Sassari, Luciano e Giusy Pompilio alla Biblioteca Francescana
Chitarra classica e soprano il 23 maggio saranno protagonisti del prossimo appuntamento del Festival Internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco
SASSARI. Padre e figlia, lui chitarrista di fama internazionale e lei giovane soprano apprezzata per la vocalità espressiva e la forte presenza scenica. Luciano e Giusy Miriam Pompilio saranno i protagonisti a Sassari del concerto “Las lágrimas de amor y popular anime”, che si svolgerà alla Biblioteca Francescana di Santa Maria di Betlem il prossimo 23 maggio alle 18.30.
L’iniziativa porta in città un sodalizio artistico e familiare che dà vita a un dialogo musicale intenso e raffinato, per uno degli appuntamenti più attesi della III edizione del “Festival Internazionale Contrasti” diretto da Laura Cocco. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Luciano Pompilio vanta una carriera di altissimo profilo, con concerti in Europa, America e Asia, numerosi riconoscimenti internazionali e una discografia di rilievo. Accanto a lui, Giusy Miriam rappresenta una delle voci emergenti più interessanti del panorama lirico contemporaneo, già protagonista di esperienze artistiche internazionali e selezionata in contesti di prestigio.
«Sarà un’occasione preziosa per il pubblico di vivere da vicino un’esperienza musicale autentica, in cui la qualità artistica incontra la forza comunicativa dell’esecuzione dal vivo – ha affermato Laura Cocco –. L’appuntamento si preannuncia come un viaggio musicale di grande intensità, capace di coniugare virtuosismo strumentale ed espressività vocale, in un contesto di rara suggestione».
Il concerto è inserito all’interno della programmazione del Festival Contrasti 2026-Spring Edition, che negli anni si è affermato come spazio di incontro tra linguaggi musicali, generazioni e visioni artistiche, offrendo al pubblico esperienze di alto valore culturale.
La manifestazione è organizzata dall’associazione Contrapunctum ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Sassari, il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari all’interno del network Salude&Trigu. Per informazioni contattare [email protected].
Ussi80-Racconti Mundial: anche Marco Tardelli prende parte all’evento
LA STAGIONE 2026 DEL CAMPIONATO MONDIALE DI MOTONAUTICA UIM F1H2O PRENDE IL VIA A CAGLIARI , DAL 29 AL 31 MAGGIO
Helicopter atmosphere view
Cagliari ospiterà la tappa inaugurale della stagione 2026 del campionato mondiale di motonautica F1H2O, con l’inizio delle gare dal 29 al 31 maggio per il Gran Premio d’Italia Regione Sardegna che si svolgerà nelle acque di Su Siccu.
Il Gran Premio segnerà il ritorno della F1H2O a Cagliari dove mancava dal 2004. E l’attesa è febbrile. Tra i piloti che hanno già gareggiato a Cagliari, soltanto tre figurano ancora tra i protagonisti dell’attuale campionato: Sami Selio, Duarte Benavente e Cédric Deguisne. Selio e Benavente lasciarono Cagliari dopo l’ultima partecipazione con un risultato da podio, avendo conquistato rispettivamente il secondo e il terzo posto.
Il tracciato di Cagliari sarà dunque una novità per la maggior parte dei piloti attualmente in griglia, che potranno tuttavia contare sull’ampia esperienza di numerosi team manager presenti nel paddock e già protagonisti nelle competizioni disputate nella città sarda. Scott Gillman dello Sharjah Team trionfò nel Gran Premio del 2004, precedendo Massimo Roggiero del team Comparato F1 e Guido Cappellini del Team Abu Dhabi.
Il ritorno della F1H2O in Sardegna rappresenta un vero e proprio ritorno a casa per una delle sedi più apprezzate e accoglienti del campionato, rinomata per l’entusiasta ospitalità locale e per le eccellenti condizioni di gara.
La F1H2O gareggia in Sardegna dal 1994, quando l’attuale commentatore televisivo Jonathan Jones trionfò a Porto Cervo.
Questo sport ha fatto la sua ultima apparizione sull’Isola nel 2024, quando l’esordiente Rusty Wyatt si è aggiudicato la tappa di Olbia durante la sua straordinaria stagione di debutto.
Sardegna Rally Raid. Numeri Vincenti (ma non li potete giocare al lotto)
Dall’alba lo sbarco ordinato del Sardegna Rally Raid. Il Molo Brin si riempie gradualmente: è il bivacco della “carovana multicolore” che si espande tra banchina e lungomare. Si svolgono le verifiche sportive e tecniche di piloti e mezzi, in un carosello che si fonde con la vita cittadina e i festeggiamenti per San Simplicio, sacro e profano, occasione unica.
Dal 15 maggio si entra nel vivo: foreste intricate, montagne di granito rosa, strade della Gallura, Romangia, Monte Acuto e Anglona. Un paradiso-labirinto dove il road book è l’unica guida. La natura sarda esplode in tutta la sua meraviglia.
In gara i campioni dell’Europeo Baja Moto, dell’Italiano Cross Country e dei nazionali Motorally. Due versioni del percorso autografate da Tiziano Siviero, mondiale e campione. Sfida tra i top italiani: Jacopo Cerutti (Aprilia), Alessandro Botturi (Yamaha), Paolo Lucci (Husqvarna). Tra le auto, spiccano Alfio Bordonaro (Suzuki), campione uscente, Andrea Schiumarini, Lorenzo Codecà, e le ragazze del team Ladies Dakar: Serena Rodella e Paola Tagliabue, campionessa di apnea.
Tre giorni di gara, 792 chilometri totali, 504 di settori selettivi a cronometro. Per le classi Regolarità e Experience, invece, tempi imposti. Semaforo verde!
Olbia, 14 Maggio 2026. Lo sbarco ordinato, discreto e solo vagamente eccitato è iniziato all’alba ed è proseguito per quasi tutta la mattinata. Il tempo di veder occuparsi piano piano il Molo Brin, storico attracco della marinara Olbia che accoglie il paddock (ma sarebbe meglio dire “bivacco”) del Sardegna Rally Raid 2026. La “carovana multicolore” si espande a macchia d’olio sulla banchina e il lungomare di Olbia nel brulicare di attività che preludono alla competizione. Sono le operazioni preliminari, ovvero le verifiche sportive dei partecipanti e tecniche dei loro mezzi da corsa. Moto e Auto da competizione sfilano per la “OP” in un carosello di vetrina che si inoltra nel pomeriggio di Olbia, fino a fondersi non solo idealmente con il tessuto della vita della Città, tra le antiche vie della città marinara e nel programma della celebrazione del Santo Patrono, San Simplicio. Sacro e profano, la processione e la “parade” dei Concorrenti in una fusione irripetibile.
Poi, dall’alba del 15 Maggio, sarà Sardegna, la fascia settentrionale delle foreste intricate e della montagne di granito rosa. Saranno le visite alla Gallura, la Romangia, del Monte Acuto e dell’Anglona. Un Paradiso, s’è già detto, e un labirinto di strade e vie forestali il cui rebus può essere risolto solo con un preciso usi del road book, il libro del Rally che rivelerà ad ogni pagina un piccolo tratto del percorso, tutto insieme, esageriamo, il romanzo del Sardegna Rally Raid edizione 2026. non scordiamocelo, tutto questo accade nel periodo in cui la natura dell’Isola esplode nella sua totale meraviglia di scenari unici.
Sono i Campioni dell’Europeo Baja delle Moto, dell’Italiano Cross Country, delle serie nazionali Motorally e Raid TT, nel complesso edificio agonistico del Sardegna Rally Raid, che gli Organizzatori, AC Sassari e Moto Club Insolita Sardegna, sotto il patrocinio della Regione Sardegna e dell’Automobile Club d’Italia, hanno voluto dedicare in ben due versioni del percorso alle differenti finalità delle classi. È un’idea di Tiziano Siviero, Mondiale Campione e tracciatore, che ha voluto questo “special” mai visto prima d’ora nell’album del Rally-Raid. Non si può definire meno che attesa la sfida incrociata che vede protagonisti i tre migliori “Rally-Raid men” italiani, Jacopo Cerutti, Aprilia Racing, Alessandro Botturi, Yamaha, Paolo Lucci, Husqvarna, ma c’è aspettativa, personale e non, per molti dei piloti auto, e tra questi Alfio Bordonaro, Suzuki, il Campione in carica del Sardegna Rally Raid, Andrea Schiumarini, “L Dugento” come dice Patron Rickler, Lorenzo Codecà, Suzuki, le super ragazze del team Ladies Dakar… dalla Dakar all’Isola, Serena Rodella e Paola Tagliabue, Campionessa di apnea, Suzuki, o la già “leggendaria” Christine Giampaoli “GZ” Zonca, Polaris.
Per finire… anzi per iniziare, saranno tre giorni di gara, tre tappe, così “confezionate”:
Tappa 1. SS1a Coiluna Loelle + SS1b Fiorentini, 120 di Trasferimento, 190 Settore selettivo, 310KM totali
Tappa 2. SS2a + SS2b Monte Acuto, 65 di Trasferimento, 180 Settore Selettivo, 300KM Totali
Tappa 3. SS3 Padru + Terranova, 57 di Trasferimento, 125 Settore Selettivo, 182KM totali
In Totale, 792 Chilometri di cui 504 di Settori Selettivi contro il cronometro o, nel caso della Classe Regolarità e Experience, di tempi imposti.
Sardegna Rally Raid. FIA-FIM Rally-Raid World Championship Candidate Auto: Campionato Italiano Cross Country e SSV Moto: Campionati Italiani MotoRally e Raid-TT, Europeo Baja Epicentro: Olbia Organizzazione: Automobile Club Sassari e il supporto del Moto Club Insolita Sardegna Con il sostegno dell’Automobile Club d’Italia e della Regione Autonoma della Sardegna
Piergiorgio Odifreddi il 26 maggio al Teatro Verdi di Sassari
In scena “Bach, Webern e i numeri, tra musica e matematica”. Dall’incontro tra l’accademico piemontese e il pianista sardo Claudio Sanna uno spettacolo organizzato da Laborintus che scardina i confini tra rigore logico e creatività artistica
SASSARI. È una celebrità del mondo accademico, docente di Logica all’Università di Torino, autore di best-seller, saggista, divulgatore raffinato e imprevedibile, volto mediatico e affabulatore d’eccezione. In due parole: Piergiorgio Odifreddi. Il matematico più “impertinente” d’Italia sarà a Sassari il 26 maggio per un evento che promette di scardinare i confini tra rigore logico e creatività artistica, esplorando il legame millenario che unisce l’astrazione delle cifre all’armonia delle note.
L’appuntamento è alle 20.30 al Teatro Verdi, dove il genio di Odifreddi si scatenerà nel presentare al pubblico “Bach, Webern e i numeri, tra musica e matematica”, un confronto tra scienza e arte nato dalla preziosa collaborazione con il pianista e compositore sardo Claudio Sanna.
Originario di Ossi, Sanna è un nome noto a livello internazionale per il suo talento, la capacità espressiva e il virtuosismo non convenzionale. Il sodalizio tra i due è nato nel 2023 grazie all’Orchestra da Camera di Mantova, che ha permesso alla coppia di debuttare in un luogo caro alla storia della musica, il Teatro Bibiena (dove si esibì anche il giovane Mozart), riscuotendo un clamoroso sold out. La fortunata esperienza è ora impreziosita e replicata appositamente per il pubblico sassarese.
Odifreddi guiderà i presenti in un viaggio nel tempo che, a partire dagli antichi greci e dall’intuizione di Pitagora sulla relazione tra suoni e numeri (le proporzioni), incontrerà Bach, Haydn, Mozart e porterà gli spettatori fino alle avanguardie del Novecento e alla musica contemporanea, toccando le ricerche di Schoenberg e, in particolare, di Anton Webern.
Al centro del percorso brilla la figura di Johann Sebastian Bach che, per Odifreddi e Sanna, rappresenta la summa, il vertice insuperato in cui la logica, i numeri e la musica vengono sublimati in pura arte. L’incontro si configura come una narrazione avvincente, una “lectio magistralis” che si trasforma in monologo e concerto. Sui tasti del pianoforte, i concetti astratti diventano emozione sonora, e gli spettatori possono “sentire” fisicamente le relazioni matematiche.
L’evento è organizzato dal Circolo Musicale Laborintus e sostenuto dal Ministero della Cultura e dall’Assessorato alla Cultura della Regione Sardegna.
Per maggiori informazioni contattare il numero 349/8024059. I biglietti sono disponibili in prevendita a Sassari in Via Politeama 8 dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 20 (079/236121), oppure online su https://www.anyticket.it/anyticketprod/Default.aspx?partner=TRMU.
Le storiche Ville Couelle diventano patrimonio del Comune di Arzachena
Ad annunciarlo è il sindaco Roberto Ragnedda: le architetture simbolo della Costa Smeralda saranno trasformate nel nuovo Museo della Costa Smeralda.
Il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, ha annunciato l’acquisizione ufficiale delle storiche Ville Couelle da parte del Comune. Le strutture diventeranno la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, un progetto pensato per valorizzare il patrimonio architettonico, rafforzare l’identità culturale del territorio e ampliare l’offerta turistica oltre la stagione estiva.
Arzachena scrive una nuova pagina della propria storia. A darne l’annuncio è il sindaco Roberto Ragnedda, che ha comunicato l’ingresso ufficiale delle storiche Ville Couelle nel patrimonio del Comune.
Un passaggio che rappresenta molto più di una semplice acquisizione immobiliare. Si tratta di una scelta strategica e culturale, definita dallo stesso primo cittadino come un atto di visione e di profondo amore per il territorio.
Le Ville Couelle, architetture iconiche che hanno contribuito a definire nel mondo lo stile della Costa Smeralda, non resteranno più tesori chiusi al pubblico. Diventeranno infatti la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, uno spazio destinato a raccontare la storia, l’identità e l’evoluzione culturale di uno dei territori più conosciuti del Mediterraneo.
L’obiettivo dell’amministrazione è restituire alla comunità un patrimonio d’eccellenza, rendendolo accessibile ai cittadini, ai visitatori e a chiunque voglia conoscere più da vicino le radici della Costa Smeralda. Un bene di grande valore diventa così patrimonio comune, luogo di memoria, conoscenza e partecipazione.
Il progetto punta anche a rafforzare il ruolo di Arzachena come cuore culturale della Costa. Celebrare il genio architettonico dei Couelle significa valorizzare una parte fondamentale della storia del territorio, custodendo un’eredità che ha contribuito a rendere riconoscibile nel mondo l’immagine della Costa Smeralda.
L’iniziativa guarda però anche al futuro. Investire nella cultura significa diversificare l’offerta turistica, creare nuove opportunità e generare valore durante tutto l’anno, andando oltre la sola stagione estiva.
L’acquisizione delle Ville Couelle rappresenta dunque un traguardo collettivo e indica una direzione precisa: far crescere Arzachena come città più consapevole, più colta e più fiera delle proprie radici.
Nuoro, corso di Lingua sarda “con Giorgio Asproni”
L’Istituto Bellieni organizza un ciclo di lezioni per una corretta scrittura del sardo analizzando una delle massime figure dell’Ottocento isolano
NUORO. Imparare a scrivere in sardo attraverso l’approfondimento di una delle massime figure della storia del Nuorese e di tutta la Sardegna: quella di Giorgio Asproni. È questo il focus del corso di Livello A2 (venti ore) che l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari sta organizzando all’Isola del MAN di Nuoro (Corso Garibaldi), per chiunque ritenga di avere una minima competenza della lingua sarda parlata e desideri acquisire i rudimenti fondamentali della normativa ortografica. L’accesso è libero e gratuito.
Le lezioni, condotte dalla docente Immacolata Salis, si svolgeranno tutti i martedì dalle 16 alle 19, e sono finalizzate alla preparazione di un convegno a tema che si svolgerà a inizio estate. Ci sono ancora posti disponibili e gli interessati sono invitati ad inviare le richieste di adesione nel più breve tempo possibile.
L’iniziativa è promossa dall’Istituto Bellieni in collaborazione con la Provincia di Nuoro e il Museo MAN (Museo d’Arte Provincia di Nuoro)”, e fa parte del Programma Is.Be 2026.
Il tema centrale è “Jorgi Asproni: s’òmine e su polìticu peri su Diàriu polìticu” (Giorgio Asproni: l’uomo e il politico attraverso il diario politico). Tra gli argomenti toccati, saranno oggetto di particolare attenzione: sa limba sarda in s’iscritu e in su faeddu, normas ortogràficas e istruturas morfo-sintàticas.
Per quanto riguarda la Grammàtica, saranno analizzati “sos tempos verbales de su modu Indicativu e de su conditzionale”. E ancora “artìculos, agetivos, su plurale de sos nùmenes, averbios, significu denotativu e connotativu de sas paràulas. Esertzìtzios de aplicatzione e compositzione iscritas sighende sa cunsigna dada. Detadu de testos iscertados dae su dotzente”.
Pro maggiori informazioni e iscrizioni inviare un’email a [email protected] o chiamare il numero 079/230268 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.
Alghero “Iron City”: Come il brand Sardegna ha conquistato l’olimpo dell’endurance mondiale.
redazione on line
Il risveglio di un gigante mediterraneo
Per anni, il racconto turistico della Sardegna è rimasto prigioniero di un cliché dorato: quello del “sole e mare”, un modello vincente ma stagionale, incapace di narrare l’Isola oltre i mesi più caldi. Oggi, Alghero ha deciso di spezzare questa narrazione. L’arrivo dell’Iron Man 70.3 Alghero Sardegna, previsto per il 7 giugno, non è una semplice gara sportiva, ma un’operazione di rebranding territoriale senza precedenti. Non stiamo parlando solo di triathlon, ma della risposta coraggiosa di un intero territorio che vuole “cambiare postura” sulla scena internazionale, trasformando il nord-ovest della Sardegna in una capitale del benessere e delle prestazioni outdoor per dodici mesi l’anno.
Una connessione inaspettata
Dietro l’assegnazione di questo evento prestigioso non ci sono solo freddi parametri tecnici, ma una storia di identità culturale che sembra uscita da un romanzo di spionaggio industriale. Tutto nasce da un’intuizione di Sandro Salerno, il “ponte” fondamentale che ha suggerito l’evento all’amministrazione, consapevole che Alghero avesse le carte in regola per competere con le grandi capitali dello sport.
Il processo di negoziazione, durato due anni, ha vissuto momenti di tensione e “missioni segrete”: i vertici di Iron Man Italy e South EMEA, tra cui l’AD Augustin Perez e l’Operation Director Ferran Jimenez, hanno visitato la città in incognito, osservandone la logistica e l’anima prima ancora di palesarsi. Ma la vera svolta è stata linguistica. Durante una delle prime call, la barriera tra organizzatori e territorio è crollata quando si è scoperto che parlavano la stessa lingua: il catalano.
“In questa call abbiamo scoperto che avevamo una cosa in comune che è fortissima, che supera qualsiasi barriera: la nostra lingua catalana. Quando Augustin e Ferran hanno trovato qualcuno dall’altra parte del mare che parlava come loro, tutto è diventato fluido. È nato un feeling immediato, tra un ‘Gianzi, Cusizzi, Cataranzi’, che ha trasformato una trattativa complessa in un’intesa naturale.”
Questa affinità ha dimostrato come l’identità culturale possa diventare un asset strategico imprevisto nel business globale, creando un legame di fiducia istantaneo che ha sbaragliato la concorrenza di altre città italiane.
Come Alghero ha riscritto i tempi dell’endurance mondiale
Il mercato ha risposto con un vigore che ha lasciato sbalorditi persino i veterani del circuito. Quello che è accaduto ad Alghero è un fenomeno paragonabile solo a destinazioni d’eccellenza assoluta come Maiorca.
Inizialmente erano previsti 2.500 slot, ma la richiesta è stata così violenta da costringere l’organizzazione a salire a quota 3.000 atleti, provenienti da 90 paesi. Il sold out è arrivato in tempi record: circa un mese e mezzo, un risultato quasi mai visto per l’edizione inaugurale di un evento Iron Man. Migliaia di atleti sono rimasti in lista d’attesa, a conferma che il connubio tra il brand “Sardegna” e il fascino storico di Alghero ha creato un mix magnetico per la comunità globale dell’endurance.
Alghero come Hub del Benessere e della Ricerca
L’Iron Man è il pilastro visibile di un progetto ancora più ambizioso: InnoBay. La visione politica dietro l’evento mira a cambiare la “postura” della città — ovvero la sua riconoscibilità e il suo posizionamento globale — elevandola a centro di ricerca e innovazione.
Esiste un legame diretto tra l’atleta endurance e lo sviluppo economico: chi partecipa a queste gare è spesso un professionista di alto livello, un ricercatore o un decision-maker che cerca luoghi capaci di offrire un’alta qualità della vita. Alghero si candida così a essere non solo una meta turistica, ma un luogo dove vivere, studiare e fare ricerca tutto l’anno. L’atleta che corre sul lungomare oggi è il potenziale investitore o il ricercatore scientifico di domani, attratto da un territorio che offre infrastrutture outdoor naturali uniche nel Mediterraneo.
per il territorio e la rivoluzione dello stile di vita
Ospitare 3.000 atleti (più accompagnatori e staff) rappresenta una sfida logistica monumentale, un vero e proprio stress test per l’intero sistema regionale:
Logistica e Trasporti: Un coordinamento massiccio che coinvolge porti, aeroporti e il sistema dei trasporti interni per gestire flussi internazionali.
Sicurezza e Comunità: Una mobilitazione totale che vede in prima linea Protezione Civile, Forze dell’Ordine e le società in-house del Comune.
Ecosistema Ambientale: La sfida di far convivere l’evento con il Parco e l’Area Marina Protetta, dove la natura incontaminata non è solo una cornice, ma il prodotto stesso che gli atleti vengono a “consumare”.
Tuttavia, la vittoria più grande è la rivoluzione culturale già in atto tra i cittadini. Si assiste a un ritorno di massa al nuoto, alla corsa e all’acquisto di biciclette. Lo sport sta cambiando le abitudini sociali, promuovendo uno stile di vita sano che coinvolge tutte le generazioni.
“Questa è una rivoluzione che deve aprire la mente a tutti i comparti, dal portuale all’aeroportuale. Non è solo un evento, è un emblema di un nuovo tipo di turismo: rispettoso, amante della natura e capace di promuovere la salvaguardia del territorio attraverso la sua stessa fruizione.”
Il matrimonio destinato a durare
Quello tra Alghero e Iron Man non è un flirt estivo, ma un “matrimonio felice” basato sulla reciproca valorizzazione. Se la città saprà accogliere questa sfida, superando la tentazione della “stazione balneare” stagionale, potrà stabilire uno standard mondiale per il turismo sportivo. Il 7 giugno Alghero non ospiterà solo una gara; celebrerà la sua nuova identità di avamposto mediterraneo per l’innovazione e il benessere.
In un’epoca in cui le città d’arte soffrono per un turismo di massa spesso invasivo, può lo sport endurance diventare il motore definitivo per proteggere l’ambiente e garantire uno sviluppo economico sostenibile per tutto l’anno?
A Monteleone Rocca Doria si inaugura “Nùrcara – Sentieri del Villanova”
Trentuno chilometri di sentieri tra storia, tradizioni e natura. Sabato 16 maggio il taglio del nastro del progetto che unisce cinque comuni in una rete escursionistica d’eccellenza: un nuovo modello di turismo lento per il rilancio delle aree interne
MONTELEONE ROCCA DORIA – Trentuno chilometri di percorsi rurali riconvertiti in una rete escursionistica d’eccellenza per un nuovo modello di sviluppo territoriale sostenibile. Si chiama “Nùrcara – Sentieri del Villanova” il progetto di riqualificazione degli antichi assi viari promosso e finanziato dall’Unione dei Comuni, mediante la creazione di una rete di sentieri, che verrà inaugurato ufficialmente sabato 16 maggio dalle 10.30, nel Centro Ristoro Roccadò di Monteleone Rocca Doria.
L’evento segna la nascita di un’importante rete sentieristica, che ingloba cinque itinerari pensati per il trekking e il cicloturismo collegando i territori di Mara, Padria, Romana, Monteleone Rocca Doria e Villanova Monteleone: un viaggio immersivo tra storia, archeologia, fede e natura selvaggia, tra panoramici mozzafiato dedicati all’osservazione dell’aquila reale e del grifone.
L’obbiettivo del progetto consiste nello sviluppo di itinerari di media percorrenza su territori comunali, fruibili in sicurezza, che si colleghino ai percorsi già individuati da Forestas per favorire la creazione di una vasta rete di percorsi a fruizione lenta nell’area dell’Unione dei Comuni del Villanova.
L’appuntamento inaugurale accoglierà un parterre d’eccezione tra personalità di alto profilo tecnico e istituzionale, a testimoniare l’importanza strategica del progetto per l’intera regione. Tra i presenti, a fare da apripista Giovannina Fresi, sindaca di Monteleone Rocca Doria e presidente dell’Unione dei Comuni del Villanova, i sindaci Quirico Meloni, Alessandro Mura, Lucia Catte, Paolo Chessa e i vice-sindaci e gli assessori delle comunità coinvolte, che sono stati il vero motore dell’iniziativa.
L’incontro approfondirà il tema del turismo sostenibile come leva per la valorizzazione delle zone interne della Sardegna. Alla tavola rotonda, moderata dalla giornalista Lucia Cossu, interverranno Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo; Rosanna Laconi, assessore regionale all’Ambiente; Mauro Rotelli, deputato e presidente Commissione Ambiente della Camera; Giuseppe Mascia sindaco della Città Metropolitana di Sassari; Alessio Saba coordinatore Rete escursionistica della Regione Sardegna; Vincenzo Ligios, presidente Distretto Rurale del Villanova.
A dare il proprio contributo saranno inoltre gli esperti Stefania Fancellu, responsabile del Complesso parchi – Agenzia Forestas; il geografo Matteo Cara, l’architetta Federica Rubattu, la guida escursionistica Corrado Conca e il direttore generale del Distretto Rurale del Villanova, Gianfranco Sanna.
La mattinata prenderà il via con la proiezione del video emozionale “Nurcara, sentieri che raccontano una storia”, realizzato dall’agenzia Redfish Advdi Sassari, che ha curato tutta la comunicazione del progetto. A fine mattinata, dopo un breve momento conviviale, l’esperienza diventerà reale: gli ospiti saranno accompagnati da Corrado Conca e Matteo Cara in una visita guidata lungo il circuito ad anello che abbraccia il borgo di Monteleone, regalando scorci mozzafiato sul lago del Temo.
«Nùrcara rappresenta la volontà di trasformare il patrimonio storico e ambientale in una risorsa viva – spiegano i promotori –. Non si tratta soltanto di una rete di percorsi fine a se stessa, ma di un ponte rigenerato tra passato e futuro, di un racconto corale del territorio che permette di scoprire siti di inestimabile valore con un occhio di riguardo per l’ambiente».
Gli itinerari Nùrcara, consultabili sul sito www.sardegnasentieri.it,si candidano così a diventare una destinazione d’eccellenza per chi cerca un contatto autentico con la Sardegna più profonda, unendo in un unico cammino la bellezza dei paesaggi tra storia, tradizioni e natura.
Ritornano le “Note Senza Tempo” della musica barocca
La VIII Edizione del Festival Internazionale di Musica Antica organizzato da Dolci Accenti fa sognare il Nord Sardegna
SASSARI – Dal 23 maggio al 14 novembre, alcuni dei luoghi più suggestivi del nord Sardegna si animano con le “Note senza tempo” del Festival Internazionale di Musica Antica – VIII edizione, organizzato dall’associazione Dolci Accenti di Sassari.
Per sette mesi,il patrimonio esclusivo della musica barocca si materializza tra chiese e monumenti storici, coinvolgendo i comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Castelsardo e Uri. I luoghi simbolo del territorio diventano così il palcoscenico d’eccellenza di una manifestazione che si conferma un punto di riferimento culturale di respiro europeo.
Il programma è stato presentato oggi (12 maggio) in conferenza stampa nella sala convegni della Camera di Commercio di Sassari, alla presenza di Calogero Sportato, presidente dell’associazione APS Musicale “Dolci Accenti”, Raffaella Sanna, assessora alla Cultura di Alghero, Matteo Dettori, sindaco di Uri, Maria Bastiana Cocco, assessora alla Cultura di Porto Torres, Christian Speziga, assessore ai Beni archeologici di Castelsardo.
L’apertura della stagione è affidata all’Accademia del Festival de Musica de Caimari proveniente dalla Spagna, che il 23 maggio inaugurerà la rassegna a Porto Torres.
«La nostra missione è quella di rievocare atmosfere create dai grandi compositori che hanno segnato un’epoca, riproducendo virtuosismi e sonorità il più vicine possibili a quelle originali attraverso una maniacale accuratezza tecnica e strumentale – hanno spiegato gli organizzatori –. L’obiettivo è quello di creare un connubio perfetto tra la bellezza architettonica dei luoghi e le melodie degli ensemble protagonisti».
Il calendario prosegue il 29 e 30 maggio con l’Accademia Galan e il Festival SYEMF, che presentano due appuntamenti di rilievo internazionale tra Porto Torres e Sassari. I concerti proposti dall’Accademia Galan sono un prodotto del vivaio di un’attività didattica e di divulgazione rivolta ai giovani, pronti finalmente a esibirsi in un palcoscenico importante.
Il 6 giugno, il festival accoglierà per la prima volta come palcoscenico il comune di Alghero, peraccogliere l’Ensemble Benedetto Marcello. Il 4 luglio, un’altra località turistica dal grande fascino, Castelsardo, vedrà protagonista un ensemble di chiara
fama come Amoris Laetitia. Il 4 settembre Dolci Accenti presenta l’Orfeo Futuro a Sassari e replica il giorno seguente a Uri. Sempre a Sassari il 4 ottobre arriva l’Ensemble Baroque Lumina. Il 14 novembre gran finale a Sassari con la prestigiosa partecipazione della Polifonica Santa Cecilia.
La manifestazione è diretta artisticamente da Daniele Cernuto ed è organizzata da Dolci Accenti con il patrocinio e il supporto della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e dei comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo. L’evento è inserito all’interno del network “Salude&Trigu” (VIII edizione)della Camera di Commercio di Sassari, mirato a valorizzare gli eventi identitari, culturali e turistici del Nord Sardegna. Il programma dettagliato può essere consultato sul sito web www.notesenzatempo.it.