Sassari: brevi dal Comune

Piazza Castello, taglio delle palme. Nella mattinata di domani, 17 aprile, a partire dalle ore 8.30, sarà effettuato il taglio delle palme di piazza Castello. Devastate dal punteruolo rosso, le piante avevano dato vita, nel dicembre dello scorso anno, a un’installazione artistisca inserita all’interno del progetto “Corti gremite” promosso dall’associazione Mosa e patrocinato dal Comune di Sassari. Nella giornata del 18 aprile sarà realizzato un intervento di decoro floreale temporaneo, in attesa della promozione di un concorso di idee per la riprogettazione dell’intera architettura arborea della piazza.

Conferimento rifiuti inerti. A partire dal mese di maggio e fino al 31 agosto i rifiuti inerti potranno essere conferiti presso l’Ecocentro di Sassari, in via Ariosto 1 (ingresso da via Montello) nelle giornate del 3, 13, 22 e 31 maggio, 10, 19 e 28 giugno, 8, 17, 26 luglio, 5, 14 e 23 agosto, dalle 10.30 alle 13 e dalle 14.30 alle 16. Sono ammessi esclusivamente i materiali inerti derivanti da piccole opere edilizie di ordinaria manuten­zione.

Concorso assistenti sociali. La prova preselettiva per la copertura a tempo indeterminato di 2 posti di Assistente Sociale – cat. D si terrà il giorno 6 Maggio 2019 alle ore 15 presso la palestra “Gigi Santoru” in Via Rizzeddu 5.




Sassari: La Polizia di Stato arresta un uomo per rapina.

Personale della Polizia di Stato di Sassari ha tratto in arresto un 49enne sassarese, con precedenti di polizia, per rapina.
Nella serata di ieri, gli agenti della Sezione Volanti sono intervenuti nel quartiere di Latte Dolce, presso un esercizio commerciale, ove poco prima, era stata perpetrata una rapina.
Un uomo, dopo essere entrato all’interno dell’attività commerciale, con il volto travisato da un passamontagna ed aver minacciato una commessa intenta a contare l’incasso della giornata, ha asportato i soldi contenuti all’interno del registratore di cassa, dandosi poi alla fuga.
La dettagliata descrizione, sia dell’uomo che del mezzo utilizzato per la fuga, fornita dalle persone presenti nell’attività, ha consentito al personale della Sezione Volanti della Questura di Sassari di intercettare il veicolo condotto dal 49enne.
Il soggetto, con precedenti di polizia, dopo le formalità di rito è stato tratto di arresto e condotto in Questura.
Nella mattinata odierna, il G.I.P. presso il Tribunale di Sassari ha convalidato l’arresto e disposto la misura della custodia cautelare in carcere, presso la Casa Circondariale di Sassari Bancali.




Il discorso di insediamento del presidente del Consiglio, Michele Pais

Signor presidente della Giunta,

assessori,

colleghe consigliere e colleghi consiglieri

mi rivolgo non senza emozione all’intera assemblea sarda per far arrivare a ciascuno di voi un saluto non formale, insieme con gli auguri di buon lavoro, in questa seduta di insediamento che segna l’avvio della Sedicesima Legislatura che si apre nel settantesimo anniversario della nostra Autonomia speciale.

Saluto il presidente, la Giunta e il Consiglio uscenti e indico alla politica e alle istituzioni l’unico obiettivo che deve animare il nostro impegno, con spirito unitario, senso di responsabilità e passione, e cioè, il bene della Sardegna e di tutti i sardi.

«Noi siamo sardi – ha scritto Grazia Deledda – siamo una terra antica di lunghi silenzi, di orizzonti ampi e puri» che per secoli è stata però terra di conquista e di dominazioni ma anche e soprattutto di resistenza, di ribellione, di riscatto.

Mi piace utilizzare le parole della più famosa tra le scrittrici sarde e dell’unica italiana a vincere il premio Nobel per la letteratura, per ricordare a tutti noi che siamo anche il prodotto di tante culture e di mescolanze che hanno arricchito e dato un colore multiforme alla nostra esistenza.

Lo conferma la storia della città nella quale vivo e sono nato e lo certifica quella dei tanti paesi della nostra Sardegna: siamo stati e continuiamo a rappresentare un approdo ospitale per i tanti che qui hanno cercato e realizzato, nel rispetto delle leggi e della civile convivenza, un futuro migliore e una vita più giusta.

Ed è per questo che affermo – in apertura del mio intervento – che non c’è nessuno che può sentirsi autorizzato a banalizzare i temi alti e delicati della democrazia e del sociale, strumentalizzando posizioni legittime e largamente condivise in materia di integrazione, di diritti, di rispetto delle persone e della solidarietà.

Per noi parla, infatti, la nostra storia secolare, parlano i nostri valori, la nostra tradizione e la nostra cultura.

Valori che riaffermiamo in tutta la loro grandezza quando indichiamo come priorità quella di rimettere al centro della nostra azione politica e di governo chi questa terra la abita, la vive, e chi combatte ogni giorno per restare qui dove è nato e non essere più costretto a trovare altrove le ragioni, e la sostanza, di una esistenza degna e di una vita fatta di soddisfazioni semplici.

Significa in sintesi, dare una mano a chi questa terra ha contribuito a farla crescere e a chi la difende e la protegge, valorizzando nella quotidianità delle proprie azioni e del proprio lavoro, i suoi punti di forza e il suo immenso patrimonio materiale e immateriale.

In poche parole, questo vuol dire “prima i sardi”. Non altro. Tutti insieme dobbiamo lavorare concretamente per risollevare i destini di questa terra e offrire così alla nostra Sardegna una nuova opportunità per riemergere, per rialzarsi con più determinazione e affrontare, per vincerle, le sfide dello sviluppo e del lavoro.

Le troppe vertenze insolute ci indicano ancora una volta “l’emergenza lavoro” come necessità urgente nella nostra terra.

Ce lo dice la vertenza del Porto Canale dove 700 lavoratori rischiano in queste ore il licenziamento ma soprattutto lo confermano le storiche vertenze industriali del Sulcis, di Porto Torres, di Ottana, Olmedo, Macchiareddu, dove le ciminiere hanno lasciato in eredità le cicatrici di un vero e proprio disastro sociale e ambientale. Ma alle vertene prettamente industriali si si sono aggiunte quelle che affondano non solo nella struttura economica della nostra Isola, ma interessano la sopravvivenza di intere comunità.

Mi riferisco, in particolare, alla recente lotta dei pastori che ha riproposto il dramma delle campagne in maniera cruda ma efficace, con il cosiddetto sversamento del latte che ci ha dato la misura della disperazione e della gravità delle condizioni del lavoro e di vita nei campi.

Ed è facile constatare, ancora una volta, quanto l’economia dei nostri paesi e dei nostri territori sia strettamente connessa al comparto della pastorizia.

Si dice “pastores semus totus” per affermare che li sono le nostre radici ma anche per voler significare che se non si paga il latte al pastore, non è solo il pastore a star male ma è destinato a star male anche il fornaio o il farmacista, il commerciante e il professionista, e più in generale l’intero tessuto economico dei nostri piccoli centri.

Ed è proprio per ricordare la battaglia dei pastori che oggi in Aula nello scranno del presidente la campanellina d’argento è sostituita dal campanaccio tipico che si appende al collo degli ovini.

Il tintinnare di questa campana vuole significare l’urgenza di dare la sveglia a chi deve rimettere in moto il comparto primario dell’economia isolana e a rilanciare l’agricoltura come settore fondante le politiche di crescita nella nostra Regione.   

E il concetto si rafforza quando i numeri del fenomeno dello spopolamento ci ricordano un’altra emergenza che deve essere affrontata con immediatezza, determinazione e competenza, non fosse altro perché si stima, che nel volgere di qualche lustro, saranno non meno di trenta i Comuni sardi che cesseranno di esistere, e nel frattempo, in 304 comuni su 377 i decessi sono destinati a superare le nascite.

La sconfitta dei pastori, e la scomparsa dei piccoli centri significherebbe, infatti, tranciare i tiranti a cui è agganciata la nostra identità di sardi.

Ed è anche per tale ragione che auspico misure e interventi adeguati perché siano recuperati e rafforzati tutti i presidi culturali e i simboli dell’identità, ad incominciare da una politica linguistica che restituisca al sardo, all’algherese, al tabarchino, al sassarese e al gallurese la libertà e la dignità di lingua, colmando così il divario causato da secoli di esclusione dal processo culturale europeo che, nel corso degli anni, si è positivamente sviluppato proprio in materia di tutela e salvaguardia della lingua stessa.

Sostengo questa battaglia di civiltà e progresso proprio in qualità di rappresentante della comunità di Alghero, che si è contraddistinta, da sempre, per iniziative e azioni a tutela della lingua catalana e delle sue tradizioni.

Ritengo doveroso, a questo proposito, far giungere alle istituzioni e al popolo catalano la vicinanza e il sostegno del Consiglio regionale e del popolo sardo, nella pacifica e democratica battaglia condotta per il riconoscimento del diritto all’autogoverno.

Sentimenti di amicizia e auspici per una sempre crescente collaborazione politica e istituzionale, mi sento inoltre di rivolgere all’Assemblea di Corsica, con la quale condividiamo comuni battaglie nel segno di quell’Europa dei popoli e delle Regioni che resta ancora oggi un’occasione mancata.

Così come possono essere definite occasioni mancate, i tentativi che nel corso degli ultimi vent’anni sono stati condotti per favorire una cosiddetta legislatura costituente. La realtà è quella che noi tutti conosciamo e che ha visto le riforme costituzionali al palo, al pari delle proposte di revisione, più o meno profonde, dello Statuto di Autonomia.

Mi sento impegnato, come sardo e come primo presidente dell’Assemblea sarda, espressione del più grande partito federalista italiano, la Lega di Matteo Salvini, nelle iniziative e nelle azioni per il rilancio della specialità, così come offro piena collaborazione perché si favorisca l’apertura di confronto con lo Stato, con l’obiettivo di vedere riconosciuti alla Sardegna quei poteri e quelle funzioni che sono oggi necessari per vincere le sfide politiche, sociali ed economiche dei nostri tempi.

Le aspettative per una stagione politica nuova e per un tempo di riforme profonde credo siano evidenti a tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio, ed è quindi conseguente l’invito ad uno sforzo di straordinaria compattezza, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli di maggioranza e opposizione, perché un nuovo statuto, una nuova legge statutaria e una nuova legge elettorale, non restino anche questa volta nel paragrafo degli auspici e dei buoni propositi.

Allo stesso modo, serve dare risposte urgenti ai nostri Enti Locali che negli ultimi anni, insieme con la riduzione delle risorse statali, hanno dovuto fare i conti con una riforma regionale che ha mostrato limiti evidenti e acuito il divario e le disparità di trattamento tra i diversi territori.

Lo dico senza infingimenti e con chiarezza: auspico un ridisegno degli Enti Locali, una ripresa di ruolo e funzione per gli enti intermedi e un riequilibrio degli assetti tra il Sud e il Nord dell’Isola con l’istituzione della Città metropolitana di Sassari.

Auspico soprattutto che cessi nella forma e nella sostanza, la sensazione e la percezione che la Regione possa pensare ad una Sardegna a due velocità, ma soprattutto con diverse opportunità a seconda delle latitudini.

Ritrovare una visione di insieme che valorizzi, tuttavia, le diversità e le peculiarità dei territori è una necessità non più derogabile per la classe politica sarda, e aggiungo per la maggioranza di governo scelta dai sardi.

È la premessa necessaria per affrontare con successo le troppe questioni insolute che per troppo tempo ci hanno relegato nel sottosviluppo.

Energia, credito e trasporti sono i temi che stanno lì a certificare che i gap storici della Sardegna sono ancora tutti da essere colmati.

Restiamo la Regione con la più alta bolletta energetica, con le note penalizzazioni per i conti delle famiglie e per i bilanci delle imprese superstiti, nelle sempre più desolate aree industriali della nostra Isola.

Siamo una Regione che aveva una banca, e che ha perso il governo delle politiche del credito, prima ancora degli sportelli e il controllo di quella che solo nominalmente può dirsi banca di Sardegna.

La continuità territoriale per una serie di concause e di responsabilità, che è superfluo ricordare in questa sede, non è più la garanzia per vedere riconosciuto il diritto alla mobilità che per i sardi significa il diritto alla libertà.

Un esempio su tutti è quello dell’aeroporto di Alghero. Negli ultimi tempi è diventato una sorta di “ambulatorio” periferico, un ritrovo occasionale e quasi clandestino per pochi “intimi”, una specie di “zattera” su cui atterranno voli stanchi e rassegnati lasciati un po’ al buon cuore di chi li “concede”. Entro breve termine dovrà essere in grado di offrire adeguati collegamenti nazionali e internazionali e accogliere milioni di passeggeri.

 Non penso solo a chi deve ‘arrivare’ in Sardegna, ma anche ai nostri giovani che hanno il diritto di muoversi e di sentirsi parte di un mondo che non sta solo dentro i confini del mare. Liberi di andare e contenti di tornare, se sapremo creare un mondo adatto alle loro esigenze, speranze e aspettative. 

 A proposito di giovani, voglio esprimere un pensiero per Alberto Melone, morto ingiustamente a diciotto anni. 

 “Siamo tutti colpevoli” ha detto il vescovo Morfino. “Non c’è da alzare dita, da indicare rei e correi, ognuno di noi è responsabile”.

 Il nostro compito è quello di tenere i ragazzi lontani da un mondo che non ci e gli appartiene.

 Il nostro dovere è quello di fornire loro, tutti gli strumenti necessari per poter crescere adulti responsabili e ricchi di valori famigliari e sociali.

 

Io, per primo, farò quanto è nelle mie possibilità per stare vicino e ascoltare i ragazzi di tutta la Sardegna.

 È necessario che la scuola, in questo senso, svolga un ruolo sociale sempre più consapevole. Per i nostri ragazzi è utile un modello di apprendimento dinamico e sempre più al passo con i tempi. Abbiamo bisogno di una scuola che formi gli uomini e le donne di domani con valori etici e morali imprescindibili e con una preparazione adeguata che li renda cittadini del mondo e di alto profilo culturale. 

A noi serve una grande legge regionale per fare una grande scuola sarda.

 E a questo mondo vorrei poter guardare con gli occhi di mio figlio, vorrei essere un protagonista attivo di quel futuro che lui sogna con tante speranze e solide ambizioni.

Servono, dunque, su questi e altri temi chiave, decisioni chiare e assunzioni di responsabilità precise e nette. Non è, infatti, più il tempo delle lungaggini e dei sotterfugi.

È il tempo del buonsenso e delle scelte fatte nell’esclusivo interesse dei sardi.

Così come risposte puntuali meritano le imprese e gli operatori del comparto dell’edilizia, della ricettività, dell’artigianato e del turismo che ormai da tempo invocano la definizione di nuove regole in materia di urbanistica e paesaggio, così da poter orientare efficacemente investimenti, azioni e risorse in un quadro di certezze normative e regolamentari.

Il giusto equilibrio tra la tutela dell’ambiente e lo sviluppo urbanistico è l’obiettivo condiviso, ma tradurlo in un provvedimento coerente, snello, comprensibile e sburocratizzato è l’impresa che ci attende nella legislatura che va ad incominciare.

E non è l’unico banco di prova che si annuncia per la Giunta e il Consiglio.

“Sono Paolo Palumbo, ho 21 anni, sono malato di Sla da quattro anni e sono tristemente famoso per essere il più giovane malato di Sla d’Europa, ma voglio vivere e avere un futuro, voglio amare ed essere amato e avere l’emozione di essere chiamato papà”.

 Voglio portare in quest’assemblea, così come sottolineato più volte anche dal presidente Christian Solinas in altre sedi, le parole e l’appello dello chef di Oristano, che rivolgendosi alle istituzioni da voce ai tanti malati nelle sue condizioni e scuote la coscienza di tutti perché li si sostenga nella battaglia di vita. 

Rendere giustizia ai tanti malati sardi costretti a trovare fuori dalla Sardegna le cure adeguate è un impegno che dobbiamo responsabilmente assumere, insieme con la completa ridefinizione dell’organizzazione della sanità sarda. Una sanità che in base all’ultimo rapporto dell’osservatorio nazionale sulla salute registra rinunce alle cure nella misura del 14.5% contro il 5,2% della Toscana. Significa, in estrema sintesi, che circa cinquantamila famiglie sarde hanno deciso di rinunciare alle cure offerte dalla sanità pubblica e il 69% delle rinunce è causato da cause economiche, legate alla distanza delle strutture o dalle liste d’attesa.

Non è, dunque, il tempo né il luogo delle polemiche ma credo che su questo argomento sia necessario intervenire con tempestività e decisione per far cessare disagi e malcontento sempre crescenti che si registrano tanto tra i pazienti quanto tra gli operatori della sanità.

Una sanità nuova ed efficace, che non penalizzi nessun territorio, è l’impegno che mi sento di sottoscrivere e di condividere con tutto il Consiglio.

Mi sia consentito, dunque, di ribadire la volontà e l’impegno di svolgere il mio compito con umiltà e passione, nel rispetto della carta costituzionale, dello Statuto e del Regolamento consiliare, per garantire le prerogative proprie dell’assemblea e dei singoli consiglieri, assicurando il pieno e libero esercizio del mandato a tutti i colleghi e le colleghe.

Ma al di là della forma e dei regolamenti vorrei dirvi con sincerità e franchezza che sarò al fianco di tutti coloro che hanno idee, progetti, proposte per far crescere la Sardegna.

Sarò al fianco di chi soffre e di chi è rimasto più indietro.

Sarò al fianco delle donne nella battaglia per la parità. Perché non sono solo una quota, né possono essere il risultato a margine di un conteggio. 

Le donne sono risorsa ed esempio di sensibilità da valorizzare ad ogni costo, spesso rappresentano un approccio differente alla visione di una politica che esige adeguata concretezza e grande spirito di intraprendenza. 

In questa giornata così speciale vorrei rivolgermi al mondo del volontariato con gratitudine per il loro assiduo operare, con la consapevolezza di dover rendere loro il giusto riconoscimento giuridico, professionale ed economico che oggi non hanno.

 Il mio pensiero va alle Forze dell’ordine. Uomini e donne impegnati costantemente nell’adempimento del proprio dovere per la sicurezza del nostro Paese.

 Alle Compagnie Barracellari, la nostra istituzione pubblica di polizia locale, urbana e rurale che rappresenta la più antica forza di polizia d’Europa e che è necessario valorizzare sempre più.

Immagino un mandato condotto in maniera innovativa, meno di forma e più di sostanza, nella speranza che si caratterizzi per la produzione di norme che avvicinino le istituzioni ai cittadini e i cittadini alla buona politica.

Mi propongo essere il Presidente del parlamento sardo tra la gente e in mezzo ai sardi piuttosto che nel palazzo del Consiglio regionale.

Quella buona politica a cui tutti noi, pur nella diversità dei rispettivi ruoli, sono sicuro tendiamo con onestà e lealtà verso noi stessi e verso tutti i sardi.

Ecco: lealtà, onestà, impegno, passione e amore per la Sardegna. È ciò che incondizionatamente vi offro ed è ciò che vorrei ricevere dall’assemblea che sono onorato di rappresentare, anche nei momenti più duri e difficili quando il confronto si farà più aspro e le scelte saranno difficili e più complesse.

E consentitemi, in una giornata che non dimenticherò mai e della quale vi ringrazio infinitamente, un pensiero dettato dal cuore e che arriva dal profondo dell’anima, rivolto a due persone speciali che mi hanno trasmesso valori importanti:

a mio papà, punto di riferimento costante.  A mia mamma che ha sempre protetto le mie ambizioni, caldeggiato i miei entusiasmi e accarezzato le mie emozioni.

Vi chiedo di sostenermi in questo cammino e vi prometto di non deludere la vostra fiducia e insieme di non deludere la fiducia dei sardi dei quali ciascuno di noi è portatore.

In conclusione del mio intervento, voglio fare mio un passaggio del Salmo 36: Sta’ lontano dal male e fa’ il bene e avrai sempre una casa.

Viva la Sardegna.

Bon treball a tots!




AOU SASSARI – L’Aou attenta alla salute della donna

L’Aou attenta alla salute della donna

Con la Clinica di Psichiatria apre le porte alle cittadine in occasione della quarta giornata nazionale organizzata da Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere.

Sassari 15 aprile 2019 – C’è anche l’Aou di Sassari tra i 190 ospedali bollini rosa italiani che, il 18 aprile, apriranno le porte delle proprie strutture in occasione della H-Open Week sulla salute della donna. E a Sassari la Clinica di Psichiatria di San Camillo accoglierà le cittadine che prenoteranno una visita allo 079-228350.

A organizzare la quarta edizione dell’(H)Open Week è Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. L’obiettivo è promuovere l’informazione e i servizi per la prevenzione e la cura delle principali malattie femminili. L’evento si inserisce all’interno delle manifestazioni che precedono di alcuni giorni il quarto appuntamento nazionale per la salute della donna, promossa dal ministero della Salute.

«Si tratta di un’importante occasione per porre al centro dell’attenzione la salute femminile – afferma il direttore della Clinica di Psichiatria dell’Aou di Sassari Liliana Lorettu – e rappresenta un’opportunità per sensibilizzare sul benessere delle donne e sull’importanza della prevenzione».

Il 18 aprile quindi la Clinica del villaggio San Camillo offrirà visite gratuite dalle ore 9 alle ore 13. Gli operatori dedicheranno la mattinata alla comunicazione e alla divulgazione dei servizi sulla prevenzione e cura delle malattie delle donne. In particolare potranno anche essere approfonditi i temi della depressione nella donna e della depressione in gravidanza e nel post partum.




L’ATS Sardegna attiva le ferie solidali

SASSARI, 15 APRILE 2019 – L’ATS Sardegna attiva le ferie solidali

I dipendenti del Comparto potranno cedere una parte dei propri giorni di ferie a colleghi che abbiano bisogno di assistere i figli minori per particolari motivi di salute

L’Azienda per la Tutela della Salute della Sardegna ha pubblicato l’avviso per l’attivazione delle ferie solidali. I dipendenti appartenenti all’area del Comparto, personale sanitario, tecnico e amministrativo – potranno “regalare” una parte delle proprie ferie ai colleghi che ne abbiano necessità per assistere i propri figli minorenni per particolari motivi di salute.

Si tratta di una misura di sostegno prevista dal Contratto collettivo nazionale del lavoro 2016-18 e disciplinata dal Regolamento aziendale applicativo, adottato con delibera del Direttore generale Ats n. 294 del 28 marzo 2019. Scopo delle ferie solidali è quello di venire incontro ai dipendenti che – esaurite tutte le ferie, festività soppresse, permessi retribuiti, riposi compensativi a propria disposizione – abbiano bisogno di ulteriori giorni per stare accanto ai propri figli nell’iter di cura.

Come indicato dal Contratto, potranno essere ceduti, a titolo gratuito, i giorni di ferie che eccedano le quattro settimane e quelli di riposo per festività soppresse. Di fatto, ciascun dipendente del comparto potrà scegliere di mettere a disposizione dell’Azienda per fini solidaristici ed in maniera assolutamente anonima – non va indicato un beneficiario – una parte delle proprie ferie, così da contribuire a creare una sorta di “tesoretto” di giornate a cui potranno attingere i colleghi che ne abbiano bisogno per assistere i propri figli.

L’Ats è una fra le prime aziende sanitarie in Italia a regolamentare l’istituto delle ferie solidali, con l’obiettivo di estendere il sistema di tutele a favore dei propri dipendenti che presentano particolari esigenze familiari legate a motivi di salute.




Eventi e manifestazioni: nuove procedure SUAPE [ALGHERO]

le pratiche relative a manifestazioni o eventi sportivi o eventi culturali di pubblico spettacolo ex art. 68 – 69 – 80 TULPS devono seguire nuove procedure di inoltro attraverso la piattaforma telematica regionale SUAPE. Martedì 16 aprile alle ore 16.30, nella Sala conferenze de Lo Quarter, verranno illustrate le suddette procedure e sentite le eventuali problematiche degli operatori che inoltrano le pratiche. Sono invitati a partecipare referenti di associazioni culturali, titolari di attività di pubblico intrattenimento e più in generale tutti i professionisti o semplici cittadini che operano nell’ambito dell’organizzazione di manifestazioni ed eventi culturali, artistici o sportivi di pubblico spettacolo. 

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iscrizioni al nido comunale

Dal  9 aprile scorso e fino al 24 maggio è possibile effettuare le iscrizioni al nodo comunale.
Tutte le informazioni e  il modulo di iscrizione sono reperibili presso:

INFOALGHERO – via Cagliari n° 2 dal lunedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 13:00 – 15:30/18:30 e il sabato dalle ore 09:00 alle ore 13:00

NIDOD’INFANZIA, in via Giovanni XXIII n°110 dal lunedì al sabato dalle ore 10:00 alle ore 13:00

SETTORE VI PERL’INFANZIAEPERI GIOVANI, Piazza Civica n° 2 “Palazzo Serra” dal martedì al venerdì dalle ore 09:00 alle ore 12:00 il martedì e il giovedì dalle ore 15:30 alle ore 17:00. 

Il modulo d’iscrizione in formato PDF/WORD è inoltre disponibile sul sito internet:www.comune.alghero.ss.it. Servizi al cittadino – Bandi, Avvisi e Graduatorie.



Alghero per l’Archeologia: conferenze 2019

dopo il successo dello scorso anno, il Comune di Alghero con la propria Fondazione ed in collaborazione con la Soprintendenza ABAP SS-NU ed il Segretariato Regionale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per la Sardegna, presentano il programma “Alghero per l’Archeologia” 2019. Il coordinamento sarà del dr. Pietro Alfonso. Venerdì 26 aprile la prima conferenza sulla “Nascita di Alghero, tra documenti scritti e archeologia”, con Marco Milanese, docente di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Sassari, responsabile scientifico delle più importanti ricerche archeologiche svolte nel centro storico di Alghero, che presenterà un argomento di straordinario interesse per conoscere in modo puntuale e con dati basati sulla metodologia della ricerca archeologica l’origine di una delle città più importanti della Sardegna. In allegato la locandina del secondo ciclo d’incontri programmati presso la Sala Mosaico del Museo Archeologico della città di Alghero. 

 




Polizia Locale: agenti in servizio fino alle 24 [ALGHERO]

accordo dell’Amministrazione comunale ad Alghero con le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil sul progetto-obiettivo che coinvolge la Polizia Locale e prevede, sulla base degli istituti contrattuali vigenti, il mantenimento delle 35 ore lavorative settimanali e l’inserimento del terzo turno giornaliero, con garanzia di servizio fino alla mezzanotte nei mesi di luglio e agosto. La decisione arriva al termine di un’ampia discussione che ha coinvolto tutti i rappresentanti dei lavoratori nella pubblica amministrazione algherese e la Segreteria Generale, e consentirà di venire incontro alle esigenze di controllo del territorio e sicurezza sulla viabilità riscontrate con sempre maggiore frequenza nel corso dei mesi estivi, quando la città accoglie decine di migliaia di visitatori e il territorio è densamente frequentato da vacanzieri e turisti di ogni nazionalità.    



AllertaMI, la nuova applicazione della Protezione Civile

AllertaMI, la nuova applicazione della Protezione Civile

 

Fornirà aggornamenti sulla situazione meteo, sul rischio idrogeologico e le previsioni incendi del territorio sardo e in particolare del Comune di Sassari. Darà le informazioni necessarie per fronteggiare un’allerta, inviare segnalazioni e richiedere soccorso. La nuova app della Protezione Civile del Comune di Sassari, AllertaMi, realizzata dalla Viks Tech, è stata presentata questa mattina presso il Comando di Polizia Municipale, alla presenza del sindaco di Sassari Nicola Sanna, del comandante della Polizia Municipale Gianni Serra, della vicecomandante e responsabile dell’Area di Protezione Civile Maria Luisa Masala e di Vittorio Padiglia della Viks Tech. Era, inoltre, presente il consigliere regionale Antonio Piu, che in qualità di assessore comunale alla Polizia Municipale e alla Protezione Civile aveva seguito lo sviluppo del progetto. Hanno preso parte alla presentazione anche le volontarie e i volontari del Servizio civile Nazionale presso la Protezione Civile di Sassari, che grazie al progetto “Comunichiamo per prevenire e proteggere” si occuperanno della promozione della app.

AllertaMi, disponibile per Android e a breve anche per iOS, è composta da cinque menù principali. La sezione “Avvisi nella mia zona” mostra la cartina dell’allerta regionale e gli eventuali avvisi sotto forma di elenco. In caso di avviso con pericolo idrogeologico, l’app mostrerà la mappa idrogeologica e l’avviso esteso. Alla stessa maniera si comporterà in caso di pericolo di incendio, mostrando la mappa di prevenzione incendi. Se l’avviso dovesse riguardare il settore del Comune di Sassari, sarà possibile visualizzare il dettaglio del comune. La sezione “Tutti gli avvisi” mostrerà, invece, tutti gli avvisi in essere diramati per la Sardegna.

La sezione “Informazioni” contiene tutti i punti di raccolta in caso di allerta meteo e tutte le informazioni necessarie al cittadino per cautelarsi.

Le cittadine e i cittadini possono segnalare un problema o inviare comunicazioni alla Protezione Civile cliccando nella sezione “Segnala, mentre la sezione “SOS” permette di inviare un SOS al centro di controllo, indicando la propria posizione. Il servizio SOS è garantito unicamente se il cittadino avrà inserito i suoi dati (numero di telefono, nome e cognome) nella sezione “I miei dati” nonché il consenso al trattamento dei dati personali.

La funzione del servizio cambia a seconda che si sia sotto copertura internet o meno. Nel primo caso invia un segnale direttamente alla stazione di controllo, viceversa invia un SMS precompilato.

Dalla sezione “I miei dati” sarà possibile inserire nome, cognome e numero di telefono, così da poter essere identificato dal sistema e poter dunque utilizzare la funzione SOS e SOCIAL.

Una volta salvato il proprio profilo, sarà possibile collegare l’app ai social: Telegram e Facebook. Grazie alla connessione tra AllertaMi e Telegram/Facebook, sarà possibile ricevere gli avvisi anche tramite chat senza dover avere l’applicazione sempre aperta.