CAMPO BOE, IL PARCO DI PORTO CONTE LANCIA “BLUE DISCOVERY”

PRENOTAZIONI ONLINE PER UNA FRUIZIONE PIU’ SEMPLICE E SOSTENIBILE 

Disponibile gratuitamente per Android e iOS la nuova App che permette ai diportisti di prenotare e pagare direttamente il proprio ormeggio. 

Conclusi a maggio i due progetti di posa delle boe: ora si apre una nuova fase di gestione e prosegue il confronto con il territorio

Il Parco Naturale Regionale di Porto Conte compie un nuovo passo nel percorso di tutela e valorizzazione dell’Area Marina Protetta Capo Caccia – Isola Piana. Dopo una fase di test nei prossimi giorni sarà pienamente operativa Blue Discovery, la nuova applicazione dedicata alla gestione dei campi boe, scaricabile gratuitamente per tutti i dispositivi Android e iOS. Uno strumento semplice e intuitivo che consentirà ai diportisti di individuare le boe attraverso la geolocalizzazione, verificarne la disponibilità in tempo reale, prenotare il proprio ormeggio e procedere direttamente al pagamento, rendendo l’accesso alle aree di ormeggio più rapido, trasparente ed efficiente. Dopo aver individuato la boa utilizzando la mappa interattiva l’applicazione permette di prenotare anticipatamente l’intera giornata mentre chi arriva direttamente in rada potrà prenotare l’ormeggio per periodi più brevi, di due ore o di mezza giornata, garantendo così una maggiore flessibilità a chi desidera sostare solo per un bagno o per poche ore. Le boe destinate al diportismo saranno tutte prenotabili tramite App, mentre quelle riservate agli operatori autorizzati dell’Area Marina Protetta resteranno escluse dal sistema di prenotazione.

Particolare attenzione è stata riservata ai residenti e agli operatori nautici del territorio. Nelle aree ricadenti nella ZSC – come Lazzaretto, Olandese e il Rosso – l’utilizzo delle boe sarà gratuito per i residenti nel Comune di Alghero e per coloro che hanno l’imbarcazione stabilmente ormeggiata nel porto cittadino nonché in quelli di Fertilia, Tramariglio e Porto Conte, pur restando obbligatoria la prenotazione. Nelle aree ricadenti all’interno dell’Area Marina Protetta si applicheranno invece le tariffe previste dal disciplinare, con una riduzione del 50% riservata ai residenti per le imbarcazioni fino a 7,5 metri. Oltre alla gestione delle prenotazioni, Blue Discovery diventerà un vero strumento di conoscenza del territorio. All’interno dell’App é già infatti disponibile la cartografia dell’Area Marina Protetta con la relativa zonizzazione, la posizione delle boe nonché la localizzazione delle praterie di Posidonia oceanica, sarà inoltre possibile registrare la propria imbarcazione per praticare il libero ancoraggio, a breve verranno implementate ulteriori informazioni di carattere ambientale e normativo con tutte le indicazioni utili per una navigazione rispettosa dell’ambiente.

Con l’attivazione del servizio si completa il percorso avviato nel 2019 con il finanziamento regionale PAF e successivamente ampliato con il progetto finanziato nel 2023 con fondi PNRR. Oggi il sistema conta circa 150 boe, distribuite nelle principali cale dell’Area Marina Protetta e della Zona Speciale di Conservazione, realizzate con l’obiettivo di regolamentare gli ormeggi e proteggere uno degli habitat più preziosi del Mediterraneo. La realizzazione dei campi boe nasce infatti dalla necessità di salvaguardare le praterie di Posidonia oceanica, ecosistema fondamentale per la salute del mare ed il contrasto al cambiamento climatico. Oltre a rappresentare uno dei più efficaci serbatoi naturali di carbonio, capace di assorbire grandi quantità di CO₂ e produrre ossigeno, la Posidonia svolge un ruolo essenziale nella difesa delle coste dall’erosione e costituisce l’habitat di riproduzione e crescita di numerose specie ittiche, contribuendo in maniera determinante alla conservazione della biodiversità marina.

“Con Blue Discovery compiamo un ulteriore passo verso una gestione moderna e sostenibile della fruizione dell’Area Marina Protetta. L’obiettivo non è soltanto regolamentare gli ormeggi, ma offrire ai diportisti uno strumento semplice, trasparente e ricco di informazioni, capace di accompagnarli nella scoperta del nostro patrimonio ambientale” sottolinea il direttore del Parco Regionale di Porto Conte, Giulio Plastina. La tutela della Posidonia oceanica è la ragione che ha portato Regione Sardegna e Ministero dell’Ambiente a finanziare questi interventi, perché proteggere questo habitat significa investire concretamente nella biodiversità e nella lotta ai cambiamenti climatici. “Durante questa prima stagione di operatività del sistema di ormeggio – precisa il presidente del Parco Regionale di Porto Conte, Emiliano Orrù –  proseguirà il percorso di ascolto degli operatori autorizzati, dei diportisti e di tutti i portatori di interesse per arrivare, come deliberato l’anno scorso quasi all’unanimità dall’Assemblea del Parco, ad una rimodulazione complessiva, valutando, cala per cala e di concerto con tutti gli Enti coinvolti, eventuali migliorie nella distribuzione delle boe al fine di individuare le soluzioni più efficaci per coniugare tutela ambientale, sicurezza della navigazione e qualità della fruizione del mare. L’obiettivo è affinare ulteriormente il sistema, prevedendo dove possibile una migliore organizzazione degli spazi destinati all’ormeggio e alle aree dedicate al libero ancoraggio, sempre nel pieno rispetto delle praterie di Posidonia”.




Cabina primaria, la maggioranza: «Pais smentito dagli atti. Il documento che pubblica riguarda il precedente procedimento»

Michele Pais ci riprova, ma questa volta a smentirlo sono le date e gli atti ufficiali. Nel tentativo di attribuire all’attuale Amministrazione la responsabilità della mancata realizzazione della nuova cabina primaria, il consigliere della Lega pubblica un documento che, contrariamente a quanto vorrebbe far credere, riguarda il primo procedimento avviato nel 2022, durante la precedente consiliatura. Il documento pubblicato da Pais fa infatti riferimento all’istanza presentata da E-Distribuzione per la realizzazione della cabina primaria in località Bidonì. Un procedimento sul quale il Servizio Tutela del Paesaggio della Regione Sardegna aveva espresso un parere di inammissibilità, rilevando esplicitamente una serie di criticità legate alla localizzazione dell’opera, al suo impatto su un’area agricola e alla conformità con le prescrizioni del Piano Paesaggistico Regionale. Lo stesso Servizio regionale, riconoscendo la rilevanza pubblica dell’intervento, suggeriva espressamente di valutare una localizzazione alternativa in un’area con caratteristiche di maggiore compatibilità paesaggistica.  

Altro che prova delle responsabilità dell’Amministrazione Cacciotto. Il documento pubblicato da Pais riguarda un procedimento avviato durante la precedente consiliatura e dimostra esattamente ciò che sosteniamo da giorni: il primo progetto presentava criticità tali da rendere opportuno individuare una nuova localizzazione. Già allora l’Assessore Piras aveva avviato una riflessione sulla necessità di individuare una nuova localizzazione che consentisse di superare le criticità emerse nel corso del procedimento. L’attuale Amministrazione ha ripreso in mano quel percorso, lavorando insieme a E-Distribuzione per individuare un’area con profili di compatibilità più adeguati e consentire a un’infrastruttura strategica per la città di proseguire il proprio iter. Il nuovo progetto, presentato nel corso di questa consiliatura con una diversa localizzazione, sta infatti procedendo regolarmente e senza alcun blocco da parte del Comune. Ci chiediamo allora quale sia la logica seguita dal consigliere Pais. Se, come sostiene oggi, ogni parere espresso nell’ambito di un procedimento amministrativo deve essere trasformato in una responsabilità politica, dovremmo forse attribuire a lui, che all’epoca era Presidente del Consiglio regionale, la responsabilità del parere negativo espresso nel 2023 da un ufficio della Regione Sardegna? È evidente l’assurdità di un simile ragionamento, ma è esattamente il metodo che Pais sta utilizzando per tentare di attribuire all’attuale Amministrazione responsabilità che gli atti smentiscono. Pais continua a invocare la verità, ma ogni nuovo intervento rende sempre più evidente la distanza tra la sua ricostruzione e ciò che raccontano gli atti. La maggioranza non ha alcuna difficoltà a confrontarsi nel merito e a rispondere delle proprie scelte. Ma il confronto politico dovrebbe partire come minimo dal rispetto dei fatti e della cronologia.

Cordiali saluti

Anna Arca Sedda

Marco Colledanchise

Gabriella Esposito

Gianni Martinelli

Giampietro Moro

Christian Mulas

Giusy Piccone

Emiliano Piras

Beatrice Podda




CONTROLLO DELLA CIRCOLAZIONE PORTA AL SEQUESTRO DI INGENTI QUANTITATIVI DI STUPEFACENTI: UN ARRESTO DEICARABINIERI

Nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo
stato e salvo ulteriori approfondimenti, si comunica quanto segue.

Olbia, 3 luglio 2026 – I Carabinieri della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Olbia hanno tratto
in arresto un trentacinquenne, ritenuto responsabile di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di
spaccio.
L’intervento è scaturito nel corso dell’ordinario servizio di controllo del territorio, quando una pattuglia
della Sezione Radiomobile ha notato un’autovettura procedere a velocità particolarmente sostenuta e
con una condotta di guida estremamente pericolosa lungo una delle principali arterie della viabilità
cittadina, in un’area caratterizzata, soprattutto in questo periodo dell’anno, da un intenso flusso di
residenti e turisti.
I militari hanno quindi proceduto al controllo del conducente, avviando gli accertamenti che hanno
successivamente consentito di eseguire perquisizioni personale, veicolare e domiciliare.
L’attività ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro ingenti quantitativi di cocaina, hashish,
marijuana e pericolose droghe sintetiche, nonché materiale per il confezionamento e la pesatura delle
dosi, denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio e una pistola a salve priva del tappo rosso.
L’attività è stata svolta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, che ha
sottoposto l’uomo agli arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida.
L’episodio conferma come il quotidiano controllo del territorio rappresenti uno degli strumenti più efficaci
di prevenzione e contrasto alla criminalità: un ordinario servizio di pattuglia, nato per garantire la sicurezza
della circolazione stradale, ha consentito di interrompere una presunta attività di spaccio e di sottrarre
dal mercato ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, comprese droghe sintetiche particolarmente
pericolose.




Cabina primaria, ad Alghero esplode il caso politico: accuse, repliche e il nodo degli atti mancati-

Blackout, rete sotto pressione e un’opera considerata strategica finiscono al centro di uno scontro sempre più duro ad Alghero. Attorno alla cabina primaria “Alghero Sud” si confrontano due versioni opposte: da una parte chi accusa il Comune di aver fermato tutto, dall’altra chi respinge ogni addebito e sostiene che l’iter stia andando avanti con un nuovo progetto.

Sul tavolo, oltre alla polemica politica, c’è anche un documento della Provincia di Sassari che fotografa il passaggio più contestato della vicenda: il procedimento relativo a una precedente autorizzazione si è chiuso negativamente dopo che il Comune non si era ancora espresso sulla concessione della deroga urbanistica necessaria.

Il caso della nuova cabina primaria Enel ad Alghero si è trasformato in uno dei temi politici più caldi delle ultime settimane. Sullo sfondo ci sono i continui blackout che stanno creando disagi in città, con ripercussioni per famiglie, attività economiche e servizi essenziali. Al centro del confronto c’è un’infrastruttura ritenuta decisiva per rafforzare la rete elettrica urbana, ma attorno alla sua realizzazione si è acceso uno scontro frontale tra opposizione e maggioranza consiliare.

A sollevare con forza la questione è stato il consigliere comunale della Lega Michele Pais, che punta il dito contro l’amministrazione guidata da Raimondo Cacciotto. Secondo la sua ricostruzione, il Comune avrebbe bloccato un’opera strategica non portando la pratica all’esame del Consiglio comunale, che era il solo organo competente a pronunciarsi. Per Pais, il risultato di questo mancato passaggio sarebbe sotto gli occhi di tutti: ritardi accumulati, città esposta ai disservizi e responsabilità politiche che ora, a suo dire, andrebbero chiarite fino in fondo.

Il consigliere insiste soprattutto su un punto: la procedura, sostiene, si sarebbe arenata proprio nel momento in cui il Comune avrebbe dovuto completare l’atto di propria competenza. Nelle sue parole, la linea è netta e senza sfumature. “Il provvedimento conclusivo della Provincia è inequivocabile: il procedimento si è concluso negativamente esclusivamente perché il Comune di Alghero non ha perfezionato l’atto di propria competenza”. Da qui la richiesta di un’interrogazione urgente e, nell’ultimo intervento, anche la convocazione immediata di una commissione per esaminare tutti gli atti.

Pais collega direttamente questa vicenda ai disagi che la città sta vivendo. Parla di danni economici per le imprese, problemi per le famiglie e conseguenze che avrebbero toccato perfino l’ospedale. Il suo affondo non si ferma qui: contesta anche la tesi secondo cui vi sarebbero stati ostacoli legati alla destinazione urbanistica dell’area e chiede di fare piena luce su un eventuale cambio di localizzazione dell’opera, domandando chi lo abbia deciso, quando e sulla base di quali elaborati tecnici. Il cuore del suo messaggio politico resta racchiuso in un’accusa precisa: “La maggioranza mente. Subito una commissione. Dite la verità agli algheresi”.

Il documento pubblicato da Michele pais

La risposta della maggioranza è arrivata con toni altrettanto duri. I consiglieri che sostengono l’amministrazione respingono la ricostruzione di Pais e definiscono falsa e tendenziosa l’idea di un blocco imputabile al Comune. Nella loro versione, la vicenda andrebbe letta in modo più ampio, partendo da un precedente progetto che già nella passata consiliatura non avrebbe trovato le condizioni per andare avanti, anche per criticità paesaggistiche e perplessità legate alla localizzazione originaria.

Secondo la maggioranza, non sarebbe corretto attribuire all’attuale giunta la responsabilità del primo stop. Viene ricordato infatti che, già nel procedimento precedente, il Servizio tutela del paesaggio della Regione aveva rilevato criticità e suggerito di valutare una collocazione alternativa, preferibilmente in aree industriali o comunque già compromesse dal punto di vista infrastrutturale. Da qui la tesi politica della coalizione che governa la città: non un blocco, ma la prosecuzione di un percorso complesso, segnato da problemi emersi ben prima dell’attuale fase amministrativa.

L’elemento più importante portato dalla maggioranza riguarda però la nuova impostazione del progetto. La ricostruzione fornita dai consiglieri di maggioranza sostiene che, dall’inizio del mandato, il Comune abbia ripreso il confronto con E-Distribuzione e che nel frattempo sia stato presentato un nuovo intervento, con una diversa localizzazione, oggi vicino alla conclusione dell’iter autorizzativo davanti alla Città Metropolitana di Sassari. In questa lettura, dunque, la vicenda contestata da Pais riguarderebbe un passaggio superato, mentre l’opera starebbe procedendo su basi aggiornate e con un quadro amministrativo diverso.

In mezzo allo scontro politico ci sono però gli atti. Ed è proprio qui che il caso si fa più delicato. Nel provvedimento della Provincia di Sassari relativo al procedimento precedente si legge che, durante la conferenza di servizi, il Comune di Alghero aveva chiarito che l’intervento ricadeva in zona urbanistica E2 e che per poter usufruire del più favorevole indice volumetrico era necessaria l’espressione del Consiglio comunale, organo chiamato a pronunciarsi indipendentemente dal parere della conferenza. Nello stesso documento si dà atto che E-Distribuzione aveva presentato istanza al Consiglio per la deroga e che l’ufficio tecnico aveva comunicato di aver trasmesso la proposta di delibera al dirigente competente. Ma si legge anche che, successivamente, “ad oggi il Comune di Alghero non si è espresso in merito alla concessione di deroga” e che, per questo, non sussistevano i presupposti per autorizzare l’opera. Il procedimento viene quindi indicato come concluso negativamente.

Questo passaggio documentale è quello su cui Pais fonda il suo attacco politico. Ma nello stesso fascicolo emergono anche altri elementi che la maggioranza usa per contestare una lettura troppo semplificata della vicenda. Nelle pagine precedenti del provvedimento, infatti, viene richiamato il parere della Regione che segnalava il permanere di criticità paesaggistiche già espresse in precedenza, ritenendo non adeguatamente chiarita la conformità dell’intervento alle previsioni del piano paesaggistico. La conferenza asincrona, si legge, non era risultata risolutiva ed era stato necessario un successivo esame in modalità sincrona.

È proprio in questo incrocio tra piano urbanistico, passaggi consiliari e rilievi paesaggistici che si gioca la partita politica. L’opposizione mette l’accento sul mancato voto del Consiglio e sostiene che da lì derivi la chiusura negativa del procedimento. La maggioranza, invece, insiste sul fatto che il quadro fosse già problematico a monte e che il Comune non abbia mai espresso un diniego all’opera, limitandosi a rappresentare la necessità di un passaggio formale previsto dalla normativa.

Intanto il dibattito si sposta anche sul presente. La maggioranza afferma che oggi il procedimento davvero rilevante è un altro, legato a un nuovo progetto già arrivato alla fase conclusiva davanti alla Città Metropolitana. Secondo questa versione, la conferenza di servizi avrebbe già dato esito positivo e, una volta completate le prescrizioni tecniche richieste dagli enti competenti, si potrebbe arrivare al provvedimento autorizzativo finale e poi all’affidamento dei lavori. Un quadro che, se confermato, ridimensionerebbe il peso pratico dello scontro sull’iter precedente, ma non quello politico.

Pais, però, non arretra e rilancia. A suo giudizio resta da chiarire chi abbia deciso di abbandonare il vecchio progetto e perché tutto sia avvenuto, sostiene, senza un confronto pubblico vero in Consiglio comunale e nelle commissioni. Il consigliere chiede che si apra subito una fase di verifica politica e amministrativa, con l’esame completo di documenti, date, passaggi e responsabilità.

Alla fine, oltre alle accuse reciproche, resta un dato concreto: Alghero continua a convivere con una rete elettrica giudicata insufficiente rispetto al fabbisogno della città. Ed è proprio questo il punto che rende la vicenda particolarmente sensibile. Perché al di là della propaganda, delle repliche e delle letture contrapposte, il vero nodo per cittadini e imprese è capire quando questa infrastruttura verrà realizzata davvero e se il lungo scontro degli ultimi anni abbia rallentato, o soltanto complicato, una risposta che il territorio attende da tempo.




SIDDÙRA SVELA ÈROS IL PRIMO ROSSO CREATO PER ESSERE SERVITO FRESCO.

IL DEBUTTO UFFICIALE CON L’ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO ENOLOGICO Piludu: “Volevamo creare un rosso con caratteristiche uniche nel suo genere.Due anni di studio e ricerca per un vino creato per essere servito fresco”

È stato presentato ufficialmente al 7Pines Resort Sardinia, a Baja Sardinia, Èros, il nuovo vino rosso di Siddùra creato fin dall’origine per essere servito fresco. Un progetto nato per riscrivere il modo di vivere il vino rosso e interpretare l’evoluzione dei consumi contemporanei. Un progetto che segna una nuova tappa nel percorso di ricerca e innovazione di Siddùra e che nasce per interpretare un cambiamento sempre più evidente nelle abitudini di consumo. Per Siddùra non si tratta di modificare il modo di servire un vino esistente, ma di creare un rosso che nasce già per essere bevuto fresco.
Èros. Èros non è un vino rosso tradizionale portato semplicemente a una temperatura più bassa, ma un progetto enologico concepito, studiato e realizzato per esprimere il meglio di sé tra i 10 e i 12 gradi. La temperatura di servizio non rappresenta un dettaglio, ma il principio attorno al quale Siddùra ha costruito l’intero progetto, dalla vigna alla cantina. Colli del Limbara IGT, 12 gradi alcolici, Èros prende forma da un’idea semplice quanto innovativa: restituire agli amanti del vino rosso la libertà di sceglierlo anche quando le stagioni, le occasioni di consumo e il desiderio di maggiore freschezza sembrano orientare verso altre tipologie di vino. Non un bianco. Non un rosato. Un rosso creato per essere servito fresco, che fa della temperatura di servizio uno dei propri elementi identitari. È questa la sua natura, non una semplice modalità di consumo. Servito tra i 10 e i 12 gradi, rivela una nuova dimensione espressiva, capace di coniugare la freschezza e l’immediatezza ricercate dai consumatori contemporanei con il carattere, la morbidezza e la personalità propri di un vino rosso. Da questa intuizione prende vita Èros, un progetto sviluppato nell’arco di due anni da Siddùra per interpretare un desiderio sempre più evidente nel mercato: quello di un vino capace di superare le categorie tradizionali e inaugurare uno spazio nuovo tra il mondo dei bianchi e quello dei rossi, senza appartenere completamente né all’uno né all’altro.
La creazione e l’evoluzione del mercato. Il lancio si inserisce in un contesto di profonda evoluzione dei consumi, con un mercato pronto ad accogliere la novità. Èros non nasce per seguire una tendenza, nasce per inaugurare uno spazio dedicato a chi ama il vino rosso, ma fatica a berlo nei mesi più caldi e anche a chi sceglie un bianco per la sua freschezza, ma non vuole rinunciare alla struttura e alla complessità di un rosso. “Volevamo creare un vino rosso con caratteristiche uniche nel suo genere. Un vino che restasse profondamente rosso, ma che potesse essere servito a temperature normalmente associate ad altre tipologie – spiega Mattia Piludu, direttore generale di Siddùra –. Èros nasce da un’idea sviluppata prima in vigna, poi in cantina e infine nel marketing, fino ad arrivare al suo nome e al suo claim: Il desiderio va servito fresco”. Con Èros, la cantina Siddùra cerca di leggere un cambiamento che è già in atto. “Oggi molti consumatori si avvicinano al vino con aspettative diverse rispetto al passato: cercano vini più versatili, più immediati e capaci di adattarsi a occasioni di consumo differenti. Èros – osserva Piludu – nasce da questa riflessione. Non per sostituire il vino rosso tradizionale, ma per inaugurare uno spazio inesplorato attraverso un vino rosso creato per ampliare le possibilità con cui può essere vissuto”.
La collaborazione d’autore. Il progetto è il risultato di un percorso che ha coinvolto tutte le aree aziendali, dai campi alla cantina, fino alla comunicazione, confermando l’approccio multidisciplinare che da sempre caratterizza la filosofia della cantina. La costante ricerca dell’eccellenza ha portato Siddùra ad avviare una collaborazione con la migliore firma enologica al mondo, Michel Rolland, che attraverso il suo Laboratoire d’Oenologie Rolland & Associés supporta la cantina nel perseguire gli elevati standard qualitativi che da sempre contraddistinguono i vini Siddùra.
La ricerca dell’equilibrio. L’equilibrio tra la morbidezza e la freschezza. Dal punto di vista produttivo, il vino nasce da una precisa ricerca di armonia tra freschezza, morbidezza ed espressività aromatica. “L’idea di Èros è partita dal desiderio di bere un rosso d’estate, fresco e morbido allo stesso tempo – spiega l’enologo di Siddùra, Dino Dini –. Tutto il lavoro svolto in vigneto e in cantina è stato orientato a raggiungere questo equilibrio. L’obiettivo era ottenere un vino capace di mantenere piacevolezza, intensità aromatica e identità anche a temperature di servizio più basse”. Ogni scelta agronomica ed enologica è stata compiuta con un obiettivo preciso: creare un vino rosso capace di esprimersi al meglio quando viene servito fresco. In cantina è stato adottato un percorso di vinificazione studiato per preservare freschezza ed espressione aromatica: dopo una prima fase di macerazione sulle bucce necessaria all’estrazione del colore, il vino viene separato anticipatamente dalla parte solida e completa la fermentazione in assenza delle bucce, secondo un approccio che richiama, per alcuni aspetti, le tecniche utilizzate nella vinificazione in bianco. “Abbiamo cercato un equilibrio diverso rispetto a quello tradizionalmente associato ai vini rossi – prosegue Dini –. Un vino capace di esprimere profumi fruttati, morbidezza e bevibilità, mantenendo però il carattere e la personalità di un rosso. È questa la sfida che ha accompagnato tutto il progetto Èros”. Lo stesso equilibrio è stato ricercato fin dalla gestione del vigneto. “Il nostro obiettivo – spiega l’agronomo di Siddùra, Luca Vitaletti – era ottenere uve naturalmente predisposte a dare vita a un vino da servire fresco: con una moderata gradazione zuccherina, una buona acidità e tannini morbidi, così da preservarne equilibrio e piacevolezza anche a basse temperature. I suoli granitici della Gallura conferiscono al vino una marcata sapidità e mineralità, mentre le importanti escursioni termiche, la costante ventilazione e specifiche tecniche agronomiche, come la gestione della chioma, favoriscono lo sviluppo del patrimonio aromatico e la conservazione della freschezza. Fondamentale è stata anche una raccolta anticipata e altamente selettiva, calibrata sul rapporto tra zuccheri e acidità delle uve, per privilegiare la vivacità e l’equilibrio del frutto”.
La presentazione ufficiale. Il debutto di Èros è avvenuto al 7Pines Resort Sardinia, a Baja Sardinia, davanti a una platea composta da giornalisti della stampa regionale e nazionale, operatori dell’ospitalità, professionisti del settore e appassionati. Nella suggestiva terrazza panoramica del resort, la cantina ha scelto di raccontare il percorso che ha portato alla nascita del progetto, condividendo con gli ospiti la visione, la ricerca e le scelte che hanno dato forma a un vino nato per interpretare nuove modalità di consumo senza rinunciare all’identità di un rosso. A fare da naturale contrappunto al racconto del vino è stata poi l’esperienza gastronomica ospitata da Spazio by Franco Pepe, dove una selezione di pizze d’autore firmate dal maestro pizzaiolo, già premiato come miglior pizzaiolo del mondo per quattro anni di fila, ha accompagnato la degustazione di Èros. Non è stata una semplice degustazione, ma la dimostrazione concreta della filosofia di Èros: un vino rosso creato per essere servito fresco, capace di dialogare con una gastronomia contemporanea e di conquistare nuovi momenti di consumo.




Sassari, truffa al telefono a un 90enne sventata in extremis: due arresti

Un pensionato era stato convinto a consegnare 45mila euro in contanti e gioielli in oro dopo una falsa telefonata. Il piano è saltato all’ultimo momento grazie all’intervento del figlio e al rapido arrivo dei carabinieri, che hanno fermato due uomini poco distante dall’abitazione dell’anziano.

Momenti di forte tensione a Sassari, dove un tentativo di raggiro ai danni di un anziano di 90 anni si è trasformato in un intervento lampo delle forze dell’ordine. Tutto è accaduto nel tardo pomeriggio di lunedì 29 giugno, quando l’uomo ha ricevuto una telefonata da uno sconosciuto che si è spacciato per un carabiniere.

Dall’altro capo del telefono, il falso militare ha raccontato una storia costruita per creare panico e confusione: secondo quanto riferito, l’auto dell’anziano sarebbe stata usata da altre persone per compiere una rapina in gioielleria. Per evitare presunte conseguenze giudiziarie, al pensionato è stato detto di preparare denaro e oggetti preziosi da consegnare a sedicenti carabinieri che sarebbero arrivati di lì a poco.

Sotto pressione e senza riuscire a contattare i familiari, anche perché le loro utenze risultavano occupate, l’uomo aveva raccolto in una busta 45mila euro in contanti e monili d’oro per un peso complessivo di circa 100 grammi. Il raggiro, però, è stato interrotto appena in tempo: mentre stava per uscire di casa, il novantenne è stato fermato dal figlio, che ha intuito subito il pericolo e ha chiesto aiuto al 112.

Da quel momento è scattato l’intervento. I militari, arrivati in pochi istanti sul posto, hanno organizzato un dispositivo con personale sia in uniforme sia in abiti civili. Uno dei due uomini ritenuti coinvolti è stato bloccato nelle vicinanze dell’abitazione della vittima, mentre il secondo è stato rintracciato poco dopo a bordo di un’auto a noleggio.

Gli accertamenti eseguiti nell’immediatezza hanno permesso di ricostruire anche gli spostamenti dei due sospettati, arrivati a Olbia la mattina stessa dopo essersi imbarcati a Civitavecchia e partiti dalla Puglia. Per entrambi è scattato l’arresto con l’accusa di tentata estorsione aggravata in concorso. Su disposizione della Procura di Sassari, sono stati trasferiti nel carcere di Bancali in attesa dell’udienza di convalida. Resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

L’episodio riporta l’attenzione su un tipo di truffa che colpisce soprattutto le persone più fragili. Tra le regole da seguire ci sono il non aprire agli sconosciuti, il non fidarsi di chi si presenta soltanto con parole o tesserini mostrati in fretta e il contattare subito familiari o numeri di emergenza in caso di dubbi. Un richiamo rafforzato anche dai consigli illustrati nella locandina informativa allegata al documento, dedicata proprio alla prevenzione delle truffe agli anziani.

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Porto Cervo, pattuglie in e-bike per l’estate: più controlli tra centro e Costa Smeralda

Con l’arrivo della stagione estiva, a Porto Cervo entra in servizio un nuovo modello di vigilanza più agile e vicino alle persone. Le biciclette elettriche permetteranno di presidiare con maggiore rapidità le aree più frequentate, dalle vie del centro ai percorsi pedonali della località turistica.

La stagione turistica porta con sé un aumento delle presenze e, insieme, la necessità di rafforzare i controlli nelle zone più battute di Porto Cervo. Per questo, durante l’estate, i servizi di vigilanza potranno contare anche sull’impiego delle e-bike, pensate per garantire spostamenti rapidi e una presenza costante nei punti più frequentati della località.

Le biciclette elettriche consentiranno di muoversi con più facilità lungo le strade del centro, nelle aree pedonali e in quei tratti dove i mezzi tradizionali risultano meno pratici. Una soluzione che punta a rendere i controlli più dinamici, ma anche più discreti, in un contesto urbano e turistico dove rapidità e flessibilità fanno la differenza.

L’obiettivo è rafforzare il contatto diretto con residenti, operatori economici e visitatori, soprattutto nei mesi in cui Porto Cervo e l’intera Costa Smeralda registrano il maggior afflusso di persone. Una presenza più capillare sul territorio potrà favorire sia la prevenzione dei comportamenti illeciti sia interventi più tempestivi nelle aree maggiormente frequentate.

La scelta di puntare su mezzi elettrici si inserisce anche in una visione più ampia, che unisce sicurezza, attenzione all’ambiente e qualità della vita. In una delle mete turistiche più note della Sardegna, il presidio del territorio si adatta così alle caratteristiche del luogo, con strumenti moderni capaci di coniugare efficienza, sostenibilità e vicinanza alla comunità.




Cronaca di un Consiglio: Alghero tra Emergenze Urbane, Tensioni Burocratiche e lo Stallo Finale

L’Editoriale: Lo Stato della Città al 30 Giugno

La seduta del Consiglio Comunale del 30 giugno 2026 si è aperta sotto l’ombra di un paradosso istituzionale: l’assemblea si è riunita tra le mura di Villa Maria Pia, un luogo che il consigliere Cocco ha denunciato come “occupato senza titolo” nei giorni immediatamente precedenti alla delibera di concessione del 12 giugno. Questo velo di presunta irregolarità ha dato il tono a una seduta iniziata con 23 presenti, ma destinata a naufragare nel disinteresse. Come un analista attento non può ignorare, l’aula ha oscillato tra l’ordinaria amministrazione di una città turistica e una cronica incapacità di gestire la propria macchina burocratica. Le segnalazioni iniziali sono state il termometro di un malessere profondo, dove il decoro e la legalità non sono stati solo temi di dibattito, ma capi d’accusa contro una gestione che sembra arrancare dietro le proprie stesse scadenze.


Decoro e Sicurezza Urbana: Il Paradosso dei Monopattini e l’Inerzia sui Rifiuti

Per una città che punta sull’accoglienza internazionale, la sicurezza e l’igiene sono i primi biglietti da visita. Eppure, la discussione ha messo a nudo una realtà fatta di sanzioni e ritardi infrastrutturali che minano la competitività del territorio.

Dagli interventi dei consiglieri Pais, Caria e Cocco, emergono criticità sistemiche analizzate nei seguenti punti:

  • Il Paradosso del Casco e della Mobilità: Il servizio di noleggio monopattini è finito sotto accusa perché privo di caschetti, esponendo i turisti a sanzioni inevitabili. Il Sindaco ha risposto con una difesa che sa di resa: i caschi sono stati forniti ma decimati dai vandali. I dati 2026 parlano chiaro: 38 sanzioni elevate, spesso per guida in coppia o mancanza di protezione. La soluzione prospettata — la sostituzione dei monopattini con le biciclette — appare più come un ritiro strategico che come una risoluzione del problema sicurezza.
  • Igiene Urbana e il Fallimento dei Sei Mesi: Nonostante l’avvio del nuovo appalto, la città sconta l’incapacità del gestore di raggiungere il pieno regime entro il termine contrattuale di sei mesi. Il simbolo di questa stasi sono i “cestini intelligenti” PNRR: mentre i B&B soffrono per la mancanza di mastelli (alimentando l’abbandono di rifiuti non conformi), le isole ecologiche smart restano ferme a Galboneddu per “criticità tecniche”.
  • Blackout e Infrastrutture Energetiche: Il centro storico continua a subire interruzioni elettriche nei weekend di picco. Sebbene il Sindaco citi un piano Enel da 12 milioni di euro per una nuova cabina primaria, l’incapacità di individuare spazi idonei nel cuore della città suggerisce un conflitto irrisolto tra tutela del suolo e necessità di potenziamento tecnologico.

Analisi “So What?” Dalle strade del centro ai registri dei servizi sociali, il filo conduttore è lo scollamento tra programmazione e realtà. La scelta di “tornare alla bicicletta” e l’accumulo di hardware tecnologico (cestini smart) mai attivato rivelano un’amministrazione che acquista innovazione ma non possiede la competenza burocratica per metterla a terra, declassando l’offerta turistica di Alghero rispetto ai competitor mediterranei.


Politiche Sociali: Il Fondo Affitti tra Successo Finanziario e Omissioni Tecniche

In un mercato immobiliare teso dai canoni turistici, i sussidi alla locazione sono la barriera che impedisce l’espulsione delle fasce deboli. Il caso sollevato dal consigliere Cocco riguardo alla mancata applicazione dell’incremento ISE del 25% per disabili e anziani evidenzia una gestione che privilegia la semplificazione amministrativa rispetto alla tutela sartoriale dei vulnerabili.

Anno Domande Pervenute Domande Accolte Fondi RAS Stanziati (€) Contributo Medio (€)
2021 500 482 879.537,79 1.824,77
2022 643 575 1.194.203,96 2.076,88
2023 740 646 528.000,00 817,96
2024 665 645 1.152.733,00 1.787,18
2025 739 707 2.055.658,89 2.900,38

L’Analisi Tecnica: L’assessora Salaris ha ammesso che l’omissione dell’incremento ISE è stata una scelta dettata dalla “complessità dell’istruttoria”. Sebbene il fondo record di oltre 2 milioni di euro abbia permesso di coprire il 100% del fabbisogno quest’anno, l’analista deve notare come questa “semplificazione” abbia rischiato di escludere nuclei familiari situati appena sopra la soglia minima, corretta solo ex-post dopo la pressione dell’opposizione.


La Macchina Amministrativa: Errori Matematici e Tensioni Sindacali

Il cuore del malessere algherese risiede nella gestione del personale e nella trasparenza. Due fronti caldi testimoniano una “approssimazione” che sfocia nel grottesco.

  1. Progressioni Verticali: Il concorso interno è stato sospeso per errori tecnici imbarazzanti. La Segretaria Generale ha ammesso che “la matematica non è un’opinione”: la sommatoria dei punteggi per i titoli (master, lauree, corsi) superava il tetto massimo di 20 punti previsto dal regolamento, creando una sproporzione valutativa insostenibile. A ciò si aggiunge una frizione sindacale evidente: all’incontro decisivo del 18 giugno erano presenti solo 5 componenti RSU su 12, un segnale di sfiducia che l’amministrazione non può ignorare.
  2. Accesso agli Atti: Mentre il Sindaco rivendica un tempo medio di risposta di 5,63 giorni nel 2026 (un miglioramento del 65%), la polemica politica resta accesa. Il Sindaco ha tentato di minimizzare i ritardi attuali citando il proprio “calvario” durante la precedente amministrazione, quando attese “5 anni più 2” per una risposta.

Innovazione nel PAO 2026: Nel tentativo di arginare l’inerzia, l’amministrazione ha inserito il “rispetto dei tempi di riscontro alle istanze dei consiglieri” come obiettivo trasversale. Il mancato raggiungimento peserà direttamente sulla retribuzione di risultato dei dirigenti, istituzionalizzando la sanzione per il ritardo burocratico.


Risorsa Idrica e Sovranità Alimentare

L’allarme lanciato dalle associazioni di categoria sulla diga del Cuga ha evidenziato un preoccupante “information gap” nell’ufficio del Sindaco, il quale ha inizialmente ammesso di non aver visto le segnalazioni, per poi rassicurare l’aula: “nessun agricoltore rimarrà senza acqua”.

Sul fronte della tutela del prodotto, il Consiglio ha trasformato una risoluzione unanime in un atto deliberativo formale (punto 62) su pressione delle lobby agricole. L’obiettivo è spingere l’UE a escludere i prodotti agricoli dall’Art. 60 del Codice Doganale, sostituendo il criterio dell’ultima trasformazione con l’obbligo di indicazione dell’origine geografica, a difesa della trasparenza per i consumatori sardi.


L’Epilogo: Il Crollo Tecnico e Politico

La seduta è deflagrata sul punto 63, relativo alla concessione Medea per la rete del gas. Il consigliere Peru, in veste di whistleblower tecnico, ha smascherato un atto amministrativo ai limiti dell’illegittimità: la delibera conteneva errori materiali fatali nei mappali catastali (confusione tra i mappali 957, 1497, 1500 e 1501), arrivando al paradosso di concedere una servitù su un mappale (1500) che l’atto stesso dichiarava accorpato e trasformato in un altro (1501).

Il momento di massima tensione si è toccato quando la Segretaria Generale ha tentato di spingere per una votazione “sulla fiducia”, scatenando la rivolta del consigliere Pais e la successiva sospensione. Al rientro, l’emorragia di consiglieri è stata totale: dai 23 iniziali si è passati a 9, per poi chiudere con soli 4 presenti al secondo appello.

Analisi Finale La caduta del numero legale non è stata un incidente di percorso, ma l’esito naturale di una “administrative sloppiness” (trascuratezza amministrativa) che ha logorato la pazienza dell’aula. Una maggioranza che non garantisce i numeri su una delibera viziata da errori catastali elementari dimostra una fragilità politica preoccupante. Per Alghero, la sfida non è solo politica, ma di rigore tecnico: senza una burocrazia capace di distinguere tra un mappale e l’altro, ogni ambizione di sviluppo resterà sepolta sotto le macerie dello stallo amministrativo.




No alla cultura del rifiuto verso il turismo: ad Alghero si alimenta un clima pericoloso e irresponsabile

Guardo con forte preoccupazione ai volantini comparsi ad Alghero che annunciano un corteo accompagnato dallo slogan “Tourists Get Out”, un messaggio già di per sé grave, ma reso ancora più inquietante dai contenuti che lo accompagnano.

Nel manifesto si mette infatti sullo stesso piano il turismo di massa, la gentrificazione, la mafia e addirittura il cosiddetto “turismo sionista”, in una miscela ideologica tanto confusa quanto pericolosa che finisce per attribuire al turismo una responsabilità indistinta per fenomeni sociali, economici e perfino criminali tra loro profondamente diversi.

Da Responsabile regionale del Dipartimento Turismo di Fratelli d’Italia Sardegna ritengo questa impostazione profondamente sbagliata.

Si può discutere, ed è giusto farlo, di come governare i flussi turistici, di sostenibilità urbana, di accesso alla casa, di tutela delle comunità residenti e di modelli di sviluppo più equilibrati. Ma qui non siamo davanti a una riflessione seria sul futuro del turismo.

Qui siamo davanti a una narrazione ideologica che individua nel turismo il capro espiatorio di ogni problema contemporaneo, arrivando persino ad accostarlo a fenomeni gravissimi come la criminalità organizzata o a questioni geopolitiche internazionali, in un cortocircuito culturale che ha un unico effetto: alimentare ostilità verso chi visita i nostri territori e verso chi dal turismo trae lavoro, reddito e opportunità.

È un messaggio irresponsabile soprattutto in una regione come la Sardegna, dove il turismo rappresenta uno dei principali motori economici e garantisce occupazione diretta e indiretta a migliaia di famiglie.

Ancora più grave è constatare come in questi anni si sia progressivamente diffuso, anche in alcuni ambienti politici e amministrativi, un atteggiamento di crescente ostilità verso il turismo, verso l’accoglienza, verso chi investe nel settore ricettivo e verso un comparto che invece andrebbe governato con intelligenza e non demonizzato per convenienza ideologica.

La Sardegna ha bisogno di regole, programmazione e qualità dell’offerta. Non di campagne di odio contro i turisti.

E allora la domanda finale credo debba essere rivolta soprattutto a quegli amministratori pubblici che condividono, legittimano o alimentano questo clima culturale: se davvero considerate il turismo un problema al punto da accostarlo alla mafia, alla speculazione e persino a conflitti ideologici internazionali, siete pronti a dire con altrettanta chiarezza ai cittadini sardi — a chi lavora negli hotel, nei ristoranti, nei trasporti, nelle case vacanza, nel commercio e nei servizi — quale alternativa economica concreta proponete per sostituire uno dei pochi settori che oggi garantisce benessere e futuro alla nostra isola?

Marco Di Gangi

Responsabile Regionale Dipartimento Turismo Sardegna
Fratelli d’Italia




Presentato, alla Camera di Commercio di Nuoro, il Gran Prix of Sardinia Fim della Coppa del Mondo di E-Bike Enduro in programma sabato 27 e domenica 28 a Baunei

La manifestazione iridata è promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e dall’Aspen, Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese, ed è l’appuntamento conclusivo del ricco calendario di Primavera nel cuore della Sardegna. Realizzata anche col supporto dell’Assessorato Regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, la due-giorni a Baunei prevede nella mattinata di sabato una pedalata cicloturistica aperta a tutti e nel pomeriggio le prove libere della Coppa del Mondo. Nella giornata di domenica 28 giugno, l’atteso Gp of Sardinia, secondo round della Fim E-Bike Enduro World Cup

COMUNICATO STAMPA N.2 DEL 25/06/2026
La Sala Giunta della Camera di Commercio di Nuoro ha ospitato, nella mattinata di oggi, la conferenza stampa di presentazione del Gp of Sardinia della E-bike Enduro World Cup Fim, in programma a Baunei sabato 27 e domenica 28 giugno. La prestigiosa manifestazione iridata sarà una vetrina planetaria per l’incantevole e incontaminato territorio ogliastrino. Saranno una cinquantina i piloti al via della competizione che sbarca in Sardegna per la prima volta ed è valida come seconda prova della Coppa del Mondo: in gara centauri blasonati e plurititolati provenienti da ogni latitudine, astri nascenti del panorama internazionale e anche un pilota sardo. 
Alla conferenza stampa hanno partecipato Roberto Cadeddu, presidente dell’Aspen (Azienda Speciale Promozione Economica Nuorese) della Camera di Commercio di Nuoro; Roberto Sau, direttore dell’Aspen della Camera di Commercio di Nuoro; Alfredo Lenzoni, ceo di Off Road Pro Racing, promoter della Fim Ebike World Cup; Sandro Salerno di Tnatura, promoter del Gp of Sardinia della Fim Ebike World Cup.
Le voci
Roberto Cadeddu, il presidente di Aspen, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, ha dichiarato: “L’Azienda Speciale della Camera e la stessa Camera del Commercio sono impegnante ormai da 30 anni nella destagionalizzazione di flussi turistici. La Sardegna ancora oggi è una meta turistica per quanto riguarda il balneare, ma non è solo questo. Il nostro obiettivo è anche promuovere l’interno, dove ci sono state una conservazione dal punto di vista ambientale molto forte e un’antropizzazione molto bassa, il cicloturismo si può sviluppare ampiamente, sia sulle strade provinciali sia sulle statali. La Fim Ebike World Cup rientra nel nostro progetto Primavera nel cuore della Sardegna, nato proprio per valorizzare il territorio e, visto che la primavera rappresenta il risveglio della natura dopo l’inverno, l’invito è proprio a compiere una visita che riguarda non solo i paesi ma anche i territori circostanti”. 
Roberto Seu, direttore di Aspen, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, ha dichiarato: “È una manifestazione che si sposa in maniera assolutamente efficace con il nostro circuito e con il nostro territorio. In questo caso si tratta di una forma estrema di bike turismo, quella generata da una Coppa del Mondo di Ebike, ma nel nostro territorio abbiamo la possibilità di offrire tutto il target a chi fa turismo in bicicletta, con percorsi di tutti i livelli e tutte le tipologie. Ricordiamo che in Italia si registrano 54 milioni di presenze annue legate al bici-turismo e la Sardegna partecipa a questo trend con circa un terzo delle presenze nel periodo antecedente al mese di luglio e poi in autunno. Pensiamo che questa manifestazione sia come la ciliegina sulla torta per premiare alcune caratteristiche del nostro territorio. E ricordiamo che, chi fa turismo in bicicletta, tende a generare un indotto superiore rispetto alle altre tipologie di presenza e che, oltre che alle pedalate, dedica tempo e attenzioni anche al patrimonio culturale, storico ed enogastronomico del territorio”.
Alfredo Lenzoni di Off Road Pro Racing ha dichiarato: “Prima di tutto grazie per l’accoglienza, che sembra scontata, ma non lo è. E siamo davvero incantati dal meraviglioso luogo che ci ospita in questi giorni. L’Ebike Enduro è un progetto recente, la Coppa del Mondo arriva qui per la prima volta ma è un campionato iridato destinato a crescere in maniera esponenziale già dalle prossime stagioni. Questi mezzi performanti consentono di affrontare percorsi impegnativi e intriganti ad atleti di tutte le età. Si tratta di una disciplina che coniuga i concetti di sport, salute, ambiente, turismo. Molti sportivi quotati, con trascorsi di massimo livello nel motocross, si stanno avvicinando con curiosità all’ebike, disciplina stimolante per tutti”. 
Sandro Salerno di Tnatura, e promoter locale della manifestazione, ha dichiarato: “Oggi rappresento anche Maggiora Motocross, l’organizzatore dell’evento, e vi porto i saluti e i ringraziamenti del presidente Francesco Bozzolo, che per ragioni logistiche non è potuto essere qui. Ringrazio anche il Comune di Baunei per il prezioso supporto e per la collaborazione. Abbiamo messo in piedi un evento che, sul profilo tecnico e paesaggistico, può contare su luoghi e percorsi tra i più belli che si possano esprimere al mondo. E le cinque speciali, difficili e strepitose, confermeranno che non tutti possono garantire come noi un percorso da World Cup. Al mondiale abbiniamo il cicloturismo e promuoviamo il turismo all’aria aperta, poiché qui si può venire a pedalare tutto l’anno. Puntiamo a regalare una cartolina straordinaria del territorio attraverso le immagini che divulgheremo e realizzeremo anche una produzione tv che andrà su Sky Sport, e in chiaro su Cielo. Inoltre raggiungeremo le sezioni news delle tv Samsung e Hi Sense, molto di moda sul mercato americano”.

Cicloturismo e Gp of Sardinia, round mondiale a Baunei
Sabato mattina spazio a tutti, con un evento di cicloturismo che consentirà agli appassionati di vivere una giornata diversa tra le meraviglie delle campagne di Baunei. Sabato pomeriggio, dalle 13.30, i piloti iscritti al Gp of Sardinia avranno invece modo di compiere le prove libere sul percorso di gara. Domenica, invece, si farà sul serio. Occhi puntati sul Gp of Sardinia, secondo dei tre round della World Cup 2026, che si è aperta lo scorso 7 giugno ad Aprica (Sondrio) e che si concluderà il 12 luglio a Cervinia. 
Il Gp della Sardegna partirà alle 9 di domenica 28 da piazza Principessa di Navarra a Santa Maria Navarrese (Baunei) e prevederà un doppio giro lungo un percorso di 34 chilometri con un dislivello di 1.596 metri. Nel primo giro i piloti dovranno completare le tre prove speciali “Locorbu”, “Scoine” e “Surrele” e nel secondo, che inizierà alle 11.50, si cimenteranno di nuovo sulle speciali “Scoine” e “Surrele”. Alle 15, sempre nella piazza Principessa di Navarra di Santa Maria Navarrese, la cerimonia di premiazione. Si tratta di un tracciato molto tecnico ed estremamente spettacolare, destinato a lasciare un segno indelebile nella storia della Coppa del Mondo, che per la prima volta sbarca in Sardegna e qui troverà un territorio ottimale oltre che in grado di offrire panorami e scenari unici.
Al via una cinquantina di piloti tra cui diversi campioni iridati e plurititolati.  A rappresentare la Sardegna sarà Daniel Pessiu, promettente sedicenne di Baunei. Presente il Campione del mondo Ebike Enduro 2025, Eric Anselmo,che dovrà difendere il titolo misurandosi con colleghi affermati e brillanti giovani emergenti. Farà il debutto stagionale in Ebike il britannico Steve Holcombe, che in un invidiabile palmares vanta quattro titoli mondiali assoluti e nove di classe e che, al momento, sta ancora dominando nel Campionato del mondo Enduro Moto. Al via anche il ventisettenne neozelandese Hamish Macdonlad, che vanta cinque titoli mondiali e vari campionati nazionali, e il pluricampione francese Christophe Pourcel, marsigliese classe 1988 che vanta la vittoria del Campionato del Mondo di Motocross nel 2006. Pourcel è diventato un vero esempio di determinazione e resilienza dopo che nel 2007, mentre dominava il Campionato, ebbe un gravissimo incidente in gara, in Irlanda, che gli costò la frattura dell’osso sacro e una paralisi parziale. Dopo un sorprendente recupero, nel 2009, ormai ristabilito, volò in America e vinse l’Ama Supercross, il Campionato più importante, difficile e prestigioso al mondo. In gara a Baunei anche lo svizzero, classe 1989, Giacomo Nizzolo. L’ex ciclista, ora divenuto motociclista endurista, è stato un brillante velocista e ha vinto due volte il titolo nazionale in linea (2015 e 2016) e nel 2020 il titolo europeo in linea.
La manifestazione organizzata da Maggiora Motocross è un evento di caratura internazionale molto articolato e complesso dal punto di vista organizzativo e  si svolge col supporto del promoter del Mondiale, Offroad Proracing, e di quello locale, Tnatura, sotto l’egida della Federazione Motociclistica Internazionale,Fim, e italiana, Fmi. La E-bike Enduro World Cup Fim rientra nel ricco calendario di Primavera nel cuore della Sardegna, prestigiosa manifestazione promossa dalla Camera di Commercio di Nuoro e dall’Aspen, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Nuoro, che in questo caso coinvolge il Comune di Baunei. Inoltre, l’evento è realizzato col supporto dell’Assessorato Regionale del Turismo, Artigianato e Commercio.
Ulteriori informazioni sul sito ufficiale https://www.ebksardegna.com/, sul sito della World Cup https://www.ebikegp.it/gp-of-sardinia/ e sulle pagine social del promoter Off Road Pro Racing.