PORTO ROTONDO: ​ARRESTATO CON UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE

Durante i controlli del fine settimana i Carabinieri della Stazione di Porto Rotondohanno eseguito un ordine di cattura internazionale nei confronti di un cittadino olbiese, di origine marocchina, residente a San Pantaleo. Non molto tempo fa i genitori di B. G., classe ’94, si erano recati in caserma per denunciare la scomparsa del figlio perché si trovava in Germania e non dava più sue notizie da tempo. Fatte le verifiche del caso era emerso che lo stesso non era scomparso, bensì era stato arrestato dalla Polizia tedesca per un furto compiuto a Lipsia nel 2015 con altri complici, motivo per cui i genitori non avevano più ricevuto sue notizie. Verosimilmente, rimesso in libertà dopo un periodo di reclusione preventiva, è rientrato in Italia ed è tornato dalla famiglia a San Pantaleo. Nel fine settimana si è recato dai Carabinieri di Porto Rotondo per denunciare lo smarrimento della carta d’identità e dai controlli è emerso che nei suoi confronti pendeva un ordine di cattura internazionale esteso grazie alla collaborazione con S.I.RE.N.E, l’organo di cooperazione internazionale tra Forze di Polizia, per furto aggravato e danneggiamento. B. G. è stato nuovamente arrestato e trasferito presso il carcere di Sassari dove si trova in attesa delle procedure di internazionalizzazione.

Da quanto comunicato dalla Polizia tedesca è emerso che B.G. aveva partecipato ad un furto in abitazione a Lipsia con altre tre persone e durante l’azione criminale i quattro avevano divelto una cassaforte contenente circa 85mila euro. I complici erano stati arrestati subito, mentre lui successivamente.




“Cagliari, say Cheese!”, venerdì 3 maggio ore 10,30 conferenza stampa di presentazione del progetto

venerdì 3 maggio alle ore 10,30 nel Largo Felice 66, a Cagliari, il Centro Servizi Promozionali per le Imprese, Azienda Speciale della CCIAA di Cagliari,  presenterà alla stampa l’iniziativa “Cagliari, say Cheese!”. Alla conferenza stampa interverranno i rappresentanti dell’Ente e delle aziende coinvolte nel progetto. In allegato il comunicato.




comunicato stampa Golfo Aranci approvazione PUC

«È una giornata storica per Golfo Aranci», esordisce così il sindaco Giuseppe Fasolino all’apertura dei lavori consiliari che hanno portato alla definitiva approvazione del Piano Urbanistico Comunale. Fino ad oggi solo due comuni galluresi, pochissimi in Sardegna, erano riusciti nel difficoltoso compito di approvare un Piano coerente il PPR.

«Oggi definiamo quale sarà il futuro e lo sviluppo di questo paese – prosegue Fasolino -, delle sue realtà economiche, delle sue sfide prossime, di come ci vogliamo presentare dal punto di vista urbanistico e turistico. E stato un iter lunghissimo, ma con grande orgoglio concludo la mia esperienza da sindaco con uno dei risultati politici più importanti che un amministratore pubblico possa raggiungere: l’approvazione del PUC».

«Questo obiettivo – aggiunge Fasolino – è frutto di un grande lavoro congiunto; ognuno ha messo qualcosa per arrivare al risultato finale, dagli uffici, ai tecnici, dai legali, a tutti gli amministratori. Siamo partiti dalle previsioni del piano date dalle precedenti amministrazioni integrandole con alcuni aspetti che abbiamo sempre ritenuto fondamentali per la crescita del nostro paese. Nei 13 anni che hanno portato a questa definitiva approvazione, infatti, non abbiamo ritenuto importanti le volumetrie, l’importante era difendere l’impostazione che avevamo dato al PUC e ad alcuni caposaldi, come la previsione del campo da golf a 18 buche, volano per una vera destagionalizzazione, l’accorpamento delle volumetrie a ridosso di Golfo Aranci, affinché le ricadute degli scenari delineati dal piano potessero riversarsi direttamente all’interno del paese, o la grande scommessa fatta per Rudalza con una programmazione ed una impostazione, quella di Borgo, con volumi commerciali, campo di calcio e cimitero, che le consenta di svilupparsi in futuro ottica di paese vero e proprio».

«Con l’approvazione del verbale sul Puc di Golfo Aranci ai fini della verifica di coerenza e della ottemperanza alla sentenza TAR Sardegna – prosegue il sindaco – e la presa d’atto degli esiti del tavolo tecnico tra l’Assessorato regionale Enti Locali ed Urbanistica ed il Comune di Golfo Aranci si è concluso un iter infinito, difficoltoso, a tratti forse eccessivo, ma che oggi traduce un sogno in realtà e ripaga di tutti gli sforzi fatti».

«L’emozione é forte – dichiara il delegato all’urbanistica Luigi Romano – sia per l’importanza dell’argomento, ma soprattutto per il risultato ottenuto. Dopo anni travagliati, ricorsi amministrativi e tavoli regionali, il consiglio comunale oggi si trova ad approvare un PUC totalmente aderente al PPR che racchiude tutti quelli che erano i nostri principali obiettivi politici per lo sviluppo e la crescita del paese».

«Il PUC – puntualizza Luigi Romano – consentirà anche di ampliare le iniziative di edilizia convenzionata che abbiamo avviato, fornendo un’ulteriore risposta alle famiglie e ai giovani che oggi non hanno ancora una loro casa. Così la zona artigianale situata nel cuore del paese, o il premio volumetrico nell centro urbano per la realizzazione di locali commerciali, sono alcune delle azioni che indirizzeranno lo sviluppo economico del paese nei prossimi anni».

«Abbiamo finalmente – conclude il sindaco Fasolino – un PUC in linea con le prescrizioni del più importante strumento regionale di salvaguardia, ma soprattutto abbiamo un piano che racchiude la nostra visione di sviluppo economico ed urbanistico di Golfo Aranci, ora alle future amministrazioni spetta l’onere e l’onore di attuarlo e migliorarlo».




Leonardo innovatore, inventore e ingegnere – il 3 maggio incontro all’Università di Sassari

SASSARI. L’Università degli Studi di Sassari celebra la figura del genio rinascimentale Leonardo Da Vinci a 500 anni dalla sua morte con un evento in programma venerdì 3 maggio. L’appuntamento è alle 17.00 nell’Aula Magna dell’Ateneo, in piazza Università, con l’incontro intitolato “Leonardo innovatore, inventore e ingegnere”.

Dopo i saluti del Magnifico Rettore Massimo Carpinelli, interverrà Plinio Innocenzi (professore dell’Università di Sassari) con una relazione intitolata “Leonardo Innovatore”. Seguiranno gli interventi di Massimiliano Lisa e ed Edoardo Zanon, entrambi di “Leonardo 3”, innovativo museo e centro di ricerca dedicato a Leonardo Da Vinci. I due esperti tratteranno, rispettivamente, il tema “Rivoluzione e utopia in Leonardo” e “Leonardo e il volo”.

L’evento sarà moderato dal direttore del quotidiano “La Nuova Sardegna”, Antonio Di Rosa.

Quello dedicato a Leonardo Da Vinci è il primo di una serie di appuntamenti culturali che l’Università di Sassari proporrà alla cittadinanza nei prossimi mesi.

locandina2




Sa Die de sa Sardigna: nota stampa integrale della seduta

Cagliari, 28 aprile 2019

La seduta solenne del Consiglio in occasione della ricorrenza de Sa Die de sa Sardigna è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, il presidente Pais ha pronunciato un breve discorso di commemorazione dell’ex presidente del Consiglio Salvatorangelo Mereu, recentemente scomparso. Il Consiglio ha osservato un minuto di raccoglimento.

Subito dopo ha preso la parola per l’intervento di apertura della giornata.

Il presidente, interpretando i sentimenti dell’intero Consiglio regionale, ha rivolto un saluto e un augurio a tutti i sardi, «idealmente con noi a formare una grande comunità di uomini e donne che, pur dovendo affrontare le difficoltà del presente, è pronta ad assumersi le proprie responsabilità e a lottare unita per assicurare un futuro migliore ai propri figli».

A 27 anni dal varo della legge che istituì Sa Die per ricordare l’insurrezione popolare che portò alla cacciata dei piemontesi dalla Sardegna e «segnò l’avvio di una stagione politica più attenta al temi dell’identità e delle piccole patrie» restituire alla giornata il suo significato originario significa, secondo Pais, «riflettere sul momento storico che attraversiamo, sulle nostre istituzioni autonomistiche e sul nostro essere sardi oggi». Temi alti, al pari di quelli al centro di festività come quella della Repubblica, dell’indipendenza degli Stati Uniti e dei grandi eventi che scandiscono la storia della Sardegna: S. Efisio di Cagliari, l’Ardia di Sedilo, i Candelieri di Sassari, il Carnevale barbaricino.

Temi di una tale portata, ha aggiunto il presidente, «da non poter essere confinati in un freddo calcolo ragionieristico sui costi per l’apertura del Palazzo, perché oggi la cosa più importante è essere qui».

Citando il memoriale di Giovanni Maria Angioy, Pais ha ripreso un passaggio nel quale il grande intellettuale sardo parlava dell’Isola come di una terra che ha tutto il necessario per il benessere dei suoi abitanti e quindi, se ben amministrata, «sarebbe uno degli Stati più ricchi d’Europa». Una «nazione protagonista», secondo la definizione di Giovanni Lilliu, che a giudizio del presidente del Consiglio deve riprendere, partendo dai moti del 1794, a ragionare sulla necessità di una «saldatura perfetta fra città e campagna, del rilancio dei piccoli paesi, di un nuovo rapporto fra Regione ed Enti locali capace di «dare gambe al decentramento amministrativo, superando il concetto di periferia anche attraverso una riforma del sistema di enti ed agenzie regionali concretizzata nel trasferimento di alcuni snodi decisionali in aree marginali».

Rispetto ai rapporti con lo Stato centrale «che hanno toccato in questi anni il punto più basso», Pais ha auspicato una mobilitazione ampia della politica «senza distinzioni di schieramento per fare fronte comune in difesa dell’interesse supremo della Sardegna, cominciando con l’attuazione di tutte le prerogative dello Statuto di Autonomia».

In questo momento, ha sostenuto Pais, «bisogna però andare oltre ed immaginare una radicale riforma del nostro istituto autonomistico, pensando ad un intervento innovativo sullo stesso Statuto che abbia come riferimento il Trentino-Alto Adige che, negli anni, è riuscito a dare forma compiuta al principio di autodeterminazione».

Senza dimenticare, ha continuato il presidente, uno sguardo attento all’Europa, «ai mutamenti del quadro politico e sociale dove le spinte autonomiste e indipendentiste della Nazioni senza Stato come Catalogna, Scozia, Corsica e Bretagna si fanno sempre più pressanti».

Avviandosi alla conclusione, il presidente del Consiglio si è rivolto ai giovani sardi esprimendo l’auspicio che tornino ad essere protagonisti del futuro della Sardegna, conoscendo il mondo e facendo esperienza «ma rivendicando con orgoglio e fierezza il loro senso di appartenenza». Riprendendo un passo dello scrittore Francesco Masala riferito alla lingua come elemento costitutivo della libertà di un popolo, Pais ha riconosciuto i passi avanti del Consiglio nella difesa del sardo, del catalano e delle altre parlate alloglotte delle Sardegna, specificando però che manca ancora il passaggio fondamentale relativo alla «libertà di insegnare la lingua ai nostri figli nella scuole sarde di ogni ordine e grado».

Arrivato alle battute finali, Pais ha fatto appello ai sardi alla presa di coscienza del proprio passato che, come insegna l’antropologo Bachisio Bandinu, «è la base sulla quale costruire una nuova scena politica ed economica, sociale e culturale per procedere dalla sfiducia alla stima di sé, dal risentimento ossessivo alla proposta costruttiva, dal fatalismo alla progettualità».

Pais ha terminato il suo discorso con gli auguri per la festa di Sa die in sardo e catalano: «Bona Die de sa Sardigna» e «Bona jornada de Sardenya».

(Af)

La seduta è proseguita con gli interventi dei presidenti dei gruppi.

Il primo a prendere la parola è stato Daniele Cocco di Leu: “Oggi è la festa della Sardegna ma sarà vera festa quando il presidente della Regione  otterrà risposte sui diritti  acquisiti come il tema degli accantonamenti: i 700 milioni che ci sono stati ingiustamente sottratti ci devono essere restituiti.

La Sardegna è indietro anche per le responsabilità di tutta la classe politica: molto di quel che si poteva fare non è stato fatto e, a prescindere dalle posizioni politiche, tutti dovremmo collaborare per risolvere la vertenza con lo Stato e praticare sino in fondo lo Statuto speciale. Oggi non è il tempo della polemica ma degli impegni comuni, però tengo a dire che chi ha chiesto di non convocare oggi il Consiglio regionale non l’ha fatto per sminuire l’importanza di Sa die”.

Francesco Mura (Fdi): “Chi sposa e definisce il nostro pensiero sa bene che la nostra patria è l’Italia, grande una e indivisibile. Ma questo non ci impedisce di sapere e riconoscere che l’Italia è il frutto dell’unione di tanti popoli. Chi, da sardo, nega che la Sardegna abbia una cultura e una condizione unica fa male alla Sardegna e all’Italia intera.  Cosa resta oggi dell’esperienza di questa cacciata? La considerazione che quando il governo, qualunque governo, si dimentica dei diritti dei cittadini c’è sempre qualcuno che si incarica, nel popolo, di rimettere le cose al loro posto. Dobbiamo avere la forza di smettere di cercare aiuto altrove e pensare a badare a noi stessi. Meritiamo di essere una delle regioni più ricche d’Europa e non abbiamo nemici che ci tengono in questa condizione: il problema è qui, in Sardegna. Dobbiamo liberarci della politica statalista e assistenzialista e occuparci di connettere le città con i paesi. Chi da ultimo ha pensato a una sola città metropolitana con 376 cortes apertas ha sbagliato. La Sardegna ha grandissime risorse e dobbiamo soltanto ben amministrarla, con una rivoluzione culturale che parta da noi”.

Michele Cossa (Riformatori): “Ogni 28 aprile la storia in Sardegna dialoga con il coraggio e ci fa sentire un popolo, consapevole e con una identità.  Nessuno può dimenticare che la nostra storia è fatta di uomini e donne che hanno lottato contro la bramosia del potere malato: è sempre tempo di libertà. Ma non saremo davvero mai liberi fino a quando la nostra capacità di autodeterminarci sarà così pesantemente limitata dalle circostanze. Essere isola è opportunità ma molto di più è ostacolo e se il progetto di autonomia differenziata andrà avanti in Parlamento non potrà che peggiorare la situazione.  La battaglia giusta è quella che tre anni fa abbiamo iniziato noi, chiedendo che sia inserito in Costituzione il principio di insularità, sia per i trasporti che per le accise che gravano sui sardi”.

Valerio De Giorgi (Misto): “Nel giorno di Sa Die nessuno di noi può dimenticare le recenti rivendicazioni dei pastori sul prezzo del latte o la crisi del porto canale con 700 posti di lavoro a rischio. Siamo chiamati a risposte immediate, cari colleghi, e non possiamo dimenticare i troppi sardi rimasti indietro: non ci può essere sviluppo vero se non ci sono pari opportunità per tutti. Siamo riusciti in passato a liberare le migliori energie, possiamo farlo anche oggi con i sardi che sono nati qui e con chi ha scelto di diventare sardo, come me. Spero che questa legislatura coincida con la stagione dell’unità per il bene dei sardi: dobbiamo stare uniti per far tornare la Sardegna forte”.

Desirèe Manca (Cinque stelle): “Confesso di essere emozionata perché questo è il primo intervento del Movimento Cinque stelle nella storia della Sardegna e non poteva esserci migliore occasione. Ripeto le parole di Giomaria Angioy: “Malgrado tutto, la Sardegna abbonda di tutto ciò che è necessario per la sussistenza di tutti i suoi abitanti.  Ben amministrata, la Sardegna sarebbe uno degli stati più ricchi d’Europa”. Era il 1799 e dopo più di 200 anni viviamo in una situazione pressoché immutata. I primi due mesi di vuoto governativo e di intrecci sotto banco, non possono che richiamare le parole di Angioy: avete sventolato l’idea di un cambiamento ma era solo strumentale per richiamare voti. Dopo 60 giorni siete ancora prigionieri della vostra spartizione e tenete in ostaggio una terra martoriata e allo stremo. Qui le aziende chiudono per fallimento e la Sanità, un tempo eccellenza, è in ginocchio: sarebbero bastati 15 minuti e invece dopo 60 giorni tenete tutti i sardi in ostaggio. Il nostro popolo si merita un’amministrazione all’altezza. Ora che noi siamo entrati nelle istituzioni faremo tutto ciò che è possibile per ridare dignità alla politica. Non vi faremo mai nessun tipo di sconto”.

Gianfranco Ganau (Pd): “In questa festa nazionale dei sardi non possiamo non notare i drammi presenti in Sardegna, come l’aumento delle povertà e l’incapacità dei governi, a tutti i livelli, di rispondere ai bisogni dei sardi. Per questo mi permetto di sollecitare il completamento della Giunta, perché si lavori a pieno regime e si aumenti l’autonomia di delle Regioni, senza intaccare la ripartizione delle risorse. Oggi dobbiamo ribadire l’unità del popolo sardo chiedendo maggiori poteri e maggiori spazi di gestione autonoma: le ragioni della nostra richiesta di autogoverno poggiano  prima di tutto sull’insularità, che ci impedisce di sfruttare le grandi reti italiane ed europee, a cominciare da quelle energetiche. Senza il riconoscimento della condizione di insularità noi non avremo mai condizioni paritarie di mobilità: questa deve diventare una battaglia di popolo, che avrà il nostro pieno e leale sostegno”.

(CG)

Per il gruppo Psd’Az il consigliere Francesco Mula  ha ricordato che Sa Die ha un preciso riferimento ad un periodo storico in cui la Sardegna chiedeva autonomia e giustizia contro i soprusi fiscali e sociali del governo piemontese, una storia che purtroppo non è cambiata molto come hanno dimostrato le testimonianze fondamentali di Camillo Bellieni ed Emilio Lussu. Oggi, anche di fronte alla domande rimaste aperte del passato, ha aggiunto Mula, abbiamo il compito di riscrivere lo Statuto da riscrivere in molti punti, un passaggio che sarà tanto più se ci farà andare oltre le celebrazioni raggiungendo risultati concreti con l’impegno comune di maggioranza ed opposizione. Questo piacerebbe molto ai sardi, ha affermato il consigliere, e darebbe un valore non simbolico alla giornata che stiamo celebrando. Abbiamo grandi responsabilità nei confronti del popolo sardo, ha concluso Mula, soprattutto nei confronti di disoccupati, precari, famiglie ed imprese; sappiamo di non aver mai contato su un governo nazionale amico e di aver avuto di fronte su una Unione europea fondata sull’asse franco tedesco. All’Europa, in particolare, ha sollecitato l’esponente sardista, chiediamo una deroga per uscire dalla tagliola degli aiuti di Stato mentre, sul piano nazionale, il nostro accordo con Lega dovrà essere portato avanti su zona franca integrale e continuità territoriale, lotta allo spopolamento specie nelle zone interne, riforma della sanità, opere strategiche, istruzione, lingua, cultura: tutte battaglia sardiste sulla sovranità regionale nelle quali, fra l’altro, hanno creduto gli elettori sardi nelle recenti consultazioni.

A nome della Lega il consigliere Dario Giagoni ha riproposto le parole di Giovanni Maria Angioy sul rapporto fra cattiva amministrazione e situazione socio economica della Sardegna, per sottolineare che il pensiero di un grande uomo del passato crea in noi un forte sconcerto per la sua attualità e per la sua ansia di autonomia, a dimostrazione del fatto che la storia insegna che nessun avvenimento può essere considerato lontano ed estraneo ai fatti che l’hanno preceduto. Nei moti del 1794 c’è infatti, secondo Giagoni, un seme vivo ancora oggi, il sentimento di autogoverno e di riscatto che oggi abbiamo il dovere di raccogliere come moderna chiave di lettura con responsabilità ed unità, con rinnovata capacità di coesione e di difesa della nostra specificità. Oggi, ha concluso il consigliere,  nella giornata del popolo sardo chiediamo ai giovani (anche a quelli purtroppo lontani loro malgrado dalla Sardegna) di conservare le nostre tradizioni, di trasformare i moti di allora in un sentimento di rispetto della volontà popolare, nella volontà di lotta e riscatto, in una autonomia finalmente reale e concreta.

Il consigliere Francesco Agus, dei Progressisti, ha osservato che i ritardi nella formazione della di Giunta, per una sorta di scherzo del destino, hanno fatto coincidere primi interventi dei consiglieri regionali con la ricorrenza de Sa Die, una occasione che di consente di riflettere sulla Sardegna del passato in attesa di conoscere la Sardegna del futuro quando conosceremo governo regionale e programma. Il nostro passato secolare, ha detto ancora Agus, ci riporta ad una riflessione su nostri problemi di sempre, attraversati da di soprusi, dominazioni, governi per interposta persone e ministri di Roma che hanno creduto, sbagliando, di avere la ricetta giusta per Sardegna. Angioy, ha continuato Agus, è molto più di wikipedia, è il sogno vivo (allora come oggi) di una Sardegna libera capace di dialogare con tutti, in Italia ed Europa, con rapporti non subalterni; forse oggi abbiamo smesso di sognare e non possiamo permettercelo, perché ancora oggi il dibattito politico parla di noi come di una pedina nello scacchiere.  Il riferimento all’esperienza del Trentino, ha concluso Agus, ha un valore perché quella Regione ha saputo scrivere una storia di grande unità con il lavoro legislativo e la produzione significativa di importanti norme di attuazione, però va ricordato che tutto questo si costruisce soprattutto con le azioni concrete, con il rispetto delle garanzie dell’opposizioni e delle prassi consiliari consolidate: questo è fare l’unità dei sardi.

Al termine degli interventi dei gruppi ha preso la parola il presidente della Regione Christian Solinas che ha pronunciato il suo intervento in lingua sarda.

Dopo aver affermato che senza lingua non ci può essere vera identità, il presidente ha fatto un riferimento all’ingresso del sardo nella liturgia: “Est de importu mannu sa riforma liturgica a profetu de sa limba sarda, ca gai sos sardos poten faeddare con Deus in sa propria limba ma prus e prus Deus matessi in sa Missa nons faeddati in limba. Chustu cheret narrer chi su populu sardu vivet una esperientzia nova chi aperit unu camminu de fide. Su 28 aprile, sa Die de sa Sardigna, sa festa nazionale de sos Sardos, cuffirmat s’identitade de su populu sardu, ma diventat puru die nodida ca sa limba intrat in Creja e duncas a profettu de su populu de Deus. Su fattu est de ammonimentu a nois puliticos pro chi si faca intrare sa limba sarda in s’iscola. Oe, amus a comprendere totu chi sa consacrazione de sa limba in sa creja matzore de Casteddu e, unu cras, in totu sas crejas de Sardegna, petit, chene duda peruna, una cunsacratzione laica de sa limba in iscola e in totu sas istitutziones de s’Isula”.

Soffermandosi poi sulla “lezione” dei moti del 1794, Solinas ha invitato i Sardi a riflettere su quale identità sia necessario costruire per il popolo sardo nel tempo che stiamo vivendo: “Bisonzat de affortire s’identidade territoriale, imbentare un’identidade turistica, economica, ambientale, una forma nova de pastoriu e da massaria. Sos prodotos pretziados in su mercadu mondiale sun sos prodottos identitarios, ca sun nostros e non de atteros. Sa calitade de s’abba, de s’aera, de su terrinu su sos fundamentos de s’isviluppu economico de sa Sardigna, mascamente pro s’identidade singulare chi l’at dadu sa natura. Ma pro li dare valore e profettu bisonzat da dare fortza a una cultura de rispettu e de investimentu”.

In conclusione, un messaggio positivo per il futuro: “Pro nois, supra sa Sardigna non pesat un’umbra de mancamentu e de fallimentu. Nois credimus in dunu tempus nou de fide e de ispera. Approntamus profeto e programmas pro leare unu caminu de creschida e de isviluppu pro su populu sardu. Amus cosas de contare e de produire: b’at meda da narrere e meda prus de faghere”.

Augurios sincheros de bona Die de sa Sardigna, Augurios mannos pro sa festa de su Populu Sardu.

Al termine di quest’ultimo intervento, il presidente ha tolto la seduta, riconvocando il Consiglio a domicilio. I lavori dell’Aula sono proseguiti in seduta informale.

(Af)

 




Sa Die de sa SardegNA 2019: i contributi di storici e giuristi

Cagliari, 28 aprile 2019 – Dopo l’esecuzione dell’inno ufficiale della Regione  – “Procura de moderare”  da parte del Coro parrocchiale Santa Maria degli Angeli di Flumini, del Gruppo Cuncordia – launeddas e del Coro a tenore Murales di Orgosolo, ha preso lo storico Luciano Carta, presidente del comitato Sa Die de sa Sardigna.

Carta si è soffermato su alcuni dettagli del nuovo inno istituito l’anno scorso con specifica legge regionale, sollecitando l’approvazione del regolamento di attuazione, per definire in particolare le modalità di esecuzione e lo spartito. Su questi punti, ha spiegato Carta, la nostra proposta è quella di adottare la melodia del canto gosos , tradizione radicata in tutte le comunità regionali, con una variante per le occasioni festive. Per quanto riguarda i versi, rispetto alle 47 strofe originali, ne sono state scelte 6 che riguardano complessivamente rapporto fra governanti e bene comune,  contesto storico, rispetto dell’autonomia e dell’identità sarda come terra non chiusa al mondo esterno, volontà di costruire una società più giusta, superamento del sistema feudale attraverso il risveglio della ragione dopo secoli di oscurantismo, lotta contro gli abusi.

Un altro storico, Nicola Gabrielli, ha ripercorso i passaggi che portarono alla legge istitutiva de Sa Die nel’93, ricordando che “allora nelle scuole non si parlava di questo periodo storico”. In questi anni invece, ha affermato, si è fatto tanto proprio per merito degli storici, facendo emergere che proprio la storia è un elemento costitutivo dell’identità, e la stessa scelta di definire Sa Die una festa del popolo non in riferimento ad istituzione ma alla comunità, riporta alla situazione di allora quando il mondo delle istituzioni era sconosciuto al popolo, un po’ come oggi”. Il concetto fondante, ha proseguito Gabrielli, resta quello di una rivendicazione plurisecolare non solo dell’autonomia sarda ma anche del rinnovamento economico-sociale. Senza dimenticare, ha aggiunto, l’affermazione di un sentimento patriottico che, in condizioni estremamente difficili, riuscì ad avere la meglio sia sulla propaganda francese che sulla monarchia piemontese che allora parlò di eversione, mentre era stata proprio la dinastia sabauda a non convocare il parlamento per quasi un secolo allo scopo di accreditarsi di fronte alle altre monarchie assolutiste del tempo. Di particolare significato, inoltre, la scelta dei sardi di auto-convocare l’assemblea parlamentare in seduta permanente, seme di una riforma costituzionale comprendente l’abolizione del feudalesimo che purtroppo sarebbe arrivata molto più tardi.

 

 

Il professor Gianni Loy, infine, ha parlato dei movimenti culturali che hanno portato alla decisione di istituire Sa die: “Il senso di questa festa è nell’aspirazione, manifestata nella società sarda negli anni ’70, di esprimere le culture del popolo sardo senza confinarle nell’esteriorità del folklore.  Questo processo democratico è ancora in corso e ha fornito indirizzi alle istituzioni: sono state le istituzioni sindacali  e i lavoratori che hanno iniziato a dibattere recuperando la lingua sarda. E non solo loro: ci sono stati poi, sempre in quegli anni, gli intellettuali come Antonello Satta, Eliseo Spiga, Giovanni Lilliu e altri che, in modo trasversale rispetto ai partiti, hanno chiesto di riformulare lo statuto di autonomia e portare la Sardegna all’autogoverno.

E ancora, a metà degli anni ’80, è nata l’idea di una festa per il popolo sardo il 28 aprile. Questo è documentato e lo dobbiamo a Umberto Cardia, Nino Carrus, Michele Columbu, Sebastiano Dessanay, Francesco Masala, Domenico Pili, Gianmario Selis e altri che si riunirono per questo a Cagliari. Abbiamo davanti a noi non una celebrazione qualunque ma “la” celebrazione di una nazione, di un popolo che abita la sua terra. Un popolo è sempre in cammino e anche il popolo sardo è in cammino per un mondo di pace per la quale dovrà vincere le tentazioni degli egoismi”.




IL GRUPPO PROGETTO GOLFO ARANCI – RUDALZA HA PRESENTATO ALLA CITTADINANZA IL PROPRIO CANDIDATO SINDACO, MARIO MULAS, PER LE ELEZIONI AMMINISTRATIVE DEL 16 GIUGNO.

Grande partecipazione ed una attenta platea hanno caratterizzato l’esordio pubblico della lista civica PROGETTO GOLFO ARANCI – RUDALZA con la presentazione del candidato a sindaco Mario Mulas, avvenuta ieri, sabato 27 aprile all’Hotel Gabbiano Azzurro.

Sensibilmente emozionato, ma molto determinato il candidato sindaco Mulas: «Vedo questa candidatura come un onore, un onere, e anche una grande opportunità, mi sono avvicinato alla politica da giovanissimo e ho capito subito che avrei dedicato parte della mia vita e del mio tempo al mio paese. In questi anni ho lavorato come assessore e vice sindaco all’interno dell’amministrazione comunale, oggi il gruppo ha individuato in me la guida di questo progetto amministrativo e sono pronto per proseguire e costruire insieme qualcosa di rilevante per Golfo Aranci».

Numerosi contributi sono giunti dagli attuali amministratori che hanno evidenziato l’unità del gruppo che in questi anni ha condiviso l’azione politica e le scelte fatte in paese, così come la volontà di concorrere ancora unitariamente alla crescita di Golfo Aranci. Il sindaco uscente Giuseppe Fasolino ha rimarcato come Mario Mulas rappresenti la continuità naturale e amministrativa di un progetto e di un gruppo che ha cambiato il volto del paese e di come i giovani che oggi si sono avvicinati alla Lista “PROGETTO GOLFO ARANCI – RUDALZA” costituiscano una nuova forza inarrestabile per raggiungere qualsiasi obiettivo.

È stata una bella e partecipata presentazione, caratterizzata anche dagli interventi di alcuni giovani, ragazzi e ragazze che hanno dato la loro disponibilità a mettersi in gioco per contribuire a migliorare e far progredire il proprio paese.

Un incontro riuscitissimo al quale seguirà a breve la presentazione ufficiale del programma e dei candidati della lista.




Sassari: La Polizia di Stato notifica dei provvedimenti DASPO.

Nella giornata di ieri, personale della DIGOS della Questura di Sassari ha notificato due provvedimenti di interdizione dalle manifestazioni sportive ai sensi dell’art. 6 Legge 401/89 (D.A.Spo.) a due giocatori della squadra di calcio del Calangianus, militante nel campionato juniores regionale. Si tratta di un diciannovenne di Calangianus e di un diciassettenne originario del Mali.

I D.A.Spo., entrambi della durata di tre anni, sono stati adottati dal Questore di Sassari in seguito ad un grave episodio verificatosi il 9 marzo scorso allo stadio comunale “Limbara” di Luras, durante la partita di calcio del campionato juniores tra la squadra locale e il Calangianus.

In particolare, il giocatore della squadra ospite, ha colpito con un violento pugno al volto il direttore di gara, un diciassettenne residente ad Olbia, dopo che questi aveva estratto il cartellino rosso nei suoi confronti per una protesta sfociata in una frase oltraggiosa. Non soddisfatto, il giovane calciatore ha cercato di raggiungere l’arbitro in mezzo al campo per colpirlo nuovamente, e solo l’intervento di alcuni compagni di squadra ha evitato conseguenze ancora più gravi.

Pochi istanti dopo, anche un altro giocatore della squadra ospite, si è rivolto in modo offensivo al direttore di gara e per questo motivo è stato espulso; anche in questo caso il giocatore, per niente contento del provvedimento arbitrale, si è scagliato contro l’arbitro sferrandogli un violento calcio alla schiena. Le aggressioni subite hanno indotto il direttore di gara ad interrompere l’incontro e a ricorrere alle cure mediche presso il nosocomio di Olbia, ove gli è stata diagnosticata la frattura dello zigomo e contusioni varie.




25 aprile, l’anniversario della Resistenza nella piazza del Comune

«Esiste uno stretto legame fra il 25 aprile e la continua lotta contro le diseguaglianze, le sopraffazioni, lo sfruttamento. Perciò nel ricordare la Resistenza non ci può essere nessuna ritualità, nessuno stanco adempimento di un cerimoniale. Solo una modalità di riflessione consapevole e collettiva può ben rappresentare la forma ideale per ricordare la tragedia che il popolo italiano ha vissuto».

Queste le parole del sindaco di Sassari Nicola Sanna nel discorso che stamattina ha rivolto alle cittadine e ai cittadini riuniti in piazza del Comune per l’anniversario della Resistenza.

«Alla liberazione dell’Italia dalla dittatura – ha continuato – si arrivò grazie al sacrificio di tante ragazze e ragazzi che, pur appartenendo a schieramenti politici differenti, si sono voluti chiamare con un solo nome: Partigiani. E ha poi puntato l’accento sulla necessità di tenere viva, oggi, la memoria della Liberazione, di renderla attuale: «a quelle ragazze e a quei ragazzi il Comune di Sassari ha voluto intitolare una piazza, all’ingresso della città, a rappresentare l’ingresso in una città aperta, libera, democratica, antifascista».

E della necessità di mantenere viva la memoria del nostro passato ha parlato anche il commissario straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi. «In un tempo in cui si riaffacciano, senza vergogna e in modo inquietante, xenofobia e razzismo – ha detto – assistiamo preoccupati a un imbarbarimento del dibattito politico e culturale a cui occorre rispondere con fermezza», per poi parlare della nuove generazioni: «I nostri giovani sembra non abbiano dimenticato il profondo sentimento di giustizia sociale e di riscatto per le future generazioni tracciato dai principi della nostra costituzione».

Giovani generazioni rappresentate questa mattina da Alessandro Cossu, studente che ha preso parte al progetto dell’Arci “Viaggi della Memoria. Promemoria_Auschwitz”. Ha sottolineato che «le azioni devono essere guidate dalla sensibilità e dal rispetto per il bene collettivo», perchè, come ha detto la presidente provinciale dell’Anpi Caterina Mura, «il male peggiore è l’indifferenza. Bisogna saper utilizzare la lezione del passato per leggere il presente».

Un concetto che ritorna anche nei momenti musicali e teatrali che hanno accompagnato i festeggiamenti odierni. Hanno ricordato le persone cadute durante la lotta partigiana Michelle Kramer, Puccio Savioli e Maria Paola Cordella del Theatre en vol, che hanno coinvolto il pubblico nella performance “Tracce ripercorrendo la memoria di…”, mentre Silvia Pilia ha dato voce a un canto di resistenza, I ribelli della montagna e Luana Mulas ha raccontato la storia di Renata Viganò, infermiera, scrittrice, staffetta e partigiana nella guerra di resistenza.

A chiudere la cerimonia, dopo la deposizione delle corone d’alloro presso la lapide commemorativa nel cortile di Palazzo Ducale è, come di consueto “Bella Ciao”, canto della ribellione, della libertà, canto simbolo della Resistenza italiana, suonato dalla Banda “Città di Sassari”.




Alghero, 5 weekend di Emozioni di Primavera al parco: raduno fiat 500, macchine d’epoca, trekking

OGGETTO: Quinto appuntamento con Emozioni di Primavera: sabato 27 aprile raduno Fiat 500 Club Italia a Casa Gioiosa, domenica 28 torna lo sport su due ruote con il 7° trofeo Parco di Porto Conte in mountain bike, ancora un salto nella storia con le moto e auto storiche con il Club Motori d’epoca Sassari e l’appuntamento con il trekking d’avventura in un percorso panoramico mozzafiato “Le due Torri” con partenza da Porto Ferro.

Si entra nel vivo del programma di Emozioni di Primavera al Parco di Porto Conte con il quinto weekend dedicato al trekking panoramico e alle auto storiche. Sabato 27 Casa Gioiosa ospiterà il raduno delle 500 fiat che sono arrivate in Sardegna da tutta Italia; percorreranno insieme la litoranea per Capo Caccia sino a Tramariglio e si fermeranno alla casa del parco. I modelli più blasonati, resteranno in mostra al pubblico per tutto il pomeriggio. Il programma prevede al mattino l’incontro con i ragazzi delle scuole primarie ai quali verranno mostrate le mitiche fiat 500 degli anni ‘70, anche nella versione modelli da collezione, e verrà illustrata la storia dei motori targati Fiat. Nel pomeriggio si terrà il raduno vero e proprio organizzato dal Club Italia coordinamento Alghero, che prevede la partecipazione di modelli 500 fiat nuovi e vecchi, appartenenti ai club di tutto lo stivale.

Domenica 28 aprile, un fitto programma di eventi legati alle auto d’epoca, al trekking panoramico e alle escursioni in mountain bike. Restando in tema di motori, il club motori d’Epoca Sassari, ha organizzato in mattinata, a partire dalle 11 30, il raduno di auto e moto d’epoca: carrozzerie d’altri tempi dal fascino immutabile a due ruote o a quattro sfileranno sulla panoramica per fermarsi in mostra nell’area parking di Casa Gioiosa. E’ possibile ammirarle sino alle 13 30. L’appuntamento più atteso dagli amanti del trekking è l’escursione organizzata dalla Cooperativa ExplorAlghero per domenica mattina con partenza alle 10 00. “Le due Torri” è un percorso mozzafiato, che si trova nella punta più a nord del Parco di Porto Conte, partendo dalla torre di Bantinesale. Otto chilometri e mezzo di natura incontaminata con vista sui piccoli fiordi e sulla costa. L’escursione durerà circa cinque ore e visto il numero chiuso di trenta partecipanti, si raccomanda la prenotazione. Per informazioni si può contattare la cooperativa ExplorAlghero ai numeri 3313400862 /  079942111.  Ma l’avventura al Parco continua in mountain bike. Sempre domenica 28 aprile, per gli appassionati delle bike su sterrato, si terrà il 7° Trofeo Parco di Porto Conte con partenza da Punta Giglio. Una gara inserita nel circuito regionale con oltre 150 iscritti per uno spettacolo sportivo di altissimo livello. La giornata si concluderà con le premiazioni dei vincitori all’hotel Porto Conte. L’appuntamento è fissato per le ore 10 00. 

Come ogni weekend Casa Gioiosa resterà aperta al pubblico per ospitarvi nei suoi musei, nel giardino botanico e nelle aule didattiche. Per prenotare la vostra visita telefonate al numero 079 945005 o al 3351618744