Olbia-New York, Nizzi: “Un passaggio storico per la città e per tutta la Sardegna”

Il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York apre una fase nuova per il nord-est dell’isola. Per Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia di Gallura, non è solo una novità nei trasporti, ma una vera occasione di crescita per il territorio.

Una giornata che segna un punto di svolta

Per Nizzi, l’avvio della rotta diretta con gli Stati Uniti ha un valore che va oltre i confini cittadini. “È una giornata storica per la nostra città, ma soprattutto per l’intera Sardegna”, osserva, spiegando che il nuovo volo rappresenta una risposta concreta a una difficoltà vissuta per anni da chi doveva raggiungere l’America partendo dall’isola.

Finora, racconta, il viaggio verso New York significava quasi sempre passare da Roma o Milano, affrontando scali, attese lunghe e partenze all’alba. “Chi ha avuto la fortuna di andare a New York sa quanto sia stato complicato dover fare trasferimenti, aspettare magari una mattinata intera o alzarsi prestissimo per prendere il primo aereo”, sottolinea.

La scelta di Olbia come segnale di fiducia

Secondo il sindaco, la decisione di una compagnia internazionale di puntare su Olbia è un riconoscimento importante per tutto il territorio. “Questa compagnia così importante ha creduto nel nostro territorio”, dice Nizzi, rimarcando che non si parte da zero, perché la Gallura e la Sardegna sono già conosciute all’estero.

Ma la novità, da sola, non basta. Ora serve continuità. “Dobbiamo lavorare tutti assieme”, afferma, ricordando anche il ruolo delle istituzioni regionali nel sostenere il progetto. “La Regione ci ha creduto, noi ci abbiamo creduto e dobbiamo fare in modo che questa iniziativa, che ci dà una spinta importante per il futuro, possa essere mantenuta e soprattutto sostenuta da tutti”.

Quattro collegamenti a settimana, con la prospettiva di crescere

Il nuovo collegamento parte con quattro voli settimanali, ma il margine per crescere esiste. Nizzi richiama le valutazioni già emerse sul possibile ampliamento del servizio. “Potrebbero essere implementati a seconda dei risultati il prossimo anno, magari allungando il periodo all’inizio o alla fine della stagione”, spiega.

Molto dipenderà dall’andamento della rotta e dalle scelte della compagnia, che valuterà numeri e prospettive. “La scelta fatta da Delta Air Lines è stata quella di individuare questo territorio e saranno loro a decidere in futuro quale sarà la strategia migliore”, osserva il sindaco.

Il territorio deve farsi trovare pronto

Per Nizzi, la Gallura ha tutte le caratteristiche per attrarre un pubblico internazionale di alto livello. Il clima, il paesaggio e la qualità ambientale sono elementi forti, capaci di rendere competitiva la destinazione anche agli occhi di un viaggiatore esigente come quello americano. “Per quanto riguarda il clima e l’ambiente, penso che non ci sia niente di uguale”, afferma.

Proprio per questo, però, occorre alzare ulteriormente l’asticella. “Dobbiamo farci trovare pronti”, insiste, perché il nuovo collegamento può portare a Olbia un turismo con grandi possibilità di scelta e aspettative molto alte.

Servizi, ospitalità e qualità dell’accoglienza

Il sindaco spiega che la città e il territorio sono già abituati a gestire grandi numeri. “Siamo abituati ad avere numerosi turisti, milioni di presenze in questa parte di territorio”, ricorda. Ma l’arrivo di un target ancora più internazionale richiede un impegno aggiuntivo da parte di tutti.

L’appello è rivolto agli albergatori, ai commercianti, ai ristoratori, a chi si occupa di trasporto pubblico e alle istituzioni. “Dobbiamo stare attenti ai servizi e fare quello che un turista si aspetta”, dice Nizzi, convinto che la qualità dell’esperienza sia decisiva quanto il collegamento aereo stesso.

La sfida: unire la costa con l’interno

Nella visione del sindaco, questa nuova apertura può diventare anche l’occasione per allargare i benefici del turismo oltre la fascia costiera. “Questa è la volta buona per cercare di collegare la costa con l’interno”, sottolinea, indicando la necessità di un lavoro condiviso e di una strategia che coinvolga tutto il territorio.

Per raggiungere questo obiettivo serviranno organizzazione, servizi efficienti e una capacità di accoglienza autentica. Nizzi mette al centro un principio semplice ma fondamentale: “Gentilezza, cordialità e accoglienza sono le parole importanti”.

L’immagine che il territorio deve lasciare

Alla fine, spiega il sindaco, la vera promozione passa dal ricordo che il visitatore porta con sé al ritorno. Anche con qualche limite linguistico, conta soprattutto il modo in cui ci si presenta. “Un turista deve tornare a casa dicendo: guarda che bel posto, c’è gente brava, cordiale, gentile”, conclude.

È in questa idea di ospitalità, più ancora che nella rotta stessa, che Nizzi vede la chiave per trasformare il volo diretto Olbia-New York in una possibilità duratura per la città e per tutta la Sardegna.




Delta punta su Olbia: “Un volo importante, un mercato che ci incoraggia”

Per Delta il debutto del collegamento diretto tra Olbia e New York non è una semplice novità stagionale. È un test strategico che lega turismo di fascia alta, domanda internazionale e crescita della Sardegna nel mercato americano.

La Sardegna entra nel network Delta

Per la compagnia americana, l’apertura della rotta Olbia-New York segna un passaggio di peso nella stagione estiva europea. Roberto Iatti, Senior Vice President International Pricing Revenue Management di Delta Air Lines, spiega che si tratta del “primo collegamento sull’isola” e di “un evento molto importante”, inserito in un piano che vede l’Italia come uno degli investimenti principali del gruppo.

Olbia diventa così la sesta città italiana servita da Delta, dentro quella che Iatti definisce la stagione europea più forte mai operata dalla compagnia.

Una rotta nata da una scelta dei clienti

Il nuovo volo è nato in modo insolito. Delta ha chiesto ai clienti più fedeli e ai dipendenti di scegliere quale isola collegare direttamente agli Stati Uniti. In gara c’erano Olbia, Malta e Ibiza.

Alla fine, racconta Roberto Iatti, “Olbia ha vinto, la Sardegna ha vinto”. Un risultato che la compagnia considera significativo anche perché, per la prima volta, la scelta di una nuova destinazione è passata direttamente dal coinvolgimento di passeggeri e personale.

Domanda alta e clientela premium

I primi segnali vengono letti in modo positivo. “Il volo sta andando molto bene”, afferma Iatti, spiegando che la domanda è forte e che il collegamento sembra trovare un equilibrio naturale tra il profilo dei passeggeri Delta e l’offerta turistica sarda.

La compagnia guarda infatti a una clientela premium, interessata a un servizio elevato e a destinazioni di qualità. In questo quadro, la Sardegna viene vista come una meta perfettamente coerente con un turismo di fascia alta.

Perché gli americani guardano alla Sardegna

Secondo Roberto Iatti, negli Stati Uniti l’isola è sempre più conosciuta. A pesare sono elementi come la Blue Zone, la cultura gastronomica e il fascino di una destinazione che, nel mercato americano, viene percepita come autentica e distintiva.

C’è poi un altro aspetto: il collegamento diretto permette di unire la Sardegna agli Stati Uniti senza passaggi intermedi. Per il manager di Delta, il volo serve anche a mettere in contatto “persone, culture e posti”, rafforzando un legame che va oltre il turismo.

Nuove rotte? Delta resta prudente

Sulle possibili estensioni future, la compagnia non si sbilancia. Le ipotesi su altri collegamenti vengono lasciate sullo sfondo, anche se il bilancio iniziale è incoraggiante.

La linea resta prudente: “È un buon inizio”, dice Roberto Iatti. Delta vuole osservare l’andamento del mercato e poi valutare come muoversi. Ma il messaggio è chiaro: se la risposta continuerà a essere positiva, Olbia potrebbe davvero rappresentare il primo passo di una presenza più ampia della compagnia in Sardegna.




Olbia-New York, Cuccureddu: «La Sardegna era pronta per il volo diretto»

Il debutto della rotta Olbia-New York segna un passaggio simbolico e strategico per il turismo sardo.
Per Franco Cuccureddu, assessore del Turismo della Regione Sardegna, il nuovo collegamento nasce da numeri chiari: crescita degli arrivi dagli Stati Uniti, alta capacità di spesa e interesse sempre più forte per un’isola che vuole andare oltre il solo mare.

Il mercato americano, per la Sardegna, non è più una scommessa. È una realtà in forte espansione. A dirlo è Franco Cuccureddu, che in occasione del volo inaugurale ha legato l’arrivo della tratta diretta a una crescita costante dei flussi dagli Usa. «L’incremento notevolissimo dei flussi dagli Stati Uniti giustificava un volo diretto», ha spiegato.

I numeri, secondo l’assessore, parlano da soli. Nel 2025 gli arrivi statunitensi in Sardegna sono stati 121.118, con 400.860 presenze complessive e una permanenza media di 3,31 giorni. Un dato che pesa ancora di più se confrontato con l’anno precedente: «Le presenze quest’anno sono cresciute del 34,33%». Oggi quello americano è il nono mercato turistico dell’isola e il primo tra quelli extraeuropei.

La spinta più forte arriva dalla Gallura. Qui si concentra circa la metà delle presenze americane registrate in Sardegna. Cuccureddu ha ricordato che tra il 2023 e il 2025 il territorio è cresciuto del 100,03%, mentre rispetto al 2024 l’aumento nel 2025 è stato vicino al 44%. È in questa cornice che il volo diretto ha preso forma: non come un azzardo, ma come la risposta a una domanda già esistente.

L’assessore ha chiarito che la scelta finale è stata della compagnia, ma che l’interesse intorno alla Sardegna era ormai concreto. «È una scelta innanzitutto che ha fatto la Delta», ha detto. Ma ha anche aggiunto che «c’erano molte compagnie interessate», proprio perché i dati su arrivi, presenze, spesa e motivazioni di viaggio avevano reso il mercato sardo sempre più attrattivo.

Uno dei punti più forti del ragionamento riguarda la capacità di spesa. Secondo Cuccureddu, i turisti americani sono quelli che in Sardegna spendono di più per singola transazione. «Gli americani, per esempio, sono in assoluto quelli che spendono di più a singola transazione», ha sottolineato, indicando una media superiore agli 80 euro. Un segnale che, nelle valutazioni della Regione, conferma la presenza di una clientela di livello medio-alto.

Anche il profilo dei passeggeri Delta è stato letto in questa chiave. «Delta Airline ha un profilo di clientela elevato, in alcuni casi anche molto elevato», ha osservato Cuccureddu. E ancora: «La Sardegna è in grado di soddisfare le esigenze dei clienti Delta». Per questo, ha aggiunto senza esitazioni, «per noi è l’utenza migliore».

Il primo volo, secondo l’assessore, ha già offerto un’indicazione precisa. «Questo primo volo aveva un solo posto libero, quindi era un volo full», ha raccontato, sottolineando la forte richiesta anche nelle classi più alte. Un elemento che rafforza l’idea di una rotta costruita su una domanda solida e su un pubblico con disponibilità economica importante.

Ma il punto, per la Regione, non è solo portare più visitatori. È cambiare il modo in cui la Sardegna si presenta all’estero. Cuccureddu ha insistito sul fatto che il turista americano non guarda all’isola soltanto come meta balneare. «L’utenza americana non è legata al nostro primo prodotto che è il marino-balneare», ha detto. Cerca piuttosto archeologia, storia, cultura, cammini, turismo lento, tradizioni e qualità della vita.

In questo quadro entrano anche le Blue Zone, spesso al centro dell’interesse del pubblico statunitense. «Sono molto affascinati dalle Blue Zone, dai nostri stili di vita, dall’alimentazione, dal modo di vivere», ha spiegato l’assessore. È qui che si inserisce la strategia regionale: «Dobbiamo internazionalizzare sempre di più la nostra offerta, delocalizzare e destagionalizzare».

La promozione, infatti, si è mossa da tempo in questa direzione. Cuccureddu ha richiamato le campagne portate avanti a New York, tra azioni digitali, pubblicità tradizionale e presenza nei punti più visibili della città. Un lavoro che punta a consolidare l’immagine della Sardegna come destinazione internazionale capace di offrire molto più del mare.

Anche la frequenza del collegamento viene letta come un segnale forte. Nei confronti avuti con i vettori, ha ricordato l’assessore, si ragionava inizialmente su due voli a settimana. Poi Delta ha alzato il livello dell’investimento. «Delta ha voluto rilanciare e investire con un volo quadrisettimanale. Questo è estremamente significativo», ha detto.

Adesso la vera sfida è far durare di più questa apertura. Il collegamento arriva fino al 26 ottobre, ma l’obiettivo è andare oltre. «Dobbiamo cercare di convincere, facendo crescere la domanda e proponendo nuovi prodotti, la possibilità di un volo magari con frequenza bisettimanale per tutto l’anno», ha affermato Cuccureddu. «Questa è la nostra ambizione».

Il percorso, però, resta complesso. La Sardegna continua a concentrare quasi tutto il suo movimento turistico nei mesi più caldi. «Il 96% dei nostri flussi si concentra nella stagione aeronautica summer», ha ricordato l’assessore, spiegando che solo una parte minima si distribuisce nel periodo invernale. Ed è proprio qui che il mercato americano può diventare decisivo.

Per Cuccureddu, il volo inaugurale Olbia-New York è quindi molto più di un evento simbolico. È il segnale che la Sardegna può giocare una partita nuova sui mercati internazionali, attirando visitatori interessati a cultura, esperienza e qualità della spesa. In altre parole, una rotta aerea che prova a diventare anche una rotta di sviluppo.




Quando New York atterra in Sardegna: il giorno in cui Olbia ha accorciato l’oceano.

di Fausto Farinelli

Stamane la sveglia era impostata alle 5:30 del mattino.
Non una sveglia come le altre. Non il solito appuntamento di lavoro. C’era qualcosa di diverso già nel buio della prima mattina, in quella sensazione rara che precede le giornate destinate a lasciare un segno.

L’importanza della giornata odierna per la Gallura e per la Sardegna tutta era racchiusa in un evento che, fino a pochi anni fa, sembrava quasi impossibile persino da immaginare: l’arrivo del volo inaugurale Delta Air Lines proveniente da New York a Olbia.

Alle 7:20 arrivo all’Aeroporto Costa Smeralda S.A. Principe Karim Aga Khan IV. L’aria è già carica. Mi presento al desk dedicato alla stampa e agli invitati. Ricevo il badge identificativo e il giubbotto giallo. Da quel momento non siamo più soltanto osservatori: stiamo entrando dentro una pagina nuova della storia della Gallura.

Ci portano ai bordi della pista. Davanti a noi c’è l’attesa. Quella vera. Gli sguardi puntati verso il cielo, i telefoni già pronti, qualche parola sussurrata, poi lunghi secondi di silenzio. Si percepisce chiaramente che non stiamo aspettando soltanto un aereo. Stiamo aspettando un simbolo.

A bordo del Boeing 767 non ci sono soltanto i primi turisti americani arrivati direttamente in Sardegna. Ci sono anche importanti CEO di aziende statunitensi che, appena atterrati, proseguiranno in elicottero verso Cagliari per l’America’s Cup. A darci la notizia è Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo. Ed è in quel momento che l’evento assume una dimensione ancora più ampia: turismo, economia, grandi relazioni internazionali, immagine della Sardegna nel mondo.

Poi, finalmente, l’aereo appare. Scende, si avvicina, tocca la pista. New York è arrivata a Olbia. Senza scali. Senza intermediazioni. Senza più quell’idea antica di una Sardegna lontana da tutto.

Il saluto dei Vigili del Fuoco, con il tradizionale water cannon, trasforma l’atterraggio in una scena quasi cinematografica. L’acqua si alza sopra la fusoliera, disegna un arco, battezza l’aereo. È il benvenuto della Sardegna all’America. È la Gallura che apre una porta nuova sul mondo.

A raccontare il peso di questa giornata, prima ancora delle parole ufficiali, è l’emozione di chi l’ha costruita. Mario Garau, responsabile sviluppo rotte della Geasar, lo dice con orgoglio, guardando quel gigante alle sue spalle: «Non è un cartonato con dietro un Piper. È veramente un 767-300 di Delta, la compagnia più importante al mondo, che ha deciso di investire sulla nostra destinazione e sul nostro aeroporto».

Garau ricorda anche il percorso nato anni prima, quando il volo verso gli Stati Uniti veniva ancora pronunciato quasi sottovoce: «Quattro anni fa parlarne sembrava sognare un po’ troppo. Invece con tenacia, determinazione e capacità di guardare oltre siamo arrivati a questo risultato».

Poi prende la parola Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar. E il suo intervento è forse il più umano. Non parla solo da manager, ma da uomo che quell’aeroporto lo ha visto crescere. «Io sono qui da più di quarant’anni. Per me questo aeroporto è casa», dice.

E poi aggiunge una frase che restituisce tutta la portata emotiva del momento: «Oggi è come se mi fosse nato un figlio».

Pippobello non riduce il volo a una questione economica. Lo porta su un terreno più profondo, quasi identitario: «Avere un collegamento con New York, con gli Stati Uniti, era un sogno. Significa essere collegati, rompere l’isolamento. Questo è importantissimo».

In quelle parole c’è un pezzo della Sardegna. L’isola che per decenni ha fatto i conti con la distanza, con la continuità territoriale, con il sentirsi spesso periferia. Oggi, invece, la periferia diventa porta. Olbia non guarda più soltanto verso Roma, Milano o l’Europa. Guarda direttamente verso New York.

Pippobello richiama anche la figura del Principe Karim Aga Khan. E lo fa con gratitudine: «C’è molto del nostro Principe in questa giornata. Sono sicuro che lui ci sta guardando».

Perché l’aeroporto, la Costa Smeralda, l’idea stessa di una Gallura capace di parlare al mondo nascono anche da quella visione. Da quel sogno, oggi, parte una nuova traiettoria.

A dare il senso istituzionale del lavoro silenzioso che sta dietro a una giornata così è Roberto Solinas, direttore della Direzione territoriale Sardegna dell’Enac. Il suo passaggio è netto: «Niente viene per caso».

Dietro l’arrivo di un volo intercontinentale ci sono mesi di preparazione, autorizzazioni, sicurezza, controlli, standard operativi, coordinamento tra enti e società aeroportuale. Ci sono le quinte di una macchina complessa che il pubblico vede solo quando tutto funziona.

Il momento Delta arriva con Roberto Iatti, Senior Vice President International Pricing Revenue Management della compagnia americana. Italiano, da vent’anni negli Stati Uniti, Iatti racconta anche un aneddoto personale: «Il mio primo volo, quando avevo un anno, è stato un volo per la Sardegna. I miei genitori vennero qui a lavorare e io ho vissuto un anno e mezzo a Sassari. Non ricordo nulla, ma oggi si chiude un cerchio».

È una frase semplice, ma potente: il destino personale che incontra una rotta globale.

Iatti spiega anche come Olbia sia stata scelta: Delta aveva messo in competizione tre isole senza collegamento diretto dagli Stati Uniti — Olbia, Malta e Ibiza — chiedendo ai propri clienti quale destinazione volessero raggiungere. «Molti pensavano avrebbe vinto Ibiza. Alla fine ha vinto Olbia».

E quella vittoria racconta molto più di una preferenza turistica. Racconta una Sardegna che negli Stati Uniti comincia a essere riconosciuta per la sua identità, la Blue Zone, la cucina, la cultura, la storia, il paesaggio.

Il manager Delta lo dice chiaramente: l’obiettivo non è solo portare passeggeri, ma connettere mondi. E chiude con una formula destinata a restare: «Nessuno connette Olbia al mondo meglio di Delta».

Accanto alle istituzioni e alla compagnia aerea, c’è il mondo dell’impresa turistica. Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, racconta un lavoro fatto negli anni con l’aeroporto, le associazioni, gli operatori e i grandi gruppi alberghieri.

«Il nostro piccolo continente, la Sardegna, ora non lo connettiamo soltanto con il continente europeo, ma anche con il continente statunitense», dice.

Poi strappa anche un sorriso quando raccoglie la battuta di Delta sul cappuccino richiesto dagli americani a ogni ora: «Rassicuro tutti: il cappuccino è previsto 24 ore su 24».

Ma dietro l’ironia c’è un messaggio serio: accogliere questo mercato significa essere pronti. Lingue, servizi, qualità, esperienze, attenzione al dettaglio. Non basta avere il mare più bello. Bisogna saperlo raccontare, servire, organizzare.

Lo conferma anche Luca Filigheddu, vicepresidente della sezione turismo di Confindustria Centro Nord Sardegna: «Per i nostri hotel il mercato americano rappresenta già oggi il primo mercato, soprattutto per le strutture di fascia alta».

Per il sistema ricettivo gallurese, il volo Delta non è quindi solo una novità simbolica: è uno strumento concreto per lavorare meglio su un segmento internazionale evoluto, alto spendente, interessato alla Sardegna autentica e non solo alla cartolina balneare.

La parola passa poi ai territori. Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, lega la giornata alla storia della Costa Smeralda: «Si concretizza veramente il sogno del Principe: connettere la Sardegna verso un altro continente».

Per Arzachena e per la Gallura, questo volo significa dare continuità a una visione nata decenni fa: non subire il turismo, ma guidarlo; non limitarsi ad accogliere, ma costruire esperienze.

Infine Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia della Gallura, porta il discorso sul terreno più ampio dell’isola. Il suo passaggio è diretto: gli americani non verranno soltanto per le spiagge. Verranno per scoprire la Sardegna interna, le culture millenarie, la vita sana, la Blue Zone, i paesi, il cibo, le tradizioni.

E avverte: «Questa è un’occasione talmente grande che noi non possiamo per nessun motivo perdere».

Mentre il Boeing 767 si prepara a ripartire verso gli Stati Uniti, resta addosso la sensazione di aver visto qualcosa che va oltre la cronaca. Non è stato soltanto un atterraggio. È stato un passaggio di fase.

La Sardegna ha accorciato l’oceano.
La Gallura ha aperto una nuova porta.
Olbia, per un giorno, è diventata il punto esatto in cui un sogno antico e una rotta moderna si sono incontrati.

E stamattina, alle prime luci del giorno, quella distanza che per anni abbiamo raccontato come limite è diventata una possibilità.

New York è atterrata in Sardegna.
E la Sardegna, da oggi, è un po’ più vicina al mondo.

PS: alla fine sono andato a salutare due cari amici di Olbia, amanti anche loro del bello, della possibilità; ne è venuto fuori un incontro che ha acceso un’altra miccia pronta ad innescare una nuova avventura editoriale. Vi anticipo già il titolo ” la rotta del Principe, con lo stesso skipper di 66 anni fa”.




Porto Torres, “Note senza tempo” debutta alla “Festha Manna”

Sabato 23 maggio le suggestioni della musica barocca con gli strumenti d’epoca e i virtuosismi dell’Accademia del Festival de Musica de Caimari

PORTO TORRES. Per la prima volta il Festival internazionale di musica antica “Note senza tempo” debutta a Porto Torres in occasione della “Festha Manna”. Un evento legato alla tradizione e al fascino storico, al quale l’associazione Dolci Accenti ha voluto rendere omaggio nel segno della musica barocca.

Sabato 23 maggio alle 18, nella Sala Filippo Canu, il concerto inaugurale a ingresso libero è affidato ai prestigiosi ospiti spagnoli dell’Accademia del Festival de Musica de Caimari, che porterà sul palco un trio di straordinari interpreti: Tomeu Seguì Campins al clavicembalo, Daniele Cernuto nella veste di tenore e Calogero Sportato all’arciliuto, tiorba e chitarre barocca e spagnola.

Lo spettacolo proporrà un affascinante viaggio musicale a cavallo tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600, esplorando il tema universale dell’amore attraverso brani strumentali e vocali. La varietà timbrica offerta dal dialogo tra il clavicembalo e i diversi strumenti a pizzico (tiorba e arciliuto), plasmerà suggestioni fuori dal tempo attraverso le sonorità autentiche dell’epoca.

Il programma alternerà pezzi della grande letteratura clavicembalistica a splendide arie vocali e cantate del pieno Barocco, caratterizzate da forme recitative e ariose che anticipano il melodramma lirico. Tra i momenti più attesi, l’esecuzione della celebre Frescobalda che Girolamo Frescobaldi dedicò a se stesso, oltre a musiche di Luigi Rossi, Antonio Cavazzoni e Gianni Stefani. Una vera riscoperta sarà  l’interpretazione di compositori raramente eseguiti come Cesare Netti, del quale sarà riproposta una sua gemma rara, la celebre cantata L’innamorato.

Il calendario del festival proseguirà animando chiese e monumenti storici del Nord Sardegna. Il 29 e 30 maggio sarà a Porto Torres e Sassari, dove l’Accademia Galan assieme al Festival SYEMF ed Early Music Youth Orchestra & Accademies, presentano i giovani talenti nati dall’attività didattica e di divulgazione. Il 6 giugno ad Alghero la manifestazione debutta nella città catalana con l’Ensemble Benedetto Marcello. Il 4 luglio si sposta a Castelsardo, dove si esibisce l’ensemble Amoris Laetitia. Il 4 e 5 settembre, a Sassari e Uri, l’associazione Dolci Accenti presenta il progetto Orfeo Futuro.

Il 4 ottobre, sempre a Sassari, spazio alle sonorità dell’Ensemble Baroque Lumina. Il 14 novembre ancora a Sassari il Gran finale della rassegna con la prestigiosa partecipazione della Polifonica Santa Cecilia.

La manifestazione si conferma un punto di riferimento culturale di livello internazionale sotto la direzione artistica di Daniele Cernuto, ed è inserita nel prestigioso network “Salude&Trigu” (VIII edizione) della Camera di Commercio di Sassari. “Note senza tempo” è organizzato da Dolci Accenti con il patrocinio e il supporto della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e dei comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo. Per maggiori informazioni il programma completo è consultabile su www.notesenzatempo.it.




A Villanova Monteleone l’appello di Antonio Farris: «Così muore la cerealicoltura sarda»

«I marchi IGP non tutelano la filiera, serve grano locale e lievito madre». Il noto accademico, impegnato a Monte Minerva per le Giornate del Cibo 2026, ha lanciato l’allarme sui rischi per una tradizione secolare. Lievito madre per salvare i panificatori: «Si può lavorare di giorno e ridare futuro ai giovani»

VILLANOVA MONTELEONE – Attenzione ai marchi sul pane quando non tutelano tutta la filiera: occorre pretendere l’uso di farine locali e l’impiego del lievito madre. L’appello arriva dalla voce di un profondo conoscitore delle dinamiche della panificazione, Antonio Farris, già docente universitario e presidente dell’Accademia sarda del lievito madre, impegnato domenica a Monte Minerva per le Giornate del Cibo di Villanova Monteleone. L’esperto ha guidato i partecipanti in una lectio magistralis tra i segreti della panificazione, a partire dal grano fino alla fermentazione naturale, ponendo l’accento sui marchi Igp, in particolare su quello del Coccoi, la cui pratica a Bruxelles attende solo l’ultimo atto, mentre il Carasau e il Pistocu stanno facendo i primi passi.

“Questi marchi non prevedono né l’uso degli sfarinati locali né l’impiego del lievito madre se non a livello volontaristico – ha specificato Farris – e questo vuol dire che stiamo decretando la morte della cerealicoltura sarda. Già siamo ai minimi termini come superfici coltivate, figuriamoci dopo, è chiaro che diminuirà ulteriormente”. L’invito a una chiara presa di posizione è rivolto non solo ai politici, ma anche alle associazioni di categoria, in particolare dei cerealicoltori.

Anche perché, grazie all’utilizzo del lievito madre, potrebbe risorgere un’attività fortemente in crisi, quella del panificatore. Una crisi dovuta non solo alla riduzione nei consumi di pane, ma al fatto che i giovani fuggono dai lavori notturni. “Tenuto conto che il pane con lievito madre acquisisce la qualità migliore dopo 12-24 ore dalla cottura, si può tranquillamente lavorare di giorno – ha detto Farris –. Si può preparare di pomeriggio per poi metterlo in commercio il giorno dopo, come si fa già in alcuni paesi, ad esempio a Villaurbana e Orroli”.

Dalla teoria alla pratica, a Monte Minerva i partecipanti hanno potuto poi cimentarsi nella realizzazione del pane decorativo, grazie alle maestre della Proloco di Olmedo, Mariella Pinna e Maria Talia Tidore.

Ma la due giorni è stata occasione anche per valorizzare altri prodotti del territorio: olio, vino e agnello.

Grande successo ha riscosso il percorso esperienziale dedicato alla “Pecora Regina” condotto dallo chef Fabio Zago e dal comunicatore gastronomico Tommaso Sussarello, che hanno esplorato l’uso creativo e tradizionale della carne ovina con un focus sul cosiddetto “Anzone Errile”.

A richiamare l’attenzione sul valore dell’olio è stato invece “L’Ulivo Padre” del poeta e drammaturgo Bernardo De Muro che, accompagnato al flauto da Martina Porcheddu, ha presentato l’Elogio dell’olio d’oliva da lui scritto e interpretato.

Il percorso sull’olio di qualità è proseguito attraverso i laboratori guidati di Luciana Putzolu in compagnia di APOS, l’Associazione olivicoltori della Sardegna, mentre il laboratorio di degustazione sul vino è stato condotto da Loredana Marchi con la Cantina Santa Maria La Palma. Il calendario è stato impreziosito da degustazioni, laboratori con il Ceas e visite guidate “Alla scoperta di Minerva”.

La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel circuito “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.




LA CAMERA DI COMMERCIO DI SASSARI RILANCIA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO: IL PREMIO ENO LETTERARIO VERMENTINO CELEBRA 10 ANNI E GUARDA AL FUTURO

Rinnovata la sinergia strategica con l’Associazione Librai Italiani (ALI)

Il Salone Internazionale del Libro di Torino ha ritrovato al centro dei riflettori la decima edizione del Premio Enoletterario Vermentino, un traguardo storico che ne decreta la definitiva consacrazione e ne rafforza la reputazione in ambito nazionale.

La kermesse torinese è stata la cornice ideale per un importante incontro strategico con i vertici dell’Associazione Librai Italiani (ALI). Un appuntamento che, in continuità con il successo dello scorso anno, ha consolidato una collaborazione sempre più stretta e proficua con l’ente camerale, finalizzata a creare nuovi canali di diffusione per l’editoria legata al territorio con i 100 corner del Premio nelle librerie. “Siamo orgogliosi di vedere come il Premio Vermentino sia cresciuto, diventando un punto di riferimento nazionale capace di coniugare la narrazione con l’identità dei nostri territori,” ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti. “Giungere alla decima edizione dimostra la solidità di un progetto che non promuove solo testi e case editrici, ma si fa ambasciatore di un’eccellenza italiana come il Vermentino. Questo vitigno, che unisce idealmente diverse sponde e territori d’Italia, diventa il veicolo per raccontare la nostra storia, il lavoro dei nostri produttori e la bellezza dei nostri paesaggi. Il Salone di Torino è la vetrina perfetta per far comprendere come l’economia e la cultura viaggino sullo stesso binario.”

Il legame operativo con il mondo dei librai, con il presidente nazionale Paolo Ambrosini, e della distribuzione editoriale rappresenta un altro fattore di sviluppo per il futuro del Premio, come sottolineato dal vertice amministrativo dell’ente del Nord Sardegna. “L’incontro con l’Associazione Librai Italiani, che rinnova il percorso virtuoso avviato lo scorso anno, rappresenta un passo fondamentale per strutturare la nostra azione su basi ancora più solide,” ha spiegato il segretario generale dell’ente, Pietro Esposito. “La sinergia con ALI ci permette di dare gambe ai progetti culturali, garantendo agli autori e alle case editrici una visibilità reale e continuativa nelle librerie di tutta Italia. Il nostro obiettivo come istituzione è creare connessioni reali. I numeri e l’entusiasmo che abbiamo registrato a Torino ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta.”

Il Premio Enoletterario Vermentino, in calendario ad ottobre, dimostra così la sua formula vincente: una proposta culturale che supera i confini regionali per abbracciare i distretti produttivi d’Italia in cui il celebre vino bianco risplende grazie alle azioni di promozione e marketing dei consorzi dei produttori sardi, liguri e toscani. La Camera di Commercio saluta il Salone con la certezza di aver rafforzato le basi per un’edizione del decennale indimenticabile, capace di generare valore economico, culturale e sociale.




Futuro Nazionale sbarca ad Alghero, Emanuele Fais nominato referente locale

Il nuovo gruppo prende forma con l’obiettivo di radicarsi in città e intercettare cittadini alla prima esperienza politica. Al centro del progetto ci sono casa, lavoro, identità locale e qualità della vita. Nell’intervista, Fais spiega linee guida, priorità e obiettivi del comitato.

Futuro Nazionale apre ufficialmente anche ad Alghero e affida la guida del nuovo comitato cittadino a Emanuele Fais. La nomina è arrivata dall’assemblea dei soci fondatori, che ha indicato il referente locale chiamato ad avviare il lavoro politico e organizzativo del movimento sul territorio.

La nascita del gruppo algherese segna un nuovo passaggio nella crescita della formazione legata a Roberto Vannacci, che punta ora a consolidare la propria presenza anche in Sardegna attraverso una rete di comitati locali. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una struttura attiva, capace di confrontarsi con i problemi concreti della città e di coinvolgere nuovi aderenti.

Uno degli elementi che il comitato mette maggiormente in evidenza riguarda proprio il profilo degli iscritti. Secondo quanto riferito dai promotori, una parte consistente di chi ha scelto di aderire non arriva da precedenti esperienze di partito. Un dato che viene letto come il segnale di una domanda nuova di rappresentanza, maturata fuori dai tradizionali circuiti della politica organizzata.

L’idea, spiegano dal gruppo, è quella di trasformare questo interesse iniziale in una presenza stabile nella vita pubblica algherese. Non soltanto tesseramento o mobilitazione in vista degli appuntamenti elettorali, ma ascolto, presenza costante e iniziative sui temi più sentiti da famiglie, giovani, lavoratori e attività economiche.

Tra le priorità indicate dal nuovo comitato ci sono innanzitutto il problema della casa, le difficoltà dei giovani a restare in città e la necessità di rendere l’economia locale meno dipendente dalla sola stagione turistica. A questi temi si aggiungono sicurezza, decoro urbano, servizi e vivibilità, indicati come condizioni essenziali per garantire una crescita più equilibrata del territorio.

Accanto alle questioni economiche e sociali, Futuro Nazionale insiste anche sul tema dell’identità cittadina. In una realtà come Alghero, il movimento dice di voler puntare sulla tutela della cultura locale, della tradizione catalana, del centro storico e delle attività che mantengono vivo il legame con la storia e con il carattere della città.

Sul piano politico, il nuovo comitato nasce in un clima che si annuncia acceso. Il movimento guidato da Vannacci è spesso al centro del dibattito nazionale e anche ad Alghero l’avvio di questa esperienza promette di inserirsi con decisione nel confronto pubblico. Dal gruppo locale, però, viene ribadita la volontà di affrontare i temi in modo diretto ma dentro un confronto civile.

L’INTERVISTA a cura di Fausto Farinelli

Fais: “Vogliamo presenza vera sul territorio, non un comitato di facciata”

Molti dei vostri iscritti, dite, non hanno mai avuto tessere di partito. Come pensate di trasformare questo entusiasmo iniziale in una presenza concreta e credibile nella vita politica e sociale di Alghero?

Proprio questo è uno degli aspetti più interessanti. Se tante persone che non hanno mai fatto politica decidono oggi di impegnarsi, significa che esiste un bisogno reale di partecipazione e rappresentanza. Noi non vogliamo creare l’ennesimo comitato fatto solo di slogan o presenze elettorali. Vogliamo costruire presenza sul territorio, ascolto e proposte concrete.

“La credibilità non nasce dai simboli o dalle tessere storiche, ma dal lavoro quotidiano: stare tra la gente, affrontare problemi reali, organizzare iniziative, ascoltare residenti, commercianti, giovani e famiglie.”

Chi entra oggi in Futuro Nazionale spesso porta competenze, esperienze professionali e voglia di fare che la politica tradizionale ha perso da tempo.

Alghero vive problemi molto concreti: caro casa, difficoltà per i giovani a restare in città, turismo sempre più stagionale e servizi sotto pressione. Quali sono le prime tre battaglie locali che il comitato vuole portare avanti?

Le priorità devono essere quelle vissute ogni giorno dai cittadini, non quelle dei salotti politici.

Le prime battaglie sono molto chiare: affrontare seriamente il problema della casa, soprattutto per giovani coppie e lavoratori, contrastando anche gli squilibri creati da un turismo completamente sbilanciato sugli affitti brevi; lavorare per un’economia più stabile e meno stagionale, aiutando commercio, artigianato, imprese locali e turismo identitario legato alla cultura e al territorio; difendere sicurezza, decoro urbano e qualità della vita, perché senza ordine, servizi e vivibilità nessuna città riesce davvero a crescere.

“Il punto fondamentale è che Alghero non può vivere tre mesi l’anno e sopravvivere gli altri nove.”

Futuro Nazionale punta molto sui temi di identità e difesa della cultura. In una città come Alghero, con una forte identità catalana e una storia particolare, cosa significa per voi tutelare concretamente l’identità locale?

Significa difendere ciò che rende Alghero unica, senza vergognarsene e senza trasformare l’identità in folklore da cartolina.

Lingua, tradizioni, storia, architettura, cultura popolare, gastronomia, rapporto con il mare: tutto questo non è un dettaglio turistico, è l’anima della città.

Per noi tutelare l’identità significa valorizzare la cultura algherese e catalana, proteggere il centro storico, sostenere artigiani e attività identitarie, promuovere eventi legati alle tradizioni locali e fare in modo che la città non perda sé stessa inseguendo un turismo senz’anima.

“Difendere l’identità locale non divide: dà radici, appartenenza e continuità storica.”

Il movimento guidato dal Generale Roberto Vannacci viene spesso accusato di utilizzare toni divisivi. Come risponde a chi teme che la nascita del comitato possa aumentare lo scontro politico anche ad Alghero?

Oggi in Italia spesso viene definito “divisivo” semplicemente chi dice cose che altri non hanno il coraggio di dire.

Noi non cerchiamo lo scontro sterile. Ma non crediamo nemmeno in una politica fatta di parole vuote, ambiguità o conformismo obbligato. Dire che esistono problemi reali — sicurezza, degrado, perdita di identità, difficoltà economiche — non significa creare divisione. Significa avere il coraggio di affrontare la realtà.

Il vero problema non è chi parla dei problemi. Il vero problema è chi li nega per anni e poi si stupisce quando i cittadini si allontanano dalla politica tradizionale.

“Se porteremo dibattito, idee e partecipazione, allora ben venga. La democrazia vive anche del confronto forte, purché civile e rispettoso delle leggi e delle persone.”

CONTATTI

Comitato Futuro Nazionale Alghero
Email: [email protected]
Telefono / WhatsApp: 334 277 1921
Emanuele Fais: 347 936 2260
Francesco Gallio: 347 936 2260
Tesseramento online: portale ufficiale Futuro Nazionale




Quando l’incanto cancella le distanze: il soffio della Costa Smeralda strega Cagliari.

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Ci sono sere in cui il tempo sembra fermarsi, sospeso su un filo di pura emozione. Sere in cui l’aria si fa densa di storie che profumano di mare, di granito e di sogni così grandi da sembrare leggende. Sabato la sala era un mare umano: oltre duecento cuori stipati, lo spazio che diventava improvvisamente troppo piccolo per contenere l’attesa. Cagliari ha vissuto una notte storica, accogliendo per la primissima volta un racconto che per decenni è rimasto confinato tra le rocce della Gallura.

A compiere questo prodigio, a tessere questo ponte invisibile fatto di orgoglio e memoria, è stata un’alchimia perfetta di destini: la visione ostinata dell’associazione Isolarte di Cagliari, penna, taccuino e microfono guidati dal cuore di Fausto Farinelli e i ventinove protagonisti che, attraverso le pagine del libro, hanno prestato i loro ricordi e le loro anime a questa notte magica. Insieme, come in un antico coro sardo, hanno squarciato il velo dei vecchi campanilismi, regalando alla città un’emozione pura in cui il Capo di Sotto e il Capo di Sopra si sono finalmente fusi in un unico, grande abbraccio.

Un libro scritto con l’anima, nato dal grembo dell’isola

Il battito profondo della serata è stato il libro di Fausto Farinelli. Un’opera che, come è stato sussurrato sul palco, non è nata da freddi archivi, ma è stata scritta “con il cuore e con la testa”. C’era una magia sottile nel vedere un uomo della costa nord-ovest, farsi custode e narratore dei segreti più intimi della Costa Smeralda.

Davanti agli occhi lucidi del pubblico è svanito, una volta per tutte, il vecchio dogma che voleva quel paradiso come un corpo estraneo alla Sardegna. Attraverso immagini d’epoca dal sapore ancestrale e parole che graffiavano l’anima, è emersa la verità più dolce: la Costa Smeralda non è stata calata dall’alto, ma è nata dal grembo stesso dell’isola. Gli archi di Porto Cervo respirano la stessa aria di Casa Guiso a Orosei; le ville parlano la lingua delle ricamatrici di Samugheo e dei falegnami che rubavano i segreti al legno, saziando i desideri di un Principe visionario.

Le voci dei giganti: echi di un’era mitica

Il momento più alto, quello in cui la commozione ha bagnato gli sguardi dei presenti, è arrivato quando il palco si è popolato dei giganti che quel sogno lo hanno vissuto e plasmato con le proprie mani.

  • L’eco da Roma: La voce di Giancarlo Busiri Vici, 93 anni di lucida poesia, è arrivata via “etere” come un sussurro da un’epoca mitica. Ha parlato degli inizi “eroici”, di quel “timore reverenziale” provato davanti a una natura troppo bella per essere toccata, confessando che gli architetti, prima di tutto, si sentivano i custodi sacri di quella terra incontaminata.
  • Il tocco umano del Principe: Antonello Verona e Vincenzo Frigo hanno dipinto il ritratto intimo di Karim Aga Khan. Non un sovrano distante, ma un uomo che ascoltava il vento, che battezzava i figli dei pastori e che ha regalato ai sardi un destino internazionale, trasformando ragazzi dell’isola in comandanti di navi e piloti d’aereo.
  • Una splendida, fiera malinconia: L’architetto Enzo Satta, la mente dietro il grandioso Masterplan, ha toccato le corde più profonde del rimpianto. Ha rievocato l’ambizione di un progetto venticinquennale che avrebbe dato pane e futuro a migliaia di famiglie nel segno del rispetto assoluto dell’ambiente, scontratosi poi contro i “ni” sordi della politica. Una ferita ancora aperta, ma fiera.

Un’eredità che vibra nel buio

La serata si è tinta dei colori dello sport e della speranza, ricordando l’epopea di Azzurra che faceva battere i cuori dell’Italia intera e l’impegno odierno della fondazione One Ocean, nata per sussurrare al mondo che il nostro mare va protetto, amato, salvato.

L’applauso finale, scrosciato come un’onda di maestrale tra le mura della sala di Cagliari, è stato l’abbraccio di un’intera isola che si riconosce unita, finalmente libera da barriere geografiche. Una notte magica in cui Porto Cervo non è stata più un’enclave d’élite, ma un pezzo d’anima della Sardegna intera.

E mentre le luci si spegnevano, una domanda è rimasta sospesa nell’aria, bellissima e terribile, a far tremare i pensieri dei presenti:

Se nel 1960, tra quelle rocce scolpite dal vento, non fosse arrivato lo sguardo innamorato e illuminato di Karim Aga Khan, ma il cemento cieco di un qualunque speculatore… noi, oggi, quale Sardegna staremmo piangendo?




KATY PERRY SI ESIBIRÀ DURANTE IL GALA NIGHTDEL 12 AGOSTO ALL’HOTEL CALA DI VOLPE

La star mondiale sarà la protagonista della notte più esclusiva della Costa Smeralda
Scenografie mozzafiato, effetti speciali e un ricco programma di performance artistiche per l’evento più glamour del Mediterraneo nell’hotel icona della Costa Smeralda
 
Il Gala Night del Cala di Volpe torna a trasformare la Costa Smeralda nel palcoscenico più esclusivo del Mediterraneo, dove spettacolo, eleganza e mondanità si incontrano in una notte destinata a lasciare il segno.
Per l’edizione 2026, l’Hotel Cala di Volpe farà da cornice ad una serata d’eccezione caratterizzata da una raffinata cena di gala, scenografie immersive e un programma di performance artistiche pensate per sorprendere gli ospiti. Culmine della serata sarà l’esibizione live di Katy Perry, una delle più celebri icone del pop internazionale.
La presenza di Katy Perry consacra ancora una volta il Cala di Volpe come simbolo globale di eccellenza, glamour e lifestyle internazionale.
Inserito nell’atmosfera dell’Hotel Cala di Volpe, l’evento sarà una soirée esclusiva, concepita per celebrare lo spirito autentico dell’estate in Costa Smeralda.

L’EVENTO
La serata del 12 agosto si preannuncia come un evento irripetibile, capace di unire musica, eleganza e spettacolo in una cornice senza tempo. Un live esclusivo che porterà sul palco del Cala di Volpe tutta la potenza scenica e il repertorio iconico di una superstar globale.
Il Gala Night torna così ad accendere le luci sul Cala di Volpe, simbolo internazionale della Costa Smeralda, gestito da Marriott International e di proprietà di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA), il fondo sovrano dello Stato del Qatar.
 

PER INFO
I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione. Si prega di contattare [email protected]