MarittimoTech consacra il suo successo al South Summit Le imprese sarde inserite nel marketplace mondiale su internet

Il programma transfrontaliero conclude il suo percorso alla fiera di Madrid

Dieci startup sarde, toscane, liguri e francesi accanto a colossi internazionali come Google, Coca Cola, IBM e Airbus: il South summit di Madrid ha consacrato il successo del programma MarittimoTech, l’acceleratore d’impresa che ha affiancato e supportato oltre quaranta idee d’impresa in un percorso culminato nella grande fiera del settore ospitata nella capitale spagnola.
Un viaggio lungo un anno. Il South summit è stato il traguardo finale di un viaggio iniziato a febbraio, con la selezione di circa 40 imprese innovative nelle filiere “blu” e “verdi” (biotecnologie, energie rinnovabili, turismo innovativo, nautica e cantieristica navale) tra Sardegna, Liguria, Toscana, Corsica e Var-Alpi Marittime francesi: ognuna con la propria idea, avevano intrapreso un cammino di crescita tra seminari `e incontri con esperti e tutor per sviluppare al meglio il proprio business. Ad affiancarle, importanti partner istituzionali: in Sardegna Promocamera, l’Azienda speciale della Camera di commercio del Nord Sardegna, e il Consorzio industriale provinciale di Sassari. Nel Transnational pitch ospitato in settembre a Sassari ne erano state selezionate dieci, due per ogni regione partecipante, tutte ammesse al Summit madrileno, uno dei più importanti incontri europei per le startup.
Il successo di Madrid. Nella tre-giorni spagnola i magnifici 10 hanno incontrato investitori e partner, tra cui alcuni colossi dell’imprenditoria mondiale, riuscendo a strappare importanti risultati. Grande successo per le due aziende sarde presenti: «Grazie al Summit ho attivato contatti con numerosi investitori e negli incontri frontali ho conosciuto diversi soggetti interessati alla mia idea», spiega Domenico Cassitta di Cassittalab, creatore del dispositivo Radoff, capace di ripulire l’aria dal cancerogeno gas radon, seconda causa al mondo di tumore al polmone. «Il progetto è servito anche a creare un network con altre realtà di tutto il mondo, tanto che MarittimoTech ci ha fatto conoscere un giovane startupper che abbiamo deciso di assumere». Entusiasta anche Davide Sanna, di Relicta, inventore di una bioplastica per packaging completamente biodegradabile: «Contatti molto interessanti sono stati attivati con un investitore italiano e un manager tedesco che opera nel mercato della cosmesi», spiega. Ottime prospettive per le aziende innovative del territorio, quindi, che grazie a MarittimoTech possono collocarsi nel mercato globale. Ma non solo: tutte le startup partecipanti alla fiera resteranno per un anno nel marketplace, una sezione del sito di South summit che consentirà di rimanere visibili per lungo tempo e di incrementare quindi i contatti con gli investitori di tutto il mondo. «Attività e servizi ad alto valore aggiunto come il supporto alle idee di business e l’educazione all’imprenditorialità sono messi a disposizione del territorio dal sistema camerale», spiega Gavino Sini, presidente della Camera di commercio del nord Sardegna. Gli fa eco Maria Amelia Lai, presidente di Promocamera, che sottolinea il costante impegno «a rafforzare il potenziale di innovazione delle imprese locali, trasmettendo l’importanza della partecipazione ai progetti comunitari per la crescita delle aziende sui mercati anche internazionali». «Facilitare l’accesso delle imprese al mercato può fare da innesco per creare opportunità di crescita e nuova occupazione, anche grazie al nostro Centro di competenze transfrontaliero», conclude Luigi Chessa, direttore tecnico di Promocamera.




La magia dei Carmina Burana affascina il Comunale

Otto minuti di applausi e un bis per il capolavoro di Carl Orff

Oltre otto minuti di applausi interrotti da un bis: erano attesi da ventisei anni a Sassari e non hanno deluso le aspettative del Comunale i Carmina Burana di Carl Orff, inseriti per la prima volta nella Stagione lirica dell’Ente concerti “Marialisa de Carolis”. Il pubblico ha dimostrato di apprezzare il ritorno del capolavoro in città e l’esecuzione della complessa partitura da parte di tutti i protagonisti che hanno affollato il palcoscenico del teatro, a partire dall’Orchestra dell’Ente concerti, diretta dallo spagnolo Jordi Bernàcer: un organico composto da 65 musicisti, tra cui molti giovani alle prese per la prima volta con il capolavoro ispirato agli antichi scritti medievali musicati dal compositore tedesco.
Imponente il Coro dell’Ente concerti, 75 elementi tra soprani, mezzi, tenori e bassi, preparati da Antonio Costa, affiancati dalle 30 giovanissime voci bianche della Corale “Canepa” guidate da Salvatore Rizzu.
L’entusiasmo del pubblico ha superato le convenzioni, strappando applausi anche durante il concerto, in particolare dopo la più nota delle “cantiones profanae”, il brano O Fortuna che apre e chiude l’opera a simboleggiare la ruota della sorte che ciclicamente segna l’esistenza umana. Applauditissimi i tre solisti Aleksandra Kubas-Kruk (già apprezzata come Gilda nel Rigoletto appena andato in scena al Comunale), il baritono Fabio Previati (Taddeo nell’Italiana in Algeri di inizio stagione) e Ettore Agati, controtenore cagliaritano non ancora trentenne.
Il finale è un applauso convinto, con il bis di Tempus est iocundum, brano in cui sono coinvolti tutti i 170 artisti. Il successo della “prima” si è aggiunto all’entusiastico apprezzamento della mattina, quando ottocento studenti accompagnati dai loro docenti avevano ascoltato i Carmina nell’Anteprima riservata alle scuole. Il concerto sarà riproposto nel pomeriggio di oggi, domenica 18 novembre, alle 16,30.




Asinara isola d’Europa

Concluso il convegno sulle celebrazioni del centenario della Prima guerra mondiale e le vicende che portarono sull’isola profughi serbi e prigionieri austroungarici.

Stintino 18 novembre 2018 – Identità, nazioni e minoranze nell’Europa di ieri e di oggi, per capire come sono nate alcune situazioni di crisi che ancora agitano il vecchio continente. Si tratta di eredità del crollo degli Imperi centrali, usciti sconfitti dalla Prima guerra mondiale. L’Europa dopo un secolo rimane un sogno? È stato questo il tema della seconda giornata del convegno “L’Asinara isola d’Europa”, organizzato dal Comune di Stintino al Museo della Tonnara e dedicato alla storia dell’Europa e in particolare al centenario della conclusione della Prima guerra mondiale. Dopo la giornata di venerdì sul “caso Asinara” e sui risultati raggiunti nella ricostruzione delle vicende che videro l’isola diventare un grande campo di accoglienza e prigionia, sabato 17 novembre è stato analizzato il tema della nascita degli stati-nazione in Europa dopo la Grande Guerra.

In apertura, il sindaco Antonio Diana è ritornato sul tema dei prigionieri austroungarici e dei profughi serbi sull’Asinara. «Su 27 mila persone si salvarono in 21mila. Le autorità non solo sanitarie riuscirono a contenere il contagio delle malattie. Credo sia importante sottolineare quel grande sforzo». Il colonnello Giuseppe Levato, vicecomandante della Brigata Sassari, ha portato i saluti del comandante, il generale Andrea Di Stasio. «La Brigata Sassari nella Prima guerra mondiale è stata la brigata più decorata dell’esercito italiano. Oggi occorre parlare alle giovani generazioni, affinché capiscano l’importanza del vivere insieme in Europa». Alain Pasqualini, in rappresentanza della Regione Corsica, ha messo in evidenza che «l’Europa oggi è come un’isola, minacciata da epidemie non più sanitarie ma ideologiche. Occorre battersi per un’Europa dei popoli, anche di quelli senza stato, come i sardi e i corsi o i catalani. Abbiamo bisogno di un’Europa pacifica e democratica. Ecco perché non dobbiamo dimenticare le lezioni della Prima guerra mondiale».

Spazio quindi alle relazioni. Sui prigionieri di guerra in Sardegna, non solo confinati sull’Asinara, è intervenuto Giorgio Madeddu, del Comitato sardo centenario Grande Guerra. «Grazie ai documenti dell’Archivio dello Stato maggiore dell’esercito e di altri archivi, tra cui quelli comunali, è stato possibile ricostruire l’arrivo dei prigionieri, suddivisi in reparti che riprendevano i nomi dei piroscafi. Ma furono subito classificate anche le nazionalità. L’Asinara anticipa quello che poi avviene in Europa con la disgregazione degli imperi centrali e l’emergere dei popoli e delle nazioni prima comprese nell’Impero austro ungarico», ha esordito Madeddu. In Sardegna non c’era però solo l’Asinara. Un altro campo di concentramento era presso la miniera di Monte Narba nel Comune di San Vito, destinato solo agli ufficiali. Ma i prigionieri erano anche impiegati nel lavoro. Dai primi mesi del 1917 numerosi paesi sardi ospitarono decine di prigionieri di guerra “concessi” per interventi di forestazione, per lavorare in miniera o in grandi opere civiche». Un’altra storia rimossa e da ricostruire riguarda gli internati civili: un nome conosciuto è quello di Amelie Posse Brazdova, che raggiunse il marito ceco nel 1916 e che raccontò queste vicende in “Interludio di Sardegna”.

Bartolomeo Fineo, del Laboratorio di Storia di Rovereto, ha invece ricordato le vicissitudini dei soldati trentini inquadrati nell’esercito austroungarico, italiani di lingua ma sudditi di Francesco Giuseppe. Un ritorno sofferto a casa fu quello di 4mila ex prigionieri in Russia: diventati cittadini italiani dopo la guerra finirono nella missione in Estremo Oriente, in Cina. Alcuni si scontrarono con altri ex commilitoni che nel frattempo si erano arruolati nell’Armata Rossa. Filippo Sallusto, dell’Università di Cassino, ha ricostruito la situazione politica nei Balcani, le tensioni già presenti nella seconda metà del XIX secolo, i rapporti con l’Albania e con la Serbia. La memoria dei prigionieri ungheresi nell’isola dell’Asinara è stato il tema dell’intervento di Gabor Margittai (Külső Magyarok – Media Provider per le minoranze ungheresi all’estero), che ha illustrato il progetto “I soldati fantasma dell’Asinara” contro l’oblio e l’occultamento.

Didier Rey, del Laboratorio Lisa dell’Università di Corte (Corsica), ha analizzato le battaglie ideologiche sul numero di caduti corsi nella Prima Guerra Mondiale, sopravvalutati numericamente in chiave patriottica francese fino a 48 mila (numero irreale se solo si pensa che nella Grande Guerra furono 50 mila i corsi mobilitati nell’esercito francese), oggi si è tornati ad una cifra realistica di 10-12mila.

Un’altra nazione senza stato è la Catalogna. Joan Elies Adell Pitarch, dell’Istituto delle Lettere Catalane (Generalitat de Catalunya), ha richiamando in apertura del suo intervento quanto avvenne al termine della Grande Guerra: già allora un gruppo di catalani si appellò al presidente americano Wilson chiedendo l’applicazione a loro favore del principio di autodeterminazione dei popoli.

Completamente diversa invece la situazione dei tedeschi dei Sudeti, nel 1910 tre milioni e 252 mila, oggi ridotti ad appena 19 mila, ha detto Richard Neugebauer (Bohemia Troppau – rappresentante della minoranza tedesca in Boemia e Slesia) soffermandosi sulla disparità tra contadini di lingua tedesca e ceca in Boemia come una una delle cause del crollo dell’Impero Asburgico; mentre Marinella Lorinczi ha illustrato l’origine dell’espressione minoranza nazionale, un concetto, e al contempo un problema, che appare proprio subito la Prima Guerra Mondiale. L’ultimo intervento è stato di Johan Maggman, esponente del Fuen, l’Unione federale delle nazionalità europee, appartenente alla minoranza linguistica svedese in Finlandia.

A chiudere il convegno l’intervento in video di Tamara Scheer (Istituto di Storia dell’Europa Orientale dell’Università di Vienna) e la proiezione del documentario “I prigionieri dell’Asinara” di Gàbor Margittai e Anita Major.

L’appuntamento di Stintino è arrivato a coronamento di un lungo percorso, avviato dall’amministrazione comunale stintinese nel 2013 con il progetto per le “Commemorazioni di pace: i profughi serbi e i prigionieri austroungarici nell’isola dell’Asinara durante la prima guerra mondiale”, avviato in occasione del centenario della Grande Guerra. Un progetto che assieme al Comune di Stintino, capofila dell’iniziativa, vede coinvolti anche il Comune di Porto Torres, il Parco nazionale dell’Asinara, l’Università di Sassari, Dipartimento di Microbiologia diretto dal professor Salvatore Rubino, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la collaborazione della Camera di commercio del Nord Sardegna e della Fondazione Banco di Sardegna.




Consulta Provinciale degli Studenti di Sassari

Venerdì 16 Novembre si è riunita per la prima volta l’assemblea plenaria della Consulta Studentesca per la provincia di Sassari.
La Dott.ssa Cossu, referente provinciale, ha dato inizio ai lavori presentando le attività per il corrente anno scolastico.

L’assemblea è stata tenuta dal presidente uscente Luca Babudieri il quale ha accolto i rappresentati spiegando loro l’importanza di questo organo istituzionale, definendone compiti e funzioni. Dopo un excursus delle varie attività svoltesi durante la sua presidenza, si è passati
all’ elezione del nuovo consiglio presidenziale.

In seguito ad una votazione tra i presenti, è stato designato il nome di Marcello Puggioni in qualità di presidente entrante che sarà coadiuvato dal suo vice Davide Deffenu e dall’assistente del presidente Giuliana Decandia.
Il presidente neoeletto ha guidato l’assemblea dando l’inizio ai lavori per il corrente anno scolastico nominando la giunta esecutiva e il segretario dell’assemblea; in seguito ha istituito le commissioni tematiche ponendo le linee guida per un corretto svolgimento dei lavori.

Il presidente ringrazia Luca Babudieri per il lavoro svolto nel suo biennio di presidenza e per l’importante prestigio che ha conferito alla CPS di Sassari.




Carbonia: entra nel vivo “Una Miniera di Cultura”

Dalle pubblicazioni editoriali e dagli incontri con gli autori emerge un grande fermento e un importante lavoro di ricerca sugli anni della fondazione. Domani alle 16 alla conferenza “Carbonia ottant’anni dopo” parteciperanno la sindaca di Carbonia, Paola Massidda, il primo cittadino di Alghero, Mario Bruno e la sindaca di Arborea, Manuela Pintus.

CARBONIA. Gli incontri con gli autori di “Una miniera di Cultura” hanno preso il via ieri sera (16 novembre) nella Torre Civica in un’atmosfera di piacevole divulgazione storica, con un forte richiamo al clima del periodo di fondazione della città. A dare il via alle presentazioni è stato il volume “Eva canta” (Aipsa) di Maria Tiziana Putzolu Mura, un romanzo ispirato a una storia vera, in parte ambientata proprio nel territorio di Carbonia, “una zona molto evocativa – come ha sostenuto l’autrice – del periodo del Ventennio”. La protagonista è una donna della Sardegna meridionale, figlia di ricchi imprenditori approdati a Tripoli all’inizio del periodo coloniale. Nel vivace scambio di battute con Marco Corrias, che ha presentato la serata, sono emersi come sfondo del narrato elementi della politica regionale al suo esordio, del mondo agropastorale e del piano di Rinascita.

Altro libro di grande interesse per la storia di Carbonia è stato “Banditi in miniera” (Alfa Editrice) di Francesco Carta, ex minatore-sindacalista e in seguito giornalista, il cui lavoro è quasi una sorta di omaggio, di resa giustizia a quei personaggi che avevano costituito la comunità mineraria, caratterizzando la vita in questa giovane cittadina fondata nel ‘38. Come ha evidenziato il giornalista Sandro Mantega, che ha introdotto la presentazione, il volume è un giallo che parla di omicidi, di sfruttamento, di lotta operaia. Un racconto in parte di fantasia ma basato su storie vere, nel quale un ruolo preponderante è acquisito dalle donne, personaggi realmente esistiti che hanno avuto una certa importanza nella storia delle miniera.

La serata si è conclusa con “Il principe di Algeri” (Arkadia) del giornalista Pietro Picciau. Sono contesti diversi, quelli nei quali ci catapulta questo romanzo storico, in qualche modo sempre collegato al territorio sud-occidentale sardo, spesso colpito durante la sua storia da attacchi di “pirateria barbaresca”. Siamo nel 1816, in era post-napoleonica, e l’intera Europa vuole la fine delle scorrerie dei mori nel Mediterraneo. Sullo sfondo di corsari, intrighi inconfessabili, trame di palazzo, agenti segreti e donne affascinanti, si prepara un’implacabile resa dei conti con le città-Stato del Maghreb.

Domani 18 novembre, nella giornata conclusiva dell’evento targato AES, sono in programma altri importanti appuntamenti per parlare di storia di Carbonia nell’ottantesimo anno della fondazione. Alle 16 la Torre Civica ospita la conferenza dedicata a “Carbonia ottant’anni dopo”, con la partecipazione della sindaca di Carbonia, Paola Massidda, del primo cittadino di Alghero, Mario Bruno e della sindaca di Arborea, Manuela Pintus.

Alla stessa ora, gli incontri con gli autori moderati da Salvatore Taras per la sezione “Tra Isola e mondo”, daranno spazio a un’attesissima ripubblicazione di “La Terra del Carbone”, un romanzo sulla fondazione di Carbonia (XEdizioni) scritto nel ‘37-38 da Valerio Tonini, impresario che partecipò alla costruzione. Interverranno l’assessora alla Cultura Sabrina Sabiu e Leonardo Mureddu. Alle 16.45 la NOR Edizioni proporrà “A Iscola ’e ballu”, un metodo didattico per imparare il ballo sardo realizzato da Emanuele Garau, che ne evidenzierà i contenuti assieme a Claudia Serra. Alle 17.30 Carlo Delfino Editore presenta una pubblicazione di straordinaria importanza per ricordare la nascita di Carbonia, “Sardegna del ‘900. Memorie di un secolo”, un cofanetto di quattro dvd che contengono filmati dell’Istituto Luce sulle città di fondazione, frutto di un grande lavoro di ricerca archivistica. Le proiezioni saranno accompagnate dagli interventi illustrativi di Giorgio Pellegrini.  Un teaser in questi giorni è presentato in loop su schermo all’interno della sala espositiva dell’editoria libraria. Alle 18.15 l’intera manifestazione si concluderà al Teatro Centrale con la proiezione del film “Scritto sulla pietra” di Gianfranco Cabiddu, che sarà introdotto da Paolo Serra a cura della Società Umanitaria di Carbonia.




Successo per ART LAB NET e Computation Clay

Due progetti internazionali per l’innovazione: il Mas.ed rivive grazie all’Università di Sassari e all’Accademia di Belle arti
Il FRI START Cup Cooperation summit incorona le  migliori idee imprenditoriali
Successo per ART LAB NET e Computation Clay

SASSARI. Si sono concluse venerdì 16 novembre al  Mas.Edu  di Sassari le attività organizzate dall’Università di Sassari e dall’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” nell’ambito dei progetti internazionali Interreg Fri Start e Art Lab Net. Agli eventi hanno partecipato circa cento studenti e studentesse provenienti dal Liceo Scientifico Spano e dall’Istituto Tecnico Industriale Angioy.

Il Fri Start Cup Cooperation Summit ha decretato le 8 migliori idee presentate da innovatori di Italia e Francia. Di 75 progetti innovativi candidati, 40 hanno superato le selezioni e i 12 migliori questa mattina hanno avuto l’opportunità di presentarsi al pubblico presente. Alla fine, 8 gruppi sono stati scelti dalla giuria perché, al di là dell’idea, il piano di sviluppo dell’impresa si è dimostrato in una fase più avanzata rispetto agli altri. I vincitori sono Nemesys e Inalve (settore green Energy), Krono-Nubeus (settore turismo), Haruspex (yachting-cybersecurity), Mycophyto e Stepso (biotech), Phoenix ed Eablock per altri settori. Due menzioni sono state attribuite a Greta Tulipani e Innova biocontrole.

Nemesys (Italia) – acronimo di New Mobility Electric System – ha sviluppato una tecnologia innovativa, una sorta di batteria innovativa più evoluta delle batterie al litio (più pesanti e con un tempo di ricarica più lungo) ead altri tipi di tecnologie. Sono pensate soprattutto per il mercato dell’automobile e della mobilità sostenibile.

Inalve, Francia (settore green Energy,) produce e commercializza un nuovo mangime per pesci realizzato a partire dalle microalghe. Questo nutrimento ha un alto contenuto proteico, ideale per l’acquacultura, aiuta a migliorare la salute del fegato e del sistema immunitario degli animali.

Krono-Nubeus, Francia (settore turismo) è una applicazione che supporta tutti gli step utili per un runner (cioè un appassionato di corsa), dalla registrazione al risultato finale. La applicazione è rivolta soprattutto agli organizzatori di eventi sportivi e comprenderà anche altri sport estivi e invernali.

Haruspex (Italia), nel settore yachting-cybersecurity, è un insieme di moduli software che può prevedere attacchi dannosi contro strutture informatiche di pubbliche amministrazioni, imprese, banche e così via.

Mycophyto, Francia (biotech), offre prodotti e servizi agricoltori e industria che utilizza le piante per fabbricare profumi, cosmetici, viti. Tra i servizi offerti, la valutazione dell’attività biologica dei suoli.

Stepsol (biotech), Francia, ha lavorato sullo sviluppo di un deposito idraulico attivato dall’energia solare. A causa dell’intermittenza delle fonti rinnovabili di energia, è diventato più difficile mantenere la rete elettrica stabile ed equilibrata tra consumo e produzione.

Phoenix (Francia) è una nuova carrozzina per disabili in grado di rendere autonomi i portatori di disabilità in qualunque tipo di movimento, compresa la discesa di scale anche piuttosto alte.

Eablock, (Italia, Sardegna) è un software che porta allo 0% i rischi di subire attacchi informatici grazie alla crittografia e al blockchain.

Le menzioni:

Greta Tulipani (Italia, Sardegna) è un’impresa impegnata del settore dell’abbigliamento sostenibile o “slow fashion”. Greta Tulipani ha l’obiettuivo dfi sviluppare con metodi trasparenti ed equi, produrre e commercializzare abbigliamento femminile grazie all’incontro tra il design italiano e la semplicità e robustezza del continente africano.

Innova biocontrole (Francia) cerca soluzioni per la prevenzione e il controllo dei patogeni in agricoltura senza l’utilizzo di agenti chimici, sfruttando le proprietà degli enzimi e dei microrganismi.

Queste start up non hanno ottenuto premi in denaro ma potranno incontrare gruppi di investitori interessati alle loro idee imprenditoriali.

Gli eventi organizzati dall’Università di Sassari hanno avuto luogo negli spazi di via Piga assieme al Computation Clay e ad Art lab Net, progetti dell’Accademia di Belle arti Mario Sironi.

Progetto Interreg ART LAB NET e “Computation clay
Il Progetto Interreg ART LAB NET dell’ Accademia delle Belle arti “Mario Sironi” ha trasformato in un vero e proprio laboratorio di idee il Mas.Edu, ancor più coinvolgente e “operativo” nel Computation Clay  con l’artista, ma soprattutto artigiano ceramista di fama internazionale Jonathan Keep. Artigiani dell’isola, studenti ed appassionati hanno preso parte alle lezioni in un percorso coinvolgente e interessante dove arte e mestiere si fondono in maniera indissolubile. Dove il talento personale e l’esperienza trovano nella tecnologia un amplificatore quasi indispensabile.
Il Computation Clay è stata l’occasione giusta per rilanciare -se mai ce ne fosse stato bisogno- il progetto Art Lab net. Un percorso nel quale l’Accademia “Sironi” ha realizzato e sta sviluppando un Centro Risorse e di Innovazione per i Mestieri d’Arte composto da un FabLab artistico, spazi di co-working e incubazione di nuove imprese artigiane.
L’evento parte dall’idea di rivitalizzare con continuità uno spazio di assoluta importanza per la città come il Mas.edu. Il Computation Clay ha permesso un contatto e scambio di idee tra aziende di vari settori, maestri artigiani e giovani con nuove idee imprenditoriali. Visto lo scopo dei nuovi spazi, e in questo senso l’incontro con un noto ceramista come John Keep è stato il modo migliore per inaugurarli.
Art lab net, infatti, racchiude in sé tradizione e innovazione, creatività e riposizionamento sul mercato. Ma soprattutto rete e sistema di condivisione delle conoscenze. Un progetto che ha l’obiettivo di realizzare Centri di innovazione e supporto allo sviluppo imprenditoriale dell’attività di artigianato artistico,  posto che Art Lab Net individui nell’innovazione un elemento di assoluta valenza per lo sviluppo sostenibile mettendo a disposizione delle imprese dei poli di competenza e di servizio condivisi.
Questa è una vera sfida che i partner del progetto -riuniti in due giorni di fitti incontri strategici a Sassari- stanno affrontando ed hanno tutte le carte in regola per vincerla. Art lab net è solo il punto di partenza: l’idea-visione è quella di dare continuità alla collaborazione con gli artigiani, ampliandone il livello di competitività, in futuro che vede coinvolti anche i giovani artisti che partendo dal loro talento possono esprimere le loro grandi qualità.




Muravera: scoperti € 5.500 di canoni di locazione non dichiarati.

Nell’ambito dell’azione a tutela delle entrate a contrasto dell’evasione fiscale, le Fiamme Gialle di Muravera hanno concluso un controllo nei confronti di un privato cittadino proprietario di un immobile sito a Muravera, dato in locazione durante la stagione estiva.

l’input per l’attività ispettiva scaturisce dall’incrocio delle informazioni acquisite a seguito del quotidiano controllo del territorio, con quelle censite nelle banche dati in uso al Corpo e con le informazioni reperite su “fonti aperte” quali inserzioni su giornali o su siti internet specializzati nel settore degli affitti di case per le vacanze.

Una volta ricondotto l’immobile all’effettivo proprietario, il controllo si è sviluppato attraverso l’invio di questionari inviati ai soggetti che avevano preso in affitto l’immobile per conoscere alcuni dettagli, quali il prezzo corrisposto e la durata del periodo di locazione, per la successiva verifica e confronto con quanto dichiarato.

Effettuata la doverosa analisi sulla documentazione acquisita, è emerso che il soggetto controllato ha omesso di dichiarare importi derivanti da canoni di locazione relativi all’immobile affittato nel 2015, 2016 e 2017, per una cifra complessiva di oltre 5.500 €.

Dall’inizio dell’anno, l’attività delle Fiamme Gialle di Cagliari nello specifico comparto ha condotto alla scoperta di proventi sottratti al Fisco per un totale di oltre 1.841.500 €.




San Vito: Scoperta evasione fiscale per oltre 54.000 Euro.

Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale, le Fiamme Gialle della Tenenza di Muravera hanno concluso una verifica nei confronti di un’impresa del settore della ristorazione operante a San Vito.

Nella circostanza, l’azione dei Finanzieri, è stata orientata alla verifica del corretto adempimento delle disposizioni tributarie ai fini dell’I.V.A. e delle imposte dirette.

Il target selezionato è stato individuato a seguito di specifica opera di intelligence che ha coniugato le risultanze dell’attività di controllo economico del territorio e l’analisi delle numerose informazioni contenute nelle banche dati del Corpo.

Il controllo operato dai Finanzieri si è basato, da un lato, sull’analisi dei registri contabili acquisiti all’avvio dell’attività ispettiva e, dall’altro, sulla disamina di altra documentazione “ufficiosa” rinvenuta durante il controllo e comprovante attività d’impresa.

Gli elementi raccolti hanno consentito di rilevare che l’impresa non ha presentato al Fisco, per l’anno 2015, le dovute dichiarazioni tanto dei redditi quanto dell’imposta sul valore aggiunto.

Il soggetto controllato, qualificatosi quindi come evasore totale, ha occultato ricavi e, conseguentemente, sottratto a tassazione complessivamente € 54.540 ed ha omesso di versare l’I.V.A. per un importo pari a € 2.712

Anche quest’ultimo intervento si inserisce nel più ampio ed articolato proscenio di attività puntualmente indirizzate al contrasto dell’evasione fiscale, fenomeno che produce effetti negativi per l’economia, ostacola la normale concorrenza tra imprese, danneggia le risorse economiche dello stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti.

In quest’ottica, i controlli della Guardia di Finanza proseguiranno con ancora maggiore incisività ed intensità.




Nicola Sanna su Mont’e Prama: la casa dei Giganti è Cabras

«Cabras è la casa dei Giganti. La nostra città è stata orgogliosa di accogliere, nel Centro di Restauro e Conservazione dei Beni Culturali di Li Punti, il progetto di restauro del complesso scultoreo di Mont’e Prama. Ma la loro naturale destinazione non può che essere quella del territorio nel quale le statue sono state rinvenute».
Con questa parole il sindaco di Sassari interviene a proposito della musealizzazione dei Giganti di Mont’e Prama, riportata all’attenzione dell’opinione pubblica dalla visita di Alberto Angela al Museo Archeologico di Cagliari per le riprese di una puntata della trasmissione “Meraviglie”, dedicata alla Sardegna.
«Se i Giganti continueranno a essere divisi – continua il sindaco – parte a Cagliari, dove sono ora custodite 19 statue, e parte a Cabras, dove invece trovano posto solo 6 sculture, si perderà la possibilità di vedere riunito lo straordinario complesso monumentale in un’unica struttura, un Museo dell’arte nuragica e contemporanea come approvato 13 anni fa dalla Regione. Un complesso museale che darebbe lustro a questo contesto archeologico unico nel Mediterraneo e che attrarrebbe nel territorio del Sinis flussi turistici da ogni parte del mondo».

«Aggiungo – dice il sindaco – che il Centro di Restauro e Conservazione dei Beni Culturali di Li Punti, unica struttura regionale con spazi e attrezzature adeguate, dovrebbe poter continuare a lavorare sui nuovi frammenti recentemente rinvenuti nel sito di Mont’e Prama. In conclusione, ritengo non opportuna l’ipotesi di destinare un patrimonio di tale rilevanza a Cagliari. Sarebbe, a mio parere, una scelta in contraddizione, ancora una volta, con un’idea, cara a tutti i sardi, di decentramento delle funzioni di carattere regionale nei diversi territori».




SI . a referendum per abrogazione PPR blocca Sardegna.

Alghero, 17 Nov. 2018

Per la prima volta siamo d’accordo col Sindaco e suoi sostenitori, compreso il consigliere regionale Cacciotto e gli altri fedeli del Pd e Partito dei Sardi: è necessario fare un referendum. Non bisogna perdere tempo ulteriore ed è urgente predisporre tutti gli atti utili a organizzare al più presto un grande momento di partecipazione popolare come richiesto, tra l’altro, da anni, da tutti gli algheresi e in generale da quasi tutta la Sardegna. Se il sindaco dovesse fare questo grande passo saremmo al suo fianco, in prima fila a raccogliere consensi e sostegno per il voto ad un referendum che finalmente possa permettere di eliminare quella cappa che da tempo impedisce il reale e potenziale sviluppo della nostra terra. Tanti giovani sono dovuti andare via, senza poter fare famiglia nella loro città, perché non hanno avuto la possibilità di avere un lavoro o pure di fare impresa nel luogo in cui sono nati, con tutti i problemi che ne sono derivati, finanche quelli attuali di tagli nel presidio sanitario con l’esempio lampante di Pediatria. Perciò, come detto, concordiamo che sia necessaria una grande mobilitazione e soprattutto la fine di insulse strumentalizzazioni politiche, e ribadiamo la necessità di realizzare subito un referendum che accolga le istanze di tutti i cittadini, imprese, famiglie, giovani e anziani, che vogliono che finalmente fatto un referendum per CANCELLARE IL PIANO PAESAGGISTICO voluto da Renato Soru e approvato dal Centrosinistra con supporto pure dell’allora consigliere regionale Mario Bruno e dal Partito Democratico (anche se crediamo sia stato un abbaglio temporaneo, viste le attuali posizioni differenti e finalmente a fianco degli algheresi e sardi). Per concludere, come detto, siamo pronti ad un’azione decisa e senza indugi volta ad organizzare e raccogliere voti e consenso a favore della definitiva cancellazione del PPR – blocca Sardegna, cosi in questo modo anche il Primo Lotto della strada per Sassari potrà essere realizzato con quattro corsie, Forza Italia-Alghero c’è.

 

Gruppo consiliare F.I. Alghero