CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–17-09-21-EXPORT – Exploit vendite PMI sarde all’estero

EXPORT – Exploit delle vendite delle PMI sarde all’estero: la Sardegna
prima regione in Italia per crescita percentuale. Nel primo semestre
2021, 331 milioni di euro di prodotti piazzati all’estero: +41% sul
2020 e + 62% sul 2019. Maria Amelia Lai e Daniele Serra
(Confartigianato Imprese Sardegna): “Nel Mondo c’è voglia di prodotti
sardi. Inoltre la crisi non ha scalfito la voglia delle realtà
imprenditoriali di piazzare i propri prodotti oltre il mare”.

L’allentamento delle restrizioni post covid fanno brillare l’export
delle PMI della Sardegna che, nel primo semestre 2021, fa registrare
la miglior performance di crescita tra tutte le regioni italiane,
superiore anche a quella di Lombardia e Veneto.

Con un controvalore di 331 milioni di euro di beni piazzati all’estero
e una crescita del +41,7% sul 2020 e del 62,2% sul 2019, la nostra
regione è stata, tra gennaio e giugno di quest’anno, la prima in
Italia per incremento delle esportazioni prodotti dalle piccole
imprese.

La bella sorpresa arriva dall’analisi dei dati ISTAT realizzata
dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese che, nel dossier
“Dinamica dell’export in Sardegna nel primo semestre 2021”, ha
registrato questo prezioso trend positivo.

Tra le categorie di beni che in questo primo semestre hanno registrato
un maggior incremento di vendita rispetto al 2019, troviamo i prodotti
metalliferi (+108%) per un controvalore di vendita di 234 milioni di
euro e gli alimentari (+14,5%) e un controvalore di 77 milioni di
euro. Al contrario, tra i settori in calo, i mobili (-43% rispetto al
2019) e il legno (-25%).

In crescita anche l’ammontare totale dell’export prodotto da tutto il
sistema produttivo sardo (compresa la raffinazione del greggio e i
suoi derivati) nel primo semestre 2021 rispetto allo stesso periodo
del 2020; la crescita del 52,2% corrisponde a un controvalore di
2miliardi e 476milioni di beni piazzati negli altri Paesi. E’ invece
ancora negativo il confronto con il 2019: -5,2%.

“E’ una bella sorpresa trovarsi in testa ad una classifica nazionale
così importante come quella d’export – afferma Maria Amelia Lai,
Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – significa che in
tutto il mondo c’è voglia di prodotti sardi realizzati dalle micro,
piccole e medie imprese, e significa anche che questo virus non ha
scalfito la voglia delle realtà imprenditoriali di studiare, lavorare
e impegnarsi per piazzare i propri prodotti oltre il Tirreno e oltre
il Mediterraneo”. “La nostra regione è, da qualche anno, anche grazie
all’impegno della nostra Associazione, sempre più export oriented –
continua la Presidente Lai – inoltre, l’affacciarsi delle piccole e
micro imprese verso il mondo, spinte anche dal forte shock economico
della crisi causata dalla pandemia, ha dato un impulso straordinario
alle vendite oltre confine che hanno iniziato a crescere con una
progressione importante. Se il trend dovesse continuare, facendo
qualche conto, potremmo chiudere l’anno a quasi 800 milioni di
prodotti esportati. Questo sarebbe un segnale di progressione
strutturale e duratura che andrebbe oltre il covid, le turbolenze nei
paesi emergenti, il protezionismo, i dazi e la Brexit e oltre tutti i
fattori che condizionano le esportazioni di tutto il mondo”.

Tra le province, sempre nel primo trimestre 2021, e sempre realizzati
dalle piccole e medie attività produttive, su Cagliari hanno varcato
il mare prodotti per un valore di 172milioni (11 di prodotti
alimentari e 156 di prodotti metalliferi), con un incremento del +37%
rispetto al 2020 e del 65% rispetto al 2019. Dal Sud Sardegna sono
partiti 65 milioni di euro di prodotti (56 metallo e 5 alimentari) con
incremento del 46% sul 2020 e 143% sul 2019. Dal Nord Sardegna sono
partiti 54 milioni di euro di beni (40milioni di alimentari e 9 di
prodotti del legno) con +49% sul 2020 e +7% sul 2019. Da Nuoro sono
stati piazzati 23milioni di euro di beni (17 metalliferi e 4
alimentari) con un +72% sul 2020 e + 144% sul 2019. Chiude Oristano
con 17 milioni di beni piazzati, la quasi totalità sono prodotti
alimentari, con un incremento del 18% sul 2020 e 20% sul 2019.

“Proseguire nei processi di internazionalizzazione e difendere il
valore del Made in Sardegna – prosegue la Presidente Lai – è il
binomio per sostenere le MPI isolane. In un mondo in cui i rischi
aumentano è fondamentale non arrendersi e andare a intercettare la
crescita, continuando a investire su ciò che da sempre sappiamo fare
bene: esportare e internazionalizzarci. Noi siamo pronti a fare la
nostra parte al fianco delle imprese, soprattutto le più piccole”.

“L’export delle piccole imprese manifatturiere sarde – commenta
Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Sardegna – dimostra
ancora una volta di essere solido e di essere stato in grado, non solo
di resistere alla crisi economica, ma anche di registrare un
incremento nei numeri. Tutto ciò premia la capacità delle nostre
aziende e il loro saper fare. Si tratta di un vero e proprio tesoro
che, come Confartigianato, siamo impegnati, anche oggi, a difendere
anche nei mercati esteri”.  “Nonostante i numeri – continua Serra –
però le aziende del settore sono ancora lontane dall’esprimere tutto
il proprio potenziale. In un momento storico in cui è sempre maggiore
l’attenzione alla genuinità e artigianalità dei prodotti, una regione
come la nostra deve continuare a investire nella conoscenza dei
mercati internazionali. Sono proprio le piccole imprese che, per
crescere, hanno bisogno di supporto e affiancamento. Noi stiamo
cercando di fare la nostra parte”.

“Vogliamo far crescere queste cifre – sottolineano Lai e Serra –
presto, per e con le aziende, riprenderemo il lavoro di formazione e
di marketing per la ricerca di nuovi spazi a dimostrazione di come non
sia più sufficiente che la Sardegna abbia ottime produzioni ma di come
sia necessario cercare e trovare gli acquirenti attraverso nuove
iniziative”.

“Siamo certi che gli spazi per operare con profitto ci siano per tutti
– concludono Presidente e Segretario – per questo, ripetiamo, è
necessario non fermarsi esclusivamente alla vendita nel mercato
interno sardo o nazionale ma lavorare in rete per raggiungere
obiettivi commerciali spesso neppure troppo lontani”.

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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna
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Questo Comunicato Stampa ti è stato inviato da un giornalista iscritto
all’Ordine Nazionale dei Giornalisti della Sardegna (tessera n.093366
del 13 marzo 2001) e al G.U.S. (Giornalisti Uffici Stampa), Gruppo di
specializzazione della Federazione Nazionale della Stampa Italiana.

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Federico Marini
Responsabile Ufficio Stampa, Media Territoriali, Relazioni Esterne,
Comunicazione e Centro Studi
Confartigianato Imprese Sardegna




Martedì a Sassari è il momento di “CUORE”: un evento dedicato al decadimento cognitivo

Pina Ballore e Roberto Manca

SASSARI. Martedì 21 settembre, alle 21 negli spazi dell’Auditorium provinciale di via Monte Grappa 2, a Sassari, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, l’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna AMAS e l’Associazione culturale Music & Movie presentano “CUORE – il decadimento cognitivo nel territorio”, un evento che metterà a confronto numerosi medici specializzati in questo particolare tipo di patologia spesso sconosciuto e sottovalutato.

“Il decadimento cognitivo è una condizione clinica caratterizzata da una sfumata difficoltà in uno o più domini cognitivi (quali, ad esempio, memoria, attenzione o linguaggio) – spiegano gli organizzatori – oggettivata attraverso i test neuropsicologici, che nel tempo può compromettere le normali e quotidiane attività di una persona”.

Nel corso della serata, numerosi interventi a tema coordinati da Pina Ballore, presidente AMAS, illustreranno l’argomento nel dettaglio, in particolar modo per quanto riguarda il territorio sardo.

Interverranno Renato Ortu, dirigente di Neurologia all’Aou di Sassari; Elisa Ruiu, medico dell’AOU di Sassari; Antonio Nieddu, medico dell’AOU di Sassari; Alberto Zoccheddu medico specialista in Neurologia; e dalla Rsa San Nicola di Sassari, la responsabile sanitaria Maria Franca Brau.

Sarà quindi proiettato il video “Luci Spente” realizzato dall’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” e diretto dal giovane regista Marco Peddio. Il medico Kai Paulus parlerà invece dell’importanza che la musica e l’attività artistica hanno in un percorso di terapia del morbo di Parkinson, che è la seconda più comune patologia neurodegenerativa dopo il morbo di Alzheimer.

Ospite della manifestazione sarà il coro “Volare si Può” dell’Associazione Parkinson Sassari, che si esibirà sotto la direzione dal maestro Fabrizio Sanna. Sempre in serata sarà presentato il concerto della cantante Giò Box, con brani a tema e non a caso d’altri tempi. Arrivata per l’occasione da Gran Canaria, l’artista sarà accompagnata dai musicisti Federico Canu, Bachisio Ulgheri, Massimo Canu e Massimiliano Ruiu.

Parte del ricavato della serata, presentata da Roberto Manca, sarà devoluto per sostenere le attività dell’Associazione Malattia Alzheimer Sardegna. Per informazioni e prevendita contattare il numero 3401846468. È possibile accedere solo se in possesso di green pass.




AD ALGHERO E’ SANT MIQUEL FESTIVAL: WEEKEND RICCO DI EVENTI

Ad Alghero, l’estate degli eventi continua. Entra nel vivo il Sant Miquel Festival, il cartellone di manifestazioni in onore del Santo Patrono della città di Alghero, con un primo weekend ricchissimo di appuntamenti. A partire dalla doppia data, che ha già riscosso un notevole successo nella vendita dei biglietti, del cantautore Antonello Venditti col suo speciale set in acustico: venerdì 17 e sabato 18 settembre nell’Arena Rugby Maria Pia. Sempre venerdì, ma in mattinata (dalle ore 10 alle 17), nell’ex mercato ortofrutticolo di Alghero, ritorna il Festival Mediterranea con l’appuntamento “Tutti gli editori del Mondo”.

Sabato 18 settembre, dalle ore 17, sempre nella stessa location di via Sassari, verrà proposto “Lectiones Archivio” ovvero la nuova collana in coedizione con la Diocesi Alghero-Bosa, mentre alle ore 20 nel Mamatita Vilatge di via Giovanni XXIII (Cortile scuola primaria della Mercede) ci sarà lo spettacolo “Jonhatan il marinaio”. Alle 20.30 nell’ex mercato ortofrutticolo il cantautore algherese Franco Cano proporrà il suo concerto dal nome “Adios Amor”. Allo stesso orario nella Cattedrale di Santa Maria si terrà l’esibizione del Coro Matilde Salvador dell’Associazione Akademia Cantus et Fidis. La giornata di sabato chiude col “Grande spettacolo della fine del mondo” a cura del Theatre en Vol sul palco del Quarter (ore 21). Nella stessa giornata prende il via anche la sezione internazionale del Festival Dall’altra parte del Mare alla presenza della scrittrice e musicista americana Liz Moore (cortile della parrocchia di N.S. della Mercede, ore 20.15). Per lo sport appuntamento sabato 18 settembre a Mugoni: dalle 8 del mattino il via al Campionato Italiano di Nuoto Paralimpico in Acque Libere.

Domenica 19 settembre al Mamatita Vilatge, alle ore 20, verrà proposto lo spettacolo clownesco “Hope Hope Hoplà”, mentre alle 20.30 doppio appuntamento al Teatro Civico con Claudia Crabuzza e nella Cattedrale di Santa Maria con le Note di Fine Estate, a cura del Coro Matilde Salvador. Sempre domenica si svolgerà la Cooking Cup 2021, l’attesa regata velico-culinaria nel golfo di Alghero a cura dello Yacht Club Alghero. Il Sant Miquel Festival proseguirà fino al 3 ottobre all’insegna della musica, comicità e della tradizione popolare. Cresce l’attesa per il concerto dei Matt Bianco (27 settembre), per la musica neo-cantautorale di Zibba e Wrongonyou (28 settembre) ed il coinvolgente cabaret di Max Paiella (29 settembre) e Luca Ravenna (30 settembre), insieme alla straordinaria kermesse popolare catalana dell’Adifolk (in programma dal 24 al 26 settembre). Il programma dettagliato degli eventi è disponibile sul sito www.algheroturismo.eu.




Arrivati in Italia 37 rifugiati vincitori di borse di studio
dei corridoi universitari

Sono atterrati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino 37 su 45 rifugiati destinatari di borse di studio che proseguiranno il loro percorso accademico in 23 atenei italiani nel quadro del progetto UNICORE – University Corridors for Refugees

Roma, 16 settembre 2021

Trentasette dei 45 rifugiati vincitori di borse di studio sono arrivati questa mattina all’aeroporto di Fiumicino nell’ambito del progetto sui corridoi universitari UNICORE – University Corridors for Refugees. Gli altri otto studenti arriveranno nei prossimi giorni.

Il progetto, iniziato nel 2019, ha finora visto la partecipazione di 28 università che hanno messo a disposizione negli ultimi tre anni oltre 70 borse di studio. La selezione degli studenti, svolta dai singoli atenei, si è basata sul merito accademico e la motivazione. I vincitori sono rifugiati provenienti da Eritrea, Somalia, Sudan, Sud Sudan e Repubblica Democratica del Congo.

L’Università di Sassari, che partecipa al progetto per il secondo anno consecutivo, ospiterà una studentessa e uno studente eritrei per frequentare i corsi di laurea magistrale in Scienze chimiche. L’anno scorso l’Ateneo ha accolto tre studenti eritrei iscritti nei corsi di laurea magistrale in Economia, Wildlife Management Conservation and Control e Pianificazione e politiche per la città, l’ambiente e il paesaggio.

La rete partner del progetto, tra cui il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Caritas Italiana, Diaconia Valdese, il Centro Astalli, Gandhi Charity, e il partenariato locale, assicurano agli studenti un sostegno adeguato per portare a termine gli studi e integrarsi nella vita accademica e sociale. A Sassari, come lo scorso anno, il partenariato è costituito dall’Università, dal Comune di Sassari, dalla Caritas Diocesana, dall’ ERSU, dal Rotary Sassari, e dalla Fondazione Accademia Casa di popoli, culture e religioni.

Gli studenti inizieranno oggi il periodo di quarantena reso obbligatorio dall’emergenza Covid-19, dopo il quale potranno avviare il loro percorso universitario presso gli atenei su tutto il territorio italiano.

“La crescita di questo programma dalla sua fase pilota con sei studenti ai 45 di oggi rappresenta un risultato molto importante”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “I rifugiati hanno bisogno non solo di ricostruire la propria vita in sicurezza e dignità, ma anche di poter esprimere al meglio le loro capacità e competenze per progettare un futuro prosperoso per se stessi e per le comunità che li accolgono”.

L’iscrizione dei rifugiati all’istruzione superiore a livello globale è del 5%, rispetto a una media del 38% – un dato drammatico che testimonia ancora una volta la necessità di lavorare per rimuovere le barriere di accesso all’istruzione.

Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso d’iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi, anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure come i corridoi universitari.

Le università partecipanti al progetto UNICORE nel 2021 sono:
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Università degli Studi di Bergamo
Università degli Studi di Brescia
Università degli Studi di Cagliari
Università della Campania Luigi Vanvitelli
Università degli Studi “G. Dannunzio” Chieti – Pescara
Università degli Studi di Firenze
European University Institute
Università del Salento, Lecce
Università degli studi di Messina
Università Statale di Milano
Università degli Studi di Milano – Bicocca
Università Commerciale Luigi Bocconi
Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
Università degli studi di Palermo
Università degli studi di Padova
Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli
Università degli studi di Roma La Sapienza
Università degli Studi di Sassari
Università per Stranieri di Siena
Università Iuav di Venezia
Università degli studi del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro
Università degli studi di Verona
Università della Tuscia di Viterbo




Milano, tre adolescenti tentano il suicidio, due muoiono. E tutto procede come prima

Nella comunicazione e nel dibattito pubblico non vi è più spazio per commentare e riflettere su una giornata nerissima che ha coinvolto la generazione adolescente di Milano. Tre, dicesi tre, ragazzini si sono buttati dalla finestra lunedì scorso in concomitanza con le aperture della scuola. Non ho ricordi che in una grande città ci fosse questa funerea coincidenza per numero ed età dei ragazzi che hanno posto in essere simile gesto.

Adolescenti come tanti altri, brulicanti in una città come Milano che pare, a giudicare dalla campagna elettorale, essere incapace di curarsi del fatto che vi sono fatiche, spesso incomprensibili e non leggibili dagli stessi genitori, che spingono i nostri ragazzi ben oltre una soglia tollerabile di dolore. Da tempo gli operatori dei servizi che si occupano di neuropsichiatria infantile denunciano un perenne e stabile stato di emergenza legato agli agiti suicidari. A forme di autolesionismo che vanno ben oltre le incredibili, agli occhi di un adulto, sfide competitive legate a qualche gioco estremo. Da tempo questi operatori gridano al vento la loro resa di fronte a fenomeni che per dimensione numerica e difficoltà organizzative pare averli sopraffatti.




Aumento delle bollette? Paghi chi ha rallentato la decarbonizzazione

Uno degli obiettivi dell’economia circolare è quello di ridurre in modo significativo i rifiuti e i processi inquinanti e di conseguenza impone alle aziende la responsabilità su scarti ed emissioni che stanno rendendo non balneabili i nostri mari, non frequentabili le nostre pinete, e contaminano le nostre terre e la nostra aria.

Io mi chiedo dove sia la responsabilità di alcune delle società dell’energia che in questi anni hanno fatto di tutto per fare lobbying su Parlamento e governo per estrarre petrolio in Basilicata, nei nostri mari e trivellando dove potevano. Società che hanno fatto di tutto per difendere e remunerare la produzione di energia fossile, cosa che il renzismo ha permesso senza colpo ferire. Queste scelte di politica energetica hanno evidentemente rallentato il percorso di decarbonizzazione ed è in buona parte a questo che va attribuito l’andamento negativo dei costi energetici del nostro Paese. Ora gli aumenti del 40% delle bollette degli italiani li dovrebbe pagare tutti Renzi.

Se cerchiamo le responsabilità politiche le troviamo con molta facilità scoprendo chi ha frenato l’espansione del fotovoltaico in Italia – con i governi di destra che hanno ostacolato le politiche di incentivo alle rinnovabili mandando sul lastrico tante nuove imprese, anche ad alta tecnologia – e chi ha difeso l’industria del fossile.

Il fotovoltaico è tornato a galoppare con il M5S al governo. Secondo il Rapporto statistico del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) sul solare fotovolatico, in tutto il 2018, primo anno del governo Conte 1, sono stati registrati 48000 impianti nuovi, arrivando ad una potenza complessiva di circa 22.654 Gigawatt (Gw) e aumentando del 9,8% rispetto al 2017 la potenza installata.

Nel 2019 per la prima volta in Europa l’eolico e il fotovoltaico insieme hanno prodotto più energia elettrica del carbone, crollato invece del 24% rispetto al 2018.

Se prima del 2018 i governi avessero fatto di più oggi non avremmo questi rincari perché, come ha affermato il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea e responsabile del Green deal, Timmermans, “i prezzi delle rinnovabili sono rimasti bassi e stabili” e ciò deve essere uno stimolo ad “accelerare” verso la transizione ecologica, una sfida che si vince solo sul doppio binario di salvare il pianeta, la casa di tutti e salvare i più deboli.

E’ in questo quadro che il governo deve considerare intollerabile i 19 miliardi di sussidi dannosi verso l’ambiente che ancora vengono distribuiti dal nostro sistema fiscale alle aziende inquinanti, che stanno danneggiando tutto il resto del sistema imprenditoriale italiano e che possono essere utilizzati per azzerare gli aumenti dei prezzi per le bollette.

E’ evidente che chi ha continuato a perseguire comportamenti scellerati e colpevoli nella produzione di CO2 alterando tutti gli equilibri della biosfera, del territorio e del clima in cui siamo immersi non può certo nascondersi dietro la mancanza di consapevolezza. La fragilità del nostro pianeta – nei cui confronti ogni aggressione rappresenta un vero e proprio reato contro l’umanità – è nota a partire dal 1972, con il primo volume scientifico intitolato I limiti dello sviluppo, nel quale i ricercatori del MIT hanno riportato i dati dell’aggressione della natura da parte del nostro sistema economico di produzione e consumo.

Se vogliamo dare qualche attenuante non possiamo andare oltre il 1992, quando, a livello globale, tutti gli attori economici e politici erano ben consci del disastro, visto che l’Onu era arrivata ad approvare la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), che diventerà il principale trattato internazionale in materia di lotta contro i cambiamenti climatici per impedire le pericolose influenze sul sistema climatico mondiale.

E’ evidente quindi che gli uomini più ricchi del mondo, le imprese miliardarie hanno contratto un debito imponente. Hanno preso ed estratto dal pianeta bene e risorse di tutti, intaccando quel “Capitale Naturale” che costituisce il patrimonio vitale dell’intera umanità e attribuendone il costo colossale alle future generazioni. In pratica stanno sottraendo aria, mare pulito, boschi ai nostri figli e ai nostri nipoti, gonfiando ogni giorno di più il nostro debito con il pianeta.

Tutti noi cittadini vediamo un degrado quotidiano delle spiagge e dei parchi che frequentiamo, tutti noi che anno dopo anno, patiamo sempre di più il caldo d’estate e rischiamo la vita di inverno tra allerte meteo, cornicioni che si staccano dai balconi o alberi che si spezzano. Tutti noi siamo sempre più consapevoli della necessità di cambiare il nostro modello di sviluppo ma, prima di tutto, i costi di questa transizione, di questo debito con la natura devono pagarlo le imprese miliardarie che l’hanno generato per non farlo ricadere interamente tutto sui più deboli, sui nostri figli e su tutta la comunità, e devono farlo prima che il pianeta vada in bancarotta.




Rotunno in Costa Smeralda: “Stagione inaspettata”

Claudio Rotunno in una villa a Porto Cervo

PORTO CERVO. “Russi, americani, arabi, i super ricchi in Costa Smeralda quest’anno sono stati davvero tanti, per una stagione positiva e inaspettata rispetto alle previsioni di inizio estate nel settore turistico. Mai visti così tanti super yacht”. Ad dirlo è Claudio Rotunno, imprenditore ai massimi livelli nel settore degli allestimenti per i grandi eventi nell’isola, e in particolar modo nella costa nord-orientale, dove i suoi servizi sono richiestissimi nei locali al top frequentati dai vip del jet set internazionale.

Nelle parole del noto imprenditore sassarese, la crescita quest’anno è stata esponenziale anche se non ha raggiunto i livelli del turismo pre-covid. Un risultato che fa ben sperare per il futuro, benché qualcosa sia cambiato nel modo dei miliardari di vivere le vacanze. Il segreto sta nell’adattarsi alle nuove esigenze: “Quest’anno abbiamo lavorato non tanto nei locali, ma soprattutto sugli yacht e nelle ville private, allestite full service con ulteriore eleganza”, ha spiegato Rotunno, che è molto conosciuto nell’ambiente per essere anche l’allestitore dei grandi eventi al Billionaire.

Tra i maggiori clienti del 2021 ci sono stati esponenti dell’alta finanza, gioiellieri, imprenditori del settore petrolifero che “non hanno badato a spese in allestimenti floreali, setup di tavoli imperiali, mise en place Hermes e posateria modello oro. Per non parlare degli immancabili fuochi d’artificio del fine serata, richiestissimi negli allestimenti luxury”.

Sul fantastico litorale smeraldino non sono mancati personaggi da copertina, da Bill Gates a Del Vecchio, dagli esponenti della famiglia Al Thani del Qatar a Usmanov. Stando ai ben informati, i loro panfili seguono generalmente le tappe più gettonate del Mediterraneo come Monte Carlo, Ibiza, San Tropez, Capri, Miconos e quindi l’immancabile Costa Smeralda.

C’è tanto lusso nella vita dei super ricchi, ma oggi è vissuto con più discrezione. “Non amano ostentarlo, se non al di fuori di occhi indiscreti, magari all’interno delle loro mega imbarcazioni e nelle loro ville da sogno – ha affermato Rotunno –. Desiderano star bene e far star bene i loro innumerevoli ospiti con i quali festeggiano tutte le sere tra cene a base di aragoste e champagne, mentre durante il giorno si va a far shopping. Però stavolta il miliardario non va più in boutique, è la boutique ad andare dal ricco, in barca o in villa”.

E mentre ha appena concluso i lavori per gli allestimenti della Rolex Cup, la regata più importante della Costa Smeralda, la “Claudio Rotunno Events Designer” traccia il bilancio 2021 con grande soddisfazione, merito anche della base creata a Montecarlo, una scommessa che ha permesso di costruire pubbliche relazioni a livello internazionale, utili a promuovere la Sardegna e la sua forte attrattiva turistica. Un risultato che ha spinto l’imprenditore a portare la sede italiana a Porto Cervo in una prestigiosa location che guarda il Pevero.




GRANDE NUOTO AD ALGHERO – I CAMPIONI DELLE ACQUE LIBERE NEL CAMPIONATO ITALIANO PARALIMPICO




Terza dose, Galli: “Per chi ha risposto bene al vaccino, non è indispensabile”

Per l’infettivologo “dovremmo prima capire quanti anticorpi contro il coronavirus ci sono nell’organismo. Nessuna certezza che funzioni in chi non ha risposto alle prime due”




Basket, Dinamo Sassari in Supercoppa: sfida a Brindisi dopo quattro vittorie

Quattro vittorie in quattro gare è il biglietto da visita con cui la Dinamo si presenterà sabato alle Final eight della Supercoppa italiana, dove la attende la sfida con Brindisi, dopo avere vinto con un en plein il girone di qualificazione che la vedeva opposta a Cremona e Varese. Proprio contro la Openjobmetis ieri sera gli uomini di coach Cavina hanno chiuso il girone vincendo per 77-61 sul parquet amico del PalaSerradimigni, in una partita senza storia

. I biancoblu sono scesi in campo con la qualificazione già acquisita e hanno controllato Varese senza troppi patemi, scagliando la stoccata vincente nel corso del terzo quarto, chiuso con un parziale di 20-9, che spegne la resistenza degli ospiti. Insieme con il solito stratosferico David Logan (11 punti in un amen nel secondo quarto) ad accendere il PalaSerradimigni questa volta ci sono le triple dei due veterani Massimo Chessa e capitan Jack Devecchi, impietosi in attacco e insuperabili in difesa. Buone notizie per coach Demis Cavina: “Si chiude il girone con una buona prestazione difensiva che era quello che mi interessava di più a livello di squadra”, ha commentato l’allenatore sassarese a fine partita. “Testa a Brindisi con una chiusura di girone molto positiva. La palla sta girando bene in attacco ma la cosa che mi è piaciuta di più è stata l’intensità difensiva, sempre molto alta”. Sabato alle ore 15 la Dinamo torna in campo alla Unipol Arena di Bologna per i quarti di finale di Supercoppa Italiana in una sfida secca: chi vince va avanti nella competizione, chi perde torna a casa.

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