale e relazionale, ponendosi di fronte ad un “GIUDICE” esterno, e mettendo quindi alla prova le proprie capacità di gestione delle emozioni e dello stress.

E’, insomma, un esperienza di vita vera e di formazione, tappa fondamentale nel percorso di maturazione e di sviluppo dell’individuo.

Non a caso si chiama “ESAME DI MATURITA’”.

Questo Coordinamento dei Presidenti di Consiglio di Istituto non intende fare trattati di sociologia, ma esprimere la considerazione che l’esame di maturità può essere svolto regolarmente.

In 5 mesi è realistico pensare che si possa trovare la soluzione idonea al regolare svolgimento delle prove, come previste dalla normativa vigente, senza deroghe dettate da emergenze.

Coordinamento Presidenti dei Consigli d’Istituto Sardegna




CONTRASTO ALLO SPACCIO E ALLA DIFFUSIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI: ARRESTATO UN PUSHER. SEQUESTRATE 6 DOSI DI MARIJUANA, 13 DI COCAINA E 380 EURO IN CONTANTI.

Proseguono senza sosta le attività di contrasto alla diffusione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti effettuate sul territorio di Cagliari da parte della Fiamme Gialle del Comando Provinciale.

La quotidiana attività di controllo economico del territorio, viene indirizzata, da un lato al contrasto alla diffusione e al consumo di sostanze stupefacenti e dall’altro ad intercettare e stroncare le attività di spaccio, sia minute che organizzate.

In questo contesto giocano un ruolo fondamentale una specifica attività di analisi del contesto del territorio – che individua le zone più “calde” e maggiormente interessate dal fenomeno – l’esame delle informazioni di volta in volta acquisite a seguito dei numerosi interventi effettuati nella provincia e, non da ultimo, l’impiego sistematico nei servizi di specie delle unità cinofile, preziosissime alleate nell’individuazione dei nascondigli delle sostanze stupefacenti durante le attività di perquisizione.

In tale ambito, durante un servizio di perlustrazione del territorio, una pattuglia di Baschi Verdi, nel quartiere di S. Elia, all’altezza di piazza Lao Silesu, ha notato il “classico” movimento di persone legato ad un’attività di spaccio: atteggiamento circospetto e guardingo, rapido ingresso all’interno di un palazzo o di un’abitazione, allontanamento veloce cercando di non dare nell’occhio.

In particolare, lo spacciatore – soggetto cagliaritano, classe 1970, con precedenti specifici e già denunciato a piede libero dagli stessi Baschi Verdi lo scorso dicembre per possesso di sostanze stupefacenti (0,7 grammi di cocaina e 11 grammi di marijuana) – dopo gli iniziali contatti con i clienti, andava a recuperare lo stupefacente da un vaso in cemento sito nel giardino antistante i parcheggi in Piazza Lao Silesu, per poi completare la vendita consegnando le dosi ai vari avventori.

Avendo analizzato attentamente i movimenti e gli scambi circospetti, i Finanzieri decidevano di intervenire e, con l’imprescindibile ausilio delle unità cinofile, perquisivano lo spacciatore, i luoghi circostanti la zona di spaccio dove veniva nascosta la droga, e il suo appartamento.

Complessivamente, le operazioni di servizio hanno consentito di sequestrare 6 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 9,85 grammi – occultati all’interno di un vaso in cemento – e 13 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 1,8 grammi – riposti all’interno di un pacchetto di sigarette ritrovato dietro un cespuglio – oltre che 380 euro in contanti quale provento dell’attività di spaccio

Il soggetto, su disposizione del Magistrato di turno, è stato tratto in arresto e sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima svoltosi questa mattina: al suo esito è stata fissata l’udienza per il prossimo 28 gennaio, data fino alla quale è stato disposto nei suoi confronti l’obbligo di firma presso il Comando della 2° Compagnia della Guardia di Finanza di Cagliari.




Sardegna, Zoffili (Lega): “Monica Atzori nuova coordinatrice Lega di Carbonia. Avanti verso le amministrative

Roma, 25 gen – “Ieri, insieme al consigliere regionale Michele Ennas, ho incontrato in città Monica Atzori, la nuova coordinatrice di Carbonia della Lega. Una donna forte e determinata, che è già al lavoro con la squadra della sezione locale, per cercare di dare risposte concrete e sostegno ai cittadini in questo momento di emergenza. Sono sicuro che lei e tutti i nostri attivisti di Carbonia, che hanno nel cuore la propria città, sapranno ottenere il miglior risultato con la lista della Lega alle prossime elezioni amministrative. Avanti, futuro!”
Così Eugenio Zoffili, deputato e coordinatore regionale della Lega Sardegna. 




FERMATO PER UN CONTROLLO, AVEVA EROINA E MARIJUANA: ARRESTATO ALGHERESE.

QUESTA MATTINA, AD ALGHERO (SS), NELL’AMBITO DI UN’ ATTIVITÀ DI CONTRASTO AL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI NEL TERRITORIO, IL NUCLEO OPERATIVO E RADIOMOBILE HA PROCEDUTO ALL’ARRESTO IN FLAGRANZA DI REATO DI DETENZIONE A FINI DI SPACCIO DI S.P., ALGHERESE DI 43 ANNI. LE MANETTE SONO SCATTATE PERCHÉ, A SEGUITO DI UNA PERQUISIZIONE PERSONALE E DEL SUO DOMICILIO, È STATO TROVATO IN POSSESSO DI 5 GR. EROINA, 28 GR. DI MARIJUANA E 40 ML. DI METADONE, NONCHÉ DI DUE BILANCINI DI PRECISIONE E MATERIALE UTILE AL CONFEZIONAMENTO DELLE SOSTANZE. L’ARRESTATO, AL TERMINE DELLE FORMALITÀ DI RITO, È STATO TRADOTTO PRESSO IL PROPRIO DOMICILIO IN ATTESA DELL’UDIENZA DI CONVALIDA CHE SI CELEBRERÀ NELLA MATTINATA DI DOMANI.




Edilizia residenziale sovvenzionata, Mulas (FdI): famiglie inascoltate, AREA intervenga subito

La pandemia ha causato una grave crisi economica. Questa crisi che oggi sta colpendo il nostro paese ha generato nuove situazioni di fragilità. Chi ne paga il prezzo sono le famiglie e quelle che già affrontavano situazioni di fragilità sono ancora più a rischio. 

Le famiglie che vivono nelle abitazioni di edilizia residenziale pubblica sono fra queste e da loro arrivano diverse denunce sulle condizioni degli edifici.

Un esempio vicinissimo a livelli cittadino è quello degli edifici di Via Matteotti e Via De Gasperi: immobili ormai vetusti, con evidenti segni di degrado e di incuria da parte di AREA, l’azienda pubblica che si occupa di edilizia residenziale pubblica e che è preposta agli interventi di manutenzione straordinaria. 

Le segnalazioni riguardano pareti di balconi in cemento lesionate in maniera importante, con conseguente rischio di caduta dei blocchi; onduline in ferro dei terrazzi pericolanti; forti infiltrazione d’acqua dai terrazzi; isolamento a cappotto eseguito circa 15 anni fa danneggiato dall’acqua, con grave infiltrazione di umidità e di muffa. 

Lo stato di degrado, il distacco di intonaco, le infiltrazioni: tutto questo crea un grande disagio alle famiglie che ci abitano. La situazione risulta aggravata dal fatto che in tanti nuclei familiari ci sono anche anziani disabili. Non è possibile aspettare oltre per intervenire.

AREA, che è presente in 327 dei 377 comuni sardi, è vincolata dalla legge regionale a garantire adeguata risposta ai bisogni abitativi, qualificando il patrimonio di edilizia pubblica.

Nonostante le diverse segnalazione fatte dall’assessore Emiliano Piras verso l’AREA non ci sono stati interventi di riqualificazione degli stabili.

Come capogruppo del partito fratelli d’Italia presenterò un’interrogazione urgente per il prossimo Consiglio Comunale per informare Il Sindaco e l’amministrazione sullo stato attuale degli stabili di edilizia popolare di Alghero. 

Christian Mulas, Capogruppo Fratelli d’Italia




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–26-01-21–DEMOGRAFIA IMPRESE ARTIGIANE–2020 chiaroscuro per imprese artigiane Sardegna

DEMOGRAFIA IMPRESE ARTIGIANE – 2020 in chiaroscuro per le imprese
artigiane della Sardegna: crollo delle chiusure, tengono le aperture.
Gli incentivi del Governo Nazionale e Regionale tengono in “equilibrio
artificioso” le 34mila realtà sarde. Matzutzi (Presidente
Confartigianato Sardegna): “Fotografia non reale dell’attuale
situazione del comparto: cautela nell’analisi dei dati e lavorare con
determinazione per politiche di sostegno e incentivazione”.

Si è chiuso con il segno “meno” il 2020 delle imprese artigiane della
Sardegna. Con oltre 34mila imprese attive, l’anno appena concluso ha
visto circa 1.800 aziende aprire i battenti e quasi 2mila tirare giù
definitivamente la saracinesca, per un saldo negativo di 164 realtà.

Lo dice l’analisi sulla “Demografia delle imprese artigiane sarde del
2020” realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, che ha esaminato i dati Movimprese-UnionCamere
sull’andamento del comparto nell’Isola.

In un anno pesantemente colpito dagli effetti della pandemia di
Covid-19, la fotografia scattata dall’Associazione Artigiana mette in
rilievo un trend settoriale in chiaroscuro. Rispetto all’anno
precedente, infatti, l’analisi rivela come nel 2019 il saldo
aperture-chiusure finale fu di –443 imprese contro il –164 dei 12 mesi
appena conclusi ma che non rispecchia la reale situazione delle
imprese sarde.

“Sebbene i dati mostrino una certa tenuta dell’artigianato sardo
rispetto agli anni passati, la “fotografia” non rappresenta la reale
situazione del comparto, in serissima difficoltà con tante imprese a
un passo dalla chiusura – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di
Confartigianato Imprese Sardegna – comparto che è stato tenuto in
“equilibrio artificioso” dai vari “ristori” Nazionali e regionali,
sostegni e incentivi assolutamente utili e indispensabili, ma che
hanno effettivamente distorto la demografia del settore. Per questo,
la tenuta dei flussi delle iscrizioni e, soprattutto, la forte
contrazione delle cancellazioni delle imprese, suggerisce una cautela
nella reale quantificazione degli stessi”.

I numeri finali del 2020 raccontano di 34.602 imprese registrate nelle
Camere di Commercio, di cui 34.301 attive; alle nuove realtà, 1.824,
fanno da contrasto le 1.988 che hanno dovuto chiudere, con un bilancio
di 164 microimprese in meno. Da sottolineare come i dati siano stati
pesantemente condizionati dalla situazione di Oristano, per anni alle
prese con l’annosa questione dell’Albo Artigiani, che per
problematiche legate ai rapporti tra Regione e Camera di Commercio,
non ha potuto garantire l’operatività dell’Albo, impedendo così
l’iscrizione delle imprese artigiane all’apposito registro.

Uno sguardo alle province: nel 2020, su Cagliari, con 13.273
microimprese artigiane attive, hanno aperto in 763 e chiuso in 731,
con un saldo attivo di +32. A Nuoro si è registrata una crescita di
117 imprese, dovuta a 347 nuove iscrizioni e 330 cancellazioni che
hanno portato il totale a 6.428 aziende. Decrescita, come detto
condizionata dalla impossibilità delle imprese a iscriversi all’Albo
Artigiano, nella provincia di Oristano: su un totale di 2.442
attività, si sono registrate 0 iscrizioni e 147 cancellazioni, con un
relativo saldo negativo di -147. Male il nord Sardegna
(Sassari-Gallura) con 12.158 imprese artigiane attive, frutto di 1.824
nuove attività e 1.988 cancellazioni, che danno un saldo di – 164.

“Per stabilire l’entità degli effetti prodotti nel 2020 dalla crisi
pandemica – continua il Presidente – sarà indispensabile attendere
perlomeno il primo trimestre 2021, infatti molte comunicazioni di
chiusura dell’attività pervenute al Registro delle Imprese negli
ultimi giorni dell’anno vengono statisticamente conteggiate nel nuovo
anno”. “In ogni caso ci siamo lasciati alle spalle un 2020 negativo
sotto molti aspetti – sottolinea – le cui conseguenze sanitarie ed
economiche legate alla pandemia sono state pesantissime e tuttora
colpiscono la nostra regione così come il resto del Paese”.

“Senza ombra di dubbio, dobbiamo dire che a frenare le chiusure sono
stati gli incentivi messi sul piatto dal Governo Nazionale e dalla
Regione che hanno sostenuto le imprese – precisa il Presidente di
Confartigianato Sardegna – per questo restiamo con il fiato sospeso
aspettando la fine dell’emergenza per tirare le somme, certi che
purtroppo ci saranno immancabili chiusure”.

“Ciò nonostante, il sentiment che ci arriva dalle imprese è la voglia
di riprendere il cammino – riprende Matzutzi – speriamo ora che quella
voglia, che è palpabile in questi primi giorni dell’anno, non venga
delusa dall’indecisione del Governo nazionale sull’utilizzo delle
risorse europee. Abbiamo bisogno di quell’iniezione straordinaria di
investimenti per far ripartire l’economia e abbiamo bisogno di regole
chiare e snelle, che ci lascino lavorare, liberi dalle zavorre della
burocrazia. Riteniamo in ogni caso fondamentale non lasciare soli i
nostri artigiani, che stanno affrontando proprio in questi mesi un
periodo cruciale per la sopravvivenza delle loro attività”.

Per Confartigianato Sardegna, il contesto generale dell’economia
rimane difficile ma i dati spingono a lavorare con ancora maggiore
determinazione nel portare avanti le politiche di sostegno e
incentivazione delle attività economiche per contrastare gli effetti
dell’emergenza Covid-19.

Secondo Matzutzi, “i numeri continuano, purtroppo, a dimostrare ciò
che diciamo da anni: le piccole e micro imprese, soprattutto quelle
artigiane, continuano ad essere il motore trainante dell’Italia e
della Sardegna, sono flessibili, riescono a combattere e sopravvivere,
ma non lo possono fare all’infinito. Hanno un ruolo e un impatto
sociale, tutelato anche dalla nostra Costituzione, e per questo vanno
salvaguardate e valorizzate. Un esempio di sostegno è l’iniziativa
sulla rimodulazione e l’implementazione delle risorse sulla Legge 949,
con l’innalzamento del Fondo Perduto, portata avanti con l’Assessore
all’Artigianato, Gianni Chessa, prova che ci si può impegnare per
l’artigianato.  In ogni caso, è necessario continuare a combattere la
crisi, il calo dei consumi delle famiglie, le tasse, la burocrazia, la
mancanza di credito e l’abusivismo con interventi tangibili e organici
per il settore. Dobbiamo sempre ricordarci che quando chiude
definitivamente la saracinesca una bottega artigiana si impoverisce
sia il tessuto economico ma soprattutto quello sociale.

“L’impresa che dovremo affrontare nei prossimi mesi e anni – conclude
il Presidente – sarà quella di consentire sia alle imprese che aprono,
sia a quelle che resistono, di poter stare sul mercato, creare reddito
e di poter competere con il resto del mondo. Gli incentivi per le
imprese e i processi di internazionalizzazione, per i quali la nostra
Associazione ha lavorato con la Regione, rappresentano punti fermi dai
quali ripartire e sui quali bisogna puntare sempre più”.

Imprese Artigiane Dati finali anno 2020 (fonte Movimprese):
– Cagliari: attive 13.273 – Iscrizioni 763 – Cessazioni 731 – saldo + 32
– Nuoro: attive 6.428 – Iscrizioni 347 – Cessazioni 330 – saldo + 17
– Oristano: attive 2.442 – Iscrizioni 0 – Cessazioni 147 – saldo -147
– Sassari-Gallura: attive 12.158 – Iscrizioni 714 – Cessazioni 780 – saldo -66

SARDEGNA Attive 34.301 – iscrizioni 1.824 – Cessazioni 1.988 – saldo -164

WWW.CONFARTIGIANATOSARDEGNA.IT
Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna




IL SINDACO DI OLIENA CONGIU, VICINI ALLA FAMIGLIA DI BABORE FELE, CON LUI SE NE VA UN AMMINISTRATORE CAPACE SEMPRE ATTENTO AL BENE DELLA COMUNITA’

“Siamo addolorati per la prematura scomparsa di un amico e di un amministratore capace. In questo momento triste non possiamo che essere vicini alla famiglia a cui manifestiamo tutto il nostro affetto”. Sono le parole del sindaco di Oliena Bastiano Congiu in seguito alla notizia della morte di Babore Fele, ex sindaco del paese è attualmente in consiglio nei banchi della minoranza. Fele dipendente dell’agenzia Laore e collega da anni del sindaco ha avuto lunedì un malore improvviso che malgrado le prime cure in ospedale si è rivelato fatale per il 62 enne ex primo cittadino di lunga militanza sardista.

“A nome di tutta l’amministrazione comunale oltre che a titolo personale ci stringiamo alla moglie e al figlio di Babore, sconvolti e sorpresi per l’improvviso lutto”, ha concluso Congiu.