Settima vittoria stagionale per il Sassari Calcio Latte Dolce

sotto un violento acquazzone, batte 1-0 il Budoni e sale a 23 punti in classifica: decide la partita il primo gol stagionale di Kaio Piassi.I biancocelesti iniziano, quindi, nel migliore dei modi il 2024 con un successo tra le mura amiche e ora si apprestano ad affrontare, in trasferta, il COS, seconda forza del campionato.

Primo tempo

Parte bene il Budoni, che dopo 2’ si rende pericoloso con Lancioni, ma il giocatore argentino a tu per tu con Carboni non inquadra lo specchio della porta. La reazione del Sassari Calcio Latte Dolce non si fa attendere e dopo 2’ i ragazzi di mister Giorico trovano il vantaggio: Grassi con un passaggio magistrale serve Kaio Piassi, che da due passi supera Marano (1-0 al 4’). La rete del vantaggio dà fiducia ai padroni di casa che un minuto più tardi vanno a un passo dal raddoppio con Scognamillo, ma stavolta Marano è attento e para la conclusione del centravanti algherese.
Nella mezz’ora successiva le due squadre giocano prevalentemente a centrocampo trovando delle difese attente e che non si fanno cogliere impreparate. Al 34’ Muscas ci prova dalla distanza, ma la sua conclusione si spegne alta sopra la traversa. Nei minuti finali della prima frazione doppia occasione per il Budoni, prima con Leveh, poi nel recupero Cabeccia è abile ad anticipare proprio l’ex attaccante della Vogherese. Il primo tempo termina così con il Sassari Calcio Latte Dolce avanti 1-0. 

Secondo tempo

Al ritorno dagli spogliatoi entrambi gli allenatori attingono dalla panchina e al 1’ il Budoni si rende nuovamente pericoloso con Lancioni, ma Carboni respinge la conclusione del giocatore ex Vigevano. Tre minuti più tardi si fa vedere in avanti il Sassari Calcio Latte Dolce con un tiro-cross di Kaio Piassi, su cui deve intervenire Marano. I galluresi provano ad alzare il proprio baricentro e al quarto d’ora si rendono pericolosi prima con l’ex Imoh, poi con Stefanoni, ma Carboni si dimostra ancora una volta attento e salva il risultato. I due allenatori inseriscono forze fresche per provare a cambiare la partita e all’80’ arriva una grande occasione per i padroni di casa: tiro da posizione defilata di Marras, sul pallone si avventa Orlando, che realizza quella che sarebbe la rete del 2-0. Il guardalinee, però, annulla il gol per una dubbia posizione di fuorigioco e si rimane sull’1-0. Nei minuti finali il Budonitenta il consueto forcing, ma la difesa biancoceleste è attenta e il Sassari Calcio Latte Dolce vince il derby sardo per 1-0.

Tabellino

Sassari Calcio Latte Dolce: Carboni; Canu, Cabeccia, Aru, Salaris (1’ st Aru, 25’ st Marras); Piga, Orlando; Muscas (16’ st Faye), Kaio Piassi (14’ st Saba), Grassi; Scognamillo (46’ st Patacchiola). A disposizione: Congiunti, Pireddu, Piredda, Di Paolo. Allenatore: Mauro Giorico

Budoni: Marano; De Paola (35’ st Bammacaro), Barboza, Casale, Iodice; D’Amico (1’ st Stefanoni), Toskić (14’ st Basualdo), Ortenzi (14’ st Spano), Lancioni; Leveh, Quintero (1’ st Imoh). A disposizione: Ammirati, Mauriello, Farris, Demoleon. Allenatore: Andrea Castricato (sostituisce lo squalificato Petrone)

Ammonizioni: Salaris (SLD), Canu (SLD),  Grassi (SLD), Kaio Piassi (SLD), Saba (SLD), Barboza (B), D’Amico (B), Iodice (B).

Espulsioni: Andrea Castricato (vice all. Budoni)

Arbitro: Daniele Benevelli (sez. Modena)

Assistenti: Matteo Lauri (sez. Modena), Mariano Pascale (sez. Bologna)




Alessandra Todde Incanta Sassari: Un Manifesto di Sogni e Speranze. Discorso integrale.

Fausto Farinelli

La Candidata del Campo Largo Progressista Presenta la Sua Visione in un Teatro Verdi Stracolmo

Intervento di apertura della manifestazione.

Arrivo in anticipo, intorno alle 17:30, prendo posizione in uno dei palchi per meglio osservare il pubblico, le loro espressioni e notare chi sono i presenti delle personalità politiche. È importante notare in queste occasioni dove ci si incontra chi parla con chi, notare gli atteggiamenti e le strette di mano. Il clima che si respira è quello delle grandi occasioni o forse è meglio scrivere delle grandi rivincite. Il popolo progressista ha voglia di tornare determinato alla guida della Sardegna.

Sassari, 5 gennaio 2024 – Nel cuore pulsante della città, il Teatro Verdi, si è tenuta una manifestazione politica che ha segnato un momento cruciale per la campagna elettorale di Alessandra Todde, candidata del campo largo progressista. In una serata carica di aspettative e speranze, il teatro, con una capienza di 1200 posti, si è trasformato in un crogiolo di passione politica, con persone in piedi ovunque per assistere all’evento.

L’evento ha preso il via con l’energica performance del cantante Beppe Dettori, che ha scaldato il cuore dei presenti con una canzone che risuonava di passione e impegno civico. Seguendo questa apertura emotiva, la Todde è salita sul palco, accolta da un’ovazione che ha riecheggiato tra le mura storiche del teatro.

Con un eloquio chiaro e diretto, la Todde ha presentato quello che sembrava un vero e proprio “libro dei sogni”, delineando una visione progressista per il futuro. Le sue parole hanno risuonato non solo come promesse elettorali ma come un manifesto di cambiamento e speranza per la comunità.

Tra i presenti, si notavano volti noti del panorama politico, tra cui Gianfranco Ganau, Mariano Brianda, Alessandra Casu, l’avvocato Perantoni, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, Ettore Licheri, Desire’ Manca, Franco Cuccureddu, Mario Bruno, Giacomo Spissu, Antonio Manca, Silvio Lai. Michele dei Pino e gli anticorpi ha portato una ventata di umorismo e leggerezza che ha aperto la serata.

Il clima della serata è stato uno di fervore politico, un misto di aspettativa e speranza per il futuro. La Todde ha saputo incantare il suo pubblico, mostrando una visione chiara e dettagliata per Sassari e per il suo elettorato.

Al termine della serata, abbiamo colto l’opportunità di raccogliere le prime impressioni sulla candidata Alessandra Todde. Tra i vari commenti, molti hanno elogiato il contenuto del suo programma, sottolineando la profondità e l’innovazione delle sue proposte. Tuttavia, alcuni partecipanti hanno evidenziato che la Todde deve ancora affinare le sue capacità comunicative, trovandola a tratti un po’ impacciata davanti al pubblico. Personalmente, mi è sembrata una donna molto preparata, che dedica tempo e attenzione a studiare ciò che poi deve esprimere pubblicamente.

In particolare, sul tema della sanità, la Todde ha espresso un messaggio chiaro e diretto: “Non faremo una nuova riforma sanitaria, ma faremo funzionare quello che adesso non funziona”. Questa dichiarazione ha rivelato un approccio pragmatico e concreto ai problemi attuali. Riguardo ai trasporti e alla questione della continuità aerea, ha espresso la volontà di investire più risorse per garantire una maggiore mobilità a tutti i sardi, elogiando il sistema misto in atto.

Con la conclusione dell’evento, la serata si è chiusa in un clima di riflessione e aspettativa. Mentre mi allontanavo dal Teatro Verdi, non ho potuto fare a meno di fermarmi per gustare una deliziosa e croccante Fainè, riflettendo sugli eventi della serata e sulle potenzialità del futuro politico della Sardegna.




Paolo Truzzu Candidato Governatore in Sardegna: Tra Consensi e Dissenso Interno

Il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu, Designato dal Centrodestra, ma la Coalizione Affronta Divisioni Interne

Cagliari, 5 Gennaio 2024 – di Fausto Farinelli

Il centrodestra sardo ha ufficialmente designato Paolo Truzzu, attuale Sindaco di Cagliari e esponente di Fratelli d’Italia, come il suo candidato alla carica di governatore della Sardegna per le elezioni del 25 febbraio 2024. La decisione, annunciata dopo una lunga giornata di discussioni e trattative, segna un momento significativo nel panorama politico regionale.

Antonella Zedda, coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia, ha espresso il suo entusiasmo per la scelta, affermando che Truzzu è stato scelto a grande maggioranza dalla coalizione, la quale comprende diversi partiti, tra cui il più influente è proprio Fratelli d’Italia. La designazione di Truzzu rappresenta una scelta di discontinuità rispetto al presidente uscente Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione (Psd’Az) e rappresenta un tentativo di rinnovamento all’interno della coalizione di centrodestra.

Gianfranco Rotondi, presidente della “Dc con Rotondi”, che sostiene la candidatura di Paolo Truzzu. Rotondi ha dichiarato: “Truzzu è la candidatura giusta per portare il centrodestra alla vittoria e la Sardegna in una nuova fase politica”​

Tuttavia, la candidatura di Truzzu non è stata esente da controversie interne alla coalizione. Nonostante il sostegno di una larga parte della coalizione, Lega e Psd’Az hanno mostrato riserve, decidendo di rimandare una decisione definitiva ad un successivo incontro a livello nazionale. Questa spaccatura interna evidenzia le tensioni e le dinamiche complesse all’interno della coalizione di centrodestra, dove diverse visioni politiche e interessi locali giocano un ruolo importante nella scelta dei candidati.

In attesa della formalizzazione della candidatura di Truzzu a livello nazionale, la situazione attuale presenta un quadro di incertezza per il centrodestra in Sardegna, che deve ora affrontare le sfide di una coalizione non completamente unita e delle dinamiche politiche in evoluzione. La prossima fase delle trattative e delle decisioni a livello nazionale sarà cruciale per determinare l’effettiva solidità della candidatura di Truzzu e per capire se la coalizione riuscirà a superare le sue divisioni interne in vista delle elezioni regionali.

In questo contesto politico emergente, è fondamentale riflettere sulle dichiarazioni del governatore uscente Christian Solinas. La sua posizione, apparentemente ambivalente, solleva interrogativi cruciali: sta Solinas semplicemente cercando di mantenere salda la sua base elettorale di fronte a un cambiamento di leadership, o sta adottando una tattica politica più calcolata per alzare la posta in gioco a favore di Truzzu? Le sue mosse possono essere viste come un’abile manovra per influenzare il corso degli eventi a suo vantaggio, ricordandoci che, in politica, le strategie e le tattiche sono spesso più complesse e sfaccettate di quanto appaiano in superficie. Questo gioco di potere, dove ogni mossa è ponderata e ogni dichiarazione è un potenziale pedone in una scacchiera politica, evoca il celebre aforisma: “In politica, come nel gioco degli scacchi, la tattica è cruciale, e a volte, come affermava Napoleone, ‘battere l’avversario è due volte più soddisfacente quando si usa la strategia’”. Gli elettori sono invitati a considerare attentamente queste dinamiche, poiché le decisioni prese oggi plasmeranno il futuro politico della Sardegna.

Contrasto tra le Dichiarazioni di Antonello Peru e Michele Pais: Preannuncio di una Possibile Frattura?

Un aspetto particolarmente interessante della situazione politica attuale in Sardegna è il netto contrasto tra le dichiarazioni di Antonello Peru, esponente di “Sardegna al Centro”, e quelle di Michele Pais, coordinatore regionale della Lega. Da un lato, Peru esalta il fatto che la scelta del candidato governatore sia stata fatta in Sardegna e in autonomia, suggerendo un processo decisionale radicato nel contesto regionale e libero da influenze esterne. Dall’altro, Pais afferma chiaramente che sarà Roma a dare l’ultima parola sulla scelta, implicando un controllo significativo dei vertici nazionali sulle decisioni regionali.

Questo contrasto non è solo una differenza di percezione, ma può anche essere interpretato come il preludio di una possibile spaccatura all’interno della coalizione di centrodestra. La Lega e il Partito Sardo d’Azione, noti per la loro capacità di cambiare campo politico come già avvenuto in passato, potrebbero trovare in questa discrepanza una ragione per riconsiderare le loro alleanze attuali. La dissonanza nelle loro dichiarazioni sottolinea le tensioni esistenti all’interno della coalizione e anticipa potenziali conflitti futuri.

In questo contesto, gli elettori sardi si trovano di fronte a un quadro politico in rapida evoluzione, dove le alleanze possono essere fluide e le strategie politiche sono in costante adattamento. Il contrasto tra le visioni di autonomia regionale e controllo centralizzato potrebbe essere un fattore chiave nelle dinamiche e nelle decisioni future del panorama politico sardo.




Capodanno ad Alghero: al via le attribuzioni della “medaglia al valore”.

Alghero, 3 Gennaio 2024 – di Fausto Farinelli

Dopo la sbornia di felicità è ora di assegnare o autoassegnare le medaglie al valore o al merito, decidete voi.

Inizia come sempre Forza Italia che attrraverso il suo comunicato dice:

«Come da aspettative Alghero si conferma la Regina del Capodanno in Sardegna. Un risultato che premia il grande lavoro messo in campo dalla Fondazione Alghero, dal Cda guidato dal presidente Andrea Delogu, con un affiatatissimo staff di collaboratori e consulenti, affiancata dal Comune di Alghero che in maniera complementare ha assicurato tutti i servizi necessari e indispensabili, dalla viabilità alle pulizie per citarne solo alcuni».

Da notare come il ruolo del comune di Alghero, che è l’unico proprietario della fondazione venga sminuito usando la parola ” complementare”.

Ovviamente i meriti vanno anche nella “direzione Tedde” con queste dichiarazioni:

«Il cartellone di eventi straordinario del Cap d’Any sta per andare in archivio grazie ad un grande lavoro di squadra fatto a Cagliari dagli assessori Fasolino e Chessa unitamente all’onorevole Marco Tedde, con l’inserimento nella finanziaria regionale di uno stanziamento di un milione di euro a favore dei capodanno di Sardegna. Il monitoraggio continuo dell’onorevole Tedde ha consentito che i criteri di suddivisione delle risorse garantissero l’importanza e la storicità dell’evento anche rispetto ad altri comuni.»

Dunque la prima medaglia al valore è stata assegnata a Forza Italia da forza Italia stessa. Un’autocelebrazione. Con delle inesattezze oggettive riguardo a certi meriti. Senza dimenticare come alcuni organi d’informazione cittadini esaltino queste autocelebrazioni senza neanche andare a vedere e controllare se tali dichiarazioni siano reali oppure ” mezza fuffa”.

Ah, l’autocelebrazione dei politici: una pratica antica quanto la politica stessa. Se pensiamo ai dittatori della storia, come Hitler, Mussolini, o Stalin, la loro autostima non era certo un problema. Hanno elevato l’arte dell’autocelebrazione a nuove vette vertiginose, creando culti della personalità così grandi da far sembrare un account Instagram super popolare solo una piccola pagina di diario personale.

Ma non dobbiamo guardare solo al passato per vedere esempi di questa splendida tradizione. I politici moderni, pur senza (fortunatamente) arrivare ai livelli dei loro predecessori storici, non mancano di cogliere ogni occasione per farsi un selfie con i loro successi, spesso ingigantendoli come fossero pesci pescati in un lago di ego. Che si tratti di tagliare un nastro in una nuova struttura pubblica o di twittare riguardo l’approvazione di una nuova legge, sembra che ogni gesto, grande o piccolo, meriti una standing ovation… almeno secondo loro.

D’altra parte, chi può biasimarli? In un mondo dove l’immagine è tutto e i social media sono il palcoscenico su cui tutti recitano, un po’ di autocelebrazione è quasi una necessità. Dopotutto, se non pubblichi una foto del tuo successo, è come se non fosse mai accaduto, giusto? E così, nella migliore tradizione dei dittatori di una volta, ma con un tocco più moderno e digitale, i nostri politici continuano a tessere le lodi dei loro successi, sperando che nessuno si accorga delle cose che non vanno così bene. Perché, alla fine, cosa c’è di meglio di un buon vecchio post su Instagram per far dimenticare i problemi reali?

Più sereno e oggettiva è il commento del Sindaco Mario Conoci che dimostra un innato carisma:

Alghero è stata la protagonista assoluta grazie alla collaborazione di tutti. Grazie di cuore per aver reso possibile questo straordinario inizio di anno
È stato merito di un incredibile lavoro di squadra che ha coinvolto amministrazione, enti pubblici, professionisti e aziende che, grazie alla grande capacità organizzativa dimostrata, hanno reso possibile una tre giorni di grandi eventi perfetta in ogni singolo dettaglio. Tante le persone che hanno dedicato mesi di impegno per ideare e preparare uno spettacolo che resterà nei nostri ricordi» sottolinea il sindaco ringraziando tutti, dalla Polizia Locale alle Forze dell’Ordine e le associazioni di volontariato che hanno garantito la sicurezza durante gli eventi e chi, pur non assistendo allo spettacolo, ha lavorato instancabilmente nei settori chiave come ospedali, caserme e attività private, assicurando servizi indispensabili a tutti.
Dal primo cittadino anche un sentito ringraziamento ai collaboratori di Ciclat/Alghero Ambiente che, nonostante i numeri straordinari di presenze, hanno garantito una città accogliente e ordinata dopo ogni singolo evento. «Un grande applauso a tutti gli artisti e deejay che ci hanno fatto divertire, ballare ed emozionare in ogni serata ,ma non ultimi, grazie a tutto il pubblico, ai cittadini e agli ospiti di Alghero, che hanno reso il Capodanno 2024 un evento memorabile con la loro partecipazione e entusiasmo».

Anche Fratelli d’Italia ha sigillato un comunicato esemplare:

Il Cap d’Any 2024 è stato un successo senza precedenti: tre giorni di spettacolo, promozione e crescita.

Un plauso più che doveroso all’Amministrazione Comunale: al Sindaco Conoci, all’Assessore Alessandro Cocco e a tutti i membri della giunta, che insieme hanno lavorato per coordinare, ciascuno per il proprio ambito di competenza, la squadra di questa organizzazione complessa ma vincente: dagli uffici turismo e cultura a quelli della polizia locale, passando per gli uffici ambiente a quelli per le manutenzioni.

Un lavoro programmato e avviato puntualmente sin da agosto, che ha avuto importantissime ricadute sull’economia cittadina.

Un ringraziamento altrettanto sentito lo facciamo a tutti i dipendenti della macchina comunale, della Società InHouse, della Fondazione, della Ciclat. E ancora a tutti i volontari, gli addetti alla sicurezza, le associazioni di protezione civile, alle nostre Forze dell’Ordine, che hanno garantito tre giorni di divertimento e sicurezza. 

“Abbiamo assistito a presenze in piazza per più di 70 mila persone nelle tre giornate di fine anno, senza contare i flussi attratti dalla ricca programmazione del mese di dicembre, che si concluderà con un altro grande evento atteso: quello della Befana” ha sottolineato la capogruppo Monica Pulina, che prosegue: “il lavoro portato avanti dall’Assessorato al Turismo e alla Cultura, insieme a tutta l’amministrazione è un importantissimo strumento di promozione e di sviluppo economico per la nostra città. A breve avremo dati precisi anche sugli arrivi e potremo valutare l’effetto di questo capodanno record”

L’offerta turistica e culturale messa in campo dalla città di Alghero è senza precedenti, ed è merito dell’impegno e della lungimiranza di una Amministrazione attenta alle necessità del territorio.

Gli importanti investimenti pubblici sono stati affiancati da un’importante investimento privato di sponsor e aziende che hanno creduto nel cartellone invernale, che ha garantito un ritorno d’immagine dal valore incredibile, e che ha saputo generare valore aggiunto.

Fratelli d’Italia vuole ringraziare anche chi ha lavorato in altri settori fondamentali come ospedali, caserme, ristorazione, lavorando duramente per assicurare servizi indispensabili a tutti.

Ora guardiamo al 2024 con la sua programmazione già avviata per i grandi eventi identitari, quelli sportivi, quelli culturali e musicali, con Alghero protagonista indiscussa.

Buon 2024.




Il discorso di fine anno – 2023 – del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Care concittadine e cari concittadini, questa sera ci stiamo preparando a festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Nella consueta speranza che si aprano giorni positivi e rassicuranti.

Naturalmente, non possiamo distogliere il pensiero da quanto avviene intorno a noi. Nella nostra Italia, nel mondo.

Sappiamo di trovarci in una stagione che presenta tanti motivi di allarme. E, insieme, nuove opportunità.

Avvertiamo angoscia per la violenza cui, sovente, assistiamo: tra gli Stati, nella società, nelle strade, nelle scene di vita quotidiana.

La violenza.

Anzitutto, la violenza delle guerre. Di quelle in corso; e di quelle evocate e minacciate.

Le devastazioni che vediamo nell’Ucraina, invasa dalla Russia, per sottometterla e annetterla.

L’orribile ferocia terroristica del 7 ottobre scorso di Hamas contro centinaia di inermi bambini, donne, uomini, anziani d’Israele. Ignobile oltre ogni termine, nella sua disumanità.

La reazione del governo israeliano, con un’azione militare che provoca anche migliaia di vittime civili e costringe, a Gaza, moltitudini di persone ad abbandonare le proprie case, respinti da tutti.

La guerra – ogni guerra – genera odio.

E l’odio durerà, moltiplicato, per molto tempo, dopo la fine dei conflitti.

La guerra è frutto del rifiuto di riconoscersi tra persone e popoli come uguali. Dotati di pari dignità. Per affermare, invece, con il pretesto del proprio interesse nazionale, un principio di diseguaglianza.

E si pretende di asservire, di sfruttare. Si cerca di giustificare questi comportamenti perché sempre avvenuti nella storia. Rifiutando il progresso della civiltà umana.

Il rischio, concreto, è di abituarsi a questo orrore. Alle morti di civili, donne, bambini. Come – sempre più spesso – accade nelle guerre.

Alla tragica contabilità dei soldati uccisi. Reciprocamente presentata; menandone vanto.

Vite spezzate, famiglie distrutte. Una generazione perduta.

E tutto questo accade vicino a noi. Nel cuore dell’Europa. Sulle rive del Mediterraneo.

Macerie, non solo fisiche. Che pesano sul nostro presente. E graveranno sul futuro delle nuove generazioni.

Di fronte alle quali si presentano oggi, e nel loro possibile avvenire, brutalità che pensavamo, ormai, scomparse; oltre che condannate dalla storia.

La guerra non nasce da sola. Non basterebbe neppure la spinta di tante armi, che ne sono lo strumento di morte. Così diffuse. Sempre più letali. Fonte di enormi guadagni.

Nasce da quel che c’è nell’animo degli uomini. Dalla mentalità che si coltiva. Dagli atteggiamenti di violenza, di sopraffazione, che si manifestano.

È indispensabile fare spazio alla cultura della pace. Alla mentalità di pace.

Parlare di pace, oggi, non è astratto buonismo. Al contrario, è il più urgente e concreto esercizio di realismo, se si vuole cercare una via d’uscita a una crisi che può essere devastante per il futuro dell’umanità.

Sappiamo che, per porre fine alle guerre in corso, non basta invocare la pace.

Occorre che venga perseguita dalla volontà dei governi. Anzitutto, di quelli che hanno scatenato i conflitti.

Ma impegnarsi per la pace significa considerare queste guerre una eccezione da rimuovere; e non la regola del prossimo futuro.

Volere la pace non è neutralità; o, peggio, indifferenza, rispetto a ciò che accade: sarebbe ingiusto, e anche piuttosto spregevole.

Perseguire la pace vuol dire respingere la logica di una competizione permanente tra gli Stati. Che mette a rischio le sorti dei rispettivi popoli. E mina alle basi una società fondata sul rispetto delle persone.

Per conseguire la pace non è sufficiente far tacere le armi.

Costruirla significa, prima di tutto, educare alla pace. Coltivarne la cultura nel sentimento delle nuove generazioni. Nei gesti della vita di ogni giorno. Nel linguaggio che si adopera.

Dipende, anche, da ciascuno di noi.

Pace, nel senso di vivere bene insieme. Rispettandosi, riconoscendo le ragioni dell’altro. Consapevoli che la libertà degli altri completa la nostra libertà.

Vediamo, e incontriamo, la violenza anche nella vita quotidiana. Anche nel nostro Paese.

Quando prevale la ricerca, il culto della conflittualità. Piuttosto che il valore di quanto vi è in comune; sviluppando confronto e dialogo.

La violenza

Penso a quella più odiosa sulle donne.

Vorrei rivolgermi ai più giovani.

Cari ragazzi, ve lo dico con parole semplici: l’amore non è egoismo, possesso, dominio, malinteso orgoglio. L’amore – quello vero – è ben più che rispetto: è dono, gratuità, sensibilità.

Penso alla violenza verbale e alle espressioni di denigrazione e di odio che si presentano, sovente, nella rete.

Penso alla violenza che qualche gruppo di giovani sembra coltivare, talvolta come espressione di rabbia.

Penso al risentimento che cresce nelle periferie. Frutto, spesso, dell’indifferenza; e del senso di abbandono.

Penso alla pessima tendenza di identificare avversari o addirittura nemici. Verso i quali praticare forme di aggressività. Anche attraverso le accuse più gravi e infondate. Spesso, travolgendo il confine che separa il vero dal falso.

Queste modalità aggravano la difficoltà di occuparsi efficacemente dei problemi e delle emergenze che, cittadini e famiglie, devono affrontare, giorno per giorno.

Il lavoro che manca. Pur in presenza di un significativo aumento dell’occupazione.

Quello sottopagato. Quello, sovente, non in linea con le proprie aspettative e con gli studi seguiti.

Il lavoro, a condizioni inique, e di scarsa sicurezza. Con tante, inammissibili, vittime.

Le immani, differenze di retribuzione tra pochi superprivilegiati e tanti che vivono nel disagio.

Le difficoltà che si incontrano nel diritto alle cure sanitarie per tutti. Con liste d’attesa per visite ed esami, in tempi inaccettabilmente lunghi.

La sicurezza della convivenza. Che lo Stato deve garantire. Anche contro il rischio di diffusione delle armi.

Rispetto allo scenario in cui ci muoviamo, i giovani si sentono fuori posto. Disorientati, se non estranei a un mondo che non possono comprendere; e di cui non condividono andamento e comportamenti.

Un disorientamento che nasce dal vedere un mondo che disconosce le loro attese. Debole nel contrastare una crisi ambientale sempre più minacciosa. Incapace di unirsi nel nome di uno sviluppo globale.

In una società così dinamica, come quella di oggi, vi è ancor più bisogno dei giovani. Delle loro speranze. Della loro capacità di cogliere il nuovo.

Dipende da tutti noi far prevalere, sui motivi di allarme, le opportunità di progresso scientifico, di conoscenza, di dimensione umana.

Quando la nostra Costituzione parla di diritti, usa il verbo “riconoscere”.

Significa che i diritti umani sono nati prima dello Stato. Ma, anche, che una democrazia si nutre, prima di tutto, della capacità di ascoltare.

Occorre coraggio per ascoltare. E vedere – senza filtri – situazioni spesso ignorate; che ci pongono di fronte a una realtà a volte difficile da accettare e affrontare.

Come quella di tante persone che vivono una condizione di estrema vulnerabilità e fragilità; rimasti isolati. In una società pervasa da quella “cultura dello scarto”, così efficacemente definita da Papa Francesco.

Cui rivolgo un saluto e gli auguri più grandi. E che ringrazio per il suo instancabile Magistero.

Affermare i diritti significa ascoltare gli anziani. Preoccupati di pesare sulle loro famiglie; mentre il sistema assistenziale fatica a dar loro aiuto.

Si ha sempre bisogno della saggezza e dell’esperienza. E di manifestare rispetto e riconoscenza per le generazioni precedenti. Che, con il lavoro e l’impegno, hanno contribuito alla crescita dell’Italia.

Affermare i diritti significa prestare attenzione alle esigenze degli studenti, che vanno aiutati a realizzarsi. Il cui diritto allo studio incontra, nei fatti, ostacoli. A cominciare dai costi di alloggio nelle grandi città universitarie; improponibili per la maggior parte delle famiglie.

Significa rendere effettiva la parità tra donne e uomini: nella società, nel lavoro, nel carico delle responsabilità familiari.

Significa non volgere lo sguardo altrove di fronte ai migranti.

Ma ascoltare significa, anche, saper leggere la direzione e la rapidità dei mutamenti che stiamo vivendo. Mutamenti che possono recare effetti positivi sulle nostre vite.

La tecnologia ha sempre cambiato gli assetti economici e sociali.

Adesso, con l’intelligenza artificiale che si autoalimenta, sta generando un progresso inarrestabile. Destinato a modificare profondamente le nostre abitudini professionali, sociali, relazionali..

Ci troviamo nel mezzo di quello che verrà ricordato come il grande balzo storico dell’inizio del terzo millennio. Dobbiamo fare in modo che la rivoluzione che stiamo vivendo resti umana. Cioè, iscritta dentro quella tradizione di civiltà che vede, nella persona – e nella sua dignità – il pilastro irrinunziabile.

Viviamo, quindi, un passaggio epocale. Possiamo dare tutti qualcosa alla nostra Italia. Qualcosa di importante. Con i nostri valori. Con la solidarietà di cui siamo capaci.

Con la partecipazione attiva alla vita civile.

A partire dall’esercizio del diritto di voto.

Per definire la strada da percorrere, è il voto libero che decide. Non rispondere a un sondaggio, o stare sui social.

Perché la democrazia è fatta di esercizio di libertà.

Libertà che, quanti esercitano pubbliche funzioni – a tutti i livelli -, sono chiamati a garantire.

Libertà indipendente da abusivi controlli di chi, gestori di intelligenza artificiale o di potere, possa pretendere di orientare il pubblico sentimento.

Non dobbiamo farci vincere dalla rassegnazione. O dall’indifferenza. Non dobbiamo chiuderci in noi stessi per timore che le impetuose novità che abbiamo davanti portino soltanto pericoli.

Prima che un dovere, partecipare alla vita e alle scelte della comunità è un diritto di libertà. Anche un diritto al futuro. Alla costruzione del futuro.

Partecipare significa farsi carico della propria comunità. Ciascuno per la sua parte.

Significa contribuire, anche fiscalmente. L’evasione riduce, in grande misura, le risorse per la comune sicurezza sociale. E ritarda la rimozione del debito pubblico; che ostacola il nostro sviluppo.

Contribuire alla vita e al progresso della Repubblica, della Patria, non può che suscitare orgoglio negli italiani.

Ascoltare, quindi; partecipare; cercare, con determinazione e pazienza, quel che unisce.

Perché la forza della Repubblica è la sua unità.

L’unità non come risultato di un potere che si impone.

L’unità della Repubblica è un modo di essere. Di intendere la comunità nazionale. Uno stato d’animo; un atteggiamento che accomuna; perché si riconosce nei valori fondanti della nostra civiltà: solidarietà, libertà, uguaglianza, giustizia, pace.

I valori che la Costituzione pone a base della nostra convivenza. E che appartengono all’identità stessa dell’Italia.

Questi valori – nel corso dell’anno che si conclude – li ho visti testimoniati da tanti nostri concittadini.

Li ho incontrati nella composta pietà della gente di Cutro.

Li ho riconosciuti nella operosa solidarietà dei ragazzi di tutta Italia che, sui luoghi devastati dall’alluvione, spalavano il fango; e cantavano ‘Romagna mia’.

Li ho letti negli occhi e nei sorrisi, dei ragazzi con autismo che lavorano con entusiasmo a Pizza aut. Promossa da un gruppo di sognatori. Che cambiano la realtà.

O di quelli che lo fanno a Casal di Principe. Laddove i beni confiscati alla camorra sono diventati strumenti di riscatto civile, di impresa sociale, di diffusione della cultura. Tenendo viva la lezione di legalità di don Diana.

Nel radunarsi spontaneo di tante ragazze, dopo i terribili episodi di brutalità sulle donne. Con l’intento di dire basta alla violenza. E di ribellarsi a una mentalità di sopraffazione.

Li vedo nell’impegno e nella determinazione di donne e uomini in divisa. Che operano per la nostra sicurezza. In Italia, e all’estero.

Nella passione civile di persone che, lontano dai riflettori della notorietà, lavorano per dare speranza e dignità a chi è in carcere.

O di chi ha lasciato il proprio lavoro – come è avvenuto – per dedicarsi a bambini, ragazzi e mamme in gravi difficoltà.

A tutti loro esprimo la riconoscenza della Repubblica.

Perché le loro storie raccontano già il nostro futuro.

Ci dicono che uniti siamo forti.

Buon anno a tutti!




I Maggiori concerti in Sardegna hanno fatto Boom!

Un successo che deve fare riflettere…….






Tragedia a Bastonate in Sardegna: Uccide il Padre dopo Assunzione di LSD

Arzachena, 29 Dicembre 2023 – Un tragico evento ha scosso la comunità di Arzachena in Sardegna. Michele Fresi, un giovane di 27 anni, ha ucciso suo padre Giovanni, un orafo di 58 anni molto conosciuto nella zona di Costa Smeralda. L’incidente è avvenuto nella notte del 28 dicembre, al culmine di una serata caotica trascorsa tra i locali del centro storico.

Fatti Sconvolgenti e Confessione Shock

Fresi ha ammesso di aver assunto LSD e un’altra sostanza stupefacente, apparentemente per contrastare effetti devastanti che stava sperimentando. Tuttavia, il giovane ha confessato di non ricordare l’omicidio di suo padre. Durante l’udienza di convalida dell’arresto, il pubblico ministero ha ottenuto la custodia cautelare in carcere. Fresi, rappresentato dall’avvocato Pier Franco Tirotto, non ha risposto alle domande del giudice, ma ha rivelato di aver pensato di essere inseguito e in pericolo.

Antefatti e Prospettive Legali

L’avvocato Tirotto ha sottolineato che Fresi ha un passato familiare e psichico problematico, senza precedenti di violenza. Nel febbraio del 2023, Fresi aveva già avuto un episodio di comportamento irrazionale durante i festeggiamenti del Carnevale a Tempio. Il legale anticipa che gli esami tossicologici confermeranno l’assunzione di sostanze da parte di Fresi, e valuterà la richiesta di una perizia per infermità mentale​​.

Riepilogo:

  • Luogo dell’Evento: Arzachena, Sardegna
  • Vittima: Giovanni Fresi, 58 anni, orafo
  • Aggressore: Michele Fresi, 27 anni
  • Sostanze Assunte: LSD e un’altra sostanza non specificata
  • Stato Legale: Custodia cautelare in carcere, udienza di convalida dell’arresto avvenuta



Analisi degli Ascolti TV 2023

di Fausto Farinelli – 28 Dic. 2023

Ascolti TV 2023: Tra Declino e Sopravvivenza

Uno sguardo approfondito sugli ascolti televisivi in Italia nel 2023, evidenziando i programmi e i canali in declino e quelli che ancora attirano l’attenzione degli spettatori.


Il panorama televisivo italiano nel 2023 ha subito notevoli cambiamenti. La televisione generalista mostra segni di declino, con una guerra di decimali che si intensifica. Tuttavia, alcuni programmi e canali si distinguono ancora per la loro resilienza e capacità di attrarre spettatori.


Prendo spunto da un ottimo “pezzo” su “La stampa” on line di oggi per analizzare Nel 2023 il settore televisivo italiano, il quale ha affrontato un periodo di transizione significativo. La TV generalista ha registrato un lento declino, con la maggior parte dei canali che segnano un calo negli ascolti, a parte rari casi come Italia 1 che mostra un incremento dello 0,2%.

La tendenza verso la riduzione degli ascolti è evidente anche nei programmi di informazione. Ad esempio, il Tg1 ha perso quasi un punto e mezzo di share, passando da 4,752 milioni a 4,453 milioni di spettatori. Anche il Tg2 e il Tg3 hanno registrato cali, rispettivamente dello 0,34% e dell’1%. Il Tg5 ha avuto un calo meno marcato, ma comunque significativo.

In contrasto, il Tg diretto e condotto da Enrico Mentana ha visto un aumento di share, passando dal 5,3% nel 2022 al 6,7% nel 2023. Questo successo sottolinea l’importanza di conduttori e brand forti nel panorama televisivo attuale.

I programmi di La7 come “In altre parole” e “Una giornata particolare” hanno mostrato incrementi di share, rispettivamente del 2,4% e dell’1,8%. Tuttavia, programmi come “Di Martedì”, “Piazza Pulita”, “Propaganda Live” e “In onda” hanno registrato cali.

Uno dei cambiamenti più significativi potrebbe essere rappresentato dalla diversificazione degli opinionisti nei talk show. Tradizionalmente dominati da un gruppo ristretto di esperti e personaggi pubblici, i talk show potrebbero beneficiare enormemente dall’apertura verso nuove voci, in particolare quella dei direttori di giornali online regionali. Questa mossa non solo porterebbe una varietà di prospettive più ampia e rappresentativa del panorama italiano, ma potrebbe anche attrarre un pubblico più diversificato e giovane, interessato a un’analisi più vicina alle realtà locali e alle dinamiche regionali.

La Rai ha presentato nuovi programmi che sono stati in gran parte bocciati dal pubblico, con tagli in programmi come “Mercante in Fiera” e “Fake Show”. Anche Rai3 ha subito un calo significativo dello share, perdendo l’1,9% e passando dal 7,7% al 5,8%

Il declino degli ascolti in Italia non è solo una sfida, ma anche un’opportunità per un rinnovamento radicale nel campo dei programmi di intrattenimento. La necessità di nuovi volti nei ruoli di conduttori è palpabile. La presenza di nuovi talenti può portare freschezza e dinamismo, risvegliando l’interesse del pubblico stanco delle solite facce.

Allo stesso tempo, l’idea di creare “content team” interni alle reti televisive potrebbe essere una strategia vincente. Questi team avrebbero il compito di sperimentare e sviluppare nuovi format, rispondendo meglio alle esigenze di un pubblico in continua evoluzione. Potrebbero aprire la strada a programmi più innovativi, che combinano intrattenimento, educazione e informazione in modi completamente nuovi.

Nonostante questi declini, la televisione generalista continua ad attirare un pubblico significativo ogni sera, dimostrando una resistenza alla concorrenza delle piattaforme on demand. Questo fenomeno è attribuito all’identità e al carattere unico dei canali televisivi.


Tabella degli Ascolti TV 2023:

Programma/Canale Variazione Share 2023 Note
Italia 1 +0,2% Unico canale in crescita
Tg1 -1,46% Forte calo
Tg2 -0,34% Calo
Tg3 -1% Calo
Tg5 Calo non specificato Meno peggio di Tg1
Tg Mentana (La7) Da 5,3% a 6,7% Incremento
“In altre parole” +2,4% Crescita
“Una giornata particolare” +1,8% Crescita
“Di Martedì” -0,3% Calo
“Piazza Pulita” -0,7% Calo
“Propaganda Live” -0,1% Calo
“In onda” -2,2% Calo
Rai3 Da 7,7% a 5,8% Calo dell’1,9%

Queste riflessioni ci portano a domandarci: Siamo pronti per una rivoluzione nel panorama televisivo italiano? E come reagirà il pubblico a queste novità? La scommessa è alta, ma il potenziale per un rinnovamento significativo è evidente. La televisione italiana ha l’opportunità di ridefinire il proprio ruolo nell’era digitale, diventando un medium ancora più influente e rilevante.




Alghero in Festa: Nuove Regolamentazioni Stradali per i Concerti di Capodanno

Nuove Misure di Sicurezza e Organizzazione Traffico per il “Cap d’Any – 2023”

Alghero, 15 Dicembre 2023 – La città di Alghero si appresta a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con una serie di eventi musicali che promettono di attirare migliaia di spettatori. In occasione dei concerti di “Anna”, Noyz Narcos e Gue, “Voglio Tornare negli Anni 90” e Luciano Ligabue, previsti rispettivamente il 29, 30 e 31 dicembre 2023, l’amministrazione comunale ha introdotto importanti misure per la regolamentazione del traffico e la sicurezza pubblica.

Nuove Ordinanze Dirigenziali
La Fondazione Alghero, organizzatrice dell’evento, ha richiesto al Comune l’adozione di un’ordinanza per disciplinare il transito e la sosta dei veicoli nelle zone adiacenti al Piazzale della Pace. La misura si rende necessaria per garantire lo svolgimento sicuro degli spettacoli e gestire l’afflusso di spettatori.

Misure di Sicurezza e Viabilità
Le ordinanze prevedono il divieto di sosta con rimozione forzata e la modifica della circolazione veicolare in diverse strade della città. I divieti sono temporanei e limitati alle serate dei concerti. Si evidenzia l’importanza di garantire la sicurezza della circolazione sia veicolare che pedonale, oltre a favorire i servizi navetta per il trasporto degli spettatori.

Zone Interessate e Orari di Divieto
Le restrizioni al traffico riguardano principalmente le vie La Marmora, Asfodelo, degli Orti, Garibaldi, e altre aree limitrofe all’evento. I divieti di sosta e di transito saranno in vigore dalle ore 14:00 del 29 dicembre sino alle ore 03:00 del 1° gennaio 2024, con variazioni in base alle specifiche strade.

Servizi Navetta e Parcheggi
Il Comune ha istituito servizi navetta e aree di sosta temporanee per gestire l’afflusso di spettatori. Queste misure mirano a ridurre il congestionamento del traffico e garantire l’accessibilità all’area dell’evento.

IL DETTAGLIO DEI PROVVEDIMENTI TEMPORANEI

dalle ore 14:00 di venerdì 29 dicembre sino alle ore 03:00 di sabato 30 dicembre 2023 e
comunque fino al completo deflusso degli spettatori dall’area di svolgimento del concerto
dalle ore 14:00 di sabato 30 dicembre sino alle ore 03:00 di domenica 31 dicembre 2023 e
comunque fino al completo deflusso degli spettatori dall’area di svolgimento del concerto
dalle ore 10:00 di domenica 31 dicembre 2023 sino alle ore 03:00 di lunedì 1^ gennaio 2024
e comunque fino al completo deflusso degli spettatori dall’area di svolgimento del concerto
VIA LA MARMORA, tratto compreso tra Via Catalogna/Eleonora d’Arborea e Via Garibaldi:
istituzione del divieto di sosta con rimozione forzata su ambo i lati per tutti i veicoli;
VIA ASFODELO (tratto compreso tra via Gallura e Via Ventiquattro Maggio): istituzione del
divieto di sosta con rimozione forzata su ambo i lati per tutti i veicoli;
VIA ASFODELO (tratto compreso tra via Costa Brava e Via Ventiquattro Maggio): istituzione
del divieto di sosta con rimozione forzata su ambo i lati per tutti i veicoli;
VIA DEGLI ORTI (tratto compreso tra via Ventiquattro Maggio e via Gallura): istituzione del
divieto di sosta con rimozione forzata su ambo i lati della carreggiata eccetto veicoli della Guardia
di Finanza nell’area riservata ed appositamente delimitata posta contermine alla caserma;
VIA GARIBALDI (tratto compreso tra via Catalogna e Via Spano, limitatamente alla
semicarreggiata lato numerazione civica dispari): istituzione del divieto di sosta con rimozione
forzata per tutti i veicoli, con esclusione dei veicoli in servizio di polizia, soccorso ed emergenza.

dalle ore 14:00 di venerdì 29 dicembre sino alle ore 03:00 di sabato 30 dicembre 2023;
dalle ore 14:00 di sabato 30 dicembre sino alle ore 03:00 di domenica 31 dicembre 2023;
dalle ore 14:00 di domenica 31 dicembre 2023 sino alle ore 03:00 di lunedì 1^ gennaio 2024:
VIA VITTORIO VENETO, nel tratto compreso tra il civico 8 e la Via S. Diez e VIA
CASTELSARDO, s.n.c., per una estensione di ml. 15,00 (nelle immediate vicinanze dell’accesso
carrabile al fondo): istituzione del divieto di sosta per tutti i veicoli eccetto autoveicoli adibiti a
servizio navetta.

dalle ore 15:00 di venerdì 29 dicembre sino alle ore 03:00 di sabato 30 dicembre 2023 e
comunque fino al completo deflusso degli spettatori dall’area di svolgimento del concerto
dalle ore 15:00 di sabato 30 dicembre sino alle ore 03:00 di domenica 31 dicembre 2023 e
comunque fino al completo deflusso degli spettatori dall’area di svolgimento del concerto
dalle ore 12:00 di domenica 31 dicembre 2023 sino alle ore 03:00 di lunedì 1^ gennaio 2024
e comunque fino al completo deflusso degli spettatori dall’area di svolgimento del concerto
VIA LA MARMORA, tratto compreso tra Via Catalogna/Eleonora d’Arborea e Via Garibaldi
istituzione del divieto di transito per tutti i veicoli fatta eccezione per:
a. i veicoli dell’organizzazione;
b. i veicoli in servizio di polizia, soccorso ed emergenza.
VIA ELEONORA D’ARBOREA: sospensione del senso unico di circolazione. Sarà consentito il solo
“traffico locale” in ambedue i sensi di marcia dei veicoli in servizio di polizia, soccorso ed
emergenza e di quelli in ingresso-uscita dai passi carrai ivi esistenti e/o in sosta nella predetta
carreggiata.
VIA VENTIQUATTRO MAGGIO (tratto compreso tra via Catalogna e via Garibaldi): istituzione
del divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto veicoli in servizio di polizia, soccorso ed
emergenza;
VIA ASFODELO (tratto compreso tra via Gallura e Via Ventiquattro Maggio): istituzione del
divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto veicoli in servizio di polizia, soccorso ed emergenza;
VIA ASFODELO (tratto compreso tra via Costa Brava e Via Ventiquattro Maggio): istituzione
del divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto veicoli in servizio di polizia, soccorso ed
emergenza;
VIA COSTA BRAVA: istituzione del divieto di transito per tutti i veicoli. Sarà consentito il solo
“traffico locale” dei veicoli in servizio di polizia, soccorso ed emergenza e dei frontisti diretti ai passi
carrai ivi ubicati.
VIA DEGLI ORTI (tratto compreso tra via Ventiquattro Maggio e via Gallura): istituzione del
divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto veicoli in servizio di polizia, soccorso ed emergenza;
VIA AMSICORA (tratto compreso tra Via Degli Orti e Via Garibaldi): sospensione del senso
unico di circolazione. Sarà consentito il solo “traffico locale” in ambedue i sensi di marcia
limitatamente ai veicoli in servizio di polizia, soccorso ed emergenza e di quelli in ingresso-uscita
dagli accessi carrabili ivi esistenti e/o in sosta nella predetta carreggiata;
VIA ALDO MORO (tratto compreso tra Via Degli Orti e Via Garibaldi): istituzione del divieto di
transito per tutti i veicoli, eccetto autoveicoli adibiti a servizio navetta dai parcheggi predisposti in
Via Castelsardo e Viale Primo Maggio verso il Piazzale della Pace;
VIA GARIBALDI (tratto compreso tra via Catalogna e la rotatoria posta all’intersezione tra la
Via Lido-Garibaldi-Don Minzoni-Castelsardo, limitatamente alla semicarreggiata lato
numerazione civica dispari): istituzione del divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto veicoli in
servizio di polizia, soccorso ed emergenza;
VIA GARIBALDI (tratto compreso tra via Aldo Moro e la rotatoria posta all’intersezione tra la
Via Lido-Garibaldi-Don Minzoni-Castelsardo, limitatamente alla semicarreggiata lato
numerazione civica dispari): istituzione del divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto autoveicoli
adibiti a servizio navetta dai parcheggi predisposti in Via Castelsardo e Viale Primo Maggio verso il
Piazzale della Pace;
VIA GARIBALDI semicarreggiata lato mare (tratto compreso tra la rotatoria posta
all’intersezione tra la Via Lido-Garibaldi-Don Minzoni-Castelsardo e la Banchina Dogana
(ingresso area portuale): istituzione del divieto di transito per tutti i veicoli eccetto veicoli in
servizio di polizia, soccorso ed emergenza.
VIA GARIBALDI semicarreggiata lato mare (tratto compreso tra la rotatoria posta
all’intersezione tra la Via Lido-Garibaldi-Don Minzoni-Castelsardo e l’intersezione con la Via
Aldo Moro: istituzione del divieto di transito per tutti i veicoli, eccetto autoveicoli adibiti a servizio
navetta dai parcheggi predisposti in Via Castelsardo e Viale Primo Maggio verdo il piazzale della pace.

Dalle ore 08:00 di venerdì 29 dicembre sino alle ore 08:00 di martedì 2 gennaio 2024
l’istituzione di aree di sosta gratuite e non custodite in:
1) Via Vittorio Emanuele n°106, c/o campo sportivo “Don Bosco”;
2) Via Castelsardo, Via Porto Torres e Via De Giorgio (c/o area sterrata ricompresa tra le
predette vie)

Dalle ore 08:00 di domenica 31 dicembre sino alle ore 08:00 di lunedì 1^ gennaio 2024
l’istituzione di un area di sosta gratuita e non custodita in:
Viale Primo Maggio (area interna Anfiteatro Ivan Graziani ex Palazzo dei Congressi)

BUS NAVETTA dalle ore 17 alle 3 del mattino
1) nelle giornate del 29, 30 e 31 dicembre, dalla Via Castelsardo alla Via Vittorio Veneto, con
fermata intermedia in Via Aldo Moro altezza civico 37;
2) nella giornata del 31 dicembre, si aggiunge un’ulteriuore navetta da Viale Primo Maggio (ANFITEATRO IVAN GRAZIANI ex Palazzo dei Congressi) alla Via Garibaldi (lato opposto Chiesa di San Giovanni), con fermate intermedie previste in Viale Primo Maggio (altezza Hotel Oasis), Viale Primo Maggio
intersezione Via Lido/Via Liguria. Navetta da 150 posti in piedi dotata anche di accesso per disabili.




Bando Capodanno di Alghero: Solo una Azienda Locale tra i Vincitori

Assegnazioni a sorpresa seppur legittime nelle postazioni per cibo e bevande durante la tre giorni festiva

Le recenti polemiche legate al bando per l’assegnazione delle postazioni per la distribuzione di cibo e bevande durante la celebrazione del capodanno ad Alghero hanno raggiunto un nuovo capitolo. La Fondazione Alghero, organizzatrice dell’evento, ha annunciato le aziende vincitrici, suscitando ulteriori sorprese.

Nonostante l’impegno dichiarato nella trasparenza e l’apertura a tutti gli interessati, l’esito ha sollevato alcune sopracciglia. Delle quattro aziende aggiudicatarie, solo una proviene da Alghero, evidenziando un’apparente discrepanza tra la distribuzione locale e quella proveniente da altre città.

Ecco l’esito del bando: La prima azienda, di Sassari, ha presentato un’offerta di € 33.508,20. Segue un’azienda di Palau con € 31.100,00. La terza, unica rappresentante di Alghero, ha offerto € 30.500,00. Infine, una società di Olbia si è aggiudicata la quarta postazione con un’offerta di € 28.561,00.

La procedura per il bando è stata curata in autonomia dal Presidente Delogu e dalla componente del CDA ancora senza deleghe ufficiali Sara Govoni. Il fatto che solo una delle aziende vincitrici sia di Alghero solleva domande sulla dinamica del processo di selezione, specialmente in un contesto che dovrebbe favorire soprattutto il coinvolgimento delle realtà imprenditoriali locali. E’ anche vero che i bandi sono pubblici e tutti vi possono partecipare, dando a chi produce il bando stesso una trasparenza oggettiva nella sua conduzione.

Questo ci porta a riflettere sulla resilienza e il coraggio imprenditoriale delle aziende di Alghero. È evidente che il panorama competitivo si sta intensificando, sollevando interrogativi fondamentali: sono le imprese locali pronte ad affrontare una competizione sempre più agguerrita? E quale ruolo possono e devono giocare per assicurarsi un posto in eventi di grande importanza e visibilità? La capacità di adattarsi e competere in un mercato in rapida evoluzione sarà cruciale per il futuro delle aziende Algheresi.