Resort “Le Saline 309” a Stintino: prosciolti ex sindaco e imputati dalle accuse di abuso edilizio

Il resort “Le Saline 309” a Stintino è stato oggetto di una controversia legale che si è conclusa con il proscioglimento di tutti gli imputati. L’ex sindaco di Stintino, Antonio Diana, e altri dieci imputati, fra progettisti, tecnici comunali e costruttori, erano stati accusati di aver costruito il resort in violazione delle norme urbanistiche regionali. Tuttavia, il gup del Tribunale di Sassari ha deciso di prosciogliere tutti gli imputati dalle accuse, respingendo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura.

Il resort, costruito nel 2012 dalla Logos srl, società di cui era socio l’ex sindaco Diana, si trova a 309 metri dalla spiaggia delle Saline ed è dotato di nove camere, piscina e 5mila metri quadrati di giardino. Nonostante le accuse di violazione delle norme urbanistiche regionali, il gup ha deciso che il processo non si farà perché non ci sarebbero stati abusi.

Stintino, situata nella provincia di Sassari in Sardegna, è una cittadina costiera caratterizzata da una bellissima baia con una spiaggia di sabbia bianca chiamata “La Pelosa”. Il paese ha origini antiche e, secondo la leggenda, il nome “Stintino” deriva da una parola fenicia che significa “piccolo porto”. Nel corso della storia, Stintino è stata governata da diverse potenze, tra cui i romani, i bizantini e i pisani. Nel XVIII secolo, la città fu ripopolata da pastori provenienti dalle montagne circostanti. Oggi, Stintino è una destinazione turistica popolare, nota per le sue spiagge e le sue acque cristalline.




Sardegna sotto inchiesta: accuse di corruzione coinvolgono governatore, consulente e dirigente

L’inchiesta per corruzione che vede coinvolti il governatore della Sardegna Christian Solinas, il suo consulente Christian Stevelli, il dirigente Roberto Raimondi e l’imprenditore Roberto Zedda, si fa sempre più intricata. Mentre la Procura di Cagliari si appresta a volare a Tirana con una rogatoria per fare chiarezza sulle presunte docenze e sulla laurea honoris causa promesse al presidente della Regione da Raimondi – con l’intermediazione di Stevelli – in cambio della sua nomina alla direzione generale di Eni Cbc Bacino del Mediterraneo, il pool degli avvocati difensori dà battaglia sul decreto di sequestro di smartphone, pc e altri supporti informatici a Solinas e agli altri tre indagati.

Ma le difese non si fermano qui: questa mattina tutti gli avvocati, tranne quello di Raimondi, hanno presentato riserva di incidente probatorio sull’esame delle apparecchiature sequestrate, con l’obiettivo di far valutare il materiale probatorio da un giudice e non dal pm, in modo da cristallizzare l’esito in vista di un eventuale giudizio.

L’inchiesta si divide in due filoni, entrambi basati anche su intercettazioni telefoniche, coordinati dal pm Giangiacomo Pilia. Il primo riguarda il compromesso di vendita all’imprenditore Zedda di un ex abazia a Capoterra – e la caparra incassata – di proprietà di Solinas, un’operazione che sarebbe servita al governatore come garanzia per accendere il mutuo per l’acquisto della sua villa al quartiere del Sole, vicino al Poetto di Cagliari. Secondo la Procura, la plusvalenza di circa mezzo milione di euro sarebbe stata la tangente pagata all’imprenditore per ottenere una serie di appalti pubblici dalla Regione e dagli enti controllati.

Il secondo filone, invece, si riferisce alla nomina di Raimondi come dg di Eni Cb-Med. Stando alle accuse, in cambio della nomina, Solinas avrebbe ottenuto alcune docenze a contratto nelle università in cui lavora Raimondi (Tirana e Unilink di Roma) con anche la promessa di una laurea honoris causa nell’ateneo albanese.

Inoltre, Stevelli e Raimondi sono stati sospesi a tempo indeterminato dalla massoneria, in seguito alla loro iscrizione a due logge massoniche e al loro coinvolgimento nell’inchiesta per corruzione e riciclaggio. La sospensione è stata firmata dal gran maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, lo stesso che aveva sospeso Alfonso Tamburello, il medico trapanese indagato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Matteo Messina Denaro. Stevelli risulta essere iscritto alla loggia “Concordia” dell’Oriente di Cagliari, mentre Raimondi è affiliato alla loggia “Bruno Bellucci” di Perugia.

Mario Guerini, il giornalista Rai in pensione, continua a tenere alta l’attenzione sull’inchiesta per corruzione che vede coinvolti il governatore della Sardegna Christian Solinas, il suo consulente Christian Stevelli, il dirigente Roberto Raimondi e l’imprenditore Roberto Zedda. Nei suoi post giornalieri, Guerini non perde occasione di fornire nuovi dettagli sull’indagine e di fare luce sui retroscena della vicenda. Grazie alla sua esperienza e alla sua conoscenza del mondo dell’informazione, Guerini riesce a portare alla luce aspetti inediti dell’inchiesta, offrendo un prezioso contributo alla comprensione dei fatti. La sua attenzione costante all’inchiesta dimostra l’importanza del ruolo dei media nell’informare la collettività sui fatti di cronaca e nella lotta alla corruzione.






Riparte dai primi di marzo l’attività di abbattimento dei cinghiali sotto il coordinamento del Parco di Porto Conte.

Con una riunione operativa svoltasi a Casa Gioiosa, sotto il coordinamento del Parco di Porto Conte e alla presenza del Corpo Forestale e di V.A. e dei rappresentanti delle associazioni dei coadiutori-cacciatori, dai primi di marzo ripartira’ l’attività di abbattimento dei cinghiali nel perimetro dell’area protetta regionale e della sua zona contigua. La ripresa delle attività è stata resa possibile da una proroga al piano quinquennale scaduto il 31 dicembre 2022, ottenuta dalla Provincia di Sassari fino al 30 giugno 2023, che è attivamente a lavoro anche per il nuovo piano quinquennale 2023-2027. A partire dai primi giorni di marzo prossimo quindi, verrà approntata l’attività sul campo con abbattimenti da posta fissa che vedrà impegnati una cinquantina di coadiutori-cacciatori fino al mese di giugno sotto il coordinamento del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Parallelamente si svolgeranno anche le operazioni di cattura con le gabbie nelle aree dove l’abbattimento con arma da fuoco non è possibile. Inoltre nelle zone appoderate, per proteggere le colture agricole, si proseguirà con l’intervento dei coadiutori direttamente in azienda previa istanza dell’agricoltore che si sente danneggiato alla Provincia di Sassari. “Si tratta di tre importanti modalità di intervento che vogliamo utilizzare al meglio– riferisce il consigliere Adriano Grossi delegato del direttivo del Parco ad occuparsi del problema fauna selvatica- e che ad oggi sono quelle autorizzate dalla normativa vigente. L’impegno del Parco non e’ mai mancato in questi anni e con il prossimo piano quinquennale saranno ulteriormente potenziate le misure di contenimento per ridurre i gravi disagi che colpiscono automobilisti e agricoltori. L’obiettivo resta quello di ridurre drasticamente i numeri e riportare l’equilibrio ecologico della specie, ma per tutelare le attivita’ produttive dalle aggressioni della fauna selvatica, diventate una vera e propria calamita’ per la nostra agricoltura, servono misure e risorse straordinarie che vanno oltre gli sforzi del Parco e che devono essere assicurate utilizzando i fondi europei del prossimo piano di sviluppo rurale 2023-2027, per esempio con investimenti pubblici a sostegno della realizzazione di adeguate recinzioni e finanziando adeguatamente le misure di contenimento e di dissuasione.”

Nel corso della riunione si e’ condivisa la necessità di sfruttare ogni giornata possibile in questo periodo di proroga fino a giugno con la richiesta del massimo impegno alla Provincia di Sassari per una rapida risoluzione dell’iter autorizzatorio per il nuovo piano di contenimento.

“Non possiamo rischiare di rimanere scoperti neanche un giorno- ha precisato il direttore del Parco- ed inoltre garantiremo il nostro massimo supporto alla Provincia affinchè il nuovo piano possa essere operativo il prima possibile. Nel frattempo cercheremo anche di intensificare l’opera di sensibilizzazione degli operatori affinchè un numero crescente di operatori del comparto agricolo sia informato della possibilità di fare richiesta d’intervento o con gabbia o con l’ausilio del coadiutore direttamente in azienda affinchè i disagi vengano ridotti quanto più possibile.”




Mario Bruno, Doria risponda nel merito: perché sull’Ospedale Marino non attua la legge? Anche Marco Tedde critico su Doria

L’assessore della sanità Carlo Doria, nel suo attacco pubblicato dal “Quotidiano Sanità” e riportato da altri organi di stampa, è davvero stupefacente. Qualcuno gli avrà raccontato che la miglior difesa è l’attacco. Ma – a mio avviso – sbaglia. Non risponde all’interrogazione di un consigliere regionale di maggioranza, l’onorevole Tedde, che gli chiede conto di un atto dovuto per legge, e replica a una domanda con altre domande, quasi fingendo di erigersi a stratega: si chiede che cosa abbiano fatto gli ex sindaci algheresi che sono stati anche consiglieri regionali. Non sarei intervenuto se non avessi riscontrato, nell’uso che fa del plurale, il pretesto per estendere la platea delle accuse gratuite rivolte anche a chi non lo ha mai citato, e personalmente non l’ho mai fatto. Sapete perché? Perché purtroppo lo ritengo inutile, come sparare sulla croce rossa. L’ex docente, con competenze ortopediche, prestato all’amministrazione pubblica, parla di oche che starnazzano, di zanzare fastidiose che ronzano, fa sottendere perfino incubi aviari e anofelici, ma alla fine è lui che gira intorno al problema. Che è essenzialmente politico. Dovrebbe solo dirci perchè quella convenzione tra Regione e Università non è stata siglata, sapendo che da quella deriva il DEA di primo livello anche per il Civile. E dirci qualcosa di certo sulla robotica futura che – tra un possibile conflitto d’interesse e l’altro – ronza ormai sulla testa degli algheresi. Da un assessore alla sanità i miei concittadini chiedono fatti nel presente, riduzione delle liste d’attesa, possibilità di essere operati in un ospedale che non opera, più medici, più infermieri, meno barelle e garanzia dei presidi che dovrebbero erogare salute. Non le sue parole, le sue noie, i suoi sogni e magari le sue frustrazioni.

qui l’articolo sul quotidiano sanità

https://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=111221

Marco Tedde, ex sindaco di Alghero ed esponente di Forza Italia, ha criticato le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Sanità, Carlo Doria, in merito alla riqualificazione della struttura ortopedico-riabilitativa di Alghero. Doria aveva accusato i passati governi regionali di trascurare l’ospedale. Tedde insiste perché Doria riconosca il ‘protocollo d’intesa’ tra l’ospedale e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Sassari, che aveva precedentemente sollevato in consiglio regionale.

Tedde ha inoltre criticato Doria per aver parlato a nome di altri senza verificare i fatti e per non aver risposto adeguatamente alla precedente domanda di Tedde. Ha anche esortato il Doria a comprendere l’importanza dell’interrogazione in consiglio, che è diritto-dovere dei consiglieri regionali di chiedere informazioni su questioni che preoccupano.

Tedde ha sottolineato che la sua critica non era intesa a provocare un conflitto ma a ricordare a Doria la sua responsabilità di affrontare i bisogni sanitari dei sardi e di garantire che il protocollo sia attuato per migliorare le attività ortopediche, traumatologiche e di riabilitazione funzionale e per stabilire un centro regionale per le tecnologie innovative di chirurgia ortopedica.

Tedde ha sottolineato che l’ospedale ha dovuto affrontare varie sfide, tra cui lunghe liste di attesa, sale chirurgiche non operative, carenza di anestesisti e mancanza di progressi nella creazione di un programma di chirurgia robotica e attività di formazione di alto livello. Ha invitato il governo regionale ad adottare misure proattive per risolvere questi problemi e non ignorarli.

Tedde ha concluso esortando il Presidente della Regione a fornire una risposta al suo interrogatorio entro 15 giorni, concentrandosi sullo stato attuale del processo di trasferimento, le sfide che l’ospedale deve affrontare e le ragioni del ritardo. Ha sottolineato che la risposta dovrebbe essere sostanziale e non contenere attacchi ad hominem o retorica evasiva.




Karasardegna premiata agli ITALY FOOD AWARD

L’evento che assegna gli Oscar di eccellenza per le aziende agroalimentari italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Milano 18 febbraio 2023 – Karasardegna, marchio di Cortesa, società di Geasar, Aeroporto di Olbia, raggiunge il gradino più alto del podio nella Categoria “Aziende di Vendita Prodotti Tipici Regionali Fisici e On-line” per l’attività di promozione e commercializzazione delle migliori selezioni dei prodotti tipici della Sardegna.
Nello splendido scenario di Villa Renoir a Legnano si è svolto sabato sera il prestigioso Galà degli ITALY FOOD AWARDS nel quale, una selezione di aziende di eccellenza arrivate da Sardegna, Sicilia, Calabria, Marche, Molise, Abruzzo, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Umbria, sono state insignite dell’importante riconoscimento.
Il Galà presentato da Donato Ala Giordano, l’ideatore dell’iniziativa, e Rosaria Renna di Radio Monte Carlo, ha ricevuto il prestigioso patrocinio del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida il quale ha salutato i presenti con un video messaggio. Sul palco anche Cristina Lazzati, direttrice della rivista Mark Up, media sponsor dei Food Awards e la dirigenza del gruppo Crai.
Il premio Italy Food Awards nasce per celebrare l’impegno, la qualità e la competenza nel settore agroalimentare Italiano, in questo momento in grande ascesa e con forti prospettive di sviluppo sui mercati esteri. “Il panorama nazionale è ricco di straordinarie produzioni che attendono solo di essere scoperte: i Food Awards hanno la funzione di promuoverle e portarle a sviluppare il loro pieno potenziale”, ha dichiarato Donato Ala Giordano Presidente degli Italy Food Awards, aggiungendo “premiare Karasardegna ha significato riconoscerle un ruolo prezioso nei processi di divulgazione delle nostre fantastiche produzioni locali negli aeroporti di Olbia e Alghero; un magnifico lavoro che viene arricchito grazie alle sinergie con il sito on-line di commercio elettronico karasardegna.it, che porta i prodotti sardi in tutto il mondo “.
Karasardegna, vincitrice anche della edizione regionale Sardinia Food Awards 2022, è presente dal 1994 con 4 negozi all’Aeroporto Olbia Costa Smeralda e dal 2020 con un importante punto vendita nello scalo di Alghero. Karasardegna opera dal 2006 anche sul web.
Il dott. Lucio Murru, responsabile di Cortesa e delle attività commerciali dell’aeroporto di Olbia, a Legnano a ritirare il premio, ha sottolineato “I nostri manager e i nostri addetti propongono le migliori produzioni sarde ai passeggeri degli aeroporti del nord – Sardegna e ai clienti web, offrendole con la passione e l’entusiasmo di chi vuole essere testimone dei valori della tradizione enogastronomica e artigianale dell’Isola. E’una grande soddisfazione vedere riconosciuto il costante lavoro svolto sin dal 1994.”
Nella piattaforma e-commerce karasardegna.it sono presenti oltre 400 aziende in catalogo con 2.500 prodotti sardi. Gli accessi unici di oltre 6 milioni di utenti hanno portato allo sviluppo di un portafoglio di oltre 200.000 clienti registrati.




La Rete Lakesos apre le strade del turismo verso il LogudoroMeilogu da Bulgaria e Macedonia del Nord

Sono state un successo la partecipazione a Sofia alla fiera Holiday & Spa,

con l’unico stand italiano presente, e il seminario informativo tenutosi a

Skopje, aperto ai tour operator e organizzato in collaborazione con l’Ice

22 febbraio 2023

La Rete Lakesos getta un ponte tra la Sardegna, la Bulgaria e la Macedonia del Nord e traccia nuove strade per il turismo nella nostra isola, in particolar modo quelle che portano nel territorio del Logudoro-Meilogu. Sono state infatti un successo la partecipazione alla manifestazione fieristica Holiday & Spa svoltasi a Sofia, e la presentazione dell’attività della rete organizzata a Skopje. In entrambi i casi le bellezze del nord Sardegna hanno suscitato il vivo interesse degli operatori turistici balcanici e ora l’attività di promozione continuerà, con l’obiettivo di portare presto nell’isola dei primi gruppi di turisti provenienti dai due paesi.

Nella capitale bulgara quello della Rete Lakesos era l’unico stand italiano presente all’importante manifestazione fieristica Holiday & Spa e ha raccolto la curiosità e l’interesse di numerosi operatori, agenzie, tour operator e stampa specializzata. La Rete Lakesos ha raccontato la storia e il territorio del Logudoro-Meilogu in una affollata presentazione tenutasi il 16 febbraio cui ha partecipato il temporary manager della Rete Franco Branca. Il supporto tecnico e logistico è stato garantito da Ima Balcani, una società presente nel panorama bulgaro da dodici anni con iniziative di promozione della Sardegna in ambito culturale, agroalimentare e ora anche turistico.

La presentazione della Rete Lakesos si è ripetuta il 20 febbraio a Skopje, nella Repubblica della Macedonia del Nord, davanti a una folta rappresentanza di agenzie e tour operator selezionata dal locale ufficio dell’Ice (l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) con la collaborazione della Camera del turismo locale.

L’iniziativa si è rivolta esclusivamente a operatori professionali che hanno partecipato attivamente con richieste di approfondimento sia dell’offerta del Logudoro-Meilogu che, più in generale, della Sardegna. Più che di una presentazione, si è trattato di un seminario informativo molto partecipato, con due messaggi estremamente chiari: la Sardegna non offre solo mare e soprattutto è economicamente accessibile.

La presentazione dell’offerta complessiva delle imprese della Rete Lakesos ha entusiasmato le agenzie presenti, con le quali si è preso l’impegno di mettere a punto offerte mirate a specifici target del mercato turistico macedone, interessati particolarmente al turismo outdoor ed al turismo enogastronomico.

Come anche negli incontri con gli operatori durante la Fiera del turismo di Sofia, è stata unanime la considerazione dell’esigenza di un ruolo proattivo da parte delle istituzioni per agevolare la creazione di voli diretti con la Sardegna dall’area dei Balcani, dove sempre più la Sardegna incuriosisce e interessa come meta turistica.




COLDIRETTI SARDEGNA. NEL REGNO DEL CANNONAU SI POSSONO IMPIANTARE ALTRI 270 ETTARI DI VIGNETO

Sono 271 gli ettari assegnati alla Sardegna per nuovi impianti di vigneti. Lo rende noto Coldiretti Sardegna in seguito alla comunicazione dell’assessorato regionale all’Agricoltura, ricordando che le domande dovranno essere presentate entro il 31 marzo prossimo, per una superficie massima a domanda fino a 10 ettari.
Le domande potranno essere presentate da coloro che hanno una superficie agricola almeno pari o superiore a quella per la quale chiedono l’autorizzazione per il nuovo impianto.
Nel caso in cui le richieste ammissibili presentate in Sardegna siano uguali o inferiori ai 271 ettari – evidenzia Coldiretti Sardegna – le domande saranno accettate nella loro totalità, mentre la superficie residua non assegnata (nel caso sia inferiore ai 271 ettari) saranno rese disponibili per le Regioni in cui la richiesta è stata invece superiore a quella disponibile.
In caso contrario invece (con richieste ammissibili superiori ai 271 ettari) e non è disponibile superficie non assegnata dalle altre Regioni, ci sarà una riduzione proporzionale alle superfici richieste.
Una azienda beneficiaria – ricorda Coldiretti Sardegna – potrà rinunciare all’autorizzazione, senza incorrere in sanzioni, nel caso in cui la superficie assegnata sia inferiore al 50% di quella richiesta.
Una volta assegnate il vigneto va impiantato nei successivi tre anni (e non potrà essere estirpato prima di 5 anni) pena l’applicazione di sanzioni pecuniarie e accessorie come l’esclusione dalle misure di sostegno dell’OCM vino.
La superficie vitata in Sardegna è di oltre 27mila ettari (circa 37mila le aziende), il 56% in meno rispetto al 1984 quando gli ettari erano circa 62.500. Il crollo della superficie coltivata verificatasi soprattutto tra il 1984 e il 1997 è dovuto principalmente alle politiche comunitarie sulla incentivazione agli espianti.

“Quello vitivinicolo è oggi uno dei settori agricoli che sta crescendo maggiormente e si presenta dinamico e innovativo grazie a dei viticoltori illuminati – afferma il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Un settore che si afferma nei mercati internazionali con prodotti di eccellenza che ha saputo superare momenti difficilissimi come quelli dovuti al Covid prima e al caro prezzi poi con grande dignità e dimostrando ancora una volta di essere degli eccellenti imprenditori”.

Oltre il 50 per cento della superficie vitata sarda è idonea alla produzione di uve Dop e Igp, come emerge dalle elaborazioni di Coldiretti Sardegna sui dati Laore. Le denominazioni d’origine (attuali Dop) in Sardegna sono 18; è presente una sola Docg (quella del Vermentino di Gallura), mentre le Indicazioni Geografiche Tipiche (attuali Igp) sono 15.
Il Comune con la maggior superficie vitata – secondo le elaborazioni Coldiretti Sardegna sui dati Laore – è Alghero (circa 1.300 ettari). Il vitigno più coltivato è invece il Cannonau (poco meno di 7.500 ettari), di cui quasi il 70 per cento (circa 5.000 ettari) nella storica provincia di Nuoro che comprendeva anche l’Ogliastra. Il secondo vitigno è il Vermentino (meno di 5.000 ettari) coltivato prevalentemente nella provincia storica di Sassari.

Ufficio stampa Coldiretti Sardegna




Cagliari: Le tesi dei 19 nuovi specialisti per la gestione integrata delle politiche pubbliche

Nell’aula magna di Ingegneria si è svolto l’evento di chiusura del master di secondo livello “Conclusione Master in Governance multilivello: la gestione integrata delle politiche pubbliche” diretto dal professor Gianmario Demuro

Mattinata con presentazione dei project works finali e tavola rotonda su “Futuro della Governance multilivello e costruzione di reti integrate”, con i docenti del corso Gianfranco Bottazzi, Gianmario Demuro, Vittorio Pelligra, Francesco Pigliaru, Alessandro Spano e Corrado Zoppi. Tra gli intervenuti Paola Secci, presidente del CAL Sardegna e sindaca di Sestu. 

Al termine la consegna delle pergamene ai 19 corsisti (tra parentesi i titoli dei project works finali): Gabriele Buondonno (La disabilità in Sardegna nel contesto delle riforme previste dal Pnrr); Stefano Onnis, Donatella Orgiano, Maria Grazia Piras, Jorgos Giacobbe (Turismo e digitalizzazione i percorsi escursionistici nel territorio delle zone del Sarrabus e del Gerrei. Strumenti, risorse e fondi nazionali ed europei utilizzabili per la valorizzazione del territorio); Marzia Cabras, Fabio Meloni, Patrizia Serra (Progettazione della ciclovia rosa negli itinerari deleddiani come sperimentazione di governance multilivello); Giovanna Lenzu, Nicola Onano (Governance territoriale multilivello per lo sviluppo locale delle aree interne. Lo stato di attuazione della Snai strategia nazionale aree interne per l’alta Marmilla e proposte evolutive: estensione del cammino minerario di Santa Barbara); Alessandra Mura, Angelo Loddo (La costruzione di un nuovo presidio ospedaliero nell’area di Cagliari e l’art. 20 della legge 11 marzo 1988, n.67, come strumento di finanziamento. Analisi di contesto normativo e socio-sanitario); Paola Erriu (Sicurezza integrata, polizia locale e politiche integrate per la sicurezza nella Regione Sardegna); Salvatore Lovicu, Bianca Maria Pisano, Alvarez Atziri Martinez (Piano regionale della rete della portualità turistica: proposta di governance per la realizzazione e gestione di una rete per la portualità turistica in Sardegna); Chiara Orrù, Alice Scalas (La governance dei progetti di sviluppo territoriale nell’ambito della programmazione 2014-2020 della Regione Sardegna: un modello di valutazione); Carolina Pisu (Trama e ordito. La costruzione della rete regionale per l’inclusione socio-lavorativa).

«Ha scritto Italo Calvino: “Le città sono invisibili, non perché non ci siano, ma perché nascondono sempre un qualcosa che ai nostri occhi sfugge sempre”, con questa immagine – sono le parole del professor Gianmario Demuro, docente di diritto costituzionale e direttore del master di UniCa – si conclude l’edizione 2021-2022 del Master sulla Governance Multilivello: le politiche pubbliche integrate. L’immagine di ciò che c’è anche se non è immediatamente visibile è il cuore del progetto di tutte le edizioni del Master che, da oltre vent’anni, accompagnano i partecipanti alla scoperta degli strumenti del dialogo e della interazione virtuosa tra livelli di governo, tra soggetti pubblici e privati, individui e imprese. Un master che intreccia saperi giuridici, economici, pianificatori, sociologici tessuti insieme per realizzare il maggior numero di accordi di programma, soluzioni di pianificazione condivisa, progetti di semplificazione».

«Il Cal Sardegna ritiene indispensabile la formazione come veicolo di crescita delle professionalità e delle competenze del personale che opera all’interno delle autonomie locali. A partire dal 2020 – evidenzia Paola Secci, presidente del Consiglio delle autonomie locali della Sardegna – abbiamo finanziato due master di “Governance Multilivello” che hanno garantito un’alta formazione a una quarantina di corsisti. Siamo pronti a investire anche quest’anno in un altro master per potenziare la professionalità dei dipendenti delle autonomie locali».

Il master è stato organizzato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari e ha formato 19 professionisti con competenze trasversali di alto profilo, utili per ruoli di responsabilità nella PA, attraverso un percorso di studio articolato in 300 ore di didattica frontale, 100 ore di didattica a distanza, 200 ore per redazione e discussione di un project work, 200 ore di tirocinio in aziende, istituzioni/enti pubblici e Consiglio delle autonomie locali (Cal) della Sardegna. 

Cagliari, 22 febbraio 2023 (IC)




Nessuna offerta per il collegamento marittimo con l’Asinara: la proposta della Flotta Sarda torna in auge dopo il terzo fallimento delle compagnie private.

La seconda procedura negoziata per l’affidamento in concessione del servizio pubblico di collegamento marittimo con l’Asinara sulla linea Porto Torres-Cala Reale è andata deserta. Nessuna offerta è stata presentata dalla Ensamar, l’unica compagnia di navigazione che aveva manifestato interesse alla partecipazione in risposta all’indagine di mercato indetta per l’individuazione di operatori economici da invitare.

Come sottolineato dall’assessore regionale dei Trasporti, Antonio Moro, in una lettera inviata al prefetto di Sassari e al sindaco di Porto Torres: “Ancora una volta si pone l’attenzione sul generalizzato, grave e perdurante fallimento del mercato conseguente alla conclamata carenza di interesse, dimostrata dalle compagnie di navigazione rispetto alla partecipazione alle procedure di affidamento dei servizi espletate nel corso di questi ultimi anni”. Questa grave situazione comporta e conferma l’esigenza di individuare una soluzione che garantisca diritto essenziale alla mobilità da e per le isole della Sardegna.

Inoltre, il segretario generale Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu ha ribadito la sua proposta di consentire all’Arst di presentare un progetto per effettuare il servizio marittimo iniziando con il collegamento da e per l’isola de l’Asinara. Secondo Boeddu, “non sarebbe sbagliato rispolverare la proposta, stante l’attuale situazione e il disinteresse degli armatori privati a questo tipo di servizio marittimo”. Boeddu ha anche evidenziato che “il problema di questi servizi marittimi, così come per quelli aerei, è che non possono essere legati al mercato ma ad un servizio essenziale di cui i sardi non possono farne a meno”.

“Siamo basiti e preoccupati per il comportamento delle società marittime che continuano a non presentarsi neppure alle procedure negoziate offerte dalla Regione Sardegna, dopo che le gare sono andate tutte deserte”. E’ il commento del segretario generale della Fit Cisl, Ignazio Lai, dopo che anche la seconda procedura negoziata per il collegamento marittimo per l’Asinara è andata deserta.

“La FIT Cisl – sottolinea Lai – non promuove nessuna azienda perché faccia il servizio al posto della Delcomar, come propone un’altra sigla sindacale, ma si preoccupa prioritariamente del destino dei lavoratori marittimi e della qualità del servizio da offrire all’utenza. Non vogliamo pensare che tutti gli armatori pensino di tagliare gli equipaggi o, comunque, di risparmiare sugli armamenti: nel caso, utilizzeremo ogni strumento a nostra disposizione per scongiurare tali strategie”. Quanto all’intervento delle Prefetture, sollecitato dall’assessore regionale dei Trasporti, per il segretario Fit “è una soluzione che ci preoccupa, perché la società che subentra nel servizio su richiesta dei Prefetti può non essere obbligata ad assicurare tutti i posti di lavoro: il contratto di lavoro marittimo, così come quello aereo, non prevede la clausola sociale, ovvero, il passaggio da un’azienda a un’altra”.




A Barrali l’ultimo atto di Suonidivini

Domenica 26 febbraio, a Barrali, andrà in scena l’ultimo atto della rassegna enogastronomica itinerante suonidivini

Suonidivini giunge al termine. Dopo quasi due mesi di spettacoli, feste, musica e prodotti tipici messi in vetrina negli splendidi centri storici del Parteolla, la rassegna enogastronomica / musicale suonidivini si prepara per il suo ultimo show.

Domenica 26 febbraio a Barrali si concluderà suonidivini, un evento, promosso dall’Unione dei Comuni del Parteolla e Basso Campidano (Barrali, Dolianova, Donori, Serdiana, Settimo San Pietro, Soleminis), con il sostegno della Fondazione di Sardegna e della RAS – Assessorato alla P.I. BB. CC., con il coordinamento organizzativo dell’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo che ha avuto come obiettivo la promozione del territorio del Parteolla e del Basso Campidano e che, concretamente, ha animato con migliaia di presenze i sei comuni promotori.

“Come Amministrazione – ci racconta il Sindaco di Barrali Fausto Piga – siamo felici di aver sposato e portato avanti, insieme agli altri comuni della Rete dell’Unione dei Comuni del Parteolla e del Basso Campidano, il progetto suonidivini. Per domenica 26 febbraio abbiamo pensato a un evento capace di unire la spensieratezza e la goliardia delle sfilate di carnevale al fascino e alla bellezza dei nostri centri storici e al gusto delle nostre produzione enogastronomiche”.

A partire dalle ore 15:00 la centrale Piazza del Popolo sarà il cuore pulsante di una grande “festa di paese” dove alle degustazioni di vini, a cura delle Cantine del territorio, e di prodotti tipici, a cura dell’Associazione Turistica Pro Loco di Barrali e dell’oratorio Santa Lucia, si accompagneranno anche la lavorazione e dimostrazione della cottura del pane a cura del Gruppo Folk “Santa Lucia” di Barrali e gli spettacoli di animazione con le maschere della commedia dell’arte a cura dell’ACLI Girasole e della Compagnia Teatro Circo Maccus e come contorno la tradizionale parata di Carnevale.

“Eventi come suonidivini – continua il Primo Cittadino di Barrali – ci danno l’opportunità di mettere in vetrina i nostri prodotti migliori, il vino e il pane su tutti, di mostrare ai visitatori le bellezze dei nostri paesi e allo stesso tempo di far conoscere ai turisti le nostre tradizioni e i nostri saperi, divertendosi”.

“L’entroterra – conclude Piga – è un territorio ricco di fascino, di tradizioni e di occasioni da sfruttare. Unire le ricorrenze carnevalesche con la magia e l’appeal delle tradizioni vitivinicole e con i sapori dei nostri prodotti tipici è un modo per attirare l’attenzione verso quest’angolo di Sardegna a cavallo tra Parteolla e Trexenta. Siamo certi che domenica 26 febbraio Barrali saprà accogliere, affascinare e far divertire i tanti visitatori che sceglieranno di trascorrere l’ultima domenica di Carnevale partecipando a una coinvolgente festa di paese”.

Concluderà la serata, con inizio previsto alle ore 16:30, il concerto dell’Orchestra Popolare Sarda che coinvolgerà il pubblico nel tradizionale ballu tundu dando vita ad una moderna e affascinante “Etnodiscoteca sarda”.

Ufficio Stampa suonidivini