Da Bellieni a Coppieters: il pensiero sardo incontra il federalismo europeo

Il 15 settembre alla Biblioteca Universitaria di Sassari la presentazione del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, pubblicato dalla Coppieters Foundation di Bruxelles in collaborazione con l’Is. Be: l’opera collettiva propone chiavi di lettura per il futuro del nostro Continente

SASSARI – Martedì 15 settembre, alle 17.30, la Biblioteca Universitaria di Sassari (via Enrico Costa 57) ospiterà la presentazione ufficiale del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, pubblicato dalla Coppieters Foundation di Bruxelles in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari.

L’appuntamento, inserito nel cartellone degli eventi Is.Be 2026, nasce dal lavoro di ricerca collettivo condotto da diversi studiosi internazionali, tra i quali Álvarez, Cobbaert, Lavra, Nasone, Rey e Vale, i quali eseguono una profonda indagine sulle radici storiche, filosofiche e politiche delle idee di autonomia e federalismo che hanno segnato la storia d’Europa nel corso del Novecento. Il tutto proposto in una veste trilingue che, oltre all’esposizione in Italiano, presenta all’interno dello stesso volume la versione in lingua inglese “Political Figures for the Europe of the Future, e quella in sardo, “Figuras polìticas pro su tempus benidore de s’Europa”.

La presentazione avrà inizio con i saluti istituzionali del direttore della Biblioteca Universitaria di Sassari, Giovanni Fiori, della presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai e, in rappresentanza della Coppieters Foundation, di Laura Marching.

Seguiranno gli interventi dei relatori Didier Rey dell’Università della Corsica, Giangiacomo Vale dell’Università “Niccolò Cusano” di Roma, Antonello Nasone dell’Università di Sassari e del saggista Stefano Lavra. A coordinare il dibattito sarà il giornalista Salvatore Taras.

Attraverso i contributi degli autori, il volume analizza la vita, il pensiero e l’eredità intellettuale di grandi figure storiche del federalismo e dell’autonomismo europeo e locale, riproponendo e commentando fonti specifiche. Tra questi figurano pensatori di spicco come Camillo Bellieni e Marianna Bussalai, e un pilastro del pensiero sardista come Antonio Simon Mossa, affiancati da personalità internazionali come il galiziano Alfonso Castelao, il valdostano Émile Chanoux, il fiammingo Maurits Coppieters, lo svizzero Denis de Rougemont e il corso Edmond Simeoni.

L’incontro è aperto a tutti e si propone come un momento di riflessione stimolante sul complesso rapporto tra identità locali, autogoverno e Unione Europea, mettendo a disposizione del pubblico nuove e originali chiavi di lettura per immaginare il futuro politico e culturale del nostro Continente. L’attività è parte integrante del programma istituzionale Is.Be per il 2026 finanziato dalla RAS con i fondi della L.R.2/2026.




Il festival “Nessun Dorma” riporta la Belle Époque a Sassari, Sorso e Alghero

Si parte il 12 settembre da Villa Mosca con “La Chanteuse”. Fino al 27 ottobre dieci appuntamenti tra storia e immaginazione per riscoprire e vivere la musica, l’opera e le atmosfere di uno dei periodi di fermento culturale più affascinanti della storia europea. La terza edizione del festival è organizzata da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore

SASSARI. La Belle Époque torna a vivere in Sardegna tra musica da camera, opera, teatro d’ombre, recital, passeggiate narrative, salotti d’epoca e rievocazioni storiche. Dal 12 settembre al 27 ottobre è in programma la terza edizione del festival “Nessun Dorma” organizzato da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore.

Si parte sabato 12 settembre alle 19.30 a Villa Mosca di Alghero, dove Alessia Desogus porta in scena “La Chanteuse, un viaggio musicale e teatrale fatto di canzoni, racconto, ironia e atmosfere rétro nell’universo dei cafés chantants parigini, dei music hall londinesi e del cabaret europeo.

Attraverso lo spettacolo, in replica a Sassari il 13 settembre, alle 20, nel Chiostro di Santa Maria di Betlem, Desogus permette un’incursione in quell’Europa vivacissima nella quale, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, nacquero nuove forme di intrattenimento destinate a influenzare profondamente la cultura popolare del XX secolo.

Il programma è stato presentato oggi a Sassari da Irene Dore, presidente ARS Aurelia, con Nicoletta Puggioni, assessora alla Cultura di Sassari, Raffaella Sanna, assessora alla Cultura di Alghero, la cantante Alessia Desogus e lo scenografo Fabio Loi.

Il festival ha in programma dieci appuntamenti in un grande scenario diffuso tra Sassari, Alghero e Sorso, dove palazzi storici, ville, chiostri, teatri e persino il Cimitero Monumentale diventano parte integrante della narrazione intorno a uno dei periodi di fermento culturale più affascinante della storia europea. Figuranti in costume, rievocazioni, ambientazioni e scenografie accompagneranno il pubblico all’interno di un’epoca segnata da profonde trasformazioni culturali e sociali.

Le scenografie sono a cura di Fabio Loi, mentre diverse realtà culturali e associazioni del territorio partecipano alla costruzione della dimensione immersiva.

«Nessun Dorma nasce dalla convinzione che un Festival non debba limitarsi a presentare degli spettacoli, ma possa costruire un immaginario e trasformare, anche solo per qualche settimana, il modo in cui viviamo i luoghi della nostra città e del nostro territorio – ha affermato Irene Dore –. Vogliamo che il pubblico non sia soltanto spettatore, ma possa entrare in questo mondo, incontrare i figuranti, attraversare un cimitero monumentale ascoltandone le storie, ritrovarsi in un salotto d’epoca, visionare un’opera attraverso il teatro d’ombre o scoprire la città seguendo il suono di un pianoforte. Nessun Dorma vuole dimostrare che la musica colta può essere rigorosa e allo stesso tempo accessibile, sorprendente e contemporanea».

Il festival prosegue sabato 19 settembre, a Villa Mimosa di Sassari dove alle 18, con “Il rito del tè”, sarà allestito un autentico salotto d’epoca nel quale, grazie anche ai figuranti dell’Associazione Quiteria, la tradizione parigina incontra la cultura sassarese. L’appuntamento è dedicato a uno dei grandi rituali sociali tra Otto e Novecento, un’occasione per raccontare abitudini, convenzioni, curiosità e trasformazioni del costume attraverso un’esperienza condivisa con il pubblico.

Primo appuntamento d’autunno sarà il 25 settembre al Civico di Sassari, che alle 21 accoglie lo spettacolo “Dido and Aeneas” di Henry Purcell, capolavoro del teatro musicale barocco. La vicenda della regina di Cartagine e dell’eroe troiano viene riletta attraverso l’incontro tra opera e teatro d’ombre, con la partecipazione di CONTROLUCE con la regia di Alberto Jona.

Il 1° ottobre alle 19, la Belle Époque fa tappa al Castello di Osilo, con uno spettacolo dedicato al canto de La Vie est Belle di Edith Piaf in un contesto fortemente suggestivo.

Il 3 ottobre, alle 17.30 si prosegue con una “Passeggiata nella memoria” al Cimitero Monumentale di Sassari, con la partecipazione dell’Associazione Quiteria.

Il 3 e 4 ottobre, Sassari incontra “Piano Pianissimo”, il primo festival pianistico diffuso della Sardegna, con l’obiettivo di superare il modello tradizionale del concerto in un unico spazio e costruire invece un percorso musicale capace di attraversare la città come strumento di scoperta urbana e di incontro.

Il 9 ottobre, alle 21 al Civico di Sassari, il Trio Visconti composto da Rusu, Valerio Battaglia e Tornabene, porta in scena una serata dedicata alla grande musica da camera.

Il 16 ottobre alle 21, sempre al Civico arriva il “Gilda Fiume Recital”, uno dei momenti più attesi del cartellone, che vedrà esibirsi il soprano Gilda Fiume, una delle voci italiane più richieste sulla scena internazionale, accompagnata al pianoforte da Marco Schirru. Parteciperanno all’evento i figuranti in costume dell’Associazione Arkadia.

Il18 ottobre alle 18, il Palazzo Baronale di Sorso si trasforma in un salotto parigino d’altri tempi con “Salon Belle Époque – Édith Piaf – Une nuit à Paris”, dedicato alla canzone francese e alle atmosfere della Parigi notturna.
Il 27 ottobre alle 21, gran finale al Teatro Civico di Sassari con il Recital pianistico di Paolo Ehrenheim, che chiude al pianoforte un percorso nel quale la musica torna al centro come esperienza di ascolto, memoria e bellezza.

Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.
Per info e prenotazioni contattare [email protected]. I biglietti sono acquistabili anche alle Messaggerie Sarde o tramite il sito Boxol. Gli interessati sono pregati di affrettarsi. I primi due spettacoli sono già sold-out.




Sassari, Anna Massi è “Solista con Orchestra” 2026

L’artista aretina vince al Teatro Civico la IV edizione del concorso internazionale di pianoforte promosso dal Cism

SASSARI – La musicista toscana Anna Massi ha vinto al Teatro Civico di Sassari la IV edizione del “Solista con Orchestra”, il Concorso Internazionale di pianoforte promosso dal CISM (Centro Internazionale Studi Musicali) in collaborazione con l’Orchestra da Camera Ars Musicandi.

Anna Massi in concerto con orchestra al Civico di Sassari

Ventitré anni, di San Giovanni Valdarno (provincia di Arezzo), Massi si è aggiudicata il titolo eseguendo, di fronte a un pubblico numeroso, il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, KV. 595 di Mozart. Con la vittoria ha ottenuto la possibilità di suonare da protagonista due concerti in Sardegna.

Ex aequo al secondo posto gli altri due finalisti, Pietro Viola di Parma e Gianmaria Conzato di Vicenza, che si sono esibiti, rispettivamente, con il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi in Re minore, BWV 1052 di Bach, e con il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, op. 19 di Beethoven. Per loro, un concerto a testa nell’isola.

Anna Massi si è avvicinata al pianoforte a cinque anni. Dopo la formazione all’Accademia Musicale Valdarnese è stata ammessa per audizione alla Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, diplomandosi con il massimo dei voti con il maestro André Gallo. Ha inoltre frequentato numerose masterclass con importanti pianisti italiani e internazionali e ha sviluppato una significativa esperienza concertistica.

I vincitori con Giuseppe Mascia e Stefano Mancuso

«Sono stati tre giorni molto duri di lavoro, ma anche bellissimi – ha dichiarato subito dopo la premiazione –. È stata un’esperienza travolgente, più faticosa di quello che pensassi ma anche una soddisfazione: sono cresciuta, mi sono divertita. Quando mi sono iscritta avevo sottovalutato effettivamente la difficoltà della gara: conosco bene il concerto che ho scelto di cimentarmi, mi sentivo tranquilla. L’orchestra e il maestro Francesco Pasqualetti sono stati fondamentali».

A condividere il suo entusiasmo anche gli altri due finalisti. «Ho diciott’anni e studio pianoforte al Conservatorio di Parma. Ringrazio tutti gli organizzatori per questa bellissima esperienza che è stata molto formativa, sia per me e credo anche per i miei colleghi» ha commentato Pietro Viola. «Nonostante sia difficile rapportarsi con un’orchestra, sono molto contento di questa avventura, ho imparato tanto e mi sono anche divertito» ha aggiunto Gianmaria Conzato, quindici anni.

A complimentarsi con i tre musicisti la giuria, che nel corso di queste giornate li ha ascoltati e anche consigliati: Simone Ivaldi, docente del Conservatorio di Udine; Francesco Giammarco, insegnante del Conservatorio di Cagliari; Clara Antoniciello, docente del Conservatorio di Sassari; Marco Ligas, primo violino dell’orchestra e maestro del Conservatorio di Cagliari; il maestro Francesco Pasqualetti, direttore dell’orchestra che ha accompagnato i ragazzi durante il concorso.

Tra gli interventi, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia ha rivolto un plauso agli organizzatori: «Voi realizzate da tempo delle cose molto importanti. Con una certa abnegazione abbiamo voluto riaprire il Teatro Civico, accelerando i tempi, l’abbiamo fatto perché questo è un nostro gioiello al centro di Sassari. Abbiamo ascoltato tre prove notevoli, sono colpito dalla maturità dei tre ragazzi. Avete portato sul palco un ottimo esempio di bravura e dedizione».

A chiudere la serata finale del concorso, la riflessione di Stefano Mancuso, presidente del CISM. «L’articolo quattro del nostro statuto specifica la nostra vocazione, che consiste nel voler elevare la persona umana attraverso l’arte musicale e le sue connessioni con le altre forme d’arte. Siamo convinti che lo studio, la musica, qualunque forma artistica, seria e approfondita, possa produrre dei cittadini migliori». Il concorso è organizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, e si avvale della collaborazione di importanti associazioni del territorio quali ‘Musicando insieme’, ‘Ars Aurelia’ e ‘Thàmus‘.

Anna Massi sul palco del Teatro Civico a Sassari



“Voci D’Europa” canta la pace con le parole di Hemingway: “Smettete di combattere”

Da Ruda a Trieste passando per la Sardegna le mille voci di un festival che unisce popoli e culture

PORTO TORRES. “Perché non smettono di combattere?! Perché non smettono di combattere?!”. Le parole di Ernest Hemingway tuonano come fulmini a ciel sereno tra le navate della Basilica di San Gavino a Porto Torres, impattando contro il pubblico di “Voci D’Europa” come cannonate a salve. È un invito alla pace esternato dal Coro Polifonico di Ruda, la prestigiosa formazione maschilediretta da Fabiana Noro, che chiude la serata turritana del festival con un brano di forte suggestione. Un’opera di Giovanni Sollima tratta dai “Canti Rocciosi”, che reinterpreta il testo di “Addio alle Armi” con voci gridate che pesano come macigni, per rivolgere un invito al silenzio delle armi in un momento forse mai più attuale di questo: “La guerra non si vince con la vittoria, una delle due parti deve smettere di combattere”.

Il saluto finale dell’ensemble friulano è stato un omaggio alla Sardegna, con la versione per violoncello e coro di “No potho reposare” riarrangiata dal maestro Valter Sibilotti, in cui una veste originale è riuscita a emozionare il pubblico senza tradire il modello classico.

Petra Grassi dirige Vikra. In alto il coro di Ruda

Altra grande sorpresa della serata è stata l’esibizione del Coro sloveno Vikra diretto da Petra Grassi, un vero fuoriclasse tra le formazioni polifoniche, che ha stupito gli ascoltatori con le sue modulazioni sorprendenti, posizionando i membri del gruppo in modi inconsueti all’interno dell’edificio religioso, talvolta in formazione classica, talvolta a corona tra le colonne, quasi a rivolgere un abbraccio simbolico agli spettatori, nell’intento di sfruttare nel modo più sublime l’acustica della struttura. Il repertorio ha spaziato dal Rinascimento al Romanticismo senza trascurare il contemporaneo, stimolando il pubblico con nuovi linguaggi musicali dal fascino sperimentale.

Vikra opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di formazione musicale e di promozione culturale della minoranza slovena in Italia, che incarna una profonda riconciliazione tra le comunità che la storia aveva diviso, trasformando un confine segnato da antiche ferite in un crocevia di armonie e rispetto reciproco.

Il Coro de Iddanoa Monteleone sul sagrato di San Gavino

La serata ha preso il via sul sagrato della basilica con un’anteprima all’aperto a cura del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, in omaggio alle radici e al patrimonio identitario della Sardegna. Quindi è stata la formazione padrona di casa, il Coro Polifonico Turritano diretto da Laura Lambroni,

ad impreziosire di armonie un’eccellenza del Romanico come la chiesa di San Gavino, per poi lasciare spazio agli artisti ospiti.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con il Coro de Iddanoa Monteleone, il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e all’interno della chiesa di Sant’Antonio il Coro Hic et Nunc di Cagliari, Vikra e il Coro Polifonico di Ruda. Domenica 6 settembre appuntamenti al mattino all’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta e nel pomeriggio alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Voci D’Europa” è organizzato dal “Coro Polifonico Turritano”, è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Il coro di Ruda canta “No potho reposare”



 Voci d’Europa, domenica in musica tra Borutta e Porto Torres

Dalla messa cantata a San Pietro di Sorres al Terzo tempo a Li Lioni, saranno protagonisti il coro sloveno Vikra, Santa Cecilia di Sassari, Hic et Nunc di Cagliari, Santu Mauru di Sorgono, Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, San Teodoro di Paulilatino, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano

PORTO TORRES / BORUTTA. Domenica 6 settembre il festival “Voci D’Europa” 2026 si prepara a un’intensa giornata di fede, musica corale e convivialità fra Borutta e Porto Torres. Alle 11 nella chiesa di San Pietro di Sorres, il Coro sloveno Vikra si esibirà accompagnando la Messa cantata, un momento di profonda spiritualità e raccoglimento che alle 12 lascerà spazio al concerto polifonico in cui, oltre a Vikra, saranno impegnate l’associazione Santa Cecilia APS di Sassari e del Coro Hic et Nunc di Cagliari.

Vikra di Trieste. Sopra Hic et Nunc di Cagliari.

Nel tardo pomeriggio la manifestazione si trasferisce alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres, dove ogni anno lo spirito autentico del festival fonde l’espressività corale con la socialità, la cultura dell’ospitalità e la tradizione enogastronomica sarda. A partire dalle 18, la serata procederà nel festoso “Terzo Tempo”, con la partecipazione del Coro Santu Mauru di Sorgono, del Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano.

L’appuntamento a Li Lioni è un omaggio alla condivisione, nella serata più informale in cui si riducono le distanze tra palco e platea, e in cui la convivialità e i sapori dell’isola diventano uno strumento di dialogo universale e un veicolo di accoglienza. I coristi daranno vita a momenti irripetibili, nei quali l’energia del gospel riesce a mescolarsi alle tradizioni sarde e alle polifonie classiche, dando prova che la musica non è solo performance ma anche un elemento di unione e di scambio culturale.

Il festival è organizzato dal Coro Polifonico Turritano, inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari e sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Polifonica Santa Cecilia di Sassari



Santa Maria Coghinas, il Coro Polifonico Turritano porta le “Voci d’Europa” alla Madonna delle Grazie

Il festival internazionale ha preso il via ieri (3 settembre) sul traghetto per l’Asinara per proseguire nella chiesa storica di Santa Maria Coghinas. Oggi l’appuntamento è a San Gavino di Porto Torres e domani a Monteleone Rocca Doria

SANTA MARIA COGHINAS. Un concerto fra le onde del suggestivo tragitto che da Porto Torres conduce all’Asinara: il Coro Polifonico Turritano ha inaugurato così la 43° edizione del festival internazionale di musiche polifoniche “Voci d’Europa”, tra gli sguardi curiosi e compiaciuti dei turisti diretti a visitare l’isola dell’ex supercarcere, oggi parco nazionale.

Concerto sul traghetto per l’Asinara

Ma la prima tappa ufficiale tra i monumenti storici è stata la chiesa della Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas, un luogo dal fascino romanico e gotico al contempo, con una pregevole acustica che ha permesso al coro diretto da Laura Lambroni di spaziare tra i brani di Lauridsen, Arcadelt e Roclawska, per proseguire con i motivi della tradizione popolare sarda e concludersi con una applauditissima versione di “Non potho reposare”.

A fine concerto, la presidente del Coro Polifonico Turritano, Maria Maddalena Simile, ha consegnato all’Amministrazione comunale una targa di partecipazione al festival, ritirata dal vicesindaco Marco Demontis.

«Quella di Santa Maria Coghinas è una tappa molto importante perché ci ospita da tanti anni, e quindi è stato bello poter iniziare in una chiesa romanica, quasi a simboleggiare una vicinanza con la chiesa di San Gavino che è regina a Porto Torres, il nostro paese di origine – ha affermato il maestro Laura Lambroni –. Abbiamo portato un repertorio che spazia tra le epoche e nella provenienza degli autori, e in questo modo abbiamo voluto portare una forma di internazionalità nella tappa iniziale del festival».

Oggi (4 settembre) l’appuntamento è nella chiesa di San Gavino a Porto Torres, dalle 19.30 con il Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, il coro sloveno Vikra di Trieste e il Coro Polifonico di Ruda.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con il Coro de Iddanoa Monteleone, il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e all’interno della chiesa di Sant’Antonio il Coro Hic et Nunc di Cagliari, Vikra e il Coro Polifonico di Ruda. Domenica 6 settembre appuntamenti al mattino all’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta e nel pomeriggio alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Il festival è organizzato dal Coro Polifonico Turritano sotto la direzione artistica di Laura Lambroni, è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Concerto a Santa Maria Coghinas, chiesa della Madonna delle Grazie



Sassari, al Civico è il momento del “Solista con Orchestra”

Dal 3 al 5 settembre quattro finalisti si contendono la quarta edizione del concorso internazionale per pianoforte promosso dal CISM. Il 6 settembre la cerimonia di premiazione e concerto finale aperto al pubblico

SASSARI. Un pianoforte solista, un’intera orchestra a disposizione, note magiche, talento ed entusiasmo giovanile. Sono questi gli ingredienti della quarta edizione de “Il Solista con Orchestra”, il Concorso Internazionale di pianoforte che ritorna dal 3 settembre al Teatro Civico di Sassari per concludersi domenica 6, con la cerimonia di premiazione del vincitore e un concerto finale aperto al pubblico.

L’evento è promosso dal CISM (Centro Internazionale Studi Musicali) in collaborazione con l’Orchestra da Camera Ars Musicandi. Il programma è stato presentato oggi (2 settembre) in conferenza stampa all’ex Infermeria di Sassari da Stefano Mancuso (presidente CISM), Francesco Pasqualetti (direttore d’orchestra), Sergio Pintore (presidente ARS Aurelia) e Donatella Parodi (presidente Musicando Insieme).

«La particolarità del talent è la formula innovativa con la quale si determina il valore dei musicisti – hanno affermato gli organizzatori –. È studiata per superare la rigidità dei concorsi tradizionali basati su un’unica esecuzione della durata di pochi minuti, che talvolta penalizza i candidati più sensibili».

Il concerto finale 2025. In alto la conferenza stampa

La fase di preselezione online ha preso il via con l’arrivo di quattordici candidature di alto livello, valutate da un’attenta commissione. Dopo la prima scrematura, quattro concorrenti di particolari capacità sono stati ammessi alle semifinali in presenza. Sono Gianmaria Conzato, Domenico Cossari, Anna Massi e Pietro Viola.

Saranno loro i protagonisti delle intense giornate di prove e audizioni dal vivo che si svolgeranno dal 3 al 5 settembre a Palazzo di Città, dove i musicisti potranno perfezionare la propria interpretazione lavorando fianco a fianco con l’orchestra e sotto la guida esperta del direttore. Sabato 5 settembre saranno svelati i nomi dei finalisti (non più di tre) che si contenderanno la vittoria.

Il culmine dell’evento sarà domenica 6 settembre con il Concerto finale, un momento di grande condivisione artistica aperto alla cittadinanza e agli appassionati, che culminerà con la cerimonia ufficiale di premiazione dei vincitori. L’ingresso è libero e gratuito. La direzione artistica collegiale è affidata a Stefano Mancuso, Maria Daniela Gonzalez e Filippo Maria D’Angelo, la cui visione programmatica contribuisce alla crescita della manifestazione anno dopo anno.

A valutare le performance dei candidati nel corso delle fasi live sarà una giuria d’eccezione presieduta dal maestro Francesco Pasqualetti, direttore d’orchestra, e arricchita dalla presenza di maestri e docenti di chiara fama quali i pianisti Francesco Giammarco, docente al Conservatorio di Cagliari; Simone Ivaldi, docente al Conservatorio di Udine; Clara Antoniciello, docente attiva al Conservatorio di Sassari; e infine Marco Ligas, violino spalla dell’Orchestra Ars Musicandi.

Il concorso è reso possibile grazie al fondamentale contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, nell’ottica di considerare un valore strategico la cultura e la formazione musicale giovanile, e si avvale inoltre della collaborazione di importanti associazioni del territorio quali ‘Musicando insieme’, ‘Ars Aurelia’ e ‘Thàmus‘.




Monteleone, cori d’eccellenza e luoghi storici

Il 5 settembre “La Rocca dei Doria” accoglie il festival “Voci D’Europa”: ospiti il Vikra di Trieste, il coro di Ruda e Hic et Nunc di Cagliari. Anteprima in piazza con il Coro de Iddanoa Monteleone e il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali

MONTELEONE ROCCA DORIA – Musica polifonica, tradizione e grandi incontri culturali si preparano ad animare il suggestivo borgo di Monteleone Rocca Doria, che il 5 settembre accoglie la 43esima edizione del festival “Voci D’Europa” a corollario dell’evento dedicato a “La Rocca dei Doria – Le Vie del Romanico e della Signoria dei Doria”. L’evento offrirà al pubblico una formula ricca e coinvolgente, articolata in una doppia performance che valorizzerà sia gli spazi all’aperto sia i luoghi storici del paese.

La serata prende il via alle 19.30 con una coinvolgete performance in piazza, che vedrà protagonisti il Coro de Iddanoa Monteleone e il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali. Il primo, fondato nel 1978 e diretto dal 1995 sotto la guida del maestro Paolo Carta, si propone come custode delle tradizioni e del canto popolare sardo portando sulle spalle una trentennale attività ricca di palcoscenici internazionali e discografie come il recente album “S’universu ricamadu e pintu”.  La seconda formazione, proveniente da Dorgali, è attiva dal 1985 ed è diretta dal 2011 dal maestro Donato Di Iorio, forte di un ricchissimo repertorio tra musica sacra e profana e di importanti riconoscimenti in concorsi nazionali ed esteri.

Alle 20.30, la chiesa storica di Sant’Antonio sarà il palcoscenico dei concerti delle formazioni ospiti, in un mix di musica sacra e profana. Si parte con il Coro Hic et Nunc di Cagliari, fondato nel 2017 e diretto da Tobia Simone Tuveri, noto per l’attenzione al repertorio moderno e contemporaneo e per l’impegno nella coralità giovanile.

Il coro sloveno VIKRA. Sopra Hic et Nunc

Spazio quindi all’atteso coro sloveno Vikra, un ensemble d’eccellenza diretto da Petra Grassi, che unisce cantanti e musicisti sloveno-italiani quale simbolo di dialogo e riconciliazione tra culture. L’ensemble opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di promozione musicale e culturale della minoranza slovena in Italia.

A completare le suggestioni della serata sarà il Coro Polifonico di Ruda, nato nel 1945 e guidato da Fabiana Noro. È una delle compagini corali a voci maschili più importanti e celebri al mondo, con una storia costellata di concerti in ogni continente e da oltre quaranta primi premi conquistati nei concorsi internazionali di massimo prestigio.

Il festival Voci D’Europa è organizzato dal Coro Polifonico Turritano sotto la direzione artistica di Laura Lambroni, è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Il coro Lorenzo Perosi di Dorgali



Porto Torres, il 4 settembre a San Gavino

tradizione sarda e grandi cori internazionali

Il festival “Voci d’Europa” accoglie in basilica il Vikra di Trieste e il coro polifonico di Ruda; ad aprire la serata i cori Boghes Noas di Ossi e Iddanoa Monteleone

PORTO TORRES. Venerdì 4 settembre la 43esima edizione del Festival internazionale di musiche polifoniche “Voci d’Europa”, organizzato dal Coro Polifonico Turritano sotto la direzione artistica di Laura Lambroni, fa tappa nella basilica di San Gavino a Porto Torres. L’appuntamento unisce la tradizione sarda alle grandi eccellenze corali internazionali, al cospetto di uno dei monumenti romanici più importanti e affascinanti del Mediterraneo.

La serata prende il via alle 20 nel piazzale della chiesa con un’intensa anteprima affidata alle voci e alle sonorità del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, in un omaggio alle radici e al patrimonio identitario della Sardegna. Dalle 20.30 la basilica accoglierà al suo interno i concerti di due straordinarie realtà polifoniche pluripremiate a livello internazionale: il Coro Vikra di Trieste e il Coro Polifonico di Ruda.

Coro de Iddanoa Monteleone. In alto il coro Vikra

Vikra è un coro da camera che opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di istruzione musicale e di promozione culturale della minoranza slovena in Italia, fondato a Trieste nel 1909 con l’obiettivo di formare e diffondere la cultura musicale slovena.

La compagine è diretta, sin dalla sua fondazione nel 2014, da Petra Grassi, tra i direttori più apprezzati e premiati della sua generazione, e rappresenta un unicum nel panorama europeo. Composto da giovani cantanti e musicisti sloveno-italiani, incarna la profonda ricompensazione tra comunità che la storia aveva diviso, trasformando un confine segnato da antiche ferite in un crocevia di armonie e rispetto reciproco.

Nel suo repertorio, che spazia dalla musica rinascimentale a quella contemporanea, Vikra unisce rigore stilistico, spiritualità e una insolita empatia sonora, suggellata nel 2022 dalla vittoria del Grand Prix al Concorso Internazionale “Seghizzi” di Gorizia.

Il Coro Polifonico di Ruda è un’altra importante realtà corale, fondata nel 1945 e guidata da Fabiana Noro. Costituisce una delle compagini a voci maschili più importanti al mondo, forte di una storia costellata di concerti in ogni continente e di oltre quaranta primi premi conquistati nei concorsi internazionali di massimo prestigio, da Vienna a Linz, da Graz a Rimini. Il coro friulano è custode di una tradizione secolare e, al tempo stesso, instancabile promotore di progetti sinfonici, cinematografici e di produzioni discografiche d’eccellenza.

Il progetto è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari, ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Coro Boghes Noas di Villanova Monteleone



La Sardegna che non si vede…

Di Daniela Cavallo

Ci sono luoghi che si lasciano fotografare e poi ci sono luoghi che, per essere davvero visti, chiedono di essere attraversati. La Sardegna appartiene a questi ultimi. Non basta arrivare al mare, non basta guardare il colore impossibile dell’acqua, né fermarsi davanti a una spiaggia bianca. La Sardegna più autentica comincia spesso dove finisce la strada, là dove bisogna scendere, lasciare l’automobile, rallentare e camminare. Perché il vero viaggio in Sardegna forse non è quello che porta da un luogo all’altro, ma quello che modifica lentamente lo sguardo. All’Asinara può accadere di incontrare un asino bianco dagli occhi azzurri e per un istante avere la sensazione che sia lui a osservare noi. Quegli occhi, dello stesso colore del mare e del suo fondale che circondano l’isola, sembrano racchiudere una Sardegna intera: selvatica, silenziosa, resistente, quasi sospesa fuori dal tempo. Una Sardegna che non chiede di essere spiegata, ma contemplata. È forse questa la sua forza più misteriosa: la capacità di far apparire la bellezza all’improvviso, quando non te l’aspetti, dietro una curva, oltre un muretto, in fondo a un sentiero, e allora resti senza parole, perché ci sono paesaggi che non si possono raccontare prima di averli incontrati. Esiste una Sardegna visibile, quella delle cartoline, delle coste, delle immagini che hanno fatto il giro del mondo, e poi esiste una Sardegna invisibile, quella dei paesi dell’interno, delle case silenziose, delle piazze, dei volti, dei racconti tramandati, dei riti antichi in cui si può persino ironizzare sulla morte per celebrare la vita. Una contraddizione soltanto apparente, perché forse nessuno come chi conosce la morte sa quanto sia preziosa la vita. La Sardegna vive di contrasti: il bianco e il nero, la roccia e il mare, la luce accecante e il buio profondo, il silenzio e il canto, la festa e il lutto. Colori che non sembrano volerci accarezzare, ma scuotere, come schiaffi necessari a svegliarci dall’apatia, come se il paesaggio volesse dirci: svegliati, guarda, sei vivo. E poi c’è quella luce sarda che sembra essere l’opposto del buio, ma che proprio nel buio trova la sua misura, una luce capace di rivelare e una notte capace di nascondere, strade che attraversano territori scuri, interminabili, senza soluzione di continuità, chilometri durante i quali apparentemente non accade nulla e invece accade tutto, perché il paesaggio sta lavorando dentro di noi. Forse è proprio per questo che i sentieri rappresentano una delle grandi ricchezze ancora da riscoprire e valorizzare. Un sentiero non è semplicemente una traccia sulla terra, è una possibilità, una linea che unisce un prima e un dopo, un paese e una montagna, una comunità e il proprio passato, un viaggiatore e una storia che ancora non conosce. Camminare significa accettare di non arrivare subito. In un mondo che ci chiede continuamente velocità, il cammino restituisce il diritto alla lentezza. Passo dopo passo cambia la percezione, il rumore diminuisce, il respiro diventa più presente, lo sguardo si allarga e cominciamo a vedere ciò che prima non vedevamo: una pianta cresciuta tra le pietre, le tracce di un animale, un vecchio muretto a secco, una fonte, un rudere, una forma nella roccia, un albero piegato dal vento. E comprendiamo che la natura selvaggia non è un paesaggio da attraversare, ma un linguaggio da imparare. Il sentiero ci insegna a leggerlo. Per questo i cammini possono diventare molto più di una risorsa turistica: possono essere infrastrutture culturali, capaci di riportare attenzione nei territori marginali, creare nuove economie, collegare comunità, recuperare memorie, far conoscere luoghi dimenticati e costruire un turismo più lento, rispettoso e consapevole. Ma soprattutto possono restituire alle persone una relazione con il territorio, perché un territorio che non viene più attraversato rischia lentamente di diventare invisibile. La Sardegna è anche una terra che sembra conoscere l’indolenza, ma forse chiamarla semplicemente pigrizia è un errore. Potrebbe essere qualcosa di più complesso, una filosofia della sopportazione, la capacità di stare immobili davanti al dolore, di aspettare, di osservare chi corre continuamente chiedendosi dove voglia arrivare. Ma arriva un momento in cui anche l’attesa deve trasformarsi, perché un territorio non può vivere soltanto di memoria. La bellezza, da sola, non basta. La Sardegna ha bisogno di riattivarsi senza tradirsi, ha bisogno di abitanti capaci di riconoscere il valore di ciò che possiedono, di giovani che possano immaginare un futuro senza dover necessariamente partire, di comunità che tornino a sentirsi protagoniste. E ha bisogno di una politica coraggiosa, capace di investire nei territori, nella cultura, nelle infrastrutture lente, nella manutenzione del paesaggio, nella rete dei sentieri, nei paesi (biddas), nelle competenze e nelle persone, non per trasformare la Sardegna in qualcos’altro, ma per permetterle di essere finalmente se stessa. È dentro questa esigenza che nasce Origenia, una nuova associazione che si occupa di valorizzazione territoriale e che parte da una domanda semplice e radicale: quanto di ciò che abbiamo è ancora invisibile? È una domanda che contiene una responsabilità, perché vedere significa anche scegliere e scegliere significa agire. Sono felice e onorata di essere stata chiamata a far parte dei suoi fondatori. Entrare in Origenia significa per me assumere un impegno: contribuire a cercare ciò che non è ancora abbastanza raccontato, ciò che non ha ancora trovato il proprio spazio, ciò che rischia di perdersi nel silenzio. Non vogliamo soltanto promuovere luoghi, vogliamo generare attenzione, raccontare storie, creare connessioni, dare valore alle identità locali, riportare le persone sui sentieri, far incontrare chi abita un territorio con chi lo attraversa. Perché la valorizzazione non dovrebbe essere una vetrina, ma un atto di cura. Forse, alla fine, la Sardegna non ha bisogno di diventare più bella: è già bellissima. Ha bisogno di essere guardata con occhi nuovi, ha bisogno che qualcuno abbia il coraggio di uscire dai percorsi conosciuti e seguire una strada laterale, di fermarsi davanti a una porta antica, di entrare in un paese che sembrava non avere nulla da raccontare, di ascoltare un anziano, di seguire un sentiero, di camminare nella natura selvaggia fino a quando lo sguardo non cambia. Perché il vero patrimonio di un territorio non è soltanto ciò che possiamo mostrare, ma anche ciò che possiamo ancora scoprire. E forse è proprio questo il futuro della Sardegna: non costruire sempre qualcosa di nuovo, ma imparare a riconoscere il valore di ciò che esiste già e che ancora non abbiamo saputo vedere. Come quegli asini bianchi dell’Asinara, fermi, silenziosi, con gli occhi azzurri, a guardarci come se sapessero qualcosa che noi abbiamo dimenticato: che la bellezza non corre, non grida, non ha bisogno di essere inseguita. Aspetta. Alla fine di un sentiero, dietro una curva, dentro un paese, nel silenzio di una notte, negli occhi di un animale. E aspetta soprattutto che qualcuno abbia finalmente il coraggio di guardare. Origenia nasce per questo: per rendere visibile l’invisibile e trasformare quello sguardo in azione.


 

Daniela Cavallo è architetto, docente di marketing territoriale, territory coach, consulente per le pubbliche amministrazioni, project manager, già direttrice della candidatura di Latina e Valeggio sul Mincio a capitali della Cultura, oggi direttrice della candidatura di Bardolino/Lago di Garda