Sassari, Masterclass di clarinetto di Simone Simonelli

Uno speciale laboratorio del Primo clarinetto del Teatro San Carlo di Napoli. Il 31 maggio Concerto finale a Santa Maria di Betlem per il Festival Internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco

SASSARI. Simone Simonelli, Primo clarinetto del Teatro San Carlo di Napoli, venerdì 29 maggio sarà a Sassari per una masterclass di approfondimento dello strumento musicale a fiato di cui è un virtuoso e uno straordinario conoscitore. La masterclass si svolgerà negli spazi della Biblioteca Francescana di Santa Maria di Betlem, dove domenica 31 maggio, alle 16, si concluderà con il Concerto finale dell’ensemble di clarinetti.

Notevole il curriculum di Simonelli, che si è diplomato in clarinetto con il massimo dei voti sotto la guida del maestro Ciro Scarponi al Conservatorio di musica di Perugia, dove ha conseguito anche il Diploma di laurea di II livello in Discipline musicali-Clarinetto con il massimo dei voti e la lode.

Ha già ricoperto il ruolo di Primo clarinetto nell’Orchestra Gran Teatro La Fenice di Venezia, e ha al suo attivo numerosi concerti sia come solista che come componente di numerose orchestre prestigiose: Teatro alla Scala di Milano, Filarmonica della Scala di Milano, Gran Teatro La Fenice, Teatro dell’Opera di Roma, Orchestra Sinfonica Nazionale Rai di Torino, Teatro San Carlo di Napoli, Orchestra Comunale di Bologna solo per citarne alcune.

Ha al suo attivo diverse registrazioni radiofoniche e discografiche con Euphonia, Naxos, The Voice Classic. L’esperienza concertistica è affiancata da un’importante attività didattica.

Il concerto è inserito all’interno della programmazione del Festival Contrasti 2026-Spring Edition diretto da Laura Cocco, uno spazio di incontro tra linguaggi musicali, generazioni e visioni artistiche, nato per offrire al pubblico esperienze di alto valore culturale.

La manifestazione è organizzata dall’associazione Contrapunctum ETS ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Sassari, il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari all’interno del network Salude&Trigu. Per info e prenotazioni chiamare il numero 347 482 2192 o inviare un’email a [email protected].




Tra Porto Torres e Sassari i concerti di Syemf e Accademia Galan

Venerdì e sabato la freschezza dei giovani musicisti incontra il patrimonio barocco: trentacinque talenti sul palco sotto la guida di Alberto Sanna per “Note senza tempo”

SASSARI – Due concerti da non perdere tra Porto Torres e Sassari in cui l’Accademia Galan e il Festival SYEMF celebrano l’alta formazione musicale e abbracciano la valorizzazione dei talenti del territorio in un contesto di forte sinergia internazionale. Si parte venerdì 29 maggio, alle 19, nella Sala Filippo Canu di Porto Torres, dove gli studenti dell’Accademia di musica antica Cristóbal Galán, sotto la prestigiosa direzione artistica e la guida del maestro Alberto Sanna (primo violino concertatore), si uniranno ai musicisti provenienti dalle accademie collegate di Nuoro, Olbia, Milano e Londra, a cui si è associata di recente la nuova realtà di Caltanissetta, e la Early Music Youth Orchestra. L’ingresso è libero e gratuito.

Il programma musicale offrirà un viaggio emozionante tra Rinascimento e Barocco, pensato specificamente per valorizzare un’orchestra giovanile alle prese con gli strumenti antichi, dai grandiosi Concerti Grossi di Arcangelo Corelli e Georg Friedrich Händel, fino alle travolgenti danze rinascimentali come il celebre “Ballo del Granduca”.

«Il cuore pulsante del progetto, che l’associazione Dolci Accenti porta avanti con dedizione da sei anni, è l’attività didattica e l’opera di divulgazione e promozione – dicono gli organizzatori –. Una vera e propria missione sociale e culturale che quest’anno vedrà esibirsi ben trentacinque ragazzi. È bello vedere questi giovani – che si sono impegnati per mesi con dedizione, lasciando da parte il cellulare e altri svaghi – pronti finalmente a esibirsi su un palcoscenico importante».

L’ensemble orchestrale vanta una composizione generazionale ricchissima, dagli allievi delle scuole medie a indirizzo musicale e dei licei musicali del circondario fino ad allievi del Conservatorio di Sassari, affiancati da un nucleo di cinque professionisti nel ruolo di tutor e insegnanti. Sul palco saranno affiancati da docenti e interpreti d’eccezione come Calogero Sportato (arciliuto, tiorba e chitarra barocca), Daniele Cernuto (violoncello barocco) e Andrea Lubino (percussioni storiche).

Il secondo appuntamento è per sabato 30 maggio, alle 19, al Teatro Civico di Sassari, con ingresso gratuito e prenotazione obbligatoria al seguente indirizzo https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSfaJMz1r_LbDudZe33bQ-O5EdTvb3oWZTJdGtgVg-kcmy06dg/viewform.

L’iniziativa è inserita nel calendario del Festival internazionale di musica antica “Note senza Tempo”, organizzato da Dolci Accenti con il patrocinio e il supporto della Regione Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e dei comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo. L’evento è inserito all’interno del network “Salude&Trigu” (VIII edizione)della Camera di Commercio di Sassari e ha il patrocinio del REMA (European Early Music Network). Il programma dettagliato può essere consultato sul sito web www.notesenzatempo.it.




Wizz Air blinda il Nord Sardegna: piano di espansione record e la scommessa sui mercati dell’Est

ALGHERO (27 Maggio 2026) – Più del doppio dei posti a sedere , cinque nuove rotte internazionali , una flotta guidata dalla più avanzata tecnologia sostenibile e una partnership industriale fondata sulla fiducia reciproca. Wizz Air lancia la sua sfida per la stagione estiva nel Nord Sardegna, mettendo sul piatto una crescita senza precedenti che unisce gli scali di Alghero e Olbia in un’unica visione di sviluppo territoriale.

L’occasione per tracciare la rotta di questo potenziamento è stata l’innovativo Media Breakfast tenutosi ad Alghero. All’incontro hanno preso parte i massimi vertici della gestione aeroportuale del Nord Sardegna, tra cui l’amministratore delegato Silvio Pippobello e il direttore commerciale Mario Garau, insieme a Raffaele Ciaravola (relatore dell’incontro) e al protagonista della giornata, Salvatore Gabriele Imperiale, Corporate Communications Manager di Wizz Air.

Insieme hanno celebrato un legame nato nel 2013 con il primo storico volo Alghero-Bucarest e che oggi, dopo aver superato le alterne fasi della pandemia, consolida un nuovo e ambizioso capitolo strategico.

I numeri del boom: +108% di capacità nel Nord Sardegna

I dati ufficiali del network descrivono un’operazione commerciale di impatto massiccio sull’economia dell’isola. Durante la Summer Season 2026, i posti messi in vendita da Wizz Air tra Alghero e Olbia saliranno a 439.000 , segnando un incremento complessivo del 108% rispetto ai 212.000 posti messi a disposizione nel 2025.

Il balzo in avanti più clamoroso si registra sullo scalo di Alghero. Raffaele Ciaravola ha evidenziato con forza la portata dell’operazione: “Alghero va a incrementare quasi di tre volte i voli che venivano fatti prima, registrando un +253% di aumento sui posti in vendita per la stagione estiva ”. Numeri straordinari, supportati da oltre 250 voli già operati ad Alghero nel solo avvio del 2026 (+583% vs 2025) , che consolidano la compagnia come il terzo vettore dello scalo per quota di mercato , con una market share specifica del 13,8% nell’anno corrente.

Dal 2013 a oggi, la presenza di Wizz Air nel Nord Sardegna si riassume in traguardi storici impressionanti: oltre 1,5 milioni di posti in vendita complessivi , più di 1,3 milioni di passeggeri trasportati e un’attività che nel solo 2025 ha registrato oltre 910 voli operati sui due scali.

Il nuovo Schedule Estivo 2026 nel dettaglio

La nuova offerta della compagnia si divide tra il lancio di collegamenti internazionali inediti da Alghero e il forte potenziamento delle frequenze domestiche e continentali da Olbia.

Le 5 Nuove Rotte da Alghero:

L’allargamento degli orizzonti su Alghero punta dritto verso l’Europa centrale, l’Italia continentale e i Balcani, con tariffe d’attacco altamente competitive ed esclusive isolane:

Rotta Frequenza operativa Tariffa Base da* Inizio Operazioni
Alghero – Belgrado Lunedì, Mercoledì, Venerdì 29.99€ 30 Marzo 2026
Alghero – Varsavia Modlin Martedì, Giovedì, Sabato 24.99€ 31 Marzo 2026
Alghero – Tirana Mercoledì, Domenica 19.99€ 24 Giugno 2026
Alghero – Venezia Lunedì, Mercoledì, Venerdì 29.99€ 01 Luglio 2026
Alghero – Skopje Martedì, Sabato 39.99€ 18 Luglio 2026

  • Le tariffe si indicano di sola andata, comprensive di tasse e spese amministrative, con borsa a mano inclusa.

Il Potenziamento delle Frequenze su Olbia:

Per lo scalo di Olbia, dove Wizz Air è presente dal 2021 e ha già movimentato 600.000 passeggeri totali , la Summer Season ’26 prevede oltre 128.000 posti in vendita (+4% vs 2025) concentrati sull’aumento delle frequenze di tre rotte chiave per rispondere sia alla domanda leisure che business:

  • Olbia – Milano Malpensa: Incrementata da 9 a 11 frequenze settimanali.
  • Olbia – Roma Ciampino: Diventa un collegamento a frequenza giornaliera.
  • Olbia – Varsavia Chopin: Fino a 3 frequenze settimanali durante il picco estivo (summer peak).

Sfatato il mito dell’Est Europa “low-spending”

Un passaggio cruciale del dibattito ha riguardato l’identikit del turista proveniente dal Centro-Est Europa. Il direttore commerciale Mario Garau ha smentito categoricamente i vecchi retaggi culturali che associano l’Europa orientale a un turismo a basso valore aggiunto:

“Bisognerebbe affrancarsi da questa falsa concezione per cui Est Europa significa mercato povero. I dati delle indagini annuali a Olbia sulla spesa reale del passeggero certificano che i mercati più interessanti sono proprio quelli dell’Est, in primis la Polonia, soprattutto per quanto riguarda la spesa media non-aviation e l’utilizzo delle lounge. Ci rivolgiamo a mercati di nicchia: il turista che proviene dalle capitali ha una capacità di spesa molto più alta rispetto alla media del Paese”.

A conferma di questo scenario, è stato citato l’esempio dei flussi di viaggiatori polacchi che ad Alghero si dimostrano acquirenti d’élite per comparti di lusso storici come il corallo autentico certificato della Riviera del Corallo.

Sostenibilità e tecnologia: il gigante Wizz Air in Italia

Sul fronte strutturale, Gabriele Imperiale ha illustrato i numeri di una compagnia che punta a raggiungere gli 80 milioni di passeggeri complessivi nel 2026 , forte di una crescita a doppia cifra costante negli ultimi 22 anni e trainata da una flotta globale di 267 aeromobili Airbus.

In Italia, Wizz Air detiene saldamente il 12% della quota di mercato, posizionandosi come la seconda compagnia aerea del Paese. Il mercato italiano è il più grande dell’intero network globale del gruppo per passeggeri trasportati , potendo contare su 309 rotte verso 33 nazioni , 21 milioni di passeggeri trasportati nel solo 2025 , 7 basi operative attive e oltre 1.360 colleghi basati sul territorio nazionale. A supporto di questa centralità, Wizz ha investito ben 40 milioni di euro nel Rome Training Centre, il secondo centro di addestramento del gruppo, dotato di 3 simulatori di volo attivi 24/7.

Il vero pilastro della flotta italiana è però l’innovazione ecologica. “In Italia abbiamo quest’anno 44 aeromobili basati stabilmente e l’intera flotta è composta dal massimo ritrovato tecnologico del settore: gli Airbus A321neo. La tecnologia ‘Neo’ (che rappresenta il 72% della flotta totale del gruppo ) permette di bruciare sensibilmente meno carburante, abbattere le emissioni di $CO_2$ e tagliare drasticamente l’impatto sonoro e le vibrazioni, garantendo un viaggio perfetto al passeggero”, ha spiegato Imperiale.

Il nodo della destagionalizzazione e il “Fattore Rischio”

Se i mesi di spalla registrano ottimi segnali di crescita (con un incremento dell’offerta intorno al 60% sul traffico internazionale), l’amministratore delegato Silvio Pippobello ha invitato l’intera classe imprenditoriale locale a una profonda onestà intellettuale nell’analisi della stagione invernale (Winter), ricordando che i flussi freddi si attestano storicamente a un settimo rispetto a quelli estivi:

“L’espansione di Wizz Air su Alghero e Olbia conferma l’efficacia del percorso di collaborazione avviato tra i due aeroporti del Nord Sardegna e i partner industriali che scelgono di investire stabilmente sul territorio. La crescita dei collegamenti internazionali non rappresenta soltanto un incremento dell’offerta di voli, ma un fattore strategico per migliorare l’accessibilità dell’isola, favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e creare nuove opportunità per il tessuto economico e produttivo locale. La capacità di Alghero e Olbia di operare in maniera coordinata rafforza la competitività del Nord Sardegna e contribuisce a consolidarne il posizionamento all’interno del mercato europeo della mobilità e del turismo ”.

Un concetto di sviluppo commerciale che si sposa perfettamente con la filosofia aziendale della compagnia low-cost. Come ricordato da Gabriele Imperiale, Wizz Air mantiene una forte attitudine imprenditoriale: “Siamo un player solido con miliardi di liquidità, ma rimaniamo una compagnia dinamica disposta a rischiare e persino a fallire sui singoli tentativi pur di testare e aprire nuove opportunità di mercato”.

Una proattività commerciale che ha già portato i manager di Wizz Air a un tavolo istituzionale diretto con la Regione Sardegna e la gestione coordinata dei tre scali sardi, confermando l’interesse del vettore verso i prossimi bandi regionali per l’apertura di nuove rotte e lo sviluppo della continuità territoriale.

Prospettive: verso una base sarda?

Sollecitato sull’eventualità di aprire in futuro una base operativa stabile nel Nord Sardegna (con aeromobili posizionati stabilmente negli scali dell’isola), Gabriele Imperiale ha concluso blindando l’ottimo lavoro svolto finora:

“Continuiamo a credere fortemente nel potenziale del Nord Sardegna e nel ruolo strategico che gli aeroporti di Alghero e Olbia rivestono come porte d’accesso verso il resto dell’Italia e l’Europa. In questo contesto, la nostra programmazione estiva 2026 rappresenta un ulteriore e significativo passo nel percorso di crescita e consolidamento della nostra presenza nella regione, con l’obiettivo di rafforzare in modo sempre più strutturale la connettività internazionale e rispondere a una domanda in costante evoluzione.

Per questo straordinario risultato desideriamo ringraziare Sogeaal e Geasar per la collaborazione, la fiducia e il lavoro che abbiamo costruito nel tempo. La sinergia con le due società è essenziale per sviluppare nuove opportunità di collegamento e contribuire in maniera concreta allo sviluppo turistico ed economico del Nord Sardegna. Let’s WIZZ, Sardegna!




L’estate 2026 segna il ritorno della firma di Dolce&Gabbana al Cala di Volpe




Incontro con l’architetto Enzo Satta sulla storia e il futuro del paesaggio della Costa Smeralda

Nello Spazio Nexus, un viaggio nel linguaggio architettonico unico voluto dal Principe Karim Aga Khan

Arzachena, 20 maggio 2026. Il Comune di Arzachena, in collaborazione con MSD & Partners, ospita un appuntamento culturale dedicato alla genesi e all’evoluzione del modello architettonico che caratterizza la Costa Smeralda. Martedì 26 maggio, alle ore 17:00, nello Spazio Nexus in via San Pietro, l’architetto Enzo Satta, sarà protagonista di un incontro pubblico dal titolo: “Evoluzione dell’architettura nel contesto dello sviluppo urbanistico paesaggistico della Costa Smeralda”. L’iniziativa è promossa dall’assessore all’Ambiente e Pubblica Istruzione, Michele Occhioni.

L’evento, moderato da Mario Sotgiu, rappresenta un’occasione per approfondire lo stato dell’arte, le prospettive future e la storia di un comprensorio che ha ridefinito il concetto di lusso e integrazione paesaggistica a livello globale insieme a un testimone d’eccezione. 

Questo appuntamento divulgativo vuole offrire ai cittadini l’opportunità di incontrare un professionista di altissimo profilo che ha vissuto da protagonista la trasformazione della nostra costa: dalla visione architettonica del Principe Karim Aga Khan IV, ai cambiamenti avvenuti con i passaggi di proprietà del patrimonio immobiliare fino all’evoluzione che vediamo oggi negli hotel e nelle ville in Costa Smeralda – dichiara l’assessore Michele Occhioni.  Studiare le idee alla base della progettazione dei primi edifici e dello stesso villaggio di Porto Cervo, che dovevano armonizzarsi con il contesto naturale, significa acquisire la consapevolezza necessaria per governare le sfide urbanistiche di domani“. 

L’architetto Enzo Satta è tutt’ora componente del Comitato di Architettura del Consorzio Costa Smeralda. Negli anni ‘80 – ‘90 ricoprì il ruolo di coordinatore responsabile dell’Ufficio Planning del piano di sviluppo della Costa Smeralda.

Per decenni, l’architetto Enzo Satta è stato attento custode del sogno della Costa Smeralda – racconta Mario Sotgiu, organizzatore dell’incontro -. Lavorando a stretto contatto con il Principee i più grandi maestri dell’architettura internazionale, Satta ha contribuito a forgiare un linguaggio estetico che fonde eleganza e natura. Il suo racconto permetterà di ripercorrere sessant’anni di storia, svelando come la visione dei fondatori sia diventata un modello di sviluppo unico al mondo”.

L’ingresso è libero. 




Sassari, Silvano Fuso smonta i miti del vivere “secondo natura”

Il 26 maggio, il noto divulgatore scientifico sarà ospite degli “Incontri ravvicinati con la scienza” per esplorare in modo critico il binomio “naturale=buono”

SASSARI. Nell’opinione comune tutto ciò che è “naturale” viene associato spesso a qualcosa di buono o qualitativamente superiore. Ma è proprio così? A fare chiarezza sulla questione, di forte attualità nella società contemporanea, è il saggista e divulgatore scientifico Silvano Fuso, che il 26 maggio alle 17.30, sarà ospite a Sassari degli “Incontri ravvicinati con la scienza”, per un appuntamento imperdibilenell’Aula Lorenzo Mossa del Centro didattico del Dipartimento di Giurisprudenza (viale Mancini 3). L’ingresso è libero gratuito.

Il noto chimico, traendo spunto dal suo lavoro di ricerca dal titolo “Naturale=buono? Miti e leggende del vivere secondo natura” edito da Carocci, guiderà il pubblico in un’analisi rigorosa e critica, scardinando slogan commerciali e preconcetti ideologici per restituire centralità al metodo e al pensiero scientifico.

Al giorno d’oggi, infatti, complice la nostalgia per un passato idealizzato e il desiderio diffuso di uno stile di vita più sano, l’aggettivo “naturale” è diventato un richiamo irresistibile, un vero e proprio sinonimo di salute, sicurezza e genuinità applicato indistintamente all’alimentazione, all’agricoltura, alla medicina e alla cosmesi. Ma siamo davvero sicuri che tutto ciò che è biologico o spontaneo sia intrinsecamente benefico per l’uomo? E quanto c’è di autentico in ciò che il mercato ci propone come tale?

Queste domande troveranno risposta nell’appuntamento di martedì, inserito nella più ampia cornice degli “Incontri ravvicinati con la scienza”, la rassegna di letteratura e divulgazione scientifica promossa e organizzata dal Circolo Culturale Aristeo e dalla Società Astronomica Turritana, in rete con il festival Mediterranea. Culture, scambi, passaggi e il Muniss di Sassari.

Dottore di ricerca in Scienze chimiche, Fuso può vantare una lunga esperienza come docente e divulgatore scientifico. Già membro del Consiglio Scientifico del Festival della Scienza di Genova (2016-2023), è socio emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e fa parte del Comitato di Redazione della prestigiosa rivista “La Chimica nella Scuola” (organo della Società Chimica Italiana).

È noto, inoltre, per la sua attività di saggista e conferenziere. Ha curato nel 2012 la rubrica “Le parole della Scienza” su laRepubblica (insieme a Piergiorgio Odifreddi e Carlo Rovelli), è stato ospite in studio in 11 puntate del programma Nautilus su Rai Scuola e cura un seguito blog sulla testata MicroMega. Per maggiori informazioni contattare il numero 347 6841647 o inviare un’email a [email protected].




IL LAGO DI POGGIO DEI PINI TORNA ALLA COMUNITA’ DOPO GLI INTERVENTI DI MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA

Sicurezza idraulica per le popolazioni e per il territorio grazie a una aumentata capacità che permette di ospitare il passaggio di notevoli quantità d’acqua. La nuova diga di Poggio dei Pini, tanto attesa dalla comunità, è stata collaudata il 14 maggio scorso e inaugurata oggi 22 maggio dal Consorzio di Bonifica della Sardegna meridionale rappresentato da Efisio Perra, presidente del Consorzio, alla presenza dell’assessore all’agricoltura Francesco Agus, di Stefano Secci, dell’ufficio di gabinetto dell’assessorato ai Lavori Pubblici della Regione, di Andrea Mandras, direttore area tecnico ambientale del Consorzio, del sindaco di Capoterra Beniamino Garau, di Gianmarco Tavolacci, presidente della Cooperativa poggio dei Pini, del presidente di Anbi Sardegna Gavino Zirattu.

Un evento che si inserisce  all’interno della Settimana nazionale della Bonifica e della Irrigazione della Associazione Nazionale della Bonifica Italiana che quest’anno la celebra sotto lo slogan “L’acqua coltiva la pace”. “Un tema che si lega perfettamente con l’opera idraulica che abbiamo inaugurato oggi – commenta Efisio Perra, presidente del Consorzio di Bonifica -, perché la tranquillità della comunità viene in questo caso da un’opera importantissima per la gestione dell’acqua. Un’opera che è stata ripensata in funzione di un rischio idrogeologico di cui ora siamo molto più consapevoli”. 

Il piccolo bacino è un punto di riferimento per Poggio dei Pini, e la sua messa in sicurezza e la restituzione alla comunità non rappresentano solamente la conclusione di un mero adeguamento strutturale agli standard di sicurezza, ma una vera e propria risposta alla popolazione segnata dai tragici eventi del 2008.

“I lavori di messa in sicurezza sono stati pensati nel pieno rispetto di un contesto ambientale unico, e di equilibrio visivo – spiega ancora Perra -, per questo i ringraziamenti ai nostri uffici che hanno supervisionato il progetto, sono doverosi, perché la comunità potrà beneficiare di uno spazio nuovo e bello”. A caratterizzare  l’opera lo sfioratore superficiale a becco d’anatra dal lago principale con un sistema che permette il controllo dei sistemi di scarico. “Ma non solo – spiega Andrea Mandras -. E’ stato allargato anche il canale fugatore, ossia il canale che convoglia e allontana rapidamente grandi quantità di acqua. Importante anche la mitigazione ambientale delle sponde per prevenirne tra le altre cose l’erosione. È stata abbassata la piccola diga a valle, e realizzato un manufatto di interconnessione da cui sarà resa disponibile la risorsa. Infine è stata realizzata la casa di guardia dello sbarramento, dalla quale sarà possibile monitorare sempre lo stato della diga con i più avanzati strumenti tecnologici”.

Cronistoria. Dopo il tragici eventi conseguenza dell’alluvione del 2008, che ha interessato il sistema idraulico di Poggio dei Pini, con la tracimazione della diga in terra, il Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale su richiesta della Regione Sardegna si rese disponibile a subentrare alla Società Cooperativa Poggio dei Pini nella proprietà e gestione delle infrastrutture idrauliche, diventando proprietario e gestore degli sbarramenti. 

Nel 2013 ci fu l’individuazione del Consorzio da parte del Commissario Straordinario delegato per la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico della Regione Sardegna come ente che avrebbe dovuto progettare ed eseguire l’intervento, finanziato con fondi dell’Accordo di programma tra il Ministero dell’Ambiente e la Regione Autonoma della Sardegna ed assegnati successivamente al CBSM. 

Del 2014 è il progetto preliminare delle opere e l’avvio della procedura di appalto integrato complesso conclusasi solo nel 2018, dopo un lungo iter amministrativo caratterizzato da numerosi ricorsi, con l’aggiudicazione definitiva della progettazione ed esecuzione da parte dell’impresa RTI “Conscoop Spa – Frida costruzioni srl”. Infine l’approvazione da parte degli uffici regionali del progetto esecutivo nei primi mesi del 2023 dà l’avvio ai lavori a distanza di quasi 15 anni dall’evento che li ha resi necessari.

La somma assegnata di oltre 5 milioni di euro di euro però, per via dell’aumento dei prezzi, non era più sufficiente a coprire i costi, così grazie allo stanziamento di ulteriori 2 milioni di euro da parte dell’assessorato regionale ai Lavori Pubblici si permette finalmente l’avvio dei lavori che vengono realizzati e conclusi in tempi brevi.




A Oristano nasce il primo corso di laurea professionalizzante in Orticoltura e Florovivaismo: il 29 maggio l’incontro con il territorio

Il Consorzio UNO – Promozione Studi Universitari Oristano, insieme al Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, ufficializza l’attivazione, per l’anno accademico 2026/2027, del Corso di Laurea Professionalizzante in Orticoltura e Florovivaismo (classe LP-02) presso la sede decentrata cittadina. Un percorso universitario triennale, fortemente orientato alla pratica, che nasce da una lettura attenta dei bisogni del territorio e che si propone di formare figure tecniche qualificate, capaci di operare con competenza nei comparti orticolo e florovivaistico della Sardegna e non solo. 

Il corso è strutturato su 180 crediti formativi, di cui 50 dedicati al Tirocinio Pratico Valutativo con oltre 1.200 ore di esperienza diretta presso aziende, enti e laboratori del settore. Altri 48 CFU sono dedicati a esercitazioni e attività di laboratorio, che si svolgeranno, oltre che presso alcune imprese del settore, anche presso le aziende didattico-sperimentali di Fenosu e Santa Lucia e i laboratori del Centrolab del Consorzio UNO. Il percorso formativo è progettato per consentire l’accesso alle professioni di agrotecnico laureato, perito agrario laureato e perito industriale laureato (sezione tecnologie alimentari), attraverso le specifiche convenzioni con i rispettivi ordini professionali previste dalla normativa vigente. Attualmente è già attiva la convenzione con il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici Laureati. Una laurea quindi che, fin dal giorno della discussione, consente all’iscritto di esercitare la professione senza ulteriori esami di stato. 

Il settore cambia, la formazione risponde 

Il comparto orticolo e florovivaistico attraversa una fase di profonda trasformazione. L’introduzione di nuove tecnologie, la diffusione dell’agricoltura di precisione, la crescente attenzione alla sostenibilità ambientale e la progressiva specializzazione delle produzioni rendono sempre più urgente la disponibilità di figure tecniche con una formazione solida, aggiornata e immediatamente spendibile. Al tempo stesso, il tessuto produttivo sardo — fatto di imprese agricole, vivai, organizzazioni di produttori, cooperative e filiere agroalimentari — esprime una domanda di competenze che il sistema formativo tradizionale fatica a soddisfare con la necessaria rapidità e specificità. Il Corso di Laurea Professionalizzante in Orticoltura e Florovivaismo nasce per colmare questo divario: un percorso universitario che non guarda al mondo del lavoro come a uno sbocco futuro, ma lo incorpora fin dall’inizio nel progetto formativo.

L’università incontra il territorio

Un corso di laurea professionalizzante non può nascere e crescere senza il coinvolgimento diretto di chi lavora ogni giorno nel settore. Per questa ragione, venerdì 29 maggio, il Consorzio UNO organizza Coltivare Competenze, una giornata di confronto aperta a tutti i soggetti del territorio che hanno un ruolo nel comparto agricolo e florovivaistico.

La giornata si articolerà in due momenti distinti. Alle ore 9.30, nella Sala Riunioni della Biblioteca del Consorzio UNO, è previsto un seminario tecnico riservato agli Ordini professionali — Dottori Agronomi e Forestali, Periti Agrari e Agrotecnici delle province di Oristano e Cagliari — per condividere l’impostazione del percorso, confrontarsi sul carattere abilitante del titolo e raccogliere indicazioni utili a caratterizzare il corso in modo coerente con le competenze effettivamente richieste dal mercato del lavoro.

Alle ore 11.00, nel cortile del Monastero del Carmine, si aprirà la presentazione al mondo produttivo e associativo. Associazioni di categoria del mondo agricolo, imprese, professionisti, enti di sviluppo rurale e agenzie regionali, amministrazioni locali sono invitati a partecipare non come semplici spettatori, ma come interlocutori attivi. L’obiettivo è raccogliere indicazioni dirette sulle esigenze occupazionali del comparto, favorire il coinvolgimento delle imprese nel percorso formativo — a partire dall’accoglienza dei tirocinanti — e avviare la costruzione di una rete stabile tra università, professioni e sistema produttivo locale.

Il coinvolgimento degli stakeholder del territorio non è un passaggio formale: è la condizione necessaria perché un corso professionalizzante funzioni davvero. Le aziende che ospiteranno i tirocinanti, i professionisti che collaboreranno alle attività didattiche, le istituzioni che sosterranno il radicamento del corso nel tessuto locale sono i partner senza i quali questo progetto non può esprimere il suo pieno potenziale. “Coltivare Competenze” è l’occasione per iniziare a costruire insieme queste relazioni.

“Questo corso rappresenta per il Consorzio UNO e per il territorio di Oristano un passo importante – diceGian Valerio Sanna, Presidente del Consorzio UNO -, non solo un arricchimento dell’offerta formativa, ma una risposta concreta a una domanda reale di competenze. Il comparto agricolo e florovivaistico sardo ha bisogno di figure preparate, capaci di innovare e di gestire processi produttivi sempre più complessi. Noi vogliamo formarle qui, a Oristano, in stretto dialogo con le imprese e le istituzioni del territorio. Il 29 maggio è il primo passo di questo percorso condiviso: un invito a costruire insieme qualcosa che abbia radici solide e prospettive concrete.”  

La partecipazione all’evento è aperta e gratuita. 

Consorzio UNO




“MY CARE, SPERANZA E DESIDERIO” DOMENICA 24 MAGGIO AL TEATRO VERDI DI SASSARI

SASSARI – Domenica 24 maggio, alle 17:00, al Teatro Verdi di Sassari, in via Politeama 8, si terrà la restituzione pubblica del progetto “My Care, Speranza e Desiderio”. L’evento è a ingresso libero e gratuito sino a esaurimento posti. 

Il progetto è stato portato avanti da Auser Li Punti ODV, l’associazione di volontariato presente a Sassari dal 2013 – attualmente con più di 300 socie e soci – che da anni si impegna nel favorire l’invecchiamento attivo delle persone anziane, in modo da valorizzarne il loro ruolo nella società, grazie anche alle relazioni e al dialogo tra generazioni, nazionalità e culture differenti. “My Care, Speranza e Desiderio” è nato nell’estate del 2025 – fortemente voluto dalla presidente Anna Maria Marra e dalla vicepresidente Fiorella Cusseddu – a seguito di un avviso del Comune di Sassari per la rete Plus Sassari – Sorso – Porto Torres – Stintino, ed è consistito in una serie di attività e laboratori proposti alle persone anziane autosufficienti residenti nei quattro Comuni della rete, con il sostegno delle Istituzioni comunali e dei rispettivi settori delle Politiche Sociali.

Ben 200 anziani hanno partecipato alle attività, iniziate lo scorso gennaio e sostenute dal Fondo Nazionale delle Politiche Sociali 2019/2020, varie e adatte a tutte le inclinazioni: Teatro, Scherma, Yoga, Musicoterapia, Canto, Biodanza, Lingua dei Segni, Art Counseling, Movimento Dolce, Burraco, un corso di Primo soccorso.

I partecipanti hanno potuto contare su professionisti e specialisti dei laboratori che hanno collaborato al progetto: Pina Ballore, Giulia Sechi, Simonetta Fara, Fabrizio Sanna, Pier Natale Sanna, Evel Zingone, Mariangela Busi, Anna Chiara Achilli, Vanda Giuseppina Guberti e Nives Biosin. Per il coordinamento organizzativo e lo sviluppo del progetto Auser Li Punti si è avvalsa, inoltre, di Roberto Manca e della sua Associazione Culturale Music & Movie, che da anni porta avanti diversi progetti legati a tematiche sociali.

Per informazioni sul progetto e sull’evento di domenica 24 maggio, è possibile chiamare il numero 3490858494. 




Olbia-New York, Arzachena rilancia: il volo diretto accende turismo, investimenti e cultura

Il nuovo collegamento tra Olbia e New York viene letto come un passaggio decisivo per la Gallura e per la Costa Smeralda.
Per il sindaco Roberto Ragnedda non è soltanto una novità nei trasporti, ma un segnale forte di crescita internazionale, capace di aprire nuove opportunità per il territorio.


Un collegamento che rafforza il profilo internazionale

Ad Arzachena il volo diretto per New York viene accolto come una conferma del peso sempre più forte della Costa Smeralda sul piano internazionale. Per Roberto Ragnedda, i dati presentati durante l’evento raccontano con chiarezza l’interesse crescente del mercato americano verso questo tratto di Sardegna, considerato ormai un punto di riferimento riconoscibile in tutto il mondo.

“Questo volo Olbia-New York conferma la forza attrattiva della Costa Smeralda”.

Il sindaco descrive la fase attuale come una stagione particolarmente favorevole per Arzachena e per tutta la Gallura, tra promozione internazionale, investitori in arrivo e voglia di crescita. In questa prospettiva, la nuova tratta aerea rappresenta un tassello in più nel percorso di apertura verso altri continenti.

“È un momento d’oro per Arzachena e per la Gallura”.
“È un momento epocale che rafforza il nostro territorio”.


La spinta non si ferma al turismo balneare

Nel ragionamento del primo cittadino, la novità non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi visitatori. Il collegamento con gli Stati Uniti viene visto anche come una leva per attrarre investimenti e creare nuove prospettive economiche, con effetti che potrebbero andare oltre la sola stagione estiva.

“Sarà l’occasione non soltanto per promuovere oltremodo la nostra destinazione, ma anche per attingere nuovi investitori”.

Ragnedda lega questo scenario a una crescita che deve produrre ricadute durature, soprattutto per i più giovani. L’idea è quella di consolidare un territorio sempre più competitivo, senza perdere il legame con la propria identità.

“Dobbiamo far sì che ci sia sempre una grande possibilità di crescita per le nostre future generazioni”.


Il museo della Costa Smeralda come nuovo tassello

Tra i progetti che il sindaco collega a questa fase di sviluppo c’è anche quello di un museo capace di raccontare la storia, l’architettura e l’anima della Costa Smeralda. L’acquisizione recente di un immobile ritenuto strategico viene considerata un passaggio concreto in questa direzione.

“Abbiamo acquisito un bene strategico”.
“Non si tratta soltanto di un valore economico, ma di un valore intrinseco alla nostra comunità”.

L’obiettivo, spiega Ragnedda, è arricchire l’offerta per chi arriva in Gallura, affiancando al mare una proposta culturale più ampia. Non solo spiagge, dunque, ma anche architettura, artigianato, prodotti tipici, enogastronomia e memoria del territorio.

“La missione è far sì che i nostri visitatori possano apprezzare il nostro mare e le nostre spiagge, ma vedere anche qualcosa in più”.


Immobiliare, domanda alta e mercato che cambia

Il sindaco osserva poi come il mercato immobiliare della zona stia attraversando una trasformazione profonda. I valori continuano a crescere, soprattutto nel segmento alto, mentre molte operazioni riguardano riqualificazioni e rilanci di strutture nate decenni fa e oggi non più adeguate alle richieste di una clientela internazionale.

“Il mercato immobiliare oggi si è completamente trasformato”.
“I numeri dicono che i valori stanno crescendo moltissimo per quelle che sono le realtà altospendenti”.

In questo scenario, anche l’entroterra sta conquistando spazio. Non solo perché alcune aree costiere risultano più sature, ma anche perché sempre più investitori cercano privacy, natura e autenticità, elementi che le zone interne possono offrire con forza crescente.

“Molti investitori ritrovano nel nostro entroterra una grande opportunità”.
“Garantisce una privacy unica che in altre parti del nostro territorio magari non hai”.


La scommessa sull’entroterra e sulla stagione lunga

Per Ragnedda, il territorio va osservato nel suo insieme, senza fermarsi alla sola immagine della fascia costiera. La sfida, secondo il sindaco, è distribuire meglio i flussi, valorizzare siti archeologici e produzioni identitarie, e costruire una proposta capace di prolungare la stagione turistica.

“Bisogna cercare di vedere il territorio a tutto tondo”.
“La fascia costiera è il nostro biglietto da visita, però bisogna stare attenti a un’evoluzione che ci sta integrando a livello territoriale”.

È in questo passaggio che il volo per New York assume, nelle parole del sindaco, un significato che va oltre la semplice connessione aerea: diventa uno strumento per allargare lo sguardo e rafforzare anche le aree meno legate al turismo balneare tradizionale.


“Dal mare al Limbara”, una visione che torna attuale

Nel finale, Ragnedda richiama la visione originaria che ha accompagnato la nascita della Costa Smeralda, quella di uno sviluppo capace di superare i confini della costa e coinvolgere il territorio in modo più esteso. È una lettura che lega il presente a un’idea più ampia di crescita, diffusione delle opportunità e valorizzazione delle eccellenze locali.

“Dal mare all’imbaro era una delle massime”.
“La lungimiranza stava proprio nel fatto che la Costa Smeralda non doveva essere un enclave chiuso”.

Per il sindaco, il nuovo collegamento internazionale, i progetti culturali e l’interesse economico verso la zona sembrano oggi ricomporre un disegno più ampio. Un passaggio che viene vissuto come storico e che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà trasformarsi in una crescita concreta e diffusa.

“Si chiude un cerchio, si concretizzano diversi sogni”.
“Siamo veramente molto soddisfatti e orgogliosi di essere testimoni di questo momento storico”.