Il Comune di Alghero contro l’impresa inadempiente per la piscina comunale coperta e rescinde il contratto anche per il progetto da 3 milioni per l’auditorium di via Tarragona

Il Sindaco Mario Conoci : “Difendiamo gli interessi della collettività”. L’impresa non consente  l’ingresso all’area per i lavori già appaltati per la ristrutturazione  dell’altra piscina, quella scoperta.  

Alghero, 2 febbraio 2021 – Nuova piscina comunale, percorso duro dell’Amministrazione nei confronti dell’impresa appaltatrice dei lavori.  La piscina è al centro di azioni giudiziarie tra Comune e impresa esecutrice dei lavori, la Edil Sistem di Cava dei Tirreni ( SA ). L’impresa è crollata letteralmente quando le opere volgevano al termine, dopo un percorso di inadempienze, di proroghe e di violazioni poste in essere.   Cosa che ha costretto l’Amministrazione Conoci, nell’agosto scorso, a rescindere il contatto stipulato nel novembre 2017. Le opere sarebbero dovuto durare un anno circa, con data di consegna lavori al 29 novembre 2018.  L’impresa, alla data di scadenza, nel 2018,  ha ottenuto una proroga di 90 giorni, a cui seguirono diverse richieste analoghe fino alla resa. La risoluzione con consegna del bene non è stata presa bene  dalla ditta, che si rifiuta di restituire il cantiere. L’Amministrazione è ora impegnata in una fase cruciale, dal prossimo 9 marzo iniziano le operazioni peritali che riguardano il Consulente Tecnico d’Ufficio nominato dal Tribunale e i Consulenti di parte del Comune e dell’Impresa. Il Comune di Alghero comunque chiederà al magistrato l’autorizzazione a dividere l’area interna dell’impianto, separare cioè l’area della piscina coperta da quella dell’area scoperta. I due impianti si trovano infatti all’interno della steso perimetro al quale l’impresa non consente l’accesso. La divisione dei cantieri consentirebbe all’Amministrazione di far partire i lavori per la ristrutturazione della piscina scoperta, con appalto già aggiudicato per un intervento di 250 mila euro, che la Giunta  Conoci sta utilizzando con fondi di bilancio per rimettere in funzione l’impianto. L’impresa aggiudicataria delle opere, BAAS SRL di Sassari dovrà eseguire i lavori di adeguamento entro tre mesi.   “Abbiamo avuto la sfortuna di avere la peggiore delle sorti conseguenti al comportamento di un’impresa che ha mostrato l’unico obbiettivo possibile: quello di fare cassa. La rescissione del contratto è stata la scelta più drastica possibile per mettere al riparo le casse del comune e gli interessi della collettività”, ha detto il sindaco Mario Conoci oggi a Porta Terra. L’Assessore alle opere pubbliche Antonello Peru ha rimarcato il fatto che l’impresa ha adottato “comportamenti palesemente contrari alla buona riuscita dell’opera. Ora affrontiamo questa fase con la stessa determinazione che abbiamo mostrato nel difendere il bene comune, cosa che ci ha portato ad essere inflessibili nei confronti dell’impresa che si ha causato un mare di problemi per tutti noi”. I lavori si sono fermati quasi alla fine, con ancora 300 mila euro di opere da eseguire ( pavimentazione della vasca, spazi esterni, finiture). Ma nel frattempo il Comune di Alghero ha agito con altrettanta fermezza nei confronti dell’impresa, che nel frattempo si era aggiudicata anche i lavori del progetto Iscol@ nel plesso di via Tarragona, dove è previsto un investimento di oltre 3 milioni per la realizzazione dell’auditorium e del complesso scolastico. Ieri, il dirigente del settore, Ing. Gianni Balzano, ha proceduto alla rescissone del contratto per inadempienze. Anche in questo caso l’impresa non aveva iniziato i lavori, segno di un crollo ormai evidente. “Ma in questo caso – ha evidenziato Antonello Peru – l’impresa non aveva ancora messo piede in cantiere, per cui risulta più agevole affidare l’appalto all’impresa classificatasi seconda”.




Ordine dei giornalisti della Sardegna: comunicato congiunto contro la mancanza di dibattito con il governatore Solinas.

L’ingresso della Sardegna in zona bianca è un passo importante verso la riconquista della normalità. È tempo che tornino alla loro fisiologia democratica anche i rapporti fra chi esercita il potere in nome dei cittadini e chi fa domande per conto dell’opinione pubblica. Nei mesi scorsi il presidente della Regione si è concesso parsimoniosamente ai giornalisti, spesso attraverso “punti stampa” da remoto con quesiti filtrati e selezionati. Ora comunica tramite interviste autoprodotte. I giornalisti hanno il diritto e il dovere di chiedere conto a chi ha il potere di come lo esercita. Evitare il confronto con la stampa non annulla le domande, lascia semplicemente i cittadini senza risposte. (Ordine dei Giornalisti della Sardegna e Associazione della Stampa Sarda)




Coronavirus, nuova ordinanza sindacale

Nessuna novità, ma la ripresa di quelle introdotte dall’ordinanza del presidente della Regione Sardegna a seguito dell’istituzione nell’isola della “Zona bianca” e la specificazione di importanti chiarimenti rivolti alla cittadinanza sulle norme in vigore. Questa l’ordinanza firmata oggi dal sindaco Nanni Campus, che ricorda come siano confermate tutte le disposizioni relative al distanziamento, al divieto di assembramento e di obbligo di uso corretto della mascherina già in vigore nel territorio sassarese, sia al chiuso sia all’aperto. «Mi appello al senso di responsabilità di tutte le cittadine e di tutti i cittadini: l’allentamento delle restrizioni ci impone il massimo rigore nel rispetto delle regole sull’uso della mascherina, sul distanziamento interpersonale e sull’igienizzazione delle mani. Facciamo, tutti insieme, che questa grande occasione e opportunità non sia sprecata nel giro di un paio di settimane» commenta il sindaco Nanni Campus, che si rivolge poi in particolare ai gestori e ai proprietari degli esercizi pubblici perché «facciano di tutto perché siano rispettate le regole nei loro locali. Un aumento dei contagi, che si vedrebbe già nel giro di due settimane, comporterebbe un danno enorme e irreparabile a loro stessi, all’economia e alla libertà personale di ciascuno, perché vorrebbe dire necessariamente una nuova chiusura, ancora più drastica e drammatica. Dobbiamo fare in modo di poter godere tutti e a lungo di questa opportunità, e questo può avvenire in un solo modo: con il massimo rigore nel rispetto di tutte le prescrizioni».

Da oggi, dunque, in Sardegna il coprifuoco sarà dalle 23,30 alle 5 del giorno successivo. È consentita l’apertura delle attività di ristorazione dalle 5 alle 23 e di bar, pub, caffetterie e assimilabili dalle 5 fino alle 21; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle 23 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Conformemente a quanto sancito dal presidente della Giunta regionale, restano chiusi i centri commerciali il sabato, la domenica e i giorni festivi, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, ed edicole. Sospesi congressi, riunioni o eventi sociali e ogni altra attività convegnistica o congressuale, salva la possibilità di svolgimento a distanza. Chiusi anche cinema, teatri, sale da concerto, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione. La sospensione di attività di centri culturali, centri sociali e centri ricreativi include anche la sospensione delle attività interne di somministrazione di alimenti e bevande e di ristorazione a favore dei soci, trattandosi di una attività subordinata e collaterale rispetto alla attività principale. Il provvedimento specifica inoltre che «tali prescrizioni non possono essere modificate in sede comunale con ordinanze sindacali, tali ordinanze possono infatti disporre solo effetti ulteriormente restrittivi rispetto alle disposizioni di Regione e Governo».

Confermato obbligo di uso corretto della mascherina (restano escluse dall’obbligo sempre le stesse categorie) «nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi». Mascherina indossata, quindi, quando si cammina nelle strade o piazze, all’interno di parchi, aree di svago, giardini pubblici; i dispositivi dovranno essere tenuti con sé anche se ci si sposta in aree periferiche, esterne al centro urbano, ed esibite agli organi di vigilanza su specifica richiesta di questi ultimi. È fatto assoluto divieto di togliere o spostare la mascherina per fumare in area pubblica, ancorché in spazi aperti, in presenza di terze persone. È vietato sostare o trattenersi su marciapiedi, slarghi, piazze, scalinate e in ogni altro spazio pubblico in gruppi superiori alle quattro persone. Vietata ogni forma di assembramento, anche se si utilizza un dispositivo di protezione delle vie respiratorie; deve essere costantemente assicurata la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e di almeno due metri se si pratica attività sportiva; durante la pratica sportiva all’aperto non c’è l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie ma dovranno essere osservate integralmente le altre prescrizioni.

Confermati anche tutti gli obblighi e i divieti in capo ai proprietari e ai gestori di locali pubblici e aperti al pubblico: dal numero di persone per tavolo, all’obbligo di distanziamento e di tenere il registro degli avventori, fino ai menù digitali o plastificati, ad esempio. Per gli assembramenti provocati dai clienti di un esercizio pubblico, di un’attività commerciale, ovvero dall’utenza di uffici pubblici e privati, il legale rappresentante è obbligato in solido con l’autore dell’illecito.




“alle9” l’ospite di oggi è il direttore de “La nuova Sardegna” Antonio Di Rosa






Ancora un weekend con grande affluenza di visitatori nei percorsi naturalistici de Le Prigionette e Punta Giglio.

Intanto, in attesa della nuova ordinanza anti-Covid (che dovrebbe permettere le aperture anche nei fine settimana), il museo MASE resta aperto i giovedi e venerdi, mentre gli altri spazi di Casa Gioiosa non sono ancora fruibili.

A seguito delle indicazioni contenute nell’Ordinanza della Regione Sardegna numero 4 del 28 febbraio 2021 (Ulteriori misure straordinarie urgenti di contrasto e prevenzione della diffusione epidemiologica da Covid-19 nel territorio regionale della Sardegna) le attrattive multimediali e culturali di Casa Gioiosa a Tramariglio (parco tematico del Piccolo Principe, parco immersivo marino Teleia, museo della memoria carceraria, mostra del Maestro Elio Pulli) non potranno ancora riaprire nei fine settimana. Questo in attesa degli sviluppi riguardo le misure anti-Covid e delle indicazioni contenute nella nuova ordinanza che dovrebbe permettere dalla prossima settimana le riaperture dei luoghi di cultura e spazi museali anche nei weekend. Resta fruibile, ogni giovedi e venerdi dalle 10 alle 17, il Museo MASE dedicato allo scrittore Antoine de Saint-Exupéry presso la Torre Nuova a Porto Conte. Intanto nel weekend appena trascorso ancora grande affluenza di visitatori nei percorsi naturalistici de Le Prigionette e Punta Giglio. Il Parco di Porto Conte, in vista anche dell’arrivo della Primavera e delle prossime manifestazioni in via di definizione, si conferma grande attrattore turistico per il territorio.




Ordinanza Del Governatore Solinas sulla zona bianca




ALGHERO E FONDI UE, TEDDE (F.I): OCCORRE TENERSI PRONTI AD INTERCETTARE LE STRAORDINARIE RISORSE FINANZIARIE CHE VERRANNO ATTRIBUITE ALLA SARDEGNA. OCCORRE “SGABBIARE” PER PRIMI E COSTITUIRE UN UFFICIO EUROPA  CHE DEVE ESSERE LA PRIORITA’ DELLE  PRIORITA’ PER ALGHERO

Alghero, 01 marzo 2021 – “Occorre che il Comune di Alghero si attrezzi per partecipare ai bandi e per predisporre progetti per intercettare le straordinarie risorse finanziarie che a breve arriveranno dall’Europa”-.  Secondo il Commissario cittadino di Forza Italia Tedde all’interno del Quadro finanziario pluriennale europeo 2021 – 2027 di 1074 miliardi di euro, integrato dai 750 miliardi di Nex Generation EU, la Sardegna si prepara ad esercitare in Italia un ruolo di rilievo, avendo la possibilità di ricevere una vera e propria cascata di risorse finanziarie. Miliardi di euro la cui corretta programmazione e un’ efficace capacità di spendita determineranno la positiva proiezione della Sardegna verso decenni di riscatto e prosperità. “In questa fase preliminare è fondamentale il ruolo dei comuni –commenta l’ex sindaco di Alghero-  che debbono necessariamente inserirsi in modo autorevole e collaborativo all’interno della governance multilivello che mette in comunicazione la UE e gli uffici delle pubbliche amministrazioni isolane.  Da ciò –precisa Tedde- deriva l’assoluta necessità che il Comune di Alghero si doti di un Ufficio programmazione che sia in grado di proiettarlo nello spazio UE e che funga da raccordo fra le strategie locali, quelle regionali e quelle dell’unione Europea.” Tedde è fortemente convinto che lo sviluppo territoriale sia legato alle nuove strategie europee. E che Alghero deve essere pronta a fruire delle misure previste dal Bilancio Europeo, integrato dai fondi del Recovery Fund, con una struttura che elabori e candidi progetti e faciliti la spendita delle risorse che per la Sardegna saranno rilevantissime. Fra politiche di coesione, Recovey fund e Intesa stato – Regione stipulata dal Presidente  Solinas e dall’Assessore Fasolino nel novembre del 2019, secondo l’ex sindaco di FI  non è improprio parlare di circa 10 miliardi di euro che potranno essere utilizzati in Sardegna per infrastrutture e collegamenti, energia, sanità, servizi. Un fiume di denaro che deve essere speso bene per realizzare in tempi rapidi una cappa di prosperità per la Sardegna dei prossimi decenni, creando opere pubbliche strategiche e sostenendo gli investimenti e la crescita delle imprese isolane.   C’è la possibilità di vedere gli effetti di  un secondo Piano Marshall, che fu in effetti il primo Recovery Program. “Ma per fruire di queste risorse Alghero deve costituire un vero e proprio “Ufficio Europa” -sottolinea l’esponente politico che con la sua Giunta negli anni 2002 – 2010 fu supportato da un efficientissimo Ufficio programmazione-. Un Ufficio che raccolga la sfida del settenato 2021-2027  nell’attività di intercettazione dei fondi europei per lo sviluppo territoriale, culturale, ambientale e crei un ponte fra cittadini algheresi e Unione Europea per consentire loro di approdare in tempo reale a flussi di informazioni e di conoscenza della programmazione europea nelle politiche legate alla istruzione, cultura, giovani, ambiente e turismo. Facciamo ancora in tempo, ma occorre lavorare per  “sgabbiare” per primi  e  avere più possibilità di giungere al traguardo quantomeno nelle prime posizioni –chiude Tedde-.” 




Progetti utili alla collettività, Comune e Terzo Settore costruiscono percorsi per i beneficiari del Rdc

Si chiamano “Progetti Utili alla Collettività” (Puc) e sono percorsi di dodici mesi (rinnovabili) rivolti ai beneficiari del reddito di cittadinanza, residenti a Sassari. Hanno lo scopo di dare la dignità di un impegno a chi percepisce il sussidio e allo stesso tempo la possibilità di far valere le proprie competenze, acquisirne altre e farsi conoscere dalle realtà del territorio. Il Comune di Sassari ha pubblicato una manifestazione di interesse rivolta al Terzo Settore per collaborare alla creazione di un sistema condiviso pubblico-privato al fine di predisporre un catalogo dei Progetti Utili alla Collettività (Puc) da offrire ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza (RdC). L’obiettivo è coinvolgere già 150 persone in una prima fase, ma per raggiungerlo è fondamentale la collaborazione delle realtà presenti nel territorio. Per questo l’Amministrazione comunale ha deciso di darne la più ampia visibilità con una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Palazzo Ducale a cui ha partecipato l’assessore ai Servizi sociali Antonello Sassu, con il dirigente Alberto Mura e il responsabile Alberto Puglia.

La macchina organizzativa si era già messa in moto all’inizio dello scorso anno, ma la pandemia ha fermato tutto. Ora il Comune è pronto per avviare il procedimento, con la manifestazione d’interesse rivolta a organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni, riconosciute o non riconosciute, fondazioni e altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, iscritte negli appositi registri da almeno sei mesi e con sede operativa nel territorio del Comune di Sassari. Le domande, con la modulistica pubblicata sul sito www.comune.sassari.it, dovranno essere inviate via pec all’indirizzo [email protected] entro il 26 marzo. Sarà possibile presentare i progetti anche successivamente, e saranno valutati con cadenza bimestrale per essere inseriti nel catalogo. Gli accordi che si instaureranno avranno durata biennale. Appena redatto il catalogo dei primi progetti, l’Amministrazione è pronta a partire.

I Puc dovranno riguardare attività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. Possono inoltre esserne indicate ulteriori di interesse generale, purché coerenti con le finalità dell’Amministrazione. Il percorso dovrà essere legato all’individuazione di uno specifico obiettivo da raggiungere in un intervallo di tempo definito attraverso la messa in campo di risorse umane e finanziarie. Il progetto può riguardare sia una nuova attività sia il potenziamento di una esistente. Il soggetto attuatore nominerà dei tutor tra i propri dipendenti con il compito di affiancare i beneficiari durante il percorso, e invierà periodicamente il registro delle presenze al Settore Politiche Servizi e Coesione Sociale del Comune. È previsto un impegno di otto ore settimanali (aumentabili sino a sedici con il consenso di entrambe le parti).

Salvo particolari casi previsti dalla normativa nazionale, i fruitori del RdC devono svolgere attività di pubblica utilità, pena la decadenza dal beneficio. La partecipazione ai progetti deve essere coerente con le competenze professionali del beneficiario e con le attitudini emerse durante il colloquio sostenuto coi Servizi Sociali comunali o con il centro per l’impiego. Saranno proprio questi due enti a selezionare le persone che parteciperanno ai percorsi, con lo scopo anche di valorizzare le capacità già in possesso.

Alle realtà che sceglieranno di partecipare, il Comune rimborserà le spese relative agli obblighi di legge (visite mediche, assicurazione, formazione specifica se necessaria) fino a un massimo di 300 euro per persona. Sono risorse programmate nel Fondo Nazionale delle Povertà che lo Stato ha destinato al Comune per tutte le attività di inclusione attiva, nell’ambito della misura nazionale RdC.