“Piano Pianissimo” per scoprire Sassari attraverso la musica

Il 3 e 4 ottobre nuovo appuntamento con il Festival “Nessun Dorma – La Belle Époque” organizzato da Ars Aurelia tra musei, scuole, teatri, il Conservatorio e i luoghi dell’accoglienza


SASSARI.
Sassari diventa un grande palcoscenico diffuso per due giornate interamente dedicate al pianoforte e alla sua varietà di repertori, linguaggi ed espressioni. Si chiama “Piano Pianissimo” il nuovo appuntamento del “Festival Nessun Dorma 2026 – La Belle Époque”, che il 3 e il 4 ottobre, dalla mattina alla sera porterà la musica nei luoghi chiave della città, coinvolgendo musei, scuole, teatri, il Conservatorio e gli spazi legati all’accoglienza. Nove appuntamenti a ingresso libero comporranno un racconto articolato che vedrà il pianoforte non solo come strumento solista, ma come spazio di ricerca, voce poetica e occasione d’incontro.

Il programma attraverserà epoche e geografie differenti, spaziando dal Romanticismo al Novecento, dalla scuola francese ai repertori italiano e ucraino, fino alla musica contemporanea e alle composizioni originali, con una particolare attenzione alla valorizzazione delle compositrici.

La direzione artistica è affidata ad Anna Revel, guidata da un’idea progettuale tutta al femminile. La manifestazione è realizzata da Ars Aurelia ETS in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Luigi Canepa”. L’iniziativa raggiungerà le sedi istituzionali della cultura e i contesti estranei ai consueti circuiti concertistici, entrando a Casa Santi Angeli (via Matta) e nella Comunità di Sant’Egidio (Largo Cavallotti), a testimonianza del valore dell’arte come strumento di prossimità, inclusione e condivisione.

Il programma.

Sabato 3 ottobre si parte alle 10.30 a Casa Santi Angeli (via Matta) con Federica Migheli in “Un abbraccio in musica”, sulle note di Bach e Debussy. Alle 11.30, al Liceo Musicale Azuni, Francesca Deriu proporrà “Viaggio in Italia” con musiche di Berio, Oppo e Respighi, mentre alle 12 la Sala Guarino del Conservatorio ospiterà Ksenija Nikitina per “Poesia ucraina”, un omaggio a Lysenko, Shamo, Lyatoshynsky e Skoryk. Nel pomeriggio, alle 16.30, al Museo Archeologico Sanna, Maggie S. Lorelli curerà il reading concerto “The Soul of Women”, dedicato alla creatività femminile con brani di autrici quali Mendelssohn, Schumann, Boulanger, Bonis e Tailleferre. La giornata si chiuderà alle 18 all’Hotel Grazia Deledda con “Efflöréo. Fiorisco”, concerto della pianista e compositrice Elena Alvandi.

Domenica 4 ottobre alle 10.30 si ritorna al Museo Sanna con Elena Pirisi in “Istruzioni per un viaggio interiore”, tra Liszt, Brahms e Ginastera. Alle 11, la Comunità di Sant’Egidio (via Matta) ospiterà Chiara Manca per “Il tempo ritrovato”, con musiche di Schumann e Skrjabin, mentre alle 12 il Teatro Verdi accoglierà il Duo Ondine (Juliette Aridon e Clémentine Dubost) per “Mitologie antiche”, su brani di Debussy, Holmès, Bonis e Ravel. Gran finale alle 19 nella Sala Sassu del Conservatorio con “Visione e virtuosismo”, recital della pianista di fama internazionale Maria Alessandra Ammara dedicato a Debussy e Chopin.

Il Festival Nessun Dorma 2026 – La Belle Époque è organizzato da Ars Aurelia ETS e realizzato con il sostegno del Comune di Sassari, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna ed è inserito nell’ambito del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




I “DATI GREZZI” E LA FIDUCIA CHE SI PERDE.

di Fausto Farinelli

Ci sono notizie che ti fanno cambiare idea su un caso. E poi ce ne sono altre che ti fanno venire un dubbio molto più grande: se non possiamo vedere tutti i risultati di un’analisi, come facciamo a fidarci della conclusione che ci viene presentata?

È quello che ho pensato leggendo gli ultimi sviluppi del caso Garlasco. Nei dati grezzi delle analisi eseguite nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi sono emerse due controanalisi effettuate il giorno dopo il test che aveva attribuito il DNA a Chiara Poggi. Quelle due controanalisi diedero esito negativo. La Procura di Pavia ha confermato che esistono e che non se ne trova traccia negli atti del processo a Stasi. Secondo i consulenti della Procura, una discordanza del genere avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti, che dalle nuove indagini non risultano effettuati.

Diciannove anni. È questo il numero che mi resta in testa. Perché non stiamo parlando di un dettaglio emerso grazie a una tecnologia inventata ieri. Stiamo parlando di due analisi fatte il 20 settembre 2007 sullo stesso campione. La difesa di Stasi sostiene di aver chiesto i dati grezzi già nel 2017 e nel 2018 senza ottenerli. La domanda, allora, è semplice: perché chi doveva valutare quella prova non ha potuto vedere anche quei risultati?

Non so se qualcuno li abbia nascosti deliberatamente. Sarebbe un’accusa grave e non ho elementi per farla. Voglio però sapere come sia stato possibile che nel fascicolo comparisse un risultato e mancassero due verifiche che lo contraddicevano. Chi aveva il compito di trasmettere tutte le analisi? Chi sapeva che erano state fatte? E perché non si è approfondita quella differenza prima di andare avanti?

C’è poi Luciano Garofano. Guidava il RIS di Parma all’epoca delle prime indagini e, anni dopo, è diventato consulente di Andrea Sempio. È un passaggio che mi colpisce e sul quale credo sia giusto chiedere chiarezza. Garofano ha però lasciato quell’incarico nel settembre 2025: sarebbe scorretto descriverlo come il consulente attuale di Sempio, così come sarebbe scorretto sostenere, senza prove, che abbia assunto quel ruolo per coprire le analisi mancanti. Le domande sul suo ruolo nelle indagini del 2007 restano. Le risposte devono arrivare dai fatti, non dai sospetti.

In questi stessi giorni è tornata a far discutere anche la morte di David Rossi. La commissione parlamentare d’inchiesta, sulla base delle perizie esaminate, ha concluso che non si trattò di un suicidio; le nuove valutazioni tecniche presentate ieri sostengono l’ipotesi di un’aggressione. Le indagini devono ancora fare il loro corso, e non sto mettendo sullo stesso piano due vicende diverse. Mi colpisce però il tempo che può passare prima che una ricostruzione venga riesaminata davvero. Nel frattempo le famiglie aspettano, le persone coinvolte vivono dentro quella storia e noi ci abituiamo a chiamare «verità» una conclusione che forse aveva ancora bisogno di essere verificata.

Gli errori giudiziari non appartengono soltanto ai film. Angelo Massaro è stato assolto in revisione nel 2017 dopo oltre vent’anni di carcere per un omicidio che non aveva commesso. Nel Regno Unito, Andrew Malkinson ha visto annullare la propria condanna dopo 17 anni di detenzione, quando nuovi esami del DNA hanno portato alla luce elementi decisivi. Sono storie diverse da Garlasco, ma ricordano una cosa: anche una condanna che per anni sembra intoccabile può dover essere riesaminata.

E la fiducia dei cittadini non è affatto illimitata. Secondo l’Istat, nel 2024 soltanto il 44 per cento degli italiani dai 14 anni in su ha dato al sistema giudiziario un voto almeno sufficiente. Non è un sondaggio sui RIS o sulle analisi del DNA, ma dice quanto sia fragile il rapporto tra la giustizia e le persone che dovrebbero potersi affidare a essa.

Io credo nella scienza forense. Proprio per questo penso che un’analisi debba poter essere controllata fino in fondo, soprattutto quando un’altra analisi sullo stesso campione dà un risultato diverso. La risposta non può essere scegliere il risultato più comodo e lasciare l’altro fuori dal fascicolo. Bisogna capire perché i risultati non coincidono e permettere a tutte le parti di verificarlo.

Oggi Alberto Stasi resta una persona condannata in via definitiva e Andrea Sempio è un indagato, non un colpevole accertato. Le due controanalisi non ci dicono, da sole, chi abbia ucciso Chiara Poggi. Ma la loro assenza dagli atti dell’epoca è abbastanza seria da pretendere una spiegazione completa. La dobbiamo a Chiara e alla sua famiglia, a chi è stato processato e anche a chi nei laboratori e nelle indagini lavora con rigore: la credibilità di quel lavoro si difende facendo piena luce su ciò che è accaduto.

Poi, per un momento, provate a togliere il nome di Stasi da questa storia e a mettere il vostro. Se un giorno fosse la vostra libertà a dipendere da un’analisi, come potreste difendervi da risultati che nessuno vi ha mai permesso di vedere? E dopo aver saputo che due controanalisi del RIS di Parma non comparivano nel fascicolo, siamo ancora sicuri di poterci fidare completamente delle indagini, perfino quando a condurle è un reparto che consideriamo un’eccellenza?




L’Ensemble Baroque Lumina in concerto a Sassari

Il 4 ottobre nella chiesa di San Giacomo un viaggio musicale dal Tardo Rinascimento al Barocco per il festival “Note senza Tempo”

SASSARI. Domenica 4 ottobre, alle 19, la Chiesa di San Giacomo a Sassari accoglierà il concerto “Tra Sinfonie e Romanesche: Splendori del Seicento Italiano” dell’Ensemble Baroque Lumina di Firenze. Un itinerario musicale di rara eleganza, inserito nel calendario del festival internazionale di musica antica “Note senza Tempo”, ideato per tracciare l’evoluzione del linguaggio strumentale italiano tra Cinque e Seicento, accompagnando il pubblico in un viaggio sonoro che prende le mosse dallo sfarzo cortigiano degli Intermedi medicei del 1589 per giungere fino alle arditezze formali ed espressive del pieno Barocco.

A guidare gli ascoltatori in una trama di virtuosismi saranno tre interpreti di rilievo internazionale e profondi conoscitori della prassi esecutiva: Luigi Cozzolino al violino, Andrea Benucci alla tiorba e al mandolino, e Giacomo Benedetti al clavicembalo e alla concertazione. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il programma si aprirà con la Sinfonia di Cristofano Malvezzi dagli Intermedi della “Pellegrina” (Firenze, 1589), massima espressione del tardo Rinascimento, per proseguire con Andrea Falconieri e Dario Castello, artefici dello stil moderno fondato sul dialogo strumentale e la libertà formale.

Sarà approfondita inoltre l’emancipazione del solista con le variazioni di Girolamo Frescobaldi e Biagio Marini. Tra i brani figura anche la contemporanea “Romanesca” per violino solo, composta nel 2010 da Luigi Cozzolino come ponte ideale tra sensibilità odierna e spirito seicentesco.

Gran finale con la Folia per cembalo di Alessandro Scarlatti e la Sinfonia in Re maggiore di Alessandro Stradella (da un autografo della Biblioteca Estense), che sintetizzano la teatralità e la fantasia del Barocco italiano.

I musicisti coinvolti vantano curriculum di assoluto prestigio nel panorama della musica antica. Fondato nel 2019 dal maestro Giacomo Benedetti, l’Ensemble Baroque Lumina unisce solisti attivi nelle più celebri orchestre e i principali teatri lirici mondiali, con un’intensa attività discografica per importanti etichette quali Brilliant Classics, Da Vinci, Tactus, Naxos e Bongiovanni. Luigi Cozzolino, a lungo primo violino del Maggio Musicale Fiorentino e raffinato compositore, ha collaborato con ensemble leggendari come Europa Galante e I Barocchisti. Andrea Benucci è tra i rari liutisti italiani a padroneggiare la tecnica storica del mandolino per quarte, con un’ampia attività concertistica e discografica, mentre Giacomo Benedetti, organista titolare delle basiliche fiorentine di San Miniato al Monte e Santa Felicita nonché docente di clavicembalo, svolge da anni un’intensa carriera da solista e direttore in Europa, America, Africa e Asia.

“Note Senza Tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il patrocinio e supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e delle amministrazioni comunali di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo, e rientra nel cartellone di eventi “Salude&Trigu” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari.




Longevity Weeks Costa Smeralda 2026 

a Porto Cervo lo sport è per tutti

Camminate, fitness e discipline olistiche 

accanto alle gare di trail running e nuoto. 

Dall’8 ottobre il pubblico potrà seguire anche i campionati nazionali 

alla Waterfront Beach Arena

Porto Cervo, 28 settembre 2026 – Gare per gli sportivi più allenati, attività per chi vuole semplicemente muoversi e competizioni da vivere anche come spettatori. È lo sport il protagonista della nuova settimana delle Longevity Weeks Costa Smeralda 2026, la manifestazione promossa dal Consorzio Costa Smeralda in partnership con Smeralda Holding. Il programma, iniziato il 25 settembre con i tornei di padel e tennis, proseguirà fino all’11 ottobre.

Per adulti, bambini e famiglie tornano le Walking Experience & Mindfulness. Dopo gli appuntamenti del 25, 26 e 27 settembre, sono in calendario nuove camminate il 2, 3 e 4 ottobre e dall’8 all’11 ottobre. Il percorso unisce il movimento all’aria aperta a semplici pratiche di respirazione, consapevolezza e ascolto del corpo, per concludersi con un momento di meditazione guidata. Le esperienze si svolgono a Porto Paglia e solo il 10 pomeriggio anche  al Pevero in occasione del Trail Run.

Dal 6 all’11 ottobre, al Porto Vecchio, sarà attiva un’area Welness in cui si potrà inoltre prenotare il Technogym Checkup, che analizza parametri fisici e cognitivi e determina la Wellness Age™. Le attività dell’area Welness e Checkup sono gratuite, previa prenotazione.

Chi desidera sperimentare pratiche diverse potrà partecipare alle sessioni di discipline olistiche ospitate dall’8 all’11 ottobre al Longevity Pavilion, nel parcheggio Il Gabbiano all’ingresso di Porto Cervo. Il calendario comprende Azul Dance l’8 ottobre; Hatha Yoga, Ecstatic Dance, Costellazioni Familiari e Mindfulness il 9, 10 e 11 ottobre; Sound Bath e Arte Terapia con Pittura Intuitiva il 10 e 11 ottobre. Le sessioni sono su prenotazione con un prezzo ridotto offerto dal Consorzio Costa Smeralda e dal main sponsor Smeralda Holding.  Giovedì 8 ottobre, dalle 16:30 alle 18:00, un incontro di presentazione permetterà al pubblico di conoscere i facilitatori, parlare con loro e avvicinarsi anche alle pratiche meno familiari.

Sempre dall’8 all’11 ottobre, la Waterfront Beach Arena allestita al Porto Vecchio ospiterà i tornei nazionali di beach volley femminile, beach tennis, beach soccer e beach rugby. Le squadre si sfideranno sulla sabbia e il pubblico potrà assistere liberamente alle competizioni.

Il fine settimana conclusivo sarà dedicato anche alle gare tra terra e mare. Sabato 10 ottobre si correrà la Porto Cervo Trail Run: alla gara agonistica di 10 chilometri riservata ai tesserati si affiancheranno prove meno impegnative, accessibili a tutti. Domenica 11 ottobre si terrà la Porto Cervo Swim, gara di nuoto in acque libere riservata ai tesserati, con partenza dalla Spiaggia del Giglio e due distanze, 1.800 e 800 metri. Il 10 e l’11 ottobre si svolgerà inoltre la Terra Mare Cup, che combina la corsa sui sentieri naturali dell’area del Pevero con il nuoto nella baia di Porto Cervo. Si ricorda che gli atleti sprovvisti di tessera verranno tesserati gratuitamente al momento ma è necessario che siano già in possesso del certificato medico sportivo agonistico.

Lo sport è una delle componenti di un programma più ampio dedicato alla qualità della vita. Dopo la giornata dei Medical Talks del 26 settembre, dedicata alla medicina della longevità e alla prevenzione sotto la direzione scientifica del professor Antonio Desogus, il calendario proseguirà il 3 e 4 ottobre con il Longevity Fest Costa Smeralda e il Longevity Award Costa Smeralda assegnato al grande fotografo americano Steve McCurry.

Per iscriversi alle Walking Experience & Mindfulness, alle gare sportive e alle attività Technogym, è possibile consultare longevityweekscostasmeralda.it oppure scrivere a [email protected]. Per le discipline olistiche, le prenotazioni si effettuano attraverso il sito o scrivendo a [email protected].

Il format Longevity Weeks Costa Smeralda, sviluppato in sinergia con Smeralda Holding, rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di valorizzazione del territorio attraverso contenuti capaci di attrarre nuovi flussi turistici anche oltre la stagione estiva, rafforzando il posizionamento della destinazione come luogo ideale per chi ricerca benessere, natura, sport e qualità della vita tutto l’anno. 

Tutti gli appuntamenti di Longevity Weeks Costa Smeralda 2026 saranno aperti al pubblico, offrendo l’opportunità di vivere un’esperienza di benessere completa e integrata. Le attività sportive e le competizioni previste dal programma richiedono l’iscrizione: alcune prevedono una piccola quota di partecipazione, mentre altre sono gratuite. Il pubblico potrà inoltre assistere gratuitamente ai tornei in programma presso la Beach Arena. Gli incontri congressuali, i talk e gli appuntamenti divulgativi saranno a ingresso libero a eccezione della serata di premiazione di Steve McCurry per la quale sarà obbligatoria la prenotazione gratuita. Per informazioni, programma e prenotazioni: 

https://longevityweekscostasmeralda.it/ o [email protected]

il calendario by Sardegna Press




Festival City&City, anteprima letteraria con Il bandito e il santo di Annino Mele

Martedì 29 settembre l’autore presenta a Sassari, in anteprima per City&City, il libro scritto con Karl-Peter Schwarz

Il Festival City&City aggiunge un appuntamento di spessore al proprio calendario con una serata dedicata alla presentazione di Il bandito e il santo. Contos de vivos e mortos – Storie di vivi e di morti, il volume scritto da Annino Mele e Karl-Peter Schwarz, pubblicato nel 2026 da L’Isola dei libri.

L’incontro è in programma martedì 29 settembre alle ore 18:30, presso la Biblioteca di Santa Maria di Betlem, a Sassari. A dialogare con l’autore sarà Pier Luigi Piredda, in una conversazione dedicata al libro e alle storie raccolte nel volume.

Il tema centrale tratta la vicenda personale di Annino Mele, figura di primo piano del banditismo sardo del dopoguerra. Dopo una lunga esperienza di latitanza e detenzione, Mele ha iniziato a raccontare la propria storia attraverso la scrittura, pubblicando negli anni diversi libri dedicati alla propria esperienza carceraria e non solo.

L’appuntamento è gratuito e a ingresso libero.

Il Festival City&City è organizzato dall’Associazione Culturale City&City, in collaborazione con la Chiesa di Santa Maria di Betlem, le Librerie Giunti al Punto di Sassari, la Libreria Chiara e Stefy di Bachisio Medde e la Fondazione Maria Carta. La manifestazione è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, il sostegno della Fondazione di Sardegna, il contributo del Comune di Sassari, della Camera di Commercio di Sassari attraverso il circuito Salude & Trigu, oltre al supporto dei partner Grimaldi Sardegna, C.A.P.R.I. Scarl, Web Solutions Siti web e Internet marketing, Maggi Sassari e del media partner City&City Magazine.




FESTIVAL DELL’AEROSPAZIO DI OLBIA, LE RISORSE PER VIVERE OLTRE LA TERRA

ACQUA, OSSIGENO E MATERIE PRIME: LE RISORSE EXTRATERRESTRI

PER RENDERE SOSTENIBILE L’ESPLORAZIONE DI LUNA E MARTE

Dal 1° al 3 ottobre al Museo Archeologico la quarta edizione

Il 2 ottobre il Festival ospita la tappa degli Stati Generali della Space Economy 

dedicata a risorse extraterrestri e materie prime

Acqua, ossigeno, materiali per costruire e persino propellenti: se l’obiettivo della nuova esplorazione spaziale è consentire all’uomo di vivere e lavorare sulla Luna per periodi sempre più lunghi, non sarà possibile continuare a trasportare dalla Terra tutto ciò che serve. Una delle sfide è imparare a utilizzare le risorse disponibili direttamente nello spazio, trasformandole in ciò che occorre per sostenere le missioni e ridurne la dipendenza dai rifornimenti terrestri. Dalle risorse extraterrestri alla possibilità di vivere e operare sulla Luna e, in prospettiva, su Marte: sarà uno dei grandi temi della quarta edizione del Festival dell’Aerospazio, organizzato da Astec – AeroSpace Technology Education Center – con il sostegno e la partnership della Regione Sardegna, del Comune di Olbia, del Cipnes Gallura e di UniOlbia, in programma al Museo Archeologico di Olbia dall’1 al 3 ottobre. 

“Olbia ospiterà tre giornate di confronto sui temi che oggi sono al centro dell’evoluzione del settore aerospaziale – dichiara Marilisa Pischedda, direttrice del Festival e founder di Astec -.  Un programma di conferenze che riunirà astronauti, rappresentanti delle principali istituzioni del settore, ricerca, università e industria, chiamati a confrontarsi sulle tecnologie che stanno rendendo possibile una nuova fase dell’esplorazione spaziale e sulle ricadute economiche, industriali e professionali che ne deriveranno. Le tecnologie abilitanti costituiscono il filo conduttore di questa edizione: intelligenza artificiale, robotica avanzata, nuovi materiali, manifattura evoluta, automazione, telecomunicazioni e infrastrutture saranno affrontate guardando anche alle nuove sfide dell’esplorazione lunare. La Luna sarà infatti uno dei grandi temi del Festival – svela Marilisa Pischedda –  dal programma Artemis alla futura economia cislunare, fino all’utilizzo delle risorse extraterrestri, a cui sarà dedicata anche la tappa sarda degli Stati Generali della Space Economy, ospitata all’interno della manifestazione”.

DALLE RISORSE EXTRATERRESTRI ALL’ESPLORAZIONE DI LUNA E MARTE.  È il principio dell’ISRU – In-Situ Resource Utilization – l’utilizzo delle risorse presenti nel luogo dell’esplorazione, una delle frontiere tecnologiche sulle quali si gioca la possibilità di rendere più sostenibile la futura presenza umana oltre la Terra. La NASA indica tra i prodotti potenzialmente ottenibili dalle risorse extraterrestri aria respirabile, acqua, propellenti e materiali da costruzione, mentre tra le risorse considerate più promettenti figurano acqua e ossigeno. Sulla Luna, l’ESA studia in particolare la possibilità di individuare e utilizzare il ghiaccio d’acqua delle regioni polari e di estrarre ossigeno dalla regolite, lo strato di polvere e frammenti rocciosi che ricopre la superficie lunare. 

Il 2 ottobre il Festival dell’Aerospazio porterà il tema all’interno del proprio programma con “Dalle risorse extraterrestri all’esplorazione sostenibile di Luna e Marte”, un confronto tra ricerca, tecnologia e industria su una delle questioni decisive per il futuro delle missioni di lunga durata. La prospettiva cambia radicalmente rispetto alle prime fasi dell’esplorazione spaziale: non si tratta più soltanto di raggiungere un altro corpo celeste, ma di sviluppare tecnologie che consentano di operare e permanere in ambienti estremi utilizzando, almeno in parte, ciò che è disponibile sul posto. Individuare le risorse, estrarle, trasformarle e renderle utilizzabili significa affrontare problemi scientifici e tecnologici complessi e, contemporaneamente, aprire nuovi scenari industriali ed economici. “A rendere particolarmente significativo il programma – spiega la direttrice del Festival – saranno soprattutto le persone che porteranno a Olbia esperienze e competenze maturate ai più alti livelli del settore. A iniziare dagli astronauti: Luca Parmitano interverrà in collegamento da Houston, Meganne Christian sarà con noi in presenza, mentre rappresentanti di agenzie spaziali, enti di ricerca, istituzioni e aziende offriranno prospettive diverse sulle trasformazioni in corso. Un’attenzione particolare sarà inoltre dedicata alle professionalità Stem, anche attraverso una tavola rotonda tutta al femminile che riunirà donne con esperienze differenti nel mondo aerospaziale”. 

OLBIA TAPPA DEGLI STATI GENERALI DELLA SPACE ECONOMY. Se la nuova frontiera è una presenza umana più duratura oltre la Terra, la sfida è sviluppare le tecnologie che possano renderla concretamente possibile. Robotica e sistemi autonomi per operare in ambienti ostili, tecnologie di estrazione e trasformazione delle risorse, infrastrutture, materiali e sistemi per la produzione e l’utilizzo di acqua e ossigeno fanno parte di un percorso che unisce ricerca, industria e Space Economy. La centralità del tema è rafforzata dal fatto che il 2 ottobre il Festival dell’Aerospazio di Olbia, in accordo con DASS e Regione Sardegna, ospiterà una tappa degli Stati Generali della Space Economy, dedicata proprio a “Risorse extratmosferiche e materie prime (ISRU)”. 

IL FESTIVAL DA VIVERE: SPAZIO A STUDENTI, FAMIGLIE E CITTADINI. Il Festival non si esaurisce nelle conferenze e non è destinato soltanto a professionisti, imprese e istituzioni. “Studenti, famiglie e cittadini – dichiara Marilisa Pischedda – potranno entrare in contatto con questo mondo attraverso esperienze pensate per età e interessi differenti. Astec, Agenzia spaziale italiana, Inaf, Esero e Aeronautica militare proporranno laboratori e attività per i più giovani; sarà possibile conoscere il progetto Einstein Telescope attraverso una mostra accompagnata dagli esperti, visitare la mostra artistica di Mario Fois Carta, partecipare ai Salotti Stem e agli incontri di “Libri in orbita”. E nella hall del Museo attenderà i visitatori anche una sorpresa che abbiamo scelto di non anticipare. Il Festival dell’Aerospazio è gratuito e aperto a tutti”. 

Per le attività in programma è consigliata la prenotazione: alcune hanno già raggiunto il sold out. “Credo sia questo il momento giusto – conclude la direttrice della manifestazione – per invitare il pubblico a consultare il programma e scegliere il proprio modo di vivere il Festival: seguendo una conferenza, incontrando un astronauta o un’impresa, partecipando a un laboratorio, avvicinandosi a un grande progetto scientifico o semplicemente lasciandosi incuriosire da un settore che sta cambiando molto più rapidamente di quanto spesso immaginiamo”.




Ediltrophy, l’edilizia che attrae i giovani parte da Sassari

Alla gara d’arte muraria trionfa la GMD Costruzioni di Sorso

Grande successo sabato (27 settembre) all’Ex-ma per l’evento promosso da FORMEDIL Nord Sardegna: al centro il dialogo tra lavoro, formazione, cultura, tecnologia, nuove competenze e future generazioni. In prima fila gli studenti dell’Istituto Devilla

SASSARI. Impasto e laterizi da un lato, metro e livella dall’altro: progetto alla mano, hanno lavorato spediti assicurandosi la conquista del primo premio, che lo scorso anno gli era sfuggito per un soffio. La GMD Costruzioni di Sorso con i maestri Nieddu e Navarra ha vinto l’Ediltrophy Sardegna 2026, realizzando in circa tre ore una panchina in mattoni di terracotta e lastra di granito (manufatto uguale per tutti i concorrenti).

Il secondo posto è andato a La Piramide SRL di Sassari con l’opera dei fratelli Pischedda, e il terzo alla ditta Antonio Casu di Sassari rappresentata dai maestri Casu e Sale, che si è aggiudicata anche il premio Lavorare in Sicurezza. I vincitori parteciperanno alla finale nazionale del 10 ottobre all’interno della fiera SAIE di Bologna.

La premiazione si è svolta negli spazi dell’Ex-ma, a conclusione di un’intensa giornata dedicata al settore delle costruzioni e alle sue professionalità, ma soprattutto ai giovani e alle profonde trasformazioni che stanno interessando imprese e cantieri. Promossa da FORMEDIL Nord Sardegna con il patrocinio del Comune di Sassari e in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, la manifestazione ha confermato la volontà di costruire, attorno al settore, un dialogo sempre più ampio tra lavoro, formazione, cultura, professioni e nuove generazioni.

La gara d’arte muraria ha visto confrontarsi squadre di lavoratori provenienti da imprese del territorio all’interno di un evento di più ampio respiro. Una parte importante ha coinvolto gli studenti dell’Istituto “Devilla” di Sassari, indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio – ex Geometri, per un’occasione di orientamento verso il mondo delle costruzioni e verso le più moderne professionalità di un settore che ha bisogno di nuove competenze e di nuove generazioni.

È stato possibile vedere come l’edilizia si mostri sempre più tecnologica e specialistica, spaziando dalla progettazione digitale (BIM, droni, IA) alla sostenibilità e all’efficientamento energetico. I ragazzi hanno partecipato a due laboratori d’innovazione, il primo sulla realtà virtuale e tecnologie immersive per formazione e sicurezza (con XRiT di Sassari), e l’altro sugli esoscheletri per ridurre lo sforzo fisico nei lavori di cantiere.

La mattinata ha trovato il momento più intenso nella tavola rotonda moderata da Rachele Falchi, a tema “Presente e futuro del settore delle costruzioni in Sardegna”, introdotta dai saluti del sindaco Giuseppe Mascia, dal benvenuto di Francesco Ginesu in qualità di commissario dell’Accademia, e di Giuseppe Oggiano, presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

È emerso che il comparto sta attraversando una profonda trasformazione guidata da digitalizzazione, sostenibilità e nuove tecnologie quali BIM, intelligenza artificiale e robotica. Per affrontare questo cambiamento, le imprese sono chiamate a evolversi sia sul piano tecnico che organizzativo, puntando su una formazione continua che coinvolga sia i lavoratori esperti sia chi fa il suo ingresso nel comparto, come dimostra l’iniziativa dell’Accademia delle Costruzioni promossa da FORMEDIL Nord Sardegna. Il confronto ha accolto le voci delle diverse componenti della filiera.

Per ANCE Sardegna è intervenuto il presidente Pierpaolo Tilocca; a rappresentare FORMEDIL Nord Sardegna sono stati il consigliere d’amministrazione Stefano Marcolongo, espressione della componente ANCE, e il vicepresidente Luca Scanu, espressione della FILCA-CISL.

Per le organizzazioni sindacali del settore sono intervenuti Alfredo Costa per FILCA-CISL, Gianni Olla per FENEAL-UIL ed Erika Collu per FILLEA-CGIL, mentre il mondo delle professioni tecniche è stato rappresentato dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Sassari, Massimiliano Sanna, da Gianni Milia per l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, e da Alessandro Nughes per il Collegio dei Geometri.

Sono intervenuti inoltre Antonello Monsù Scolaro, docente del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università degli Studi di Sassari, e Nicoletta Puggioni, dirigente scolastica all’istituto “Devilla” e assessora all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Sassari.

A completare il confronto Manolo Cattari, psicoterapeuta,esperto nello sviluppo delle competenze. La giornata si è svolta con il coordinamento e la supervisione del direttore del FORMEDIL Nord Sardegna, Fiorenzo Piu.

Un nodo centrale del dibattito ha riguardato la capacità del settore di attrarre i giovani. In sintesi, è emersa coralmente la necessità di superare la percezione tradizionale dell’edilizia, valorizzando figure in grado di fondere abilità manuali, digitali e gestionali, supportate da una maggiore consapevolezza delle proprie attitudini.

Allo stesso tempo, è stato rimarcato che la qualità dei lavori richiede un dialogo sempre più stretto tra progettisti e imprese, con il contributo determinante degli Ordini professionali, per integrare sicurezza, sostenibilità e rigenerazione urbana fin dalla fase iniziale di progettazione. In questo scenario, manifestazioni come Ediltrophy dimostrano come tradizione artigianale e innovazione tecnologica non siano in contrasto, ma rappresentino le due facce di un settore in continua evoluzione.




Alghero riabbraccia il suo campione: inaugurata la statua in onore di Tore Burruni

Svelato sul lungomare il monumento in bronzo dedicato al mitico pugile algherese, opera dello scultore Antonio De Paoli. Una cerimonia densa di emozione, tra rievocazioni storiche, ostacoli burocratici superati e le vibranti note de “Lo Pais meu”.

ALGHERO – La città ha finalmente saldato il suo debito di riconoscenza con uno dei suoi figli più illustri. Nel tardo pomeriggio di sabato 26 settembre 2026, una grande folla si è radunata sul lungomare cittadino per assistere allo svelamento della statua dedicata a Salvatore “Tore” Burruni, indimenticato campione di pugilato.

L’evento, intitolato “Una statua per Tore”, ha alternato momenti di profonda commozione a spunti di riflessione sul valore educativo dello sport, unendo l’intera comunità nel ricordo sportivo e umano. La cerimonia si è aperta con la proiezione su un maxischermo di un emozionante filmato d’epoca che ha ripercorso le gesta del campione. Tra le immagini in bianco e nero scorse sul display, a riaccendere l’orgoglio cittadino, anche i fotogrammi della storica conquista del Titolo Europeo dei Pesi Mosca, vinto proprio ad Alghero il 29 giugno 1961 contro il finlandese Risto Luukkonen.

A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva è stato il tributo musicale: un duo chitarra acustica e voce ha eseguito dal vivo “Lo Pais meu”, celebre e amatissimo brano di Antoni Cau, regalando ai presenti un momento di grande intensità e forte appartenenza identitaria.

Dal palco, le istituzioni e i promotori hanno sottolineato non solo la grandezza dell’atleta Burruni, ma anche la sua statura di uomo. Il sindaco, intervenuto in fascia tricolore, ha evidenziato come l’esempio di Tore continui a vivere oggi nelle palestre algheresi, dove la “nobile arte” della boxe svolge tuttora un ruolo educativo fondamentale: insegna ai ragazzi a superare le difficoltà, a conoscere i propri mezzi e ad acquisire consapevolezza delle proprie capacità, sia sul ring che fuori.

L’iter burocratico e “la battaglia fuori dal ring”

La realizzazione del monumento non è stata un percorso privo di ostacoli. Carlo Branca, esponente dell’associazione promotrice, ha ripercorso dal palco i tre lunghi anni necessari per portare a termine l’ambizioso progetto. Una vera e propria “battaglia fuori dal ring” fatta di intralci burocratici e discussioni per i permessi della Soprintendenza volti a ottenere l’autorizzazione per il posizionamento esatto sul lungomare. Un iter complesso, che ha visto l’avvicendarsi di due diverse giunte comunali, ma che alla fine, grazie alla tenacia degli organizzatori, ha trovato il suo felice epilogo.

Lo svelamento e l’opera di Antonio De Paoli

Il culmine della cerimonia, accompagnato dal canto corale dell’inno intonato da tutto il pubblico al suono della banda, ha visto sventolare decine di bandiere con i colori della Senyera. A svelare l’opera, liberandola dal drappo giallorosso, sono stati il sindaco, i vertici dell’associazione e Gianfranco e Pierpaolo Burruni, figli del campione.

La scultura è stata plasmata e realizzata dall’artista Antonio De Paoli. L’opera, interamente in bronzo e del peso di circa 450 chili, poggia su un imponente basamento in trachite di oltre 4 tonnellate. La figura raffigura Burruni nella sua classica posizione di guardia, pronto a combattere. Un’immagine fiera, rivolta verso la sua città, che da oggi e per sempre ricorderà a cittadini e visitatori la determinazione, il coraggio e il cuore di un algherese che ha conquistato la vetta del mondo.

L’artista: Antonio De Paoli (Breve Curriculum)

Antonio De Paoli nasce a Pavia il 27 maggio 1966. Si avvicina al mondo della produzione artistica laureandosi in scenografia presso la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Inizia la sua carriera professionale proprio come scenografo e assistente scenografo, maturando importanti esperienze lavorative all’interno di grandi produzioni televisive per i network Rai e Mediaset.

Successivamente, De Paoli sceglie di dedicarsi in via esclusiva all’arte figurativa, affermandosi come pittore e soprattutto come scultore. È specializzato nella scultura monumentale, portando a compimento svariate opere pubbliche destinate a piazze e città italiane (tra i suoi lavori recenti figurano anche un monumento dedicato agli Alpini e uno a San Pio V).

La sua ricerca estetica e stilistica — profondamente influenzata dalla pregressa visione scenografica — si concentra sulla rappresentazione del dualismo e dell’energia vitale, con l’obiettivo di “cristallizzare nel tempo” l’azione umana. Nelle sue sculture, le minuziose anatomie, i movimenti e la gestualità servono a sprigionare e trasmettere all’osservatore la massima tensione fisica e forza spirituale dei soggetti rappresentati, come mirabilmente esemplificato nella scultura dedicata a Tore Burruni. Attualmente, De Paoli affianca alla produzione artistica anche il ruolo di docente, impegnandosi a trasmettere la passione per l’arte alle nuove generazioni.







Olbia, concerto al Musmat con il duo Mattu-Oliviero

Il 2 ottobre appuntamento con un duo d’eccezione per il Festival internazionale Contrasti diretto da Laura Cocco: protagonista la grande musica da camera

OLBIA. Dimitri Mattu e Angela Oliviero. Una viola e un pianoforte. Due anime e due strumenti si fondono per portare a Olbia un appuntamento d’eccezione con la grande musica da camera. Giovedì 2 ottobre alle 20 nella sede del Musmat, il Festival internazionale Contrasti propone un viaggio musicale affascinante attraverso i secoli, costruito attorno ad alcune tra le pagine più significative del repertorio per viola e pianoforte.

La serata, a ingresso gratuito, porta in scena un programma che spazia dalla limpidezza classica della Sonata in Si bemolle maggiore di Karl Stamitz alle atmosfere sognanti del Notturno opera 9 numero 2 di Frédéric Chopin, proposto nella suggestiva trascrizione di Sarasate. Gli ascoltatori saranno poi guidati attraverso i romantici Märchenbilder op. 113 di Robert Schumann, per concludere il percorso con la vivace e intensa Sonata in Do maggiore di Nino Rota.

Il sodalizio Mattu–Oliviero è nato nel 2007 unendo due musicisti dalla consolidata esperienza concertistica e didattica, entrambi docenti al Conservatorio di Cagliari. Dimitri si è formato alla prestigiosa scuola violistica di Piero Farulli, per una carriera come prima viola in diverse orchestre e un profondo legame con la musica da camera, mentre Angela si è formata a Napoli con Aldo Tramma e perfezionatasi con Aldo Ciccolini. Insieme hanno calcato palcoscenici in tutta Italia e all’estero, esibendosi in recital e masterclass in Ungheria, Scozia, Inghilterra, Romania e Cina, oltre ad aver inciso un apprezzato CD dedicato al Romanticismo tedesco e presentato da RAI Radio 3 nel programma Primo Movimento.

Il festival è ideato e organizzato dall’associazione culturale Contrapunctum ETS con la direzione artistica del maestro Laura Cocco. Le diverse edizioni stagionali coinvolgono Sassari, Olbia, Alghero e altre realtà del nord Sardegna con l’obiettivo di diffondere la cultura musicale e valorizzare i luoghi e le istituzioni del territorio. Il concerto è realizzato con il patrocinio del Comune di Olbia e con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari, nell’ambito del network Salude & Trigu. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 393 4632959.