Trasporto aereo in Sardegna: verso un nuovo modello per garantire mobilità e concorrenza

Un confronto a più voci al T Hotel di Cagliari ha messo al centro il futuro della continuità territoriale e le proposte per migliorare la mobilità aerea isolana. Tra le novità illustrate, il “modello misto” elaborato dal Think Tank Trasporto Aereo, che punta a coniugare tariffe accessibili, concorrenza e certezze per i residenti.

Un tavolo di confronto sul futuro dei cieli sardi
Venerdì 23 gennaio, nella sala T4 del T Hotel di Cagliari, si è tenuto il convegno “Lo stato del trasporto aereo: criticità e proposte per imprese e passeggeri”, organizzato dalle principali associazioni imprenditoriali sarde. L’incontro ha riunito rappresentanti istituzionali, compagnie aeree e studiosi del settore per discutere il tema della mobilità aerea da e per la Sardegna, nodo cruciale per l’economia e la vita quotidiana dei cittadini dell’isola.
Dopo i saluti di Giorgio Del Piano, presidente di Confapi Sardegna, e di Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Sardegna, sono intervenuti i rappresentanti dei vettori come Lorenzo Lagorio (EasyJet), Rosa Pastena (Ryanair) e Valeria Rebasti (Volotea), insieme ad esperti come Andrea Giuricin, Pierluigi Di Palma (Enac) e Barbara Manca, assessora regionale ai Trasporti.
I lavori, introdotti e conclusi dall’onorevole Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera, sono stati moderati dall’avvocato Paolo Angius.

Il “modello misto”: equilibrio tra garanzie e mercato
Durante l’incontro, il professor Roberto Devoto ha presentato il documento del Think Tank Trasporto Aereo, realizzato insieme a Gianfranco Fancello e Sandro Usai, che propone un modello misto per la mobilità aerea dei residenti sardi.
Questo sistema si basa su una combinazione tra una “quota garantita” (posti, frequenze e orari minimi assicurati) e l’offerta libera dei vettori sul mercato. In questo modo, la Regione potrebbe garantire continuità e accessibilità senza rinunciare alla concorrenza tra compagnie, favorendo tariffe più equilibrate e un servizio più flessibile.
Il finanziamento pubblico verrebbe destinato sia alle compagnie che partecipano con una manifestazione d’interesse, sia ai passeggeri residenti sotto forma di sconto sulla tariffa.
La novità principale riguarda proprio questa “manifestazione di interesse” — una formula che permetterebbe di coprire le rotte principali mantenendo però la libertà tariffaria, nel rispetto delle regole dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Tariffe calmierate e accesso equo ai voli
Il modello presentato prevede tariffe scontate per i residenti comprese tra 37,50 euro per Alghero e 50 euro per Cagliari e Olbia, già comprensive di tasse e IVA.
Secondo le stime del Think Tank, la platea complessiva dei passeggeri residenti che viaggiano in Italia sarebbe di quasi 3 milioni di persone, di cui circa 1,2 milioni utilizzano le rotte in continuità territoriale verso Roma e Milano.
Il piano prevede inoltre un finanziamento complessivo tra 91 e 158 milioni di euro all’anno per coprire l’intero sistema, con una media di contributo per passeggero residente variabile tra i 25 e i 63 euro, a seconda dell’aeroporto di riferimento.
L’obiettivo dichiarato è creare un equilibrio stabile tra esigenze sociali e sostenibilità economica, riducendo le distorsioni di mercato e garantendo ai sardi la certezza di poter viaggiare a costi ragionevoli in tutto il territorio nazionale.

Una nuova visione per la mobilità dell’isola
“Applicando il modello misto – ha sottolineato il professor Devoto – la Regione potrà tornare a occuparsi della pianificazione del servizio di mobilità aerea, favorendo un ecosistema virtuoso tra domanda e offerta e assicurando ai residenti certezza negli spostamenti e tariffe accessibili”.
L’incontro al T Hotel ha confermato la volontà condivisa di superare le criticità dell’attuale sistema di continuità territoriale, aprendo la strada a soluzioni più dinamiche e orientate ai cittadini.
Una sfida cruciale per la Sardegna, dove la connessione con il resto del Paese non è solo una questione economica, ma un diritto di cittadinanza e un pilastro dello sviluppo futuro dell’isola.




Sassari, il 30 gennaio l’Open Day dell’Alberghiero

L’Ipsar-Ipseoa accoglie ragazzi e famiglie in via Cedrino per far conoscere l’offerta formativa

SASSARI. Venerdì 30 gennaio, dalle 15 alle 18.30, l’Ipsar-Ipseoa di Sassari apre le porte di via Cedrino a chiunque abbia piacere di scoprire l’offerta formativa del più longevo istituto Alberghiero della Sardegna.

Il secondo Open Day dell’anno scolastico è rivolto in particolar modo ai ragazzi e alle famiglie per orientarsi al meglio nel percorso di studi, e prendere visione delle opportunità offerte dall’Istituto professionale, con particolare riguardo ai settori dell’Enogastronomia, Sale e vendita, Accoglienza.

La giornata sarà occasione per conoscere gli ambienti, i docenti, le attività, e partecipare ai laboratori pratici. Tra le novità, sarà presentato il nuovo percorso di studi quadriennale, il cosiddetto “4+2”, che propone la formazione di tecnici specializzati in sinergia con le imprese.

L’Istituto rappresenta un valore importante per lo sviluppo economico e turistico del territorio, con tutto il potenziale per immettere i giovani nel mondo del lavoro e allo stesso tempo garantire l’accesso all’Università. Durante l’Open Day, la segreteria sarà disponibile a dare supporto alle famiglie per le iscrizioni online all’anno scolastico 2026-27, che sono già attivate tramite il portale del Ministero dell’Istruzione e del Merito.




L’Istituto Alberghiero di Sassari porta la Francia in Sardegna

Con il progetto Erasmus+ l’IPSAR apre le porte all’Europa: una delegazione di studenti transalpini è stata ospite in città per una settimana di scambi culturali, masterclass enogastronomiche e valorizzazione del territorio. A marzo il viaggio degli studenti sassaresi a Pithiviers

SASSARI. Sassari e Pithiviers, due eccellenze della formazione alberghiera europea si incontrano e dialogano per un importante scambio culturale. In occasione della settimana della mobilità Erasmus+, l’istituto Alberghiero guidato da Antonietta Piras ha accolto quarantasei allievi e dieci accompagnatori de Lycée des métiers “Jean de la Taille” di Pithiviers, in Francia.

I ragazzi transalpini hanno fatto visita al centro storico di Sassari, sono stati alle Tenute Sella & Mosca di Alghero, al nuraghe Santu Antine e alla chiesa di San Gavino a Porto Torres. Il progetto ha messo insieme cultura, conoscenza del territorio e laboratori tecnici, grazie alla preziosa guida in lingua francese delle studentesse della 3^ Accoglienza Turistica.

Il partenariato è nato lo scorso anno grazie al concorso nazionale Gustofolies promosso dall’Institut Français d’Italie, con l’obiettivo di far dialogare due eccellenze della formazione alberghiera europea, alternando la scoperta del patrimonio sardo ad attività professionalizzanti di alto livello. Il coordinamento è affidato alla docenteBarbara Dettori, referente per l’internazionalizzazione e al docente formatoreGiovanni Antonio Serra, che hanno operato in sinergia con il collega francese Gérald Imbert.

Le giornate più importanti si sono svolte nei laboratori dell’Istituto per un’operazione di Integrazione professionale internazionale. Una masterclass di cucina e sala, dove studenti transalpini e italiani hanno lavorato fianco a fianco in un dialogo tecnico e culturale costante.

L’esperienza ha trovato il culmine nel “Concours des Métiers”. Alcuni gruppi misti hanno realizzato dei buffet tematici, reinterpretando ricette francesi con ingredienti tipici sardi, unendo le due tradizioni culinarie. I menù elaborati sono stati presentati a una giuria paritetica italo-francese, che ha valutato la qualità tecnica, il servizio e la capacità di cooperazione internazionale degli studenti.

L’iniziativa è strettamente legata al progetto interno “Accoglienza e valorizzazione del territorio”, curato dalle docenti Urgeghe, Desole, Diana e Carta, volto a formare figure professionali capaci di comunicare il patrimonio locale in chiave turistica e linguistica.

«Questa esperienza conferma come l’internazionalizzazione sia un pilastro del nostro Istituto – ha affermato la dirigente Antonietta Piras –. Vedere i ragazzi collaborare superando le barriere linguistiche attraverso la comune passione per l’enogastronomia è la prova tangibile di una scuola moderna concretamente proiettata verso l’Europa».

Il legame tra i due istituti troverà un nuovo incontro a fine marzo, quando una delegazione dell’’Ipsar-Ipseoa di Sassari ricambierà la visita recandosi a Pithiviers per un “gemellaggio di ritorno” che consoliderà il valore educativo, aperto e globale del progetto, offrendo agli studenti competenze linguistiche e professionali indispensabili nel mercato del lavoro odierno. Nei prossimi giorni arriverà all’Ipsar un nuovo gruppo di studenti del BTS Tourisme della Faculté de Métiers – École Hôtelière di Cannes, partner dell’istituto sassarese nell’ambito delle attività di FSL e di partenariato internazionale.




Non una targa, ma una visione: il giorno in cui Olbia ha detto grazie.

di Fausto Farinelli

Il 15 gennaio 2026, a Olbia, la città ha vissuto una giornata destinata a restare nella memoria collettiva: prima nella Sala consiliare del Comune, poi all’Aeroporto di Olbia, istituzioni, sindaci e rappresentanti del territorio si sono ritrovati per un atto solenne ma tutt’altro che rituale. L’intitolazione dello scalo a Karim Aga Khan IV è stata raccontata non come una semplice variazione di toponomastica, ma come il riconoscimento pubblico di una visione che ha inciso sul destino della Gallura e, per estensione, dell’intera Sardegna: una visione capace di trasformare l’accessibilità dell’isola, generare infrastrutture e lavoro, e indicare un modello di sviluppo in equilibrio tra crescita, qualità e tutela del paesaggio. In quella doppia cornice — l’aula istituzionale e la soglia concreta del viaggio — la Sardegna ha scelto di dire “grazie” con un gesto duraturo, consegnando a cittadini e visitatori un nome che racconta una storia e, soprattutto, una direzione.


L’intervento del sindaco Settimo Nizzi

Nel suo intervento in aula consiliare a Olbia, il sindaco Settimo Nizzi ha aperto con una lunga serie di ringraziamenti istituzionali — alla principessa Zahra Aga Khan, alla presidente della Regione Alessandra Todde, al viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi, al presidente ENAC Pier Luigi Di Palma e al CEO di Geasar Silvio Pippobello — estendendoli ai sindaci del territorio, al vicepresidente della Giunta regionale Giuseppe Meloni, ai consiglieri regionali e ai parlamentari, ai vertici della magistratura, al prefetto Grazia La Fauci e alle autorità civili e militari presenti, oltre al Consiglio comunale e alla Giunta di Olbia; quindi ha chiarito il senso della giornata: “dare una risposta concreta” al bene ricevuto, ricordando il Principe Karim Aga Khan IV come un benefattore unico nella storia recente della Sardegna, arrivato “non per portare via, ma per lasciare”, capace — a suo dire — di generare sviluppo, benessere, opportunità di studio per i giovani e infrastrutture, guidando una trasformazione “armoniosa” e rispettosa dell’ambiente, lontana da ogni logica speculativa; e proprio per questo, ha concluso Nizzi, la presenza delle istituzioni e della comunità diventa un atto di riconoscenza non scontato, un modo per fissare memoria e identità anche per chi non l’ha conosciuto e un segnale che quell’eredità continuerà a essere amata e raccontata nel tempo.


Silvio Pippobello: la cronostoria e l’eredità umana

Nel suo intervento, Silvio Pippobello ha parlato con evidente emozione e con un senso di responsabilità personale, ricordando di essere tra i pochi — forse l’ultimo ancora in servizio nel settore dei trasporti — ad aver lavorato direttamente con il Principe, e sottolineando come la grande affluenza e le tante richieste di partecipazione, arrivate anche da mondi diversi da quello aeroportuale, dimostrino quanto questo momento fosse percepito come necessario e non rinviabile. Senza sovrapporsi alle parole già pronunciate dal sindaco e dalla presidente Todde, Pippobello ha scelto di fissare una cronostoria concreta di quella visione che, a suo giudizio, ha lasciato un segno indelebile in Sardegna: nel 1960 la riqualificazione dell’aeroporto di Olbia-Venafiorita segna l’inizio dell’avventura;

nel 1963 nasce Alisarda, che avvia una nuova stagione per i collegamenti aerei dell’isola; negli anni successivi cresce il sistema legato alla Costa Smeralda, con lo sviluppo dello scalo e la definizione della società di gestione (che Pippobello colloca nel 1985 come snodo decisivo); nel 1986 ricorda anche il coinvolgimento del Principe in un comitato di ambito europeo, a conferma di una proiezione internazionale del progetto; tra 1990 e 1991 Alisarda evolve e diventa Meridiana, consolidando un ruolo di compagnia regionale di riferimento; nel 2000 viene realizzato un grande hangar per dare impulso alla manutenzione aeronautica e portare tecnologia e know-how; nel 2003 arriva un importante ampliamento dell’aeroporto; nel 2004, a Roma, viene firmata la convenzione per la gestione complessiva dello scalo; nel 2007 nascono due realtà operative che rafforzano il comparto, una orientata all’aviazione privata e una ai servizi aeroportuali; infine nel 2009 si completa il terminal dell’aviazione generale, chiudendo un ciclo di crescita che — ha rimarcato — non riguarda solo infrastrutture e numeri, ma un’idea di sviluppo costruita con amore per la Sardegna, rispetto per il territorio, per l’ambiente e soprattutto per le persone. In chiusura, Pippobello ha aggiunto un passaggio intimo: accanto al Principe, ha detto, ha imparato un metodo fatto di concretezza, calma e autorevolezza gentile, una lezione trasmessa più con l’esempio che con le parole, che ha segnato profondamente la sua carriera e che oggi rappresenta, insieme al ricordo di altri protagonisti di quella stagione, l’eredità più preziosa anche sul piano umano.


Alessandra Todde: un gesto politico e un atto di responsabilità

Nel suo intervento, la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde ha salutato le autorità e i sindaci presenti, ricordando che, quasi un anno fa, l’isola ha dato l’ultimo saluto a Karim Aga Khan IV con un gesto “non rituale ma politico”, condiviso all’unanimità dalla Giunta, perché la sua scomparsa non riguardava soltanto una figura internazionale, ma “una parte profonda della storia contemporanea” della Sardegna. Oggi, ha spiegato, quel sentimento si traduce in un atto concreto e duraturo: l’intitolazione dell’aeroporto di Olbia al Principe Aga Khan non è un omaggio simbolico, ma il riconoscimento pubblico di una visione che ha cambiato il destino di questo territorio e, in larga misura, dell’intera isola. Todde ha definito il Principe un autentico valorizzatore della Sardegna: in un contesto naturale straordinario e complesso seppe immaginare un modello di sviluppo quando la parola “turismo” non aveva ancora il significato attuale, e la Costa Smeralda — ha sottolineato — non nacque come sfruttamento del territorio, ma come progetto culturale, urbanistico ed economico fondato su rispetto del paesaggio, armonia architettonica e qualità degli insediamenti, capace di dimostrare che crescita e tutela non sono in contraddizione se guidate da una visione lunga. Quella visione, ha aggiunto, si tradusse in scelte decisive: quando nel 1963 fondò Alisarda, non creò soltanto una compagnia aerea, ma affermò un principio strategico, che la Sardegna non doveva essere pensata come periferia bensì come centro, e che lo sviluppo non sarebbe arrivato “attendendo” collegamenti dall’esterno, ma costruendoli; Alisarda, voluta e finanziata personalmente, divenne parte di un disegno più ampio per rendere l’isola accessibile, garantire continuità nei collegamenti e aprire la Sardegna all’Europa e al mondo. Insieme alla compagnia aerea, ha proseguito Todde, il Principe contribuì a edificare un sistema completo fatto di aeroporto, porto e infrastrutture strategiche in grado di generare sviluppo, lavoro e anche alta qualificazione senza ricorrere in modo massiccio alle risorse pubbliche, e anche questo resta un segnale rilevante. Per questo, ha concluso, intitolare oggi l’aeroporto al suo nome non è un atto celebrativo ma un’assunzione di responsabilità: un aeroporto è una soglia, il primo e l’ultimo luogo che molti vedono arrivando o lasciando l’isola, e dedicarla a Karim Aga Khan significa affermare una Sardegna che non teme il mondo, ma sceglie di dialogare con il mondo con identità, misura e ambizione. La presidente ha infine ringraziato il Comune di Olbia, ENAC, Governo e tutte le istituzioni coinvolte per aver reso possibile la giornata, e la famiglia Aga Khan per la presenza in un luogo segnato profondamente da quella storia.


La Principessa Zahra Aga Khan: memoria, visione e cura del paesaggio

Nel suo intervento, la Principessa Zahra Aga Khan ha scelto un tono sobrio e profondamente personale, ringraziando i presenti senza soffermarsi su un elenco formale di autorità e rivolgendo un riconoscimento particolare al sindaco di Olbia per l’iniziativa e al sindaco di Arzachena — insieme ai suoi predecessori — per la collaborazione costruita negli anni. A nome di tutta la famiglia, ha definito l’intitolazione dell’aeroporto a Karim Aga Khan IV un gesto “commovente e significativo”, perché i collegamenti aerei e lo sviluppo dello scalo hanno “aperto le porte” dell’isola e reso possibile la crescita futura, risultando determinanti anche per l’opera avviata in Costa Smeralda. Con un ricordo vivido, ha evocato l’infanzia e i primi arrivi a Olbia, quando “si passava due volte: la prima per allontanare le pecore dalla pista e la seconda per atterrare”, sottolineando così, con forza simbolica, quanto sia stata radicale la trasformazione dell’accessibilità della Sardegna. La Principessa ha quindi richiamato la visione del padre come progetto di lungo periodo fondato sulla creazione di istituzioni durature più che sulla sola immissione di risorse, e su una pianificazione meticolosa “a ogni livello”, dalle infrastrutture alla cura del territorio fino ai dettagli più minuti degli edifici; in questo quadro ha ricordato il ruolo centrale del Comitato di Architettura, concepito per garantire che le costruzioni non prevaricassero la natura. Ha inoltre evidenziato l’amore profondo del Principe per la Sardegna e la sua gente, il rispetto per l’artigianato locale — ceramica, tessitura, ricamo, lavorazione del ferro — e la tutela dell’ambiente come obiettivo costante, raccontando la cura quotidiana per spiagge e paesaggio e la ricerca di equilibrio tra sviluppo e salvaguardia ecologica, sulla terra e in mare. Infine, ha ribadito che l’impatto della Costa Smeralda è stato per suo padre motivo di gioia non solo per i risultati locali ma per l’effetto sull’intera isola, e ha espresso la gratitudine della famiglia verso tutti coloro che hanno contribuito a realizzare e a custodire quell’eredità, riconoscendo nel tributo di oggi un segno concreto di memoria e responsabilità collettiva.


ENAC, Di Palma: dall’“aeroporto non luogo” all’aeroporto come motore economico

Nel suo intervento, il presidente di ENAC Pier Luigi Di Palma ha sottolineato con sincerità quanto la cerimonia di Olbia fosse fuori dall’ordinario: dopo oltre trent’anni nel trasporto aereo, ha ammesso di non aver mai vissuto un momento istituzionale così carico di commozione, “pieno di fasce tricolori” e quindi rappresentativo dell’intera isola. Proprio questa partecipazione, secondo Di Palma, contribuisce a cambiare anche lo sguardo sugli aeroporti: spesso definiti “non luoghi” dal punto di vista architettonico e simbolico, oggi si rivelano invece per ciò che sono realmente, il centro dello sviluppo economico di un territorio, una soglia che condensa identità, relazioni e futuro. In questo senso, ha spiegato, l’intitolazione non è una semplice integrazione di un nome, ma un atto che affianca all’infrastruttura un significato pubblico e civile, in linea con un percorso che ENAC sta portando avanti negli ultimi anni nel riconoscere figure che hanno segnato il Paese e la sua modernizzazione. Pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, Di Palma ha ricordato di aver lavorato a lungo con il suo team — citando in particolare Trivi e Trivellin — definendoli tra le persone più educate e istituzionalmente rispettose incontrate nella sua carriera, esempio concreto di un metodo che univa iniziativa privata e profondo rispetto delle regole e delle istituzioni. Da quella esperienza, ha aggiunto, deriva una lezione che considera attualissima: la visione del trasporto aereo come leva capace di dare un volto diverso all’economia di un territorio, anche nel contesto europeo dei processi di liberalizzazione e privatizzazione. Di Palma ha quindi legato questa visione ai risultati: dagli anni in cui lo scalo contava poche centinaia di migliaia di passeggeri all’oggi, con un aeroporto stagionale capace di attrarre oltre 4 milioni di viaggiatori, numeri che testimoniano una ricaduta economica enorme; e ha ricordato anche il ruolo della compagnia aerea — da Alisarda a Meridiana e oltre — come strumento di “conoscenza” e apertura di un territorio allora poco accessibile, fino a rendere la Sardegna, nel cuore del Mediterraneo, una destinazione di riferimento. Infine, ringraziando il sindaco per l’impulso dato al percorso, ha ricostruito il passaggio istituzionale che ha reso possibile l’intitolazione: ENAC, ha detto, se ne è fatta interprete presso il Governo, con una delibera strategica adottata nella primavera 2025, resa poi operativa grazie alla collaborazione con il Ministero e alla presenza del viceministro, e ha concluso riconoscendo che l’intensità e l’unità dimostrate oggi — fino alla commozione percepita in sala — sono la misura più chiara di quanto l’opera del Principe abbia lasciato un segno reale, condiviso e ancora vivo.


Il viceministro Edoardo Rixi: investimenti, continuità territoriale e “casa” Sardegna

Nel suo intervento, il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato di aver accolto con convinzione l’idea dell’intitolazione pur non avendo conosciuto personalmente il Principe, perché — ha detto — bastano le opere e l’impronta lasciata sul territorio nazionale per comprenderne la statura: una visione rara, capace di trasformare in senso positivo un’area allora marginale, armonizzando turismo di qualità, tutela del paesaggio e servizi per la popolazione residente. Rixi ha sottolineato il valore simbolico della scelta di celebrare l’evento in inverno, quando la Sardegna è più isolata e la comunità vive con maggiore evidenza i limiti della continuità territoriale: un modo per ricordare che lo sviluppo non è solo “stagione” ma diritto quotidiano, 365 giorni l’anno. Richiamando l’effetto moltiplicatore degli investimenti iniziali — “che hanno contaminato” positivamente, generando ulteriori iniziative lungo la costa da Olbia fino a Santa Teresa e oltre la Costa Smeralda — il viceministro ha rimarcato come un territorio “sconosciuto” negli anni Cinquanta e Sessanta sia diventato oggi uno dei poli del turismo mondiale di qualità. Nel suo ragionamento ha inserito anche alcuni numeri, legando la crescita alla capacità infrastrutturale e al sistema dei trasporti: l’aeroporto di Olbia come infrastruttura strategica, l’indotto turistico dell’area, la spesa complessiva dei visitatori in Sardegna. Ma il punto politico, ha insistito, non è la celebrazione della ricchezza in sé: è il messaggio che l’Italia deve trasmettere ai propri figli, cioè che la sua storia non si è fermata all’Ottocento e che il Paese sa crescere anche grazie a chi ha creduto nei territori senza stravolgerli, accompagnandoli con equilibrio. Da qui l’appello a una “squadra” istituzionale capace di costruire partnership pubblico-private, investimenti e servizi stabili, senza demonizzare il capitale privato ma governandolo dentro regole chiare, e con la stessa attenzione da riservare alle infrastrutture terrestri e marittime e alla battaglia europea per superare i vincoli che penalizzano le isole sul tema della continuità territoriale. Rivolgendosi alla Principessa, Rixi ha voluto poi rimarcare che quella sala piena, senza distinzioni politiche, rappresenta un’idea semplice e potente: Olbia e la Sardegna “sono casa”, e l’amore ricevuto dal territorio — perché non è arrivato solo turismo, ma rispetto e cura — oggi viene ricambiato. In chiusura, ha lasciato un’immagine destinata a durare: dedicare l’aeroporto significa consegnare alle generazioni future una chiave di lettura, affinché, tra anni, figli e nipoti possano capire perché questa parte d’Italia è diventata una “perla” riconosciuta nel mondo; perché, ha concluso, la Sardegna era bella anche prima, ma allora “lo sapevamo solo noi”, mentre oggi lo sa il mondo intero.


Il messaggio che ha lasciato il Principe Karim è senz’altro un messaggio di ispirazione per tutti. L’ispirazione, in fondo, è come un faro nella nebbia: non ti costruisce la strada al posto tuo, ma ti indica una direzione quando intorno è incerto, e ti costringe a scegliere se restare fermo o metterti in cammino. L’esempio di Karim Aga Khan IV è stato proprio questo: non una promessa astratta, ma una luce concreta trasformata in infrastrutture, istituzioni, collegamenti, qualità e rispetto del paesaggio. Ha dimostrato che una visione, se è vera, non resta un’idea: diventa metodo, diventa lavoro, diventa futuro condiviso.




CAPODANNO ALGHERO: È stato un FLOP? Scontro sui Milioni Spesi e Numeri Falsi

Dopo il Capodanno di Sardegna, scoppia la bufera politica ad Alghero. In questo servizio analizziamo lo scontro totale tra Progetto Alghero e Forza Italia. Da una parte la difesa della Fondazione Alghero con 1,7 milioni di euro investiti, dall’altra l’attacco durissimo di Andrea De Logu che parla di “flop”, numeri gonfiati (da 200mila a meno di 100mila presenze) e una strategia regionale definita “a pioggia” e senza meritocrazia.

Nel video scoprirai:

  • I numeri reali dei bandi regionali vinti dalla Fondazione.
  • Perché Forza Italia accusa l’Assessore Cucureddu e il Comune.
  • Il confronto impietoso con il modello turistico della Puglia e “Battiti Live”.
  • Il rischio che Alghero perda la sua centralità a favore di Sassari.

servizio nuovo tg di Alghero






Medaglie senza valore’: FI boccia bandi regionali e chiede conto della comunicazione

Come segreteria cittadina di Forza Italia, abbiano ritenuto non entrare direttamente nel merito del capodanno 2025/2026 proprio per, poter a freddo esaminare criticamente i punti di forza e di debolezza della manifestazione, cercando, come sempre di essere propositivi nell’individuare le eventuali criticità e proporre soluzioni migliorative o alternative. Tuttavia l’odierno comunicato della maggioranza (progetto Alghero non può farci esimere da alcune considerazioni.

Grazie a tutto quello che si è costruito in 30 anni il Capodanno di Alghero continua a rappresentare un punto di riferimento per gli eventi culturali della Sardegna. Il dopo pandemia ed in particolare le edizioni 2022 e 2023 hanno davvero consentito alla città di Alghero di fregiarsi a pieno titolo del nome di “Capodanno di Sardegna”.

L’attuale amministrazione regionale con in testa il suo assessore al turismo Cuccureddu hanno cercato, sin dallo scorso anno di togliere ad Alghero questo ruolo che, con perspicacia, negli anni, si era riusciti a far crescere, partendo da un’idea, sicuramente illuminata, di Antonio Costantino e Franco Serio, per renderlo col tempo un evento sempre più identitario e di caratura nazionale.

Cuccureddu ha ritenuto, non esclusivamente pro domo sua, ma nella speranza di attrarre facili consensi elettorali, di elargire risorse pubbliche per finanziare i capodanno in piazza, senza alcuna strategia e senza tenere in considerazione nessuna “meritocrazia” ma con il solo requisito del “se spendi 1000 ti do 500”. 

E’ quindi bene precisare che le medaglie che Progetto Alghero ascrive alla fondazione (da sempre peraltro, bravissima con  le proprie risorse umane,  ad individuare finanziamenti “strutturali”) siano in questo caso di poco valore, in quanto la scelta della Regione è stata quella di proporre dei bandi la cui accessibilità esulava completamente dalla bontà del progetto, dalla sua valenza culturale, dal ritorno in termini di immagine e promozione della destinazione. Insomma semplici EROGAZIONI A PIOGGIA con il solo principio del chiedi e ti sarà dato. 

Il risultato diciamolo chiaramente, a livello regionale è stato un vero e proprio flop, rispetto a quelle che erano le intenzioni dell’assessore, di creare un prodotto, il “capodanno di Sardegna diffuso”, sia in termini di immagine e di promozione del territorio sia del ritorno economico, basti solo pensare che i numeri millantati (200.000 presenze nelle 18 piazze, non raggiungono, anche sommando le presenze dichiarate dagli organizzatori, le 100.000 presenze, costituite per la quasi totalità da locali residenti e non certamente da turisti. 

L’unico vero risultato tangibile è stato quello di creare una competizione fra città e paesi vicini, alla faccia della creazione di un prodotto regionale. Nessuna concertazione, solo pura concorrenza ed un proliferare di nuovi eventi in competizione fra loro senza alcuna cabina di regia. 

Di ciò si è avuta purtroppo una dimostrazione plastica nel comportamento del sindaco di Sassari, che, dimenticandosi di essere il sindaco della CITTA’ METROPOLITANA, non ha coinvolto il territorio ma ha unicamente pensato alla sua città, copiando di sana pianta il modello Alghero e pensando già di entrare in competizione con le altre località che fanno parte della città metropolitana da lui diretta, senza per il futuro, ad  alcun accenno ad una strategia condivisa ma unicamente pensando al proprio orticello. 

Ed in tutto questo spiace dirlo ma quello che preoccupa è il silenzio e l’appiattimento del nostro Sindaco e della sua maggioranza che non hanno speso una parola per evidenziare questa situazione. Situazione che purtroppo, se non affrontata per tempo porterà ad un asservimento sempre maggiore a Sassari e a un depauperamento di tutto quello che per il Capodanno e per gli eventi in generale, Alghero è stata capace di creare e consolidare negli anni.

Ecco, su questo, anziché ad una difesa d’ufficio si sarebbe dovuto a mio avviso incentrare il dibattito e l’intervento della maggioranza, partendo dal rivendicare il ruolo che ad Alghero spetta e che merita.

Ed infine, anziché cercare di fissare medaglie sul petto che in realtà hanno poca ragione di essere, analizzare e cercare di colmare quelle lacune che inevitabilmente ci son state, iniziando appunto dal comprendere l’inspiegabile comportamento di TV e media regionali che hanno ignorato Alghero. Se è vero, come la maggioranza sostiene, che sono stati investiti 154.000 euro in comunicazione e promozione ci si chiede come siano state destinate e suddivise dette risorse e quale corto circuito vi sia stato. Altro elemento da focalizzare è sicuramente quello della programmazione dei concerti se si vuole realmente dare sostegno al tessuto economico e rendere viva la città, individuando la tre giorni dei concerti con un occhio al calendario e ai “ponti” e non nei lunedì e martedì lavorativi, in modo da poter ospitare almeno un turismo di prossimità .

La regione ha messo a correre sul capodanno 3.600.000, ed il sistema del pubblico quindi i comuni hanno messo altri 3.600.000, quale ritorno ci può essere? ma fermandoci a quelli della regione, con quella cifra si spende quanto la regione puglia (amministrazione di sinistra) spende per il capodanno su canale 5 e per la kermesse estiva battiti Live (settimanale dove le location variano e ci fanno visitare ogni volta una città diversa della puglia ) l’effetto leva sta proprio qui!

Infine senza alcun spirito polemico ma solo per amore di verità un cenno finale  al comunicato di progetto Alghero  nel passaggio nel quale affermano che l’edizione (molto sonnacchiosa per la verità) del San Michele 2025 ha finalmente espresso con chiarezza la sua anima catalana quasi avessero scoperto l’acqua calda dimentichi del fatto che nel 23021 In san Miquel di Alghero ospitò unitamente a tanti eventi il festivale del Folkore Catalano che ritornò ad Alghero dopo venti anni e che fece permeare l’intera città dello spirito catalano inframezzato a quello sardo.

Per la segreteria cittadina di Forza Italia

Il segretario Andrea Delogu




Sennori scalda i motori per il Carnevale: iscrizioni in chiusura il 17 gennaio

Pro Loco e Comune invitano i rappresentanti di carri e parate ad aderire al più presto alla manifestazione regina d’inverno del territorio e cuore pulsante, assieme a “Calici di stelle”, della promozione turistica locale

SENNORIScadono sabato 17 gennaio le iscrizioni alla 27esima edizione del Carnevale Sennorese, che detiene la corona di regina d’inverno tra le manifestazioni di punta del frizzante centro romangese. La Proloco di Sennori, in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale, invita tutti i gruppi e le associazioni a partecipare ufficialmente a uno degli eventi più sentiti del Nord Sardegna. Un’iniziativa che, insieme a “Calici di Stelle”, rappresenta il cuore pulsante della promozione turistica locale.

La macchina organizzativa è già in moto da mesi per trasformare le vie del paese in un palcoscenico di colori, musica e radici profonde, senza trascurare un particolare riguardo all’aspetto della sicurezza, al fine di garantire alle famiglie e ai visitatori un clima sereno e tanto sano divertimento.

Sono in calendario tre appuntamenti imperdibili: il 12 febbraio la grande festa del Giovedì Grasso sarà dedicata ai bambini; sabato 14 febbraio arriverà il momento clou, quello della “Sfilata Grande” con il passaggio dei carri allegorici e delle parate; il 17 febbraio la sfilata conclusiva del Martedì Grasso attraverserà di nuovo le vie del centro per salutare definitivamente il Carnevale 2026.

Nell’ottica degli organizzatori il clima di festa sarà un vero e proprio omaggio all’identità sennorese, affiancando ai carri moderni le maschere più suggestive ed enigmatiche della tradizione sarda e, in particolare, i Gigantes, fiore all’occhiello della manifestazione.

Per partecipare con carri o parate è necessario contattare la Proloco tramite i canali ufficiali dell’associazione, scrivendo all’indirizzo [email protected] o contattando i numeri 320/8374159 e 377/5903062.




Alghero: €183k per la Posidonia e Dubbi sull’Indotto Capodanno. Addio a Peppo Manni



L’Addio a Peppo Manni La comunità di Alghero e Fertilia saluta l’avvocato Giuseppe Manni, scomparso stamane alle 4:00. Ricordato come una persona solare, i funerali si terranno domenica 11 gennaio.

Posidonia: Perché paghiamo ancora il trasporto? È polemica sulla gestione dei rifiuti. Con la determinazione dell’8 gennaio 2026, il Comune ha liquidato oltre 183.000 euro per trasportare Posidonia e sabbia a Quartu Sant’Elena. L’interrogativo politico è chiaro: perché l’impianto di trattamento di San Marco, nato per abbattere i costi, non è ancora pienamente operativo?

Fondazione Alghero e i numeri del Capodanno Il presidente Graziano Porcu rivendica un indotto di 1,5 milioni per il Capodanno, ma mancano i dati certificati (il cosiddetto “conto satellite del turismo”). Con l’assenza di voli internazionali fino a marzo e la crescita dell’e-commerce, l’impatto reale sul commercio locale è tutto da verificare.

Sanità e Sicurezza nel Nord Sardegna L’AOU di Sassari è al collasso con 45 ricoveri extra al giorno, una crisi che colpisce anche i pazienti di Alghero. Sul fronte sicurezza, il procuratore di Tempio Pausania segnala un aumento di traffico di droga e violenze domestiche nel Nord dell’isola.




Lirica, successo per Dave Monaco a Sassari

Con Ars Aurelia il piacere dell’Opera è per tutti. Palazzo di Città in visibilio per il primo concerto ufficiale del tenore siciliano dopo la conquista del podio al concorso “Operalia 2025” diretto da Plácido Domingo

SASSARI – Un pianoforte. Una voce. Un palcoscenico e un teatro pieno di gente. Le dita scivolano sulla tastiera e la voce di Dave Monaco vien fuori potente dal silenzio, avvolgendo ogni angolo del teatro in un caldo abbraccio di suggestioni che toccano il cuore. L’intensità degli acuti è intervallata da applausi scroscianti. È la magia della lirica.

Con un caleidoscopio di emozioni, il 3 gennaio al Civico di Sassari, è calato il sipario sulla rassegna “Voci di Natale”, che ha ammaliato gli spettatori per tre serate di concerti a firma di Ars Aurelia.

L’evento conclusivo, il “Dave Monaco Recital”, ha inaugurato il tour che vedrà il tenore siciliano impegnato – dopo la conquista del podio di Operalia 2025 – in alcuni dei teatri più importanti al mondo. Un’occasione straordinaria per il territorio di Sassari, che si conferma un punto di riferimento per la cultura musicale internazionale.

«Ringrazio la città, l’associazione Ars Aurelia e gli spettatori, che in questo teatro, un piccolo gioiello, mi hanno fatto sentire a casa, da isolano a isolano – ha affermato Dave –. Ho trovato un pubblico caloroso, affettuoso, molto attento. È stata una bellissima scommessa e spero di ritornare presto».

Accompagnato al pianoforte dal maestro sassarese Marco Schirru, l’artista ha proposto opere senza tempo di Gluck, Mozart e Rossini. Quindi un’incursione ne L’Arlesiana e addirittura nella zarzuela, in omaggio al recente podio di Operalia. Poi arie emblematiche di Donizetti e alcuni tra i più suggestivi classici della tradizione lirica napoletana.

Nel corso della serata, condotta da Simone Azzu, la direttrice artistica Irene Dore ha presentato sul palco la squadra di Ars Aurelia, associazione impegnata nell’organizzazione e promozione di importanti iniziative culturali legate alla musica di qualità: «Siamo arrivati all’ultima data di Voci di Natale, il bilancio è stato molto positivo, il teatro sempre pieno e il pubblico entusiasta – ha detto Dore –. Tanti affezionati, tanti amici, tanti volti nuovi e anche tanti giovani. E questo ci rende orgogliosi. Uno degli obiettivi è quello di veicolare, in modo estremamente fruibile, un prodotto come l’opera lirica per renderlo accessibile a tutti, con l’idea di portare valore concreto al territorio. La stagione 2026 è appena iniziata e abbiamo in programma tanti nuovi appuntamenti per i prossimi mesi».

A fine concerto, Dave Monaco si è intrattenuto a dialogare con il pubblico ricevendo, tra gli altri, i complimenti del sindaco Giuseppe Mascia, in prima fila tra gli spettatori. La rassegna è inserita nel cartellone ufficiale del Natale sassarese ed è resa possibile grazie al sostegno del Comune di Sassari, della Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione di Sardegna, Rete Thamus.




L’incanto di “Les Étoiles” ammalia il pubblico di Sassari

Grande successo al Comunale per il gala internazionale di fine anno firmato Daniele Cipriani per “Corpi in Movimento”

L’auspicio e l’invito di Anbeta Toromani: “Torniamo a vivere la danza a teatro”

SASSARI. «Torniamo nei teatri, torniamo nelle sale per vedere la danza e qualsiasi forma d’arte, poiché c’è bisogno di bellezza e di viverla dal vivo». Più che un invito, un auspicio di fine anno lanciato da Anbeta Toromani alla fine del grandioso spettacolo “Les Étoiles”, di cui è stata protagonista il 30 dicembre, al Teatro Comunale di Sassari, assieme ad altre stelle del balletto internazionale per la serata conclusiva del festival “Corpi in movimento 2025”.

Assieme al compagno Alessandro Macario, Toromani ha interpretato “Invincible grace” di Ivanenko e “Romeo e Giulietta” di Amodio tra applausi scroscianti. «Eseguire quest’ultimocapolavoro tutto italiano è stato un privilegio e un onore. Essere una coppia anche nella vita ci ha permesso di entrare nel ruolo più facilmente, portando in scena più sinergia e più complicità».

Volto celebre della seconda edizione di “Amici” di Maria De Filippi, Anbeta è stata prima ballerina in numerosi teatri internazionali e italiani, dal Teatro nazionale di Tirana al San Carlo di Napoli, dal Teatro Massimo Vittorio Emanuele di Palermo al Sferisterio di Macerata: «Ho fatto di tutto per divulgare il più possibile la danza classica – ha affermato – “Amici” ha certamente contribuito a riavvicinare i giovani all’arte coreutica, ma in tv basta fare zapping per cambiare canale. Spero che quel pubblico ritorni anche al teatro, nei cinema, nelle sale, dove si sceglie di andare, dove il sipario si apre, si sentono le emozioni degli artisti, le aspettative delle persone, c’è un’energia che arriva, si scambia, è come cibarsi di cose belle».

La stessa energia che ha pervaso il Comunale di Sassari per una prestigiosa produzione Daniele Cipriani Entertainment sotto la direzione artistica di Anna Lea Antolini. Un vero omaggio all’arte tersicorea, apprezzato da un pubblico di tutte le età. Tra i passi a due più virtuosi è andata in scena la versione completa di “Le Corsaire” di Marius Pepita, con Maria Celeste Losa e Mattia Semperboni, primi ballerini alla Scala di Milano, che hanno padroneggiato una tecnica raffinata fondendo insieme energia e grazia: «Sicuramente la danza porta gioia, passione e felicità – hanno commentato i due danzatori – e pensiamo sia un ottimo modo per finire l’anno, anche per regalare dei momenti di cultura e bellezza».

A interpretare il candore del Cigno Bianco e la magnetica seduzione del Cigno Nero sono stati invece David Motta Soares dello Staatballet Berlin e Teatro Bolshoi di Mosca e Liudmila Konovalova della Wiener Staatballet, che hanno regalato al pubblico i passi più celebri de “Il Lago dei Cigni” nelle coreografie di Ivanov e Petipa sulle musiche di Čajkovskij.

L’inserimento di diversi stili ha permesso contrasti di rara intensità, passando dal rigore del tutù alla fluidità del linguaggio moderno: «Penso sia sempre molto importante portare uno stile contemporaneo, che aggiunge qualcosa di speciale a queste serate di gala», ha dichiarato Matteo Miccini, primo ballerino a Stoccarda, che si è esibito in uno spettacolare “Kiss a crow” di Goecke e quindi nel

seducente pas de deux “Daydreamers” con Diana Georgia Ionescu dello Stuttgart Ballet.

Un uso sapiente del disegno luci ha tramutato il palcoscenico in un luogo senza tempo dove, nel defilé conclusivo,tutti gli artisti hanno salutato il pubblico in un memorabile finale di serata e di anno all’insegna della bellezza. Il festival “Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi in collaborazione con la Regione Sardegna, la Fondazione di Sardegna, il Mic e il Comune di Sassari.