Vinitaly, al via a Verona la 58ma edizione della quattro giorni dedicata al vino con oltre 110 aziende sarde.

L’assessore Agus: “Una vetrina internazionale per confermare la qualità dei nostri prodotti e progettare il futuro del settore”

Verona, 12 aprile 2026 – Al via questa mattina a Verona la 58ma edizione del Vinitaly che vede, tra i protagonisti, la Regione Sardegna che nel suo padiglione ospita 80 aziende sarde, a cui si aggiungono altre 32 cantine dell’Isola negli altri spazi della manifestazione. L’assessore dell’Agricoltura, Francesco Agus, ha partecipato alla cerimonia d’apertura nel pala Expo di Verona Fiere a cui hanno preso parte la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il vicepresidente del Consiglio dei Ministri Antonio Tajani, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e i ministri dello Sviluppo economico Adolfo Urso, del Turismo Gianmarco Mazzi e della Cultura Alessandro Giuli, insieme agli esponenti delle più importanti istituzioni del mondo del vino. “In un contesto che mette in luce le peculiarità dei nostri prodotti il primo dato è quello dei tanti accordi commerciali siglati tra i nostri produttori e i buyer di tutto il mondo – evidenzia l’assessore Agus – il Vinitaly è una vetrina di livello mondiale, è ancora la fiera principale sul vino in tutto il mondo e la Sardegna si presenta con tante realtà produttive, alcune molto grandi e consolidate nel tempo, altre nate da pochi anni ma già alle prese con mercati di livello internazionale. La volontà della Regione è quella di sostenere questa spinta da parte dei produttori ma anche quella di mettere a sistema questo mondo variopinto e fare in modo che non si tratti di un episodio isolato o semplicemente della partecipazione a una fiera, ma si ragioni su come creare un sistema economico attorno al vino”.

L’Assessorato ha curato per la Collettiva regionale composta da 80 aziende, regolarmente ammesse secondo la graduatoria pubblicata sul sito della RAS, sette eventi istituzionali per promuovere talk, approfondimenti e degustazioni sui vini prodotti dal territorio, con l’obiettivo di puntare i fari sul posizionamento della Sardegna come regione leader nella biodiversità vitivinicola e, oltre ai grandi numeri, evidenziare il valore aggiunto del “modello Sardegna” con le caratteristiche di longevità, territorio incontaminato e vitigni autoctoni unici. Tra gli eventi di oggi anche “Cannonau: il vino giovane” curato da Sardegna Ricerche: “Il tema dei giovani e del vino, del bere consapevole e del bere sano è al centro di qualunque ragionamento – spiega Agus – e come Regione Sardegna abbiamo voluto fare un esperimento, anziché parlare dei giovani, abbiamo dato la parola ai giovani e attorno al vitigno principe, il Cannonau, si è realizzata una ricerca che oggi viene presentata dai ragazzi e ragazze che l’hanno portata avanti”

Il vino della Sardegna a Verona, in dialogo con le più prestigiose realtà vitivinicole delle altre regioni d’Italia, in un contesto unico, con uno spazio di 100 mila metri quadrati e oltre 4 mila espositori, uno scambio privilegiato per le aziende dell’Isola: “Stiamo parlando del prodotto italiano più esportato e più conosciuto nel mondo – sottolinea Agus – e anche un prodotto che contribuisce a rinforzare l’unità nazionale, perché non c’è momento di unità maggiore nel nostro paese come al Vinitaly. È realmente il contesto in cui le regioni si confrontano e i produttori si scambiano best practices tra realtà diverse. Adesso è arrivato il momento di ragionare su una maturità della viticoltura in Sardegna e capire tutti insieme, in un tavolo di filiera o comunque in un ragionamento collettivo, dove vogliamo arrivare nei prossimi anni”.

L’assessore Agus ha partecipato a diversi eventi nel padiglione Sardegna e visitato tutti gli stand degli espositori sardi. Nel pomeriggio ha partecipato inoltre alla Cerimonia del Premio “Angelo Betti” dove ha consegnato il riconoscimento a Giuseppe Gabbas, dell’omonima azienda ai piedi del Supramonte, tra le più apprezzate e premiate.




Il Cala di Volpe riapre il 16 aprile

Inizia ufficialmente la stagione 2026

con l’hotel icona della Costa Smeralda

Per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio, l’hotel invita a vivere la Sardegna 

con il clima mite della primavera, panorami esclusivi e comodi collegamenti aerei 

Porto Cervo, 13 aprile 2026 – Dal 16 aprile l’Hotel Cala di Volpe riapre le sue porte, prontoad accogliere gli ospiti tra panorami mozzafiato e l’eleganza senza tempo di uno degli hotel più iconici del Mediterraneo. 

Dopo l’apertura del Cervo Hotel lo scorso 27 marzo, anche l’Hotel Cala di Volpe annuncia ufficialmente l’inizio della stagione 2026, confermandosi punto di riferimento dell’ospitalità di lusso in Costa Smeralda.

L’albergo icona della Costa Smeralda, gestito da Marriott International per conto di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority, insieme al Pevero Golf Club e diversi bar e ristoranti, lancia un segnale forte, con l’apertura programmata già per i lunghi ponti dopo la Pasqua, dal 25 Aprile al Primo Maggio. Una stagione sempre più lunga per la Costa Smeralda, che andrà avanti fino ad autunno inoltrato. 

I numerosi collegamenti diretti con i principali aeroporti rendono l’Hotel Cala di Volpe facilmente raggiungibile anche durante i ponti del 25 Aprile e del Primo Maggio. 

La riapertura dell’Hotel Cala di Volpe non rappresenta soltanto un appuntamento simbolico, ma conferma la sua vocazione di destinazione iconica dell’ospitalità di lusso in Costa Smeralda. Fin dalla sua nascita negli anni Sessanta, la struttura si è affermata come luogo emblematico, capace di attraversare le epoche mantenendo intatta la propria attrattività. 

Oggi, l’Hotel Cala di Volpe ribadisce il proprio ruolo di riferimento dell’ospitalità internazionale, distinguendosi per un’offerta di altissima qualità che coniuga identità territoriale e visione globale, in un contesto di stagionalità sempre più estesa.

L’HOTEL CALA DI VOLPE. Concepito negli anni Sessanta dal rinomato architetto e scultore Jacques Couëlle, l’Hotel Cala di Volpe ha recentemente vissuto un imponente progetto di ristrutturazione, curato dagli architetti francesi Bruno Moinard e Claire Bétaille di 4BI & Associés. L’intervento ha saputo armonizzare tradizione e innovazione, combinando pareti caleidoscopiche in vetro, legno e intonaco decorato, con dettagli raffinati come la terracotta setosa e i tessuti che impreziosiscono gli ambienti.

Le 121 camere e suite, attentamente rinnovate — alcune riprogettate dallo studio italiano Dordoni Architetti — esaltano il fascino originale dell’hotel, fondendo design straordinario e comfort di altissimo livello, per un’esperienza senza precedenti.

Tra le proposte di soggiorno spicca la Harrods Suite, vera e propria gemma della struttura. Firmata da Harrods Interior Design Studio, è composta da tre suite indipendenti, ciascuna con bagno privato e ampie zone giorno, oltre a una cantina di vini e a un bar in marmo, integrati da tecnologie moderne. Al piano superiore, una terrazza privata con piscina a sfioro regala una vista mozzafiato sulla baia del Cala di Volpe. 

Per gli amanti della cucina, l’hotel offre un percorso gastronomico d’eccellenza come il pluripremiato ristorante Le Grand, che propone un’esperienza raffinata in un contesto senza tempo.

L’esperienza continua con gli aperitivi sulla terrazza panoramica dell’Atrium Bar e con i sapori mediterranei del ristorante del Pevero Golf Club, che è stato recentemente premiato per la “Migliore Carta dei Vini” alla terza edizione degli Champagne Perrier-Jouët Golf Restaurant Awards. 

Il benessere trova invece la sua massima espressione nella Shiseido Spa, un luogo sospeso dove il tempo sembra rallentare e ogni dettaglio è pensato per favorire il rilassamento. Qui, rituali ispirati alla tradizione giapponese si intrecciano con la più avanzata innovazione, dando vita a percorsi olistici che accompagnano gli ospiti verso una profonda sensazione di equilibrio e armonia. Circondata da rilassanti elementi di design, è un rifugio perfetto per conciliare e rigenerare mente e corpo. 

Ampia anche l’offerta dedicata allo sport e al tempo libero: aree fitness indoor e outdoor, sport acquatici, campi da tennis e padel di ultima generazione, oltre alla prestigiosa Mouratoglou Academy. Completa l’esperienza il celebre Pevero Golf Club, unico campo da golf nella destinazione e progettato dal leggendario Robert Trent Jones. Il campo da golf offre un percorso a 18 buche immerso in un paesaggio di rara bellezza: tra formazioni rocciose uniche, laghi naturali e i profumi della macchia mediterranea, ogni partita si trasforma in un’esperienza indimenticabile. Con i suoi 6.107 metri, par 72, e le sfide del vento di maestrale, il campo mette alla prova anche i golfisti più esperti, offrendo al contempo strutture d’eccellenza e un servizio attento e cordiale in un ambiente esclusivo e raffinato.

LA SARDEGNA IN PRIMAVERA. La primavera, inoltre, rappresenta uno dei momenti più affascinanti per vivere la Sardegna: temperature miti, luce naturale e ritmi più distesi contribuiscono a delineare in modo autentico l’identità della destinazione. È la stagione ideale per esplorare il mare nella sua dimensione più autentica, con escursioni in barca alla scoperta di scenari mozzafiato, tra cui il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena; percorrere sentieri immersi nella natura, come il Pevero Health Trail; degustare i vini del territorio nelle cantine locali e immergersi nelle tradizioni di una terra millenaria.

A partire da aprile, l’offerta si arricchisce di percorsi enogastronomici. Riconosciuta come Blue Zone, la regione propone una tradizione culinaria fondata su semplicità, stagionalità e convivialità, valorizzata attraverso proposte diversificate e di alto profilo.




Turismo, primo confronto tra il ministro Mazzi e le Regioni: trasporti, strutture e flussi al centro del dialogo

Il primo incontro in videoconferenza tra il nuovo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, e gli assessori regionali ha segnato l’avvio di un confronto sulle priorità del settore. Tra i temi emersi, particolare attenzione è stata riservata ai collegamenti aerei, al rinnovamento delle strutture ricettive e a una gestione più equilibrata dei flussi turistici.

Nel corso della riunione, gli assessori hanno portato all’attenzione del ministro alcune questioni considerate urgenti per il comparto. Il confronto è servito soprattutto a delineare un percorso di collaborazione tra governo e territori, in un momento ritenuto delicato ma anche ricco di opportunità per il turismo italiano.

Uno dei punti più sensibili riguarda il trasporto aereo. È stata evidenziata la necessità di garantire una tutela concreta per il settore turistico in caso di eventuali limitazioni nella disponibilità di carburante per gli aerei. Il tema tocca da vicino sia i voli charter sia quelli di linea, oltre all’aviazione generale, con una preoccupazione particolare per gli aeroporti delle isole, dove l’approvvigionamento di jet fuel viene considerato strategico.

Sul tavolo anche il capitolo delle strutture ricettive. È stata sottolineata l’esigenza di un piano coordinato di incentivi, costruito insieme tra livello nazionale e regionale, per sostenere l’ammodernamento di alberghi e strutture extra-alberghiere. L’obiettivo è migliorare la qualità dell’offerta e rendere più competitivo il patrimonio ricettivo italiano, intervenendo sia sulla modernizzazione degli immobili sia sulla qualificazione dei servizi.

Un altro passaggio importante ha riguardato la lotta al sommerso e la necessità di proseguire sulle politiche di destagionalizzazione e delocalizzazione. L’intento è evitare che i flussi turistici si concentrino eccessivamente negli stessi luoghi e negli stessi periodi dell’anno, favorendo invece una distribuzione più sostenibile e più equilibrata delle presenze.

Nel corso dell’incontro è stato anche evidenziato il momento favorevole vissuto dalla Sardegna. L’isola viene indicata come una delle realtà più dinamiche del panorama turistico nazionale, grazie a una crescita significativa delle presenze negli ultimi due anni e a una serie di riconoscimenti internazionali che ne hanno rafforzato l’immagine all’estero.

Tra i motivi di soddisfazione vengono richiamati i traguardi raggiunti sul piano della visibilità e dell’attrattività, con premi e citazioni di rilievo internazionale, oltre alla prospettiva di grandi eventi capaci di consolidare ulteriormente il posizionamento della Sardegna tra le destinazioni più apprezzate.

Se devi caricare altri testi sullo stesso argomento, mandameli pure e aspetto il tuo via prima di lavorare su un’eventuale versione definitiva.




ALLARME CROLLO NELLE CASE POPOLARI “AREA” SARDEGNA: FAMIGLIE E DISABILI GRAVI ABBANDONATI A RISCHIO DELLA VITA.

Un’intera palazzina di edilizia pubblica rischia il collasso strutturale tra pilastri corrosi e crepe. Nonostante i sopralluoghi del 2025, l’Ente regionale è sparito. I residenti, tra cui malati di Alzheimer e invalidi al 100%, annunciano per lunedì l’intervento d’urgenza dei Vigili del Fuoco.

Olbia – Una tragedia annunciata si sta consumando nel totale silenzio delle istituzioni. In una palazzina condominiale di edilizia residenziale pubblica di proprietà di AREA Sardegna, situata in Via Vincenzo Bellini 81 , intere famiglie stanno vivendo da mesi la concreta paura che il proprio condominio possa collassare da un momento all’altro.

L’incubo è iniziato alla fine dello scorso anno. Il 4 dicembre 2025 i residenti denunciarono gravi danni strutturali sotto il porticato dello stabile, causati da copiose perdite provenienti dalle tubazioni del primo piano, al punto che il soffitto iniziava ad aprirsi. A fronte dei reiterati allarmi, AREA inviò due incaricati per un sopralluogo e per l’acquisizione di rilievi fotografici. In quell’occasione furono date ampie rassicurazioni: l’interventò tecnico dei geometri (nella figura del Geom. Tocco) sarebbe avvenuto a gennaio, subito dopo le vacanze di Natale.

Da allora, il buio totale. Nessuna chiamata, nessuna email, nessun intervento tecnico. Ad oggi, aprile 2026, l’Ente è di fatto scomparso e il perdurante immobilismo ha aggravato la situazione portandola oltre il limite critico.

Oggi i danni sono estesi ed allarmanti: l’acqua ha intaccato pesantemente i pilastri portanti che sorreggono il primo e il secondo piano. L’intera palazzina, anche all’esterno, risulta gravemente danneggiata: lo scivolo si è deformato e sta letteralmente crollando. Ma non è tutto; all’interno del sistema fognario le perdite d’acqua hanno toccato e stanno deteriorando i pilastri fondativi stessi dell’edificio mettendo a repentaglio la stabilità dell’intera struttura.

A rendere moralmente e umanamente inaccettabile questa situazione è l’assoluto disprezzo per la vita dei residenti dello stabile. Nella palazzina minacciata dal crollo abitano soggetti estremamente fragili, che avrebbero bisogno della massima tutela sociale e sanitaria: nella stessa verticale risiedono un invalido riconosciuto al 100%, un’anziana malata in terapia del dolore e, al piano superiore, un paziente affetto dal morbo di Alzheimer. Persone deboli e indifese, costrette oggi a vivere reclusi in una potenziale trappola per via della negligenza dell’Ente regionale.

Di fronte a un rischio così imminente, i residenti hanno deciso di passare alle vie di fatto prima che si consumi una tragedia. Dopo aver inviato una formale diffida tramite PEC ai vertici di AREA Sardegna, hanno annunciato che lunedì mattina chiameranno in via d’urgenza i Vigili del Fuoco affinché una squadra completa possa ispezionare l’intera struttura, mettere in sicurezza l’area seppure a fini precauzionali, e stilare una relazione tecnica ufficiale sul rischio di crollo da portare eventualmente in Procura.

“Non vogliamo essere l’ennesima notizia di cronaca nera nei telegiornali,” dichiarano i residenti esasperati. “Le istituzioni ci hanno completamente abbandonati e ignorano deliberatamente le condizioni di grave malattia e di disabilità che ci impediscono persino di scappare in caso di disastro. Pretendiamo un intervento tempestivo, prima che avvenga l’irreparabile”.




Arzachena, successo per il Pasquetta Sound Festival: in 15 mila a Cannigione per Fedez, Michielin e ManuelitoMusica, arte urbana e tradizioni nel centro storico e nel borgo sul mare

Arzachena, 7 aprile 2026. Quindicimila persone hanno invaso il parco Riva Azzurra di Cannigione per il gran finale del Pasquetta Sound Festival 2026, che ha visto alternarsi sul palco Francesca Michielin, Fedez e Manuelito per tre ore di spettacolo aperto dal Dj Corraddo Appeddu. La maratona musicale, organizzata dal Comune di Arzachena con la società SVL Synergie e il supporto dell’Assessorato al Turismo e Artigianato della Regione Sardegna, ha confermato la destinazione come polo dei grandi eventi primaverili nell’Isola.

Dei 18 brani in scaletta cantati da Fedez e Michielin, il culmine dello spettacolo è stato raggiunto con i duetti tra Fedez e Francesca Michielin sulle note di Cigno nero e Magnifico. Il rapper milanese ha omaggiato la bellezza del mare sardo lasciando al pubblico il compito di intonare l’ultima strofa di Senza Pagare, prima dei saluti, mentre la Michielin ha emozionato i presenti scendendo dal palco per abbracciare un gruppo di fan speciali, i ragazzi disabili ospiti dell’area dedicata in prima fila.

La rassegna, promossa dall’assessore allo Spettacolo Nicoletta Orecchioni, ha coinvolto le associazioni locali Gruppo Folk Santa Maria di Arzachena, Comitato Festa Patronale Arzachena Fidali 1986/2001, Amici di Nemo, Comitato festa Patronale San Giovanni Battista, Associazione San Giovanni Battista. In diversi momenti del weekend hanno animato piazza Risorgimento e il parco Riva Azzurra con lo street food. Fondamentale il coordinamento della sicurezza garantito dai Carabinieri guidati da Bernardino Spagnulo, dalla Polizia di Stato di Porto Cervo diretta dalla dirigente Valentina Piras e dalla Polizia Locale sotto il comando di Simone Testa, oltre al supporto della Coop. Servizi sanitari soccorso Sardegna, dell’Avis di Perfugas e dei Barracelli di Arzachena.

“Arzachena si conferma location ideale per i grandi eventi – dichiarano il sindaco Roberto Ragnedda e l’assessore Orecchioni –. Dopo il concerto di Capodanno con Achille Lauro e l’attesa apertura del Lebonski Park per il live di Salmo a luglio, il successo del concerto di Pasquetta mette a segno ulteriori punti per la nostra destinazione, aggiungendo un ulteriore tassello all’offerta di attrazioni storiche, artistiche e naturalistiche. Il territorio si consolida come una meta di riferimento per il turismo anche in primavera e genera ricchezza per l’economia locale. Apriamo con ottimismo il periodo di maggiore afflusso turistico: la forte presenza di tedeschi, austriaci, svizzeri registrata si aggiunge ai tanti visitatori della penisola che hanno soggiornato in hotel e case vacanza, oltre ai tanti proprietari di seconde case che hanno colto l’occasione della Pasqua per tornare nel nostro territorio e prendere parte agli eventi”.

Il weekend è iniziato sabato 4 aprile nel centro storico con l’inaugurazione dell’undicesima edizione della Scalinata di Santa Lucia. Emiliano Fava, del collettivo torinese Truly Design Crew, ha presentato l’opera Upwards, un’installazione ispirata alla progressione di Fibonacci che ha già fatto il giro dei social. La serata inaugurale è proseguita in piazza Risorgimento con lo show Isola in Festa di Giuliano Marongiu e l’energia della Mi La Band, gruppo musicale arzachenese in tour per la presentazione dell’ultimo disco Giuda. Anche il pomeriggio di domenica è stato un’occasione di divertimento con le Olimpiadi Pasquali pensate per famiglie e bimbi nel parco di Cannigione.




PREMIO COSTA SMERALDA 2026, Si aggiunge un tassello al Premio Costa Smeralda: a Emilio Isgrò il Premio Cultura del Mediterraneo 2026

Il prestigioso riconoscimento celebra il Maestro della “Cancellatura” alla vigilia della sua grande retrospettiva londinese presso la Estorick Collection.

Porto Cervo, 7 aprile 2026 – Il Premio Costa Smeralda 2026 conferisce il prestigioso Premio Cultura del Mediterraneo a Emilio Isgrò, protagonista assoluto dell’arte concettuale internazionale che ha saputo rivoluzionare il rapporto tra parola e immagine. Questo riconoscimento intende omaggiare un autore capace di trasfigurare le proprie radici siciliane in una riflessione universale, gettando ponti ideali tra le sponde del mare nostrum e le più complesse geografie mondiali. Attraverso un linguaggio colto e stratificato, Isgrò esplora l’identità collettiva tramite la sua celebre “Cancellatura“. Lungi dal rappresentare un atto di negazione o una deriva censoria, questo gesto si configura come un potente strumento di rigenerazione creativa: oscurando il testo, l’artista sottrae la parola all’egemonia dei mass media per restituirle centralità, dignità e un nuovo, dirompente significato. 

Nel celebrare il Maestro, il Premio Costa Smeralda riconosce il valore di una pratica artistica che connette, trasformando l’assenza del segno in una voce eloquente che invita i popoli alla riscoperta di una memoria comune, capace di attraversare indenne i secoli e le nazioni. Soprattutto nel mare nostrum, quello che ha dato origine alla civiltà occidentale e di cui non solo Isgrò è figlio ma testimone delle mutazioni e dei cambiamenti, in un’ottica di riflessione sulla identità mediterranea che non ha mai smesso di interrogare.

L’inesausto impegno di Isgrò nel riconnettere e ridisegnare le rotte della conoscenza verrà celebrato dalla grande retrospettiva ospitata, dal 20 maggio al 6 settembre 2026, presso la Estorick Collection di Londra. La mostra Emilio Isgrò: Erasing to Create, nata dalla sinergia tra il Consolato Generale d’Italia a Londra e la Fondazione Emilio Isgrò, documenta oltre sei decenni di sperimentazione, ripercorrendo l’evoluzione del Maestro dalla poesia visiva degli esordi fino alle iconiche indagini su carte geografiche e mappamondi. Proprio in queste ultime opere, la rimozione intenzionale di toponimi e confini invita a una riconsiderazione delle nostre idee di spazio e storia, scardinando le barriere identitarie a favore di una fratellanza culturale che riconosce nel Mediterraneo non solo un’origine geografica, ma un luogo capace di creare identità nell’unione e nel dialogo. L’appuntamento londinese, arricchito da 35 capolavori e da un’opera inedita concepita appositamente per l’evento, ribadisce l’urgenza del messaggio di Isgrò, oggi più che mai. 

Il Premio verrà conferito a Isgrò sabato 18 aprile al Conference Center di Porto Cervo, nel corso della cerimonia pubblica di premiazione. 

L’iniziativa, promossa dal Consorzio Costa Smeralda e sponsorizzata da Smeralda Holding, si conferma tra gli appuntamenti più significativi del panorama culturale italiano, capace di valorizzare l’eccellenza culturale e il dialogo tra diversi linguaggi espressivi, trasformando Porto Cervo nel palcoscenico dove le grandi voci della contemporaneità si incontrano per interpretare il presente. 

Il Premio Costa Smeralda 2026 si distingue anche quest’anno per l’alta qualità delle opere e degli autori selezionati nelle terne finaliste per le categorie Narrativa e Saggistica, scelte come di consueto da una giuria d’eccellenza guidata da Stefano Salis e composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio. I vincitori assoluti verranno proclamati nel corso della cerimonia di premiazione di sabato 18 aprile, durante la quale verrà inoltre assegnato il Premio Internazionale a Javier Cercas e il Premio Speciale al Comandante Giuseppe Lai, già Comandante della nave scuola Amerigo Vespucci, che ha guidato durante lo storico tour mondiale iniziato nel 2023 e conclusosi nel 2025.

Partner e sponsor principale della manifestazione è Smeralda Holding.
L’organizzazione operativa, l’allestimento scenografico e la produzione dell’evento di premiazione sono affidati a Filmmaster, che ha inoltre realizzato il logo, l’immagine grafica coordinata e il concept del premio.

L’appuntamento con la cerimonia pubblica di premiazione è sabato 18 aprile alle ore 17.30 al Conference Center di Porto Cervo.
L’accesso all’evento è libero.




L’Officina Filosofica approda a Oristano con l’Istituto Bellieni

Da venerdì 17 aprile dieci incontri a cadenza settimanale con Daniela Masia per riscoprire l’autenticità individuale e attraversare indenni la standardizzazione degli algoritmi e la società dei “like”

ORISTANO. L’Officina Filosofica dell’Istituto Bellieni approda nel cuore di Oristano. L’appuntamento inaugurale è fissato per venerdì 17 aprile, alle 17.30, nei locali di Via Cagliari 183, con un debutto atteso che segna una nuova tappa nel percorso di divulgazione culturale dell’Is.Be, portando in città il seminario di filosofia pratica dal titolo “Conosci te stesso nell’era digitale: identità e autenticità tra social e maschere”.

Il percorso, a cura e conduzione di Daniela Masia Urgu, si articolerà ogni venerdì dalle 17.30 alle 19.30, attraverso dieci incontri a cadenza settimanale, offrendo ai partecipanti uno spazio di riflessione critica sulla contemporaneità.

In un’epoca in cui gran parte della nostra esistenza trascorre mediata dagli schermi, il seminario pone una domanda cruciale: quanto della nostra identità ci appartiene realmente? Se gli algoritmi-oracolo sembrano conoscerci meglio di noi stessi, suggerendo desideri e comportamenti, il rischio è quello di soccombere a una standardizzazione invisibile.

Il percorso dell’Istituto invita a riscoprire l’antica regola socratica del “Conosci te stesso”, ripartendo dal concetto di atopos: quella singolarità imprevedibile e inclassificabile dell’anima che sfugge alle logiche dei sistemi predittivi. L’obiettivo è analizzare come non farsi schiacciare dai modelli digitali, cercando di ritrovare la propria autenticità dietro le maschere costruite per ottenere l’approvazione sociale online.

Per orientarsi nel labirinto della modernità liquida, l’Officina Filosofica proporrà un confronto con il pensiero di grandi filosofi contemporanei e del passato. Attraverso le lenti di Byung-Chul Han, Zygmunt Bauman e Michel Foucault, i partecipanti esamineranno il passaggio dall’identità reale alla proiezione digitale. La riflessione sarà orientata verso pratiche etiche capaci di recuperare l’imprevedibilità del singolo e la profondità dei legami umani, troppo spesso sacrificati sull’altare della velocità e della superficialità digitale.

Il seminario si svolgerà interamente in presenza. Per consultare il programma completo e ricevere ulteriori dettagli sulle modalità di partecipazione, è possibile scrivere a [email protected]