La Sardegna in India con Life After Oil

Massimiliano Mazzotta, fondatore del festival isolano dedicato a sostenibilità ambientale e diritti umani, invitato a Goa al summit internazionale “Difficult Dialogues”

Sardegna e India unite in difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Un legame che nasce grazie all’esperienza di Life After Oil, festival internazionale nel nome e nella vocazione ma radicato nell’isola con la quale il fondatore e direttore Massimiliano Mazzotta ha un rapporto stretto. Documentarista di origini pugliesi, in Sardegna ha girato una decina di anni fa il film-inchiesta “Oil” sulla Saras a Sarroch e poi ideato questo festival cinematografico unico nel suo genere, incentrato sul tema dell’ecologia e della sostenibilità. Un percorso del quale è stato invitato a parlare a Goa, al forum internazionale Difficult Dialogues che si svolgerà dal 14 al 16 febbraio. Un’occasione per parlare dell’isola e del concorso Life After Oil che dopo due anni a Martis e uno a Stintino dal 2017 è approdato a Santa Teresa Gallura, facendo tappa nell’ultima edizione itinerante anche a Cagliari e Ottana. Un’edizione che ha avuto tra gli ospiti Marilù Mastrogiovanni, giornalista salentina nota per le sue inchieste sulla Sacra Corona Unita, che accompagnerà Mazzotta nel viaggio in India.

L’invito arriva direttamente da Surina Narula, fondatrice di Difficult Dialogues. Un forum internazionale annuale che si impegna a esaminare questioni urgenti e di attualità nell’Asia meridionale, ma non solo. In passato sono stati affrontati temi come la finanza globale, l’assistenza sanitaria, l’uguaglianza di genere, l’istruzione. Quest’anno l’argomento centrale è lo Stato di diritto e la presenza di Mazzotta e Mastrogiovanni va inquadrata anche tenendo conto delle loro esperienze: entrambi per le loro coraggiose inchieste hanno subito minacce e cause. Alla conferenza parteciperanno esperti, giornalisti e attivisti provenienti da diverse parti del mondo.

La partecipazione a Difficult Dialogues non sarà l’unico impegno in India di Massimiliano Mazzotta. Grazie al prezioso lavoro di Marianne Borgo, attrice francese che vive in Asia e da qualche anno collabora con Life After Oil, porterà il festival sardo cresciuto molto anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission in diverse scuole di Hyderabad, Dhaward e Goa con una selezione di cortometraggi già proposti nell’isola. Inoltre Mazzotta terrà un workshop al festival di Pune.




Martis, nuovo look con i murales dei giovani artisti dell’Accademia

Durante il festival CineMartist nove studenti di pittura, coordinati dal docente Giovanni Sanna, hanno realizzato opere di street art nel paese

Non solo cinema. Il festival CineMartist (organizzato dal comune di Martis e dal Nuovo Circolo del Cinema con l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” e la Fondazione Sardegna Film Commission) si è aperto quest’anno anche alla pittura con interventi di street art, nei quattro giorni della manifestazione, di nove giovani artisti-studenti dell’Accademia di Sassari. A coordinare il progetto il docente Giovanni Sanna. Alcune pareti, in particolare lungo la via principale del paese, sono così diventate opere pittoriche. Murales realizzati con un linguaggio contemporaneo, da street art appunto, ideati partendo da una ricerca sulle origini di Martis. Ecco così personaggi di leggende e storie martesi rappresentati in modo non convenzionale: il cavaliere Martin Ferrato che diventa un martin pescatore, un orco, un’amazzone, gli occhi della principessa Olentina, le mani della Dormitio Virginis.

“Gli occhi di Olentina” di  Liliano Gallo, Maria Nonna e Martina Blasi

 

“Leggende popolari” di Gabriele Derosas e Matteo Ruoni

“Martineddu” di Antonio Cau

 

“Dormitio Virginis” di Giuseppe Gaspa, Giulia Ginatempo e Barbara Loru




Martis sullo schermo con i corti dei nuovi talenti del cinema sardo

Successo per CineMartist grazie al lavoro di sedici giovani filmmaker che hanno realizzato durante il festival quattro brevi film ambientati nel paese dell’Anglona

La scommessa, vinta, di un paese che punta sulla cultura. Un pubblico numeroso ha accolto domenica sera (11 agosto) i lavori realizzati per l’innovativo contest cinematografico di CineMartist, il festival dedicato alle principali realtà che si occupano di formazione del settore audiovisivo in Sardegna. In settantadue ore dei piccoli gruppi formati da quattro studenti-autori arrivati da altrettante scuole di cinema, hanno lavorato intensamente a un breve film da scrivere, dirigere e montare prima della proiezione in piazza nella serata finale. Una sfida stimolante, resa ancora più difficile dal genere estratto a sorte che i partecipanti al contest hanno dovuto affrontare: la commedia. Come interpreti hanno coinvolto anche diversi martesi, oltre a mettersi all’occasione in gioco loro stessi come attori.

La giuria formata da professionisti del settore (i registi Marco Antonio Pani, Matteo Incollu, Gianni Cesaraccio e le direttrici della fotografia Sara Arango Ochoa e Federica Ortu) ha voluto premiare il corto intitolato “La svolta” realizzato dal gruppo dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” composto da Matteo Manunta, Sergio Spissu, Michele Garau e Bianca Gregu. Il pubblico invece ha scelto il lavoro proposto dai ragazzi del laboratorio Offi_Cine del Dipartimento di scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari: “La valigia”, questo il titolo dato al corto da Gabriele Stacca, Federica Piana, Gianfranco Delogu ed Enrico Melis. Anche gli altri due brevi film realizzati per il contest hanno ricevuto molti applausi. Elena Pinna, Luca Pinna, Carlo Bianco e Alessandro Pusceddu del Centro Servizi Culturali  Carbonia della Società Umanitaria hanno scritto, diretto e montato “Qualcosa da fare” mentre Eleonora Angiargiu, Denise Paulis, Rebecca Scintu e Anna Lecca provenienti dal 1°anno della magistrale in Scienze della produzione multimediale legato al Celcam dell’Università di Cagliari hanno intitolato il loro lavoro “Déjà vu”.

Ma la gara per gli organizzatori è stata ed è in fondo soltanto un pretesto per invitare i giovani autori-studenti e inserirli in un contesto particolare che stimola la creatività e il confronto. Un’esperienza utile anche per il loro futuro. Così CineMartist si caratterizza come laboratorio unico in Sardegna, pensato per valorizzare da una parte il territorio attraverso il cinema e dall’altra scoprire e aiutare nuovi talenti.

La seconda edizione di CineMartist, che si è appena conclusa, è stata organizzata dal comune di Martis e dal Nuovo Circolo del Cinema con l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” e la Fondazione Sardegna Film Commission.




CineMartist, un campus estivo per i giovani filmmaker sardi

Al via a Martis il festival delle scuole di cinema in Sardegna: dall’8 all’11 agosto proiezioni, incontri e un contest unico nell’isola

Tutto pronto a Martis per la seconda edizione di CineMartist, il festival delle scuole di cinema in Sardegna. Dall’8 all’11 agosto il piccolo paese al centro dell’Anglona si trasformerà in una sorta di campus estivo, con gruppi di allievi delle principali realtà che si occupano di formazione nell’isola impegnati in un innovativo contest (dovranno realizzare un breve film durante il festival), e con le proiezioni serali in una vetrina per i giovani filmmaker che rappresentano il futuro del settore audiovisivo della Sardegna. Così si presenta la manifestazione, organizzata dal comune di Martis e dal Nuovo Circolo del Cinema con l’Accademia di Belle Arti di Sassari e la Fondazione Sardegna Film Commission, che nel suo programma dà spazio anche a pittura e scultura con la realizzazione di alcuni murales e un percorso di installazioni dedicate alla settima arte.

Nel corso delle serate, dalle 21.15 in Piazza San Giovanni, si potranno vedere diversi lavori nati in ambito formativo, ma di ottima qualità, raramente mostrati in pubblico. Le presentazioni di queste opere, alcune delle quali realizzate all’interno di laboratori guidati da registi affermati, saranno anche occasione per parlare con docenti e rappresentanti delle istituzioni più importanti di come si sta evolvendo l’offerta formativa per il cinema nell’isola.

Si comincia giovedì 8 agosto, con tre lavori del laboratorio offi_Cine del Dipartimento di scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari: “Proteggiti dall’omofobia”, “La maratona” e un reportage sull’ultima Cavalcata Sarda. A seguire una serie di corti diretti da allievi dell’Accademia di Belle Arti, da “Mutatio” di Stefano Achenza e Leandra Fiori a “Una die” di Alexa Vinci passando per “Una questione di soldi di Michele Garau e Bianca Gregu e “Un pensiero felice” di Giulia Cherosu. Venerdì 9 agosto aprirà la serata “Viaggio a Stoccolma” di Gabriella Rosaleva, già regista di opere riconosciute a livello internazionale, che sarà ospite a Martis per presentare questo breve film prodotto dall’Università di Sassari. Nella stessa serata i corti dei giovani filmmaker dell’Accademia Cristiano Mattei, “La favola del dente avvelenato”, Roberta Masala, “Se”, Manuel Soro, “Assassinosesso”, ma anche “L’ultimo miracolo” di Enrico Pau e “L’unica lezione” di Peter Marcias nati all’interno di laboratori del Celcam dell’università di Cagliari e già presentati alla Mostra del cinema di Venezia. Così come “Futuro prossimo” di Salvatore Mereu che aprirà le proiezioni di sabato 10 agosto, seguito da un estratto del documentario “A scuola di cinema” del direttore del Celcam Antioco Floris. In programma anche due lavori prodotti dalla società Mommotty, “Ausonia” di Giulia Camba ed Elisa Meloni e “Le tessere perdute” di Simone Paderi, e altrettanti dalla Società Umanitaria di Carbonia, “Spot” e “Tre uomini e una troupe” diretto da Luca Pinna.

Domenica 11 agosto gran finale con i corti del contest, dopo la presentazione di alcune opere dei giurati che saranno ospiti a Martis: il trailer di “Male fadau” di Matteo Incollu, “Pala – Medellin” girato in Colombia da Sara Arango Ochoa, “Valerio” di Gianni Cesaraccio (tra gli ospiti anche l’attore protagonista Vanni Fois) e “Maialetto della Nurra” di Marco Antonio Pani. Completa la giuria la direttrice della fotografia Federica Ortu.

  •  Nelle immagini una scena da “L’ultimo miracolo” di Enrico Pau e l’attore Vanni Fois nel corto “Valerio” diretto da Gianni Cesaraccio



CineMartist, il festival delle scuole di cinema in Sardegna

A Martis dall’8 all’11 agosto: proiezioni, incontri e un contest cinematografico unico nell’isola

Proiezioni, incontri con autori e un innovativo contest per studenti di cinema (unico nell’isola) che oltre a valorizzare il territorio di Martis vuole dare una possibilità di confronto attivo ai giovani filmmaker, il futuro del settore audiovisivo in Sardegna che negli ultimi anni è diventato sempre più importante. Dopo il successo della prima edizione, torna dall’8 all’11 agosto il festival CineMartist organizzato dal comune di Martis e dall’associazione Nuovo Circolo del Cinema in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” e la Fondazione Sardegna Film Commission.

La direzione artistica ha deciso quest’anno di puntare ancora di più sulle scuole di cinema, per dare una precisa identità alla manifestazione che si presenta ben diversa da una semplice rassegna estiva. Saranno così protagoniste le principali istituzioni sarde che fanno formazione e in parte anche produzione: la Fondazione Sardegna Film Commission, l’Accademia di Belle Arti, l’Università di Sassari, l’Università di Cagliari, la Società Umanitaria di Carbonia e la società Mommotty. «Abbiamo alzato l’asticella del nostro ambizioso progetto – sottolinea Renato Quinzio, presidente del Nuovo Circolo del Cinema – aprendo all’espansione territoriale, dedicando il focus alla didattica del cinema e avendo sempre un occhio di riguardo per le maestranze sarde».

Verranno proiettati diversi cortometraggi nati in ambito formativo, ma di ottima qualità, che raramente hanno la possibilità di vedersi in pubblico. Una vetrina per i professionisti di domani, giovani di talento che rappresentano il futuro del cinema in Sardegna. Tra i lavori proposti anche alcuni corti realizzati all’interno di laboratori guidati da registi affermati come Salvatore Mereu, Enrico Pau, Peter Marcias. Le presentazioni di queste opere saranno anche occasione per parlare con docenti e rappresentanti delle istituzioni più importanti di come si sta evolvendo l’offerta formativa per il cinema nell’isola. «Le realtà qualificate di formazione cinematografica – evidenzia il direttore dell’Accademia Antonio Bisaccia – stanno vivendo in Sardegna un periodo di forte crescita. Se lo stile è il rapporto tra l’artista e il suo strumento, la didattica del cinema è tanto più incisiva se in grado di offrire forma al talento. E mi pare che queste dinamiche siano evidenti in tutte le istituzioni che offrono questi percorsi che, oggettivamente, qui in Sardegna hanno avviato una sorta di età dell’oro della formazione cinematografica di cui si vedranno gli sviluppi nei prossimi dieci anni».

Cuore della manifestazione è, però, soprattutto il contest cinematografico con il quale il festival vive anche durante il giorno e non solo di notte per le proiezioni. Parteciperanno gruppi di allieve e allievi dell’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi”, del Celcam dell’Università di Cagliari, del Laboratorio produzioni audiovisive offi_Cine del Dumas dell’Università di Sassari, del Csc Carbonia della Società Umanitaria.

In seguito a un location scouting alla scoperta di luoghi, storie e comunità organizzato dalla Sardegna Film Commission, i partecipanti dovranno scrivere, girare e montare un corto in paese e nel territorio circostante che comprende bellezze naturali come la cascata di Triulintas e un sito geo-paleontologico unico qual è la foresta pietrificata. I lavori ultimati saranno proiettati come clou della serata finale e valutati da una giuria qualificata che proclamerà il vincitore. Un altro premio sarà dato dal pubblico. Per consigli e confronto, gli studenti-filmmaker potranno contare sulla presenza di docenti di cinema, autori di esperienza e giovani professionisti dell’audiovisivo. Tra gli ospiti (impegnati anche come giurati) Marco Antonio Pani, Sara Arango Ochoa, Gianni Cesaraccio, Matteo Incollu, Federica Ortu.

Oltre al cinema, il festival si apre quest’anno anche ad altre arti. Ci saranno interventi di street art per la realizzazione di alcuni murales nella via principale con impegnati gruppi di giovani artisti dell’Accademia coordinati dal docente di pittura Giovanni Sanna. Inoltre durante la manifestazione saranno piazzate installazioni a tema cinematografico, in un percorso simbolico dal Comune alla piazza designata per le proiezioni. Opere ideate dall’insegnante di scultura Federico Soro e realizzate dagli allievi dell’Accademia. Iniziative che si legano al festival cinematografico e dimostrano come Martis punti con sempre maggiore decisione sulla cultura. «L’amministrazione comunale – sottolinea il sindaco Tiziano Lasia – crede fortemente in questa iniziativa che avvicina sempre di più gli abitanti alla cultura, alla voglia di essere parte integrante di questo progetto. Proiezioni di film di qualità, ma allo stesso tempo momento di svago e divertimento. Un modo per combattere anche lo spopolamento».

CALENDARIO PROIEZIONI

Martis, Piazza San Giovanni, dalle 21.30

8 AGOSTO

Proteggiti dall’omofobia di Laboratorio Offi-CINE

Cavalcata sarda 2019 di Laboratorio Offi-CINE

La maratona di Luisa Cutzu

Mutatio di Stefano Achenza e Leandra Fiori

Una questione di soldi di Michele Garau e Bianca Gregu

Un pensiero felice di Giulia Cherosu

Una die di Alexa Vinci

9 AGOSTO

Viaggio a Stoccolma di Gabriella Rosaleva

La favola del dente avvelenato di Cristiano Mattei

L’ultimo miracolo di Enrico Pau

L’unica lezione di Peter Marcias

Se di Roberta Masala

Assassinosesso di Manuel Soro

10 AGOSTO

Futuro prossimo di Salvatore Mereu

A scuola di cinema del Celcam (un estratto)

Ausonia di Giulia Camba ed Elisa Meloni

Le tessere perdute di Simone Paderi

Spot di Csc Carbonia della Società Umanitaria

Tre uomini e una troupe di Luca Pinna

3 brevi corti di animazione del corso dell’Accademia

 

11 AGOSTO

Male fadau di Matteo Incollu (trailer)

Pala – Medellin di Sara Arango Ochoa

Valerio di Gianni Cesaraccio

4 corti del contest cinematografico

Maialetto della Nurra di Marco Antonio Pani (film di chiusura)




Sassari, Maurilio Murru: «Le borgate sono una parte importante della città»

Il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle ha incontrato gli abitanti delle frazioni della Nurra nel primo camper tour elettorale

SASSARI. «Vogliamo ripartire dall’intera comunità e questa comprende anche gli abitanti delle borgate, sassaresi trascurati e abbandonati da amministrazioni che hanno pensato ad altro». La Sassari del futuro, la città del benessere secondo la visione del candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Maurilio Murru, è la città di tutti. Un segnale forte, di vicinanza a chi risiede nelle diverse frazioni della Nurra che rientrano nel territorio comunale, arriva con il primo camper tour nelle borgate che si è svolto ieri (13 aprile). Murru ha trascorso l’intera mattinata tra Saccheddu, Campanedda, La Corte, Palmadula, La Pedraia e l’Argentiera. «È stato un bellissimo momento di incontro con tanti cittadini e tanti attivisti, una giornata che ripeteremo» sottolinea il candidato sindaco del M5S. Una giornata organizzata per incontrare gli abitanti del territorio, condividere problemi e parlare di soluzioni per queste comunità spesso dimenticate perché lontane dal centro urbano e costrette a vivere in situazioni di carenza di servizi e mancanza di progetti di sviluppo.

«La gente  –  evidenzia Murru –  ha voglia di vederci, vuole sentire amministratori vicini al territorio e per questo motivo nelle prossime settimane toccheremo anche tutte le altre borgate del Comune». Nuove tappe, quindi, nelle diverse frazioni della Nurra.  «Per noi le borgate non sono semplicemente i “dintorni” di Sassari – aggiunge Murru – ma una parte importantissima della città, un grande quartiere verde dalla forte vocazione agroalimentare, turistica e ambientale che va tutelata e valorizzata». Un territorio che nel progetto del Movimento 5 Stelle rientra in una delle cinque città in cui suddividere Sassari secondo vocazioni naturali: in questo caso la città del turismo agro-ambientale.  Dove il modello di sviluppo ideale punta a coniugare il turismo naturalistico a una agricoltura multifunzionale promotrice di una cultura enogastronomica del benessere alimentare. Una delle linee programmatiche guida del candidato sindaco, per avere una visione chiara utile come base sulla quale trovare poi le soluzioni specifiche e migliori alle varie problematiche. Con il contributo di tutti cittadini. Perché l’obiettivo primario, sottolinea ancora Murru, è «ripartire dall’intera comunità. Da ogni singola area e quartiere di Sassari».




Sassari: tour elettorale in camper nelle borgate per Maurilio Murru, candidato sindaco del M5S

Sabato 13 aprile trascorrerà la mattina nelle frazioni della Nurra per incontrare gli abitanti

 

SASSARI. Maurilio Murru, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, sceglie il camper per la campagna elettorale nelle borgate. Un primo tour, in programma sabato mattina (13 aprile), toccherà le frazioni di Saccheddu (prima tappa verso le 9), Campanedda, La Corte, Palmadula, Argentiera, La Pedraia e Biancareddu. Una giornata organizzata per incontrare gli abitanti del territorio, condividere problemi e parlare di soluzioni per queste comunità spesso dimenticate perché lontane dal centro urbano e costrette a vivere in situazioni di carenza di servizi e mancanza di progetti di sviluppo.

La Sassari del futuro, la città del benessere secondo la visione del Movimento 5 Stelle deve coinvolgere necessariamente anche le borgate e tutte le zone considerate periferia. Parole che nel progetto di cui si fa portavoce Murru sono, anzi, destinate a sparire anche nel linguaggio perché evocano distacco dalla città. Meglio parlare esclusivamente di quartieri, parti integrate dello stesso centro che si connotano per la propria vocazione. Da qui nasce l’idea delle cinque città, della suddivisione in macro zone, già anticipata nei giorni scorsi durante la presentazione del Piano della mobilità. Una ripartizione non casuale, ma figlia delle vocazioni naturali del territorio.

In questo senso la zona che si estende verso ovest, dove si trovano le frazioni in cui farà tappa questo primo camper tour di Murru, rientrano in quella che nel progetto del M5S è definita la città del turismo agro-ambientale.  Dove il modello di sviluppo ideale punta a coniugare il turismo naturalistico a una agricoltura multifunzionale promotrice di una cultura enogastronomica del benessere alimentare. Una delle linee programmatiche guida del candidato sindaco, per avere una visione chiara utile come base sulla quale trovare poi le soluzioni specifiche e migliori alle varie problematiche. Con il contributo di tutti cittadini. Perché l’obiettivo primario, sottolinea Murru, è ripartire dall’intera comunità. Da ogni singola area e quartiere di Sassari.




Verso le Comunali, il Piano di mobilità del M5S per trasformare Sassari in una “città del benessere”

Il progetto presentato dal candidato sindaco Maurilio Murru: idea portante la creazione di un Hub dei trasporti intermodale nell’area a ridosso della stazione ferroviaria

 

SASSARI. Una “città del benessere” in cui i quartieri rispondono a precise e naturali vocazioni. Una città in cui la mobilità sia sostenibile e svolga quel ruolo di snodo, fondamentale per tutto il sistema dell’Area vasta, sia dal punto di vista della mobilità su gomma sia su ferro.È una visione ampia e integrata quella che il Movimento 5 Stelle e il candidato sindaco Maurilio Murru immaginano per il futuro di Sassari. Una visione che vuole ripensare e ricucire un tessuto urbano frammentato a causa di una crescita disordinata in conseguenza dell’aumento demografico fra i decenni ’60 e ’80.

Oggi la città deve ripensare il sistema viario basato sulle due direttrici primarie: la Porto Torres- Sassari-Cagliari / Olbia e la Alghero-Sassari-Santa Teresa. E ripensare e sviluppare anche il sistema ferroviario che oggi si attesta sulla dorsale Porto Torres-Sassari- Cagliari /Olbia  (Ferrovie dello Stato), nonché sulle direttrici per Alghero e Sorso e la linea turistica per Palau (Ferrovie della Sardegna).La proposta progettuale del Movimento 5 Stelle vede il territorio del comune di Sassari integrato con tutto il sistema di Area vasta attraverso una serie di interventi programmatici e strutturali. Perché la città torni a svolgere il ruolo di centro trainante di tutto il nord dell’isola, collegato e integrato con gli altri poli di riferimento regionale. Ovvero Cagliari, Olbia e Nuoro.

Il progetto di mobilità non concepisce solo l’integrazione di Sassari nell’Area vasta, ma anche il potenziamento del sistema dei trasporti a livello locale ed extra locale che si innesta in un più ampio progetto di ridefinizione dei quartieri cittadini, definiti  come “le cinque città”: la città dello sport e della salute (quartieri di Porcellana, Monserrato/Rizzeddu, San Paolo, Carbonazzi, Luna e Sole); la città dei camminamenti e del benessere (Lu Fangazzu, Monte Rosello, Sassari 2); la città del mare urbano (Latte dolce/ Santa Maria di Pisa, Sant’Orsola storica/nord/ sud, le borgate di Li Punti San Giovanni Ottava e l’agro direzione Platamona);  la città del mare costiero (con le borgate di Bancali, Prato Comunale, Tottubella, Campanedda, La Corte, Palmadula, Biancareddu, Argentiera e Villa Assunta e l’agro della Nurra); la città del commercio, cultura e mestieri (centro storico, centro ottocentesco, Cappuccini, Le Conce).

In tema di mobilità la proposta principale è quella relativa alla creazione di un HUB dei trasporti intermodale nell’area a ridosso della stazione ferroviaria, di via XXV aprile e di Corso Vico. In questo quadro verrebbero sviluppati e integrati i trasporti ferroviari, la metrotramvia, i trasporti su autobus urbani ed extraurbani. Verrà inoltre creata una stazione dei pullman e i servizi di bike e car sharing. Si tratterebbe dunque di una rete di trasporti capillare per servire e collegare Sassari e l’Area vasta, con un bacino di utenza di 250.000 persone.

Se questo progetto ridefinisce il sistema della macro accessibilità di Sassari non meno importante e strategico per Sassari è quello della micro accessibilità: una serie di interventi mirati sul sistema stradale per completare il circuito tangenziale di Sassari. Interventi necessari per decongestionare il traffico cittadino con un sistema ad “anello”. In concreto si realizzerebbe il collegamento a nord-ovest della Buddi-Buddi con la ex 131 “variante del Mascari”; il completamento a est dell’asse via Rockefeller/Verona/Milano con la via Luna e sole/via degli Astronauti; e, infine, il collegamento fra via Piredda e la Buddi-Buddi. In questa visione rientra anche la creazione di un asse mediano centrale che attraversi la città in direzione nord-sud, a servizio di importanti poli di sviluppo quali la nuova Cittadella ospedaliera, l’area universitaria dell’Orto botanico, il nuovo HUB dei trasporti e i popolosi quartieri a nord e a sud della città.

Sempre per decongestionare il traffico cittadino è prevista inoltre la creazione di una serie di parcheggi di interscambio a ridosso delle porte di ingresso della città: via XXV Aprile, provinciale per Ittiri, viale Porto Torres e viale Italia. Un indubbio incentivo per chi arriva a Sassari a lasciare l’auto e servirsi dei mezzi pubblici e di quelli di nuova generazione come il bike e car sharing.Il sistema ferroviario e quello metrotramviario sono infatti visti come fondamentali per il movimento urbano ed extraurbano di Sassari e dell’Area vasta. Imprescindibili saranno perciò il potenziamento e la valorizzazione delle linee esistenti, sia FS che FdS. E dunque elettrificazione dei tracciati, ammodernamento della Stazione e creazione di nuove stazioni, miglioramento della fruibilità dei punti di scambio con i nuovi sistemi di mobilità sostenibile (bike e car sharing e altri sistemi di trasporto individuali elettrici come il segway).

Grande attenzione viene riservata anche alla mobilità lenta e ciclo pedonale con una serie di interventi a ridosso delle direttrici principali esterne. L’idea portante è quella di rendere più capillare il sistema ciclabile a servizio dei quartieri periferici con sezioni stradali adeguate a ospitare gli interventi di collegamento alle linee ciclabili esistenti.Un ruolo importante è previsto anche per il sistema di mobilità su gomma pubblico (ATP). Verrà integrato con la linea del ferro evitando sovrapposizioni con quest’ultima e rendendo più capillari i collegamenti nelle zone della città non raggiunte dal sistema metrotramviario. Prevista anche un’estensione del servizio ATP al di fuori dei confini comunali nei Comuni della prima e seconda  cintura dell’Area vasta.