GALÀ DELLA SARDEGNA: NELLA PIAZZA PRINCIPE KARIM AGA KHAN IV DI PORTO CERVO SUONI, BALLI E CANTI DALL’ISOLA.  

Lunedì 27 luglio ore 22, presenta Giuliano Marongiu

SUPER OSPITE MOSES CONCAS

Porto Cervo, 24 luglio 2026 – Torna un classico della kermesse smeraldina organizzata dal Consorzio Costa Smeralda: il Galà della Sardegna, interamente dedicato alle musiche di matrice popolare, in scena lunedì 27 luglio alle ore 22, in Piazza Principe Karim Aga Khan IV a Porto Cervo.

Quest’anno il concertone dedicato ai suoni, ai canti e ai balli dell’Isola sarà presentato dal celebre conduttore e showman Giuliano Marongiu e articolato in due parti: nella prima si alterneranno quattro formazioni, tra le più interessanti del panorama folclorico regionale, dando un saggio delle loro straordinarie capacità di tramandare un bagaglio di tradizioni dal valore inestimabile; nella seconda parte, un autorevole interprete della musica contemporanea di ispirazione popolare, riadattata in chiave sperimentale, sarà protagonista sul palco di Porto Cervo con alcuni brani simbolo del suo repertorio.

Ad aprire lo spettacolo sarà il Tenore “Su Cunsonu Santu Juanne” di Thiesi, quartetto vocale tra i più apprezzati nell’Isola e spesso portabandiera del canto a tenore nella Penisola e all’estero.

A seguire i virtuosismi strumentali degli “Organeddas” di Giampaolo Piredda e Mauro Spiga, due autentici campioni che fondono in un duo spettacolare le peculiarità dell’organetto e delle launeddas. Inoltre, l’estro degli Organeddas metterà in luce le eccezionali capacità di Mauro Spiga di cimentarsi anche in altri strumenti a fiato come trunfa e sulittu, e di Giampaolo Piredda all’organetto che riesce a rielaborare tutte le melodie della tradizione creando un caleidoscopio di note e colori dal fascino ancestrale.

Ancora voci suggestive con il coro maschile “Sos Astores” di Golfo Aranci, uno dei migliori ensemble oggi in attività ripercorrerà un vastissimo repertorio di melodie immortali arrangiate per un gruppo polifonico di soli uomini; una performance che fa vibrare le corde dell’anima grazie alla direzione magistrale di un musicista poliedrico come Giuseppe Orrù.

Nella magica cornice della piazzetta di Porto Cervo non potevano mancare i balli tipici che saranno proposti dagli eredi di una tradizione tramandata da decenni: per la prima volta sul palco della Costa Smeralda si esibirà il gruppo Minifolk della Pro Loco di Aggius, curato da Laura Bianco e accompagnato all’organetto da Giovanni Lepori, un giovanissimo talento di 17 anni già proiettato verso un’importante carriera. Un gruppo di giovanissimi appassionati del folclore e della cultura popolare 

che portano avanti un lavoro fondamentale per la salvaguardia di un’espressione artistica straordinaria e amata dalle persone di ogni classe sociale, in grado di unire in un sentire comune turisti e appassionati di qualunque provenienza.

Dopo gli interventi dedicati alla tradizione, spazio alla seconda parte con un ospite straordinario che catturerà l’attenzione di sardi e turisti: sarà il virtuoso Moses Concas, già Premio Costa Smeralda, conosciuto in tutto il mondo per aver partecipato in America e in Spagna a World’s Got Talent con i migliori talenti internazionali. Concas delizierà la platea con le sue magie che lo hanno fatto conoscere anche nel mondo del cinema firmando la colonna sonora del film campione di incassi “La vita va così” di Roberto Milani.

Posti a sedere ad ingresso libero e gratuito.




Il Miracolo tra Pietra e Mare: I Segreti della Costa Smeralda nei Ricordi di Antonello Verona.

Porto Cervo Luglio 2026 – Intervista a cura di Fausto Farinelli.

foto credit: Emanuele Perrone

Arrivo a Villa Anna alle 18 in punto. Ad accogliermi fuori, nel patio, è Antonello Verona, uno dei pilastri storici della Costa Smeralda. Lui l’ha vista nascere, ancor prima sulla carta e poi nella realtà delle strade, delle costruzioni, della polvere. Oggi è l’occasione per una reunion insieme ad altri amici dopo la presentazione del libro Costa Smeralda – Il Sogno di un Principe avvenuta a Cagliari il 16 maggio. Lì, Antonello e la sua compagna Elena ci avevano invitato a cena proprio a casa loro, sulla collina di Pantogia a Porto Cervo. Seduti nella splendida veranda, con un’altrettanto splendida e a dir poco commovente vista sul golfo, Antonello si mette comodo, mi guarda con il suo sorriso magnetico e cominciamo a navigare nei ricordi…

Antonello, chiuda gli occhi e torniamo indietro. Da dove inizia esattamente la sua avventura e quella della Costa Smeralda?

Antonello Verona: “Inizia tutto al Jolly di Olbia, nel 1960. Lì passavano tutti i pionieri, da Jacques a Savin Couëlle . La strada panoramica non esisteva ancora, l’avrebbero aperta solo nel ’65. Per arrivare verso la zona del Cala di Volpe si passava via Palau-Arzachena, poi si prendeva una strada bianca dalle parti di Demuro e si proseguiva su una mulattiera fino ad Abbiadori. Liscia di Vacca non era nemmeno collegata. Pensi che quando aprimmo il Cala di Volpe, d’estate uscivamo fuori ad aspettare che arrivasse qualche cliente, perché non passava nessuno!

Ma la vera magia succedeva dal notaio Altea. L’Aga Khan adottò una strategia d’acquisto ‘all’ingrosso’. I proprietari terrieri erano tutti parenti, famiglie storiche locali come gli Orecchioni o gli Azara. C’erano file indiane di 15-20 persone per firmare gli atti rigorosamente a mano. L’emissario diceva chiaramente: ‘O vendete tutti, o non compriamo niente’. Se un parente non voleva vendere, andavano a convincere i cugini pur di chiudere l’affare.”

In quel Jolly di Olbia lei incontra per la prima volta il Principe Aga Khan. Che impressione le fece?

Antonello Verona: “Me lo ricordo benissimo. Era al bar con Andrè Ardoin. Entrò questo ragazzo bellissimo, avremo avuto più o meno la stessa età, io 22 e lui forse 25. Stavano parlando, mi guardarono e mi chiesero: ‘Lei lo sa che stiamo aprendo il Cala di Volpe? Viene a lavorare con noi?’. Dissi di sì all’istante. C’era un’atmosfera incredibile. La principessa Ira von Fürstenberg faceva da sponda tra il Cala di Volpe e Porto Rotondo, tenendo le fila della mondanità. Il Principe spesso parcheggiava all’hotel le sue giovanissime fidanzate, come una bellissima ragazza di nome Anuska, per poi tornare a prenderle a fine giornata.

E poi c’era il mare. Molte serate al Cala di Volpe arrivavano in barca i Conti Donà delle Rose, Luigino e Nicolò, per fare festa. Ricordo un aneddoto del primo o secondo anno, quando c’era la gestione francese Le Luche: mi chiesero se sapevo guidare il motoscafo Riva. Li portai via mare a Porto Cervo, facendo tutto il giro largo da Mortorio per paura delle secche. All’epoca non c’era quasi nessuno, trovammo ad accoglierci solo il grande architetto Gigi Vietti, sua moglie e il loro cagnolino che si chiamava Spazzola.”

Oggi si parla della nascita della Costa Smeralda come di un “miracolo”. Qual è stato il segreto di questa esplosione turistica e finanziaria?

Antonello Verona: “Il segreto è stato il carisma del Principe: era una calamita. Arrivarono investitori con disponibilità immense, come il gruppo belga dei Pobięski (che comprarono a Liscia di Vacca dopo aver venduto le miniere di diamanti nel Congo), o i Guinness. Succedevano cose surreali. La famiglia Mentasti, ad esempio, comprò l’isola di Mortorio e l’isola di Soffi. Un giorno la moglie Mariella scese col gommone. Arrivò la Guardia Costiera per cacciarli e lei protestò: ‘Ma il Mortorio è mio, l’ho comprato io, sono Mentasti!’, ma la guardia fu irremovibile. E poi c’erano le feste folli a Poltu Quatu, prima che facessero saltare un monolite enorme in mezzo alla baia: una sera il conte Acquarone diede una festa in barca a fiumi di champagne. Un cameriere che portava scatole di caviale scivolò sulla passerella e cadde. Il giorno dopo dovettero recuperare le latte dal fondale marino!

L’impatto fu tale che la Sardegna intera veniva su con noi. All’estero la gente chiedeva: ‘Dov’è la Sardegna?’ e rispondevano: ‘Dove c’è la Costa Smeralda!’. Eppure, noi che vivevamo lì ogni giorno vedevamo un contrasto meraviglioso: la baia era bellissima, e capitava di vedere le vacche che passeggiavano tranquille sulla sabbia bianca della spiaggia di Liscia Ruja. Ma oltre ai soldi, il vero colpo di genio dell’Aga Khan fu il Consorzio. Un organo di controllo pazzesco che vincolava i proprietari e tutelava il paesaggio. Era un modello così perfetto che anni dopo, per il progetto del Bagaglino, ne copiammo lo statuto pari pari.”

Non solo lusso, ma anche radici. Dopo un passaggio all’Hotel Cervo, lei è stato l’ideatore de “La Fattoria”, un luogo che è entrato nel mito.

Antonello Verona: “Sì, dopo quattro anni passati all’Hotel Cervo, ne parlai con il maitre Sergio Grassi, di Parma. C’erano solo alberghi di lusso, mancava un ristorante sardo autentico. Creammo La Fattoria. C’era un camino lungo sei metri dove arrostivamo porcetti e agnelli a vista, un’idea ripresa decenni prima che lo facessero locali come Zuma. Servivamo la carne sui piatti di sughero, un’invenzione tutta nostra. In cucina c’era zia Peppina che preparava ravioli, pane frattau e tantissima zuppa cuata con il formaggio filante locale. Si lavorava a ritmi folli: facevamo 700 o 800 coperti al giorno, tra pranzo e cena. Arrivavano i pullman di turisti e si pagavano circa 30.000 lire per mangiare a crepapelle. Ma la vera mascotte era il nostro asinello: di solito stava fuori a mangiare gli scarti del pinzimonio, ma a volte saliva i gradini, entrava in sala e si metteva a mangiare la verdura direttamente dai tavoli. Finimmo persino in una fotografia sulla rivista americana Life!”

Lei ha plasmato anche la vita notturna tracciando letteralmente le strade del Sottovento e del Sopravento. Come andarono le cose?

Antonello Verona: “Comprai il terreno del Sottovento da zio Pasquale Orecchioni; era una vecchia cava di pietre che era servita per fare le strade della Gallura. Il progetto iniziale dell’architetto Busiri Vici prevedeva un albergo, ma mancava un po’ di cassa, così con il costruttore Giancarlo decidemmo di trasformarlo in appartamenti. Sotto aggiungemmo i campi da tennis e un locale. Non sapevo come chiamarlo. Passò l’allora parroco, Don Fresi, che rientrava da un locale di Porto Rotondo chiamato Sottocoperta. Mi guardò e disse: ‘Antonello, perché non lo chiama Sottovento? In fondo è riparato dal vento’. Lo presi al volo. Tutta la viabilità contorta di quella zona l’ho studiata io, bloccando le strade.

E il Sopravento? È nato essenzialmente per problemi di spazio, personale e parcheggio! Al Sottovento c’era troppa gente, dovevo mandare via i clienti in continuazione. All’inizio avevo pensato di chiamarlo ‘Blue Jeans’, ma alla fine rimase Sopravento.”

Fino ad arrivare ai fasti di Villa Harmony e agli eccessi degli ultimi decenni…

Antonello Verona: “Esatto, a Villa Harmony facemmo una grande spa che gestivo assieme a Elena. Lì ospitammo una festa pazzesca voluta da un magnate russo, spese ‘no limits’. Portarono il corpo di ballo del Lido di Parigi e ingaggiarono Zucchero per cantare davanti a sole 80 persone. Ricordo Zucchero che, scendendo, mi strinse la mano e disse: ‘Ma chi sono questi che mi pagano per cantare per 80 persone? Vabbè, a me non me ne frega niente, io canto’. La vera follia fu il giorno dopo: spostammo la stessa festa sulla spiaggia di Liscia Ruja senza Zucchero, ma con cantanti e DJ. Prendemmo tre camion per trasferire lì tutto il ristorante, portammo i gruppi elettrogeni, sistemammo la sabbia e mettemmo cuscini per terra con un buffet enorme ad aspettare i russi che arrivavano dal mare coi gommoni. Un lavoraccio, ma pagarono benissimo.”

Antonello, ripensando a quei giorni febbrili, c’è un ricordo dolce o un’emozione amara che le stringe ancora il cuore?

Antonello Verona: “Parto dal ricordo più bello. Per il Principe ho sempre avuto una devozione assoluta. I primi tempi gli servivo io la colazione. Abitava nella zona residenziale del Cala di Volpe e io gliela portavo direttamente a letto. Mi conosceva benissimo, era una familiarità bellissima, mi salutava e io mi sentivo onorato, avrei voluto fargli da maggiordomo.

Il ricordo più amaro è legato proprio alla fine di quell’epoca. C’era un progetto enorme di sviluppo, il ‘Masterplan’, che come ricordavano anche l’ex Sindaco Piero Filigheddu e l’architetto Satta, venne bloccato dalla burocrazia per 25 anni. Quella fu la fine. L’Aga Khan si smontò. Il nostro ultimo incontro avvenne fuori dal Sottovento, dopo una festa dello Yachting Club. Arrivò su un Maggiolino bianco, accompagnato dalla signorina Maffei che guidava. C’era ressa all’ingresso, lui entrò a salutare e uscì quasi subito. Gli andai incontro: ‘Principe, buonasera, come sta?’. Lui mi guardò, forse già consapevole che non c’era più nulla da fare, e mi rispose con una frase che non dimenticherò mai: ‘Bene Antonello… però a me i sardi non mi vogliono bene’.

È un peccato. Abbiamo perso un’occasione tutti. E la cosa che mi dispiace di più è che lui aveva scelto il suo angolo di paradiso, la Spiaggia del Principe, per fare il suo quartier generale, la sua casa. Non gli hanno permesso di costruirci nemmeno un garage. Ecco, quello rimane il più grande peccato di questa straordinaria avventura.”

La cena è pronta, mentre ripongo i microfoni nella valigetta penso alle tante interviste fatte per raccontare Costa smeralda®, e come sempre mi avvolge la solita domanda: Ma perchè siamo diventati all’improvviso così ciechi e sordi da non riuscire più a vedere quello che sarebbe accaduto se il progetto del Principe si fosse realizzato? Cosa sarebbe oggi l’intera Sardegna? Cosa saremmo noi, oggi?




EVENTI COSTA SMERALDA 2026: CULTURA, MUSICA E TRADIZIONI

DA LUGLIO A OTTOBRE

Prosegue fino a ottobre il calendario 2026 del Consorzio Costa Smeralda: concerti, Porto Cervo Libri, appuntamenti per le famiglie e iniziative dedicate all’arte, alle tradizioni della Sardegna e alla valorizzazione del territorio

SCOPRI IL CALENDARIO EVENTI INTERATTIVO

Porto Cervo, 17 luglio 2026 – Cultura, musica, letteratura, arte e tradizioni della Sardegna animano il calendario 2026 del Consorzio Costa Smeralda, già iniziato nel mese di luglio e destinato a proseguire fino a ottobre. Un ricco programma di appuntamenti rivolto a consorziati, residenti e visitatori, ospitato in alcuni dei luoghi più suggestivi del territorio: dalla Piazza Karim Aga Khan IValla Spiaggetta Sottopiazza, dalla Passeggiata di Porto Cervo alla Chiesa Stella Maris, fino alle spiagge di Capriccioli e Cala del Faro, a Liscia di Vacca e ad Abbiadori.

La stagione degli eventi si è aperta ad aprile con il prestigioso Premio Costa Smeralda, uno degli appuntamenti culturali più autorevoli e rappresentativi della destinazione.

Il programma propone un’offerta ampia e articolata, pensata per coinvolgere pubblici diversi: incontri con autori e personalità del panorama culturale e giornalistico, concerti, spettacoli per bambini e famiglie, iniziative dedicate all’arte e appuntamenti che raccontano l’identità, la storia e le tradizioni dell’isola.

Tra i momenti più attesi figurano i concerti di Spagna, Francesco Demuro, Nina Zilli e Tiromancino Trio, il DJ set con Rocco Hunt e Fred De Palma, gli appuntamenti musicali immersi nella natura, la rassegna letteraria Porto Cervo Libri, i Concerti di Musica Classica e la nuova edizione di Longevity Weeks Costa Smeralda e Longevity Fest, il progetto che pone al centro il tema della longevità e il ruolo della Sardegna come una delle Blue Zone più studiate al mondo.

Un calendario capace di coniugare intrattenimento, cultura, tradizioni e approfondimento, che conferma la vocazione della Costa Smeralda a essere non soltanto una destinazione turistica conosciuta e apprezzata a livello internazionale, ma anche un luogo di incontro, confronto culturale e valorizzazione delle eccellenze e del patrimonio locale.

Dichiara Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda: “La Costa Smeralda è riconosciuta nel mondo per la bellezza dei suoi paesaggi e la qualità dell’accoglienza, ma desideriamo che sia sempre più anche luogo di incontro, dialogo e produzione culturale: dai concerti agli appuntamenti letterari, dalle iniziative dedicate alle famiglie ai progetti sulla longevità e sulla musica classica, ogni evento è pensato per generare valore per residenti, consorziati e visitatori e per rafforzare il legame tra il territorio e la sua comunità.

Promuovere la cultura significa investire nel futuro della destinazione, contribuendo a valorizzarne l’identità e a renderla sempre più viva e attrattiva. È questa la visione che guida l’impegno del Consorzio e che intendiamo perseguire attraverso un’offerta sempre più qualificata e capace di interpretare l’evoluzione della Costa Smeralda nel rispetto della sua storia e delle sue tradizioni.”

Porto Cervo Libri

La stagione si è aperta il 3 luglio con il consorziato Paolo Curto, protagonista dell’incontro dedicato ai suoi libri L’ultima vita, pubblicato da Paolo Sorba Editore, e Le mie sette vite, edito da Castelvecchi. A dialogare con l’autore, nella cornice della Spiaggetta Sottopiazza, è stata Laura Savio.

Il 6 luglio è stata la volta della giornalista e scrittrice Antonella Boralevi, che ha presentato il suo ultimo romanzo L’amore può succedere, pubblicato da Baldini+Castoldi, in dialogo con Giorgio Fresu.

Il 29 luglio il fotografo dei personaggi più noti della Costa Smeralda Riccardo Frezza presenterà Storia di un mercante di immagini, edito da Nemapress, ripercorrendo attraverso immagini e ricordi personaggi, luoghi e momenti legati alla storia della destinazione. Modererà l’incontro Giovanni Corbia.

Il 6 agosto il giornalista sportivo Amedeo Goria e la giornalista de Il Tempo Maria Monsè presenteranno I 50 sono i nuovi 30, pubblicato da PAV Edizioni. A moderare sarà Fulvio Giuliani.

Il 16 agosto l’ex Direttore Generale della Rai Mauro Masi e Ingrid Muccitelli, conduttrice di UnoMattina su Rai 1, presenteranno Promemoria. Un viaggio nella modernità, da Internet all’IA, e molto altro, edito da Class Editori. L’incontro sarà moderato da Pamela D’Amico di Rai Radio.

Il 19 agosto arriverà a Porto Cervo Zahi Hawass, tra gli egittologi più conosciuti al mondo, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dell’antico Egitto attraverso il volume L’uomo con il cappello, pubblicato da FAS Editore. Modererà l’incontro l’interprete e archeologa Stefania Sofra.

Spazio anche al giornalismo d’inchiesta con Lirio Abbate, che il 21 agosto, a Cala del Faro, presenterà I diari del boss, pubblicato da Rizzoli, in dialogo con il giornalista Giuseppe Scarpa. L’incontro sarà moderato da Davide Mosca.

Chiuderà la rassegna, il 26 agosto, la consorziata e giornalista del Quotidiano Nazionale Claudia Marin, autrice de Il futuro che eravamo. A dialogare con lei sarà Giacomo Bedeschi, direttore de La Nuova Sardegna.

La musica tra mare e natura

La musica sarà protagonista dell’estate smeraldina con appuntamenti capaci di unire interpreti di richiamo e scenari naturali di particolare suggestione.

Il 19 luglio la Piazza Karim Aga Khan IVospiterà il concerto di Spagna, artista che ha segnato la storia della musica pop italiana e internazionale.

Il 22 luglio tornerà il Concerto all’Alba sulla spiaggia di Capriccioli, uno degli appuntamenti più suggestivi dell’estate, durante il quale la musica accompagnerà il sorgere del sole in uno degli scenari più conosciuti della Costa Smeralda.

Il 24 luglio, alla Spiaggetta Sottopiazza, si terrà il concerto letterario di Veronica Demuro e Franco Demontis, che unirà musica, lettura recitata de La festa maledetta e una sfilata di abiti di alta moda.

Il 31 luglio la Piazza Karim Aga Khan IVaccoglierà il tenore Francesco Demuro, protagonista di una serata dedicata alla grande tradizione lirica.

Il 3 agosto, a Liscia di Vacca, si rinnoverà l’appuntamento con il Concerto alla Luna, nel quale musica e paesaggio si incontreranno in un’atmosfera particolarmente evocativa.

Il 10 agosto sarà la volta di Nina Zilli, una delle interpreti più originali e apprezzate del panorama musicale italiano contemporaneo, che si esibirà nella Piazza Karim Aga Khan IVdi Porto Cervo.

Il 13 agosto Cala del Faro farà da cornice al Concerto al Tramonto, un appuntamento pensato per accompagnare con la musica uno dei momenti più affascinanti della giornata.

Il 21 agosto la Chiesa Stella Maris di Porto Cervo ospiterà il Concerto d’organo del maestro Stefano Melis Sechi, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Mare Nostrum insieme alla Parrocchia Stella Maris. Un appuntamento che unirà il fascino della musica d’organo alla particolare atmosfera di uno dei luoghi simbolo di Porto Cervo.

Il 24 agosto il Campo di Abbiadori ospiterà Fabrizio Moro e Rocco Hunt, protagonisti di un DJ set che porterà in Costa Smeralda l’energia e i successi di due artisti molto amati dal pubblico italiano.

Il programma musicale di agosto si concluderà il 31 con il concerto dei Tiromancino Trio, formazione guidata da Federico Zampaglione che porterà nella Piazza Karim Aga Khan IValcuni dei brani più rappresentativi del proprio repertorio.

Arte, storia e tradizioni della Sardegna

Particolare attenzione sarà riservata alla valorizzazione dell’identità culturale e delle tradizioni dell’isola.

Il 20 luglio, negli spazi della Passeggiata di Porto Cervo, sarà inaugurata la mostra “Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell’antica cartografia”, un viaggio a ritroso alla scoperta dell’antica storia dell’approdo di Porto Cervo attraverso mappe e carte geografiche d’epoca. L’esposizione promossa dal Consorzio Costa Smeralda, con il sostegno di Smeralda Holding, ideata dall’APS Mare Nostrum e dalla Parrocchia di Stella Maris, in collaborazione con l’associazione Culturale La Scatola Del Tempo e l’Istituto Euromediterraneo, racconterà l’evoluzione della rappresentazione cartografica del territorio e il profondo legame tra la Sardegna, il mare e la storia della navigazione nel Mediterraneo. La mostra resterà aperta al pubblico sino al 20 agosto. 

Il 25 luglio, nella Piazza Karim Aga Khan IV, si terrà il talk “Sardegna Terra di Cavalli”, dedicato a uno degli elementi più autentici del patrimonio culturale e identitario dell’isola.

Il 27 luglio in Piazza Karim Aga Khan IVsarà la volta del Galà della Sardegna, una celebrazione della musica, del folklore e delle tradizioni popolari che raccontano l’anima e la ricchezza culturale del territorio.

Il 28 luglio, Piazza Stella Maris ospiterà l’incontro “Da Newman a Tolkien: l’umilta’ della storia”, promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Mare Nostrum e patrocinato da Istituto Euromediterraneo e Chiesa Stella Maris. Relatore dell’evento sarà il professor Giuseppe Pezzini, docente di Filologia latina al Corpus Christi College dell’Università di Oxford. L’appuntamento sarà introdotto dai saluti istituzionali di don Mauro Moretti, parroco di Stella Maris, e di don Giorgio Diana, direttore dell’Istituto Euromediterraneo.

Il 1° agosto Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Maria Livia Brunelli saranno protagoniste di un incontro dedicato all’arte, in occasione del terzo anniversario della presenza in Sardegna della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Il talk offrirà l’opportunità di riflettere sul ruolo dell’arte contemporanea nella crescita culturale e sociale del territorio.

Il calendario proseguirà il 1° settembre con un incontro dedicato a Grazia Deledda, nel centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, attraverso le testimonianze e gli approfondimenti di Vanna Fois e Franca Carboni.

Il 28 agosto la tradizionale Festa Patronale di Porto Cervo organizzata dalla Parrocchia di Stella Maris: alle ore 18:00 la Santa Messa in onore della Madonna di Stella Maris a seguire la suggestiva processione a mare, fuochi di artificio, cena per la comunità e intrattenimento musicale.

Gli appuntamenti per bambini e famiglie

Anche quest’anno il programma dedica ampio spazio ai più piccoli, con spettacoli e momenti di animazione pensati per coinvolgere bambini e famiglie.

L’8 luglio la Spiaggetta Sottopiazza ha ospitato il Circolander di Priamo Casu, con animazione, zucchero filato e popcorn.

Il 23 luglio torneranno mascotte, palloncini e giochi con Lucy & Friends, mentre il 4 agosto Natalie Belli e Dina Petrucci presenteranno Mr Clip, una favola proposta anche in lingua inglese, capace di unire fantasia, creatività e valori educativi.

Il 12 agosto sarà la volta dello spettacolo della compagnia Circo Bow Tie. Il programma dedicato alle famiglie si concluderà il 27 agosto con le marionette della compagnia Kronicokab.

Tutti gli appuntamenti per bambini si svolgeranno alla Spiaggetta Sottopiazza.

Gli appuntamenti di settembre e ottobre

A settembre tornerà il Classic Music Festival Costa Smeralda in programma nelle serate del 5, 7, 9 e 11 settembre: quattro appuntamenti dedicati ai grandi interpreti e ai capolavori del repertorio internazionale.

Dal 24 settembre all’11 ottobre si svolgerà la prima edizione di Longevity Weeks Costa Smeralda, iniziativa ricca di eventi sportivi, gare agonistiche e amatoriali, con talk  alla salute e allo stile di vita sano guidato in primis da una corretta alimentazione. 

Il 3 e il 4 ottobre ci sarà la quinta edizione del Longevity Fest Costa Smeralda con un’attenzione particolare alle biotecnologie e con l’assegnazione del Longevity Award al fotografo internazionale Steve McCurry.




“Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell’antica cartografia”

Un viaggio a ritroso, alla scoperta dell’antica storia dell’approdo di Porto Cervo

Dal 20 luglio al 20 agosto, alla Passeggiata di Porto Cervo, una mostra di antiche carte nautiche racconta un luogo che per secoli ha accolto i naviganti del Mediterraneo.

Porto Cervo, 17 luglio 2026 – Sarà inaugurata lunedì 20 luglio alle ore 19.00, presso La Passeggiata di Porto Cervo, la mostra “Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell’antica cartografia. Un viaggio a ritroso alla scoperta dell’antica storia dell’approdo di Porto Cervo”, promossa dal Consorzio Costa Smeralda, con il sostegno di Smeralda Holding, ideata dall’Associazione di Promozione Sociale Mare Nostrum e dalla Parrocchia Stella Maris, in collaborazione con l’Associazione Culturale La Scatola del Tempo e l’Istituto Euromediterraneo. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 20 agosto.

Attraverso una preziosa selezione di antiche carte nautiche e portolaniche, la mostra conduce il visitatore in un viaggio nella storia del Mediterraneo, alla scoperta di un Porto Cervo che esisteva ben prima della nascita della Costa Smeralda®. Dal Medioevo in poi, le mappe testimoniano infatti l’importanza di questo approdo naturale lungo le coste della Gallura, conosciuto e utilizzato dai naviganti come luogo sicuro dove trovare riparo durante la navigazione.

Le carte esposte raccontano un Mediterraneo fatto di rotte commerciali, esplorazioni, traffici marittimi e approdi strategici. I cartografi dell’epoca non rappresentavano semplicemente paesaggi, ma luoghi essenziali alla sopravvivenza dei marinai: baie protette, punti di rifornimento, approdi sicuri. Tra questi compare anche Porto Cervo, a testimonianza di una storia che affonda le proprie radici molto prima dello sviluppo della destinazione turistica contemporanea.

Frutto di anni di ricerca e del recupero di preziose carte antiche provenienti da collezioni private e mercatini antiquari di tutta Europa, la mostra restituisce profondità storica a un luogo spesso identificato esclusivamente con la sua storia più recente, offrendo ai visitatori una prospettiva inedita sulle origini di Porto Cervo e sul suo legame con la navigazione mediterranea.

Al termine della presentazione inaugurale è prevista una visita guidata della mostra, durante la quale saranno illustrate le principali carte esposte e il loro significato storico, accompagnando i visitatori alla scoperta dell’antica storia dell’approdo di Porto Cervo

«La Costa Smeralda® è conosciuta nel mondo per la sua capacità di coniugare bellezza, ospitalità e qualità della vita. Ma un territorio vive anche della propria storia e della propria identità. Per questo il Consorzio sostiene con convinzione iniziative come questa, che permettono di riscoprire e condividere un patrimonio culturale spesso poco conosciuto, arricchendo il racconto della destinazione e rafforzando il legame tra la comunità, i suoi luoghi e la loro memoria.», dichiara Mario Ferraro, Vicepresidente del Consorzio Costa Smeralda.

L’iniziativa nasce dalla passione e dall’attività di ricerca di Mario Sotgiu, che nel corso degli anni ha raccolto e studiato numerose carte nautiche antiche, ricostruendo la presenza di Porto Cervo nella cartografia storica del Mediterraneo.

«Questa mostra nasce dalla passione per la storia del territorio e da un lungo lavoro di ricerca che, nel corso degli anni, ha portato al recupero di preziose carte nautiche provenienti da collezioni private e mercatini antiquari di tutta Europa. Riunirle oggi in un’unica esposizione significa restituire a Porto Cervo una parte della sua memoria, raccontando una storia che precede di secoli quella della Costa Smeralda®. Non è soltanto una mostra di carte portolaniche, ma un viaggio nella memoria di un luogo antico chiamato Porto Cervo. L’obiettivo è offrire un piccolo contributo alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale di questo straordinario angolo della Gallura», spiega Mario Sotgiu, Presidente dell’Associazione Culturale La Scatola del Tempo.

Con questa iniziativa il Consorzio Costa Smeralda rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, promuovendo una conoscenza più profonda delle sue radici e della sua identità. La mostra rappresenta il risultato della collaborazione tra associazioni culturali e realtà del territorio unite dall’obiettivo comune di preservare e raccontare la memoria storica di Porto Cervo, offrendo ai visitatori un viaggio nel tempo alla scoperta delle origini di uno dei luoghi più iconici del Mediterraneo.

Informazioni

Mostra
Fra Bussole e Stelle. Porto Cervo nell’antica cartografia. 

Un viaggio a ritroso alla scoperta dell’antica storia dell’approdo di Porto Cervo

Promossa da
Consorzio Costa Smeralda

Sostenuta e sponsorizzata da
Smeralda Holding

Ideata da
Associazione di Promozione Sociale Mare Nostrum
Parrocchia Stella Maris

In collaborazione con
Associazione Culturale La Scatola del Tempo
Istituto Euromediterraneo

Inaugurazione
Lunedì 20 luglio 2026, ore 19.00

Sede
La Passeggiata, Porto Cervo

Periodo di apertura
Dal 20 luglio al 20 agosto 2026




Fisco locale ad Alghero: al via la “Rottamazione Quinquies”. La guida pratica per azzerare sanzioni e interessi. I documenti

Il Comune di Alghero ha ufficialmente aderito alla nuova definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio, approvando il Regolamento per la cosiddetta “Rottamazione Quinquies”. Si tratta di un’importante boccata d’ossigeno per i cittadini e le imprese che hanno pendenze arretrate con l’ente e con i suoi concessionari della riscossione, ovvero la S.E.C.AL. S.r.l. e la STEP S.r.l..

La misura permette di regolarizzare i vecchi debiti pagando esclusivamente il capitale e le spese di procedura, stralciando di fatto sanzioni e interessi. Ecco tutto ciò che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati e gestire la pratica anche comodamente da casa.

Quali debiti rientrano nell’agevolazione?

La sanatoria copre una vasta gamma di pendenze:

  • Vecchi arretrati: Tutti i debiti derivanti da ingiunzioni fiscali o da avvisi di accertamento esecutivi riferiti al lungo periodo che va dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
  • La TARI recente: Gli omessi o parziali pagamenti della Tassa sui Rifiuti per gli anni dal 2021 al 2025, a condizione che non siano già stati oggetto di un accertamento notificato entro il 1° gennaio 2026.
  • Le controversie legali: Le liti pendenti in ogni stato e grado di giudizio (incluso il ricorso in Cassazione) il cui ricorso iniziale sia stato notificato entro il 1° gennaio 2026.

I vantaggi concreti per il cittadino

Aderire alla definizione agevolata garantisce due enormi benefici. In primo luogo, il debito viene drasticamente ridotto: il cittadino verserà unicamente le somme dovute a titolo di capitale, le spese di notifica, il rimborso per le procedure esecutive e gli oneri di riscossione. Le sanzioni e gli interessi di mora vengono totalmente azzerati.

In secondo luogo, la semplice presentazione della domanda attiva un vero e proprio “scudo” patrimoniale: vengono bloccate le azioni esecutive e cautelari (come fermi amministrativi sui veicoli, ipoteche e pignoramenti), salvo quelle già avviate con esiti positivi. Inoltre, l’Ente non potrà avviare nuove azioni di recupero per i debiti oggetto dell’istanza.

Il percorso in quattro tappe: scadenze e procedure

Per evitare di perdere i benefici, il contribuente deve seguire un iter ben preciso, scandito da tempistiche rigorose.

  1. La richiesta di calcolo (Entro il 24 luglio 2026): Il primo passo è la richiesta di chiarezza. Il contribuente deve inviare un’istanza per conoscere l’esatto ammontare dei debiti definibili, utilizzando la specifica modulistica che i concessionari (sia Secal che Step) e il Comune mettono a disposizione sui rispettivi siti istituzionali. In questa fase è obbligatorio fornire un indirizzo PEC (Posta Elettronica Certificata).
  2. Il verdetto (Entro 30 giorni): Il concessionario ha 30 giorni di tempo per rispondere all’istanza, inviando via PEC l’elenco esatto delle pendenze definibili e i relativi importi.
  3. L’adesione formale (Entro 30 giorni dalla risposta): Ricevuta la PEC, il cittadino ha un mese di tempo per decidere se aderire e presentare la dichiarazione vincolante di adesione. Anche per questo passaggio la modulistica è reperibile sui siti dei concessionari. In questa fase si sceglie anche se pagare a rate o in un’unica soluzione.
  4. Il piano di rientro e il pagamento: Ricevuta l’adesione, il concessionario notifica il piano definitivo. La prima rata (o l’unica soluzione) deve essere versata entro il 31 ottobre 2026.

Chi non può pagare tutto subito, può spalmare il debito fino a un massimo di 36 rate mensili (conclusione a settembre 2029) oppure in 12 rate trimestrali (conclusione a luglio 2029). Dal pagamento della seconda rata scatterà l’applicazione del tasso di interesse legale.

Il canale digitale: la rivoluzione di LinkMate

Per snellire le pratiche ed evitare le code agli sportelli fisici, la S.E.C.AL. S.r.l. mette a disposizione dei cittadini lo sportello telematico LinkMate. Si tratta dell’opzione fortemente consigliata per presentare le domande di rottamazione.

L’accesso alla piattaforma è garantito in modo sicuro tramite SPID o credenziali, collegandosi al link dedicato per il Comune di Alghero (https://linkmate.servizienti.it/linkmateWeb/login?c=0111&e=A192)[cite: 5, 6].

Usare LinkMate elimina la necessità di fare calcoli manuali complessi:

  • Selezionando la voce “Definizione Agevolata”, il sistema mostra in automatico l’elenco dei carichi ammissibili.
  • Per ogni accertamento, una tabella chiara mostra il debito originario, il risparmio garantito dalla sanatoria e il “Residuo Agevolato” esatto da versare[cite: 7].
  • Il cittadino può selezionare con una semplice spunta quali documenti inserire nella sanatoria, calcolare in automatico le rate e inoltrare la pratica monitorandone lo stato di avanzamento (“In attesa di validazione”).

Inoltre, LinkMate funge da vero e proprio cassetto fiscale: se ad esempio non si è ricevuto a casa l’avviso di pagamento ordinario della TARI, è possibile consultarlo e scaricarlo in completa autonomia dalla propria area personale[cite: 5].

Per chi preferisse i canali tradizionali, resta comunque possibile scaricare la modulistica cartacea, ricordando che tutti i documenti riguardanti le istanze per Secal e Step sono disponibili per il download nei loro appositi siti web istituzionali e in quello del Comune. Una volta compilati, andranno inviati all’indirizzo [email protected].

Attenzione alle clausole di decadenza

La misura è vantaggiosa, ma non ammette distrazioni. Il beneficio decade irrimediabilmente se si salta il pagamento dell’unica rata oppure di due rate (anche non consecutive) o se si paga con un ritardo superiore a 15 giorni (che diventano 30 giorni per la sanatoria specifica sulla TARI). In caso di decadenza, i soldi già versati non vengono rimborsati, ma trattenuti come acconto sul debito totale originario (comprensivo di sanzioni).

Infine, per i debiti importanti: se si chiede la rateizzazione per un importo superiore a 30.000 euro e si hanno già pignoramenti presso terzi in corso (es. conti correnti o stipendi bloccati), sarà obbligatorio presentare una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa a tutela del credito del Comune.




Il Ritorno del Principe. Una Promessa Lunga oltre Sessant’anni.

di Fausto Farinelli, editore e direttore editoriale.

Arrivo, come sempre, in anticipo di un’ora. Le diciotto segnano il momento esatto in cui la stampa e gli ospiti iniziano ad accreditarsi per questa giornata che si preannuncia storica, una di quelle destinate a rimanere scolpite nella memoria di questa costa. Faccio la mia solita tappa nel Sottopiazza, il cuore pulsante e di pietra di Porto Cervo. Anche oggi, come ogni volta che vengo qui, osservo il rito intatto della meraviglia: ci sono persone che scattano innumerevoli fotografie, ragazze con i piedi accarezzati dall’acqua che si fanno i selfie, incorniciate dallo sfondo del ponticello di legno, della piazza e dalle luci del nuovo ristorante Langosteria. Porto Cervo affascina, resiste al tempo in modo immutabile. Ogni volta che ci torno, rimango catturato da quell’effetto “wow” che non smette mai di sorprendermi. È il palcoscenico perfetto per rievocare il sogno di un principe, e oggi, per celebrarne il grande ritorno.

Prima che le massime autorità religiose, civili e militari prendano posto, mi immergo nelle voci e nei ricordi di chi questa storia l’ha vissuta e continua a custodirla. Incontro Renzo Persico, Presidente del Consorzio Costa Smeralda. Gli chiedo subito se l’omaggio di oggi sia più un dovere istituzionale o morale. La sua risposta non ammette repliche: «È un dovere morale, un dovere etico» mi dice con fermezza. «La storia insegna che quest’uomo ha creato le condizioni perché oggi noi siamo un’isola del mito, un territorio conosciuto nel mondo. Ha inventato un modello turistico come pioniere, ha creduto nell’ambiente, nella sostenibilità, nella cultura». Nelle parole di Persico emerge il ritratto di un visionario che capì come questo lembo d’Europa periferico avesse tutte le premesse per diventare un’eccellenza italiana nel mondo. Poi, il Presidente mi confida un aneddoto intimo e toccante: «Più volte gli ho chiesto: “Altezza, mi dica qual è per lei il momento più importante?”. E lui mi ha detto: “Il momento più importante l’ho avuto quando ho scoperto quest’isola”. E ho capito dopo negli anni che l’amava sempre, non ha mai smesso di amarla». E sulla presenza della Presidente della Regione, Alessandra Todde, sottolinea: «Ci sentiamo tutti appartenenti a un modello turistico che ha reso la Sardegna famosa nel mondo».

Subito dopo incrocio le memorie intime della famiglia, frammenti preziosi che svelano l’uomo dietro il mito. Risuonano le parole cariche di affetto fraterno del Principe Amin Aga Khan. Quando gli viene chiesto un ricordo di Karim, la sua voce tradisce un’intimità profonda, di una vita vissuta fianco a fianco: «Eravamo quasi gemelli» racconta. «Lui aveva nove mesi, meno un giorno, più di me… io sono nato a settembre». Il ricordo si fa poi delicato, sfiorando gli ultimi momenti di vita del fondatore e la malattia: «L’ha accettata con filosofia? Sì… non se n’è reso conto, penso. Per fortuna dormiva. È passato così, in silenzio. Non ha sofferto». E quando gli si domanda del lascito di suo fratello per quest’isola, Amin non ha esitazioni: «Cosa ha fatto per la Sardegna? Molto, molto, molto. La Costa Smeralda è stata la sua creazione… In questa parte della Sardegna, sì, è stato lui il padre del turismo».

Infine, è Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan V, figlio del compianto Principe Karim, a condividere i suoi ricordi durante un colloquio con i giornalisti a margine dell’evento. Le sue parole ci riportano ai primi anni di fatica, quando l’infrastruttura era ancora solo un cantiere in divenire. «Ricordo quando ero molto piccolo… dragavano la marina e non capendo questa immensa infrastruttura, ricordo l’odore del dragaggio e papà che lavorava» racconta ai cronisti. «Ricordo anche che andava a spegnere gli incendi di persona, e tornava tutto nero di cenere». È il ritratto sorprendente di un fondatore che si sporcava le mani, che ha amato questa terra vivendola visceralmente per un quarto della sua vita.

L’evento ufficiale è scandito dalla maestria della violinista Anna Tifu, le cui note tratte dalle opere di Bach, Ysaÿe, Massenet e Ravel si fondono con il suono del mare, elevando la solennità del momento.

Poi, il silenzio scende sulla piazza. L’ufficialità si mescola al profondo sentimento di comunità quando il padrone di casa, il Sindaco di Arzachena Roberto Ragnedda, prende la parola. Il suo è il riconoscimento di un patto lungo oltre mezzo secolo:

«Buonasera a tutti. Sua altezza Principe Rahim Aga Khan, benvenuto. Grazie per essere qui con noi in questo speciale momento per celebrare la figura di suo padre, una figura che ha voluto creare tutta questa bellezza. Presidente Alessandra Todde, grazie per aver condiviso con noi questo momento, è importante avere la presenza della Regione… Principe Amin Aga Khan, benvenuto, è un piacere vederla qui ad Arzachena, a Porto Cervo. Principe Irfan, Sinan Aga Khan, benvenuti… Sua Eccellenza il Prefetto, Fauci, benvenuta, signor Questore, tutte le autorità civili, militari, religiose, benvenuti. Cari concittadini di Arzachena, tanti ospiti che oggi sono qui presenti per condividere con noi questo momento.

È con profondo sentimento di orgoglio istituzionale che prendo la parola qui a Porto Cervo per celebrare un mito, per celebrare un momento che va a rinverdire un rapporto storico che la famiglia Aga Khan ha garantito nel corso di questi 60 anni con la nostra terra. È un patto di reciproco rispetto, di collaborazione, che ci porta a guardare avanti, a far sì che questa terra possa scrivere altre pagine assieme. È un piacere oltre che un onore ricordare quello che sua altezza il principe Karim Aga Khan ha fatto per noi.

60 anni fa, sua altezza Karim Aga Khan venne qui, ventenne, e con una filosofia straordinaria ha cambiato le sorti di questa destinazione. Momenti storici in cui non vi erano leggi urbanistiche, dove si sarebbe potuto fare qualsiasi tipo di intervento, e invece ha deciso di sposarsi col nostro territorio e creare un qualcosa che ha fatto epoca. Un’esperienza che è tuttora viva e la Costa Smeralda proprio in questi anni suggella un momento senza tempo. È bellissimo vedere le persone che continuano a venire nella nostra destinazione, tantissimi brand, l’internazionalità che questa terra continua a garantire.

Il rispetto della natura, il rispetto dell’identità locale, il rispetto delle persone sono stati il prisma, il mantra che ha guidato l’opera di Karim Aga Khan. Il nostro cittadino onorario nel 1965 ha fatto sì che questa terra potesse avere una nuova vita, un nuovo sviluppo, nei valori profondi e una straordinaria rivoluzione sociale, culturale, occupazionale che tuttora vive ancora nella nostra, nella nostra realtà.

Quindi è con profondo orgoglio che oggi celebriamo due momenti. Il primo è l’intitolazione di questa piazza, dove tutto è nato, e il secondo è una celebrazione che va proprio oltre, con una, diciamo, un sogno di immortalità. Una scultura, una scultura dedicata a sua altezza Karim Aga Khan, una scultura che vuole ricordare l’uomo, una cultura, una scultura che dialoga col territorio, non imposta nel territorio, così come era quella la filosofia del nostro Karim Aga Khan. Tra poco la sveleremo ed è emozionante, soprattutto perché il Principe Karim Aga Khan ha ovviamente una storia che parla da sé, però è altrettanto importante che le nuove generazioni sappiano chi è stato Karim Aga Khan, cosa ha fatto per la nostra terra e quelle che sono le opportunità che ci ha garantito, ha garantito a tante generazioni di arzachenesi, di sardi, che oggi hanno avuto l’opportunità di vivere, crescere all’interno delle, dell’isola, all’interno della nostra Sardegna senza dover emigrare e senza dover andare altrove per cercare una speranza, un futuro. Futuro ce l’ha garantito la sua lungimiranza, la sua sensibilità e oggi vogliamo celebrare questo momento con un dialogo che sia infinito col nostro territorio, con la nostra gente. E sono sicuro che assieme, andremo a scrivere ancora tante pagine di questa meravigliosa storia. Grazie».

L’eco delle parole del Sindaco traccia un confine invisibile tra il passato e l’avvenire. È la Presidente della Regione, Alessandra Todde, a raccogliere idealmente questo testimone, innalzando la figura del Principe da artefice locale a pilastro della moderna Sardegna:

«Buonasera a tutte e tutti. Desidero intanto ringraziare il Comune di Arzachena e il Sindaco Roberto Ragnedda per l’invito a questa giornata così importante. Saluto il qui presente Principe Rahim Aga Khan, quinto, e la rappresentanza della famiglia del Principe, la sua famiglia. E per me è un grande onore essere qua con autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni, cittadini di Arzachena e tutti coloro che hanno voluto prendere parte a un momento così significativo per il nostro territorio.

Oggi inauguriamo una piazza, una scultura, ma soprattutto affidiamo a una memoria collettiva un nome, una visione che hanno profondamente segnato la storia della Sardegna contemporanea. Intitolare questa piazza a sua altezza il principe Karim Aga Khan IV significa riconoscere il valore di un uomo che ha saputo immaginare il futuro, quando quel futuro sembrava ancora impossibile. Una personalità capace di vedere nella Gallura e nella Costa Smeralda non soltanto un luogo di straordinaria bellezza, ma un patrimonio da valorizzare con rispetto, intelligenza e lungimiranza.

La sua intuizione ha cambiato il destino di questo territorio, l’ha fatto con un progetto che fin dalle sue origini ha cercato un equilibrio tra lo sviluppo economico, qualità architettonica e tutela del paesaggio. Un modello che ha reso la Costa Smeralda conosciuta in tutto il mondo, e che ha contribuito a costruire un’immagine internazionale della Sardegna fondata sull’eccellenza, sull’accoglienza e sull’unicità del suo ambiente.

Sarebbe riduttivo però ricordare il principe Aga Khan solo come l’artefice di un grande progetto turistico. Il lascito è anche cultura d’impresa, capacità di innovazione, investimenti, occupazione e una fiducia sulle potenzialità della nostra isola. È un’eredità che ha coinvolto generazioni intere di lavoratrici e lavoratori, imprenditrici, imprenditori, professionisti, giovani, che hanno trovato nuove opportunità grazie a questa visione. La Sardegna oggi ha il compito di continuare ad essere una terra capace di attrarre il mondo senza perdere la propria identità, mettendo al centro il paesaggio, la cultura, il capitale umano, la qualità della vita delle persone che la abitano tutto l’anno.

Questa piazza quindi rappresenta molto più che un omaggio, è un luogo che invita tutti noi a ricordare come le grandi opere nascano sempre dalla capacità di immaginare, di costruire relazioni e di investire nel lungo periodo. Anche la scultura che oggi inauguriamo assume questo significato, non soltanto un’opera d’arte, ma un simbolo permanente di riconoscenza e memoria, affinché le generazioni future possano conoscere la figura del principe Karim Aga Khan e comprendere il contributo che ha dato alla storia della Sardegna.

Come Presidente della Regione Autonoma della Sardegna considero questo momento un’occasione per riaffermare un principio fondamentale, il futuro della nostra isola si costruisce attraverso la collaborazione tra istituzioni, comunità, imprese e società civile. Che questa piazza diventi ogni giorno un luogo di incontro, di bellezza, di memoria, un luogo capace di raccontare alle generazioni che verranno, che la visione quando è accompagnata dal rispetto per il territorio e le persone può veramente cambiare la storia. Grazie».

Ma il momento che squarcia l’ufficialità, toccando il cuore di ogni presente, arriva con l’intervento sul palco del figlio, Sua Altezza il Principe Rahim Aga Khan. Lo ascolto incantato, mentre le sue parole delineano con commovente precisione la vera anima di questa impresa. Ne catturo ogni sfumatura, traducendola dall’inglese, perché resti impressa nella nostra narrazione collettiva:

«Buonasera. È un grande onore per me e per la mia famiglia essere qui oggi in un luogo così profondamente legato alla vita, al lavoro e al cuore di mio padre. È un onore. E per me un piacere grandissimo di vedere qui alcuni amici da tanti anni che conosco da tanti anni che hanno visto cosa è per me la Sardegna, per me personalmente. E continuo in inglese perché il mio italiano è un po’ arrugginito.

Una piazza è un luogo di incontro, è un luogo di memoria e di comunità. Associare il nome di mio padre a questo spazio inserisce il suo ricordo all’interno di Porto Cervo, tra la gente, l’architettura, il paesaggio e il mare che ha amato così profondamente. La mia famiglia ed io siamo profondamente grati per questo commovente tributo.

Molte persone hanno definito mio padre un visionario, e a ragione. Qui, su questa costa, quella visione ha trovato una delle sue espressioni più distintive e durature, non solo in ciò che è stato costruito, ma nello spirito con cui è stato realizzato. Quando vide per la prima volta questa parte della Sardegna, scorse un paesaggio di rocce granitiche, acque limpide, colline, insenature e luce, e capì che il suo valore risiedeva nella sua unicità. Da lì nacque una convinzione che plasmò gran parte di ciò che seguì: lavorare assecondando il carattere di questo luogo e proteggere le qualità che lo rendevano unico.

La Costa Smeralda divenne uno dei progetti a cui si dedicò con maggiore passione. Vi si dedicò parallelamente alle sue responsabilità di Imam, e questo gli permise di unire molte delle cose a cui teneva profondamente: l’architettura, l’artigianato, il paesaggio, la bellezza e lo sviluppo a lungo termine. Amava l’architettura non come decorazione, ma come linguaggio di rispetto. Le proporzioni, i materiali e i dettagli erano fondamentali; gli edifici dovevano appartenere al loro ambiente. Bellezza e sobrietà potevano, e dovevano, convivere. È per questo che la Costa Smeralda è stata riconosciuta non solo per ciò che ha creato, ma per ciò che ha preservato e per cui la sua eredità conta ancora oggi.

Ma per la mia famiglia questo luogo è anche profondamente personale. Mio padre amava la Sardegna, la sua gente, la sua terra, le sue montagne e le sue acque. I miei fratelli ed io abbiamo trascorso qui le estati della nostra infanzia. Oggi anche i miei nipoti e i miei stessi figli hanno conosciuto Porto Cervo e l’hanno amata. Il nostro legame con la Sardegna è ora portato avanti da una terza generazione.

Questa scultura non dominerà la piazza, ma vi si siede all’interno, informale, umana e in dialogo con il luogo. In questa sobrietà e umanità risulta fedele a Porto Cervo e al rispetto che ha guidato il lavoro di mio padre qui.

A nome della mia famiglia esprimo i nostri più sentiti ringraziamenti alla Presidente Alessandra Todde e alla Regione Sardegna, al Sindaco Roberto Ragnedda e al Comune di Arzachena, agli artisti, e alla gente di Porto Cervo e della Sardegna che ha custodito il ricordo di mio padre con tanto calore. Sarebbe stato profondamente commosso da questo omaggio da parte di Arzachena e della Sardegna. So che avrebbe anche voluto che questo momento riguardasse il futuro, prendendosi cura di questo luogo con la stessa immaginazione, disciplina e senso di responsabilità che ne hanno ispirato la creazione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile questo omaggio. Grazie a tutti voi e grazie alla Sardegna».

Il sole si abbassa dolcemente, colorando la pietra granitica. È il momento. La scultura commemorativa in bronzo viene svelata. Un’opera concepita in modo discreto, realizzata dalla Fonderia Artistica Versiliese con la perizia degli artisti Valentina Lucarini Orejón e Maicol Borghetti, sotto la direzione artistica del museologo Roberto Concas, all’interno di un progetto sviluppato dalla startup ACAI. Proprio come aveva sussurrato il figlio pochi istanti prima, l’opera d’arte appare in tutto il suo potente simbolismo: un Principe seduto sul bordo della piazzetta, che con il braccio teso indica il mare. Adesso, anche fisicamente, il Principe Karim Aga Khan ha fatto ritorno nella sua amata Porto Cervo.

E mentre la folla applaude, il Sindaco Ragnedda prende di nuovo la parola per annunciare che l’amministrazione avvierà l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Sua Altezza il Principe Rahim, rinnovando così un legame che si affaccia al futuro. Stringo il mio taccuino. Questa incredibile invenzione urbanistica e umana, nata dall’amore di un visionario, ha appena aggiunto il suo capitolo più emozionante. E la storia, ne sono certo, è ancora tutta da scrivere.




Gruppo FS e Regione Sardegna insieme per le corse prova del treno ATR 465

Cagliari, 10 luglio 2026 – Si sono svolte nella notte tra il 9 e il 10 luglio le corse prova del nuovo treno ATR 465, prodotto da CAF e acquistato dalla Regione Sardegna, lungo la linea Cagliari–Olbia e ritorno.

Le attività, rese possibili dalla collaborazione tra le società del Gruppo FS – Rete Ferroviaria Italiana (RFI), Trenitalia e Italcertifer – Regione Sardegna e CAF, hanno consentito di verificare la sicurezza, l’affidabilità e le prestazioni tecniche del convoglio sull’intero percorso, effettuato senza fermate intermedie e in assenza di altro traffico ferroviario in 2 ore e 15 minuti, con una velocità massima di 150 km/h. I tempi di percorrenza effettivi del servizio non saranno quelli ottenuti in questa fase di prova, ma deriveranno dal programma di esercizio.

La circolazione dei treni ad assetto variabile è uno dei diversi fronti operativi in cui si articola il lavoro congiunto di Regione Sardegna ed RFI per l’adeguamento dell’infrastruttura ferroviaria sarda. Grazie a questi interventi, i convogli possono affrontare le curve a velocità fino al 20% superiori rispetto ai treni tradizionali, mantenendo elevati livelli di comfort e sicurezza e contribuendo alla riduzione dei tempi di percorrenza.

L’intervento sulla rete ferroviaria sarda è stato realizzato grazie ai finanziamenti della Regione Autonoma della Sardegna, nell’ambito dell’Accordo Quadro con RFI, e ha comportato investimenti infrastrutturali per oltre 50 milioni di euro. Nell’ambito del progetto, RFI ha curato gli adeguamenti e la certificazione della linea necessari alla circolazione dei nuovi convogli, collaborando con Trenitalia e Italcertifer anche nelle attività di omologazione del treno e del sistema di pendolamento.

Italcertifer ha coordinato e supervisionato l’intera campagna di prove in qualità di Testing Authority, Soggetto Responsabile delle Prove e Organismo di Valutazione della Conformità. La società del Gruppo FS ha seguito l’iter autorizzativo con ANSFISA per il rilascio dell’Autorizzazione alle Prove in Linea (APL), assicurando il presidio tecnico delle attività e la conformità delle verifiche ai requisiti normativi. Nel percorso di messa in servizio del convoglio, Italcertifer ha inoltre curato la certificazione del veicolo secondo le Specifiche Tecniche di Interoperabilità (STI) e la normativa nazionale.

Trenitalia ha contribuito mettendo a disposizione gli spazi delle proprie officine per ospitare il convoglio durante le attività, avviate nel settembre 2025, e fornendo il personale di condotta impegnato nelle prove.

Fondamentale per l’organizzazione delle attività anche il coordinamento della Regione ed il supporto di ANSFISA, delle Prefetture, dei Comuni, di ANAS, delle Province, delle Forze dell’Ordine e di tutti gli enti coinvolti.

Le corse prova rappresentano una fase tecnica indispensabile nel percorso di messa in servizio del veicolo: hanno permesso di verificarne le prestazioni e di confermarne l’idoneità alla circolazione sulla rete ferroviaria sarda nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza e affidabilità. Con il completamento di questa fase dell’iter autorizzativo che si concluderà con un’ulteriore campagna di prove pianificata nel mese di settembre, il percorso proseguirà poi nei mesi successivi con le ulteriori attività di competenza di ANSFISA. Il risultato della corsa prova pone le basi per la definizione della futura offerta commerciale sulla rete sarda e per la riduzione dei tempi di percorrenza, in armonia con le scelte e gli indirizzi strategici che la Regione vorrà adottare.

L’esito positivo dei test rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di progressivo adeguamento agli standard nazionali del sistema ferroviario sardo. Il Gruppo FS, in collaborazione con la Regione Sardegna, proseguirà lo sviluppo dell’infrastruttura e dell’offerta ferroviaria per offrire un servizio sempre più rapido, efficiente e competitivo, rispondendo in modo efficace alle esigenze di mobilità dei viaggiatori.




pubblicati dalla Fondazione Alghero i primi bandi di concorso, per titoli ed esame, per la formazione delle graduatorie per l’assunzione di nuove unità di personale da inserire nel ruolo organico dell’ente a tempo indeterminato.

Si tratta delle prime figure, a cui ne seguiranno di nuove, in ottemperanza alla nuova pianta organica recentemente implementata. 

Un impiegato con funzioni amministrative (scadenza 3 agosto 2026) – II Area – livello B (ex II fascia – II livello) -; un impiegato con funzioni amministrative-contabili (ragioniere) – II Area – livello B (ex II fascia – II livello)- ; uno specialista esperto in area strutture e logistica – III Area – livello B (ex III fascia – II livello) -; un responsabile del Polo Museale (scadenza 10 agosto 2026) – III Area – livello B (ex III fascia – II livello).

Gli interessati dovranno inoltrare domanda di partecipazione esclusivamente per via telematica tramite il Portale unico del reclutamento (InPA), disponibile all’indirizzo www.InPA.gov.it previa registrazione. La registrazione è gratuita e può essere realizzata esclusivamente mediante i sistemi di identificazione SPID, CIE, CNS, elDAS. I relativi bandi di concorso, insieme a tutti i documenti necessari, sono pubblicati sul sito della Fondazione Alghero, sezione Avvisi e Bandi e sull’Amministrazione Trasparente.

Qui il link con tutti i bandi: https://www.fondazionealghero.it/avvisi-bandi/




CAMERA DI COMMERCIO DI SASSARI: AL VIA IL BANDO “DOPPIA TRANSIZIONE 2026” PER DIGITALIZZAZIONE E SOSTENIBILITÀ DELLE IMPRESE LOCALI

Sostenere il sistema produttivo locale nel percorso verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale. È questo l’obiettivo del nuovo “Bando Voucher Doppia Transizione 2026”, promosso dalla Camera di Commercio di Sassari attraverso il proprio Punto Impresa Digitale (PID), in coerenza con la strategia del Piano Nazionale Transizione 5.0.

La misura mette a disposizione delle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) del territorio uno stanziamento complessivo di 100.000 euro. L’iniziativa punta a finanziare l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate e l’attivazione di processi eco-sostenibili, favorendo al contempo lo sviluppo di nuove competenze professionali fondamentali per affrontare le sfide del mercato globale.

“Attraverso questo provvedimento vogliamo dare un impulso concreto e immediato alla modernizzazione delle nostre aziende”, dice Stefano Visconti presidente della Camera di Commercio di Sassari. “La transizione digitale e quella ecologica non sono più opzioni percorribili singolarmente, ma rappresentano due facce della stessa medaglia per garantire la competitività del nostro tessuto economico. Il nostro obiettivo è abbattere le barriere economiche all’investimento, offrendo un supporto finanziario e consulenziale di alta qualità che possa accompagnare i processi di crescita e favorire una reale svolta green e tecnologica nel nord Sardegna”.

L’agevolazione prevede la concessione di un contributo a fondo perduto (voucher) pari al 70% delle spese ammissibili, fino a un importo unitario massimo di 10.000 euro. Il valore minimo dell’investimento deve essere invece di 3.000 euro. Il bando copre un ampio spettro di interventi, suddivisi nelle macro-aree di formazione, consulenza e tecnologie. Tra le spese ammissibili figurano l’acquisto di tecnologie avanzate (come intelligenza artificiale, cybersicurezza e sistemi digitali per l’efficienza energetica) e l’acquisizione di servizi di consulenza e percorsi formativi specialistici in ambito digitale e green. Inoltre, per stimolare l’etica e l’inclusività aziendale, è prevista una premialità di 500 euro per le imprese in possesso del rating di legalità o della certificazione della parità di genere.

Le domande di contributo dovranno essere trasmesse esclusivamente per via telematica, con firma digitale, attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere (https://restart.infocamere.it). I termini per la compilazione si apriranno alle ore 10 del 8 luglio 2026, mentre l’invio telematico definitivo (valido ai fini della procedura valutativa a sportello secondo l’ordine cronologico) sarà attivo a partire dalle ore 16 dello stesso giorno, per chiudersi il 21 settembre 2026.




IL TURISMO NEL NORD OVEST DELLA SARDEGNA VOLA A GIUGNO: STRANIERI E GRANDI EVENTI TRAINANO IL COMPARTO

Il turismo nel Nord-Ovest della Sardegna archivia un mese di giugno da incorniciare, mettendo a segno una crescita diffusa e consolidando il proprio appeal sui mercati internazionali. L’analisi dei dati territoriali traccia una mappa dei flussi estremamente positiva, partendo dal dato macroscopico dell’intera provincia. Con un campione statistico che rappresenta quasi un terzo degli hotel esistenti nell’area nord-occidentale dell’isola (pari a 48.450 camere e 108.090 letti monitorati), l’occupazione media delle stanze ha raggiunto l’81,34%, in netto incremento rispetto al 77,01% registrato nello stesso mese del 2025. A fare la parte del leone è la componente oltreconfine: oltre sette presenze su dieci sono generate da visitatori internazionali, che blindano una quota di mercato pari al 72,84%.

In questo scenario, Alghero si conferma la vera locomotiva del territorio. La Riviera del Corallo ha fatto registrare un tasso di occupazione delle camere sbalorditivo, toccando l’85,03% rispetto al 78,03% dello scorso anno. Un balzo in avanti ottimizzato anche da una gestione più efficiente delle volumetrie interne: i dati evidenziano infatti un deciso aumento dell’occupazione dei singoli posti letto, segno di una drastica contrazione delle camere doppie uso singola o delle triple non saturate. Ad Alghero la presenza straniera diventa una variabile numerica ben più che rilevante, sfiorando la vetta del 79,05%. Ottimi segnali giungono anche dall’area del Golfo dell’Asinara, dove l’occupazione si attesta al 75,84%, in lieve crescita sul 75,14% del 2025. Sebbene in questo comparto i sei stranieri su dieci risentano della ponderazione degli hotel della città di Sassari, isolando le sole strutture costiere del Golfo la densità di turisti internazionali supera persino i record algheresi.

Dietro questa performance non c’è solo l’immutato fascino delle coste sarde, ma una precisa capacità di intercettare la domanda globale. “I dati raccolti certificano la straordinaria salute del nostro comparto nel Nord-Ovest”, dichiara con soddisfazione Stefano Visconti, presidente di Federalberghi Confcommercio Nord Ovest. “L’incremento dei tassi di occupazione cammina di pari passo con la crescita robusta degli arrivi sul nostro scalo aeroportuale e con l’impatto straordinario di manifestazioni di respiro globale. Gli operatori hanno dimostrato una flessibilità e una maturità uniche nel cogliere queste opportunità, traducendole in un servizio alberghiero di assoluta qualità. A dimostrarlo chiaramente è il parallelo miglioramento delle recensioni che i clienti attribuiscono oggi alle nostre strutture”.

Se la qualità dell’ambiente marino e balneare si conferma il brand più forte e il motore principale capace di muovere le masse di visitatori, la stagione non è tuttavia esente da ombre esterne alla gestione privata, che rischiano di frenare i trend di crescita. “Il mercato estero è la nostra vera forza, ma è un patrimonio che va difeso anche fuori dagli hotel”, conclude il presidente Visconti. “Qualche disservizio registrato nella parte finale del mese, dovuto ai blackout elettrici che hanno interessato Alghero e altre località della Sardegna, ci ricorda che l’efficienza delle infrastrutture pubbliche deve viaggiare alla stessa velocità della nostra offerta ospitale. Non possiamo permettere che carenze strutturali della rete penalizzino l’esperienza dei viaggiatori proprio nei momenti di massima pressione”.