Flavio Briatore, Ambasciatore di Buona Volontà 2025: Monaco celebra il suo protagonista più visionario

Il riconoscimento ufficiale del Principato di Monaco a un uomo che ha lasciato il segno. L’omaggio del Principe Alberto II, un’intervista esclusiva realizzata da Fausto Farinelli, e una riflessione sincera sul contrasto con l’Italia e la Sardegna.

di Fausto Farinelli

Montecarlo, 4 aprile 2025. Nell’incantevole cornice dell’Empire Room dell’Hôtel de Paris, tra luci soffuse, personalità internazionali e un’atmosfera di autentica celebrazione, si è svolta una delle serate più significative dell’anno per il Principato di Monaco: Flavio Briatore è stato ufficialmente nominato Ambasciatore di Buona Volontà 2025.

Un titolo che va ben oltre la celebrazione simbolica: è il riconoscimento concreto di un percorso fatto di visione imprenditoriale, dedizione e di un legame autentico con il Principato, di cui Briatore è da anni uno degli interpreti più dinamici.


Le parole del Principe Alberto II: un tributo diretto a Briatore

Durante la cerimonia, Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto II ha voluto rivolgere personalmente un messaggio sentito e diretto al nuovo Ambasciatore:

“Siamo qui per celebrare quest’uomo straordinario, che è stato un grande amico del Principato per molti anni.
Non serve ripercorrere la sua carriera — che tutti conosciamo — ma voglio ricordare quanto sia stato attivo qui, a Monaco, creando grandi imprese e realtà di intrattenimento di livello.
Flavio, ti ringraziamo sinceramente per tutto ciò che hai fatto: per aver contribuito alla nostra comunità, per aver portato qui persone da ogni parte del mondo, e per averle fatte incontrare.
È con grande piacere che ti conferiamo il titolo di Ambasciatore di Buona Volontà 2025.”

Un tributo pubblico e sentito, che sancisce la stima istituzionale nei confronti di uno dei protagonisti della Monaco contemporanea.


Un riconoscimento che viene dal cuore

“Essere riconosciuto per quello che fai nel Paese in cui vivi è un’emozione fortissima,” racconta Briatore in una lunga intervista esclusiva rilasciata a Fausto Farinelli subito dopo la cerimonia.

“Questo riconoscimento è il segno che il mio impegno, la mia presenza costante nel Principato, sono stati apprezzati.
Sono onorato, e lo dico con sincerità. Non sono uno che si commuove facilmente, ma quella sera… beh, è stato diverso.”

Un’emozione condivisa anche dagli ospiti della serata, che ha avuto uno scopo benefico: raccogliere fondi a favore della fondazione Frankie’s Children, attiva nell’assistenza a bambini vulnerabili tra Monaco e la Francia. Tra i pezzi più apprezzati dell’asta solidale, anche le esclusive creazioni di “couture chocolate” firmate da Briatore.


Monaco, un modello da esportare

Flavio Briatore ha contribuito in modo determinante a definire l’identità moderna di Monaco, soprattutto nell’ambito del food & beverage e dell’intrattenimento di lusso.

“Siamo stati tra i primi a portare brand di prestigio come Cipriani. Poi sono arrivati Nobu, Hyatt, Accor… Gli alberghi sono migliorati, le spiagge valorizzate. Abbiamo creato Rose des Vents, portato Crazy Pizza, Twiga, Billionaire.
Ma soprattutto, abbiamo superato il concetto di ‘stagione’: Monaco oggi funziona 12 mesi l’anno. Questo è costruire valore.”

Un modello d’impresa sostenibile e continuativo, costruito con investimenti reali, visione e capacità di attrarre grandi nomi e nuovi flussi di turismo internazionale.


Il ritorno in Formula 1 e lo sguardo ai giovani

Il 2025 segna anche un altro momento simbolico per Briatore: il ritorno in Formula 1, questa volta alla guida del team Alpine, con l’obiettivo di riportarlo al vertice entro il 2026.

“A Monaco ho imparato che chi lavora bene viene aiutato. Le istituzioni sono presenti, c’è visione e concretezza.
La Formula 1 è il mio primo amore, l’ho vissuta per vent’anni. Ora torno con l’energia giusta e con la consapevolezza che si può fare ancora molto.”

Durante il gala è stato inoltre presentato il Young Ambassador Club, un progetto rivolto ai giovani tra i 16 e i 30 anni per promuovere l’impegno civico e i valori del Principato.

“Ai ragazzi dico: impegnatevi. Imparate a fare turismo, eventi, a costruire cose nuove. Il futuro è loro, ma devono essere pronti.
Monaco ha centinaia di congressi anche nei mesi bassi. C’è organizzazione, c’è un sistema. È questo che dobbiamo insegnare.”


La ferita aperta: la Sardegna che non ha voluto ascoltare

Accanto alla gratitudine per Monaco, c’è anche l’amarezza per una terra che Briatore ha cercato di valorizzare per oltre vent’anni: la Sardegna.

“Per 26 anni abbiamo portato Porto Cervo sotto i riflettori del mondo. Abbiamo creato eventi, posti di lavoro, visibilità internazionale.
Ma lì non interessa a nessuno. Nessun riconoscimento, nessuna visione. Si continua a pensare che la stagione debba durare 25 giorni e poi basta.”

Una critica diretta, ma fondata, che trova eco nella storia. S.A. Karim Aga Khan, padre nobile della Costa Smeralda, visse le stesse difficoltà: ostacolato dalla politica dell’epoca e da settori dell’ambientalismo ideologico, fu costretto ad abbandonare parte dei suoi progetti. Briatore lo ricorda con lucidità.

“In 30 anni non si è capito che bisognava investire nei collegamenti, non nelle cave.
Ancora oggi è difficile arrivare in Sardegna. E la politica non ha fatto nulla per cambiare le cose.
A Monaco chi lavora viene supportato, in Sardegna — e in Italia — è l’opposto.
Quest’anno forse andrò per due o tre giorni, l’ho promesso a mio figlio… ma è finita lì.
Ognuno raccoglie quello che semina.
“

Una riflessione amara, ma necessaria, su una terra che ha perso l’occasione di evolversi e valorizzare chi, con coraggio, voleva costruire.

Il riconoscimento di un uomo che crea

Flavio Briatore è molto più di un imprenditore: è un creatore di sistemi, un anticipatore, un catalizzatore.
Ovunque arrivi, qualcosa si muove. Qualcosa cambia. E se oggi il Principato di Monaco lo celebra come Ambasciatore di Buona Volontà, è perché riconosce il valore di chi trasforma le idee in azioni, e le azioni in visione.

Un riconoscimento che viene da un Paese che non ha paura di dire: “Grazie. Hai fatto la differenza.”

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PREMIO COSTA SMERALDA 2025, Una nuova edizione all’insegna del dialogo tra letteratura e arte

Björn Larsson vince il Premio Internazionale,

Adrian Paci si aggiudica il Premio Cultura del Mediterraneo,

a Giorgio Spanu il Premio Speciale

Annunciate le terne finaliste del 2025

Per la Narrativa: Claudia Lanteri, Wanda Marasco e Fiammetta Palpati

Per la Saggistica: Giuseppe Antonelli, Riccardo Falcinelli e Tommaso Spazzini Villa

I due vincitori assoluti saranno proclamati sabato 26 aprile

durante la cerimonia pubblica di premiazione a Porto Cervo

Milano, 09 aprile 2025 – Il Premio Costa Smeralda 2025 si conferma come un appuntamento culturale di grande rilievo nel panorama nazionale, portando ancora una volta la contemporaneità e i suoi protagonisti al centro della scena. Organizzato e promosso dal Consorzio Costa Smeralda, l’evento celebra l’eccellenza della grande cultura e l’incontro tra diversi linguaggi, attraverso il confronto sui grandi temi del nostro tempo e in particolare il dialogo tra la scrittura e l’arte. Queste le caratteristiche della nuova edizione, delineate nel

corso della conferenza stampa, che ha avuto luogo oggi, alla presenza di Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda, Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, e Stefano Salis, Direttore Artistico del Premio.

Il Premio Costa Smeralda 2025 si distingue ancora una volta per la straordinaria qualità delle opere e degli autori selezionati, testimoniata nelle terne finaliste annunciate nelle due categorie premiate, Narrativa e Saggistica, e scelte come di consueto da una giuria di indiscutibile qualità composta da Lina Bolzoni, Marcello Fois, Elena Loewenthal e Chiara Valerio, guidati da Stefano Salis, all’interno del vasto panorama della produzione editoriale italiana nell’arco dell’anno, tra una edizione e l’altra.

I finalisti di questa edizione, tra i quali sabato 26 aprile al Conference Center di Porto Cervo sarà annunciato il vincitore assoluto nel corso della cerimonia pubblica di premiazione, vedono per la Narrativa: Claudia Lanteri conil suo primo romanzo“L’isola e il tempo” (Einaudi), un’opera capace di evocare con grande maestria le emozioni e i paesaggi di un’isola che diventa metafora di riflessioni esistenziali e temporalità sospese;  Wanda Marasco con“Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza), una narrazione che si confronta con la memoria e il significato di appartenere a una terra complessa e ricca di storie, esplorando le sfumature di un’identità in continuo divenire; Fiammetta Palpati con “La casa delle orfane bianche” (Laurana Editore), romanzo vincitore nel 2024 del Campiello Opera prima, che esplora un conflitto generazionale tutto al femminile. La Saggistica, invece, si arricchisce di autori che affrontano temi di grande attualità: Giuseppe Antonelli con “Il mago delle parole” (Einaudi), un viaggio nell’universo della linguistica e delle parole; Riccardo Falcinelli con “Visus. Storie del volto dall’antichità al selfie” (Einaudi), che riflette sulla nostra percezione visiva e la realtà in trasformazione, e Tommaso Spazzini Villa con “Autoritratti” di (Quodlibet), un progetto di arte partecipativa che chiama in causa inconscio e letteratura.

“Con orgoglio, il Consorzio promuove questa nuova edizione del Premio Costa Smeralda, che rappresenta ormai un momento fondamentale per la cultura contemporanea. Ogni anno, grazie al contributo di grandi autori e artisti, siamo in grado di accendere i riflettori su temi di estrema attualità, attraverso una visione che unisce diverse forme di espressione culturale” – ha dichiarato Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. “Il Premio è diventato un punto di riferimento nell’agenda culturale nazionale, e rappresenta il perfetto connubio tra l’eccellenza culturale e la bellezza naturale della Costa Smeralda”.

Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda, ha dichiarato: “Anche quest’anno, il Premio Costa Smeralda si inserisce perfettamente nell’avvio della stagione turistica, confermando la sua vocazione internazionale e celebrando la cultura e l’arte in questo angolo di mondo. L’evento cresce ogni anno in prestigio e arricchisce l’attrattività della destinazione a livello internazionale, grazie al lavoro accurato nella selezione di autori e opere e alla grande partecipazione del pubblico e di tutti gli amanti della letteratura”

In linea con la tradizione del Premio Costa Smeralda, oltre ai libri scelti dalla giuria, anche quest’anno sono previsti tre ulteriori riconoscimenti: il Premio Internazionale quest’anno è assegnato allo scrittore svedese Björn Larsson, autore poliedrico che ha saputo affermarsi come una delle voci più interessanti e originali del panorama letterario internazionale. Larsson ha ricevuto durante la sua carriera numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Grinzane Biamonti, il Premio Elsa Morante, il Premio Internazionale di Letteratura la Cultura del Mare, il Premio Boccaccio Europa e il prestigioso Prix Médicis in Francia. Tra i suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati in Italia da Iperborea, “La vera storia del pirata Long John Silver”, “Il Cerchio Celtico”, “Il porto dei sogni incrociati”, “La saggezza del mare”, “I poeti morti non scrivono gialli” e “Nel nome del figlio”. La sua opera si caratterizza per un profondo intreccio tra letteratura e riflessione culturale ed è proprio di quest’anno la pubblicazione, sempre per Iperborea, del breve e divertente pamphlet “Filosofia minima del pendolare”. Il Premio Cultura del Mediterraneo va invece per il 2025 ad Adrian Paci, che ha presenziato alla conferenza stampa di questa mattina. Tra gli artisti più importanti della scena contemporanea, noto per le sue opere che esplorano le complesse dinamiche culturali e sociali del Mediterraneo, Paci è nato in Albania nel 1969 ma da tempo risiede a Milano. La sua arte, che è stata esposta in alcuni dei musei più prestigiosi del mondo, come il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi, affronta temi legati all’identità, alla migrazione e alla memoria. Tra le sue opere più suggestive, ricordiamo la recente installazione video «The Bell Tolls Upon The Waves» nel sotterraneo della galleria Cukrarna, centro pulsante d’arte contemporanea della capitale slovena e l’opera site-specific «Il vostro cielo fu mare, il vostro mare fu cielo» realizzata per l’Agorà del MUDEC di Milano. Sempre per celebrare il dialogo tra letteratura e arte, il Premio Speciale il Premio Speciale viene conferito a Giorgio Spanu, co-fondatore insieme a Nancy Olnick della Magazzino Italian Art Foundation di New York. Spinti dalla passione per l’arte e la cultura italiana, Olnick e Spanu hanno costituito una delle collezioni più prestigiose di vetri di Murano del XX secolo e di arte italiana del dopoguerra, con particolare attenzione all’Arte Povera. Nel 2014 hanno dato vita a Magazzino Italian Art, un museo e centro di ricerca situato a Cold Spring, a pochi passi da New York City. In riconoscimento del loro eccezionale sostegno all’arte e alla cultura italiane, Nancy Olnick e Giorgio Spanu sono stati recentemente insigniti della Medaglia di Cavaliere, Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Anche quest’anno il Premio Costa Smeralda cerca di aprire la stagione portando in Sardegna la grande cultura. Con una particolare attenzione all’arte, nell’idea che il confronto tra le arti, l’ambiente, lo sviluppo sostenibile e la riflessione su di esso possa essere auspicio di un futuro migliore. I grandi personaggi, come lo scrittore esperto di navigazioni Björn Larsson, l’artista Adrian Paci, autore di una delle opere più emozionanti degli ultimi anni sul mare e un isolano doc come Giorgio Spanu che diffonde instancabilmente la migliore cultura italiana in America (con un occhio alle eccellenze sarde, come Lai e Nivola) sono ulteriore motivo di orgoglio e convincimento che siamo sulla strada giusta per fare crescere ancora il Premio” – dichiara Stefano Salis, Direttore Artistico del Premio.

Durante la cerimonia di premiazione, condotta dalla giornalista Roberta Floris, a simbolo dell’attribuzione del Premio Costa Smeralda, oltre a un premio in denaro i vincitori riceveranno un’opera esclusiva di Giuseppe Sanna. Anche per l’edizione 2025 lo scultore ha realizzato un premio unico per ciascuna categoria, un simbolo della connessione tra il Premio e il territorio della Sardegna, utilizzando pietre locali che rappresentano la solidità, la resistenza e la bellezza senza tempo della cultura e della natura dell’isola.

Partner e sponsor principale della manifestazione è Smeralda Holding. L’organizzazione operativa, l’allestimento scenografico e la produzione dell’evento di premiazione è affidata a Filmmaster, che ha inoltre realizzato il logo, l’immagine grafica coordinata e il concept del premio materiale.

L’appuntamento con la cerimonia pubblica di premiazione è sabato 26 aprile alle ore 17.30 al Conference Center di Porto Cervo. L’evento è a ingresso libero.

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Il Consorzio Costa Smeralda è un’associazione senza fini di lucro nata il 14 marzo del 1962 per gestire, controllare e proteggere i territori della Gallura denominati Costa Smeralda a beneficio dei suoi Consorziati. Il suo ruolo si concretizza nella tutela ambientale del territorio, nell’erogazione di servizi ambientali e di attività di sicurezza e la realizzazione di opere di urbanizzazione garantendo uno standard qualitativo tale da valorizzare sia il patrimonio immobiliare che l’immagine della destinazione turistica. Costa Smeralda non è un toponimo ma il nome che riunisce e definisce solo i territori delle proprietà associate al Consorzio Costa Smeralda. L’area geografica gestita dal Consorzio si trova in Gallura, nel nord-est della Sardegna, ed è delimitata da un confine simbolico costituito da due rocce di granito, che recano il nome Costa Smeralda: una a sud, sulla strada panoramica che viene da Olbia, dopo la località Portisco, l’altra a nord, subito dopo la località Liscia di Vacca, sulla strada per Baja Sardinia. I territori appartenenti al Consorzio Costa Smeralda sono distribuiti su un’area non omogenea di circa 3.114 ettari, di cui 96,3% di superficie verde, che interessa i comuni di Arzachena e di Olbia con un’estensione costiera di circa 55 km. 




Comunicato stampa 1° MEZZA MARATONA DEL SULCIS – CAMMINO MINERARIO DI SANTA BARBARA

La gara si sviluppa fra gli uliveti e le vigne delle famose produzioni di Santadi, fra stazzi, frazioni e medaus della florida campagna del Basso Sulcis, percorrendo alcuni tratti delle Tappe 19 e 20 del Cammino Minerario di Santa Barbara, a cui è intitolata la mezza maratona di oltre 21 km.

Tutto pronto a Santadi per la 1° Mezza Maratona del Sulcis – Cammino Minerario di Santa Barbara, in programma domenica 6 aprile.

La manifestazione, organizzata all’ASD Atletica Santadi, in collaborazione con la Fondazione del Cammino Minerario di Santa Barbara e il Comune sulcitano, è inserita nel calendario nazionale ufficiale della FIDAL e si svilupperà su due distanze: 21,097 km o 10 km.  

Gli organizzatori hanno scelto questa gara della classica distanza arrivando da una lunga esperienza di 12 edizioni del “Gran Fondo del Sulcis”, corsa su strada di montagna di 25 km, che attirava nel territorio centinaia di atleti di fama nazionale ed internazionale.

L’obiettivo è celebrare la corsa e il benessere e fare conoscere le bellezze della natura incontaminata e della cultura del Sulcis e del Cammino Minerario di Santa Barbara, in una giornata dedicata alla salute, al divertimento e alla passione per lo sport, con premi in denaro per i vincitori e premi di prodotti tipici ecc. per le diverse categorie di età. 

“La Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara – ha sottolineato Veronica Impera, vicepresidente della Fondazione CMSB e assessora della Cultura e dell’Ambiente del Comune di Santadi – ha accolto con entusiasmo, da subito, la proposta di collaborare alla realizzazione della prima edizione della Mezza Maratona del Sulcis, riconoscendone l’importante ruolo nella promozione del benessere psico-fisico attraverso lo sport. Un valore in cui la Fondazione crede profondamente e che porta avanti in tutte le sue iniziative, così come l’Atletica Santadi sostiene quotidianamente l’importanza di uno stile di vita sano, coinvolgendo numerosi atleti, professionisti e amatori, di ogni età. Questa sinergia rappresenta, per noi, un passo significativo per valorizzare il territorio e promuovere lo sport come strumento di benessere e inclusione”.

“Il percorso della Mezza Maratona del Sulcis  – ha spiegato Jeff Grosch, vicepresidente dell’ASD Atletica Santadi – passa fra gli uliveti e le vigne delle famose produzioni di Santadi, fra stazzi, frazioni e medaus della florida campagna del Sulcis percorrendo alcuni tratti delle Tappe 19 e 20 del bellissimo Cammino Minerario di Santa Barbara, a cui è intitolata la gara di 21,097 km. Sia la Mezza Maratona, che la gara su 10 km, partono dalla splendida Piazza Marconi su un circuito che si sviluppa maggiormente su superficie asfaltate con alcuni tratti di sterrato in ottime condizioni che collegano le strade di campagna, aggiungendo una caratteristica molto particolare e piacevole al percorso. Non ci sono né salite né discese ripide, ma qualche dislivello leggero che rende ancora più interessante il percorso e più bello il panorama delle campagne, delle colline e delle montagne che circondano e accompagnano il circuito”. Iscrizioni tramite www.endu.net

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Presentato l’8° Rally Internazionale Storico Costa Smeralda

L’esclusiva ambientazione dell’Hotel Cervo ha ospitato la presentazione dell’imminente manifestazione organizzata da ACI Sassari. Tra gli ospiti anche il vincitore del 1983 Miki Biasion.

C’è tempo sino a lunedì prossimo per perfezionare le iscrizioni

Porto Cervo (OT), 4 aprile 2025 – Nella classica ed elegante cornice dell’Hotel Cervo è stata presentata questa mattina l’ottava edizione del Rally Internazionale Storico Costa Smeralda, alla presenza del Presidente dell’AC Sassari e di ACI Sport Giulio Pes di San Vittorio, di Giuseppe Meloni, Vice Governatore e Assessore al Bilancio della Regione Autonoma della Sardegna, di una leggenda dei rally quale il due volte campione del mondo Miki Biasion, e di Stefano Pianu dell’Assessorato al Turismo della Regione Autonoma della Sardegna. In primis Edoardo Di Lauro ha illustrato il percorso di questa ottava edizione in programma venerdì 11 e sabato 12 aprile e le sue novità iniziando proprio dal nuovo format dato che il percorso è stata allungato in vista della candidatura al prossimo campionato Europeo riservato alle vetture storiche. La manifestazione prevede un totale di 142,30 km cronometrati suddivisi in due tappe articolate in ben dodici prove speciali, sei per ogni giornata, di cui quelle della prima tappa “Aratena”, “Monti” e “Alà dei Sardi” sono nuove, mentre quelle della seconda sono le classiche di “Lu Colbu”, “Aglientu” e “Luogosanto”. Giulio Pes di San Vittorio ha poi ricordato l’impegno profuso in questi anni dall’Automobil Club di Sassari, ente organizzatore dell’evento, nella crescita di questa gara che punta ora ad ottenere la validità europea. A seguire, il Vice Governatore della Sardegna Giuseppe Meloni ha sottolineato l’importante rapporto di collaborazione della Regione con ACI Sassari e ACI Sport per il sostegno degli sport motoristici nell’Isola. Miki Biasion ha salutato la platea e le autorità civili e militari presenti ricordando la sua vittoria ottenuta nel 1983 a Porto Cervo sulla Lancia 037. Successivamente ci sono stati gli interventi di Nicoletta Orecchioni delegato allo sport del Comune di Arzachena, Marco Balata assessore al Turismo e grandi eventi del Comune di Olbia, il sindaco di Tempio Pausania Gianni Addis e Marco Addis in rappresentanza del Comune di Aglientu. A completare la rassegna degli interventi, è stata la volta dei partner, tra cui erano presenti Sparco rappresentata da Diego La Mura e per Bunker Point, Roberto Testoni preziosi collaboratori del Rally Storico Costa Smeralda assieme a Martini, Pirelli, ACI Global Servizi, Cantine Surrau, Sardares. A tutti loro il Presidente Pes di San Vittorio rivolge un sentito ringraziamento esteso a Regione Autonoma della Sardegna, ai comuni di Arzachena, Olbia e tutti gli altri interessati dal percorso del rally, nonché a Consorzio Costa Smeralda e Smeralda Holding.

Notizie e documenti di gara al sito web www.rallycostasmeraldastorico.it




La “Carta di Amalfi” per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti

Le città simbolo del Belpaese hanno sottoscritto un nuovo patto per il turismo. Dal presidente della commissione turismo del Senato De Carlo, la promessa di accogliere le proposte dei sindaci per tradurle in azioni concrete

Amalfi, 4 aprile 2025 – È stata siglata la “Carta di Amalfi” per un nuovo rapporto tra destinazioni turistiche e comunità residenti.
Oltre 25 tra sindaci e amministratori pubblici si sono ritrovati nelle giornate di ieri e oggi all’Arsenale di Amalfi per discutere di temi cruciali per il turismo quali ospitalità e residenzialità, fiscalità, mobilità e sicurezza, e spazi pubblici. Il dibattito si è svolto nella cornice del Summit nazionale “Destinazioni e Comunità per un Turismo più sostenibile” promosso dalla Repubblica Marinara insieme alle Città di Arzachena (Porto Cervo), Capri, Cortina d’Ampezzo, Courmayeur, Pinzolo (Madonna di Campiglio) e Polignano a Mare, sotto il patrocinio di ANCI Campania. Hanno partecipato anche il sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato, il sindaco di Riomaggiore Fabrizia Pecunia, il sindaco di Taormina Cateno De Luca, il Sindaco di Positano Giuseppe Guida, il Sindaco di Pollica Stefano Pisani, intervenuti ai panel del Summit, oltre al Sindaco di Champoluc Alex Brunod, il Sindaco di Ravello Paolo Vuilleumier, il Sindaco di Praiano Anna Maria Caso, il Sindaco di Castellabate Marco Rizzo, il Sindaco di Ascea Stefano Sansone, il Sindaco di Ischia Vincenzo Ferrandino.
Il Sindaco di Amalfi Daniele Milano ha sottolineato: “Riconoscere la specificità dei Comuni turistici che oggi vedono tarate le loro dotazioni organiche e gli spazi di manovra su criteri squisitamente demografici è essenziale. Il turismo è la fortuna dei nostri territori ed occorre fondarlo su 4 pilastri: allineamento strategico, sostenibilità che coinvolge il territorio, implementazione della qualità dei servizi per garantire la qualità della vita dei residenti, rispettando il patrimonio, la cultura, l’autenticità dei luoghi e sostegno all’operatività economica”.
Il Sindaco di Capri Paolo Falco è intervenuto manifestando l’urgenza di intervenire nella gestione dei flussi turistici in arrivo sull’isola con un limite orario al numero di sbarchi. In particolare, ha dichiarato che: “Capri si pone come modello nazionale di sviluppo sostenibile del turismo e delle comunità locali. È fondamentale che il nostro Comune abbia finalmente voce in capitolo nella definizione del quadro orario dei collegamenti marittimi, attualmente stabilito solo a livello regionale, un aspetto su cui dobbiamo confrontarci seriamente. A Capri vogliamo tutelare fino in fondo chi viene a visitarci e garantire a tutti un’esperienza di qualità, nell’ottica di nuovo equilibrio tra gli interessi privati e comunità che non è più rinviabile”. Il percorso delineato dal sindaco di Capri, e condiviso anche dal Sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, punta a definire un limite orario di massimo carico dell’area portuale, e su questo tema, è stato annunciato l’avvio di uno studio scientifico in materia di sicurezza nell’area portuale che sarà sottoposto alle autorità regionali coinvolte.
Assicurare ai visitatori una buona esperienza e preservare al contempo la residenzialità, questo il punto centrale del dibattito su cui si è soffermato il Sindaco di Napoli e Presidente nazionale ANCI Gaetano Manfredi, che ha affermato: “In una fase di significativa trasformazione del settore, caratterizzata da una crescente pressione turistica, sia nei grandi che nei piccoli centri, emerge con forza la necessità di ripensare i meccanismi regolatori esistenti per arrivare ad una proposta unitaria che guardi a tutto il Paese e che tenga conto delle piccole e delle grandi realtà, tenendo insieme crescita economica e vivibilità dei nostri territori”.
Il Presidente 9ª Commissione (“Turismo”) del Senato Luca De Carlo ha commentato: “Oggi abbiamo lanciato una promessa a quelli che sono gli interlocutori privilegiati, i sindaci, i veri custodi del territorio che ogni giorno lavorano alacremente. La promessa è audire le proposte che nascono dalla Carta di Amalfi e riuscire poi a tradurle e metterle in pratica. Io credo che questo sia la migliore maniera per gratificare lo straordinario lavoro dei tanti sindaci che vivono sulla propria pelle i problemi, ma che hanno proposte che il governo potrebbe recepire nell’interesse di tutti. Viva il turismo e via questi straordinari comuni!”.
Il Sindaco di Courmayeur Roberto Rota ha introdotto la tematica dell’IMU rispetto alle richieste crescenti di residenza in seconde case come abitazione principale, sottolineando che “Il mancato versamento della tassa ha un impatto molto forte sulle casse del Comune. Il punto è la mancanza di chiarezza da parte del legislatore anche a fronte delle ultime indicazioni della Cassazione nel 2023 sulla possibilità che i membri di uno stesso nucleo familiare abbiano residenze in comuni diversi”.
Si è così lanciata la proposta di istituire delle Zone Turistiche Speciali (ZTS), caratterizzate da un’affluenza turistica che eccede sistematicamente la capacità ricettiva, infrastrutturale e di ordine pubblico dei territori interessati impattando sull’equilibrio economico, sociale e ambientale locale. I sindaci dei Comuni situati in queste aree avrebbero così poteri speciali riconosciuti per gestire la circolazione, l’accesso alle zone turistiche e i flussi di pedonali. Potrebbero, ad esempio, limitare l’accesso a certe aree o regolare gli orari di ingresso, con ordinanze motivate e basandosi su dati documentati di pressione turistica.
Come emerso nel corso del Summit, si tratta di sfide che coinvolgono comuni con necessità “particolari” distribuiti indifferentemente tra Nord, Sud e Isole, diversi tra loro ma accomunati dalle stesse opportunità e criticità. Comuni che, a differenza di tutti gli altri, si trovano a dover gestire picchi di presenze sul territorio significativamente superiori al totale della popolazione residente, con considerevoli impatti sulla comunità, sulla tenuta dei servizi pubblici e delle infrastrutture, nonché sulla sicurezza stessa della destinazione.
“Noi Sindaci – dichiara il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda – di fronte a queste criticità, ci troviamo a combattere spesso con armi spuntate e con limitato potere d’ intervento.  Sentiamo fortemente l’esigenza di condividere le nostre esperienze per ottenere nuovi strumenti di gestione dei flussi turistici e dare risposte concrete sia alle comunità residenti sia ai nostri ospiti”.
Per tutti i soggetti aderenti al patto, infatti, il concetto fondamentale è quello del gioco di squadra quale ingrediente irrinunciabile per affrontare e vincere le sfide del turismo.
“Siamo ben consapevoli – prosegue il Sindaco di Pinzolo Michele Cereghini – del valore e dell’importanza del turismo per la crescita dei nostri territori ma siamo altrettanto consapevoli della necessità di un garantire benessere ai nostri residenti. Per questo chiediamo al Governo, alle Regioni e alle Province autonome di dotarci di misure che ci aiutino a poter consentire la migliore visita e fruizione alle località e al tempo stesso garantire la vivibilità per chi vi abita, vi soggiorna e vi lavora. È il concetto di turismo di qualità quello che noi vogliamo garantire e preservare”.
Altro tema centrale riguarda la gestione dei picchi, per cui è necessario poter incidere sulla redistribuzione dei numeri e un controllo più efficace degli arrivi.
Il Sindaco di Polignano a Mare Vito Carrieri: “Non chiediamo misure straordinarie ma poteri da attivare in presenza di dati, valori e numeri che compromettono la vivibilità delle nostre destinazioni. Insomma, non un numero chiuso ma la possibilità di adottare provvedimenti a seconda di quelle che sono le necessità. E questo va definito per territori perché le difficoltà o le esigenze di talune aree sono diverse rispetto ad altre. Il nostro impegno si focalizzerà sulla tutela dell’autenticità e identità, pilastri fondamentale per il nostro turismo, perché noi non vogliamo combatterlo, ma anzi tutelarlo, prima che i residenti diventino i nostri nemici”.
Conclude la Sindaca del Comune di Riomaggiore Fabrizia Pecunia: “Quando i sindaci si riuniscono danno sempre una visione di collaborazione che aiuta anche ciascuno di noi a fare importanti passi avanti. Questa progettualità condivisa ci aiuta a crescere insieme a migliorare”.

Tra le principali proposte i Comuni della neonata rete richiedono:
• Poteri normativi per fronteggiare la gestione dei “picchi” nelle loro località, ovvero l’ottimizzazione degli arrivi di veicoli, treni, imbarcazioni, attraverso forme di concertazione con gli enti locali che tengano conto degli spazi disponibili e delle infrastrutture di ricezione effettivamente esistenti;
• Strumenti per disciplinare l’offerta di posti letto turistici evitandone la concentrazione in zone che dimostrano elevati “indici di turisticità”;

•   Maggiore flessibilità nelle assunzioni di personale a tempo determinato - in particolare per il controllo del territori – e più in generale di personale per la gestione degli elevati afflussi – quali ad esempio, personale preposto all’informazione turistica e alla pulizia dei luoghi - oggi agganciate a vincoli anacronistici e assolutamente non rispondenti alle esigenze dei Comuni turistici;

•   Maggiore flessibilità nella fiscalità locale per avere leve finanziarie idonee a gestire le esigenze connesse con i significativi flussi turistici.  

In questa cartella tutti i materiali da scaricare, disponibili in tempo reale:

SUMMIT AMALFI

Il Summit è aperto al pubblico: è possibile comunicare l’adesione compilando il form online e ricevere così informazioni aggiuntive.

L’evento è diffuso in diretta streaming attraverso la pagina Facebook del Comune di Amalfi.




COMUNICATO STAMPA: Arzachena al summit “Destinazioni e comunità per un turismo più sostenibile” – Amalfi 3 e 4 aprile 2025




Camorra ad Alghero, Il Sindaco di Alghero chierisce la sua posizione – VIDEO




“Vendi o ti scaverai la fossa”: la camorra allunga le mani su Alghero.

Minacce, prestanome e affari milionari: mentre il Comune tace, Il Fatto Quotidiano, con l’articolo del giornalista Mauro Lissia, allarma Alghero. La criminalità organizzata si insinua nel cuore del turismo sardo, tra l’indifferenza e la paura.

Alghero, cartolina di Sardegna affacciata sul mare, si risveglia in un incubo a occhi aperti. Un biglietto con una foto della spiaggia e una frase agghiacciante: “Scegliti il punto dove scavarti la fossa”. È quanto ricevuto dalla titolare di un chiosco ristorante sul litorale. La sua colpa? Aver rifiutato le offerte d’acquisto – fuori mercato e fuori logica – di ignoti acquirenti, probabilmente prestanome della camorra. Una vicenda che segna il culmine di un’escalation silenziosa ma inarrestabile. Mauro Lissia giornalista de Il Fatto Quotidiano allarma Alghero lanciando un grido che molti sembrano ignorare: la mafia è già qui.

L’allarme, lanciato più di dieci anni fa dai magistrati antimafia Claudio Lo Curto e Mariano Brianda, oggi risuona profetico. Era il 2013 quando, con l’apertura del carcere di massima sicurezza di Bancali, Sassari cominciò ad accogliere decine di detenuti al 41-bis. In parallelo, arrivarono anche le famiglie legate ai clan campani. Con loro, un fiume di denaro destinato a comprare case, attività commerciali, terreni e concessioni. Ad Alghero, oggi, risultano oltre 50 locali tra ristoranti, bar, pizzerie e negozi di souvenir formalmente passati di mano attraverso atti legali, ma con capitali che riconducono in gran parte ai clan Madonna e Cinque. Famiglie al centro di numerose inchieste e processi.

La colonizzazione è avvenuta senza clamore: chi sa, tace; chi non sa, non chiede. A pochi passi dalla storica piazza Civica, dove Carlo V proclamò “todos caballeros” i cittadini, oggi i veri padroni parlano napoletano. Al posto dei cavalieri, uomini d’affari con legami oscuri. Intanto, auto incendiate, lettere minatorie e telefonate intimidatorie disegnano una nuova mappa del potere, fatta di paura e silenzi.

Il sindaco Raimondo Cacciotto, interpellato dai giornalisti, minimizza: “Mai sentito nulla di tutto questo”. Una risposta che sa di resa o peggio, di complicità istituzionale. E mentre le autorità locali si voltano dall’altra parte, sono pochi i coraggiosi che rompono il muro del silenzio. Paolo Bellotti, operatore socio-culturale e scrittore, è tra questi: “Il timore è palpabile, ma negare non serve. Finché scorre denaro, la mafia evita la violenza. Ma ciò non significa che non ci sia”.

La situazione ha attirato l’attenzione anche della magistratura: la Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari ha attivato indagini su compravendite sospette, prestanome e riciclaggio. Sulle scrivanie dei pm Gaetano Porcu e Danilo Tronci stanno arrivando documenti che raccontano una città sotto assedio economico.

Al centro della nuova ondata d’interesse criminale ci sono le concessioni balneari, il vero tesoro della prossima stagione turistica. Si parla di offerte milionarie, fatte anche per spazi che legalmente dovrebbero tornare in gara pubblica. “Quando si rifiuta un’offerta, le chiamate continuano e il tono cambia” racconta, sotto anonimato, un imprenditore del settore. Segno che dietro non c’è solo interesse commerciale, ma un progetto preciso.

Il caso più eclatante riguarda la decisione di Mariano Mariani, direttore del Parco di Porto Conte – già condannato a restituire 915 mila euro alla Regione per la produzione di un film flop – di revocare le concessioni ricadenti nel parco a tutti i chioschi balneari. Una mossa che ha sollevato più di un sospetto: perché azzerare tutto a due mesi dall’estate? E chi trarrebbe vantaggio da questo vuoto?

Domande scomode, in una città dove il silenzio è diventato la miglior difesa. Ma il prezzo dell’omertà rischia di essere altissimo. Come ammonisce Elias Vacca, avvocato ed ex parlamentare: “Dobbiamo avere paura di sottovalutare la mafia. Alghero rischia di diventare un laboratorio dell’infiltrazione mafiosa silenziosa. E quando ce ne accorgeremo, sarà troppo tardi”.




Trump rilancia i dazi: cosa rischia davvero l’export italiano?

Con un export da oltre 73 miliardi di euro verso gli Stati Uniti, l’Italia guarda con preoccupazione alla nuova stretta commerciale voluta da Donald Trump. Ecco numeri, settori coinvolti, analisi geopolitiche e possibili conseguenze economiche.

I numeri dell’export italiano verso gli USA

Gli Stati Uniti sono il primo mercato extra-UE per l’Italia e il secondo in assoluto dopo la Germania.

Nel 2023:

  • Export italiano verso USA: 67,3 miliardi €
  • Import dagli USA: 25,2 miliardi €
  • Surplus commerciale italiano: 42 miliardi €

Nel 2024 si stima un export record: oltre 73 miliardi di euro.

⚡ Gli USA assorbono oltre il 10% dell’export totale italiano.

📦 Chi compra cosa negli USA?

  • Ristorazione e GDO: vino, pasta, olio, conserve
  • Settore automotive: auto di lusso, veicoli professionali
  • Moda e design: boutique, e-commerce, grandi magazzini
  • Farmaceutica e sanitaria: farmaci e strumenti
  • Industria manifatturiera USA: macchinari e componenti

Come funziona la rete commerciale Italia-USA

  • ✈️ Trasporto aereo per beni di lusso, moda, farmaci
  • ⛵ Trasporto marittimo per la maggior parte dei beni (food, macchinari, auto)
  • 🏢 Filiali dirette di grandi aziende italiane negli USA
  • 👨‍📋 Importatori e distributori specializzati
  • 📲 E-commerce diretto in crescita

📦 Cos’è un dazio?

Un dazio è una tassa sulle merci importate, usata per:

  • Proteggere le imprese nazionali
  • Riequilibrare il commercio
  • Fare pressione politica

Effetti possibili:

  • Prezzi più alti per i consumatori
  • Calo degli scambi
  • Tensioni tra paesi

🌎 I nuovi dazi voluti da Trump

  • ❌ +10% su tutte le importazioni
  • ❌ +25% sulle automobili europee
  • ❌ Fino a +60% sui prodotti cinesi

Questi si aggiungono ai dazi esistenti: 25% sull’acciaio e 10% sull’alluminio provenienti dall’UE.

📦 Dazi USA e UE a confronto (2025)

I settori più vulnerabili nel dettaglio

🍼 Agroalimentare

  • Vino, formaggi, pasta, salumi a rischio dazi
  • Possibile boom di prodotti “Italian sounding”
  • Coldiretti stima +2 miliardi € di costi per i consumatori USA

🚗 Automotive

  • Auto di lusso (Ferrari, Maserati)
  • Componenti e veicoli industriali
  • Rischio concreto: dazi +25% sulle auto europee

👜 Moda e design

  • Esportazioni in forte crescita
  • Marchi di lusso più resilienti, PMI in difficoltà

💉 Farmaceutico

  • 8 miliardi € esportati
  • Filiera globale: impatti da verificare
  • Farmaci difficili da sostituire, ma con pressioni sui margini

💪 Macchinari

  • Export stabile e ad alta tecnologia
  • Molti impianti italiani sono insostituibili
  • Federmacchine: “serve prudenza, ma il sistema è solido”

🤝 La risposta dell’Europa (e dell’Italia)

  • L’UE ha annunciato contromisure per 26 miliardi di euro
  • Previsti dazi su: whiskey, jeans, Harley-Davidson, mais, tabacco
  • Bruxelles chiede dialogo, ma è pronta a reagire

📦 Perché questa è anche una questione geopolitica

  • Il surplus UE-USA è nel mirino di Trump
  • I dazi mettono a rischio l’unità occidentale in piena crisi con Cina e Russia
  • UE e USA rischiano di allontanarsi mentre servirebbe cooperazione su energia, difesa, tech

L’Italia, in parallelo:

  • Attiva canali diplomatici diretti con Washington
  • Chiede esenzioni settoriali (es. agroalimentare e vino)
  • Prevede sostegni con SACE, ICE e fondi di emergenza

📆 Cosa dicono gli esperti?

“Serve cautela, ma l’Italia può reggere l’urto” – Federmacchine

“Il vero pericolo è l’incertezza per le imprese” – Prometeia

“Colpire il Made in Italy vuol dire colpire anche i consumatori americani” – Coldiretti

“Non bisogna farsi prendere dal panico. Le nostre imprese sono forti.” – Confindustria


⚠️rischio alto, ma non irreversibile

I dazi proposti da Trump rappresentano un grave rischio per l’economia italiana, in particolare per i settori più esposti al mercato USA. Ma l’Italia ha dimostrato storicamente grande resilienza e può affrontare la sfida.

Le 3 mosse chiave per difendersi:

  1. Diplomazia attiva con gli Stati Uniti
  2. Diversificazione mercati (Asia, Golfo, America Latina)
  3. Supporto alle PMI e catene logistiche alternative




Gli Aeroporti del Nord Sardegna verso una stagione record

SEI MILIONI DI POSTI E 154 COLLEGAMENTI DA E PER GLI AEROPORTI DI ALGHERO E OLBIA

20 marzo 2025 – Gli aeroporti del Nord Sardegna si preparano alla Summer IATA 2025, al via il 30 marzo prossimo, che si annuncia come la migliore stagione di sempre. Con sei milioni di posti disponibili – un aumento del +3% rispetto al 2024 – e un network di 89 destinazioni e 154 collegamenti, di cui 105 internazionali e 49 domestici, Alghero e Olbia continuano a crescere anche nel 2025. Il programma presentato oggi prevede undici nuove destinazioni e due nuove compagnie aeree, con un totale di 43 vettori partner che collegheranno il Nord Sardegna a 26 Paesi.
Aeroporto di Alghero
Il Riviera del Corallo si appresta alla miglior stagione della sua storia con 36 collegamenti: 15 nazionali e 21 internazionali, che lo uniranno a 15 Paesi europei oltre all’Italia.
Sul fronte domestico, Ryanair collegherà Alghero a Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Milano Malpensa, Napoli, Palermo, Pescara, Pisa e Venezia.
Volotea offrirà i collegamenti per Torino, Verona e inaugurerà la nuova rotta per Firenze.
ITA Airways, vettore operante i voli in continuità territoriale per Roma Fiumicino e Milano Linate, garantirà dall’aeroporto di Alghero un’efficace e comoda connessione tra i diversi aeroporti italiani, le principali città europee e le destinazioni intercontinentali del proprio network.
Per quanto riguarda il segmento internazionale, Ryanair volerà verso Bruxelles (Belgio), Francoforte e Monaco (Germania), Londra Stansted (Regno Unito), Cork e Dublino (Irlanda), Katowice (Polonia), Bratislava (Slovacchia), Barcellona e Madrid (Spagna) e Budapest (Ungheria).
Volotea introdurrà la rotta per Bordeaux e quella per Parigi Orly (Francia), offrendo interessanti opportunità di collegamento e di sviluppo turistico da/per la Francia, il secondo mercato turistico internazionale della Sardegna per numero di arrivi.
La low cost Wizz Air arricchirà l’offerta con collegamenti per Bucarest (Romania), Budapest (Ungheria) e inaugurerà il primo collegamento in assoluto per la Sardegna verso la capitale bulgara Sofia.
Ulteriore novità per il Riviera del Corallo è il collegamento diretto con Belgrado (Serbia) offerto dal nuovo vettore Air Serbia, che collegherà la Sardegna verso questo interessante mercato.
I voli charter arricchiscono l’offerta: JetTime per Copenaghen (Danimarca), TUI per Stoccolma (Svezia), Norwegian per Oslo (Norvegia) e Air Horizont per Bratislava (Slovacchia).
Aeroporto di Olbia
Il Costa Smeralda continua a crescere e consolida il proprio network di 118 collegamenti, di cui 84 internazionali e 34 domestici, operati da 40 compagnie aeree per/da 22 Paesi.
Sei le nuove rotte che verranno inaugurate in questa Summer: il vettore easyJet, prima compagnia aerea per numero di posti in vendita ad Olbia, amplierà l’offerta con Regno Unito e Svizzera, attivando le nuove rotte Edimburgo e Zurigo.
Altra novità dal Regno Unito il nuovo collegamento con London City della sussidiaria di British, Ba Cityflier. La compagnia tedesca Condor attiverà il collegamento con Norimberga, arricchendo l’offerta da/per la Germania, primo mercato turistico del Nord Sardegna.
Infine, grazie alla compagnia Air Corsica per la prima volta Olbia e la Corsica saranno collegate con voli di linea diretti con un volo da/per Figari.
I collegamenti con la penisola verranno ampliati grazie ad Ita Airways che nel picco estivo collegherà Olbia con Torino, rafforzando così l’offerta annuale del vettore Volotea su questa rotta.
Tutti i principali vettori partner confermano il loro operativo, prevedendo incrementi di frequenze ed estensioni del periodo di operatività, come ad esempio il vettore Lufthansa che quest’anno ha anticipato l’inizio delle operazioni da/per Monaco e Francoforte all’inizio del mese di marzo.