Prosegue sabato 20 marzo il piano vaccinale a Tempio, il vaccino utilizzato a Tempio è esclusivamente quello della Pfizer Biontech

La decisione dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) di sospendere temporaneamente le somministrazioni del vaccino AstraZeneca su tutto il territorio nazionale, ha creato timori comprensibili anche negli utenti ultraottantenni del Comune di Tempio, impegnati in questi giorni nello svolgimento del piano vaccinale predisposto dalla ASSL.

Questo ha portato, purtroppo, molti degli utenti over 80 non ancora vaccinati a cancellare le prenotazioni già effettuate o a rimandare quelle in attesa di conferme.

Alla luce di quanto accaduto, il sindaco Gianni Addis ha voluto rassicurare tutta la popolazione ricordando che il vaccino utilizzato a Tempio è esclusivamente quello della Pfizer Biontech e non è in alcun modo interessato dal provvedimento governativo di sospensione.

“Nessuna delle 600 persone vaccinate il 12 e 13 marzo scorso – ha reso noto il primo cittadino di Tempio – ha manifestato effetti collaterali significativi ma solo, e in pochi casi, le normali e prevedibili reazioni compatibili con la somministrazione di un qualunque vaccino.”

Il Sindaco ha quindi rivolto un invito ai medici di base affinché facciano opera di convincimento nei confronti dei loro pazienti rassicurandoli e informandoli, e un appello ai suoi concittadini “affinché gli utenti over 80 non ancora vaccinati si affidino a ciò che dicono la scienza e i loro medici sull’importanza di vaccinarsi, e chiamino gli operatori dei Servizi sociali del Comune per fissare un appuntamento per le vaccinazioni in programma sabato 20 marzo.”

Il sindaco Addis ha poi invitato tutti coloro che avessero eventualmente disdetto gli appuntamenti già fissati a riconsiderare la decisione presa e a richiamare il Servizio prenotazioni, appellandosi al senso di responsabilità di ciascuno affinché quanto fatto finora non venga vanificato. “È un modo – ha detto ancora il Sindaco – per dimostrare di essere una comunità veramente solidale”.

A seguito del calo di adesioni registrato, in base agli ultimi conteggi effettuati dagli operatori dei Servizi sociali del Comune incaricati di contattare gli over 80 aventi diritto al vaccino, circa 160 delle 350 dosi previste per il 20 marzo non verranno utilizzate.

Il Sindaco ha pertanto contattato i vertici politici regionali – il Presidente Christian Solinas, l’Assessore alla Sanità Mario Nieddu e il direttore generale dell’Assessorato Marcello Tidore, l’Assessore della Pubblica Istruzione Andrea Biancareddu – , i vertici regionali sanitari – il Commissario straordinario ATS Massimo Temussi e il Commissario dell’ASSL di Olbia Franco Logias – e l’Ufficio Igiene e Sanità pubblica di Tempio, per richiedere l’autorizzazione ad utilizzare il surplus delle 160 dosi del farmaco per provvedere alla vaccinazione dei soggetti appartenenti alle “categorie fragili” affetti da patologie gravi, così come previsto dai protocolli sanitari.

“Una soluzione – sottolinea il sindaco Addis nella lettera inviata ieri mattina e per la quale si attende oggi una risposta – che ritengo possa contribuire ad ottimizzare i tempi e le modalità di copertura vaccinale della popolazione.”




lettera ex sindaci a Draghi: «I territori siano protagonisti della ripresa sostenibile»

Signor Presidente,

gli ex Sindaci firmatari di questa lettera sono i primi a essere consapevoli dello sfor- zo che le istituzioni ad ogni livello stanno facendo per affrontare la più grave crisi sanitaria, economia e sociale che ci sia stata in Italia dal secondo dopoguerra. In particolare la nostra solidarietà va ai Sindaci delle città (metropolitane, medie, piccole e piccolissime) che ogni singolo giorno sono chiamati in prima persona a rispondere alle esigenze sempre più com- plesse dei loro concittadini.

A un anno dall’inizio della pandemia, siamo tuttavia alla vigilia di un evento storico. L’Unione Europea ha finalmente adottato una linea di ripresa per tutti i Paesi membri fatta di indirizzi condivisi e di risorse per investimenti paragonabili solo a quelle del cosiddetto “Piano Marshall”. Il Governo italiano sta elaborando in coerenza con il Recovery Plan e il Next Generation EU un suo proprio documento programmatico (PNRR) per dare applica- zione coerente agli indirizzi europei. Siamo certi dell’impegno di tutte le istituzioni nel non perdere l’occasione di rilanciare e riformare il Paese in una logica di innovazione, di soste- nibilità (ambientale, sociale ed economica) e di riduzione delle diseguaglianze.

Ci rivolgiamo a Lei, Signor Presidente, per esprimerLe un timore, che, per la nostra esperienza temiamo sia ancora attuale. Il timore è che la filiera della “Governance istituzio- nale” italiana non sia all’altezza della condivisione e coesione richieste per una scrittura e un’applicazione coerente ed efficace del PNRR. Troppe volte abbiamo visto negli ultimi anni, anche quando eravamo protagonisti della vita pubblica delle nostre città, i Comuni che non si confrontano fra loro, le Regioni che non dialogano con le Città Metropolitane e che ad ogni occasione (spesso fittizia) si distinguono dalle indicazioni del Governo Nazionale. Per non dire dei piccoli Comuni abbandonati a se stessi (senza risorse né tecniche, né eco- nomiche) per la cancellazione, colpevole, di un Ente di Area Vasta.

A noi non piace, Signor Presidente, parlare in astratto della seppur necessaria riforma della Pubblica Amministrazione, tantomeno accettare l’idea che in Italia vi sia ovunque i- nefficienza e incompetenza perché sappiamo che non è così, sia nel settore pubblico che in quello privato, anzi. Il problema è che quelle competenze vengono spesso inutilizzate e se- parate fra loro da norme di legge e abitudini culturali desuete, che antepongono il rispetto di se stesse, il controllo, il diritto di veto, la logica della sospensiva, all’efficacia dell’azione e alla sua verifica. Proprio per questo pensiamo che l’applicazione del PNRR sia l’occasione

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non perdibile per rendere più efficiente la governance amministrativo-istituzionale del Pae- se: da Roma fino a tutte le città, i paesi, i territori che, con le persone che li abitano, devono diventare i veri protagonisti della ripresa e della resilienza. Chi altrimenti?

La pandemia ha accentuato contraddizioni e discriminazioni più antiche: una cre- scente diseguaglianza sociale ed economica, una disoccupazione giovanile e femminile che ci priva delle migliori risorse e competenze, una troppo scarsa integrazione e omogeneità delle condizioni di benessere tra i territori, un mondo dei servizi pubblici essenziali arretrato e non omogeneo (basti pensare ai 20 diversi sistemi sanitari italiani), la mancanza di molte infrastrutture fisiche e digitali indispensabili alla coesione territoriale e sociale. A queste ca- renze ormai croniche la pandemia ha aggiunto il nuovo bisogno dei cittadini, divenuto sem- pre più urgente per anziani, donne, bambini, di avere servizi efficienti di prossimità. A tutto ciò il PNRR dovrà saper rispondere ripensando il sistema delle città e dei territori, se non lo si vuole ridurre all’ennesimo aiuto distribuito erga omnes (sui soggetti piuttosto che sui pro- getti), peraltro in netto contrasto con le scelte europee. Il PNRR seguirà una logica di sussi- diarietà, progettando soluzioni il più vicino possibile a dove i bisogni si manifestano, o una logica di direttive nazionali forti e uguali per tutti? Noi pensiamo che sia indispensabile ap- plicare il principio della “Sussidiarietà verticale” (come da Trattato della Comunità europea) e che le politiche nazionali saranno tanto più forti ed efficaci quanto più potranno articolar- si, declinarsi, adattarsi alle tante diverse realtà territoriali italiane. Realtà che compongono ormai un quadro molto variegato di difficoltà e potenzialità diffuse ovunque, facendoci su- perare, come molti studiosi sostengono, la storica netta separazione tra Nord e Sud, rispetto a una realtà composta di “tanti Nord e tanti Sud” presenti ovunque sul territorio nazionale.

Su questi temi abbiamo aperto un confronto con valenti ed esperti giuristi italiani e ne è emersa una “proposta” che viene illustrata in dettaglio nel documento che Le alleghia- mo e che qui possiamo sintetizzare come segue.

I territori italiani saranno o non saranno i veri protagonisti di una ripresa sostenibile del Paese. Perché lo siano è necessario che i loro rappresentanti partecipino da subito alla elaborazione e definizione del PNRR, altrimenti si produrrà una distonia dannosa alla sua efficace applicazione. Nello stesso tempo, è difficile e sbagliato pensare che, senza una Ca- bina di Regia unica e nazionale si possa garantire la necessaria coerenza realizzativa delle linee guida europee e delle priorità italiane. La coniugazione tra coerenza e articolazione, tra responsabilità e partecipazione, dovrebbe essere il valore aggiunto del PNRR nei prossimi

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mesi. Questa “partecipazione” deve coinvolgere le Regioni ma non può limitarsi al solo confronto con le Regioni, che spesso hanno rappresentato un diaframma anziché un agente facilitatore della filiera istituzionale. Non immaginiamo che debba essere ulteriormente moltiplicata l’esperienza, non sempre positiva, della figura del “Commissario straordinario” con pieni poteri, né nazionale né territoriale. Al contrario, noi riteniamo che nella presenta- zione dei progetti sia necessario e doveroso (anche costituzionalmente) responsabilizzare i Sindaci che sono di fatto i portavoce dei bisogni delle loro comunità e i registi delle risposte che vengono fornite dall’amministrazione pubblica ai cittadini. In una parola, Signor Presi- dente, noi pensiamo che possa essere utilmente replicato ed esteso un modello simile a quel- lo applicato a Genova nella vicenda della ricostruzione del Ponte Morandi. Quel modello prevede che i Sindaci e le “Conferenze di servizio” siano i responsabili dei progetti da rea- lizzare, che non possano intervenire sospensive mentre i lavori sono in corso, che vi sia una certificazione pubblica e trasparente della coerenza tra il progetto approvato e la sua realiz- zazione. Siamo consapevoli dei rischi di infiltrazione malavitosa che la sussidiarietà può comportare, non solo nel Mezzogiorno. Ma senza questo allentamento del controllo ex ante, bilanciato da maggiori responsabilità penali ex post, riteniamo sia impossibile, fuori dal set- tore delle grandi opere pubbliche nazionali, estendere ai territori l’innovazione dei servizi, la transizione ecologica e la crescita economica sostenibile che l’Europa ci chiede.

La ringraziamo davvero, Signor Presidente, per l’attenzione che ci ha riservato e le auguriamo, nel pieno rispetto e apprezzamento del ruolo che ha svolto e che sta svolgendo, un buon lavoro.

FIRME DEGLI EX SINDACI: Giuliano Pisapia (Milano) Nicola Sanna (Sassari)
Sergio Cofferati (Bologna) Enzo Bianco (Catania)

Mario Bruno (Alghero)

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Marco Alessandrini (Pescara) Gianfranco Burchiellaro (Mantova) Enrico Campedelli (Carpi) Valentino Castellani (Torino) Monica Chittò (Sesto San Giovanni) Massimo Cialente (L’Aquila)

Paolo Corsini (Brescia)
Sergio Daniel (Varedo)
Simeone Di Cagno Abbrescia (Bari) Antonella Ferrario (Ceriano Laghetto) Lillo Firetto (Agrigento)
Daniela Gasparini (Cinisello Balsamo) Oriano Giovanelli (Pesaro)
Marco Mairaghi (Pontassieve)
Giuseppe Manni (Bresso)
Vidmer Mercatali (Ravenna)
Carlo Novarino (Moncalieri)
Paolo Perazzoli (San Benedetto del Tronto) Massimo Pironi (Riccione)
Claudio Pistoni (Sassuolo e Fiorano) Roberto Poli (Casalfiumanese)
Francesco Prina (Corbetta)
Maurizio Roi (Lugo)
Gaetano Sateriale (Ferrara)
Roberto Scanagatti (Monza)
Luigi Spagnolli (Bolzano)
Fabio Sturani (Ancona)
Tiziano Tagliani (Ferrara)
Elena Torri (Lizzano in Belvedere)
Walter Vitali (Bologna)
Paolo Zanotto (Verona)

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Pubblicato il bando rientrante nell’ambito della collaborazione tra Area Marina Protetta a Agenzia Agris nel progetto Pesca e Cetacei

Pubblicato il bando rientrante nell’ambito della collaborazione tra Area Marina Protetta a Agenzia Agris nel progetto Pesca e Cetacei, volto a misurare il danno arrecato dai delfini alle attività della piccola pesca

Bando per i pescatori riguardo i danni causati da parte dei cetacei. L’attività, per la quale i pescatori riceveranno un rimborso spese giornaliero, si svolgerà attraverso l’imbarco periodico di personale qualificato e indicato dall’Agris su pescherecci messi a disposizione dagli operatori del settore della piccola pesca. Le prestazioni richieste agli operatori del settore sono di seguito riportate: verifica del pescato; acquisizione informazioni attraverso intervista diretta; accompagnamento a bordo del personale qualificato indicato dall’Agris Sardegna, al fine di valutare il reale danno causato dai cetacei sia sul pescato sia sulle attrezzature. Il numero di imbarchi può variare da un minimo di 4 a un massimo di 16 per anno per operatore economico e/o imbarcazione.

Le caratteristiche che devono avere le imbarcazioni sono le seguenti: possesso di licenza valida per l’esercizio della piccola pesca artigianale e possibilità di portare a bordo ricercatori, sino a un massimo di due per imbarco; iscrizione presso un Compartimento marittimo della Regione Sardegna; lunghezza Fuori Tutto (LFT): non inferiore a 7 metri; attrezzi da pesca prevalentemente utilizzati: reti da imbrocco. E’ imprescindibile il possesso di regolarità contributiva verificabile tramite DURC. 

Gli operatori economici interessati dovranno presentare all’Agenzia Agris Sardegna – Servizio Ricerca per Prodotti Ittici – Loc. Bonassai SS 291 Km 18,6 – 07100 Sassari, la domanda di partecipazione. La domanda dovrà pervenire entro il termine delle ore 13:00 del giorno 29.03.2021, tramite posta elettronica certificata: [email protected]  Per informazioni potete contattare il referente dell’Area Pesca dell’area marina Dr.ssa Gabriella La Manna




situazione della Sanità di Alghero – disattese le indicazioni del Consiglio Comunale

gent.mo Presidente,

il Consiglio comunale di Alghero in data 16 novembre 2020 approvava una risoluzione unitaria, a partire dalla discussione di due mozioni iscritte all’ordine del giorno, sulla situazione della sanità in città e con la stessa il Consiglio Comunale impegnava il Sindaco a portare nelle sedi deputate l’imprescindibile pronunciamento del Consiglio Comunale, quale istituzione rappresentativa della Città di Alghero.

Constatiamo che ad oggi non solo appaiono disattesi gli impegni richiesti al Sindaco dal Consiglio comunale, con particolare riferimento al futuro della terapia intensiva e alla salvaguardia dell’attività dell’Ospedale marino, ma le ultime decisioni della Regione Sardegna e dei vertici ATS sanciscono, con la delibera commissariale n. 63 del 12 marzo 2021 la fine dell’Ospedale Marino, e vanno in direzione esattamente contraria alle indicazioni del Consiglio comunale.

A salvaguardia della volontà unanime del Consiglio Comunale, le chiediamo di riportare nell’immediatezza in aula la discussione sullo stato di attuazione della risoluzione approvata lo scorso novembre affinché il Consiglio cComunale possa riflettere e deliberare su una immediata e risoluta strategia finalizzata a tutelare il diritto alla salute degli algheresi e dei cittadini del nostro distretto.

Sicuri che vorrà far sue le nostre considerazioni e la nostra preoccupazione per lo Stato della Sanità locale le annunciamo che abbiamo depositato una interrogazione indirizzata al Sindaco, con richiesta di risposta scritta, alla luce degli scarsi risultati ottenuti dalla sua azione politica rispetto alle determinazioni del Consiglio Comunale e della evidente nulla autorevolezza nei confronti della Regione Sardegna e dei vertici ATS.

In attesa di un suo pronto riscontro, le porgiamo i saluti più cordiali

f.to I consiglieri comunali:
Raimondo Cacciotto
Ornella Piras
Gabriella Esposito
Pietro Sartore
Mario Bruno
Valdo Di Nolfo
Mimmo Pirisi




L’ASSESSORE NIEDDU INAUGURA IL CENTRO VACCINALE DI PREDDA NIEDDA

Sassari 18/03/2021

Sarà a Predda Niedda il centro vaccinale di Sassari. Stamattina l’assessore alla sanità regionale Mario Nieddu si è recato nei locali della Promocamera dove verranno somministrate le dosi. In tutta la Sardegna entro Marzo sono attese 136.400 dosi di vaccino. Tra queste sono comprese le fiale di AstraZeneca al momento non somministrabili in Italia, di Pfizer e Moderna. Ancora, oggi dovrebbe riunirsi l’Ema, per decidere definitivamente sulla sicurezza dei vaccini. L’assessore Mario Nieddu fa sapere comunque che <<in attesa dello sblocco, si proseguirà la campagna vaccinale con le dosi di Pfizer e di Moderna per i quali sarà data precedenza ai fragili. Chi era prenotato per AstraZeneca sarà ricontattato dall’ATS-ARES>>. La coordinatrice sassarese Lega Marina Puddinu sottolinea l’importanza della campagna vaccinale portata avanti dalla Regione Sardegna che unitamente all’ordinanza emanata dal Presidente Solinas tutelerà la salute del popolo sardo sicuramente <<fa piacere che l’inaugurazione del centro vaccinale sia proprio oggi, giornata mondiale in ricordo delle vittime della pandemia da Covid 19>>. Per il responsabile organizzativo provinciale Lega Angelo Cubeddu <<finalmente anche Sassari ha il suo centro vaccinale, è un importante passo avanti nella lotta alla pandemia>>. Non è bene cullarsi sul raggiungimento del primato nazionale per la zona bianca. Questo è il momento più delicato <<va affrontato con prudenza, prevenzione e, soprattutto, con un incremento nelle vaccinazioni. Grazie alla Giunta regionale ed all’assessore Nieddu per la costante attenzione verso il nostro territorio, da troppo tempo penalizzato nella sanità>>, così il consigliere regionale Lega Ignazio Manca. Per il consigliere comunale Lega Francesco Ginesu <<è un messaggio forte che la sanità sarda dia il suo supporto alla futura nuova città metropolitana con questo gesto>>.




Il Presidente Solinas firma l’ordinanza: vietato arrivare nelle seconde case.

leggi l’ordinanza




Ristori per taxi e Ncc, pubblicato il bando. L’assessore Fasolino: “Boccata d’ossigeno per un comparto in crisi”

Così l’assessore alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino, commenta la pubblicazione del bando dedicato agli operatori del settore del trasporto pubblico locale non di linea (taxi e NCC e mezzi atipici), che prevede un’indennità una tantum finalizzata a compensare in parte i danni economici causati dall’emergenza sanitaria.

Cagliari, 17 marzo 2021 – “Andiamo incontro al comparto del trasporto privato che da circa un anno, a fronte di uno stop generalizzato della mobilità delle persone, ha dovuto comunque sostenere i costi per assicurare i servizi di pubblica utilità. Oggi mettiamo in campo una misura di sostegno che va a soccorrere e rilanciare uno dei settori strategici per la nostra economia”. Così l’assessore alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Fasolino, commenta la pubblicazione del bando dedicato agli operatori del settore del trasporto pubblico locale non di linea (taxi e NCC e mezzi atipici), che prevede un’indennità una tantum finalizzata a compensare in parte i danni economici causati dall’emergenza sanitaria.

Destinatari della misura sono i titolari di una licenza taxi e di noleggio con conducente, sia che si tratti di lavoratori autonomi e sia che si tratti di titolari di partita IVA, fino a 4 mila euro per ciascun beneficiario. “Si tratta di una delle misure che danno la concreta percezione di una Regione che vuole essere al fianco della Sardegna, delle famiglie, dei territori, delle aziende isolane – continua l’Assessore – L’attenzione rivolta al trasporto privato è la risposta alla sofferenza di tutti quegli operatori che hanno subito e stanno subendo importanti perdite economiche, con margini negli utili drasticamente ridotti e difficoltà a fronteggiare il servizio. La Regione non solo è attenta alle loro esigenze ma si è dimostrata pronta a intervenire per garantire una prospettiva anche nel breve termine”. Soggetti attuatori del programma di aiuti sono le Camere di Commercio. Le domande di contributo dovranno essere presentate a partire dalle 9 del 25 marzo 2021 e fino alle 9 del 19 aprile 2021. Tutte le informazioni potranno appunto essere reperite sui siti internet istituzionali delle 3 Camere di Commercio di Cagliari-Oristano, Sassari e Nuoro.




17 marzo 2021, centosessant’anni di Unità nazionale.

17 marzo 2021, centosessant’anni di Unità nazionale.

L’anniversario dell’Unità d’Italia cade il 17 marzo e celebra la nascita dello Stato italiano, avvenuta con la proclamazione del Regno d’Italia, il 17 marzo 1861. Nella stessa data si celebra ogni anno la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera”.
La ricorrenza è stata ricordata questa mattina dal Prefetto di Sassari, Maria Luisa D’Alessandro, che, in rappresentanza del Governo, ha reso omaggio a Giuseppe Garibaldi, le cui spoglie riposano a Caprera, accanto alla casa che l’Eroe scelse per trascorrere l’ultima parte della sua vita avventurosa.

Ad accogliere il Prefetto, il Sindaco Fabio Lai, insieme al Comandante del Presidio della Marina Militare di La Maddalena, Mauro Panarello e a Giannina Granara, direttrice dei Musei Garibaldini che custodiscono, in una cornice unica al mondo, fabbricati, arredi e oggetti, cimeli parlanti che testimoniano la vita di Garibaldi.

Una cerimonia semplice ed essenziale, in ragione dei provvedimenti per il contrasto alla pandemia di Covid-19, ma carica di significati. Il Prefetto ha deposto una corona di alloro ai piedi del sepolcro, a testimoniare e confermare l’importanza che il Paese attribuisce a Garibaldi, che con totale dedizione contribuì alla formazione della nuova nazione italiana. La solennità dell’evento è stata sottolineata dai due Carabinieri in alta uniforme ai lati della corona e dal trombettiere della Brigata Sassari che ha affidato all’aria le note del “Silenzio”.

Analoghe cerimonie si sono svolte in altri luoghi del Paese dall’elevato valore simbolico, al cospetto della tomba di Mazzini, Cavour e Vittorio Emanuele II, rispettivamente a Genova, Santena (Torino) e Roma, protagonisti anch’essi, insieme a Garibaldi di quel 17 marzo 1861, allorquando l’Italia nacque.
“Celebrare una giornata così densa di significati per l’Italia, omaggiando i protagonisti che hanno reso possibile la nascita del nostro Paese è importante perché rinnova quei valori di coesione e unità che oggi come ieri custodiamo con orgoglio” ha ricordato il Prefetto a margine della cerimonia.




Punta Giglio, Porto Conte: documenti e verità. L’Azienda Speciale Parco di Porto Conte ricostruisce la storia del progetto riguardante il compendio ex-militare di Punta Giglio

Punta Giglio è un bene prezioso, di altissimo pregio ambientale, ricco di valori storici, culturali ed identitari. Ed è giusto e doveroso che tutta la comunità di Alghero si batta per tutelarlo, preservarlo e difenderlo da qualsiasi possibile rischio per consegnarlo e tramandarlo integro alle generazioni future. Non si può quindi che apprezzare il dibattito acceso, le prese di posizione ed anche le dure critiche che alcune componenti della comunità locale stanno rivolgendo al progetto di valorizzazione del compendio promosso dal Demanio dello Stato ed affidato in concessione ad una cooperativa di giovani imprenditori che ha vinto nel 2018 un bando pubblico. Si tratta di una chiara testimonianza di democrazia, partecipazione e cittadinanza attiva che, tuttavia, ha il preciso dovere del rispetto dei fatti, come oggettivamente si sono verificati e del ruolo effettivo che sulla vicenda ha svolto il Parco di Porto Conte. Per questo motivo il Parco intende concorrere in modo costruttivo a questo dibattito con la massima trasparenza, portando all’attenzione di tutta la comunità la sua posizione affinchè non vi possano essere dubbi e fraintendimenti sul proprio operato. A tale fine ha deciso di pubblicare nel proprio sito istituzionale  una ricostruzione dei fatti come si sono svolti – fin dai mesi precedenti la decisione del Demanio e fino alla autorizzazione unica rilasciata dal Comune di Alghero – corredata da allegati di atti e lettere ufficiali che dimostrano in modo inequivocabile quali siano stati gli intendimenti e le azioni poste in essere dal Parco per la massima tutela e valorizzazione del compendio di Punta Giglio (il dossier è consultabile al link https://www.algheroparks.it/news-e-eventi/posts/2021/march/compendio-di-punta-giglio-parco-di-porto-conte-documenti-e-verit%c3%a0/). Come riscontrabile dai documenti pubblicati, i punti salienti dell’operato del Parco possono essere così riassunti:

–        fin dai primi mesi della sua effettiva operatività (anno 2008), il Parco cercò in tutti i modi di riportare la disponibilità dei ruderi militari di Punta Giglio, bene dello Stato, nella propria diretta gestione per evitarne il progressivo degrado e per poterlo ricondurre alle finalità istituzionali di tutela, educazione ambientale e fruizione controllata proprie di un’area protetta. Della questione fu anche interessato l’allora Sottosegretario di Stato alla Difesa ma, nonostante le dichiarate disponibilità, il tentativo non condusse ai risultati sperati;

–        in tempi più recenti, venuti a conoscenza dei propositi del Demanio dello Stato di mettere a bando il compendio militare, il Parco, unica voce del territorio a prendere una posizione, si mobilitò e cercò di contrastare tali intendimenti manifestando anche formalmente la propria contrarietà ad una ipotesi di sfruttamento turistico di un’area di alto pregio storico-ambientale ricadente all’interno di un’area protetta e non compatibile con la stessa; 

–        anche in questo caso la posizione chiaramente espressa dal Parco non fu accolta dallo Stato anche perché, nel frattempo, completate le fasi di aggiudicazione, il Demanio chiese ed ottenne la piena disponibilità degli allora vertici dell’Amministrazione comunale di Alghero a sostenere l’iniziativa ed il progetto risultato vincitore, anche al prezzo di introdurre le necessarie modifiche di tipo urbanistico;

–        vani furono i tentativi del Parco, anche in quel caso in solitudine, di evidenziare le forti criticità ambientali e di scongiurare la posizione dell’Amministrazione comunale che, al contrario, firmò un protocollo d’intesa che dava il via libera al progetto dichiarato vincitore dal Demanio;

–        forti furono le preoccupazione del Parco per le caratteristiche del progetto risultato vincitore, ritenuto non compatibile con l’area naturalistica protetta; il progetto prevedeva, infatti, un intervento di riqualificazione della caserma e degli altri edifici militari, nonché l’aggiunta di ulteriori unità mobili sparse all’interno del compendio al fine di costituire una struttura ricettiva diffusa per un totale di oltre 70 posti letto con annesso ristorante e piscina: propositi del tutto improponibili all’interno di un Parco naturale;

–        di fronte a questa evidenza dei fatti al Parco non restava che attivare immediatamente una linea di condotta di diretta interlocuzione con la cooperativa vincitrice per fare in modo che la stessa ridefinisse in modo sostanziale i contenuti della proposta originaria per renderla compatibile con l’area naturale protetta e con i diversi vincoli di natura edilizia e paesaggistica, nonché con la esigenza del pieno rispetto della storia, della salvaguardia della memoria e della identità dei luoghi;

–        la cooperativa “Il Quinto Elemento” con spirito di massima collaborazione si rese fin da subito disponibile alla collaborazione richiesta dal Parco ed alla rimodulazione sostanziale della proposta originaria per rispondere alle richieste dei diversi Enti preposti fra i quali, oltre al Parco, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’Ufficio Tutela del Paesaggio, il Corpo Forestale dello Stato, il Comune di Alghero;

–        il punto di arrivo della rimodulazione può essere così sintetizzato: rinuncia completa alla impostazione turistico-ricettiva con 70 camere, ristorante e piscina e nuova impostazione delprogetto, suggerita dal Parco e del tutto condivisa dalla Soprintendenza, di realizzazione prioritaria di un museo a cielo aperto con annessa foresteria (massimo 20 posti letto), punto ristoro e vasca ludica legata in modo funzionale alle attività dell’Ecomuseo del Parco di Porto Conte;

–        la nuova impostazione che rende oggi compatibile il progetto con le esigenze di tutela e sostenibilità ambientale ha trovato puntuale conferma nei nuovi documenti progettuali approvati con il provvedimento finale di autorizzazione unica rilasciato dal Comune di Alghero;

–        in fase di realizzazione dei lavori massima dovrà essere l’attenzione agli aspetti ambientali ed alla prescrizioni impartite dalla Regione e dal Parco per il massimo rispetto della flora e della fauna, nonché quelle a tutela della memoria storica impartite dalla Soprintendenza; a tale fine il cantiere sarà monitorato e controllato passo passo da tutti gli Enti pubblici preposti.

In conclusione, è solo grazie alla determinazione ed alla perseveranza del Parco di Porto Conte che è stato possibile scongiurare l’ipotesi originaria di una inaccettabile “aggressione” ambientale del compendio e di sfruttamento dello stesso a fini turistico-ricettivi non compatibili con un’area protetta. Il progetto approvato è un progetto rispettoso dell’ambiente che fermerà il degrado ed eviterà la cancellazione della memoria storica, consegnando alla comunità algherese un museo a cielo aperto che ridimensiona in modo del tutto sostenibile le previste attività di ristoro e pernottamento secondo le logiche tipiche dei rifugi di montagna.

Si tratta di un chiaro esempio che coniuga le finalità conservazionistiche e la tutela ambientale con lo sviluppo locale, creando occasioni di impresa e di occupazione, non solo per i giovani imprenditori della cooperativa, ma per un indotto locale di giovani algheresi che avranno la possibilità di collaborare col Parco nella gestione del museo e nei servizi per la fruizione naturalistica. Ma allora, non è proprio questo quello che un Parco deve fare? 




IL NUOVO VOLTO DELL’INGRESSO AD ALGHERO – PRONTO IL PROGETTO PER L’AREA MARIOTTI

Alghero, 17 marzo 2021 – Pronto il progetto per i lavori di riqualificazione urbana nell’area “Don Bosco Mariotti”, all’ingresso della città. La zona strategica dal punto di vista dell’accessibilità cambia aspetto e migliora radicalmente nel suo ruolo rilevante per lo smistamento dei flussi che provengono dalla rotatoria esistente di intersezione tra via Vittorio Emanuele II e via Aldo Moro, che si connette sia con la parte nord della città che con la SS127bis. L’area di complessivi 4.450 metri quadrati, suddivisa in due porzioni tra le via XX Settembre e Mazzini, Barraccu e De Curtis e tra la via Vittorio Emanuele e Mazzini, diventa uno spazio pubblico capace di generare qualità urbana e conseguenti benefici economici pubblici e privati. Oggi l’approvazione in Giunta del progetto preliminare. La nuova configurazione spaziale del piazzale garantisce circa 130 stalli per autoveicoli, oltre a quelli per moto e biciclette.  E inoltre, il verde urbano, che assume particolare rilevanza per l’organizzazione dello spazio. Gli apparati vegetali scelti rispondono alle esigenze di schermare, ombreggiare e proteggere, ma soprattutto di concepire il progetto da un punto di vista della sostenibilità. L’area pedonale prevista riordina l’intera area con attenzione alla mobilità lenta e pedonale, con l’intento di trasformare la zona in un nuovo punto di riferimento per il quartiere e la città. Poi la rotatoria tra la via XX Settembre e via Barraccu, per snellire il traffico e garantire la massima sicurezza stradale. “Procediamo con determinazione per mettere a punto passo dopo passo il progetto di rinnovamento generale della città – afferma il Sindaco Mario Conoci – nasce un nuovo parco in città, che diventa anche luogo di socialità. Nasce dal degrado che abbiamo voluto trasformare in una nuova immagine per chi arriva ad Alghero”. Il progetto prevede un investimento complessivo di 815 mila euro, 350 mila dei quali già disponibili da fonti di bilancio. L’elaborato approvato conta su tre lotti : parcheggio mini a nord, parcheggio maxi a sud, rotatoria. “Il settore opere pubbliche sta lavorando con forte impulso per passare all’apertura dei cantieri – spiega l’Assessore Antonello Peru –  e tutto questo si svolge parallelamente alla programmazione di opere di recupero e di miglioramento della città”.  Il progetto dell’area, oggi sterrata e poco praticabile,  prevede inoltre  la realizzazione di un manto di copertura in materiale alternativo all’asfalto bituminoso, di migliore impatto visivo e di funzionalità drenante delle acque meteoriche, di maggiore eco-sostenibilità, la realizzazione di un viale pedonale alberato lungo l’asse nord-sud per una più sicura fruizione pedonale di quella che dovrà diventare una comoda area di collegamento con le principali viabilità  ( via Mazzini, via XX settembre ) e i servizi presenti ( cimitero, scuole, impianti sportivi, centri commerciali ). “La prossimità di tali servizi – aggiunge l’Assessore all’urbanistica Emiliano Piras –  rende indispensabile la presenza di un parcheggio di grandi dimensioni. In questo senso abbiamo già colto un primo risultato che mette a disposizione, dopo oltre vent’anni, un’area parcheggio nella Lottizzazione Lupi, posta tra le vie XX settembre e Mazzini”. L’iter ora prosegue per le fasi definitive ed esecutive del progetto, ipotizzando l’affidamento dei lavori e l’avvio del cantiere entro l’anno.