UNA NUOVA ALLEANZA PER LA SARDEGNA CHE CAMMINA

BANCO DI SARDEGNA AL FIANCO DELLA FONDAZIONE CMSB

Siglato un accordo triennale per sostenere la crescita economica e sociale dei territori attraversati dal Cammino Minerario di Santa Barbara

Cagliari, 11 maggio 2026

Il Banco di Sardegna e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara hanno sottoscritto oggi un accordo quadro di collaborazione strategica per sostenere lo sviluppo economico, sociale e turistico dei territori attraversati dal Cammino Minerario di Santa Barbara.

L’intesa nasce dalla comune volontà di valorizzare il Cammino come infrastruttura territoriale permanente e motore di crescita sostenibile per il Sulcis Iglesiente, l’Arburese, il Guspinese e per l’intera regione.

Attraverso l’accordo, il Banco di Sardegna metterà a disposizione un sistema articolato di strumenti finanziari e servizi dedicati per accompagnare la nascita e la crescita delle attività economiche legate al Cammino Minerario di Santa Barbara. Particolare attenzione sarà rivolta al microcredito imprenditoriale, pensato per sostenere giovani, donne, nuove imprese e piccoli operatori del territorio che intendano investire nei settori dell’accoglienza, della ristorazione, dell’artigianato identitario, dei servizi turistici, della mobilità sostenibile e dell’innovazione digitale.

L’obiettivo è favorire un accesso più semplice e concreto alle opportunità di impresa anche per chi, spesso, incontra maggiori difficoltà nell’avvio di un’attività economica. Accanto agli strumenti finanziari, il Banco di Sardegna offrirà servizi di accompagnamento e orientamento imprenditoriale, supportando gli operatori nella costruzione dei progetti, nell’accesso ai bandi pubblici, ai contributi a fondo perduto e agli strumenti di finanza agevolata, creando così un percorso di affiancamento stabile dalla fase di avvio fino al consolidamento delle attività.

L’accordo prevede inoltre la realizzazione di attività informative dedicate presso alcune filiali del territorio, che diventeranno punti di riferimento per imprese, giovani imprenditori e comunità locali, con funzioni di consulenza, supporto preliminare all’accesso al credito e accompagnamento allo sviluppo delle iniziative economiche connesse al Cammino.

“Il Banco di Sardegna rafforza con questo accordo il proprio ruolo di banca del territorio, impegnata a sostenere progetti capaci di generare valore economico e coesione sociale.”, evidenzia il Direttore Generale del Banco di Sardegna, Mauro Maschio. “Crediamo nel Cammino Minerario di Santa Barbara come leva concreta di sviluppo sostenibile, capace di attivare imprenditorialità diffusa e nuove opportunità occupazionali. Il nostro contributo non si limita alle politiche del credito, ma si traduce in un accompagnamento strutturato alle imprese e alle comunità locali. Sostenere iniziative come questa vuol dire investire nel futuro dei territori, valorizzando insieme aree interne e coste, per scoprire l’anima più autentica della Sardegna.”

“Questo accordo rappresenta un passaggio importante nel percorso di crescita del Cammino Minerario di Santa Barbara e nella costruzione di un modello di sviluppo concreto, sostenibile e radicato nei territori”, dichiara il presidente della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara, Mauro Usai. “La collaborazione con il Banco di Sardegna dimostra che, oggi, il Cammino non è soltanto un progetto culturale e turistico, ma una vera infrastruttura economica capace di generare occupazione, sostenere le comunità locali e creare nuove opportunità per giovani, imprese e operatori del territorio. È un investimento sulla Sardegna più autentica, sulle aree interne e sulla capacità delle comunità di costruire futuro partendo dalla propria identità”.

L’accordo avrà una durata di 36 mesi e prevede anche iniziative di comunicazione condivisa, eventi territoriali e attività di promozione rivolte ai dipendenti del Gruppo BPER, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e il valore del Cammino Minerario di Santa Barbara come una delle principali esperienze di turismo lento e rigenerazione territoriale dell’Isola.

Il Cammino Minerario di Santa Barbara è un percorso ad anello lungo 500 km che si snoda nel sud-ovest della Sardegna nei territori del Sulcis Iglesiente, Guspinese e Arburese, articolato in 30 tappe con una media di 16,5 km ciascuna. Il Cammino, che ripercorre antichi sentieri, permette di esplorare siti minerari e archeologici, testimoni di ottomila anni di storia in un paesaggio che muta ad ogni tappa colori e atmosfere tra falesie, spiagge, foreste e saline, antiche tonnare, nuraghi e borghi medievali. Nel biennio 2024-2025, il CMSB ha generato circa 40.000 pernottamenti, con un incremento del 30% a distanza di un anno. In costante crescita anche la presenza internazionale, in particolare di camminatori provenienti dalla Germania.




A Monte Minerva due giornate tra olio e vino, agnello e pane rituale: un messaggio di pace che unisce gastronomia e culture

Sabato e domenica il secondo e terzo atto delle “Giornate del Cibo” di Chenamos in carrela organizzate dalla Pro Loco di Villanova Monteleone

Villanova Monteleone – Olio, vino, agnello, lievito madre e pane rituale per un fine settimana imperdibile al Ceas di Monte Minerva: il 16 e 17 maggio arrivano il secondo e il terzo atto delle “Giornate del cibo” di Chenamos in Carrela. Due nuovi appuntamenti promossi dalla Pro Loco di Villanova Monteleone in cui il cibo diventa uno strumento per costruire ponti, contrapponendo la bellezza della condivisione alla violenza cieca delle guerre. Il percorso a cura di Tommaso Sussarello stavolta porta il cuore dell’identità pastorale sarda a incontrarsi con le raffinate suggestioni della cucina orientale, offrendo una riflessione profonda che unisce gastronomia e culture.

Sabato 16 maggio, a partire dalle 10, il percorso esperienziale dedicato alla “Pecora Regina” sarà condotto dallo chef Fabio Zago, dall’imprenditore locale Antioco Marras e da Sussarello. I tre esploreranno l’uso creativo e tradizionale della carne ovina con un focus sul cosiddetto “Anzone ’Errile”, l’agnello ormai maturo, svezzato a erba, che regala carni e sapori profondamente diversi dall’agnellino da latte, recuperando un’antica tradizione sarda del consumo primaverile. Traendo ispirazione dalla cucina persiana e indiana, ma con radici saldamente piantate nel territorio, il piatto simbolo sarà una rivisitazione del Biryani, sostituendo il riso con “Succu”, la pastina tipica del Logudoro. Il pranzo a tema sarà riservato agli invitati.

Sempre in mattinata sono in programma laboratori per bambini con il CEAS, mentre nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, l’attenzione si sposta sull’analisi sensoriale. Si parte con poesia e musica grazie alla performance “L’Ulivo Padre” del poeta e drammaturgo Bernardo De Muro che, accompagnato al flauto da Martina Porcheddu, col suo elogio dell’olio d’oliva renderà omaggio al pregiato prodotto del territorio. Si prosegue con i laboratori guidati di Luciana Putzolu per imparare a riconoscere l’olio di qualità in compagnia di APOS, l’Associazione olivicoltori della Sardegna. “Dal vigneto al calice” sarà invece il laboratorio di degustazione sul vino con la Cantina Santa Maria La Palma guidati da Loredana Marchi. Dopo le visite guidate “Alla scoperta di Minerva”, al Rosetto antico e alle vicine Domus de Janas, la serata si concluderà con l’apericena nel Giardino della biodiversità e con la musica da ballo del noto fisarmonicista Antonio Tanca.

Domenica il focus si sposterà sull’arte della panificazione tra lievito madre e pane rituale. Alle 10 Antonio Farris, presidente dell’Accademia sarda del lievito madre, condurrà i partecipanti nel viaggio “Dal grano al pane” e tra i segreti della fermentazione naturale. Le maestre della Pro Loco di Olmedo, Mariella Pinna e Maria Talia Tidore, sveleranno i segreti della decorazione del pane, un’arte antica che presuppone precisione e pazienza. Sono in calendario laboratori con il CEAS e le degustazioni a tema “Non solo Pane” con lo chef Zago. Alle 15.30 Antonio Farris condurrà i presenti nel nuovo percorso esperienziale “Dall’impasto alla cottura del pane nel forno a legna”. Il calendario è impreziosito da degustazioni, visite guidate “Alla scoperta di Minerva” e dal brindisi di chiusura.

La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela” 2026, è organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con il Comune di Villanova Monteleone e rientra nel circuito “Salude&Trigu” della Camera di Commercio di Sassari. I posti disponibili per le degustazioni e i laboratori del pane sono a numero limitato ed è necessaria la prenotazione.

Chi volesse mangiare può prenotare presso la Locanda Minerva o consumare il pasto in autonomia nelle Aree Picnic appositamente attrezzate. Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l’indirizzo [email protected] o il numero 338 277 5286.




Destagionalizzazione, due patti e una verità: Nizzi parla di Gallura, Cacciotto di Alghero.

redazione economia.

Il confronto tra il Protocollo per la Destinazione Sardegna Nord Ovest e il progetto Gallura All Seasons mostra due visioni molto diverse: da una parte una cornice istituzionale ancora da riempire, dall’altra un modello operativo già più dettagliato su soldi, governance, aeroporti e prodotto turistico.

La parola è la stessa: destagionalizzazione.
L’obiettivo anche: portare turisti in Sardegna non solo d’estate, ma anche nei mesi più deboli dell’anno.
Eppure, leggendo i due documenti, emerge una differenza netta: il Nord Ovest mette in campo un protocollo, la Gallura prova a costruire un piano di lavoro già più concreto.

Il Protocollo per la Destinazione Sardegna Nord Ovest parte da Alghero, dalla Camera di Commercio di Sassari, da Sogeaal, da Confcommercio e dai Comuni che vorranno aderire. Il documento individua l’Aeroporto di Alghero come infrastruttura strategica e punta a rafforzare collegamenti, promozione, marketing territoriale, eventi e nuovi prodotti turistici nei mesi di bassa stagione. È un passaggio importante, perché prova a mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e aeroporto.

Ma il punto debole è evidente: il protocollo definisce il contenitore, non ancora il contenuto economico reale. Il Fondo pluriennale per la destagionalizzazione viene previsto, ma la quota che dovranno versare Comune di Alghero, Comuni aderenti, Camera di Commercio e Sogeaal sarà stabilita solo con un atto successivo. Anche le modalità operative di gestione delle risorse saranno definite più avanti.

La Gallura, invece, entra subito nel merito. Il progetto Gallura All Seasons nasce come documento programmatico di indirizzo strategico, ma ha un taglio molto più operativo. Indica chiaramente i mesi critici — novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo — e li considera il vero banco di prova per cambiare il modello turistico del territorio. Non parla solo di allungare la stagione: prova a costruire una destinazione viva anche d’inverno.

La prima differenza sostanziale riguarda i soldi. Nel Nord Ovest il fondo è previsto, ma ancora da quantificare. In Gallura, invece, la proposta è esplicita: destinare il 10% della tassa di soggiorno annua 2025 al programma di destagionalizzazione, affiancando a queste risorse i contributi volontari degli operatori economici, eventuali sponsor, investitori e il piano di incentivazione già attivato da Geasar per rafforzare la connettività aerea.

È qui che il confronto diventa dirompente: da una parte c’è un fondo da costruire, dall’altra una leva economica già indicata.

Anche sul ruolo degli aeroporti la differenza è chiara. Nel Nord Ovest, l’Aeroporto di Alghero è indicato come porta d’ingresso fondamentale per il territorio e come condizione per sostenere i flussi nei periodi di bassa e media stagione. In Gallura, però, l’Aeroporto Costa Smeralda assume un ruolo ancora più centrale: viene descritto come infrastruttura abilitante, senza la quale nessuna politica di destagionalizzazione può produrre risultati strutturali.

Cambia anche la governance. Il Nord Ovest prevede un Comitato Guida presieduto dal Comune di Alghero, con Camera di Commercio, Comuni aderenti, Sogeaal e Confcommercio. È una struttura istituzionale, ordinata, utile a dare legittimità politica al percorso. Gallura All Seasons, invece, immagina una cabina di regia più larga, con Confcommercio, Geasar, Comuni aderenti, soggetti privati qualificati, professionisti e aziende specializzate in comunicazione, eventi, marketing, produzione contenuti e analisi dati.

In parole semplici: il Nord Ovest presidia il tavolo pubblico, la Gallura prova ad accendere la macchina operativa.

Il documento gallurese entra poi in un terreno che nel protocollo del Nord Ovest resta appena accennato: il prodotto turistico. Non si limita a dire che servono eventi o promozione. Parla di turismo culturale, esperienziale, enogastronomico, sportivo, outdoor, senior, long stay, city break e short stay. Prevede una mappatura del territorio, la costruzione di un catalogo di prodotti turistici tematici e un piano di comunicazione strutturato per rendere riconoscibile l’offerta invernale.

Questo è il nodo politico ed economico della questione. La destagionalizzazione non si fa solo con uno slogan, né con un calendario di eventi messo insieme all’ultimo momento. Si fa se ci sono voli, risorse, pacchetti, servizi aperti, imprese coinvolte, comunicazione coordinata e una ragione concreta per cui un turista dovrebbe scegliere quel territorio anche fuori stagione.

Il Protocollo del Nord Ovest ha un merito: prova a dare una forma istituzionale a una battaglia che Alghero e il suo territorio non possono più rinviare. La stagione corta pesa sulle imprese, sul lavoro, sull’aeroporto e sulla tenuta economica della città. Mettere insieme Comune, Camera di Commercio, Sogeaal, Confcommercio e altri Comuni è un primo passo necessario.

Ma il documento gallurese appare, almeno sulla carta, più maturo nella parte progettuale. Non si limita a dire che bisogna destagionalizzare. Dice con quali risorse partire, quali mesi aggredire, quali target intercettare, quale ruolo affidare all’aeroporto, come costruire il prodotto e come misurare i risultati.

La differenza, alla fine, è tutta qui: il Nord Ovest ufficializza l’alleanza; la Gallura prova già a trasformarla in sistema economico.

Per Alghero e per tutto il Nord Ovest, questo confronto non dovrebbe essere letto come una sconfitta, ma come un avvertimento. La destinazione non può permettersi di restare nel campo delle intenzioni. Se vuole competere davvero, deve passare rapidamente dalla cornice al contenuto: soldi certi, obiettivi misurabili, regia professionale, voli programmabili e prodotti turistici vendibili.

Perché la destagionalizzazione non si annuncia.
Si organizza. Si finanzia. Si vende. E soprattutto si misura.

Sandro Usai mette in evidenza Il limite dei protocolli: senza prodotto turistico i voli non bastano.

Il nodo vero, sostiene Usai, non è la firma dei protocolli, è ciò che quei protocolli riescono realmente a mettere in campo. Perché la destagionalizzazione non nasce dalla semplice apertura di nuove rotte, né da un’azione di co-marketing affidata agli aeroporti. I collegamenti aerei sono indispensabili, ma da soli non bastano: servono prodotti turistici capaci di motivare il viaggio, pacchetti costruiti con gli operatori, territori interni coinvolti, strutture ricettive aperte, esperienze vendibili e mercati già individuati. Senza questa base, Alghero e Olbia rischiano di restare soltanto due porte d’ingresso senza un viaggio organizzato alle spalle. Ed è qui che il Nord Sardegna mostra la sua fragilità: continua a parlare di sistema, ma firma accordi separati e arriva al tavolo dei vettori con un’offerta invernale ancora troppo debole, troppo frammentata e troppo legata alla stagione balneare.




Presentato il calendario eventi 2026 a Monti. Un modello di sinergia tra identità, cultura e turismo

Monti si conferma polo d’eccellenza per la programmazione turistica e culturale della Gallura. Grazie a una sinergia senza precedenti tra l’Amministrazione Comunale e il ricco tessuto associativo locale, è stato ufficialmente presentato il Calendario Annuale degli Eventi 2026, inserito nel prestigioso circuito regionale “Salude e Trigu” e presentato oggi nella sede camerale.

Il programma non è solo un elenco di appuntamenti, ma una visione strategica che trasforma la tradizione in un volano di sviluppo economico e sociale. Il progetto vede la collaborazione di realtà storiche: Pro Loco di Monti, Gruppo Folk San Paolo, Confraternita San Gavino Martire, Associazione Sos Misureris, Strada del Vermentino di Gallura DOCG e Sardegna Lirica, con il supporto di Coro Sos Balaros, Coro Terra Galana, Banda Musicale San Gavino Martire e Associazione Erenzia.

A sottolineare il valore di questa operazione è Gavino Sanna, promotore dell’iniziativa, che ha voluto rimarcare come la coesione sia l’unico strumento per competere sui mercati turistici moderni:

“Abbiamo lavorato per trasformare singole eccellenze in un sistema integrato,” dice nel corso della presentazione “Monti possiede un patrimonio immateriale immenso: dai riti della Settimana Santa alla sapienza enologica del Vermentino. Mettere a sistema queste energie significa passare dalla logica della ‘festa di paese’ a quella di ‘destinazione turistica’. Il nostro obiettivo è raccontare un’identità forte che sappia emozionare il visitatore internazionale, garantendo al contempo una ricaduta economica reale per le nostre aziende e i nostri artigiani. Questo calendario è la nostra firma: un patto d’amore tra i cittadini e la propria terra.”

Il viaggio tra cultura e identità si snoda lungo tutto l’anno, toccando i vertici della devozione, dell’enogastronomia e delle arti:

Primavera di Tradizioni: si parte con i riti solenni della Settimana Santa e le sonorità ancestrali di “Cantos e Sonos de sa Terra Nostra”.
L’Estate Internazionale: luglio sarà il mese di punta con il 31° Festival Folk Internazionale “Ballos de Triulas”, affiancato dall’eleganza del Concerto Lirico Sinfonico di Sardegna Lirica.
Le Eccellenze del Territorio: protagoniste la 18ª edizione di “Monti Produce” e la 10ª di “Artigiani di Sardegna”, seguite dalle storiche Fiere del Miele (29ª edizione e 14ª del Miele Amaro), fiori all’occhiello della Pro Loco.
Vino e Vendemmia: settembre celebrerà l’Antica Vendemmia, mentre ottobre proietterà il borgo nel Circuito Internazionale delle Strade del Vino, consolidando il ruolo di Monti come capitale dell’enoturismo.
Il Gran Finale: l’anno si chiuderà con la tipicità di “Sa Festa de su Piritzolu Montinu” e il decennale del concerto “Natale Insieme”, simbolo di una comunità coesa.
Grazie al sostegno di Salude&Trigu, la Camera di Commercio di Sassari riconosce ancora una volta in Monti un modello da sostenere. La capacità di programmare con largo anticipo permette al paese di posizionarsi strategicamente nelle fiere di settore, offrendo pacchetti turistici che spaziano dal folklore all’enogastronomia di qualità. Monti non si limita a ospitare eventi: costruisce un’offerta turistica identitaria che parla al mondo, valorizzando il lavoro instancabile dei volontari e l’orgoglio di una comunità che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.




Carraro: la scommessa vinta di un evento che ha allungato la stagione

Da intuizione coraggiosa a appuntamento ormai centrale: nel suo intervento, Franco Carraro, presidente di Smeralda Holding, ha ripercorso la crescita dell’iniziativa nata nel 2008 e il suo impatto sul territorio. Un passaggio che, nelle sue parole, racconta bene come turismo e produzioni locali possano crescere insieme.

Una visione nata quando il territorio era ancora fermo

Nel suo saluto, Franco Carraro ha voluto anzitutto ringraziare istituzioni, espositori e organizzatori, ricordando il valore di un progetto nato anni fa quasi come una scommessa. Un pensiero particolare è andato a Franco Mulas, indicato come il promotore dell’iniziativa avviata nel 2008 con un obiettivo chiaro: prolungare il più possibile la stagione turistica.

Carraro ha sottolineato come, agli inizi, il contesto fosse molto diverso da quello di oggi. Ha ricordato che ancora nel 2015 questa manifestazione rappresentava quasi un’eccezione, in un periodo in cui gran parte delle attività commerciali era chiusa e il territorio appariva ancora lontano dal pieno fermento della stagione.

Da evento isolato a realtà consolidata

Oggi, secondo Carraro, quello scenario è cambiato in maniera netta. L’iniziativa è diventata una presenza stabile e riconoscibile, inserita in una stagione che non parte più tardi ma che, al contrario, è già viva e pienamente avviata. Nelle sue parole, il traguardo indicato anni fa dall’amministrazione comunale è stato raggiunto fino in fondo: «l’obiettivo di allungare la stagione è stato conquistato completamente».

Da qui anche il ringraziamento rivolto a chi ha creduto nel progetto fin dal principio e a quanti si sono aggiunti negli anni successivi, contribuendo a trasformarlo in una realtà solida. Carraro ha definito questo percorso come la prova concreta di una crescita importante, costruita con continuità e visione.

Turismo e agricoltura, un legame che rafforza la Sardegna

Uno dei passaggi centrali dell’intervento ha riguardato il rapporto tra turismo e produzioni locali. Carraro ha spiegato che il turismo non si limita ad accogliere visitatori, ma ha anche il compito di far conoscere l’identità autentica del territorio. In questo senso, vini, formaggi e specialità sarde diventano parte essenziale dell’esperienza di chi arriva sull’isola.

Il messaggio è stato chiaro: conoscere davvero la Sardegna significa entrare in contatto con ciò che produce, con i suoi sapori e con il lavoro che c’è dietro quelle eccellenze. «Promuovere il territorio significa anche valorizzare la sua agricoltura», è il senso del passaggio più forte del suo intervento, che ha legato l’evento non solo al richiamo turistico, ma anche alla promozione concreta delle qualità locali.

Il ricordo dell’Aga Khan e l’orgoglio per un’eredità che continua

Nel finale, Carraro ha rivolto un pensiero anche alla figura dell’Aga Khan, ricordandone la visione e il ruolo determinante nella nascita e nello sviluppo di un luogo che, a distanza di decenni, continua a rappresentare un punto di riferimento internazionale. Un passaggio sentito, che ha collegato il presente a una storia lunga e ambiziosa.

Il presidente di Smeralda Holding ha poi concluso con un ringraziamento a Mario Ferraro e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per mantenere alto il valore e il prestigio di questa destinazione. Un finale segnato da un sentimento preciso: l’orgoglio per un territorio che continua a crescere senza perdere la propria identità.




La Cavalcata Sarda 2026 si fa corale: a Sassari debutta il “Villaggio Salude & Trigu”

Dal 15 al 17 maggio, Piazza Castello si trasforma nel cuore pulsante delle tradizioni del Nord Sardegna con degustazioni, laboratori artigianali ed esibizioni identitarie.

Per la prima volta nella storia della Cavalcata Sarda, la grande sfilata della tradizione isolana si arricchisce di una vetrina esperienziale senza precedenti. La Camera di Commercio di Sassari, attraverso il programma quadro definito dal network Salude & Trigu, firma un’integrazione strutturata tra il grande evento cittadino e le eccellenze diffuse del territorio, portando in Piazza Castello un vero e proprio spaccato della Sardegna più autentica.

L’esordio del villaggio non è solo uno spazio fisico, ma la consacrazione di Salude & Trigu come brand di riferimento per il turismo esperienziale del territorio. Nato per valorizzare gli eventi del Nord Sardegna, questo marchio è diventato un catalizzatore di sviluppo capace di unire, quest’anno, ben cento appuntamenti in un’offerta corale. La sua forza risiede nel rilancio del settore turistico attraverso una narrazione coordinata che trasforma la frammentazione di piccole realtà ma importantissime specificità in una destinazione unica e competitiva.

Il brand agisce in modo trasversale, fungendo da ponte tra i saperi millenari e il mercato globale: la tessitura di Nule, l’enologia di Sennori e l’artigianato locale smettono di essere realtà isolate per diventare capitoli di un unico racconto che spinge la destinazione Sardegna verso una stagionalità più ampia. La Cavalcata Sarda 2026 rappresenta il palcoscenico ideale per questa sinergia: se la sfilata è l’estetica della festa, il Villaggio ne è l’anima fisica, dove il visitatore “impara facendo” e la tradizione si proietta nel futuro.

In Piazza Castello sorgerà il “Villaggio Salude & Trigu”: dodici casette in legno che ospiteranno 25 realtà (tra Pro Loco e associazioni) in rappresentanza dei 100 eventi del circuito 2026. Non sarà solo un’area espositiva, ma un laboratorio a cielo aperto dove i visitatori potranno interagire direttamente con i maestri artigiani e i produttori locali. “La Cavalcata Sarda e il Villaggio rappresentano la sintesi perfetta della nostra missione e della collaborazione con l’amministrazione comunale di Sassari,” afferma il presidente della Camera di Commercio, Stefano Visconti. “Trasformiamo l’eredità culturale in un’occasione concreta di sviluppo economico, rendendo il Nord Sardegna una destinazione capace di emozionare attraverso l’eccellenza delle proprie radici. Con Salude&Trigu promuoviamo gli eventi, e sosteniamo un sistema produttivo che vive di identità, innovando la tradizione per generare ricchezza e orgoglio in tutto il territorio.”

QUESTO IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

VENERDÌ 15 MAGGIO | Dalle 17 alle 22

Apertura: Inaugurazione ufficiale degli stand alle 18:30 in Piazza Castello.

Sapori: Degustazioni di prodotti tipici a cura delle associazioni di Borutta, Burgos, Alghero, Florinas, Sennori, Uri e Usini.

Saperi e Laboratori: Dimostrazione di tessitura a telaio verticale (Nule), laboratorio sui pipistrelli del Monastero di Sorres, pasta fresca (Sos Andarinos di Usini) e l’intreccio dei cestini.

Esibizioni: Canti tradizionali dei cori di Cheremule e Uri; danze e sfilate di figuranti in abiti medievali (Goceano) e folk.

SABATO 16 MAGGIO | Dalle 17 alle 22

Sapori: Eccellenze enogastronomiche di Monti, Ittireddu, Nule e i vini della Confraternita del Moscato di Sennori.

Saperi e Laboratori: L’arte dei biscotti sardi (Uri), i dolci tipici (Ozieri) e l’esposizione dei prodotti di Monti.

Esibizioni: Spettacolo di vestizione degli abiti sardi (Ittiri), dimostrazioni di ricamo e mostre di costumi d’epoca.

DOMENICA 17 MAGGIO | Dalle 9 alle 22

Il Grande Giorno: Alle 9 partenza della 75ª Edizione della Cavalcata Sarda. Il Villaggio in Piazza Castello resterà aperto tutto il giorno.

Sapori: Degustazioni continuate con le Pro Loco di Banari, Berchidda, Telti e molte altre.

Saperi e Laboratori: Laboratorio del raviolo berchiddese e delle erbe officinali (Telti); dimostrazione di tessitura tappeti e ricamo.

NEL Villaggio sarà attivo un punto informativo dedicato, dove turisti e residenti potranno scoprire il calendario completo degli oltre 100 eventi di Salude & Trigu previsti per la stagione 2026, spaziando tra cultura, musica, enogastronomia e natura.

Sito ufficiale: www.ss.camcom.it

Hashtag ufficiali: #SaludeTrigu #CavalcataSarda2026 #VisitSardinia




grave criticità del Servizio Sanitario della Regione Sardegna.

Il Partito Comunista Italiano – Sardegna sottolinea che la grave criticità del Servizio Sanitario della Regione Sardegna è conseguenza di oltre trent’anni di privatizzazioni, tagli al personale e riduzione dei finanziamenti pubblici.

Secondo l’analisi del Dipartimento Welfare e Sanità del partito, la crisi attuale si manifesta attraverso questi punti:

  • Sovraffollamento dei pronto soccorso
  • Tempi di attesa eccessivi per visite, esami e interventi
  • Medicina di base e territoriale in forte sofferenza
  • Molti servizi, tra cui i servizi per la salute mentale, per gli anziani, per l’età evolutiva e dei consultori sono carenti di personale
  • Vi sono costi crescenti a carico dei cittadini a fronte di un servizio sanitario decadente
  • Assenza di prevenzione primaria ambientale

Tale situazione non è frutto di inefficienze occasionali, ma di scelte politiche delle precedenti amministrazioni regionali che hanno favorito l’espansione del privato a discapito del servizio pubblico: una linea politico-programmatica scellerata e antipopolare da contrastare.

Il PCI Sardegna chiede che nella programmazione socio-sanitaria regionale siano inseriti programmi strutturati di de-privatizzazione, con l’obiettivo di:

  • Riportare nel pubblico i servizi essenziali
  • Rafforzare la medicina territoriale
  • Garantire tempi di attesa certi e realmente pubblici
  • Restituire ai cittadini il diritto alla salute senza costi aggiuntivi

Il Comitato Regionale PCI Sardegna




Confindustria Centro Nord Sardegnaalla Fiera Nautica a Porto Rotondo

L’Associazione ha predisposto un suo stand nel quale, fino a domenica 10 maggio, sarà possibile ricevere informazioni sul progetto IN-Mare, finanziato dalla Regione nell’ambito della misura FILO, che punta ad avvicinare la formazione al mondo dell’impresa

Olbia – È in corso in questi giorni (fino a domenica 10 maggio) a Porto Rotondo (Olbia) la Fiera Nautica di Sardegna, promossa dal Cipnes Gallura con il sostegno della Regione Sardegna. Un appuntamento di grande rilievo nel panorama non solo nazionale della Blue Economy, con oltre 250 imbarcazioni e circa 150 espositori. Tra gli stand della Fiera c’è anche quello di Confindustria Centro Nord Sardegna: uno spazio dedicato all’incontro, al dialogo e alla valorizzazione delle imprese del territorio che operano nel settore della nautica, in particolare per quanto riguarda innovazione, competenze, filiera produttiva e opportunità di sviluppo per tutta la Sardegna.
«La Fiera costituisce un appuntamento fondamentale per le imprese nautiche nostre associate perché innanzitutto permette un confronto con tutti i protagonisti del comparto – dichiara Achille Carlini, presidente di Confindustria Centro Nord Sardegna –. Sosteniamo inoltre il progetto IN-Mare finanziato della Regione». Quest’ultima iniziativa ricade nell’ambito della misura della RAS FILO Sardegna – Filiere Innovazione Lavoro Occupazione, che comprende undici settori, tra cui la cantieristica nautica da diporto, e punta ad avvicinare la formazione al mondo dell’impresa. Le aziende e i giovani interessati ai percorsi formativi possono richiedere ulteriori informazioni presentandosi allo stand di Confindustria Centro Nord Sardegna.




Porto Cervo Wine & Food Festival 2026, Franco Mulas: “La Sardegna ha un potenziale enorme e il mercato americano sta crescendo oltre le attese”

redazione online

Il Porto Cervo Wine & Food Festival continua a rafforzare il suo ruolo di vetrina d’eccellenza per la Sardegna e per le sue produzioni. Nell’edizione 2026, tra crescita internazionale, nuovi collegamenti aerei e segnali incoraggianti dal turismo, emerge una visione chiara: fare sistema per valorizzare il territorio tutto l’anno.

Il Porto Cervo Wine & Food Festival si conferma anche nel 2026 come uno degli appuntamenti più significativi per la promozione dell’enogastronomia sarda e delle sue eccellenze. A raccontarne il percorso e le prospettive è Franco Mulas, esponente della direzione dell’Hotel Marriott, che ripercorre la storia di un evento nato nel 2008 e cresciuto nel tempo fino a diventare un punto di riferimento sempre più ampio, capace di richiamare operatori e produttori ben oltre i confini dell’isola.

Secondo Mulas, il successo della manifestazione affonda le radici soprattutto nella fiducia degli espositori, che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio e hanno continuato a sostenerlo negli anni. “La verità è che il merito è soltanto degli espositori che ci credono e continuano a crederci”, sottolinea, riconoscendo come il festival sia riuscito a consolidarsi grazie a una partecipazione costante e convinta.

Uno degli aspetti più evidenti dell’evoluzione della manifestazione è la sua apertura sempre più marcata verso una dimensione internazionale. Pur mantenendo un forte legame con la Sardegna, il festival presenta oggi una composizione equilibrata tra realtà isolane e presenze provenienti dalla penisola, con alcune partecipazioni anche dall’estero. “Il 50 per cento sono isolani, il 50 per cento invece arriva dalla penisola e c’è anche qualche espositore internazionale”, spiega Mulas, evidenziando come il Wine & Food Festival sia ormai una vetrina capace di parlare a pubblici diversi.

Ma la missione dell’evento, a suo giudizio, va oltre il semplice obiettivo di allungare la stagione turistica. L’idea originaria era soprattutto quella di offrire visibilità a produzioni e produttori che, da soli, avrebbero avuto meno occasioni per emergere. “L’intento non era soltanto quello di allungare la stagione: l’intento era quello di essere ambasciatori del nostro territorio e dare visibilità a chi non aveva visibilità”, afferma. È questa, probabilmente, la chiave che ha permesso al festival di costruire nel tempo una sua identità precisa.

Guardando all’evoluzione del comparto enogastronomico isolano, Mulas parla di una crescita evidente, sostenuta anche da altre iniziative nate nel solco del festival, capaci di portare le etichette e i prodotti sardi in contesti internazionali prestigiosi. Dalle manifestazioni organizzate in città come Londra e New York, fino alle esperienze negli Stati Uniti, il lavoro di promozione ha contribuito a far conoscere sempre di più il valore della produzione sarda all’estero.

Il riscontro, racconta, è stato molto positivo. “Incredibile”, lo definisce senza esitazioni, riferendosi sia ai vini sia agli altri prodotti simbolo dell’isola. Non solo bottiglie, dunque, ma anche formaggi, miele e altre specialità che hanno saputo conquistare attenzione e apprezzamento. Un segnale importante, che conferma come la Sardegna possa giocare un ruolo sempre più centrale nel mercato del gusto di alta qualità.

Tra i fattori che stanno incidendo maggiormente sulla stagione 2026 c’è anche il nuovo collegamento diretto tra New York e Olbia, considerato da Mulas un passaggio di grande valore per tutto il territorio. “Avere un volo diretto da New York a Olbia era impensabile fino a qualche tempo fa”, osserva, mettendo in evidenza l’importanza strategica di una tratta che apre nuove opportunità non solo per la Costa Smeralda ma per l’intera Sardegna. Il dato che più colpisce riguarda però la risposta del mercato: “Il coefficiente di riempimento è incredibilmente alto e lo vediamo anche nelle prenotazioni che arrivano nei nostri alberghi”.

Il mercato americano, infatti, starebbe mostrando risultati superiori alle aspettative, con un numero di richieste e prenotazioni che lascia intravedere una stagione molto positiva. Pur nel quadro internazionale segnato da tensioni e incertezze, Mulas guarda con fiducia ai prossimi mesi e parla di prospettive incoraggianti per la Sardegna e per le strutture ricettive del territorio. “Avremo un’ottima stagione”, dice, pur ricordando la necessità di continuare a lavorare con determinazione.

Ed è proprio il lavoro condiviso il punto su cui insiste maggiormente in chiusura. Per crescere ancora, spiega, non basta il solo impegno delle istituzioni: serve una vera alleanza tra enti pubblici, imprese, operatori e privati. “Gli stakeholder devono essere tutti insieme: istituzioni, imprenditori, privati, tutti quanti devono lavorare insieme”, afferma. La convinzione di fondo è netta: “La Sardegna ha un potenziale inesploso”.

Il messaggio che arriva dal Porto Cervo Wine & Food Festival 2026 è quindi chiaro: la promozione del territorio passa dalla qualità, dalla capacità di fare rete e da una visione che sappia unire turismo, ospitalità e produzioni identitarie. E se il festival continua a crescere, è anche perché riesce ancora a raccontare la Sardegna nel modo più efficace: mettendo al centro ciò che rende quest’isola unica.




Porto Cervo punta su eventi, lusso e benessere: la stagione si allunga e guarda ai dodici mesi

Alla 15ª edizione del Porto Cervo Wine & Food Festival, il CEO di Smeralda Holding Mario Ferraro ha tracciato il bilancio di una destinazione che cambia volto. Non più soltanto mare e alberghi di fascia alta, ma un sistema turistico che punta su esperienze, grandi eventi, wellness e collegamenti internazionali.


Una stagione sempre più lunga

Porto Cervo si presenta a questa nuova stagione con un obiettivo chiaro: consolidare una crescita che negli ultimi anni ha cambiato il ritmo turistico della destinazione. Se in passato l’avvio dell’estate coincideva quasi con la fine di maggio, oggi lo scenario è molto diverso. La stagione, ha spiegato Mario Ferraro, parte ormai all’inizio di aprile e arriva fino alla fine di ottobre.

“Quindici anni fa questa manifestazione era stata pensata per inaugurare la stagione. Oggi, invece, a metà maggio siamo già in una fase avanzata, perché la destinazione è cresciuta molto”, ha osservato il manager, sottolineando come il territorio abbia progressivamente superato la logica della vacanza breve e concentrata in poche settimane.

Non solo spiagge: la nuova identità della destinazione

Il messaggio è netto: la Costa Smeralda non vuole più essere identificata soltanto con il turismo balneare. Accanto al mare, restano centrali i contenuti, le esperienze e un’offerta sempre più ampia, pensata per un pubblico internazionale con interessi diversi.

Enogastronomia, cultura, spettacoli, salute e benessere sono i pilastri di questo percorso. “Non basta avere il mare, gli alberghi belli e il paesaggio. Bisogna evolversi e costruire un’offerta capace di rispondere a esigenze sempre più varie”, ha spiegato Ferraro, indicando la direzione intrapresa dal gruppo.

Il calendario degli eventi tra festival, concerti e wellness

Il programma annunciato per la stagione è ricco e distribuito lungo diversi mesi. Dopo l’apertura con il premio letterario Costa Smeralda e il Wine & Food Festival, il calendario prevede appuntamenti musicali di grande richiamo e una lunga serie di iniziative fino all’autunno.

Tra gli eventi di punta figurano i concerti annunciati per agosto, con Robbie Williams il 9 agosto al Romazzino e Katy Perry il 12 agosto al Cala di Volpe, indicato come uno degli appuntamenti centrali dell’estate. Grande attenzione anche al nuovo Longevity Festival, pensato per animare Porto Cervo per tutto settembre con incontri e attività dedicati alla longevità, alla salute e al benessere.

Investimenti negli hotel e nuovi ristoranti

Smeralda Holding continua intanto il proprio piano di investimenti sulle strutture ricettive e sui servizi. Quest’anno si completa la seconda fase della ristrutturazione del Romazzino e del Pitrizza, con nuove camere e un ulteriore innalzamento degli standard dell’offerta.

Nel dettaglio, il Romazzino aggiunge 36 nuove camere, mentre il Pitrizza ne inaugura 24. Sul fronte della ristorazione, a Porto Cervo sono attese tre nuove aperture: Langosteria, il Beefbar all’Hotel Cervo e il concept African Queen, già noto sulla Costa Azzurra.

Accanto al segmento luxury, cresce anche l’attenzione per le famiglie e per lo sport. Tra le novità annunciate ci sono una nuova piscina nel Kids Club del Cala di Volpe e l’ampliamento del centro sportivo con l’aggiunta di due campi da padel. L’idea è quella di rendere la destinazione più completa e competitiva, anno dopo anno.

Prenotazioni in crescita e segnali forti dai mercati esteri

Le previsioni per la stagione vengono definite molto incoraggianti. Nonostante le iniziali preoccupazioni legate allo scenario internazionale e alla guerra in Medio Oriente, i dati raccolti dal gruppo raccontano un andamento positivo.

Ferraro ha parlato di un aumento delle prenotazioni compreso tra il 10 e il 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per tutte le strutture del gruppo. Un incremento sostenuto anche dalla domanda proveniente dagli Stati Uniti e dal Medio Oriente, mercati che in questa fase stanno mostrando un interesse crescente per il nord Sardegna.

Da tre a sette mesi, con l’idea di arrivare a tutto l’anno

Uno dei temi centrali dell’intervento è stato quello della destagionalizzazione. Ferraro ha ricordato come, fino a pochi anni fa, alcune strutture simbolo della Costa Smeralda aprissero a metà giugno per chiudere a metà settembre. Oggi, invece, la finestra operativa si è allargata fino a coprire circa sette mesi.

“Quando sono arrivato qui, nel 2014, c’erano alberghi che lavoravano appena tre mesi. Oggi abbiamo costruito una stagione di sette mesi e ci sono tutte le condizioni per crescere ancora”, ha detto. L’obiettivo, ormai dichiarato, è avvicinarsi progressivamente a una destinazione viva per dodici mesi l’anno.

A sostenere questa prospettiva non c’è soltanto il lavoro di Smeralda Holding, ma anche l’arrivo di nuovi investitori, la trasformazione di altri alberghi in strutture di fascia alta e l’evoluzione complessiva del sistema turistico del territorio.

La sfida è superare il modello del solo mare

Il cambiamento, nelle parole del CEO, passa anche da una revisione dell’immagine stessa della Sardegna. Per anni il territorio è stato percepito quasi esclusivamente come meta balneare. Oggi, invece, l’ambizione è quella di proporsi come una destinazione completa, capace di unire vacanza, gusto, sport, cultura e benessere.

“Non più solo spiaggia. Oggi contano le esperienze gastronomiche, il wellness, il benessere e tutto ciò che rende il soggiorno più ricco”, ha ribadito Ferraro. Una trasformazione che, secondo il manager, richiede anche una collaborazione costante con il territorio e con le istituzioni.

Il lavoro con il territorio e la visione comune

Su questo fronte, Ferraro ha parlato di un rapporto stretto con il Comune di Arzachena e con la pubblica amministrazione, descritto come fondamentale per sostenere la crescita della destinazione.

L’idea condivisa è quella di promuovere Arzachena e la Costa Smeralda non come un semplice prodotto di mare, ma come un sistema turistico integrato, capace di valorizzare le tante esperienze offerte anche oltre il litorale. Una strategia che, nelle intenzioni, rafforza la competitività internazionale dell’intera area.

Il volo New York-Olbia e l’effetto sul turismo del nord Sardegna

Tra gli elementi considerati più promettenti per il futuro c’è il rafforzamento dei collegamenti aerei internazionali. Ferraro ha definito particolarmente significativo l’avvio della tratta New York-Olbia, considerata un passaggio importante per l’apertura verso il mercato americano.

Secondo quanto riferito dal CEO, la business class sui voli sarebbe già esaurita fino alla fine di settembre, mentre anche l’economy viaggerebbe rapidamente verso il tutto esaurito. Le stime parlano di una percentuale di riempimento superiore al 90%, con circa 2.500 viaggiatori americani a settimana diretti nel nord dell’isola.

“Questo è solo l’inizio”, ha detto Ferraro, ricordando che dopo l’apertura ai collegamenti con Dubai l’arrivo della rotta con New York rappresenta un ulteriore passo in avanti. L’aspettativa è che nei prossimi anni il calendario dei voli su Olbia continui a crescere in modo deciso.

Una Costa Smeralda che vuole restare centrale tutto l’anno

Il quadro che emerge è quello di una destinazione in piena trasformazione, sempre più orientata a un turismo di qualità distribuito su più mesi, con servizi ampliati, grandi eventi e una forte vocazione internazionale.

Per Smeralda Holding, la sfida non è più soltanto riempire gli hotel d’estate, ma rendere Porto Cervo un luogo vissuto più a lungo, capace di attrarre visitatori in periodi diversi dell’anno e di alimentare un indotto stabile per tutto il territorio. Una visione ambiziosa, che mette insieme lusso, infrastrutture, intrattenimento e benessere, con un obiettivo ormai dichiarato: fare della Costa Smeralda una destinazione sempre meno stagionale e sempre più globale.