Richiesta di Trasparenza e Unità da Parte delle Forze Politiche Sarde
Progressisti, Liberu, +Europa, Upc, Progetto Sardegna chiedono un confronto aperto per superare le divisioni politiche
Le forze politiche sarde, tra cui Progressisti, Liberu, +Europa, Upc e Progetto Sardegna, hanno espresso la loro forte preoccupazione per il recente rifiuto di un approccio trasparente e unitario nella politica regionale. In una nota congiunta, questi gruppi hanno ribadito la loro disponibilità a un incontro aperto, esprimendo disapprovazione per la mancanza di trasparenza e di stile nelle attuali dinamiche politiche.
Sottolineano che la solidarietà politica dovrebbe essere mostrata nei confronti di coloro che hanno subito minacce o attacchi, piuttosto che evitare il confronto pubblico. La proposta di un incontro in un luogo neutrale, aperto ai giornalisti e trasmesso via internet, riflette la richiesta di un dialogo aperto e trasparente, in linea con le pratiche adottate da altri movimenti politici, come il 5Stelle.
Accusano alcuni settori politici di evitare il confronto diretto e di praticare la scorrettezza per timore di essere messi in discussione. La loro preoccupazione principale rimane la creazione di un dialogo costruttivo per riunire la coalizione, attualmente divisa, e di affrontare le sfide future con una visione unita e inclusiva.
La nota conclude con un appello a superare le divisioni interne e a impegnarsi in un confronto franco e aperto, indispensabile per affrontare efficacemente le problematiche della Sardegna e dei sardi.
Scacco Matto in Sardegna: La Sfida Soru-Todde Ridefinisce le Regole del Gioco
Come osservatore attento, analizzo il confronto Soru-Todde, una partita di astuzie politiche che potrebbe cambiare il futuro della politica sarda.
Editoriale di Fausto Farinelli – Alghero 16 Nov. 2023
In qualità di testimone e analista di questa intrigante scena politica in Sardegna, vi racconto la mia visione della vicenda tra Renato Soru, ex governatore, e Alessandra Todde, aspirante alla presidenza regionale nel 2024. Questo confronto ha tutte le caratteristiche di una partita a scacchi, con mosse calcolate e una tensione che si taglia con il coltello.
Recentemente, abbiamo assistito a un episodio chiave: l’incontro mancato tra Soru e Todde, previsto per il 16 novembre. Soru, in attesa alla conferenza stampa, si è trovato solo, dato che la Todde ha declinato l’invito. Soru ha colto l’occasione per attaccare la Todde, accusandola di aver contribuito alla frantumazione della coalizione di centrosinistra. Da parte mia, vedo in queste accuse una strategia per rafforzare la propria immagine di leader deciso e pronto al confronto.
D’altra parte, la Todde si è difesa, sostenendo la necessità di un dialogo più riservato e criticando la decisione di Soru di rendere l’incontro pubblico. Ciò che colpisce è la sua affermazione di non considerare Soru un avversario politico, che mette in luce una differenza fondamentale nel loro approccio alla politica.
Osservando da vicino, sembra che Soru stia conducendo la partita , grazie alla sua abilità nel gestire i media e nell’orientare l’opinione pubblica. La sua recente apertura verso un’alleanza con i partiti autonomisti e centristi suggerisce un possibile cambio di scenario in Sardegna. Questa mossa potrebbe creare una nuova dinamica politica, con tre fronti in competizione: il centrosinistra, il centro Con Soru e gli autonomisti, e il centrodestra.
La situazione è in costante evoluzione e, come modestissimo analista politico, sono entusiasta di osservare come questa battaglia di comunicazione influenzerà il risultato delle elezioni. La presenza di Soru, con la sua visione chiara e l’abilità di coinvolgere l’opinione pubblica, potrebbe rappresentare la sorpresa di queste elezioni, in un modo o nell’altro. Gli elettori avranno molto da considerare nel valutare la bontà di entrambi gli schieramenti.
Mentre la campagna elettorale si fa più accesa, non vedo l’ora di seguire da vicino l’evolversi di questa appassionante battaglia politica. Sognando di poter un giorno contribuire attivamente nel campo della comunicazione politica, osservo con interesse e partecipazione come queste dinamiche influenzeranno il futuro della Sardegna. La capacità di comprendere e influenzare il mindset dell’elettore sarà determinante. La vicenda tra Soru e Todde è molto più di una semplice disputa politica: è una finestra sulle aspettative e le speranze degli elettori sardi.
Alessandra Todde non si presenta all’incontro pubblico. Soru:«Non c’è altra soluzione che la consultazione popolare. Bisogna avere il coraggio di proporsi agli elettori»
Cagliari. Alessandra Todde non si è presentata all’incontro pubblico, aperto alla stampa e in diretta streaming, delle ore 12:00 di giovedì 16 novembre all’hotel Regina Margherita di Cagliari.
Renato Soru aveva accettato l’incontro chiesto da Alessandra Todde, pervenuto martedì scorso, “riservato e urgente”. Per questo, in virtù dei rapporti personali che li hanno visti collaborare in passato, si era concordato inizialmente che fosse a casa di Soru, al ne di garantire la riservatezza richiesta. La Todde, però, aveva reso l’incontro, di fatto, pubblico, anticipandolo durante la trasmissione televisiva diMartedì condotta da Giovanni Floris. Da qui la scelta di aprirlo alla stampa e in diretta streaming.
«Ho chiamato per tempo Alessandra Todde», commenta Soru, «poi abbiamo mandato una nota stampa. Le ho chiarito che questo incontro avesse smesso di essere riservato. Con lei ci conosciamo da qualche anno, abbiamo collaborato in passato sul lavoro, per questo ho accolto con garbo il suo invito, in virtù dei rapporti personali che ci legano. Non avevo ancora sentito le dichiarazioni da Floris dove ha detto che non ci sarebbero state le primarie. Ha anche detto una cosa grave, che io e altri siamo usciti dal campo progressista e che lei ci farebbe rientrare. Ma io appartengo dal primo momento a questa casa. È lei che dovrebbe entrarci con più garbo e responsabilità. Stamattina l’ho chiamata per tempo. Facciamo l’incontro in un luogo pubblico, perché chiuderci in una stanza? D’altronde, privatamente, le avrei ribadito la richiesta di aprirsi a una consultazione popolare.
La Todde invece si è negata a questo confronto, che tra l’altro ho sollecitato diverse volte. Non è delle nostre vite private che stiamo parlando, ma di cose pubbliche, del presente e del futuro della Sardegna. Mi dispiace che anche oggi i cittadini della Sardegna non abbiano avuto la possibilità di ascoltare un dialogo costruttivo. La
pregiudiziale della Todde, invece, è stata questa: senza primarie o niente. Ma la politica non è parlare con gli elettori? Non è aprirsi a un confronto trasparente?
Cosa succede adesso? Continuiamo il nostro percorso, andiamo avanti nella costruzione di una coalizione progressista, centrista e indipendentista, ci sono tante liste civiche che si stanno formando. Nell’impegno di chiarire un progetto e una proposta per la Sardegna. Ci sono segnali positivi: percepisco un avvio di mobilitazione. Sono convinto che ci sarà una partecipazione vera, sincera e interessata, da parte anche di persone che sono scontente, che non hanno votato in passato. Io di denitivo non ho mai posto nulla. La Todde ha la responsabilità di capire che ha frantumato un partito e una coalizione. Il noi è questo, insieme ai cittadini, non stare dentro una stanza. I 5Stelle sono nati col mito della democrazia diretta, cosa a cui io non ho mai creduto. Io credo invece nella democrazia parlamentare. È paradossale che proprio loro si sottraggono a una consultazione popolare. L’unità va praticata e non solo annunciata. La Sardegna in questo momento è senza voce. C’è bisogno di un’alleanza sarda che prenda in mano il momento storico che stiamo vivendo. Una seconda autonomia è necessaria. Abbiamo il dovere di provvedere al più presto a una ri-contrattazione dei nostri rapporti con lo Stato».
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Alessandra Todde non si è presentata all’incontro pubblico: Inizialmente previsto come un incontro riservato a casa di Soru, l’evento è stato poi aperto alla stampa e trasmesso in streaming, in seguito alla sua anticipazione in una trasmissione televisiva.
Renato Soru sottolinea l’importanza della consultazione popolare: Soru evidenzia il coraggio necessario per presentarsi agli elettori e la necessità di aprire il dibattito a una consultazione popolare.
Critiche verso le dichiarazioni di Todde e la sua assenza: Soru critica le dichiarazioni di Todde, in particolare la sua affermazione di voler rientrare nel campo progressista, sottolineando che è lui ad appartenerci fin dall’inizio. Lamenta inoltre l’assenza di Todde all’incontro e la sua pregiudiziale di “senza primarie o niente”.
Progetto di costruzione di una coalizione: Soru parla della costruzione di una coalizione progressista, centrista e indipendentista, con l’obiettivo di proporre un progetto per la Sardegna. Sottolinea la percezione di un inizio di mobilitazione e l’importanza di una partecipazione sincera e interessata.
Critiche ai 5Stelle e la visione di democrazia di Soru: Soru esprime il suo scetticismo verso la democrazia diretta, propugnata dai 5Stelle, preferendo invece la democrazia parlamentare. Rileva il paradosso della loro mancanza di partecipazione a una consultazione popolare.
L’appello per una seconda autonomia della Sardegna: Soru chiude sottolineando la necessità di una seconda autonomia per la Sardegna e l’urgenza di una ri-contrattazione dei rapporti con lo Stato.
Alessandra Todde e Renato Soru: Il Dilemma del Centrosinistra Sardo Verso le Elezioni Regionali
La corsa verso le elezioni regionali in Sardegna vede il centrosinistra diviso tra la candidatura ufficiale di Alessandra Todde, sostenuta da Pd e M5s, e la possibile sfida di Renato Soru. Questa divisione potrebbe ridefinire le dinamiche politiche dell’isola.
Nel panorama politico sardo, il cammino verso le elezioni regionali si sta rivelando un percorso tortuoso per il centrosinistra. Al centro della scena, due figure: Alessandra Todde e Renato Soru, rappresentano due facce della stessa medaglia, entrambe aspiranti alla guida della regione.
Alessandra Todde, deputata e vicepresidente del Movimento 5 Stelle, è stata designata come la candidata ufficiale del centrosinistra, che comprende il Partito Democratico (Pd), il M5s e altre forze autonomiste. Questa scelta, tuttavia, non è stata priva di controversie: alcune forze come Liberi e Più Europa hanno preso le distanze, mentre i Progressisti hanno scelto di non partecipare all’incontro decisivo.
Todde, in un’intervista recente, ha enfatizzato che la sua candidatura è il frutto di mesi di lavoro e incontri a livello regionale, contrariamente alle voci che parlano di un accordo preso a Roma. Ha anche evidenziato l’importanza di costruire una base programmatica solida, lavorando con oltre 120 persone. La candidata ha espresso il suo disaccordo sull’idea delle primarie, una decisione che ha sollevato dibattiti interni.
Dall’altra parte, abbiamo Renato Soru, ex presidente del Pd, che sta valutando una candidatura alternativa a quella di Todde. Questa mossa potrebbe essere interpretata come una risposta a un presunto accordo tra Pd e M5s, non gradito a Soru e ad altre forze politiche. Un incontro tra i due candidati è previsto a breve, con l’obiettivo di discutere e, forse, ricompattare la coalizione.
Questi sviluppi riflettono le dinamiche complesse all’interno del centrosinistra sardo. Mentre Todde si prepara a sfidare l’attuale giunta regionale, descrivendola come “la peggiore che la Sardegna abbia avuto negli ultimi anni”, Soru potrebbe portare una nuova direzione alla corsa elettorale, potenzialmente dividendo ulteriormente il centrosinistra.
Gli occhi sono puntati su questi due protagonisti, le loro mosse e decisioni nei prossimi giorni saranno cruciali per determinare l’unità e le possibilità di successo del centrosinistra nelle prossime elezioni regionali. Questo è un momento decisivo per la politica sarda, un crocevia che potrebbe ridefinire l’equilibrio di potere nell’isola.
Il Caso Capo Caccia: Tra Giustizia e Politica, il Futuro di Andrea Delogu.
L’ex commercialista dell’hotel e prominente figura politica di Forza Italia ad Alghero, Andrea Delogu, patteggia nel processo per bancarotta. Quale futuro lo attende? Il parere di Elias Vacca, Marco Tedde, Toti Columbano, Roberto Ferrara
l’editoriale di Fausto Farinelli – 14 Nov. 2023
Alghero – Il dibattito si infiamma nella comunità di Alghero in seguito alle recenti sentenze d’appello che coinvolgono Andrea Delogu, noto esponente politico di Forza Italia e presidente della Fondazione Alghero, in relazione al crac finanziario dell’hotel Capo Caccia. La sua posizione politica e sociale, un tempo inattaccabile, ora è oggetto di scrutini dopo il patteggiamento che ha ammesso una parte di responsabilità nel tracollo finanziario dell’hotel.
La vicenda giudiziaria dell’hotel Capo Caccia si tinge di sfumature politiche. Andrea Delogu, al centro delle indagini per il suo ruolo di commercialista durante i periodi critici che hanno portato al fallimento dell’hotel, e al tempo stesso figura di spicco nella politica locale, si trova ad affrontare non solo le ramificazioni legali, ma anche quelle etiche e politiche.
Con una condanna di due anni con pena sospesa ottenuta tramite patteggiamento, la sua immagine pubblica potrebbe essere messa a dura prova. La Procura ha evidenziato manovre finanziarie dubbie che hanno eroso il patrimonio dell’hotel, valutato in circa 15 milioni di euro, sottolineando il ruolo di Delogu in queste operazioni.
Cosa è il Patteggiamento?
Il patteggiamento è una procedura presente nel sistema giudiziario italiano che permette ad un imputato di concordare con il giudice una pena ridotta per il reato di cui è accusato, evitando così un processo pieno.
In parole semplici, funziona più o meno così: se una persona è accusata di un reato, invece di andare a processo, può scegliere di patteggiare. Questo significa che l’imputato accetta una pena concordata (che di solito è inferiore a quella massima prevista per quel reato) e in cambio, il processo viene semplificato o addirittura evitato.
Riguardo all’ammissione di colpa, il patteggiamento non è un’ammissione di colpa nel senso classico. In molti sistemi giuridici, ammettere la colpa significa dichiararsi colpevole del reato. Nel patteggiamento, invece, l’imputato non dichiara esplicitamente di essere colpevole, ma accetta di essere punito per il reato. È più una questione pratica: l’imputato accetta una pena per chiudere il caso e per evitare i rischi e i costi di un processo lungo e incerto.
La decisione di un imputato di accettare il patteggiamento non implica necessariamente che egli ammetta interiormente di aver commesso il reato. Ci sono diverse ragioni per cui un imputato potrebbe scegliere di patteggiare, e non tutte sono legate all’ammissione di colpa.
Evitare il rischio di una pena maggiore: Un imputato potrebbe scegliere di patteggiare perché teme che, se il caso andasse a processo, potrebbe ricevere una pena più severa. Questo può accadere anche se l’imputato si sente innocente o non è completamente convinto della propria colpa.
Ridurre l’incertezza: Un processo può essere lungo e il suo esito è incerto. Patteggiando, un imputato può risolvere il caso più rapidamente e con una pena conosciuta, evitando l’ansia e l’incertezza di un processo.
Risparmiare sui costi: I processi possono essere costosi, non solo in termini di denaro ma anche di tempo e stress emotivo. Patteggiare può essere visto come un modo per ridurre questi costi.
Considerazioni strategiche: In alcuni casi, l’imputato e i suoi avvocati possono ritenere che patteggiare sia la migliore strategia legale, data la situazione specifica, le prove disponibili, e altri fattori.
Nel panorama politico italiano, diversi politici hanno recentemente affrontato processi giudiziari, optando per la strada del patteggiamento. Questa pratica, seppur legittima nell’ambito legale, solleva questioni riguardo la compatibilità tra l’esercizio di un ruolo pubblico e l’essere soggetti a procedimenti penali.
Uno dei casi più recenti è quello dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, e del deputato dello stesso partito, Giangiacomo Calovini. Indagati per corruzione, hanno concordato con la Procura di Milano un patteggiamento a un anno e 4 mesi, con pena sospesa e senza interdizione dai pubblici uffici. Secondo l’accusa, l’accordo illecito avrebbe favorito l’assunzione del figlio di un ex consigliere comunale come assistente di Fidanza in cambio di vantaggi politici per Calovini.
Un altro caso riguarda Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che ha patteggiato a quattro mesi di reclusione per traffico d’influenze illecite, coinvolgendo due imprenditori. Questo patteggiamento segue quello a un anno, pena sospesa, per il suo coinvolgimento con l’imprenditore Fabrizio Centofanti. In quest’ultimo caso, Palamara è accusato di aver messo a disposizione le sue funzioni in cambio di utilità personali.
Anche personaggi come Umberto Bossi e Giulio Centemero della Lega sono stati coinvolti in processi giudiziari. Bossi, condannato per violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, e Centemero, condannato in primo grado per finanziamento illecito, rappresentano ulteriori esempi di questa problematica intersezione tra politica e giustizia.
In qualità di presidente della Fondazione Alghero, un ente che si pone come punto di riferimento culturale e sociale per la città, Delogu si trova ora ad affrontare la questione dell’opportunità politica. Il suo impegno in Forza Italia e la posizione di prestigio all’interno della Fondazione sollevano interrogativi ineludibili: è opportuno che mantenga la sua carica in un’istituzione di tale importanza per la comunità, mentre la sua figura è stata macchiata da un’accusa così grave?
Marco Tedde esponente di FI ad Alghero, già Sindaco della città interpellato dalla nostra redazione risponde così:
Patteggiare ritengo sia stata una scelta prudente. Il patteggiamento non corrisponde a una condanna. È la conclusione di una trattativa col PM al fine di eliminare i rischi sempre presenti in un processo. Anche, e soprattutto, per gli innocenti. I benefici più rilevanti sono lo sconto della pena fino ad un terzo e l’inidoneità della sentenza a produrre effetti vincolanti nei giudizi civili ed amministrativi. È stata revocata anche l’interdizione dai pubblici uffici che era stata disposta nei suoi confronti. Con il patteggiamento inoltre viene esclusa dal processo la parte civile.
in riferimento all’opportunità politica di presentare le dimissioni da Presidente della Fondazione Alghero, Tedde risponde così:
Non mi pare proprio. Se tutti i soggetti inquisiti o che hanno definito processi con patteggiamento dovessero dimettersi, si svuoterebbero i ranghi politici-amministrativi e le aule consiliari regionali e comunali e il Parlamento. Il patteggiamento, ripeto, non è ammissione di colpevolezza o una condanna. Peraltro, le sue dimissioni creerebbero danni alla Fondazione e alla Città difficilmente quantificabili. Abbiamo la massima stima e gratitudine per il presidente Delogu, che nella sua attività professionale e politica ha sempre agito in modo irreprensibile.
Toti Columbano di Sardegna al centro 20-20 ed ex esponente di spicco di Forza Italia commenta così:
Non mi permetto di fare valutazioni sulle decisioni del dr Delogu e della sua difesa circa l’accordo ( il patteggiamento è un’altra cosa) raggiunto con il procuratore generale in base al quale è stata sensibilmente ridimensionata la condanna in primo grado tanto da dichiarare la pena sospesa. circa la opportunità politica fi fare un passo indietro non ne vedo ragioni. Non vi è incomatibilita alcuna e l’opportunità politica solitamente invocata in questi casi si traduce solitamente in un mero pretesto privo di fondamento e come tale, appunto, strumentale ad una opportunità che nasconde l’ipocrisia.
Roberto Ferrare del Movimento 5 stelle dichiara:
Per quanto riguarda l’opportunità politica, non mi aspetto tanto un passo indietro del diretto interessato, quanto una valutazione politica da parte di chi governa e decide le sorti della nostra città, ovvero di chi è responsabile dell’affidamento dell’incarico, perché in questo caso la sensibilità e la responsabilità verso i nostri concittadini è del Sindaco.
L’Avv. Elias Vacca difensore del Commercialista Andrea Delogu è di questo avviso:
Sul piano tecnico-giuridico non esistono preclusioni ad assumere cariche in enti pubblici o privati. Il giudizio sull’opportunità non spetta a me, ne’ al dottor Delogu. Semmai chi allega la inopportunità, stante la riferibilita’ della vicenda processuale ad attività professionale (e non collegabile ad alcun incarico pubblico) di oltre dieci anni fa, dovrebbe estrinsecarne le ragioni. Nei reati fallimentari molto frequentemente ci si trova imputati, come in questo caso, per situazioni pregresse o azioni successive determinate da altri, la responsabilità è quasi oggettiva. È il rischio che talvolta, come questa volta, corre l’amministratore che cerca di salvare la baracca. Concordare la sanzione non costituisce ammissione di responsabilità, è piuttosto una resa processuale.
Un dettaglio non meno inquietante emerge: l’assenza totale di copertura –al momento della stesura dell’articolo – da parte dei media locali online. Una tale omissione non solo pone dubbi sull’integrità del giornalismo locale, ma solleva anche interrogativi sull’equilibrio di potere tra le istituzioni mediatiche e politiche.
Di fronte a questo vuoto informativo, anche il silenzio delle opposizioni non fa che amplificare l’eco di domande che meritano di essere poste:
Qual è il ruolo del giornalismo locale nel garantire trasparenza e rendicontazione pubblica delle vicende che coinvolgono figure di spicco nella comunità?
È possibile che l’informazione sia filtrata o addirittura omessa in base a interessi politici o relazioni personali all’interno della città?
Come possono i cittadini di Alghero esigere e ottenere un’informazione completa e non parziale su questioni di pubblico interesse?
In che modo l’assenza di un dibattito aperto e di comunicati ufficiali dalle opposizioni influisce sulla percezione della democrazia e della responsabilità politica nella città?
Domande aperte ai lettori:
Dovrebbe Andrea Delogu ritirarsi dalla guida della Fondazione Alghero per preservare la fiducia della comunità e l’integrità dell’ente che rappresenta?
Può un politico coinvolto in vicende giudiziarie così delicate continuare a svolgere un ruolo pubblico senza influenzare negativamente la percezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni che guida?
Delogu rappresenta un punto fermo della Fondazione Alghero, le sue eventuali dimissioni causerebbero dei danni alla stessa?
Alghero alla Svolta: Fortza Paris e PD Uniscono le Forze per Rinnovare la Città
Alghero sta vivendo un momento cruciale nella sua storia politica. La nascente lista “Fortza Paris” si è unita al Partito Democratico in una collaborazione che mira a rivoluzionare il panorama politico locale. Questa alleanza, suggellata in un recente incontro tra i rappresentanti delle due forze, pone le basi per una serie di cambiamenti significativi nella gestione della città.
Al centro di questa nuova visione c’è la volontà di creare un Alghero più inclusivo e attento alle sue diverse componenti sociali e culturali. Si parla di valorizzare le esperienze locali, coinvolgere attivamente borgate e quartieri popolari, e promuovere un dialogo aperto e costruttivo.
Un aspetto rilevante di questa alleanza è l’enfasi posta sulla cultura cattolica e solidaristica, valori profondamente radicati nella storia politica italiana. La valorizzazione della lingua Algherese e delle tradizioni locali è vista come un pilastro per il rilancio della città, unendo innovazione e tradizione.
In questo contesto, la solidarietà, la giustizia sociale e l’autonomismo territoriale emergono come temi centrali. Il sostegno dell’associazionismo e la promozione dei valori identitari sono considerati cruciali per offrire nuove speranze e opportunità al futuro di Alghero.
La decisione di unire le forze tra “Fortza Paris” e il PD riflette una crescente consapevolezza dell’importanza del lavoro collegiale e del dialogo tra diverse correnti politiche per affrontare efficacemente le sfide di un mercato in continua evoluzione.
Questa alleanza potrebbe segnare un punto di svolta per Alghero, non solo in termini di politiche locali ma anche come modello di collaborazione politica che valorizza le tradizioni e guarda al futuro con ottimismo e inclusività.
Il sierotipo 8 della Bluetongue nel Nord Sardegna: l’esito della riunione dell’Unità di crisi locale
A Palau, Ittiri e Romana i focolai dopo i casi riscontrati nei territori del Medio Campidano e di Oristano
Olbia, 14 novembre 2023 – L’Unità di crisi locale si è riunita ieri a Olbia nella sede del Consorzio UniOlbia per un confronto sulla diffusione del sierotipo 8 della Bluetongue. La riunione è stata convocata dal Dipartimento di Prevenzione Area Veterinaria zona Nord in seguito alla positività riscontrata su alcuni campioni prelevati negli stabilimenti delle aree di Palau, Ittiri e Romana. Hanno partecipato in presenza i referenti dei servizi di Sanità Animale della Asl di Sassari e della Asl Gallura, mentre erano collegati in videoconferenza i tecnici dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna, dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale e dell’Assessorato regionale alla Sanità – Servizio Sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare.
«Il nuovo sierotipo 8, con tutta probabilità arrivato in Sardegna dal sud est francese e dalla Corsica, sta interessando in questi giorni anche i territori del Nord Sardegna con i primi focolai riscontrati a Palau, Ittiri e Romana. I nostri servizi, sia nell’area di Sassari che della Gallura, sono al lavoro – sottolinea il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Area Veterinaria zona Nord, Francesco Sgarangella – per dare seguito al provvedimento regionale diffuso proprio ieri che intensifica le azioni di sorveglianza e che è mirato a verificare la diffusione del virus. Ci sarà anche una regolamentazione della movimentazione dei capi che potrà avvenire soltanto in seguito a visite cliniche, all’utilizzo di prodotti insetto-repellenti e ad esami per la ricerca del virus». Il Dipartimento di Prevenzione Area Veterinaria effettuerà attività di monitoraggio e controlli su eventuali sintomatologie. La raccomandazione agli allevatori è di usare sia i prodotti insetto-repellenti per proteggere gli animali, sia di rispettare lenorme di igiene zootecnicaper ridurre il rischio di diffusione degli insetti vettori. Ma sarà fondamentale anche segnalare immediatamente casi di sintomatologie riferibili alla Bluetongue.
«Si ripropone il problema degli insetti vettori che trasmettono agenti patogeni all’uomo e agli animali – aggiunge Sgarangella – e sarebbe quindi necessario attivare un progetto integrato di lotta agli insetti vettori sia in forma larvale che adulta. Servirebbe un tavolo straordinario per mettere insieme enti pubblici, province, agenzie regionali, consorzi di bonifica e privati ed elaborare un piano rispettoso dei principi di One Health sulla salute dell’uomo, dell’animale e dell’ambiente, che ci permetta di contrastare per tempo i virus che al momento siamo costretti ad inseguire».
«La sintomatologia è abbastanza importante negli ovini – prosegue il Direttore del Dipartimento veterinario – ma il problema non va sottovalutato nemmeno nei bovini. La proliferazione dell’insetto vettore è stata favorita dalle condizioni meteo climatiche, come avevamo preventivato già alcune settimane fa informando gli allevatori attraverso il sistema SMS Alert e invitandoli ad adottare misure di profilassi diretta nei confronti degli insetti vettori. La riunione dell’Unità di crisi locale ci ha permesso di valutare la situazione epidemiologica e di condividere le misure cautelative. Al momento i virus della Bluetongue in circolazione nel Nord Sardegna sono due, il sierotipo 4 e il sierotipo 8. La Regione ha già dato disposizioni all’Istituto zooprofilattico di procedere con l’acquisto dei vaccini. L’auspicio è che il problema possa essere superato presto con il minimo impatto sugli allevamenti del Nord Sardegna». — ASL Gallura Ufficio Comunicazione Istituzionale
I Prezzi dei Biglietti Aerei in Calo: Cosa Significa per i Viaggiatori?
Una Nuova Era di Viaggi Aerei Accessibili Post-Pandemia
In un contesto di ripresa post-pandemia, il mondo dei viaggi aerei sta attraversando una rivoluzione con una tendenza al ribasso dei prezzi dei biglietti. Dopo un periodo di prezzi elevati dovuti al Covid-19, ora si osserva una graduale normalizzazione, creando nuove opportunità per viaggiatori di tutte le età.
Analisi del Mercato
La pandemia di Covid-19 ha causato turbolenze nel settore aereo, con una drastica riduzione dei voli e un conseguente aumento dei prezzi. Tuttavia, recenti analisi evidenziano un cambiamento. Andrea Giuricin, economista specializzato nel settore, rileva una riduzione dei prezzi aerei verso la fine del 2023, indicando un ritorno ai trend pre-pandemia.
Fattori Contribuenti
Diversi fattori stanno influenzando questa dinamica. La ripresa delle consegne da parte dei giganti aeronautici Boeing e Airbus, la riduzione dei costi del carburante e le pressioni economiche globali stanno giocando un ruolo chiave nel modellare i prezzi dei biglietti aerei. Antonio Bordoni, analista di compagnie aeree, sottolinea che la breve fase di prezzi elevati post-Covid è stata seguita da una tendenza al ribasso, non un fenomeno isolato.
Impatto sul Consumatore
Questa tendenza è una buona notizia per i viaggiatori. Gregory Alegi, un altro esperto del settore, osserva un aumento della domanda di viaggi aerei e prevede una continua riduzione dei prezzi nel lungo periodo. Questo scenario apre nuove possibilità per i viaggiatori, consentendo loro di esplorare destinazioni che erano precedentemente fuori portata a causa dei costi elevati.
Esempi Concreti
Un esempio tangibile di questa tendenza è il cambiamento dei prezzi di un volo Ita per New York, che è passato da 345 a 389 euro in breve tempo, rimanendo comunque al di sotto dei 400 euro. Questi dati riflettono una maggiore accessibilità dei viaggi aerei per un più ampio spettro di consumator
II settore aereo sta entrando in una nuova era caratterizzata da prezzi più accessibili e maggiori opportunità di viaggio. Mentre il mondo continua a riprendersi dalle sfide della pandemia, i viaggiatori possono ora guardare con ottimismo a un futuro di esplorazione e avventura.
OLBIA, INAUGURATO IL PRIMO UFFICIO DI PROSSIMITÀ. L’ASSESSORE FASOLINO: “GIUSTIZIA PIÙ VICINA AI CITADINI”
Olbia, 13 novembre 2023 – Parte da Olbia e proseguirà nel pomeriggio al porto dell’Isola Rossa (Trinità d’Agultu) il ciclo di inaugurazioni degli Uffici di prossimità che toccherà, tra novembre e dicembre, i 21 Comuni sardi interessati dal progetto regionale. Nati per rendere i servizi della Giustizia più vicini ai cittadini sardi, permetteranno di ricevere informazioni e presentare istanze nell’ambito della volontaria giurisdizione (è esclusa l’attività di assistenza legale). I cittadini potranno infatti compiere operazioni e avere informazioni direttamente nel Comune sede dell’Ufficio di Prossimità senza necessità di recarsi nelle sedi dei sei Tribunali Ordinari della Sardegna (Cagliari, Sassari, Oristano, Nuoro, Tempio, Lanusei).
“Avvicinando gli uffici della giustizia alle Comunità introduciamo un nuovo importante strumento di supporto al cittadino”, ha spiegato l’Assessore della Programmazione, Giuseppe Fasolino. “Abbiamo promosso questo progetto con l’obiettivo di andare incontro alle fasce più deboli della popolazione come anziani e persone fragili, garantendo così libero accesso a servizi e informazioni di carattere giudiziario – ha continuato l’assessore Fasolino – La Sardegna, complice anche l’estensione geografica e la densità di popolazione, conta su numerosi centri distanti dalle attività dei tribunali ordinari, a cui concorre negativamente la revisione delle circoscrizioni giurisdizionali avvenuta negli ultimi anni. Questo progetto nasce infatti in seguito alla riforma del 2012 con l’obiettivo, tra gli altri, di decongestionare l’attività dei Tribunali. Ci siamo immedesimati – ha proseguito l’esponente della Giunta Solinas – in quel cittadino che da Loiri deve recarsi a Tempio per una semplice richiesta: ecco, una volta che l’Ufficio di prossimità sarà operativo quel cittadino non deve più impiegare tempo e risorse per spostarsi”.
Entrando nel concreto del progetto, attraverso gli Uffici di prossimità i cittadini potranno per esempio inoltrare le pratiche per l’Amministrazione di Sostegno; richiedere un’autorizzazione al giudice tutelare; richiedere un’autorizzazione al rilascio dei documenti validi per l’espatrio; richiedere la nomina di un curatore speciale; ricevere supporto per la compilazione della modulistica vigente presso gli uffici giudiziari; avere consulenza e supporto sugli istituti di protezione giuridica (tutele, tutele minori, amministrazione di sostegno); ottenere assistenza per altri servizi della volontaria giurisdizione che non richiedono l’ausilio di un avvocato.
“Facilitare l’accesso ai servizi giudiziari per chi ha difficoltà a usufruirne era un obiettivo che ci eravamo dati e che ora trova realizzazione andando a toccare ben 21 Comuni sardi”, ha evidenziato ancora l’Assessore Fasolino. Il primo a essere inaugurato, questa mattina, è stato appunto quello del Come di Olbia che, in collaborazione con i Comuni di Golfo Aranci e Loiri Porto San Paolo, ospiterà la sede dell’Ufficio di Prossimità in via Venafiorita. L’Unione dei Comuni Alta Gallura, con i Comuni di Erula e Perfugas, ospiteranno invece l’Ufficio presso il porto dell’Isola Rossa (inaugurazione programmata sempre per oggi).
Gli eventi, organizzati dalla Regione – Centro Regionale di Programmazione in collaborazione con i Comuni interessati e i Tribunali, proseguiranno negli altri Comuni a seguito della firma dei Protocolli d’Intesa,con un fitto calendario che ha come obiettivo quello di rendere consapevoli i cittadini della prossima disponibilità del servizio. L’operatività degli uffici è prevista dopo le attività di informatizzazione e della formazione degli operatori. (ez)
Renato Soru e il Suo Nuovo Progetto “Rivoluzione Gentile” Scuotono il Panorama Politico Sardo
L’annuncio di Soru di candidarsi alle elezioni regionali del 2024 suscita reazioni miste sui social
Cagliari 11 Nov 2023 – di Fausto Farinelli
Renato Soru, imprenditore di successo e figura prominente nella politica sarda, ha fatto una mossa audace annunciando il suo ritorno nell’arena politica con un innovativo progetto chiamato “Rivoluzione gentile”. L’annuncio, che si inserisce nel contesto delle imminenti elezioni regionali in Sardegna previste per il 2024, rappresenta un punto di svolta significativo per Soru, già noto come fondatore di Tiscali e figura chiave nella fondazione del Partito Democratico (PD).
Recentemente, Soru ha catalizzato l’attenzione pubblica organizzando una grande assemblea a Cagliari, tenutasi sabato 11 novembre presso il Teatro Doglio. Questo evento, ampiamente pubblicizzato sulla sua pagina Facebook, segna l’inizio ufficiale della sua campagna elettorale.
Nel corso di una recente intervista rilasciata a La Nuova Sardegna, Soru ha condiviso i motivi alla base della sua decisione di candidarsi come indipendente alle prossime elezioni regionali. Ha sottolineato l’importanza del suo contributo nella nascita del PD e la sua fedeltà all’ideologia che ha ispirato il partito.
Il lancio del progetto “Rivoluzione gentile” e la decisione di Soru di presentarsi come candidato indipendente indicano un nuovo capitolo nella sua carriera politica. Questa mossa potrebbe influenzare in modo significativo il panorama politico in Sardegna, dato il suo lungo percorso e la sua influenza nella politica regionale.
Un’analisi dei commenti apparsi sulla sua pagina Facebook rivela un panorama di reazioni eterogenee. Molti utenti hanno espresso il loro sostegno, con commenti come “Forza Presidente” e “Bravo Soru!”, dimostrando un seguito leale e convinto. Tuttavia, un numero significativo di commenti ha espresso preoccupazioni e critiche, puntando il dito contro le divisioni politiche e la mancanza di coerenza, come evidenziato da affermazioni quali “Inconcepibile inaccettabile dividerci!!” e “politico Soru non ha nulla è solo un imprenditore come tanti”.
In mezzo a queste voci polarizzate, sono emerse anche opinioni neutrali o miste, che riflettono un atteggiamento più riflessivo o interrogativo. Questa varietà di reazioni sottolinea la complessità del dialogo pubblico in un’era politica sempre più frammentata e digitalizzata, sottolineando come la discussione online continui a essere un barometro cruciale per comprendere le dinamiche sociali e politiche contemporanee.