Cultura, identità e filosofia pratica, i nuovi volumi dell’Is.Be: “Sesuja” e i “Quaderni di Filosofia”

Lunedì 20 luglio, nel giardino di Floramarket a Sassari, un doppio appuntamento editoriale dedicato al pensiero critico, alla memoria della Sardegna e alle grandi sfide della contemporaneità

SASSARI. Un viaggio nella condivisione delle idee, tra letture e percorsi di ricerca in uno spazio aperto al confronto dove la tutela dell’identità sarda si interseca con ricerca filosofica ed esistenziale. Lunedì 20 luglio alle 19, nel giardino di Floramarket Decorazioni Floreali (Via Montegrappa 15/A) a Sassari, l’Istituto Camillo Bellieni presenta due importanti lavori editoriali: il settimo numero della rivista “Sesuja” e il sesto volume dei “Quaderni di Filosofia”, entrambi riferiti all’annualità 2025.

L’evento, che si inserisce nell’ampio cartellone del programma Is.Be 2026, si propone come un’importante occasione di confronto aperto tra autori, studiosi e pubblico, in uno spazio pensato per favorire il dialogo e la circolazione delle idee.

L’ingresso è libero e aperto a tutti. A guidare il pubblico alla scoperta di queste due opere e a stimolare il dibattito saranno Daniela Masia Urgu, Maria Doloretta Lai, Antonello Nasone e Adriana Cocco. Il loro intervento sarà il fulcro di un incontro dedicato alla riflessione, in cui i temi dell’identità, del pensiero critico e della memoria si intrecceranno con gli interrogativi della nostra epoca.

Il primo volume, “Sesuja n. 7”, raccoglie un’accurata selezione di articoli e recensioni pubblicati tra il 2022 e il 2025 all’interno del Blog dell’Istituto Bellieni. L’opera offre un vasto e profondo panorama di riflessioni incentrate sulla cultura, sulla società e sull’identità isolana. Attraverso saggi di carattere politico, filosofico, etico e letterario, il libro dedica un’attenzione particolare al pensiero sardista, alla memoria collettiva e alle questioni più urgenti del nostro tempo.

A integrare questo percorso interviene il sesto numero dei “Quaderni di Filosofia”, una pubblicazione che raccoglie i frutti dei percorsi laboratoriali focalizzati sul pensiero Mitico, sul pensiero Simbolico e sul tema dell’Intranquillità, intesi come preziosi strumenti di indagine esistenziale e crescita personale. Il volume apre inoltre una finestra su alcune delle tematiche più calde della contemporaneità: dall’impatto dell’Intelligenza artificiale alla Filosofia della musica, riaffermando la disciplina filosofica come pratica quotidiana, dialogica e profondamente trasformativa.




Lirica e Domus de Janas, l’incontro è magia nel cuore di Alghero

Grande successo a Lo Quarter per il concerto firmato Ars Aurelia, che ha offerto melodie senza tempo per un pubblico delle grandi occasioni

ALGHERO. Due straordinari patrimoni dell’Umanità si incontrano in una serata speciale nel cuore di Alghero: l’arte del canto lirico italiano omaggia le Domus de janas nel primo anniversario della concessione del prestigioso riconoscimento. Ed è subito magia. E un successo strepitoso per l’evento “Lirica per l’Unesco” firmato Ars Aurelia che, il 15 luglio, ha portato sul palco di Lo Quarter un cast di interpreti d’eccezione, proponendo un ricco ventaglio di brani del Belcanto tra i più apprezzati a livello internazionale.

Nella serata condotta dalla direttrice artistica Irene Dore, a incantare un pubblico delle grandi occasioni sono state le voci del giovane soprano Chiara Guerra, del tenore Mauro Secci, del baritono Dario Sogos, del basso Antonio De Gobbi e del soprano Paoletta Marrocu, già insignita del titolo di “Artist for Peace” UNESCO e interprete acclamata nei maggiori teatri del mondo.

Accompagnati al pianoforte di Andrea Mudu, gli artisti hanno interpretato capolavori intramontabili come il Don Giovanni di Mozart, il Barbiere di Siviglia di Rossini, Madama Butterfly e Boheme di Puccini, Habanera di Bizet, un raro brano di Verdi tratto dal “Corsaro” e tanto altro.

E sulle note di melodie che trascendono il tempo, lo sfondo del palcoscenico ha proposto immagini in movimento altrettanto suggestive, quelle dei monumenti archeologici più importanti dell’isola.

A dare avvio alla serata, il sindaco Raimondo Cacciotto e l’assessora alla Cultura Raffaella Sanna, che hanno espresso grande soddisfazione per un appuntamento che mette insieme cultura e musica come veicolo per sensibilizzare e promuovere il patrimonio archeologico sardo, di cui il territorio di Alghero conserva importanti testimonianze.

Sul palco sono intervenuti anche Giuseppina Marras in rappresentanza del CeSiM, Luca Sequi per il Centro Commerciale Naturale CCN Al Centro Storico di Alghero, e Anna Cadeddu per Sella e Mosca.

La serata è parte integrante del ricco calendario di eventi celebrativi del primo anniversario dal riconoscimento delle Domus de Janas come Patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco, promossi dal Centro Studi Identità e Memoria (CeSIM) con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Alghero e della Fondazione di Sardegna, in collaborazione con la Città Metropolitana di Sassari, il Comune di Sassari, il Comune di Alghero, e il CCN Al Centro Storico di Alghero.

Il concerto rappresenta inoltre la prima parte della più ampia programmazione della rassegna “Aspettando Nessun Dorma 2026” a cura di Ars Aurelia, sostenuta dalla Fondazione di Sardegna e inserita all’interno del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




Is.Be, che emozione recitare i Candelieri in versi

Ottima partecipazione alla serata organizzata dall’Istituto Bellieni nel Giardino dell’Archivio Storico Comunale, momento clou del laboratorio di lingua Sassarese

SASSARI. Un’emozione profonda, condivisa, che arriva direttamente al cuore nel rievocare aspetti, storie e aneddoti della “festha manna della ziddai”, amplificata attraverso la lente della poesia in vernacolo Sassarese. L’evento speciale organizzato(martedì 14 luglio) dall’Istituto Camillo Bellieni nel Giardino dell’Archivio Storico Comunale, dedicato a “LI CANDARERI – I Candelieri nelle poesie degli autori sassaresi” è stato un momento commovente, molto partecipato, realizzato tra gli appuntamenti in attesa della “faradda”, espressione più alta di un percorso iniziato mesi addietro con il laboratorio di lingua Sassarese.

A dare il via ai lavori, l’intervento dell’assessora alla Cultura Nicoletta Puggioni, che ha sottolineato come eventi di alto valore formativo e identitario, come quelli realizzati in sinergia con il Bellieni, siano il veicolo ideale per rendere fruibili luoghi simbolo della città, spesso poco conosciuti, ma meritevoli di ritornare al centro della vita comunitaria. Dopo di lei sono intervenuti la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai, il docente Mario Lucio Marras, e la direttrice dell’Archivio storico comunale, Carla Merella.

All’ombra dell’antico agrumeto, sul retro della palazzina di via Insinuazione 31, uomini e donne si sono alternati nella lettura appassionata delle poesie di un secolo, dei versi più ironici e graffianti di Pompeo Calvia e Salvator Ruju, di Paolo Galleri e Cesarino Mastino, alternati dagli applauditissimi intermezzi musicali di Beppe Dettori, che ha musicato numerose poesie dello stesso Marras.

Nel corso della manifestazione sono stati letti componimenti di Rosilde Bertolotti, Dino Siddi, Paolo Sanna, Giuseppe Florenzano e Cinzia Cossu, e quindi di Antonello Bazzu, Mario Lucio Marras, di Gildo Motroni, Tino Grindi, Anna Lisa Noce e Palmiro De Giovanni.

Sorrisi, tentennamenti, ovazioni e forse qualche lacrima di nostalgia hanno caratterizzato una serata in cui tutti hanno profuso il proprio impegno personale. Al termine delle attività, la presidente Is.Be, Maria Doloretta Lai, ha preannunciato che a breve, lungo alcune arterie principali del centro cittadino, campeggeranno delle scritte con espressioni tipiche della cultura identitaria.

Tutte le attività fanno parte del progetto complessivo “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari” del Comune di Sassari, un’iniziativa finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna attraverso i fondi della Legge Regionale 22/18 e Legge Regionale 6/12 all’interno del Bando TuLiS 2025-2027. Per maggiori informazioni inviare un’email all’indirizzo [email protected].




La Maddalena, in concerto la tromba di Andrea Lucchi

Sabato 18 luglio, sul sagrato della Chiesa di Santa Maria Maddalena, il concerto dell’ensemble di partecipanti della masterclass del Festival internazionale Contrasti

LA MADDALENA. Le note della tromba di Andrea Lucchi in uno dei luoghi più suggestivi del centro storico della Maddalena: ed è subito magia con le grandi colonne sonore del cinema e i brani più raffinati del jazz. Sabato 18 luglio alle 21.30, sul Sagrato della chiesa di Santa Maria Maddalena, tra Cala Gavetta e Piazza Garibaldi, l’Andrea Lucchi Ensemble porterà in scena il concerto finale della Masterclass di tromba che ha coinvolto per una settimana alcuni tra i più abili professionisti provenienti da tutta Italia.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti. L’appuntamento è inserito nel calendario del “Festival Internazionale Contrasti – Spring Edition” organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS, sotto la direzione artistica di Laura Cocco, ed è svolto in collaborazione con la Banda San Domenico Savio di Moneta.

Sarà un’importante occasione di alta formazione per giovani trombettisti provenienti da diverse realtà musicali. La masterclass ha preso il via il 13 luglio e ha permesso ai partecipanti di approfondire gli aspetti fondamentali della tecnica trombettisticasotto la guida di Lucchi, uno dei più autorevoli strumentisti di settore a livello internazionale, molto amato in Gallura e in particolare alla Maddalena.

Prima Tromba solista dell’orchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, nel corso della sua carriera ha collaborato con alcune delle più importanti orchestre europee ed è stato diretto da maestri del livello di Antonio Pappano, Riccardo Muti, Kurt Masur, Lorin Maazel e Valery Gergiev, affermandosi anche come docente di riferimento nel panorama dell’alta formazione musicale.

Il Festival Internazionale Contrasti è realizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna, della Camera di Commercio di Sassari nell’ambito del network Salude&Trigu, e del Comune di La Maddalena, a conferma della volontà condivisa di sostenere iniziative culturali di qualità, capaci di coniugare alta formazione, produzione artistica e valorizzazione del territorio.




Is.Be, “I Candelieri nelle poesie degli autori Sassaresi”

Martedì 14 luglio l’appuntamento all’Archivio Storico Comunale con le rime dei più rinomati autori sassaresi e la musica di Beppe Dettori

SASSARI. Martedì 14 luglio, alle 18, il Giardino dell’Archivio Storico Comunale “Enrico Costa”, in via Insinuazione 31, accoglierà l’evento speciale “LI CANDARERI – I Candelieri nelle poesie degli autori sassaresi”.

Questo viaggio letterario ed emotivo, che arriva esattamente un mese prima della “Faradda”, sarà guidato dal docente di lingua sassarese Mario Lucio Marras, e vedrà la collaborazione dei suoi corsisti che si cimenteranno nella lettura dei brani più intensi dedicati alla “festha manna” della città.  A impreziosire la serata ci sarà l’accompagnamento musicale del cantautore Beppe Dettori.

I partecipanti del “Corso di lingua Sassarese” prenderanno la parola per dare voce e nuova vita ai versi che hanno celebrato questa lunga tradizione. La memoria storica e la sensibilità contemporanea si intrecceranno attraverso le parole di chi ha saputo cantare Sassari con autenticità, in un racconto corale che unisce le penne indimenticabili di Pompeo Calvia, Salvator Ruju, Paolo Galleri e Cesarino Mastino, fino ad arrivare alla sensibilità poetica di Rosilde Bertolotti, Dino Siddi, Paolo Sanna, Giuseppe Florenzano e Cinzia Cossu. Non mancheranno i componimenti più recenti di Antonello Bazzu, dello stesso Mario Lucio Marras, di Gildo Motroni, Tino Grindi, Anna Lisa Noce e Palmiro De Giovanni, offrendo al pubblico una panoramica ricca ed emozionante.

Il percorso permetterà inoltre di assaporare la bellezza della parlata cittadina e osservare da vicino l’evoluzione che la sua grammatica e la sua narrativa hanno vissuto nel corso di oltre un secolo.

Tutte le attività fanno parte del progetto complessivo “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari” del Comune di Sassari, un’iniziativa finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna attraverso i fondi della Legge Regionale 22/18 e Legge Regionale 6/12 all’interno del Bando TuLiS 2025-2027. Per maggiori informazioni inviare un’email all’indirizzo [email protected].




Fisco locale ad Alghero: al via la “Rottamazione Quinquies”. La guida pratica per azzerare sanzioni e interessi. I documenti

Il Comune di Alghero ha ufficialmente aderito alla nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio, approvando il Regolamento per la cosiddetta “Rottamazione Quinquies”. Si tratta di un’importante boccata d’ossigeno per i cittadini e le imprese che hanno pendenze arretrate con l’ente e con i suoi concessionari della riscossione, ovvero la S.E.C.AL. S.r.l. e la STEP S.r.l..

La misura permette di regolarizzare i vecchi debiti pagando esclusivamente il capitale e le spese di procedura, stralciando di fatto sanzioni e interessi. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati e gestire la pratica anche comodamente da casa.

Quali debiti rientrano nell’agevolazione?

La sanatoria copre una vasta gamma di pendenze:

  • Vecchi arretrati: Tutti i debiti derivanti da ingiunzioni fiscali o da avvisi di accertamento esecutivi riferiti al lungo periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
  • La TARI recente: Gli omessi o parziali pagamenti della Tassa sui Rifiuti per gli anni dal 2021 al 2025, a condizione che non siano già stati oggetto di un accertamento notificato entro il 1° gennaio 2026.
  • Le controversie legali: Le liti pendenti in ogni stato e grado di giudizio (incluso il ricorso in Cassazione) il cui ricorso iniziale sia stato notificato entro il 1° gennaio 2026.

I vantaggi concreti per il cittadino

Aderire alla definizione agevolata garantisce due enormi benefici. In primo luogo, il debito viene drasticamente ridotto: il cittadino verserà unicamente le somme dovute a titolo di capitale, le spese di notifica, il rimborso per le procedure esecutive e gli oneri di riscossione. Le sanzioni e gli interessi di mora vengono totalmente azzerati.

In secondo luogo, la semplice presentazione della domanda attiva un vero e proprio “scudo” patrimoniale: vengono bloccate le azioni esecutive e cautelari (come fermi amministrativi sui veicoli, ipoteche e pignoramenti), salvo quelle già avviate con esiti positivi. Inoltre, l’Ente non potrà avviare nuove azioni di recupero per i debiti oggetto dell’istanza.

Il percorso in quattro tappe: scadenze e procedure

Per evitare di perdere i benefici, il contribuente deve seguire un iter ben preciso, scandito da tempistiche rigorose.

  1. La richiesta di calcolo (Entro il 24 luglio 2026): Il primo passo è la richiesta di chiarezza. Il contribuente deve inviare un’istanza per conoscere l’esatto ammontare dei debiti definibili, utilizzando la specifica modulistica che i concessionari (sia Secal che Step) e il Comune mettono a disposizione sui rispettivi siti istituzionali. In questa fase è obbligatorio fornire un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata).
  2. Il verdetto (Entro 30 giorni): Il concessionario ha 30 giorni di tempo per rispondere all’istanza, inviando via PEC l’elenco esatto delle pendenze definibili e i relativi importi.
  3. L’adesione formale (Entro 30 giorni dalla risposta): Ricevuta la PEC, il cittadino ha un mese di tempo per decidere se aderire e presentare la dichiarazione vincolante di adesione. Anche per questo passaggio la modulistica è reperibile sui siti dei concessionari. In questa fase si sceglie anche se pagare a rate o in un’unica soluzione.
  4. Il piano di rientro e il pagamento: Ricevuta l’adesione, il concessionario notifica il piano definitivo. La prima rata (o l’unica soluzione) deve essere versata entro il 31 ottobre 2026.

Chi non può pagare tutto subito, può spalmare il debito fino a un massimo di 36 rate mensili (conclusione a settembre 2029) oppure in 12 rate trimestrali (conclusione a luglio 2029). Dal pagamento della seconda rata scatterà l’applicazione del tasso di interesse legale.

Il canale digitale: la rivoluzione di LinkMate

Per snellire le pratiche ed evitare le code agli sportelli fisici, la S.E.C.AL. S.r.l. mette a disposizione dei cittadini lo sportello telematico LinkMate. Si tratta dell’opzione fortemente consigliata per presentare le domande di rottamazione.

L’accesso alla piattaforma è garantito in modo sicuro tramite SPID o credenziali, collegandosi al link dedicato per il Comune di Alghero (https://linkmate.servizienti.it/linkmateWeb/login?c=0111&e=A192)[cite: 5, 6].

Usare LinkMate elimina la necessità di fare calcoli manuali complessi:

  • Selezionando la voce “Definizione Agevolata”, il sistema mostra in automatico l’elenco dei carichi ammissibili.
  • Per ogni accertamento, una tabella chiara mostra il debito originario, il risparmio garantito dalla sanatoria e il “Residuo Agevolato” esatto da versare[cite: 7].
  • Il cittadino può selezionare con una semplice spunta quali documenti inserire nella sanatoria, calcolare in automatico le rate e inoltrare la pratica monitorandone lo stato di avanzamento (“In attesa di validazione”).

Inoltre, LinkMate funge da vero e proprio cassetto fiscale: se ad esempio non si è ricevuto a casa l’avviso di pagamento ordinario della TARI, è possibile consultarlo e scaricarlo in completa autonomia dalla propria area personale[cite: 5].

Per chi preferisse i canali tradizionali, resta comunque possibile scaricare la modulistica cartacea, ricordando che tutti i documenti riguardanti le istanze per Secal e Step sono disponibili per il download nei loro appositi siti web istituzionali e in quello del Comune. Una volta compilati, andranno inviati all’indirizzo [email protected].

Attenzione alle clausole di decadenza

La misura è vantaggiosa, ma non ammette distrazioni. Il beneficio decade irrimediabilmente se si salta il pagamento dell’unica rata oppure di due rate (anche non consecutive) o se si paga con un ritardo superiore a 15 giorni (che diventano 30 giorni per la sanatoria specifica sulla TARI). In caso di decadenza, i soldi già versati non vengono rimborsati, ma trattenuti come acconto sul debito totale originario (comprensivo di sanzioni).

Infine, per i debiti importanti: se si chiede la rateizzazione per un importo superiore a 30.000 euro e si hanno già pignoramenti presso terzi in corso (es. conti correnti o stipendi bloccati), sarà obbligatorio presentare una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa a tutela del credito del Comune.




Il Ritorno del Principe. Una Promessa Lunga oltre Sessant’anni.

di Fausto Farinelli, editore e direttore editoriale.

Arrivo, come sempre, in anticipo di un’ora. Le diciotto segnano il momento esatto in cui la stampa e gli ospiti iniziano ad accreditarsi per questa giornata che si preannuncia storica, una di quelle destinate a rimanere scolpite nella memoria di questa costa. Faccio la mia solita tappa nel Sottopiazza, il cuore pulsante e di pietra di Porto Cervo. Anche oggi, come ogni volta che vengo qui, osservo il rito intatto della meraviglia: ci sono persone che scattano innumerevoli fotografie, ragazze con i piedi accarezzati dall’acqua che si fanno i selfie, incorniciate dallo sfondo del ponticello di legno, della piazza e dalle luci del nuovo ristorante Langosteria. Porto Cervo affascina, resiste al tempo in modo immutabile. Ogni volta che ci torno, rimango catturato da quell’effetto “wow” che non smette mai di sorprendermi. È il palcoscenico perfetto per rievocare il sogno di un principe, e oggi, per celebrarne il grande ritorno.

Prima che le massime autorità religiose, civili e militari prendano posto, mi immergo nelle voci e nei ricordi di chi questa storia l’ha vissuta e continua a custodirla. Incontro Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. Gli chiedo subito se l’omaggio di oggi sia più un dovere istituzionale o morale. La sua risposta non ammette repliche: «È un dovere morale, un dovere etico» mi dice con fermezza. «La storia insegna che quest’uomo ha creato le condizioni perché oggi noi siamo un’isola del mito, un territorio conosciuto nel mondo. Ha inventato un modello turistico come pioniere, ha creduto nell’ambiente, nella sostenibilità, nella cultura». Nelle parole di Persico emerge il ritratto di un visionario che capì come questo lembo d’Europa periferico avesse tutte le premesse per diventare un’eccellenza italiana nel mondo. Poi, il Presidente mi confida un aneddoto intimo e toccante: «Più volte gli ho chiesto: “Altezza, mi dica qual è per lei il momento più importante?”. E lui mi ha detto: “Il momento più importante l’ho avuto quando ho scoperto quest’isola”. E ho capito dopo negli anni che l’amava sempre, non ha mai smesso di amarla». E sulla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, sottolinea: «Ci sentiamo tutti appartenenti a un modello turistico che ha reso la Sardegna famosa nel mondo».

Subito dopo incrocio le memorie intime della famiglia, frammenti preziosi che svelano l’uomo dietro il mito. Risuonano le parole cariche di affetto fraterno del Principe Amin Aga Khan. Quando gli viene chiesto un ricordo di Karim, la sua voce tradisce un’intimità profonda, di una vita vissuta fianco a fianco: «Eravamo quasi gemelli» racconta. «Lui aveva nove mesi, meno un giorno, più di me… io sono nato a settembre». Il ricordo si fa poi delicato, sfiorando gli ultimi momenti di vita del fondatore e la malattia: «L’ha accettata con filosofia? Sì… non se n’è reso conto, penso. Per fortuna dormiva. È passato così, in silenzio. Non ha sofferto». E quando gli si domanda del lascito di suo fratello per quest’isola, Amin non ha esitazioni: «Cosa ha fatto per la Sardegna? Molto, molto, molto. La Costa Smeralda è stata la sua creazione… In questa parte della Sardegna, sì, è stato lui il padre del turismo».

Infine, è Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan V, figlio del compianto Principe Karim, a condividere i suoi ricordi durante un colloquio con i giornalisti a margine dell’evento. Le sue parole ci riportano ai primi anni di fatica, quando l’infrastruttura era ancora solo un cantiere in divenire. «Ricordo quando ero molto piccolo… dragavano la marina e non capendo questa immensa infrastruttura, ricordo l’odore del dragaggio e papà che lavorava» racconta ai cronisti. «Ricordo anche che andava a spegnere gli incendi di persona, e tornava tutto nero di cenere». È il ritratto sorprendente di un fondatore che si sporcava le mani, che ha amato questa terra vivendola visceralmente per un quarto della sua vita.

L’evento ufficiale è scandito dalla maestria della violinista Anna Tifu, le cui note tratte dalle opere di Bach, Ysaÿe, Massenet e Ravel si fondono con il suono del mare, elevando la solennità del momento.

Poi, il silenzio scende sulla piazza. L’ufficialità si mescola al profondo sentimento di comunità quando il padrone di casa, il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, prende la parola. Il suo è il riconoscimento di un patto lungo oltre mezzo secolo:

«Buonasera a tutti. Sua altezza Principe Rahim Aga Khan, benvenuto. Grazie per essere qui con noi in questo speciale momento per celebrare la figura di suo padre, una figura che ha voluto creare tutta questa bellezza. Presidente Alessandra Todde, grazie per aver condiviso con noi questo momento, è importante avere la presenza della Regione… Principe Amin Aga Khan, benvenuto, è un piacere vederla qui ad Arzachena, a Porto Cervo. Principe Irfan, Sinan Aga Khan, benvenuti… Sua Eccellenza il Prefetto, Fauci, benvenuta, signor Questore, tutte le autorità civili, militari, religiose, benvenuti. Cari concittadini di Arzachena, tanti ospiti che oggi sono qui presenti per condividere con noi questo momento.

È con profondo sentimento di orgoglio istituzionale che prendo la parola qui a Porto Cervo per celebrare un mito, per celebrare un momento che va a rinverdire un rapporto storico che la famiglia Aga Khan ha garantito nel corso di questi 60 anni con la nostra terra. È un patto di reciproco rispetto, di collaborazione, che ci porta a guardare avanti, a far sì che questa terra possa scrivere altre pagine assieme. È un piacere oltre che un onore ricordare quello che sua altezza il principe Karim Aga Khan ha fatto per noi.

60 anni fa, sua altezza Karim Aga Khan venne qui, ventenne, e con una filosofia straordinaria ha cambiato le sorti di questa destinazione. Momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, dove si sarebbe potuto fare qualsiasi tipo di intervento, e invece ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca. Un’esperienza che è tuttora viva e la Costa Smeralda proprio in questi anni suggella un momento senza tempo. È bellissimo vedere le persone che continuano a venire nella nostra destinazione, tantissimi brand, l’internazionalità che questa terra continua a garantire.

Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone sono stati il prisma, il mantra che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Il nostro cittadino onorario nel 1965 ha fatto sì che questa terra potesse avere una nuova vita, un nuovo sviluppo, nei valori profondi e una straordinaria rivoluzione sociale, culturale, occupazionale che tuttora vive ancora nella nostra, nella nostra realtà.

Quindi è con profondo orgoglio che oggi celebriamo due momenti. Il primo è l’intitolazione di questa piazza, dove tutto è nato, e il secondo è una celebrazione che va proprio oltre, con una, diciamo, un sogno di immortalità. Una scultura, una scultura dedicata a sua altezza Karim Aga Khan, una scultura che vuole ricordare l’uomo, una cultura, una scultura che dialoga col territorio, non imposta nel territorio, così come era quella la filosofia del nostro Karim Aga Khan. Tra poco la sveleremo ed è emozionante, soprattutto perché il Principe Karim Aga Khan ha ovviamente una storia che parla da sé, però è altrettanto importante che le nuove generazioni sappiano chi è stato Karim Aga Khan, cosa ha fatto per la nostra terra e quelle che sono le opportunità che ci ha garantito, ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere, crescere all’interno delle, dell’isola, all’interno della nostra Sardegna senza dover emigrare e senza dover andare altrove per cercare una speranza, un futuro. Futuro ce l’ha garantito la sua lungimiranza, la sua sensibilità e oggi vogliamo celebrare questo momento con un dialogo che sia infinito col nostro territorio, con la nostra gente. E sono sicuro che assieme, andremo a scrivere ancora tante pagine di questa meravigliosa storia. Grazie».

L’eco delle parole del Sindaco traccia un confine invisibile tra il passato e l’avvenire. È la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a raccogliere idealmente questo testimone, innalzando la figura del Principe da artefice locale a pilastro della moderna Sardegna:

«Buonasera a tutte e tutti. Desidero intanto ringraziare il Comune di Arzachena e il Sindaco Roberto Ragnedda per l’invito a questa giornata così importante. Saluto il qui presente Principe Rahim Aga Khan, quinto, e la rappresentanza della famiglia del Principe, la sua famiglia. E per me è un grande onore essere qua con autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini di Arzachena e tutti coloro che hanno voluto prendere parte a un momento così significativo per il nostro territorio.

Oggi inauguriamo una piazza, una scultura, ma soprattutto affidiamo a una memoria collettiva un nome, una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea. Intitolare questa piazza a sua altezza il principe Karim Aga Khan IV significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro, quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza.

La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio, l’ha fatto con un progetto che fin dalle sue origini ha cercato un equilibrio tra lo sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo, e che ha contribuito a costruire un’immagine internazionale della Sardegna fondata sull’eccellenza, sull’accoglienza e sull’unicità del suo ambiente.

Sarebbe riduttivo però ricordare il principe Aga Khan solo come l’artefice di un grande progetto turistico. Il lascito è anche cultura d’impresa, capacità di innovazione, investimenti, occupazione e una fiducia sulle potenzialità della nostra isola. È un’eredità che ha coinvolto generazioni intere di lavoratrici e lavoratori, imprenditrici, imprenditori, professionisti, giovani, che hanno trovato nuove opportunità grazie a questa visione. La Sardegna oggi ha il compito di continuare ad essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano, la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l’anno.

Questa piazza quindi rappresenta molto più che un omaggio, è un luogo che invita tutti noi a ricordare come le grandi opere nascano sempre dalla capacità di immaginare, di costruire relazioni e di investire nel lungo periodo. Anche la scultura che oggi inauguriamo assume questo significato, non soltanto un’opera d’arte, ma un simbolo permanente di riconoscenza e memoria, affinché le generazioni future possano conoscere la figura del principe Karim Aga Khan e comprendere il contributo che ha dato alla storia della Sardegna.

Come Presidente della Regione Autonoma della Sardegna considero questo momento un’occasione per riaffermare un principio fondamentale, il futuro della nostra isola si costruisce attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e società civile. Che questa piazza diventi ogni giorno un luogo di incontro, di bellezza, di memoria, un luogo capace di raccontare alle generazioni che verranno, che la visione quando è accompagnata dal rispetto per il territorio e le persone può veramente cambiare la storia. Grazie».

Ma il momento che squarcia l’ufficialità, toccando il cuore di ogni presente, arriva con l’intervento sul palco del figlio, Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan. Lo ascolto incantato, mentre le sue parole delineano con commovente precisione la vera anima di questa impresa. Ne catturo ogni sfumatura, traducendola dall’inglese, perché resti impressa nella nostra narrazione collettiva:

«Buonasera. È un grande onore per me e per la mia famiglia essere qui oggi in un luogo così profondamente legato alla vita, al lavoro e al cuore di mio padre. È un onore. E per me un piacere grandissimo di vedere qui alcuni amici da tanti anni che conosco da tanti anni che hanno visto cosa è per me la Sardegna, per me personalmente. E continuo in inglese perché il mio italiano è un po’ arrugginito.

Una piazza è un luogo di incontro, è un luogo di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio inserisce il suo ricordo all’interno di Porto Cervo, tra la gente, l’architettura, il paesaggio e il mare che ha amato così profondamente. La mia famiglia ed io siamo profondamente grati per questo commovente tributo.

Molte persone hanno definito mio padre un visionario, e a ragione. Qui, su questa costa, quella visione ha trovato una delle sue espressioni più distintive e durature, non solo in ciò che è stato costruito, ma nello spirito con cui è stato realizzato. Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, scorse un paesaggio di rocce granitiche, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Da lì nacque una convinzione che plasmò gran parte di ciò che seguì: lavorare assecondando il carattere di questo luogo e proteggere le qualità che lo rendevano unico.

La Costa Smeralda divenne uno dei progetti a cui si dedicò con maggiore passione. Vi si dedicò parallelamente alle sue responsabilità di Imam, e questo gli permise di unire molte delle cose a cui teneva profondamente: l’architettura, l’artigianato, il paesaggio, la bellezza e lo sviluppo a lungo termine. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli erano fondamentali; gli edifici dovevano appartenere al loro ambiente. Bellezza e sobrietà potevano, e dovevano, convivere. È per questo che la Costa Smeralda è stata riconosciuta non solo per ciò che ha creato, ma per ciò che ha preservato e per cui la sua eredità conta ancora oggi.

Ma per la mia famiglia questo luogo è anche profondamente personale. Mio padre amava la Sardegna, la sua gente, la sua terra, le sue montagne e le sue acque. I miei fratelli ed io abbiamo trascorso qui le estati della nostra infanzia. Oggi anche i miei nipoti e i miei stessi figli hanno conosciuto Porto Cervo e l’hanno amata. Il nostro legame con la Sardegna è ora portato avanti da una terza generazione.

Questa scultura non dominerà la piazza, ma vi si siede all’interno, informale, umana e in dialogo con il luogo. In questa sobrietà e umanità risulta fedele a Porto Cervo e al rispetto che ha guidato il lavoro di mio padre qui.

A nome della mia famiglia esprimo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Presidente Alessandra Todde e alla Regione Sardegna, al Sindaco Roberto Ragnedda e al Comune di Arzachena, agli artisti, e alla gente di Porto Cervo e della Sardegna che ha custodito il ricordo di mio padre con tanto calore. Sarebbe stato profondamente commosso da questo omaggio da parte di Arzachena e della Sardegna. So che avrebbe anche voluto che questo momento riguardasse il futuro, prendendosi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo omaggio. Grazie a tutti voi e grazie alla Sardegna».

Il sole si abbassa dolcemente, colorando la pietra granitica. È il momento. La scultura commemorativa in bronzo viene svelata. Un’opera concepita in modo discreto, realizzata dalla Fonderia Artistica Versiliese con la perizia degli artisti Valentina Lucarini Orejón e Maicol Borghetti, sotto la direzione artistica del museologo Roberto Concas, all’interno di un progetto sviluppato dalla startup ACAI. Proprio come aveva sussurrato il figlio pochi istanti prima, l’opera d’arte appare in tutto il suo potente simbolismo: un Principe seduto sul bordo della piazzetta, che con il braccio teso indica il mare. Adesso, anche fisicamente, il Principe Karim Aga Khan ha fatto ritorno nella sua amata Porto Cervo.

E mentre la folla applaude, il Sindaco Ragnedda prende di nuovo la parola per annunciare che l’amministrazione avvierà l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Altezza il Principe Rahim, rinnovando così un legame che si affaccia al futuro. Stringo il mio taccuino. Questa incredibile invenzione urbanistica e umana, nata dall’amore di un visionario, ha appena aggiunto il suo capitolo più emozionante. E la storia, ne sono certo, è ancora tutta da scrivere.




Gruppo FS e Regione Sardegna insieme per le corse prova del treno ATR 465

Cagliari, 10 luglio 2026 – Si sono svolte nella notte tra il 9 e il 10 luglio le corse prova del nuovo treno ATR 465, prodotto da CAF e acquistato dalla Regione Sardegna, lungo la linea Cagliari–Olbia e ritorno.

Le attività, rese possibili dalla collaborazione tra le società del Gruppo FS – Rete Ferroviaria Italiana (RFI), Trenitalia e Italcertifer – Regione Sardegna e CAF, hanno consentito di verificare la sicurezza, l’affidabilità e le prestazioni tecniche del convoglio sull’intero percorso, effettuato senza fermate intermedie e in assenza di altro traffico ferroviario in 2 ore e 15 minuti, con una velocità massima di 150 km/h. I tempi di percorrenza effettivi del servizio non saranno quelli ottenuti in questa fase di prova, ma deriveranno dal programma di esercizio.

La circolazione dei treni ad assetto variabile è uno dei diversi fronti operativi in cui si articola il lavoro congiunto di Regione Sardegna ed RFI per l’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria sarda. Grazie a questi interventi, i convogli possono affrontare le curve a velocità fino al 20% superiori rispetto ai treni tradizionali, mantenendo elevati livelli di comfort e sicurezza e contribuendo alla riduzione dei tempi di percorrenza.

L’intervento sulla rete ferroviaria sarda è stato realizzato grazie ai finanziamenti della Regione Autonoma della Sardegna, nell’ambito dell’Accordo Quadro con RFI, e ha comportato investimenti infrastrutturali per oltre 50 milioni di euro. Nell’ambito del progetto, RFI ha curato gli adeguamenti e la certificazione della linea necessari alla circolazione dei nuovi convogli, collaborando con Trenitalia e Italcertifer anche nelle attività di omologazione del treno e del sistema di pendolamento.

Italcertifer ha coordinato e supervisionato l’intera campagna di prove in qualità di Testing Authority, Soggetto Responsabile delle Prove e Organismo di Valutazione della Conformità. La società del Gruppo FS ha seguito l’iter autorizzativo con ANSFISA per il rilascio dell’Autorizzazione alle Prove in Linea (APL), assicurando il presidio tecnico delle attività e la conformità delle verifiche ai requisiti normativi. Nel percorso di messa in servizio del convoglio, Italcertifer ha inoltre curato la certificazione del veicolo secondo le Specifiche Tecniche di Interoperabilità (STI) e la normativa nazionale.

Trenitalia ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi delle proprie officine per ospitare il convoglio durante le attività, avviate nel settembre 2025, e fornendo il personale di condotta impegnato nelle prove.

Fondamentale per l’organizzazione delle attività anche il coordinamento della Regione ed il supporto di ANSFISA, delle Prefetture, dei Comuni, di ANAS, delle Province, delle Forze dell’Ordine e di tutti gli enti coinvolti.

Le corse prova rappresentano una fase tecnica indispensabile nel percorso di messa in servizio del veicolo: hanno permesso di verificarne le prestazioni e di confermarne l’idoneità alla circolazione sulla rete ferroviaria sarda nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e affidabilità. Con il completamento di questa fase dell’iter autorizzativo che si concluderà con un’ulteriore campagna di prove pianificata nel mese di settembre, il percorso proseguirà poi nei mesi successivi con le ulteriori attività di competenza di ANSFISA. Il risultato della corsa prova pone le basi per la definizione della futura offerta commerciale sulla rete sarda e per la riduzione dei tempi di percorrenza, in armonia con le scelte e gli indirizzi strategici che la Regione vorrà adottare.

L’esito positivo dei test rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di progressivo adeguamento agli standard nazionali del sistema ferroviario sardo. Il Gruppo FS, in collaborazione con la Regione Sardegna, proseguirà lo sviluppo dell’infrastruttura e dell’offerta ferroviaria per offrire un servizio sempre più rapido, efficiente e competitivo, rispondendo in modo efficace alle esigenze di mobilità dei viaggiatori.




“Lirica per l’UNESCO”, ad Alghero le grandi voci operistiche celebrano il patrimonio sardo attraverso il Belcanto

Il 15 luglio a Lo Quarter il concerto firmato Ars Aurelia con i soprani Paoletta Marrocu e Chiara Guerra, il tenore Mauro Secci, il baritono Dario Sogos e il basso Antonio De Gobbi accompagnati al pianoforte da Andrea Mudu

ALGHERO. Le voci intramontabili della lirica si incontrano ad Alghero per celebrare il primo anniversario del riconoscimento UNESCO alle Domus de Janas come Patrimonio dell’Umanità. Mercoledì 15 luglio alle 21.30, il palcoscenico a cielo aperto di Lo Quarter ospiterà il concerto “Lirica per l’UNESCO“, proponendo una selezione delle pagine più celebri e amate del repertorio operistico italiano, riconosciuto a sua volta dall’UNESCO quale Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un connubio perfetto che punta a omaggiare le eccellenze archeologiche sarde e la tradizione secolare del Belcanto attraverso il linguaggio universale della musica.

L’evento è organizzato da Ars Aurelia ETS in collaborazione con il Comune di Alghero, il CeSiM APS (Centro Studi Identità e Memoria) e la Fondazione Alghero, con la partecipazione del Centro Commerciale Naturale “Al Centro Storico”.

«A un anno dall’iscrizione delle Domus de Janas nella Lista del Patrimonio mondiale UNESCO, continuiamo a celebrare un traguardo che ha segnato una pagina importante per Alghero, per la Sardegna e per l’Italia – dichiara il sindaco Raimondo Cacciotto –. L’importante riconoscimento rappresenta un prestigioso attestato internazionale, ma anche un impegno quotidiano a valorizzare i nostri beni archeologici, storici e culturali, rendendoli sempre più conosciuti e accessibili. Farlo attraverso un concerto che unisce due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO, le Domus de Janas e il Belcanto italiano, significa costruire un dialogo tra identità, cultura e bellezza, offrendo alla comunità e ai visitatori un’occasione di grande valore artistico».

Sul palcoscenico si alternerà un cast di interpreti d’eccezione, fondendo insieme l’esperienza di grandi carriere internazionali al talento delle nuove generazioni. Tra i protagonisti spicca il nome del soprano Paoletta Marrocu, già insignita del prestigioso titolo di “Artist for Peace” UNESCO e interprete acclamata nei maggiori teatri del mondo.

Accanto a lei si esibiranno il soprano Chiara Guerra, il tenore Mauro Secci, il baritono Dario Sogos e il basso Antonio De Gobbi, tutti magistralmente accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Mudu.

«Questo concerto rappresenta il modo migliore per celebrare il primo anniversario di un riconoscimento che ha dato nuova forza ai siti archeologici della nostra città – commenta l’assessora alla Cultura di Alghero, Raffaella Sanna –. Le Domus de Janas della Necropoli di Anghelu Ruju sono entrate a far parte della Lista del Patrimonio mondiale grazie a un lungo lavoro condiviso tra studiosi, istituzioni e territorio, che oggi continua attraverso iniziative capaci di far conoscere e vivere questa straordinaria ricchezza culturale. La cultura trova la sua piena espressione quando diventa occasione di incontro, partecipazione e crescita della comunità».

«Abbiamo voluto creare un dialogo tra due patrimoni riconosciuti dall’UNESCO che parlano, in modi diversi, di identità e memoria – ha affermato Irene Dore, direttrice artistica di Ars Aurelia –. Il Belcanto italiano e le Domus de Janas raccontano la storia di un popolo attraverso linguaggi differenti ma ugualmente universali. Riunire grandi interpreti e giovani artisti in un’unica serata significa anche ribadire che la cultura vive quando viene condivisa, tramandata e resa accessibile a tutti».

L’evento è inserito nella più ampia programmazione della rassegna “Aspettando Nessun Dorma 2026”, sostenuta dalla Fondazione di Sardegna e inserita all’interno del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.

L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria. È possibile ottenere i biglietti online sulla piattaforma Boxol.it oppure ad Alghero, nella Tabaccheria D’Apello in via Alessandro Manzoni 40/D. Per informazioni e contatti è possibile rivolgersi ad [email protected].




Note Senza Tempo, l’Amoris Laetitia incanta Castelsardo

CASTELSARDO. Musica, storia, arte, spiritualità in un dialogo profondo tra le antiche pietre e le voci dell’ensemble, capace di trasformare un concerto in un’esperienza dell’anima per cui il tempo è sembrato davvero fermarsi. Sabato in Piazza della Misericordia a Castelsardo, il gruppo vocale Amoris Laetitia di Caltanissetta diretto da Laura Gallo ha fatto sognare i presenti con il concerto “Spiritus temporis”, un affascinante viaggio sonoro tra le più belle pagine della musica sacra e profana, nel calendario del festival di musica antica Note Senza Tempo.

La bellezza del canto corale ha trovato piena esaltazione in un luogo che racconta secoli di storia: l’antica Piazza della Misericordia ai piedi del Castello dei Doria e di fronte alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, uno degli angoli più identitari di Castelsardo. In questo luogo, fin dal Cinquecento, opera la Confraternita della Santa Croce, custode di una tradizione secolare che attraversa il tempo senza perdere la propria forza spirituale, tramandata soprattutto attraverso l’antico canto “a cuncordu”. Accanto alla chiesa sorge l’antico convento benedettino, oggi sede del MOG (Museo delle Origini Genovesi) e testimonianza di una tradizione che continua a vivere e a rinnovarsi.

«Per qualche istante, il tempo è sembrato davvero fermarsi – ha affermato l’assessora alla Cultura, Maria Speranza Frassetto –. È questa l’idea di cultura in cui crediamo, non limitarsi a organizzare eventi, ma creare occasioni in cui il patrimonio materiale e quello immateriale si incontrino, illuminandosi a vicenda per restituire emozioni autentiche. La cultura raggiunge il suo significato più profondo quando riesce a far vibrare le radici di cui siamo custodi, rendendone percepibile l’anima. Chi ha partecipato alla serata porterà certamente con sé il ricordo di un concerto straordinario. Mi auguro, però, che conservi anche quello di un luogo che, grazie alla musica, ha saputo svelare la propria essenza. Un ringraziamento speciale va all’Associazione Dolci Accenti e, in particolare, a Calogero Sportato, per la passione, la competenza e la sensibilità con cui ha reso possibile questa splendida serata, contribuendo a fare di Castelsardo, ancora una volta, il palcoscenico di un appuntamento culturale di altissimo livello».

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 4 settembre a Sassari con l’associazione Dolci Accenti che presenta l’Orfeo Futuro, in replica a Uri il giorno seguente. “Note Senza Tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il patrocinio e supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e delle amministrazioni comunali di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo, e rientra nel cartellone di eventi “Salude&Trigu” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari.