Capo Caccia, ordinanza di ripristino ambientale dei luoghi e riqualificazione con rimboschimento

“Rimessione in pristino dello stato dei luoghi a proprie cura e spese, in solido tra loro, in conseguenza dei lavori di disboscamento, sradicamento e cippatura di tutto il materiale disboscato, eseguito su area sottoposta a vincolo paesaggistico – ambientale nonché sottoposta a tutela della biodiversità europea “Rete Natura 2000”. Inoltre, conseguentemente: la riqualificazione dell’area della superficie di circa 5000 mq, mediante rimboschimento con una copertura arborea forestale minima dell’85%, avente le medesime caratteristiche oggettive delle aree superstiti circostanti, e nello specifico ginepro fenicio, pino d’Aleppo e macchia mediterranea con specie secondarie rappresentate da fillirea, palma nana e lentisco”. Lo ordina il Comune di Alghero alle società proprietarie dell’area di Capo Caccia Punta del Quadro – la Società SGB S.R.L e il Condominio Eurotel Capo Caccia – entrambe con sede a Mussolente ( VI ), autrici delle opere di disboscamento effettuate in assenza del necessario titolo abilitativo sull’intera superficie di terreno che risulta essere “zona sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale”. L’ordinanza firmata il 12 marzo dal dirigente del Servizio 4 dell’Amministrazione, Ing. Michele Fois, stabilisce anche 30 giorni di tempo per il deposito presso la piattaforma SUAPE “di idonea, completa ed esaustiva pratica da trattare in Conferenza di Servizi”. I trasgressori sono inoltre avvisati che in ogni caso si provvederà al ripristino dei luoghi in via sostitutiva, qualora entro il termine intimato non venga depositato apposito progetto. Il Comune di Alghero, già il 12 febbraio, ha provveduto alla comunicazione dell’avvio del procedimento ai sensi degli art. 7 e 8 della L. n. 241/1990, finalizzato all’emissione dell’ordine di ripristino dello stato dei luoghi ex art. 167 comma 1, D.lgs n.42/2004, concedendo agli interessati facoltà di presentare memorie e/o osservazioni scritte entro 20 giorni dal ricevimento della stessa comunicazione. Comunicazione senza esito, dato che non è giunta alcuna istanza. “L’Amministrazione – spiega l’Assessore all’Urbanistica ed Edilizia Privata Emiliano Piras – segue con particolare attenzione l’evolversi della situazione sul fronte della tutela dell’ambiente e del rispetto delle norme ad essa inerenti in tutto il territorio. Attenzione che abbiamo nei confronti di ogni pratica che riguarda iniziative che intervengono in aree tutelate, come anche nel caso di Punta Giglio”. Va sottolineato che comunque che le comunicazioni richieste non sarebbero state preclusive all’emanazione dell’ordinanza di ripristino dei luoghi.




La gestione idrica del vigneto e la sicurezza alimentare della salsiccia sarda
Il 17 e 18 marzo eventi finali dei progetti Ga-Vino e InTeSaS
16 marzo 2021

SASSARI. Mercoledì 17 marzo alle 15.30 e giovedì 18 marzo alle 18.00 si terranno in modalità on line gli eventi conclusivi di due progetti cluster che hanno l’Università di Sassari come soggetto attuatore, finanziati da Sardegna Ricerche: si tratta, rispettivamente, di Ga-Vino e InTeSaS.

Ga-Vino (https://rebrand.ly/ga-vino)

“Ga-vino – Metodi e tecnologie per una gestione innovativa e sostenibile della risorsa idrica nel vigneto” è un progetto nato nel 2018 per esplorare e diffondere le moderne tecnologie di monitoraggio dello stato idrico del vigneto; più in generale, l’obiettivo era quello di diffondere la sensibilità sull’adozione di tecniche di produzione sostenibili, ha rappresentato un importante momento di scambio con alcune delle principali realtà vitivinicole del contesto produttivo regionale.

Come emergerà durante l’evento conclusivo (link di accesso https://rebrand.ly/ga-vino su Teams), Ga-Vino ha consentito di fare il punto, testare e migliorare quanto la moderna tecnologia offre sul mercato e anche, soprattutto, di avviare un dialogo costruttivo con le aziende volto a comprendere meglio le esigenze del settore produttivo e, più in generale, a massimizzare l’efficacia della interazione tra organismi di ricerca e le stesse aziende.
Coordinato dal Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari, e finanziato con i fondi POR Sardegna FESR 2014-2020, il progetto ha coinvolto il Dipartimento di Energia Elettrica ed Elettronica dell’Università di Cagliari, AGRIS Sardegna e l’Istituto CNR IBE (istituto per la Bioeconomia). Per conoscere tutti i dettagli e le aziende che hanno partecipato: https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=359600&v=2&c=15068&nc=1&sc=&qr=1&qp=2&fa=1&o=1&t=3&bsc=1

InTeSas (https://bit.ly/3tmv0fK)

“InTeSaS – Innovazioni delle Tecnologie di processo per la qualità e sicurezza alimentare della salsiccia sarda” è un progetto coordinato dall’Università degli Studi di Sassari – Dipartimento di Medicina Veterinaria, realizzato assieme al Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali di Uniss in collaborazione con AGRIS Sardegna.

Scopo del progetto, finanziato con i fondi POR Sardegna FESR 2014-2020, è quello di favorire l’innovazione presso le aziende di produzione della salsiccia sarda attraverso la definizione e l’ottimizzazione del processo produttivo, intervenendo in particolare sulla stagionatura, per garantire la sicurezza del prodotto e il miglioramento della qualità.

Informazioni e aziende coinvolte: https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=359608&v=2&c=15068&nc=1&sc=&qr=1&qp=2&fa=1&o=1&t=3&bsc=1

Programma del webinar conclusivo:
https://applicazioni.uniss.it/uniss/index.php/redazioneweb/file/InTeSaS_evento_finale_2021.pdf

Link di accesso all’evento conclusivo:
https://bit.ly/3tmv0fK




Sassari e provincia attività della Digos nei confronti del gruppo neonazista Ordine Ario Romano.

Lo scorso 12 marzo, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari ha depositato otto richieste di rinvio a giudizio nei confronti di altrettanti estremisti di destraindividuati quali esponenti, a vario titolo, del gruppo neonazista e antisemita denominato Ordine Ario Romano, attestato sulle piattaforme VKontatke e Whatsapp ed avente tra i suoi scopi l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza per motivi razziali aggravati dal negazionismo.

Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa avviata dalla D.I.G.O.S. di Sassari, su input della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione/UCIGOS – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno, nei confronti del fondatore della compagine – un quarantenne sassarese già evidenziatosi per condotte d’analogo tenore – che ha consentito di individuare  ulteriori soggetti, residenti in diverse località del territorio nazionale, a pieno titolo coinvolti nel sodalizio in argomento.

In particolare, dagli approfondimenti condotti su un account Vkontatke “aperto” in uso al promotore del gruppo è emerso che il predetto fosse impegnato, unitamente ad un sodale residente a Tempio Pausania (SS), in una costante e pervicace opera di diffusione di messaggi apologetici della figura di Adolf Hitler e di stampo marcatamente antisemita contenenti, fra l’altro, aperti incitamenti alla violenza nei confronti degli ebrei nonchè veri e propri elenchi di cognomi di origine ebraica “in modo da poterli facilmente individuare” el’indicazione di caratteristiche somatiche e antropologiche asseritamente denotanti l’appartenenza alla “razza ebraica”.  Non mancano, in tale ambito, approcci negazionisti dell’Olocausto.

Tali evidenze sono state ulteriormente corroborate dall’analisi dei dispositivi sequestrati in occasione delle perquisizioni condotte il 26 novembre 2019 dalla D.I.G.O.S. di Sassari – coadiuvata nell’occasione da personale della DCPP/UCIGOS e del locale Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni – nei confronti di tre degli odierni indagati.

Difatti, è emerso che i predetti, attestati sul gruppo WhatsApp denominato “Judenfreie Liga – Lega antisemita” – formato dai soggetti maggiormente ideologizzati e più ristretto rispetto a quello esistente su Vkontatke –  “in concorso tra loro, e con il citato sassarese nel ruolo di organizzatore, si scambiavano idee su come sconfiggere la “minaccia giudea”, con tanto di indicazioni su come reperire delle armi, ovvero su come fabbricarne di nuove”.

L’indagine ha presumibilmente interrotto un pericoloso percorso evolutivo – il cui avvio è pure emerso dal compendio investigativo acquisito – finalizzato a trasformare “Ordine Ario Romano”, nato come comunità virtuale già di per sé pericolosa per la sicurezza in virtù della capacità di diffondere contenuti neonazisti e antisemiti ad una platea indefinita di destinatari, in una realtà più strutturata e funzionale a realizzare non meglio precisate azioni in nome della “difesa della razza”.




OPERAZIONE “CETOS” – SEQUESTRATI BENI PER OLTRE 64 MILIONI DI EURO, OLTRE A DUE NAVI, NEI CONFRONTI DI SOCIETA’ GERENTI IL SERVIZIO DI COLLEGAMENTO MARITTIMO TRA LA SARDEGNA E LE ISOLE MINORI.

I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Cagliari, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione ad un provvedimento del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale del capoluogo con il quale è stato disposto il sequestro preventivo di due navi traghetto, nonché di beni mobili, immobili, quote societarie e disponibilità finanziarie, anche nella forma per equivalente, per un valore di oltre 64 milioni di euro, nei confronti di due imprenditori e due società operanti nel settore della navigazione e del noleggio di mezzi di trasporto marittimo.

I plurimi reati ipotizzati sono quelli di concorso in truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, turbata libertà degli incanti, frode nelle pubbliche forniture, falsità in atti pubblici e attentati alla sicurezza dei trasporti.

Oltre alle responsabilità penali delle persone fisiche, sono contestati illeciti amministrativi per fatti dipendenti da reato, in base alla normativa sulla responsabilità degli enti.

Le attività, in corso di esecuzione in Cagliari, Portoscuso (SU), Calasetta (SU), La Maddalena (SS), Porto Torres (SS), Sassari, Palermo, Reggio Calabria e Augusta (SR), con il supporto degli specialisti del Reparto Operativo Aeronavale del Corpo, costituiscono l’esito di una complessa indagine condotta, a partire dal 2019, dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cagliari sulla procedura di gara, aggiudicata dalla Regione Sardegna nel 2016 (per la durata di sei anni per l’importo complessivo, esclusa iva, di 70,1 milioni di euro, con opzione di estensione del servizio fino a 9 anni per un valore complessivo totale di oltre 104 milioni di euro) ad una compagnia di navigazione sarda onde assicurare la connettività marittima della Sardegna con le isole minori “S. Pietro” e “La Maddalena”. 

In applicazione della normativa UE in materia di aiuti di Stato, la legislazione vigente prevede, infatti, lo strumento della “continuità territoriale”, attraverso cui – grazie a forme di compensazione erogate a contropartita di obblighi di servizio pubblico imposti alle compagnie incaricate del servizio di trasporto –  è garantito ai cittadini l’esercizio del diritto alla mobilità e allo sviluppo economico-sociale dei territori interessati, assicurando nel contempo tariffe ragionevoli, nel rispetto di specifiche condizioni di orario, capacità e frequenza dei collegamenti, laddove le sole forze operanti sul mercato non possano offrire servizi di adeguato livello.

Tra i requisiti, tuttavia, prescritti per poter partecipare e aggiudicarsi la gara i concorrenti avrebbero dovuto adibire unità dotate di stringenti caratteristiche strutturali volte a consentire il traghettamento, in condizioni di sicurezza, di merci pericolose e passeggeri, tutelando e garantendo, in particolare, le pari opportunità, in termini di accessibilità e di mobilità a bordo delle stesse navi, anche alle persone a mobilità ridotta (“P.M.R.”), individuate dalla normativa di settore in “chiunque abbia una particolare difficoltà nell’uso dei trasporti pubblici, comprese le persone anziane, le persone con disabilità, le persone con disturbi sensoriali e quanti impiegano sedie a rotelle, le gestanti e chi accompagna bambini piccoli”.

Gli approfondimenti investigativi e le ispezioni svolte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Cagliari con l’ausilio di ingegneri navali, nominati consulenti tecnici dal magistrato inquirente, hanno definitivamente confermato l’ipotesi investigativa, evidenziando la inidoneità tecnica dei traghetti utilizzati, soffermatasi sul concreto rischio sussistente per l’incolumità delle P.M.R. in caso di evento avverso, come un naufragio o un incendio fortunatamente mai verificatisi.

Oltre alle carenze tecniche e strutturali delle unità navali considerate, le indagini hanno, altresì, permesso di rilevare come le suddette difformità (rispetto a quanto previsto sia dalla normativa vigente che dal bando) non fossero mai state sanate; circostanze, quest’ultime, che conseguentemente non avrebbero consentito la partecipazione né, soprattutto, l’aggiudicazione della gara. 

Gli accertamenti hanno, parimenti, fatto rilevare l’avvenuto ricorso a sostituzioni irregolari del traghetto designato per le tratte “Carloforte/Portovesme” e “Carloforte/Calasetta”, non autorizzate preventivamente dalla stazione appaltante.

L’ammontare delle contribuzioni pubbliche indebitamente percepite nel periodo 2016- 2020, quantificato in oltre 54,1 milioni di euro, è stato sequestrato nei confronti della società di navigazione aggiudicataria e degli indagati. Ulteriori 9,9 milioni di euro sono stati invece sequestrati, quale profitto del reato, alla società di noleggio delle imbarcazioni avente assetto proprietario e management riconducibili ai principali indagati.

Secondo la ricostruzione investigativa, gli indagati, interponendo una seconda società di servizi, hanno fornito alla compagnia di navigazione indagata ulteriori 3 navi necessarie per partecipare alla gara, pur essendo consapevoli che le stesse non avessero i requisiti previsti dalla gara. La cessione delle unità navali, avvenuta attraverso la previsione di specifici canoni di locazione, ha in tal modo fatto confluire parte delle somme introitate dalla Regione Sardegna sui conti della società noleggiatrice. Una parte di tali introiti è stata successivamente “girata”, a titolo di emolumenti e di dividendi, ai due soci amministratori ritenuti responsabili. 

Le società e le navi sequestrate sono state affidate agli amministratori giudiziari nominati dal G.I.P. al fine di garantire la continuità aziendale.

L’odierna attività evidenzia l’importante ruolo di presidio svolto dalla Guardia di Finanza a contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione e degli sperperi di risorse pubbliche e la costante attenzione che il Corpo ripone nella tutela delle regole della libera e leale concorrenza. 




Attivo il sito www.bonusacqua.it per la richiesta del bonus idrico integrativo 2021 per gli utenti di Abbanoa Spa

Da ieri sera è attivo il sito www.bonusacqua.it, il portale a cui gli utenti possono accedere per richiedere il bonus idrico integrativo per il 2021. Il bonus è un aiuto messo a disposizione dall’Egas (Ente di governo dell’ambito della Sardegna) a favore delle fasce d’utenza deboli residenti nei comuni serviti da Abbanoa Spa.

In particolare, l’importo del bonus è di 25 euro per ogni componente del nucleo familiare in presenza di un ISEE non superiore ai nove mila euro, mentre si passa a 20 euro in caso di ISEE compreso nella fascia oltre i nove milaed entro i venti mila euro.

Per presentare le domande di ammissione al bonus c’è tempo sino al 31 maggio. Le richieste, debitamente compilate e accompagnate da copia del documento di identità, dell’ISEE e di una bolletta riferita all’utenza per cui si chiede l’aiuto, possono essere presentate on line sul sito www.bonusacqua.it o o direttamente a mano all’ufficio protocollo del proprio comune di residenza. Al proprio comune è possibile, inoltre, inviare le richieste tramite pec o per raccomandata A/R.

Per quest’anno l’Egas ha stanziato a favore del bonus idrico integrativo complessivamente due milioni di euro, suddivisi tra i 346 comuni che fanno capo ad Abbanoa, in proporzione alla popolazione e alle dimensioni del territorio comunale. 




PROGRAMMAZIONE : UNA NUOVA STAGIONE DI CONFRONTO – L’INTERVENTO DEL SINDACO MARIO CONOCI

“Di fronte a questo scenario serve la capacità della politica di abbandonare le dispute, di discutere e poi di unirsi attorno ad obiettivi comuni, di rappresentare un progetto coordinato e unitario che sappia inserirsi armonicamente, ma in modo originale, con la programmazione regionale e nazionale. Sarà necessario un confronto serrato sulle linee indicate dalla Unione Europea che più si attagliano alle esigenze e alle prospettive di sviluppo che vogliamo individuare per il nostro territorio. In sede di Rete metropolitana è di questi giorni la proposta, aperta, di portare in discussione nei Consigli Comunali”

La programmazione è il cuore di ogni scelta politica, è il carburante che fa muovere le leve dello sviluppo e disegnare orizzonti verso i quali movere passi concreti. Quella che stiamo vivendo è certamente una stagione nella quale puntare fortemente sulla programmazione. Una programmazione però profondamente cambiata rispetto ad anni passati nei quali ognuno progettava un orizzonte che si limitava a definire esigenze prettamente locali, fondamentali certo per modificare il volto di una città, per valorizzare potenzialità urbane, per recuperare un patrimonio architettonico storico spesso abbandonato. Una stagione che la nostra città ha vissuto nel primo decennio degli anni 2000, durate le amministrazioni di centro destra, e che aveva anche radici in “visioni” che risalivano anche ai primi anni 90: l’esempio più significativo è rappresentato dalla passeggiata progettata dall’architetto catalano Joan Busquets.
Oggi, dopo anni di assenza di programmazione, viviamo una nuova stagione legata in particolare al nuovo settennato dei fondi europei 2021-2027 e alle risorse straordinarie del RECOVERY FUND. Questa stagione, a differenza della precedente, sarà caratterizzata soprattutto da una programmazione quantomeno di carattere territoriale e regionale nella quale le città dovranno e potranno avere un ruolo importante nella misura in cui saranno in grado di dialogare e co-programmare con la regione e, nel nostro caso, con la rete/città metropolitana. Tutto ciò, inoltre, in particolare per il RECOVERY FUND, sarà condizionato dalla decisione che il governo nazionale adotterà fra condividere  le scelte con le autonomie locali o far calare dall’alto la programmazione delle risorse. Noi tutti, naturalmente, chiediamo scelte partecipate, ma su ciò ancora non esiste chiarezza. 
È evidente che questa programmazione di scala sovracomunale non esclude la partecipazione a programmi e finanziamenti più strettamente legati all’ambito locale. A questo sovrintende per il nostro comune un dirigente e una struttura ad hoc, prevista e realizzata dalla nostra amministrazione. In questo quadro si inserisce, ad esempio, l’avvio del distretto rurale, i programmi avviati con l’università, con Porto Conte Ricerche in sinergia col parco di Porto Conte. Altrettanto è continua la programmazione legata a opere pubbliche per le quali abbiamo, purtroppo, riscontrato la assoluta mancanza di un “parco  progetti” tale da consentire di partecipare a bandi che richiedono progettazioni avanzate. Ci stiamo dotando quindi tali progettazioni, e rientra in questa ottica la recente decisone di affidare la progettazione su un immobile strategico come la ex caserma di via Simon, solo per fare un esempio di rilievo. A questa struttura tecnica dell’amministrazione è nostro compito dare indirizzi che ne orientino l’attività.
Ma tornando alle risorse 2021-2027 ed al RECOVERY FUND, Alghero, insieme alle altre comunità del nord-ovest della Sardegna partecipa a pieno titolo, con uomini e idee, ai primi passi che su questo tema si stanno muovendo. A livello comunale abbiamo dedicato, come detto,  uno specifico settore con un dirigente e una struttura che si occupa di coordinare tutte le attività di programmazione del comune  a tempo pieno e abbiamo, in sede di rete metropolitana, concordato con gli altri sindaci di affidare al direttore del nostro parco regionale questa importantissima funzione. Siamo dunque in prima linea e al passo con le esigenze di una moderna programmazione che rappresenta una straordinaria, e forse irripetibile, opportunità per le nostre comunità. 
Di fronte a questo scenario serve la capacità della politica di abbandonare le dispute, di discutere e poi di unirsi attorno ad obiettivi comuni, di rappresentare un progetto coordinato e unitario che sappia inserirsi armonicamente, ma in modo originale, con la programmazione regionale e nazionale. Sarà necessario un confronto serrato sulle linee indicate dalla Unione Europea che più si attagliano alle esigenze e alle prospettive di sviluppo che vogliamo individuare per il nostro territorio. In sede di Rete metropolitana è di questi giorni la proposta, aperta, di portare in discussione nei Consigli Comunali le proposte che riguardano: 
“1. a) la trasformazione del sistema energetico territoriale, conseguente alla progressiva de- carbonizzazione ed alla sostituzione delle attuali centrali, con impianti di generazione basati su fonti rinnovabili e tra esse, quale scelta connessa alle caratteristiche peculiari delle coste del nostro territorio, l’energia prodotta dalle onde e dal moto ondoso; b) l’utilizzo prevalente della energia pulita così prodotta per la produzione di idrogeno verde, quale “combustibile” per le esigenze produttive, civili e della futura mobilità sostenibile (aerei, navi, treni, bus, auto, trasporto pubblico locale);
2. la riduzione del divario infrastrutturale con particolare riferimento al potenziamento della rete ferroviaria regionale per la mobilità interna delle persone e delle merci.
La prima idea attiene ad un più ampio disegno di trasformazione green del nostro territorio e di riqualificazione delle aree di crisi e del nostro apparato produttivo su basi bio-industriali, in coerenza con le finalità dei principali strumenti della programmazione disponibili per una futura economia – decarbonizzata e circolare – in sinergia con il Green Deal europeo. 
La seconda idea attiene alla esigenza di una riproposizione del ben noto tema storico, ancora irrisolto, che tocca ovviamente anche il Nord-Ovest della Sardegna, e che riguarda il nostro inaccettabile gap infrastrutturale, in materia di collegamenti e trasporti interni, rispetto alle altre Regioni d’Italia.”
A questi temi si affiancano quelli della formazione e della ricerca, dei giovani, della cultura, dell’inclusione sociale, dell’innovazione.
Su questi temi, ma anche su altri che siamo chiamati ad individuare e proporre, dobbiamo confrontarci al nostro interno e con le altre città del territorio per proporre, infine, alla Regione un progetto di sviluppo integrato della nostra città e dell’intero territorio del nord-ovest. La sfida è di fonte a noi e dobbiamo coglierla nell’interesse del futuro della nostra comunità.
In questo processo  Alghero c’è e, insieme alle altre comunità del nord-ovest della Sardegna, è pienamente inserita nella nuova stagione della programmazione.
 Mario Conoci
Sindaco di Alghero




GDF SASSARI: TRASPORTAVA OVULI DI EROINA NEL PROPRIO CORPO. ARRESTATO CITTADINO NIGERIANO AL PORTO DI OLBIA.

Ennesimo arresto di un corriere “ovulatore” effettuato dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Sassari nell’ambito dei controlli mirati al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nelle aree portuali e aeroportuali della provincia, ulteriormente intensificati in concomitanza delle attività volte alla verifica del rispetto della normativa per il contenimento della pandemia da COVID-19.

In particolare, i finanzieri del Gruppo Olbia in servizio presso il Porto Isola Bianca hanno fermato per un controllo un ventitreenne, cittadino nigeriano residente a Padova, che si era imbarcato sulla nave inizialmente diretta a Porto Torres e poi costretta ad attraccare al porto di gallurese a causa delle condizioni meteo marine avverse. Nonostante l’evidente segnalazione di Ether e Betty, rispettivamente un giovane pastore tedesco ed un malinois addestrati per la ricerca di droghe, e l’esito negativo una prima perquisizione personale, lo strano atteggiamento del giovane ed alcune anomalie dei suoi documenti spingevano i militari a condurre ulteriori accertamenti

presso l’ospedale di Olbia, dove le radiografie permettevano di individuare venti “corpi estranei” ingeriti dall’uomo.
Gli ovuli sono poi risultati contenere complessivamente 220 grammi eroina di altissima qualità che una volta tagliata ed immessa sul mercato avrebbe potuto fruttare oltre 50.000 euro.

Al termine delle attività, il giovane è stato arrestato per traffico di stupefacenti e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Tempio Pausania, che ne ha disposto il trasferimento presso il carcere di Bancali.

L’operazione è stata portata a termine anche grazie all’esperienza ed all’intuito dei conduttori cinofili, doti fondamentali per la scoperta dei corrieri che trasportano sostanze stupefacenti all’interno del proprio corpo.




OLIENA SCRIVE MA CAGLIARI ANCORA NON RISPONDE. GLI ASSURDI DIALOGHI A SENSO UNICO SUI MEDICI DI BASE

Una missiva senza speranze. Perché cosi come era successo per le precedenti, l’attenzione di chi doveva averla non c’è stata. Latitava e latita.

La firma ancora una volta il sindaco di Oliena Bastiano Congiu che sull’ormai anno questione dei medici di base non si arrende anche se si capisce la misura è colma. La lettera indirizzata a una decina di recapiti, dal presidente della Regione, all’assessore alla Sanità per poi raggiungere i senatori e i consiglieri regionali del Nuorese, ha toni pacati ma perentori.

“Gentilissimi, mi permetto di scrivere l’ennesima lettera che, salvo gradita smentita, sono certo che non avrà, come le precedenti, alcun riscontro da parte vostra, a parte qualche passaggio mediatico a mezzo stampa. Nonostante sia stato redatto un documento condiviso dall’intero Consiglio Comunale di Oliena, che vi è stato trasmesso e spero qualcuno abbia letto, ancora non sappiamo che risposta devono avere gli oltre 1500 olianesi che dal 31 gennaio 2021 si sono ritrovati senza medico di famiglia, in seguito al pensionamento della Dr.ssa Giuseppina Sulas”, scrive il sindaco.

“Riassumendo quanto già più volte detto e scritto, ricordo che, il 31 di maggio di quest’anno, anche il Dott. Pietro Virdis andrà in quiescenza lavorativa, per cui un altro contingente di 1500 persone si ritroverà nella stessa situazione. Ricordo ancora che a marzo del 2020 è venuto a mancare il Dott. Mario Putzu, che è stato parzialmente sostituito dall’entrata in servizio della Dr.ssa Valentina Barracca che ha occupato la sede vacante del 2016.

So per certo che sono stati pubblicati i bandi per ricoprire le sedi vacanti fino al 2018, mentre ancora non si hanno notizie per quanto concerne quelle relative del 2019 e del 2020. Considerato che è ormai noto che nel paese di Oliena si renderanno vacanti 2 posti relativi al 2021, l’auspicio è che ci si attivi subito a pubblicare i bandi anche per la copertura di queste sedi. In attesa dei tempi necessari a espletare le procedure, è stato anche chiesta l’istituzione di una guardia medica H24 che possa dare assistenza a tutti coloro che ne hanno necessità, ma anche in questo caso non c’è stato alcun riscontro. Abbiamo ricevuto anche diverse chiamate da parte di medici che sarebbero disponibili a prestare volentieri servizio a Oliena, che però pare debbano aspettare il normale iter procedurale, che in un momento di emergenza sanitaria evidente come quella attuale, non si capisce come mai non si decida di agire in modo da snellire il processo e risolvere la situazione in modo immediato. Senza alcuna speranza in un Vostro immediato riscontro, colgo ancora una volta l’occasione per porgerVi i più cordiali saluti anche da parte dei cittadini di Oliena”, conclude il sindaco Bastiano Congiu.




Aggiornamento Piano delle vaccinazioni a Tempio Pausania

Prosegue a Tempio la campagna vaccinale anti Covid-19.

A partire da questo pomeriggio, nei locali del Centro CUP dell’ospedale “Paolo Dettori” è iniziata, a cura della ASSL, la vaccinazione per gli insegnanti e il personale ATA.

Per quanto riguarda il completamento delle vaccinazioni degli over 80, si comunica che gli operatori dei Servizi Sociali del Comune stanno provvedendo a fissare gli appuntamenti per la somministrazione della 1a dose per il giorno sabato 20 marzo 2021.

Per quanto riguarda, invece, i richiami dei vaccini, si informano coloro che hanno ricevuto la 1a somministrazione del vaccino in data 12/03/2021 che la 2 a dose verrà somministrata il giorno 02/04/2021, alla stessa ora in cui è stata somministrata la precedente. Per i vaccinati in data 13/03/2021 la 2a dose verrà somministrata il giorno 03/04/2021 alla stessa ora in cui è stata somministrata la 1a dose.

Per color che saranno vaccinati il 20/03/2021, la 2a dose verrà somministrata il giorno 10/04/2021 alla stessa ora in cui è stato fissato il 1° appuntamento.

Nei prossimi giorni verrà data comunicazione per la somministrazione dei vaccini a domicilio.




CASTELSARDO, IL SINDACO REPLICA ALLE ACCUSE DI DISCRIMINAZIONE

CASTELSARDO – Il racconto della latrice della missiva, raffigura un comune (Castelsardo appunto, da me amministrato dal 2019) e un sindaco (il sottoscritto) che, pur a conoscenza dello stato di gravidanza della stessa (sin dai primi mesi), prima ha attivato il lungo iter amministrativo preordinato alla eventuale assunzione (nell’ordine: pubblicazione di avviso per intercettare idonei inseriti in graduatorie di altri enti, interessati; ricezione ed  istruttoria delle istanze pervenute; stipula della convenzione con l’Ente titolare della graduatoria prescelta, previa deliberazione della giunta comunale in entrambi gli enti; effettuazione visita preassuntiva per verificare l’idoneità alla mansione specifica; richiesta alla stessa di invio dei documenti di rito preassuntivi), per poi ritardarlo e “presumibilmente” non arrivare all’assunzione,  se non al termine della maternità.

Dalla stessa narrazione si viene a conoscenza che l’aspirante dipendente al posto aveva in essere altro contratto, subordinato ma a termine, presso un ente locale dal quale, avventatamente, si dimette (pur essendo incinta) per la prospettiva di dover entrare nei ranghi dell’amministrazione comunale di Castelsardo.

Di tale improvvida decisione la candidata non solo non si assume la responsabilità, (quella di aver rinunciato alla tutela che la legge in materia le assicurava – d.lgs. 26/03/2001, n. 151 -, in quanto incinta e titolare di un contratto a termine) ma accusa il Comune di Castelsardo di sessismo e di discriminazione, per non averla assunta immediatamente dopo le sue dimissioni dal precedente incarico. Di più: accusa il Comune di aver privato il suo nucleo famigliare degli introiti che avrebbe percepito se il Comune di Castelsardo avesse proceduto all’assunzione.

Si capisce che ammettere un così grave errore non sia facile ma, invelenirsi ed imbastire un castello fatto di ricostruzioni non veritiere e gettare discredito su chi, nell’Ente aveva ed ha la responsabilità dell’iter amministrativo, è ben altra cosa.

Se la candidata, piuttosto che accontentarsi di telefonate con il Sindaco (che altro non dimostrano se non tutto l’interesse ad acquisire la professionalità tecnica della candidata a prescindere dal già noto stato interessante), avesse interloquito con l’ufficio unico titolare del procedimento assunzionale, forse avrebbe ricevuto il lapalissiano consiglio di dimettersi dal precedente impiego “con decorrenza dalla data di stipula del contratto individuale di lavoro con il comune di Castelsardo” e non un solo giorno prima.

I tempi di conclusione del procedimento di assunzione, infatti, non sono predeterminati perché molte sono le variabili che lo condizionano, per cui l’aspirante dipendente avrebbe, quanto meno, dovuto attendere la formale convocazione per la stipula del contratto (come infatti poi è avvenuto con nota prot. 2661 del 17/02/2021 – si noti ben 5 giorni prima della lettera alla Dott.ssa Lucarelli), prima di fare alcunché. Sarebbe bastato il semplice buon senso, se non la minima preparazione in materia di diritto amministrativo, a consigliare alla candidata come agire correttamente.

Le accuse di discriminazione rivolte all’ente sono, pertanto, false e tanto più gravi e diffamatorie perché volte a nascondere il fatto che, alla tutela della maternità, è stata la stessa aspirante candidata a rinunciare, nel momento in cui ha rassegnato le sue dimissioni “al buio” dal precedente incarico.

Il Comune di Castelsardo ribadisce la correttezza del proprio agire amministrativo (e non può essere coinvolto nella responsabilità di certificati medici, emessi da professionisti terzi rispetto all’Ente) e perseguirà tutte le vie che l’ordinamento prevede per tutelare non solo l’immagine e il prestigio dell’ente, leso dal racconto giornalistico e dal tam tam mediatico e social che ne è seguito, ma soprattutto per tutelare la struttura burocratica dell’Ente (composto per metà  di donne, di cui 2 su 4 in posizioni di vertice, oltre la segretaria comunale), messa alla gogna e già “condannata” per “omissioni” e “ritardi colpevoli”, preordinati a perpetrare la supposta discriminazione di una donna incinta.

Mi stupisce e addolora, inoltre, che, affascinate dal facile giustizialismo, si siano levate le consigliere comunali di minoranza che con una imbarazzante mozione, chiedono, tra le varie cose, l’istituzione di una commissione di indagine e di una commissione disciplinare.

Trattasi di consigliere che hanno in passato ricoperto la carica di assessore e che ben dovrebbero conoscere il funzionamento della macchina amministrativa nonché la diligenza dei dirigenti.

Cavalcare a tutti i costi, prima di avere un quadro completo delle posizioni delle parti, un tema importante come la tutela della maternità sui posti di lavoro, strumentalizzandolo soltanto perché funzionale a gettare discredito sulla controparte politica, di certo non è positivo per la causa delle donne e delle madri ma, anzi, è disonesto intellettualmente e controproducente.

A mero titolo informativo comunico, con stupore, che l’aspirante al ruolo di dipendente comunale si ritiene svincolata da qualsiasi impegno assunto con il Comune di Castelsardo (con nota del 12/03/2021) perché, sostiene, che non ci sono i presupposti che consentano l’instaurazione di un rapporto di lavoro subordinato, “ispirato ai principi di collaborazione, sincerità, correttezza e fiducia (…) nonché ai principi di trattamento e non discriminazione”.

A chi legge le opportune considerazioni.

Il Sindaco

Antonio Maria Capula