Olbia-New York, Cuccureddu: «La Sardegna era pronta per il volo diretto»

Il debutto della rotta Olbia-New York segna un passaggio simbolico e strategico per il turismo sardo.
Per Franco Cuccureddu, assessore del Turismo della Regione Sardegna, il nuovo collegamento nasce da numeri chiari: crescita degli arrivi dagli Stati Uniti, alta capacità di spesa e interesse sempre più forte per un’isola che vuole andare oltre il solo mare.

Il mercato americano, per la Sardegna, non è più una scommessa. È una realtà in forte espansione. A dirlo è Franco Cuccureddu, che in occasione del volo inaugurale ha legato l’arrivo della tratta diretta a una crescita costante dei flussi dagli Usa. «L’incremento notevolissimo dei flussi dagli Stati Uniti giustificava un volo diretto», ha spiegato.

I numeri, secondo l’assessore, parlano da soli. Nel 2025 gli arrivi statunitensi in Sardegna sono stati 121.118, con 400.860 presenze complessive e una permanenza media di 3,31 giorni. Un dato che pesa ancora di più se confrontato con l’anno precedente: «Le presenze quest’anno sono cresciute del 34,33%». Oggi quello americano è il nono mercato turistico dell’isola e il primo tra quelli extraeuropei.

La spinta più forte arriva dalla Gallura. Qui si concentra circa la metà delle presenze americane registrate in Sardegna. Cuccureddu ha ricordato che tra il 2023 e il 2025 il territorio è cresciuto del 100,03%, mentre rispetto al 2024 l’aumento nel 2025 è stato vicino al 44%. È in questa cornice che il volo diretto ha preso forma: non come un azzardo, ma come la risposta a una domanda già esistente.

L’assessore ha chiarito che la scelta finale è stata della compagnia, ma che l’interesse intorno alla Sardegna era ormai concreto. «È una scelta innanzitutto che ha fatto la Delta», ha detto. Ma ha anche aggiunto che «c’erano molte compagnie interessate», proprio perché i dati su arrivi, presenze, spesa e motivazioni di viaggio avevano reso il mercato sardo sempre più attrattivo.

Uno dei punti più forti del ragionamento riguarda la capacità di spesa. Secondo Cuccureddu, i turisti americani sono quelli che in Sardegna spendono di più per singola transazione. «Gli americani, per esempio, sono in assoluto quelli che spendono di più a singola transazione», ha sottolineato, indicando una media superiore agli 80 euro. Un segnale che, nelle valutazioni della Regione, conferma la presenza di una clientela di livello medio-alto.

Anche il profilo dei passeggeri Delta è stato letto in questa chiave. «Delta Airline ha un profilo di clientela elevato, in alcuni casi anche molto elevato», ha osservato Cuccureddu. E ancora: «La Sardegna è in grado di soddisfare le esigenze dei clienti Delta». Per questo, ha aggiunto senza esitazioni, «per noi è l’utenza migliore».

Il primo volo, secondo l’assessore, ha già offerto un’indicazione precisa. «Questo primo volo aveva un solo posto libero, quindi era un volo full», ha raccontato, sottolineando la forte richiesta anche nelle classi più alte. Un elemento che rafforza l’idea di una rotta costruita su una domanda solida e su un pubblico con disponibilità economica importante.

Ma il punto, per la Regione, non è solo portare più visitatori. È cambiare il modo in cui la Sardegna si presenta all’estero. Cuccureddu ha insistito sul fatto che il turista americano non guarda all’isola soltanto come meta balneare. «L’utenza americana non è legata al nostro primo prodotto che è il marino-balneare», ha detto. Cerca piuttosto archeologia, storia, cultura, cammini, turismo lento, tradizioni e qualità della vita.

In questo quadro entrano anche le Blue Zone, spesso al centro dell’interesse del pubblico statunitense. «Sono molto affascinati dalle Blue Zone, dai nostri stili di vita, dall’alimentazione, dal modo di vivere», ha spiegato l’assessore. È qui che si inserisce la strategia regionale: «Dobbiamo internazionalizzare sempre di più la nostra offerta, delocalizzare e destagionalizzare».

La promozione, infatti, si è mossa da tempo in questa direzione. Cuccureddu ha richiamato le campagne portate avanti a New York, tra azioni digitali, pubblicità tradizionale e presenza nei punti più visibili della città. Un lavoro che punta a consolidare l’immagine della Sardegna come destinazione internazionale capace di offrire molto più del mare.

Anche la frequenza del collegamento viene letta come un segnale forte. Nei confronti avuti con i vettori, ha ricordato l’assessore, si ragionava inizialmente su due voli a settimana. Poi Delta ha alzato il livello dell’investimento. «Delta ha voluto rilanciare e investire con un volo quadrisettimanale. Questo è estremamente significativo», ha detto.

Adesso la vera sfida è far durare di più questa apertura. Il collegamento arriva fino al 26 ottobre, ma l’obiettivo è andare oltre. «Dobbiamo cercare di convincere, facendo crescere la domanda e proponendo nuovi prodotti, la possibilità di un volo magari con frequenza bisettimanale per tutto l’anno», ha affermato Cuccureddu. «Questa è la nostra ambizione».

Il percorso, però, resta complesso. La Sardegna continua a concentrare quasi tutto il suo movimento turistico nei mesi più caldi. «Il 96% dei nostri flussi si concentra nella stagione aeronautica summer», ha ricordato l’assessore, spiegando che solo una parte minima si distribuisce nel periodo invernale. Ed è proprio qui che il mercato americano può diventare decisivo.

Per Cuccureddu, il volo inaugurale Olbia-New York è quindi molto più di un evento simbolico. È il segnale che la Sardegna può giocare una partita nuova sui mercati internazionali, attirando visitatori interessati a cultura, esperienza e qualità della spesa. In altre parole, una rotta aerea che prova a diventare anche una rotta di sviluppo.




Quando New York atterra in Sardegna: il giorno in cui Olbia ha accorciato l’oceano.

di Fausto Farinelli

Stamane la sveglia era impostata alle 5:30 del mattino.
Non una sveglia come le altre. Non il solito appuntamento di lavoro. C’era qualcosa di diverso già nel buio della prima mattina, in quella sensazione rara che precede le giornate destinate a lasciare un segno.

L’importanza della giornata odierna per la Gallura e per la Sardegna tutta era racchiusa in un evento che, fino a pochi anni fa, sembrava quasi impossibile persino da immaginare: l’arrivo del volo inaugurale Delta Air Lines proveniente da New York a Olbia.

Alle 7:20 arrivo all’Aeroporto Costa Smeralda S.A. Principe Karim Aga Khan IV. L’aria è già carica. Mi presento al desk dedicato alla stampa e agli invitati. Ricevo il badge identificativo e il giubbotto giallo. Da quel momento non siamo più soltanto osservatori: stiamo entrando dentro una pagina nuova della storia della Gallura.

Ci portano ai bordi della pista. Davanti a noi c’è l’attesa. Quella vera. Gli sguardi puntati verso il cielo, i telefoni già pronti, qualche parola sussurrata, poi lunghi secondi di silenzio. Si percepisce chiaramente che non stiamo aspettando soltanto un aereo. Stiamo aspettando un simbolo.

A bordo del Boeing 767 non ci sono soltanto i primi turisti americani arrivati direttamente in Sardegna. Ci sono anche importanti CEO di aziende statunitensi che, appena atterrati, proseguiranno in elicottero verso Cagliari per l’America’s Cup. A darci la notizia è Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo. Ed è in quel momento che l’evento assume una dimensione ancora più ampia: turismo, economia, grandi relazioni internazionali, immagine della Sardegna nel mondo.

Poi, finalmente, l’aereo appare. Scende, si avvicina, tocca la pista. New York è arrivata a Olbia. Senza scali. Senza intermediazioni. Senza più quell’idea antica di una Sardegna lontana da tutto.

Il saluto dei Vigili del Fuoco, con il tradizionale water cannon, trasforma l’atterraggio in una scena quasi cinematografica. L’acqua si alza sopra la fusoliera, disegna un arco, battezza l’aereo. È il benvenuto della Sardegna all’America. È la Gallura che apre una porta nuova sul mondo.

A raccontare il peso di questa giornata, prima ancora delle parole ufficiali, è l’emozione di chi l’ha costruita. Mario Garau, responsabile sviluppo rotte della Geasar, lo dice con orgoglio, guardando quel gigante alle sue spalle: «Non è un cartonato con dietro un Piper. È veramente un 767-300 di Delta, la compagnia più importante al mondo, che ha deciso di investire sulla nostra destinazione e sul nostro aeroporto».

Garau ricorda anche il percorso nato anni prima, quando il volo verso gli Stati Uniti veniva ancora pronunciato quasi sottovoce: «Quattro anni fa parlarne sembrava sognare un po’ troppo. Invece con tenacia, determinazione e capacità di guardare oltre siamo arrivati a questo risultato».

Poi prende la parola Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar. E il suo intervento è forse il più umano. Non parla solo da manager, ma da uomo che quell’aeroporto lo ha visto crescere. «Io sono qui da più di quarant’anni. Per me questo aeroporto è casa», dice.

E poi aggiunge una frase che restituisce tutta la portata emotiva del momento: «Oggi è come se mi fosse nato un figlio».

Pippobello non riduce il volo a una questione economica. Lo porta su un terreno più profondo, quasi identitario: «Avere un collegamento con New York, con gli Stati Uniti, era un sogno. Significa essere collegati, rompere l’isolamento. Questo è importantissimo».

In quelle parole c’è un pezzo della Sardegna. L’isola che per decenni ha fatto i conti con la distanza, con la continuità territoriale, con il sentirsi spesso periferia. Oggi, invece, la periferia diventa porta. Olbia non guarda più soltanto verso Roma, Milano o l’Europa. Guarda direttamente verso New York.

Pippobello richiama anche la figura del Principe Karim Aga Khan. E lo fa con gratitudine: «C’è molto del nostro Principe in questa giornata. Sono sicuro che lui ci sta guardando».

Perché l’aeroporto, la Costa Smeralda, l’idea stessa di una Gallura capace di parlare al mondo nascono anche da quella visione. Da quel sogno, oggi, parte una nuova traiettoria.

A dare il senso istituzionale del lavoro silenzioso che sta dietro a una giornata così è Roberto Solinas, direttore della Direzione territoriale Sardegna dell’Enac. Il suo passaggio è netto: «Niente viene per caso».

Dietro l’arrivo di un volo intercontinentale ci sono mesi di preparazione, autorizzazioni, sicurezza, controlli, standard operativi, coordinamento tra enti e società aeroportuale. Ci sono le quinte di una macchina complessa che il pubblico vede solo quando tutto funziona.

Il momento Delta arriva con Roberto Iatti, Senior Vice President International Pricing Revenue Management della compagnia americana. Italiano, da vent’anni negli Stati Uniti, Iatti racconta anche un aneddoto personale: «Il mio primo volo, quando avevo un anno, è stato un volo per la Sardegna. I miei genitori vennero qui a lavorare e io ho vissuto un anno e mezzo a Sassari. Non ricordo nulla, ma oggi si chiude un cerchio».

È una frase semplice, ma potente: il destino personale che incontra una rotta globale.

Iatti spiega anche come Olbia sia stata scelta: Delta aveva messo in competizione tre isole senza collegamento diretto dagli Stati Uniti — Olbia, Malta e Ibiza — chiedendo ai propri clienti quale destinazione volessero raggiungere. «Molti pensavano avrebbe vinto Ibiza. Alla fine ha vinto Olbia».

E quella vittoria racconta molto più di una preferenza turistica. Racconta una Sardegna che negli Stati Uniti comincia a essere riconosciuta per la sua identità, la Blue Zone, la cucina, la cultura, la storia, il paesaggio.

Il manager Delta lo dice chiaramente: l’obiettivo non è solo portare passeggeri, ma connettere mondi. E chiude con una formula destinata a restare: «Nessuno connette Olbia al mondo meglio di Delta».

Accanto alle istituzioni e alla compagnia aerea, c’è il mondo dell’impresa turistica. Paolo Manca, presidente di Federalberghi Sardegna, racconta un lavoro fatto negli anni con l’aeroporto, le associazioni, gli operatori e i grandi gruppi alberghieri.

«Il nostro piccolo continente, la Sardegna, ora non lo connettiamo soltanto con il continente europeo, ma anche con il continente statunitense», dice.

Poi strappa anche un sorriso quando raccoglie la battuta di Delta sul cappuccino richiesto dagli americani a ogni ora: «Rassicuro tutti: il cappuccino è previsto 24 ore su 24».

Ma dietro l’ironia c’è un messaggio serio: accogliere questo mercato significa essere pronti. Lingue, servizi, qualità, esperienze, attenzione al dettaglio. Non basta avere il mare più bello. Bisogna saperlo raccontare, servire, organizzare.

Lo conferma anche Luca Filigheddu, vicepresidente della sezione turismo di Confindustria Centro Nord Sardegna: «Per i nostri hotel il mercato americano rappresenta già oggi il primo mercato, soprattutto per le strutture di fascia alta».

Per il sistema ricettivo gallurese, il volo Delta non è quindi solo una novità simbolica: è uno strumento concreto per lavorare meglio su un segmento internazionale evoluto, alto spendente, interessato alla Sardegna autentica e non solo alla cartolina balneare.

La parola passa poi ai territori. Roberto Ragnedda, sindaco di Arzachena, lega la giornata alla storia della Costa Smeralda: «Si concretizza veramente il sogno del Principe: connettere la Sardegna verso un altro continente».

Per Arzachena e per la Gallura, questo volo significa dare continuità a una visione nata decenni fa: non subire il turismo, ma guidarlo; non limitarsi ad accogliere, ma costruire esperienze.

Infine Settimo Nizzi, sindaco di Olbia e presidente della Provincia della Gallura, porta il discorso sul terreno più ampio dell’isola. Il suo passaggio è diretto: gli americani non verranno soltanto per le spiagge. Verranno per scoprire la Sardegna interna, le culture millenarie, la vita sana, la Blue Zone, i paesi, il cibo, le tradizioni.

E avverte: «Questa è un’occasione talmente grande che noi non possiamo per nessun motivo perdere».

Mentre il Boeing 767 si prepara a ripartire verso gli Stati Uniti, resta addosso la sensazione di aver visto qualcosa che va oltre la cronaca. Non è stato soltanto un atterraggio. È stato un passaggio di fase.

La Sardegna ha accorciato l’oceano.
La Gallura ha aperto una nuova porta.
Olbia, per un giorno, è diventata il punto esatto in cui un sogno antico e una rotta moderna si sono incontrati.

E stamattina, alle prime luci del giorno, quella distanza che per anni abbiamo raccontato come limite è diventata una possibilità.

New York è atterrata in Sardegna.
E la Sardegna, da oggi, è un po’ più vicina al mondo.

PS: alla fine sono andato a salutare due cari amici di Olbia, amanti anche loro del bello, della possibilità; ne è venuto fuori un incontro che ha acceso un’altra miccia pronta ad innescare una nuova avventura editoriale. Vi anticipo già il titolo ” la rotta del Principe, con lo stesso skipper di 66 anni fa”.




LA CAMERA DI COMMERCIO DI SASSARI RILANCIA AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO: IL PREMIO ENO LETTERARIO VERMENTINO CELEBRA 10 ANNI E GUARDA AL FUTURO

Rinnovata la sinergia strategica con l’Associazione Librai Italiani (ALI)

Il Salone Internazionale del Libro di Torino ha ritrovato al centro dei riflettori la decima edizione del Premio Enoletterario Vermentino, un traguardo storico che ne decreta la definitiva consacrazione e ne rafforza la reputazione in ambito nazionale.

La kermesse torinese è stata la cornice ideale per un importante incontro strategico con i vertici dell’Associazione Librai Italiani (ALI). Un appuntamento che, in continuità con il successo dello scorso anno, ha consolidato una collaborazione sempre più stretta e proficua con l’ente camerale, finalizzata a creare nuovi canali di diffusione per l’editoria legata al territorio con i 100 corner del Premio nelle librerie. “Siamo orgogliosi di vedere come il Premio Vermentino sia cresciuto, diventando un punto di riferimento nazionale capace di coniugare la narrazione con l’identità dei nostri territori,” ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio di Sassari, Stefano Visconti. “Giungere alla decima edizione dimostra la solidità di un progetto che non promuove solo testi e case editrici, ma si fa ambasciatore di un’eccellenza italiana come il Vermentino. Questo vitigno, che unisce idealmente diverse sponde e territori d’Italia, diventa il veicolo per raccontare la nostra storia, il lavoro dei nostri produttori e la bellezza dei nostri paesaggi. Il Salone di Torino è la vetrina perfetta per far comprendere come l’economia e la cultura viaggino sullo stesso binario.”

Il legame operativo con il mondo dei librai, con il presidente nazionale Paolo Ambrosini, e della distribuzione editoriale rappresenta un altro fattore di sviluppo per il futuro del Premio, come sottolineato dal vertice amministrativo dell’ente del Nord Sardegna. “L’incontro con l’Associazione Librai Italiani, che rinnova il percorso virtuoso avviato lo scorso anno, rappresenta un passo fondamentale per strutturare la nostra azione su basi ancora più solide,” ha spiegato il segretario generale dell’ente, Pietro Esposito. “La sinergia con ALI ci permette di dare gambe ai progetti culturali, garantendo agli autori e alle case editrici una visibilità reale e continuativa nelle librerie di tutta Italia. Il nostro obiettivo come istituzione è creare connessioni reali. I numeri e l’entusiasmo che abbiamo registrato a Torino ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta.”

Il Premio Enoletterario Vermentino, in calendario ad ottobre, dimostra così la sua formula vincente: una proposta culturale che supera i confini regionali per abbracciare i distretti produttivi d’Italia in cui il celebre vino bianco risplende grazie alle azioni di promozione e marketing dei consorzi dei produttori sardi, liguri e toscani. La Camera di Commercio saluta il Salone con la certezza di aver rafforzato le basi per un’edizione del decennale indimenticabile, capace di generare valore economico, culturale e sociale.




Futuro Nazionale sbarca ad Alghero, Emanuele Fais nominato referente locale

Il nuovo gruppo prende forma con l’obiettivo di radicarsi in città e intercettare cittadini alla prima esperienza politica. Al centro del progetto ci sono casa, lavoro, identità locale e qualità della vita. Nell’intervista, Fais spiega linee guida, priorità e obiettivi del comitato.

Futuro Nazionale apre ufficialmente anche ad Alghero e affida la guida del nuovo comitato cittadino a Emanuele Fais. La nomina è arrivata dall’assemblea dei soci fondatori, che ha indicato il referente locale chiamato ad avviare il lavoro politico e organizzativo del movimento sul territorio.

La nascita del gruppo algherese segna un nuovo passaggio nella crescita della formazione legata a Roberto Vannacci, che punta ora a consolidare la propria presenza anche in Sardegna attraverso una rete di comitati locali. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una struttura attiva, capace di confrontarsi con i problemi concreti della città e di coinvolgere nuovi aderenti.

Uno degli elementi che il comitato mette maggiormente in evidenza riguarda proprio il profilo degli iscritti. Secondo quanto riferito dai promotori, una parte consistente di chi ha scelto di aderire non arriva da precedenti esperienze di partito. Un dato che viene letto come il segnale di una domanda nuova di rappresentanza, maturata fuori dai tradizionali circuiti della politica organizzata.

L’idea, spiegano dal gruppo, è quella di trasformare questo interesse iniziale in una presenza stabile nella vita pubblica algherese. Non soltanto tesseramento o mobilitazione in vista degli appuntamenti elettorali, ma ascolto, presenza costante e iniziative sui temi più sentiti da famiglie, giovani, lavoratori e attività economiche.

Tra le priorità indicate dal nuovo comitato ci sono innanzitutto il problema della casa, le difficoltà dei giovani a restare in città e la necessità di rendere l’economia locale meno dipendente dalla sola stagione turistica. A questi temi si aggiungono sicurezza, decoro urbano, servizi e vivibilità, indicati come condizioni essenziali per garantire una crescita più equilibrata del territorio.

Accanto alle questioni economiche e sociali, Futuro Nazionale insiste anche sul tema dell’identità cittadina. In una realtà come Alghero, il movimento dice di voler puntare sulla tutela della cultura locale, della tradizione catalana, del centro storico e delle attività che mantengono vivo il legame con la storia e con il carattere della città.

Sul piano politico, il nuovo comitato nasce in un clima che si annuncia acceso. Il movimento guidato da Vannacci è spesso al centro del dibattito nazionale e anche ad Alghero l’avvio di questa esperienza promette di inserirsi con decisione nel confronto pubblico. Dal gruppo locale, però, viene ribadita la volontà di affrontare i temi in modo diretto ma dentro un confronto civile.

L’INTERVISTA a cura di Fausto Farinelli

Fais: “Vogliamo presenza vera sul territorio, non un comitato di facciata”

Molti dei vostri iscritti, dite, non hanno mai avuto tessere di partito. Come pensate di trasformare questo entusiasmo iniziale in una presenza concreta e credibile nella vita politica e sociale di Alghero?

Proprio questo è uno degli aspetti più interessanti. Se tante persone che non hanno mai fatto politica decidono oggi di impegnarsi, significa che esiste un bisogno reale di partecipazione e rappresentanza. Noi non vogliamo creare l’ennesimo comitato fatto solo di slogan o presenze elettorali. Vogliamo costruire presenza sul territorio, ascolto e proposte concrete.

“La credibilità non nasce dai simboli o dalle tessere storiche, ma dal lavoro quotidiano: stare tra la gente, affrontare problemi reali, organizzare iniziative, ascoltare residenti, commercianti, giovani e famiglie.”

Chi entra oggi in Futuro Nazionale spesso porta competenze, esperienze professionali e voglia di fare che la politica tradizionale ha perso da tempo.

Alghero vive problemi molto concreti: caro casa, difficoltà per i giovani a restare in città, turismo sempre più stagionale e servizi sotto pressione. Quali sono le prime tre battaglie locali che il comitato vuole portare avanti?

Le priorità devono essere quelle vissute ogni giorno dai cittadini, non quelle dei salotti politici.

Le prime battaglie sono molto chiare: affrontare seriamente il problema della casa, soprattutto per giovani coppie e lavoratori, contrastando anche gli squilibri creati da un turismo completamente sbilanciato sugli affitti brevi; lavorare per un’economia più stabile e meno stagionale, aiutando commercio, artigianato, imprese locali e turismo identitario legato alla cultura e al territorio; difendere sicurezza, decoro urbano e qualità della vita, perché senza ordine, servizi e vivibilità nessuna città riesce davvero a crescere.

“Il punto fondamentale è che Alghero non può vivere tre mesi l’anno e sopravvivere gli altri nove.”

Futuro Nazionale punta molto sui temi di identità e difesa della cultura. In una città come Alghero, con una forte identità catalana e una storia particolare, cosa significa per voi tutelare concretamente l’identità locale?

Significa difendere ciò che rende Alghero unica, senza vergognarsene e senza trasformare l’identità in folklore da cartolina.

Lingua, tradizioni, storia, architettura, cultura popolare, gastronomia, rapporto con il mare: tutto questo non è un dettaglio turistico, è l’anima della città.

Per noi tutelare l’identità significa valorizzare la cultura algherese e catalana, proteggere il centro storico, sostenere artigiani e attività identitarie, promuovere eventi legati alle tradizioni locali e fare in modo che la città non perda sé stessa inseguendo un turismo senz’anima.

“Difendere l’identità locale non divide: dà radici, appartenenza e continuità storica.”

Il movimento guidato dal Generale Roberto Vannacci viene spesso accusato di utilizzare toni divisivi. Come risponde a chi teme che la nascita del comitato possa aumentare lo scontro politico anche ad Alghero?

Oggi in Italia spesso viene definito “divisivo” semplicemente chi dice cose che altri non hanno il coraggio di dire.

Noi non cerchiamo lo scontro sterile. Ma non crediamo nemmeno in una politica fatta di parole vuote, ambiguità o conformismo obbligato. Dire che esistono problemi reali — sicurezza, degrado, perdita di identità, difficoltà economiche — non significa creare divisione. Significa avere il coraggio di affrontare la realtà.

Il vero problema non è chi parla dei problemi. Il vero problema è chi li nega per anni e poi si stupisce quando i cittadini si allontanano dalla politica tradizionale.

“Se porteremo dibattito, idee e partecipazione, allora ben venga. La democrazia vive anche del confronto forte, purché civile e rispettoso delle leggi e delle persone.”

CONTATTI

Comitato Futuro Nazionale Alghero
Email: [email protected]
Telefono / WhatsApp: 334 277 1921
Emanuele Fais: 347 936 2260
Francesco Gallio: 347 936 2260
Tesseramento online: portale ufficiale Futuro Nazionale




Quando l’incanto cancella le distanze: il soffio della Costa Smeralda strega Cagliari.

Screenshot

Ci sono sere in cui il tempo sembra fermarsi, sospeso su un filo di pura emozione. Sere in cui l’aria si fa densa di storie che profumano di mare, di granito e di sogni così grandi da sembrare leggende. Sabato la sala era un mare umano: oltre duecento cuori stipati, lo spazio che diventava improvvisamente troppo piccolo per contenere l’attesa. Cagliari ha vissuto una notte storica, accogliendo per la primissima volta un racconto che per decenni è rimasto confinato tra le rocce della Gallura.

A compiere questo prodigio, a tessere questo ponte invisibile fatto di orgoglio e memoria, è stata un’alchimia perfetta di destini: la visione ostinata dell’associazione Isolarte di Cagliari, penna, taccuino e microfono guidati dal cuore di Fausto Farinelli e i ventinove protagonisti che, attraverso le pagine del libro, hanno prestato i loro ricordi e le loro anime a questa notte magica. Insieme, come in un antico coro sardo, hanno squarciato il velo dei vecchi campanilismi, regalando alla città un’emozione pura in cui il Capo di Sotto e il Capo di Sopra si sono finalmente fusi in un unico, grande abbraccio.

Un libro scritto con l’anima, nato dal grembo dell’isola

Il battito profondo della serata è stato il libro di Fausto Farinelli. Un’opera che, come è stato sussurrato sul palco, non è nata da freddi archivi, ma è stata scritta “con il cuore e con la testa”. C’era una magia sottile nel vedere un uomo della costa nord-ovest, farsi custode e narratore dei segreti più intimi della Costa Smeralda.

Davanti agli occhi lucidi del pubblico è svanito, una volta per tutte, il vecchio dogma che voleva quel paradiso come un corpo estraneo alla Sardegna. Attraverso immagini d’epoca dal sapore ancestrale e parole che graffiavano l’anima, è emersa la verità più dolce: la Costa Smeralda non è stata calata dall’alto, ma è nata dal grembo stesso dell’isola. Gli archi di Porto Cervo respirano la stessa aria di Casa Guiso a Orosei; le ville parlano la lingua delle ricamatrici di Samugheo e dei falegnami che rubavano i segreti al legno, saziando i desideri di un Principe visionario.

Le voci dei giganti: echi di un’era mitica

Il momento più alto, quello in cui la commozione ha bagnato gli sguardi dei presenti, è arrivato quando il palco si è popolato dei giganti che quel sogno lo hanno vissuto e plasmato con le proprie mani.

  • L’eco da Roma: La voce di Giancarlo Busiri Vici, 93 anni di lucida poesia, è arrivata via “etere” come un sussurro da un’epoca mitica. Ha parlato degli inizi “eroici”, di quel “timore reverenziale” provato davanti a una natura troppo bella per essere toccata, confessando che gli architetti, prima di tutto, si sentivano i custodi sacri di quella terra incontaminata.
  • Il tocco umano del Principe: Antonello Verona e Vincenzo Frigo hanno dipinto il ritratto intimo di Karim Aga Khan. Non un sovrano distante, ma un uomo che ascoltava il vento, che battezzava i figli dei pastori e che ha regalato ai sardi un destino internazionale, trasformando ragazzi dell’isola in comandanti di navi e piloti d’aereo.
  • Una splendida, fiera malinconia: L’architetto Enzo Satta, la mente dietro il grandioso Masterplan, ha toccato le corde più profonde del rimpianto. Ha rievocato l’ambizione di un progetto venticinquennale che avrebbe dato pane e futuro a migliaia di famiglie nel segno del rispetto assoluto dell’ambiente, scontratosi poi contro i “ni” sordi della politica. Una ferita ancora aperta, ma fiera.

Un’eredità che vibra nel buio

La serata si è tinta dei colori dello sport e della speranza, ricordando l’epopea di Azzurra che faceva battere i cuori dell’Italia intera e l’impegno odierno della fondazione One Ocean, nata per sussurrare al mondo che il nostro mare va protetto, amato, salvato.

L’applauso finale, scrosciato come un’onda di maestrale tra le mura della sala di Cagliari, è stato l’abbraccio di un’intera isola che si riconosce unita, finalmente libera da barriere geografiche. Una notte magica in cui Porto Cervo non è stata più un’enclave d’élite, ma un pezzo d’anima della Sardegna intera.

E mentre le luci si spegnevano, una domanda è rimasta sospesa nell’aria, bellissima e terribile, a far tremare i pensieri dei presenti:

Se nel 1960, tra quelle rocce scolpite dal vento, non fosse arrivato lo sguardo innamorato e illuminato di Karim Aga Khan, ma il cemento cieco di un qualunque speculatore… noi, oggi, quale Sardegna staremmo piangendo?




KATY PERRY SI ESIBIRÀ DURANTE IL GALA NIGHTDEL 12 AGOSTO ALL’HOTEL CALA DI VOLPE

La star mondiale sarà la protagonista della notte più esclusiva della Costa Smeralda
Scenografie mozzafiato, effetti speciali e un ricco programma di performance artistiche per l’evento più glamour del Mediterraneo nell’hotel icona della Costa Smeralda
 
Il Gala Night del Cala di Volpe torna a trasformare la Costa Smeralda nel palcoscenico più esclusivo del Mediterraneo, dove spettacolo, eleganza e mondanità si incontrano in una notte destinata a lasciare il segno.
Per l’edizione 2026, l’Hotel Cala di Volpe farà da cornice ad una serata d’eccezione caratterizzata da una raffinata cena di gala, scenografie immersive e un programma di performance artistiche pensate per sorprendere gli ospiti. Culmine della serata sarà l’esibizione live di Katy Perry, una delle più celebri icone del pop internazionale.
La presenza di Katy Perry consacra ancora una volta il Cala di Volpe come simbolo globale di eccellenza, glamour e lifestyle internazionale.
Inserito nell’atmosfera dell’Hotel Cala di Volpe, l’evento sarà una soirée esclusiva, concepita per celebrare lo spirito autentico dell’estate in Costa Smeralda.

L’EVENTO
La serata del 12 agosto si preannuncia come un evento irripetibile, capace di unire musica, eleganza e spettacolo in una cornice senza tempo. Un live esclusivo che porterà sul palco del Cala di Volpe tutta la potenza scenica e il repertorio iconico di una superstar globale.
Il Gala Night torna così ad accendere le luci sul Cala di Volpe, simbolo internazionale della Costa Smeralda, gestito da Marriott International e di proprietà di Smeralda Holding, società indirettamente controllata da Qatar Investment Authority (QIA), il fondo sovrano dello Stato del Qatar.
 

PER INFO
I posti sono limitati ed è richiesta la prenotazione. Si prega di contattare [email protected]




Ussi80-Racconti Mundial: anche Marco Tardelli prende parte all’evento




LA STAGIONE 2026 DEL CAMPIONATO MONDIALE  DI MOTONAUTICA UIM F1H2O PRENDE IL VIA A CAGLIARI , DAL 29 AL 31 MAGGIO

Helicopter atmosphere view

Cagliari ospiterà la tappa inaugurale della stagione 2026 del campionato mondiale di motonautica F1H2O, con l’inizio delle gare dal 29 al 31 maggio per il Gran Premio d’Italia Regione Sardegna che si svolgerà nelle acque di  Su Siccu.

Il Gran Premio segnerà il ritorno della F1H2O a Cagliari dove mancava dal 2004. E l’attesa è febbrile. Tra i piloti che hanno già gareggiato a Cagliari, soltanto tre figurano ancora tra i protagonisti dell’attuale campionato: Sami Selio, Duarte Benavente e Cédric Deguisne. Selio e Benavente lasciarono Cagliari dopo l’ultima partecipazione con un risultato da podio, avendo conquistato rispettivamente il secondo e il terzo posto.

Il tracciato di Cagliari sarà dunque una novità per la maggior parte dei piloti attualmente in griglia, che potranno tuttavia contare sull’ampia esperienza di numerosi team manager presenti nel paddock e già protagonisti nelle competizioni disputate nella città sarda. Scott Gillman dello Sharjah Team trionfò nel Gran Premio del 2004, precedendo Massimo Roggiero del team Comparato F1 e Guido Cappellini del Team Abu Dhabi.

Il ritorno della F1H2O in Sardegna rappresenta un vero e proprio ritorno a casa per una delle sedi più apprezzate e accoglienti del campionato, rinomata per l’entusiasta ospitalità locale e per le eccellenti condizioni di gara.

La F1H2O gareggia in Sardegna dal 1994, quando l’attuale commentatore televisivo Jonathan Jones trionfò a Porto Cervo.

Questo  sport ha fatto la sua ultima apparizione sull’Isola nel 2024, quando l’esordiente Rusty Wyatt si è aggiudicato la tappa di Olbia durante la sua straordinaria stagione di debutto.




Sardegna Rally Raid. Numeri Vincenti (ma non li potete giocare al lotto)

Dall’alba lo sbarco ordinato del Sardegna Rally Raid. Il Molo Brin si riempie gradualmente: è il bivacco della “carovana multicolore” che si espande tra banchina e lungomare. Si svolgono le verifiche sportive e tecniche di piloti e mezzi, in un carosello che si fonde con la vita cittadina e i festeggiamenti per San Simplicio, sacro e profano, occasione unica.

Dal 15 maggio si entra nel vivo: foreste intricate, montagne di granito rosa, strade della Gallura, Romangia, Monte Acuto e Anglona. Un paradiso-labirinto dove il road book è l’unica guida. La natura sarda esplode in tutta la sua meraviglia.

In gara i campioni dell’Europeo Baja Moto, dell’Italiano Cross Country e dei nazionali Motorally. Due versioni del percorso autografate da Tiziano Siviero, mondiale e campione. Sfida tra i top italiani: Jacopo Cerutti (Aprilia), Alessandro Botturi (Yamaha), Paolo Lucci (Husqvarna). Tra le auto, spiccano Alfio Bordonaro (Suzuki), campione uscente, Andrea Schiumarini, Lorenzo Codecà, e le ragazze del team Ladies Dakar: Serena Rodella e Paola Tagliabue, campionessa di apnea.

Tre giorni di gara, 792 chilometri totali, 504 di settori selettivi a cronometro. Per le classi Regolarità e Experience, invece, tempi imposti. Semaforo verde!

Olbia, 14 Maggio 2026. Lo sbarco ordinato, discreto e solo vagamente eccitato è iniziato all’alba ed è proseguito per quasi tutta la mattinata. Il tempo di veder occuparsi piano piano il Molo Brin, storico attracco della marinara Olbia che accoglie il paddock (ma sarebbe meglio dire “bivacco”) del Sardegna Rally Raid 2026. La “carovana multicolore” si espande a macchia d’olio sulla banchina e il lungomare di Olbia nel brulicare di attività che preludono alla competizione. Sono le operazioni preliminari, ovvero le verifiche sportive dei partecipanti e tecniche dei loro mezzi da corsa. Moto e Auto da competizione sfilano per la “OP” in un carosello di vetrina che si inoltra nel pomeriggio di Olbia, fino a fondersi non solo idealmente con il tessuto della vita della Città, tra le antiche vie della città marinara e nel programma della celebrazione del Santo Patrono, San Simplicio. Sacro e profano, la processione e la “parade” dei Concorrenti in una fusione irripetibile.

Poi, dall’alba del 15 Maggio, sarà Sardegna, la fascia settentrionale delle foreste intricate e della montagne di granito rosa. Saranno le visite alla Gallura, la Romangia, del Monte Acuto e dell’Anglona. Un Paradiso, s’è già detto, e un labirinto di strade e vie forestali il cui rebus può essere risolto solo con un preciso usi del road book, il libro del Rally che rivelerà ad ogni pagina un piccolo tratto del percorso, tutto insieme, esageriamo, il romanzo del Sardegna Rally Raid edizione 2026. non scordiamocelo, tutto questo accade nel periodo in cui la natura dell’Isola esplode nella sua totale meraviglia di scenari unici.

Sono i Campioni dell’Europeo Baja delle Moto, dell’Italiano Cross Country, delle serie nazionali Motorally e Raid TT, nel complesso edificio agonistico del Sardegna Rally Raid, che gli Organizzatori, AC Sassari e Moto Club Insolita Sardegna, sotto il patrocinio della Regione Sardegna e dell’Automobile Club d’Italia, hanno voluto dedicare in ben due versioni del percorso alle differenti finalità delle classi. È un’idea di Tiziano Siviero, Mondiale Campione e tracciatore, che ha voluto questo “special” mai visto prima d’ora nell’album del Rally-Raid. Non si può definire meno che attesa la sfida incrociata che vede protagonisti i tre migliori “Rally-Raid men” italiani, Jacopo Cerutti, Aprilia Racing, Alessandro Botturi, Yamaha, Paolo Lucci, Husqvarna, ma c’è aspettativa, personale e non, per molti dei piloti auto, e tra questi Alfio Bordonaro, Suzuki, il Campione in carica del Sardegna Rally Raid, Andrea Schiumarini, “L Dugento” come dice Patron Rickler, Lorenzo Codecà, Suzuki, le super ragazze del team Ladies Dakar… dalla Dakar all’Isola, Serena Rodella e Paola Tagliabue, Campionessa di apnea, Suzuki, o la già “leggendaria” Christine Giampaoli “GZ” Zonca, Polaris.

Per finire… anzi per iniziare, saranno tre giorni di gara, tre tappe, così “confezionate”:

Tappa 1. SS1a Coiluna Loelle + SS1b Fiorentini, 120 di Trasferimento, 190 Settore selettivo, 310KM totali

Tappa 2. SS2a + SS2b Monte Acuto, 65 di Trasferimento, 180 Settore Selettivo, 300KM Totali

Tappa 3. SS3 Padru + Terranova, 57 di Trasferimento, 125 Settore Selettivo, 182KM totali

In Totale, 792 Chilometri di cui 504 di Settori Selettivi contro il cronometro o, nel caso della Classe Regolarità e Experience, di tempi imposti.

Semaforo verde!

Grazie Mille!

Ufficio Stampa Sardegna Rally Raid

Piero Batini ([email protected])

Sardegna Rally Raid. FIA-FIM Rally-Raid World Championship Candidate
Auto: Campionato Italiano Cross Country e SSV
Moto: Campionati Italiani MotoRally e Raid-TT, Europeo Baja
Epicentro: Olbia
Organizzazione:
Automobile Club Sassari e il supporto del Moto Club Insolita Sardegna
Con il sostegno dell’Automobile Club d’Italia e della Regione Autonoma della Sardegna

www.sardegnarallyraid.com
[email protected]
[email protected]

Sportity: S2R26FIA, S2R26FIME




Le storiche Ville Couelle diventano patrimonio del Comune di Arzachena

Ad annunciarlo è il sindaco Roberto Ragnedda: le architetture simbolo della Costa Smeralda saranno trasformate nel nuovo Museo della Costa Smeralda.

Il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, ha annunciato l’acquisizione ufficiale delle storiche Ville Couelle da parte del Comune. Le strutture diventeranno la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, un progetto pensato per valorizzare il patrimonio architettonico, rafforzare l’identità culturale del territorio e ampliare l’offerta turistica oltre la stagione estiva.

Arzachena scrive una nuova pagina della propria storia. A darne l’annuncio è il sindaco Roberto Ragnedda, che ha comunicato l’ingresso ufficiale delle storiche Ville Couelle nel patrimonio del Comune.

Un passaggio che rappresenta molto più di una semplice acquisizione immobiliare. Si tratta di una scelta strategica e culturale, definita dallo stesso primo cittadino come un atto di visione e di profondo amore per il territorio.

Le Ville Couelle, architetture iconiche che hanno contribuito a definire nel mondo lo stile della Costa Smeralda, non resteranno più tesori chiusi al pubblico. Diventeranno infatti la sede del nuovo Museo della Costa Smeralda, uno spazio destinato a raccontare la storia, l’identità e l’evoluzione culturale di uno dei territori più conosciuti del Mediterraneo.

L’obiettivo dell’amministrazione è restituire alla comunità un patrimonio d’eccellenza, rendendolo accessibile ai cittadini, ai visitatori e a chiunque voglia conoscere più da vicino le radici della Costa Smeralda. Un bene di grande valore diventa così patrimonio comune, luogo di memoria, conoscenza e partecipazione.

Il progetto punta anche a rafforzare il ruolo di Arzachena come cuore culturale della Costa. Celebrare il genio architettonico dei Couelle significa valorizzare una parte fondamentale della storia del territorio, custodendo un’eredità che ha contribuito a rendere riconoscibile nel mondo l’immagine della Costa Smeralda.

L’iniziativa guarda però anche al futuro. Investire nella cultura significa diversificare l’offerta turistica, creare nuove opportunità e generare valore durante tutto l’anno, andando oltre la sola stagione estiva.

L’acquisizione delle Ville Couelle rappresenta dunque un traguardo collettivo e indica una direzione precisa: far crescere Arzachena come città più consapevole, più colta e più fiera delle proprie radici.