Nicola Sanna si dimette dalla carica di sindaco di Sassari

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Nicola Sanna ha rassegnato questo pomeriggio le proprie dimissioni dalla carica di sindaco di Sassari. «Le elezioni di domenica scorsa – commenta – rappresentano una svolta storica per il popolo sardo. Le politiche nazionaliste e più reazionarie promosse dalla Lega Nord hanno trovato proseliti presso un quarto degli elettori sardi e un’altra metà circa non è più interessata alla partecipazione politica e democratica. L’insieme delle difficoltà economiche delle famiglie, causate dall’assenza di lavoro e di prospettive reali di ripresa, ha incattivito gli animi nei confronti di chiunque si assuma una responsabilità di governo. Governare in questo decennio di crisi economica, che si porta con sé la crisi della politica, dei partiti e dei movimenti, è davvero difficile, e la fluttuazione dell’elettorato partecipe sta a dimostrare l’entità del disorientamento».

«A tutti noi e a me per primo – continua – è spettato l’onere di contribuire al tentativo di fermare questa ondata reazionaria, insieme a tanti sindaci del centro sinistra in Sardegna. Diverse condizioni, tuttora presenti, di divisione di questo fronte hanno ancora una volta pesato sull’esito finale. Coloro i quali hanno tentato di sfilarsi dalla condivisione di un’azione di governo regionale, certamente al di sotto delle aspettative ma non disastrosa (come preferiscono definire superficialmente gli avversari) sono stati comunque giudicati negativamente dall’elettorato».

«Per quanto attiene al PD sardo e locale – tiene a sottolineare Nicola Sanna – fin dai primi anni di governo regionale e comunale, abbiamo dovuto scontare un’assenza di proposte politiche e programmatiche, nonché un vuoto di direzione politica all’altezza della prova di governo in atto. A Sassari poi, l’onda del rinnovamento determinatasi con le primarie, è stata contrastata in modo a dir poco violento da parte dei ceti politici dominanti. Ho profuso tutto l’impegno e la pazienza politica per ricucire i rapporti interni, sacrificando anche personalità elette, pur di garantire un’azione di governo che fosse partecipe e condivisa. Durante il mio mandato si sono raggiunti numerosi traguardi programmatici, sia in termini operativi che di progettazione ormai finanziata e pronta a dispiegare benefici effetti sulla città di Sassari. Ciò nonostante devo prendere atto che l’azione di lungo logoramento della mia figura ha sortito gli effetti sperati».

«Il deludente risultato elettorale nella competizione regionale di domenica scorsa, sebbene contestualizzato in un quadro di grande difficoltà politica del PD e del centrosinistra, mi porta a dover responsabilmente prendere atto della conclusione della mia attività politico-amministrativa. Avevo dato la mia disponibilità a contribuire alla competizione elettorale, ben conscio della chiara presa di posizione della maggioranza del PD che si dichiarava indisponibile a proporre la mia ricandidatura a sindaco della città. Come per le primarie del 2014 mi sono rimesso al giudizio degli elettori. Ne prendo serenamente atto. Desidero ringraziare ciascuno di coloro i quali mi hanno rinnovato la loro fiducia. Così come ringrazio tutte le sassaresi e i sassaresi per avermi dato il privilegio di essere al loro servizio in qualità di sindaco eletto con quasi il 66% dei consensi. Un onore, un onere e una gioia che ho condiviso con tutti i miei concittadini in questi cinque anni. Un’esperienza unica, la più bella che potesse capitarmi, svolta con impegno, onestà e riconoscenza».

«Rassegnando le mie irrevocabili dimissioni – conclude – lascio quindi I’incarico di sindaco, del resto giunto ormai alla sua conclusione naturale, all’indomani di un risultato elettorale dal quale altri potranno ripartire. Vado via con la consapevolezza di aver lasciato una grande eredità in finanziamenti per opere pubbliche, importanti e decisive per il futuro di Sassari, delle sue figlie e dei suoi figli. A zent’anni».

 

—
Rossella Porcheddu
Portavoce del Sindaco
Comune di Sassari



“Salvamare”, posidonia sottoprodotto, dich. Mario Bruno [ALGHERO]

La legge “Salvamare” che verrà depositata in questi giorni prevederà l’eliminazione della classificazione della posidonia come rifiuto speciale. La notizia è emersa in conferenza stampa oggi al Ministero dell’Ambiente, alla presenza del Ministro Sergio Costa con il Sindaco di Alghero, Mario Bruno, durante la presentazione di M’Illumino di meno, l’iniziativa di Caterpillar, Radiodue Rai. L’emendamento che verrà presentato da alcuni parlamentari, tra i quali l’algherese Paola Deiana, prevede infatti l’utilizzo della posidonia come sottoprodotto. Mario Bruno ha sottolineato come la miglior gestione ambientale della posidonia spiaggiata in esubero (rispetto ai quantitativi da riposizionare sugli arenili per soddisfare l’esigenza di tutela degli stessi e garantirne la protezione dall’erosione marina ed eolica) consiste nella valorizzazione della stessa come sottoprodotto da utilizzarsi nel corso di ulteriori processi produttivi. A titolo di esempio, può essere utilizzata nel settore dell’edilizia nella realizzazione di sistemi isolanti termici naturali – già utilizzati in Svezia e in Germania – o come cemento ecocompatibile, come materiale per biofiltri o bioassorbente): buona pratica che Alghero vuole attuare evitando di smaltire la posidonia in discarica. “È in corso proprio in questi giorni l’intervento di eliminazione definitiva del sito di accumulo della posidonia storica depositata nel corso degli ultimi 10 anni e mai rimossa su una porzione del lido cittadino di San Giovanni, in prossimità della passeggiata di Alghero. In particolare sono in corso gli interventi preliminari di vagliatura dei cumuli di posidonia, necessari per il recupero della sabbia da riposizionare sull’arenile di provenienza” ha sottolineato Mario Bruno. “Restituiremo così – ha concluso il Sindaco di Alghero – una porzione di litorale ai cittadini, e allo stesso tempo valorizzeremo una risorsa evitando di sprecarla smaltendola in discarica come un qualsiasi rifiuto che non può essere rigenerato”.




SEQUESTRATI 4 VIDEOPOKER IRREGOLARI E UN CAMBIAMONETE: DENUNCIATI L’AMMINISTRATORE DI UNA SOCIETA’ E IL PRESIDENTE DI UN CIRCOLO

Nell’ambito dell’attività’ di servizio finalizzata al contrasto di giochi e scommesse illegali, le fiamme gialle della Tenenza di Sarroch hanno sequestrato in un bar 3 apparecchi da divertimento/intrattenimento irregolari, un cambiamonete e la somma di 1.631,00 € rinvenuta all’interno delle apparecchiature elettroniche.

Analogamente i militari della 2ª Compagna di Cagliari, hanno proceduto al sequestro di un ulteriore apparecchio, anch’esso irregolare, installato all’interno di un circolo privato del capoluogo.

Nel corso dei controlli, i finanzieri hanno appurato che gli apparecchi installati nei locali erano privi del collegamento alla rete telematica dei monopoli di Stato e dei previsti titoli autorizzativi e non erano conformi alla normativa vigente essendo installati giochi basati prevalentemente sul fattore rischio, rendendo quindi superflua qualsiasi abilità’ da parte del giocatore.

Ad entrambi i legali rappresentanti degli esercizi pubblici, oltre alla comminazione delle previste sanzioni amministrative, è stata inoltrata la segnalazione alla locale Procura della Repubblica per le violazioni di natura penale.

L’attività di servizio si pone nell’alveo dell’azione del Corpo a contrasto del gioco e delle scommesse illegali, settore estremamente sensibile nel cui ambito, la Guardia di Finanza esercita un’azione di presidio a tutela del gettito fiscale, del mercato – intercettando la concorrenza sleale esercitata ai danni degli operatori onesti da parte di soggetti non autorizzati – e dei consumatori – e in particolare, le fasce più deboli, prime fra tutti i minori – i quali possono incorrere in proposte di gioco illegali, insicure e prive di alcuna garanzia, tanto sulla regolarità del gioco, quanto sulle probabilità di vincita.




M’illumino di Meno, luce su Alghero e il suo Mare

Gentilissimi,

torna come ogni anno l’appuntamento con M’illumino di Meno, la campagna del programma radiofonico Caterpillar di Radio2 che in 15 anni ha fatto spegnere i monumenti e le piazze d’Italia e del mondo per tutelare con un gesto concreto, e non solo simbolico, il pianeta Terra. Quest’anno l’appuntamento è fissato al 1 marzo che diventa la “Giornata nazionale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili” e viene dedicata all’economia circolare. L’imperativo è ridurre gli sprechi, riutilizzare i materiali, allontanare “il fine vita” delle cose. Questa mattina all’Auditorium Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare a Roma, la conferenza Stampa alla quale interverrà il Ministro Sergio Costa e Maria Carmela Giarratano, Direttore Generale Protezione della natura e del mare, con la partecipazione del Sindaco di Alghero, Mario Bruno.

Luce sul “Mare” ad Alghero: una delle indiscusse bellezze del territorio, vero attrattore turistico e insostituibile fonte di economia. La città di Alghero, impegnata nella valorizzazione del litorale sabbioso e nella ricerca delle più idonee misure di gestione dello stesso, accende i riflettori sulla gestione ecosostenibile delle spiagge e del proprio mare, con particolare riferimento alla gestione della problematica legata ai periodici e sempre più consistenti spiaggiamenti di Posidonia. Se da una parte infatti la presenza delle praterie di Posidonia nel nostro mare è indice di un’ottima salute del mare stesso, dall’altra lo spiaggiamento impedisce la regolare fruizione delle spiagge da parte dei cittadini e dei turisti. L’Amministrazione pertanto ha individuato delle azioni volte a bilanciare la tutela ambientale dei litorali contro l’erosione e la fruizione delle spiagge, proponendo nuove forme di gestione della Posidonia spiaggiata che prevedono la valorizzazione della stessa, in un quadro normativo che invece ne favorisce lo smaltimento come “rifiuto”.

L’Amministrazione comunale di Alghero, il Parco Naturale di Porto Conte e l’Area Marina Protetta di Capo Caccia – Isola Piana, hanno programmato diverse iniziative, che saranno rilanciate nei prossimi giorni dalla Rai, in occasione di uno specifico approfondimento.

Il Comune promuoverà lo spegnimento delle luci del lungomare Barcellona dalle ore 19 alle 22. In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente del Territorio e della Tutela del Mare, il 1 marzo: negli uffici, nei laboratori, nelle aule didattiche, nei centri visita, nelle aree museali del Parco di Porto Conte e dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia “si spegneranno le luci”, dalle 9 del mattino alle 9 di sera, per sottolineare l’importanza del risparmio energetico; mentre è giusto che il 1 marzo tutti concorrano a “spegnere le luci” per evitare sprechi, nel contempo, all’imbrunire, alcuni operatori dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia, simbolicamente accenderanno una torcia sott’acqua per “accendere i riflettori” sull’importanza delle attività che in tutta Italia svolgono le Aree Marine Protette; un’occasione di riflessione assieme al Ministero dell’Ambiente per sottolineare e rilanciare il ruolo delle AMP, non solo importantissimo presidio dell’ecosistema marino, ma fonte attiva di azioni che aiutano a ridurre il livello del cambiamento climatico, contribuiscono ad aumentare la disponibilità di ossigeno e l’assorbimento e lo stoccaggio di lungo termine del carbonio proveniente dalle emissioni di gas serra, in particolare nelle zone umide costiere; sarà anche un’occasione per presentare al Ministro un progetto internazionale promosso dal Parco di Porto Conte e dall’Area Marina Protetta denominato “Waves4water” riguardante la produzione sostenibile di energia da moto ondoso, preziosa fonte di energia rinnovabile; attraverso il Centro di educazione ambientale del Parco e dell’Area marina protetta si prevede di dedicare la giornata del 1 marzo ad una serie di iniziative di promozione e sensibilizzazione, rivolta al mondo della scuola, agli insegnanti ed agli studenti, all’associazionismo, sull’importanza di un cambiamento di mentalità riguardo ai cambiamenti climatici, al miglioramento degli stili di vita della popolazione, al risparmio energetico, all’economia circolare




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–25-02-19–Gli auguri di Confartigianato Sardegna al neo Presidente Solinas

ELEZIONI REGIONALI – Gli auguri di Confartigianato Sardegna al neo
Presidente della Regione, Christian Solinas. Matzutzi e Mereu: “Con il
rating valuteremo l’operato di Giunta e Assemblea giorno per giorno”.

Confartigianato Imprese Sardegna, a nome degli oltre 35mila
imprenditori artigiani sardi, invia gli auguri al neo Presidente della
Regione Sardegna, Christian Solinas, per il lavoro che lo attenderà
nei prossimi anni.

Il Presidente e il VicePresidente di Confartigianato, Antonio Matzutzi
e Fabio Mereu, con il Segretario Regionale, Stefano Mameli, ricordano
come il neo Governatore abbia condiviso e sottoscritto le priorità
delle piccole imprese presentate dall’Associazione Artigiana
attraverso il “manifesto dell’artigianato sardo” dal titolo “Misurare
per crescere. Il nuovo Rating di Confartigianato Sardegna”. Il
documento, infatti, pone l’Artigianato al centro dell’azione di
governo della prossima Legislatura attraverso 6 temi chiave cari al
mondo delle piccole e medie imprese sarde: la riforma dell’artigianato
e degli Assessorati, il credito, la competitività, la burocrazia, il
lavoro e la formazione, le infrastrutture, i trasporti e l’energia. Lo
stesso documento è stato anche sottoscritto da 70 candidati
Consiglieri di tutti i territori della Sardegna.

“Siamo ottimisti rispetto al lavoro che ci sarà da fare anche se, non
lo nascondiamo, il percorso di crescita della Sardegna sarà irto di
difficoltà – affermano Matzutzi e Mereu – ora aspettiamo di venir
convocati per un primo confronto, appena avverrà l’insediamento
ufficiale”. “E’ necessario, al più presto, dare un nuovo governo
all’isola – continuano Presidente e VicePresidente – e affrontare le
criticità che da troppo tempo sono un freno e un fardello per il
nostro sistema regionale”.

Confartigianato ricorda, inoltre, come fin dall’inizio della prossima
legislatura, attraverso il “Rating”, il misuratore degli impegni della
Politica nei confronti delle aziende, attiverà un percorso di dialogo
stabile e costruttivo tra imprese associate e Regione per pesare,
comunicare e valutare i benefici derivanti dalle decisioni e dalle
politiche regionali per le attività artigiane e il territorio. Con
tale progetto e metodo, il Presidente, gli Assessori e i Consiglieri
verranno quotidianamente monitorati attraverso un vero e proprio il
sistema di controllo “ad personam” indipendente e certificato, con il
quale le aziende potranno verificare e valutare la qualità dei
comportamenti politico-sindacali dei nuovi Amministratori regionali.

“Adesso aspettiamo la proclamazione definitiva degli eletti e la
nomina della Giunta – continuano Matzutzi e Mereu – per procedere
immediatamente all’avvio del monitoraggio e cominciare le singole
valutazioni sulle azioni proposte dalle imprese”. “L’Artigianato della
Sardegna – sottolineano – conta oltre 35mila imprese artefici di un
valore aggiunto regionale prodotto che supera i 3 miliardi, con una
incidenza del 10,6% sul totale regionale, soffre di problematiche
croniche che da tempo ne limitano lo sviluppo”. “Per questo –
continuano – il sistema produttivo delle piccole e medie aziende
sarde, chiede un importante sforzo per riportare l’Artigianato al
centro delle politiche di sviluppo, anche per riconoscere il ruolo
dell’imprenditore artigiano”. “Tutto ciò – concludono Matzutzi e Mereu
– potrà avvenire solo attraverso una importante riforma del settore e
intervenendo nella “macchina amministrativa regionale. Anche su queste
cose vigileremo sull’operato dei Consiglieri e della Giunta”.




Nuovi bandi Lavoras del Comune di Sassari

Sul sito del Comune www.comune.sassari.it sono pubblicati i bandi Lavoras per 20 operai comuni, 2 operai qualificati (autista con patente B addetto all’utilizzo gru su autocarro), 1 operaio qualificato (operatore macchine movimento terra), 7 giardinieri, 5 potatori, un operaio specializzato (autista patente C, addetto all’utilizzo gru su autocarro), 3 impiegati (istruttore direttivo tecnico). Si tratta di contratti a tempo parziale e determinato, come previsto dalla normativa generale dei bando Lavoras (8 mesi per 20 ore settimanali). L’avviamento avverrà tramite cooperative sociali di tipo B.

Gli interessati e le interessate, in possesso dei requisiti generali e specifici, potranno presentare domanda di partecipazione utilizzando il modello pubblicato sul sito entro il 15 marzo. I bandi integrali e la modulistica sono pubblicati su www.comune.sassari.it




Hanno già votato i candidati Presidenti

Hanno già tutti votato i candidati a presidene della Regione Sardegna nelle elezioni odierne.

L’affluenza alle ore 12 è stata del 16.7%. Superiore di quella registrata nel 2014 che registrava il 14,5%.




Abbanoa: sanzione fino a 15 mila per scarichi non autorizzati sul Calich

Abbanoa è stata sanzionata  con una multa che varia dai 10mila ai 15mila euro.

Dopo un’ispezione del NOE di Sassari appurando lo sversamento di reflui  del depuratore di Alghero in Zona Industriale San Marco nella laguna del Calich  senza essere in possesso delle autorizzazioni specifiche.

Il destinatario del provvedimento amministrativo è l’amministratore unico Abramo Garau.

 




in arrivo la quarta stagione di Gomorra

 

 




CONFARTIGIANATO SARDEGNA–C.STAMPA–22-02-19–Se scomparissero gli artigiani della Sardegna

ARTIGIANATO – La provocazione di Confartigianato Sardegna alla futura
classe politica regionale: “E se domani scomparissero tutti i 35.209
imprenditori artigiani sardi”? Matzutzi (Presidente): “Alla Politica
regionale chiediamo una visione nuova sull’artigianato e più
concretezza”.

“Cosa accadrebbe in Sardegna se domani sparissero tutti i 35.209
imprenditori artigiani”?

E’ una domanda, ovviamente provocatoria, che Confartigianato Sardegna
vuole porre alla classe politica che da lunedì governerà l’Isola per i
prossimi 5 anni, rispondendo con una originale elaborazione
dell’Ufficio Studi che, “giocando” un po’, ma nemmeno tanto, con i
dati regionali, ha realizzato una simulazione.

“Da sempre, nonostante molti passi avanti fatti – commenta Antonio
Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – è ancora
troppo poco ciò che la classe politica fa per supportare il tessuto
imprenditoriale dei piccoli”. “Se in una notte dovessero sparire tutte
le imprese artigiane – continua il Presidente – non sarebbe un bel
risveglio, anzi, la loro assenza sarebbe come uno tsunami
sull’economia sarda e sulle condizioni di benessere di cittadini e
famiglie di tutta l’Isola”.

Nella regione dove il 96,6% del comparto produttivo è composto da
microimprese fino a 10 addetti, gli artigiani sardi, ogni giorno,
portano avanti le loro idee e il loro business facendo i “salti
mortali” per far quadrare i conti, offrire lavoro e creare prospettive
di crescita per l’economia regionale. Il tutto fra cronici problemi di
rappresentatività, credito, competitività, burocrazia, lavoro,
formazione, territorio, ambiente, infrastrutture, energia, trasporti e
chi più ne ha più ne metta.

Se domattina, d’improvviso, dalla Sardegna scomparissero tutti i suoi
35.209 imprenditori artigiani?

L’impatto sulla popolazione sarebbe, tutto sommato, abbastanza
contenuto: il 2,4% in meno. Ma gli effetti sarebbero quelli di uno
tsunami sull’economia e sulle condizioni di benessere di cittadini e
famiglie.

Il valore aggiunto diminuirebbe di 3.098 milioni di euro, pari ad un
calo del 12,6%. Il made in Sardegna perderebbe un apporto dell’1,3%,
pari a 175 milioni di euro.

Considerando senza lavoro i 62.546 occupati dell’artigianato, il
numero di disoccupati aumenterebbe del 41,7% e il tasso di
disoccupazione passerebbe dal 14,8% al 22,2% aumentando di 7,4 punti.

Rimarrebbero 663.754 abitazioni senza artigiani dell’edilizia e
dell’installazione di impianti che intervengano per la manutenzione.

Rimarrebbero inanimati 22.287 impianti fotovoltaici senza un’adeguata
installazione e manutenzione di artigiani della filiera delle
rinnovabili, lo stesso per i 47 impianti eolici.

Nei magazzini delle imprese di produzione e alle porte di negozi e
uffici rimarrebbero 20,5 milioni di tonnellate di merci che non
verrebbero più gestite dalle imprese artigiane di autotrasporto.

Vi sarebbero 568.000 famiglie che possiedono almeno un’automobile e,
nel complesso, un parco di 1.003.338 veicoli circolanti senza
autoriparatori artigiani a cui rivolgersi per manutenzione e
assistenza; ogni giorno aumenterebbe anche la presenza di motocicli,
autovetture ed autobus fermi per strada.

Senza artigiani riparatori di elettrodomestici da chiamare in caso di
malfunzionamenti, rimarrebbero 661.000 famiglie che possiedono una
lavatrice e 415.000 famiglie che possiedono altri elettrodomestici
legati connessi alla rete. Sarebbero senza assistenza tecnica anche le
308.000 famiglie che possiedono condizionatori e climatizzatori.

Sarebbero 232.000 le famiglie che non trovano più le botteghe aperte
per la riparazione delle biciclette e la sostituzione di pezzi di
ricambio. E le 424.000 famiglie che possiedono Personal computer
rimarrebbero senza i servizi e la competenza degli artigiani
dell’informatica per installazioni, manutenzioni e cablaggi.

Sarebbero 234.000 famiglie che possiedono una antenna parabolica e
altre 535.000 famiglie con decoder digitale terrestre a non poter
vedere programmi vista la mancanza degli installatori artigiani di
antenne.

Gli 11.096 sposi dei matrimoni celebrati in un anno non potrebbero
indossare un abito nuziale realizzato e provato in una sartoria
artigiana; nessun fotografo professionista alla cerimonia e il
banchetto sarebbe senza la torta nuziale realizzata da una pasticceria
artigiana specializzata.

Un disastro della qualità per 787.000 sardi che mangiano dolci almeno
qualche volta alla settimana e che vedrebbero sparire pasticcerie,
cioccolaterie e gelaterie artigiane.

Per 294.000 cittadini isolani che non pranzano in casa nessun
panificio o rosticceria con prodotti artigianali a disposizione.

Per 1.640.717 cittadini che rimangono dopo la sparizione degli
artigiani, sarà ancora possibile, vestirsi, arredare la casa e fare un
regalo, ma sparirà la qualità e la perizia degli artigiani, ad
esempio, negli articoli di abbigliamento, nei prodotti in legno e nei
mobili, nell’oreficeria, nel vetro e nella ceramica.

Sarebbero 741.833 le donne con oltre 15 anni che non troverebbero
acconciatori ed estetisti.

Considerando come potenziali visitatori di beni culturali nella
regione i residenti ed i turisti, sarebbero 3.883.086 le persone che
non potrebbero apprezzare alcun restauro realizzato da artigiani
specializzati di monumenti e delle opere d’arte presenti nei 225
musei, aree archeologiche, chiese, palazzi storici e giardini sia
pubblici che privati regionali.

Una débâcle anche per il turismo: i 3.100.000 arrivi turistici, e i 14
milioni e 200mila presenze, non potrebbero né utilizzare servizi
erogati dalle imprese artigiane indispensabili per il soggiorno né
accedere alla qualità dei prodotti dell’artigianato.

“Ecco cosa succederebbe – riprende Matzutzi – e noi pensiamo che la
Sardegna non se lo possa permettere”. “Però questa storia che abbiamo
inventato potrebbe, in fondo, avere un lieto fine – sottolinea Stefano
Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato  – gli artigiani,
infatti, insegnano un lavoro: la formazione “sul campo” fatta dai
piccoli imprenditori ai neoassunti vale oltre 70 milioni di euro
all’anno, pari al 2,87% del valore aggiunto prodotto dall’artigianato
regionale”. “Da questa semina quotidiana svolta nelle aziende –
continua – l’artigianato potrebbe risorgere grazie ai 28.654
dipendenti delle aziende del settore che diventerebbero, a loro volta
imprenditori, sempre che la burocrazia e la documentata scarsa
efficienza dei servizi della Pubblica Amministrazione non uccida
questo rinascimento dell’artigianato”.

“Alla Politica regionale chiediamo una visione nuova sull’artigianato
e su tutto ciò che gravita intorno – conclude Matzutzi – per questo
c’è necessità di un nuovo Consiglio e una nuova Giunta con una
maggiore consapevolezza, maggiori competenze, meno autoreferenzialità
e più concretezza”.

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