Ospedale Marino di Alghero: crescita, riforma e incertezze sul futuro

Il dibattito sulla sanità algherese si accende attorno al destino dell’Ospedale Marino, al centro di una riforma che ne prevede il trasferimento dall’AOU di Sassari alla ASL. Tra dati di crescita e preoccupazioni politiche, il futuro della struttura resta un tema caldo per il territorio.

di Fausto Farinelli

alghero, 13 Marzo 2025

L’Ospedale Marino di Alghero ha registrato negli ultimi anni un significativo incremento delle attività grazie alla gestione dell’AOU di Sassari. I dati più recenti trasmessi all’Assessorato Regionale alla Sanità lo confermano: nel 2021 si contavano 226 interventi, mentre nel 2024 il numero è salito a 885, con un aumento anche della complessità degli interventi, come dimostra il passaggio da 24 a 136 protesi articolari annue.

A rafforzare il ruolo strategico della struttura è anche la sua integrazione nel Dipartimento di Scienze Motorie, Neurologiche e Riabilitative della AOU di Sassari, che include due corsi di laurea e una Scuola di Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia, con due nuove scuole di specializzazione in fase di istituzione. Un centro non solo di assistenza, ma anche di formazione per il futuro della medicina riabilitativa e ortopedica.

Il nodo della riforma sanitaria

Nonostante i numeri positivi, il futuro dell’Ospedale Marino è stato scosso dalla recente riforma sanitaria approvata in Consiglio Regionale, che stabilisce il passaggio della gestione dalla AOU alla ASL di Sassari a partire dal 1° gennaio 2026. Questa decisione ha sollevato numerose critiche, soprattutto per la mancanza di un piano dettagliato sugli investimenti futuri, sulle garanzie per il personale e sui livelli di assistenza che verranno mantenuti.

Secondo il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, l’incontro con l’Assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha confermato la volontà della Regione di preservare la missione ortopedica dell’ospedale, ma senza fornire dettagli concreti su come verranno garantiti standard elevati di qualità. L’unica certezza, al momento, è l’intenzione di creare una rete formativa allargata, ma senza un protocollo chiaro.

Le critiche politiche e le preoccupazioni locali

L’opposizione, guidata da Fratelli d’Italia Alghero, ha espresso un netto dissenso, definendo la riforma una “spartizione politica” che penalizza la sanità locale. Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo è stato duramente criticato per il suo sostegno alla riforma, con l’accusa di aver tradito il territorio accettando un cambio di gestione senza precise garanzie.

Un punto critico riguarda il rischio di disimpegno dell’Università, che attualmente garantisce personale medico specializzato e investimenti in ricerca e formazione. Senza un protocollo chiaro che regoli la collaborazione tra ASL e AOU, la preoccupazione è che l’ospedale possa perdere il suo ruolo di polo d’eccellenza per ortopedia e riabilitazione.

La proposta di Carlo Doria: un’unica governance per il Nord-Ovest

Una prospettiva alternativa arriva dal senatore ed ex assessore regionale Carlo Doria, che propone un modello di riforma sanitaria basato sulla creazione di un’unica azienda ospedaliera per i presidi per acuti di Alghero e Ozieri sotto la guida dell’AOU di Sassari. Secondo Doria, questa soluzione porterebbe numerosi vantaggi:

  1. Migliore gestione del personale sanitario, evitando la carenza di specialisti nei presidi periferici, problema aggravato dalla difficoltà di attrarre professionisti verso le ASL.
  2. Chiarezza nella suddivisione delle competenze tra gli ospedali, garantendo una missione specifica a ciascuna struttura.
  3. Rafforzamento della sanità territoriale, lasciando alla ASL la gestione di medicina generale, prevenzione e lungodegenza, mentre l’AOU si occuperebbe degli interventi ospedalieri complessi.
  4. Ottimizzazione delle risorse per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure, evitando dispersioni e riducendo il contenzioso medico-legale.

Doria evidenzia inoltre il rischio di dispersione delle competenze in caso di trasferimento dell’Ospedale Marino alla ASL, sottolineando come la gestione AOU abbia già portato risultati tangibili grazie a investimenti in nuove sale operatorie e nell’ampliamento delle attività di endocrinologia e medicina dello sport. Un ulteriore problema riguarda la distribuzione delle risorse umane, poiché gli specialisti tendono a gravitare verso i due poli ospedalieri di Sassari e Cagliari, lasciando sguarniti i presidi periferici.

Quale sarà il futuro dell’Ospedale Marino?

Mentre il dibattito prosegue, la comunità algherese attende risposte concrete su quale sarà il destino del suo ospedale. Il rischio di un indebolimento del sistema sanitario locale è reale, e senza un piano attuativo dettagliato, le promesse della Regione restano vaghe.

Riuscirà la politica a trovare un equilibrio tra riforma e garanzie per i cittadini? La sanità non può essere una merce di scambio, ma un diritto da tutelare con scelte lungimiranti. Il tempo stringe, e il futuro della sanità algherese è ancora tutto da scrivere.




Da “Il Servitore del Popolo” a “The Apprentice”: come Volodymyr Zelensky e Donald Trump hanno sfruttato la TV per arrivare alla presidenza

di Fausto Farinelli – Alghero 3 Marzo 2025

Da “The Apprentice” a “Servitore del Popolo”: come Trump e Zelensky hanno usato la TV per diventare presidenti

Se pensiamo a Donald Trump e Volodymyr Zelensky, ci viene spontaneo immaginarli agli opposti: uno è un miliardario americano, noto per il suo stile esagerato e le battute taglienti, l’altro è un attore comico ucraino, diventato il simbolo della resistenza contro l’invasione russa. Eppure, hanno qualcosa in comune: hanno usato la televisione per entrare nel cuore del pubblico e poi lanciarsi in politica, fino a diventare presidenti dei loro Paesi.

Ma come hanno fatto? Cosa c’è di simile nei loro percorsi? Scopriamolo insieme.


La TV come trampolino di lancio

Donald Trump: l’uomo d’affari che diventa star della TV

Per molti americani, Donald Trump non è stato prima di tutto un politico, ma un volto televisivo iconico. Certo, il suo nome circolava già negli anni ‘80 e ‘90 per le sue torri scintillanti e le apparizioni nei media, ma la vera svolta arrivò nel 2004, quando divenne il protagonista assoluto di The Apprentice.

Questo reality show, trasmesso dalla NBC, metteva in competizione aspiranti uomini d’affari, sottoponendoli alle prove più dure sotto lo sguardo severo di Trump, che ogni settimana eliminava qualcuno con il suo ormai leggendario “You’re fired!”.

Il programma ebbe un successo incredibile: andò avanti per oltre un decennio e rese Trump un punto di riferimento per milioni di americani. Il pubblico lo vedeva come un leader forte, un imprenditore che sapeva prendere decisioni difficili senza esitazioni. Questa immagine, costruita negli anni davanti alle telecamere, si rivelò poi fondamentale quando nel 2015 Trump annunciò la sua candidatura alla presidenza. La gente non votava solo un politico, votava il personaggio che conosceva da anni, il “boss” che sapeva come si gestisce un business.


Volodymyr Zelensky: il comico che diventa presidente per davvero

Se Trump si è costruito il suo ruolo politico nelle sale riunioni e nei grattacieli di Manhattan, Zelensky lo ha fatto direttamente sul set di una serie TV.

Nel 2015, in Ucraina, debuttava Sluha Narodu (Servitore del Popolo), una serie che raccontava la storia di Vasyl Holoborodko, un insegnante onesto che, per un caso fortuito, veniva eletto presidente del Paese. Holoborodko, interpretato dallo stesso Zelensky, era un uomo comune, lontano dalla corruzione e dagli intrighi politici, e la sua missione era cambiare il sistema dall’interno.

La serie ebbe un successo enorme, perché raccontava quello che milioni di ucraini sognavano: un leader onesto, lontano dai giochi di potere e dalla corruzione. E quando nel 2018 Zelensky annunciò di volersi candidare davvero alla presidenza, il pubblico non vedeva più la differenza tra il personaggio e la realtà.

La sua campagna elettorale fu completamente diversa da quelle tradizionali: niente comizi in giacca e cravatta, niente discorsi pesanti. Zelensky parlava alla gente con il linguaggio della televisione, con video brevi, post sui social e un’immagine fresca, giovane, immediata. Il risultato? Un trionfo assoluto alle elezioni del 2019, con oltre il 70% dei voti.


Similitudini tra i due: quando la TV diventa politica

A questo punto, le somiglianze sono evidenti. Trump e Zelensky, pur essendo diversissimi per carattere e storia personale, hanno seguito un percorso parallelo che li ha portati dalle luci della ribalta alla politica.

1. L’immagine costruita sul piccolo schermo

  • Trump era il magnate di successo, il decisore implacabile che sapeva come risolvere i problemi.
  • Zelensky era l’uomo semplice, il leader vicino alla gente, senza corruzione o giochi di potere.
  • In entrambi i casi, questa immagine non è nata in politica, ma nella TV, dove il pubblico li ha conosciuti e ha imparato a fidarsi di loro.

2. Il salto diretto dalla TV alla politica

  • Trump non aveva mai ricoperto alcun incarico politico prima di candidarsi nel 2016.
  • Zelensky non aveva mai fatto politica prima di vincere la presidenza nel 2019.
  • Entrambi si sono presentati come outsider, persone che arrivavano a “ripulire” il sistema dai suoi vizi e dalle sue corruzioni.

3. La comunicazione diretta e semplice

  • Trump parlava agli americani come un uomo d’affari, con frasi brevi, slogan efficaci, diretti.
  • Zelensky parlava agli ucraini come un amico, usando lo stile colloquiale della TV e dei social media.
  • Entrambi hanno evitato i discorsi complicati e istituzionali, scegliendo un linguaggio che arrivava dritto al cuore della gente.

4. Il successo elettorale clamoroso

  • Trump vinse le primarie repubblicane e poi sconfisse Hillary Clinton nel 2016, sorprendendo il mondo intero.
  • Zelensky travolse Petro Porošenko nel 2019 con oltre il 70% dei voti, un margine quasi incredibile per una democrazia.
  • Entrambi hanno dimostrato quanto conti la popolarità nel mondo moderno: quando il pubblico si affeziona a un personaggio, il passaggio dalla TV alle urne può essere più rapido di quanto si pensi.

Le differenze: due mondi opposti

Ovviamente, non possiamo ignorare che Trump e Zelensky restano due leader molto diversi:

  • Trump era un imprenditore navigato e un politico conservatore; Zelensky era un attore e un progressista europeista.
  • Trump ha governato la più grande superpotenza economica e militare del mondo; Zelensky ha dovuto affrontare un’invasione russa e guidare un Paese in guerra.
  • Trump è stato un presidente controverso e divisivo; Zelensky, nel contesto della guerra, ha ottenuto un consenso quasi unanime in patria.

Ma il punto resta: entrambi hanno dimostrato come la televisione possa essere il trampolino di lancio più potente per un leader politico moderno.


La TV, la politica e il futuro

Se c’è una cosa che Trump e Zelensky ci insegnano, è che oggi la politica non nasce più solo nei partiti o nelle istituzioni, ma anche (e forse soprattutto) nei media.

Le persone vogliono leader che conoscano, che sentano vicini, e la televisione – insieme ai social – è il modo più rapido per costruire questa familiarità. Il futuro della politica potrebbe vedere sempre più outsider emergere dai media, saltando i tradizionali percorsi di carriera e conquistando direttamente il cuore degli elettori.

La domanda è: chi sarà il prossimo volto televisivo a trasformarsi in leader mondiale?




Tassa d’imbarco in Sardegna: un freno per il turismo o una risorsa per la Regione?

di Fausto Farinelli – Alghero 1 Marzo 2025

Un confronto internazionale: la Sardegna è penalizzata?

Come evidenziato da Sandro Usai, studioso del fenomeno trasportistico sardo (Sandro Usai Blog), la tassa d’imbarco in Italia è aumentata notevolmente dal 2004, passando da 1 euro a 6,50 euro per passeggero nella maggior parte degli scali. In alcuni aeroporti, come Venezia (9 euro) e Napoli (8,50 euro), l’importo è ancora più elevato.

Se confrontata con il resto d’Europa, l’Italia risulta il secondo paese con la tassazione aeroportuale più alta, con un carico fiscale di 22,82 euro per passeggero, dietro solo al Regno Unito, dove può arrivare a 40 euro. Paesi come la Spagna applicano solo 2,57 euro, mentre la Lettonia addirittura 0,01 euro.

“L’eliminazione della tassa potrebbe rappresentare un volano per il turismo, ma servono politiche di compensazione per evitare squilibri nei bilanci pubblici”, spiega Usai nel suo studio sulle ripercussioni economiche della tassa (fonte).

L’impatto della tassa sugli aeroporti sardi: numeri e previsioni

Secondo Sandro Usai (fonte), il gettito della tassa d’imbarco in Sardegna è di circa 34 milioni di euro

    Dove finiscono i soldi della tassa d’imbarco?

    Nonostante venga chiamata addizionale comunale, solo una frazione minima dei 6,50 euro pagati per ogni passeggero viene effettivamente destinata ai Comuni aeroportuali. In realtà, la maggior parte del gettito finisce nelle casse dello Stato per scopi completamente estranei al settore del trasporto aereo.

    Secondo lo studio condotto da Andrea Giuricin, 5 euro su 6,50 vengono destinati all’INPS e al “Fondo Trasporto Volo”, ovvero a:

    • 1,5 euro per il Fondo di solidarietà per il settore del trasporto aereo, che garantisce il sostegno al sistema aeroportuale;
    • 3,5 euro alla Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS), che finanzia alcune specifiche gestioni pensionistiche non direttamente legate al trasporto aereo.

    Dunque, la tassa d’imbarco non serve principalmente a finanziare gli aeroporti o le infrastrutture, ma a coprire spese previdenziali e assistenziali dello Stato.

    Solo 1,5 euro rimane in ambito aeroportuale, suddiviso tra:

    • Il servizio antincendio negli aeroporti;
    • L’ENAV per i costi di sicurezza degli impianti;
    • Una frazione minima destinata ai Comuni aeroportuali.

    In pratica, i Comuni ricevono una quota irrilevante, salvo alcune eccezioni (Roma, Venezia e Napoli), dove le amministrazioni hanno concordato piani di rientro dal debito con il governo nazionale.

    “Per i Comuni, l’introito della tassa è irrisorio, ma viene usato per coprire altre spese dello Stato”, evidenzia Giuricin.

    Questa ripartizione fa emergere un paradosso: si tratta di una tassa che incide direttamente sul costo dei biglietti e sulla competitività del trasporto aereo, senza però finanziare il settore in modo significativo.

    Ma cosa succederebbe se la tassa fosse eliminata?

    Secondo Usai, gli aeroporti sardi potrebbero non essere pronti a gestire un aumento improvviso del traffico aereo senza adeguati investimenti:

    “Gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero sono dimensionati per il traffico attuale. Se la tassa venisse abolita e si verificasse un boom di passeggeri, le infrastrutture attuali non sarebbero in grado di sostenere la crescita senza investimenti significativi” (fonte).

    Senza interventi di ampliamento e modernizzazione, la Sardegna rischierebbe di trovarsi con aeroporti sovraffollati e servizi inefficienti.

    La posizione della politica sarda: un dibattito ancora aperto

    La questione della tassa d’imbarco ha acceso un acceso confronto tra le forze politiche sarde. Paolo Truzzu (FdI) ha attaccato la Giunta Todde, accusandola di immobilismo:

    “Mentre la Giunta continua a perdere tempo, altre regioni come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo hanno già eliminato la tassa. Non c’è più alcuna giustificazione per mantenere questo balzello che ostacola il diritto alla mobilità dei sardi”.

    Anche il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Marco Tedde, ha sollecitato un intervento immediato, suggerendo di utilizzare i 30 milioni di euro destinati alla privatizzazione degli aeroporti per eliminare la tassa:

    “Abbiamo già un modello di riferimento: in altre regioni italiane, abolire la tassa ha favorito l’aumento delle rotte e del traffico aereo. Perché la Sardegna dovrebbe restare indietro?”.

    L’assessora ai Trasporti Barbara Manca, invece, ha frenato, sottolineando la necessità di valutare l’impatto economico dell’abolizione della tassa:

    “Non possiamo prendere decisioni affrettate. La Regione deve valutare l’impatto economico complessivo e garantire un approccio equilibrato”.

    La posizione di Ryanair: “Senza la tassa, più voli, più passeggeri e più lavoro”

    Ryanair, il principale operatore aereo in Sardegna, è tra i più accesi sostenitori dell’abolizione della tassa. Il direttore commerciale Jason McGuinness ha dichiarato che, senza questa imposta, la compagnia potrebbe aumentare significativamente le sue operazioni nell’isola.

    Secondo Ryanair, se la tassa venisse eliminata:

    • 40 nuovi aeromobili verrebbero basati in Italia,
    • 250 nuove rotte sarebbero attivate,
    • 20 milioni di passeggeri in più verrebbero trasportati ogni anno,
    • 1.500 nuovi posti di lavoro verrebbero creati tra personale aeroportuale e indotto.

    “Se la Sardegna vuole essere più competitiva e attrarre più turisti durante tutto l’anno, eliminare questa tassa è il primo passo necessario”, ha dichiarato McGuinness.

    Tuttavia, l’assenza della presidente Alessandra Todde all’incontro con Ryanair, sostituita dall’assessora ai Trasporti Barbara Manca e dall’assessore al Turismo Franco Cuccureddu, ha suscitato perplessità. Perché la presidente non ha partecipato a un incontro con la compagnia aerea più importante per l’Isola?

    L’analisi di Andrea Giuricin: i benefici dell’abolizione della tassa

    Sempre l’economista Andrea Giuricin, esperto di trasporti e docente alla Università Milano-Bicocca, ha analizzato il possibile impatto dell’abolizione della tassa. Secondo il suo studio, senza questa imposta, entro il 2030 si potrebbero registrare 9 milioni di passeggeri in più, con i seguenti effetti:

    • 4,2 miliardi di euro di crescita del PIL,
    • Oltre 65.000 nuovi posti di lavoro,
    • Un gettito fiscale aggiuntivo di oltre 1 miliardo di euro, compensando il mancato introito della tassa.

    “L’abolizione della tassa d’imbarco potrebbe portare benefici superiori ai costi. Se il traffico passeggeri cresce, lo Stato potrebbe recuperare il gettito fiscale attraverso un aumento delle entrate IVA e delle tasse sui consumi generati dall’incremento turistico”, ha spiegato Giuricin.

    In alcune regioni italiane, come Friuli Venezia Giulia, Calabria e Abruzzo, dove la tassa è stata eliminata, il traffico aereo è aumentato e il settore turistico ha beneficiato di una maggiore affluenza di visitatori.

    Eliminazione della tassa d’imbarco: impatto e beneficiari

    Alcune regioni italiane, come Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Calabria, hanno eliminato l’addizionale comunale sui diritti di imbarco. Questa decisione è stata accolta con favore dalle compagnie aeree, in particolare da Ryanair, che ha annunciato investimenti e nuove rotte in queste regioni.  

    L’eliminazione della tassa d’imbarco ha avuto un impatto positivo sul numero di passeggeri e sulla connettività delle regioni interessate. Le compagnie aeree low cost, come Ryanair, hanno beneficiato maggiormente di questa misura, potendo offrire tariffe più competitive e attirare un maggior numero di passeggeri.  

    In Sicilia, l’abolizione della tassa d’imbarco è stata proposta da Ryanair, ma l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò ha espresso dubbi sulla sua fattibilità, a causa dell’impatto finanziario che avrebbe sulle casse della Regione.  

    Assaeroporti ha chiesto una revisione del quadro normativo sulla tassa d’imbarco, evidenziando che l’imposta incide fino a 9 euro sul costo del biglietto e che gran parte del gettito viene destinato a finalità estranee al settore del trasporto aereo.  

    L’associazione “Aeroporti 2030” ha chiesto uno stop agli aumenti della tassa sui biglietti aerei, evidenziando che l’addizionale aumenta il prezzo di ogni biglietto fino a 9 euro nel nostro Paese.  

    Uno studio dell’ACI (Airports Council International) ha dimostrato che le tasse aeroportuali possono avere un impatto economico negativo significativo, superando le entrate generate. Le tasse sui biglietti aerei sopprimono la domanda di trasporto aereo, con conseguente riduzione del traffico, dei posti di lavoro e del PIL.  

    La tassa d’imbarco in Europa

    La tassa d’imbarco è presente anche in altri paesi europei, ma con modalità e importi diversi.

    Belgio:

    In Belgio, è stata introdotta una “tassa d’imbarco” il 1° aprile 2022. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione finale dall’aeroporto di Bruxelles (BRU/EBBR):  

    • 10 euro per voli con destinazione a meno di 500 km da Bruxelles,
    • 2 euro per voli con destinazione a più di 500 km da Bruxelles e situata all’interno dello Spazio economico europeo (SEE), Regno Unito o Svizzera, e
    • 4 euro per voli con destinazione al di fuori del SEE, Regno Unito o Svizzera.  

    Il governo belga ha proposto di aumentare le tasse sui voli a lungo raggio all’interno e all’esterno dell’UE a 5 euro a passeggero. Questa proposta è stata criticata da Ryanair, che ha sottolineato come altri paesi europei, come la Svezia, l’Ungheria e alcune regioni italiane, stiano abolendo le tasse sull’aviazione per mantenere la competitività e stimolare la crescita del traffico.  

    Per essere considerati residenti fiscali in Belgio, gli individui devono aver stabilito il loro “domicilio” o la “sede principale dei loro beni” in Belgio. Per le coppie sposate o conviventi legalmente, il domicilio fiscale è il luogo in cui è stabilita la famiglia. Gli individui che lasciano il Belgio devono notificare le autorità municipali, saldare la loro situazione fiscale e presentare una dichiarazione dei redditi “speciale” entro tre mesi dalla partenza.  

    L’aliquota dell’imposta sul reddito delle società in Belgio è del 25%. Le piccole e medie imprese (PMI) sono soggette a un’aliquota del 20% sul primo reddito di 100.000 euro, a condizione che soddisfino determinati criteri. Esiste una deduzione per dividendi ricevuti (DRD) del 100% per i dividendi ricevuti da una società belga da una società nazionale o estera. Le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni materiali e immateriali sono soggette a imposta con l’aliquota ordinaria dell’imposta sul reddito delle società del 25%.  

    Germania:

    In Germania, la tassa d’imbarco è chiamata “tassa sull’aviazione” (Luftverkehrsteuer) ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto tedesco. L’importo varia a seconda della distanza della destinazione da Francoforte sul Meno, il più grande aeroporto commerciale tedesco:  

    • 7,50 euro per destinazioni negli Stati membri dell’UE, nei paesi candidati all’UE, nei paesi dell’EFTA e nei paesi terzi entro la stessa distanza,
    • 23,43 euro per destinazioni nei paesi non coperti dalla prima categoria di distanza, fino a una distanza di 6.000 km, e
    • 42,18 euro per destinazioni a una distanza di oltre 6.000 km.  

    Nel 2023, sono stati dichiarati 1,5 miliardi di euro di tasse sull’aviazione per circa 74,9 milioni di passeggeri aerei. La tassa non si applica, ad esempio, ai passeggeri di età inferiore ai due anni, ai voli per scopi militari, di pubblica autorità o medici e ai voli degli equipaggi che si occupano della sicurezza dei passeggeri aerei.  

    Il governo tedesco ha recentemente aumentato la tassa sui passeggeri aerei, con aumenti che vanno da 12,48 a 15,53 euro per i voli a corto raggio, da 32,25 a 39,34 euro per i voli a medio raggio e da 56,91 a 70,83 euro per i voli a lungo raggio. Questa decisione è stata criticata dall’International Air Transport Association (IATA) e dall’associazione tedesca degli acquirenti di viaggi VDR, che hanno avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe danneggiare la competitività della Germania e ostacolare la ripresa del settore aereo dopo la pandemia.  

    La tassa di uscita tedesca si applica agli individui che detengono più dell’1% di una società (Kapitalgesellschaft) o che sono lavoratori autonomi. A partire dal 2025, la tassa di uscita si applicherà anche alle partecipazioni private in fondi, compresi gli ETF, con un valore di acquisto pari o superiore a 500.000 euro.  

    Regno Unito:

    Nel Regno Unito, la tassa d’imbarco è chiamata “Air Passenger Duty” (APD) ed è applicata a tutti i passeggeri in partenza da un aeroporto del Regno Unito o dell’Isola di Man. L’importo varia a seconda della distanza del volo e della classe di viaggio.  

    Esistono quattro fasce di APD, basate sulla distanza tra Londra e la capitale del paese di destinazione:  

    • Fascia A (0-2.000 miglia): £13 per la classe economica, £26 per tutte le altre classi.
    • Fascia B (2.001-4.000 miglia): £82 per la classe economica, £180 per tutte le altre classi.
    • Fascia C (4.001-6.000 miglia): £94 per la classe economica, £208 per tutte le altre classi.
    • Fascia D (oltre 6.000 miglia): £110 per la classe economica, £220 per tutte le altre classi.

    Alcuni passeggeri possono essere esenti dal pagamento dell’APD, come i bambini sotto i 16 anni e le persone che viaggiano per motivi medici.  

    Dal 1° aprile 2023, sono state introdotte quattro fasce di destinazione: una fascia “nazionale” per le destinazioni in Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord, e le fasce internazionali A, B e C per tutte le altre destinazioni.  

    Il governo britannico ha annunciato un aumento dell’APD a partire dal 1° aprile 2026. Le nuove tariffe saranno:  

    • Nazionale: tariffa ridotta di £8, tariffa standard di £16 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia A: tariffa ridotta di £15, tariffa standard di £32 e tariffa più elevata di £142.
    • Fascia B: tariffa ridotta di £102, tariffa standard di £244 e tariffa più elevata di £1.097.
    • Fascia C: tariffa ridotta di £106, tariffa standard di £253 e tariffa più elevata di £1.141.

    Il Regno Unito ha introdotto nuove tariffe premium APD per i passeggeri sui voli che utilizzano aeromobili di 20.001 tonnellate o più con meno di 19 posti a sedere. I voli di questa categoria pagano l’APD al doppio della tariffa APD standard per la classe business/prima classe.  

    Francia:

    In Francia, la tassa d’imbarco è chiamata “Tarif de l’aviation civile de la Taxe sur le transport aérien de passagers” ed è applicata a tutti i voli commerciali in partenza da un aeroporto situato sul territorio francese. La tariffa per il trasporto merci o posta è di 1,50 euro per tonnellata, mentre la tariffa per i voli passeggeri dipende dalla destinazione finale del passeggero:  

    • 5,05 euro per i voli verso lo Spazio economico europeo (SEE), il Regno Unito e la Svizzera, e
    • 9,09 euro per tutte le altre destinazioni.

    Le tariffe sono riviste ogni anno per tenere conto della variazione dell’indice dei prezzi al consumo.  

    Dal 1° marzo 2025, i voli charter in partenza dagli aeroporti francesi sono soggetti a un forte aumento delle tasse sui passeggeri, che vanno da 210 a 2.100 euro a passeggero. Questa decisione è stata criticata dall’European Business Aviation Association (EBAA), che ha avvertito che l’aumento delle tasse potrebbe minacciare gli operatori con sede in Francia.  

    Gli individui che lasciano la Francia sono soggetti a tassazione su tutto ciò che hanno guadagnato in Francia prima della loro partenza, nonché su eventuali guadagni francesi tassabili in Francia ai sensi dei trattati fiscali internazionali che hanno guadagnato dopo la loro partenza. Se possiedono immobili in Francia, sono soggetti all’imposta sugli immobili e alla tassa di soggiorno.  

    La Francia applica anche una “tassa di uscita” o “contributo eccezionale sul valore di determinati beni” ai privati e alle società facoltosi che trasferiscono la loro residenza fiscale fuori dalla Francia. La tassa è calcolata sulle plusvalenze non realizzate delle attività finanziarie, ovvero la differenza tra il loro valore di mercato alla data di partenza e il loro prezzo di acquisto, che è quindi soggetta a un’aliquota fissa del 30%.  

    quale futuro per la tassa d’imbarco in Sardegna?

    L’abolizione della tassa potrebbe rendere la Sardegna più competitiva nel settore aereo, con biglietti meno costosi e un aumento del traffico turistico. Tuttavia, senza un piano di investimenti infrastrutturali, gli aeroporti dell’isola rischierebbero di diventare inadeguati alla nuova domanda.

    Inoltre, il dialogo con Ryanair, la compagnia con il maggior numero di voli in Sardegna, non è stato gestito in modo strategico: l’assenza della presidente Todde all’incontro con McGuinness ha lasciato molti interrogativi sulle reali intenzioni della Regione.

    La domanda ora è: la Sardegna vuole cogliere questa opportunità e rilanciare il suo sistema aereo o continuerà a restare vincolata a una tassa che potrebbe rallentare il suo sviluppo?




    Il Regno dei Paradossi“Lu capu in baddhu e li pedi illi fossi”

    Mostra Fotografica : 22 febbraio
    Photo Booth : 27 febbraio
    Raduno Bandistico 22-23 Febbraio
    Concorso Barzellette “A Scaccaddhi “: 23–28 Febbraio
    5° SoapBox Race – 1 Marzo aperte le iscrizioni

    Gli allestimenti conquistano la città
    Frisjiola appare all’improvviso, in tutta la sua maestosità. Posto strategicamente lungo i vari ingressi della città, per ricordare ai visitatori che dal prossimo 27 febbraio, e fino al 4 marzo, Tempio offrirà Lu Carrasciali Timpiesu 2025. Gli allestimenti a cura di Giorgio Donini,coadiuvato da Silvia Borghetto, non si limitano alla presenza del Gallo più amato , ma anche alle figure in cartapesta che nel corso dei decenni hanno caratterizzato la festa. Le teste in cartapesta all’epoca costruite dai maestri cartapestai per essere parte integrante di carri allegorici passati alla storia, oggi fanno capolino da balconi, terrazzi, portoni. Un’interessante serie di gigantografie, posizionate sulle vetrine del Palazzo dell’Esit, in pieno centro cittadino, racconta la passione, l’entusiasmo, la dedizione e la costanza dei cartapestai. Gli scatti a cura di Matteo Brunetto e Fabrizio Garrucciu, rappresentano la meticolosità dei carrascialai,quasi un tributo per la dedizione costante . Giorgio Donini, già in conferenza stampa aveva anticipato alcuni tasselli dell’articolato progetto di promozione basato sull’immagine,con un’attenta scelta degli scatti parte integrante della mostra fotografica :”Carnevale in Scena: un racconto fotografico tra emozione, colore e tradizione”, allestita presso la Galleria Zinetta, dal 22 febbraio alle ore 11:00 all’8 marzo ( Orari 10:00-13:00 | 17:00-21:00)

    Photo Booth : 27 febbraio

    Attesa la reazione del pubblico per la novità della cabina fotografica, il Photo Booth, affidata a fotografi professionisti, è destinata a chi vorrà portare a casa scatti originali e divertenti. Da Giovedì 27 febbraio in via Roma, angolo via G. Battisti.

    Raduno Bandistico 22-23 Febbraio
    Concorso Barzellette “A Scaccaddhi “: 22 – 28Febbraio

    Fari puntati sull’apertura de Lu Carrasciali Timpiesi 2025, affidata allo storico Raduno bandistico in programma il 22 febbraio organizzato dalla Banda Musicale Città di Tempio, con la direzione artistica del M° Francesco Fara. Questa edizione coinvolgerà dieci Bande provenienti non solo dall’isola. A questo, si unisce la novità dell’anno: il 1° Concorso “ A Scaccaddhi” (La Scaccaddha in gallurese è la risata) dedicato alle barzellette rigorosamente in gallurese. Sul palco i concorrenti che dovranno provenire da uno dei comuni dell’attuale provincia Nord-est, con addosso una maschera un costume, una parrucca o comunque qualche accessorio carnevalesco . A condurre saranno Cecilia Fenu e Gianluca D’Amico.
    Negli Hangar i cartapestai, di ogni età, si muovono con la consapevolezza del tempo che corre veloce, manca davvero poco all’inizio ufficiale dell’appuntamento più atteso non solo dalla comunità, ma dai tanti che ogni anno raggiungono la Gallura per assistere alle sfilate principali e agli eventi collaterali.
    5° SoapBox Race – aperte le iscrizioni

    Sono aperte le iscrizioni per la quinta edizione della SoapBox Race- Carnival edition, organizzata dalla Zema Bike. La veloce e spericolata discesa dei Carruleddi,ovvero, i carretti artigianali di un tempo. La fanciullezza di molti galluresi è legata all’uso di questi originali carretti. I ragazzi di ieri trascorrevano intere giornate impegnati nella ricerca dei materiali giusti per la loro costruzione, dal legno alle ruote a cuscinetto, fino alla formazione delle squadre che, affrontando discese ripide, si scontravano per il semplice gusto del divertimento. Altri tempi! La 5° Soap Box Race è un’antica e divertente tradizione capace di unire (oggi come ieri) genitori e figli. Il percorso reso più complicato dalla presenza di curve e trampolini, si snoderà lungo Via Angioi con arrivo di fronte al Parco delle Rimembranze. Fantasia e coraggio varranno più della velocità. Qualche consiglio utile: sarà obbligatorio l’uso di casco e guanti con dita coperte, resistenti all’abrasione e altre dotazioni di sicurezza, come ginocchiere, stivali e pettorina, sono vivamente consigliate.
    Per informazioni e iscrizioni alla 5°SoapBox Race contattare il numero 3406133638

    Lu Carrasciali Timpiesu è organizzato in collaborazione con: Associazione Carrasciali, Associazione Carrascialai Timpiesi, Associazione Turistica Pro Loco di Tempio Pausania, Banda Musicale Città di Tempio, Zema Bike Olbia-Tempio, Cooperativa Sociale Italia Sicur Service, IamDigital – Stratega di Andrea Taddia, le classi ’80 e ’76, Protezione Civile Alta Gallura, Fondazione Bernardo De Muro, Ad Maiora APS, Main Partner Giesse Textile, Printing Partner MC Group. Con il contributo del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna – Assessoradu de su turismu, artesania e cummèrtziu, Sardegna Endless Island, Fondazione di Sardegna sotto l’egida del Comune di Tempio Pausania




    A che punto siamo sul oramai famoso progetto del Treno ad Idrogeno?

    Ve lo diciamo noi a che punto siamo!

    Siamo nella fase che i nostri Amministratori provano a raccapezzarsi tra procedure e incontri politici ma nessuno ha il coraggio di prendere decisioni concrete e degne dell’incarico che gli è stato conferito dai cittadini. 

    Noi Comitati, rappresentanti legittimi dei cittadini, lesi dei nostri diritti di partecipazione nelle fasi di programmazione degli investimenti e lasciati fuori nella fase di progettazione, proviamo a far fare alla politica un ragionamento di buon senso che integri i bisogni di infrastrutture strategiche per il territorio e la legittima tutela di ambiente, paesaggio e della proprietà privata.

    La politica non può demandare le scelte strategiche ai tecnici o peggio ai dirigenti ed abdicare al suo ruolo di programmazione e tutela dei cittadini.

    Con la nostra attenzione quotidiana siamo riusciti ad ottenere un consiglio comunale aperto, l’istituzione della commissione speciale e siamo riusciti a sollecitare anche un forte dibattito in città.

    Siamo però, purtroppo, al punto della non sufficienza!

    A seguito degli incontri pubblici degli ultimi mesi ma soprattutto nell’ultimo incontro di giovedì scorso organizzato dall’associazione Maestrale, che ringraziamo per aver portato interventi di grande profilo, è emerso chiaramente che l’opera così come concepita non darà le risposte alla mobilità del territorio vasto, sarà fortemente impattante per l’ambiente, per il paesaggio e per le attività produttive coinvolte.

    Gli interventi dei tecnici del Politecnico di Torino hanno messo chiaramente in evidenza, se ancora ve ne fosse bisogno, la necessità di ripensare soluzioni alternative a quanto proposto di mobilità sostenibile, che daranno vere risposte alla collettività vasta del nord ovest Sardegna. 

    Il Sindaco Raimondo Cacciotto e l’Assessore Roberto Corbia del Comune di Alghero nei loro interventi hanno esplicitato le loro preoccupazioni per la possibile perdita delle risorse in caso di blocco dell’iniziativa, dichiarandosi comunque favorevoli a valutare un progetto di mobilità alternativa. 

    E’ ora che si smetta di tergiversare e di passare dai buoni propositi ad azioni concrete, che sono quelle più volte emerse in occasione di tutti gli incontri pubblici, con richieste ufficiali di rimodulazione dei fondi e di revisione totale del progetto.

    Il Sindaco deve farsi carico di attivare con la massima urgenza tutte le procedure formali per inoltrare alla Presidente della Regione Alessandra Todde la richiesta del territorio affinché la stessa vertenza arrivi al Ministro Salvini. 

    La commissione consiliare speciale in parallelo deve lavorare velocemente per valutare quanto sia strategica l’opera o quanto sia dannosa per il territorio, attraverso le audizioni e lo studio degli atti e valutare un progetto alternativo che risponda alle vere esigenze dei cittadini e del territorio vasto del nord ovest Sardegna. 

    Firme

    Comitato di Borgata Sa Segada – Tanca Farrà 

    Comitato di Borgata Santa Maria La Palma 

    Comitato di Borgata Guardia Grande – Corea 

    Comitato di Borgata Maristella 

    Comitato Zonale Nurra 

    Comitato di Quartiere di Fertilia – Arenosu 

    Comitato di Quartiere della Pietraia 

    Comitato Metrotranvia Sassari Alghero Sorso

    LIPU – Coordinamento Regionale Sardegna 




    AIRPORT DAY: AEROPORTI E IMPRENDITORI SARDI A CONFRONTO PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO

    Oggi il Business Centre dell’Aeroporto di Cagliari ha ospitato l’incontro – talk dal titolo Gli aeroporti sardi al centro delle strategie di sviluppo economico dell’Isola organizzato da SOGAER in collaborazione con GEASAR e SOGEAAL nell’ambito delle iniziative previste in campo nazionale per l’Airport Day di ASSAEROPORTI.

    In contemporanea con la conferenza stampa organizzata da ASSAEROPORTI a Roma alla presenza, tra gli altri, del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Presidente ENAC Pierluigi Di Palma e il Presidente ASSAEROPORTI Carlo Borgomeo, 17 scali italiani hanno raccontato il ruolo centrale del sistema aeroportuale per lo sviluppo economico, il progresso e la sostenibilità del Paese.

    Gli aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia hanno aderito congiuntamente all’Airport Day per mettere in evidenza sia l’impatto socioeconomico delle attività aeroportuali per lo sviluppo sostenibile e il progresso della Sardegna, sia l’importanza delle reti aeroportuali come risposta alla crescente domanda di trasporto aereo in un contesto altamente competitivo e sfidante come quello dell’aviazione commerciale in campo nazionale e internazionale.

    L’evento di Cagliari ha coinvolto questa mattina la presidente SOGAER e vicepresidente ASSAEROPORTI, Dott.ssa Monica Pilloni, l’amministratore delegato GEASAR e SOGEAAL, Ing. Silvio Pippobello, la Prof. Avv. Anna Masutti, professore ordinario di Diritto della Navigazione aerea all’Università di Bologna, ill presidente della Commissione Trasporti On. Salvatore Deidda, l’assessore RAS dei Trasporti Ing. Barbara Manca, l’assessore RAS del Turismo Dott. Franco Cuccureddu, il presidente della CCIAA Cagliari-Oristano e presidente di UNIONCAMERE Sardegna Ing. Maurizio de Pascale, il presidente della CCIAA Sassari Ing. Stefano Visconti e il presidente della CCIAA Nuoro Dott. Agostino Cicalò.

    Monica Pilloni, presidente di SOGAER, società di gestione dell’Aeroporto di Cagliari, ha dichiarato: “Gli aeroporti contribuiscono fortemente allo sviluppo del territorio e all’integrazione della sua economia con il sistema economico nazionale e internazionale. Ciò è ancora più vero in Sardegna a causa dell’insularità: fare rete è indispensabile. Gli scali di Cagliari, Olbia e Alghero sono qui insieme oggi perché condividono lo stesso obiettivo di crescita, così come condividono le modalità per perseguirlo: fare squadra fra aeroporti e fare squadra con il territorio e con chi è il motore della sua economia. Un sistema aeroportuale che valorizza le peculiarità e ottimizza l’utilizzo delle strutture rappresenta un vantaggio e un’occasione di consolidamento e sviluppo dell’intero comparto produttivo regionale”.

    Silvio Pippobello, amministratore delegato di GEASAR e SOGEAAL, società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero, ha aggiunto: “Gli Aeroporti della Sardegna sono un asset strategico per il territorio, sia come motore di sviluppo economico, grazie al potenziamento della connettività per i residenti, sia come leva per la crescita dell’industria turistica, che si conferma tra quelle con le maggiori prospettive di espansione nei prossimi decenni. Di fronte a sfide sempre più complesse, il sistema aeroportuale deve bilanciare l’espansione del traffico e il rinnovamento delle infrastrutture con gli ambiziosi obiettivi di sostenibilità ambientale fissati dal settore e dall’Agenda europea, valorizzando al contempo il proprio impatto occupazionale, sia diretto che indiretto. La collaborazione e l’attività sinergica tra gli aeroporti sardi rappresentano un elemento chiave per accelerare questo processo, rendendo più efficiente la gestione delle risorse, rafforzando la competitività del sistema e garantendo un maggiore incremento di valore per tutti i portatori di interesse”.

    SOGAER, che gestisce l’Aeroporto di Cagliari dal 1992, si impegna quotidianamente per garantire servizi aeroportuali ai massimi livelli di qualità e sicurezza, progettare la crescita delle strutture e degli impianti aeroportuali e incentivare lo sviluppo delle attività economiche sia interne allo scalo che del territorio Il management aziendale è correntemente impegnato nell’ampliamento del network di voli e nella realizzazione di importanti opere infrastrutturali volte a migliorare il comfort e l’efficienza dello scalo.

    L’Aeroporto di Cagliari-Elmas è la più importante aerostazione della Sardegna sia per volumi di traffico che per dimensioni. Nel 2024 il traffico passeggeri è stato pari a 5.153.435 unità, mentre quello aeromobili ha raggiunto quota 35.353 movimenti. Attualmente Cagliari è collegata con voli diretti di linea alle principali destinazioni europee e nazionali.

    GEASAR S.p.A., società di gestione dell’Aeroporto di Olbia, costituita nel 1985 e operativa dal 1989, nel 2004, ha ottenuto la concessione che le conferisce la gestione totale dell’infrastruttura aeroportuale per i successivi quarant’anni. Geasar si occupa dei servizi di handling, dell’aviazione generale tramite Eccelsa Aviation S.r.l. e delle attività commerciali, gestite direttamente da Cortesa S.r.l. o in subconcessione. Tutte le attività sono svolte con l’obiettivo di distinguersi per la qualità dei propri servizi in termini di accoglienza, eleganza, cortesia e sicurezza confermando la centralità del Cliente e la ricerca continua della Sua soddisfazione.

    Con una gestione mirata al miglioramento continuo, l’azienda punta a consolidare il proprio ruolo nel settore, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del territorio e al miglioramento della qualità dei servizi offerti.

    In linea con questi valori, la Vision di Geasar è quella di diventare, nel contesto internazionale, un aeroporto di riferimento per Innovazione Tecnologica, Sostenibilità ambientale, Positività dell’Impatto Sociale e Customer Experience.

    L’Aeroporto Olbia Costa Smeralda è la principale porta d’accesso della Sardegna per i passeggeri internazionali ed è il primo aeroporto dell’isola per numero di voli gestiti, con un totale di 42.313 movimenti. Nel 2024 ha registrato un traffico di 3.883.235 passeggeri, con un incremento del +18% rispetto al 2023.

    Il trend di crescita registrato negli ultimi anni conferma il ruolo strategico dell’Aeroporto, evidenziando come un numero crescente di viaggiatori scelga di utilizzare questa infrastruttura grazie alla sua ampia rete di collegamenti nazionali e internazionali. 

    SOGEAAL S.p.A., costituita nel 1994, ha assunto la gestione totale dell’Aeroporto di Alghero nel 2007, in virtù di una concessione di durata quarantennale stipulata con l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC). In tale contesto, la Società ha firmato una convenzione per la progettazione, lo sviluppo, la realizzazione, l’adeguamento, la gestione, la manutenzione e l’utilizzo delle infrastrutture e degli impianti aeroportuali, comprensivi dei beni demaniali presenti all’interno dell’Aeroporto.

    In qualità di gestore, SOGEAAL contribuisce attivamente allo sviluppo del territorio, garantendo la sicurezza dell’infrastruttura aeroportuale e rispettando gli standard ambientali. La Società adotta soluzioni orientate all’uso razionale delle risorse, promuovendo un ambiente di lavoro inclusivo e sostenibile.

    Inoltre, SOGEAAL ritiene fondamentale integrare le tematiche ambientali, sociali e di governance (ESG) all’interno della propria strategia di sviluppo, perseguendo scelte che generino valore sostenibile e durevole nel tempo, con l’obiettivo di produrre un impatto positivo sia per la comunità che per il territorio circostante.

    Nel corso dell’esercizio 2024 l’Aeroporto di Alghero ha collegato il territorio del Nord Sardegna con 14 Nazioni europee, attraverso 31 differenti destinazioni sia domestiche che internazionali. Complessivamente, il traffico passeggeri ha raggiunto 1.611.625 unità, registrando 12.229 movimenti.




    Focus Podcast – Aeroporti Sardi: Sinergie e Innovazione per il Futuro dell’Isola

    Benvenuti a Focus Podcast, lo spazio in cui analizziamo le idee e le strategie che plasmano il futuro del nostro territorio. In questo episodio speciale, vi portiamo al centro di un evento fondamentale per il sistema aeroportuale della Sardegna, dove istituzioni, imprenditori e operatori del settore hanno condiviso le loro visioni per una crescita sostenibile e integrata.

    L’evento di Cagliari ha coinvolto questa mattina la presidente SOGAER e vicepresidente ASSAEROPORTI, Dott.ssa Monica Pilloni, l’amministratore delegato GEASAR e SOGEAAL, Ing. Silvio Pippobello, la Prof. Avv. Anna Masutti, professore ordinario di Diritto della Navigazione aerea all’Università di Bologna, ill presidente della Commissione Trasporti On. Salvatore Deidda, l’assessore RAS dei Trasporti Ing. Barbara Manca, l’assessore RAS del Turismo Dott. Franco Cuccureddu, il presidente della CCIAA Cagliari-Oristano e presidente di UNIONCAMERE Sardegna Ing. Maurizio de Pascale, il presidente della CCIAA Sassari Ing. Stefano Visconti e il presidente della CCIAA Nuoro Dott. Agostino Cicalò. Questi i temi strategici discussi:

    • Il Ruolo degli Aeroporti come Motori di Sviluppo:
      Gli aeroporti sardi non sono solo punti di transito, ma veri e propri catalizzatori di crescita economica e sociale, capaci di trasformare l’insularità in un vantaggio competitivo.
    • Le Sfide della Destagionalizzazione e dell’Adeguamento Infrastrutturale:
      È stata evidenziata l’urgenza di investire nella modernizzazione e nell’ampliamento delle strutture aeroportuali per far fronte a una domanda in costante crescita e a una stagionalità che, se non gestita, rischia di limitare le opportunità.
    • Sostenibilità Ambientale e Innovazione:
      I relatori hanno messo in luce come gli aeroporti stiano lavorando per ridurre il loro impatto ambientale attraverso percorsi di certificazione e innovazioni tecnologiche, sfatando miti e preconcetti sull’inquinamento.
    • Aggregazione e Sinergia tra Scali:
      Un tema centrale è stato il potenziamento del coordinamento tra Cagliari, Olbia e Alghero per ottenere maggior potere contrattuale, favorire economie di scala e creare una rete integrata che supporti lo sviluppo territoriale e il dialogo con i vettori.
    • Integrazione dei Trasporti:
      Infine, l’evento ha evidenziato l’importanza di collegare il sistema aeroportuale ad altre infrastrutture di mobilità – come ferrovie e porti – per garantire un servizio efficiente sia per i residenti che per i turisti.

    In questo episodio di Focus Podcast vi guideremo attraverso i punti salienti del dibattito, mettendo in luce come la sinergia tra il settore pubblico e quello privato stia aprendo la strada a un futuro più competitivo e sostenibile per la Sardegna. Sintonizzatevi per scoprire come visioni condivise, investimenti mirati e un approccio integrato possano trasformare le sfide in opportunità, offrendo nuove prospettive per l’intero sistema aeroportuale e per lo sviluppo dell’isola.

    Buon ascolto!






    Sardegna in lutto per la scomparsa del principe Aga Khan IV: il ricordo dei politici locali

    La classe politica sarda omaggia il padre della Costa Smeralda: “Ha trasformato la Sardegna in una meta di eccellenza mondiale”

    crediti foto: Nicolo Canu

    La Sardegna piange la scomparsa del principe Karim Aga Khan IV, figura chiave nello sviluppo turistico ed economico dell’Isola. Il suo visionario progetto della Costa Smeralda ha segnato la storia del territorio, trasformandolo in una delle mete turistiche più esclusive al mondo. Politici e istituzioni locali hanno espresso il loro cordoglio, ricordando il suo impegno e la sua straordinaria capacità di coniugare sviluppo e tutela ambientale.

    Un amico della Sardegna

    La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha dichiarato il lutto regionale, sottolineando come l’Aga Khan sia stato “un grande amico della Sardegna e un valorizzatore del suo territorio”. La sua intuizione negli anni ’60 ha permesso di sviluppare un modello turistico innovativo, quando ancora questo settore era agli albori. “Non si è limitato a creare un’area di lusso, ma ha investito in infrastrutture strategiche come l’aeroporto di Olbia e il porto di Porto Cervo, senza gravare sui fondi pubblici, ma generando sviluppo e posti di lavoro qualificati”, ha aggiunto la presidente.

    Il vicepresidente della Regione, Giuseppe Meloni, ha evidenziato l’eredità lasciata dal principe nel settore turistico: “La Costa Smeralda non è solo un simbolo di lusso, ma un esempio di turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente”. Ha poi ricordato l’attenzione del principe per il paesaggio, in un’epoca in cui la tutela ambientale non era ancora una priorità.

    Il contributo al turismo e ai trasporti

    L’assessore al Turismo, Franco Cuccureddu, ha sottolineato il legame indissolubile del principe con la Sardegna: “Ha sempre creduto nelle potenzialità della nostra terra e ha lavorato per valorizzarla con eleganza e lungimiranza”. Ha inoltre ricordato il suo impatto nel settore dei trasporti: “Con la fondazione di Alisarda ha reso la Sardegna più accessibile, facilitando l’arrivo di turisti e contribuendo alla promozione dell’Isola nel panorama internazionale”.

    Anche Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia ed ex presidente della Regione, ha voluto ricordare la lungimiranza dell’Aga Khan: “Ha trasformato la Costa Smeralda in un’eccellenza mondiale. Nel 2011, durante il mio mandato, gli conferimmo il riconoscimento ‘Sardus Pater’ per il suo inestimabile contributo alla Sardegna”.

    Il ricordo delle comunità locali

    Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha espresso il profondo cordoglio della città: “La sua morte tocca il cuore della comunità olbiese. La sua dolcezza e la sua determinazione hanno lasciato un segno indelebile”. Ha poi ricordato che nel 2004 la città gli conferì la cittadinanza onoraria, riconoscendone l’impegno per lo sviluppo locale.

    Analogo il ricordo del sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, che ha dichiarato il lutto cittadino: “Oggi rendiamo omaggio a un uomo che ha creduto nel potenziale della nostra costa e l’ha valorizzata con rispetto e visione”.

    L’ex presidente della Regione, Mauro Pili, ha definito l’Aga Khan “un grande Sardo” per il suo impegno nello sviluppo turistico dell’Isola. “Abbiamo lavorato insieme per il rilancio della Sardegna come capitale del turismo mondiale”, ha ricordato, sottolineando l’attenzione del principe alla sostenibilità.

    L’eredità economica e culturale

    Il Consorzio Industriale del Nord-Est Sardegna (Cipnes) ha messo in luce il ruolo dell’Aga Khan nel cambiamento del volto della Gallura: “Ha trasformato Olbia da una delle città più povere d’Italia in un centro di sviluppo turistico e industriale”. Grazie ai suoi investimenti, molte famiglie hanno trovato opportunità di lavoro e benessere.

    Infine, tra i ricordi più personali spicca quello del conte Luigi Donà dalle Rose, amico del principe fin dalla gioventù: “Era un uomo di infinita generosità. Ricordo che acquistò le isole di Mortorio e Soffi per poi donarle allo Stato, dimostrando ancora una volta il suo profondo rispetto per l’ambiente”.

    Un’eredità che resta viva

    Anche i sindaci di piccoli centri della Gallura, come Roberto Carta (Oschiri) e Maria Giuseppina Careddu (Luras), hanno voluto rendere omaggio alla figura dell’Aga Khan, sottolineando come il suo sogno della Costa Smeralda abbia reso la Sardegna una destinazione di prestigio internazionale.

    Il principe Karim Aga Khan IV lascia un segno indelebile nella storia della Sardegna, non solo per il lusso e l’esclusività della Costa Smeralda, ma per il suo modello di sviluppo rispettoso del territorio. Il suo nome resterà legato per sempre alla trasformazione dell’Isola in una delle mete turistiche più desiderate al mondo.




    Il Principe Rahim Aga Khan V nominato 50º Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti

    Lisbona, Portogallo, 5 febbraio 2025

    Il Principe Rahim Al-Hussaini Aga Khan V è stato oggi nominato 50º Imam ereditario (leader spirituale) dei musulmani sciiti ismailiti, in seguito all’apertura del testamento del suo defunto padre, il Principe Karim Al-Hussaini Aga Khan IV, scomparso ieri a Lisbona, in Portogallo, all’età di 88 anni.

    Il Principe Rahim Aga Khan V è un discendente diretto del Profeta Maometto (pace su di lui e sulla sua famiglia) attraverso sua figlia, Hazrat Bibi Fatima, e il cugino e genero del Profeta, Hazrat Ali, il quarto Califfo Rettamente Guidato dell’Islam e il primo Imam sciita.

    Nel corso della loro storia millenaria di 1.400 anni, gli ismailiti sono stati guidati da un Imam vivente ed ereditario. Gli ismailiti vivono in oltre 35 paesi e contano circa 12-15 milioni di persone.




    Il Principe Aga Khan: Il Sogno di un Uomo, l’Eredità di una Terra

    Ci sono uomini che lasciano il segno. Uomini che non si limitano a vivere, ma trasformano, creano, proteggono. Karim Aga Khan IV era uno di loro. Oggi non c’è più, ma il suo spirito è ancora qui, tra le onde del mare della Gallura, nel vento che accarezza le rocce, nei colori della Costa Smeralda che lui ha sognato e reso realtà.

    Quando arrivò in Sardegna negli anni ’60, non fu accolto con tappeti rossi. Per molti era solo un uomo ricco che voleva comprare un pezzo di paradiso. Ma lui vedeva oltre. Non voleva prendere, voleva custodire. Non voleva sfruttare, voleva dare. E lo ha fatto con intelligenza, con rispetto, con amore.

    La Costa Smeralda non è solo un luogo, è un’idea, un’anima. E quell’anima porta il suo nome. Se oggi il mondo intero guarda a questa terra come a un gioiello, è perché lui ha saputo proteggerla dalla cementificazione selvaggia, dall’avidità di chi l’avrebbe distrutta per guadagnare. Ha sognato un turismo che non calpestasse la bellezza, ma la esaltasse. E ha lottato per realizzarlo, anche quando la politica cercava di ostacolarlo, anche quando qualcuno non comprendeva la sua visione.

    Chi lo ha conosciuto racconta di un uomo elegante, riservato, ma incredibilmente umano. All’inizio sembrava distante, quasi inafferrabile. Ma bastava poco per capire che era diverso. Ascoltava, rispettava, si prendeva cura delle persone. Credeva nel valore della comunità, nella bellezza dell’architettura che dialoga con la natura, nell’importanza di costruire senza distruggere.

    Oggi la Costa Smeralda è il suo messaggio, il suo lascito. Più di tremila ettari di territorio che portano il segno della sua mano, del suo cuore, della sua passione. È il regalo che ha fatto alla Sardegna, a chi qui è nato e a chi qui ha trovato un rifugio di pace e bellezza. Non è solo terra. È memoria. È futuro. È amore.

    E ora che il principe se n’è andato, il vento sembra portare il suo sussurro tra le rocce e il mare. Non era solo un uomo ricco, non era solo un imprenditore. Era un sognatore. E i sognatori, quelli veri, non muoiono mai.

    Fausto Farinelli