“LUOGOSANTO IN FESTA”, IL 5 SETTEMBRE TUTTA LA GALLURA IN PIAZZA

TORNA LA FORMULA DEL VARIETÀ TRA TALK, MUSICA, BALLI E FOLKLORE

L’attore Stefano Fresi sarà l’ospite d’onore dello spettacolo ideato e diretto da Giuliano Marongiu

Una piazza, tanti linguaggi, le comunità della Gallura e un’intera Isola raccontata attraverso la sua gente.Talk con ospiti a sorpresa, musica, danza, folklore, costumi e racconti si alterneranno sullo stesso palcoscenico il 5 settembre, dalle 22, in Piazza Incoronazione, per “Luogosanto in festa – Tradizioni, identità e spettacolo nel cuore della Gallura”. Una serata che porta Luogosanto nel nome, ma che coinvolgerà l’intera Gallura, con la presenza di rappresentanze dei centri che la compongono. Luogosanto apre così i grandi eventi di settembre recuperando una formula di spettacolo che ha segnato per decenni l’intrattenimento popolare e che oggi è sempre più raro incontrare, anche nelle manifestazioni all’aperto: il varietà. Sul palco arriveranno ospiti a sorpresa e uno spazio centrale sarà riservato all’ospite d’onore della serata, Stefano Fresi, attore tra i volti più noti del cinema italiano e profondamente legato alle proprie origini luogosantesi e galluresi. Fresi, dopo il conferimento della cittadinanza onoraria, sarà protagonista del talk e si racconterà al pubblico, ripercorrendo una storia personale e professionale nella quale, nonostante il successo e i tanti riconoscimenti, il rapporto con Luogosanto e la Gallura è rimasto una presenza costante.

GIULIANO MARONGIU, IL VARIETÀ TORNA IN PIAZZA

L’idea di “Luogosanto in festa” porta la firma di Giuliano Marongiu, protagonista da anni delle piazze della Sardegna e profondo cultore delle tradizioni e della cultura dell’Isola. Sarà lui a guidare il varietà fortemente voluto dal Comune di Luogosanto e dal sindaco Agostino Pirredda, nasce per mettere insieme linguaggi, artisti, comunità e generazioni diverse, mantenendo un rapporto diretto con il pubblico.

“Abbiamo immaginato una grande festa di popolo, capace di unire intrattenimento e spettacolo e nella quale il pubblico non sia soltanto spettatore, ma parte integrante della serata – spiega Giuliano Marongiu –.Luogosanto sarà il cuore pulsante della Sardegna: la Gallura abbraccerà l’Isola intera e la cultura sarda si racconterà attraverso i suoi suoni, i suoi costumi, le sue danze e soprattutto attraverso la sua gente. Vogliamo dare vita a un mosaico di identità, coinvolgendo generazioni diverse e mettendo insieme artisti, tradizioni e comunità”. Non solo diretto artistico, Marongiu sarà anche il filo conduttore dello spettacolo, passando dal talk alla musica, dal racconto delle comunità alle esibizioni. Al suo fianco il corpo di ballo Incantos e alcuni tra i protagonisti più conosciuti e apprezzati dello spettacolo isolano.

Grande spazio sarà riservato alla tradizione. Colori, costumi, danze e suoni arriveranno in Piazza Incoronazione attraverso i gruppi folk e le rappresentanze dei territori. Il coordinamento artistico sarà affidato ad Alessandro Secchi, chiamato a raccordare gruppi, artisti e rappresentanze tradizionali e a scandire i diversi momenti del varietà. Un ruolo particolare sarà affidato proprio alla tradizione gallurese: 17 coppie in abito tradizionale, in rappresentanza delle diverse comunità, renderanno omaggio a Luogosanto e alla sua festa religiosa, portando in Piazza Incoronazione colori e identità dei territori.

Sul palco si alterneranno, tra gli altri, il Gruppo Folk Civitas Mariana di Luogosanto e il Gruppo Folk Olbiese, Roberto Tangianu, Peppino Bande, Lucia Budroni, Andrea Zara e Cecilia Concas, in un susseguirsi di musica, canto e folklore.

Spazio anche alla danza classica, con i giovani allievi della Scuola Civitas Mariana, a completare una formula pensata per intrecciare tradizione e linguaggi diversi dello spettacolo.

STEFANO FRESI, DAL CONSIGLIO COMUNALE ALLA PIAZZA

La festa avrà un significato particolare per Stefano Fresi. Qualche ora prima di salire sul palco come ospite d’onore, alle 19:30, l’attore riceverà infatti la cittadinanza onoraria di Luogosanto durante una seduta speciale del Consiglio comunale convocata con un unico punto all’ordine del giorno. La festa allargherà idealmente i confini della celebrazione: Luogosanto festeggerà il suo nuovo cittadino chiamando intorno a sé la Gallura, la stessa terra alla quale Fresi ha sempre dichiarato di appartenere.

NEL PROGRAMMA DELLA FESTA MANNA

“Luogosanto in festa” è inserita nella 798ª edizione della Festa Manna di Gaddura e inaugura una sequenza di giornate particolarmente importanti per il paese. Il programma avrà uno dei suoi momenti più solenni il 7 settembre con l’apertura della Porta Santa del Santuario di Nostra Signora di Luogosanto, rito che si rinnova ogni sette anni.

La festa del 5 settembre anticiperà dunque di due giorni quel momento straordinario, inserendosi in un calendario nel quale fede, identità, cultura popolare e spettacolo accompagneranno Luogosanto verso le giornate centrali del




Porto Torres, il 4 settembre a San Gavino

tradizione sarda e grandi cori internazionali

Il festival “Voci d’Europa” accoglie in basilica il Vikra di Trieste e il coro polifonico di Ruda; ad aprire la serata i cori Boghes Noas di Ossi e Iddanoa Monteleone

PORTO TORRES. Venerdì 4 settembre la 43esima edizione del Festival internazionale di musiche polifoniche “Voci d’Europa”, organizzato dal Coro Polifonico Turritano sotto la direzione artistica di Laura Lambroni, fa tappa nella basilica di San Gavino a Porto Torres. L’appuntamento unisce la tradizione sarda alle grandi eccellenze corali internazionali, al cospetto di uno dei monumenti romanici più importanti e affascinanti del Mediterraneo.

La serata prende il via alle 20 nel piazzale della chiesa con un’intensa anteprima affidata alle voci e alle sonorità del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, in un omaggio alle radici e al patrimonio identitario della Sardegna. Dalle 20.30 la basilica accoglierà al suo interno i concerti di due straordinarie realtà polifoniche pluripremiate a livello internazionale: il Coro Vikra di Trieste e il Coro Polifonico di Ruda.

Coro de Iddanoa Monteleone. In alto il coro Vikra

Vikra è un coro da camera che opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di istruzione musicale e di promozione culturale della minoranza slovena in Italia, fondato a Trieste nel 1909 con l’obiettivo di formare e diffondere la cultura musicale slovena.

La compagine è diretta, sin dalla sua fondazione nel 2014, da Petra Grassi, tra i direttori più apprezzati e premiati della sua generazione, e rappresenta un unicum nel panorama europeo. Composto da giovani cantanti e musicisti sloveno-italiani, incarna la profonda ricompensazione tra comunità che la storia aveva diviso, trasformando un confine segnato da antiche ferite in un crocevia di armonie e rispetto reciproco.

Nel suo repertorio, che spazia dalla musica rinascimentale a quella contemporanea, Vikra unisce rigore stilistico, spiritualità e una insolita empatia sonora, suggellata nel 2022 dalla vittoria del Grand Prix al Concorso Internazionale “Seghizzi” di Gorizia.

Il Coro Polifonico di Ruda è un’altra importante realtà corale, fondata nel 1945 e guidata da Fabiana Noro. Costituisce una delle compagini a voci maschili più importanti al mondo, forte di una storia costellata di concerti in ogni continente e di oltre quaranta primi premi conquistati nei concorsi internazionali di massimo prestigio, da Vienna a Linz, da Graz a Rimini. Il coro friulano è custode di una tradizione secolare e, al tempo stesso, instancabile promotore di progetti sinfonici, cinematografici e di produzioni discografiche d’eccellenza.

Il progetto è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Coro Boghes Noas di Villanova Monteleone



La Sardegna che non si vede…

Di Daniela Cavallo

Ci sono luoghi che si lasciano fotografare e poi ci sono luoghi che, per essere davvero visti, chiedono di essere attraversati. La Sardegna appartiene a questi ultimi. Non basta arrivare al mare, non basta guardare il colore impossibile dell’acqua, né fermarsi davanti a una spiaggia bianca. La Sardegna più autentica comincia spesso dove finisce la strada, là dove bisogna scendere, lasciare l’automobile, rallentare e camminare. Perché il vero viaggio in Sardegna forse non è quello che porta da un luogo all’altro, ma quello che modifica lentamente lo sguardo. All’Asinara può accadere di incontrare un asino bianco dagli occhi azzurri e per un istante avere la sensazione che sia lui a osservare noi. Quegli occhi, dello stesso colore del mare e del suo fondale che circondano l’isola, sembrano racchiudere una Sardegna intera: selvatica, silenziosa, resistente, quasi sospesa fuori dal tempo. Una Sardegna che non chiede di essere spiegata, ma contemplata. È forse questa la sua forza più misteriosa: la capacità di far apparire la bellezza all’improvviso, quando non te l’aspetti, dietro una curva, oltre un muretto, in fondo a un sentiero, e allora resti senza parole, perché ci sono paesaggi che non si possono raccontare prima di averli incontrati. Esiste una Sardegna visibile, quella delle cartoline, delle coste, delle immagini che hanno fatto il giro del mondo, e poi esiste una Sardegna invisibile, quella dei paesi dell’interno, delle case silenziose, delle piazze, dei volti, dei racconti tramandati, dei riti antichi in cui si può persino ironizzare sulla morte per celebrare la vita. Una contraddizione soltanto apparente, perché forse nessuno come chi conosce la morte sa quanto sia preziosa la vita. La Sardegna vive di contrasti: il bianco e il nero, la roccia e il mare, la luce accecante e il buio profondo, il silenzio e il canto, la festa e il lutto. Colori che non sembrano volerci accarezzare, ma scuotere, come schiaffi necessari a svegliarci dall’apatia, come se il paesaggio volesse dirci: svegliati, guarda, sei vivo. E poi c’è quella luce sarda che sembra essere l’opposto del buio, ma che proprio nel buio trova la sua misura, una luce capace di rivelare e una notte capace di nascondere, strade che attraversano territori scuri, interminabili, senza soluzione di continuità, chilometri durante i quali apparentemente non accade nulla e invece accade tutto, perché il paesaggio sta lavorando dentro di noi. Forse è proprio per questo che i sentieri rappresentano una delle grandi ricchezze ancora da riscoprire e valorizzare. Un sentiero non è semplicemente una traccia sulla terra, è una possibilità, una linea che unisce un prima e un dopo, un paese e una montagna, una comunità e il proprio passato, un viaggiatore e una storia che ancora non conosce. Camminare significa accettare di non arrivare subito. In un mondo che ci chiede continuamente velocità, il cammino restituisce il diritto alla lentezza. Passo dopo passo cambia la percezione, il rumore diminuisce, il respiro diventa più presente, lo sguardo si allarga e cominciamo a vedere ciò che prima non vedevamo: una pianta cresciuta tra le pietre, le tracce di un animale, un vecchio muretto a secco, una fonte, un rudere, una forma nella roccia, un albero piegato dal vento. E comprendiamo che la natura selvaggia non è un paesaggio da attraversare, ma un linguaggio da imparare. Il sentiero ci insegna a leggerlo. Per questo i cammini possono diventare molto più di una risorsa turistica: possono essere infrastrutture culturali, capaci di riportare attenzione nei territori marginali, creare nuove economie, collegare comunità, recuperare memorie, far conoscere luoghi dimenticati e costruire un turismo più lento, rispettoso e consapevole. Ma soprattutto possono restituire alle persone una relazione con il territorio, perché un territorio che non viene più attraversato rischia lentamente di diventare invisibile. La Sardegna è anche una terra che sembra conoscere l’indolenza, ma forse chiamarla semplicemente pigrizia è un errore. Potrebbe essere qualcosa di più complesso, una filosofia della sopportazione, la capacità di stare immobili davanti al dolore, di aspettare, di osservare chi corre continuamente chiedendosi dove voglia arrivare. Ma arriva un momento in cui anche l’attesa deve trasformarsi, perché un territorio non può vivere soltanto di memoria. La bellezza, da sola, non basta. La Sardegna ha bisogno di riattivarsi senza tradirsi, ha bisogno di abitanti capaci di riconoscere il valore di ciò che possiedono, di giovani che possano immaginare un futuro senza dover necessariamente partire, di comunità che tornino a sentirsi protagoniste. E ha bisogno di una politica coraggiosa, capace di investire nei territori, nella cultura, nelle infrastrutture lente, nella manutenzione del paesaggio, nella rete dei sentieri, nei paesi (biddas), nelle competenze e nelle persone, non per trasformare la Sardegna in qualcos’altro, ma per permetterle di essere finalmente se stessa. È dentro questa esigenza che nasce Origenia, una nuova associazione che si occupa di valorizzazione territoriale e che parte da una domanda semplice e radicale: quanto di ciò che abbiamo è ancora invisibile? È una domanda che contiene una responsabilità, perché vedere significa anche scegliere e scegliere significa agire. Sono felice e onorata di essere stata chiamata a far parte dei suoi fondatori. Entrare in Origenia significa per me assumere un impegno: contribuire a cercare ciò che non è ancora abbastanza raccontato, ciò che non ha ancora trovato il proprio spazio, ciò che rischia di perdersi nel silenzio. Non vogliamo soltanto promuovere luoghi, vogliamo generare attenzione, raccontare storie, creare connessioni, dare valore alle identità locali, riportare le persone sui sentieri, far incontrare chi abita un territorio con chi lo attraversa. Perché la valorizzazione non dovrebbe essere una vetrina, ma un atto di cura. Forse, alla fine, la Sardegna non ha bisogno di diventare più bella: è già bellissima. Ha bisogno di essere guardata con occhi nuovi, ha bisogno che qualcuno abbia il coraggio di uscire dai percorsi conosciuti e seguire una strada laterale, di fermarsi davanti a una porta antica, di entrare in un paese che sembrava non avere nulla da raccontare, di ascoltare un anziano, di seguire un sentiero, di camminare nella natura selvaggia fino a quando lo sguardo non cambia. Perché il vero patrimonio di un territorio non è soltanto ciò che possiamo mostrare, ma anche ciò che possiamo ancora scoprire. E forse è proprio questo il futuro della Sardegna: non costruire sempre qualcosa di nuovo, ma imparare a riconoscere il valore di ciò che esiste già e che ancora non abbiamo saputo vedere. Come quegli asini bianchi dell’Asinara, fermi, silenziosi, con gli occhi azzurri, a guardarci come se sapessero qualcosa che noi abbiamo dimenticato: che la bellezza non corre, non grida, non ha bisogno di essere inseguita. Aspetta. Alla fine di un sentiero, dietro una curva, dentro un paese, nel silenzio di una notte, negli occhi di un animale. E aspetta soprattutto che qualcuno abbia finalmente il coraggio di guardare. Origenia nasce per questo: per rendere visibile l’invisibile e trasformare quello sguardo in azione.


 

Daniela Cavallo è architetto, docente di marketing territoriale, territory coach, consulente per le pubbliche amministrazioni, project manager, già direttrice della candidatura di Latina e Valeggio sul Mincio a capitali della Cultura, oggi direttrice della candidatura di Bardolino/Lago di Garda




Porto Ferro, al “Baretto” si danza tra emozioni e riflessioni

Sul palcoscenico del festival “Corpi in movimento” il talento e l’energia di Artemis Danza e ResExtensa con “Infinitamente Mutabile” e “L’Altro”

PORTO FERRO. Il sole al tramonto, la spiaggia, il mare e la danza. Un nuovo appassionante spettacolo del festival “Corpi in Movimento” è andato in scena sabato sera sul palcoscenico del Baretto di Porto Ferro, con le compagnie Artemis Danza di Parma e Res Extensa di Bari, regalando al pubblico momenti di forte intensità emotiva e un pizzico di riflessione.

A dare il via alla serata è stato “Infinitamente Mutabile” della Compagnia Artemis Danza diretta da Monica Casadei, un vero e proprio viaggio di liberazione e trasformazione attraverso la danza, che ha messo in luce la difficoltà, la paura ma anche la straordinaria forza d’animo necessarie per spogliarsi di ogni maschera e ritrovare se stessi.

Firmato da Raffaele Coppola al suo primo lavoro autoriale, e presentato all’interno della sezione dedicata agli Artisti associati e ai giovani autori, lo spettacolo si è rivelato un assolo intenso e suggestivo incentrato sul tema delle maschere e delle barriere difensive dell’identità.

La creazione coreografica ha esplorato la necessità umana di indossare protezioni invisibili per difendersi dagli sguardi esterni e dal timore di essere feriti, evidenziando al contempo il paradosso di queste armature che, se da un lato offrono riparo, dall’altro finiscono per soffocare l’essenza autentica della persona, intrappolandola in una falsa identità.

Il ritmo e la tensione emotiva hanno preso una nuova dimensione con “L’Altro” della ResExtensa Dance Company, fondendo la fluidità della danza contemporanea con la carica vibrante dell’house dance. La coreografia firmata da Gianni Wers e magistralmente interpretata dal giovane danzatore Moreno Guadalupi, in venticinque minuti di pura energia ha perlustrato le dinamiche di conflitto, competizione e individualismo della società contemporanea.

Al centro della narrazione, è la spinta costante a primeggiare e a “scavalcare” chi vive in prossimità, persino nei rapporti umani più intimi. Anche un semplice giaccone diventa così il simbolo polisemico di protezione, status e identità, trasformandosi in un terreno di contesa immaginaria da parte di tutti ma destinato a pochi.

la performance ha costruito una narrazione astratta ma profondamente riconoscibile, capace di partire dall’illusione di un supporto reciproco per giungere allo svelamento amaro di una lotta solitaria e illusoria.

Il prossimo appuntamento con il festival sarà il 31 agosto alle 20.30 al Vulcano di Ittireddu, accogliendo la Compagnia Zappalà Danza 2 con “LIF” e la ViDaVé Company con “Coraggio la Sfortuna non esiste”.

La manifestazione è organizzata da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Quartu Sant’Elena va oltre il mare Su Loquis un viaggio audio tra litorali da bandiera blu, oasi naturalistiche, grande sport e tradizioni millenarie

Un affascinante microcosmo dove il mare azzurro dialoga con le saline, la storia militare incontra la preistoria e le antiche tradizioni artigianali rivivono nella quotidianità di un territorio sorprendente. Apre oggi su Loquis, la prima piattaforma al mondo di travel podcasting, che nel corso del 2025 ha superato i 10 milioni di ascolti complessivi e gli oltre 2,2 milioni di ascoltatori unici, il nuovo canale “Quartu Sant’Elena – oltre il mare”, una serie audio geolocalizzata ideata per guidare i viaggiatori alla scoperta del patrimonio culturale, naturale, sportivo ed enogastronomico di uno dei territori più ricchi di fascino della Sardegna meridionale.

La produzione audio, strutturata in 10 episodi, è nata da un’idea del Comune di Quartu Sant’Elena ed è interamente a cura della Loquis Factory. Il travel podcast è progettato per favorire una frequentazione lenta e consapevole del territorio, svelando aneddoti e dettagli storici sia sul posto – attivando i contenuti direttamente nei punti di interesse – sia da remoto.

“La produzione, e conseguente pubblicazione, dei podcast è un altro tassello che si aggiunge all’interno della cornice del piano della comunicazione previsto nel Piano strategico del Turismo approvato di recente dall’Amministrazione – spiega il ViceSindaco e Assessore al Turismo del Comune di Quartu Sant’Elena Tore Sanna -. Un tassello importante che mette insieme informazioni e percorsi conoscitivi del nostro territorio e della nostra comunità. Un’ulteriore vetrina per la città, che rende un utile e importante servizio ai nostri ospiti e ai turisti”.

Il racconto parte dai suoi ventisei chilometri di costa, un litorale unico che si distende dal celebre Poetto – un’enorme piazza di sabbia aperta dodici mesi all’anno – fino alle intime calette di Sant’Andrea e Flumini. Superato il promontorio di Is Mortorius, la costa si apre sulla magnifica spiaggia di Mari Pintau (letteralmente “mare dipinto”), premiata più volte con la Bandiera Blu per la limpidezza delle sue acque. Proseguendo lungo la litoranea, la costa svela la località di Kal’e Moru, una cala riparata che rievoca antichi sbarchi saraceni, caratterizzata da un arenile di ciottoli e sabbia bagnati da un mare che digrada rapidamente in spettacolari tonalità azzurre, per poi concludere il percorso verso est nella rinomata località di Geremeas, dove la roccia granitica si apre per accogliere un ampio arenile di sabbia dorata.

“Quartu Sant’Elena rappresenta perfettamente il tipo di destinazione che amiamo valorizzare su Loquis: un territorio stratificato e sorprendente, dove la bellezza del paesaggio costiero si intreccia con una storia millenaria e tradizioni ancora vive”, dichiara Bruno Pellegrini, CEO di Loquis. “L’audio geolocalizzato serve esattamente a questo: permette di alzare lo sguardo dallo schermo dello smartphone per connettersi profondamente con l’ambiente circostante. Siamo orgogliosi di affiancare l’Amministrazione comunale in questo progetto, dando finalmente voce all’anima più autentica di Quartu, per invitare chi la visita a spingersi, per l’appunto, ben oltre il suo splendido mare”.

Accanto ad attività tradizionali come il trekking e il birdwatching, Quartu Sant’Elena si afferma oggi come un polo d’eccellenza per lo Sport. L’Amministrazione comunale ha infatti attuato un importante piano di investimenti per ristrutturare e creare nuovi impianti e palestre all’avanguardia. Questa forte vocazione sportiva ha già permesso alla città di ospitare eventi di rilievo internazionale e nazionale, consolidandone la presenza nei calendari agonistici futuri con manifestazioni di assoluto prestigio come il Campionato mondiale di Vela, il Campionato mondiale di Kitesurf e i Campionati nazionali di Judo e di Ginnastica artistica.

Tra le principali tappe e tematiche approfondite nella serie audio figura il Parco di Molentargius-Saline. L’area umida protetta ha rilievo internazionale ed è tutelata dalla Convenzione di Ramsar. Per secoli fulcro dell’estrazione dell’oro bianco (il sale), oggi l’area verde ospita stabilmente i nidificanti fenicotteri rosa. Vi si accede comodamente dagli ingressi urbani, attrezzati con percorsi ciclopedonali, in particolare dagli ingressi di via Marconi e via della Musica. Lungo il cordone di Is Arenas, inoltre, affiora una spiaggia fossile risalente a 125.000 anni fa, contenente il fossile dello Strombus bubonius, eccezionale testimone di un antichissimo mare tropicale.

Il viaggio sonoro prosegue esplorando il Nuraghe Diana e le Batterie Faldi sul promontorio di Is Mortorius, dove l’insediamento dell’età del Bronzo (XIV sec. a.C.) e i bunker della Seconda Guerra Mondiale testimoniano tremila anni di difesa del Golfo degli Angeli. Spazio anche a L’arte dei forni nell’antico centro urbano, un legame profondo con l’economia domestica che rivive nelle storiche case campidanesi. Qui si tramanda la sacralità della panificazione – in particolare i più tipici coccoi e civraxiu – e una raffinata tradizione dolciaria a base di mandorle, che dà vita a capolavori tra i quali spiccano i candelaus. A completare l’itinerario sono le Chiese Romaniche e la Basilica di Sant’Elena: un percorso che unisce cinque chiese medievali del Giudicato di Cagliari e culmina nel cuore urbano con la maestosa Basilica, celebre per il campanile gotico-catalano scampato all’incendio del 1775. E non troppo distante brilla anche il seicentesco Ex Convento dei Cappuccini, oggi centro culturale e sede istituzionale.

Grazie alla tecnologia di Loquis, i contenuti sono geolocalizzati e possono essere ascoltati direttamente nei luoghi raccontati, trasformando la visita in un’esperienza immersiva che unisce scoperta, approfondimento e racconto del territorio.

Il canale “Quartu Sant’Elena – oltre il mare” è disponibile sia nella versione desktop sia attraverso l’app Loquis, scaricabile gratuitamente da tutti gli store.




“Corpi in movimento” conquista Ittireddu tra acrobazie e miti

Grande successo dello spettacolo “Fortuna” di Piergiorgio Milano al Vulcano di Monte Lisiri, mentre a Porto Ferro c’è Estemporada. Il sindaco Franco Campus: “A breve metteremo a disposizione la dimora dell’artista”

ITTIREDDU. “Corpi in movimento” ha preso il via giovedì (27 agosto) sulla spiaggia di Porto Ferro con una prima nazionale di Estemporada, ma il mare è arrivato simbolicamente fino al Vulcano di Ittireddu con lo spettacolo “Fortuna” di Piergiorgio Milano in prima regionale.

Lo scenario post apocalittico di Monte Lisiri si è animato di luci, e sul palcoscenico alberi di imbarcazioni hanno formato un’impalcatura mobile in cui due artisti si sono mossi in bilico come acrobati e marinai al contempo, perduti in un naufragio che parla d’amore per il mare.

Il coreografo torinese e la danzatrice francese Viviene Miehe hanno dato vita a un’allegoria di miti, racconti e leggende, storie di chi ha vissuto tra le onde e sfidato gli abissi, accompagnati dal sottofondo musicale creato da Steeve Etonno, musicista, polistrumentista, cantante e attore francese di origine guadalupense, capace di creare paesaggi acustici di profonda suggestione. Nel piccolo paese del Logudoro, un pubblico numeroso si è assiepato ad assistere allo spettacolo. Molti i turisti.

«È un risultato che ci dà conferma del buon lavoro svolto negli anni – ha affermato il sindaco di Ittireddu, Franco Campus –. Crediamo molto nella cultura. Siamo onorati di avere Corpi in movimento e di valorizzare il nostro patrimonio paesaggistico. L’Amministrazione comunale ha deciso inoltre di fare un importante investimento acquisendo un immobile che diventerà la dimora dell’artista, per garantire a chiunque si occupi di teatro, danza e musica di poter soggiornare qui da noi e trascorrere anche del tempo per mettere a disposizione la propria creatività, in funzione di una crescita culturale per tutti». 

Nel frattempo, al Baretto di Porto Ferro è andato in scena “Ombra / Omaggio a Michael Jackson / Runway” di Estemporada, con le coreografie di Cristian Pagliaro e Livia Lepri.

Un lavoro ispirato al ritmo e all’immaginario dell’alta moda e del cinema, per un travolgente omaggio al Re del Pop in uno scenario da favola affacciato sulla costa nord-occidentale dell’isola.

Il festival prosegue il 29 agosto a Porto Ferro, dove alle 20.30 andranno in scena “Infinitamente Mutabile firmato da Raffaele Coppola per la Compagnia Artemis Danza, con la direzione di Monica Casadei; e “L’altro” di ResExtensa Dance Company firmato da Gianni Wers e interpretato da Moreno Guadalupi.

Il 31 agosto alle 20.30 al Vulcano di Ittireddu, saranno protagoniste la Compagnia Zappalà Danza 2 con “LIF” e la ViDaVé Company con “Coraggio la Sfortuna non esiste”.

Il festival è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




 “Voci d’Europa” al via dal 3 settembre

Ospiti il Vikra di Trieste, il coro di Ruda, Hic et Nunc di Cagliari e il britannico The Tallis Scholars

L’evento internazionale organizzato dal Coro Polifonico Turritano farà tappa nei comuni di Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Borutta e Monteleone Rocca Doria. Coinvolte dieci tra le più prestigiose formazioni sarde

PORTO TORRES. Il Coro Polifonico Turritano presenta la 43° edizione di “Voci d’Europa”: dal 3 al 6 settembre andranno in scena ben dieci tra le più rinomate compagini di settore provenienti dal territorio regionale, due prestigiose realtà friulane come Vikra di Trieste e il Coro Polifonico di Ruda, Hic et Nunc di Cagliari, per proseguire il 24 ottobre con un evento speciale in compagnia dell’ensemble britannico The Tallis Scholars.

La manifestazione prende il via sul traghetto per l’Asinara per proseguire con la chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas, la basilica di San Gavino a Porto Torres, il borgo di Monteleone Rocca Doria e la chiesa di Santo Stefano, San Pietro di Sorres a Borutta e la Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Coro Polifonico di Ruda

Il programma è stato presentato oggi (27 agosto) in conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio del Nord Sardegna: «Nata per intuizione del maestro Antonio Sanna, la rassegna ha rappresentato negli anni un dialogo fecondo con le principali realtà vocali del continente europeo – ha detto la direttrice artistica Laura Lambroni –. I festival corali custodiscono infatti un valore sociale e culturale inestimabile. La polifonia non è soltanto una tecnica esecutiva, ma è diplomazia culturale, è la metafora perfetta di una comunità coesa in cui identità differenti si fondono nell’ascolto reciproco, trasformando il canto in uno strumento d’intesa tra i popoli».

«Cantare in coro significa sacrificio e, per quanto complesso e faticoso, dà emozioni e porta una gratificazione considerevole e preziosa – ha affermato la presidente del Coro Polifonico Turritano, Maria Maddalena Simile – Nel nostro format abbiamo incluso diversi eventi collaterali che permetteranno di valorizzare la cultura del territorio e gli aspetti legati alla promozione delle produzioni locali».

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Porto Torres è intervenuto l’assessore Antonello Cabitta, che ha evidenziato il grande affetto e l’orgoglio che legano la comunità al Coro Polifonico Turritano: «È una ricchezza che Porto Torres si tiene cara e un cofanetto di valori che è legato alla nostra cultura e alla nostra storia e di cui andiamo particolarmente fieri».

Il progetto è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Coro Vikra

PROGRAMMA.

Il momento inaugurale arriva giovedì 3 settembre con il suggestivo concerto sul traghetto per l’isola dell’Asinara a cura del Coro Polifonico Turritano, seguito in serata dall’esibizione nella chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas.

Venerdì 4 settembre il nuovo palcoscenico della manifestazione saràil piazzale della chiesa di San Gavino a Porto Torres, con un’apertura all’insegna della tradizione attraverso le voci del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, per proseguire all’interno della basilica con due eccellenze internazionali: il coro Vikra di Trieste diretto da Petra Grassi, che opera sotto l’egida della Glasbena Matica ed è un punto di incontro culturale tra Italia e Slovenia, dove cantano coristi di entrambi i paesi; e il Coro Polifonico di Ruda, compagine friulana guidata da Fabiana Noro.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con una doppia performance. Prima si esibiranno all’aperto il Coro de Iddanoa Monteleone e il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e quindi all’interno della storica chiesa di Santo Stefano saranno protagonisti il Coro Hic et Nunc di Cagliari e la formazione Vikra e il Coro Polifonico di Ruda.

Domenica 6 settembre si inizia al mattino nell’incomparabile scenario dell’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta, dove il Coro Vikra si esibirà nella messa cantata, per proseguire nel concerto insieme alla Polifonica Santa Cecilia e al Coro Hic et Nunc.

L’intensa settimana del festival si chiuderà in serata alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres, con il festoso “Terzo Tempo” che riunirà il Coro Santu Mauru di Sorgono, il Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, il Coro San Teodoro di Paulilatino, l’Associazione Intragnas e il Coro Polifonico Turritano.

Il gran finale è in programma per sabato 24 ottobre nella Basilica di San Gavino a Porto Torres: in collaborazione con il Festival “Nella Città dei Gremi” di Sassari e con il patrocinio del Comune di Porto Torres, il palcoscenico sarà tutto per The Tallis Scholars, la prestigiosa formazione britannica diretta da Peter Phillips, considerata un punto di riferimento a livello globale per la musica sacra rinascimentale. Sarà un epilogo di forte impatto per un festival che continua a fare della Sardegna un crocevia universale d’arte, di musica e di incontro fra culture differenti.

Coro Hic et Nunc



“Voci d’Europa” al via dal 3 settembre

Ospiti il Vikra di Trieste, il coro di Ruda, Hic et Nunc di Cagliari e il britannico The Tallis Scholars

L’evento internazionale organizzato dal Coro Polifonico Turritano farà tappa nei comuni di Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Borutta e Monteleone Rocca Doria. Coinvolte dieci tra le più prestigiose formazioni sarde

PORTO TORRES. Il Coro Polifonico Turritano presenta la 43° edizione di “Voci d’Europa”: dal 3 al 6 settembre andranno in scena ben dieci tra le più rinomate compagini di settore provenienti dal territorio regionale, due prestigiose realtà friulane come Vikra di Trieste e il Coro Polifonico di Ruda, Hic et Nunc di Cagliari, per proseguire il 24 ottobre con un evento speciale in compagnia dell’ensemble britannico The Tallis Scholars.

La manifestazione prende il via sul traghetto per l’Asinara per proseguire con la chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas, la basilica di San Gavino a Porto Torres, il borgo di Monteleone Rocca Doria e la chiesa di Santo Stefano, San Pietro di Sorres a Borutta e la Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Il programma è stato presentato oggi (27 agosto) in conferenza stampa nella sede della Camera di Commercio del Nord Sardegna: «Nata per intuizione del maestro Antonio Sanna, la rassegna ha rappresentato negli anni un dialogo fecondo con le principali realtà vocali del continente europeo – ha detto la direttrice artistica Laura Lambroni –. I festival corali custodiscono infatti un valore sociale e culturale inestimabile. La polifonia non è soltanto una tecnica esecutiva, ma è diplomazia culturale, è la metafora perfetta di una comunità coesa in cui identità differenti si fondono nell’ascolto reciproco, trasformando il canto in uno strumento d’intesa tra i popoli».

«Cantare in coro significa sacrificio e, per quanto complesso e faticoso, dà emozioni e porta una gratificazione considerevole e preziosa – ha affermato la presidente del Coro Polifonico Turritano, Maria Maddalena Simile – Nel nostro format abbiamo incluso diversi eventi collaterali che permetteranno di valorizzare la cultura del territorio e gli aspetti legati alla promozione delle produzioni locali».

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Porto Torres è intervenuto l’assessore Antonello Cabitta, che ha evidenziato il grande affetto e l’orgoglio che legano la comunità al Coro Polifonico Turritano: «È una ricchezza che Porto Torres si tiene cara e un cofanetto di valori che è legato alla nostra cultura e alla nostra storia e di cui andiamo particolarmente fieri».

Il progetto è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

PROGRAMMA.

Il momento inaugurale arriva giovedì 3 settembre con il suggestivo concerto sul traghetto per l’isola dell’Asinara a cura del Coro Polifonico Turritano, seguito in serata dall’esibizione nella chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas.

Venerdì 4 settembre il nuovo palcoscenico della manifestazione saràil piazzale della chiesa di San Gavino a Porto Torres, con un’apertura all’insegna della tradizione attraverso le voci del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, per proseguire all’interno della basilica con due eccellenze internazionali: il coro Vikra di Trieste diretto da Petra Grassi, che opera sotto l’egida della Glasbena Matica ed è un punto di incontro culturale tra Italia e Slovenia, dove cantano coristi di entrambi i paesi; e il Coro Polifonico di Ruda, compagine friulana guidata da Fabiana Noro.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con una doppia performance. Prima si esibiranno all’aperto il Coro de Iddanoa Monteleone e il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e quindi all’interno della storica chiesa di Santo Stefano saranno protagonisti il Coro Hic et Nunc di Cagliari e la formazione Vikra e il Coro Polifonico di Ruda.

Domenica 6 settembre si inizia al mattino nell’incomparabile scenario dell’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta, dove il Coro Vikra si esibirà nella messa cantata, per proseguire nel concerto insieme alla Polifonica Santa Cecilia e al Coro Hic et Nunc.

L’intensa settimana del festival si chiuderà in serata alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres, con il festoso “Terzo Tempo” che riunirà il Coro Santu Mauru di Sorgono, il Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, il Coro San Teodoro di Paulilatino, l’Associazione Intragnas e il Coro Polifonico Turritano.

Il gran finale è in programma per sabato 24 ottobre nella Basilica di San Gavino a Porto Torres: in collaborazione con il Festival “Nella Città dei Gremi” di Sassari e con il patrocinio del Comune di Porto Torres, il palcoscenico sarà tutto per The Tallis Scholars, la prestigiosa formazione britannica diretta da Peter Phillips, considerata un punto di riferimento a livello globale per la musica sacra rinascimentale. Sarà un epilogo di forte impatto per un festival che continua a fare della Sardegna un crocevia universale d’arte, di musica e di incontro fra culture differenti.




A Sassari e Uri il “Dolcissimo spirito” dell’Orfeo Futuro

Il 4 e 5 settembre il festival “Note senza Tempo” presenta due imperdibili concerti dedicati ai capolavori del Barocco e del Rinascimento italiano

SASSARI – URI. Il festival internazionale di musica antica “Note Senza Tempo ritorna dopo la pausa estiva con due appuntamenti che vedono protagonista il prestigioso ensemble Orfeo Futuro a Sassari e Uri.

Il primo concerto è in calendario venerdì 4 settembre, alle 20.30, nella Chiesa di San Pietro in Silki a Sassari, e il secondo il giorno successivo, il 5 settembre, a partire dalle 19, nella Piazzetta della Fontana a Uri.

La formazione presenterà il “Dolcissimo Sospiro”, una proposta che conduce il pubblico in un intenso viaggio attraverso la grande stagione barocca e rinascimentale italiana, intrecciando le note di Giulio Caccini, Claudio Monteverdi e Andrea Falconieri con le architetture sonore di Arcangelo Corelli, Nicola Porpora, George Frideric Haendel e Antonio Vivaldi.

A dare voce e corpo alle partiture sarà una formazione d’eccellenza guidata dal soprano Angelica Disanto, affiancata dai violini di Giovanni Rota e Valerio Latartara, dalla viola da gamba di Luciana Elizondo, dalla tiorba di Gabriele Natilla e dal clavicembalo di Pierfrancesco Borrelli.

Se la tappa sassarese rinnova ancora una volta il legame con la città, la serata a Uri assume un valore più emblematico per il territorio. L’evento nasce infatti dalla collaborazione con la settima edizione de Le Piazze per la Storia – Festival Culturale Identitario, all’interno del modulo Sàmbene Sardu: Battaglie Sarde e dei Sardi.

«Per l’associazione Dolci Accenti, che cura la direzione artistica della rassegna, l’intreccio tra realtà differenti rappresenta una scelta strategica imprescindibile – dicono gli organizzatori –. Fare rete significa creare nuove occasioni, mettere in comune competenze e pubblico, valorizzare i contesti locali e permettere ai progetti di viaggiare. Collaborare con festival ed enti diversi consente a un’opera musicale di non esaurirsi in una singola serata, ma di circolare, incontrare platee differenti e stimolare un dialogo autentico tra le arti e la memoria identitaria dei luoghi». La musica d’arte entra così in profonda risonanza con il territorio, offrendo alla comunità due momenti di raffinata condivisione espressiva

La manifestazione è diretta artisticamente da Daniele Cernuto ed è organizzata da Dolci Accenti con il patrocinio e il supporto della Regione Autonoma della Sardegna e della Fondazione di Sardegna, e dei comuni di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo. L’evento è inserito all’interno del network “Salude&Trigu” (VIII edizione)della Camera di Commercio di Sassari, e fa parte del REMA, la principale rete europea dedicata alla musica antica. Il programma completo è consultabile sul sito web www.notesenzatempo.it.




Altro che People Strategy: Santa Maria La Palma sommersa dalla plastica di tutta Alghero

Le fotografie parlano da sole. Montagne di sacchi, cassette e imballaggi occupano il piccolo ecocentro di Santa Maria La Palma. Formalmente si tratta di un deposito temporaneo autorizzato. Visivamente, l’effetto è quello di una discarica cresciuta nel cuore della borgata.

I residenti denunciano inoltre un odore ormai insopportabile, che rende ancora più pesante una situazione considerata vicina al collasso.

È questa l’attenzione promessa alle borgate?

Il provvedimento è l’ordinanza sindacale contingibile e urgente numero 25 del 21 agosto 2026. Nasce da una crisi nazionale della filiera del riciclo: la saturazione degli impianti ha determinato la sospensione temporanea dei conferimenti.

La causa è nazionale. La decisione di concentrare a Santa Maria La Palma il materiale raccolto in tutta Alghero è però locale.

L’ordinanza indica una produzione media di circa undici tonnellate al giorno e richiama un quantitativo di 208 tonnellate di imballaggi in plastica e materiali misti. Numeri enormi per una struttura nata come servizio di prossimità per le borgate, non come polmone di emergenza dell’intero sistema cittadino.

Alghero conta poco meno di 42 mila residenti e punta a superare nel 2026 i due milioni di presenze turistiche, dato continuamente esibito dall’Amministrazione. Ma non si possono celebrare i numeri del turismo senza predisporre servizi capaci di sostenerli. E non si può scaricare materialmente il peso dell’affollamento su una sola comunità.

Non è plastica già selezionata

L’ordinanza autorizza il deposito del rifiuto classificato con il codice EER 15.01.06: “imballaggi in materiali misti”.

Non è quindi plastica pura già separata per tipologia e pronta al riciclo, ma una frazione differenziata a monte che deve ancora essere selezionata. Le immagini mostrano sacchi dal contenuto eterogeneo, imballaggi sparsi e cumuli esposti all’aperto.

Gli abitanti conoscono bene il paradosso. Quando sono loro a portare i rifiuti all’ecocentro, raccontano che le buste vengono controllate minuziosamente dall’addetto e che un conferimento non conforme può essere respinto. Oggi, invece, la stessa area accoglie montagne di materiale proveniente da tutta la città.

Due pesi e due misure difficili da accettare.

L’ecocentro chiude, i cumuli restano

Dal 23 agosto l’ecocentro è chiuso al pubblico per consentire lo stoccaggio straordinario. Resta accessibile soltanto l’isola ecologica destinata ai normali rifiuti domestici.

Il Comune sostiene che il sito sia pavimentato, impermeabilizzato, recintato e dotato di sistemi per la raccolta delle acque. Ma questo non risponde alle domande principali: quanta capacità rimane? Come vengono controllati odori, vento, incendi e dispersione dei materiali? Quando inizierà la rimozione?

L’ordinanza prevede lo svuotamento una volta ripresi i conferimenti agli impianti, ma attribuisce al provvedimento un’efficacia di sei mesi. Non significa che i rifiuti resteranno lì per tutto questo tempo, ma impone all’Amministrazione di comunicare una scadenza certa.

Selva dia risposte alla borgata

L’assessore Raniero Selva ha le deleghe all’ambiente, all’igiene urbana e ai rapporti con quartieri e borgate. L’emergenza nazionale può spiegare il blocco degli impianti, ma non può diventare una formula con cui chiudere ogni discussione.

Selva e il sindaco Cacciotto devono chiarire quante tonnellate siano già state depositate, quale sia la capienza autorizzata, quali controlli vengano effettuati e quale alternativa sia prevista se l’emergenza dovesse continuare.

Il Comitato della borgata, davanti a una situazione ritenuta non più tollerabile, starebbe valutando azioni dimostrative per portare il problema all’attenzione della città.

La People Strategy viene presentata come una politica che mette le persone al centro. Qui sembra prevalere una strategia diversa: togliere i rifiuti dalla vista della città e trasferirli lontano dalle vetrine turistiche.

Santa Maria La Palma non può diventare il retrobottega di Alghero. Mentre in città si celebrano milioni di presenze, nella borgata crescono montagne di rifiuti e i residenti sono costretti a convivere, secondo quanto denunciano, con un odore insopportabile.

È questo il prezzo che una borgata deve pagare per salvare il decoro e l’immagine turistica della città?