Alghero: Tavolo per il Turismo: coordinatori al lavoro

Il tavolo Permanente per il Turismo al lavoro per l’emergenza.

Nominati i coordinatori degli ambiti di intervento . “Ricostruire la destinazione Alghero”

Alghero, 25 maggio 2020 – L’Assemblea del Tavolo Permanente per il Turismo accelera e rende più operativo e snello il proprio lavoro articolandosi in gruppi di lavoro cui affidare la trattazione di specifici temi.

A tal fine si è deciso di costituire in seno al Tavolo le seguenti commissioni:

1) Prodotti Turistici,

2) Trasporti / Qualità urbana / Servizi pubblici,

3) Promozione / Marketing / Fiere / Workshop / Educational & Press Tour,  Branding,

4) Eventi,

5) Formazione e aggiornamento,

6) Commercio.

Così come previsto da regolamento a suo tempo approvato unanimemente dal Consiglio Comunale, ciascuna commissione ha eletto il proprio coordinatore cui compete la  convocazione della commissione, la  definizione dell’ordine del giorno e la conduzione dei lavori.

Sono stati eletti quali  coordinatori delle commissioni: 1) Lorenzo Carboni, 2) Andrea Oliva, 3) Bianca Bradi, 4) Lorenzo Sagrati, 5) Vincenzo Scanu, 6) Carlo Scarpa.

Senza alcun indugio tutte le commissioni si sono messe al lavoro per definire le priorità e gli argomenti sui quali impegnarsi. Ovviamente la situazione emergenziale ha imposto a tutti di concentrarsi sulla ripartenza e cercare, nel limite del possibile, di limitare i danni per la stagione 2020 agendo sia sul fronte  dell’immagine della città da comunicare nei mercati dai quali potranno arrivare i nostri ospiti, sia sulla messa a punto di tutte le azioni utili per trasmettere una forte sensazione di sicurezza a chi ci sceglierà per le proprie vacanze.

Si è deciso di rinviare alla fase successiva l’importante  lavoro di preparazione per il 2021.

Infatti, Alghero, la cui economia è strettamente connessa al turismo deve “ricostruire” una propria identità, un proprio posizionamento come destinazione turistica.

La destinazione Alghero, intesa come prodotto turistico negli ultimi anni ha segnato il raggiungimento di quella fase che si può definire “maturità del prodotto”, iniziando anche a percorrere la fase del declino.

“ Il lavoro che si è iniziato a portare avanti evidenzia come la stretta collaborazione dei soggetti pubblici con gli attori privati nella condivisione di strategie e azioni per il rilancio della destinazione sia fondamentale per ridare slancio alla destinazione nel suo complesso.

Nuove strategie, ricerca di nuovi mercati e di nuovi segmenti, di nuovi prodotti turistici, la ridefinizione e il potenziamento di quelli esistenti, rafforzamento   delle reti e delle collaborazioni, costituiranno il filo rosso da seguire nei prossimi mesi e nei prossimi anni se si vorrà dare un futuro florido al turismo algherese.” dichiara  l’assessore al turismo, Marco Di Gangi che illustra la strada da percorrere, facendo anche un appello alla massima coesione per superare le difficoltà contingenti: “Animati da tale spirito, diventa fondamentale tra i vari attori, pubblici o privati che siano, la piena identità degli obiettivi e delle modalità tramite le quali raggiungerli, perciò credo che oggi, sia ancor più stringente  che l’Amministrazione comunale e la Fondazione Alghero rafforzino   ancor più lo stretto legame che li vincola per  raggiungere gli obiettivi comuni.”




Abbandono di rifiuti, le telecamere sulle isole dell’agro sugli incivili ( foto)

Prosegue l’intensa attività di controllo della compagnia barracellare in tema di rifiuti.

Sotto controllo le isole asservite agli utenti dell’agro. Immortalati dalle telecamere e sanzionati alcuni cittadini che ancora non vogliono uniformarsi alle norme e che usano i cassonetti per conferire rifiuti domestici nonostante vengano serviti dal ritiro porta a porta e nonostante il servizio di ritiro domiciliare, la possibilità di conferimento negli Ecocentri comunali e la nuova iniziativa portata avanti dall’ Amministrazione denominata desbarrasa ne tot.

Per i cittadini che hanno preferito violare le norme sono  in arrivo pesanti sanzioni. Tra questi, c’ è anche chi dopo aver riparato in casa il trattore ha ben pensato di abbandonare filtri e pezzi di ricambio dentro un sacco di plastica nero.

“Cittadini così sono nemici di Alghero e degli Algheresi – commenta l’Assessore all’Ambiente Andrea Montis – tra loro ci sono incivili e semplici maleducati, magari li stessi che chiedono più controlli e maggiore attenzione, ma non ci saranno sconti, per nessuno”.

Intanto gli uffici rinnovano l’invito a chi ancora non ha proceduto al ritiro dei mastelli per la differenziata. Le anagrafiche saranno poste sotto l’attenzione degli uffici e chi ancora non ha provveduto si vedrà notificare a casa la sanzione prevista.

“Comprendiamo le difficoltà di tutti ma il momento che viviamo non potrà fornire alibi, a nessuno. Ringrazio invece la maggior parte dei cittadini, rispettosi delle regole e li invito a continuare a segnalarci comportamenti irresponsabili” conclude l’Assessore Montis.

Prosegue intanto l’attività dei barracelli che con il coordinamento del Comandante Paddeu sta eseguendo continue campagne di controllo sul territorio.




FEDERCAMPING. CON IL LOCKDOWN PERDITE PER 100 MILIONI DI EURO

FEDERCAMPING. CON IL LOCKDOWN PERDITE PER 100 MILIONI DI EURO

Ripartiamo subito come Regione Covid free

Sono stimate in 100milioni di euro, il 45% del fatturato dell’intera stagione, le perdite subite dei campeggi sardi a causa del Covid, dovute alle mancate presenze in questi primi mesi e all’annullamento delle prenotazioni. La speranza è che si salvi almeno il 20% del fatturato stagionale, circa 45milioni.

Sono i dati drammatici che arrivano dal turismo open air, la prima forza del settore extra-alberghiero, la seconda in assoluto per posti letto in Sardegna dopo gli alberghi, con 54mila, e lo fa per bocca della FederCamping Sardegna (Faita) che lo scorso anno ha registrato 2,6milioni di presenze per un fatturato intorno ai 225milioni.

“Ripartiamo subito come Isola Covid-free, offrendo enormi spazi, aria sana,  prodotti genuini e una vacanza a impatto zero, come solo la Sardegna può fare. Questo oggi è il miglior biglietto da visita per i turisti. Ma facciamolo subito – afferma il presidente di Faita Sardegna Nicola Napolitano -. Il turismo open air  è ad un bivio, il Covid al momento ha compromesso la prima parte della stagione, con perdite del 100%. Saremo fortunati se riusciremo a salvare il 20% del fatturato”.

Oltre alla perdita dei primi due mesi e mezzo di stagione (anche giugno ormai è compromesso), sono state annullate anche l’80% delle prenotazioni arrivate tra fine gennaio e febbraio (che rappresentano circa il 70% delle prenotazioni stagionali).

Per Faita “la tutela della salute è un diritto individuale irrinunciabile, sancito dalla Costituzione. I turisti stessi vogliono trascorrere le vacanze in tranquillità per questo lo Stato deve rendere accessibile a tutti il test (tampone). È l’affermazione del principio di giustizia della salute, ed è il modo migliore anche per dare una chance alla tenuta del turismo. Quello del passaporto è una scelta politica rischiosa ma è un nostro dovere morale sostenerla”.

La sicurezza dei turisti rappresenta la più forte arma di marketing e promozione di un territorio. “Chi porterebbe i propri figli a vivere una vacanza a rischio? – è l’interrogativo retorico della Faita -. Non possiamo giocare alla roulette russa: la probabilità che uno autocertifichi in buona fede l’essere sano è alta con la conseguenza di compromettere non solo l’intera stagione ma le aziende stesse”.

“Il turismo – sottolinea Nicola Napolitano – deve pretendere questa sicurezza, perché è ciò che ci chiedono per prima i turisti. Noi offriamo vacanze, e queste devono potersi realizzare senza  tensione, sospetto o diffidenza del prossimo”.

Le attività turistiche sono stagionali per questo i tempi sono fondamentali diversi e molto più veloci da quelli della politica.

“L’appello che rivolgiamo al presidente Solinas – dice a nome della Faita Nicola Napolitano – è di non indugiare oltre su una decisione che sostenga il processo di garanzia della salute, contribuendo alla spesa di certificazione sia per i sardi che per i nostri ospiti e definendo anche i regolamenti e le direttrici di comportamento e condotta che le nostre aziende devono seguire a tutela anche della sostenibilità economica delle stesse. Dall’altro prepari un piano trasporti che sappia reggere la domanda di Sardegna, a prezzi accettabili e in condizioni di sicurezza, consentendoci di rassicurare e di operare nei mercati entro breve tempo per provare a salvare la stagione. Come associazione diamo la disponibilità a collaborare, per quanto ci compete, alla definizione delle regole che investono le nostre responsabilità”.

I 93 campeggi sardi sono la migliore offerta turistica che la Sardegna possa offrire al turista in tempo di Covid, con spazi ampi e all’aperto e in stretta connessione con un turismo rurale di conoscenza del territorio e dei suoi prodotti a km0.  Per sua natura i campeggi rispettano il distanziamento sociale: la densità abitativa in queste strutture è infatti di 100 metri quadri a ospite.

CAMPEGGI IN SARDEGNA

CAMPEGGI

93 strutture. 54mila posti letto: prima forza del settore extra-alberghiero; la seconda in assoluto dopo gli alberghi

PRESENZE REGISTRATE NEL 2019

2,6milioni

FATTURATO 2019

Circa 225milioni di euro

STIMA PERDITE 2020, AD OGGI

100 milioni di euro: date da mancate presenze + annullamento prenotazioni

PREVISIONI PERDITE STAGIONE 2020

180milioni, 80% del fatturato

 

Michele Arbau
Ufficio stampa Faita Sardegna




Fondazione Alghero : intervento capigruppo maggioranza

“Un tentativo tafazziano di appuntare medaglie da parte della minoranza”

La capacità mistificatoria della minoranza di sinistra non ha davvero limiti!

Udito in commissione il management della Fondazione ha tracciato un quadro della situazione della Fondazione cercando di rivolgere lo sguardo al presente ed al futuro, tralasciando, volutamente, qualsiasi riferimento alla gestione passata. Qualche consigliera di minoranza ha, inopinatamente, provato, in maniera in verità un po’ tafazziana, a porre l’attenzione sulla gestione passata, al fine forse di ricercare una continuità fra le due gestioni, nel tentativo di appuntarsi una medaglia, seppur di latta.

Con pacatezza ed eleganza i componenti dell’attuale CDA hanno allora dovuto evidenziare lo stato di abbandono in cui versavano i progetti dell’amministrazione di sinistra, che per 5 anni aveva pensato solamente a spendere e spandere denari lasciando chiusi in un cassetto progetti e programmi.

Se, tanto per citare un esempio, oggi i progetti Lavoras consentono di dare lavoro a 25 persone e costituiscono un valore aggiunto per la Fondazione è esclusivo merito dell’attuale amministrazione che, in 45 giorni ha salvato, rifatto ed avviato i due progetti (peraltro sbagliati) abbandonati da oltre un anno.

Ma è solo un esempio. Nel giro di pochi mesi con l’adozione di 5 regolamenti si è riusciti a dare un ordine all’organizzazione amministrativa dell’ente, si è approvata la dotazione organica che consentirà, finalmente alla Fondazione, già dai prossimi mesi, di superare la precarietà nella quale è vissuta sinora.

Si è data nuova vita al sito e ai social di Alghero turismo, abbandonato a se stesso da Esposito & C e che in 20 giorni ha fatto più accessi che nei cinque anni precedenti.

Stiano sereni i consiglieri di minoranza, la Welcome Card, partirà, come previsto, nel mese di giugno, a differenza delle card della precedente amministrazione non resterà chiusa in un cassetto.

E potremo continuare ancora a lungo, ma ci sembra inutile, in un periodo così difficile come quello che, purtroppo, stiamo vivendo, addentrarci in sterili polemiche e perdite di tempo, è il momento della concretezza e ci piace essere un’amministrazione del fare e non del dire, magari solamente per dare aria ai denti.

Monica Pulina

Nina Ansini

Nunzio Camerada

Maurizio Pirisi

Alberto Bamonti

Christian Mulas

Roberto Trova




CORONAVIRUS-SANIFICAZIONE–Quasi 800 imprese e circa 7mila dipendent

CORONAVIRUS- SANIFICAZIONE- Sanificazione, disinfezione e pulizia: in
Sardegna quasi 800 imprese e circa 7mila dipendenti che consentono al
sistema produttivo sardo di lavorare in sicurezza. Matzutzi e Lai
(Confartigianato Sardegna): “Adesso ci rendiamo conto di quanto sia
fondamentale e vasto questo settore. No agli improvvisatori”.

Sanificazione e pulizia. Sono le due parole chiave che stanno
consentendo alle imprese di ricominciare la propria attività in
sicurezza e all’economia, sarda e nazionale, di ripartire.

Un ruolo fondamentale, per questo, in Sardegna lo stanno svolgendo le
775 attività che si occupano, oltre alla consueta pulizia, anche di
decontaminazione, disinfezione, disinfestazione degli ambienti, dando
lavoro a poco meno di 6.737 dipendenti. In questo panorama, circa il
60% delle imprese è occupato da quelle artigiane, 460 realtà e 1.549
addetti.

Sono questi i dati che emergono dal dossier “Pulizia e sanificazione,
settore chiave nell’emergenza Covid-19”, realizzato dall’Ufficio Studi
di Confartigianato Sardegna, che ha analizzato i dati ISTAT 2019.

I dati territoriali dicono che a Cagliari operano 282 imprese, di cui
135 artigiane, con 3.319 addetti, di cui 468 artigiani. A Nuoro, 59
imprese e 271 addetti, di cui 45 imprese artigiane con 158 addetti; a
Oristano operano 46 imprese con 286 addetti, con 25 aziende artigiane
e 79 addetti; su Sassari lavorano 276 realtà con 2.122 addetti, di cui
188 artigiane e 659 lavoratori; nel Sud Sardegna, 122 imprese con 735
addetti, di cui 67 artigiane e 186 addetti.

Ed è nel momento di massima crisi sanitaria, che si riscopre il valore
della pulizia e dell’igiene come strumento fondamentale per ridurre il
rischio di contagio.

“Solo adesso ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale e vasto
questo settore, e di quanto dobbiamo dire grazie a tutte le persone
che vi operano – commentano Antonio Matzutzi e Maria Amelia Lai,
Presidente e Vice di Confartigianato Imprese Sardegna – un settore
strategico che in queste settimane ha permesso agli ospedali di non
fermarsi, alle imprese di non chiudere e ai trasporti di continuare a
marciare”.

E silenziosamente le imprese di pulizia e gli operatori del settore
continuano a impegnarsi quotidianamente per il bene di tutti. Una
professione, quello dell’operatore di pulizia, spesso nascosto perché
il servizio viene erogato prima dell’inizio delle attività lavorative,
proprio perché è un prerequisito necessario ad esse. Quella della
pulizia è una attività professionale riconosciuta dalla Legge e per la
quale sono previsti precisi requisiti di accesso. Le attività di
pulizia, disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di
sanificazione sono regolate dalla Legge 25 gennaio 1994, n. 82 e dal
successivo Decreto Ministeriale 7 luglio 1997, n. 274 di attuazione
che chiarisce e definisce gli ambiti e le attività. Definendo altresì
requisiti tecnico professionali diversi per l’accesso alla professione
in funzione dell’attività svolta.

“La pulizia e l’igiene fanno parte di quegli elementi imprescindibili
per garantire il benessere delle persone e delle collettività –
continuano Matzutzi e Lai – un bene immateriale che permette di vivere
bene, un elemento talmente necessario che lo si dà per scontato e di
cui si prende coscienza quando viene a mancare”.

Il settore è caratterizzato da una importante componente di
innovazione tecnologica (dai panni ai macchinari più sofisticati) e da
processi produttivi che possono essere controllati e monitorati anche
in termini di risultati.

Secondo Confartigianato Sardegna, è necessario che si prenda coscienza
che tali processi non sono residuali ma che devono essere tenuti in
debita considerazione già nella fase di progettazione degli spazi,
nella progettazione e ottimizzazione del ciclo produttivo, nella
scelta degli arredi e delle attrezzature, nella definizione delle
procedure di qualità aziendale.

Il timore dell’Associazione Artigiana è che, purtroppo, passato questo
periodo, possano tornare in voga politiche poco lungimiranti. La
pulizia, la disinfezione, la sanificazione sono processi produttivi
specifici che necessitano di professionalità, competenza e anche
tecnologie che possano rendere veramente efficaci i trattamenti. Sono
attività che devono essere attentamente progettate, ad alta intensità
di manodopera e i cui costi non possono/potranno essere contratti se
si vogliono determinate prestazioni e un servizio di qualità che
garantisca pulizia e igiene.

“Noi ci batteremo affinché questa attenzione al comparto e la corsa di
molti ad offrire i servizi propri non porti le imprese a rivolgersi a
degli improvvisatori perché si avrebbero dei seri danni per tutti –
concludono il Presidente e la Vice – in questa delicata fase le
imprese di pulizia sono vicine alla comunità, sia offrendo servizi
professionali sia indicando le corrette procedure per ottenere
l’obiettivo di “sanificazione” necessario per la sicurezza delle
persone”.




BONUS BICI, TEDDE(F.I): SBAGLIATO ESCLUDERE I COMUNI SOTTO I 50 MILA ABITANTI. PREMIARE LE AMMINISTRAZIONI CHE HANNO INVESTITO NELLA MOBILITA’ SOSTENIBILE. DECRETO DA EMENDARE IN SEDE DI CONVERSIONE

Alghero, 25 maggio 2020 – “E’ una profonda ingiustizia. Occorre premiare e non penalizzare i comuni con meno di 50 mila residenti che hanno investito in questi anni nella realizzazione di piste ciclabili.” Così l’ex sindaco di Alghero Marco Tedde (F.I) commenta l’esclusione dal “bonus bici”, previsto dal Governo nel decreto rilancio, dei comuni con meno di 50mila abitanti.  Il decreto prevede un ‘buono mobilità’ per l’acquisto di biciclette, monopattini elettrici e segway, pari al 60% della spesa sostenuta e comunque non superiore a 500 euro, a partire dal 4 maggio e fino al 31 dicembre 2020, per i residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia, ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti. “Una profonda ingiustizia che penalizza cittadine come Alghero che negli ultimi anni hanno investito tanto nella realizzazione di piste ciclabili -sottolinea Tedde-. Le piste ciclabili sulla Passeggiata Barcellona, sul Lido e sulla via Castelsardo, sul Lungomare Dante, sulla strada di Valverde, sul viale Burruni e sulla strada per Porto Conte, così come i circa 100 km. di percorsi ciclabili e ricreativi per mountain bike hanno creato un sistema di mobilità che ha migliorato la circolazione nel senso di una migliore sostenibilità e hanno generato ulteriori attrattori turistici. Invece, verranno privilegiati comuni che non hanno realizzato o non possono realizzare piste ciclabili  per motivi geomorfologici. O, ancor peggio, comuni in cui le ciclabili non vengono utilizzate o vengono avversate –denuncia Tedde-.” L’esponente di Forza Italia ricorda pure che il decreto rilancio prevede l’introduzione del concetto di “corsia ciclabile”, intesa come parte longitudinale della carreggiata, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, idonea a permettere la circolazione delle biciclette. Con linee d’arresto avanzate rispetto a quelle degli automobilisti, per consentire ai ciclisti di respirare meno smog e di rendersi più visibili agli automobilisti in coda. “Questa corsia era già prevista nel progetto di riqualificazione delle alberate di via Giovanni XXIII ad Alghero, e attende solo di essere delimitata incrementando la rete di mobilità sostenibile  della Riviera del corallo –ricorda l’ex sindaco-.” Secondo l’esponente politico, che si dice certo dell’intervento dell’On. Deiana, occorre sanare questa ingiustizia, emendando il decreto che ora arriverà in Parlamento per la conversione in legge. “L’alternativa potrebbe essere un intervento regionale per allargare la platea dei beneficiari dei contributi statali –segnala Tedde-. Sarebbe però un sacrificio ulteriore, l’ennesimo,  che la Regione sosterrebbe per eliminare carenze ed ingiustizie delle norme statali –chiude Tedde-.”




AOU SASSARI – L’Aou di Sassari verso la fase 2 dell’emergenza

L’Aou di Sassari verso la fase 2 dell’emergenza

All’incontro organizzato nella sala Angioy della Provincia di Sassari, il commissario dell’Azienda ospedaliero universitaria, Giovanni Maria Soro, ha illustrato le strategie per l’apertura graduale dei reparti e degli ambulatori.

Sassari 23 maggio 2020 – Garantire sicurezza per gli operatori, per i cittadini e per gli utenti e i pazienti, attraverso l’aggiornamento delle procedure con automatismi operativi e standardizzati di gestione dell’assistenza. E ancora, adeguamento dei percorsi logistici e soluzioni tecnologiche, prosecuzione del monitoraggio sull’utilizzo corretto ed efficace dei dispositivi di protezione individuale e continuità dell’attività di sorveglianza sanitaria su operatori sanitari quindi sui pazienti che accedono alle strutture sanitarie. Saranno questi i cardini sui quali si dovrà basare la “fase 2” nella sanità sassarese e che dovrà prevedere una graduale riapertura delle strutture all’utenza. Principi che dovranno essere applicati alle diverse aree d’azione che in questi giorni l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari sta riorganizzando. Area chirurgica, area medica, pronto soccorso e area ambulatoriale sono questi gli ambiti che vedranno le maggiori novità. Lo ha detto il commissario dell’Aou, Giovanni Maria Soro, intervenuto questa mattina all’incontro che si è svolto nella sala Angioy della Provincia di Sassari. L’appuntamento, organizzato da Aou, Unità di crisi locale e Ats Sardegna, aveva come obiettivo quello di fare il punto sulla situazione dell’emergenza sanitaria a Sassari, oltre affrontare le tematiche relative alla programmazione sanitaria territoriale e ospedaliera nella fase 2

Gli interventi previsti nei quattro ambiti non potranno prescindere da una scelta precisa che l’Aou ha fatto nella nuova gestione dei pazienti Covid. Una ripartenza che vede il palazzo di Malattie infettive sempre punto di riferimento ma che, gradualmente, riprende la sua attività ordinaria. E così il terzo piano sarà dedicato alla patologia Hiv e Aids, con 12 posti letto e una capacità per arrivare sino a 20.

Il secondo piano viene diviso in due, con 7 posti letto dedicati ai pazienti grigi e 7 posti ai pazienti Covid. Al primo piano, invece, viene predisposta una terapia intensiva con quattro posti letto, pronta a essere attivata nel caso fosse necessario. Temporaneamente, gli spazi saranno impiegati come day hospital per la patologia ordinaria di Malattie infettive.

Su queste basi parte l’organizzazione delle diverse aree. Così, per quella chirurgica «stiamo lavorando per ridefinire le procedure di pre-ospedalizzazione per gli interventi in elezione che – ha detto il commissario – tengano conto della sicurezza che dobbiamo dare agli operatori e ai pazienti. Puntiamo a migliorare l’organizzazione e la risposta efficiente in termini di utilizzo delle sale operatorie. Oggi, in maniera efficiente, bisogna recuperare tutte le risposte che, purtroppo, non siamo riusciti a dare in questi mesi di emergenza».

Nell’area medica l’Aou punta a ripristinare in maniera graduale l’intera capacità operativa dei diversi reparti che sono stati chiusi o ridimensionati per garantire risorse all’area dell’emergenza. «Stiamo cercando di definire e programmare nel tempo alcuni spostamenti – ha precisato Giovanni Maria Soro – che ci consentono di trovare delle soluzioni per alcuni deficit strutturali o organizzativi che abbiamo storicamente nelle cliniche universitarie. Il progetto non determinerà nessuna riduzione di posti letto ma – ha assicurato – darà risposte più efficaci per i pazienti».

Per quanto riguarda l’area del pronto soccorso l’Azienda di viale San Pietro sta agendo sul costante e necessario adeguamento delle procedure per rendere più efficiente la risposta, in considerazione anche dell’incremento degli accessi alla struttura di viale Italia. Questi ultimi sono passati dai 40 del periodo dell’emergenza, con un minimo di 25, ai 60-80 di questo ultimo periodo. «Ci stiamo preparando per sviluppare le procedure in base alle ultime linee guida della Società italiana di medicina dell’emergenza-urgenza – ha spiegato – per essere più efficienti nella capacità di risposta ed evitare il sovraffollamento. Probabilmente creeremo un’area filtro nell’astanteria del vecchio pronto soccorso che ci consentirà di gestire i pazienti stabilizzati in attesa di ricovero, senza intasare i reparti».

Il commissario quindi si è soffermato sulla questione delle procedure, e ha chiarito che queste devono variare in relazione a come evolve l’epidemiologia e in relazione a quelle che sono l’efficacia e l’efficienza con le quali vengono trattati i casi. «Devono variare – ha detto ancora – sarebbe criticabile se questo non dovesse avvenire e restassero immutate al modificarsi delle situazioni. Questo avviene perché nessuno conosce il virus nella sua completezza ed evoluzione nel tempo e quindi la migliore risposta risiede in un’organizzazione perfettamente flessibile nella capacità di risposta, che si adegua alle modifiche del fabbisogno».

Un impegno particolare l’Aou lo sta indirizzando verso l’attività ambulatoriale, «che è forse quella più critica – ha precisato il commissario straordinario – perché è quella che è stata sospesa completamente. Adesso bisogna iniziare e dare risposte al territorio».

L’ipotesi, ha spiegato Soro, è quella di ampliare gli orari di erogazione, definire nuovi slot e programmazione delle attività (sulla base delle priorità esplicitate dai direttori delle unità operative su indirizzi generali comuni) e centralizzare le aree dove si svolge attività ambulatoriale, tenendo conto della capacità ricettiva e monitorare con più efficacia gli accessi, con la definizione di procedure che rispettino gli indirizzi nazionali e regionali condivise con Collegio di Direzione, organizzazioni sindacali e Rls.

«All’inizio avremo una capacità erogativa che non sarà, ovviamente, come quella a regime – ha detto – ma che sarà sviluppata in logica incrementale. Questo ci consentirà di testare la bontà della procedura e poi, man mano, riusciremo a svilupparla in sicurezza sino ad arrivare a soddisfare quelli che sono i bisogni assistenziali».

Anche qua ci saranno delle regole da rispettare. In primo luogo gli accessi che potranno avvenire dietro prenotazione di visita o esami. Agli ingressi saranno previsti dei check point con pre-triage e potrà essere prevista un’autocertificazione.

All’incontro, oltre ai direttori delle strutture interessate dall’emergenza Covid, hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale della Sardegna Michele Pais, il presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale Sardegna Domenico Gallus, il commissario straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois, il sindaco di Sassari Gian Vittorio Campus.


A moderare gli interventi sono stati Marcello Acciaro, coordinatore delegato dell’Unità di crisi locale del Nord Sardegna e Carlo Doria delegato regionale Ucl Nord Sardegna.

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Ufficio stampa Aou Sassari
Viale San Pietro, 10
Addetto stampa
Andrea Bazzoni




Turismo, l’Hotel Las Tronas primo certificato “No Covid”

Lunedì 24 maggio 2020 alle 10.30, ad Alghero, nella sala convegni dell’Hotel Villa La Tronas (Lungomare Valencia, 1) la presidente regionale della confederazione datoriale Cifa, Melania Fadda, ed il direttore dell’organismo di certificazione Cersist, Alberto Gamberoni, illustrano ai giornalisti, l’implementazione e l’operatività dello standard “per la salute e la sicurezza dei clienti negli hotel e in tutte le strutture ricettive e turistiche (SC 1006-2020)”.

L’Hotel a cinque stelle, Villa Las Tronas, sarà infatti il primo in Italia ad ottenere l’attestazione, da parte di Cersist – unico ente sardo accreditato dall’ente unico di accreditamento in Italia (Accredia) – del rispetto formale e sostanziale delle linee guida dell’organizzazione mondiale della sanità e di tutte le altre norme in vigore per contrastare l’emergenza Covid-19.

Alla conferenza stampa partecipano, oltre ai vertici di Cifa ed ai responsabili di Cersist, anche l’albergatore Vito La Spina, proprietario del Villa Las Tronas di Alghero, ed i titolari delle altre aziende sarde (Giuseppe Porcheddu di Studiambiente Multianalitica e Angelo Contini per Ics2030) che hanno partecipato alla realizzazione del modello di certificazione che, primo in Italia, consentirà ai proprietari e ai gestori di alberghi, bed and breakfast, casa vacanze e residenze in genere, di poter certificare – attraverso procedure validate da un ente terzo e non già con una semplice autodichiarazione –  la completa e corretta applicazione delle misure e delle azioni utili al contrasto dei rischi da Covid-19.




ARRESTATI DUE SPACCIATORI A CAGLIARI.

Prosegue senza sosta l’attività delle Fiamme Gialle finalizzata al contrasto dello spaccio e delconsumo di sostanze stupefacenti nel capoluogo sardo.

Questa notte i Baschi Verdi della 2^ Compagnia Cagliari, durante un servizio di controllo del territorio effettuato in con l’ausilio delle unità cinofile antidroga, hanno tratto in arresto un trentunenne residente a Decimomannu (CA) – già noto alle Forze dell’Ordine, ed una diciassettenne residente a Uta (CA), colti in flagranza nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le pattuglie dei Finanzieri, durante un controllo effettuato a bordo di un autobus di linea, hanno notato i due soggetti, con al seguito una borsa, la quale attirava in maniera decisa l’attenzione dalle unità cinofile.

L’esito dell’immediato controllo consentiva di rinvenire al suo all’interno 115 grammi di marijuana contenuta all’interno di un sacchetto di plastica trasparente.

Le successive perquisizioni domiciliari presso le loro abitazioni hanno portato ad individuare, in casa del ragazzo, una piccola serra artigianale: ricavata all’interno di un mobiletto, veniva riscaldata con una stufetta elettrica ed illuminata con due lampade. Al suo interno i Finanzieri hanno trovato 5 piantine di marijuana.

Il prosieguo della perquisizione ha portato a rinvenire anche un bilancino, delle forbici e materiale per la coltivazione delle piantine.

Entrambi i responsabili sono stati tratti in arresto per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. La ragazza, su disposizione della Procura dei minori, è stata affidata alla madre mentre il trentunenne – per il quale nel frattempo è stato disposto l’obbligo di firma presso la Stazione dei Carabinieri di Decimomannu – verrà processato il prossimo 26 maggio.

Negli ultimi giorni, i controlli delle Fiamme Gialle cagliaritane avevano altresì portato, all’esito di diverse attività effettuate nel capoluogo, al sequestro di 0,85 grammi di cocaina, 0,8 grammi di marijuana e 0,95 grammi di hashish, alla denuncia di un soggetto ed alla segnalazione all’Autorità Prefettizia di 4 assuntori.

Numeri che si inseriscono nel consuntivo annuale dell’attività della Guardia di Finanza di Cagliari nello specifico comparto che vede le pattuglie del Corpo, da un lato, operare quotidianamente sul territorio, dall’altro, effettuare complesse ed articolate indagini volte a individuare e reprimere i canali di alimentazione delle sostanze stupefacenti, ma anche prestare la propria collaborazione – in particolare quella delle unità cinofile – alle altre Forze di Polizia parimenti impegnate al contrasto del fenomeno: complessivamente sono state segnalati alla Prefettura 83 soggetti (di cui 4 minori), denunciate alla Autorità Giudiziaria 16 persone, arrestati 10 spacciatori (di cui 1 minorenne) e sequestrati 102,89 gr di cocaina, 1,24 kg di marijuana, 2,39 kg di hashish, 6,10 grammi di eroina e 6 spinelli.




FASE 2. COLDIRETTI. CON SASSARI RIAPERTI TUTTI I MERCATI DI CAMPAGNA AMICA

Con Sassari ripartono tutti i mercati di Campagna Amica Sardegna. Il decano dei mercati sardi, l’Emiciclo, che lo scorso anno ha tagliato il traguardo dei 10 anni, e il mercato coperto di Luna e Sole riaprono dopo 70 giorni di chiusura dovuti al Covid. Giovedì scorso, 21, è stata la volta dell’altro simbolo dei mercati di Campagna Amica, quello di piazza dei Centomila a Cagliari.

Durante il lockdown sono rimasti aperti solamente il mercato coperto di via degli Artigiani a Oristano, e i mercati di Abbasanta e Nuoro.

A dare il via alle riaperture degli altri 24 mercati di Campagna Amica in Sardegna è stato Sorso il 28 aprile e a seguire tutti gli altri, per chiudere oggi con Sassari con l’Emiciclo e il mercato coperto a Luna e sole.

Una ripartenza in piena sicurezza con ingressi contingentati, distanze tra i gazebo, tutti con le mascherine e guanti, rooll up informativi e punti info con i gel sanificanti.

“Dopo 70 giorni abbiamo tutti i mercati di Campagna Amica riaperti – afferma soddisfatto il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -, un primo passo che ci porterà, speriamo presto, alla normalità. In questo due mesi abbiamo cercato di attenuare l’assenza garantendo i prodotti a km0 con le consegne a domicilio. Ma questo giorno era molto atteso perché qui, anche se per il momento a distanza, si rivive la socialità tipica dei nostri mercati ed il rapporto diretto tra campagna e città”.

Sia il mercato dell’Emiciclo che quello coperto di Luca e Sole, hanno dovuto rinunciare a qualche banco per consentire una sistemazione più allargata dei gazebo. Altri hanno dovuto cambiare momentaneamente location per spostarsi in piazze più ampie.

In Sardegna ci sono 24 mercati all’aperto e tre al coperto (Nuoro, Oristano e Sassari), per un fatturato di oltre 10milioni di euro annui.

La spesa contadina con la chiusura dei mercati è crollata in Italia del 61%, come è emerso da un’analisi Coldiretti/Ixè, stravolgendo i consumi alimentari dei cittadini con il boom negli acquisti di conserve di tonno (+17%), ortaggi surgelati (+28%) e legumi in scatola (+36%) secondo elaborazioni su dati Ismea.

Un momento atteso, la riapertura, da quasi sei italiani su dieci (59%) che hanno fatto la spesa dal contadino almeno una volta al mese nell’ultimo anno per acquistare prodotti locali, freschi e di stagione a km0 direttamente dai produttori.

La riapertura dei mercati contadini è una opportunità anche per l’82% degli italiani che secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, con l’emergenza sanitaria cercano sugli scaffali prodotti Made in Italy.

Durante l’emergenza, oltre alla consegna a domicilio delle singole aziende, Campagna Amica Sardegna è riuscita a strutturare un nuovo servizio di consegna a domicilio che rimarrà anche in futuro, ampliando i servizi e consentendo anche a chi non può andare ai mercati di portare a tavola i prodotti agricoli a km0. In questo caso gli ordini di effettuano direttamente dal sito www.spesaamicasardegna.it. Al momento le consegne a domicilio si effettueranno su Cagliari e hinterland ma non si esclude per il prossimo futuro l’allargamento ai maggiori centri della Sardegna.

 

Michele Arbau

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna