Pietrino Fois torna al centro della scena: ad Alghero l’adesione a Base Popolare segna lo strappo con Cacciotto.
Più che un semplice ingresso, quello annunciato ad Alghero appare come un passaggio politico destinato a far discutere. Al centro dell’appuntamento c’è soprattutto Pietrino Fois, figura da tempo presente nella vita pubblica cittadina, che ora compie una scelta chiara e si colloca fuori dall’orbita di Raimondo Cacciotto.
Ad Alghero la presentazione di Base Popolare assume i contorni di un fatto politico ben più ampio di una normale conferenza stampa. L’incontro servirà infatti a ufficializzare adesioni e posizionamenti, ma soprattutto mette in primo piano il nome di Pietrino Fois, protagonista di un passaggio che potrebbe incidere sugli equilibri locali.
Più che di un ritorno nell’agone politico, nel suo caso si potrebbe parlare di una rinnovata centralità. Fois, infatti, non sembra essere mai uscito davvero dalla dinamica pubblica e amministrativa cittadina. La novità vera è un’altra: la scelta di legarsi a Base Popolare e, di fatto, di prendere le distanze da Cacciotto. Un segnale politico netto, destinato ad avere riflessi nel panorama algherese.
L’appuntamento vedrà la partecipazione di esponenti del movimento e rappresenterà anche un momento di radicamento territoriale per una formazione che punta a consolidare la propria presenza in Sardegna e nel resto del Paese. Base Popolare, infatti, si definisce come un progetto nato dai territori e orientato a mettere insieme culture politiche diverse ma vicine, come quelle dei liberali, dei cattolici democratici, dei riformisti e dei popolari.
Accanto ai dirigenti del movimento, l’iniziativa punta anche a coinvolgere amministratori e rappresentanti locali. Ma l’attenzione resta concentrata soprattutto sulla scelta di Fois, che con questo passaggio sembra voler segnare una discontinuità politica precisa, aprendo una fase nuova nel campo civico e moderato della città.
In questo senso, la conferenza non sarà soltanto una presentazione di simbolo e programma. Potrebbe trasformarsi invece nel momento in cui prende forma un nuovo assetto, con Fois di nuovo in posizione visibile e con una collocazione politica ormai più definita. Un movimento che ha il sapore della conferma personale e, insieme, della rottura politica.
Adesso, però, le domande politiche si moltiplicano. Cosa faranno i consiglieri dei vecchi Riformatori? Quale sarà la scelta di Francesco Marinaro, vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici? E soprattutto: la maggioranza riuscirà a reggere questo nuovo scenario oppure finirà per sciogliersi come neve al sole?
Base Popolare, il profilo nazionale
Base Popolare si presenta sulla scena nazionale come una piattaforma politica costruita dal basso, con una forte attenzione ai territori e all’incontro tra tradizioni moderate e riformiste. Il progetto si propone come uno spazio politico capace di mettere insieme liberali, cattolici democratici, riformisti e popolari.
Sul piano del posizionamento, il partito si colloca nell’area centrista, popolare ed europeista. Il richiamo al mondo moderato e riformatore rappresenta uno degli elementi centrali della sua identità politica, insieme a una linea distante dai toni più radicali e populisti.
Anche la struttura organizzativa conferma l’ambizione nazionale del movimento. Base Popolare si è infatti dotata di organismi di coordinamento e di una rete politica che punta a consolidare la presenza del partito oltre la dimensione locale, mantenendo però nei territori il proprio punto di partenza.
Cambio al vertice: Gian Franco Mariano Spanu alla guida della Direzione regionale Sardegna
Il nuovo Direttore punta su prevenzione, sicurezza e dialogo con il territorio per sostenere il sistema produttivo sardo.
Cagliari, 5 maggio 2026 – Con deliberazione del Consiglio di Amministrazione del 30 aprile 2026, Gian Franco Mariano Spanu è stato nominato nuovo Direttore regionale Inail per la Sardegna.
Nato a Nuoro e laureato in giurisprudenza, il nuovo direttore vanta una carriera di 27 anni come dirigente dell’Istituto, preceduta da esperienze maturate nel settore privato e in altre pubbliche amministrazioni.
Nel corso del suo percorso professionale, Spanu ha diretto tutte le direzioni territoriali Inail presenti in Sardegna, acquisendo una conoscenza capillare del tessuto produttivo regionale.
Dal dicembre 2018 ha ricoperto l’incarico di Direttore dell’Ufficio Programmazione, Organizzazione e Attività Istituzionali della Direzione regionale, svolgendo contestualmente le funzioni vicarie del Direttore regionale. Tale esperienza gli ha consentito di collaborare attivamente alla costruzione di una rete di relazioni con Enti, Istituzioni e parti sociali impegnate sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Assumo questo prestigioso incarico con profondo senso di responsabilità e con il fermo proposito di proseguire e rafforzare l’azione dell’Istituto nel nostro territorio, con particolare riguardo alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, alla prevenzione degli infortuni, alle attività a tutela degli infortunati sul lavoro e dei tecnopatici e al sostegno del sistema produttivo sardo“.
“Salario minimo regionale, la legge di Desirè Manca verso il binario morto? La Sardegna rischia il destino della Toscana”.
La legge sul salario minimo regionale voluta dalla maggioranza Todde e sostenuta con forza dall’assessora al Lavoro Desirè Manca rischia di seguire una strada già percorsa da altre Regioni italiane. E proprio i precedenti nazionali rendono oggi particolarmente pesante l’impugnazione annunciata dal Governo.
Non si tratta infatti di un caso isolato. Negli ultimi anni diverse Regioni hanno tentato di introdurre forme di tutela salariale negli appalti pubblici, scontrandosi però con i limiti imposti dalla Costituzione e dalla competenza esclusiva dello Stato in materia di concorrenza e rapporti di lavoro.
Il precedente della Toscana
Il caso più eclatante è quello della Toscana. La Regione guidata da Eugenio Giani aveva approvato una norma che introduceva negli appalti pubblici un criterio premiale per le imprese che garantivano ai lavoratori almeno 9 euro lordi all’ora.
Il Governo impugnò la legge e la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 60 del 2026, ha dichiarato illegittima la norma, stabilendo che una Regione non può introdurre autonomamente criteri che incidano sulla disciplina della concorrenza negli appalti pubblici.
In sostanza, secondo la Consulta, la materia appartiene allo Stato e non può essere regolata singolarmente dalle Regioni.
La Sardegna era davvero impreparata?
Ed è qui che nasce la domanda politica.
Quando il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la legge sul salario minimo da 9 euro negli appalti pubblici regionali, il precedente toscano era già noto e il contenzioso costituzionale era già in corso.
Per questo le opposizioni avevano parlato fin dall’inizio di una norma destinata a finire davanti alla Consulta.
Michele Pais oggi rivendica quella posizione e sostiene che l’impugnazione del Governo fosse ampiamente prevedibile. Secondo l’ex presidente del Consiglio regionale, si sarebbe trattato di una legge costruita più per lanciare un messaggio politico che per produrre effetti concreti sui lavoratori.
Non tutti i precedenti sono uguali
Esiste però anche un caso differente.
In Puglia una legge regionale sul salario minimo negli appalti pubblici è riuscita a superare alcuni rilievi costituzionali e la stessa Corte, nel 2025, ha dichiarato inammissibili alcune questioni sollevate dal Governo. Ciò non significa che il modello pugliese sia stato pienamente promosso, ma dimostra che la materia è complessa e che molto dipende dalla formulazione concreta delle norme.
La questione politica
Al di là degli aspetti giuridici, resta il nodo politico.
Se una legge viene presentata come una svolta storica per migliaia di lavoratori e pochi mesi dopo viene impugnata dal Governo sulla base di principi costituzionali già noti, è inevitabile che si apra un interrogativo sulla qualità dell’istruttoria legislativa svolta prima dell’approvazione.
La Sardegna rischia oggi di trovarsi nella stessa situazione già vissuta dalla Toscana: una norma simbolo trasformata in un contenzioso giuridico, mentre i lavoratori che avrebbero dovuto beneficiarne restano in attesa di capire se quelle promesse potranno mai diventare realtà.
Lingua materna e plurilinguismo, incontro Is.Be a Sassari
Il 15 giugno l’Istituto Bellieni organizza un importante evento alla Biblioteca Universitaria per promuovere l’inclusione e la tutela dell’identità locale
SASSARI. Il valore delle lingue materne, la ricchezza del plurilinguismo e le sfide per la tutela delle minoranze linguistiche saranno al centro di un importante incontro che lunedì 15 giugno, alle 17.30, porterà studiosi e appassionati a confrontarsi negli spazi della Biblioteca Universitaria di Sassari (Via Enrico Costa).
L’evento, intitolato “Giornata internazionale della lingua materna e Giornata europea delle lingue: affinità e obiettivi”, è inserito all’interno del Programma 2026 dell’Istituto Camillo Bellieni, e nasce con il preciso intento di stimolare una riflessione corale e approfondita sulla salvaguardia e la trasmissione dei patrimoni linguistici locali. Patrimoni intesi non come barriere storiche, ma come potenti strumenti di inclusione sociale e coesione culturale.
A guidare il pubblico in questo percorso tra identità, storia e sguardo al futuro saranno i componenti dell’Osservatorio linguistico Is.Be: Mario Lucio Marras accenderà i riflettori sull’importanza dei modi di dire e dei proverbi nella tradizione sassarese; Immacolata Salis proporrà “un tributo al sacrificio vs il valore del plurilinguismo”; Daniela Masia Urgu traccerà lo “stato dell’arte” partendo dalle due grandi ricorrenze internazionali istituite dall’UNESCO, la Giornata internazionale delle lingue materne del 21 febbraio e la Giornata europea delle lingue del 26 settembre.
Organizzatori e promotori invitano l’intera cittadinanza, gli studenti, gli studiosi e tutti gli appassionati a partecipare a un momento di confronto aperto e gratuito, fondamentale per riconoscere nelle lingue minoritarie un patrimonio vivo da tramandare alle future generazioni.
La serata sarà impreziosita dal contributo scientifico di Beniamina Mercante, ricercatrice dell’Università degli Studi di Sassari, che sposterà l’orizzonte del dibattito verso i confini della scienza medica. La studiosa illustrerà il profondo legame tra le neuroscienze e le lingue minoritarie attraverso un focus sui benefici cognitivi legati al bilinguismo e all’uso dei codici locali. Accanto alle voci principali, l’incontro darà spazio al racconto e alle testimonianze dirette degli operatori linguistico-culturali dell’Istituto Camillo Bellieni che lavorano quotidianamente sul campo. Interverranno le operatrici Lucia Sechi, Francesca Sini, Adriana Cocco e Roberta Tola. L’evento è finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna ed è patrocinato dal Comune di Sassari e della Biblioteca Universitaria.
Il Grande teatro dei piccoli, misteri e viaggi avventurosi domani al centro della prima giornata della rassegna firmata Is Mascareddas
Appuntamento alle 16 negli spazi di Sa Manifattura di Cagliari
Si alza il sipario a Sa Manifattura di Cagliari su Il grande teatro dei piccoli, la rassegna di teatro di figura che la compagnia Is Mascareddas (Premio Ubu 2023), in collaborazione con Sardegna Ricerche, dedica alle famiglie e al suo pubblico più giovane.
Domani, mercoledi 10 giugno, si parte alle 16 con la presentazione di questa ventiquattresima edizione del festival. Subito dopo si entra nel vivo con il laboratorio di ombre cinesi “La magia del buio”, curato dalla cooperativa Agorà. Alle 18 arriva il primo spettacolo: “Il mistero del cane nero”, una produzione della Compagnia Barbariccia (Piemonte). Tratto da un racconto antico, lo spettacolo per burattini a baracca racconta la storia di una strega malvagia che porta a corte lo scompiglio tramando di inviare il Grande Cane Nero in città. Il Re cerca disperatamente salvezza, ma solo la Principessa accetta di aiutarlo…
Alle 19,30 arriva anche “L’acqua miracolosa” della compagnia I burattini di Mattia. Dopo essere stato imbrogliato da Brighella, Fagiolino decide di partire per il mondo in cerca di fortuna. La troverà quando, giunto in un bosco della Siberia, scoprirà che due streghe hanno lanciato una maledizione alla figlia del re…
Durante l’intervallo tra uno spettacolo sarà possibile tentare rompicapi, indovinelli e paradossi geometrici grazie all’animazione tutta in legno curata da Terzostudio. Sarà anche offerta una merenda condivisa: panadas, marmellate e succhi di frutta offerti da Sa Pintadera di Mellino Mario e Bresca Dorada.
Biglietteria: Spazio TAB | Sa Manifattura, viale Regina Margherita 33, Cagliari
Il Grande Teatro dei Piccoli è realizzato con il contributo di: Regione Autonoma di Sardegna – Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Ministero della Cultura, Comune di Cagliari, Fondazione di Sardegna.
Con il patrocinio di: Sardegna Chircas Sardegna Ricerche, Unima Italia.
In collaborazione con: FABLAB Sardegna Ricerche, Biblioteca Sardegna Chircas Sardegna Ricerche, Sa Manifattura, Corsica Ferries, A.T.F. Associazione dei Teatri di Figura, Panta Rei, MuBe, ShamRock, Agorà, Bresca Dorada, Sa Pintadera.
Per le vie di Sassari sfila la Cavalcata dei bambini L’11 giugno la “piccola grande festa della bellezza”
Il centro di Sassari è pronto a ospitare la prima edizione della Cavalcata sarda dei bambini, in programma giovedì 11 giugno a partire dalle 17. La manifestazione è organizzata dal Comune di Sassari e dalla Fondazione Maria Carta e porterà nelle vie della città 250 bambini vestiti con gli abiti tradizionali dei rispettivi paesi d’origine. L’iniziativa, inizialmente prevista a maggio tra gli eventi collaterali della Cavalcata Sarda e poi rinviata a causa del maltempo, nasce con l’obiettivo di tramandare ai più piccoli il prezioso patrimonio musicale, vestimentario e storico dell’isola, rendendoli protagonisti assoluti di una “piccola, grande festa della bellezza”, ispirata alla grande sfilata che si tiene tradizionalmente a Sassari la penultima domenica di maggio.
Le bambine e i bambini, con indosso gli abiti tradizionali delle proprie comunità, trasformeranno le strade del centro in un mosaico di colori, ricami, suoni e danze. Il corteo partirà alle 17 da piazza Santa Caterina e percorrerà corso Vittorio Emanuele, via Luzzati, piazza Castello, largo Cavallotti e via Cesare Battisti, per poi confluire in piazza Tola, dove è previsto un gran finale di balli e canti. Ad aprire la sfilata saranno i minitamburini della Faradda dei Candelieri, seguiti dai bambini dei gruppi di Sassari, Bono, Ittiri, Oristano, Osilo, Posada, Sennori, Siligo e Tempio Pausania. Parteciperanno inoltre i piccoli Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, i piccoli Tamburini della Sartiglia di Oristano, i giovani suonatori di organetto di Villaputzu, il canto a tenore di Thiesi e la Sartigliedda.
Per consentire lo svolgimento della manifestazione in piena sicurezza, la circolazione sarà temporaneamente chiusa al traffico nelle vie interessate dal passaggio del corteo, dalle 17 alle 20. Nello stesso orario sarà istituito il divieto di fermata per qualunque tipo di veicolo, esclusi quelli di servizio, in piazza Azuni, piazza Castello, largo Cavallotti e via Cesare Battisti. Dalle 13 alle 22 è inoltre previsto il divieto di fermata in corso Vico, a partire dalla sede dell’Intergremio, dove indicato dall’apposita segnaletica.
Villanova Monteleone inaugura “Fressada. Mostra di tappeti sardi”
Dal 14 giugno le eccellenze tessili della Sardegna in esposizione per una settimana tra Su Palatu e l’Ex Centro ISOLA
VILLANOVA MONTELEONE. Sei comunità in mostra per celebrare una delle espressioni più significative del patrimonio culturale e identitario della Sardegna. Domenica 14 giugno alle 10.30, negli spazi di Su Palatu a Villanova Monteleone, sarà inaugurata l’esposizione “Fressada. Mostra di Tappeti Sardi”, che resterà aperta al pubblico per una settimana, dalle 17 alle 20, sia a Su Palatu sia nelle sale dell’Ex Centro ISOLA.
Le produzioni arrivano da alcuni dei centri artigianali più prestigiosi del territorio sardo: “Laboratorio Tessile Prof. Cannas” di Aggius, Giovanna Maria Campus di Nule, Maria Antonia Urru di Samugheo, Lucia Mureddu di Sarule, Vilma Ghiani di Seulo e Associazione culturale ArTes. Al centro della narrazione trova spazio “sa fressada”, manufatto simbolo della tradizione tessile di Villanova Monteleone, presente però in numerosi comuni dell’isola con caratteristiche peculiari.
Alla cerimonia d’apertura interverranno il sindaco Quirico Meloni e l’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, evidenziando l’importanza dell’iniziativa nel panorama delle attività di tutela e valorizzazione delle produzioni identitarie.
«La mostra – dicono gli organizzatori – nasce con l’obiettivo di promuovere il patrimonio della cultura immateriale sarda attraverso un percorso espositivo che mette in dialogo le diverse tradizioni tessili, evidenziandone affinità, peculiarità e contaminazioni».
A rendere ancora più suggestivo il momento inaugurale contribuiranno le esibizioni del Coro de Iddanoa e del Gruppo Folk Tradizioni popolari e di Villanova Monteleone. Al piano terra dell’Ex Centro ISOLA sono allestiti inoltre i laboratori dall’Associazione culturale ArTes, impegnata nella tutela e nella trasmissione dell’arte tessile tradizionale.
L’appuntamento di domenica proseguiràalle 18.30 a Su Palatu, dove si terrà l’incontro con il fotografo naturalista Domenico Ruiu, che presenterà “lo e il grifone, 40 anni insieme”. Mentre alle 21 sarà proiettato in Piazzetta Arru il film “Ammentos dae Su Monte“ dello stesso autore.
La mostra, realizzata a cura della AgT Sviluppo srls, si propone come un’importante occasione di promozione culturale e territoriale, contribuendo a rafforzare il ruolo di Villanova Monteleone quale centro di conservazione, produzione e diffusione del patrimonio tessile e delle tradizioni della Sardegna. L’iniziativa è realizzata nell’ambito del Progetto Alboergo Ospitalità Diffusa a Villanova Monteleone Finanziato dall’Unione Europea – Next generation eu.
WIZZ AIR ANNUNCIA L’INIZIO DELLA FINE DELLA MODALITÀ AEREO
LA CONNETTIVITÀ STARLINK ARRIVERÀ NEL 2027
Per decenni, che lo si desiderasse o meno, volare ha comportato un inevitabile effetto collaterale: l’isolamento digitale forzato. Quando le porte dell’aereo si chiudevano, il tuo mondo rimaneva a terra.
I messaggi restavano senza risposta Le e-mail rimanevano in attesa nella posta in uscita Le famiglie perdevano il contatto Gli eventi sportivi in diretta venivano persi Decollare significava scomparire dalla rete
WIZZ AIR ARCHIVIA UFFICIALMENTE QUESTA ERA
Oggi Wizz Air annuncia il piano di introduzione della connettività Starlink su tutta la propria flotta a partire dal 2027, diventando la prima compagnia aerea ultra-low-cost europea a portare la tecnologia avanzata di internet a bordo di Starlink a milioni di viaggiatori.
Questo annuncio rappresenta una tappa significativa non solo per Wizz Air, ma anche per l’evoluzione del trasporto aereo accessibile e sempre connesso.
Per anni, una connettività di alta qualità a bordo è stata considerata un privilegio riservato ai passeggeri delle classi premium. Wizz Air cambia le regole del gioco scegliendo Starlink per rendere disponibile la soluzione di connettività più avanzata del settore aeronautico anche nel segmento ultra-low-cost.
“Il trasporto aereo ultra-low-cost ha sempre avuto l’obiettivo di rendere le opportunità accessibili a un numero sempre maggiore di persone”, ha dichiarato Ian Malin, Chief Commercial Officer di Wizz Air. “Nel 2027 porteremo questa filosofia nell’era spaziale. I nostri clienti non dovrebbero essere costretti a scegliere tra tariffe convenienti e una connessione internet affidabile a bordo per rimanere in contatto con le persone, il lavoro e i momenti che contano di più. Siamo orgogliosi di guidare questo cambiamento collaborando con Starlink per offrire il massimo valore ai nostri passeggeri. Let’s WIZZ!”
A partire dal 2027 prenderà il via l’installazione del sistema e il tempo di volo non sarà più tempo offline, ma tempo connesso. I passeggeri potranno usufruire di una connessione internet ad alta velocità, affidabile e a bassa latenza a oltre 9.000 metri di quota. Inoltre, tutti gli aeromobili di nuova generazione della flotta Wizz Air saranno equipaggiati con Starlink, garantendo un’esperienza di connettività uniforme indipendentemente dalla rotta o dalla destinazione.
“Siamo entusiasti di portare Starlink a bordo degli aeromobili Wizz Air e di trasformare l’esperienza di viaggio per milioni di passeggeri”, ha dichiarato Jason Fritch, Vice President of Starlink Enterprise Sales di SpaceX. “Garantire a passeggeri ed equipaggi una connettività continua e senza interruzioni a oltre 9.000 metri di quota è esattamente ciò per cui questa tecnologia è stata progettata. Non vediamo l’ora di offrire una connessione internet affidabile e ad alta velocità dal decollo all’atterraggio.”
C’è stato un tempo in cui i passeggeri accettavano che volare significasse essere irraggiungibili, soprattutto con una compagnia ultra-low-cost. Wizz Air elimina questo compromesso. Lo scopo del viaggio è avvicinare le persone, non disconnetterle.
IL FUTURO È GIÀ QUI. IL COUNTDOWN INIZIA ORA.
Sardegna, la nuova mappa della ricchezza turistica: Alghero regina delle presenze, Arzachena capitale del valore, Olbia prima per strutture censite.
redazione Sardegna Press
Non basta più contare quanti turisti arrivano. La vera domanda è quanto valore genera ogni territorio. L’analisi incrocia presenze ufficiali, strutture registrate IUN, offerta ricettiva, affitti brevi, mercato premium e capacità di spesa.
La Sardegna turistica non si può più leggere con un solo numero.
Per anni il dato dominante è stato quello delle presenze: quanti turisti arrivano, quante notti dormono, quale Comune supera gli altri nella classifica regionale. Ma oggi quel dato, da solo, non basta più. Perché una notte in un campeggio, una camera in un hotel a cinque stelle, un appartamento in affitto breve, una villa in Costa Smeralda o un soggiorno collegato alla nautica di lusso non producono lo stesso impatto economico.
La vera domanda, oggi, è un’altra:
quanta ricchezza genera davvero ogni località turistica?
Da questa domanda nasce un’elaborazione che prova a ridisegnare la mappa economica del turismo sardo. Non una classifica ufficiale dei fatturati, che a livello comunale non esiste in questa forma, ma una stima avanzata della ricchezza turistica generata dai principali territori dell’isola.
Il risultato racconta una Sardegna più complessa di quella descritta dalle sole presenze.
Alghero è la regina dei numeri. Arzachena e la Costa Smeralda sono la capitale del valore. Olbia è la città con il maggior numero di strutture censite nel Registro IUN tra le località analizzate.
Tre primati diversi. Tre modi diversi di pesare nel turismo sardo.
La Sardegna dei numeri ufficiali
Il punto di partenza sono i dati statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, basati sul sistema SIRED-ROSS1000.
Nel 2024 la Sardegna ha registrato:
4.442.111 arrivi, 18.907.165 presenze, una permanenza media di 4,26 notti.
La componente straniera è ormai decisiva: le presenze estere superano i 10 milioni e rappresentano circa il 53% del totale regionale. Quelle italiane si attestano poco sotto i 9 milioni.
Il Nord Sardegna ha un peso determinante. La Provincia di Sassari supera i 9,7 milioni di presenze, più della metà del movimento turistico regionale.
Dentro questo quadro, il primo verdetto è molto chiaro: Alghero è il Comune con il maggior numero di presenze turistiche in Sardegna.
Le presenze ufficiali: Alghero davanti a tutti
Posizione
Località
Presenze 2024
1
Alghero
1.589.756
2
Arzachena / Costa Smeralda
1.188.081
3
Olbia
1.079.885
4
Cagliari
964.380
5
San Teodoro
893.910
6
Orosei
870.513
7
Villasimius
824.403
8
Budoni
776.673
9
Muravera / Costa Rei
760.892
10
Palau
700.474
La fotografia delle presenze dice che Alghero è prima. Ma il turismo non è fatto solo di quantità. È fatto anche di qualità della spesa, categoria delle strutture, capacità di trattenere ricchezza sul territorio, mercati internazionali, ristorazione, commercio, servizi, nautica, affitti brevi e valore immobiliare.
Ed è qui che la classifica cambia.
La classifica della ricchezza turistica stimata
La stima economica non misura il fatturato ufficiale delle imprese. Misura la ricchezza turistica generata dai territori, costruita incrociando presenze ufficiali, tipologia dell’offerta ricettiva, capacità ricettiva, dati del Registro IUN, indicatori AirDNA sugli affitti brevi, profilo dei mercati turistici, peso del lusso e coefficienti territoriali.
Posizione
Località
Presenze 2024
Ricchezza turistica stimata
Valore al minuto
Tempo stimato per generare 1 milione €
1
Arzachena / Costa Smeralda
1.188.081
circa 550 mln €
1.046 €/min
15 h 56 min
2
Alghero
1.589.756
circa 375 mln €
713 €/min
23 h 22 min
3
Olbia
1.079.885
circa 315 mln €
599 €/min
1 g 3 h 49 min
4
San Teodoro
893.910
circa 260 mln €
495 €/min
1 g 9 h 42 min
5
Villasimius
824.403
circa 260 mln €
495 €/min
1 g 9 h 42 min
6
Cagliari
964.380
circa 220 mln €
419 €/min
1 g 15 h 49 min
7
Orosei
870.513
circa 215 mln €
409 €/min
1 g 16 h 45 min
8
Palau
700.474
circa 205 mln €
390 €/min
1 g 18 h 44 min
9
Muravera / Costa Rei
760.892
circa 195 mln €
371 €/min
1 g 20 h 55 min
10
Budoni
776.673
circa 190 mln €
361 €/min
1 g 22 h 06 min
Il dato più forte è questo: Arzachena non è prima per presenze, ma è prima per valore stimato.
La Costa Smeralda ha meno presenze di Alghero, ma genera una ricchezza turistica superiore perché lavora su una fascia di mercato diversa: hotel di alto livello, ville, nautica, ristorazione premium, shopping, servizi, portualità turistica e clientela internazionale con maggiore capacità di spesa.
Nel turismo, dunque, non vince solo chi ha più notti. Vince anche chi riesce a trasformare ogni notte in più valore.
Presenze, strutture censite e ospitalità diffusa
Per capire davvero il turismo sardo non basta osservare gli arrivi e le presenze. Bisogna guardare anche alla struttura dell’offerta.
L’analisi dei CSV estratti dal Registro Regionale IUN per Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau mostra un quadro molto netto: nelle principali destinazioni turistiche dell’isola l’ospitalità diffusa non è più un segmento laterale, ma una componente strutturale del sistema.
Nelle dieci località analizzate risultano complessivamente 22.786 strutture IUN.
Di queste, circa 22.230 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa: alloggi privati, affittacamere, bed and breakfast, case e appartamenti per vacanze e boat & breakfast. Le strutture alberghiere sono 470. Le altre strutture complementari sono 86.
Il dato non riduce il peso economico degli alberghi, che in alcune località resta altissimo, soprattutto dove il livello medio delle tariffe è elevato. Ma mostra una trasformazione profonda: la Sardegna turistica non vive più soltanto dentro hotel, resort e villaggi. Vive sempre di più dentro una rete estesa di case, appartamenti, B&B, affittacamere e strutture registrate che alimentano ristorazione, commercio, pulizie, manutenzioni, trasporti, escursioni e servizi locali.
Questa è la fotografia dell’offerta ufficialmente censita nelle dieci località analizzate:
Località
Strutture IUN totali
Ospitalità diffusa IUN
Strutture alberghiere
Olbia
4.524
4.440
75
Alghero
3.869
3.810
45
Cagliari
2.909
2.858
37
San Teodoro
2.350
2.309
36
Arzachena
2.314
2.193
108
Villasimius
1.843
1.786
54
Budoni
1.562
1.514
42
Palau
1.288
1.254
26
Muravera
1.083
1.056
19
Orosei
1.044
1.010
28
In questa lettura Olbia emerge come la località con il maggior numero di strutture IUN censite tra quelle considerate, seguita da Alghero e Cagliari.
È un dato che aiuta a spiegare perché alcune città non siano semplici destinazioni balneari, ma vere piattaforme turistiche: luoghi in cui l’economia del turismo entra nella vita urbana, immobiliare e commerciale del territorio.
AirDNA e IUN: due dati diversi che si completano
Il confronto con AirDNA consente di distinguere tra offerta ufficialmente registrata e mercato digitale effettivamente attivo.
Il Registro IUN fotografa le strutture censite. AirDNA rileva invece gli annunci visibili e monetizzati sulle principali piattaforme degli affitti brevi.
I due dati, quindi, non devono coincidere. Una struttura può essere regolarmente registrata ma lavorare con canali diretti, agenzie locali, clienti abituali o sito proprio. Allo stesso tempo, gli annunci rilevati da AirDNA rappresentano una quota del mercato online attivo.
Località
Ospitalità diffusa IUN
Annunci AirDNA attivi
Valore AirDNA stimato
Olbia
4.440
1.604
44,7 mln $
Alghero
3.810
1.729
42,7 mln $
Cagliari
2.858
1.829
39,7 mln $
Arzachena
2.193
566
29,0 mln $
San Teodoro
2.309
628
27,4 mln $
Palau
1.254
550
19,7 mln $
Budoni
1.514
538
15,5 mln $
Villasimius
1.786
486
15,0 mln $
Orosei
1.010
575
13,8 mln $
Muravera
1.056
422
13,6 mln $
Il valore complessivo stimato da AirDNA per le dieci località supera i 260 milioni di dollari annui.
Non è l’intero mercato degli alloggi turistici, ma è un indicatore significativo della parte digitale, attiva e monetizzata dell’ospitalità diffusa.
Il dato è compatibile con lo IUN perché gli annunci AirDNA sono sempre inferiori al totale dell’offerta censita. La differenza non è un’anomalia: è lo scarto naturale tra offerta ufficiale registrata e offerta effettivamente visibile sulle piattaforme monitorate.
Arzachena: meno presenze di Alghero, più valore
Il caso Arzachena è il più evidente.
Con 1.188.081 presenze, Arzachena è seconda per presenze tra le località analizzate. Ma nella classifica della ricchezza stimata supera tutti.
La ragione è nella composizione del mercato: Costa Smeralda, Porto Cervo, Baja Sardinia, Cannigione, Poltu Quatu, ville, hotel di fascia alta, nautica, ristorazione premium e servizi collegati al turismo di lusso.
Nel Registro IUN Arzachena conta 2.314 strutture, di cui 108 alberghiere. È il dato alberghiero più alto tra le dieci località considerate. Ma soprattutto è la località con il più alto ricavo medio AirDNA per annuncio tra quelle analizzate: 51.250 dollari annui.
Questo conferma il profilo premium del territorio.
Arzachena dimostra che nel turismo non conta solo il volume. Conta la capacità di trasformare la presenza in spesa, la spesa in valore e il valore in economia locale.
Alghero: la regina delle presenze e la città turistica più completa
Alghero resta il grande motore quantitativo del turismo sardo.
Con 1.589.756 presenze, è il primo Comune dell’isola. Ha un mercato turistico ampio, internazionale, distribuito tra alberghi, B&B, appartamenti, affittacamere, ristorazione, commercio, escursioni, servizi balneari e aeroporto.
Il Registro IUN conferma la forza dell’offerta: 3.869 strutture censite, secondo dato più alto tra le località analizzate dopo Olbia.
Di queste, 3.810 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa e 45 sono strutture alberghiere.
Anche il dato AirDNA è molto rilevante: 1.729 annunci attivi e un valore stimato di circa 42,7 milioni di dollari annui.
Alghero non è solo una destinazione turistica. È una città turistica completa, con una base ricettiva ampia, un’identità forte, un mercato straniero importante e una capacità di distribuire ricchezza su molte categorie economiche.
La sua sfida non è dimostrare di avere turismo. La sua sfida è aumentare il valore medio prodotto da ogni presenza.
Olbia: la capitale dell’ospitalità censita
Olbia è il caso più interessante se si guarda al Registro IUN.
Con 4.524 strutture censite, è prima tra le dieci località analizzate. Di queste, 4.440 rientrano nell’area dell’ospitalità diffusa.
Il dato conferma che Olbia non può essere letta solo come città di passaggio. È una delle principali infrastrutture economiche del turismo sardo.
Aeroporto, porto, servizi, collegamenti, vicinanza alla Costa Smeralda, quartieri residenziali turistici e una massa enorme di alloggi registrati fanno di Olbia una piattaforma turistica di primo livello.
Anche AirDNA conferma la forza del mercato digitale: 1.604 annunci attivi e un valore stimato di circa 44,7 milioni di dollari annui, il più alto tra le località osservate per valore complessivo AirDNA.
Olbia è il punto in cui la Sardegna turistica diventa sistema: non solo mare, ma logistica, case, servizi, mobilità, arrivi, partenze e permanenza.
Cagliari: il caso più sottostimato
Cagliari è sesta nella classifica della ricchezza stimata, ma probabilmente è il territorio più sottostimato dai dati tradizionali.
Il motivo è semplice: il turismo urbano non si misura solo con i pernottamenti. Cagliari intercetta crociere, business travel, turismo culturale, eventi, ristorazione, shopping, visite giornaliere, congressi, mobilità e spesa urbana.
Con 964.380 presenze ufficiali, Cagliari è quarta per movimento turistico tra i Comuni analizzati. Ma il Registro IUN mostra una realtà ancora più ampia: 2.909 strutture censite, di cui 2.858 nell’area dell’ospitalità diffusa.
AirDNA rileva 1.829 annunci attivi, il numero più alto tra quelli osservati, con un valore stimato di circa 39,7 milioni di dollari annui.
La capitale regionale dimostra che una parte importante della ricchezza turistica non passa solo dalla notte registrata, ma dalla spesa urbana. Cagliari non è solo una destinazione: è un mercato.
San Teodoro e Villasimius: meno città, più destinazione balneare
San Teodoro e Villasimius rappresentano due modelli turistici fortemente stagionali, ma ad alto valore.
San Teodoro conta 893.910 presenze e 2.350 strutture IUN, con un mercato AirDNA da circa 27,4 milioni di dollari annui. Il ricavo medio per annuncio è molto alto: 43.580 dollari, secondo solo ad Arzachena tra le località considerate.
Villasimius conta 824.403 presenze e 1.843 strutture IUN. È una destinazione balneare premium, con una forte riconoscibilità nazionale e internazionale, un patrimonio ambientale di altissimo valore e una capacità di spesa superiore alla media.
Entrambe confermano che le località balneari più forti non si misurano solo con il numero di turisti, ma con la qualità del posizionamento.
Orosei, Palau, Muravera e Budoni: il turismo diffuso che genera economia reale
Orosei, Palau, Muravera e Budoni completano la top ten e raccontano una Sardegna meno metropolitana ma decisiva.
Orosei supera le 870 mila presenze, con una permanenza media lunga e una forte vocazione naturalistica.
Palau, pur con meno presenze, beneficia della prossimità alla Maddalena, alla nautica e al turismo internazionale.
Muravera, con Costa Rei, ha un modello balneare molto forte e una lunga permanenza media.
Budoni conferma la forza della costa nord-orientale e dell’ospitalità diffusa.
In tutti questi territori il Registro IUN mostra numeri importanti. Non si tratta di economie marginali, ma di sistemi locali in cui case, appartamenti, B&B, affittacamere, commercio, ristorazione e servizi producono ricchezza reale.
La nuova verità del turismo sardo
La conclusione è chiara: la Sardegna non può più misurare il turismo solo attraverso il numero delle presenze.
Le presenze servono. Sono fondamentali. Ma non bastano.
Oggi bisogna guardare anche alla qualità della spesa, alla tipologia delle strutture, alla crescita degli alloggi privati, alla forza degli affitti brevi, alla presenza dei mercati stranieri, al peso della nautica, al valore immobiliare, alla ristorazione, ai servizi e alla capacità di un territorio di trasformare il turismo in economia stabile.
La Sardegna turistica del 2024 è una regione a più velocità.
C’è la Sardegna dei grandi numeri, guidata da Alghero. C’è la Sardegna del lusso e del valore, guidata da Arzachena. C’è la Sardegna delle strutture censite e dell’ospitalità diffusa, guidata da Olbia. C’è la Sardegna urbana, con Cagliari probabilmente sottostimata. E c’è la Sardegna delle destinazioni balneari mature, da San Teodoro a Villasimius, da Orosei a Palau, da Muravera a Budoni.
La vecchia domanda era: quanti turisti arrivano?
La nuova domanda è: quanta ricchezza lascia ogni turista?
Ed è su questa domanda che si giocherà il futuro del turismo sardo.
Nota metodologica
Questa elaborazione non misura il fatturato ufficiale delle imprese turistiche, né sostituisce i bilanci aziendali o i dati fiscali.
La classifica economica è una stima giornalistica avanzata della ricchezza turistica generata nei territori analizzati.
I dati ufficiali di base su arrivi, presenze, provenienze, macro-tipologie ricettive e capacità ricettiva derivano dai file statistici dell’Osservatorio del Turismo della Regione Sardegna, che indicano come fonte il sistema SIRED-ROSS1000, con estrazione al 21 maggio 2025.
Per il controllo dell’offerta ricettiva ufficialmente censita sono stati analizzati i CSV estratti dal Registro Regionale IUN per dieci località: Alghero, Arzachena, Olbia, Cagliari, San Teodoro, Villasimius, Orosei, Budoni, Muravera e Palau.
Il Registro IUN misura l’offerta ufficialmente censita. AirDNA misura invece la quota di offerta rilevabile sulle principali piattaforme online degli affitti brevi. Per questo AirDNA non è stato usato come censimento completo di tutte le strutture regolari, ma come indicatore del mercato digitale attivo e monetizzato.
Le stime economiche sono state costruite incrociando:
presenze turistiche ufficiali 2024;
capacità ricettiva regionale;
distribuzione tra alberghiero ed extra-alberghiero;
dati IUN comunali;
dati AirDNA su annunci attivi e ricavo medio annuo;
indicatori di spesa per provenienza;
peso del turismo internazionale;
presenza di hotel di fascia alta;
incidenza di nautica, ristorazione, commercio e servizi;
coefficienti territoriali legati al posizionamento turistico delle singole località.
I valori economici sono quindi da leggere come ordini di grandezza stimati, non come fatturati certificati. Per questo nell’articolo vengono utilizzate le formule “circa”, “stima” e “ricchezza turistica stimata”.
Il libro, a Padria la “Storia di una comunità” dal 1930 al 2025
Sabato 13 giugno dell’Ex Convento Francescano la presentazione del volume realizzato da Stefano Alberto Tedde grazie a una sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’Unione dei comuni del Villanova e l’Istituto Bellieni
PADRIA – Dietro l’apparente freddezza dei documenti d’archivio e delle formule burocratiche delle delibere si nasconde il battito del cuore di un’intera comunità. Tra quelle pagine ingiallite dal tempo si scoprono decisioni, progetti, grandi speranze, ma anche le difficoltà quotidiane di un paese che cambia e si adatta alla storia.
Un affascinante viaggio nel tempo che trova spazio nel nuovo libro “PADRIA – Storia di una comunità attraverso le deliberazioni degli organi consiliari (1930-2025)”, scritto dall’archivista Stefano Alberto Tedde e pubblicato grazie alla collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Padria, l’Unione dei Comuni del Villanova e l’Istituto Camillo Bellieni (Is.Be) di Sassari.
Il volume sarà presentato ufficialmente sabato 13 giugno, alle 17, nella sala conferenze dell’Ex Convento Francescano di Padria. A fare gli onori di casa saranno il sindaco Alessandro Mura e l’assessora alla Cultura, Pangela Dettori, seguiti dai saluti di Maria Doloretta Lai, presidente dell’Istituto Bellieni, da sempre impegnato nella tutela e nella divulgazione della storia e dell’identità locale.
Subito dopo si entrerà nel vivo del racconto con gli interventi di chi ha vissuto e curato il progetto da vicino. Prenderanno la parola Lucia Sechi, operatrice linguistica del territorio che ha coadiuvato la ricerca storica, e l’autore, Stefano Alberto Tedde, che guiderà il pubblico alla scoperta delle tappe della ricerca e degli aneddoti più curiosi emersi dalle carte comunali.
L’autore è riuscito a trasformare le carte ufficiali in un racconto vivo e accessibile a tutti, plasmando il volume come un vero e proprio specchio del Novecento. Dagli anni complessi della ricostruzione post-bellica al boom economico, passando per le dolorose stagioni dell’emigrazione fino all’arrivo delle prime moderne infrastrutture. A rendere l’opera oltremodo preziosa è uno straordinario patrimonio di fotografie d’epoca, capace di restituire uno spaccato autentico dei cambiamenti avvenuti nel corso degli ultimi decenni. L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e a chiunque intenda riscoprire un pezzo fondamentale di storia e identità del territorio.