Il Silent Sardinia Festival fa tappa ad Aggius

Il 4 agosto una serata per tutte le età fruibile in cuffia: dal laboratorio di riciclo creativo allo spettacolo teatrale per bambini “Micro” e la Silent Disco Night fino a notte fonda

AGGIUS (SS) – Non solo le grandi mete turistiche della costa. In Sardegna c’è tanto altro e il Silent Sardinia Festival sceglie il cuore della Gallura per la prossima tappa del suo circuito di divertimento a “impatto ambientale zero”. Stavolta si va ad Aggius, dove martedì 4 agosto, dalle 18.30, la via principale diventerà il palcoscenico a cielo aperto di una serata che unisce arte del riciclo, teatro performativo e musica da ballare. L’esperienza immersiva delle cuffie wireless, simbolo del festival, è capace di far convivere divertimento, spettacolarità e rispetto della quiete e del silenzio del paese.

La serata prende il via alle 18.30 con il Creative Recycling Lab per bambini dai tre anni in su, a cura di Julie Messina & Sonia Marianni, un laboratorio creativo dedicato al riciclo e alla manualità per stimolare l’immaginazione dei più piccoli e delle loro famiglie, trasformando i materiali di scarto in bellezza.

Alle 19.30 si darà spazio al teatro con l’atteso spettacolo “Micro – Una Giornata tra gli Insetti”, scritto e interpretato da Susi Danesin. Prodotto da Zebra Ets in associazione con Roerso Mondo per il Silent Sardinia Festival (con il contributo di Fondazione di Sardegna e MIC), il lavoro offre una narrazione visuale che unisce mimo, interazione e visual comedy. Grazie all’ascolto amplificato in cuffia, gli spettatori (da quattro anni in su) saranno guidati in una magica metamorfosi nel mondo in miniatura degli insetti, riscoprendo i suoni della natura contro il caos del mondo moderno. Le musiche originali e la drammaturgia sonora sono coordinate da Michele Moi (direttore artistico del festival) con l’apporto di Fabio Fochesato, Michael Fiorin, Sergio Bolognesi ed Enrico Silvestri. I costumi sono firmati da Sonia Marianni.

Dalle 21.30 fino a tarda notte la strada sarà una pista da ballo con la Silent Disco Night, per tre diversi DJ set a cura di DJ Brush, selezionabili dai partecipanti direttamente con un click sulle proprie cuffie luminose.

L’ingresso all’evento è libero e adatto a tutte le età. È consigliata la prenotazione delle cuffie per garantire la partecipazione agli eventi.

Il legame del festival con Aggius è ormai giunto al quarto anno, ed è sempre più proficuo anche grazie all’attiva collaborazione della Proloco e al sostegno dell’Amministrazione comunale. Roerso Mondo ha coinvolto anche le scuole del paese per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e all’inclusione sociale attraverso laboratori e spettacoli dal vivo coordinati dalla psicologa infantile Julie Messina, coniugando l’arte performativa con la psicologia.

Tutti gli appuntamenti prevedono l’uso di cuffie Wi-Fi distribuite gratuitamente sul posto, ma è cosigliabile la prenotazione attraverso un SMS o un messaggio whatsapp al numero 324/6096565. Per maggiori informazioni consultare i siti ufficiali silentsardiniafestival.it e roersomondo.it o i canali social dell’evento.

Il festival è organizzato dall’associazione Roerso Mondo ETS, e sostenuto da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Camera di Commercio di Sassari.




IL GRANDE TENORE FRANCESCO DEMURO 

IN CONCERTO PER IL CONSORZIO COSTA SMERALDA

Porto Cervo, 29 luglio 2026 – Prosegue il programma culturale dell’estate 2026 promosso dal Consorzio Costa Smeralda, un calendario di appuntamenti che accompagna residenti, consorziati e visitatori attraverso musica, cultura, tradizioni e valorizzazione del territorio. 

Dopo i primi eventi della stagione, il prossimo 31 luglio la suggestiva Piazza Principe Karim Aga Khan IV di Porto Cervo ospiterà un appuntamento di particolare prestigio con il concerto del tenore sardo Francesco Demuro, organizzato in occasione dell’assemblea annuale del Consorzio.  

Ad accompagnarlo al pianoforte sarà il Maestro James Vaughan, in un raffinato dialogo musicale che guiderà il pubblico in un percorso tra alcune delle più celebri pagine del repertorio operistico italiano e internazionale.

Il programma della serata proporrà arie tratte dai capolavori di Giuseppe VerdiGaetano Donizetti Giacomo Puccini, autori che hanno accompagnato il percorso artistico di Demuro e che rappresentano alcune delle espressioni più alte della tradizione lirica italiana: un viaggio musicale capace di coniugare eleganza interpretativa, intensità emotiva e virtuosismo vocale.

Nato a Porto Torres, Francesco Demuro è oggi considerato uno dei più apprezzati tenori italiani della sua generazione. Dopo gli esordi nel canto tradizionale sardo e la formazione nei conservatori di Sassari e Cagliari, ha intrapreso una brillante carriera internazionale che lo ha portato a esibirsi nei più prestigiosi teatri del mondo, tra cui il Teatro alla Scala di Milano, la Royal Opera House di Londra, l’Opéra Bastille di Parigi e il Metropolitan Opera di New York.

Pur protagonista delle più importanti scene liriche internazionali, Demuro mantiene un forte legame con la Sardegna, contribuendo a promuoverne nel mondo la cultura, le tradizioni e l’identità artistica. La sua presenza a Porto Cervo rappresenta quindi anche un omaggio alle eccellenze culturali dell’isola e al profondo rapporto che unisce la Costa Smeralda al territorio che la ospita.

Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda, commenta: «Siamo particolarmente lieti di ospitare un artista del calibro di Francesco Demuro all’interno del programma culturale dell’estate 2026. La sua straordinaria carriera internazionale e il suo profondo legame con la Sardegna incarnano perfettamente lo spirito delle iniziative promosse dal Consorzio: offrire occasioni di incontro e cultura di alto livello, valorizzando al tempo stesso le eccellenze del territorio e rafforzando il dialogo tra la Costa Smeralda e la sua comunità.»

Il concerto del 31 luglio si inserisce nel più ampio calendario di eventi culturali promosso dal Consorzio Costa Smeralda, che sino a ottobre propone concerti, incontri con autori, appuntamenti dedicati alle tradizioni dell’isola, iniziative per le famiglie e momenti di approfondimento culturale, confermando la volontà di contribuire alla crescita culturale e all’attrattività del territorio. 

Una serata speciale che porterà nel cuore di Porto Cervo una delle voci più autorevoli del panorama lirico contemporaneo, in uno scenario unico che da sempre rappresenta il dialogo tra bellezza, cultura e identità mediterranea.

Il programma completo degli eventi 2026 è disponibile a questo link:  

www.consorziocostasmeralda.com

https://eventi-costa-smeralda.higgsfield.app




Al Romazzino il lusso ha ancora un’anima. E Da Vittorio gli regala il sapore del mare

Costa Smeralda, 28 Luglio 2026 di Fausto Farinelli

Costa Smeralda® 28 Luglio 2026 – di Fausto Farinelli

Non vedevo l’ora di tornare all’Hotel Romazzino.

Era passato qualche tempo dall’ultima visita e, questa volta, arrivo con qualche minuto di ritardo. Varco l’ingresso e, quasi automaticamente, mi tornano alla mente le parole dell’architetto Giancarlo Busiri Vici, inserite nel mio libro dedicato alla Costa Smeralda:

«Abbiamo consegnato i lavori del Romazzino, compresi tutti i giardini, in soli dodici mesi.»

Una frase che continua a sorprendermi.

Dodici mesi per realizzare non soltanto un albergo, ma uno dei luoghi destinati a diventare parte della storia e dell’immaginario della Costa Smeralda. Un edificio capace di inserirsi nel paesaggio senza aggredirlo, con i suoi muri bianchi, le linee morbide, gli archi, il verde dei giardini e il mare che sembra entrare naturalmente in ogni spazio.

Il Romazzino non è semplicemente un hotel.

È una testimonianza ancora viva di quella stagione irripetibile nella quale architettura, paesaggio e ospitalità furono chiamati a costruire qualcosa che prima non esisteva. Non una destinazione artificiale, ma un nuovo modo di raccontare la Sardegna al mondo.

Entro e vengo accompagnato sulla terrazza.

La vista è di quelle che non hanno bisogno di presentazioni. Il mare si apre davanti agli occhi, il granito sembra trattenere la luce e l’orizzonte restituisce immediatamente quella sensazione di pace che solo alcuni luoghi riescono ancora a offrire.

Saluto i colleghi già presenti e proprio sulla terrazza abbiamo l’occasione di conoscere Danilo Guerrini, direttore del Romazzino.

Ha 55 anni e alle spalle una lunga esperienza maturata negli hotel di lusso. La sua storia personale racconta molto del suo carattere e del modo in cui interpreta il proprio ruolo.

Proviene da una famiglia composta da uomini delle Forze dell’ordine. Un ambiente nel quale parole come disciplina, responsabilità, rispetto delle regole e senso del dovere non erano concetti astratti, ma parte della vita quotidiana.

Danilo, però, aveva scelto il proprio destino quando aveva appena tredici anni.

Voleva diventare direttore d’albergo.

Non si trattava del sogno confuso di un adolescente. Era già una direzione precisa, una di quelle convinzioni che, quando nascono così presto, sembrano accompagnare una persona per tutta la vita. Quella scelta è diventata prima un percorso professionale e poi una carriera costruita attraverso esperienze nelle strutture di alta gamma.

Il Romazzino rappresenta per lui una tappa particolarmente significativa: è la sua prima esperienza alla guida di un hotel sul mare.

Dirigere una struttura di questo livello non significa soltanto occuparsi delle camere, della ristorazione o dell’organizzazione del personale. Significa coordinare una macchina complessa nella quale ogni reparto deve muoversi con precisione, mantenendo però agli occhi dell’ospite una sensazione assoluta di naturalezza.

È proprio parlando di disciplina e organizzazione che Guerrini ci racconta una curiosità.

Secondo quanto ci spiega, il sistema degli ordini impartiti dallo chef alla brigata di cucina sarebbe stato introdotto da Napoleone Bonaparte, attraverso un modello organizzativo fondato su ruoli precisi, gerarchie definite, comandi chiari e capacità di esecuzione coordinata.

Il parallelismo è affascinante.

Una grande cucina, in effetti, non è molto diversa da una perfetta organizzazione sul campo. Ogni persona deve sapere esattamente cosa fare, in quale momento e in relazione al lavoro degli altri. Non c’è spazio per l’improvvisazione, perché basta un solo ingranaggio fuori tempo per compromettere il risultato finale.

Ma disciplina non significa necessariamente rigidità.

Nel racconto di Guerrini emerge piuttosto l’idea della responsabilità. Chi guida deve conoscere la propria squadra, deve saperne valorizzare le qualità e, soprattutto, deve assumersi il peso delle decisioni.

Osservandolo parlare si coglie immediatamente il profilo di un direttore presente, attento, cordiale ma mai invadente. Uno di quei professionisti che non hanno bisogno di occupare continuamente la scena per far percepire la propria autorevolezza.

In fondo, la qualità di un direttore si misura anche da ciò che l’ospite non vede.

Dalla puntualità del servizio.

Dalla serenità del personale.

Dalla capacità di prevenire un problema prima ancora che si presenti.

Dalla sensazione che ogni cosa accada con assoluta semplicità, anche quando dietro quella semplicità esistono ore di lavoro, coordinamento e attenzione quasi spasmodica ai dettagli.

Dopo questo primo incontro lasciamo la terrazza e ci dirigiamo verso il ristorante sulla spiaggia Entu e Mari.

È lì che la serata cambia definitivamente ritmo.

Il Romazzino ospita, dal 15 luglio al 14 agosto, la residenza gastronomica di DaV Costa Smeralda Da Vittorio, il format casual dining della famiglia Cerea. Per un mese il ristorante sulla spiaggia viene affidato a una delle realtà più prestigiose della ristorazione italiana, in un contesto nel quale il mare, la sabbia chiara e la brezza serale diventano parte integrante dell’esperienza.

Ad accoglierci è Francesca Formaggioni, Communication Manager del Romazzino.

L’atmosfera è già quella giusta. Il mare è davanti a noi, la luce del giorno sta lasciando spazio alla sera e la luna appare esattamente di fronte al ristorante.

Francesca guarda il cielo, sorride e pronuncia una frase capace di sciogliere immediatamente ogni formalità:

«Stasera siamo stati bravi anche a posizionare la Luna proprio davanti a noi.»

La battuta suscita il sorriso di tutti.

E, a dire il vero, osservando quella scena, viene quasi da crederle.

La luna sembra davvero essere stata collocata lì appositamente, come l’ultimo elemento di una scenografia preparata per accompagnare la cena.

Ma Francesca non si limita a comunicare l’immagine dell’hotel.

Il suo lavoro racconta una visione molto più profonda.

Gira la Sardegna in lungo e in largo alla ricerca delle antiche maestranze, degli artigiani, dei produttori e delle persone che continuano a custodire i saperi tradizionali dell’isola. Ogni settimana porta alcune di queste realtà all’interno del Romazzino, permettendo agli ospiti di entrare in contatto con la Sardegna più autentica.

Non la Sardegna costruita per essere esibita.

Ma quella vera.

Quella fatta di mani, materiali, gesti tramandati, lavorazioni antiche e storie familiari.

È un lavoro che assume un significato ancora più importante se si guarda al passato della Costa Smeralda.

La volontà del Principe Karim Aga Khan non era semplicemente quella di creare una destinazione frequentata dal jet set internazionale. La sua visione era più complessa e più rispettosa: portare la Sardegna dentro la Costa Smeralda.

Fare in modo che chi arrivava da ogni parte del mondo non incontrasse soltanto un mare straordinario, ma anche l’identità, la cultura, l’artigianato e la storia dell’isola.

A distanza di oltre sessant’anni, quella visione continua a vivere proprio attraverso iniziative come quelle curate da Francesca Formaggioni.

Ed è forse questo uno degli aspetti più affascinanti della serata.

Il Romazzino non si limita a custodire il proprio passato. Cerca di reinterpretarlo, mantenendo vivo quel dialogo tra ospitalità internazionale e identità sarda che era alla base del progetto originario.

Poi arriva il momento della cena.

La proposta gastronomica di DaV è affidata alla direzione dello chef Davide Galbiati, responsabile dello sviluppo gastronomico dei ristoranti del format. Il menu è costruito prevalentemente attorno alla cucina di mare, da sempre uno dei tratti distintivi di Da Vittorio, e combina l’eccellenza delle materie prime con una dimensione più conviviale e condivisa.

La cucina dialoga con il paesaggio.

E non è una frase di circostanza.

Mangiare a pochi passi dal mare, con la brezza che attraversa il ristorante e la luna davanti agli occhi, modifica realmente la percezione dei sapori. Il luogo non è soltanto lo sfondo della cena: diventa una componente del piatto.

La filosofia è quella di interpretare la tradizione gastronomica sarda con sensibilità contemporanea, rispettando la stagionalità e selezionando ingredienti capaci di stabilire un legame diretto con il territorio. Accanto a questa attenzione per la Sardegna trovano spazio i grandi classici della famiglia Cerea.

Tra questi il celebre Pacchero alla Vittorio, lo Spaghetto di tonno e l’Elefantino, definito il fratello minore della storica cotoletta a orecchia d’elefante.

Piatti che portano con sé una storia, un’identità e una riconoscibilità immediata.

La cucina di Da Vittorio colpisce per la capacità di essere raffinata senza diventare distante. La tecnica è evidente, ma non viene mai esibita come un esercizio di stile. Il piatto rimane comprensibile, piacevole, generoso.

C’è eleganza, ma c’è anche gioia.

C’è ricerca, ma non viene sacrificato il gusto.

C’è precisione, ma rimane intatto quello spirito conviviale che la famiglia Cerea considera uno dei valori fondamentali della propria proposta.

E poi c’è il servizio.

Un servizio di prim’ordine.

Presente, puntuale, attento, ma mai invadente. I tempi sono calibrati, i movimenti della sala appaiono quasi coreografici e ogni dettaglio viene seguito con una cura che non lascia spazio all’approssimazione.

L’accoglienza è superlativa.

Non quella formalità fredda che talvolta si incontra negli ambienti di lusso, ma un’attenzione capace di far sentire l’ospite riconosciuto e seguito.

È in questi particolari che si coglie il livello reale di una struttura.

Non soltanto nella bellezza degli ambienti o nella qualità di ciò che arriva in tavola, ma nella capacità di costruire un’esperienza coerente dall’inizio alla fine.

DaV Costa Smeralda nasce dalla collaborazione tra la famiglia Cerea, Belmond e Smeralda Holding. Non si tratta di un incontro occasionale, ma dello sviluppo di una relazione già avviata nel 2021 con DaV Mare allo Splendido Mare di Portofino. Il progetto approda oggi in Sardegna con l’obiettivo dichiarato di unire ospitalità, qualità e valorizzazione del territorio.

Il Romazzino, però, non è soltanto un albergo affidato alla gestione Belmond.

Rimane saldamente nell’alveo della proprietà di Smeralda Holding, la società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority e guidata dall’amministratore delegato Mario Ferraro. Il patrimonio della società comprende i quattro hotel simbolo della destinazione — Cala di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo — oltre alla Marina di Porto Cervo, al Cantiere navale, al Pevero Golf Club, a negozi, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e a circa 2.300 ettari di terreni sulla costa. (Smeralda Holding)

Ed è proprio nella strategia portata avanti da Ferraro che il pop-up di Da Vittorio trova una collocazione precisa.

Non si tratta di aggiungere semplicemente un altro nome prestigioso alla stagione estiva, ma di diversificare l’offerta della Costa Smeralda, trasformandola progressivamente in una destinazione capace di proporre esperienze differenti, pur mantenendo intatta la propria identità.

Negli ultimi anni Ferraro ha lavorato su più direttrici: la riqualificazione degli alberghi, l’ingresso di operatori internazionali di altissimo profilo, il potenziamento della ristorazione, l’apertura a nuovi segmenti di clientela e la costruzione di una destinazione meno dipendente da una sola formula di lusso.

Il Cala di Volpe è stato profondamente rinnovato e ripensato come una vera destinazione nella destinazione. Il Romazzino è entrato nella collezione Belmond, mentre il percorso di trasformazione del Pitrizza punta ad associarlo al marchio Cheval Blanc. L’obiettivo strategico appare evidente: legare la Costa Smeralda ai nomi più esclusivi dell’ospitalità internazionale, ampliandone contemporaneamente la capacità distributiva, la notorietà e il posizionamento sui mercati mondiali.

I numeri raccontano una parte importante di questo percorso.

Nel 2022 Smeralda Holding aveva raggiunto un fatturato di 120 milioni di euro, superando i 106 milioni registrati nel 2019. Nel 2024 il fatturato è salito a 168,1 milioni di euro, con una crescita del 12,5 per cento rispetto all’anno precedente e un EBITDA adjusted di 50,6 milioni di euro. Nello stesso anno il gruppo ha dichiarato 1.471 dipendenti, 544 fornitori sardi coinvolti e 44,2 milioni di euro di approvvigionamenti effettuati nell’isola.

Anche il dato sulle prenotazioni confermate per il 2026 offre una misura del risultato raggiunto. Alla fine del 2025 Ferraro aveva indicato un incremento del 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un segnale che conferma come la strategia di innalzamento e diversificazione dell’offerta abbia rafforzato l’attrattività internazionale della destinazione.

La ristorazione è diventata uno dei pilastri di questo nuovo corso.

Il pop-up di Da Vittorio non è dunque un’operazione isolata, ma un tassello di un progetto più ampio che punta ad affiancare all’ospitalità alberghiera una pluralità di esperienze gastronomiche riconoscibili, affidate a marchi e professionisti capaci di attrarre pubblici differenti.

È una scelta che appare strategicamente azzeccata.

Il lusso contemporaneo, infatti, non si identifica più soltanto con la camera, la spiaggia o il servizio. È cucina, benessere, cultura, intrattenimento, autenticità e capacità di costruire esperienze che possano diventare parte del viaggio.

È proprio questa strategia complessiva a rendere la residenza gastronomica di Da Vittorio al Romazzino qualcosa di più di un semplice pop-up estivo.

Da una parte c’è una delle famiglie simbolo dell’alta cucina italiana.

Dall’altra un hotel che appartiene alla storia stessa della Costa Smeralda.

Alle spalle c’è una proprietà che, sotto la guida di Mario Ferraro, ha scelto di investire sulla trasformazione, sulla diversificazione e sull’ingresso di grandi marchi internazionali.

In mezzo, la Sardegna.

Non utilizzata soltanto come cornice spettacolare, ma chiamata a entrare nel racconto attraverso i suoi ingredienti, le sue tradizioni, le sue maestranze e la sua cultura.

Durante la serata penso più volte alle parole ascoltate all’arrivo.

Ai dodici mesi impiegati per consegnare il Romazzino con tutti i suoi giardini.

Alla determinazione di Danilo Guerrini, che a tredici anni aveva già scelto il proprio futuro.

Alla disciplina delle brigate, alle gerarchie della cucina e al curioso richiamo all’organizzazione napoleonica.

Al lavoro di Francesca Formaggioni, che attraversa l’isola alla ricerca delle persone capaci di rappresentarne l’anima più profonda.

Alla strategia di Mario Ferraro, che sta cercando di accompagnare la Costa Smeralda verso una nuova fase della sua storia senza disperderne l’identità.

E poi torno con lo sguardo alla luna.

Quella luna che, almeno per una sera, sembra davvero essere stata sistemata nel punto esatto.

Quando lascio il Romazzino porto con me una certezza.

Il vero lusso non è soltanto ciò che si vede.

Non è una terrazza sul mare.

Non è una camera elegante.

Non è neppure un piatto perfettamente eseguito.

Il vero lusso è la somma di tante attenzioni invisibili.

È la capacità di un direttore di guidare senza imporsi.

È il lavoro di una squadra che si muove con precisione.

È una Communication Manager che cerca l’autenticità dell’isola e la porta dentro un hotel frequentato dal mondo.

È una brigata che trasforma materie prime eccellenti in un’esperienza capace di restare nella memoria.

È una proprietà che investe, rinnova e diversifica l’offerta senza dimenticare la storia dei luoghi che amministra.

È il rispetto per il passato, senza trasformarlo in una reliquia.

Quella al Romazzino non è stata soltanto una cena.

È stata la dimostrazione che l’ospitalità, quando incontra la cultura, la cucina e l’identità di un territorio, può ancora diventare racconto.

E che, in certi luoghi, qualcuno riesce davvero a farci credere di avere posizionato la luna proprio davanti a noi.




Giuseppe Carta nominato “Eccellenza Artistica” a Montecitorio

Dal 1° agosto, il maestro caposcuola dei “frutti della Terra” riapre a Banari la sua storica dimora artistica di Palazzo Tonca, che per tanti anni è stata il teatro di grandi eventi culturali

BANARI. “Per l’altissimo valore della sua ricerca artistica e per aver saputo trasformare la scultura in un linguaggio universale di straordinaria forza espressiva”. Con queste motivazioni, il celebre scultore banarese Giuseppe Carta ha ricevuto nei giorni scorsi, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio a Roma, il “Riconoscimento di Eccellenza Artistica”, conferito dalla XVII Commissione Arte della Camera dei Deputati.

Un riconoscimento – si legge ancora nelle motivazioni – concesso “per aver portato l’arte italiana nei più prestigiosi contesti nazionali e internazionali, attraverso opere monumentali e di profondo impatto simbolico, affermandosi come uno dei più autorevoli interpreti della scultura contemporanea e ambasciatore dell’eccellenza creativa del nostro Paese nel mondo”.

A partire dal 1° agosto, il maestro sardo, apprezzato a livello internazionale come caposcuola “dei peperoncini e dei grandi frutti della Terra”, riaprirà le porte del suo rifugio creativo, Palazzo Tonca, nel cuore di Banari.

Giuseppe Carta a Palazzo Montecitorio

Un’occasione straordinaria per scoprire il luogo in cui nasce questa profonda filosofia della materia, in cui la visione della natura e la ricerca estetica intersecano il racconto della Terra nella sua più intima metamorfosi, con l’intento di celebrarne la miracolosa rinascita.

Dalle iconiche Germinazioni ai grandi frutti monumentali come peperoncini, melagrane e olive, l’opera di Carta ha saputo valicare ogni confine, portando la sua visione al Grand Palais di Parigi, al Javits Center e New World Art Center di New York, al Colosseo di Roma, alla Biennale di Venezia, sui palcoscenici del Teatro del Silenzio con Andrea Bocelli, ai castelli svevi della Puglia, fino all’Heydar Aliyev Center di Baku e alle grandi metropoli della Cina e dell’Australia.

Antica dimora nobiliare in trachite rossa, Palazzo Tonca è stato acquistato e recuperato dallo scultore a partire dalla metà degli anni Ottanta, divenendo nel tempo e per tanti anni teatro di grandi eventi culturali, in un perfetto equilibrio tra architettura tradizionale e arte contemporanea. L’intento è quello di renderlo nuovamente un punto di riferimento per il territorio, una sede operativa e organizzativa di eventi, mostre e attività dedicate all’arte, alla cultura e alla comunità. La riapertura del Palazzo converte oggi gli spazi in un organismo vivente, lasciandone inalterata la suggestione evocativa dell’epoca. La materia vegetale creata da Carta abita e dialoga con la casa d’arte, rivelando un paesaggio visivo custode dell’incanto perpetuo della natura.

Palazzo Tonca a Banari



Villanova, serata finale per “In Biddas Noas” e anteprima di “Chenamos in Carrela”

Il 31 luglio nel cuore del centro storico cambio di testimone tra i due eventi che richiamano visitatori fuori dalle solite mete turistiche: tra musica, teatro, folklore e buon cibo

VILLANOVA MONTELEONEVenerdì 31 luglio, alle 21, “Sa Pigada ‘e su Cantaru”, luogo simbolo di Villanova Monteleone, sarà il teatro a cielo aperto della serata conclusiva del “Festival In Biddas Noas – IV edizione” con l’esibizione del gruppo musicale “Folk&Roll” a cura dell’associazione Teatro d’Inverno. Il festival è un progetto di sviluppo e crescita dei territori di Villanova Monteleone e Monteleone Rocca Doria, che in piena stagione turistica, attraverso iniziative culturali propongono un’esperienza originale fuori dalle solite mete, proponendo un’alternativa rispetto alle classiche località balneari.

Venerdì andrà in scena l’ultimo di dieci appuntamenti di un programma artistico che, a partire dalla casa museo “Sa Domo” di Villanova Monteleone alla “Piazza Santo Stefano” di Monteleone Rocca Doria, ha sviluppato un percorso culturale in piena e totale armonia con il territorio, in accoppiata con un’esperienza, un laboratorio artigianale o una degustazione di cibi e bevande, sempre facendo rete con i produttori locali.

La serata prosegue alle 23 in Piazza Generale Casula, dove si darà spazio alla presentazione ufficiale di “Chenamos in Carrela”, evento attesissimo che, nel corso dell’anno, ha pianificato una serie di giornate dedicate all’alimentazione nei luoghi più rappresentativi del paese e del suo territorio. La presentazione sarà accompagnata da musica, degustazioni a cura della Pro Loco e l’esibizione dei “Lavori in Corso”.

La manifestazione è inserita all’interno del programma di “Chenamos in carrela 2026”, organizzato dalla Pro Loco di Villanova con il sostegno e il patrocinio dell’Amministrazione comunale, ed è inserita nel network di promozione del territorio “Salude & Trigu” della Camera di Commercio di Sassari.

Gli altri appuntamenti di “Chemanos in carrela” sono in programma il 4, il 5 e, in particolare, il 6 agosto con la grande cena in Piazza Casula per gustare i piatti della tradizione locale, immersi nelle esibizioni coreografiche delle Scuole di Ballo della Sardegna, con l’animazione musicale di Antonio Tanca e della sua fisarmonica. Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale www.prolocovillanovamonteleone.it o contattare il numero 338 277 5286.




L’Is.Be festeggia dieci anni di Officina Filosofica

Venerdì 31 luglio, il laboratorio promosso dall’Istituto “Camillo Bellieni” celebra il suo primo decennio con un evento speciale al Parco delle Arti Molineddu di Ossi, nel ricordo del fondatore Michele Pinna

OSSI. Dieci anni di incontri, di attività, di pensiero critico, dialogo e pratica quotidiana. Un anniversario importante per l’Officina Filosofica dell’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, che festeggia il felice traguardo venerdì (31 luglio), alle 18, nel Parco delle Arti Molineddu di Ossi, con una serata speciale dedicata al racconto del primo decennio di cammino condiviso.

L’evento prende il via con la proiezione di un video racconto, appositamente realizzato, che ripercorre i momenti salienti, i meeting e le esperienze dell’Officina Filosofica. Si darà quindi spazio alle voci e alle testimonianze dirette di chi, negli anni, ha preso parte al percorso di ricerca, contribuendo a costruire una comunità di pensiero aperta e inclusiva.

Nato come laboratorio di filosofia pratica, il nucleo iniziale di ricerca è cresciuto costantemente nel tempo, trasformandosi in una vera e propria comunità di persone animate dal desiderio di interrogarsi sul presente attraverso il dialogo, il confronto e la condivisione delle esperienze.

L’OffiLaFi, la cosiddetta “Bottega di pratiche per la vita quotidiana”, ha promosso un’intensa attività fatta di seminari, conferenze, convegni, laboratori e percorsi di gruppo. Un cammino ricco e sfaccettato che ha attraversato tematiche cruciali come l’amore, l’arte, il sacro, la bellezza, il cinema e il paesaggio, mossa dalla profonda convinzione che la filosofia non sia una disciplina astratta, ma uno strumento vivo e accessibile, capace ancora oggi di offrire le chiavi di lettura per comprendere la complessità della nostra epoca e vivere con maggiore consapevolezza.

Il senso profondo del progetto è racchiuso in una riflessione di Michele Pinna: «Pensare non è un atto solitario, ma un esercizio di cura che accoglie la complessità dell’esistenza e la traduce in speranza condivisa». Fondatore dell’Is.Be, Pinna ha accompagnato e ispirato, insieme a Daniela Masia Urgu, la nascita e la crescita dell’Officina Filosofica, tanto che un momento della serata sarà dedicato alla sua memoria e alla sua eredità intellettuale e umana.

La manifestazione si concluderà in un clima di convivialità e ulteriore condivisione con una cena filosofica al sacco, un’occasione informale per continuare a tessere relazioni e scambiare idee nella più spontanea rappresentazione del Simposio platonico. L’attività è realizzata con il contributo della Regione Sardegna – L.R. 2/2026.




GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.  

Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu

SUPER OSPITE MOSES CONCAS

Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.

Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.

Ad aprire lo spettacolo sarà il TenoreSu Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.

A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.

Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.

Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare 

che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.

Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.

Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.




Predda Niedda, svolta vicina dopo diciotto anni

Il commissario liquidatore: “Entro il 2026 il passaggio di competenze”

Grande soddisfazione del Comitato presieduto da Marco Taula, riunito per chiedere alle istituzioni risposte concrete sul limbo in cui grava la Zona industriale

SASSARI. Attivisti, imprenditori, associazioni, consiglieri comunali, tutti uniti per cercare di dare una svolta al commissariamento che da diciotto anni crea un limbo istituzionale del quale non si vede la fine. Il “Comitato Predda Niedda Sassari” guidato da Marco Taula, giovedì (23 luglio) si è riunito nella sala convegni del Bandiera Gialla per chiedere alla politica un intervento decisivo sul destino della zona industriale-commerciale: Taula ha preteso una data certa per la chiusura della fase liquidatoria, con il passaggio di competenze dalla Regione al Comune di Sassari e lo stanziamento di risorse per saldare i debiti e permettere, a Predda Niedda, in primis di uscire dallo stallo e dal degrado, e quindi avere garantite le condizioni ordinarie di efficienza, sicurezza e dignità che spettano a ogni quartiere.

Marco Taula

Al cospetto di una platea numerosa, la risposta inaspettata è arrivata dall’attuale commissario liquidatore, Giancarlo Muntoni, che ha assicurato un cambio di passo imminente, in tempi tutto sommato brevissimi, con la risoluzione del problema addirittura entro l’anno, al massimo ai primi del 2027.

Primo nodo da sciogliere sarà il debito con Abbanoa, che grava per quasi ventidue milioni di euro sul capo del Consorzio. Muntoni ha specificato di aver dato la disponibilità di saldare già una prima tranche di circa nove milioni, sancita peraltro con sentenza del Tribunale di Nuoro e confermata dalla Corte d’Appello.

«Regione e Comune di Sassari sono perfettamente in linea, assieme al Consorzio – ha garantito il commissario – per chiudere il passivo con Abbanoa, che è la stura per poi procedere alla liquidazione e al trasferimento di competenze al Comune, come previsto dalla normativa vigente».

Giancarlo Muntoni

Muntoni ha parlato di una situazione di forte complessità, con un rapporto tra patrimonio netto e passivo che va sotto del settecentocinquanta per cento. Ma si è mostrato fiducioso che, spulciando tra le pieghe del bilancio, il debito con Abbanoa possa risultare decisamente inferiore rispetto a quanto ipotizzato sinora. In questa prima fase di recupero dei crediti, il Consorzio ha ottenuto 137 mila euro.

Grande soddisfazione è stata espressa dal tavolo dei relatori. Al fianco di Taula e del vicepresidente Armando Miccio, Tore Piana (consiglio direttivo) ha evidenziato che “con i suoi ventotto chilometri di strade, quattrocento ettari di superficie, oltre mille attività produttive e un passaggio quotidiano di decine di migliaia di persone, Predda Niedda è il più grande polo economico del nord Sardegna e il suo futuro non può non condizionare anche quello della Città Metropolitana”.

Sono intervenuti inoltre il consigliere regionale Piero Maieli, il presidente di Confcommercio Sardegna, Sebastiano Casu, consiglieri comunali, imprenditori e attivisti, caratterizzando una serata di forte partecipazione in cui è stata rimarcata la necessità di coesione, di coinvolgimento dei cittadini e di sinergia tra le forze politiche: come ha precisato Valerio Scanu (consiglio direttivo) «è il momento di valorizzare e coordinare le competenze presenti sul territorio. Università, Camera di Commercio, associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e ordini professionali possono contribuire concretamente alla definizione di una strategia comune».




Sennori celebra l’estate con Calici di Stelle 2026

Il 10 agosto la grande festa del vino, delle tradizioni e delle eccellenze del territorio, dove il visitatore diventa protagonista della cultura locale

Il 24 luglio la speciale Anteprima a Stintino

SENNORI. C’è una notte in cui il cielo della Romangia incontra l’anima più autentica delle sue tradizioni: il vino, le mani che impastano, le sonorità e i gesti di una profonda convivialità. A Sennori il 10 agosto ritorna Calici di Stelle con un ricco itinerario all’insegna del turismo esperienziale, della cultura e delle eccellenze enogastronomiche del territorio, anticipato dalla speciale anteprima di venerdì 24 luglio a Stintino.

L’evento di punta dell’estate sennorese è inserito nel circuito nazionale dell’Associazione città del Vino, ed è coordinato dall’Amministrazione comunale in stretta collaborazione con la Pro Loco guidata da Riccardo Sara e con la Banda Città di Sennori diretta dal maestro Giuseppe Ruiu, direttore artistico della manifestazione.

Il programma è stato presentato oggi in conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio di Sassari. «Anno dopo anno la manifestazione cresce e si rinnova, dimostrando come la sinergia tra istituzioni, associazioni locali e produttori sia la chiave vincente per far brillare Sennori e l’intera Romangia nel panorama turistico regionale e nazionale», ha dichiarato il sindaco Nicola Sassu.

«Calici di Stelle si conferma lo strumento principale per promuovere un turismo sostenibile e partecipativo – ha affermato l’assessora alla Cultura, Turismo e Attività produttive, Elena Cornalis –, capace di valorizzare l’identità agroalimentare della Romangia e di trasformare ogni spettatore in protagonista attivo della cultura locale». Tra i numerosi partecipanti, sono intervenuti anche la sindaca di Stintino, Rita Limbania Vallebella, e il sindaco metropolitano di Sassari, Giuseppe Mascia.

Tra le novità più significative di questa edizione c’è il ritorno de “I Calici della Solidarietà“, l’iniziativa organizzata insieme all’Avis di Sennori presieduta da Maria Franca Muresu per offrire un aiuto concreto di fronte alla carenza di sangue che affligge la Sardegna nei mesi estivi.

All’Avis sono stati donati cento calici ufficiali, che saranno messi a disposizione nelle giornate di raccolta del 26 luglio e del 2 agosto, per omaggiare i primi cinquanta donatori di ciascuna data con un calice e un ticket gratuito, mutando un gesto di generosità in un’opportunità di festa e condivisione.

Il viaggio nei calici prende il via il 24 luglio con l’anteprima di Stintino, intitolata “Sennori incontra Stintino”. I visitatori saranno accompagnati in un percorso di degustazioni guidate, canti tradizionali e laboratori artigianali dedicati alla panificazione, al ricamo e all’intreccio dei cestini legati al progetto CoivuLab, con la possibilità di acquistare in anticipo i ticket per l’evento principale.

Il cuore della manifestazione batterà la sera del 10 agosto, quando il centro storico di Sennori si trasformerà in un’ampia isola pedonale. L’inaugurazione ufficiale è in programma alle 19.30 al Centro Turistico Rosa Gambella, dove saranno venduti i ticket. La serata offrirà un’esperienza immersiva a trecentosessanta gradi: i visitatori potranno ascoltare i racconti dei vignaioli e cimentarsi in prima persona nei laboratori di cucina per la preparazione degli gnocchetti alla sarda, del piatto contadino “Su fossu”, del pane tradizionale a cura di Gianfranca Dettori, del torrone e dei dolci tipici.

Aderiscono all’evento le cantine Fara, Azienda Agricola Leo Conti, Azienda Agricola Agreste Natura, Sorres, Mode, Giulio Ruiu, Viticoltori di Romangia, e i produttori Giacomo Urgeghe e Nico Loriga. Gli stand gastronomici sono a cura del Comitato San Biagio (gnocchetti alla sarda), Comitati Madonna degli Angeli e San Giovanni (Frutta), Comitati San Basilio e Santa Lucia (Dolci).

Accanto ai sapori, lo spazio artigianale e culturale vedrà protagoniste le mostre di oreficeria e filigrana con Elia Idini, le dimostrazioni di ricamo e mostra del costume di Vanna Sassu, la lavorazione della pasta con il Comitato San Biagio, l’arte dei cestini di Battistina Casula e gli allievi di CoivuLab. Poi le mostre itineranti degli artisti Battistina Casula, Giovanni Maria Sassu, Nicolino Secchi, Alessandro Concas, Francesco Ledda e Daniela Pedes.

Ad animare le vie saranno i gruppi folk, le esibizioni dei cori tradizionali e le suggestive maschere dei Gigantes, insieme alle osservazioni del cielo a cura dell’Associazione Astronomica Turritana. Quindi musica nei punti strategici del percorso, con le Band del territorio e la Marching band di Fabio Melis, I Senza Base, Tributo a Cesare Cremonini, e i Royal Circus Ostrica.

Si potranno visitare le spettacolari Domus de Janas dell’Orto parrocchiale, con l’intervento della docente Giuseppa Tanda per il Cesim e una rappresentanza della Soprintendenza, nel primo anniversario dell’ingresso nel Patrimonio mondiale dell’umanità Unesco. Sono confermati inoltre i Ticket Baby per i più piccoli. I mercatini artigianali saranno allestiti nel piazzale della Parrocchia San Basilio Magno, aperta per l’occasione per ammirare la statua della Madonna dell’Assunta dormiente.

A chiudere il programma sarà, il 18 agosto, nell’anfiteatro naturale della Ex Cava di Tufo affacciato sul Golfo dell’Asinara, sarà l’evento “Cena sotto le Stelle – Arrivederci a Calici“. La serata, inserita nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, vedrà protagonisti i cuochi locali con uno show cooking dal vivo e una selezione enologica curata da sommelier per celebrare i cinquantaquattro anni della DOC del Moscato di Sorso-Sennori, abbinato a proposte dolci e salate.

I ticket possono essere acquistati in prevendita a Sassari da Clamaro: Time Out Viaggi; Blitz; Fotoclub; Coffee Break; Bagella. A Sennori da Margherita Fara Dolci; Agenzia Viaggi Janas; Laboratorio Orafo Elia Idini; Ibiscus bar; Margot Caffetteria; Farmacia Santa Vittoria; Savitri Bar; Mediatek; Ufficio tributi Comune di Sennori. Dopo il successo della precedente edizione, i calici possono essere prenotati anche tramite l’applicazione Wineapp e ritirati il giorno dell’evento alla cassa veloce  “Salta la Fila”.




Santa Teresa Gallura, tutti in cuffia: arriva il Silent Sardinia Festival

Il 27 luglio la serata inaugurale al Porto turistico con laboratori di riciclo creativo, attività di benessere, spettacoli, teatro, Disco night tutto rigorosamente in cuffia

SANTA TERESA GALLURA. La parola d’ordine è “basso impatto ambientale”. La controparola “tanto divertimento”. Il target, il pubblico di ogni età. Il Silent Sardinia Festival torna più vivo che mai nell’estate gallurese, con un’ottava edizione rigorosamente in cuffia per vivere esperienze artistiche e musicali di forte impatto pur preservando la quiete e il silenzio dei luoghi. L’inaugurazione è in programma il 27 luglio alle 21, a Santa Teresa di Gallura, sotto il cielo stellato del Porto turistico in Piazza Vignamarina, con un’intensa serata per coinvolgere grandi e piccoli.

I visitatori potranno scegliere diverse esperienze simultanee. Dalle attività di benessere fisico e movimento consapevole del “Concerto di Corpi” guidato da Laura Basile di Setuhara Yoga e Isabella Medetti (con incursioni musicali dal vivo), ai laboratori di riciclo creativo a cura di Julie Messina e Marina Tucci, pensati per insegnare ai bambini dai tre anni in su a trasformare i materiali di scarto in bellezza, e a riflettere sulla tutela del mare. La serata si chiuderà con le frequenze della Silent Disco Night, dove il pubblico potrà scatenarsi a ritmo di musica scegliendo tra le selezioni dei DJ Carlitos e Antonio Sotgiu.

L’iniziativa ideata dall’associazione Roerso Mondo ETS e diretta da Michele Moi, è sostenuta da Silene Multiservizi, dal Comune di Santa Teresa Gallura, dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dalla Camera di Commercio di Sassari, e giunge come il naturale compimento di un percorso rivolto alla comunità.

Durante l’anno scolastico, Roerso Mondo ETS ha infatti coinvolto oltre duemila studenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie dei territori di Santa Teresa Gallura, Arzachena, Aglientu, Telti e Aggius, per educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente e all’inclusione sociale attraverso laboratori e spettacoli dal vivo coordinati dalla psicologa infantile Julie Messina, coniugando l’arte performativa con la psicologia.

Nel corso dell’estate, la manifestazione vedrà impegnati numerosi artisti multidisciplinari molto noti. Tra questi Micol Picchioni “Arpa Rock”, la musicista che ha rivoluzionato il mondo dell’arpa inserendola nel mondo rock, pop e nei festival più importanti; il maestro dell’ambient music Perry Frank; la scrittrice e attrice Susi Danesin; i danzatori Silvia Pinna e Danilo Bruschetti.

ALTRI APPUNTAMENTI.

La programmazione estiva prosegue con un ricco calendario che toccherà diverse location della Gallura. Il 1° agosto in Piazza Vittorio Emanuele si terrà lo spettacolo “A Swing Tale” con la danzatrice Silvia Pinna e Danilo Bruschetti, seguito dalla Silent Disco. Il 3 agosto la suggestiva cornice naturale di Capo Testa ospiterà un Silent Concert con l’arpa rock di Micol. Si proseguirà il 6 agosto in Piazza Libertà con la prima nazionale dello spettacolo ecologico per ragazzi “BU” di Susi Danesin, per poi tornare al Porto Turistico l’8 agosto con il gran finale.

Tutti gli appuntamenti prevedono l’uso di cuffie Wi-Fi distribuite gratuitamente sul posto, l’utilizzo è gratuito ma è consigliata la prenotazione poiché i posti sono limitati. Per aderire è sufficiente inviare un SMS o un messaggio WhatsApp al numero 324/6096565 specificando nome, cognome, numero di posti da riservare, data e turno dello spettacolo, presentandosi al punto di accredito con quindici minuti di anticipo, muniti di un documento di riconoscimento in corso di validità. Per maggiori informazioni consultare i siti ufficiali silentsardiniafestival.it e roersomondo.it o i canali social dell’evento.