Mario Guerrini ” tranchant”sulla vicenda Giganti di Mont’e Prama nel suo osservatorio sui Social.
L’articolo critica la “retromarcia” dell’Unione Sarda sulla vicenda dei Giganti di Mont’e Prama e accusa il quotidiano di essere sottomesso al potere politico regionale, che lo tiene sotto scacco grazie ai finanziamenti pubblici. Il giornale viene descritto come limitato a lanciare cortine fumogene e mistificatrici, mentre il comitato di affari, influenzato dalla massoneria, continua a prosperare. Gli organi professionali dei giornalisti, sindacato e Ordine, sono descritti come complici di questa situazione che fa prosperare un gioco al massacro della Sardegna, la regione più povera d’Italia con il peggior sistema sanitario e a costi elevati per la mobilità aerea e marittima.
La carriera politica del deputato Giovanni Donzelli ha raggiunto un importante traguardo con l’intervento alla Camera dei Deputati riguardo il detenuto anarchico Alfredo Cospito. Le affermazioni lette in aula dal Vice Presidente del Copasir Donzelli, se confermate, hanno dato una connotazione politica ed anche giudiziaria alla vicenda di Cospito, che ha intrapreso uno sciopero della fame per protestare contro il regime carcerario del 41-bis.
Secondo Donzelli, le parole di Cospito, rese pubbliche in Parlamento, non possono essere ignorate e pongono una sfida alla legalità e alla democrazia. Cospito si è fatto portavoce della volontà storica della mafia di abolire per sempre il 41-bis, noto come “carcere duro” e continuare a comandare anche da dietro le sbarre. Questa vicenda assume quindi un’importanza etico-culturale prima ancora che politica e mette in evidenza la lotta dell’anarchismo contro il regime carcerario.
L’anarchismo in Italia ha una storia lunga e complessa, risalente alla fine del XIX secolo. Durante il periodo fascista, molti anarchici sono stati perseguitati e arrestati, ma negli anni ’70 e ’80 l’anarchismo ha raggiunto un nuovo picco. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’anarchismo ha perso parte della sua influenza a causa della repressione delle autorità e della crescita del terrorismo di estrema sinistra. La vicenda di Alfredo Cospito rappresenta quindi un nuovo capitolo nella storia dell’anarchismo in Italia e la sua lotta contro il regime carcerario pone una sfida alla legalità e alla democrazia.
Nonostante le sfide, il deputato Donzelli rimane impegnato a difendere la Costituzione e a promuovere la legalità in ogni momento. La vicenda di Cospito rappresenta un appello a tutti coloro che credono nella democrazia e nella giustizia a non ignorare le parole di chi lotta contro il regime carcerario e a difendere la legalità a ogni costo.
BIT 2023: i nuovi stili di viaggio spingono la ripresa del turismo
Finanziaria Regionale: Ad Alghero in arrivo € 3.431.000,00
La recente legge finanziaria regionale della Sardegna ha destinato una significativa somma di denaro per finanziare progetti e iniziative locali. Alghero riceverà nel triennio 23/24/25 la somma di € 3.431.000,00. Questo importo servirà a sostenere lo sviluppo economico e culturale della città e a migliorare la qualità della vita dei suoi abitanti.
In Sardegna esistono 78 diverse fonti d’informazione giornalistica. 1 ogni 20.100 abitanti. Ma solo il 47% si fida. Nel 2020 erano il 65%. -articolo in continuo aggiornamento-
L’importanza di avere accesso a più fonti di notizie è indubbia nell’era digitale in cui viviamo. Il mondo dell’informazione è in continuo mutamento e spesso si concentra sulla rapida diffusione delle notizie, trascurando gli approfondimenti. Questo può avere un impatto negativo sulla qualità dell’informazione e sulla comprensione dei fatti da parte dei cittadini.
In Sardegna abbiamo 1.571.000 abitanti e possiamo contare sulla presenza di ben 66 siti di notizie on line, ovvero 1 ogni 23.800 abitanti, il chè garantisce una copertura informativa molto vasta e diversificata. Senza contare il numero delle televisioni presenti solo sul digitale terrestre, pari a 12, che porta a ben 78 fonti diverse di notizie, ovvero 1 fonte ogni 20.100 abitanti.
Questo significa che i cittadini sardi hanno la possibilità di accedere a molte informazioni differenti e di formarsi un’opinione più completa e obiettiva sugli eventi. Inoltre, la presenza di molte fonti di notizie rende difficile per le notizie false o fuorvianti di diffondersi incontrollabilmente, poiché vengono rapidamente smentite da altre fonti.
perchè nonostante tutte queste fonti di informazione Edelman dice che meno della metà degli italiani (47%) ha fiducia nei media?
data Media hub riposta quanto segue: Edelman la più grande società globale di pubbliche relazioni, ha pubblicato i risultati dell’Edelman Trust Barometer 2023. Il sondaggio è stato condotto da Edelman Data & Intelligence attraverso interviste online di 30 minuti condotte tra il 1° e il 28 novembre 2022 in 28 paesi, tra cui l’Italia. La metà degli intervistati vede i media come una forza di divisione nella società. Attraverso la disinformazione e la divisione, i media alimentano e sfruttano il ciclo per scopi commerciali e politici. I media hanno registrato un ulteriore calo generale della fiducia, raggiungendo i livelli di fiducia più bassi tra le aree indagate da Edelman.
Siamo passati dal 65% degli italiani che si fidano dei media nel 2020 al 37% nel 2022. Il calo maggiore registrato nell’ultimo decennio e il punto più basso del decennio stesso.
L’era digitale ha portato un’enorme quantità di informazioni a portata di mano, ma questo non significa che tutte le informazioni siano affidabili e attendibili. In effetti, la rapida diffusione delle notizie spesso trascura gli approfondimenti e questo può portare a una comprensione distorta dei fatti. Ecco perché è fondamentale non solo avere accesso a diverse fonti di notizie, ma anche essere in grado di effettuare un’analisi critica e approfondita delle informazioni più importanti.
Non basta solamente riportare i comunicati stampa che arrivano in redazione per avere una copertura giornalistica completa e affidabile. È come cercare di costruire una casa solamente con le istruzioni fornite dal produttore dei mattoni, senza prendere in considerazione le specifiche esigenze e le condizioni del terreno.
Il vero giornalismo richiede un lavoro di indagine, analisi e verifica, per offrire una prospettiva completa e approfondita sui fatti. Solo così la società può avere accesso a informazioni affidabili e accurate che le permettano di prendere decisioni informate.
Invitiamo i giornalisti e i media locali a dedicare tempo e risorse per fornire una copertura giornalistica di qualità che va oltre la semplice diffusione dei comunicati stampa. Siamo certi che questo approccio contribuirà a mantenere un alto livello di giornalismo e a soddisfare le esigenze dei lettori.
Come operatori dell’informazione, è importante impegnarsi a fornire notizie obiettive e verificabili. A volte, le linee editoriali possono influire sul tipo di copertura che si può fornire, ma è importante che si cerchi sempre di fornire una visione completa e approfondita delle notizie. Invitiamo quindi gli operatori dell’informazione a lavorare con diligenza e a prestare attenzione ai dettagli, al fine di fornire ai loro lettori notizie affidabili e imparziali. Comprendiamo che questo può richiedere un impegno supplementare, ma siamo certi che ne varrà la pena per mantenere un elevato standard di giornalismo e per soddisfare le esigenze dei lettori.
E tu consumatore di notizie, cosa stai facendo per richiedere un’informazione giornalistica di qualità? Ti accontenti di ricevere solamente informazioni superficiali o pretendi una copertura più approfondita e affidabile? La tua voce e il tuo supporto sono cruciali per plasmare il futuro dell’informazione giornalistica, in questo caso proprio in Sardegna.
GRAFICA DELLE TESTATE ONLINE IN SARDEGNA – Fonte: ricerca diretta
Nr testate giornalistiche in Italia – Fonte stampaitaliana.online
Alghero: approvato il Piano Urbanistico Preliminare. L’ooposizione: un preliminare vuoto.
Dopo un lungo e articolato dibattito, trovata ampia convergenza in Aula su alcuni emendamenti condivisi, tesi a migliorare le linee d’indirizzo alla progettazione definitiva. Il preliminare di Puc passa col voto compatto della Maggioranza dei consiglieri comunali. “Apertura e dialogo non mancheranno in tutte le fasi che porteranno all’adozione definitiva”.
“Con l’approvazione del Piano Urbanistico Preliminare la città di Alghero compie un deciso passo in avanti nella pianificazione, così da colmare un ritardo storico e mettere la città e le imprese nelle condizioni migliori per confrontarsi con competitività sul mercato, dando loro opportunità di crescita reali per consegnare alle future generazioni una città sempre più vivibile, equilibrata e accogliente”. Così il sindaco Mario Conoci accoglie con soddisfazione il voto del Consiglio Comunale che nella seduta di ieri (giovedì) ha licenziato positivamente il Progetto Preliminare del Puc, un passaggio tanto importante quanto atteso, che segue le linee d’indirizzo approvate nel 2020 e la Valutazione Ambientale Strategica e apre la strada alla presentazione nei prossimi 180 giorni al progetto definitivo. “Un nuovo fondamentale tassello verso la definitiva progettazione ed adozione del Piano che finalmente consentirà di procedere spediti con la nuova pianificazione dell’Alghero del futuro” dice l’assessore all’Urbanistica, Emiliano Piras, che insieme al sindaco ringrazia per l’impegno costante e la partecipazione attiva tutti i componenti dell’Aula, nessuno escluso, il dirigente ing. Michele Fois con i tecnici del settore, l’ufficio di Piano, l’equipe di consulenti, progettisti e architetti. “Un primo risultato reso ancora più importante perché conseguito dopo un ampio processo partecipativo che ha coinvolto già da questa fase tutti i portatori di interesse, i comitati di cittadini e le associazioni di categoria” sottolinea con soddisfazione l’assessore Piras, che assicura come “apertura al confronto e dialogo costante non mancheranno nemmeno nel proseguimento dell’iter consiliare, nonostante le divergenze di vedute e il voto contrario in questa fase dei membri di minoranza presenti”.
Il progetto del Piano Urbanistico Comunale di Alghero interessa il territorio nella sua totalità e nelle sue diverse componenti ambientali, infrastrutturali, socio-economiche, produttive e racchiude tutte le principali azioni che consentiranno di attuare e orientare, su un orizzonte di medio periodo, una crescita equilibrata che rafforzi gli aspetti qualitativi della città e del territorio, promuova nuove economie di scala, valorizzi le storiche vocazioni turistiche e culturali, sperimenti un nuovo modello di sviluppo integrato ed ecologicamente avanzato. E’ in quest’ottica che si inseriscono tutte le azioni volte alla riqualificazione della città e del territorio, a garantire nuovi servizi collettivi, a generare sviluppo attraverso le imprese e le attività produttive insediate e da insediare, alla scommessa che l’investimento sulla qualità dello spazio urbano e del territorio potrà generare favorevoli ricadute economiche nel breve e lungo termine. In questa fase, il documento approvato dal Consiglio e introdotto con la modifica della normativa regionale nel 2019, indirizza la pianificazione urbanistica e ne definisce le strategie e gli obiettivi generali, in coerenza con la legislazione vigente in materia di programmazione territoriale e paesaggistica.
Si tratta di un documento corposo di oltre 110 pagine che racchiude tutti i riferimenti normativi consentendo una immediata verifica del sistema normativo vigente, il riordino complessivo dei quadri conoscitivi e gli approfondimenti tematici, portando al suo interno tutte le carte di analisi già validate dalla Regione relative all’assetto ambientale, il sistema storico-culturale, quello insediativo e infrastrutturale, a cui si aggiungono gli allegati: il Piano di Assetto Idrogeologico di recente approvazione in Consiglio, il Rapporto Ambientale Preliminare e le strategie progettuali. Riqualificazione, sostenibilità, qualità urbana: sono le azioni alla base, su cui dovrà poggiare necessariamente il progetto di città. Con il potenziamento di dotazioni degli standard e dei servizi a livello di vicinato e di quartiere ed un progetto coordinato ed integrato che coinvolge gli spazi pubblici e verdi della città, urbani e territoriali, ritrovando continuità tra aree verdi, aree di servizio, nuove infrastrutture per il trasporto pubblico e per la fruizione del patrimonio storico-naturalistico. Ampio spazio al completamento e miglioramento qualitativo dell’offerta ricettiva sulla fascia costiera, all’individuazione di strutture turistiche nelle aree della bonifica, con interventi ricettivi nelle borgate che valorizzino la vocazione agricola e forme di ricettività legate all’insediamento agricolo, così da promuovere il turismo rurale nelle aree della campagna periurbana e del sistema collinare olivetato, che sarà incentivato con interventi di recupero e valorizzazione dei manufatti rurali storici in un sistema ricettivo diffuso.
COMUNICATO DELL’OPPOSIZIONE
Un preliminare vuoto. Un atto dovuto per legge, privo di indirizzi, giusto per tenersi le mani libere in vista della progettazione del PUC. Si è rifiutato il confronto con le opposizioni. Si è scelta la strada di una seduta ad oltranza fino alle tre e mezza del mattino, senza calendarizzare sedute adeguate per un confronto sui contenuti o almeno per conoscere le reali intenzioni del centrodestra in merito al futuro urbanistico della città. Siamo intervenuti per proporre, per tentare il confronto, per spronare la maggioranza ad uscire allo scoperto sulle loro reali intenzioni, intervenendo per oltre otto ore di fila. Eppure più della metà di quel piano, a partire dal quadro conoscitivo, le prime sessanta pagine su 110, erano state già validate dalla Regione nel marzo 2019, durante la giunta Bruno, per un lavoro pianificatorio che è nato con un protocollo del luglio 2014 e ha portato ad approvare il piano della bonifica, ad adottare il PAI e il piano urbano del traffico, a porre le basi per la prima volta alla progettazione del Puc. Ora, dopo 4 anni, la Giunta Conoci ci propone un preliminare del nulla, senza indirizzi, incoerente nei dati, pericoloso negli annunci. Abbiamo tentato – come opposizione – con 21 emendamenti di esprimere la nostra visione, non accolta dalla maggioranza di centrodestra. Riteniamo fuorviante e irrealistica la previsione di 50.000 abitanti per il dimensionamento del PUC, soprattutto perché i dati mostrano una città in decrescita, con saldo negativo nel rapporto nuove nascite/decessi, con indice di natalità tra i più bassi in Sardegna e in Italia e con una popolazione che in pochi anni è passata da 44.000 abitanti a 42.300. Un piano che non indirizza verso la giustizia sociale, che non esprime neanche una parola sul tema della casa per le famiglie, nonostante 500 famiglie siano in graduatoria per un alloggio popolare. Sancisce invece, col voto di ieri, l’indicazione di un nuovo ospedale a Mamuntanas, avendo il centrodestra bocciato i nostri emendamenti che prevedevano la cittadella sanitaria a La Taulera, adiacente all’ospedale civile. Surigheddu e Mamuntanas, con il preliminare votato ieri, perdono la loro unitarietà storica che il compendio regionale ha sempre garantito: alla nostra proposta di un recupero produttivo finalizzato alla filiera agricola e all’occupazione locale, si è contrapposto un “potpourry” voluto dalla Giunta Conoci con previsione di ospedale, polo di ricerca, campi da golf, strutture ricettive. Di tutto un po’. Come dire: prevedere tutto e il suo contrario per rimandare le scelte vere. Strutture ricettive sono invece previste a Porto Conte, a Calabona e a Maria Pia. Alle nostre richieste di chiarimenti sulle nuove volumetrie su queste aree sensibili del nostro territorio, non si è data risposta, e tutti gli emendamenti proposti non hanno registrato convergenza, anche laddove si chiedeva di armonizzare il puc con il piano del parco nel perimetro dello stesso parco. O quando abbiamo chiesto di capire dove edificare a Calabona, visto il rischio frane previsto dal PAI e la sua valenza paesaggistica. Nessuna risposta. Il piano del nulla. Se si eccettua la convergenza per gli indirizzi sulle borgate, sulla penetrazione urbana del tramtreno, sullo sviluppo aeroportuale e sullo stralcio di Pischina Salida e Tramariglio dagli ambiti del paesaggio urbano che li rendevano simili alle borgate dell’agro, nessun altro emendamento, studiato, proposto, argomentato dall’opposizione, ha trovato risposta. Spariti i piani di riqualificazione dei quartieri, a cominciare dalla Pietraia e da Sant’Agostino, il preliminare è davvero un atto povero e realizzato con pressappochismo politico.
gruppi consiliari di opposizione Futuro Comune, Per Alghero, Sinistra in Comune e Movimento 5 Stelle.
DANI JANE E MARTA CASALS PRESENTANO IL NUOVO SINGOLO: “LA PRESO DE LLEIDA”
Dani Jané e Marta Casals hanno appena pubblicato La presó de Lleida, disponibile su tutte le piattaforme digitali, primo singolo estratto dall’album intitolato Mnemòsine che sarà pubblicato a metà aprile. Mnemòsine è la dea della memoria nella mitologia greca. È così che Dani Jané e Marta Casals intitolano questo nuovo lavoro discografico, che vedrà la luce questo 2023, dove rivitalizzano tredici canzoni meravigliose ed emblematiche delle diverse aree di lingua catalana (Catalogna, Paese valenciano, Isole Baleari, Catalogna settentrionale , Andorra e Alghero). L’anno 2022 è stato il centenario dell’Obra del Cançoner Popular de Catalunya e, in questo contesto, Mnemòsine è più di un disco: è un lavoro che vuole far conoscere queste canzoni, non solo dal loro lato musicale ma anche della sua storia . Per questo abbiamo contato sulla collaborazione di professionisti di varie discipline e con una lunga e riconosciuta carriera che hanno dato profondità, sensibilità e ampiezza a questo progetto; il dott. Joan de la Creu Godoy i Tomàs (musicologa e insegnante all’Università di Girona) ha svolto il compito di spiegare l’origine delle canzoni, dando una dimensione storiografica al progetto e contribuendo anche a un lavoro di ricerca di grande valore che può essere leggere nel libro che accompagna il disco. I testi di Joan de la Creu sono accompagnati dalle fotografie di Oriol Casanovas, che è stato responsabile di evocare l’essenza e l’anima di ogni canzone mettendo in relazione paesaggi e testi con il suo occhio. Ha partecipato anche Ricard Casals, rinomato tecnico del suono con una lunga e fortunata carriera nel mondo della musica e del cinema, che si è occupato della registrazione e del missaggio dell’album.
Mnemòsine, progetto vincitore del SomOnze Grants (2022), nella disciplina “Creazione e diffusione musicale”, concesso dal Consiglio regionale del Pla de l’Estany (Catalogna), ha contato anche sull’energia e sul talento di molti musicisti, tra cui i contributi di: Joan Vinyals: considerato uno dei migliori chitarristi della scena statale, che ha accompagnato numerosi artisti eccezionali come Santiago Auserón, Pau Riba, Gato Pérez, Víctor Bocanegra o Gerard Quintana; Martí Hosta: batterista, percussionista e creatore di suoni che ha fatto parte della rinomata orchestra di percussioni iberica Coetus e che ha collaborato con artisti come Sílvia Pérez Cruz, Lídia Pujol, Judit Neddermann, tra gli altri; Pablo Giménez: flautista che fa parte della nuova generazione di artisti latinoamericani di Barcellona. Con la band Sakapatú effettua tournée in Spagna eseguendo concerti didattici di musica andina e afro-peruviana
La presó de Lleida: storia della canzone
La leggenda racconta che molti secoli fa (in alcuni casi si parla del XVII secolo o anche prima) alcune persone furono imprigionate nella prigione di Lleida, apparentemente per aver bruciato beni immobili e altre cose che non si sanno con certezza, e che li ha appesi al patibolo. Questa canzone ci parla di questi prigionieri e del potere della musica di innamorarsi e sedurre, in altre parole, ci avvicina al potere catartico del canto e della voce sulle persone. Ci parla anche della punizione e del perdono, dell’amore e della giustizia. Amades, nel suo Songbook (1979), corrobora questa affermazione con le seguenti parole: “È molto interessante che la musa popolare si renda conto del valore sublime del canto, al punto che alcuni miserabili e meschini prigionieri vengono a risvegliare l’amore nel cuore della pro lady, per l’effetto ammaliante di una semplice canzone».È stata una canzone ampiamente seguita, soprattutto dai musicisti Nova Cançó degli anni ’60 e ’70, come Josep Maria Espinàs e Oriol Tramvia. La cantante Marina Rossell la incluse nell’album Si voleu escoltar…, pubblicato nel 1977, con testi modificati che incorporavano un’aria ancora più vendicativa e si allontanavano dalla storia d’amore tra il prigioniero e la giovane donna. Dani Jané e Marta Casals ne fanno una versione dinamica e ritmica, con un’introduzione ispirata al flamenco, ma soprattutto con un suono profondamente mediterraneo ed energico che, ora più che mai, può risvegliare la nostra consapevolezza e il dibattito sulla giustizia e le sue decisioni .E’ possibile anche ascoltare il Podcast da Marta Casals sulla piattaforma Bandcamp. I prossimi due singoli usciranno il 1 marzo e il 1 aprile, e l’intero album uscirà il 15 aprile.
I musicisti che suonano a La Presó de Lleida sono:Marta Casals: voci Dani Jané alle chitarre classiche, Joan Vinyals chitarra elettrica, Pier Clivati violino, Martí Hosta percussioni, Neus Plana alle percussioni corporee.
VERSIONE IN CATALANO
Dani Jané i Marta Casals acaben de llançarLa presó de Lleida, disponible a totes les plataformes digitals, el primer single del disc titulatMnemòsineque serà publicat a mitjans d’abril.
Mnemòsine és la deessa de la memòria en la mitologia grega. Dani Jané i Marta Casals titulen així aquest nou treball discogràfic, que veurà la llum aquest 2023, on revitalitzen 13 cançons meravelloses i emblemàtiques de les diferents zones de parla catalana (Catalunya, País Valencià, Illes Balears, Catalunya Nord, Andorra i l’Alguer)
L’any 2022 ha estat el centenari de l’Obra del Cançoner Popular de Catalunya i, en aquest context, Mnemòsine és més que un disc: és un treball que vol donar a conèixer aquestes cançons, no només des del seu vessant musical sinó també de la seva història. Per això s’ha comptat amb la col·laboració de professionals de disciplines diverses i amb una llarga i reconeguda trajectòria que han donat profunditat, sensibilitat i amplitud a aquest projecte; el Dr. Joan de la Creu Godoy i Tomàs (musicòleg i docent a la Universitat de Girona) ha dut a terme la tasca d’explicar l’origen de les cançons, donant una dimensió historiogràfica al projecte i aportant també una tasca de recerca de gran valor que podrà ser llegida al llibre que acompanya el disc. Els textos de Joan de la Creu són acompanyats per les fotografies d’Oriol Casanovas, que s’ha encarregat d’evocar l’essència i l’ànima de cada cançó relacionant paisatges i lletres amb el seu ull. També hi ha participat en Ricard Casals, reconegut tècnic de so d’extensa i exitosa trajectòria en el món de la música i el cinema, que s’ha encarregat de fer la gravació i mescla del disc.
Mnemòsine, projecte guanyador de les Beques SomOnze (2022), en la disciplina de “Creació i difusió musical”, concedida pel Consell comarcal del Pla de l’Estany, ha comptat també amb l’energia i el talent de molts músics, entre els quals en destaquen les aportacions de:
Joan Vinyals: considerat un dels millors guitarristes de l’escena estatal, ha acompanyat nombrosos artistes destacats com Santiago Auserón, Pau Riba, Gato Pérez, Víctor Bocanegra o Gerard Quintana.
Martí Hosta: baterista, percussionista i creador de sons que ha format part de la reconeguda orquestra de percussió ibèrica Coetus i que ha col·laborat amb artistes com Sílvia Pérez Cruz, Lídia Pujol, Judit Neddermann, entre d’altres.
Pablo Giménez: flautista que forma part de la nova generació d’artistes llatinoamericans de Barcelona. Amb la banda Sakapatú recorre Espanya realitzant concerts didàctics de música andina i afro-peruana
La presó de Lleida: història de la cançó
La llegenda ens diu que fa molts segles (en alguns casos es parla del segle XVII o fins i tot abans) es varen empresonar unes persones a la presó de Lleida, sembla que per cremar béns immobles i altres coses que no se sap del cert, i les varen penjar a la forca. Aquesta cançó ens parla d’aquests presos i del poder de la música per enamorar i seduir, és a dir, ens acosta al poder catàrtic de la cançó i la veu sobre les persones. També ens parla del càstig i el perdó, l’amor i la justícia. Amades, al seu Cançoner (1979), ens corrobora aquesta afirmació amb les paraules següents: «És molt interessant que la musa popular s’adoni del valor sublim de la cançó, fins al punt que uns presos miserables i de baixa mà arribin a despertar l’amor en el cor de la dama de pro, per l’efecte encisador d’una senzilla cançó». Ha estat una cançó molt versionada, sobretot per músics de la Nova Cançó a partir dels anys 60 i 70, com ara Josep Maria Espinàs i Oriol Tramvia. La cantant Marina Rossell va incloure-la al disc Si volíeu escoltar…, publicat l’any 1977, amb una lletra modificada que incorporava un aire encara més reivindicatiu i s’allunyava de la història d’amor entre el pres i la jove.
Dani Jané i Marta Casals en fan una versió dinàmica i rítmica, amb una introducció d’aire aflamencat, però per sobre de tot amb una sonoritat profundament mediterrània i energètica que, ara més que mai, ens pot despertar la consciència i el debat sobre la justícia i les seves decisions.
Podeu escoltar-ne també el Podcast locutat per Marta Casals a la plataforma Bandcamp.
Els dos següents singles seran publicats l’1 de març i l’1 d’abril, i el disc sencer serà publicat el 15 d’abril.
Incendio doloso dell’auto del sindaco di Bono scatena ferma condanna e preoccupazione per la sicurezza degli amministratori locali
La notte scorsa, l’auto del sindaco di Bono, un paese del Sassarese, è stata distrutta da un incendio doloso. Il sindaco Michele Solinas è stato svegliato dallo scoppio di un pneumatico e, quando è uscito, ha trovato la sua Audi A4 avvolta dalle fiamme. I vigili del fuoco sono stati subito chiamati, e stanno indagando sulla vicenda. Solinas è molto rattristato da questo atto criminale e si sente addolorato, nonostante non abbia nemici e svolga il suo incarico per il bene della comunità. La ferma condanna da parte delle istituzioni e dei sardi è stata espressa dal presidente della Regione, Christian Solinas. La Sardegna, secondo Paola Secci, presidente del Consiglio delle Autonomie Locali, rischia di non avere più amministratori e sindaci. Emiliano Deiana, presidente dell’Anci Sardegna, ha espresso la sua vicinanza a Solinas e alla sua famiglia e ha denunciato la troppa frequenza di atti criminosi nei confronti dei sindaci. La Sardegna, secondo Lai (PD), è la regione più colpita da questo fenomeno, con troppi sindaci nel mirino.
Polis, il progetto di Poste Italiane presentato a Roma il 30 Gennaio 2023. Il video redazionale della giornata e le interviste ad alcuni sindaci Sardi.
alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il progetto Polis è stato illustrato ai Sindaci dei Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti dalla Presidente di Poste Italiane, Maria Bianca Farina, e dall’Amministratore Delegato, Matteo Del Fante.
Polis è il progetto ideato da Poste Italiane per fare degli Uffici Postali una Casa dei servizi digitali, uno Sportello Unico che renderà semplice e veloce l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione in 7.000 Comuni al di sotto dei 15.000 abitanti.
Il Giorno della Memoria: non basta un solo giorno per mantenere vivo il ricordo
scritto da Fausto Farinelli
Holocaust Encyclopedia – United States Holocaust Memorial Museum
Il Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio di ogni anno, è una giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell’Olocausto durante la Seconda Guerra Mondiale. Mentre questa giornata è importante per ricordare e onorare coloro che hanno sofferto e perso la vita a causa del nazismo, non dovrebbe essere l’unico giorno dell’anno in cui ci concentriamo su questa tragica storia.
Per garantire che la memoria dell’Olocausto sia presente anche negli anni a venire, è importante che si educino i giovani su questo argomento. La conoscenza della storia è essenziale per evitare che gli stessi errori vengano ripetuti in futuro. Purtroppo, ci sono ancora molti casi di negazionismo e di minimizzazione dell’Olocausto, e l’educazione è la chiave per combattere queste idee pericolose.
Inoltre, dobbiamo anche ricordare che l’Olocausto non è l’unico genocidio della storia e che ci sono molti altri gruppi che hanno sofferto e sono stati perseguitati. È importante che ci impegniamo a conoscere e a ricordare queste storie, per onorare le vittime e per imparare dai loro errori.
In sintesi, il Giorno della Memoria è un momento importante per ricordare e onorare le vittime dell’Olocausto, ma non dovrebbe essere l’unico giorno dell’anno in cui ci concentriamo su questa tragica storia. Dobbiamo impegnarci a educare i giovani sull’Olocausto e su altri genocidi, e a continuare a ricordare e onorare le vittime in modo che la loro memoria non venga dimenticata.