Maìa 2019 di Siddùra si aggiudica i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2022

Nuovo importante riconoscimento per il Vermentino di Gallura superiore
da parte della prestigiosa guida enologica internazionale

Maìa di Siddùra brinda con Tre Bicchieri. Il vermentino di Gallura superiore Maìa, annata 2019, si è aggiudicato i Tre Bicchieri della guida “Vini d’Italia 2022” del Gambero Rosso. L’importantissimo riconoscimento arriva a premiare, per la terza volta, uno dei fiori all’occhiello della produzione della cantina di Luogosanto. Il vermentino di Gallura Superiore DOCG, primo nato in casa Siddùra, dopo aver conquistato importanti risultati nelle competizioni enologiche europee e internazionali, raggiunge ancora una volta il primo gradino del podio più ambito targato Gambero Rosso: la cui guida rappresenta un faro a livello mondiale per gli appassionati di vino.

Massimo Ruggero, amministratore delegato
“Il riconoscimento dei Tre Bicchieri Gambero Rosso – commenta Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto – è uno dei più importanti nel mondo del vino. È il sigillo di garanzia che riconosce la qualità del vino, ma anche la sua identità e dunque la filosofia che sta alla base del procedimento di lavorazione. Non è semplice, non si vince ogni anno, è un traguardo che Siddùra – continua Ruggero – ha raggiunto con uno dei vini che rappresentano l’autoctono per eccellenza: l’unica DOCG tra i Vermentini e l’unica DOCG della Sardegna. I tre Bicchieri conferiti al Maìa 2019 rappresentano il diritto di appartenere alle eccellenze del vino internazionali, come cantina ma anche e soprattutto come Sardegna, una delle principali regioni di produzione vinicola di qualità in Italia. È la rappresentazione efficace e reale del “made in Italy”, un brand che racchiude i produttori delle eccellenze apprezzate in tutto il mondo”.

Giuseppe Carrus, curatore della guida
Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, sottolinea: “Mi fa piacere che una realtà come Siddùra abbia ottenuto questo riconoscimento, fin dal primo anno l’azienda ha lavorato benissimo, cercando di ottenere vini che trasmettessero l’essenza

del terroir. Maìa 2019 è andato benissimo con gli assaggi in sede regionale, ancor meglio nel confronto con i vini italiani. Noi assaggiatori – prosegue Carrus – troviamo nei vini compiuti più armonia e concretezza. C’è un fattore interessante nell’assegnazione di questo premio ad un Vermentino longevo, abbiamo l’opportunità di trasmettere un messaggio importante: non sono solo i grandi vini rossi a invecchiare, ma anche i vini bianchi. Siddùra è una cantina coraggiosa, un esempio da imitare: ha sviluppato il Vermentino, considerato da sempre un vino di annata, dimostrando così che si può fare tanto in termini di invecchiamento anche per i vini bianchi”.

I Tre Bicchieri Gambero Rosso
La guida “Vini d’Italia” è una delle più autorevoli e influenti nel mondo del vino. Viene stampata in italiano, inglese, tedesco, cinese e giapponese. Ogni anno una giuria composta dai massimi esperti del vino recensisce oltre 45mila referenze e attribuisce i punteggi in termini di bicchieri, fino ad un massimo di tre bicchieri a significare l’altissima qualità del vino esaminato.

Siddúra, indicata come la migliore cantina a livello nazionale dalla guida del Vinitaly di Veronafiere, è pronta ad affrontare nuove sfide rendendo la sua conduzione sempre più green: la certificazione di cantina a produzione integrata, ottenuta anche quest’anno dalle autorità che regolamentano il settore, dimostra un’attenzione sempre crescente per l’ambiente e la sua tutela.




“Lingue minori, turismo e territorio”
A Carloforte workshop con Uniss il 24 e 25 settembre

22 settembre 2021

CARLOFORTE. Si rinnova all’ExMe di Carloforte il 24 e 25 settembre, a partire dalle 18.30, l’appuntamento con “Lingue minori, turismo e territorio”, workshop finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna e organizzato dal Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari.
Rappresentanti di atenei italiani e stranieri saranno impegnati nella prima giornata di lavori che sarà dedicata alla tavola rotonda e all’incontro di programma.
L’evento entrerà nel vivo sabato 25 alle 10.30 con le relazioni riguardanti due diverse prospettive del mondo linguistico minoritario: “Lingue minori e territori. Esperienze internazionali a confronto”, con interventi di Alain Di Meglio e Sébastien Quénot (Université de Corse), Joan Miralles Plantamalor (Universidad de Palma de Mallorca) e Fiorenzo Toso (Università di Sassari); “Lavorare sulle lingue e sui territori”, con Giuseppe Grosso (Associazione Culturale terre Tabarchine), Andrea Luxoro (Sportéllu de Lengua Tabarchina), Remigio Scopelliti (Progetto Ràixe), Antonio Torchia (fotografo).
I saluti istituzionali chiuderanno questa edizione della manifestazione, entrata ormai tradizionalmente a far parte degli eventi della città di Carloforte e dell’Università di Sassari come punto di riferimento sullo studio delle lingue minoritarie.

Programma completo: https://www.uniss.it/sites/default/files/evento/lingue_minori_e_turismo_2021_1.pdf




Al Mut ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava

Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava

Continuano gli appuntamenti del Mut che sabato 25 settembre alle 17:30 ospita l’incontro con Agostino Schiaffino dal titolo “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Fino al 30 settembre sarà, inoltre, visitabile la mostra “Il mare di sotto” di Renato Fancellu, che dedica al mare, simbolo di libertà, le opere in esposizione a Stintino. 

Continuano gli appuntamenti del Mut, Museo della Tonnara di Stintino, che il 25 settembre alle 17:30 ospita l’incontro con Agostino Schiaffino dal titolo “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Schiaffino presenterà i risultati della ricerca che lo ha portato a scoprire quali famiglie abitassero le case di Cala d’Oliva, piccolo borgo nell’isola dell’Asinara, a metà del XIX secolo, tra il 1859 e il 1885, anno dell’espropriazione e della cacciata degli asinaresi. Utilizzando le fonti d’archivio e le carte catastali, Schiaffino è riuscito a individuare l’esatta correlazione tra i nomi dei proprietari e le rispettive abitazioni. La ricerca ha, inoltre, permesso di individuare quali fossero le famiglie che gestivano i fondi rurali dell’isola nello stesso arco temporale. 

Originario di Porto Torres e discendente di una delle famiglie asinaresi che abitavano a Cala d’Oliva, Schiaffino aggiunge con la sua ricerca un ulteriore importante tassello per la ricostruzione delle vicende storiche precedenti al 1885, anno di istituzione sull’isola della colonia penale agricola e della stazione sanitaria per la quarantena.

Fino al 30 settembre sarà, inoltre, visitabile la mostra “Il mare di sotto” di Renato Fancellu, che dedica al mare, simbolo di libertà, le opere in esposizione a Stintino. 

Per accedere agli spazi museali è necessario essere in possesso del Green pass. Tutte le info su www.mutstintino.com.

Ufficio stampa 
Rossella Porcheddu 




Finalmente in Sardegna “I Giganti” di Angius, considerato dalla critica tra i migliori film di Cannes, Venezia e Locarno

Il regista Bonifacio Angius

SASSARI. Osannato dalla critica a livello europeo, dopo tanta attesa “I Giganti” di Bonifacio Angius arrivano finalmente al pubblico delle sale cinematografiche con un omaggio speciale alla Sardegna. Di ritorno dall’entusiasmante esperienza di Locarno, il regista sassarese ha voluto realizzare tre anteprime nella sua terra, prima il film che inizi a circuitare nella tradizionale programmazione cinematografica. L’anteprima sarda assoluta sarà lunedì 18 ottobre al Citiplex Moderno di Sassari, la seconda martedì 19 ottobre al Cinema Odissea di Cagliari, poi mercoledì 20 ottobre al Cinema Teatro Eliseo di Nuoro.

Per la gioia dei fan sarà presente tutto il cast al completo con Bonifacio Angius, Stefano Deffenu, Riccardo Bombagi, Michele e Stefano Manca. La presentazione di Cagliari sarà a cura dello showman Massimiliano Medda e dello scrittore Francesco Abate.

«È sempre molto bello confrontarsi con il pubblico della tua terra natia – ha affermato Angius – c’è tanta gioia, ma non nascondo anche un po’ di timore per gli argomenti trattati dal film». Argomenti non sempre facili da approfondire artisticamente come la solitudine, il sentimento di rivalsa, l’amore, la follia di una generazione alla ricerca di riscatto, che l’autore di capolavori come “Perfidia” e “Ovunque proteggimi” ha voluto indagare sulla linea che lo ha sempre contraddistinto, quella di rendere protagonisti gli ultimi.

Dal 21 ottobre “I Giganti” arriverà quindi nei cinema di tutta Italia per dare il via a una lunga tournée che, a partire da Milano, proseguirà con il cast al seguito lungo tutto lo Stivale e oltre. Da questo momento il film sarà in programmazione a Milano, Roma, Sassari, Cagliari, Nuoro, Bologna, Pisa, Alessandria, Torino, Carbonia, Potenza, Parma, Piacenza, Gorizia, Trieste e in tante altre località.

L’opera di Angius sarà proiettata in anteprima il 23 settembre al Cinema Adriano di Roma, poi il 24 al Cinema Arlecchino di Milano e il 25 al Cinema Beltrade nell’ambito di “Le vie del cinema”, selezionato tra i film più belli tra quellipresentati quest’anno a Cannes, Venezia e Locarno. Il 26 settembre “I Giganti” sarà quindi in concorso al Festival Annecy Cinéma Italien, selezionato tra i migliori film italiani dell’anno.




Tutto pronto per l’edizione 2021 della Bnp Paribas World Team Cup Wheelchair tennis

Tutto pronto per l’edizione 2021 della Bnp Paribas World Team Cup Wheelchair tennis, i Campionati del mondo di tennis in carrozzina, in programma da lunedì 27 settembre a domenica 3 ottobre, i campi da tennis dell’Hotel Baia di Conte. Questa mattina, la sala comunale di Piazza Porta Terra ha ospitato la presentazione dell’evento iridato, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Michele Pais, del sindaco di Alghero Mario Conoci, dell’assessore comunale allo Sport Maria Grazia Salaris, dal presidente della Commissione comunale Sport Peppinetto Musu, dei consiglieri d’amministrazione della Fondazione Alghero Pierpaolo Carta e Sara Govoni, della delegata della Federazione Italiana Tennis Patrizia Foddai e da Alberto Corradi, presidente dell’Asdc Sardinia Open sport diversamente abili, associazione nata a Sassari nel 1998, grazie alla passione di Corradi, Piergiuseppe Vacca e Lorenzo Sanna e organizzatrice dell’omonimo Sardinia Open, uno dei tornei internazionali più importanti del circuito mondiale, che conta 178 tornei annuali, sotto l’egida dell’Itf e del main sponsor Uniqlo. Quello algherese è stato insignito per quattro anni del titolo di miglior torneo del mondo e, per due anni di fila, ha conquistato anche il premio “Uniqlo comunicazione media” quale manifestazione più seguita. E ora è di nuovo tempo di Mondiali: Alghero e la Sardegna hanno dovuto confrontarsi con la concorrenza di candidature di città più blasonate e, grazie all’Asdc Sardinia Open e all’impagabile lavoro del suo staff, è arrivato il nuovo ok dell’Itf. La Federazione Italiana Tennis con in primis il presidente Angelo Binaghi e il presidente regionale Fit Sardegna Daniela Congia, ha fatto in modo che la candidatura andasse in porto, consapevole delle difficoltà del momento. Immediati i patrocini del Comitato Italiano Paralimpico, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Alghero e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

I PARTECIPANTI.
La manifestazione porterà nell’Isola circa 180 atleti e un movimento di persone (giocatori, tecnici, familiari e accompagnatori), che andrà a sfiorare quota 400 (con un indotto importante per la Sardegna in termini economici e di immagine), in rappresentanza di 24 Nazioni (Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Israele, Italia, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, SudAfrica, Thailandia e Turchia) e cinque Continenti. In campo tutti i migliori giocatori del mondo nelle categorie Men, Women, Quad e Junior, che in questi giorni stanno gareggiando alle Paralimpiadi di Tokyo. Curiosità per vedere all’opera dal vivo il giovanissimo fenomeno giapponese Tokito Oda, 15enne, ma gia numero 13 delle classifiche mondiali, grazie alle vittorie su diversi top player del circuito. L’Italia sarà rappresentata dal campione italiano Luca Arca (tesserato con l’Asdc Sardinia Open), Luca Spano e Antonio Cippo, con gli allenatori Giampaolo Coppo e Giancarlo Bonasia.

TV E MEDIA
I Campionati del mondo saranno trasmessi in diretta e differita per tutta la settimana dalle più importanti televisioni internazionali. Sono già arrivate le richieste delle immagini da parte delle tv di Belgio, Francia, Giappone Gran Bretagna e Olanda. Prevista la copertura di televisioni italiane (Sky, Supertennis), regionali, e locali. Le giornate di gara (dal lunedì alla domenica) saranno trasmesse in diretta in contemporanea da 3 campi sul sito sardiniaopen.net e sull’applicazione Fit Supertennix, e sono previste trasmissioni in diretta sulla piattaforma Sky, in diretta o in differita su Supertennis.




OPERAZIONE FOCA MONACA: PARTE DA SASSARI IL PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE PER PREPARARE IL RITORNO DI UNO DEI MAMMIFERI A MAGGIORE PERICOLO DI ESTINZIONE.
MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE IL LANCIO UFFICIALE DEL PROGETTO ORGANIZZATO DA EARTH GARDENERS IN COLLABORAZIONE CON COOPERATIVA DIOMEDEA E LIPU

La foca Monaca, uno dei mammiferi a maggiore pericolo di estinzione, sta tornando nelle aree settentrionali del Mediterraneo da cui mancava da decenni. Negli ultimi due anni è stata avvistata e fotografata in Salento, lungo le coste del sud Sardegna, nell’Arcipelago Toscano e al largo delle coste liguri. Fonti attendibili documentano che in Sardegna, negli anni Sessanta e Settanta, esistevano solo i sette esemplari della Grotta del Fico nel Golfo di Orosei, oltre ad una decina di altri sparsi nei rimanenti 1800 km di costa.
L’isola è una meta di passaggio tra la Grecia, la Turchia e l’isola di Madeira, nell’omonimo arcipelago del Portogallo, dove sono presenti le colonie più numerose. Preparare il ritorno della Foca monaca, affidandole il ruolo di testimonial privilegiato e trascinante per far conoscere le problematiche sullo stato di conservazione dei territori marini costieri, è tra i principali obiettivi di Operazione Foca Monaca. Ideato e organizzato dall’associazione EARTH GARDENERS, in collaborazione con la Cooperativa Diomedea e la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), il progetto mira a sensibilizzare le cittadine e i cittadini e coinvolgere tutte le scuole in azioni di apprendimento attivo, attraverso l’utilizzo di sussidi didattici pensati e realizzati ad hoc per fasce d’età e di interessi. Anche se le attività programmate si svolgeranno sull’isola, il progetto è a carattere nazionale e conta già diverse adesioni in tutta Italia.
L’iniziativa, patrocinata dal Parco Nazionale Arcipelago de La Maddalena, dall’Area Marina Protetta di Capo Carbonara a Villasimius e dal comune di Oristano, verrà presentata mercoledì 22 settembre alle 18 negli spazi al secondo piano della libreria Messaggerie sarde di Sassari. L’incontro, aperto al pubblico, vedrà la partecipazione – anche in remoto – dei rappresentanti degli Enti che patrocinano il progetto, delle associazioni, dei Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità e delle istituzioni che hanno aderito.
I lavori verranno aperti da Anna Lacci, presidente dell’associazione EARTH GARDENERS.
Ospiti d’onore, in collegamento video, gli artisti Edoardo Malagigi e Angela Nocentini, che in ottobre e in aprile dirigeranno i lavori per la realizzazione di opere d’arte collettiva rappresentanti foche Monache a grandezza naturale, utilizzando materiali di rifiuto e coinvolgendo attivamente scuole e cittadini.
Durante l’incontro verrà lanciata la campagna di crowdfunding che, attraverso la piattaforma www.produzionidalbasso.com, servirà per finanziare le spese del progetto. Tutte le azioni di Operazione Foca Monaca, infatti, saranno realizzate solo attraverso il lavoro volontario degli organizzatori e degli artisti.
Nel pieno rispetto delle normative ANTI COVID l’incontro sarà aperto al pubblico per un massimo di 25 persone. In osservanza delle disposizioni previste, obbligatori come sempre, la distanza interpersonale e l’utilizzo della mascherina.
L’incontro verrà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook dell’associazione EARTH GARDENERS e della libreria Messaggerie sarde ai seguenti indirizzi:
facebook.com/earthgardeners
facebook.com/messaggeriesarde

È possibile partecipare anche via web attraverso la piattaforma ZOOM:
ID 210 999 1200; Passcode 4c0BL7




Roma, candidata Deborah Impieri (FI): “Ho ricevuto attacchi sessisti e intimidazioni”

‘Comportamenti ignobili che devono essere stigmatizzati e sanzionati’




Argentiera, acqua non adatta al consumo diretto

In tutta la borgata dell’Argentiera l’acqua non è adatta come bevanda e per la preparazione degli alimenti. È consentito l’utilizzo per gli usi igienici. Lo ha stabilito il sindaco Nanni Campus che stamattina ha firmato l’ordinanza a seguito della nota con la quale l’ATSSardegna di Sassari Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione ha comunicato la difformità del parametro coliformi nel punto di prelievo sito nella via Carbonia in località Argentiera.
Il provvedimento resterà in vigore fino a quando i parametri non rientreranno nella norma.
Inoltre è ancora vietato il consumo umano diretto (come bevanda e per la preparazione degli alimenti) dell’acqua della condotta in via Grazia Deledda (tra via Sulcis e via Pigliaru), via Pigliaru, via Campidano, via Planargia, via Baronia, via Marogna, via Delitala, via Devilla, via Falchi, via Castiglia, via Mancaleoni, via Pirino, via Bettino Alessandro, via Volontè, via Caruso, via Gigli, via Meledina e via Nazzari. Sono presenti autobotti dalle 9 alle 12 in via Castiglia.




Alghero, alla scoperta del pane antico tra cultura, salute ed economia

ALGHERO. Il pane come elemento paradigmatico per riscoprire quei valori che con il tempo sono stati accantonati alla ricerca spasmodica del progresso, in un mondo che cambia sempre più rapidamente e con esso le abitudini culturali e alimentari. La tavola rotonda “Pan Mediterraneo. Economia, sostenibilità, cultura”, presentata giovedì scorso all’Ex Mercato Civico di Alghero dall’AES, nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, grazie all’intervento di numerosi esperti ha permesso di riscoprire quelle produzioni dotate di particolari caratteristiche a livello nutrizionale, salutistico e culturale. Produzioni che possono rappresentare un motivo di crescita economica con una ripercussione positiva sui territori.

L’incontro, introdotto dalla presidente AES Simonetta Castia e moderato da Marco Zapparoli, editore di Marcos&Marcos in rappresentanza di Letteratura Rinnovabile, ha preso il via con l’analisi di quattro concetti paradigmatici come “valore, scambio, terra e mappa”.

Nel primo intervento di Massimiliano Lepratti, coordinatore e ricercatore nel campo della transizione ecologica dell’economia per l’Associazione Economia e sostenibilità, è emerso il significato di valore comeatto di trasformazione di ciò che offre la natura. È sostanzialmente il valore del lavoro, che trova nello scambio reciproco il senso più immediato della costruzione di rapporti economi, creando relazioni utili a rispondere a determinati bisogni individuali e sociali.

Andrea Calori, esperto in politiche territoriali, di sviluppo locale e di cicli alimentari sostenibili per Esta, ha messo in evidenza come la produzione di valore rappresenti sempre più il distacco dalla natura e dalla terra, e come sia sempre più connessa a elementi immateriali. Di rimando, il mondo rurale è stato sempre più accostato ad antitesi del progresso. Per ripensare i valori di questo rapporto, il pane può essere un ottimo punto di partenza al fine di ribaltare le regole sociali e costruire nuove relazioni tra economia ed ecologia.

Ma se l’essere umano è sempre più inserito al di fuori dal mondo naturale, è anche vero che il nostro cervello è progettato per vivere in quel contesto. Pier Andrea Serra, prorettore dell’Uniss, medico, farmacologo, tossicologo e coordinatore del corso di Studi in Scienze dell’alimentazione, ha spostato l’attenzione sugli aspetti biologici che caratterizzano il rapporto dell’uomo con il cibo. Un rapporto sempre più esposto all’elemento velocità, mentre occorrerebbe riscoprire e promuovere il valore della lentezza. Così come lenta è la lievitazione del pane fermentato con pasta madre.

Un pane che ha anche un forte valore culturale e antropologico. Alessandra Guigoni, dottore di ricerca specializzata in storia e cultura del cibo, in collegamento video ha ripercorso la storia del rapporto dell’uomo con questo alimento fondamentale, sperimentato in forme primordiali ben prima della scoperta dell’agricoltura. Per quanto riguarda i lieviti, fino a circa un secolo fa erano tramandati attraverso pratiche empiriche, con un’attribuzione di valore quasi sacro se non magico. Solo nell’ottocento gli scienziati hanno iniziato a capire gli effetti di questi microrganismi, facendo perdere un po’ di sacralità alle fasi di produzione di questo alimento. Bisogna quindi tornare alla centralità del pane perché è simbolo d’identità e coesione sociale.

A illustrare le varie declinazioni salutistiche e nutrizionali dei prodotti a lievito madre, è stato l’intervento conclusivo di Giovanni Antonio Farris, già ordinario di Microbiologia Agroalimentare dell’Università di Sassari e autore di numerosi libri a tema. Non è una moda, ha spiegato l’accademico, ma una necessità.

La fermentazione acida rende il pane molto più nutriente e fa bene alla salute: un insieme di microrganismi, tra lieviti e batteri, concorre a trasformare le grosse molecole e le proteine presenti all’interno della farina, rendendole più digeribili. Tra queste c’è anche il glutine, alla base delle problematiche legate alla celiachia.

Sotto l’aspetto economico, l’utilizzo di semole di grano duro incentiverebbe la coltivazione di questo cereale, che in Sardegna ha visto un calo dai 100mila ettari di fine anni Novanta agli attuali 25mila. Ma il pane a lievito madre è soprattutto buono. Per scoprirne le caratteristiche di fragranza, aroma e consistenza, a fine serata è stata offerta una minidegustazione a cura del panificio Cherchi, affiancata all’assaggio di un altro ottimo prodotto doc del territorio come l’olio. Lo stesso panificio ha presentato un’esposizione di pani tipici di Alghero.

L’iniziativa, realizzata a cura di ESTA, Letteratura Rinnovabile e AES è inserita nel calendario del festival letterario “Mediterranea. Culture, scambi, passaggi”, organizzato dall’AES con il patrocinio di Regione Sardegna, Comune di Alghero, Fondazione Alghero e Fondazione di Sardegna, in partenariato con un nutrito parterre di istituzioni e imprese di rilevanza regionale, nazionale e internazionale.




Grazia Di Michele incanta il pubblico di San Teodoro: l’arte di Marisa Sannia rivive in “Poesie di carta”

Grazia Di Michele in concerto a San Teodoro

SAN TEODORO.  “Con le parole si dicono cose umane, con la musica si esprime ciò che ognuno di noi ha dentro e non sa definire”. La voce delicata e profonda di Marisa Sannia rompe il silenzio nell’attesa del concerto. È solo una registrazione, ma è subito magia. Grazia Di Michele giovedì sera ha dato il via così al suo nuovo progetto musicale “Poesie di Carta”, presentando in prima assoluta al pubblico di San Teodoro lo speciale tributo all’artista sarda scomparsa nel 2008.

Sul palco di Piazza di Gallura ha preso vita un concerto autentico, animato dal comune amore delle due donne per la poesia, nel fluido alternarsi di emozioni cantate in italiano, in sardo e spagnolo. Fin dai primi brani in scaletta il pubblico è stato rapito dall’intreccio indissolubile di musica e parole, a partire dalla struggente ballata “Melagranàda ruja”, scritta da Ciccittu Masala, e dall’intensità di “Laberintos y espejos” di Federico Garcia Lorca.

Palpabile l’energia del gruppo per l’entusiasmo di suonare finalmente insieme dal vivo. La voce della cantautrice romana accompagnata dalle note di Marco Piras al pianoforte, Fabiano Lelli alla chitarra, Fabrizio Fabiano al violoncello e Bruno Piccinnu alle percussioni, ha incantato la platea con le immagini evocative de “Il marinaio blu” e le trasognanti atmosfere iberiche di “He cerrado mi balcón” e di “El abanico”.

Lo spettacolo è entrato nel vivo con l’immancabile ricordo del legame d’amicizia e del sodalizio artistico fra la Sannia e Sergio Endrico, attraverso le note di “Come stasera mai”. Endrigo fu il primo a riconoscerne il talento, tanto che nel 1970 lei gli dedicò l’intero album “Marisa Sannia canta Sergio Endrigo… e le sue canzoni”.

Filo conduttore è stato il meraviglioso album “Rosa de Papel”, nel quale “la gazzella di Cagliari” aveva saputo trasformare magistralmente in musica molti dei versi di Federico Garcìa Lorca. Tra i brani proposti a San Teodoro: “El nino mudo”, “Aguila de los ninos”, “Canción China en Europa”, lacanzone piena di ore perdute nell’ombra “Verlaine” e la trascinante melodia “Chie sò”, applauditissime dal pubblico che ha reclamato il bis.

Il quintetto ha infine eseguito la celebre “Casa Bianca” (seconda classificata al Festival di Sanremo 1968) e ha chiuso con un capolavoro di Grazia Di Michele, “Le Ragazze di Gauguin”, il cui ritornello è statocantato all’unisono con il pubblico, come a suggellare l’omaggio di una donna a un’altra donna, a “un altro dolce mistero che il tempo non cambierà”. Il concerto ha inaugurato le quattro serate di spettacoli della sesta edizione del festival “Musica dalle Finis Terrae”.

“Poesie di carta” sarà riproposto nell’Isola il prossimo anno, con alcune date già in calendario a gennaio a Macomer, Oristano e San Gavino. «L’intento è quello di far conoscere a tutti, e di ricordare a chi già lo apprezza, il prezioso patrimonio artistico che rappresenta il lavoro della Sannia – ha affermato Grazia Di Michele – rispettando al contempo l’umiltà e la riservatezza che l’hanno contraddistinta come donna».