Sassari: auto incendiata, presunto dolo

Vigili del fuoco Sassari. Incendio autovettura Sassari via Buccari. Intorno alle ore 03,30 la Sala operativa del Comando VVF di Sassari ha ricevuto richiesta di intervento per un incendio autovettura in via Buccari Sassari. Inviata sul posto squadra operativa del Comando, sul posto messa in sicurezza la zona interessata dall’evento, si è provveduto allo spegnimento dell’incendio. Presenti anche forze dell’ordine, con 2 pattuglie della polizia di stato, per quanto loro di competenza.




COLDIRETTI SARDEGNA. SUL LATTIERO CASEARIO OGGI PIU’ CHE MAI SERVE PROGRAMMARE E GOVERNARE

Programmare e governare il sistema. E’ il mantra che Coldiretti Sardegna va ripetendo da anni per dare stabilità e razionalità al settore lattiero caseario.

E lo ripete a maggior ragione in questo momento favorevole per il mercato del Pecorino romano, di gran lunga il formaggio più prodotto dal latte di pecora e quello che condiziona e detta ogni anno il prezzo da remunerare al pastore.

Le esportazioni negli Usa, mercato principale di vendita del Pecorino romano Dop, anche nei primi due mesi del 2020 continuano a confermare un trend positivo, registrando una crescita del + 27,5% in volumi e +24,7 in prezzo. Vendite che vanno bene anche nei discount: + 45,9% in volume e + 41,7% come valore complessivo. In crescita invece del + 6,5% il prezzo medio sia nei supermercati e che nei discount. Dai quest’ultimi condizionati anche dal lockdown.

Notizie positive arrivano anche dalla chiusura dei bilanci delle cooperative con Dorgali e Lacesa di Bortigali che hanno chiuso a 1 euro al litro e la cooperativa Lait di Ittiri che è andata anche oltre l’ambito euro: 1,03.

Grazie alla nostra proposta di Coldiretti Sardegna condivisa dai Consorzi di tutela dei tre Pecorini e fatta propria dalla regione sono stati inoltre stanziati 5milioni di euro per l’acquisto dei formaggi freschi e a bassa stagionatura, che avevano subìto una flessione nelle vendite nei mesi di marzo e aprile portando alcuni caseifici a produrre più Pecorino romano. A questo vanno sommati anche i circa 13milioni di euro del cosiddetto bando degli indigenti per il Pecorino romano stanziati dal governo.

Interventi che vanno a tutelare il mercato del Pecorino romano, che anche per via del Covid quest’anno ha cresciuto le produzioni.

“Gli eventi imponderabili come il Covid, ma anche il pericolo Dazi degli Usa o la stessa guerra del latte dello scorso sono dei fattori straordinari che stravolgono il mercato come lo era stata la lingua blu qualche anno fa. Ma proprio per attutire anche questi colpi è oltre modo necessario un tavolo permanente della filiera che sappia programmare a monte e riesca a tenere la barra dritta nei momenti critici garantendo più stabilità a tutti gli attori della filiera e soprattutto all’anello più debole i pastori, sui quali si tende sempre a scaricare la crisi, pagandone a caro prezzo le conseguenze”.

“L’accordo di filiera con Biraghi ce lo dimostra e sta portando importanti benefici – ricorda il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba -. Il pecorino etico è frutto di una programmazione a monte che garantisce stabilità e che sta reggendo, seppur si tratti di un prodotto giovane, i momenti straordinari che stiamo vivendo in questi ultimi anni”.

 

Michele Arbau

Addetto stampa Coldiretti Sardegna




ARCHITETTI IN ISOLAMENTO

GLI ARCHITETTI IN ISOLAMENTO – LE RIFLESSIONI “POST COVID” DI UN TEAM DI ARCHITETTI PER UN NUOVO MODO DI ABITARE.

 

 

 

 

COSENZA. Le crisi sono sempre uno choc, ma costringono anche a ripensare il nostro modus operandi, a riadattarci ad una realtà per certi versi nuova, a sperimentare standard sconosciuti e modelli più congeniali per una qualità di vita sempre migliore.

Per questo il post virus, anche nell’architettura e nella progettazione degli spazi, deve far pensare, malgrado il momento sia oggettivamente difficile e complesso, a individuare nuove opportunità e a percorrere strade alternative per lo sviluppo di rinnovati modelli di vita.

“E’ interessante riflettere sul ruolo dell’architettura e dell’architetto oggi, momento in cui il coronavirus ci ha costretto a fare i conti con le nostre abitazioni e ci ha isolato dalle nostre città allo stesso modo e in ogni latitudine. Tutti, paradossalmente, abbiamo iniziato a fare le stesse cose e nello stesso momento, con culture diverse ma con aspettative simili”, dicono gli architetti Vittorio Leonetti, Adalgisa De Filippis e Manuela Zicarelli, dello studio di Cosenza Ottantasette100 architetti associati.

“Forse possiamo finalmente affermare di aver superato il post-post modern ed essere entrati in una nuova era, il “post-covid”, affermano i professionisti impegnati, in queste settimane, in un’ampia riflessione che li ha portati a ripensare gli spazi del progettare in un’ottica sempre più mirata al contesto sociale, in fieri per via degli equilibri e schemi decisamente mutati rispetto al passato.

“Post-covid inteso come architettura al servizio dei bisogni delle persone, che, avendo finalmente avuto il tempo di riflettere, chiusi nelle loro abitazioni, non si sono sentite soddisfatte dai modelli abitativi che si sono sviluppati negli ultimi decenni, mirati, forse troppo, all’estetica fine a se stessa.”

L’arrivo improvviso e traumatico dell’emergenza prima sanitaria e poi economica, su scala mondiale, impone un cambio di passo. Una “rivoluzione culturale” anche nell’abitare e vivere gli spazi sia all’aperto che nelle unità immobiliari.

Ecco, allora, la necessità di sfruttare questo momento, in cui le persone sono, in ogni parte del mondo, più consapevoli delle loro esigenze, per riappropriarsi di un concetto più antico di architettura (concetto che sembra abbastanza chiaro tra le persone intervistate) e di calarlo in un mondo sempre più globale… una bella sfida!

Con lo smart working servono contesti domestici pratici e confortevoli; ce lo hanno detto le persone che sono state intervistate dagli architetti di Ottantasette 100architetti associati, che si sono confrontati con la gente in questo periodo di confinamento. Al cittadino cliente è stato chiesto un parere significativo sul vissuto di questi mesi e sulle sue aspettative nel prossimo futuro.

E’ stato così utilizzato un questionario mirato che, somministrato ad un campione decisamente rappresentativo, ha fornito delle risposte interessanti, tanto che non appare per niente esagerato parlare di un new deal dell’architettura.

La gente riconosce all’architetto un ruolo attivo per uno sviluppo globale, in armonia con il contesto in cui è inserito e con una proiezione a lungo termine; avanza la necessità di poter usufruire di progetti innovativi, capaci di coniugare esigenze specifiche ma di proiettarsi, contemporaneamente, in un contesto più ampio e internazionale, pur salvaguardando il contesto territoriale di appartenenza.  La filosofia di fondo è quella che si ispira al “Green New Deal”, che ha già lanciato qualche sfida ai progettisti, prevedendo di rendere sostenibili le città, le abitazioni e la mobilità.

Altri aspetti emersi vanno nella direzione di privilegiare spazi ampi ed esterni e per questo a opzioni su contesti periferici dove è più facile avere a disposizione dimensioni maggiori più consone alle esigenze di libertà e movimento, mai avvertite con tanta urgenza e necessità come ora.

L’arredamento può giocare un ruolo molto importante, soprattutto in questo periodo, ad esempio utilizzando pannelli mobili ed altre soluzioni. Negli anni siamo passati da case con stanze monofunzionali a stanze polifunzionali, in grado di essere cucina, salotto, sala da pranzo, a seconda dei momenti della giornata.

Questa tendenza resta consolidata, ma si auspica di svolgere le diverse funzioni contemporaneamente da più persone.

Ancora molti progressi devono essere, invece, compiuti sul fronte del risparmio energetico; purtroppo, dall’utenza committenza privata, non è visto come elemento fondamentale del progetto (alle diverse scale) e non è ancora ancora inteso come investimento contro lo spreco di materiali e di risorse. Molti temono ancora i costi iniziali nonostante tutti gli eco-bonus messi in atto come incentivo. Ovviamente, una corretta e diffusa informazione, potrebbe ridurre il gap, aumentare le dotazioni esistenti e i conseguenti vantaggi nel medio e lungo periodo.

 

 

 

LE RISPOSTE AL QUESTIONARIO PIU’ CLICCATE

 

Il questionario si è rivolto ad una fascia d’età relativamente giovane (dai 40 ai 55 anni, con alle spalle già esperienza di prima casa) e ad un target di persone con titolo di studio universitario. Ha raggiunto persone di tutte le regioni d’Italia e sono arrivate degli importanti feedback anche dall’estero.

Le risposte più cliccate alla domanda “Il ruolo dell’architettura oggi”: sono state: Anticipare nuovi stili di vita e creare bellezza condivisibile e migliorare la percezione della qualità nelle abitazioni e nelle città. 

La risposta più cliccata alla domanda “Nella tua casa in questo momento di isolamento avverti”: La mancanza di spazi esterni.

Ancora la risposta più cliccata alla domanda “L’elemento fondamentale nella tua casa oggi è”: L’importanza di un ambiente in particolare (soggiorno, studio, cucina).

Le risposte più cliccate alla domanda “Oggi più che in passato, il filo conduttore di tutti gli ambienti della tua casa dovrebbe essere”: La continuità degli spazi, Il confort (illuminazione e acustica), ed infine l’armonia, equilibrio.

 Le risposte più cliccate alla domanda “Nella tua casa cambieresti: “L’arredamento (con arredi trasformabili e amovibili, Molti cambierebbero casa!.

Infine la risposte più cliccate alla domanda, “Uno spazio ben organizzato è: Un luogo che consenta lo svolgimento di più funzioni contemporaneamente, altro: Un luogo dove ci sia equilibrio dei sensi.

ark. Vittorio Leonetti 3663644369




Mario Figoni: il mio testamento.

Chi combatte rischia di perdere, chi non combatte ha già perso. Così dice un celebre aforisma di Bertholt Brecht.

Io ho combattuto, solo contro tutti, solo contro tutti i miei colleghi, ho perso.

Fin dall’inizio di questa storia ho ravvisato, in base alla mie conoscenze, con una laurea e una specializzazione ottenute sempre col massimo dei voti e con alle spalle, tra l’altro 11 anni di lavoro in Africa e 15 anni di lavoro nel reparto AIDS donne del Cotugno di Napoli,  gravi incongruenze a livello scientifico, ho cercato di farlo notare, ma sono stato censurato e messo a tacere.

Il quotidiano “La Nuova Sardegna”, in data 24 marzo u.s., nell’inserto sulla salute ha pubblicato un’intervista, in cui iniziavo a dire la mia su questa pandemia:

https://www.lanuovasardegna.it/tempo-libero/2020/03/24/news/coronavirus-l-infettivologo-figoni-ormai-algherese-mai-visto-un-virus-cosi-veloce-1.38631013

Interviste fatte in seguito per l’altro quotidiano sardo, “l’Unione Sarda” e per la TV regionale “Videolina” non sono mai state pubblicate o mandate in onda perché, mi hanno detto, andavo contro le linee guida della regione e del governo, ero insomma un sovversivo, un sobillatore, e rischiavo di essere, col mio dire  destabilizzante sui due mantra

“IO STO A CASA”, e

“MASCHERINA CHIRURGICA OBBLIGATORIA”,

con cui hanno preso in giro tutti gli italiani e rovinato l’economia in generale, tanta brava e povera gente in particolare.

Sono stato censurato anche su un gruppo facebook, ecco la storia:

Mi dispiace dirvi che anche una trasmissione che giudicavo ben fatta e “aperta” mi ha censurato e rimosso dai propri iscritti.

La verità sulla pandemia è per loro opinabile.

Sono stato escluso dagli amici fb del gruppo pubblico della trasmissione radiofonica “i lunatici” su RAI radio 2. Di seguito il messaggio che li ha spaventati:

“La corretta informazione deve essere indipendente.

Io non sono un complottista e parlo, e scrivo, con cognizione di causa. Mi dispiace, ma nonostante quanto asserite a voce non siete imparziali.

Vi mando alcune interviste che ho rilasciato. Non pubblicatele, non pretendo, ma almeno leggetele e/o ascoltatele. Grazie.

Ho scritto due lettere aperte al Sindaco di Alghero, Mario Conoci, il quale pur ricevendomi, e lo ringrazio ancora, non ha poi dato seguito a nessuna azione particolare per distinguersi dalla preoccupante massa, obbediente come un gregge, a dettami, sempre a mio avviso, totalmente ingiustificati, pur se mascherati da valore scientifico.

Una terza lettera aperta, stavolta al Governatore della Sardegna è rimasta senza risposta.

Così come una quarta ed ultima lettera aperta, indirizzata stavolta al Prof. Massimo Andreoni, che conosco personalmente, Responsabile Scientifico della Società Italiana delle Malattie Infettive e Tropicali, di cui per anni, quando svolgevo ancora attività lavorativa sono stato onorato di averne fatto parte.

Ebbene diceva che i “No mask”, come il sottoscritto, andrebbero addirittura fermati e denunciati!

Ho cercato, come medico, (lo sono e lo sarò per sempre, nonostante il pensionamento anticipato per invalidità), di salvare i miei connazionali dalla psicosi da virus letale, in cui , senza alcun ritegno e considerazione, sono stati gettati dai miei più blasonati colleghi.

Solo nel web è rimasta traccia di questa mia lotta, nelle mie frecciate quotidiane contro il sistema con i miei reportage ironici e sarcastici su Facebook e in due interviste audio

La prima il 10 aprile sulla piattaforma “Iceberg on Air”- Alghero Channel:

https://www.spreaker.com/user/faustofarinelli/puntata-del-10-aprile-2020

La seconda ad opera dell’agenzia viaggi Azalai:

https://www.youtube.com/watch?v=DqYXLrp2y3M

Poi c’è stato anche un quotidiano virtuale, il Corriere Sardo, che ha pubblicato una mia ennesima intervista, in data 6 maggio:

https://www.corrieresardo.it/contenuto/0/37/153655/covid-19-l-opinione-del-dott-mario-figoni

Ultima, in ordine di tempo, una diretta su “Radio Onda Stereo”, di cui non posseggo la registrazione. Quando ero al Cotugno, il Primario della virologia era il Professor Giulio Tarro, uno dei pochi scienziati controcorente, e perciò messo alla gogna mediatica.

Mi sembra che produrre fango sia una delle cose più semplici di questo mondo virtuale, in cui anche gli imbecilli hanno la parola (uno vale uno), come òi social.

Persino il francese Professor Montagnier, altro scienziato di chiara fama, anche lui controcorrente, rispetto al pensiero unico sanitario occidentale, è stato sommerso dal fango.

La brava Sandra Rodeghiero, con le mani in pasta nel consiglio regionale veneto e che mi voleva poporre come consulente dello stesso governatore, Zaia, per liberare almeno una regione da questa ossessione mediatica da virus letale, ha fallito anche lei. Ecco il testo di una sua mail che ho ricevuto in data 3 giugno u.s.: “Ciao Mario ti ho inoltrato la corrispondenza unilaterale con il Prof. Alberti, Burioni e Prof.ssa Viola. Soltanto Alberti ha risposto due mesi dopo per poi scomparire definitivamente. Inoltre ti informo che in occasione dello studio a Vo’ Euganeo, avevo parlato con il Dott. Enrico Lavezzi primo aiuto del Prof. Crisanti che non ha commentato. Attendo tue. Grazie.”

Lei, da buona statistica, si era accorta di alcune cose, lo ha fatto notare, ma nessuno l’ha ascoltata, e le sue mail sono state, se lette, cestinate.

Ho cercato, con ironia, di richiamare l’attenzione su determinari concetti base della biologia, della medicina, totalmente distorti. Ecco un esempio di un mio “post” su facebook (7.6.2020):

Voi che siete informati, ditemi una cosa.

Ma è vero che gli italiani hanno paura delle persone positive al tampone perché convinti che questi già guariti e con gli anticorpi possano infettarli?

E invece vorrebbero circondarsi di persone negative al tampone che in casi di ridotto “flare” epidemico sarebbero, questi si, dei possibili serbatoi di infezione, potendo albergare nell’orofaringe virus con alta  carica virale, “conditio sine qua non” per la trasmissione di una qualunque malattia infettiva?

E che hanno inventato una APP per individuare quelli che sono già guariti, e due milioni di compatrioti l’hanno già scaricata?

E che non sanno che il risultato di ogni test in medicina contempla sempre quattro risposte:  positivo, falso positivo, negativo, falso negativo. Non ha quindi alcun valore se non quello di dare una risposta che per grandi numeri può dare indicazioni epidemiologiche, ma per il singolo individuo non è dirimente.

Che a tale proposito hanno dimenticato che agli inizi dell’epidemia dell’AIDS/HIV tante persone ricevendo il risultato del test rapido con esito positivo si sono suicidate e che poi la famiglia, ad esequie avvenute, riceveva il test di conferma con esito negativo?

E che il Governatore della Sardegna vuole un passaporto sanitario per bloccare le persone che in caso di nuovi piccoli focolai epidemici, col loro siero ricco di immunoglobuline specifiche, di tipo IgG, potrebbero con una donazione fornire una delle migliori armi, e a buon mercato, contro la malattia?

Vi siete mai bucati con un chiodo arrugginito? Se andate al Pronto Soccorso sapete cosa vi somministrano?

Ditemi che non sono cosi ignoranti.

Fatemi sapere.

Ho cercato anche di imitare gli infettivologi noti al grande pubblico, ho preteso, se intervistato, di essere pagato. A seguire una comuinicazione “postata” su fb:

Mi cominciano a richiedere molte interviste: per trarne un vantaggio ho deciso di chiedere un gettone ogni volta che, come Zarathustra, pontifico.

  • Se volete pagarmi, fate un’offerta libera, MA CONGRUA alla Biblioteca San Michele. Largo Lo Quarter 07041 Alghero (SS) Tel. 079 970102 [email protected]

Vicepresidente Gavina Fancellu

[email protected] 380-1732118

  • Oppure propongo un baratto: parlo seversate almeno 25 items in generi alimentari a

L’approdo onlus, via G. Deledda, 50 Alghero

Responsabile Efisio Ganau

[email protected] 347-6166773

In seguito ho anche cambiato la destinazione delle offerte in moneta, prediligendo opere a favore delle persone e non  dei libri:

Ricordate che ho scritto che se mi vogliono intervistare, radio, TV o giornali, voglio essere pagato?

In generi alimentari all’APPRODO ONLUUS, condotta splendidamente dall’amico Efisio Ganau e destinati ai poveri di Alghero, oppure con un’offerta al VIS-Volontariato Internazionale per lo Sviluppo, Organizzazione non governativa (ONG), con la dicitura “un pozzo per Andrea”, giovane quindicenne ucciso da un pirata della strada e figlio della mia cara amica Elisabetta Cipollone (Twin Gemella), nominata Ufficiale della Repubblica Italiana per meriti: ha finanziato la costruzione di ben 29 pozzi in Etiopia.

Un giornalista di LIBERO, non volendo pagar gabelle, ha appena rifiutato di intervistarmi. Se qualcuno osa dire che non è vero, pubblico il numero di cellulare di questo pusillanime.

Bene, riconosco la sconfitta, sono dispiaciuto, ma non pentito di avere combattuto perché la verità venisse a galla. Mi sono sovraesposto coscientemente, ma ho sovraesposto anche i miei familiari che non hanno affatto gradito. Oggi 10 giugno, festa della Marina, e giorno in cui mia sorella Marina, della polizia locale di Roma Capitale, unica delle mie quattro sorelle a non essere insegnante, e madre di mio nipote Fabio, pilota di Elicotteri della Marina Miltare, viene a trovarmi in Sardegna, termino la mia battaglia.

Grazie a tutti voi che mi avete seguito e vedrete, alla lunga la verita trionferà, anche se come si dice in economia, nel lungo termine saremo tutti morti..

 

 

Dr Mario FIGONI

Cell. 338-9224558

Specialista in malattie infettive, in pensione.

Ideatore e coordinatore della rete algherese di bookcrossing (L’AlguerNetwork – L’Alguer llibres lliures).




Alghero: Spiagge per la pratica sportiva – San Giovanni diventa campo giochi

Alghero, 9 giugno 2020 – Una parte del litorale del Lido di San Giovanni sarà destinata alla pratica sportiva. Nel rispetto delle misure adottate dal Governo e dalla Regione, che dal 15 giugno consentono le attività ludiche ricreative ed educative per bambini, all’aria aperta e al chiuso, l’Amministrazione destina una parte della spiaggia a questa attività. La zona è compresa tra il canale di San Giovanni e la parte di spiaggia oltre la rotatoria. “L’obbiettivo – spiega l’Assessore al Demanio Giovanna Caria –  è quello di dare la possibilità ai bambini e ai ragazzi che hanno sofferto particolarmente il periodo di chiusura, senza sport e senza scuola, di ritrovare socialità e attività motoria in un area che soddisfa le esigenze anche dal punto di vista della sicurezza”.  In ossequio ad un criterio di massima cautela e nel rispetto di tutte le misure e comportamenti rispettosi delle misure di prevenzione anti contagio, le attività sportive individuali che si possono svolgere sono molteplici (  beach tennis, padel, aquilonismo, bocce, canottaggio…) oltre ad  altre attività ludico-ricreative individuali che possono essere realizzate nelle spiagge. Fermo restando che qualora le istituzioni competenti emanassero disposizioni per l’esercizio di attività sportive di squadra (beach volley, beach soccer, beach rugby e così via) le stesse potranno essere, con adeguata organizzazione, implementate presso la porzione di arenile.  Al via ora le  procedure per l’individuazione di proposte, attraverso un avviso pubblico di imminente emissione, per raccogliere le manifestazioni di interesse  da parte di Associazioni Sportive dilettantistiche o altre associazioni senza scopo di lucro, finalizzate all’affidamento in gestione con autorizzazione stagionale da parte dell’Amministrazione comunale per le attività sportive individuali e di squadra, nel momento in cui vi fossero disposizioni per l’esercizio di attività sportive di squadra.  La Giunta – su proposta dell’Assessore all’Ambiente Andrea Montis – ha inoltre stabilito di dare avvio delle procedure per l’individuazione di associazioni che abbiano interesse alla gestione temporanea della porzione di spiaggia destinata ai cani. La Dog Beach situata al termine della Pineta di Maria Pia verrà quindi affidata a sodalizi sportivi o associazioni senza scopo di lucro.




Comunicato Stampa Attilio Ruggiu – Fratelli d’ Italia Sassari Audax sulla situazione Società sportive Palaserradimigni

Iniziano i tanti agognati lavori di rifacimento e ammodernamento del “Palaserradimigni”, in procinto di vedere finalmente la luce in questi giorni con l’accantieramento della struttura, accompagnati dai giusti squilli di trombe ma anche dal malcontento espresso dalle società degli Sport olimpionici che con la Dinamo storicamente “fanno Sport” all’interno del cosiddetto Palazzetto, condividendone quotidianamente i rispettivi spazi.

Sei Società Sportive poste educatamente alla porta senza l’assegnazione di spazi alternativi da parte del Comune di Sassari, proprietario dell’infrastruttura, per il tempo necessario ai fini dei programmati interventi, previsti nell’ordine di mesi ed attualmente senza un chiaro cronoprogramma.

Società che rivendicano il loro valore anche in termini di risultati nei loro rispettivi ambiti agonistici: ginnastica artistica, pugilato, lotta e judo che nel corso degli anni, unitamente ai grandi successi della Società Dinamo a livello Nazionale ed Europeo, hanno sfornato tanti Campioni e dato lustro alla nostra Città ed alla nostra Sardegna.

La questione in questi giorni ha visto l’interessamento delle varie anime politiche sassaresi e questo è senz’altro elemento apprezzabile poichè segno della comune consapevolezza dell’importanza dello Sport, tutto e non solo quello che fattura, quale valore fondamentale per la Comunità e trasversale in quanto patrimonio di tutti i cittadini, senza tessera di partito o natura ideologica alcuna.

Lo Sport salva vite, tira fuori tanti ragazzi dalle strade, raddrizza schiene e atteggiamenti, profonde disciplina e senso delle regole ed insegna ad essere “squadra” ancor più nelle discipline individuali: dà motivazioni in tempi in cui pare non bastino mai.

Le Società chiedono così a gran voce che il Comune, attualmente gestore diretto della struttura dopo la recente scadenza del contratto di gestione in capo alla Athlon e nelle more che venga bandita una nuova gara di appalto, fornisca loro spazi alternativi così come avvenuto per la pallacanestro.

Al proposito si paventano diverse soluzioni: la riqualificazione della vecchia palestra di viale Adua di proprietà della società Coni “Sport e Salute” attualmente interessata dai lavori di rifacimento e messa in sicurezza degli spazi esterni ed interni, avente tutte le caratteristiche strutturali e logistiche per accogliere le Società del palazzetto.

Una soluzione di prospettiva, dal momento che la struttura di viale Adua sarà interessata dai lavori ancora per parecchio tempo, ma per cui la società Coni ha già dato disponibilità a trattare con società e privati, non solo prettamente sportive, ai fini della sua gestione dietro condizione di un progetto serio e ben strutturato.

Nelle more della individuazione di strutture sportive a norma di legge ed immediatamente fruibili, che allo stato attuale pare scarseggino, si potrebbe inoltre attivare un sistema di erogazione di contributo economico a favore delle società che attualmente cercano un posto dove allenarsi: ciò al fine di abbattere almeno parzialmente le spese di affitto e gestionali, gravanti su discipline sportive che non hanno dalla loro parte né clamore nè soprattutto introiti su cui poter contare.  

 

Fiduciosi che il Sindaco Prof. Campus, l’Assessore allo Sport e la Giunta intera, che al proposito hanno già dimostrato sensibilità per siffatte criticità ed apertura ad un dialogo costruttivo, possano dare una casa allo sport mentre si prepara a nuova bellezza il suo storico palazzetto.      

Sassari, 9 giugno 2020                                                     Attilio Ruggiu

 Fratelli d’ Italia Sassari Audax




Il manifesto sardo live presenta “Talking about Contemporary”

Il manifesto sardo live presenta “Talking about Contemporary”

 

Il manifesto sardo live presenta Talking about Contemporary, incontro online per raccontare la manifestazione biennale d’arte d’avanguardia organizzata dall’associazione Brebus che si svolge a Donori a fine estate. Modera Roberto Loddo e intervengono l’ideatore Roberto Follesa, il direttore artistico Maurizio Coccia e la responsabile dell’organizzazione Silvia Schirru, insieme agli artisti Franko B e Vittoria Soddu. La diretta sarà visibile venerdì 12 Giugno alle ore 18:00 sulla pagina Facebook e YouTube del manifesto sardo e sui siti web del manifesto sardo (www.manifestosardo.org) e del Contemporary Festival D’Arte D’Avanguardia (www.contemporaryfestival.com).

 

Contemporary – Festival di Arte e Avanguardia è una manifestazione biennale, della durata di tre giorni, che si tiene a Donori (CA), a fine estate. Nasce da un’idea di Roberto Follesa che, dal 2015, è affiancato nella direzione artistica da Maurizio Coccia. Silvia Schirru, Roberto Loddo, Pietro e Paolo Marchi completano il gruppo. Ogni nuova edizione conferma e consolida la sua originaria vocazione internazionale.

 

Contemporary si rivolge a tutte le espressioni culturali che si incrociano sul terreno della sperimentazione, della ricerca e dell’innovazione. Avanguardia, Resistenza, Accoglienza e Condivisione sono le parole chiave del progetto, che rifiuta ogni steccato, sia tra i linguaggi sia tra le persone. È composto da due sezioni: una residenza artistica di una settimana e un programma notturno di performance sonore, nei giorni finali del festival. In parallelo, nei luoghi più suggestivi di Donori si svolgono anche dibattiti pubblici, letture, presentazioni di libri, incontri di filosofia. Contemporary è caratterizzato da un’atmosfera di coinvolgimento con i temi e le opere, le persone e il territorio, tutto in modo informale, senza accademia e gerarchie. Così, ad artisti, musicisti, performer, non è chiesto di lasciare una traccia concreta, un “oggetto” della loro esperienza.

 

Per l’ideatore Roberto Follesa: “L’arte, come ogni espressione creativa, ha un ruolo importante nella nostra vita. Purtroppo, a causa di persistenti barriere sociali, per molti essa sembra inaccessibile. Ciò può essere vero solo se si pensa ai risultati, gli oggetti. A Donori, invece, l’attenzione si sposta dagli oggetti alle relazioni, ai rapporti che si instaurano nel corso del festival, tra partecipanti, ospiti, cittadini”. Per il direttore artistico Maurizio Coccia: “A Donori, durante il Contemporary, non saremmo tutti artisti, ma tutti siamo a contatto diretto con l’arte perché ogni fatto, ogni evento naturale, ogni azione umana possono essere portatori di arte, quella più ricca e costantemente rinnovata perché legata alla vita, qui, adesso”.

La diretta si potrà seguire da questo link su YouTube:

https://www.youtube.com/watch?v=CZ92cPpPZE0




Ziberna, sindaco di Gorizia” come ho aiutato concretamente i miei concittadini”

Rodolfo Ziberna, sindaco di Gorizia racconta nel suo intervento su ” iceberg on air” come ha affrontato l’emergenza coronavirus,

oltre a mettere in risalto le caratteristiche della “Berlino d’Italia”.

Un’interessante intervista ascoltabile qui




COLDIRETTI. UN WORKSHOP ONLINE SUL CREDITO PER I GIOVANI AGRICOLTORI

Giovedì scorso ha preso il via il corso di formazione e informazione promosso da Coldiretti Giovani Impresa Sardegna. Un progetto interattivo online che ogni giovedì si occuperà di uno dei tempi attuali e interessanti per l’agricoltura.

Il primo appuntamento è stato incentrato sull’accesso al credito, argomento fondamentale per la vita delle aziende agricole e maggiormente in questo momento di crisi economica e sociale derivata dall’emergenza sanitaria del Covid.

Giovani agricoltori di tutta la Sardegna per circa un’ora hanno interloquito, moderati dal delegato regionale Coldiretti Giovani Frediano Mura, con Luigi Sau, referente di Agri Corporate Finance.

Agri Corporate Finance è una rete di società specializzate nell’ambito della mediazione creditizia, della intermediazione finanziaria e della consulenza assicurativa a favore del settore agricolo, agroalimentare ed agroindustriale.

“Offriamo una varietà di servizi – ha spiegato Luigi Sau – tra questi quello di agevolare l’accesso al credito alle aziende agricole grazie a convenzioni con le banche presenti nell’isola”.

Sau, durante la videoncofnerenza, si è soffermato in particolare sugli strumenti finanziari nati durante l’emergenza e che comunque garantiscono liquidità immediata alle aziende agricole.

Oltre alla Cambiale agricola di Ismea (già chiuso), con prestiti fino a 30 mila euro a tasso zero per le imprese che operano nel settore agricolo, dell’agriturismo e della pesca che hanno subìto problemi di liquidità aziendale a causa dell’epidemia COVID-19, Sau ha presentato altri due strumenti interessanti per le aziende agricole.

Si tratta di un prestito rivolto alle aziende agricole sul 25% del fatturato del 2019 fino ad un massimo di 25mila euro con due anni di preammortamento e da restituire nei successivi 48 mesi. Uno strumento semplice e veloce (si liquida in 10 giorni lavorativi) pensato proprio per venire incontro alla necessità di liquidità da parte delle aziende.

Un altro strumento interessante è quello proposto dal Banco di Sardegna “Fronte Comune”, sempre rivolto alle aziende agricole. Un prestito massimo di 50 mila euro da restituire in 36 mesi con 12 mesi di preammortamento. Anche in questo caso i tempi per l’erogazione del prestito sono moto brevi.

“Questi – ha detto Luigi Sau – sono i principali strumenti ma ce ne sono altri che potrebbero fare al vostro caso e per i quali noi di Agri Corporate Finance siamo disponibili per delle consulenze”.

Per contattare il dottor Luigi Sau basta scrivere all’indirizzo mail [email protected].

Il prossimi appuntamento è per giovedì 11 alle ore 10 sempre in videoconferenza. Questa volta si parlerà di agricoltura di precisione, altro tema attuale e importante che interessa in particolare i giovani agricoltori.

Per partecipare alla videconferenza contattare il delegato regionale dei Giovani Coldiretti o attraverso mail all’indirizzo [email protected] oppure scrivendo un messaggio sulla pagina facebook Coldiretti Giovani Impresa Sardegna o contattando i segretari Giovani nelle Federazioni provinciali della Coldiretti.

 

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna

Michele Arbau




Comunicato Stampa – ESORDIO MUSICALE PER SPTFR ON LINE CON GUBBLE BUM

ESORDIO MUSICALE PER SPTFR ON LINE CON GUBBLE BUM

GIUSEPPE ESPOSITO TORNA IN GRANDE STILE SULLA SCENA MUSICALE: DISCO IN PRODUZIONE, SINGOLO IN STORE E VIDEOCLIP ON LINE

Il 31 maggio scorso il produttore sardo SPTFR ha debuttato on line con il nuovo singolo e video dal titolo Gubble Bum. SPTFR all’anagrafe Giuseppe Esposito è un musicista a 360 gradi dal background importante, fotografo professionista ed esperto in comunicazione multimediale. Alle spalle ci sono gli esordi come cantante e chitarrista in diversi progetti dal sapore crossover, l’amore per la musica elettronica, la formazione come audio engineer e in produzione musicale. Il tutto però accantonato qualche anno fa per dedicarsi esclusivamente alla professione di fotografo.

Il lockdown appena vissuto ha avuto anche aspetti positivi per chi come SPTFR è riuscito a scovarli dentro sé stesso e le proprie passioni. La difficile situazione pandemica da una parte ha annullato tutti gli eventi lavorativi ma dall’altra gli ha dato la possibilità di riprende a produrre musica. Giuseppe Esposito per mesi ha lasciato la macchina fotografica nel cassetto e ha rispolverato campionatore e sintetizzatori.

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Il risultato è un brano dal titolo Gubble Bum che piace e che funziona talmente tanto da attirare immediatamente l’attenzione degli addetti ai lavori. In men che non si dica SPTRF firma un contratto con la 152 Records, etichetta discografica inglese specializzata che lancia Gubble Bum in esclusiva su Beatport, store di riferimento per la musica elettronica in tutto il mondo. Ed il brano – https://www.beatport.com/release/gubble-bum/2970870 – fa davvero il “boom”, talmente che in pochissimi giorni sulla piattaforma vola tra i 30 più ascoltati e acquistati nella classifica delle release deep house.

Ad accompagnare il singolo c’è anche un videoclip on line su Youtube –https://www.youtube.com/watch?v=Ob9KWgrVuNg – diretto dallo stesso artista con il sostegno di Maria Biancu, Carla Cabras e Alice Figus, prodotto da Underskin Media Factory e che vede in scena Claudio Atzeni, Fabio Candotti e Mariandrea Prastaro.

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Le sonorità del brano sono quelle della house music inglese con una serie di contro tempi di batteria che ricordano i ritmi garage e un riff di basso molto presente, tondo quasi gommoso come la chewingum che esplode in faccia al protagonista alla fine del videoclip. Insomma Gubble Bum è uno di quei pezzi che una volta sentito non va più via dal cervello, grazie al suo stile fresco e dinamico e alla qualità espressa dal produttore.

Il prossimo 14 Giugno Gubble Bum sarà ascoltabile su tutti i main store di musica on line: Spotify, Amazon Music, iTunes ecc, Google Play, Dreezer e molti altri. Dopo questo esordio esplosivo SPTFR e 152 Records continuano la collaborazione con diverse proposte dell’artista sardo in uscita a breve, tra remix e nuove produzioni. Della serie, questo è davvero solo l’inizio.