Istituto Bellieni, risate e “magia” in Sassarese per il nuovo video di promozione linguistica

Online il quarto corto Is.Be per lanciare il prossimo corso di Turritano, tra ironia, pozioni d’eterna giovinezza e vicini molesti

SASSARI. Un pizzico di magia, tanta ironia e il fascino senza tempo della lingua sassarese. Nella sede dell’Istituto Bellieni fa la sua comparsa la “maga” Rita con il nuovo, esilarante video promozionale dal titolo “Candu la maìa anda in fummu”, quarto appuntamento audiovisivo realizzato nell’ambito del progetto “Lu Sassaresu: un’isthòria ippiziari”.

«Un contu irónicu in linga sassaresa, in mezu a disizi imprubàbiri e maìi chi ischaburèggiani»: un modo leggero e accessibile per avvicinare il pubblico di tutte le età all’apprendimento e alla riscoperta della parlata locale. Il video vede protagoniste quattro corsiste del Laboratorio di Teatro, Rita Salaris, Maria Lucia Murtas e Graziella Cicu, con le riprese e il montaggio di Giovanna Ruggiu.

In questo nuovo episodio, nato da un’idea di Roberta Tola, la protagonista maga Rita tenta di preparare una miracolosa pozione dell’eterna giovinezza. Tra un incenso di troppo e qualche pasticcio, le cose non vanno esattamente come previsto, facendo letteralmente “andare tutto in fumo”.

Nel frattempo, la signora Maria Lucia, esasperata da un vicino di casa che canta a squarciagola all’alba, non sogna affatto di vivere in eterno: pretende invece una magia per diventare ricchissima e un maleficio per il vicino, al quale ha persino rubato una calzetta per il rito. A riportare l’ordine ci pensa Graziella, che mette in guardia la maga dai soliti disastri e le suggerisce l’unica vera soluzione per non sbagliare i termini: frequentare il corso dell’Is.Be condotto dal maestro Mario Lucio Marras, il cui inizio è previsto dal 1° ottobre nei locali della Biblioteca Comunale di Piazza Tola dalle 15.30 alle 17.30.

L’iniziativa, promossa dall’Istituto Bellieni e finanziata al Comune di Sassari dalla Regione Autonoma della Sardegna (fondi L.R. 22/18 e L.R. 6/12 – Bando TuLiS 2025-2027), punta a valorizzare e diffondere l’uso del sassarese. Per info e iscrizioni inviare una email all’indirizzo [email protected] o chiamare al 079/230268 il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.

Di seguito il link del video:




C’è un momento in cui l’informazione smette di raccontare i fatti e comincia a suggerire al lettore cosa deve pensare dei fatti. E quel momento, spesso, sta tutto in un titolo.

di Fausto Farinelli

da ” il giornale” edizione on line

Il Giornale ieri ha scritto: “Vannacci stop: è già in calo”. Titolo netto. Quasi definitivo. Peccato che, nello stesso articolo, Antonio Noto, cioè il sondaggista sul quale si basa la notizia, dica una cosa parecchio diversa: è troppo presto per parlare di una tendenza. Futuro Nazionale passa dall’8 al 7 per cento nella sua rilevazione, ma Noto precisa che bisogna aspettare.

Allora decidiamoci: è “già in calo” oppure non sappiamo ancora se questo calo sia una tendenza?

Non è una sfumatura. È informazione.

Pochi giorni prima Sky TG24, citando le rilevazioni YouTrend, raccontava invece un Futuro Nazionale in crescita, arrivato a superare Forza Italia. I sondaggi possono naturalmente cambiare e istituti diversi possono produrre risultati diversi. È proprio per questo che sarebbe corretto raccontarli come fotografie, non utilizzarli come sentenze.

Poi c’è l’altra frase: “il suo consenso proviene dagli astenuti”. Anche qui basta leggere l’articolo fino in fondo. Noto parla del 40 per cento dei potenziali elettori di Futuro Nazionale provenienti dall’astensione. Quaranta per cento. Non cento.

Sono dettagli? No. Sono le parole con cui si costruisce una percezione.

E quando, nello stesso articolo, Vannacci diventa “allergico alle inchieste”, quando si parla della sua “sporca dozzina”, quando il racconto dei numeri viene accompagnato continuamente dal sarcasmo, siamo ancora nella cronaca oppure siamo già entrati nell’editoriale?

Non ci sarebbe nulla di male, sia chiaro, se Il Giornale decidesse di contrastare politicamente Vannacci. Un quotidiano ha una linea editoriale e Tommaso Cerno ha tutto il diritto di averne una molto precisa. Lo stesso Cerno, pochi giorni fa, ha firmato un editoriale fortemente critico verso Vannacci, mentre altre firme e persino il direttore editoriale Vittorio Feltri hanno espresso pubblicamente valutazioni molto differenti sul generale.

Il problema nasce quando la linea editoriale entra dentro la notizia senza dichiararsi.

Perché un conto è scrivere: “Secondo noi Vannacci è un fenomeno destinato a ridimensionarsi”. È un’opinione. Legittima.

Un altro è prendere un sondaggio che lo dà al 7 per cento, ignorare nel titolo la prudenza dello stesso sondaggista e trasformare un’oscillazione in “Vannacci è già in calo”.

Io continuo a pensare che il problema dell’informazione non sia avere un’opinione. Il problema è quando quell’opinione si traveste da fatto.

E questo vale per Vannacci oggi come potrebbe valere, domani mattina, per chiunque altro.




Dal mito di Frida Kahlo alla lotta contro i pregiudizi: al Teatro Civico di Sassari torna Corpi in movimento

Il 26 settembre Danzeventi presenta gli spettacoli delle compagnie Komoko, Ariella Vidach AIEP e GDO

SASSARI. Il segmento autunnale del festival della danza d’autore “Corpi in movimento” porta l’arte coreutica al Teatro Civico di Sassari. Sabato 26 settembre, alle 20.30, Danzeventi presenta tre compagnie nazionali con i loro spettacoli: Komoko con “The Fridas” di Sofia Nappi, Ariella Vidach AIEP con “Io, Tu, Io E Te, Tu Ed Io, Noi, Loro, Noi E Loro” e la GDO con “Pre-giudizio”.

“The Fridas” è un duetto ispirato al dipinto “Le due Frida”, realizzato da una delle pittrici più note del secolo scorso, Frida Kahlo, che è lo spunto per esplorare il complesso tema dell’identità umana attraverso un rapporto di complicità e contrasto tra due danzatori. Movimenti speculari e divergenti incarnano conflitti e armonie interiori, così come l’espressività fisica e l’uso dello spazio, rappresentano due elementi complementari ed essenziali nella ricerca.

Lo spettacolo di AIEP porta invece due sorelle, Alessandra e Roberta Indolfi (classe 2000) a rapportarsi in due corpi che si incarnano e si scarnano. Due giovani coreografe, danzatrici e performer italiane, che nella loro formazione hanno approfondito discipline come l’acrobatica, il combattimento scenico, il teatro d’oggetti e quello fisico, portano in scena la rappresentazione coreutica di una stessa carne dalla quale nasce un’altra vita.

GDO elabora invece una composizione a partire dall’idea che il pregiudizio travisi e pieghi la realtà, insinuando il dubbio, mutando l’ambiente e generando opinioni già scritte, pronte a diventare ingiuste. Ogni passo diventa resistenza, ogni gesto una lotta contro le catene de pensiero precostituito.

Il festival prosegue il 30 settembre a Palazzo di Città, con la Compagnia BIT che presenta “Pulse” e la Compagnia Fabula Saltica con “Risonanze”.

Il festival è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Gramsci e la questione meridionale: a Cagliari un convegno internazionale a cento anni dal saggio del 1926

Prende il via oggi, all’Università di Cagliari, il convegno internazionale “Gramsci e la questione meridionale: Interpretazioni e traducibilità a un secolo dal saggio del 1926”, in programma fino al 25 settembre nell’Aula A di via Sant’Ignazio 76 a CAGLIARI.

L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Cagliari, dal GramsciLab e dal Fondo Bibliografico Internazionale Antonio Gramsci, insieme a istituzioni e centri di ricerca italiani e internazionali.

Studiosi provenienti da diverse università e istituzioni nazionali e internazionali discuteranno l’attualità della riflessione gramsciana sulla questione meridionale, interrogandone le interpretazioni e la possibilità di traduzione in contesti storici e geografici differenti.

Il programma affronta, tra gli altri temi, la formazione del pensiero di Gramsci, il rapporto tra questione meridionale e colonialismo, le categorie di egemonia e subalternità e le riletture contemporanee del rapporto tra Nord e Sud. Un’attenzione specifica sarà dedicata al Mediterraneo, al mondo arabo, all’America Latina e alla Palestina.

Articolato in dieci panel, il convegno propone un confronto tra prospettive storiche, politiche e culturali, a partire da una domanda centrale: come può essere interpretata e resa traducibile oggi una categoria nata nel contesto italiano del primo Novecento?

L’evento si svolge presso l’Aula A dell’Università di Cagliari, via Sant’Ignazio 76, con sessioni il 23, 24 e 25 settembre.




Giornate Europee del Patrimonio – Soprintendenza Archivistica della Sardegna, 27 settembre ore 17:30.




IL MŪSA RIAPRE ALLA CITTA’ 

Conclusi i primi interventi sull’accessibilità. Martedì 29 settembre, dalle ore 17, la riapertura ufficiale del Museo Archeologico di Alghero dopo le opere di riqualificazione finanziate dal PNRR. Per l’occasione ingresso gratuito

Il MŪSA – Museo Archeologico della Città di Alghero riapre le sue porte e torna a disposizione della città. L’appuntamento con l’apertura ufficiale del riqualificato museo è fissato per martedì 29 settembre, a partire dalle ore 17, quando cittadini e visitatori potranno tornare a vivere gli spazi del MŪSA dopo gli importanti interventi realizzati grazie alle risorse del NextGenerationEU nell’ambito della Missione 1 del PNRR dedicata alla cultura. Per l’intera occasione l’ingresso sarà gratuito. Si conclude così il primo step del percorso avviato nei mesi scorsi in stretta sinergia tra Comune di Alghero, Fondazione e Soprintendenza, per trasformare il MŪSA in uno spazio ancora più accessibile, inclusivo e accogliente. Gli interventi hanno interessato gli spazi di ingresso e accoglienza, i percorsi interni e i servizi destinati al pubblico, con l’eliminazione delle principali barriere architettoniche e proseguiranno nei prossimi mesi con l’installazione di nuovi arredi e una diversa organizzazione degli ambienti secondo i principi dell’Universal Design. 

La riapertura rappresenta un momento importante per il sistema culturale cittadino e restituisce alla comunità uno dei luoghi dedicati alla conoscenza della storia e del patrimonio archeologico di Alghero, profondamente rinnovato e pronto ad accogliere nuovamente cittadini, scuole, visitatori e turisti. “È un risultato che si inserisce pienamente nella visione di città sulla quale stiamo lavorando: un’Alghero in cui spazi, servizi e luoghi della cultura possano essere realmente fruibili da tutte e da tutti” sottolinea il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto. L’apertura ufficiale sarà quindi l’occasione per tornare a scoprire gli spazi del museo e le sue collezioni, in un nuovo percorso di fruizione che mette al centro del patrimonio archeologico il visitatore. Un lavoro che si inserisce nel più ampio percorso di attuazione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) del Comune di Alghero e realizzato attraverso un percorso di collaborazione con le associazioni del territorio che si occupano di inclusione e accessibilità, che hanno partecipato attivamente alle prime fasi del progetto e contribuito alla definizione degli interventi.

“L’intervento realizzato in questi mesi ci permette di avere un museo più accogliente, capace di aprirsi ancora di più alla città. Vogliamo che questa riapertura sia prima di tutto una festa condivisa con la comunità” le parole del presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu. “La riapertura del MŪSA è un momento che attendevamo e che ci restituisce un luogo fondamentale per la vita culturale della nostra città. Invitiamo tutte e tutti a visitare questo prezioso spazio cittadino, che non solo custodisce e racconta il nostro passato, ma è un luogo vivo che parla alla comunità e a chi giunge per visitare e conoscere la nostra città” precisa l’assessora alla Cultura Raffaella Sanna. L’appuntamento è per martedì 29 settembre: una giornata importante per Alghero, che si riappropria di uno dei suoi gioielli, incastonato nell’ex Complesso dei Gesuiti e adiacente alla Chiesa di San Michele, fulcro delle celebrazioni religiose per il Santo Patrono.




“Piccolo Vuoto” prende il volo: il cortometraggio arriva all’Incanto Film Festival di Pesaro

Dopo l’anteprima al Festival del Cinema di Venezia e la presentazione a Villacidro, il corto nato dal progetto della Fondazione Giuseppe Dessì e Giffoni Innovation Hub sarà presentato fuori concorso nella kermesse dedicata ai nuovi linguaggi del cinema

Da Villacidro a Venezia, e ora a Pesaro. Prosegue il percorso di “Piccolo Vuoto”, il cortometraggio prodotto da Fondazione Giuseppe Dessì e da Giffoni Innovation Hub, che sarà presentato nella sezione Fuori Concorso dell’Incanto Film Festival, in programma nela città marchigiana dal 25 al 27 settembre 2026. Alla proiezione, presente il regista Elio De Pace, seguirà un dibattito con il pubblico.

Il cortometraggio è stato realizzato nell’ambito del  progetto “La Voce dei Giovani: La Villacidro che vorrei” promosso dalla Fondazione Giuseppe Dessì e da Giffoni Innovation Hub, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, e rappresenta il risultato di un percorso creativo e formativo che ha coinvolto ragazze e ragazzi tra i 14 e i 19 anni del Liceo “Piga” di Villacidro.

Al centro del progetto c’è un’idea precisa: utilizzare il cinema non soltanto per raccontare un territorio, ma per dare voce a chi quel territorio lo vive, lo immagina e ne prepara il futuro. Da questa prospettiva è nato Piccolo Vuoto, scritto da Marta Esposito e diretto da Elio De Pace, come esito di un’esperienza che ha unito formazione, creatività e partecipazione giovanile.

Dopo l’anteprima alla Mostra Internazionale del cinema di Venezia, all’interno della rassegna Giffoni Hub – Venezia 26, e la presentazione a Villacidro della scorsa settimana, il cortometraggio entra ora nel circuito dei festival e delle rassegne cinematografiche, portando così fuori dai confini isolani  la voce degli studenti del Liceo Piga e, con essa, il nome e le immagini  di Villacidro.

L’appuntamento di Pesaro rappresenta una nuova tappa di un percorso che mette al centro il rapporto tra cinema, cultura, formazione e territori e il ruolo che questi strumenti possono avere nel creare occasioni concrete per le nuove generazioni: un’aspirazione che da sempre guida la Fondazione Dessì.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo dell’Assessorato Pubblica Istruzione,  Beni Culturali,  Informazione,  Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna.




COLDIRETTI SARDEGNA: GESTIONE DERMATITE BOVINA INSOSTENIBILE, LA PAZIENZA È FINITA PER GLI ALLEVATORI SARDI ALLO STREMO: VENERDÌ 25 MOBILITAZIONE AL PORTO DI OLBIA

La pazienza è finita. Sono oltre 15 mesi che gli allevatori sardi convivono con le restrizioni e i blocchi delle movimentazioni dei bovini. Dopo aver fatto enormi sacrifici e accettato ogni prescrizione delle autorità politiche e sanitarie; dopo essersi messi a disposizione della campagna vaccinale fidandosi delle indicazioni delle autorità sanitarie arrivando a vaccinare il 98% degli allevamenti e circa il 97% dei bovini e dopo aver rispettato tutto quello che è stato chiesto loro, oggi gli allevatori dicono basta.

Venerdì 25 settembre sarà mobilitato tutto il mondo dell’allevamento bovino sardo. L’appuntamento per il corteo è alle 10 a Olbia, al porto Isola Bianca, simbolo di un’emergenza che dura da più di un anno, per far sentire con forza la voce di un comparto che considera ormai insostenibile una situazione che continua a bloccare le aziende isolane.

Apprendiamo, poi, con forte preoccupazione le notizie emerse dalla comunicazione dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, a seguito dell’incontro a Roma sulla conferma della zona di sorveglianza di 20 chilometri. Una decisione che alimenta ulteriormente l’incertezza e le difficoltà per gli allevatori e che rende ancora più urgente una svolta nella gestione dell’emergenza.

Ecco perché Chiediamo il declassamento della malattia e una riduzione della zona di protezione, affinché le restrizioni siano proporzionate all’attuale situazione epidemiologica e non continuino a penalizzare indistintamente gli allevamenti sardi. La Sardegna ha dimostrato di aver fatto la propria parte, con una copertura vaccinale elevatissima e il rispetto delle prescrizioni sanitarie.

Nel frattempo, però, il conto dell’emergenza continua a ricadere sulle aziende. Gli allevatori sono costretti a sostenere per mesi i costi per alimentare e mantenere in vita animali che non possono essere movimentati, con spese che aumentano giorno dopo giorno e senza la possibilità di programmare normalmente l’attività aziendale. Per questo chiediamo anche alla Regione interventi economici adeguati e immediati, perché non può essere lasciato tutto sulle spalle degli allevatori.

La mobilitazione di venerdì vuole essere un segnale forte: gli allevatori hanno fatto la loro parte, ora tocca alle istituzioni fare la propria arrivando sino all’Europa. La Sardegna deve far sentire la propria voce ai tavoli nazionali ed europei e chiedere una soluzione che consenta al comparto bovino di tornare a lavorare e programmare il proprio futuro.

Matteo Piga

Responsabile Ufficio stampa e Relazioni esterne

Coldiretti Sardegna




IL DISTRETTO BIOLOGICO REGIONALE “SARDEGNA BIO” E’ IL MIGLIORE DISTRETTO BIO IN EUROPA

A Bruxelles la cerimonia di premiazione nella giornata Europea della Agricoltura BiologicaPer l’Assessore all’Agricoltura Francesco Agus “un grande risultato per la Sardegna e i nostri produttori”

Il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” è il migliore distretto biologico d’Europa per il 2026. A decretarlo nella Giornata Europea della Agricoltura Biologica è stata l’Unione Europea e nello specifico la Commissione europea, il Comitato economico e sociale europeo (CESE), il Comitato europeo delle regioni (CdR), il Copa-Cogeca e l’IFOAM Organics Europe che ha assegnato alla Fondazione sarda uno dei 7 Eu Organic Awards in palio di questa edizione.

Si tratta di un premio istituito nel 2022, primo esempio di riconoscimento conferito alla produzione biologica nell’Unione Europea per dar seguito al Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica adottato dalla Commissione il 25 marzo 2021. In questa edizione sono state premiate sette categorie, ciascuna con tre finalisti. Il Distretto sardo, unico distretto biologico italiano in finale era in lizza assieme al portoghese Alto Tâmega e Barroso  da Chaves e Pla de Manlleu dalla Spagna. 

Un successo che premia anni di lavoro, la capacità di fare rete e l’impegno per dar un’unica voce al comparto biologico isolano, in continua crescita sia nelle produzioni che nei consumi, e che ha portato la Regione Sardegna al sesto posto in Italia per superfici vocate a biologico.

A ritirare il premio durante la cerimonia che si è tenuta stamane a Bruxelles, al Charlemagne Building, è stato il presidente del Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” Andrea Campurra, con Giorgio Demurtas, vice presidente del Distretto e presidente di Coldiretti Cagliari, l’Organizzazione che ha sponsorizzato e sostenuto la nascita della fondazione fin dai primi passi mossi nel 2020, e il direttore Aldo Buiani. Il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” è il più grande d’Italia e il suo presidente Campurra è anche presidente della Rete Nazionale dei distretti biologici d’Italia. “La forza di questo Distretto – ha commentato dopo aver ricevuto il premio il presidente Campurra – è che ha dato una casa a chi da sempre con sacrificio ha creduto nel bio in Sardegna. Si fa squadra e si partecipa alle fiere anche internazionali come di recente a Melbourne al Fine food. Si lavora a numerosi progetti con diversi partner compreso l’assessorato regionale all’Agricoltura che ha sempre creduto in noi. La nostra programmazione è a lungo termine con ambiziosi progetti che valorizzano le filiere biologiche, la nostra Sardegna e il nostro futuro. Ad esempio puntiamo a garantire il biologico certificato e di qualità nelle mense scolastiche. La nostra è una grande famiglia che oggi ha saputo portare la sua voce anche in Europa dove diamo un grande contributo al raggiungimento degli obiettivi del Grean Deal e nello specifico di quello che è il Piano d’azione per lo sviluppo della produzione biologica. Il Premio è un riconoscimento che va direttamente a tutte le aziende che affianchiamo”. Soddisfazione è stata espressa anche della Regione Autonoma della Sardegna, e nello specifico dell’Assessore all’Agricoltura e Riforma Agro-pastorale Francesco Agus che sottolinea come questo riconoscimento rappresenti “una grande risultato per la Sardegna – sottolinea Agus – e per i nostri produttori. È un riconoscimento alla scommessa sul biologico che il mondo agricolo sardo e la Regione stanno portando avanti insieme. Un risultato che ci incoraggia a proseguire su questa strada”. Per Giorgio Demurtas la soddisfazione come Coldiretti Sardegna, che è tra i soci fondatori  della Fondazione, per “aver creduto immediatamente in questo progetto molto ambizioso per il Biologico sardo. Siamo molto orgogliosi di aver portato a Bruxelles un modello di Sardegna vincente che ha saputo creare sinergie tra le aziende del settore primario e della trasformazione agroalimentare dando valore e dignità al lavoro dei nostri agricoltori. L’agricoltura biologica, oltre all’importantissimo aspetto  salutare e della biodiversità, rappresenta inoltre una modalità di resilienza che aiuta a superare meglio le difficoltà dovute al cambiamento climatico. Nei nostri Mercati di Campagna Amica i prodotti biologici sono sempre più richiesti e apprezzati, e il Sistretto Biologico regionale “Sardegna Bio”, con il suo stand è diventato negli anni un vero e proprio punto di riferimento per i consumatori”.  Tra tutte le categorie in gara, il Distretto Biologico Regionale “Sardegna Bio” era l’unico assieme alla città di Torino (che gareggiava nella categoria “Migliore città Biologica”) a rappresentare l’Italia.




“STIAMO CERCANDO TE “

Appuntamento il 29 e 30 settembre dalle ore 10 alle 15 all’Hotel Cala di Volpe

23 settembre 2026 – La stagione 2027 segnerà un’importante evoluzione dell’offerta delle strutture icona della Costa Smeralda, con nuovi progetti nel campo della ristorazione, dei servizi, delle esperienze dedicate agli ospiti, creando al tempo stesso interessanti opportunità di crescita e sviluppo professionale.

Porte aperte ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo dell’hôtellerie di lusso e ai professionisti con esperienza, che desiderano vivere in Sardegna e lavorare in un contesto internazionale.

«Due giornate che ci permetteranno di presentare il mondo dell’eccellenza alberghiera. L’Hotel Cala di Volpe, il Cervo Hotel, la collezione di ristoranti e bar e il Pevero Golf Club, punti di riferimento dell’hôtellerie di lusso a livello mondiale, saranno felici e onorati di accogliervi e di raccontarvi la filosofia della nostra compagnia “People First”». 

Gli appuntamenti sono fissati per il 29 e 30 settembre, dalle 10.00 alle 15.00, presso l’iconico Hotel Cala di Volpe.

L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di incontro e dialogo per conoscere da vicino le strutture della Costa Smeralda gestite da Marriott International per conto di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority.

Persone, formazione e territorio

L’iniziativa si inserisce in una strategia che pone le persone al centro, valorizzando competenze, formazione e crescita professionale e rafforzando al contempo il legame con il territorio.

«Queste strutture confermano il proprio impegno nella valorizzazione del capitale umano anche a livello locale: nella stagione 2026, infatti, il 73% del personale assunto proviene dalla Sardegna. – spiegano dall’Hotel Cala di Volpe, Cervo Hotel e Pevero Golf Club -. Un risultato che riflette una strategia chiara: investire sul talento locale, sull’alta formazione e nel rafforzare il legame con il territorio. Una visione che si traduce concretamente in percorsi di crescita fondati sulla formazione continua, standard internazionali di sicurezza e qualità, programmi “on the job” e opportunità di cross training, oltre che incentivi allo studio, compresi corsi di lingua all’estero».

Le selezioni per la stagione 2027 riguarderanno numerose figure professionali nelle principali aree operative:

Nel settore Food & Beverage saranno ricercati Director of Bars, Bartender, Sommelier, Restaurant Director, Maître, Chef de Rang, Chef di Cucina, Chef de Partie per cucina Mediterranea e Nikkei, Pastry chef.

Per l’area Ospitalità e Accoglienza si selezioneranno Concierge, Guest Service Agent, Front Desk Agent, Guest Relations Agent, Lobby Ambassador, Butler, Room Service Attendant, Valet Attendant e Bell Services Attendant.

Le opportunità nella Room Division includeranno Housekeeping Manager, Housekeeping Porter, Room Attendant e Laundry Attendant.

Le posizioni Back of House comprenderanno personale di Magazzino, Manutenzione ed Engineering, oltre a Gardener.

Saranno inoltre ricercati professionisti per le aree Spiaggia e Piscina, tra cui Bagnini, Conduttori di imbarcazioni, Beach e Swimming Pool Attendant.

Completano il piano di selezione le opportunità nelle Aree Corporate, con posizioni aperte nei dipartimenti Finance, Risorse Umane, Sales & Marketing e Revenue Management.