Time in Jazz • Comunicato stampa • A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna, l’edizione numero trentatré di Time in Jazz,il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu.

Comunicato stampa del 26 maggio 2020
A metà agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna
l’edizione numero trentatré di Time in Jazz
il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu.
Tra gli artisti in cartellone Rita Marcotulli, Cristina Zavalloni,
Daniele Silvestri, Fabio Concato e Antonello Salis,
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Sarà un’edizione di Time in Jazz del tutto particolare, quella in programma quest’anno nel consueto periodo intorno a ferragosto: alla sua trentatreesima volta, caratterizzata dal titolo “Anima • Ànemos”,anche il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, e negli altri centri del nord Sardegna che aderiscono al suo circuito, deve infatti fare i conti con i problemi e le limitazioni del difficile e delicato momento storico che stiamo attraversando. <<Ma faremo in ogni caso un festival di alto profilo, naturalmente nel rispetto delle regole e delle misure anticontagio>>, promette il trombettista sardo, che ribadisce l’importanza di confermare anche quest’anno la manifestazione, nonostante le difficoltà e la complessità della situazione: <<Il nostro vuole essere un messaggio di ottimismo; il festival è un’occasione per piantare un seme di bellezza in questo momento così difficile e, insieme, una prova del senso di responsabilità di Time in Jazz nei confronti della comunità che lo ospita e lo sostiene. Il nostro festival conta un seguito di circa trentamila spettatori e un indotto sul territorio di tre milioni di euro. Numeri che quest’anno non potranno ripetersi, evidentemente, perché mancherà, per ovvie ragioni, il pubblico abituale. Ma in un momento di difficoltà come questo noi possiamo portare, seppur ridimensionato dalle circostanze, un contributo all’economia locale e lanciare un segnale positivo per ripartire>>.
 
Insieme a Berchidda, al momento è confermata l’adesione dei comuni di Arzachena, Bortigiadas, Cheremule, Ittiri, Loiri Porto San Paolo, Mores, Nulvi, Ploaghe, San Teodoro e Telti, ma c’è fiducia che altri possano aggiungersi prossimamente.
 
Già definito da mesi e pronto per essere presentato con il consueto anticipo lo scorso aprile, il cartellone del festival è stato necessariamente rimodulato in rapporto alle varie limitazioni e condizioni poste per contrastare il coronavirus. Alcuni dei gruppi e dei progetti più complessi o dall’organico particolarmente folto, non potranno essere confermati: è il caso, per esempio, dei 100 Cellos, il grande ensemble di violoncellisti guidato da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi, l’appuntamento col quale, già annunciato da mesi, ora è rimandato al prossimo anno. Potrebbero saltare anche alcuni appuntamenti immancabili di ogni edizione del festival, come il pranzo tipico di ferragosto, a causa delle difficoltà nell’applicare il distanziamento interpersonale.
 
E tuttavia il programma, che potrebbe essere soggetto a ulteriori modifiche in base alle norme di sicurezza che saranno da mettere in atto al momento dello svolgimento del festival, si annuncia di grande interesse e qualità: in arrivo nomi di primissimo piano della scena jazzistica nazionale, come Rita Marcotulli (con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Israel Varela alla batteria), Cristina Zavalloni (in quartetto con Cristiano Arcelli al sax alto, Daniele Mencarelli al basso elettrico e Alessandro Paternesi alla batteria), il gruppo Voodoo Sound Club di Guglielmo Pagnozzi con Roy Paci, lo stesso Paolo Fresu alla testa del Devil Quartet, (con Bebo Ferra alla chitarra, Paolino Dalla Porta al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria), oltre a Fabio Concato con il trio di Paolo Di Sabatino ad affiancare il cantautore milanese: tutti di scena sul “palco centrale” del festival, quello allestito nella Piazza del Popolo a Berchidda. Altra voce di spicco della canzone d’autore nostrana, Daniele Silvestri sarà invece il protagonista di uno degli appuntamenti più attesi di ogni edizione di Time in Jazz: il concerto dedicato a Fabrizio De André a L’Agnata, in quella che fu la dimora del grande cantautore genovese nei pressi di Tempio Pausania. Altro momento ormai immancabile del festival, ritorna anche quest’anno – ed è la quindicesima volta consecutiva – la “concertazione navale” a bordo di un traghetto della Corsica Ferries–Sardinia Ferries in viaggio dal “continente” alla Sardegna: un evento reso possibile grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle, tra i principali partner di Time in Jazz. Si prevede un progetto musicale ad hoc, naturalmente nel rispetto delle disposizioni anti Coronavirus.
 
E poi, ad avvicendarsi nelle diverse località e siti portati in dote dagli altri comuni coinvolti in questa edizione del festival, una nutrita rappresentanza di musicisti della Tǔk Music, l’etichetta fondata e diretta da Paolo Fresu, che quest’anno spegne le sue prime dieci candeline (una ricorrenza che Time in Jazz celebrerà anche attraverso una mostra): il trombonista Alessandro Tedesco con il suo Low Frequency Quartet, la cantante, pianista e compositrice Petrina, il trio intestato al contrabbassista Marco Bardoscia, il duo formato dal bandoneonista Daniele di Bonaventura con il chitarrista Marcello Peghin, quello del sassofonista Raffaele Casarano con il pianista Eric Legnini, e quello che vede insieme il trombettista Luca Aquino e il fisarmonicista Carmine Ioanna; e, ancora, il quartetto del contrabbassista Paolino Dalla Porta, il batterista Stefano Bagnoli, il pianista Giuseppe Vitale, le sorelle Leila e Sara Shirvani, rispettivamente violoncellista e pianista, in duo e in quartetto con Francesco Diodati alla chitarra e Enrico Morello alla batteria, il chitarrista Bebo Ferra con l’Organ Trio e in solo, il quartetto d’archi Alborada con un’ospite d’eccezione come la cantante Maria Pia De Vito; e, poi, naturalmente, Paolo Fresu: lo ascolteremo in trio con Marco Bardoscia e il pianista Dino Rubino, e alla testa del suo quintetto, una delle formazioni più longeve nel panorama del jazz, con i suoi trentasei anni di attività; accanto al trombettista di Berchidda, i membri storici: il sassofonista Tino Tracanna, il contrabbassista Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti alla batteria e, naturalmente, Roberto Cipelli, atteso a Time in Jazz anche per un concerto in piano solo.
 
Ma non è tutto, perché il cast del festival annovera anche la cantante Karima, accompagnata al pianoforte da Piero Frassi, e, per salutare un’altra ricorrenza significativa, Antonello Salis, il grande pianista e fisarmonicista sardo che quest’anno spegne settanta candeline e al quale Time in Jazz deve la memorabile esibizione in solo che inaugurò, nel 1997, la serie di concerti nelle chiese campestri, divenuti poi un “must” del festival.
 
A fare gli onori di casa, due immancabili formazioni berchiddesi: la Banda musicale “Bernardo De Muro”, palestra per tanti talenti, compreso proprio Paolo Fresu, che nelle sue fila mosse i primi passi nella musica, e la Funky Jazz Orkestra diretta dal trombettista Antonio Meloni, prima funky street band in Sardegna, impegnata con le sue parate musicali nelle vie e nelle piazze del paese.
 
I bar di Berchidda ospitano invece i set di quattro formazioni sarde, il duo Don Leone, i Jericho, Giuseppe Bulla from Apollo Beat e il Bad Blues Duo. Mentre a un altro brillante talento locale, il batterista Giovanni Gaias, con il suo gruppo e con musicisti ospiti, spetterà il compito di riempire di musica le nottate berchiddesi nello spazio jazz club, dopo i concerti in Piazza del Popolo.
 

  • Time to Children

Anche questa trentatreesima edizione riserverà uno spazio speciale a iniziative pensate per l’educazione musicale dei bambini: ecco dunque una nutrita serie di incontri sotto il titolo “Time to Children“, un progetto coordinato dall’Associazione Il Jazz va a Scuola, nato in collaborazione con la Federazione Nazionale Il Jazz Italiano, con l’obiettivo di promuovere, sviluppare, diffondere e valorizzare nella scuola il linguaggio del jazz, le pratiche dell’improvvisazione e dell’invenzione e la conoscenza degli aspetti socioculturali e musicali di questi ambiti.
 
Ad arricchire le proposte di quest’anno, si rinnova la collaborazione con l’associazione Realtà di Debora Mancini, con sette incontri in cui l’attrice e il pianista e polistrumentista Daniele Longo condurranno i bambini alla scoperta della musica e dei suoni, anche attraverso l’integrazione con altre forme d’espressione, come la letteratura, la pittura o il cinema. Tra le attività in programma, “Un pianoforte come il cielo”, “Forme e colori in musica”, “Cinema… quasi… muto”. Per Daniele Longo altro impegno in agenda con lo spettacolo “Una classica serata jazz”, insieme a Remo Brandoni e Stefano Nosei.
 
Rivolto a bambini e adulti, torna a Berchidda anche il “Drum Circle“ del percussionista Stefano Baroni: un cerchio di percussioni in cui chiunque può fare musica, lavorando sull’ascolto, sulla propria musicalità e su quella di gruppo.
 
Una novità assoluta per quest’anno è invece il progetto “MusicAmbiente” del percussionista Danilo Mineo .
 
La mattina di Ferragosto, infine, per il consueto appuntamento nella chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda, torna il regista, attore e autore Giancarlo Biffi con l’intrepido e coraggioso gufetto Rosmarino, protagonista del racconto “Cuore di nonna”: in azione, con Giancarlo Biffi, Paolo Fresu alla tromba, Sonia Peana al violino e altri ospiti a sorpresa.

  • Altri eventi

Nello spirito di Time in Jazz, accanto alla musica, restano fondamentali l’apertura verso altre forme espressive come l’arte visiva, la letteratura e il cinema, e l’ascolto del mondo in cui viviamo con un’attenzione speciale riservata alle tematiche ambientali e sociali.
 
È in questo contesto che si inserisce Time To Speak, un momento di riflessione, fissato tradizionalmente la mattina di ferragosto, su temi cari al festival: quest’anno, in collaborazione con la Federazione Nazionale “Il Jazz Italiano”, sarà proposta la conferenza “Dica Trentatré – Lo stato di salute della Cultura in Italia al tempo del coronavirus”, seguita dalla presentazione del libro “I Festival jazz in Italia. Un’analisi di impatto sul territorio“, dell’economista Severino Salvemini con Costanza Sartoris e Arianna Riccardi, uscito lo scorso febbraio.

Il cinema sarà come sempre presente nella consueta sezione curata dal regista Gianfranco Cabiddu, quest’anno dedicata in particolare al mondo dell’infanzia.

Spazio anche all’arte, alla Casara, edificio che nel nome rivela il suo precedente uso per la produzione e la vendita di prodotti caseari, di recente restaurato e trasformato nella sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda, dove saranno ospitati gli eventi espositivi di questa edizione.
 
Ripercorre i primi dieci anni della Tǔk Music, la mostra “10 Years of Tǔk Music”, che riunisce gli artwork delle copertine dei cd e dei vinili e i video clip prodotti dal 2010 ad oggi dall’etichetta discografica indipendente fondata da Paolo Fresu. Artisti, grafici e designer di fama nazionale e internazionale hanno infatti collaborato alla realizzazione delle copertine dei diversi album targati Tǔk, che costituiscono quindi una vera e propria galleria d’arte, oltre che di musica, mettendo in rapporto sinergico l’immagine e il suono. Tra i nomi in mostra Alessandro Gottardo, Anna Godeassi, Barbara Valsecchi, Oscar Diodoro, Mario Dondero, Francesco Bongiorni e Malala Andrialavidrazana.
 
Il racconto della passata edizione nel festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni, si potrà rivivere nell’esposizione “Time to Time 2019” con gli scatti dei fotografi Roberto Sanna e Daniele Franchi. Sarà poi visitabile la mostra “CasArt – Casa d’Arte Time in Jazz”, in cui si radunano le opere della Collezione di Arte contemporanea, nata in seno al progetto PAV – Progetto Arti Visive nel 1997, grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del festival. CasArt documenta gli esiti della ricerca e della sperimentazione artistica e creativa in Sardegna comprendendo anche opere di artisti nazionali e internazionali.
 
E alla Casara troverà spazio anche “Time to Read”, la consueta sezione del festival dedicata agli incontri con i libri e gli autori. La storia del festival e il suo rapporto con il territorio sono al centro dello studio “La Tribù sonora – Time in Jazz tra identità, turismo e territorio” della ricercatrice Rosa Maria Meloni (edizioni CISU), e del progetto editoriale “Time in Jazz Diary 2019” (Postcard 2020), un diario del festival 2019, corredato dalle foto di Daniele Franchi.
 
Si resta in ambito musicale con Mario Piatti e Enrico Strobino, che portano in dote la loro “Grammatica della fantasia musicale. Introduzione all’arte di inventare musiche” (edito da Franco Angeli) di ispirazione rodariana, in cui si suggeriscono attività per lo sviluppo della creatività in contesti di educazione musicale; in “Perigeo, una storia. Tra innovazione e sperimentazione” (edito da Stampa Alternativa), il giornalista musicale Luigi Onori ripercorre invece le tappe del gruppo jazz-rock italiano di culto negli anni Settanta. La musica fa da scenario anche per il romanzo noir “Madrigale senza suono” di Andrea Tarabbia (Bollati Boringhieri). Si sposta invece in ambito sportivo “Gioco come sono” (Rizzoli), autobiografia ironica di Luigi Datome, capitano della Nazionale e uomo-simbolo della nostra pallacanestro, orgogliosamente sardo.
 
Proseguono anche le iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale riunite sotto l’insegna Green Jazz, che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell’uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell’abbattimento delle emissioni di CO2, anche nell’intento di ridurre l’impatto del festival sull’ambiente.
 
Time in Jazz è un festival inclusivo, che fa dell’incontro tra culture attraverso lo scambio e la condivisione di saperi un suo punto cardine: per questo si lavorerà anche quest’anno per realizzare una serie di attività laboratoriali per favorire l’integrazione dei cittadini stranieri, nell’ambito di “BABEL Reloaded – Building Awareness, Bridges, Experiences, Links”, un progetto multidisciplinare sul tema della convivenza interculturale riunito sotto il titolo “Migrant Reloaded”, a cura della compagnia Theatre en Vol.
 

  • Biglietti e prevendite

In piazza del Popolo, a Berchidda, fulcro dei concerti serali del festival, non ci sarà il grande palco di sempre, ma una pedana rialzata; ridimensionato anche il numero dei posti in platea, che oscilleranno tra 300 e 400, con le poltroncine distanziate come previsto dalle disposizioni vigenti. Sarà possibile accedere all’area concerti solo con biglietto o abbonamento digitali, scaricabili su smartphone e da esibire all’ingresso, che si potranno acquistare prossimamente online su Vivaticket. Una modalità che garantisce la possibilità di rispettare il distanziamento interpersonale e di evitare gli assembramenti all’ingresso e il contatto fisico con il biglietto cartaceo.
 

  • Anima • Ànemos

Sotto il titolo “Anima • Ànemos”, l’edizione numero trentatré di Time in Jazz assume dunque un significato particolare, dato il momento storico che stiamo attraversando. <<Quanto valgono i numeri. E, soprattutto, cosa ci dicono al tempo del coronavirus?>>, scrive Paolo Fresu nelle sue note di presentazione del festival; <<33 rappresenta la maturità e sono gli anni di Cristo. Una cabala emblematica e ammaliante che ricorre nelle culture e nelle religioni del mondo. Un numero di passaggio nel quale leggere il dinamico movimento di un presente che dovrà necessariamente condurre verso il futuro>>. E, più avanti: <<Dovessimo andare a ritroso scopriremmo, senza troppo stupore, che la manifestazione si è modificata negli anni senza tuttavia perdere quei valori fondamentali che sono le relazioni umane e il rapporto con il territorio. Relazioni che oggi il Covid-19 ci fa vedere come distanti ma che la musica e l’arte riescono a sviluppare in maniera nuova e laddove la sfida del presente ci trova pronti e forgiati dalla forza dell’arte e della creatività. La stessa che oggi ci spinge con forza e volontà a ripartire nonostante le difficoltà che il tempo del coronavirus ci impone. Un festival con un alto grado di civiltà che, grazie alla musica e oggi ancora di più, vuole parlare al mondo di bellezza e rispetto, uguaglianza e comprensione, responsabilità e senso sociale (…). Come scriveva Gianni Rodari, al quale dedichiamo questa edizione in occasione dei cento anni dalla sua nascita, “è difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini, imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi”. Facciamo nostro il suo pensiero fieri di essere parte dello stesso cammino laddove l’edizione XXXIII è per noi un nuovo importante compleanno oltre che un transito libertario verso altri numeri e verso un nuovo domani>>.
 
La trentatreesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport e dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri coinvolti nel festival, con il contributo della Fondazione di Sardegna, del Banco di Sardegna, di Unipol Gruppo, di Corsica Ferries–Sardinia Ferries, e con la collaborazione di Consorzio Porto Rotondo, Agenzia Regionale Forestas, Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Arborea, Le Cantine del Jazz e Geasar. Radio Monte Carlo è anche quest’anno la radio ufficiale del festival. Media partner Spotify e Spreaker.

Time in Jazz fa parte dei progetti LIFE GreenFEST, dell’Associazione I-Jazz, della Federazione nazionale Il jazz italiano e del Sardinia Jazz Network.




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–27-05-20–Le imprese artigiane della Sardegna chiedono certezze alla Regione

IMPRESE ARTIGIANE – L’attesa del sistema produttivo per i fondi
regionali. Matzutzi e Lai (Confartigianato Sardegna) alla Regione:
“Fate chiarezza sulle risorse destinate alle imprese: i comparti sono
allo stremo, non c’è altro tempo da perdere”.

Due mesi di lockdown hanno lasciato pesanti tracce tra le imprese
della Sardegna. A marzo e aprile, infatti, le nuove iscrizioni sono
crollate di 805 unità rispetto agli stessi mesi dello scorso anno,
segnando un -42,1%. Nel 2019, nello spesso periodo le aperture furono
1.912 contro i 1.107 di quest’anno.

La situazione emerge dal dossier dell’Ufficio Stampa di
Confartigianato Imprese Sardegna, sulle “Iscrizioni delle imprese per
regione”, su dati Movimprese 2020.

L’analisi, rispetto ai vecchi confini, vede un crollo su Sassari con
-313 (672 nel 2019 contro 359 di quest’anno), seguita da Cagliari con
-259 (709 l’anno scorso e 450 quest’anno), Nuoro con -176 (381 e 205)
e Oristano con -57 (150 e 93).

“Siamo molto preoccupati per la tenuta del sistema artigiano sardo che
già prima della chiusura totale era impegnato nella lunga, e faticosa,
uscita dalla crisi del 2008 – affermano Antonio Matzutzi e Maria
Amelia Lai, Presidente e Vice di Confartigianato Imprese Sardegna –
questi dati, purtroppo, confermano sia le lesioni subite la struttura
imprenditoriale isolana, sia della necessità di “sostegni regionali”,
certi, congrui e immediati”.

Secondo l’Organizzazione Artigiana, infatti, sono maturi i tempi per
conoscere dalla Regione l’ammontare dei finanziamenti che verranno
messi a disposizione delle imprese artigiane, le condizioni dei bandi
e la loro entrata in vigore.

“Comprendiamo la difficoltà del momento ma rileviamo come ci sia poca
chiarezza sulle misure messe in campo la Giunta per sostenere i
comparti produttivi – sottolineano Matzutzi e Lai – inoltre, ci
preoccupa il ritardo accumulato verso le aziende che non possono più
aspettare perché rischiano di spegnersi definitivamente: il Sistema
economico è allo stremo”. “Quando è scoppiata l’emergenza – ricordano
Presidente e Vice – proponemmo una soluzione immediata: lo sblocco dei
40 milioni stanziati in Finanziaria per il comparto artigiano. Una
parte poteva essere utilizzata sotto forma di contributi a fondo
perduto, ciò avrebbe consentito a molte piccole imprese di pagare i
costi di esercizio. Oggi, non sappiano se quegli stanziamenti siano
ancora disponibili o siano finiti in un fondo indistinto”. “Le aziende
sono in attesa di chiarimenti soprattutto sulla tempistica –
continuano Matzutzi e Lai – per pianificare immediatamente gli
investimenti o rimandarli a situazioni di mercato future”.

La preoccupazione di Confartigianato Sardegna, è anche sugli strumenti
che fino a oggi hanno assicurato la liquidità necessaria alle imprese.
“Parliamo della Legge 949 – rimarcano il Presidente e la Vice– uno
strumento importante che, con la sua agilità e immediatezza, ha
garantito un solido sostegno agli investimenti. In questo momento,
purtroppo, il comparto non ha nessuna certezza sugli strumenti su cui
contare”.

Poi l’ultima richiesta di Confartigianato Sardegna alla Regione:
“Sulle risorse messe in campo da Stato e Regione occorre stare
attenti: non tutte le imprese hanno subito danni, nell’erogazione dei
finanziamenti per questo è necessario tenere conto dei veri bisogni
reali degli impenditori”.




L’HOSPICE DI PLOAGHE PER I PAZIENTI COVID? IL SINDACO SOTGIU ESPRIME LE SUE PERPLESSITA’

L’inizio della fase 2 ha coinciso, nel comune di Ploaghe, con il riavvio di diversi progetti e la riapertura di numerosi cantieri. Uno dei progetti che sta più a cuore all’amministrazione comunale non è, tuttavia, un cantiere di propria competenza ma un progetto attivato dall’Ats e riguarda la struttura sanitaria San Giovanni Battista. Negli anni passati infatti, a partire dal passaggio della ex Ipab all’allora Asl di Sassari è stato attivato un programma condiviso di interventi per valorizzare la struttura e che avrebbe avuto fra i progetti più importanti la realizzazione di un Hospice nell’edificio denominato “Gli Ulivi”. La struttura, un luogo di accoglienza e ricovero per malati che li assiste sino al termine naturale della vita, è la prima di questo tipo nel sassarese e potrebbe diventare un riferimento importante per tutto il nord ovest della Sardegna. Nei mesi scorsi l’Ats ha finanziato il progetto di “Realizzazione di un centro residenziale per cure palliative (Hospice)” con un importo complessivo di 323.500 euro di cui 221.290,00 euro di lavori e 2.500,00 euro di oneri per la sicurezza. L’appalto è stato aggiudicato, nel mese di dicembre, alla ditta a D.S. Medica Tecnologie Srl con sede in Noale (VE). Un ottima notizia accolta con grande soddisfazione nel territorio. A preoccupare però il sindaco di Ploaghe Carlo Sotgiu, è un’altra vicenda che, se confermata, potrebbe frenare l’iter di realizzazione del programma. “Abbiamo saputo informalmente dai quotidiani – spiega il sindaco- che la Regione avrebbe deciso di realizzare nel SGB un reparto per gli ex pazienti positivi al covid e dimessi dalle case di cura e strutture sanitarie e che devono ancora stare in isolamento. Una decisione che, se confermata, è stata presa senza consultare l’amministrazione comunale ma, soprattutto, le indiscrezioni che circolano parlano della realizzazione di questo progetto proprio nei locali de “Gli Ulivi”, cioè i locali in cui sarebbero dovuti partire, nelle prossime settimane, i lavori per la realizzazione dell’Hospice. Purtroppo non esistono ulteriori dettagli dell’operazione in quanto la delibera della giunta regionale, la 24/20 del 8 maggio, non è ancora stata pubblicata. Inoltre risulta che diversi altri comuni del territorio avrebbero gradito ospitare nelle loro strutture i pazienti ex covid ma sembrerebbe che la scelta sia ricaduta proprio su Ploaghe come comparso sulla stampa. La nostra grande preoccupazione– conclude Carlo Sotgiu- è che questa circostanza possa rallentare il progetto di realizzazione del centro di cure palliative o addirittura bloccarlo. Sarebbe davvero una grave perdita per tutto il territorio anche perché si dovrebbe bloccare un appalto già in essere”.




Nasce Santa Teresa Gallura Experience: un nuovo modo di progettare l’accoglienza turistica

Oltre 50 imprenditori di Santa Teresa hanno scelto di unire le forze per promuovere la destinazione turistica: l’idea è nata per affrontare l’emergenza economica legata al Covid19 ma l’obiettivo è quello di proseguire in futuro.

Migliorare l’attività di accoglienza del visitatore puntando sempre di più sulla qualità di tutti i servizi proposti e sul turismo esperienziale; creare una struttura associativa fondata sulla collaborazione e la condivisionedi obiettivi e strategie; lavorare per rafforzare la divulgazione verso l’Italia e i Paesi esteri del “brand” Santa Teresa, in modo da raggiungere una platea sempre più vasta di potenziali vacanzieri.

Questi sono gli obiettivi a medio-lungo termine di Santa Teresa Gallura Experience, la neonata associazione che raccoglie oltre 50 imprenditori locali. I quali hanno deciso di lavorare insieme, sfruttando la considerevole forza insita in un numero così elevato di attività.

I problemi generati dalla pandemia del Coronavirus hanno dato un nuovo impulso al settore ricettivo del paese gallurese: “Durante la quarantena abbiamo capito che nei mesi seguenti avremmo dovuto affrontare una crisi senza precedenti, dovuta all’epidemia del Covid19 – spiega Maurizio Sini, portavoce dell’associazione – allora abbiamo pensato di unirci in modo da sopportare meglio la probabile botta economica in arrivo. Abbiamo dovuto abbandonare le nostre reciproche zone di comfort per lavorare in questo progetto di rilancio del nostro paese”. Nell’immediato, sono state studiate delle massicce azioni di comunicazione sui social network: è stata aperta una pagina Facebook e un profilo Instagram, entrambi denominati Santa Teresa Gallura Experience. Le attività sulle piattaforme internet servono, in primo luogo, per dare visibilità, prestigio e “good reputation” alla destinazione turistica; ma anche, sin da subito, per proporsi sui social come punto di riferimento per coloro che intendono passare la vacanza a Santa Teresa. Un vero e proprio “link” tra il visitatore e le aziende.

“Non ci fermeremo qua, naturalmente – assicura Maurizio Sini – abbiamo molti ambiziosi progetti per il futuro. I social sono solo una delle idee che abbiamo formulato. È stata la più urgente da attivare, diciamo. Ma stiamo lavorando, già adesso, in ottica estate 2021 per proporci al mercato con una forza e una modalità inedite. Ci riusciremo un passo per volta, con calma ma con determinazione”.

L’associazione comprende attività di ogni tipo, tutte legate in vario modo al turismo: servizi di trasporto, ristoranti, hotel, locali, diving, agenzie immobiliari, agenzie di viaggio, escursionisti in bici, in canoa, in barca; guide turistiche, una cooperativa per la gestione dei siti archeologici, agriturismi, maneggi, boutique, b&b e molto altro.

“Ci inorgoglisce molto – conclude Sini – aver creato un gruppo così numeroso. Questo è un bel traguardo. Le potenzialità sono notevoli, rimanendo uniti potremo raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati”.




richieste spazi pubblici o ampliamenti – i criteri e le modalità nell’ avviso pubblico

Ampliamenti suoli pubblici per bar e ristoranti. I criteri e le modalità di accesso alle opportunità

Aperte le possibilità per le imprese fino al 31 ottobre, con possibilità di chiedere  fino al 100% delle superfici

Alghero, 27 maggio 2020 – Pubblicato dal Settore Sviluppo Economico l’avviso per l’occupazione di nuovo suolo pubblico o ampliamento di quello già autorizzato, fino al 31 ottobre 2020.

In esecuzione della Delibera di Giunta comunale n. 119 del 25/05/2020, al fine di promuovere la ripresa delle attività turistiche danneggiate dall’emergenza, le imprese di pubblico esercizio, possono effettuare istanza di nuova autorizzazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già autorizzate. “Abbiamo svolto un lavoro importante e in tempi brevi per mettere a disposizione del comparto ogni opportunità che ci compete e restiamo a disposizione tramite gli uffici per ogni chiarimento riguardante il procedimento”, spiega l’Assessore allo Sviluppo Economico Giorgia Vaccaro.

Le istanze, dovranno tener conto delle deroghe al vigente Piano Commerciale, per mezzo delle quali si consente sia l’aumento della superficie di somministrazione dei pubblici esercizi dando la possibilità di chiedere fino al 100 % di suolo pubblico in più rispetto a quello autorizzabile e sia  l’utilizzo delle aree pedonali della Città senza le limitazioni percentuali previste per alcune piazze del centro storico.

Nel rispetto dei principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza, le istanze da parte dei delle imprese di pubblico esercizio seguiranno i seguenti criteri:

Procedurali:

  1. a) Al fine di favorire l’ottimizzazione nelle occupazioni di suolo pubblico le domande presentate da più operatori in zone omogenee verranno istruite contemporaneamente al fine di valutare adeguatamente tutti gli interessi coinvolti;
  2. b) Alle istanze non si applicano l’imposta di bollo e i diritti di segreteria e/o istruttoria;
  3. c) L’istanza deve essere presentata tramite PEC, all’Ufficio Suoli Pubblici del Comune di Alghero, all’indirizzo [email protected] utilizzando il modello istanza (predisposto dall’Amministrazione comunale ed allegato al presente Avviso), planimetria e copia del documento di identità del firmatario senza ulteriori formalità, in deroga al Decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 e senza l’applicazione dell’imposta di bollo di cui al decreto del Presidente della repubblica 26 ottobre 1972, n. 642.;
  4. d) L’istanza è soggetta ad autorizzazione da rilasciarsi a cura dell’Ufficio Suoli Pubblici;
  5. e) In caso di carenza di requisiti, valutazione istruttoria delle condizioni di rilascio non favorevole, modifica dei presupposti, variazione della condizione epidemiologica o altro fatto rilevante, si procederà all’adozione dei conseguenti provvedimenti (annullamento, revoca, rimodulazione, sospensione e simili);
  6. f) L’autorizzazione viene rilasciata tramite PEC all’indirizzo del mittente da considerarsi domicilio informatico ad ogni effetto di legge;
  7. g) L’autorizzazione ha validità limitata al periodo emergenziale stabilito con provvedimento del Governo (31.10.2020), salvi i poteri di annullamento, revoca, rimodulazione, sospensione e simili di cui al precedente punto;
  8. Sostanziali:
  9. a) Qualora l’istanza provenga da un soggetto in possesso dei requisiti, di cui l’art. 181 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, si procederà al rilascio senza ulteriori adempimenti, dopo aver ottenuto il parere favorevole istruttorio;
  10. b) Qualora l’istanza, provenga da un soggetto non in possesso dei requisiti previsti dall’art. 181 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, sarà dichiarata irricevibile;
  11. c) L’autorizzazione all’occupazione, esente dall’imposta di bollo, indicherà la superficie, anche differenziata per giorni ed orari, compatibilmente con le esigenze di viabilità, traffico, salute (valutando ogni eventuale rischio di assembramento) e di ogni altro aspetto ritenuto significativo e rilevante;
  12. d) Potranno essere fornite prescrizioni generali o particolari al fine di garantire la più ampia tutela, fermi restando gli obblighi di sicurezza igienica e di sanificazione previsti dalla vigente normativa.

L’avviso pubblico è reperibile sul sito istituzionale del Comune di Alghero al seguente link https://www.comune.alghero.ss.it/it/servizi-al-cittadino/bandi/




Stintino, arriva l’ultimo parere, entro l’anno si appalta la “deurbanizzazione” della pelosa

” proprio oggi è arrivato il parere positivo dell’autorità di bacino che avvia definitivamente il grande progetto ambientale per la salvaguardia della pelosa”  – Ad annunciarlo è il Sindaco di Stintino Antonio Diana dirante il suo intervento nella trasmissione “iceberg on air” del 25 maggio 2020 – ” Entro l’anno appalteremo i lavori”-

https://icebergonair.it/?p=2565




AOU SASSARI – «Venite a donare il sangue»

Appello del Centro trasfusionale dell’Aou di Sassari che garantisce la sicurezza nelle sale d’attesa e in quella per le donazioni.

 

SASSARI 25 maggio 2020 – «Donare il sangue è sicuro anche al tempo del Covid-19». Lo dice il direttore del Centro trasfusionale dell’Aou di Sassari, Pietro Manca, che lancia un forte appello affinché «i cittadini riprendano come un tempo a svolgere questo importante gesto di solidarietà, in grado di salvare la vita». Ecco perché la struttura di via Monte Grappa fa fronte comune, assieme ad Avis provinciale e comunale, alla carenza di sangue. E lo fa tranquillizzando i donatori perché nel Centro di via Monte Grappa, così come all’Avis, vengono rispettate tutte le procedure e i criteri necessari per garantire assoluta sicurezza come, a esempio, il rispetto della distanza tra un donatore e l’altro. Accortezza che la struttura sta utilizzando sin dai primi giorni dell’emergenza Covid.

 

A destare forte preoccupazione, in questi giorni, è il calo delle presenze dei donatori, sia nel Centro Aou sia nei due centri Avis di Sassari. «Questa situazione – riprende Pietro Manca – ci ha messo in allerta. Bisogna considerare che le strutture ospedaliere si avviano verso la fase 2 dell’emergenza, si va verso la ripresa degli interventi chirurgici, non più di sola urgenza. Inoltre si va incontro alla stagione estiva, periodo nel quale vengono a calare ciclicamente le donazioni di sangue. Si intuisce quindi quale possa essere la forte necessità di sangue».

Il sangue e gli emocomponenti, oltre che consentire la vita a coloro che ne hanno costantemente necessità, sono un presidio terapeutico indispensabile per interventi chirurgici e trapianti d’organo così come per trattamenti farmacologici che possono curare e guarire alcuni tumori e leucemie.

Non calano le esigenze di sangue, in particolare quelle dei pazienti cronici come i talassemici, che continuano ad avere necessità del solito apporto trasfusionale. Sono oltre 1.000 i pazienti talassemici che in Sardegna necessitano di periodiche e continue trasfusioni, con un consumo annuo di oltre 47mila unità. In cura a Sassari, tra soggetti adulti e in età pediatrica, sono circa 130 i pazienti talassemici. Si aggiungono altre forme di malattie che richiedono trasfusioni, oltre a interventi chirurgici e i casi di infortunistica stradale.

 

«Stiamo privilegiando le prenotazioni – afferma il direttore del centro trasfusionale Pietro Manca – perché in questo modo siamo in grado di garantire i donatori e assicurare le giuste distanze sia in sala d’attesa, sia in sala donazioni. In questa fase, infatti, abbiamo deciso di dedicare 4 posti per la donazione, per evitare assembramenti e per venire incontro alle esigenze dei donatori».

In questo modo, inoltre, i donatori vengono suddivisi per fasce orarie ed è possibile contingentare gli ingressi e organizzare al meglio il flusso di lavoro da parte degli operatori sanitari.

Per le prenotazioni i donatori potranno chiamare, dalle 8 alle 14, i numeri 079.20.61.462 oppure 079.20.61.496. Dalle 15 alle 19 possono telefonare allo 079.20.61.625.

Per donare nella sede dell’Avis comunale è possibile chiamare lo 079,25,25,77 dalle 8 alle 14 e al numero di cellulare 370.14.34.967.

Per l’Avis provinciale, infine, è possibile consultare il sito www.avisprovincialedisassari.it per conoscere contatti e orari delle donazioni.

 

 

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Ufficio stampa Aou Sassari
Viale San Pietro, 10
Addetto stampa
Andrea Bazzoni




pulizia spiagge – dichiarazioni dell’Assessore Montis

Ho letto, devo dire senza troppo interesse, l’ultima nota stampa di parte della minoranza relativa alle spiagge e alle operazioni di pulizia.

Mi son sentito di dover, non tanto di rispondere ( distaccandomi per mia natura da tutto ciò che è mera polemica) anche perché quando si ha contezza di ciò che si sta facendo credo che ci sia poco tempo da perdere, fare alcune riflessioni.

Mi spiace constatare che si attui sempre più il metodo dell’attacco personale questa volta ad un consigliere ( Monti) portatore di tematiche sul fallimento delle quali l’opposizione si illude di addebitare la cocente sconfitta elettorale. Spiace dover ricordare quanto sia oltremodo riduttivo pensare di aver perso le elezioni per questo motivo. La lista è lunga, e non è il caso di ricordarla.

Comunque, presto termineranno le operazioni di pulizia delle spiagge e della rimozione della posidonia spiaggiata. Presto tutti potranno ( nella forma inedita dettata dal momento emergenziale che stiamo attraversando) stendersi al sole su candide spiagge, senza valutare , senza sapere e senza riflettere su quanti sforzi ha richiesto sia in termini economici che umani portare avanti tali operazioni.
Gli sforzi son dettati dal fatto che le norme in vigore sono spesso contrastanti tra loro e rendono difficilissimo il lavoro dei funzionari e dei tecnici, che, con gli strumenti che hanno, cercano di riuscire a rendere reali le esigenze che la Politica, i cittadini, gli operatori balneari, gli albergatori richiedono, cioè contemperare interessi diversi tra cui quelli della fruizione ai fini turistici e ricreativi e il rispetto dell’ambiente e delle norme a esso collegate, aspetti imprescindibili per una città come la nostra.

Sin dall’inizio del mio mandato ho, con forza, riconoscendo anche quanto precedentemente fatto, voluto abbassare i toni sul tema che, per quanto mi riguarda, ritengo non possa e non debba essere oggetto di scontro politico, un tema su cui di fatto esiste, allo stato attuale, ben poco di politico, dove la differenza la fanno le sfumature, l’andamento climatico delle stagioni, una pandemia, magari, e dove conta invece molto la capacità la tenacia e il coraggio di chi sta al timone, politico e amministrativo.

D’altronde basterebbe farsi un giro per il web per comprendere facilmente che non siamo i soli a dover gestire la questione spiagge e che invece siamo gli unici ( al di là dell’esubero reale di posidonia di cui godiamo) ad essere riusciti a farne un caso oggetto di costante dibattito, pubblico o occulto,strisciante, anche duro.

La parte che mi ha preceduto ha avuto il ruolo di intraprendere delle scelte che hanno aperto la strada a nuove forme di gestione quale ad esempio quella del lavaggio delle foglie di posidonia, mettendo a nudo la necessita di restituire alle nostre spiagge la sabbia che per forza di cose viene asportata e lo ha fatto sempre grazie al coraggio dei funzionari.

Per quanto riguarda la parte che amministra ora, con un occhio attento a non commettere errori del passato, sta procedendo a cercare di rendere percorribili, al fine anche di poterne trarre diretto vantaggio per il territorio, quelle strade anche localmente. E se qualcuno crede che possa esser scandaloso gridare alla continuità io credo invece di no se per continuità si intende il perseguire un obbiettivo utile alla comunità, pur se con le chiarissime diverse sfumature.

Va ammesso, però, che nonostante tutto questo movimentismo ( spesso per chi guarda teso più a disfare che a costruire) la politica che norma , decreta e legifera non ha fornito chissà quali segnali, non è che abbia messo in condizioni gli uffici di lavorare con strumenti più snelli e mi chiedo il perché le competenze tecniche ( magari quelle che hanno davvero approfondito il tema) vengano considerate solo in fase risolutiva emergenziale per poi disconoscerne il lavoro nei momenti di pianificazione e regolamentazione.

A tal proposito voglio dire con forza provocatoria che se negli anni a venire dovessi ancora trovarmi a rivestire questo ruolo, non muoverò personalmente piu’ un dito per tutto quanto ciò che attiene la pulizia delle spiagge e la gestione della posidonia. Lasciamole come sono.

Rimangano “sporche” come le definisce chi non sa cosa sia la posidonia, o rimangano “illibate” come chi estremamente non riesce a comprendere anche la necessità di avere delle spiagge fruibili turisticamente.

Diversamente ci si muova, veramente, in maniera coordinata ( partendo dal basso e da chi conosce i problemi) partendo da quanto di buono e stato fatto e si sta facendo, coinvolgendo Comuni Regioni e Governo capaci di ascoltarsi, di ascoltare e dare strumenti utili e chiari a chi poi in trincea deve adoperarsi. In questo senso sarà ben accetto il contributo di tutti.

La questione è Nazionale e non possono piu’ bastare gli sforzi individuali, le leggi Regionali ( impugnabili sempre si o sempre no in base alla corrispondenza dei colori politici) o le proposte dei rappresentanti territoriali se non accompagnate da azioni corali. Chi si aspettava risposte diverse da questa si sbaglia la gente è stufa della politica che gioca sul rilancio o sulle mistificazioni.

Ad onor del vero, l’anno passato la vecchia amministrazione ha ripulito il sito di San Giovanni –fianco porto ( che niente ha a che fare con la pulizia ordinaria in corso) terminando il 9 di Giugno, scelse di farlo solo ad un passo dalle elezioni, la pulizia ordinaria invece di tutti gli altri siti (senza voler attribuire colpe a nessuno o meriti) che erano stati tralasciati ( San Giovanni Lido Maria Pia Cuguttu, Fertilia etc,) è terminata a Luglio inoltrato dalla nuova amministrazione. Ora proseguiamo, nonostante i blocchi imposti dalla pandemia con largo anticipo. E’ Tempo di crescere.

Andrea Montis




Fase 2. Dati incoraggianti, Olbia sempre più verso la normalità.

«Continua il trend positivo nella nostra città, da diverse settimane non ci sono più persone positive al virus. Adesso è fondamentale fronteggiare la crisi economico-finanziaria e sostenere i nostri concittadini nella ripresa – afferma il sindaco Settimo Nizzi – .Abbiamo deciso di anticipare di qualche giorno le aperture domenicali e festive delle attività: da oggi potranno osservare il loro normale orario e restare aperte già da domenica 30 maggio, così come il 2 giugno».

«Sempre da oggi, il Fausto Noce resterà aperto dalle 7.00 alle 21.00 e torna accessibile l’area dedicata ai cani – prosegue Nizzi – .Resta l’obbligo della mascherina poiché difficilmente, al parco, si riesce a rispettare la distanza interpersonale imposta dalla normativa. Gli agenti dell’Ages, in collaborazione con le forze dell’ordine, continueranno a vigilare sul rispetto delle regole. Andare verso una progressiva “normalità” non deve farci abbassare la guardia ma, anzi, per evitare passi indietro rispetto ai contagi e alle aperture, è di fondamentale importanza continuare ad osservare scrupolosamente tutte le disposizioni».

«Altra novità riguarda l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale: resta l’obbligo della mascherina nei locali chiusi come negozi ed uffici, mentre non è più obbligatorio indossare i guanti, meno igienici se non cambiati di frequente. Molto meglio lavarsi o igienizzarsi spesso le mani» conclude il sindaco.

 

Ordinanza n. 58 Ordinanza n. 59 Ordinanza n. 60 Ordinanza n. 57




Liquidità per l’emergenza – consiglio Comunale di Alghero unanime approva

Alghero, 25 maggio 2020 – Circa 1,7 milioni di euro di risorse che si liberano per far fronte all’emergenza. Maggioranza e minoranza d’accordo sulla manovra dell’Amministrazione che rimodula le dotazioni finanziarie da destinare alla Fase2 dell’emergenza. Le risorse determinate dall’Assessorato alle Finanze riguardano mutui che per l’anno 2020 non saranno pagati per la quota capitale. Passa all’unanimità in Consiglio Comunale ( 25 voti favorevoli) la proposta della Giunta Conoci che libera liquidità che andranno a garantire il mantenimento degli equilibri di bilancio che le minori entrate causate dalla crisi andranno a mettere a rischio e a contrasto degli effetti della crisi su imprese e famiglie. Il provvedimento prende avvio dalle misure nazionali di alleggerimento degli oneri di restituzione del debito dei Comuni nei confronti del Ministero dell’Economia e delle Finanze gestiti dalla Cassa Depositi e Prestiti ( cosiddetti “Mutui Mef” ). L’operazione Comune – Mef consente di trattenere nelle casse complessivi 94.013 euro. La sospensione delle rate dei mutui riguarda inoltre i rapporti con gli istituti di credito, secondo le linee guida di un Accordo quadro fra Anci-Abi- Upi, tra i quali il Credito Sportivo. L’economia che risulta dalla sospensione è in questo caso di 1.191.009 euro. Infine il rapporto Comune – Cassa Depositi e Prestiti consente di rinegoziare i mutui e di economizzare 386.488, 52 euro. L’operazione prende avvio dalle misure del Governo relative all’emergenza, il cosiddetto decreto “Cura Italia”, che prevede il rispetto per gli Enti locali, nel rinegoziare i mutui, del principio dell’equivalenza finanziaria, assicurando l’eguaglianza tra il valore attuale dei flussi di rimborso del prestito originario e del prestito rinegoziato. Lo “spostamento” del debito comporta liquidità immediata al pari dell’incremento degli interessi che si andranno a rifondere. “Sono iniziative che cogliamo con estrema prontezza – spiega il Sindaco Mario Conoci – e andiamo incontro con immediatezza alle esigenze che si presentano con evidenza in questa fase emergenziale. Lo facciamo da subito mettendo in atto un piano di salvaguardia degli equilibri di bilancio e di contestuale sostegno concreto all’economia cittadina. Ringrazio tutta la struttura del settore finanze – aggiunge – per il lavoro svolto in questa fase che ci ha consentito di arrivare al risultato in tempi brevi”. Le gravi conseguenze che sul piano economico gli esercizi commerciali, gli operatori dei servizi turistici, le piccole e medie imprese artigianali hanno avuto a seguito della chiusura disposta per l’emergenza sanitaria generano conseguenti ripercussioni nel bilancio comunale. “Gli interventi approvati vanno anche in questo senso – precisa l’Assessore al Bilancio Giovanna Caria – e le misure adottate dal Comune ci dovranno permettere di mettere al riparo i conti pubblici e di agevolare la ripartenza delle imprese”.