Danza, a Sassari Arb dance company, Asmed ed Estemporada
Il 4 maggio appuntamento finale della rassegna “Primavera a Teatro XIII”
SASSARI. La rassegna di danza “Primavera a teatro” si prepara per l’ultimo appuntamento dell’edizione 2024. Sabato 4 maggio alle 20, nella Sala Estemporada di via Venezia, a Sassari, faranno il loro ingresso l’Asmed Balletto di Sardegna, in arrivo da Cagliari con il nuovo spettacolo “Zatò & Ychì”, l’Arb dance company di Caserta con “Con-fusione” e la sassarese Danza Estemporada con il primo studio del nuovo lavoro di Livia Lepri, dal titolo “Conto alla Rovescia”.
“Zatò & Ychì” è un progetto di Senio GB Dattena in cui le coreografie e la danza di Angela Valeria Russo e Lucas Monteiro Delfino descrivono la storia di Zatoychi, un invincibile spadaccino cieco, figura emblematica della tradizione giapponese. Nella performance il samurai divide in due la sua anima, scindendosi in forma maschile e femminile, e diventando Zatò e Ychì, due samurai che si scontrano in tre cruentissimi combattimenti, sostenuti e incalzati nel loro serrato confronto da clangori metallici e dal ritmo profondo delle percussioni.
I costumi indossati sono un elemento essenziale, incorporano oggetti metallici che al momento opportuno vengono scossi e percossi, creando una colonna sonora e dettando in parte, con il loro peso e volume, il movimento dei danzatori
Il secondo spettacolo della serata è “Con-fusione”, una produzione Arb Dance Company portata in scena dalle performer Monica Cristiano e Luigi D’Aiello. Le coreografie di Irma Cardano sotto la direzione artistica di Annamaria Di Maio disegnano un’introspezione sui complicati rapporti di coppia, in cui spesso si passa ad alternare momenti di gioia a momenti di disperazione e quando l’amore finisce.
Un continuo movimento oscillatorio avvicina e allontana, e al contempo ferisce nell’una e nell’altra direzione. In questa lotta per ripristinare l’equilibrio si prova a “cancellare” l’altro, eliminando completamente dalla nostra vita la sua immagine esterna, e annullando ogni aspetto positivo del tempo trascorso insieme, per ritrovarsi a fare i conti soltanto con ciò che di noi si è per sempre perduto.
A concludere la serata sarà “Conto alla rovescia” della compagnia Estemporada, un primo saggio dedicato a un ipotetico countdown fatto dall’essere umano nel suo ritorno all’origine del tempo, in un percorso segnato da una timeline che è sostanziata dal battito cardiaco. Infine il saluto all’edizione 2025 sarà dato durante il consueto Aperitivo con l’artista, in cui il pubblico e i protagonisti possono conoscersi e relazionarsi in una dimensione di convivialità.
La rassegna “Primavera a Teatro” diretta da Livia Lepri è organizzata dalla compagnia Danza Estemporada con il patrocinio e il sostegno del Mic, della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna. Per info e prevendita contattare [email protected] o chiamare a 3334748731.
Con-Fusione, in alto Zatò e Ychì
A Cagliari gli “Spettri di Clint (Eastwood)”
Il 3 maggio, alla libreria inKentro, Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri presentano con Antioco Floris il saggio (Baldini+Castoldi editore) che analizza l’intera opera dell’attore e regista americano
L’iniziativa è inserita tra le anteprime della X edizione del Festival Lussu
CAGLIARI.Le Anteprime del X Festival Premio Emilio Lussu dedicano il prossimo appuntamento alla figura di Clint Eastwood, un personaggio notissimo, controcorrente per vocazione e rivoluzionario sin dagli esordi nel cinema con Sergio Leone. Venerdì 3 maggio alle 18.30, negli spazi della Libreria inKentro, in via Grazia Deledda 51, i critici cinematografici Mariuccia Ciotta e Roberto Silvestri presentano il saggio “Spettri di Clint. L’America del mito nell’opera di Eastwood” (Baldini+Castoldi, 2023), dove ricostruiscono la figura di Eastwood a tutto tondo, tracciando una cartografia immaginaria ispirata a Mission Ranch, una sorta di Eastwoodland, in cui il cineasta ha voluto ricreare un ambiente artistico perfetto all’incrocio tra barbarie e civilizzazione. A conversare con i curatori dell’opera sarà Antioco Floris, docente dell’università di Cagliari.
Messo all’indice per la violenza del suo personaggio nella serie dell’ispettore Callaghan, Eastwood è stato celebrato dalla critica solo nel passaggio del secolo. Fenomenale davanti alla macchina da presa, nei panni del regista ha saputo misurarsi coraggiosamente con i grandi drammi della storia, senza aderire a estetiche alla moda.
Nessuno più di lui ha indagato e sviscerato con tanto disincanto i miti e i conflitti dell’America, cantandone l’innocenza perduta e dissacrandone l’eroismo, la mascolinità e il razzismo. Il suo cinema ha creato scompiglio nel patinato mondo di Hollywood capovolgendo come un antieroe la leggenda del West e opponendole un altro volto, diviso tra furia selvaggia e sogno americano. Ha riscritto il canone di thriller, spy-story, commedia, western e melodramma attraverso il lavoro della sua factory, la casa di produzione Malpaso, di cui protegge strenuamente l’indipendenza creativa.
Nelle parole di Quentin Tarantino: «Forse l’angelo dell’Apocalisse non viene dal cielo, ma è appena uscito dal fango. Ogni spettatore di “Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo!” entrava in sala con uno sguardo innocente. Un’innocenza che presto avremmo perso».
Roberto Silvestri è giornalista, scrittore e conduttore di Hollywood Party. Ha pubblicato “Macchine da presa. Il cinema verso il nuovo millennio” (1996) e con Mariuccia Ciotta “Da Hollywood a Cartoonia”; “Cinema – il Ciotta-Silvestri”; “Il film del secolo” e “Bambole perverse. Le ribelli che sconvolsero Hollywood”. È tra i fondatori del cineclub Il Politecnico e ideatore di «Alias», settimanale culturale di «il manifesto».
Mariuccia Ciotta è giornalista e autrice di programmi radiotelevisivi, ha scritto saggi e libri su autori e generi del grande schermo e diretto il quotidiano «il manifesto». Tra le sue pubblicazioni: Da Hollywood a Cartoonia (1993); Un marziano in tv (2001); Rockpolitik: Adriano Celentano (2006); Cinema – il Ciotta-Silvestri (2012); Il film del secolo (2013), e per La nave di Teseo: Bambole perverse. Le ribelli che sconvolsero Hollywood (2018); Walt Disney. Prima stella a sinistra (2021).
Il Festival Premio Emilio Lussu è organizzato dall’associazione culturale L’Alambicco con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna e del comune di Cagliari.
Sassari, all’Astra strepitoso successo per “Samà lu mannu”: i bambini a teatro riscoprono il tesoro della lingua sassarese
Lo spettacolo è stato l’evento conclusivo del laboratorio linguistico teatrale organizzato dall’Is.Be, che costituisce la parte di animazione culturale del progetto “Sportello Linguistico” finanziato al Comune di Sassari con i fondi della Legge 482/99 e con la lr 22/2018 per l’annualità 2022
SASSARI. “Gran Samà chi bedda nabi, à curriddu tanti mari, li pirati ani gana di gudissi lu siddaddu”. Inneggiano così alla ricerca del tesoro i piccoli pirati sul palcoscenico del Cinteteatro Astra di Sassari. È puro spettacolo. Scenografia superlativa e musiche travolgenti. Pubblico in visibilio. Un fiume di applausi inonda una platea stracolma di spettatori. E il tesoro alla fine c’è davvero: è la riscoperta della lingua sassarese, in un evento partecipato come poche volte si vede in città.
“Samà lu mannu” è un’entusiasmante rappresentazione teatrale per bambini e adulti, tratta dall’omonimo racconto (pubblicato da Catartica edizioni) scritto da Maria Daniela Carta che, insieme all’attrice Roberta Tola (compagnia La Frumentaria), in questi mesi ha formato quindici scolari tra gli otto e i dieci anni attraverso un laboratorio linguistico teatrale denominato “Aiò, isciddinni a pizu”.
I giovani attori hanno recitato entusiasti per quasi un’ora, accompagnati dalla chitarra e voce di Beppe Dettori e dal flauto di Giovannino Porcheddu, in una serata che ha trovato il suo culmine nei trascinanti brani “Il Gran Samà” e “L’Echipaggiu Gran Samà” musicati da Dettori sui testi di Mario Lucio Marras.
A introdurre e condurre la manifestazione al fianco dei protagonisti è stata Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Camillo Bellieni, che ha promosso e coordinato l’intero progetto “Sportello Linguistico” finanziato al Comune di Sassari con i fondi della Legge 482/99 e con la lr 22/2018 per l’annualità 2022, di cui lo spettacolo rappresenta il segmento di animazione culturale.
La trama vede un gruppo di simpatici pirati pronti ad affrontare la tempesta su un veliero, tra mille avventure, per entrare in possesso di “lu siddaddu”. Alla fine si riesce a trovare un equilibrio quasi magico, dove il tempo e la saggezza definiscono il buon senso e il lieto fine, in una storia che non a caso è anche un inno all’inclusione, al dialogo e alla bellezza delle diversità.
Immersi nella spettacolare scenografia creata da Manuel Attanasio, con i meravigliosi costumi realizzati da Barbara Uleri e sotto lo sguardo dalla collaboratrice di scena Erminia Carboni, si sono esibiti Teresa Veronica Nieddu (marinaio), Sofia Pasca (Doloretta), Sofia Dettori (Ipiranza), Salvatore Solinas (Antoni Crabas), Matilde Carta (Seppia), Jacopo Fiori (pirata Pasquarinu), Ilenia Meloni (Seppia), Francesco Masala (Mariu lu sthintiggàddu), Erica Tilocca (Marietta la munìnca), Carla Spanu (Caddarina màsthra d’ascia), Beatrice Falchi (Pietrina Fara), Aurora Falchi (Seppia), Antonio Deiana (pirata Peppi), Andrea Mattei (Cripinu barri mannu) e Alessandro Ticca (Bainzu Punthàri).
«Eravamo certi fin dall’inizio che i bambini avrebbero fatto un lavoro straordinario – hanno affermato gli organizzatori –. Ma il premio più grande è stata proprio la loro soddisfazione e la loro fluidità nell’esprimersi nella lingua storica della città». L’auspicio è che l’evento possa essere replicato e che sia soltanto il primo tassello di una più ampia attività di valorizzazione della lingua e della cultura sassarese, coinvolgendo le scuole attraverso la letteratura e il teatro. Un ambito nel quale l’Istituto Bellieni sta investendo negli ultimi anni con particolare impegno, a partire dalla pubblicazione nel 2022 di uno stardard ortografico riconosciuto dalla RAS.
Franco Cuccureddu lascia la presidenza della Rete Porti nelle mani di Matteo Molinas
CAGLIARI – Si è tenuta ieri (venerd) l’Assemblea della Rete Porti Sardegna. Oltre agli adempimenti statutari, quali l’approvazione del bilancio entro il termine del 30 aprile, l’argomento principale, ed a suo modo “storico”, era l’elezione del nuovo presidente, dopo le dimissioni di Franco Cuccureddu, presentate lo scorso 9 aprile, nella stessa giornata nella quale è stato nominato assessore regionale del turismo.
Franco Cuccureddu fondatore della Rete dei Porti nel 2001 e da allora presidente per 23 anni, in apertura di seduta ha voluto ricordare la genesi del Consorzio turistico, i progetti, i finanziamenti europei, le attività di marketing e sindacali, la recente trasformazione della natura giuridica nella forma associativa. Si è poi voluto soffermare su due figure, recentemente scomparse, che hanno svolto un ruolo fondamentale per la costituzione e lo sviluppo della Rete Porti Sardegna: Gege Russino e Carmine Sanna, quest’ultimo vera anima organizzativa per tanti anni e direttore di alcuni fra i più prestigiosi porti turistici italiani, da Capri a Porto Cervo.
Su proposta di Cuccureddu è stato eletto alla presidenza, all’unanimità, Matteo Molinas, che rappresenta nella Rete quattro marine: Porto Rotondo, Portus Karalis, Cala Bitta e Marana. Matteo Molinas 34 anni, laurea in economia e management del turismo, all’interno del Molinas Group, è il manager che si occupa del settore nautico, marine e cantieri.
Sempre all’unanimità, l’Assemblea dei soci ha deciso di istituire la figura del Presidente onorario e di assegnarla a Franco Cuccureddu, tale carica non comporta alcun ruolo gestionale ma soltanto la possibilità di partecipare alle assemblee, senza diritto di voto.
Sono stati confermati nel Consiglio Direttivo, fino alla scadenza naturale del mandato, i sindaci di La Maddalena, Fabio Lai, Posada, Salvatore Ruiu, Bosa, Piero Casula, il vicesindaco di Santa Teresa Gallura, Nello Mura, l’Avv. Sebastiano Tronci, e gli imprenditori: Franco Ammendola e Gianni Onorato.
I porti turistici aderenti alla Rete, equamente ripartiti fra gestioni pubbliche e gestioni private, sono: Santa Teresa Gallura, Cala Gavetta (La Maddalena), Cala Bitta (Arzachena), Marina di Portorotondo, Marana (Golfo Aranci), La Caletta (Posada/Siniscola), Santa Maria Navarrese, Arbatax, Porto Corallo (Villaputzu), Marina Piccola (Cagliari), Portus Karalis (Cagliari), porto fluviale di Bosa, alle strutture portuali si aggiungono i prestigiosi campi boe smeraldini di Cala di Volpe e del Grande Pevero.
Diverse altre strutture portuali (porti, approdi e campi boe) hanno fatto, anche recentemente, richiesta di adesione alla Rete Porti Sardegna..
Fra i primi adempimenti del nuovo presidente e del Consiglio direttivo ci saranno quelli di aprire un dialogo con la Regione per affrontare il tema delle concessioni del demanio portuale; della organizzazione di propri stand ad alcune delle principali fiere nautiche europee, in primis Dusseldorf, dove si intende partecipare in sinergia con l’UPPC (Union Ports de Plaisance de Corse), l’omologa rete dei porti della Corsica, con la quale si collabora da tanti anni, per una più efficace promozione del bacino di navigazione sardo-corso, che resta una delle principali destinazioni al mondo del turismo nautico, specie per il target dei maxi e dei giga yacht.
Molti dei gestori dei porti della Rete si ritroveranno già nei prossimi giorni a Porto Rotondo per la terza edizione della Fiera Nautica di Sardegna, che sarà inaugurata il primo maggio.
PARLARE DI TRANSIZIONE ENERGETICA NELLE SCUOLE: IL SENSO, IL RUOLO E LE ATTIVITÀ DEL COORDINAMENTO GALLURA CONTRO LA SPECULAZIONE EOLICA E FOTOVOLTAICA
Siamo in piena fase di “Transizione energetica”, mirata alla fine della dipendenza dalle fonti fossili di energia. Proprio in questa fase, le multinazionali del sole e del vento stanno sferrando alla Sardegna un vero e proprio assalto, con un proliferare di progetti spregiudicato e senza freni.
Questa situazione richiede analisi serie, proposte eque e alternative valide ma soprattutto richiede conoscenza e consapevolezza dei processi in atto e, coinvolgendo le popolazioni interessate, decisione e senso di responsabilità nell’affrontarli. Tra i vari gruppi di lavoro nel quale è articolato il Coordinamento Gallura contro la Speculazione Eolica e Fotovoltaica, c’è anche il Nucleo Educazione: costituito da una decina di membri – persone con esperienze e competenze diverse, tutte preziose – ha il compito di fornire ai ragazzi informazioni e strumenti affinché possano sapere cosa succede e autonomamente capire che è necessario coinvolgersi nella difesa della propria terra, della propria cultura, quindi della propria identità, nel diritto all’autodeterminazione in un ambiente sano e produttivo.
La prima azione del Nucleo Educazione è stata la realizzazione del progetto “Ambiente, paesaggio, territorio sardo nella Transizione energetica”. Il progetto ambisce a sensibilizzare le coscienze dei ragazzi al rispetto della natura e alla tutela della nostra terra ed è mirato all’informazione sullo stato attuale della situazione della nostra Isola in merito ai progetti e alle richieste di installazione di turbine eoliche e pannelli fotovoltaici. Progetti che dovrebbero essere funzionali ad una transizione rispettosa delle indicazioni europee per la produzione di energie alternative e pulite ma che, ad oggi, per le immani proporzioni e il numero di richieste avanzate, rischiano di stravolgere i luoghi, il suolo e la stessa cultura della Sardegna.
L’incontro-dibattito, rivolto agli studenti, si sviluppa in tre momenti. Il primo è quello di uno sguardo generale sulle bellezze, il valore e le potenzialità del nostro territorio attraverso la visione di immagini dei tesori paesaggistici della Sardegna e una relazione sul paesaggio storico patrimonio della Gallura. Per contro vengono mostrate anche le immagini di una Sardegna già segnata dall’impatto degli impianti cosiddetti “Green” ma che, in realtà, tanto green non sono. Nella fase successiva vengono illustrate quali siano le richieste giunte dall’Europa, attraverso il Governo, a proposito della transizione energetica; ma anche quanti e quali siano i progetti presentati alla nostra regione e, nella fattispecie, quelli ricadenti nel nostro territorio. Vengono presentati rischi e benefici degli impianti proposti, con le osservazioni sui rischi di speculazione e di danni a carico della nostra isola. Il terzo momento, quello più importante, è quello dell’interazione degli studenti con i relatori attraverso domande, opinioni, richieste specifiche.
A tutt’oggi il progetto è stato presentato agli studenti dell’ I.I.S.T.C.G. “Don Gavino Pes” nelle sedi di Tempio TCG, ITI e nell’IPIA di Calangianus.
Il Nucleo ha contattato le dirigenze di diverse scuole del territorio e attende la definizione delle date degli incontri da:
Istituto Professionale per l’agricoltura e l’ambiente di Perfugas
Liceo Scientifico di Olbia
Liceo Artistico e musicale “Fabrizio De André” sedi di Tempio ed Olbia
Liceo Ginnasio G.M. Dettori di Tempio
Istituto Professionale Servizi Alberghieri e Ristorazione di Arzachena
Istituto di istruzione superiore Amsicora di Olbia ( IPIA )
Alcuni componenti del Nucleo Educazione portano avanti iniziative simili nelle scuole in cui lavorano.
LA PIANA DI CHILIVANI VERSO UNA STAGIONE IRRIGUA MIGLIORE DEL 2023
A BREVE I LAVORI PER AUMENTARE CAPACITA’ DELL’INVASO DEL LERNO
Un mese di maggio che porterà due importanti novità per i consorziati del distretto irriguo di Chilivani. Le circa 670 aziende, dislocate nei 13.200 mila ettari del distretto quest’anno potranno contare su una disponibilità idrica maggiore rispetto all’anno scorso. Nel mese di maggio, con l’assegnazione dell’appalto, vedranno inoltre la luce i lavori di messa in sicurezza della diga sul rio Mannu di Pattada a Monte Lerno, invaso da cui attinge la rete irrigua del distretto. Saranno lavori che permetteranno dopo tanti anni di raddoppiare la capienza autorizzata, ossia a circa 70 milioni di metri cubi d’acqua (attualmente è autorizzata fino a un massimo di 34 milioni).
“La campagna irrigua nel distretto irriguo della piana di Chilivani quest’anno sarà meno difficoltosa rispetto all’anno scorso – è quanto comunica ai consorziati del distretto irriguo di Chilivani, il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, tramite il vice presidente Francesco Pala -. Abbiamo in diga un milione di metri cubi in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e questo ci regala un po’ più di tranquillità. Inoltre è attesa una perturbazione che potrebbe far aumentare i livelli di risorsa presenti in diga. Se pensiamo che fino a qualche mese fa c’era il rischio di non dover proprio irrigare perché l’acqua era pochissima, ora possiamo solo vedere alla stagione con maggiore tranquillità”.
L’acqua attualmente invasata, a fronte di una capacità massima autorizzata di 34 milioni di metri cubi, è di 23,2 milioni di metri cubi (al 67%). Un mese fa il bollettino regionale sulla situazione degli invasi indicava una percentuale di riempimento al 45%, mentre un anno fa era di 22,2 milioni di metri cubi (65%).
“Un milione di metri cubi che fanno la differenza – commenta Toni Stangoni, presidente dell’ente consortile con sede a Chilivani – dal momento che l’autorità di bacino si riunirà nei primi dieci giorni di maggio per stabilire le assegnazioni di risorsa da destinare al comparto irriguo: fra qualche giorno infatti avremo l’ufficialità”.
Ma la notizia tanto attesa da tutto il territorio riguarda invece i lavori di messa in sicurezza della diga sul rio Mannu di Pattada, lavori importantissimi in capo a Enas Sardegna, che a breve appalterà i lavori. Un intervento che gode dell’attenzione governativa nazionale per il tramite della Commissaria competente su Dighe e infrastrutture idriche Angelica Catalano. Con un costo stimato in 7 milioni di euro finanziati dal Piano operativo Infrastrutture Fsc 2014-20.
“Una notizia attesa che aumenta le possibilità di incamerare risorsa importantissima. È bene che da parte del Governo l’attenzione per le dighe sia alta, e la situazione del Lerno a metà delle proprie capacità rappresenta un limite alla capacità produttiva di uno dei territori più importanti dal punto di vista agricolo – spiega infine Giosuè Brundu, direttore del Consorzio -, ma non possiamo che continuare a rivolgere l’attenzione alla rete di distribuzione idrica. Come spiegato durante l’incontro di qualche giorno fa a Valledoria, durante il quale si è affrontato la drammatica situazione causata dalla rottura della paratia sulla diga del Coghinas, occorre al più presto programmare una piano di interventi sulle reti. Sono reti vecchie dove si perde oltre il 40% della risorsa idrica. Basti pensare che dal 2015 ad oggi il Consorzio ha eseguito ben 13 mila interventi di riparazione. Un numero enorme che con una radicale manutenzione delle reti che ci porti a non inseguire l’emergenza, rappresenterà un risparmio per le casse regionali, oltre che dei consorzi e quindi dei nostri consorziati”.
MARTIN MAYES – “Massi Erratici” 11 maggio 2024 – Teatro Santa Croce .
RINO CIRINNÀ – Sketches of Islands.25 maggio 2024
HERITAGE
Un mese, tre concerti, tre produzioni originali. Maggio è alle porte, la Primavera attende di sbocciare in tutto il suo armonico e accogliente splendore a Berchidda, la musica non stoppa la sua rincorsa al piacere dell’ascolto e della condivisione. Per questo il mese di maggio porta con sé tre preziose perle, incastonate ancora una volta ad arte sul diadema che racconta la terza stagione del progetto Insulae Lab, affidato alla direzione artistica di Paolo Fresu.
Si comincia il 03 maggio 2024 (h 21) con l’attesissimo spettacolo griffato Martin Mayes (“Massi Erratici”)sviluppato in prova e sul palco insieme a Massimiliano Dragoni e Carlo Spiga. Si continua l’11 maggio 2024 (h 21) con il progetto in musica di Rino Cirinnà (“Sketches of Islands”), accompagnato sul palcoscenico da Seby Burgio, Francesco Puglisi e Francesco de Rubeis. Chiusura del mini ciclo in programma il 25 maggio 2024 – orario e location da definire – con “Heritage” di Bobo Ferra eSalvatore Maiore.
Il primo appuntamento fronte palco è con “Massi Erratici”. Un’esperienza d’ascolto unica, creazione bella e rara da “incontrare”. L’idea nasce nel cuore dell’indagine sui massi erratici, enormi blocchi di roccia che abbandonata la roccia madre in un tempo non noto si “ritrovano” chissà come in luoghi spesso molto distanti dalle origini. Dal desiderio di spiegare il fenomeno, lavorato spesso in maniera affabulatoria, nasce lo sviluppo di questa straordinaria produzione originale targata Insulae Lab scaturita dalla fusione d’arti di Martin Mayes, Massimiliano Dragoni e Carlo Spiga.
Il primo attesissimo appuntamento è in programma il 03 maggio alle ore 21 negli spazi del teatro “Santa Croce” in piazza del Popolo a Berchidda. Biglietto intero al costo di 10 €; disponibili anche i mini abbonamenti di 5 concerti a 40 €. Vendita operativa sul circuito TicketMaster.it. Prenotazioni e info – anche WhatsApp – al 3426476726.
Martin Mayes (corno, corno delle Alpi, conchiglia e corni pastorali). Il City of London Festival l’ha descritto come “Architetto dell’immaginazione musicale”. Nato in Scozia, ha studiato musica all’Università di York (Inghilterra) e ha iniziato la carriera nell’ambiente sperimentale della Londra degli anni 70 facendo concerti, performance e teatro di strada e sviluppando un approccio eclettico e multi-disciplinare alla musica. Abita a Torino dal 1982. È attivo da più anni in progetti propri e in collaborazioni inusuali che affrontano diversi aspetti della vita. Collegandosi a scritti dell’etnomusicologo sardo Nicola Spanu sui riti e tradizioni musicali e sonori della Sardegna ha esplorato come il suo lavoro non vede confini tra i eventi musicali e i laboratori con i bambini.Con un approccio affabulante, esplora le potenzialità musicali degli spazi e degli oggetti utilizzando l’improvvisazione per fare affiorare le particolarità, le bizzarrie e le irregolarità dei suoni e della musica. Ha suonato in vari progetti di Cecil Taylor – pianista americano e uno dei fondatori del free jazz – e di David Jackson – sassofonista del gruppo rock Van de Graaf Generator. È stato membro fondatore nel 1990 dell’Italian Instable Orchestra, uno dei più importante big band di jazz creativo. Nel 2004 è stato commissionato dal City of London Festival per creare e realizzare “A Tale Tolled”, ciclo di 3 concerti in solo nella chiesa storica St Mary-le-Bow. Nel 2019, su commissione del Torino Jazz Festival, ha co-creato Fiati con l’attore Oliviero Corbetta. Dal 2019 collabora con Legambiente per la Carovana dei Ghiacciai e nel 2022 è stato nominato uno dei Testimonial del progetto. Il 2023 ha visto l’avviarsi di un nuovo progetto con il pianista Emanuele Sartoris dal titolo “Musica e Memoria”. Dal 2004 a tutt’oggi fa parte dell’equipe di artisti di Torino della fondazione internazionale MUS-E creata dal violinista Yehudi Menuhin. Crea e conduce progetti per i bambini delle scuole elementari. Nel 2020 è uscita la sua prima pubblicazione accademica. È tornato al festival di Newcastle nell’ottobre 2023 per una nuova conferenza di Andy Hamilton.
Carlo Spiga (launeddas). Nasce a Cagliari nel 1983. Parallelamente all’attività di artista visivo con l’associazione Cherimus ha intrapreso un percorso di ricerca musicale multidisciplinare, in giovane età come batterista di numerose formazioni rock e metal dell’isola (Erika, Icy Steel, Atro, per elencarne alcuni) per poi approdare allo studio delle launeddas con il maestro Renzo Zucca, attraverso le quali inizia un viaggio di riscoperta della musica sarda, alla ricerca delle sue radici più profonde, tracciando un minimo comune denominatore tra contesti musicali diversi. Dal 2012, con lo pseudonimo di Makika (alter ego incarnato in una vecchia chitarra), unisce le diverse esperienze musicali e reinterpreta il patrimonio musicale sardo mettendolo in relazione con sonorità diverse, dalla tradizione siberiana al metal, dalla drone music alle complesse strutture ritmiche della musica africana, riducendo questa ricerca in composizioni acustiche ed elettroacustiche. Partendo dalla tradizione del bàsciu e contra campidanese Carlo Spiga inizia lo studio del canto gutturale che lo porterà a esibirsi con le sue personali reinterpretazioni del repertorio sardo sino al primo festival internazionale Xöömei in the Center of Asia, nella Repubblica di Tuva in Russia. Nelle sue esibizioni dal vivo Carlo Spiga suona: chitarra, sampling, voce gutturale, trunfas, nastri magnetici, launeddas e electroneddas, batteria e percussioni. Numerosissime e variegate – molte di alto livello – le performance regalate alle platee di Sardegna d’Italia e d’Europa, le collaborazioni, i seminari e i festival cui ha partecipato.
Massimiliano Dragoni (campane, salterio, dulcimelo, percussioni). Percussionista, polistrumentista, laureato in Filosofia, Storia della Filosofia Medievale applicata Storia della Musica Medievale e Rinascimentale, specializzato in musica antica – Medioevo, Rinascimento e primo Barocco – e musica della tradizione orale europea. Per la ricerca si occupa del rapporto tra cultura orale e scritta e tra musica antica e filosofia, specializzandosi in particolar modo sulle opere di Boezio e Jacobus da Liegi. Ha frequentato corsi di specializzazione in Italia e all’estero (teoria, paleografia musicale, prassi esecutiva, filologia, Filosofia della musica, ricerca etno-musicologica) fra Università degli studi di Perugia, Conservatorio di Pesaro, Centro di musica antica di Ginevra, Scuola Interamnense di Roma, L’Aquila-musica antica, Corsi di musica antica di Urbino, Corsi di musica tradizionale di Modena, Centro studi Ecòle Britten- Perigeaux e tanti altre sedi prestigiose. È iscritto al programma del Dottorato di ricerca in Musicologia dell’Università di Tour (Fr). Dal 1996, svolge un’ampia attività concertistica in Italia e all’estero con numerosi ensemble. Direttore artistico del Festival Musica dalla Torre di Marciano della Chiana e collaboratore delle stagioni musicali del Museo della Cattedrale di San Rufino di Assisi, Co-direttore artistico del Festival DeMusicAssisi. È docente, co-fondatore dell’Accademia di Arti Antiche Resonars di Assisi specializzata nella didattica della musica antica. Socio della cooperativa Officine della Cultura di Arezzo, con la quale collabora nella produzione musicale e teatrale. Vice-direttore dell’Orchestra multietnica di Arezzo. Fondatore e presidente dell’Associazione Ritmi Aps. Ha inciso dischi per importanti case discografiche e ha collaborato con alcune Radio nazionali e internazionali. Ha inciso colonne sonore per film e documentari.
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BACHI DA PIETRA Venerdì 03 maggio 2024 (h 22) sul palco del FABRIK di Cagliari
In collaborazione con Locusta Booking e Garrincha Dischi
Il ritorno è di quelli che spiazzano.
La notizi è di quelle che impazzano fra chat e siti specializzati.
Riportare in Sardegna i Bachi di Pietra, iconica band del rock made in Italy talmente impattante e cangiante nel suo sviluppare la sua essenza da essere non catalogabile entro generi definiti e rigidi schemi stilistici.
I Bachi da Pietra sono un a espressine unica, punto: il resto è da lasciare all’ascolto di fan della prima ora e di altri che con lo scorrere delle playlist li hanno scoperti o riscoperti, sino a fissarli in alto sui motori di ricerca delle varie app e spararli in cuffia o in cassa al volume che meritano. E che valgono.
I Bachi da Pietra, è ufficiale, il 3 maggio 2024 alle ore 22 celebreranno il loro grande e atteso ritorno in Sardegna. Accadrà a Cagliari, negli spazi dello storico Fabrik, uno dei templi della musica live sarda, spazio che ha ospitato i più grandi ed apre le sue porte a chi ha sete di musica, a chi è ormai dipendente dalla musica e a chi si accosta per la prima volta alla musica.
Luca Zoccheddu, Ceo di Altrove agenzia creativa: “Si tratta di evento collaterale del festival letterario Forse alla Luna – progetto di Altrove con Libreria Emmepi Ubikdi Macomer – e sarà facile capire perché.. ma è anche e il primo capitolo di una nuova rassegna curata, ma volutamente in maniera disordinata, da Altrove: “Altrove do it better”, progetto cui lavoriamo da diverso tempo e che ora prende forma di concerto. E che concerto”.
Ma c’è di più. Alle 12 di sabato 4 maggio appuntamento esclusivo di Forse alla Luna realizzato in collaborazione con il Bar Florio: Giovanni Succi presenta il suo romanzo d’esordio “Amaro Succi“, dialoga con lui il giornalista Claudio Loi.
Biglietti disponibili online e presso alcune rivendite amiche (a Cagliari presso Alta Fedeltà, Bar Florio, Potente Records e Sa Braberìa; a Macomer presso Libreria Emmepi Ubik): link utili all’acquisto e informazioni sui profili social Altrove [nda e in corpo mail].
Accetta & Continua (Tour 2023/2024) è il titolo del nuovo lavoro in studio dei Bachi Da Pietra – uscito a novembre 2023 – il cui tour a supporto è partito lo scorso novembre toccando i più importanti club della penisola, isole comprese. Il disco segna un’altra pietra miliare nel percorso evolutivo che fin dagli esordi ha caratterizzato questa particolarissima band, unica e non catalogabile nel panorama del rock italiano degli ultimi vent’anni. Una discografia che traccia ormai i contorni di una saga multiforme ma coerente, dall’estetica precisa e spesso spietata: “Chi vi accede Accetta il confronto senza filtri con un microcosmo in metamorfosi Continua, perfettamente a fuoco e sempre sintonizzato sul presente”.
Giovanni Succi (ex Madrigali Magri, ad oggi attivo anche con il progetto solista), Bruno Dorella (ex Wolfango, attualmente Ronin, Sigillum S e OvO) e, dal 2021,Marcello Batelli (ex Il Teatro Degli Orrori, attualmente Non Voglio Che Clara) sono i Bachi da Pietra. “ACCETTA & CONTINUA” è l’ottavo album in studiodella band, la cui discografia parte da “Tornare Nella Terra” del 2005 e conta anche un Live, due EP e varie collaborazioni (Massimo Volume, Afterhours). Come sempre musica e testi sono di Giovanni Succi mentre gli arrangiamenti sono a cura del gruppo.
L’Unpli Sassari rinnova il Comitato provinciale: Sebastiano Sechi di Ossi riconfermato presidente
La vicepresidenza è andata a Pietro Fois di Villanova Monteleone
All’assemblea hanno partecipato circa trentacinque proloco
SASSARI. Il 26 aprile, nei locali del Pegasus Hotel il Vialetto di Sassari, si è tenuta l’Assemblea elettiva delle Pro Loco del Comitato provinciale Unpli Sassari Aps. In apertura dei lavori è stata ricordata la figura di Eleuterio Longu di Ozieri, per oltre trent’anni presidente del Comitato provinciale di Sassari e dirigente regionale, scomparso prematuramente a ottobre dello scorso anno. Il consesso gli ha tributato un lungo e commosso applauso.
La presidenza dell’assemblea è stata quindi assunta da Sebastiano Sechi di Ossi, già vice presidente Unpli Sardegna e membro della Giunta esecutiva di Unpli Nazionale, chiamato a presiedere il comitato provinciale dopo la scomparsa di Longu.
Per il quadriennio 2024-2028, nella carica di presidente è stato riconfermato Sebastiano Sechi, mentre il vicepresidente è Pietro Fois di Villanova Monteleone.
I consiglieri del nuovo comitato provinciale sono Mariano Demartis di Mores, Luigi Deriu di Bonorva, Sebastiano Lai di Thiesi, Paolo Mannoni di Torralba, Antonella Masia di Usini, Maddalena Mulas di Ploaghe, Luciana Sassu di Banari e Alfredo Unali di Cossoine. Nel Collegio probiviri risultano Francesco Calvisi di Muros, Maria Giuseppa Sechi di Bultei e Francesca Sini di Ozieri.
L’appuntamento elettorale, al quale hanno partecipato i direttivi di circa trentacinque proloco, è stato occasione per discutere anche di tematiche importanti come l’adesione al Terzo Settore, la redazione dei bilanci per la RAS, la diffusione capillare del marchio “Sagra di Qualità”.
Si è parlato inoltre della miriade di manifestazioni organizzate dalle proloco e del loro impatto economico, della volontà di estendere la collaborazione fra le associazioni fino ad arrivare ad una eventuale iniziativa unitaria. L’assemblea si è conclusa con la foto di rito ed il consueto scambio di auguri tra gli eletti e tutti i presenti.
Si è conclusa con successo a Monte Minerva la prima delle sei giornate del cibo che anticipano “Chenamos in carrela”: grande partecipazione per i laboratori con l’esperto Gianpaolo Demartis e lo chef Fabio Zago
Villanova Monteleone. C’è voglia di riscoprire le “erbe de su connotu”, quelle commestibili e medicinali, un patrimonio inestimabile delle campagne della Sardegna che ormai in pochissimi sanno ancora riconoscere. L’anteprima di “Chenamos in carrela” dedicata a “Foraging ed erbe spontanee”, realizzata nel meraviglioso contesto naturale di Monte Minerva, è stata un successo di presenze. Segno tangibile dell’interesse crescente per una branca importante della nostra cultura tradizionale che, con l’avvento della modernità, è stata prima trascurata e poi in buona misura dimenticata dalla collettività.
L’iniziativa, organizzata dalla Proloco di Villanova Monteleone sotto il coordinamento generale dell’enogastronomo Tommaso Sussarello, ha visto nel ruolo di esperto il sassarese Gianpaolo Demartis, che ha accompagnato i curiosi in un percorso immersivo nella natura e nel mondo delle erbe edibili e officinali.
In una bella giornata di sole primaverile sono spuntate dal terreno la borragine (limbuda o limboina), ottima per accompagnare numerosi piatti, poi la cicoria (sa tzicòria), il radicchio selvatico (su pabantzolu), il cardo mariano (su ‘ardu), la malva (sa prammutza) e persino la parietaria, una pianta comunissima associata spesso alle allergie, in realtà molto efficace nella farmacopea dell’isola.
«Sono erbe che fino a cinquanta anni fa – ha spiegato Demartis – non mancavano mai dalle dispense delle famiglie sarde, conservate in barattoli in attesa di essere utilizzate per curarsi ma soprattutto per non ammalarsi. Nella nostra terra crescono almeno 250 piante commestibili e forse addirittura 400 possono essere utilizzate in farmacopea».
Il laboratorio è proseguito sotto il coordinamento di Sussarello nella sala conferenze del CEAS Monte Minerva, dove lo chef Fabio Zago ha illustrato ai presenti la preparazione di una salsa a base di erbe spontanee. Primo ingrediente utilizzato è stata “s’àpara”, un aglio angolare profumato e delicato che sa di erba cipollina: tritato finemente con olio, limone e sale, con un pizzico di peperoncino e l’aggiunta di altre erbe aromatiche, in questo caso timo e finocchietto. La salsa, spalmata sul pane a lievitazione naturale, ha insaporito una salsiccia di produzione villanovese di manzo e suino profumata al mirto, ed è stata molto apprezzata dai partecipanti al laboratorio.
Anche il pranzo alla Locanda è stato appositamente studiato per un menù a tema, a base di fiori ed aromi in pastella di ceci, frittatine di àpara, polpettine di ricotta e menta con panatura di semi, supa coata, erbe spontanee, spezzatino di agnello con finocchietto selvatico e tortino dolce di borragine.
La due giorni a Monte Minerva ha consentito di visitare il giardino delle biodiversità, il roseto con le sue antiche varietà risalenti al medioevo e le domus de janas de Sa minda ‘e su Trau .
L’appuntamento è stato organizzato e promosso dalla Proloco di Villanova Monteleone in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone, l’Agenzia regionale Forestas, l’associazione Sardinia Nature e la Locanda Minerva. L’iniziativa rientra nella più ampia attività del progetto “Chenamos in carrela” prevista dalla linea d’azione “Realizzazione di iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale – Progetto Alboergo – Ospitalità diffusa a Villanova Monteleone”, promosso dal Comune e finanziato con i fondi del PNRR. Tutti gli eventi collegati alla manifestazione sono inseriti nel programma Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.