“Didone ed Enea” al Teatro Civico di Sassari

Venerdì 25 settembre la compagnia internazionale “Controluce Teatro d’Ombre” porta in scena un grande classico del melodramma per il Festival Nessun Dorma – Belle Époque

SASSARI. Un amore maledetto, quello tra il mitico condottiero troiano e la regina di Cartagine, nel capolavoro barocco di Henry Purcell riproposto con un linguaggio teatrale sorprendente, accessibile e contemporaneo: venerdì 25 settembre, alle 21, al Teatro Civico di Sassari, la compagnia “Controluce Teatro d’Ombre” di Torino porta in scena “Didone e Enea”,un grande classico del melodramma inserito nella terza edizione del Festival Nessun Dorma.

Sarà un appuntamento esclusivo per riscoprire il teatro d’ombre, una forma scenica antichissimache tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento ha conosciuto una nuova e affascinante stagione nei cabaret artistici, nei salotti e nei teatri europei della Belle Époque. Una performance fuori dall’ordinario, nella quale opera, teatro di figura, immagini, corpi e illusioni visive si fondono in un’esperienza magnetica.

La messinscena e la regia delle ombre sono firmate da Cora De Maria, Alberto Jona e Jenaro Meléndrez Chas. La consulenza drammaturgica è di Alfonso Cipolla, mentre i movimenti coreografici sono a cura di Paola Bianchi.

La compagnia Controluce rappresenta una delle realtà italiane più autorevoli nel campo del teatro d’ombre e del teatro di figura. La sua ricerca ha dato vita a produzioni presentate a Londra, Tokyo, Milano, Torino, Basilea, Lugano e in numerosi festival internazionali. Tra le esperienze più significative figura la collaborazione allo spettacolo di Kate Bush “Before the Dawn”, all’Hammersmith Apollo di Londra.

«Con “Didone e Enea” portiamo a Sassari una forma teatrale di rara bellezza, capace di trasformare la luce e il buio in racconto – afferma Irene Dore, direttrice artistica del Festival Nessun Dorma –. Il teatro d’ombre possiede un fascino ipnotico: ciò che vediamo sembra esistere e dissolversi nello stesso momento, proprio come un ricordo. È il linguaggio ideale per raccontare una storia sospesa tra amore, perdita e destino. Abbiamo voluto offrire alla città uno spettacolo di respiro internazionale, già applaudito in Italia e all’estero, e un’occasione davvero speciale per avvicinarsi all’opera attraverso la meraviglia».

Lo spettacolo ha debuttato nel 1999 al Festival INCANTI di Torino con musica dal vivo e, nel corso degli anni, è stato presentato in importanti contesti internazionali come il Teatro Regio di Parma, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Coccia di Novara, il Teatro Alfieri di Asti, il Círculo de Bellas Artes di Madrid, le Journées Théâtrales de Carthage in Tunisia, e ancora in Svizzera, Francia, Austria, Turchia e Singapore, conquistando in Germania il Premio del pubblico al Festival Internazionale di Teatro d’Ombre di Schwäbisch Gmünd.

Nel tempo la produzione ha visto collaborazioni con prestigiose realtà e interpreti della musica antica, tra cui il Quartetto Terpsycordes, il direttore Leonardo García Alarcón, Kenneth Weiss, l’Accademia Montis Regalis, il Coro Maghini e il Novantik Project Basel.

Il Festival Nessun Dorma è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e la collaborazione della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, il Comune di Sassari e infine la Camera di Commercio di Sassari attraverso il programma Salude & Trigu. I biglietti sono disponibili alle Messaggerie Sarde di Sassari e online sul circuito Boxol – Box Office Sardegna. È consigliata la prenotazione.




Sassari, l’attualità del federalismo europeo al centro di un convegno internazionale

La presentazione del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, edito dalla Coppieters Foundation di Bruxelles con l’Istituto Bellieni, è stata occasione per proporre diverse chiavi di lettura per l’avvenire del nostro Continente

SASSARI – Troppo mercato e troppa burocrazia, vertici lontani e centralismo rischiano di dare una percezione dell’Europa come concetto astratto troppo distante dai suoi popoli e dalle sue comunità. Se n’è parlato nei giorni scorsi alla Biblioteca Universitaria di Sassari, dove la presentazione di un libro è diventata una conferenza internazionale capace di stimolare una profonda riflessione sul passato, presente e futuro del nostro continente.

Il volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, edito in Italiano, Inglese e Sardo dalla Coppieters Foundation di Bruxelles insieme all’Istituto Camillo Bellieni, contiene un’analisi comparata di pensatori che hanno segnato la storia dell’autonomismo europeo. Figure emblematiche come Camillo Bellieni e Maurits Coppieters, Marianna Bussalai, Alfonso Castelao, Émile Chanoux e Denis de Rougemond, Edmond Simeoni e Antonio Simon Mossa. Gli scritti di questi uomini e donne del Novecento offrono oggi una chiave di lettura preziosa per riconfigurare il continente, rifiutando sia il modello degli Stati Uniti d’Europa sia l’attuale centralismo tecnocratico e intergovernativo.

A illustrare i contenuti del volume, nell’incontro moderato dal giornalista Salvatore Taras, sono stati i relatori Didier Rey, Giangiacomo Vale, Stefano Lavra e Antonello Nasone che, assieme ad altri studiosi come Álvarez e Cobbaert, hanno contribuito al lavoro di ricerca.

Come sottolineato da Antonello Nasone dell’Università di Sassari, il volume nasce in un’epoca di crisi epocale dell’Europa e risponde a interrogativi profondi sul perché i movimenti federalisti e autonomisti siano nati all’indomani della Grande Guerra, e sul perché, il risorgere di queste istanze dopo la Seconda guerra mondiale, si sia scontrato con gli Stati definiti democratici, tendenti in maniera naturale a soffocarle.

Stefano Lavra ha focalizzato il proprio contributo sulla figura di Marianna Bussalai, dando voce allo spaccato politico femminile dei primi del Novecento in Sardegna: una donna anticipatrice di un sardismo autentico, portato avanti con coerenza e senza mai rinnegare i propri ideali. Didier Rey dell’Università della Corsica ha rimarcato l’attualità di queste battaglie di fronte al ritorno di nazionalismi etnici e di estrema destra, ricordando l’esempio di Edmond Simeoni, figura capace di risvegliare la coscienza politica, culturale e ambientale del popolo corso. Un modello del tutto singolare è stato evidenziato da Giangiacomo Vale dell’Università Niccolò Cusano di Roma, che ha analizzato le figure del valdostano Émile Chanoux e dello svizzero Denis de Rougemond. Vale ha posto l’accento sulla poco conosciuta Dichiarazione di Chivasso del 1944, pensata tra gli altri da Chanoux, un documento che invocava una rivoluzione per i popoli delle valli alpine e le nazioni senza Stato in una dimensione autenticamente europea. In quest’ottica, il modello svizzero, capace di conciliare unità e diversità facendo convivere quattro lingue e molteplici tradizioni all’interno di cantoni e comunità locali, viene visto dai due autori come l’archetipo ideale fondativo dell’architettura europea: un continente basato sulle autonomie locali e sulla giustizia sociale che costruisce le proprie fondamenta dal basso, dalle comunità. L’incontro è stato introdotto dai saluti istituzionali del direttore della Biblioteca Universitaria Giovanni Fiori, della presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai, di Antonello Nasone e Hana Kreso in rappresentanza della Coppieters Foundation. L’attività è parte integrante del programma istituzionale Is.Be per il 2026 finanziato dalla RAS con i fondi della L.R.2/2026.




Alghero e Sassari in delirio per “La Chanteuse”

Grande successo d’apertura per il festival “Nessun Dorma” organizzato da Ars Aurelia

Con il suo dirompente spettacolo musicale, Alessia Desogus ha incantato il pubblico trascinandolo nell’universo dei “cafés chantants” parigini, dei music hall londinesi e del cabaret europeo

ALGHERO – Il debutto della terza edizione del festival “Nessun Dorma” non poteva essere più travolgente: sabato (12 settembre) l’“uragano” Alessia Desogus si è abbattuto con “La Chanteuse” sul palcoscenico di Villa Mosca, regalando al pubblico di Alghero una serata memorabile di musica, ironia e teatro. Affiancata da un ensemble di artisti d’eccezione, tutti polistrumentisti, la cantante sassarese ha portato in scena un concerto camaleontico che ha spaziato fra tutti i generi possibili della “musica da café”.

Grazie a un repertorio che attraversa la Belle Époque e va ben oltre (con brani legati all’immaginario collettivo cinematografico), l’artista (che ora vive in Spagna) ha trasportato gli spettatori in un viaggio musicale e teatrale fatto di canzoni, racconti e atmosfere rétro che pescano a piene mani nell’universo dei cafés chantants parigini, dei music hall londinesi e del cabaret europeo. E ancora tra le note del jazz classico di New York e le sonorità legate al mondo del “Charleston”, giocando abilmente tra i brani più tradizionali e le contaminazioni d’inizio Novecento.

Il tutto impreziosito da un’atmosfera di forte impatto emozionale: il tramonto mozzafiato sul mare di Alghero. Con la sua presenza scenica dirompente e la sua voce duttile e ruggente, Desogus è stata capace di infrangere gli schemi e portare sul palco una “diva” imprevedibile, travolgendo letteralmente gli spettatori, passati in breve dallo stupore attonito a una reazione calorosa e attiva.

Il concerto si è trasformato in uno spettacolo teatrale vivo, portato a riscriversi continuamente: «Il café chantant è sorprendente – ha dichiarato Desogus –, c’è una modalità di interazione col pubblico a volte inaspettata, esperienziale. Bisogna viverlo, perché ogni volta è diverso. Amo interagire con chi mi ascolta, mi piace farlo sognare e sorprenderlo, senza che sappia esattamente cosa aspettarsi. In fondo è come nella vita, ed è misterioso come tutte le cose belle».

Il gradimento del pubblico si è tradotto nei numeri: l’evento ha registrato il sold out ben prima del previsto, richiamando numerosi spettatori ad ascoltare il concerto anche dalle zone limitrofe a Villa Mosca, catturati dall’energia e dall’atmosfera del luogo.

A introdurre la serata è stata Claudia Soggiu assieme alla direttrice artistica Irene Dore, che ha espresso grande soddisfazione a nome di tutta l’équipe di Ars Aurelia, entusiasta di un’apertura che ha superato ogni aspettativa. La Chanteuse di Alessia Desogus è andata in replica domenica (13 settembre) infiammando il pubblico del Chiostro di Santa Maria di Betlem a Sassari.

Il festival prosegue sabato 19 settembre, alle 18, a Villa Mimosa di Sassari ,con “Il rito del tè”, un autentico salotto d’epoca nel quale i figuranti dell’Associazione Quiteria porteranno la tradizione parigina a incontrare la cultura sassarese.

Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.




“Voci D’Europa” chiude il primo atto e conferma la Sardegna come crocevia di culture, cori internazionali e tradizioni

Concluso il primo step della kermesse che ha animato Santa Maria Coghinas, Porto Torres, Monteleone Rocca Doria e Borutta. Grande attesa per la serata finale del 24 ottobre con i prestigiosi The Tallis Scholars

Porto Torres. “Voci D’Europa” si conferma un crocevia di culture, contaminazioni musicali internazionali e tradizioni. Il primo segmento della 43esima edizione si è concluso nei giorni scorsi ed è stato un vero e proprio viaggio nella storia e nelle suggestioni del territorio, animando i centri di Santa Maria Coghinas, Porto Torres, Monteleone Rocca Doria e Borutta, e trasformando il nord Sardegna in un vivace palcoscenico a cielo aperto capace di unire borghi, chiese romaniche e momenti di profonda condivisione spirituale.

L’esperienza artistica ha trovato il suo epilogo nella serata del “Terzo Tempo” alla tenuta Li Lioni, dove l’energia del gospel ha incontrato le tradizioni sarde e le polifonie classiche, permettendo un contatto diretto tra palco e platea, per dare spazio alla convivialità e alla scoperta dei sapori dell’isola.

Dopo una visita guidata alla vicina necropoli di “Su Crucifissu Mannu”, sul palco si sono esibite le formazioni del Coro Santu Mauru di Sorgono, del Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano.

Escursione a Su Crucifissu Mannu

Altro momento toccante è stato la messa all’abbazia di San Pietro di Sorres officiata dal padre Luigi Tiana, impreziosita dai brani cantati del coro sloveno Vikra, che ha dato avvio a un concerto collettivo seguito dal Coro polifonico Santa Cecilia APS di Sassari e Hic et Nunc di Cagliari.

Un valore aggiunto di questa edizione è stato lo scambio umano e artistico tra diverse realtà corali, regionali, nazionali e internazionali. Arrivata da Trieste con il coro Vikra, la direttrice d’orchestra e musicologa Petra Grassi ha raccontato l’importanza di manifestazioni come “Voci D’Europa” per creare sinergie e legami tra le diverse comunità. Molto apprezzato dagli artisti è stato l’impegno della macchina organizzativa, che lavora tutto l’anno per la buona riuscita di un evento tra i più prestigiosi del settore a livello internazionale.

Altro aspetto che ha colpito i cori ospiti è stata la straordinaria acustica delle chiese romaniche come la Basilica di Sorres, la chiesa di Sant’Antonio a Monteleone Rocca Doria, La Madonna delle Grazie a Santa Maria Coghinas e San Gavino a Porto Torres.

Coro di Ruda a Monteleone Rocca Doria

Anche la Sardegna corale ha vissuto la kermesse come un’occasione di crescita e visibilità, come hanno sottolineato i maestri Salvatore Bua ed Emanuele Piras, l’evento permette di stare a stretto contatto con il pubblico e di riscoprire le tradizioni folcloristiche ed enogastronomiche locali, fungendo da motore per l’impegno costante di tutti i coristi.

Il festival diretto da Laura Lambroni è organizzato dal Coro Polifonico Turritano, inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari e sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

“Voci D’Europa” non si ferma qui, puntando dritto verso il gran finale, che si svolgerà il 24 ottobre nella Basilica di San Gavino a Porto Torres: l’evento, realizzato in collaborazione con il Festival “Nella Città dei Gremi” di Sassari e con il patrocinio del Comune di Porto Torres, porterà in Sardegna The Tallis Scholars, la prestigiosa formazione britannica diretta da Peter Phillips, considerata un punto di riferimento a livello globale per la musica sacra rinascimentale.

Ballo sardo a Li Lioni con Intragnas di Porto Torres. In alto Vikra di Trieste



Ittireddu, il Vulcano di Monte Lisiri palcoscenico di resilienza con l’arte coreutica

La Compagnia Zappalà Danza 2 di Catania e ViDaVé Company di Napoli conquistano Ittireddu per il festival “Corpi in movimento”

ITTIREDDU – Sul palcoscenico lunare di Monte Lisiri l’arte coreutica cerca di mostrare come, persino nel cuore di un universo frammentato, la vita possa sempre trovare sempre una nuova forma. Succede a Ittireddu, nella nuova tappa del festival “Corpi in movimento”, dove la Compagnia Zappalà Danza 2 ha presentato l’opera “Lif”, ricordandoci che dopo ogni fine c’è sempre spazio per un nuovo inizio da ricostruire passo dopo passo.

Ispirata ai versi del celebre poema norreno Völuspá, con la regia e la coreografia di Claudio Scalia, che ha firmato la drammaturgia assieme a Sergio Campisi, la performance ha portato in scena il peso della grande apocalisse (il Ragnarök) e la conseguente distruzione del mondo.

Nell’interpretazione magistrale di Ismaele Buonvenga e Marco Di Dato, gli unici esseri umani che sopravvivono alla fine del mondo, Líf e Lifthrasir, danno un nuovo inizio all’umanità. Il progetto è stato selezionato per NID Platform (sezione open studios) e finalista al Premio Twain direzioni Altre.

La seconda parte della serata ha portato in scena “Coraggio. La sfortuna non esiste” della ViDaVé Company, una produzione firmata da Noemi Dalla Vecchia e Matteo Vignali (vincitrice del Premio TWAIN Direzioni Altre 2025 e selezionata per la Vetrina del Network Anticorpi XL 2025).

Il lavoro ha proposto una profonda riflessione artistica sul concetto del Sé e sulla reale esistenza della sfortuna, spesso vissuta come un fattore esterno e incontrollabile.

La performance ha saputo sviscerare la complessità della psiche umana, mostrando come la vera forza risieda nell’irrazionalità e nella resilienza. Senza eroi né vittime, lo spettacolo ha ricordato agli spettatori che le difficoltà possono diventare il motore di una trasformazione personale, affrontando l’ignoto non con la paura, ma con il coraggio e la dedizione al lavoro artistico.

Il prossimo appuntamento del festival sarà il 26 settembre a Palazzo di Città di Sassari, dove alle 20.30 si esibiranno i Komoco con “The Fridas” di Sofia Nappi, la Compagnia Ariella Vidach AIEP con “Io, Tu, Io E Te, Tu Ed Io, Noi, Loro, Noi E Loro” e la Compagnia GDO con “Pre-giudizio”.

“Corpi in movimento” è organizzato da Danzeventi con il sostegno e il patrocinio di Mic, Regione autonoma della Sardegna, Comune di Ittireddu, Festival Multidisciplinare Sardegna, Fondazione di Sardegna, Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari. Per info contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, scrivere all’indirizzo [email protected] o consultare il sito ufficiale www.danzeventi.com.




Da Bellieni a Coppieters: il pensiero sardo incontra il federalismo europeo

Il 15 settembre alla Biblioteca Universitaria di Sassari la presentazione del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, pubblicato dalla Coppieters Foundation di Bruxelles in collaborazione con l’Is. Be: l’opera collettiva propone chiavi di lettura per il futuro del nostro Continente

SASSARI – Martedì 15 settembre, alle 17.30, la Biblioteca Universitaria di Sassari (via Enrico Costa 57) ospiterà la presentazione ufficiale del volume “Figure politiche per il futuro dell’Europa”, pubblicato dalla Coppieters Foundation di Bruxelles in collaborazione con l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari.

L’appuntamento, inserito nel cartellone degli eventi Is.Be 2026, nasce dal lavoro di ricerca collettivo condotto da diversi studiosi internazionali, tra i quali Álvarez, Cobbaert, Lavra, Nasone, Rey e Vale, i quali eseguono una profonda indagine sulle radici storiche, filosofiche e politiche delle idee di autonomia e federalismo che hanno segnato la storia d’Europa nel corso del Novecento. Il tutto proposto in una veste trilingue che, oltre all’esposizione in Italiano, presenta all’interno dello stesso volume la versione in lingua inglese “Political Figures for the Europe of the Future, e quella in sardo, “Figuras polìticas pro su tempus benidore de s’Europa”.

La presentazione avrà inizio con i saluti istituzionali del direttore della Biblioteca Universitaria di Sassari, Giovanni Fiori, della presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai e, in rappresentanza della Coppieters Foundation, di Laura Marching.

Seguiranno gli interventi dei relatori Didier Rey dell’Università della Corsica, Giangiacomo Vale dell’Università “Niccolò Cusano” di Roma, Antonello Nasone dell’Università di Sassari e del saggista Stefano Lavra. A coordinare il dibattito sarà il giornalista Salvatore Taras.

Attraverso i contributi degli autori, il volume analizza la vita, il pensiero e l’eredità intellettuale di grandi figure storiche del federalismo e dell’autonomismo europeo e locale, riproponendo e commentando fonti specifiche. Tra questi figurano pensatori di spicco come Camillo Bellieni e Marianna Bussalai, e un pilastro del pensiero sardista come Antonio Simon Mossa, affiancati da personalità internazionali come il galiziano Alfonso Castelao, il valdostano Émile Chanoux, il fiammingo Maurits Coppieters, lo svizzero Denis de Rougemont e il corso Edmond Simeoni.

L’incontro è aperto a tutti e si propone come un momento di riflessione stimolante sul complesso rapporto tra identità locali, autogoverno e Unione Europea, mettendo a disposizione del pubblico nuove e originali chiavi di lettura per immaginare il futuro politico e culturale del nostro Continente. L’attività è parte integrante del programma istituzionale Is.Be per il 2026 finanziato dalla RAS con i fondi della L.R.2/2026.




Il festival “Nessun Dorma” riporta la Belle Époque a Sassari, Sorso e Alghero

Si parte il 12 settembre da Villa Mosca con “La Chanteuse”. Fino al 27 ottobre dieci appuntamenti tra storia e immaginazione per riscoprire e vivere la musica, l’opera e le atmosfere di uno dei periodi di fermento culturale più affascinanti della storia europea. La terza edizione del festival è organizzata da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore

SASSARI. La Belle Époque torna a vivere in Sardegna tra musica da camera, opera, teatro d’ombre, recital, passeggiate narrative, salotti d’epoca e rievocazioni storiche. Dal 12 settembre al 27 ottobre è in programma la terza edizione del festival “Nessun Dorma” organizzato da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore.

Si parte sabato 12 settembre alle 19.30 a Villa Mosca di Alghero, dove Alessia Desogus porta in scena “La Chanteuse, un viaggio musicale e teatrale fatto di canzoni, racconto, ironia e atmosfere rétro nell’universo dei cafés chantants parigini, dei music hall londinesi e del cabaret europeo.

Attraverso lo spettacolo, in replica a Sassari il 13 settembre, alle 20, nel Chiostro di Santa Maria di Betlem, Desogus permette un’incursione in quell’Europa vivacissima nella quale, tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, nacquero nuove forme di intrattenimento destinate a influenzare profondamente la cultura popolare del XX secolo.

Il programma è stato presentato oggi a Sassari da Irene Dore, presidente ARS Aurelia, con Nicoletta Puggioni, assessora alla Cultura di Sassari, Raffaella Sanna, assessora alla Cultura di Alghero, la cantante Alessia Desogus e lo scenografo Fabio Loi.

Il festival ha in programma dieci appuntamenti in un grande scenario diffuso tra Sassari, Alghero e Sorso, dove palazzi storici, ville, chiostri, teatri e persino il Cimitero Monumentale diventano parte integrante della narrazione intorno a uno dei periodi di fermento culturale più affascinante della storia europea. Figuranti in costume, rievocazioni, ambientazioni e scenografie accompagneranno il pubblico all’interno di un’epoca segnata da profonde trasformazioni culturali e sociali.

Le scenografie sono a cura di Fabio Loi, mentre diverse realtà culturali e associazioni del territorio partecipano alla costruzione della dimensione immersiva.

«Nessun Dorma nasce dalla convinzione che un Festival non debba limitarsi a presentare degli spettacoli, ma possa costruire un immaginario e trasformare, anche solo per qualche settimana, il modo in cui viviamo i luoghi della nostra città e del nostro territorio – ha affermato Irene Dore –. Vogliamo che il pubblico non sia soltanto spettatore, ma possa entrare in questo mondo, incontrare i figuranti, attraversare un cimitero monumentale ascoltandone le storie, ritrovarsi in un salotto d’epoca, visionare un’opera attraverso il teatro d’ombre o scoprire la città seguendo il suono di un pianoforte. Nessun Dorma vuole dimostrare che la musica colta può essere rigorosa e allo stesso tempo accessibile, sorprendente e contemporanea».

Il festival prosegue sabato 19 settembre, a Villa Mimosa di Sassari dove alle 18, con “Il rito del tè”, sarà allestito un autentico salotto d’epoca nel quale, grazie anche ai figuranti dell’Associazione Quiteria, la tradizione parigina incontra la cultura sassarese. L’appuntamento è dedicato a uno dei grandi rituali sociali tra Otto e Novecento, un’occasione per raccontare abitudini, convenzioni, curiosità e trasformazioni del costume attraverso un’esperienza condivisa con il pubblico.

Primo appuntamento d’autunno sarà il 25 settembre al Civico di Sassari, che alle 21 accoglie lo spettacolo “Dido and Aeneas” di Henry Purcell, capolavoro del teatro musicale barocco. La vicenda della regina di Cartagine e dell’eroe troiano viene riletta attraverso l’incontro tra opera e teatro d’ombre, con la partecipazione di CONTROLUCE con la regia di Alberto Jona.

Il 1° ottobre alle 19, la Belle Époque fa tappa al Castello di Osilo, con uno spettacolo dedicato al canto de La Vie est Belle di Edith Piaf in un contesto fortemente suggestivo.

Il 3 ottobre, alle 17.30 si prosegue con una “Passeggiata nella memoria” al Cimitero Monumentale di Sassari, con la partecipazione dell’Associazione Quiteria.

Il 3 e 4 ottobre, Sassari incontra “Piano Pianissimo”, il primo festival pianistico diffuso della Sardegna, con l’obiettivo di superare il modello tradizionale del concerto in un unico spazio e costruire invece un percorso musicale capace di attraversare la città come strumento di scoperta urbana e di incontro.

Il 9 ottobre, alle 21 al Civico di Sassari, il Trio Visconti composto da Rusu, Valerio Battaglia e Tornabene, porta in scena una serata dedicata alla grande musica da camera.

Il 16 ottobre alle 21, sempre al Civico arriva il “Gilda Fiume Recital”, uno dei momenti più attesi del cartellone, che vedrà esibirsi il soprano Gilda Fiume, una delle voci italiane più richieste sulla scena internazionale, accompagnata al pianoforte da Marco Schirru. Parteciperanno all’evento i figuranti in costume dell’Associazione Arkadia.

Il18 ottobre alle 18, il Palazzo Baronale di Sorso si trasforma in un salotto parigino d’altri tempi con “Salon Belle Époque – Édith Piaf – Une nuit à Paris”, dedicato alla canzone francese e alle atmosfere della Parigi notturna.
Il 27 ottobre alle 21, gran finale al Teatro Civico di Sassari con il Recital pianistico di Paolo Ehrenheim, che chiude al pianoforte un percorso nel quale la musica torna al centro come esperienza di ascolto, memoria e bellezza.

Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.
Per info e prenotazioni contattare [email protected]. I biglietti sono acquistabili anche alle Messaggerie Sarde o tramite il sito Boxol. Gli interessati sono pregati di affrettarsi. I primi due spettacoli sono già sold-out.




Sassari, Anna Massi è “Solista con Orchestra” 2026

L’artista aretina vince al Teatro Civico la IV edizione del concorso internazionale di pianoforte promosso dal Cism

SASSARI – La musicista toscana Anna Massi ha vinto al Teatro Civico di Sassari la IV edizione del “Solista con Orchestra”, il Concorso Internazionale di pianoforte promosso dal CISM (Centro Internazionale Studi Musicali) in collaborazione con l’Orchestra da Camera Ars Musicandi.

Anna Massi in concerto con orchestra al Civico di Sassari

Ventitré anni, di San Giovanni Valdarno (provincia di Arezzo), Massi si è aggiudicata il titolo eseguendo, di fronte a un pubblico numeroso, il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, KV. 595 di Mozart. Con la vittoria ha ottenuto la possibilità di suonare da protagonista due concerti in Sardegna.

Ex aequo al secondo posto gli altri due finalisti, Pietro Viola di Parma e Gianmaria Conzato di Vicenza, che si sono esibiti, rispettivamente, con il Concerto per pianoforte e orchestra d’archi in Re minore, BWV 1052 di Bach, e con il Concerto per pianoforte e orchestra in Si bemolle maggiore, op. 19 di Beethoven. Per loro, un concerto a testa nell’isola.

Anna Massi si è avvicinata al pianoforte a cinque anni. Dopo la formazione all’Accademia Musicale Valdarnese è stata ammessa per audizione alla Fondazione Accademia Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola, diplomandosi con il massimo dei voti con il maestro André Gallo. Ha inoltre frequentato numerose masterclass con importanti pianisti italiani e internazionali e ha sviluppato una significativa esperienza concertistica.

I vincitori con Giuseppe Mascia e Stefano Mancuso

«Sono stati tre giorni molto duri di lavoro, ma anche bellissimi – ha dichiarato subito dopo la premiazione –. È stata un’esperienza travolgente, più faticosa di quello che pensassi ma anche una soddisfazione: sono cresciuta, mi sono divertita. Quando mi sono iscritta avevo sottovalutato effettivamente la difficoltà della gara: conosco bene il concerto che ho scelto di cimentarmi, mi sentivo tranquilla. L’orchestra e il maestro Francesco Pasqualetti sono stati fondamentali».

A condividere il suo entusiasmo anche gli altri due finalisti. «Ho diciott’anni e studio pianoforte al Conservatorio di Parma. Ringrazio tutti gli organizzatori per questa bellissima esperienza che è stata molto formativa, sia per me e credo anche per i miei colleghi» ha commentato Pietro Viola. «Nonostante sia difficile rapportarsi con un’orchestra, sono molto contento di questa avventura, ho imparato tanto e mi sono anche divertito» ha aggiunto Gianmaria Conzato, quindici anni.

A complimentarsi con i tre musicisti la giuria, che nel corso di queste giornate li ha ascoltati e anche consigliati: Simone Ivaldi, docente del Conservatorio di Udine; Francesco Giammarco, insegnante del Conservatorio di Cagliari; Clara Antoniciello, docente del Conservatorio di Sassari; Marco Ligas, primo violino dell’orchestra e maestro del Conservatorio di Cagliari; il maestro Francesco Pasqualetti, direttore dell’orchestra che ha accompagnato i ragazzi durante il concorso.

Tra gli interventi, il sindaco di Sassari Giuseppe Mascia ha rivolto un plauso agli organizzatori: «Voi realizzate da tempo delle cose molto importanti. Con una certa abnegazione abbiamo voluto riaprire il Teatro Civico, accelerando i tempi, l’abbiamo fatto perché questo è un nostro gioiello al centro di Sassari. Abbiamo ascoltato tre prove notevoli, sono colpito dalla maturità dei tre ragazzi. Avete portato sul palco un ottimo esempio di bravura e dedizione».

A chiudere la serata finale del concorso, la riflessione di Stefano Mancuso, presidente del CISM. «L’articolo quattro del nostro statuto specifica la nostra vocazione, che consiste nel voler elevare la persona umana attraverso l’arte musicale e le sue connessioni con le altre forme d’arte. Siamo convinti che lo studio, la musica, qualunque forma artistica, seria e approfondita, possa produrre dei cittadini migliori». Il concorso è organizzato con il contributo della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, e si avvale della collaborazione di importanti associazioni del territorio quali ‘Musicando insieme’, ‘Ars Aurelia’ e ‘Thàmus‘.

Anna Massi sul palco del Teatro Civico a Sassari



“Voci D’Europa” canta la pace con le parole di Hemingway: “Smettete di combattere”

Da Ruda a Trieste passando per la Sardegna le mille voci di un festival che unisce popoli e culture

PORTO TORRES. “Perché non smettono di combattere?! Perché non smettono di combattere?!”. Le parole di Ernest Hemingway tuonano come fulmini a ciel sereno tra le navate della Basilica di San Gavino a Porto Torres, impattando contro il pubblico di “Voci D’Europa” come cannonate a salve. È un invito alla pace esternato dal Coro Polifonico di Ruda, la prestigiosa formazione maschilediretta da Fabiana Noro, che chiude la serata turritana del festival con un brano di forte suggestione. Un’opera di Giovanni Sollima tratta dai “Canti Rocciosi”, che reinterpreta il testo di “Addio alle Armi” con voci gridate che pesano come macigni, per rivolgere un invito al silenzio delle armi in un momento forse mai più attuale di questo: “La guerra non si vince con la vittoria, una delle due parti deve smettere di combattere”.

Il saluto finale dell’ensemble friulano è stato un omaggio alla Sardegna, con la versione per violoncello e coro di “No potho reposare” riarrangiata dal maestro Valter Sibilotti, in cui una veste originale è riuscita a emozionare il pubblico senza tradire il modello classico.

Petra Grassi dirige Vikra. In alto il coro di Ruda

Altra grande sorpresa della serata è stata l’esibizione del Coro sloveno Vikra diretto da Petra Grassi, un vero fuoriclasse tra le formazioni polifoniche, che ha stupito gli ascoltatori con le sue modulazioni sorprendenti, posizionando i membri del gruppo in modi inconsueti all’interno dell’edificio religioso, talvolta in formazione classica, talvolta a corona tra le colonne, quasi a rivolgere un abbraccio simbolico agli spettatori, nell’intento di sfruttare nel modo più sublime l’acustica della struttura. Il repertorio ha spaziato dal Rinascimento al Romanticismo senza trascurare il contemporaneo, stimolando il pubblico con nuovi linguaggi musicali dal fascino sperimentale.

Vikra opera sotto l’egida della Glasbena Matica, ente di formazione musicale e di promozione culturale della minoranza slovena in Italia, che incarna una profonda riconciliazione tra le comunità che la storia aveva diviso, trasformando un confine segnato da antiche ferite in un crocevia di armonie e rispetto reciproco.

Il Coro de Iddanoa Monteleone sul sagrato di San Gavino

La serata ha preso il via sul sagrato della basilica con un’anteprima all’aperto a cura del Coro Boghes Noas di Ossi e del Coro de Iddanoa Monteleone, in omaggio alle radici e al patrimonio identitario della Sardegna. Quindi è stata la formazione padrona di casa, il Coro Polifonico Turritano diretto da Laura Lambroni,

ad impreziosire di armonie un’eccellenza del Romanico come la chiesa di San Gavino, per poi lasciare spazio agli artisti ospiti.

Sabato 5 settembre il festival si trasferisce nel borgo di Monteleone Rocca Doria con il Coro de Iddanoa Monteleone, il Coro Lorenzo Perosi di Dorgali, e all’interno della chiesa di Sant’Antonio il Coro Hic et Nunc di Cagliari, Vikra e il Coro Polifonico di Ruda. Domenica 6 settembre appuntamenti al mattino all’abbazia di San Pietro di Sorres a Borutta e nel pomeriggio alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres.

Voci D’Europa” è organizzato dal “Coro Polifonico Turritano”, è inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari ed è sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Il coro di Ruda canta “No potho reposare”



 Voci d’Europa, domenica in musica tra Borutta e Porto Torres

Dalla messa cantata a San Pietro di Sorres al Terzo tempo a Li Lioni, saranno protagonisti il coro sloveno Vikra, Santa Cecilia di Sassari, Hic et Nunc di Cagliari, Santu Mauru di Sorgono, Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, San Teodoro di Paulilatino, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano

PORTO TORRES / BORUTTA. Domenica 6 settembre il festival “Voci D’Europa” 2026 si prepara a un’intensa giornata di fede, musica corale e convivialità fra Borutta e Porto Torres. Alle 11 nella chiesa di San Pietro di Sorres, il Coro sloveno Vikra si esibirà accompagnando la Messa cantata, un momento di profonda spiritualità e raccoglimento che alle 12 lascerà spazio al concerto polifonico in cui, oltre a Vikra, saranno impegnate l’associazione Santa Cecilia APS di Sassari e del Coro Hic et Nunc di Cagliari.

Vikra di Trieste. Sopra Hic et Nunc di Cagliari.

Nel tardo pomeriggio la manifestazione si trasferisce alla Tenuta Li Lioni di Porto Torres, dove ogni anno lo spirito autentico del festival fonde l’espressività corale con la socialità, la cultura dell’ospitalità e la tradizione enogastronomica sarda. A partire dalle 18, la serata procederà nel festoso “Terzo Tempo”, con la partecipazione del Coro Santu Mauru di Sorgono, del Rise and Shine Singers Club Gospel Choir di Cagliari, Intragnas di Porto Torres e Coro Polifonico Turritano.

L’appuntamento a Li Lioni è un omaggio alla condivisione, nella serata più informale in cui si riducono le distanze tra palco e platea, e in cui la convivialità e i sapori dell’isola diventano uno strumento di dialogo universale e un veicolo di accoglienza. I coristi daranno vita a momenti irripetibili, nei quali l’energia del gospel riesce a mescolarsi alle tradizioni sarde e alle polifonie classiche, dando prova che la musica non è solo performance ma anche un elemento di unione e di scambio culturale.

Il festival è organizzato dal Coro Polifonico Turritano, inserito nel circuito Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari e sostenuto dalla Regione Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna, dai comuni di Porto Torres, Borutta, Santa Maria Coghinas e Monteleone Rocca Doria.

Polifonica Santa Cecilia di Sassari