Beatificazione di Edvige Carboni a Pozzomaggiore: il Vaticano affida l’allestimento al sassarese Claudio Rotunno

Grande evento in preparazione, attesi migliaia di fedeli. L’organizzazione e la logistica saranno curate dalla Pubblicover Events Designer, che già nel 2014 fu incaricata di predisporre la cerimonia di beatificazione di Francesco Zirano e nel 2016 di Elisabetta Sanna

POZZOMAGGIORE. Fervono i preparativi per la beatificazione di Edvige Carboni, un evento molto atteso non solo a Pozzomaggiore ma in tutta l’isola, che il 15 giugno porterà nel comune del Meilogu migliaia di fedeli provenienti da tutto il mondo cattolico. La Diocesi di Alghero-Bosa, in sinergia con il Vaticano ha messo in moto una poderosa macchina organizzativa, affidando gli allestimenti e la logistica alla Pubblicover Events Designer dell’imprenditore sassarese Claudio Rotunno, leader in Sardegna nell’organizzazione di grandi eventi nazionali e internazionali.

La Pubblicover gode di una lunga esperienza nella cura di iniziative di tale rilievo. Già nel 2014 si è occupata della beatificazione di padre Francesco Zirano a Sassari, e nel 2016 di Elisabetta Sanna nella basilica di Saccargia a Codrongianos.

La beatificazione della mistica Edvige Carboni – nata a Pozzomaggiore nel 1880 e deceduta a Roma nel 1952 – sarà un evento epocale, il primo di tale portata nell’intera diocesi in cinquecento anni di storia. Le celebrazioni saranno officiate dal vescovo Mauro Maria Morfino e molto atteso è l’arrivo del cardinale Giovanni Angelo Becciu, alto porporato originario di Pattada che dal 1 settembre 2018 ricopre la carica di prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

La cerimonia sarà allestita negli ampi spazi dell’Ippodromo comunale, all’interno del quale verranno predisposti il palco, le sedute per il pubblico, per le autorità e i giornalisti, le tribune del coro, i camerini e gli impianti audio-video. È inoltre prevista la collocazione di maxischermi e di tutti gli accorgimenti per le dirette tv e web.

La riconferma di Claudio Rotunno nella cura dell’organizzazione è una grande soddisfazione per l’imprenditore sassarese, la cui attività è stata segnata negli ultimi anni da importanti riconoscimenti professionali. Tra le commesse più significative c’è stato l’allestimento per il Ventennale del Billionaire la scorsa estate, direttamente su invito di Briatore, mentre nel mese di dicembre l’attività si è spostata a New York su richiesta del prestigioso marchio Jacob & Co. Senza dimenticare il successo di Promo Autunno, la Fiera campionaria regionale che quest’anno tornerà per la quarta edizione consecutiva nei locali della Promocamera di Sassari.

 




“Terre di confine filmfestival”, porte spalancate sul Cile nel nome della Libertà. Tutto il programma della la XII edizione

Dall’8 marzo due weekend tra proiezioni, incontri, mostre, dibattiti, laboratori e musica nei comuni di Solarussa, Alghero, Sassari, Asuni. Marco Antonio Pani per la seconda volta alla direzione artistica.

CAGLIARI. Il “terre di confine filmfestival” spalanca le porte al Cile per un incontro cinematografico con la Sardegna che abbraccerà una XII edizione consacrata alla “Libertà” in tutte le sue forme. Sono cinque le località coinvolte, trentacinque i film in programma tra corti e lungometraggi, oltre trenta gli ospiti nazionali e internazionali e, per gli eventi collaterali, si terranno mostre, dibattiti, laboratori e concerti. Anche quest’anno è ricchissimo il calendario messo in campo dagli organizzatori della manifestazione, che gode per la seconda volta consecutiva della direzione artistica di Marco Antonio Pani, forte del successo della scorsa edizione che aveva accolto la Colombia.

Dopo l’Anteprima del 2 marzo alla Cineteca sarda di Cagliari, a partire dall’8 marzo la kermesse farà tappa per tutto il weekend a Solarussa (Casa Sanna), per poi proseguire l’11 marzo ad Alghero (Lo Teatrì) e Sassari (Accademia Belle Arti e Cinema Cityplex Moderno) e quindi concludersi nel fine settimana dal 15 al 17 marzo ad Asuni (Museo dell’emigrazione e Casa Porcu Cau), dove tutto è iniziato nel 2007. A dare man forte a Pani nella conduzione del festival ci sarà Enrico Pitzianti, che ne è stato anche il primo direttore artistico.

Sono attesi appuntamenti a tu per tu con gli autori cileni José María González, Francisco Hervé e Orlando Lübbert, e focus dedicati ad altri artisti emergenti o affermati. «Dall’incontro tra cinematografie nasce l’incontro tra persone e idee – ha spiegato Marco Antonio Pani – maturano confronto e discussione, e si rendono disponibili capolavori difficilmente reperibili nei consueti canali di diffusione. La cultura cilena nello specifico è stata segnata da un solco indelebile e doloroso tracciato dalla dittatura di Pinochet – ha proseguito il regista – un segno che si è concretizzato nell’inclinazione verso un cinema di denuncia e di analisi, sociale e politica. Per questo il tema della Libertà appare più che mai opportuno».

E “La Libertà” è anche il titolo dello spot del tdcf 2019 girato con il coinvolgimento degli allievi del laboratorio di cinematografia del festival. Uno spot che quest’anno ha l’aspetto di un cortometraggio di oltre cinque minuti, ideato e realizzato da Pani con Paolo Carboni alle riprese, rendendo protagonisti gli stessi abitanti di Asuni e Solarussa.

Il coinvolgimento della popolazione è favorito dal format conviviale, nella convinzione che il cinema sia uno strumento prezioso per creare occasioni di crescita e di confronto sociale. A fare da corollario all’iniziativa sarà un particolare omaggio a Ermanno Olmi, straordinario personaggio scomparso lo scorso anno, e una proiezione speciale del film di Nanni Moretti “Santiago-Italia”. Senza trascurare una selezione di alcuni dei più validi e recenti film d’autore sardo, tra i quali “Ovunque proteggimi” di Bonifacio Angius, “L’uomo con a lanterna” di Francesca Lixi, e “Dalla quercia alla palma. I 40 anni di Padre padrone” di Sergio Naitza.

In collaborazione con OSVIC, oltre ai consueti laboratori per i bambini delle scuole del territorio è prevista una sezione domenicale dedicata specificamente ai più giovani.

Non mancheranno eventi letterari, quali la presentazione di “Aìnas”,  rivista internazionale d’arte e cultura diretta da Roberto Cossu, e del libro “Terre di nessuno” di Antonio Arévalo.

Di forte interesse sarà l’incontro con l’associazione “Chilenos de Sardigna” per una festa-concerto con la partecipazione del complesso di musica andina “Grupo Nazka”. Non tutti sanno che nell’isola vivono circa cinquecento sardi di origine cilena arrivati in tenera età e ormai integrati a tutti gli effetti. Altri ospiti musicali saranno la cantante Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia. Un secondo incontro di rilievo è quello sui “Percorsi formativi col cinema nelle scuole dell’obbligo”, che coinvolgerà numerosi addetti ai lavori.

Ulteriore momento focale sarà il gemellaggio del “terre di confine” con il Festival de Cine de Santa Fe de Antioquia, in Colombia, e l’incontro ad Asuni con il suo direttore artistico Alejandro Alzate Giraldo. Sono previste inoltre mostre e installazioni artistiche, come Exodus.4 di Lea Gramsdorff.

Il calendario della manifestazione è stato presentato stamani alla Cineteca sarda da Marco Antonio Pani, affiancato da Antonello Zanda in rappresentanza della Società umanitaria, partner dell’iniziativa assieme alla Sardegna Film Commission. Durante l’incontro sono intervenuti i sindaci di Solarussa e Asuni, Mario Tendas e Gionata Petza, e quindi Sandro Sarai, presidente dell’associazione Su Disterru, organizzatrice dell’evento assieme alla RAS, alle diverse amministrazioni comunali e al consorzio di “Sa perda ‘e Iddocca”, in collaborazione con Lo Teatrì di Alghero, l’Accademia Belle arti e il Cinema Cityplex Moderno di Sassari e il MEA di Asuni. Per maggiori informazioni visitare il sito www.tdcf.it.

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

 Solarussa  8, 9, 10 marzo

Venerdì 8 marzo

10.00 – Istituto comprensivo Laboratorio “Liberi tutti!” a cura di OSVIC

17.30 – Casa Sanna Proiezione del cortometraggio LA LIBERTÀ, spot del TDCFF.

A seguire inaugurazione programma di Solarussa, presentazione del direttore artistico Marco Antonio Pani, del regista e collaboratore alla direzione artistica Enrico Pitzianti, dei collaboratori del festival e degli ospiti cileni, i registi Orlando Lübbert e José María González.

18.00 – Casa Sanna, Cortometraggio cileno: HISTORIA DE UN OSO (animazione – 2014 – 11’) di Gabriel Osorio 18.20 – Casa Sanna, Documentario sardo: Francesca Lixi presenta il suo L’UOMO CON LA LANTERNA (documentario di creazione – 2018 – 70’)

20.05 – Casa Sanna, Documentario cileno: OBRERAS SALIENDO DE LA FÁBRICA (drammatico – 2005 – 21’) di Jose Luis Torres Leiva

20.30 – Casa Sanna Presentazione di “Il bosco delle trasparenze”, installazione artistica con poesie di Giovanni Bernuzzi tratte dalla raccolta Trasparenze (Happy Hour Edizioni). Letture interpretate da Isella Orchis; presenta Bianca Laura Petretto. Gli spettatori sono guidati attraverso “Il bosco delle trasparenze” dall’attrice Isella Orchis con alcune letture interpretate delle poesie.

Videoarte: WORDS RESOUND di Bianca Laura Petretto. Seguirà degustazione di prodotti locali 21,30 – Casa Sanna Personale Orlando Lübbert: TAXI PARA TRES (drammatico/azione – 2001 – 90’) a seguire chiacchierata con l’autore.

Sabato 9 Marzo

09,00 > 13,00 Visita degli ospiti al territorio di Solarussa

11.00 – Casa Sanna, Omaggio a Ermanno Olmi: proiezione del film IL POSTO (drammatico – 1961 – 93’).

16.00 – Casa Sanna, Documentario cileno: NOSTALGIA DE LA LUZ (documentario – 2010 – 90’) di Patricio Guzmán.

17.30 – Casa Sanna, Finestra corto sardo: incontro con Francesco Pirisi e il suo WARLORDS (drammatico – 2018 – 3’).

17.45 – Casa Sanna Finestra corto sardo: incontro con Massimo Loi e il suo JE NE VEUX PAS MOURIR (drammatico/fiction – 2018 – 8’) di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti.

18.15 – Casa Sanna, Personale Orlando Lübbert: CIRQO (drammatico – 2013 – 100’) di Orlando Lübbert e chiacchierata con l’autore.

20.30 – Casa Sanna, Degustazione prodotti locali

21.00 – Casa Sanna, Marco Antonio Pani presenta OVUNQUE PROTEGGIMI (drammatico – 2018 – 94’) di Bonifacio Angius. Proiezione del film e incontro con Bonifacio Angius, Antonio Angius, Alessandro Gazale e Francesca Niedda

Domenica 10 Marzo

11.00 – Casa Sanna, Incontro “Percorsi formativi col cinema nelle scuole dell’obbligo” introduce Enrico Pitzianti (regista e formatore), conduce Andrea Mura (videomaker e formatore). Con Matteo Incollu (regista e formatore), Alessandra Patti (dirigente scolastica), Alessandra Piras (insegnante), Ottavia Pietropoli (Coop. Museo del mare Sant’Antioco), José María González (regista e formatore), Orlando Lübbert (regista e formatore), Alessandra Sento (direttrice Società Umanitaria, Cineteca Sarda), Sergio Scavio (regista e organizzatore culturale), Nevina Satta (direttrice Fondazione Sardegna Film Commission).

Durante gli interventi i relatori proietteranno degli estratti video di laboratori svolti nelle scuole.

In chiusura proiezione dei corti: ALLA RICERCA DI MADRE NATURA (animazione – 2018 – 4’) della classe 5^D – Scuola Primaria dell’I.C. “Gramsci-Rodari”, vincitore Cinemambiente di Torino 2018; ABOUT THE SEA (animazione – 2018 – 4’) esito della residenza artistica per ragazzi “Cosa ci porta il mare” progetto del Muma/Museo del Mare, Marco Antonio Pani e Michela Anedda COINS (commedia/fiction – 2017 – 17’) di Matteo Incollu; LA NOTTE DI CESARE (commedia – 2018 – 20’) di Sergio Scavio.

Al termine pranzo/buffet per gli ospiti e per il pubblico.

15.30 – Casa Sanna, Cinema per i più piccoli – “Libertà e avventura”: SELKIRK, EL VERDADERO ROBINSON CRUSOE (animazione – 2012 – 80’) di Walter Tournier

16.50 – Casa Sanna Finestra sul cinema sardo: “CINE YAGOUA” progetto cine solidale di Andrea Mura e Chiara Andrich: UNE DIMANCHE AU VILLAGE (documentario – 2018 – 20’) di Zamandje Roger, Haranga Laurent, Soupoursou Dieudonne FATI (documentario – 2017 – 11’) di Hamaita Soumai Celestine

17.30 – Casa Sanna, Marco Antonio Pani presenta José María González e il suo DARÍO EN TOMA (documentario – 2013 – 70’)

19.00 – Casa Sanna, Incontro con Aldo Brigaglia dal titolo “INTILLIMANIA, Cile-Sardegna andata e ritorno”. Introduce Nello Rubattu. A seguire – Cinema Cileno: MACHUCA (drammatico – 2004 – 120’) di Andrés Wood

Alghero – lunedì 11 Marzo

10.00 e 11.30 – Lo Teatrí, i ragazzi delle scuole di Alghero scoprono il cinema a Lo Teatri. Proiezione del cortometraggio LA LIBERTÀ spot del TDCFF. Proiezione di CIEN NIÑOS ESPERANDO UN TREN (documentario – 1988 – 58’) di Ignacio Aguero. L’attore Ignazio Chessa incontra il regista e docente di cinema cileno Orlando Lübbert. Una collaborazione Società Umanitaria di Alghero, Lo Teatrí e “terre di confine filmfestival”.

Sassari – lunedì 11 Marzo

16.00 – Accademia di Belle Arti Proiezione del cortometraggio LA LIBERTÀ spot del TDCFF realizzato con gli allievi del laboratorio di cinematografia organizzato dal festival ad Asuni/Solarussa Proiezione del film TAXI PARA TRES (drammatico/azione – 2001 – 90’) di Orlando Lübbert e chiacchierata con l’autore. Invito agli studenti a partecipare alla proiezione della sera di CIRQO di Orlando Lübbert

20,30 – Cinema Cityplex Moderno Proiezione del cortometraggio LA LIBERTÀ spot del TDCFF. A seguire proiezione del film CIRQO (drammatico – 2013 – 100’) di Orlando Lübbert e chiacchierata con l’autore La Libertà: Cile – Sardegna Andata e Ritorno.

Asuni 13, 14 e 15 marzo

Venerdì 15 marzo

10.00 – Istituto comprensivo Laboratorio “Liberi tutti!” a cura di OSVIC

11.30 – Casa Porcu Cau, Inaugurazione della mostra dell’artista cileno Alejandro Robles dal titolo “Sentieri da Minotauri” a cura di Bianca Petretto. A seguire presentazione di Aínas, rivista internazionale di arte e cultura

16.00 – Museo dell’Emigrazione, Proiezione del cortometraggio LA LIBERTÀ spot del TDCFF. A seguire presentazione Festival, del direttore artistico Marco Antonio Pani, del regista e collaboratore alla direzione artistica Enrico Pitzianti, dei collaboratori del festival e degli ospiti cileni José María González, Francisco Hervé, registi e ospiti del festival.

16.20 – Museo dell’Emigrazione, cerimonia di gemellaggio del terre di confine filmfestival con il Festival de Cine de Santa Fe de Antioquia, Colombia, col suo direttore artistico Alejandro Alzate Giraldo.

16.40 – Museo dell’Emigrazione, Incontri col cinema sardo: Paolo Carboni e Carmina Conte presentano il loro LE SPOSE DEL GRAND HORNU (documentario – 2017 – 50’)

17.40 – Museo dell’Emigrazione, Personale di Maite Alverdi: LOS NIÑOS (documentario – 2017 – 82’)

19,10 – Museo dell’Emigrazione, spettacolo-concerto “Difesa di Violeta Parra” di e con Claudia Crabuzza e Francesca Ventriglia

20.30 – Museo dell’Emigrazione, Presentazione della mostra di pittura “EXODUS.4” dell’attrice e pittrice Lea Gramsdorff. A seguire degustazione di prodotti locali.

21.30 – Museo dell’Emigrazione, Nuovo cinema cileno: UNA MUJER FANTÁSTICA (drammatico – 2017 – 104’) di Sebastian Lelio.

Sabato 16 Marzo

09.00 > 13.00 Visita degli ospiti al territorio di Asuni

11.30 – Casa Porcu Cau, Nuovo cinema cileno: NO – I GIORNI DELL’ARCOBALENO (drammatico, storico – 2012 – 118’) di Pablo Larraín.

16.00 – Casa Porcu Cau, Finestra su cinema sardo: incontro con Mario Piredda e il suo NINA (drammatico – 2017 – 11’)

16.30 – Casa Porcu Cau, Finestra sul cinema sardo: incontro con Nicola Contini e il suo ASI STANALA SIENA/BUONGIORNO RESTELICA (documentario – 2016 – 16’)

17.00 – Casa Porcu Cau, Nuovo documentario cileno: Francisco Hervé presenta il suo LA CIUDAD PERDIDA (documentario – 2016 – 77’). A seguire chiacchierata con l’autore.

18.50 – Museo dell’Emigrazione, presentazione e proiezione del film SANTIAGO, ITALIA (documentario – 2018 – 80’) di Nanni Moretti saranno presenti Antonio Arévalo, curatore d’arte contemporanea, poeta, già addetto culturale del Cile in Italia, Enrico Pitzianti, regista, Marco Antonio Pani, direttore artistico del festival

20.30 – Museo dell’Emigrazione, presentazione del libro “Terre di nessuno” di Antonio Arévalo. Conduce Roberto Cossu, direttore della rivista AÍNAS

21.20 – Bar Secci, Incontro con l’associazione Chilenos de Sardigna. Festa-concerto, a cura dell’associazione, del complesso di musica andina “Grupo Nazka” con buffet degustazione

Domenica 17 marzo

11.00 – Casa Porcu Cau, Omaggio a Ermanno Olmi: proiezione del film IL VILLAGGIO DI CARTONE (drammatico – 2011 – 80’)

12.45 – Central Bar, Aperitivo cinematografico “Finzione e documentario: un addio ai confini”, incontro con José María González e Francisco Hervé

15.00 – Museo dell’Emigrazione, Cinema per i più piccoli – “Libertà e avventura”: UN CABALLO LLAMADO ELEFANTE (avventura – 2015 – 80’) di Andrés Weissbluth

16.30 – Museo dell’Emigrazione, Incontro col cinema sardo: Sergio Naitza e Luca Melis (produttore) presentano DALLA QUERCIA ALLA PALMA. I 40 ANNI DI PADRE PADRONE (documentario – 2017 – 94’) di Sergio Naitza

19,30 – Museo dell’Emigrazione, Incontro con la Cineteca Sarda (Paolo Serra, Alessandra Sento, Antonello Zanda) – cinema e conservazione: gli archivi, il cinema di famiglia, il riutilizzo e la divulgazione

20.00 – Museo dell’Emigrazione, Chiusura del festival con il film di montaggio musicale ÌSURA DA FILMÁ (documentario – 2014 – 50’) di Marco Antonio Pani, immagini inedite di Fiorenzo Serra, musiche originali di Paolo Fresu, prodotto e presentato dalla Cineteca Sarda.




Cagliari, sabato alla Cineteca sarda l’Anteprima del “terre di confine filmfestival”

CAGLIARI. Sabato 2 marzo la Cineteca sarda di Viale Trieste ospiterà la speciale Anteprima del “terre di confine filmfestival” – XII edizione, un appuntamento piuttosto importante perché oltre alla visione in prima assoluta del nuovo spot del tdcf 2019, sarà il momento della presentazione dell’intero calendario della kermesse, che quest’anno gode del sostegno delle legge regionale sul cinema. Nondimeno si darà un breve assaggio del festival con le proiezioni di due opere dei registi cileni Maite Alberdi (alle 11) e Pablo Larraín (alle 19).

Il programma dettagliato sarà illustrato alle 10.30 nel corso della conferenza stampa, alla quale prenderanno parte il regista Marco Antonio Pani in qualità di direttore artistico e Antonello Zanda in rappresentanza della Società umanitaria Cineteca sarda, partner dell’iniziativa assieme alla Sardegna Film Commission.

Per i comuni di Solarussa e Asuni, che ospiteranno la manifestazione nelle prossime settimane, interverranno i rispettivi sindaci Mario Tendas e Gionata Petza, mentre per l’associazione Su Disterru, che organizza l’evento, parlerà il presidente Sandro Sarai.

Subito dopo sarà proiettato lo spot documentario, dal titolo “La Libertà”, ideato da Marco Antonio Pani, realizzato con Paolo Carboni alle riprese e con gli allievi del laboratorio di cinematografia organizzato dal festival ad Asuni e Solarussa.

Alle 11 sarà proiettato il film “Yo no soy de aquì” (2016 – 26’) di Maite Alberdi, regista nata a Santiago del Cile nel 1983, produttrice, documentarista, sceneggiatrice e critico cinematografico. Il suo stile è legato alla narrazione di storie di vita quotidiana di piccole realtà, per focalizzare l’attenzione su tematiche quali la disabilità e l’emarginazione. L’opera è stata insignita nel 2016 del Budapest International Documentary Festival e nel 2017 del Go Short International Short Film Festival Nijmegen e del Ljubljana International Film Festival. Il tdcf il 15 marzo proporrà un suo secondo lavoro, “Los Niños”, ad Asuni.

L’anteprima cagliaritana prosegue in serata, alle 19.30 con la proiezione di “El club” (2015 – 98’) di Pablo Larraìn, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico 43enne di Santiago, vincitore di numerosi premi nel corso della sua carriera. L’opera in programma ha ricevuto il Gran premio della giuria al Festival internazionale del cinema di Berlino 2015 e una candidatura ai Golden Globes. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.




MEA di Asuni: dalla collettiva Dimore l’appello per un nuovo manifesto dei giovani artisti sardi

L’inaugurazione della collettiva “Dimore”, che accoglie opere di autori emigrati a Milano, testimonia la vitalità e la freschezza dello stato dell’arte nell’isola. Il messaggio di unità prende spunto da esempi virtuosi del passato come il Gruppo Transazionale e il Gruppo Iniziativa

ASUNI. Dal Museo dell’Emigrazione di Asuni arriva un appello ai giovani artisti sardi per costituire un nuovo movimento, un manifesto capace di rappresentare in modo significativo le più fresche generazioni di autori. Si darebbe così vita a un circuito virtuoso dal quale trarrebbe giovamento tutta la Sardegna artistica.

Il messaggio è stato lanciato nel weekend al MEA durante l’inaugurazione della collettiva “Dimore”, che accoglie le opere di nove artisti sardi emergenti, tutti emigrati a Milano per inseguire i propri sogni. Sono Silvia Argiolas, Irene Balia, Nicola Caredda, Roberto Fanari, Silvia Idili, Claudia Matta, Silvia Mei, Paolo Pibi e Giuliano Sale.

«Questo gruppo di ragazzi è esempio di come la storia dell’arte in Sardegna non sia stagnante ma goda di grande vitalità e di nuova forza espressiva – ha spiegato Antonello Carboni, curatore dell’esposizione assieme a Silvia Oppo –. Sarebbe bello vederli riuniti in un movimento come è avvenuto in passato per il Gruppo Transazionale rappresentato da personaggi come Casula, Leinardi, Ugo e Utzeri, o per il Gruppo di Iniziativa che faceva riferimento a Pantoli e Staccioli. Ne godrebbe non solo ognuno di loro individualmente, ma tutto l’universo dell’arte isolana, oggi più che mai lanciata oltre i confini del mare».

Nel corso della serata è stato presentato il libretto “Dimore”, che contiene le biografie di tutti i protagonisti. La mostra sarà fruibile al pubblico fino al 10 marzo a ingresso libero, dal venerdì al sabato, con orari di apertura che vanno dalle 16 alle 19.

«Con l’inaugurazione di questa collettiva – ha commentato il sindaco di Asuni, Gionata Petza –  vogliamo dare prova del fatto che l’emigrazione può avere anche lati positivi, di crescita e di confronto, offrendo la possibilità di coronare i sogni e le ambizioni, come testimoniano i protagonisti della mostra».

La domanda è: quale valore aggiunto può offrire una città come Milano a un artista sardo emergente? La risposta arriva da Silvia Mei, 35enne cagliaritana laureata all’Accademia di Belle Arti di Sassari e specializzata all’Accademia di Brera, che al MEA ha rappresentato tutti i colleghi della collettiva: «Nel capoluogo lombardo il mondo dell’arte contemporanea è più vivace rispetto ad altre regioni. È un po’ una capitale artistica – ha spiegato Silvia – si vive una dimensione internazionale e si trovano tantissimi contatti con collezionisti, galleristi, curatori e rappresentanti di fondazioni. Emigrare a Milano per emergere è praticamente fondamentale. Ma sono felicissima di esporre ad Asuni, perché penso che la nostra terra debba essere la prima a sostenerci e a promuoverci».

“Dimore” è il primo tassello di una serie di eventi che, grazie al finanziamento della Regione e all’impegno dell’Amministrazione comunale, nei mesi a venire permetterà di dare un ulteriore input alle attività del MEA, una realtà attiva ormai da dodici anni nel piccolo centro della Marmilla, esempio per i piccoli borghi in via di spopolamento affinché riescano ad utilizzare l’arte come veicolo di promozione.

 




Da Milano ad Asuni per la collettiva “Dimore”: nove artisti sardi espongono al MEA

ASUNI. Sono emigrati nel capoluogo lombardo per rincorrere i propri sogni d’artista.  Ora dalle prestigiose gallerie milanesi riportano nel cuore dell’isola una speciale collettiva che racchiude tutta l’intensità e la forza espressiva delle loro opere.

Nove giovani talenti sardi sono i protagonisti di “Dimore”, l’esposizione che sarà inaugurata il 16 febbraio al MEA di Asuni, alle 18, come primo tassello di un più ampio progetto finanziato dall’assessorato regionale alla Cultura nella “Rete dell’emigrazione sarda”.

Oltre a un profondo talento, tutti gli autori hanno in comune una significativa esperienza di lavoro a Milano, la nuova città che li ha accolti e gli ha permesso di emergere nel mercato e nel mondo dell’arte contemporanea. I loro nomi sono Silvia Argiolas, Irene Balia, Nicola Caredda, Roberto Fanari, Silvia Idili, Claudia Matta, Silvia Mei, Paolo Pibi e Giuliano Sale.

È la loro condizione di nomadismo artistico a ispirare la nuova avventura culturale nel piccolo centro dell’Oristanese: una condizione che li vede avvolti nei panni di contemporanei “clerici vagantes”, capaci di materializzare in sorprendenti esiti figurativi la visione e l’intimità di un pensiero libero.

“Con veglia d’armi” di Nicola Caredda

“Lo spettatore potrà accedere a questo universo enigmatico, sospeso tra realtà e sogno, attraverso nove “Dimore” artistiche – spiega Antonello Carboni, curatore dell’esposizione assieme a Silvia Oppo – nove angolazioni la cui sommatoria restituisce al nostro occhio molto più dell’intero”. L’ingresso è gratuito. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno il sindaco di Asuni, Gionata Petza, i curatori della mostra e una rappresentanza degli stessi autori.

“Dimore” diviene così il punto di partenza di un vasto progetto che nei prossimi mesi, grazie all’impegno assunto dal Comune di Asuni, porterà al Museo dell’Emigrazione straordinarie occasioni di conoscenza, confronto e condivisione sul tema, mettendo in campo importanti mostre e installazioni, attività artistiche, laboratori ed escursioni nel campo della letteratura con presentazioni di autori e delle loro opere più significative.

“Fake golden circle” di Paolo Pibi

“Questo è un ulteriore tassello che si aggiunge alle attività del museo venuto alla luce tre legislature fa – afferma il primo cittadino Petza –. La nostra Amministrazione ci sta credendo profondamente, dando continuità a un tema che oggigiorno mostra tutta la sua drammatica attualità”.

Il MEA entra così nel vivo dei propositi assunti fin dalla sua nascita, nel 2007, quando i fondatori ebbero l’intuizione di andare oltre la sterile prospettiva di un concetto di emigrazione limitato all’enfasi di sofferenze e nostalgie: fu individuato invece un punto di vista positivo, generatore di innovazione e di crescita in riferimento alle reti sociali a lunga distanza che l’emigrazione stessa permette di sviluppare.

“Visionaria” di Silvia Idili




Sabato l’Is.Be presenta “Bono e il suo territorio”

 Il libro è il frutto del lavoro di numerosi esperti coordinati da Michele Pinna: primo volume della collana Edes “L’identità dei luoghi e delle cose” curata dall’Istituto Camillo Bellieni

BONO. Sabato 2 febbraio alle 18, nell’Aula consiliare del capoluogo del Goceano, l’Istituto Camillo Bellieni di Sassari presenta il libro “Bono e il suo territorio”, primo volume della collana “L’identità dei luoghi e delle cose”, edita dalla Edes grazie al contributo dell’assessorato regionale alla Cultura.

L’iniziativa, patrocinata dal Comune di Bono, sarà coordinata dalla presidente Is.Be Maria Doloretta Lai, che lascerà spazio agli interventi del sindaco Elio Mulas per i saluti istituzionali e ai numerosi autori del volume per illustrare nel dettaglio i contenuti dell’opera.

All’interno del libro trovano spazio aspetti importanti sulle tradizioni popolari e sulla storia civile della comunità, indagati a fondo dagli esperti che hanno lavorato alla pubblicazione sotto il coordinamento di Michele Pinna, direttore scientifico Is.Be, che proprio di Bono è originario.

I capitoli accolgono i contributi di Giuseppina Marras sul patrimonio archeologico, di Gesuino Saba sulle chiese campestri, di Anna Nudda sul patrimonio zootecnico, di Salvatore Madrau sulle caratteristiche del suolo e di Giovanni Mario Demartis sull’abbigliamento popolare, mentre alcuni saggi sulle tradizioni popolari e su alcune figure di spicco (tra idee politiche e cultura) come Giovanni Maria Angioy e il poeta Pietrino Marras, sono stati scritti dallo stesso Michele Pinna.

I testi presentano un’impronta squisitamente divulgativa, per consentire una lettura e una comprensione agevole anche a un pubblico non specialistico, senza per questo trascurare il rigore metodologico, bibliografico e documentale della ricerca storica. Nel corso della serata, la lettura di alcuni brani sarà affidata a Salvatore Caboni della “Compagnia teatrale di Bono e del Goceano”.

La presentazione del volume è anche il primo evento pubblico organizzato dallo sportello linguistico sovra-comunale, attivo dal 24 gennaio per coprire i comuni di Bono (capofila), Anela, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Nughedu e Tula. Le attività di sportello, curate dagli operatori Salvatore Canu e Pasquella Errica con la supervisione dell’Is.Be, nelle prossime settimane coinvolgeranno diverse scuole e biblioteche del territorio.




Luciano Garofano a Sassari: “Così si combatte la violenza domestica”

Grande partecipazione alla Caserma La Marmora per l’incontro sulle “Relazioni violente” organizzato dall’associazione culturale Ammentu. Tra i relatori anche il procuratore Paolo De Angelis, la psichiatra Alessandra Nivoli e il penalista Gabriele Satta

SASSARI. “Per abbattere il fenomeno della violenza domestica occorre fare prevenzione puntando su una maggiore specializzazione e un miglior coordinamento di tutti gli operatori. Se continuerà ad essere affrontato a macchia di leopardo ci si dovrà confrontare ancora con tantissime vittime”. Ne è convinto l’ex comandate dei RIS di Parma Luciano Garofano, a Sassari per il convegno “Relazioni violente e vittime in ambito domestico” organizzato dall’associazione culturale Ammentu alla Caserma La Marmora, accogliendo relatori di altissimo profilo.

Dopo i saluti istituzionali del colonnello Giuseppe Levato in rappresentanza della Brigata Sassari e dell’avvocato Marco Palmieri in qualità di presidente della Camera penale “Enzo Tortora”, a introdurre i lavori è stato l’avvocato Roberto Vannini.  Disarmanti i dati presentati dal generale Garofano di fronte a un pubblico numeroso e attonito.

Il numero dei femminicidi negli ultimi anni è rimasto pressoché invariato, ma le cifre presentano tutta la loro drammaticità in rapporto al costante decremento degli omicidi e dei reati in generale. Questo significa che non si riesce ad arginare il fenomeno, che colpisce trasversalmente tutti i ceti sociali. “Si sta abbassando inoltre l’età delle vittime”, ha specificato Garofano, che ha menzionato i casi emblematici delle giovanissime Noemi e Desirée. La Sardegna si colloca al decimo posto tra le regioni italiane più colpite nel 2017.

Secondo l’ex generale dei Carabinieri, ora volto noto di Quarto Grado, la normativa sul femminicidio introdotta nel 2013 ha prodotto solo una leggera efficacia: sono aumentate le denunce e gli arresti e c’è stato un seppur minimo calo delle vittime. Ma la legge da sola non basta: sette donne assassinate su dieci avevano già presentato almeno una denuncia o chiamato il 118. “Occorre fare prevenzione – ha specificato l’esperto –, da un lato attraverso l’educazione, in cui hanno un ruolo fondamentale la famiglia e la scuola; dall’altro puntando su una maggiore specializzazione, anche esclusiva, del personale destinato alle indagini sulle violenze, e costituendo una rete di coordinamento tra operatori, personale sanitario, investigatori e magistrati”. Non si può scollegare da questi episodi il disagio giovanile, anch’esso in sensibile aumento, che talvolta si concretizza attraverso atti di cyberbullismo.

Tra i limiti della legislazione, ampiamente tracciati dal penalista sassarese Gabriele Satta, compare la mancanza di un disegno organico, dal momento che gli interventi normativi sono spesso mossi dalla forza del sentimento collettivo per situazioni emergenziali. Rilevanti in negativo sono le lungaggini processuali, che rischiano di vanificare gli strumenti di tutela delle vittime. Queste ultime, secondo il parere del legale, dovrebbero poter cristallizzare nell’immediato, davanti al giudice, la propria versione dei fatti, mediante l’incidente probatorio: “Più si accoglie in tempi stretti la versione della vittima, più la si tutela, e si tutela anche la genuinità dell’intero processo”.

Ma in quali contesti nascono questi casi di violenza? Come ha spiegato la docente di psichiatria Alessandra Nìvoli, le cause sono molteplici, sono tanti i fattori che possono portare allo sfociare di comportamenti aggressivi: “Ciò che vediamo è solo la punta di un enorme iceberg, e la parte più sommersa rappresenta tutta la violenza psicologica a cui non sappiamo dare un nome, quella meno evidente ma più sottile e subdola, spesso non riconoscibile, che può arrivare sino all’istigazione all’autodistruzione, alla manipolazione perversa e all’annientamento psicologico del familiare”. Nelle parole della docente, l’unico modo per riconoscerla è quello di parlarne, per questo gli incontri sul tema sono di fondamentale importanza.

Ma se c’è ancora tanto da fare, il cammino tracciato sembra essere quello giusto. Il procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Cagliari, Paolo De Angelis, ha ricordato come solo trent’anni fa la rete sociale arretrasse di fronte a questo tipo di problemi. Allora l’argomento non interessava a nessuno, non richiamava nessuna inchiesta, evento, convegno, mentre oggi è oggetto di studio, analisi, riflessione e formazione. La differenza sta nella percezione del fenomeno e nell’evoluzione culturale che, pur non essendo ancora completata, permette oggi di avere una sensibilità sociale fortissima contro la violenza domestica e contro la violenza di genere: “Quindi si deve intervenire con la repressione da un lato e con la prevenzione dall’altro, sviluppando maggiore consapevolezza e creando un sistema di rete che ben funziona quando tutti gli elementi collaborano”.

 




Sassari, “Relazioni violente e vittime in ambito domestico”: se ne parla giovedì alla Caserma La Marmora con Luciano Garofano, Paolo De Angelis, Gabriele Satta e Alessandra Nivoli

SASSARI. Specialisti di altissimo profilo a confronto a Sassari sul drammatico e attualissimo fenomeno delle “Relazioni violente e vittime in ambito domestico”. Giovedì 17 gennaio, alle 16, nella Sala conferenze della Caserma La Marmora, in Piazza Castello 9, a confrontarsi sul tema saranno il generale dei Carabinieri (in congedo) Luciano Garofano, volto noto di Quarto Grado ed ex comandante dei RIS di Parma, il Procuratore aggiunto della Repubblica del Tribunale di Cagliari, Paolo De Angelis, il penalista Gabriele Satta del Foro turritano e Alessandra Nivoli, docente associata di Psichiatria dell’Università di Sassari.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione Culturale Ammentu che, come ha sottolineato la presidente Mariella Usai, prosegue nell’intento di approfondire tematiche di forte interesse sociale, in particolare seguendo il percorso tracciato nel 2017 con un partecipato convegno sulla violenza di genere.

L’incontro sarà introdotto e moderato dall’avvocato Roberto Vannini, segretario dell’associazione, mentre per i saluti istituzionali interverranno il presidente dell’Ordine forense di Sassari, Mariano Mameli, e il presidente della Camera penale “Enzo Tortora”, Marco Palmieri. L’evento è ad accesso limitato ed è valevole per i crediti formativi dell’Ordine forense.

Molto attesa è la partecipazione di Luciano Garofano, ospite fisso nella nota trasmissione di Rete4 , che presenterà un intervento sui “Labirinti del male” (titolo del suo ultimo libro), concentrandosi in particolare sul più recente caso di femminicidio avvenuto in Sardegna, paradigmatico dei limiti della prevenzione e di come sia possibile perdersi anche nei labirinti della burocrazia.

“Anche se esiste una legge sul femminicidio le cose non sono cambiate, il numero delle vittime è rimasto inalterato e la giustizia a tarda a essere esercitata – ha spiegato l’ex comandante dei RIS –. C’è necessità di prevenzione, che ritengo l’aspetto più importante per combattere il fenomeno. Fare prevenzione significa sensibilizzare e sostenere le vittime e convincerle a denunciare il prima possibile, ma non serve a nulla se poi l’azione repressiva non funziona”. Durante la carriera ai vertici del Reparto investigativo dell’Arma, Garofano si è occupato di casi eclatanti come la strage di Capaci, la strage di Erba, il caso di Cogne e del serial killer Donato Bilancia.

A concentrarsi sugli aspetti giuridici e sull’incidenza del fenomeno in Sardegna sarà in particolare il procuratore De Angelis, mentre l’avvocato Satta inquadrerà la prospettiva della tutela giuridica delle vittime elaborando alcune riflessioni sull’adeguatezza dell’attuale normativa.

La violenza e l’aggressività tuttavia non nascono necessariamente da una malattia mentale, ma da una serie di concause come predisposizione biologica, educazione, fattori ambientali, abuso di alcol o di altre sostanze. Aspetti che saranno approfonditi dalla psichiatra Alessandra Nivoli.




Sassari, il 4 gennaio in Piazza Fiume nuova edizione delle “Passeggiate di Enrico Costa”

SASSARI. Dopo il successo dell’edizione di fine anno, a grande richiesta venerdì 4 gennaio alle 16.30 in Piazza Fiume ritornano le “Passeggiate di Enrico Costa”, il viaggio emozionale promosso dal Circolo Culturale Aristeo per riscoprire i momenti più suggestivi e coinvolgenti della vita di uno tra i più importanti intellettuali sassaresi, e far rivivere al contempo le atmosfere d’epoca che caratterizzarono la città a cavallo tra i due secoli.

A vestire i panni di un affabile viaggiatore di fine ‘Ottocento sarà ancora un volta l’attore Daniele Monachella, le cui narrazioni saranno affiancate dalle fascinose comparse abbigliate nei costumi liberty dell’associazione Itinerari nel tempo che, grazie allo studio accurato del vestiario, si impegneranno a far rivivere lo spirito fedele della rievocazione.

La partenza è prevista da via Cavour, a pochi passi dall’edificio in cui dimorò Costa durante l’ultimo periodo della sua vita. La formula è quella di un itinerario caratterizzato dall’impiego integrato di moduli pseudoteatrali, animazioni musicali e letterarie, con il fine ultimo di promuovere e favorire una percezione distinta e più consapevole dell’identità storica e civica.

Il viaggio si concluderà negli spazi della Biblioteca Universitaria, dove fino al 16 gennaio è allestita la mostra “Una piazza per Enrico”, un ricco percorso espositivo, archivistico e bibliografico, fatto di preziosi testi autografi, opere letterarie, oggetti, album fotografici e testimonianze dirette e cimeli personali del Costa.

Le due iniziative intendono accompagnare verso i 110 anni dalla morte dello scrittore, quando si darà più ampio risalto alla vasta eredità di scritti inediti. Per informazioni contattare il 3397760176.




Fascinazione a Sassari per l’omaggio di fine anno a Enrico Costa: pubblico stregato dalla mostra e dalle passeggiate

La città risponde con entusiasmo alle iniziative messe in campo da Aristeo per ricordare il “cantore di Sassari” a pochi giorni dall’inaugurazione del monumento in Piazza Fiume.

L’esposizione in Biblioteca universitaria resterà aperta fino al 16 gennaio.

Con le Passeggiate si replica il 4 gennaio

SASSARI. Interesse, gradimento e forte presenza di pubblico non potevano suggellare con maggior entusiasmo la nuova edizione delle “Passeggiate di Enrico Costa”, che il 28 dicembre hanno richiamato in Piazza Fiume un gran numero di curiosi nonostante le altalenanti sferzate di pioggia. L’evento organizzato dal Circolo Aristeo è stato occasione per inaugurare la straordinaria esposizione “Una Piazza per Enrico” nelle sale della Biblioteca universitaria: fino al 16 gennaio sono in mostra rarità inedite, testi autografi e pezzi unici di inestimabile valore facenti parte fondo autografo del “cantore di Sassari”.

Sotto la guida dell’attore Daniele Monachella nei panni di un elegante viaggiatore in abiti d’epoca con tanto di cilindro per cappello, la manifestazione ha preso il via lungo “le appendici di Sassari”, a pochi passi dall’ultima dimora del Costa ubicata in via Cavour, “in faccia all’ospedale e le carceri nuove a mano manca”.

A dare un tocco di magia ottocentesca all’atmosfera sono stati i figuranti in costume delle associazioni Vittoriani itineranti e Itinerari nel tempo, a rievocare il quadretto familiare della scena del tè nel giardino di casa Costa, così come ritratta nell’ormai celebre scatto del figlio fotografo Guido Costa. Cornice suggestiva delle narrazioni di Monachella, le comparse hanno simulato in piazza l’ora del tè, per poi trasferirsi accanto al monumento inaugurato nei giorni scorsi, accompagnati dalle note del “David Rizio”, l’opera lirica di cui Costa aveva curato il libretto per le musiche del maestro Luigi Canepa, suo cugino.

  

Tra i momenti più toccanti c’è stato il ricordo dell’arrivo a Sassari del poeta, ancora ragazzino, “con un fagotto di panni in una sera livida”, per recarsi da solo a casa del nonno dopo aver affrontato trentasei ore di viaggio in diligenza. Poi la descrizione delle “immagini corrosive” degli anni della “còllara” (il colera), in cui si scorgevano già le doti di un giovane narratore dotato di fervida passione per la storia e la scrittura, che sarebbe divenuto emblema di un raro spirito di senso civico.

Le “Passeggiate” sono infine confluite all’interno della Biblioteca universitaria, conducendo i presenti verso l’allestimento curato dal Circolo culturale Aristeo d’intesa e in collaborazione con la Biblioteca Universitaria. Il percorso espositivo si dispiega tematicamente lungo il filo del microcosmo familiare e del percorso di vita e morte di Costa (affettuosamente custoditi dalla figlia Maria, che detenne in gran parte l’eredità paterna), e del grande archivio letterario, giunto quasi integro sino ai giorni nostri: dalle note autobiografiche agli studi preparatori, al piano editoriale del “Sassari”, ai progetti in embrione. In evidenza l’Album di costumi sardi, con dedica dei figli dell’editore Dessì, l’originale dell’“Album delle Ore d’ozio”, che dà spazio alle più grandi passioni dell’autore, come l’arte, il disegno e la musica. E ancora, gli album fotografici, i disegni dei giudici turritani, il carteggio con la casa reale, il lavoro in fieri poi confluito nell’Archivio pittorico cittadino, l’adattamento teatrale della “Bella di Cabras”, e tanto altro. Non ultimi, i cimeli personali, tra i quali il cappello immortalato in una celebre foto di famiglia e l’immancabile bastone con pomo d’avorio.

 

Notevole soddisfazione è stata espressa dalla direttrice della Biblioteca, Viviana Tarasconi: «Finalmente, grazie a questa mostra riusciamo a presentare al pubblico l’archivio letterario acquisito dalla Biblioteca nel 2013. E non poteva esserci un’occasione migliore per ricordare questo grande personaggio».

«La mostra riannoda quindi i fili con il grande allestimento del 2009, ospitato allora presso l’Archivio storico comunale – ha specificato Simonetta Castia di Aristeo –. Il doppio appuntamento ha l’obiettivo di condurre il pubblico verso le celebrazioni del 2019, nella ricorrenza dei 110 anni dalla morte dello scrittore, quando sarà dato ampio risalto alla vasta eredità di scritti inediti, attraverso un’intera giornata di studi, un’esposizione delocalizzata in vari spazi della città (a partire dalla Biblioteca universitaria), manifestazioni artistiche e la presentazione di una nuova parte di testi autografi». A grande richiesta, le “Passeggiate di Enrico Costa” andranno in replica il 4 gennaio alle 16.30, sempre a partire da piazza Fiume.