CACCIATORI RITROVANO RESTI UMANI NEI PRESSI DELLA FOCE DEL RIO VIGNOLA: SI TRATTA DELLA GANDOLA

IERI POMERIGGIO UN GRUPPO DI CACCIATORI CHE STAVA BATTENDO L’AREA INTORNO AL RIO VIGNOLA SI È INOLTRATO ALL’INTERNO DELLA FITTISSIMA MACCHIA CHE CARATTERIZZA QUELLA ZONA FINO AD IMBATTERSI IN UNA BORSA ED ALTRI OGGETTI ABBANDONATI. GUARDANDOSI INTORNO, I CACCIATORI HANNO ANCHE VISTO DEI RESTI UMANI, MOTIVO PER IL QUALE SI SONO SUBITO ALLONTANATI PER ANDARE AD AVVISARE I CARABINIERI. SUL POSTO SI SONO RECATI I MILITARI DELLA COMPAGNIA DI TEMPIO PAUSANIA E DEL NUCLEO INVESTIGATIVO, CHE HANNO PROCEDUTO AI RILIEVI SCIENTIFICI ED AL RECUPERO DEI RESTI; NELLA BORSA TROVATA VICINO SONO STATI RINVENUTI I DOCUMENTI DELLA SCOMPARSA, SOLDI IN CONTANTI ED ALTRI OGGETTI PERSONALI, CHE FANNO RITENERE PRESSOCHÈ CERTO CHE SI TRATTI DI SILVANA GANDOLA, LA TORINESE DI 82 ANNI SPARITA NEL MARZO SCORSO MENTRE PASSEGGIAVA NEI PRESSI DELLA SPIAGGIA DI TORRE VIGNOLA INSIEME AD UN’ALTRA SIGNORA. IL LUOGO DEL RITROVAMENTO DISTA CIRCA 1 KM DAL LUOGO DELLA SCOMPARSA, MA È MOLTO IMPERVIO E CARATTERIZZATO DA ARBUSTI MOLTO FITTI. POCHE ORE DOPO LA SEGNALAZIONE DI SCOMPARSA PARTÌ LA MACCHINA DELLE RICERCHE, COORDINATE DAI VIGILI DEL FUOCO SOTTO LA DIREZIONE DELLA PREFETTURA DI SASSARI, CHE AVEVANO VISTO LA PARTECIPAZIONE DI CENTINAIA TRA CARABINIERI, VIGILI DEL FUOCO, CROCE ROSSA E VOLONTARI DI VARIE ASSOCIAZIONI. ERANO STATI UTILIZZATI ANCHE L’ELICOTTERO DEI VIGILI DEL FUOCO E I DRONI, MA LA PARTICOLARE COMPATTEZZA DELLA FLORA EVIDENTEMENTE NON HA PERMESSO DI SCORGERE SEGNI DELLA PRESENZA DELLA DONNA.




Fertilia, scuola elementare: sciopero del pasto

Oggi le classi della scuola elementare di Fertilia hanno scioperato contro il pasto della mensa che, fin dall’inizio del nuovo anno scolastico, è stato oggetto di critiche da parte della maggioranza dei genitori.

Oggi la decisione di scioperare, infatti i bambini hanno disdetto per la giornata odierna il pasto fornito dalla scuola scegliendo come alternativa al pranzo un bel panino.




CIRCONVALLAZONE –  LAVORI IN CORSO  SOPRALLUOGO  COMUNE – FORESTALE PER LA VERIFICA DELLO SVIA

Alghero, 27 gennaio 2022 – I mezzi pesanti all’opera nell’ex blocchiera Brundu, in via Carabuffas, stanno ultimando di radere al suolo la storica fabbrica di manufatti in cemento, dove sorgerà una delle cinque rotatorie previste nel progetto della Circonvallazione. I lavori della proseguono secondo la tabella di marcia, anche con le inevitabili decelerate dovute alle recenti condizioni metereologiche che hanno determinato lo stato di quasi totale impraticabilità del terreno a causa del fango che ha impedito il transito dei mezzi. Oggi intanto si è tenuta nel cantiere una riunione tecnica alla presenza del Sindaco Mario Conoci e dell’Assessore alle Opere Pubbliche Antonello Peru, del dirigente del settore Ing. Gianni Balzano, con il Corpo Forestale di Vigilanza Ambientali incaricato dallo Svia, il Servizio Valutazioni Incidenze Ambientali dell’Assessorato all’Ambiente della Regione, per le verifiche conseguenti all’espianto e a reimpianto di circa 650 ulivi. L’esito della verifica ha dato responso positivo. “Prende sempre più forma l’opera più attesa, lavori complessi che richiedono tempistiche differenti, come è capitato recentemente a causa delle piogge, ma il cantiere viene seguito quotidianamente e con grande attenzione per arrivare a dotare la città di questa opera fondamentale”, ha detto oggi il Sindaco Mario Conoci nel corso del sopralluogo. Le ruspe stanno intervenendo in particolare nel primo tratto del tracciato, quello che dall’ingresso di Alghero, all’altezza del quartiere del Carmine, si inoltra nei terreni fino a raggiungere appunto l’ex blocchiera. Le demolizioni continueranno anche nella parte iniziale del tracciato, dove è prevista la rotatoria che innesta all’incrocio con il Carmine e alla via vittorio Emanuele- 127 bis Alghero-Olmedo. L’opera  è di rilevanza fondamentale  per la città, per la sua funzione strategica sulla viabilità del territorio. I 2.000 metri del tracciato che congiungono la parte nord con la zona Sud ( strada 292 per Villanova Monteleone – Viale della Resistenza direzione Bosa), con una strada urbana a quattro corsie, in cui saranno realizzate  cinque rotatorie che intersecano le vie V.Emanuele, Marconi, Carrabuffas, Valverde e viale della Resistenza, avranno  uno spartitraffico centrale di 3 mt, marciapiedi su entrambi i lati e una pista ciclabile. “Seguiamo con attenzione l’evolversi del cantiere – precisa l’Assessore alle Opere Pubbliche Antonello Peru –  al netto degli intoppi che nel settore delle opere pubbliche sono fisiologici, come si può verificare nella stagione invernale. Si lavora per gradi, attribuendo priorità alla parte iniziale del tracciato, quella che inizia dalla via Vittorio Emanuele fino all’ex cementificio”.  La carreggiata sul fondo stradale largo 27 metri  è  tracciata , le  opere di sbancamento che procedono spedite. L’opera destinata a risolvere gran parte delle criticità della viabilità e a dare nuovo impulso al miglioramento dello sviluppo economico della città e del territorio comincia a far intravvedere sempre con maggiore evidenza  ciò che potrà essere una volta ultimata.




Novo affaccio a mare nel belvedere dell’isola Foradada

Parco di Porto Conte: belvedere dell’isola Foradada più sicuro e accessibile; installata una pedana con balaustra per ammirare lo straordinario paesaggio e consentire anche a coloro che hanno difficoltà di deambulazione di poter ammirare lo spettacolo dell’affaccio a mare più fotografato della Riviera del Corallo.

Da sempre il luogo più fotografato della Riviera del Corallo, ma  anche tra i più pericolosi. L’affaccio a mare sulla falesia da cui si ammira la spettacolare isola Foradada ora sarà più sicuro e soprattutto accessibile anche per coloro che hanno difficoltà di deambulazione. Gli affioramenti di bianca roccia calcarea hanno da sempre impedito a molti di poter ammirare il paesaggio mentre altrettanti temerari pur di fare foto si espongono al rischio di scivolare sulle rocce. Da ora in poi invece attraverso una pedana installata dall’Ente Parco ci si potrà affacciare e contemplare il paesaggio in sicurezza. L’intervento del Parco rientra nell’ambito del progetto di messa in sicurezza dei sentieri naturalistici del geosito di Capo Caccia finanziato dall’Assessorato regionale al lavoro per il tramite dell’ASPAL. “La pedana è uno dei nuovi tasselli della riorganizzazione e razionalizzazione della fruizione dei visitatori dell’intero compendio di Caccia; -spiega il presidente del Parco di Porto Conte Raimondo Tilloca- oltre alla pedana stiamo, infatti, completando la nuova cartellonistica informativa, l’installazione di un’altra porzione di guard-rail uguale all’esistente ossia con rivestimento in legno; ed è anche in fase di completamento il tracciato segnaletico con picchetti segnavia per il raggiungimento di cala inferno e della grotta dei vasi rotti.”. Sulla necessità di rendere più sicuro l’accesso al belvedere sull’isola Foradada si sofferma anche il direttore del Parco di Porto Conte Mariano Mariani: “Abbiamo trovato una soluzione ad un problema che si trascinava da tempo sia sotto il profilo dell’accesso in sicurezza, che di accessibilità a tutti. E’ stata studiata e realizzata una pedana assolutamente di ridotto impatto, amovibile, semplicemente appoggiata e zavorrata senza alcuna alterazione dei luoghi al solo scopo di governare gli accessi in sicurezza dando la possibilità a tutti di ammirare il paesaggio; in questo modo la fruizione del sito sarà anche più attenta a non arrecare disturbo alle specie e a tutelare gli habitat”. 




Opposizione Alghero: subito al lavoro pr il prossimo appalto di igiene urbana della città.

MANCANO ORMAI DUE ANNI AL TERMINE DELL’ATTUALE APPALTO DI IGIENE URBANA. SI PREPARI PER TEMPO IL PROSSIMO, AVVIANDO FINALMENTE LA RIFLESSIONE IN COMMISSIONE E IL DIBATTITO PUBBLICO*                                                                                                                                                                                                                                                                                 Qualsiasi proposta fatta al di fuori di uno scenario complessivo da definire in previsione del nuovo capitolato di igiene urbana lascia il tempo che trova. Eliminare gli ecobox è facile da annunciare, ma rischia di diventare una boutade dell’assessore Montis se non si tiene conto che la scelta comporta un’organizzazione complessiva differente di raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche in termini di modalità, frequenze di ritiro e oneri connessi. Dobbiamo mantenere, e magari incrementare, un’elevata percentuale di raccolta differenziata, un miglioramento del servizio, dell’igiene e del decoro pubblico, affinché non venga disperso l’importante lavoro fatto negli anni passati. Lavoro che ha rappresentato il presupposto imprescindibile per arrivare giorno dopo giorno ad incrementare le percentuali di racconta differenziata per arrivare a quelle attuali, partendo appena cinque anni fa da un misero 30 %: quel lavoro è patrimonio della città ed è stato costruito con precise scelte politiche e un percorso di partecipazione e condivisione.Per questo abbiamo più volte invitato l’Assessore Montis ad avviare una riflessione in commissione sul tema, aperta al contributo dei cittadini, ai comitati di quartiere, alle Associazioni di categoria e a tutti i comparti interessati dal servizio, così come è stato fatto anni fa in previsione della definizione dell’attuale capitolato. I tempi sono maturi, non ci si culli sul fatto che mancano due anni alla scadenza dell’attuale appalto. È necessario farsi trovare pronti e preparare per tempo la nuova gara. E se gli aspetti tecnici sono in capo agli uffici, sulla definizione dello scenario è importante la riflessione politica e il dibattito pubblico che, a partire dalle condizioni attuali, dagli aspetti positivi piuttosto che dai limiti riscontrati, consenta di definire le misure più idonee e la congruità economica più appropriata per rendere più funzionale ed efficiente il servizio e più accogliente e pulita la nostra città.Pertanto invitiamo l’Assessore Montis a passare dalle parole ai fatti, coinvolgendo il Consiglio comunale e prendendo le distanze dall’inconcludente stile conociano, affinché anche la sua ultima esternazione non sia solo una battuta ad effetto.

Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Mario Bruno
Pietro Sartore
Valdo Di Nolfo
Beniamino Pirisi




Giornata della Memoria: Bagagli in sospeso ad Alghero

Bagagli in sospeso – Ausstehendes Gepäck Ebrei in transito dall’Idroscalo di Porto Conte

Mostra a cura di Massimiliano Fois e del Gabinetto storico delle curiosità

Inaugura sabato 5 febbraio alle 11:00, nello spazio espositivo dell’atelier di via Carlo Alberto 86, Bagagli in sospeso – Ausstehendes Gepäck. Ebrei in transito dall’Idroscalo di Porto Conte, una mostra a cura di Massimiliano Fois promossa dal Comune di Alghero e dalla Fondazione Alghero in occasione delle celebrazioni per la Giornata della Memoria.

L’esposizione, già ospitata a dicembre da Valentina Piredda-Sardinia nella Galleria CULT di Alghero, aveva riscosso grande attenzione e desiderio di approfondimento da parte del pubblico e aveva avuto l’onore di suscitare l’interesse della Senatrice Liliana Segre.

Bagagli in sospeso ripercorre infatti una storia ancora sconosciuta ai più e testimonia una solidarietà umana che anche in Sardegna, ad Alghero, ha sfidato il tempo e i regimi regalando un po’ di luce al periodo buio del ventennio fascista.

Si parte dal ritrovamento di una cassa da viaggio degli anni Trenta del Novecento contenente alcuni indumenti appartenuti presumibilmente a una famiglia ebrea, tra cui un cappottino sui cui bottoni è stata ricamata la Stella di David.

Questo bagaglio ha riposato per anni in una cantina del centro storico di Alghero, poi nella stalla di un cavallo in campagna. Della famiglia a cui è appartenuto non si conosce niente: è riuscita comunque a scappare, di fretta e senza poter recuperare la cassa?

Questa scoperta si intreccia con i racconti del personale che faceva capo all’Idroscalo di Porto Conte e avvalora la tesi secondo cui, alla fine degli anni Trenta, alcuni voli avrebbero dato la possibilità a famiglie di origine ebrea di fuggire dalle persecuzioni naziste.

Si trattava perlopiù di gruppi di persone provenienti da Budapest e Vienna con transito a Roma che, dopo un’indispensabile tappa sarda nell’Idroscalo di Porto Conte, raggiungevano Barcellona per poi approdare in Sud America dal Portogallo con i Clipper transoceanici della Pan American.

Il recupero della cassa ha motivato lo studioso Massimiliano Fois e l’artista e curatrice Valentina Piredda-Sardinia ad approfondire le ricerche sui bagagli riconducibili a famiglie ebree in transito, bagagli “in sospeso”, appunto, poiché destinati a essere recuperati durante una tappa della fuga dalle persecuzioni naziste e che potrebbero ancora giacere dimenticati nel territorio di Alghero.

La mostra sarà visitabile il venerdì dalle 16:30 alle 19:30 e il sabato dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30, oppure su prenotazione contattando il numero +39 329 56 58 813 o inviando una email all’indirizzo [email protected].

L’esposizione si sviluppa nell’ambito del progetto AUSTRIAMENTIS 2021, realizzato in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura di Roma/Ministero Austriaco Degli Affari Esteri; il Parco Naturale Regionale di Porto Conte; il M.A.S.E. Museo Antoine de Saint- Exupéry Alghero; la Società Operaia Mutuo Soccorso Alghero; il Museo Casa Manno Alghero; l’Ass. Fondo VP-Sardinia; l’Ass. Salpare/Roma, il Comune di Alghero e la Fondazione Alghero.




Al Mater Olbia Hospital arrivano ferri e gomitoli

Il progetto è attivo nei reparti di Ginecologia, Senologia e Radioterapia

27 gennaio 2022 – il progetto di Lanateria della onlus Gomitolorosa approda al Mater Olbia Hospital. L’attività è già partita nei reparti di Ginecologia, Senologia e Radioterapia. «Non escludiamo di poterlo estendere anche ai reparti di Neurologia e Riabilitazione» – afferma il Direttore Sanitario del Mater Olbia Hospital Franco Meloni. «Grazie alla onlus Gomitolorosa, www.gomitolorosa.org – continua Meloni – che promuove il lavoro a maglia negli ospedali come strumento per ridurre l’ansia, le nostre pazienti potranno beneficiare di questa iniziativa mentre sono in attesa di un trattamento o durante il periodo di degenza».

«Dal 2012, i volontari di Gomitolorosa, i medici sostenitori e amici, promuovono, sostengono e raccomandano la Lanaterapia negli ospedali italiani perché credono fortemente che il lavoro a maglia o all’uncinetto rappresenti un’attività dalla quale trarre grandi benefici per la salute fisica e mentale e costituisca un strumento integrativo del percorso di cura», commenta Alberto Costa, presidente della onlus e oncologo senologo riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo all’avanzamento della cura dei tumori al seno.

«Diversi studi hanno avuto alla base l’osservazione delle risposte emotive all’impegno in attività creative artigianali» – afferma la Dott.ssa Paola Bazzu psicoterapeuta specializzata in psiconcologia, del Mater Olbia Hospital – «Le mani occupate orientano l’attenzione sul qui ed ora, restituendo spazio alla calma, favorendo la gestione di stati emotivi intensi e dei pensieri ripetitivi, migliorando il tono dell’umore. L’elemento di interesse di tale approccio risiede nell’attribuzione ai pazienti di un ruolo attivo nella tutela della propria salute. Una volta superata la curva di apprendimento iniziale, la ritmicità del lavoro a maglia può indurre uno stato di rilassamento, riducendo gli effetti dello stress dannoso nel lungo periodo. Il lavoro a maglia inoltre rende più difficile, alla nostra mente, registrare i segnali di dolore, e promuove processi neuroprotettivi. Le attività artigianali, infine, si traducono in prodotti tangibili utili al senso di efficacia, promuovendo i processi di socializzazione ed impegno sociale. L’attività coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali. Più il lavoro è complicato e ci impegna, maggiore è la concentrazione raggiungendo uno stato di rilassamento simile alla meditazione».

Che il lavoro sia un efficace antidoto allo stress, il dottor Costa lo aveva già intuito nei quarant’anni al fianco di Umberto Veronesi, osservando nelle corsie degli ospedali le pazienti che lavoravano con l’uncinetto per ingannare il tempo in attesa di sottoporsi alle cure o agli esami. «Lavorare a maglia distrae dalle preoccupazioni, aiuta a percepire meno il dolore, agevola i processi di socializzazione e migliora l’autostima perché implica un obiettivo e il suo raggiungimento», ha aggiunto ancora il medico».

«In questa prima fase del progetto i manufatti realizzati dalle nostre pazienti saranno assemblati in morbide coperte e scalda gambe che rimarranno a disposizione dei nostri pazienti, sicuramente in futuro prenderemo accordi con le associazioni del territorio destinando i manufatti a soggetti deboli come anziani, bambini, pazienti disabili e disagiati», ha commentato la Dott.ssa Giorgia Garganese, Responsabile UOC Ginecologia e Senologia del Mater Olbia Hospital, «Ringraziamo l’Associazione Gomitolorosa per averci coinvolto in questa preziosa iniziativa», conclude la dott.ssa Garganese.

Gomitolorosa è felice di iniziare questa nuova partnership con l’auspicio di poter coinvolgere tutta la rete nazionale nell’adozione del progetto di LANATERAPIA per le pazienti. Ad oggi sono già 13 gli ospedali aderenti, da Messina a Biella, da Bologna a Cosenza. (L’elenco è disponibile su www.gomitolorosa.org/lanaterapia).

Nel KIT PERSONALE per praticare la LANATERAPIA è inserito un gomitolo di lana riciclata (per realizzare 6 esagoni), uno schema da seguire (anche con video raggiungibile mediante QR code) e un bellissimo uncinetto donato dall’azienda DMC (www.dmc.com) società di Mulhouse (Francia) fondata nel 1746, un gruppo internazionale che esporta oggi in oltre 60 paesi sui 5 continenti.

GOMITOLOROSA, ONLUS
La onlus è stata fondata a Biella, città della lana, nel 2012 su proposta dal dottor Alberto Costa, oncologo senologo riconosciuto a livello internazionale per il suo contributo all’avanzamento della cura dei tumori al seno, Gomitolorosa è un’ associazione no profit che promuovere il lavoro a maglia negli ospedali come strumento per ridurre l’ansia in pazienti, soprattutto oncologici, e in sinergia con Gruppi ed Associazioni per la promozione e la realizzazione di progetti con finalità di solidarietà sociale, utilizzando gomitoli prodotti con lana italiana in sovrapproduzione.
Il progetto Gomitolorosa è stato da subito condiviso da un primo gruppo di amici rappresentanti di storiche famiglie biellesi con i geni della lana e delle montagne nel loro DNA. Tra i fondatori, oltre al dottor Costa, figurano Emanuele Panza; Carlo Piacenza; Giancarlo Ormezzano; Malvina Sella.

IL MATER OLBIA HOSPITAL – è il risultato della partnership fra Qatar Foundation Endowment (QFE) e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS (FPG) che hanno deciso di unire competenze ed esperienze per dare vita a un ospedale d’avanguardia e di eccellenza al servizio del Territorio della Gallura e per tutta la Sardegna. Avviata nel dicembre 2018 l’attività ambulatoriale, dal primo luglio 2019 ha preso avvio l’attività di ricovero. Obiettivo primario di Mater Olbia è assicurare cure di qualità ai pazienti in un ambiente confortevole e garantire che si sentano a proprio agio durante la permanenza in ospedale: questo grazie all’esperienza di un personale altamente qualificato e all’interno di un sistema in grado di collegare centri di ricerca internazionale con la rete sanitaria della Regione Sardegna. L’ospedale dispone di 200 posti letto autorizzati e accreditati, 5 sale operatorie di ultima generazione e una vasta dotazione di macchinari diagnostici altamente tecnologici.




SARDEGNA, ANAS: AL VIA I LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE DEL PONTE SU RIO PEDRAS DE FOGU SULLA SS200, A SORSO (SS)

nell’ambito dei lavori è prevista la chiusura della strada nel weekend tra il 5 e il 6 febbraio

Sassari, 27 gennaio 2022

A partire da lunedì 31 gennaio Anas avvierà i lavori di riqualificazione del ponte sul Rio Pedras de Fogu a Sorso (località Marritza), in provincia di Sassari.

I lavori prevedono la realizzazione di un’opera di scavalco del ponte esistente attraverso l’istallazione di pali di fondazione e la ricostruzione completa del piano stradale. I lavori, del valore di 300 mila euro, avranno una durata di circa 4 mesi.

Durante lo svolgimento dei lavori continueranno ad essere valide le precedenti limitazioni che prevedono il senso unico alternato regolato da semaforo e l’interdizione per i mezzi pesanti superiori alle 44 tonnellate. Per consentire alcuni specifici interventi sulla parte centrale della carreggiata il ponte rimarrà chiuso unicamente durante il weekend compreso tra il 5 e il 6 febbraio, scelto per limitare i disagi alla circolazione degli utenti pendolari e al traffico dei mezzi pesanti. Durante la chiusura il traffico verrà deviato lungo la viabilità alternativa segnalata in loco.




Olbia: Giornata della memoria. Le rose di Ravensbrück.

25/01/2022 – In occasione della giornata della memoria, giovedì 27 gennaio alle ore 10.20, si terrà l’evento Le rose di Ravensbrück, trasmesso via streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube, dalla Sala De Roberto della Biblioteca Simpliciana.
Parteciperà Ambra Laurenzi, Presidente del Comitato Internazionale di Ravensbrück e membro della Associazione Nazionale Ex Deportati (ANED), autrice del libro fotografico “Le rose di Ravensbrück” e curatrice dell’edizione italiana di “A volte sogniamo di essere libere. Il lavoro forzato alla SIEMENS nel lager femminile di Ravensbrück”.
«Si tratta di un’importante occasione e le scuole cittadine parteciperanno “a distanza”, così da far conoscere ai ragazzi un capitolo triste della nostra storia ed un tema, quello della deportazione femminile, poco dibattuto» afferma l’assessore alla cultura Sabrina Serra. 
Il programma dell’incontro è il seguente:
1 – Saluti e presentazione 
2 – Introduzione dell’argomento LA DEPORTAZIONE DELLE DONNE: Ambra Laurenzi
3 – Proiezione del filmato “Le rose di Ravensbrück” (28 minuti)
4 – Dibattito (saranno ospitati alcuni docenti e studenti delle scuole superiori di Olbia in presenza nella Biblioteca).  
5 – Commenti sul libro “A volte sogniamo di essere libere. Il lavoro forzato alla Siemens nel lager femminile di Ravensbruck di Raul Calzoni, traduzione curata da Ambra Laurenzi (ED. Franco Angeli 2020). Un suggerimento di lettura per approfondire il tema la deportazione delle donne.




San vero Milis I giorni della memoria – 23° ed.

27 gennaio 2022 Il Comune di San Vero Milis, da anni, attraverso il Centro di Documentazione della Memoria intitolato al giudice sanverese Cosimo Orrù Medaglia d’Oro della Resistenza, morto prigioniero in un lager dopo aver subito soprusi e atrocità per mano del regime nazifascista, in occasione dell’anniversario della liberazione del Lager di Auschwitz, organizza una serie di iniziative per ricordare e far conoscere alle nuove generazioni, le persecuzioni e l’orrore dei campi di sterminio. In particolare ci pregiamo segnalare che il prossimo 27 gennaio verrà posizionata una “Pietra d’inciampo” opera dell’artista tedesco Gunter Demnig che iniziò a posare le sue opere d’arte nel 1992 con l’intento di contrastare ogni forma di oblio, negazionismo e indifferenza; è la seconda posizionata in Sardegna, e ormai sono oltre 70.000 quelle in tutta Europa. Programma Ore 10:30 posizionamento della Pietra d’inciampo davanti alla casa natale del giudice Cosimo Orrù alla presenza di S.E il Prefetto Fabrizio Stelo, della Presidente dell’ANPI Carla Cossu, del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo di San Vero Milis Prof. Alessandro Cortese e delle scolaresche. Ore 10:50 benedizione e preghiera del Parroco Don Ignazio Serra Ore 11:00 Consegna del testo della Costituzione ai ragazzi delle classi prime della secondaria di primo grado Ore 18:00 webinar sulla piattaforma Fb del Comune di San Vero Milis Il giudice Cosimo Orrù medaglia d’oro della Resistenza a cura del Centro di Documentazione della Memoria “Cosimo Orrù” Intervengono :

  • Alfonso Stiglitz Il Centro di Documentazione della Memoria: la storia
  • Gian Paolo Porta Metodologia di ricerca e sintesi del lavoro svolto
  • Maria Cristina Cimino Una Pietra d’inciampo a San Vero.
    In occasione de “I Giorni della memoria” saranno visitabili in Biblioteca le Mostre “Musica e Olocausto” e quelle dedicate al Giudice Orrù e agli I.M.I. sanveresi ed è stato curato un percorso bibliografico di approfondimento.
    Il Sindaco
    Luigi Tedeschi