Carles Puigdemont viene rilasciato e potrebbe tornare in Belgio

Senza misure cautelari e con molte possibilità che la giustizia italiana finisca per archiviare il suo caso. È così che ieri pomeriggio Carles Puigdemont è uscito dal carcere di massima sicurezza Giovanni Bachidu, dove era entrato il giorno prima, dopo essere stato arrestato in aeroporto. Meno di 24 ore che hanno scoperto un incomprensibile legale di complicata risoluzione e hanno rafforzato le cuciture del governo, dove Junts chiede già ai suoi partner, ERC, di chiudere il tavolo di dialogo che è stato riavviato la scorsa settimana con il governo di Pedro Sánchez.

Puigdemont, che prevede di restare fino a domenica in Sardegna per partecipare alle manifestazioni di folklore popolare a cui era stato invitato, potrà tornare a Bruxelles e assistere lunedì alla sessione plenaria del Parlamento europeo sul commercio.

Intanto il giudice di Sassari deve analizzare se evadere l’euroordinanza della Cassazione, che ieri il giudice Pablo Llarena ha inviato alla Corte d’Appello, oppure rigettarlo.

La chiave del pasticcio legale nel caso risiede nell’immunità di Puigdemont come eurodeputato. Il Tribunale dell’UE (TGUE) lo ha ritirato il 30 luglio ma perché ha ritenuto che il mandato d’arresto europeo (OED) che gravava su di lui non potesse essere eseguito, in quanto la Spagna lo aveva trasferito tramite l’Avvocatura dello Stato, e quindi non non c’era rischio di arresto. Al contrario, la Suprema Corte ritiene che l’OED continui ad essere in vigore. Solo Llarena, il gip del processo, può disattivarlo e non lo ha fatto. La giustizia europea ha però concesso la possibilità di poter chiedere nuovamente misure cautelari, cosa che i suoi legali hanno già fatto e la cui risposta deve arrivare entro 72 ore.

Puigdemont avrà un’udienza il 4 ottobre, ma se non si presenta ci sono molte possibilità che il suo caso finisca per essere archiviato.

Non è la prima volta che l’ex presidente affronta il sistema giudiziario spagnolo e ci riesce. Lo ha fatto in Germania, dove è rimasto in carcere per dodici giorni dopo essere stato arrestato, e nonostante gli sforzi di Llarena, non è stato estradato. Poi in Belgio, causa ancora in attesa di soluzione, e ora in Italia, con un occhio all’internazionalizzazione del conflitto in Catalogna.Leggi anche

I prigionieri del processo, già graziati , ricorrono alla Corte dei diritti dell’uomo dell’Unione europea contro le sentenze comminate dalla Corte suprema. Puigdemont segue la sua strategia con l’obiettivo di logorare e screditare il sistema giudiziario spagnolo. Un dato che sostiene nelle sue stesse dichiarazioni e che ieri davanti a un folto gruppo di giornalisti non si è tirato indietro affermando che “la Spagna non perde occasione per rendersi ridicola”.

Al di là delle questioni legali, l’arresto di Puigdemont ha seminato scetticismo il tavolo di dialogo, riavviato appena una settimana fa e la cui gestazione ha messo in crisi i partner del governo. Per i postconvergenti, l’arresto in Sardegna rivela la limitata volontà dell’Esecutivo centrale di cercare una soluzione al conflitto politico e si sono precipitati a criticare le trattative avviate di recente con l’Esecutivo centrale. Senza andare oltre nella protesta organizzata dall’ANC di prima mattina davanti al consolato italiano, i manifestanti hanno scandito “fuori dal tavolo di dialogo”.

Quindi, il segretario generale di Junts, Jordi Sànchez, ha chiamato direttamente Pere Aragonès a “canalare la sua energia” e fermezza verso il governo di Pedro Sánchez e non verso i suoi partner indipendentisti. Mentre il presidente del Parlamento, Laura Borràs, uno dei rappresentanti che ieri ha assistito alla scarcerazione del carcere di Puigdement, ha raccomandato al governo di porre fine alle “ostilità” se volesse mantenere il dialogo con i catalani.

Poco dopo, in un atto congiunto al Palau de la Generalitat, i partner hanno inscenato il loro rifiuto unanime dell’arresto e hanno chiesto il rilascio di Puigdemont, cercando di escludere dall’azione del governo i problemi interni tra le parti. Aragonès, giunto oggi all’Alguer insieme al vicepresidente Jordi Puigneró, ha accusato lo Stato spagnolo di “non agire in buona fede davanti alla giustizia europea”, mentre chiedeva il ritiro degli euroordini.

Questi dubbi sul dialogo contrastavano con le parole di Pedro Sánchez, che ancora una volta dalla Palma ha rivendicato le conversazioni avviate con la Catalogna e ha esortato a superare il trauma del 2017. La volontà del governo è quella di mantenere le conversazioni con la Catalogna sfocate e incontrare periodicamente le squadre, lontano dal rumore mediatico.

L’arresto dell’ex presidente ha colto di sorpresa Moncloa e ha minacciato di diventare una pietra simile a quella descritta dall’ex ministro José Luis Ábalos con la sentenza della Corte dei conti. Il rilascio di Puigdemont aiuterà a riallacciare i rapporti con la Catalogna. Senza andare oltre, il capo dello Stato e Sánchez torneranno a Barcellona il 30 settembre.


SILVIA ANGULO

BARCELLONA




Puigdemont, commento del Presidente Tilloca

“Massima solidarietà all’ex-presidente della Catalogna ed eurodeputato Carles Puigdemont che, come noto dalle notizie di cronaca di queste ore, è stato arrestato all’aeroporto di Alghero sulla base di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità spagnole per reati contro l’ordine e la sicurezza pubblica nazionale, e che questa mattina avrebbe dovuto fare visita, dopo l’incontro col Sindaco Mario Conoci, anche al museo MASE (dedicato alla vita di Antoine De Saint-Exupèry) nel Parco di Porto Conte”, così il presidente del Parco naturale regionale di Porto Conte Raimondo Tilloca che conclude: “attendiamo notizie, si spera positive, nel frattempo reputo importante garantire rispetto, sostegno e tutela a chi lotta da sempre per i diritti del suo popolo”




Mario Bruno: intervenga l’Europa, serve il dialogo non la forza

Non serve la forza per risolvere una controversia che dura da troppi anni nei rapporti tra la Spagna e la Catalogna, serve ancora la via del dialogo politico e diplomatico con l’intervento delle istituzioni europee per giungere alla interdipendenza nei rapporti tra i popoli in Europa. Un processo – per come lo ho osservato da vicino nei miei anni da Sindaco di Alghero – irreversibile, pacifico, democratico. Non lo dico solo per i legami fraterni, l’identità, la cultura e la lingua che accomuna Alghero con la Catalogna, ma soprattutto per affermare principi di costruzione di una Europa politica tra popoli che ha bisogno di unità. Serve un nuovo negoziato nei rapporti tra Spagna e Catalogna e l’Europa deve farsi garante. Leggo sconcerto in una città italiana e sarda, dalle forti radici catalane, che si trova, suo malgrado, a fare da palcoscenico internazionale, e non certo per le sue bellezze indiscutibili.
— 
Mario Bruno




Carles Puigdemont, arrestato in Sardegna per ordine della Cassazione

L’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont è stato arrestato nell’isola di Sardegna dove si era recato per incontrare alcuni sindaci. L’arresto è avvenuto in virtù del mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Suprema per la causa di sedizione il 1° ottobre, come confermato da fonti dell’Alta Corte a La Vanguardia .

L’ex presidente avrebbe partecipato domani all’assemblea dei sindaci indipendentisti e degli assessori della Sardegna e avrebbe incontrato i rappresentanti dei partiti sardi, che avrebbe ringraziato per il sostegno al diritto all’autodeterminazione in Catalogna.

Su Puigdemont pesa un mandato di cattura nazionale, europeo e internazionale concordato dal magistrato della Corte Suprema Pablo Llarena che ha istruito il caso su 1-O. La Corte Suprema ha riattivato l’euro order dopo la sentenza che condannava l’ex vicepresidente Oriol Junqueras e altri 11 leader indipendentisti per aver approvato le leggi sulla disconnessione e aver organizzato l’1-O. Una volta riattivato, fonti del tribunale spiegano che l’Euroordine non è mai stato disattivato, nonostante l’immunità parlamentare ottenuta dopo aver vinto un seggio come eurodeputato.

L’immunità è stata revocata dal Parlamento europeo e il Tribunale dell’Unione europea ha mantenuto la revoca dell’immunità fino a quando non risolve il ricorso che Puigdemont ha presentato per mantenere la protezione.

Secondo una dichiarazione ufficiale del suo ufficio, è stato arrestato dalla polizia di frontiera italiana all’arrivo ad Alghero e domani sarà messo a disposizione della corte d’appello di Sàsser, competente a decidere sulla sua liberazione o estradizione in Spagna.https://platform.twitter.com/embed/Tweet.html?dnt=false&embedId=twitter-widget-0&features=eyJ0ZndfZXhwZXJpbWVudHNfY29va2llX2V4cGlyYXRpb24iOnsiYnVja2V0IjoxMjA5NjAwLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X2hvcml6b25fdHdlZXRfZW1iZWRfOTU1NSI6eyJidWNrZXQiOiJodGUiLCJ2ZXJzaW9uIjpudWxsfSwidGZ3X3NwYWNlX2NhcmQiOnsiYnVja2V0Ijoib2ZmIiwidmVyc2lvbiI6bnVsbH19&frame=false&hideCard=false&hideThread=false&id=1441150216955043842&lang=es&origin=https%3A%2F%2Fwww.lavanguardia.com%2Fpolitica%2F20210923%2F7743078%2Fpuigdemont-detenido-cerdena-orden-supremo.html&sessionId=deba820a98ac1dedf7d32ffe3b595a7c1975b7b0&siteScreenName=lavanguardia&theme=light&widgetsVersion=1890d59c%3A1627936082797&width=550px

Puigdemont ha lasciato la Spagna proprio quando la Procura ha sporto denuncia contro i leader indipendentisti per un crimine di ribellione a causa del referendum del 1 ottobre 2017.

La sentenza stabilì infine che avevano commesso un reato di sedizione. Da allora, Puigdemont è perseguitato dalla Giustizia. È già stato arrestato in Germania, anche se i tribunali si sono rifiutati di consegnarlo alla Spagna per un crimine di ribellione o sedizione.

L’ex presidente catalano si era stabilito in Belgio, dove la sua giustizia non ha sostenuto la sua resa alla Spagna per essere processata. Nelle ultime elezioni del Parlamento europeo, Puigdemont ha vinto un seggio e ottenuto l’immunità parlamentare.

Tuttavia, lo scorso luglio la giustizia europea lo ha lasciato senza immunità parlamentare. Il Parlamento aveva revocato la sua immunità e sebbene inizialmente il Tribunale Ue avesse sospeso l’accordo della camera, a fine luglio ha annullato la sua precedente decisione. La risoluzione ha affermato che non vi era alcun rischio di arresto contro l’ex presidente.

Dopo aver appreso la notizia, l’avvocato di Puigdemont, Gonzalo Boye, ha sostenuto sul suo account Twitter che il motivo per cui la giustizia europea ha ritirato l’immunità è stato perché gli euroordini sono stati ritirati. “La Spagna ha informato il Tribunale e si afferma nella risoluzione del 30 luglio, che nessun Paese avrebbe eseguito un ordine di queste caratteristiche; nella stessa risoluzione il vicepresidente del TGUE ha indicato che, se necessario, sarebbe stata adottata una nuova misura cautelare richiesto», sostiene l’avv.

Allo stesso tempo, il magistrato Llarena ha sollevato a marzo una pronuncia pregiudiziale davanti alla Corte di giustizia dell’UE per prendere posizione sulla posizione del Belgio nei BED poiché ha respinto la consegna dell’ex ministro Lluis Puig, nel suo caso perseguito solo per un reato di appropriazione indebita di fondi pubblici.Leggi anche

REDAZIONE

CARLOTA GUINDAL

La Corte d’Appello di Bruxelles ha affermato che non avrebbe consegnato un cittadino per essere processato presso la Corte Suprema spagnola quando questo organo non era competente a farlo. Llarena ritiene che la giustizia belga abbia chiaramente travalicato l’accertamento di quale tribunale in Spagna sia competente a farlo e non abbia rispettato la decisione quadro 2002/584 / JAI che lo istituisce.

Fonti dell’Alta corte spiegano che la questione sollevata non influenza l’Euroordine perché si riferiva solo a chiarire una questione sulla decisione che il Belgio ha preso nei confronti di un altro ex ministro, e non ha nulla a che fare con il fatto che i tribunali italiani ora analizzino la cosa in modo diverso… 

Carlota Guindal – la vanguardia –




Maìa 2019 di Siddùra si aggiudica i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2022

Nuovo importante riconoscimento per il Vermentino di Gallura superiore
da parte della prestigiosa guida enologica internazionale

Maìa di Siddùra brinda con Tre Bicchieri. Il vermentino di Gallura superiore Maìa, annata 2019, si è aggiudicato i Tre Bicchieri della guida “Vini d’Italia 2022” del Gambero Rosso. L’importantissimo riconoscimento arriva a premiare, per la terza volta, uno dei fiori all’occhiello della produzione della cantina di Luogosanto. Il vermentino di Gallura Superiore DOCG, primo nato in casa Siddùra, dopo aver conquistato importanti risultati nelle competizioni enologiche europee e internazionali, raggiunge ancora una volta il primo gradino del podio più ambito targato Gambero Rosso: la cui guida rappresenta un faro a livello mondiale per gli appassionati di vino.

Massimo Ruggero, amministratore delegato
“Il riconoscimento dei Tre Bicchieri Gambero Rosso – commenta Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto – è uno dei più importanti nel mondo del vino. È il sigillo di garanzia che riconosce la qualità del vino, ma anche la sua identità e dunque la filosofia che sta alla base del procedimento di lavorazione. Non è semplice, non si vince ogni anno, è un traguardo che Siddùra – continua Ruggero – ha raggiunto con uno dei vini che rappresentano l’autoctono per eccellenza: l’unica DOCG tra i Vermentini e l’unica DOCG della Sardegna. I tre Bicchieri conferiti al Maìa 2019 rappresentano il diritto di appartenere alle eccellenze del vino internazionali, come cantina ma anche e soprattutto come Sardegna, una delle principali regioni di produzione vinicola di qualità in Italia. È la rappresentazione efficace e reale del “made in Italy”, un brand che racchiude i produttori delle eccellenze apprezzate in tutto il mondo”.

Giuseppe Carrus, curatore della guida
Giuseppe Carrus, curatore della guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, sottolinea: “Mi fa piacere che una realtà come Siddùra abbia ottenuto questo riconoscimento, fin dal primo anno l’azienda ha lavorato benissimo, cercando di ottenere vini che trasmettessero l’essenza

del terroir. Maìa 2019 è andato benissimo con gli assaggi in sede regionale, ancor meglio nel confronto con i vini italiani. Noi assaggiatori – prosegue Carrus – troviamo nei vini compiuti più armonia e concretezza. C’è un fattore interessante nell’assegnazione di questo premio ad un Vermentino longevo, abbiamo l’opportunità di trasmettere un messaggio importante: non sono solo i grandi vini rossi a invecchiare, ma anche i vini bianchi. Siddùra è una cantina coraggiosa, un esempio da imitare: ha sviluppato il Vermentino, considerato da sempre un vino di annata, dimostrando così che si può fare tanto in termini di invecchiamento anche per i vini bianchi”.

I Tre Bicchieri Gambero Rosso
La guida “Vini d’Italia” è una delle più autorevoli e influenti nel mondo del vino. Viene stampata in italiano, inglese, tedesco, cinese e giapponese. Ogni anno una giuria composta dai massimi esperti del vino recensisce oltre 45mila referenze e attribuisce i punteggi in termini di bicchieri, fino ad un massimo di tre bicchieri a significare l’altissima qualità del vino esaminato.

Siddúra, indicata come la migliore cantina a livello nazionale dalla guida del Vinitaly di Veronafiere, è pronta ad affrontare nuove sfide rendendo la sua conduzione sempre più green: la certificazione di cantina a produzione integrata, ottenuta anche quest’anno dalle autorità che regolamentano il settore, dimostra un’attenzione sempre crescente per l’ambiente e la sua tutela.




“Lingue minori, turismo e territorio”
A Carloforte workshop con Uniss il 24 e 25 settembre

22 settembre 2021

CARLOFORTE. Si rinnova all’ExMe di Carloforte il 24 e 25 settembre, a partire dalle 18.30, l’appuntamento con “Lingue minori, turismo e territorio”, workshop finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna e organizzato dal Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari.
Rappresentanti di atenei italiani e stranieri saranno impegnati nella prima giornata di lavori che sarà dedicata alla tavola rotonda e all’incontro di programma.
L’evento entrerà nel vivo sabato 25 alle 10.30 con le relazioni riguardanti due diverse prospettive del mondo linguistico minoritario: “Lingue minori e territori. Esperienze internazionali a confronto”, con interventi di Alain Di Meglio e Sébastien Quénot (Université de Corse), Joan Miralles Plantamalor (Universidad de Palma de Mallorca) e Fiorenzo Toso (Università di Sassari); “Lavorare sulle lingue e sui territori”, con Giuseppe Grosso (Associazione Culturale terre Tabarchine), Andrea Luxoro (Sportéllu de Lengua Tabarchina), Remigio Scopelliti (Progetto Ràixe), Antonio Torchia (fotografo).
I saluti istituzionali chiuderanno questa edizione della manifestazione, entrata ormai tradizionalmente a far parte degli eventi della città di Carloforte e dell’Università di Sassari come punto di riferimento sullo studio delle lingue minoritarie.

Programma completo: https://www.uniss.it/sites/default/files/evento/lingue_minori_e_turismo_2021_1.pdf




Al Mut ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava

Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava

Continuano gli appuntamenti del Mut che sabato 25 settembre alle 17:30 ospita l’incontro con Agostino Schiaffino dal titolo “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Fino al 30 settembre sarà, inoltre, visitabile la mostra “Il mare di sotto” di Renato Fancellu, che dedica al mare, simbolo di libertà, le opere in esposizione a Stintino. 

Continuano gli appuntamenti del Mut, Museo della Tonnara di Stintino, che il 25 settembre alle 17:30 ospita l’incontro con Agostino Schiaffino dal titolo “Ritorno a Cala d’Oliva. Le case e chi le abitava”. Schiaffino presenterà i risultati della ricerca che lo ha portato a scoprire quali famiglie abitassero le case di Cala d’Oliva, piccolo borgo nell’isola dell’Asinara, a metà del XIX secolo, tra il 1859 e il 1885, anno dell’espropriazione e della cacciata degli asinaresi. Utilizzando le fonti d’archivio e le carte catastali, Schiaffino è riuscito a individuare l’esatta correlazione tra i nomi dei proprietari e le rispettive abitazioni. La ricerca ha, inoltre, permesso di individuare quali fossero le famiglie che gestivano i fondi rurali dell’isola nello stesso arco temporale. 

Originario di Porto Torres e discendente di una delle famiglie asinaresi che abitavano a Cala d’Oliva, Schiaffino aggiunge con la sua ricerca un ulteriore importante tassello per la ricostruzione delle vicende storiche precedenti al 1885, anno di istituzione sull’isola della colonia penale agricola e della stazione sanitaria per la quarantena.

Fino al 30 settembre sarà, inoltre, visitabile la mostra “Il mare di sotto” di Renato Fancellu, che dedica al mare, simbolo di libertà, le opere in esposizione a Stintino. 

Per accedere agli spazi museali è necessario essere in possesso del Green pass. Tutte le info su www.mutstintino.com.

Ufficio stampa 
Rossella Porcheddu 




Tutto pronto per l’edizione 2021 della Bnp Paribas World Team Cup Wheelchair tennis

Tutto pronto per l’edizione 2021 della Bnp Paribas World Team Cup Wheelchair tennis, i Campionati del mondo di tennis in carrozzina, in programma da lunedì 27 settembre a domenica 3 ottobre, i campi da tennis dell’Hotel Baia di Conte. Questa mattina, la sala comunale di Piazza Porta Terra ha ospitato la presentazione dell’evento iridato, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Michele Pais, del sindaco di Alghero Mario Conoci, dell’assessore comunale allo Sport Maria Grazia Salaris, dal presidente della Commissione comunale Sport Peppinetto Musu, dei consiglieri d’amministrazione della Fondazione Alghero Pierpaolo Carta e Sara Govoni, della delegata della Federazione Italiana Tennis Patrizia Foddai e da Alberto Corradi, presidente dell’Asdc Sardinia Open sport diversamente abili, associazione nata a Sassari nel 1998, grazie alla passione di Corradi, Piergiuseppe Vacca e Lorenzo Sanna e organizzatrice dell’omonimo Sardinia Open, uno dei tornei internazionali più importanti del circuito mondiale, che conta 178 tornei annuali, sotto l’egida dell’Itf e del main sponsor Uniqlo. Quello algherese è stato insignito per quattro anni del titolo di miglior torneo del mondo e, per due anni di fila, ha conquistato anche il premio “Uniqlo comunicazione media” quale manifestazione più seguita. E ora è di nuovo tempo di Mondiali: Alghero e la Sardegna hanno dovuto confrontarsi con la concorrenza di candidature di città più blasonate e, grazie all’Asdc Sardinia Open e all’impagabile lavoro del suo staff, è arrivato il nuovo ok dell’Itf. La Federazione Italiana Tennis con in primis il presidente Angelo Binaghi e il presidente regionale Fit Sardegna Daniela Congia, ha fatto in modo che la candidatura andasse in porto, consapevole delle difficoltà del momento. Immediati i patrocini del Comitato Italiano Paralimpico, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Alghero e del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

I PARTECIPANTI.
La manifestazione porterà nell’Isola circa 180 atleti e un movimento di persone (giocatori, tecnici, familiari e accompagnatori), che andrà a sfiorare quota 400 (con un indotto importante per la Sardegna in termini economici e di immagine), in rappresentanza di 24 Nazioni (Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Corea del Sud, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Israele, Italia, Olanda, Polonia, Russia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, SudAfrica, Thailandia e Turchia) e cinque Continenti. In campo tutti i migliori giocatori del mondo nelle categorie Men, Women, Quad e Junior, che in questi giorni stanno gareggiando alle Paralimpiadi di Tokyo. Curiosità per vedere all’opera dal vivo il giovanissimo fenomeno giapponese Tokito Oda, 15enne, ma gia numero 13 delle classifiche mondiali, grazie alle vittorie su diversi top player del circuito. L’Italia sarà rappresentata dal campione italiano Luca Arca (tesserato con l’Asdc Sardinia Open), Luca Spano e Antonio Cippo, con gli allenatori Giampaolo Coppo e Giancarlo Bonasia.

TV E MEDIA
I Campionati del mondo saranno trasmessi in diretta e differita per tutta la settimana dalle più importanti televisioni internazionali. Sono già arrivate le richieste delle immagini da parte delle tv di Belgio, Francia, Giappone Gran Bretagna e Olanda. Prevista la copertura di televisioni italiane (Sky, Supertennis), regionali, e locali. Le giornate di gara (dal lunedì alla domenica) saranno trasmesse in diretta in contemporanea da 3 campi sul sito sardiniaopen.net e sull’applicazione Fit Supertennix, e sono previste trasmissioni in diretta sulla piattaforma Sky, in diretta o in differita su Supertennis.




OPERAZIONE FOCA MONACA: PARTE DA SASSARI IL PROGETTO DI SENSIBILIZZAZIONE PER PREPARARE IL RITORNO DI UNO DEI MAMMIFERI A MAGGIORE PERICOLO DI ESTINZIONE.
MERCOLEDÌ 22 SETTEMBRE IL LANCIO UFFICIALE DEL PROGETTO ORGANIZZATO DA EARTH GARDENERS IN COLLABORAZIONE CON COOPERATIVA DIOMEDEA E LIPU

La foca Monaca, uno dei mammiferi a maggiore pericolo di estinzione, sta tornando nelle aree settentrionali del Mediterraneo da cui mancava da decenni. Negli ultimi due anni è stata avvistata e fotografata in Salento, lungo le coste del sud Sardegna, nell’Arcipelago Toscano e al largo delle coste liguri. Fonti attendibili documentano che in Sardegna, negli anni Sessanta e Settanta, esistevano solo i sette esemplari della Grotta del Fico nel Golfo di Orosei, oltre ad una decina di altri sparsi nei rimanenti 1800 km di costa.
L’isola è una meta di passaggio tra la Grecia, la Turchia e l’isola di Madeira, nell’omonimo arcipelago del Portogallo, dove sono presenti le colonie più numerose. Preparare il ritorno della Foca monaca, affidandole il ruolo di testimonial privilegiato e trascinante per far conoscere le problematiche sullo stato di conservazione dei territori marini costieri, è tra i principali obiettivi di Operazione Foca Monaca. Ideato e organizzato dall’associazione EARTH GARDENERS, in collaborazione con la Cooperativa Diomedea e la LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli), il progetto mira a sensibilizzare le cittadine e i cittadini e coinvolgere tutte le scuole in azioni di apprendimento attivo, attraverso l’utilizzo di sussidi didattici pensati e realizzati ad hoc per fasce d’età e di interessi. Anche se le attività programmate si svolgeranno sull’isola, il progetto è a carattere nazionale e conta già diverse adesioni in tutta Italia.
L’iniziativa, patrocinata dal Parco Nazionale Arcipelago de La Maddalena, dall’Area Marina Protetta di Capo Carbonara a Villasimius e dal comune di Oristano, verrà presentata mercoledì 22 settembre alle 18 negli spazi al secondo piano della libreria Messaggerie sarde di Sassari. L’incontro, aperto al pubblico, vedrà la partecipazione – anche in remoto – dei rappresentanti degli Enti che patrocinano il progetto, delle associazioni, dei Centri di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità e delle istituzioni che hanno aderito.
I lavori verranno aperti da Anna Lacci, presidente dell’associazione EARTH GARDENERS.
Ospiti d’onore, in collegamento video, gli artisti Edoardo Malagigi e Angela Nocentini, che in ottobre e in aprile dirigeranno i lavori per la realizzazione di opere d’arte collettiva rappresentanti foche Monache a grandezza naturale, utilizzando materiali di rifiuto e coinvolgendo attivamente scuole e cittadini.
Durante l’incontro verrà lanciata la campagna di crowdfunding che, attraverso la piattaforma www.produzionidalbasso.com, servirà per finanziare le spese del progetto. Tutte le azioni di Operazione Foca Monaca, infatti, saranno realizzate solo attraverso il lavoro volontario degli organizzatori e degli artisti.
Nel pieno rispetto delle normative ANTI COVID l’incontro sarà aperto al pubblico per un massimo di 25 persone. In osservanza delle disposizioni previste, obbligatori come sempre, la distanza interpersonale e l’utilizzo della mascherina.
L’incontro verrà trasmesso in diretta sulle pagine Facebook dell’associazione EARTH GARDENERS e della libreria Messaggerie sarde ai seguenti indirizzi:
facebook.com/earthgardeners
facebook.com/messaggeriesarde

È possibile partecipare anche via web attraverso la piattaforma ZOOM:
ID 210 999 1200; Passcode 4c0BL7




Argentiera, acqua non adatta al consumo diretto

In tutta la borgata dell’Argentiera l’acqua non è adatta come bevanda e per la preparazione degli alimenti. È consentito l’utilizzo per gli usi igienici. Lo ha stabilito il sindaco Nanni Campus che stamattina ha firmato l’ordinanza a seguito della nota con la quale l’ATSSardegna di Sassari Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene degli alimenti e della Nutrizione ha comunicato la difformità del parametro coliformi nel punto di prelievo sito nella via Carbonia in località Argentiera.
Il provvedimento resterà in vigore fino a quando i parametri non rientreranno nella norma.
Inoltre è ancora vietato il consumo umano diretto (come bevanda e per la preparazione degli alimenti) dell’acqua della condotta in via Grazia Deledda (tra via Sulcis e via Pigliaru), via Pigliaru, via Campidano, via Planargia, via Baronia, via Marogna, via Delitala, via Devilla, via Falchi, via Castiglia, via Mancaleoni, via Pirino, via Bettino Alessandro, via Volontè, via Caruso, via Gigli, via Meledina e via Nazzari. Sono presenti autobotti dalle 9 alle 12 in via Castiglia.