Nell’antico sito campestre di San Giorgio di Aneletto la comunità si prepara a celebrare il culto di un “santo montano” dai molti misteri
Sono attesi fedeli, appassionati di montagna, ecologia e storia
Quest’anno la ricorrenza interseca la commemorazione dell’incendio del 1945
ANELA. La festa di San Giorgio di Aneletto è tradizionalmente conosciuta come la “festa dei pastori”, che in prossimità della stagione calda lasciavano la piana assolata del Tirso per condurre le greggi a circa mille metri di altitudine, nei freschi e salubri pendii della montagna di Anela.
Con questo spirito, domenica 31 luglio, la comunità si prepara a celebrare degnamente un “santo montano” dai molti misteri, in un luogo che testimonia una storia ultramillenaria sconosciuta ai più, fatta di soldati, fortezze e luoghi di culto.
Alle 10 del mattino, a illustrare le vicende storiche del sito sarà l’archeologa Maria Paola Bulla, nel corso dell’incontro promosso dal Comitato organizzatore, patrocinato dal Comune e curato dall’associazione culturale “San Giorgio di Aneletto”.
Una riscoperta, quella del sito di San Giorgio, sulla quale punta fortemente la neo eletta Amministrazione comunale guidata da Giangiuseppe Nurra, che da subito ha messo al centro del suo impegno la valorizzazione di un patrimonio non ancora adeguatamente riportato alla luce.
Dopo la messa officiata dal parroco don Alessio Pieraccini, sarà consegnata una targa alla centenaria Giovanna Stara per celebrare insieme il secolo di vita. Quindi alle 13.30 sarà il momento del pranzo tradizionale, preparato e offerto dal Comitato organizzatore negli spazi dell’ex Caseificio Foresta Anela.
Il pomeriggio sarà invece dedicato a un momento di riflessione in località “Traschia”, non distante dalla caserma dell’Ente Foreste. Quest’anno, infatti, la ricorrenza del Santo interseca la commemorazione dell’incendio spaventoso del 1945, nel quale perirono sette anelesi impegnati nelle operazioni di spegnimento. Un lutto indimenticabile per la comunità, commemorato ogni anno grazie all’impegno costante del “Comitato pro sos mortos in su fogu” e a quello della parrocchia dei Santissimi Cosma e Damiano.
Calici di Stelle a Sennori
Un tripudio dei sensi tra vino, arte, tradizione e cultura
Il 10 agosto il centro storico si animerà fino a notte fonda di canti della tradizione, mostre, esibizioni itineranti, osservazione del cielo stellato e degustazioni
L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Danzeventi, inserita all’interno di un calendario di respiro nazionale promosso dall’Associazione Città del Vino e dal Movimento del Turismo del Vino
SENNORI. “Calici di Stelle” ritorna a Sennori il 10 agosto con un’edizione ricca e suggestiva per animare il le vie del centro storico tra canti e musiche della tradizione, mostre, esibizioni itineranti e l’osservazione del cielo nella notte di San Lorenzo. Una notte che non potrebbe essere più magica per creare un’atmosfera da sogno. Protagonisti saranno i pregiati vini del territorio, tra i quali non mancheranno i vitigni principe come il cannonau, il vermentino, il cagnulari e naturalmente il moscato, di cui si festeggia il mezzo secolo di DOC. Gli organizzatori si stanno preparando ad accogliere migliaia di visitatori per un appuntamento che è ormai consuetudine dell’estate sennorese e uno degli eventi più attesi dell’anno.
L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’associazione Danzeventi sotto la direzione artistica di Lucia Cau, ed è inserita all’interno di un calendario di respiro nazionale promosso dall’Associazione Città del Vino e dal Movimento del Turismo del Vino.
«Sin dalla scorsa legislatura abbiamo fortemente creduto nel valore di questa manifestazione quale straordinaria opportunità turistica per il territorio – ha affermato la vicesindaca Elena Cornalis, assessora alla Cultura e alle Attività produttive –. La viviamo come una vetrina reale e costruttiva che dà la possibilità ai visitatori di testare i nostri prodotti enogastronomici e riconoscerne il valore, facendo tesoro di tutto ciò che è cultura, dall’alimentazione agli abiti interamente ricamati a mano, dai nostri balli al patrimonio artistico, affinché possano decidere di ritornare in un periodo più lungo».
PROGRAMMA.Alle 19.30 il taglio del nastro al Centro turistico Rosa Gambella darà il via alla manifestazione con madrina d’eccezione Iole Piscolla, responsabile Area Enoturismo delle Città del Vino e coordinatrice “Calici di stelle” nazionale. E proprio al Centro turistico possono essere acquistati i ticket di degustazione che, oltre al consueto calice e sacchetta, permettono cinque assaggi di vini e quattro di gastronomia tipica (antipasto-su fossu; primo-gnocchetti alla sarda; frutta e dolce).
Il momento dell’inaugurazione sarà accompagnato da una breve esibizione dei gruppi folk che proseguiranno ad allietare i presenti lungo il percorso. Sono “Janas” e “Sos Femineddos”, il coro sardo maschile di Sennori “Sonos de Coro” e il coro femminile “Sa Voghe de sos feminos sennaresos”, con la presenza delle maschere “Gentiles, sos gigante de Sennaru”. Il finale è affidato alla Banda musicale Città di Sennori che, dopo una breve introduzione, farà da apripista a ospiti e avventori per le vie del centro storico, dove la manifestazione proseguirà fino alle due del mattino.
Mappa alla mano, i visitatori potranno scoprire le migliori produzioni vinicole e la gastronomia tradizionale lungo il percorso che conduce alle postazioni delle cantine Mode, Fara, Sorres, Viticoltori della Romangia, e i produttori Fara, Urgeghe, Conti, Loriga e Ogana. Per tutte le pietanze saranno utilizzati gli ottimi oli dei produttori di Sennori, molti dei quali saranno presenti nella postazione Artigianato.
Lo sguardo verso il cielo delle stelle cadenti sarà guidato dalla presenza di uno straordinario divulgatore, il noto fisico, docente e conduttore televisivo Gian Nicola Cabizza, con ben due telescopi nella Terrazza dei parcheggi di via Brigata Sassari, messi a disposizione dall’Associazione Astronomica Turritana.
Nell’Anfiteatro esterno del Centro Culturale, “L’Isola del Moscato” porterà al centro della manifestazione le celebrazioni per i cinquant’anni della Doc Moscato Sorso-Sennori. Acquistando il calice al costo di tre euro si potranno degustare i migliori prodotti delle cantine Fara, Sorso-Sennori, Nuraghe Crabioni, Viticoltori di Romangia più la Confraternita del Moscato Sorso-Sennori, accompagnati a ottimi formaggi locali. Un dolce al moscato della Confraternita sarà preparato da “Ouh La La Pâtisserie” e, sempre a “L’isola”, le donne dell’Associazione teatrale “Il Lentischio” proporranno spettacoli d’animazione.
I gruppi musicali e gli artisti sennoresi si esibiranno per le vie del centro regalando emozioni, accogliendo e accompagnando il pubblico con performance itineranti, mentre produttori e artigiani locali daranno vita al mercato artigianale sul piazzale della chiesa di San Basilio Magno.
Anche quest’anno una particolare attenzione è riservata all’arte. All’Auditorium Centro Culturale saranno presenti la “Mostra dell’abito tradizionale di Sennori” a cura di Vanna Sassu e la mostra di Piero Doro, mentre in Largo Aspronisarà allestita l’installazione di Battistina Casula e in Viale Umberto la mostra di Goxhoi “Sas pizzinnas 2022”. Poi gli artisti di “Terra cruda” esporranno itineranti lungo tutto il percorso.
Si consolida poi l’apertura in notturna delle Domus de janas dell’orto del Beneficio parrocchiale, dove sarà presente l’installazione di “Daniel Leal” con diverse esibizioni musicali. A Casa Sisini, dove sarà presente l’installazione di Leonarda Casu, per Calici arriva in edizione speciale la performance in video “#mutaforma” a cura della Compagnia Danza Estemporada diretta da Livia Lepri.
Novità per l’edizione di quest’anno, Calici ospiterà gli artisti del festival “Terra, Luogo del nostro abitare CFD VII Edizione”, che per la prima volta approderà a Sennori nelle giornate che vanno dal 7 al 9 agosto.
Il contest fotografico. Quest’anno l’Associazione Città del Vino propone il premio La Stella di Federica,dedicato alla fotografia del territorio che valorizza la relazione fra la festa e l’ambiente circostante: Miglior foto di Calici di Stelle 2022 sarà assegnato ai tre scatti più significativi inviati all’indirizzo [email protected].
I ticket. I calici possono essere acquistati al Centro Servizi di Sennori e in prevendita a Sennori nei punti Team revolution di Laura e Antonella, Janas Viaffi, Ibiscus Caffè e a Sassari nei punti Blitz, Time Out, Bagella Abbigliamento, oppure chiamando il numero 3402492809.
Inoltre c’è grande attesa anche per “Aspettando Calici”, la manifestazione preludio che si terrà il 29 luglio con un ricco calendario di iniziative, in sinergia con la seconda giornata di celebrazioni per il mezzo secolo di DOC del Moscato Sorso-Sennori.
60° della Costa Smeralda. Intervista all’Arch. Enzo Satta, vice presidente del comitato di architettura della Costa Smeralda.
Il noto architetto della Costa Smeralda intervistato da Fausto Farinelli nell’ambito della serie di interviste e approfondimenti in occasione del 60° compleanno della nascita del consorzio costa smeralda. Risposte a tutto campo con la spiegazione del motivo per cui il Principe abbandonò definitivamente il suo sogno.
I Testimoni di Geova della Sardegna tornano a contattare le persone nei luoghi pubblici
Dopo due anni di pandemia sono regolarmente presenti con gli espositori mobili, pronti a offrire pubblicazioni bibliche gratuite a chiunque ne faccia richiesta
I Testimoni di Geova, noti in tutto il mondo per la loro attività di evangelizzazione, tornano a contattare le persone nelle strade e nelle piazze di tutta Italia. La loro attività in presenza era stata sospesa nei luoghi pubblici nel marzo 2020 a causa della pandemia di COVID-19, prima ancora che le autorità emanassero istruzioni in tal senso sulle attività religiose. In tutto il mondo a partire dal mese di giugno 2022 sono riprese le attività di evangelizzazione nei luoghi pubblici ad eccezione del contatto casa per casa, che rimane sospeso. È stata ripresa anche l’assistenza spirituale nelle carceri.
“I Testimoni di Geova della Sardegna sono regolarmente presenti con gli espositori mobili, pronti a offrire pubblicazioni bibliche gratuite a chiunque ne faccia richiesta”, afferma Alessio Atzeni, portavoce dei Testimoni di Geova per la Sardegna. Anche se non è più richiesto dalla legge, quando svolgono quest’opera volontaria, i Testimoni di Geova continueranno a indossare una mascherina come precauzione a tutela della salute propria e degli altri.
Nel periodo della pandemia i Testimoni di Geova hanno adottato misure sanitarie di grande cautela, continuando comunque a contattare le persone attraverso lettere, telefonate e altri metodi virtuali. Anche le riunioni religiose si sono tenute senza interruzioni su una piattaforma di videoconferenze, e dall’aprile di quest’anno sono riprese in formato ibrido (cioè contemporaneamente in presenza e in videoconferenza).
La decisione di tornare a incontrare le persone nelle aree pubbliche arriva giusto in tempo per invitare tutti a partecipare al prossimo congresso online dal tema “Cercate la pace”. L’evento, che sarà suddiviso in sei appuntamenti postati su jw.org nel corso di luglio e agosto, ha lo scopo di aiutare le persone a sviluppare pace interiore e a imparare a vivere in pace con gli altri. La prima parte del programma sarà disponibile per lo streaming o il download a partire dal 27 giugno 2022.
In Sardegna ci sono circa 5000 Testimoni di Geova, in oltre 30 congregazioni. Si possono trovare ulteriori informazioni sulle attività dei Testimoni di Geova sul sito ufficiale, jw.org.
“Così scriviamo in Sassarese”, presentata la bozza di standard ortografico
È stata elaborata dagli esperti coordinati dall’Istituto Camillo Bellieni
Altri incontri con la popolazione sono previsti a Sorso, Porto Torres e Stintino
SASSARI. Era il 1948 quando, a forza di quartine sul quotidiano locale, quattro amici poeti si scambiavano accese opinioni in merito a quella che avrebbe dovuto essere la grafia del Sassarese. Erano personaggi del calibro di Salvator Ruiu, Gildo Motroni, Battista Ardau Cannas e Salvatore Diego Sassu. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, ma chi legge ancora i vari autori in sassarese si rende conto che nella scrittura sono presenti differenze anche molto accentuate.
Arriva ora la proposta di una normativa ortografica standard, la cui bozza è stata presentata il 19 luglio nella sala conferenze dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, per informare i cittadini sugli sviluppi dell’iniziativa e valutare suggerimenti e proposte.
Il saluto introduttivo dell’assessora Laura Useri ha lasciato spazio all’illustrazione del progetto da parte dei relatori Maurizio Virdis, filologo e linguista dell’Università di Cagliari, Mario Marras, poeta ed esperto di lingua sassarese e Riccardo Mura, fonetista ed esperto di gallurese, vernacolo che unitamente al turritano costituisce nel nord Sardegna l’area sardo-corsa.
A moderare l’incontro è stato invece il direttore scientifico dell’Istituto Camillo Bellieni, Michele Pinna, che assieme alla presidente Maria Doloretta Lai ha coordinato gli esperti nella fase operativa. L’Is.Be è infatti titolare del progetto messo a bando dal Comune di Sassari nell’ambito dell’avviso pubblico sull’assegnazione dei “Fondi per promuovere la standardizzazione ortografica del sassarese, del tabarchino e del gallurese” (Legge 22 del 2018), grazie al contributo erogato dalla Regione Autonoma della Sardegna.
Stando a quanto è emerso nel corso dell’incontro, non sono state poche le difficoltà incontrate dal team nel dare definizione ortografica alla complessità fonetica di questo idioma, definito un unicum nel panorama non solo sardo ma anche italiano: “Una perla linguistica che nasce da un crogiuolo nel quale trovano sinergia un lessico costituito per l’80-90 per cento di parole sarde, con un sistema fonetico e morfologico diverso anche da quello italiano e toscano, perché il turritano ha una storia medievale molto particolare, non ancora del tutto chiarita. Quindi uno standard è una conquista non solo per Sassari ma per tutta la Sardegna almeno”.
Il lavoro è partito dalla lettura dei numerosi testi rintracciabili scritti in sassarese. Testi di poesia, di teatro, di grammatica, di prosa, articoli e altro ancora. È stata quindi predisposta una sorta di scansione, autore per autore, soffermandosi soprattutto sulle scelte relative ai nodi importanti che hanno sempre generato discussioni.
Sono state quindi indagate le proposte e le soluzioni già utilizzate da autorevoli studiosi, linguisti e vocabolaristi quali Gian Paolo Bazzoni, Giosuè Muzzo, Leonardo Sole e Antonio Sanna. Ne è scaturita una panoramica molto ampia sugli usi messi in atto dai diversi critici, e da qui si è cercato di elaborare una proposta di standard.
Nel corso della presentazione è emerso un intenso dibattito con il pubblico, costituito in buona misura da poeti, scrittori, cantanti folk e operatori del sassarese, che hanno espresso pareri personali e proposte.
Altri incontri sono previsti mercoledì 20 luglio, alle 10.30, nella sala del Palazzo Baronale di Sorso; sempre il 20 luglio, alle 18.30, nella sala Filippo Canu di Porto Torres; e giovedì 21 luglio, alle 10.30, nella sala consiliare di Stintino. In attesa di accogliere e definire suggerimenti e feedback, un ulteriore incontro è previsto a Sassari per il mese di settembre.
Sennori, il 29 luglio “Aspettando Calici”
SENNORI. Un percorso narrativo multisensoriale tra sapienza pratica, saggezza popolare, memoria storica e poesia, con due grandi protagonisti come il vino della Romangia e il suo territorio. L’edizione 2022 di “Aspettando Calici”, venerdì 29 luglio vuol essere non solo un’occasione per promuovere e valorizzare i prodotti enologici locali in attesa di “Calici di Stelle”, ma vuol essere una esperienza immersiva nelle profonde tradizioni sennoresi, e quindi la cornice ideale del secondo appuntamento per le celebrazioni dei 50 anni della Doc Moscato Sorso-Sennori.
L’iniziativa è organizzata dall’Amministrazione comunale di Sennori assieme alla Confraternita del Moscato, in collaborazione con l’associazione culturale Sardobarda e AnonimArtijana, con il patrocinio della Camera di Commercio di Sassari, Salude & Trigu, l’associazione “Città del Vino” e il Movimento Turismo del Vino della Sardegna.
«In questo nuovo appuntamento passiamo alla parte empirica della promozione del prodotto del territorio Romangia, che nel corso dell’anno abbiamo voluto fortemente celebrare vista la ricorrenza del mezzo secolo della DOC – ha affermato la vicesindaca Elena Cornalis, assessora alla Cultura, Turismo, Agricoltura e Attività Produttive –. Sennori coglie l’occasione per accompagnare i visitatori in un viaggio nel tempo attraverso la condivisione di saperi e sapori, un viaggio multimediale e multisensoriale che attraverso i sensi arriva al cuore. Lavoriamo sempre nell’ottica che eventi di questo tipo possano aiutarci a rilanciare sempre di più il nostro territorio soprattutto sotto il profilo del turismo enogastronomico».
PROGRAMMA.La serata inizia alle 17.30 con l’apertura straordinaria delle Domus de Janas di via Brigata Sassari, che saranno visitabili liberamente fino alle 22.30. Sempre alle 17.30, nel piazzale della chiesa di San Basilio Magno, fino alle 20.30 si terrà il laboratorio ludico di tessitura collettiva Giostra Futura a cura di Battistina Casula, artista autoctona che nel suo paese presenta un progetto di “fiber art”. Il manufatto sarà restituito alla comunità e al pubblico sotto forma di allestimento “site specific” pensato per Calici di Stelle. Per info si può contattare il numero 377 375 9231.
Alle 19, dal Centro servizi turistici Rosa Gambella prenderà il via un percorso libero di Trekking urbano, a cura di Maria Paola Cordella e Associazione culturale Il Lentischio, che si dipanerà lungo le vie del paese per concludersi nella terrazza panoramica dell’ex Cava di tufo. Sarà inaugurato un percorso narrativo a tappe, realizzato con il contributo e le voci della comunità, che grazie ai QRcode appositamente dedicati sarà fruibile per sempre. Il racconto fotografico è realizzato da Davide Virdis, Claudia Spina, Andrea Lupi, e i paesaggi sonori sono a cura di Alfredo Puglia.
Alle 21, l’Ex Cava di tufo accoglierà la Cena-degustazione pensata come una passeggiata alla scoperta delle produzioni locali. Grandi protagonisti saranno il territorio ed il suo vino, in particolare il Moscato Doc Sorso-Sennori, con l’intento di far conoscere la gastronomia autentica romangina guidati da due comunicatori d’eccezione come l’enogastronomo Mario Sechi e lo chef Fabio Zago. È necessaria prenotazione ai numeri 338 852 6049 – 340 9415936.
L’evento gastronomico è promosso dall’Amministrazione comunale assieme alla Confraternita del Moscato, ai produttori insigniti dalla doc quali cantina Fara, Nuraghe Crabioni, Viticoltori di Romangia e cantina Sorso-Sennori, con la partecipazione delle cantine Sorres e Mode e con il supporto logistico dell’Istituto Alberghiero Ipsia.
Intorno alle 23, il coinvolgimento dei sensi sarà dirottato nella visione del documentario “Romangia, ricami di terra tra cielo e mare. Storie di vite: da ieri a oggi” per la regia di Maria Paola Cordella in collaborazione con Pipe Studios, nel qualeappunti di viaggio, memorie della comunità e cultura di produttori sono sapientemente intrecciati per far riemergere attraverso il moscato le tradizioni di tutto il territorio.
Standard ortografico del Sassarese, presentazione a Sassari
Seguiranno incontri a Sorso, Porto Torres e Stintino
Tutta la popolazione è invitata a partecipare
SASSARI. Martedì 19 luglio alle 17, nella sala conferenze dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Sassari (in largo Infermeria San Pietro), si terrà il primo incontro dedicato a promuovere la standardizzazione ortografica dalla lingua sassarese. Altri incontri sono previsti mercoledì 20 luglio, alle 10.30, nella sala del Palazzo Baronale di Sorso; sempre il 20 luglio, alle 18.30, nella sala Filippo Canu di Porto Torres; e giovedì 21 luglio, alle 10.30, nella sala consiliare di Stintino. All’appuntamento è invitata tutta la popolazione, che sarà informata sullo stato di avanzamento del progetto al fine di valutarne le reazioni, le proposte e i feedback. Per discutere e condividere la proposta saranno presenti poeti, scrittori, cantanti folk e operatori teatrali in sassarese.
Il progetto è stato presentato dal Comune di Sassari nell’ambito dell’avviso pubblico inerente l’assegnazione dei “Fondi per promuovere la standardizzazione ortografica del sassarese, del tabarchino e del gallurese” (Legge 22 del 2018), beneficiario del contributo erogato dalla Regione Autonoma della Sardegna.
«Questi incontri sono parte di un percorso che mira a potenziare le attività dell’Amministrazione comunale per la tutela e la valorizzazione del sassarese – dichiara l’assessora Laura Useri –. Recentemente abbiamo avuto l’onore di rappresentare la nostra città in occasione del festival internazionale “Lingua,” che si è tenuto a Barcelos in Portogallo. Il coinvolgimento della comunità è fondamentale per tenere viva la lingua: i cittadini che utilizzano il sassarese nelle interazioni quotidiane rappresentano uno scrigno di cultura, tradizione e identità».
Si tratta di un importante traguardo, a sedici anni di distanza dalla standardizzazione del sardo scritto promossa dalla Giunta regionale, nel 2006, con la nascita della Limba Sarda Comuna (Lsc). La proposta di standard ortografico è stata predisposta dai linguisti Maurizio Virdis (Università di Cagliari), Mario Marras, poeta ed esperto di lingua sassarese, e Riccardo Mura, fonetista ed esperto di gallurese, idioma che unitamente al turritano costituisce nel nord Sardegna l’area sardo-corsa.
I tre studiosi e specialisti sono coordinati per la fase operativa dai responsabili dell’Istituto Camillo Bellieni, il direttore scientifico Michele Pinna e la presidente Maria Doloretta Lai, titolari del progetto messo a bando con i contributi della RAS dal Comune di Sassari. L’Is.Be da oltre trent’anni è impegnato in attività di promozione e valorizzazione della lingua e della cultura sarda. Compito degli esperti è ora quello di favorire e ottimizzare la divulgazione, la conoscenza e l’importanza culturale identitaria dell’iniziativa.
Per richieste di chiarimenti o informazioni sono disponibili gli uffici del Settore Politiche culturali ai numeri 079 279970 – 079 279958 o all’indirizzo email [email protected].
Sassari, applausi per “Omaggio a Carla Fracci”
Al Verdi, assieme ai professionisti Elena Idini e Angelo de Serra, hanno dato spettacolo le allieve della DanSoul Studio diretta da Sharon Podesva
SASSARI. Domenica, al Teatro Verdi di Sassari, “Omaggio a Carla Fracci” non è stato soltanto l’esito scenico di un lavoro preparatorio che ha richiesto mesi di impegno e dedizione per le allieve della DanSoulStudio.
È stato piuttosto un tributo alla danza classica nella sua massima ricerca espressiva, nel tentativo di portare quest’arte a Sassari ai più alti livelli, ispirandosi, a un anno dalla scomparsa, all’esempio di una donna che ne è diventata l’icona indiscussa nel Novecento.
E anche il tentativo mai sopito di seguire le orme di un’altra grande danzatrice, Jaguse Vrankova, prima ballerina del Teatro Nazionale dell’Opera di Praga che, negli anni Settanta, ha fondato la Scuola di Danza classica Città di Sassari, la prima nel suo genere riconosciuta dal Ministero della Pubblica istruzione.
Dopo due ore e mezza di grande spettacolo, la direttrice artistica Sharon Podesva (nipote di Vrankova) assieme al corpo di ballo ha raccolto sul palcoscenico i frutti di tanto lavoro, e con essi gli applausi di un pubblico caloroso ed entusiasta.
«È stato meraviglioso – ha affermato Podesva – è un grande risultato che ci premia per l’impegno profuso. È stato molto faticoso, ma lo rifarei altre mille volte. Credo che tutti dovremmo lavorare per ricordare una donna che ha fatto conoscere e amare il balletto a livello planetario».
Coreografie, costumi, sceneggiature, scenografie, musiche e luci: tutto è stato studiato alla perfezione per rievocare sensazioni e immagini dei più acclamati capolavori portati in auge dalla Fracci, con particolare riferimento al balletto romantico francese. Assieme alle allieve della Dansoul si sono esibiti due straordinari interpreti come Elena Idini e Angelo de Serra, ormai professionisti conclamati.
La prima parte della serata ha messo in luce brevi ma intense composizioni tratte da opere quali “La morte del cigno” o “Les Silphides”, e variazioni da “Don Quixote” e “Romeo e Giulietta”. La seconda parte ha portato in scena il balletto in due atti “Giselle”, che fu il cavallo di battaglia dell’etoile milanese.
«Ci sono voluti tre mesi di preparazione in cui abbiamo lavorato giorno e notte – ha assicurato Podesva –. Da un lato le attività in sala assieme alle allieve, nel ruolo di insegnante e coreografa, dall’altro lo studio della scenografia, della sceneggiatura, le musiche e i costumi a cui tengo tantissimo. Poi anche la struttura dello spettacolo per garantire un livello d’eccellenza degno di un lodevole avviamento professionale».
Un’esposizione fotografica a firma di diversi autori, nell’atrio del Verdi, è stata occasione per riscoprire alcuni tra i momenti più significativi di questo anno di lavoro della Dansoul.
“L’Inquieto esistere” di Michele Pinna al Museo Diocesano di Oristano
Il 7 luglio le Acli provinciali presentano il libro dedicato alla figura di Salvatore Satta e all’opera “Il giorno del Giudizio
ORISTANO. Prosegue il ciclo di eventi InterAcli dedicati alla promozione culturale. Giovedì 7 luglio, alle 19, nei giardini del Museo Diocesano Arborense, le Acli di Oristano Aps presentano il volume “L’Inquieto esistere” di Michele Pinna (Edes edizioni), un saggio sulla figura di Salvatore Satta e sull’opera “Il giorno del Giudizio” che, come una sorta di itinerario, conduce il lettore tra le magie dei luoghi e la complessità delle coscienze descritte in questo grande capolavoro del Novecento.
Dopo i saluti della direttrice del Museo diocesano, Silvia Oppo, a dialogare con l’autore sarà Antonello Nasone, dottore di ricerca in Filosofia, mentre le letture dei testi sono a cura di Daniela Masia, presidente provinciale Acli di Oristano. L’evento sarà allietato dalle note del flauto di Maria Pia Lixi.
«Sono molto lieta – ha affermato Daniela Masia – di proporre la presentazione di questo saggio, che è un vero e proprio viaggio nell’esistenza, alla costante ricerca di trascendenza rispetto al tempo presente e ai luoghi della vita. Una ricerca mossa, come dice l’autore, dal desiderio di vivere».
La pubblicazione nasce nel contesto di una ricerca condotta da Pinna per circa tre anni sulla “Identità dei luoghi e delle cose”, di cui “L’Inquieto esistere” costituisce la prima tappa. Il lavoro di studio, metodologicamente fondato sull’osservazione partecipata, interna all’assetto strutturale e comunitario dei paesi, è basato fondamentalmente sull’ascolto delle persone e sulla visione dei contesti.
L’incontro, organizzato in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, si presenta come una vera occasione di riflessione e ricerca della dimensione dell’esistenza, proposta ora in una cornice suggestiva e congeniale alla meditazione.