I 92 COMUNI DELLA PROVINCIA DICONO NO GRAZIE. IL PNRR UN OGGETTO ANCORA SCONOSCIUTO. SI RIPARTA DALLE NOSTRE INDICAZIONI.
“Saremo noi rappresentanti del territorio ad indicare come devono essere spese le risorse del PNRR, non possiamo accettare un progetto di sviluppo che non risponda alle esigenze della Sardegna”. Con questo monito la Provincia di Sassari, i sindaci del nord Sardegna, i presidenti delle Unioni, le Comunità montane, la Rete metropolitana e il T.I.P.S. scenderanno in campo a Nule, martedì 7 dicembre con un documento da inviare al governo che non accetterà l’imposizione di una linea programmatica senza il coinvolgimento diretto degli amministratori. Una presa di posizione chiara e decisa che non lascia spazio a scelte che non siano dettate e condivise da chi il territorio lo vive e lo amministra. La Sardegna ristagna da decenni uno stato di abbandono programmatico che ha congelato settori vitali di una terra che si nutre di sviluppo sostenibile, turismo interno e costiero, filiere agroalimentari d’eccellenza, attrattori culturali e ambientali che non intercettano i flussi del turismo mondiale e di un patrimonio immateriale mai messo a sistema. Considerato che le indicazioni del PNRR hanno come obiettivo realizzare una coesione sociale e territoriale, è importante quanto mai fondamentale, che le risorse disponibili rispondano a questi principi e che diano linfa vitale ad un territorio unito, raggiungibile, coeso e interconnesso. Pertanto si ritiene assolutamente necessario che gli interventi vengano dirottati sul territorio per combattere lo spopolamento dei piccoli centri, migliorare la qualità della vita dei residenti, potenziare i servizi e le infrastrutture, attrarre investimenti dall’esterno, creare nuove imprese in grado di favorire l’occupazione e lo sviluppo di solidi processi di internazionalizzazione per le produzioni e i servizi locali. Gli interventi sulle infrastrutture di collegamento verso i centri più popolati, la connettività e le reti ( 5 g e BUL), lo sviluppo locale e la mobilità sostenibile, le energie rinnovabili e la transizione energetica, gli investimenti sul capitale umano e nella scuola, una sanità territoriale a misura d’uomo sono i punti cardine dello sviluppo del nostro territorio e per i quali è impossibile immaginare l’assenza dei sindaci nella programmazione e pretendere uno sviluppo armonico ed equilibrato. Un occhio di riguardo al potenziamento della portualità turistica e ai collegamenti con l’interno: la modernizzazione delle infrastrutture fa parte di un piano di sviluppo integrato che punta ad un offerta dei servizi più dinamica e al passo coi tempi con l’obiettivo di catalizzare i flussi turistici nell’entroterra e destagionalizzare un’economia turistica che deve funzionare non solo nei mesi estivi. Senza contare che questo intervento potrebbe contribuire a ridurre la fuga di cervelli che purtroppo nell’ultimo ventennio ha visto migliaia di giovani scegliere di emigrare per concretizzare il proprio futuro. “Non possiamo permettere che la Sardegna si impoverisca in questo modo- spiega in conclusione l’amministratore Pietro Fois-. “Non siamo interessati a politiche che piombano dall’alto e ci vengono dettate da chi non sa leggere le dinamiche della nostra terra. A Nule il nostro messaggio sarà perentorio. Siamo pronti, uniti come mai è accaduto prima, a delineare il futuro della Sardegna”.
UFFICIO COMUNICAZIONE DELL’AMMINISTRATORE STRAORDINARIO
Sardinia Film Festival, “l’animazione è spazio di libertà”
SASSARI. Partenza sotto i migliori auspici al Cityplex Moderno per la XVI edizione del Sardinia Film Festival, che in una veste tutta dedicata all’animazione mostra di poter offrire contenuti anche più efficaci rispetto alle immagini del reale. “Nell’animazione trovo spazi di libertà che non vedo più nel cinema tradizionale, ancora troppo legato alle convenzioni”, ha affermato Roberto Perpignani, presidente della giuria del SFF e film editor entrato nella storia del montaggio, che ha specificato come in certi contesti il mondo dell’animazione possa avere davvero una marcia in più.
A dare il via alla manifestazione organizzata dal Cineclub Sassari è stato il direttore artistico, Luca Raffaelli, assieme al presidente del SFF, Cristian Jezdic, che hanno introdotto la sigla curata da Marino Guarnieri, aprendo il sipario alle prime proiezioni e al primo ospite, Andrea Lorenzon. Il creatore dei “Cartoni Morti”, serie web su youtube da oltre un milione di seguaci, è stato cristallino sui suoi propositi: “Lo scopo dei miei video è far ridere arrivando al maggior numero possibile di persone senza mai essere fazioso”.
Di Lorenzon è passato sullo schermo anche l’ironico documentario sulla Sardegna, oggetto, insieme ad altre regioni di una rivisitazione anti-retorica delle bellezze locali. Dall’animazione di oggi a quella di ieri, ma sempre attuale, con Manfredo Manfredi, che ha presentato “Dedalo”, lo straordinario corto con cui, nel 1975, fu candidato all’Oscar: “Tutto quello che avveniva all’interno del fotogramma era un dramma che partiva da me e finiva a me”. Provocatorio e spiazzante il terzo ospite del SFF, Luis Nieto, con quattro opere al limite tra realtà e costruzione simbolica: “Io non imbroglio”, ha spiegato il cineasta colombiano, rispondendo a una considerazione di Raffaelli, “io gioco con lo spettatore”. La serata è stata conclusa dal documentario di Matteo Valenti su Emanuele Luzzati, il geniale artista genovese di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. A introdurre l’opera, oltre al regista, era presente anche Carla Rezza, moglie di Giulio Gianini, con cui Luzzati creò capolavori dell’animazione come “La gazza ladra” e “Pulcinella”, entrambi candidati all’Oscar.
Tra gli appuntamenti in calendario il 4 dicembre, gli ospiti del festival hanno potuto partecipare a una suggestiva location scouting sulla costa dell’Argentiera. Un evento organizzato dalla Fondazione Sardegna Film Commission allo scopo di presentare agli addetti ai lavori eventuali spazi da destinare a scenari da film, e quindi promuovere l’isola e le sue bellezze in chiave turistica.
PROGRAMMA DI DOMENICA 5 DICEMBRE
La giornata di proiezioni e incontri al Cityplex Moderno di Sassari inizia alle 10.30 con una prima parte di proiezioni dedicate ai ragazzi, create da alcuni produttori associati di Cartoon Italia. Si partirà da “Mani Rosse”, regia di Francesco Filippi, toccante denuncia contro l’abuso sui minori prodotta da Sattva Films con Rai ragazzi. Seguirà poi la presentazione di tre progetti prodotti da Showlab: la serie ecologista e d’avventura in 3D “Klincus”, “Tufo”, documentario d’animazione su un costruttore siciliano che ha sconfitto la mafia, e la sitcom ibrida “Kapuf”, storia d’amicizia tra la piccola Kiki e un extraterrestre, realizzata grazie a una straordinaria innovazione tecnologica che ha permesso la recitazione simultanea di attori in carne e ossa e l’alieno “animato” con la CGI (Computer Generated Imagery). Altri mondi, stavolta interiori, con l’emozionante “Lo specchio di Lorenzo”, diretto da Angela Conigliaro, che racconta il mondo dal punto di vista di un bambino autistico di sette anni. Alle 12 la stessa regista, insieme al presidente del SFF Cristian Jezdic, produttore del lavoro per la beQ entertainment, di cui è fondatore e amministratore delegato, converseranno sul libro (edito da Piemme), da cui è tratta la storia, in collegamento zoom col suo autore Gabriele Clima.
Alle 15.30 si ritornerà in sala con “Panorama Italiano” e sei narrazioni che spaziano dalla favola green all’accusa sulla disinformazione imperante, a Dante in animation fino alle traversie di un gatto obeso. Alle 16 è il momento del concorso: sullo schermo scorreranno tre corti provenienti da Nigeria, Iran e Svizzera: “Super dad”, sulla missione impossibile d’essere padre, “Red fire”, apologo su luce e oscurità, e “In nature”, che tratta dell’omosessualità in natura.
Alle 16.25 tornerà Nieto, il geniale regista colombiano, artefice di “Lazarov” e “Le perversionisme”. Teoria e pratica, alle 16.45, dell’animazione e design con una lezione tenuta da Nicolò Ceccarelli, Massimiliano Pinna e Paola Dore del Laboratorio animazionedesign DADU dell’università di Sassari. Tre creazioni per il concorso, dalle 17.05, stavolta targate Europa: la francese “Kiki the feather” dove un canarino va alla scoperta del mondo, la tedesca “Nora”, riflessione sull’uomo nella natura, e l’italiana “The fear in your eyes” in cui le paure di una ragazza saranno immortalate dalla cinepresa di un mostro. Italiano è Nicola Piovesan, anche se residente da tempo in Estonia. Il cineasta veneziano è uno degli ospiti più attesi della kermesse e presenterà, alle 17.30, “Life sucks! But at least I’ve got elbows”, tra le più curiose e ironiche web series uscite negli ultimi anni. Dalle trame domestiche e intrafamiliari di Piovesan alla natura ritratta in tutta la sua potenza nel “Nuvole” di Manfredo Manfredi introdotto dallo stesso maestro alle 17.45. Quindici minuti più tardi due corti in competizione: “How my grandmother become a chair”, una metafora sulla malattia, e “Haboob”, dove l’armonia tra un padre e una figlia sarà infranta da un agente esterno. Alle 18.25 il filmaker ozierese Fry J. Apocaloso ricorderà Elio Satta, il poliedrico artista sassarese scomparso esattamente un anno fa.
Dalle 18.35 alle 19 di nuovo in vetrina il meglio del festival d’animazione spagnolo “Anymayo”, che lascerà lo spazio a due opere in concorso, entrambe italiane, il femminista “Cromosoma X” e “Sogni al campo” con al centro le disillusioni dell’infanzia. Seconda pausa della giornata prima della coda notturna della rassegna che vedrà, alle 21.15, “Decima musa”, omaggio a Pino Zac, disegnatore, regista e animatore italiano, tra i fondatori, insieme al vignettista Vauro, del settimanale di satira politica “Il male”.
Tre opere in concorso dalle 21.30, “Mule”, corto sui narcotrafficanti per necessità, spagnolo come “Roberto”, il successivo in programma, storia di un difficile idillio amoroso, mentre il terzo, “The last jew”, che tratta del rapporto tra credenze evangeliche e sionismo, viene da Israele. Manfredo Manfredi, alle 21.55, presenterà “Sigle” e un estratto dal mozartiano “Il flauto magico”, capolavoro di Emanuele Luzzati e Giulio Gianini, a cui l’artista siciliano partecipò come assistente all’animazione realizzando una delle sequenze più suggestive, quella della Regina della Notte. A dargli il cambio Nicola Piovesan con il suo “Chiusi alla luce”, primo premio della giuria del 19° MonFilmFest. Dalle 22.35 alle 23.25 altri quattro lavori di Nieto, la seconda parte di “The best of Animayo” e gli ultimi cinque corti candidati ai premi finali: gli inglesi “Suburb”, protagoniste le volpi nella City, e il thriller in stop motion “Mattricide”, l’olandese “See me”, sull’essere o non essere visto, il tedesco “King”, ludopatia e riabilitazione i suoi temi e, infine, lo statunitense “The sandcastle” sulle avventure di un castello di sabbia.
L’accesso è gratuito, previa presentazione del greenpass. La manifestazione è organizzata dal Cineclub Sassari, con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, AnimaYo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni. Il programma del SFF è consultabile sul sito www.sardiniafilmfestival.it e sulle pagine social della manifestazione.
“Who wants to live forever” al Sardinia Film Festival presentato in prima mondiale sulle note dei Queen

SASSARI. Sulle note di “Who wants to live forever” questo piccolo capolavoro d’animazione racconta la devastazione del pianeta e della sua fauna con immagini strazianti, ideate e dirette da Matteo Valenti. Il video, fortemente voluto dal leggendario chitarrista dei Queen, Brian May, è stato presentato ieri in prima mondiale al Cityplex Moderno di Sassari per la XVI edizione del Sardinia Film Festival.
Il progetto è realizzato per l’associazione “Save me Trust” e ha coinvolto diversi studenti di scuole d’animazione da tutto il mondo, realizzato in piena pandemia attraverso una fitta collaborazione a distanza: “Invece di avere una classe davanti avevo tanti quadratini sullo schermo – ha affermato Valenti dal palcoscenico del SFF –. È stata una cosa un po’ triste all’inizio, ma poi ci ha unito molto”. L’opera è stata lanciata per volontà di May in contemporanea al CO26 di Glasgow, la conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici.
Dal futuro del mondo a quello dei giovani che partecipano al festival, Carlo Dessì ha specificato, in rappresentanza del Cineclub Sassari, che l’obiettivo della manifestazione non è “quello di celebrare chi è già famoso, ma aprire la strada alle nuove generazioni di talento”. Giovani come Gustavo Gini, musicista di Buenos Aires ora trasferitosi a Cagliari, che compone colonne sonore per Netflix e Disney, protagonista del primo dei “Sogni sardi”, la rassegna isolana dell’animazione.
Sono molti gli artisti di ultima generazione ad aver colpito la giuria e il pubblico nelle prime proiezioni dei corti in concorso. Domina la cifra personale nelle opere e i temi di forte impatto come la pandemia, il terrorismo, la malattia, sia fisica che psicologica, narrati con stili e tecniche spesso agli antipodi ma tutti accomunati dal filo rosso della sincerità.
Lo stesso tratto che lega Andrea Lorenzon, creatore dei Cartoni Morti, e Manfredo Manfredi, il maestro dell’animazione siciliano, entrambi ospiti del SFF. Risate con il primo, in particolare con la rivisitazione di “Dragon Ball”, il celebre manga giapponese, realizzato con le voci originali dei doppiatori italiani. Con Manfredi forte l’impressione per “Un pezzo da novanta” (1965), storia vera di una madre coraggiosa che denuncia la mafia per l’assassinio del figlio.
IL PROGRAMMA Di DOMANI 6 DICEMBRE.
Domani, lunedì 6 dicembre, si partirà alle 10.30 con due titoli di grande richiamo: il capolavoro per bambini “La mia vita da zucchina” e il documentario “Crepax – Lanterna Magica” sull’artefice di Valentina, uno dei più famosi personaggi del fumetto italiano. Sei le slot dedicate ai film in competizione su un programma serale che vedrà l’arrivo di un nuovo ospite, Nicola Piovesan, filmaker italiano d’animazione residente in Estonia, che introdurrà il suo “Garibaldi senza barba”, corto premiato in tutto il mondo. Dalle immagini alle parole nella conferenza di Damian Perea, selezionatore degli Oscar, che spiegherà come appassionare i bambini al cinema d’animazione. Al presidente del festival, Cristian Jezdic, il compito di omaggiare alle 21.15 la straordinaria artista giapponese Fusako Yusaki, maestra dei lavori d’animazione con la plastilina.
La manifestazione, a ingresso libero ma con obbligo di green pass, è organizzata dal Cineclub Sassari con il sostegno dell’Assessorato regionale alla Cultura, della Fondazione Sardegna Film Commission, la Fondazione di Sardegna, la Edison, e la collaborazione di Cartoon Italia, Paf, Asifa, AnimaYo, Nas New Animation in Sardegna, Cityplex Moderno, Character e Libreria Azuni. Il programma del festival è visibile sul sito www.sardiniafilmfestival.it e sui canali social della manifestazione.
“Qui c’è aria di Cultura”, l’editoria sarda protagonista con l’AES a Tempio Pausania
TEMPIO – 05.12.2021. Per il terzo anno consecutivo l’“Isola dei libri” farà tappa a Tempio Pausania coinvolgendo alcune tra le firme più interessanti degli editori sardi che, dal 10 al 12 dicembre saranno presenti allo Spazio Faber per dare vita alla terza edizione della rassegna “Qui c’è aria di cultura”.
Ideata e organizzata dall’Aes con il sostegno e il patrocinio del Comune gallurese e della Regione Sardegna, la manifestazione si può dire ormai di casa a Tempio, uno dei Comuni isolani in cui si registra il più alto numero di lettori, tanto da avere ottenuto negli ultimi anni il titolo di “Città che legge”.
Città che legge e di lettori buongustai, Tempio è anche, grazie all’Aes e alle scelte dei suoi amministratori, città che vuole saperne di più sulle primizie dell’editoria regionale. Leitmotiv della kermesse il rapporto tra uomo e paesaggio, inteso nella sua specifica accezione di “territorio espressivo di identità”, base delle più autentiche radici identitarie di una comunità. L’ingresso è gratuito previa presentazione del greenpass.
“Il tema – dichiara Simonetta Castia, presidente Aes – si lega al concetto di comunità, avendo come presupposto l’idea che i singoli ecosistemi ambientali e sociali conservino maggiore traccia e consapevolezza del senso di identità e della propria memoria, e si presta a esaltare il valore millenario, pluristratificato e denso di molteplici significati del patrimonio culturale dell’isola. Sensibilità, ricchezze e diversità che sono intimamente correlate alla bibliovarietà e all’attività della microeditoria di un territorio”.
La scelta del tema e le attenzioni che l’Associazione Editori Sardi sta dedicando a Tempio piacciono agli amministratori della città. “Siamo lieti che anche nel 2021 sia possibile rinnovare la presenza di Aes a Tempio per la promozione dell’editoria sarda. Aes – tiene a precisare il sindaco Gianni Addis – svolge un ruolo encomiabile e fondamentale nel costruire la struttura della cultura che, ne siamo convinti, passa certamente attraverso la lettura, il libro e la diffusione delle idee che si realizza attraverso quelli”. Così anche l’assessora comunale all’Istruzione e alla Cultura, Monica Liguori: “Non c’è titolo più esaustivo di quello scelto per chiamare l’evento di promozione dell’editoria sarda. Della cultura – afferma – abbiamo bisogno come l’aria che respiriamo, perché, senza quella cultura, che certamente il libro porta con sé, non c’è vita, non c’è progresso. Quindi, ben venga Aes con il suo carico di idee e conoscenze che arricchiscono la consapevolezza di essere umani per gli esseri umani”.
Parole e apprezzamenti che sindaco e assessore avranno modo di ribadire venerdì 10 dicembre (ore 17) in occasione dell’inaugurazione della tre giorni. Durante questi, l’impegno di editori e autori sarà in molti casi doppio: il pomeriggio, allo Spazio Faber, per incontrare lettori e presentare libri; la mattina, nelle scuole della città, ospiti di laboratori e reading organizzati da studenti e insegnanti. Insomma, per tre giorni, la città che legge avrà il suo bel daffare.
S’inizierà venerdì 10 dicembre, quindi, con l’inaugurazione e i saluti delle autorità. La prima giornata sarà moderata da Salvatore Tola (le successive, invece, da Francesco Giorgioni) e ospiterà, in alternanza, presentazioni di libri e focus su temi importanti: l’Omaggio a Grazia Deledda (Alfa Editrice) di Isabella Mastino, il libro illustrato “Il cacciatore” (Imago Multimedia) di Alberto Capitta, che dialogherà con Sara Puggioni, “Lo zodiaco nella Divina Commedia” di Gian Nicola Cabizza (Mediando), ennesimo tributo della città del giudice Nino Visconti al sommo poeta nell’anno della settecentesima ricorrenza della morte, e “Archeologia e Alta Gallura, viaggio nel passato”, excursus di Angela Antona e Nicola Castangia sulle splendide testimonianze archeologiche dell’Alta Gallura.
Sabato 11 il focus sulle tematiche ambientali sarà ancora più stringente e diretto. Dopo la presentazione di “Virus & Censure. Il contagio mediatico” di Pier Giorgio Pinna (Mediando), instant book dedicato al legame tra comunità e pandemie in due secoli di cronache, seguiranno le presentazioni di “Grandi alberi e foreste vetuste della Sardegna” (Delfino), “Attaccati alle radici. Alberi di Sardegna” (Enrico Spanu Edizioni), con un confronto tra Ignazio Camarda, Lello Caravano, Bruno Merella e Enrico Spanu, che precederà la presentazione di “Terra muda” (Taphros) di Decimo Lucio Todde e Bruno Piccinnu. Si chiuderà domenica 12 dicembre, sempre allo Spazio Faber e con orario di inizio fissato alle 17, con gli ultimi tre libri in programma: “Edgar Allan Poe. Il mistero della morte” (Catartica) di Fabrizio Raccis, “I saggi raccontano” (Taphros) di Gisella Rubiu e “La scena nascosta (come ci vediamo)”, volume dell’antropologo Bachisio Bandinu edito da Il Maestrale.
Comunicato stampa | SardexDAY, appuntamento il 7 dicembre al Teatro Massimo di Cagliari
COVID: CALO DELLE DONAZIONI DI ORGANI, L’ALLARME DEI MEDICI
Sensibilizzare gli operatori sanitari e le famiglie alla cultura della donazione, anche in considerazione del calo degli espianti che si è registrato in epoca Covid. Questo il tema portante del convegno che si è svolto questa mattina all’Hotel Grazia Deledda di Sassari, organizzato dall’ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri della provincia di Sassari e intitolato “Il percorso che conduce dalla donazione al trapianto d’organo”. Moderato da Antonio Demurtas l’evento formativo si è svolto sia in presenza che on line, e da remoto che il presidente dell’Ordine, Nicola Addis ha salutato la platea e dato il via ai lavori che sono proseguiti per tutta la giornata con importanti relazioni su tutti gli aspetti legati ai trapianti, fin dall’identificazione del potenziale donatore. A Sottolineare l’importanza della donazione la dottoressa Paola Murgia, coordinatrice della sezione donazione organi dell’Aou. “ Il trapianto – ha detto la Murgia – è l’unica chance terapeutica per molti pazienti e le liste d’attesa superano le donazioni e questo comporta la morte di molte persone”. In tempi di pandemia le sale operatorie sono state impegnate nelle crisi respiratorie causate dal Covid 19 e questo ha comportato un calo sensibile delle donazioni. “Anche l’allontanamento dei familiari dagli ospedali per evitare i pericoli di contagio – ha proseguito la Murgia – hanno interrotto il dialogo diretto dei medici con i congiunti, aumentando così il diniego all’espianto. Fortunatamente – ha concluso la responsabile dei trapianti dell’Aou – i dati nell’ultimo periodo sulla donazione stanno già migliorando”. Nel corso dei lavori è stato evidenziato da Antonio Demurtas, oltre 300 autorizzazioni agli espinati nel corso della sua lunga carriera, che nessun report mondiale ha mai registrato un risveglio da una morte cerebrale, condizione indispensabile perché si possa autorizzare un espianto, è che non ci sia il benchè minimo dubbio di segno vitale.
“Visite virtuali educative- realtà estesa”, presentato il progetto pilota alla presenza della sottosegretaria Barbare Floridia
Questa mattina è stato presentato nella sala Angioy della Provincia di Sassari il progetto pilota “Visite virtuali educative- realtà estesa”, una piattaforma innovativa di alta tecnologia al servizio dell’educazione scolastica che mette insieme la dimensione reale e quella virtuale in un viaggio totalmente immersivo alla scoperta di luoghi antichi e città d’arte. La Provincia di Sassari, convinta sostenitrice dell’innovazione e del progresso del mondo della scuola, ha voluto sposare l’iniziativa frutto dell’intuizione di un’azienda sassarese che ha messo insieme hardware e software capaci di rendere virtualmente visibili e “visitabili” le antiche strutture di una città o un monumento, e di restituirli nelle forme e dimensioni del passato in cui immergersi. E quando la tecnologia incontra il mondo della scuola, le potenzialità di un progetto come questo, aprono scenari e orizzonti che vanno saputi cogliere per disegnare il futuro della pubblica istruzione. Vista l’importanza del progetto educativo, la Provincia di Sassari sarà la prima in Italia a lanciare e a promuovere una piattaforma tecnologicamente avanzata al servizio della scuola. A battezzare il progetto il sottosegretario alla pubblica istruzione, Barbara Floridia, che ha rimarcato l’importanza e la lungimiranza di progetti come questi, soprattutto in un periodo difficile dettato dalla pandemia ha, di fatto, impedito gli spostamenti di tutti i popoli della terra. La presentazione ufficiale prevede il lancio del progetto pilota rivolto ai 23mila ragazzi delle scuole superiori della provincia di Sassari con la dimostrazione, ad opera degli amministratori dell’azienda madre del progetto Xrit Srl, della demo-live nella corte di Palazzo Sciuti. Qui i ragazzi selezionati tra i migliori alunni delle scuole industriali, hanno sperimentato la tecnologia muovendosi all’interno della corte indossando il visore e immergendosi in una vera ricostruzione della Sardegna Nuragica. In un secondo momento, l’amministratore straordinario Pietro Fois ha incontrato il direttore regionale dell’ufficio scolastico della Sardegna Francesco Feliziani, il dirigente dell’ U.S.R. ambito territoriale di Sassari Anna Maria Massenti e i dirigenti scolastici per un approfondimento sulle possibilità del PNRR da sfruttare nell’ ambito della ricerca e dell’ innovazione.
Cosa intendiamo quando parliamo di realtà estesa? X-Tours unisce mondo reale e virtuale, fondendoli in unico spazio in cui è possibile interagire sia con l’intelligenza artificiale che con il mondo reale. Il sistema è sviluppato da XRIT, una startup innovativa con sede a Sassari, che opera nel settore della Realtà Estesa. Con X tours è possibile visitare una città, calpestare le sue vie, muoversi nello spazio virtuale e interagire con esso. E’ un’esperienza indimenticabile che consente di vivere l’emozione di un “trasferimento” in epoche lontane, di cogliere la bellezza del Patrimonio che ci è stato tramandato e di sollecitare il dovere di rispettare e conservare i Beni Culturali per consegnarli alle nuove generazioni. Il nostro Paese e ogni singolo territorio ha subito, a causa della pandemia, un pesante arresto del flusso turistico. La prospettiva di superare la crisi mondiale deve trovare l’Italia, pronta a sviluppare un’offerta turistica articolata, innovativa e affascinante, capace di attrarre un turismo sostenibile e fidelizzato che fruisca di ogni aspetto del Patrimonio Ambientale, Culturale ed Enogastronomico con piena soddisfazione e consapevolezza. Un aspetto di rilevanza tutt’altro che marginale è rappresentato dalla possibilità di coinvolgere le persone diversamente abili nelle attività di “visione e visita” di luoghi e siti archeologici, spesso localizzati in zone impervie o difficilmente attrezzabili con percorsi privi di barriere architettoniche.
Avere a disposizione uno “strumento” capace di superare ostacoli di natura fisica, consentendo la visita virtuale di luoghi altrimenti inaccessibili, rappresenta non solo un’opportunità coinvolgente e appagante anche per chi ha difficoltà motorie o patologie che non consentono il movimento o l’affaticamento, ma anche un mezzo “democratico”, in grado di abbattere le disuguaglianze offrendo a tutti gli utenti l’accesso alle stesse possibilità. La piattaforma è multiutente: può essere utilizzata da più persone che, grazie al visore, entrano nella realtà estesa, ma si interfacciano come se non ci fossero più due livelli di realtà ma uno solo, interagendo sia fra di loro che nel mondo virtuale. Gli scenari ottenuti sono il frutto di una accurata ricostruzione operata attraverso lo studio specialistico degli aspetti culturali, storici, archeologici e architettonici da parte di un team di esperti nei vari ambiti (ingegneria, informatica, grafica, didattica, archeologia, architettura, storia, comunicazione) coinvolti nell’attività e offrono all’utente XRIT | 3 la possibilità di vivere esperienze immersive del tutto innovative. Il sistema studiato conto di tutti gli aspetti connessi ai temi della sicurezza personale, garantita dall’uso di apparecchiature idonee ad assicurare la percezione dell’ambiente reale, scorgerne i potenziali pericoli e assicurare il rispetto delle norme igieniche imprescindibili nel contesto di emergenza sanitaria. In questo senso, l’utilizzo della Realtà Estesa, sperimentata fino ad oggi solo marginalmente e in ambiti didattici piuttosto ristretti, può offrire nuove opportunità di apprendimento e l’occasione di viaggiare, visitare, esplorare virtualmente realtà fisiche spesso talmente distanti da essere percepite quasi come irraggiungibili; di compiere salti nel tempo e nello spazio verso dimensioni inimmaginabili, che la tecnologia, muovendosi in ambienti tridimensionali sia visivi che uditivi, consente di evocare e di arricchire di concetti e significati. Si aggiunga, a questo già ampio ventaglio di potenzialità, la possibilità di integrare il percorso educativo anche con l’attività ludica che, soprattutto per gli studenti più giovani, rappresenta un importante momento di crescita, e non solo di pausa, e un insostituibile stimolo all’apprendimento rafforzato dalla curiosità e dal gusto della scoperta. “ La provincia – ha evidenziato l’amministratore straordinario Pietro Fois- ha da subito percepito la straordinaria possibilità offerta da questo progetto educativo: la realtà aumentata rappresenta la svolta anche nel mondo della scuola e può diventare un validissimo aiuto al contrasto della dispersione scolastica e alle povertà educative. Insieme al Ministero sosterremo la diffusione e l’applicazione della tecnologia 3 d a tutte le scuole d’Italia”
ALIMENTI RUBATI E RECUPERATI: LA STAZIONE DI ARZACHENA LI DONA ALLA CARITAS
I CARABINIERI DELLA STAZIONE DI ARZACHENA HANNO DONATO ALLA CARITAS DEL COMUNE GALLURESE UNA COSPICUA QUANTITÀ DI DERRATE ALIMENTARI, IN FAVORE DEI PIÙ BISOGNOSI E DELLE FAMIGLIE CHE STANNO AFFRONTANDO DIFFICOLTÀ. TRA GLI ALIMENTI CI SONO ANCHE BENI DI PRIMA NECESSITÀ QUALI CAFFÈ, SCATOLETTE DI TONNO E MERENDINE. IL CIBO È STATO OGGETTO DI SEQUESTRO IN SEGUITO ALL’ARRESTO DI UNA CITTADINA DI ORIGINE RUMENA PROTAGONISTA DI DIVERSI FURTI ALL’INTERNO DI ALCUNI SUPERMERCATI CITTADINI NEI MESI SCORSI. PROPRIO IL FATTO DI NON POTER RICONDURRE QUEGLI ALIMENTI AD UN ESERCIZIO COMMERCIALE SPECIFICO HA PERMESSO DI RICHIEDERE IL DISSEQUESTRO ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI TEMPIO PAUSANIA E LA SUCCESSIVA CONSEGNA IN BENEFICENZA. MA NON SOLO, I CARABINIERI, IN OCCASIONE DELLE PROSSIME FESTIVITÀ NATALIZIE, HANNO ANCHE DONATO SPONTANEAMENTE DIVERSI PANETTONI E PANDORI. IL TUTTO È STATO MOLTO APPREZZATO DAI RESPONSABILI DELL’ENTE, I QUALI NON HANNO MANCATO DI RINGRAZIARE TUTTA L’ARMA CHE PER STORIA E TRADIZIONE È STATA SEMPRE VICINA ALLE ESIGENZE DEI CITTADINI IN DIFFICOLTÀ.
Solo 633 imprese sarde hanno venduto i propri prodotti all’estero
EXPORT – Solo 633 imprese sarde hanno venduto i propri prodotti
all’estero, lo 0,6% di tutte le attività. 2,5miliardi di euro di
business: 331 milioni arrivano dalle piccole e medie aziende. Maria
Amelia Lai (Presidente Confartigianato Sardegna): “Ancora troppo pochi
gli imprenditori che puntano sui mercati esteri: necessari nuovi bandi
export della Regione. Pronti a studiare nuove strategie e di
sviluppo”.
Sono solo 633 le aziende sarde che, nel primo semestre del 2021, hanno
piazzato i propri prodotti all’estero. Infatti, appena lo 0,6% delle
attività imprenditoriali isolane ha intrapreso rapporti commerciali
con l’Europa e il resto del Mondo, vendendo beni per un controvalore
di 2miliardi e 500milioni di euro, classificando la Sardegna al
quart’ultimo posto in Italia tra le regioni esportatrici.
Sono questi i dati sull’Isola relativi alla graduatoria dell’export
regionale, rielaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese
Sardegna, contenuti nell’indagine del Centro studi
Tagliacarne/Unioncamere, diffusa in occasione dell’incontro “Il
digitale a supporto dell’export”.
“I numeri assoluti, e in percentuale, delle aziende sarde che hanno
intrapreso la via dell’export sono veramente esigui e ci posizionano
in fondo alla classifica – commenta la Presidente di Confartigianato
Imprese Sardegna, Maria Amelia Lai – per questo è necessario che il
sistema imprenditoriale e le Istituzioni lavorino insieme per far
crescere sia le i numeri delle realtà che vogliono puntare sui mercati
esteri e accrescere il proprio giro d’affari”. “Per far ciò, occorre
individuare nuove strategie, e nuove linee di sostegno per supportare
la Sardegna che produce e che ha necessità di nuovi orizzonti–
continua la Presidente – perché non è più sufficiente che l’Isola
abbia solo ottime produzioni e pochi sbocchi: mai come ora è
necessario cercare e trovare gli acquirenti attraverso nuove
iniziative e nuovi programmi di internazionalizzazione”. “Proseguire
questi processi di crescita e difendere il valore del Made in Sardegna
– prosegue la Lai – è il binomio per sostenere le MPI isolane. In un
mondo in cui i rischi aumentano è fondamentale non arrendersi e andare
a intercettare la crescita, continuando a investire su ciò che da
sempre sappiamo fare bene: esportare e internazionalizzarci. Noi siamo
pronti a fare la nostra parte al fianco delle imprese, soprattutto le
più piccole”.
“Le attività imprenditoriali hanno sempre più “fame” di iniziative
sull’export – sottolinea il Segretario Regionale, Daniele Serra – e
quindi è da apprezzare lo sforzo che ogni singola azienda sta facendo
anche sul fronte della formazione. Per affacciarsi sui mercati esteri,
infatti occorrono competenze che non tutte le realtà hanno. Speriamo
che, passato questo brutto momento di emergenza, con la Regione si
possano riprogrammare le attività formative e proporre nuovi bandi
sull’internazionalizzazione”.
Tra le imprese esportatrici troviamo sia quelle produttrici di
prodotti derivati dalla raffinazione del greggio, quelle
dell’industria pesante, della caseificazione ma anche le piccole e
medie imprese.
Sono proprio queste ultime che, solo pochi mesi fa fecero brillare
l’export delle PMI della Sardegna; infatti, nel primo semestre 2021,
registrarono la miglior performance di crescita tra tutte le regioni
italiane, superiore anche a quella di Lombardia e Veneto. Con un
controvalore di 331 milioni di euro di beni piazzati all’estero e una
crescita del +41,7% sul 2020 e del 62,2% sul 2019, la nostra regione
risultò, tra gennaio e giugno di quest’anno, la prima in Italia per
incremento delle esportazioni prodotti dalle piccole imprese. Tra le
categorie di beni che fecero registrare un maggior incremento di
vendita rispetto al 2019, ci furono i prodotti metalliferi (+108%) per
un controvalore di vendita di 234 milioni di euro e gli alimentari
(+14,5%) e un controvalore di 77 milioni di euro. Al contrario, tra i
settori in calo, furono i mobili (-43% rispetto al 2019) e il legno
(-25%).
Tra le province, sempre nel primo trimestre 2021, e sempre realizzati
dalle piccole e medie attività produttive, su Cagliari hanno varcato
il mare prodotti per un valore di 172milioni (11 di prodotti
alimentari e 156 di prodotti metalliferi), con un incremento del +37%
rispetto al 2020 e del 65% rispetto al 2019. Dal Sud Sardegna sono
partiti 65 milioni di euro di prodotti (56 metallo e 5 alimentari) con
incremento del 46% sul 2020 e 143% sul 2019. Dal Nord Sardegna sono
partiti 54 milioni di euro di beni (40milioni di alimentari e 9 di
prodotti del legno) con +49% sul 2020 e +7% sul 2019. Da Nuoro sono
stati piazzati 23milioni di euro di beni (17 metalliferi e 4
alimentari) con un +72% sul 2020 e + 144% sul 2019. Chiude Oristano
con 17 milioni di beni piazzati, la quasi totalità sono prodotti
alimentari, con un incremento del 18% sul 2020 e 20% sul 2019.
La graduatoria Centro studi Tagliacarne/Unioncamere dice anche come
Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna siano le regine dell’export
italiano: vantano infatti più della metà delle imprese esportatrici
tricolore e complessivamente il valore delle loro vendite all’estero è
pari al 55% del totale Italia. Solo la Campania, tra le regioni
meridionali, tallona il gruppo di testa guidato dal Nord e dal Centro,
andando a posizionarsi al 6° per numero di imprese esportatrici e
all’8° per valore delle vendite estere.
Va alla Lombardia anche il primato per maggior numero di imprese che
esportano: 37.740, pari al 30,6% del totale nazionale. A seguire il
Veneto con oltre 16 mila aziende (13,1%) e l’Emilia Romagna con più 12
mila (10%). In termini di valore di merce esportata, alle spalle della
Lombardia (con più di 65,7 miliardi di euro nel primo semestre 2021,
pari al 26,6% del totale nazionale), l’Emilia Romagna (con 35,2
miliardi; 14,3%) “ruba” il posto al Veneto (33,9 miliardi; 13,8%). Il
minor numero di imprese che vendono all’estero si trova invece in
Valle d’Aosta, Molise e la Basilicata, mentre in termini di valore
dell’export l’ultimo posto è occupato dalla Calabria, preceduta dalla
Valle d’Aosta, dal Molise e, al quart’ultimo posto, dalla Sardegna.
Considerando invece l’incidenza delle imprese esportatrici sul totale
regionale la classifica cambia leggermente: ai primi posti si
collocano comunque Lombardia (4,8%) e Veneto (4,3%), seguite però
dalla Toscana (3,9%) e dalle Marche (3,6%).
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Responsabile Ufficio Stampa Confartigianato Imprese Sardegna


