I traffici commerciali nel Mediterraneo occidentale

I traffici commerciali nel Mediterraneo occidentale

Al Mut una conferenza sul ruolo del mare nell’antichità

Indagherà i rapporti tra Ostia e Turris Libisonis, l’odierna Porto Torres, la conferenza “Dal mare… traffici commerciali e non nel Mediterraneo occidentale”, in programma sabato 20 luglio alle ore 19 al Mut, Museo della Tonnara di Stintino. Cinzia Vismara, già docente di Archeologia classica nelle Università di Sassari e di Cassino e divulgatrice scientifica, si soffermerà sugli scali marittimi di Roma tra il II secolo a.C. e il II secolo d.C., ponendo l’accento sul ruolo del mare, nell’antichità una sorta di autostrada per i trasporti. Si parlerà, inoltre, della forte crescita di Roma che, con l’ampliarsi dell’impero, era divenuta, tramite Ostia e Pozzuoli, un centro di consumo delle merci provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo e dell’impulso che i Romani furono capaci di dare allo sviluppo della navigazione marittima. «Roma – spiega Cinzia Vismara – fece del Mediterraneo bellicoso un lago interno brulicante di vita, di traffici commerciali e di ogni genere di altre attività marittime, come pesca, viaggi e diporto».

La programmazione del Mut continua domenica 21 luglio alle ore 19 con il reading poetico di Marinella Brandinali, dal titolo “Simbiosi di un respiro”. Le letture tratte dai volumi “20 possibilità di essere donna” e “Simbiosi di un respiro”, editi da Pluriversum edizioni, tracceranno un percorso che vuole mettere in evidenza le trame di crescita del femminile, dall’infanzia all’età adulta. Le letture saranno accompagnate dalla chitarra di Giada Moschella e dalla voce di Eleonora Pili.




Comunicato stampa – Caccia in deroga al cinghiale, entro il 15 agosto le domande per le zone infette

SASSARI, 17 LUGLIO 2019 – Caccia in deroga al cinghiale, entro il 15 agosto le domande per le zone infette

I cacciatori interessati ad esercitare la caccia grossa in deroga per il selvatico nelle zona infette dalla Peste suina africana, devono trasmettere apposita richiesta al Servizio Veterinario della ASSL competente per territorio. Da questa stagione venatoria, infatti, non è consentito il rinnovo dell’autorizzazione rilasciata nell’annata precedente. Pertanto le istanze per ottenere una nuova autorizzazione e la documentazione allegata, devono essere inoltrate improrogabilmente entro il 15 agosto al Servizio Veterinario di Sanità Animale competente per territorio che, a sua volta, le trasmette all’Ispettorato del Corpo Forestale per il parere di competenza.

La documentazione è disponibile presso i Servizi Veterinari di ciascuna ASSL o si può scaricare dal sito della Regione Autonoma della Sardegna.

Nella stagione venatoria 2018-2019 sono state istruite 663 pratiche per la caccia in deroga. Questa documentazione ha consentito l’autorizzazione di: 28 compagnie di caccia nel territorio della ASSL Cagliari; 118 compagnie nel territorio della ASSL Lanusei; 267 compagnie nel territorio della ASSL Nuoro; 159 compagnie nel territorio della ASSL Sassari; 91 compagnie nel territorio della ASSL Olbia.

«La collaborazione dei cacciatori nell’attività di campionamento dei cinghiali abbattuti, la cosiddetta sorveglianza attiva, è stata importantissima – afferma il coordinatore unico ATS Sardegna per la Peste suina africana, Francesco Sgarangella. Un’attività definita strategica anche da parte degli ispettori CE che prima hanno monitorato lo stato di avanzamento del piano di eradicazione del virus della Psa in Sardegna e poi hanno incontrato le associazioni venatorie che, ancora una volta, dimostrano una forte coesione e motivazione nel perseguire l’obiettivo dell’eradicazione del virus».

Durante la scorsa stagione venatoria, le compagnie di caccia che hanno conferito 12.716 campioni sanitari, di cui 5.582 prelevati all’interno della zona infetta per il selvatico: dalle campionature sono emersi 5 casi di cinghiali virus-positivi rispetto ai 22 dell’annata venatoria precedente, una tendenza in forte diminuzione.

Inoltre, è in corso dal mese di marzo l’attività di sorveglianza passiva basata sulla ricerca di cinghiali morti all’interno degli istituti di protezione faunistica limitrofi alla aree di caccia in cui sono state riscontrate le positività al virus.

«Considerato il breve periodo di caccia al cinghiale – conclude Sgarangella – è fondamentale la collaborazione del mondo venatorio affinché, in qualsiasi periodo dell’anno, vengano segnalati ai Servizi Veterinari i ritrovamenti di cinghiali morti. Oggi siamo in grado di rilevare la presenza del virus anche dopo diversi mesi dal momento del decesso dell’animale e possiamo raccogliere un buon numero di informazioni sia sul cacciato che nell’ambito della sorveglianza passiva. Dati che ci consentono di monitorare il processo di eradicazione del virus con sempre maggiore accuratezza».




Celebrazioni del Carmelo, prima uscita del Sindaco Mario Conoci

Incontro col Vescovo Mauro Maria Morfino in Cattedrale, ieri, per la prima uscita ufficiale del Sindaco Mario Conoci. La ricorrenza della Beata Vergine del Carmelo, con celebrazione della messa e processione del Simulacro , è stata l’occasione per iniziare l’attività istituzionale a contatto con la città. Presente il Presidente del Consiglio Comunale Raffaele Salvatore, il Sindaco ha preso parte al programma delle celebrazioni organizzate dalla Parrocchia dell’Immacolata Concezione. 




Commissione Governo del territorio: presentate le nuove linee guida del servizio idrico integrato

Commissione Governo del territorio: presentate le nuove linee guida su Servizio idrico integrato e controllo analogo di Abbanoa Spa

 

Cagliari, 16 luglio 2019 – Presentate alla commissione Governo del territorio, presieduta da Giuseppe Talanas (Forza Italia) le nuove linee guida riguardanti il Servizio idrico integrato ed il controllo analogo sul soggetto gestore Abbanoa Spa.

Come hanno spiegato i responsabili dell’Agenzia regionale del distretto idrografico, si tratta di un provvedimento di sistema che coinvolge tutti i soggetti che si occupano del servizio idrico regionale, dall’Egas alla commissione di nuova istituzione, dal comitato d’ambito ad Abbanoa Spa. Le nuove linee guida, inoltre, sono state anticipate per consentire alla commissione per il controllo analogo (costituita nel 2017) che si insedierà a breve, di poterle utilizzare trasferendole nel nuovo regolamento.

Per quanto concerne le procedure del c.d. controllo analogo (che comunque non si sovrappongono agli altri controlli di regolarità amministrativa) saranno concentrate principalmente sulla definizione degli obiettivi strategici e sulla gestione.

L’assessore dei Lavori pubblici Roberto Frongia, presente all’incontro, ha sottolineato la qualità del lavoro svolto dagli uffici. Le linee guida sono uno strumento necessario, ha aggiunto, anche perché consentiranno di migliorare l’incisività dei controlli sul soggetto gestore.

La commissione proseguirà l’istruttoria ascoltando quanto prima il presidente regionale dell’Anci, per il ruolo rivestito dai Comuni nel nuovo sistema, per poi esprimere il voto finale sul documento.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Francesco Mura (Fdi), Michele Ennas (Lega), Antonio Piu (Pd) e Roberto Li Gioi (M5S).




LE FIAMME GIALLE DELLA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DI ALGHERO SCOPRONO A SORSO UN VASTO DEPOSITO DI VEICOLI FUORI USO E SVARIATI CUMULI DI RIFIUTI.

 

LE FIAMME GIALLE DELLA SEZIONE OPERATIVA NAVALE DI ALGHERO SCOPRONO A SORSO UN VASTO DEPOSITO DI VEICOLI FUORI USO E SVARIATI CUMULI DI RIFIUTI.

Nel corso di apposita attività investigativa, supportata dalle banche dati disponibili, i militari hanno potuto constatare, all’interno di una vasta area ricadente nel comune di Sorso (SS) (opportunamente recintata e non visibile dall’esterno) la presenza di numerosi veicoli fuori uso oltre a cumuli di rifiuti di vario genere in evidente stato di abbandono.

Le ostruzioni presenti, quali la presenza di unità abitative private, hanno richiesto l’adozione di un provvedimento di perquisizione dell’Autorità Giudiziaria che è stato eseguito (con il supporto di un elicottero della Sezione Aerea di Elmas) al fine di poter inventariare la moltitudine di autoveicoli presenti e documentare i variegati accumuli di rifiuti depositati sul terreno.

Nei fatti, due soggetti, un privato ed uno autorizzato al solo soccorso stradale hanno, nel tempo, accatastato all’interno dei rispettivi terreni di proprietà, autoveicoli non più funzionanti e numeroso materiale ferroso, elettrico e legnoso la cui origine, e possibile successiva destinazione, sono al vaglio degli investigatori della Fiamme Gialle. Per tale condotta illecita, secondo quanto previsto dal testo unico dell’ambiente, il titolare dell’impresa rischia, in caso di condanna, l’arresto da tre mesi a un anno o la pena pecuniaria da 2.650,00 euro a 20.000 euro mentre il privato cittadino la sanzione amministrativa da 600,00 a 6.000,00 euro prevista per i rifiuti definiti pericolosi.

L’attività dai sicuri futuri risvolti economico-finanziari, testimonia ancora una volta l’azione trasversale dei Reparti Aeronavali delle Fiamme Gialle ai quali la normativa di settore, grazie anche alle innovative strumentazioni tecnologiche in dotazione ai mezzi aerei e navali, demanda specifici compiti di prevenzione e contrasto degli illeciti in materia ambientale a terra e in mare a tutela della salute dei cittadini e a presidio del delicatissimo ecosistema ambientale e paesaggistico della Sardegna.

 




Commissione Governo del territorio: audizioni del sindacati dei balneari

Commissione Governo del territorio: audizioni dei sindacati degli operatori turistici balneari su manufatti amovibili ed interventi edilizi sui litoraLI

 

Cagliari, 16 luglio 2019 – La commissione Governo del territorio presieduta da Giuseppe Talanas ha ascoltato i rappresentanti sindacali (Federbalneari, Sib, Fiba, concessionari demaniali di Quartu) degli operatori turistici balneari sulle principali problematiche della categoria.

Gli operatori, in apertura, hanno sottolineato con preoccupazione che la scarsa chiarezza della normativa regionale vigente (legge 11/2017, legge 8/2015) ha dato origine ad interpretazioni diversificate ed in alcuni casi opposte da parte degli uffici tecnici comunali, aumentando il contenzioso amministrativo e in certe situazioni le case penali.

Inoltre, hanno detto ancora i sindacalisti, sta emergendo un contrato evidente fra legislazione regionale e nazionale fiscale, nel senso che quest’ultima privilegia il principio, affermato fra l’altro da una giurisprudenza ricorrente, che i manufatti seguono il regime annuale delle concessioni e quindi non si giustificherebbero le operazioni di smontaggio e montaggio dei fabbricati stagionali richiesto nei Comuni non provvisti di Pul (Piano urbano dei litorali). Lo stesso principio, inoltre, viene applicato dall’amministrazione fiscale, che richiede il versamento annuale delle tasse, e da quella del demanio, che ha sollecitato formalmente i concessionari ad accatastare le strutture.

Noi vorremmo lavorare in un quadro di regole certe e per tutto l’anno, hanno auspicato i rappresentati sindacali dei balneari, suggerendo che in attesa della nuova legge urbanistica sia modificata la legge regionale 11/2017 nella parte in cui prevede l’obbligo di smontare le strutture al termine della stagione per poi rimetterle in piedi in quella successiva. Tanto più, hanno aggiunto, che solo una piccola parte dei Comuni sardi si sono dotati di Pul. Secondo suggerimento rivolto alla Regione, quello di predisporre linee guida sulla materia in modo da agevolare il lavoro degli uffici tecnici comunali.

Nel dibattito hanno preso la parola i consiglieri regionali Antonio Piu e Maria Laura Orrù (Progressisti), Roberto Li Gioi (M5S), Michele Ennas (Lega), Michele Cossa (Riformatori) e Francesco Mura (Fdi).

Il presidente della commissione Talanas ha affermato fra l’altro che i rilievi degli operatori meritano la massima attenzione ed è quindi utile ascoltare gli assessori dell’Urbanistica e del Turismo, soprattutto per quanto riguarda la puntuale definizione delle competenze fra legislazione regionale e nazionale.




Dalla commissione Sanità un sostegno economico per gli specializzandi sanitari non medici

Gallus: un sostegno economico per gli specializzandi sanitari non medici

 

La commissione Sanità si è impegnata questa mattina ad affrontare con un provvedimento legislativo il problema degli specializzandi sanitari non medici, che a differenza dei medici non percepiscono borse di studio né una retribuzione per il lavoro effettuato durante gli anni della specializzazione.

La decisione è stata assunta dal parlamentino, presieduto dall’on. Domenico Gallus, a seguito dell’audizione dei rappresentanti del Comitato “Biologi e non medici sanitari specializzandi”. Guidati dalla biologa Elisabetta Caredda, i giovani professionisti hanno lamentato la condizione di discriminazione nella quale versano i biologici (ma anche i veterinari e i farmacisti) rispetto ai medici specializzandi. Una condizione che, nonostante la laurea conseguita, li costringe a fare ancora affidamento alla famiglia.

Al termine dell’intervento dei commissari, il presidente Gallus ha promesso un interessamento concreto per andare incontro alle esigenze dei giovani professionisti: “Stiamo lavorando a un testo di legge che preveda aiuti concreti utilizzando i fondi europei, visto che le risorse regionali sono scarse e non bastano nemmeno a soddisfare i bisogni dei medici specializzandi sardi”.

La commissione Sanità ha audito in mattinata anche la onlus “Voci dell’anima”, che si occupa dei sardi, soprattutto donne e giovanissime, che soffrono di disturbi dell’alimentazione. L’associazione, rappresentata da Elisabetta Manca di Nissa, ha denunciato la totale assenza di prevenzione nelle scuole sul fronte della anoressia, bulimia e delle altre patologie correlate e ha sollecitato anche, in ossequio alle linee guida della Sanità, l’apertura di un reparto specializzato per i casi acuti e delle semiresidenze. “Molte famiglie non possono permettersi di portare i propri figli malati fuori dalla Sardegna e spesso per questo non affrontano le cure”. Il presidente Gallus, a nome di tutta la commissione, ha ringraziato la Onlus e raccogliendo uno spunto offerto dall’intervento  dell’on. Peru (FI), ha ipotizzato che si possa aprire un reparto specialistico al Mater Olbia dedicato esclusivamente a queste patologie. (c.c.)




CARABINIERI DI TEMPIO PAUSANIA SEQUESTRO DI1500 PIANTE DI MARIJUANA E UN ARRESTO

Questa mattina, alle ore sette circa, in Calangianus, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Tempio Pausania, al termine di una complessa attività d’indagine e prolungati servizi di osservazione in quella località “Val di Trau”, hanno rinvenuto una piantagione di circa 1.500 piante di marijuana e arrestato il 26enne olbiese M.M., aiuto cuoco, che si occupava della coltivazione e la vigilava.

All’operazione hanno partecipato anche i Carabinieri della Stazione di Calangianus, dello  Squadrone Eliportato “Cacciatori Sardegna” di Abbasanta, quelli del Reparto Territoriale di Olbia ed una unità di volo del 10° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Olbia.

La piante, messe a dimora in un’area sterrata di circa 1000 mq, erano ben nascoste  da alta vegetazione in un versante particolarmente impervio e non facilmente raggiungibile.

Il giovane trovato sul posto e arrestato in flagranza, oltre a prendersi cura delle piante, svolgeva anche mansioni di custode; infatti disponeva di una tenda da campeggio e passava molte ore della giornata nel sito, impegnato a irrigare e concimare. Sul posto sono stati trovati e sequestrati circa 2.000 metri di tubo in polietilene di vario diametro, raccordi, una trentina di taniche di fertilizzante specifico e materiali e utensili vari destinati alla coltivazione; l’impianto era collegato abusivamente ad una condotta irrigua consortile. Le piante di cannabis indica, di una varietà c.d. nana, sono state sottoposto a sequestro insieme al resto del materiale.

Il giovare è stato associato al carcere, in attesa dell’interrogatorio del G.I.P. che avverrà nei prossimi giorni.




BIGLIETTI E ABBONAMENTI ARST RUBATI: DUE GIOVANI DENUNCIATI DAI CARABINIERI DI SASSARI

Nella mattinata odierna i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Sassari hanno denunciato in stato di libertà M.S., classe ’99 di Tortolì e M.S.P., classe ’00 di Sassari per i reati di ricettazione e tentato furto aggravato.

All’alba il personale della stazione ferroviaria di Sassari aveva segnalato al 112 il furto di alcuni biglietti e abbonamenti ARST nonché il tentativo di qualcuno di introdursi in un bar, attualmente non in esercizio, adiacente alla biglietteria.

La prima pattuglia intervenuta sul posto, dopo una prima ispezione dei luoghi, si è immediatamente attivata nelle ricerche degli autori del fatto, ritenendo che potessero essere ancora nelle vicinanze.

In effetti, poco distanti dalla stazione, i militari hanno individuato due giovani che si aggiravano con fare sospetto, i quali sono stati fermati per essere identificati esottoposti a perquisizione personale.

La ricerca di eventuale refurtiva ha sortito esito positivo in quanto entrambi sono stati trovati in possesso di un consistente numero di biglietti e abbonamenti ARST, per un valore complessivo di circa 5000 euro, esattamente corrispondenti a quelli rubati poco prima.

Nel contesto è stata inoltre inviata sul posto una squadra della Sezione Operativaspecializzata nei rilievi tecnici, al fine di raccogliere ulteriori elementi probatori. All’esito del sopralluogo, l’irruenza del malfattori è apparsa ben evidente dai vetri rotti a calci per sfondare la porta d’ingresso al fine di introdursi del locale. Sul posto sono stati raccolti, quindi, altri elementi utili alle indagini.

Essendo trascorsa la flagranza di reato, i due giovani sono stati deferiti in stato di libertà alla Procura di Sassari per i reati di ricettazione e tentato furto.

Sono comunque tuttora in corso attività investigative finalizzate a ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti, con la direzione delle indagini da parte della Procura della Repubblica di Sassari.




Comunicato stampa – Numero breve per le cure mediche non urgenti, prosegue il processo di attivazione del servizio 116117

SASSARI, 9 LUGLIO 2019 – Numero breve per le cure mediche non urgenti, prosegue il processo di attivazione del servizio 116117

Il processo di attivazione del numero breve 116117 potrebbe concludersi entro la fine del 2019 con l’avvio della fase di sperimentazione nelle Aree Socio Sanitarie Locali di Carbonia e Olbia dove il bacino di riferimento è di circa 290mila utenti.

Prosegue il percorso di attivazione del numero breve 116117 per le cure mediche non urgenti, il servizio pensato sia per garantire un contatto immediato tra utente e operatore professionale sia per indirizzare la richiesta assistenziale verso la struttura sanitaria più idonea così da assicurare una consulenza medica rapida e appropriata: il numero 116117 non rappresenta una mera sostituzione dei vari numeri telefonici utilizzati per il servizio di continuità assistenziale ma vuole garantire a tutti i cittadini la possibilità di ricevere risposte celeri per le chiamate di cure a bassa intensità.

La Sardegna è la prima regione, insieme alla Lombardia, cui è stata concessa l’autorizzazione ministeriale per l’attivazione del servizio, istituito dalla Commissione Europea nel 2007 e recepito a livello nazionale attraverso la conferenza Stato-Regioni.

Con un recente delibera, l’ATS Sardegna ha istituito un gruppo di lavoro aziendale di supporto all’avvio del progetto, un team composto da diciotto professionisti cui spetterà il compito di: monitorare la fase sperimentale; relazionarsi con le strutture ministeriali competenti; vigilare nella fase di creazione ed estensione del servizio su tutto il territorio regionale; valutare e risolvere eventuali criticità nel percorso di realizzazione del progetto.

Il servizio prenderà il via tra alcuni mesi, presumibilmente tra novembre e dicembre 2019, e lo farà in modo sperimentale nelle ASSL di Carbonia e Olbia dove il bacino di riferimento è di circa 290mila utenti. Durante la fase di sperimentazione, l’ATS monitorerà l’andamento del progetto attraverso l’utilizzo di specifici indicatori di attività e di processo. Dopo il primo anno, il numero breve sarà disponibile su tutto il territorio regionale.

«Il numero breve 116117 contribuirà alla riorganizzazione dell’assistenza in Sardegna sostenendo lo spostamento del fulcro del sistema sanitario dall’ospedale al territorio attraverso un nuovo modello basato sul cittadino e sui suoi bisogni, capace di facilitare l’accesso alle prestazioni mediche e di dare maggiore supporto alla gestione delle cronicità – afferma il direttore sanitario dell’ATS Sardegna, Francesco Enrichens. Una volta adottato, questo sistema consentirà una piena condivisione dei dati, delle informazioni e dei documenti non solo tra le diverse strutture sociosanitarie collocate sul territorio regionale ma anche tra le diverse figure professionali coinvolte nel percorso di assistenza territoriale, con notevoli miglioramenti nella creazione di percorsi assistenziali specifici».

L’attivazione del numero 116117 sarà un processo graduale, tale da inserirsi in modo armonico nel percorso di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete dell’emergenza urgenza e della rete territoriale, mirando, per la sua specificità, verso un preciso posizionamento nel sistema circolare dell’assistenza.

«Contestualmente all’attivazione del numero breve 116117 l’Azienda svilupperà dei sistemi digitali innovativi a supporto degli operatori sanitari e degli operatori laici che lavoreranno nelle centrali operative – afferma il direttore del Dipartimento ICT dell’ATS Sardegna, Piergiorgio Annicchiarico. Questi strumenti consentiranno di conoscere in tempo reale le informazioni cliniche e sanitarie e di accedere ai sistemi di telemonitoraggio dei pazienti cronici più critici. L’innovazione tecnologica riguarderà anche il personale sanitario che opererà sul territorio, come i medici di continuità assistenziale che saranno dotati di un tablet per le visite a domicilio. Questo processo di digitalizzazione – conclude Annicchiarico – fa parte del progetto di sviluppo del sistema informativo dell’Azienda per la Tutela della Salute della Sardegna che, nel triennio 2018-2020, mira a incrementare il ruolo dell’innovazione tecnologica ed informatica nei processi sanitari e aziendali».