Antonio Me racconta il “Tundu” di Ploaghe

Tutti i segreti dietro al “Miglior pane da mensa della Sardegna”

PLOAGHE. Crosta scura e croccante, mollica soffice e compatta, forma tondeggiante e profumo intenso, ha trionfato nei giorni scorsi al concorsoPani di Sardegna 2025” ad Alghero come il “Miglior pane da mensa” dell’isola: il “Tundu” di Ploaghe dell’azienda “Salude e Trigu” di Antonio Me è l’emblema di un’antica cultura contadina che si rinnova con metodi e tecniche moderne. Un vero gioiello agroalimentare logudorese che ha entusiasmato la giuria presieduta da Manolo Albano per le sue caratteristiche di consistente morbidezza, la giusta lavorazione del lievito madre e l’utilizzo di un’ottima semola di grano duro.

Figlio di agricoltori ma agronomo laureato, Antonio si è appassionato alla panificazione dopo aver visto alcune donne di Orgosolo preparare il carasau in casa. A rimboccarsi le maniche per “mettere le mani in pasta” ci ha messo un attimo. La vera scommessa è stata quella di riscoprire le tipicità del proprio territorio e far risorgere “Su Tundu” e “Sos paesanos”, prodotti tradizionali a mollica realizzati con lo stesso impasto ma in forme diverse, che a Ploaghe rischiavano di scomparire. E invece, nel 2025 “Su Tundu” ha primeggiato in modo lampante al concorso promosso dall’Accademia sarda del lievito madre presieduta da Antonio Farris.

Ma quali sono i segreti dietro a una panificazione di eccellenza? «Il premio è un riconoscimento al lievito madre, alla filiera del grano a chilometro zero e al benessere dei consumatori – ha affermato il produttore – e il segreto più importante sta proprio nella cura di tutta la filiera».

Antonio Me coltiva il suo grano nei campi di famiglia, producendo “trigu” della tipologia Marco Aurelio e in parte Nazareno. Cosciente che gli stessi grani assumono caratteristiche differenti a seconda del terreno in cui vengono seminati, ogni raccolto è selezionato per produrre diversi tipi di pane.

Antonio semina il grano, lo coccola, lo trebbia e infine produce le farine con la sua “macina a pietra” per ottenere semole di qualità, perché una bassa la temperatura di macinazione preserva le proprietà nutritive. Rispetto ad altre farine comuni presenti sul mercato, restano più integre le fibre, il germe di grano che ha alte proprietà antiossidanti, le vitamine del gruppo B e i minerali. La pasta è estremamente lavorabile e in grado di assorbire grandi quantità d’acqua, per sopportare medie e lunghe lievitazioni.

Niente lieviti industriali ma rigorosamente fermenti naturali, creati a partire dalla microflora (frutta di stagione) ottenuta da more, uva, mele, pere, susine che crescono nelle campagne ploaghesi. Gli accorgimenti dell’esperto sono fondamentali anche in questo contesto. Di stagione in stagione è opportuno modificare le percentuali di utilizzo, perché con il variare della temperatura muta anche la forza della fermentazione e, con essa, il gusto e la fragranza.

I tempi di lievitazione ruotano intorno alle sette, otto ore, senza considerare che l’impasto del lievito madre (venti per cento del totale), necessita di una pre-lievitazione di dodici ore, per un totale di circa venti. Il lievito madre di “Salude e Trigu” è attualmente stoccato nelle banche dati di Porto Conte Ricerche e del Dipartimento di Microbiologia dell’Università di Sassari.

La settimana di Me inizia con la lavorazione del carasau, prosegue con “Tundos” e “cotzula di erda”, altra specialità ploaghese, e va avanti ogni giorno con impacchettamento del pane grattugiato e delle farine macinate a pietra. Le sperimentazioni includono pasta, dolci tanto altro e, a breve, non è difficile immaginare nuove sorprese.

Pani di Sardegna ad Alghero” nasce da un idea di Tommaso Sussarello, è organizzato dall’associazione culturale Accademia Sarda del Lievito Madre APS-ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Alghero e della Fondazione Alghero, in collaborazione con il Distretto rurale di Alghero Olmedo, Porto Conte Ricerche, Parco Regionale di Porto Conte, e un importante numero di partner del settore ricettivo turistico.




“Voci di Natale” al Teatro Civico di Sassari, quando la lirica è per tutti

Dal 14 dicembre Ars Aurelia presenta tre concerti per le festività all’interno del calendario del “Natale a Sassari”. Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

SASSARI. La magia del canto lirico in tre concerti al Teatro Civico di Sassari per un’atmosfera di festa e d’incontro fra artisti internazionali e giovani talenti locali. Dal 14 dicembre prende il via “Voci di Natale”, la rassegna di concerti organizzata da “Ars Aurelia” per regalare alla città un momento di cultura musicale in cui la lirica sia davvero un bene comune.

Si parte domenica (14 dicembre) alle 19, con l’evento inaugurale del mezzosoprano Marta Pluda e del baritono William Hernandez, accompagnati al pianoforte da Daniela Gonzalez, per un programma festoso interamente dedicato all’atmosfera rossiniana.

«Grandi voci internazionali e giovani talenti si incontrano in un progetto che parla di identità, apertura e bellezza – ha affermato la direttrice artistica Irene Dore –, in un territorio come quello sassarese dove il livello culturale-musicale legato alla lirica è in costante crescita. La nostra attenzione è rivolta anche alla sostenibilità ambientale e alla riduzione dell’impatto antropico, in linea con una visione culturale contemporanea e responsabile».

Inserito nel programma ufficiale del “Natale a Sassari”, il progetto è patrocinato e sostenuto dall’assessorato alla Cultura del Comune di Sassari, dalla Regione Sardegna, dalla rete Thamus e dalla Fondazione di Sardegna. Tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

Il secondo appuntamento sarà il 27 dicembre alle 20, con una serata dedicata al belcanto donizettiano che vedrà protagonisti Nikoletta Hertsak e Matteo Torcaso, giovani interpreti di prestigio internazionale reduci dai successi del Donizetti Opera Festival di Bergamo. Con loro ci sarà il giovanissimo pianista sassarese Jakob Schroeder, mentre la serata sarà presentata dall’attore Simone Azzu.

La rassegna si concluderà il 3 gennaio, alle 20, con il recital del tenore Dave Monaco, tra le voci italiane più richieste del panorama lirico contemporaneo e uno dei più acclamati vincitori del Premio Operalia 2025. Monaco offrirà al pubblico uno dei suoi primi recital dopo la premiazione, accompagnato al pianoforte dal maestro Marco Schirru sotto la conduzione di Simone Azzu.

È possibile prenotare l’ingresso alle Messaggerie Sarde e nella sede de Le Ragazze Terribili, oppure online tramite Boxol. Nei giorni degli spettacoli la biglietteria del Teatro Civico sarà aperta dalle 18 alle 20. Per informazioni scrivere all’indirizzo [email protected].

Accanto alla rassegna sassarese, Ars Aurelia sarà presente anche ad Alghero in occasione del Cap D’Any 2025, all’interno della rassegna “Echi Armonici” organizzata dalla Fondazione Alghero in collaborazione con l’Associazione Contrapunctum ETS. Ad Alghero verranno proposti tre giorni di “lirica diffusa” nella Casa dei Liuti in Piazza Sventramento: il 13 dicembre con eventi alle 11.30 e alle 17, il 20 dicembre con appuntamenti alle 11.30 e alle 19, e il 21 dicembre nuovamente alle 11.30 e alle 17, offrendo alla città un percorso musicale immersivo e pensato per vivere la vocalità lirica in un contesto intimo e suggestivo.

Compito di Ars Aurelia in “Echi Armonici” sarà inoltre la realizzazione del Gala Lirico di Capodanno, che si terrà il 1 gennaio alle 20.30 al Teatro “Balletti” di Alghero, a ingresso gratuito. Il concerto vedrà la partecipazione del soprano Francesca Sassu, del tenore Valerio Borgioni e del pianista Riccardo Pinna.




“Casteddos e fortilesas” chiude giovedì con le fortificazioni della città di Sassari

Giovedì 11 dicembre su CatalanTV va in onda l’ultima puntata del programma condotto in lingua sarda da Salvatore Taras, che ha accompagnato i telespettatori alla scoperta dei principali castelli medievali dell’isola. Si andrà a esplorare le torri pisane e il suggestivo barbacane

SASSARI. Giovedì 11 dicembre alle 21.15 su CatalanTV (canale 15) Salvatore Taras presenta la puntata conclusiva di “Casteddos e fortilesas”, la trasmissione in lingua sarda che da ormai dieci settimane conduce i telespettatori alla scoperta dei castelli medievali dell’isola. A chiudere il ciclo sarà un episodio interamente dedicato alle fortificazioni medievali di Sassari e al Castello Aragonese.

Si parte da Pozzu di Bidda, una piazza dell’antico centro storico dove la tradizione colloca il nucleo originario di abitazioni in cui nacque il paese di Sassari, che poi si espanse al punto da diventare una città forte, libera e indipendente, dotandosi di mura di cinta e di torri perimetrali per circa due chilometri e mezzo di lunghezza.

In “Porta Sant’Antonio”, Taras incontrerà l’archeologo Alessandro Vecciu, e insieme proseguiranno lungo Corso Trinità fino alla Fontana del Rosello, nei pressi di un’altra importante porta cittadina, di cui restano alcune tracce nell’ultimo palazzo alla destra del tratto viario che si estende fino a Piazza Mercato.

La puntata si sposta quindi in Piazza Castello, il cui nome rappresenta l’ultima testimonianza del Castello Reale Aragonese demolito nell’Ottocento, ma di cui sono ancora presenti le rovine dell’antemurale e del barbacane che puntava le sue bocche da fuoco contro la città. In compagnia della guida turistica Nanni Manca e del responsabile del Comune di Sassari, Francesco Ledda, Taras entrerà nei corridoi sotterranei del barbacane per mostrare al pubblico televisivo le caratteristiche del monumento recuperato durante gli scavi archeologici del 2008-2010.

A riservare sorprese sarà anche l’intervento della funzionaria della Soprintendenza archeologica di Sassari e Nuoro, Nadia Canu, che descriverà i risultati della campagna di scavo nel cortile dell’Università centrale, con la scoperta dei ruderi di una presunta torre già segnalata a suo tempo da Enrico Costa.

Il giornalista gastronomico Giovanni Fancello illustrerà un alimento medievale tipico del luogo, mentre il docente accademico Marco Milanese (Università di Sassari) darà una pillola di conoscenza delle antiche fortificazioni cittadine. Le immagini spettacolari della troupe diretta da Mauro Fancello proporranno ancora una volta inquadrature coinvolgenti e panorami mozzafiato. Il programma è un prodotto dalla db Video Management con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna.




Metro Sassari festeggia i vent’anni con una torta speciale dell’Alberghiero

SASSARI. Una torta gigante per festeggiare i vent’anni di Metro Sassari. Gli allievi dell’Istituto Alberghiero, sotto la guida del docente formatore Gianni Corona e accompagnati dalla professoressa Sabrina Manunta, hanno preparato un omaggio speciale per il ventesimo anniversario della sede locale di Metro, la società internazionale leader nel commercio all’ingrosso con assortimenti alimentari e non solo.

Pan di Spagna infarcito di sciroppo all’arancia, base di parfait aromatizzata al cacao e decorazioni di frutta, il dolce ha esaltato il marchio aziendale con una scritta in pasta di zucchero riprodotta in ritaglio stencil e montata in rilievo, evidenziando i colori giallo e blu, simbolo della multinazionale.

La torta è stata mostrata all’ingresso dello stabilimento e, dopo la foto di rito, è stata offerta ai presenti per un momento conviviale di festa tra clienti e dipendenti di Metro e studenti dell’Alberghiero.

«La nostra azienda – ha spiegato Francesco Annicchiarico, direttore di Metro Sassari – ha un rapporto consolidato di partnership con l’Ipsar-Ipseoa, i cui studenti possono rappresentare i futuri partner come clienti o collaboratori».




Il Gran Premio Sardinia film festival 2025 va a “The night boots” di Pierre-Luc Granjon

La Francia domina tra i premiati nelle opere d’animazione. All’italiano “Dagon” di Paolo Gaudio va il Premio Visioni. Il Miglior Cortometraggio Giuria Giovani è “Scuritate” del Centro Sperimentale di Cinematografia del Piemonte

SASSARI. È “The night boots” del regista Pierre-Luc Granjon il “Gran Premio Sardiniafilmfestival XX Edizione”. L’opera dell’autore francese è il delicato racconto della nascita di un’amicizia, narrato attraverso la raffinata tecnica dello schermo di spilli, un’invenzione quasi centenaria, estremamente fragile e complessa da utilizzare, e rappresenta la volontà – nelle parole della giuria composta da Luigi Manca, Giulia Tolino e Michela Anedda – di “preservare una tradizione ormai persa e, soprattutto, l’amore per l’arte dell’animazione, la scoperta del sé e dell’altro, dell’affrontare la solitudine attraverso la condivisione”.

La commissione tecnica ha decretato di conferire il Premio della critica a “Signal” di Emma Carrè e Mathilde Parquet; Premio miglior Corto scuole di cinema a “L’Avegle”, regia di Remy Xu della ECV Paris; Menzione speciale scuole di cinema a “La Bande a Bonnot” degli studenti della Ecole Georges Melies; Premio Green a “What now?”, regia degli studenti della Ecole Mo Pa; all’italiano “Dagon” di Paolo Gaudio va il Premio Visioni.

Miglior Cortometraggio Giuria Giovani, assegnato dagli studenti della 2a GC del Polo tecnico Devilla, presieduta dai docenti Susanna Loche e Marras Monica, va a “Scuritate” di Marta Anselmi, Miriam Ceribelli, Dario Lauritano e Anna Xiccanto del Centro Sperimentale di Cinematografia del Piemonte (Scuola nazionale di Cinema). L’opera è stata premiata per la trama di forte impatto emotivo e per aver affrontato un fenomeno di grande attualità come la violenza di genere, a questo si aggiunge grande coesione tra musica e immagine, e una grafica suggestiva e accattivante.

Sabato sera (6 dicembre), l’appuntamento conclusivo del festival presentato da Rachele Falchi al Cityplex Moderno di Sassari, è stato un momento per riflettere sulle opere e sulle numerose iniziative proposte dalla manifestazione.

«A livello di cortometraggi c’è un cinema europeo molto interessante – ha affermato il direttore artistico Carlo Dessì – l’Italia ha lavori autoriali importanti, però a livello di quantità abbiamo pochi numeri. Il Csc di Torino forma giovani animatori, con prodotti importanti ma è troppo poco rispetto a ciò che fa la Francia, che ha tantissime scuole di cinema d’animazione che sfornano prodotti di livello, che non lasciano nulla al caso neppure dal punto di vista del contenuto».

Profondamente soddisfatto si è detto il critico dell’animazione Luca Raffaelli, impegnato in questi giorni nell’Omaggio a Hayao Miyazaki e allo Studio Ghibli: «È stato bello scoprire il riscontro alla fine dei film, in un dialogo con gli studenti, con gli spettatori che hanno davvero espresso tante emozioni nei confronti di opere, che sono davvero delle magie, perché creano dei mondi interiori. In alcune proiezioni ho davvero visto la difficoltà di esprimere le proprie emozioni perché erano troppe».

Presente in Sala Marta Anselmi, una delle registe del corto “Scuritate” che ha ritirato il Premio Giuria Giovani: «Il cinema d’animazione è sicuramente fondamentale anche per la varietà delle possibilità espressive – ha dichiarato – comprende una quantità di linguaggi narrativi e tecniche che permettono non solo di comunicare, ma di evocare delle dimensioni in modo fenomenale»

La regista Giulia Tolino ha espresso compiacimento per la partecipazione del pubblico alle Masterclass proposte all’Ex.Ma.Ter: «Gli studenti del Liceo Artistico e delle Accademie erano molto interessati alla programmazione e ai contenuti. Ma anche il livello dei cortometraggi era altissimo. È stato bello vederne così tanti, e tanti provenienti da molti paesi dell’Europa».

Il SFF 2025 è organizzato dal Cineclub Sassari con il patrocinio e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, in collaborazione con la Sardegna Film Commission, Ficc, Afic, Cartoonitalia e Cityplex Moderno.




ALGHERO, UN NATALE DI “ECHI ARMONICI” TRA JAZZ E LIRICA 

Si parte lunedì con l’energia dei Lestofunky Street Band. Mercoledì la voce calda e magnetica di Denise Gueye. Dall’8 dicembre al 5 gennaio un cartellone d’eccellenza con Fondazione Alghero, Comune di Alghero, Contrapunctum e Ars Aurelia

ALGHERO. Una deflagrazione di buona musica per unire bellezza, cultura e inclusione, proiettando Alghero in una dimensione sempre più internazionale. Dall’8 dicembre prende il via “Echi armonici”, un ciclo di eventi che fino al 5 gennaio combina ingredienti jazz, lirica e atmosfere festive, richiamando in città artisti di prestigio e una forte attenzione al territorio. Il viaggio musicale inizia lunedì dalle 18 alle 19.30 con l’energia irresistibile della LestofunkyStreet Band, un gruppo di dieci singolari strumentisti provenienti da tutta Italia, in particolare dal nord Sardegna, che animeranno il centro storico con ottoni e percussioni, trasformando le vie e le piazze in una festa itinerante di swing, hip hop e funky jazz. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Alghero e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Alghero, in collaborazione con l’associazione culturale Contrapunctum e con Ars Aurelia ed inserita nel ricco calendario dell’edizione numero 30 del Cap d’Any de l’Alguer.

«Per questo Natale abbiamo scelto di dare spazio alla musica di qualità – ha affermato l’assessora alla Cultura Raffaella Sanna – costruendo un percorso che unisce il jazz e la lirica, valorizzando artisti di prestigio e talenti locali. L’obiettivo è proiettare Alghero in una dimensione sempre più internazionale, senza rinunciare alla sua identità, offrendo spettacoli gratuiti, accessibili e inclusivi, capaci di sostenere anche la filiera turistica e commerciale». A sottolineare il valore strategico dell’iniziativa è anche il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu: «Echi armonici rappresenta il senso più autentico del nostro modo di intendere la cultura: un bene comune, capace di unire generazioni e linguaggi diversi. Abbiamo voluto un cartellone di qualità, diffuso, che renda il centro storico un luogo pulsante di arte e relazioni. La musica è uno strumento straordinario di accoglienza e promozione della città, e questo progetto ne è una chiara dimostrazione».

La direzione artistica è affidata a Laura Cocco e Irene Dore, due talentuose maestre di musica che firmano un percorso sonoro pensato per accompagnare cittadini e visitatori nel cuore delle festività. «Abbiamo immaginato un Natale in cui il suono diventa un luogo d’incontro, dove il jazz dialoga con la lirica e gli spazi urbani si trasformano in palcoscenici diffusi – spiegano -. Vogliamo portare la grande musica vicino alle persone, rendendola un’esperienza condivisa, immediata e contemporanea, che racconti un’Alghero viva e capace di guardare al mondo».

PROGRAMMA. Il percorso proseguirà il 10 dicembre al Teatro Civico, con l’atmosfera più intima e raffinata del “Christmas Jazz Swing”, il concerto della celebre Denise Gueye, voce calda e magnetica del jazz italiano, che proporrà un repertorio elegante fatto di standard e brani natalizi reinterpretati in chiave swing. Il 13 dicembre, nella suggestiva Casa dei Liuti di Piazza Sventramento, alle 11.30 del mattino arriva il primo appuntamento con la Lirica Diffusa, in cui le voci di Maria Grazia Colombino, Marianna Cocco e il pianoforte di Andrea Cossu offriranno momenti di pura emozione, in replica nel pomeriggio alle 17. Il 17 dicembre, sempre al Teatro Civico, l’ensemble di “Swingin’ with Strings” darà vita a un raffinato incontro tra la vitalità del bebop e la delicatezza degli archi, in un concerto dal forte impatto estetico e sonoro.

La Lirica Diffusa tornerà il 20 dicembre (alle 11.30 e 17) con le voci dei soprani Laura Delogu ed Elena Schirru, accompagnate dal pianista Riccardo Pinna, per una proposta che abbraccia Verdi, Rossini e celebri brani natalizi. La festa della vocalità prosegue il 21 dicembre (alle 11.30 e 17),quando la coppia formata dal soprano Chiara Guerra e dal baritono Dario Sogos, insieme alla pianista Agnese Calaresu, porterà nelle vie del centro un repertorio vivace, allegro e pieno di luce.

A inaugurare il 2026, il 1° gennaio alle 20.30, sarà uno degli appuntamenti più attesi: il Galà Lirico di Capodanno al Teatro Civico, con le straordinarie voci del soprano Francesca Sassu e del tenore Valerio Borgioni, accompagnati dal maestro Riccardo Pinna in un percorso tra le arie e i duetti dell’opera italiana più amati. A chiudere la manifestazione, il 5 gennaio alle 19.30, sarà un “Concerto per tromba e quintetto d’archi”, immerso nella calda luce delle candele, pensato come esperienza multisensoriale, intima e raccolta, che trasformerà ancora una volta il Teatro Civico in un luogo di pura magia musicale. Tutti gli spettacoli sono gratuiti, con prenotazione consigliata attraverso il portale Boxol.it o nella Tabaccheria D’Apello Salvatore in via A. Manzoni 40/D. Per maggiori informazioni scrivere ad [email protected] o [email protected].

Il programma completo del Cap d’Any 2025-2026 e tutti i dettagli sui singoli appuntamenti sono consultabili sul sito www.capdany.algheroturismo.eu e sui canali social istituzionali. L’edizione numero 30 del Cap d’Any de l’Alguer è realizzata col contributo della Regione Sardegna – Ass.to al Turismo ed il coinvolgimento attivo del mondo culturale, artistico e associativo locale.




Inaugurato a Sassari il Sardinia Film Festival 2025

A dare il via alla manifestazione Carlo Dessì, Apocaloso e Luca Raffaelli

Il sindaco Mascia: «Un grazie lungo vent’anni al Cineclub Sassari»

Grande partecipazione per le masterclass sull’animazione

Fino a sabato laboratori, incontri e proiezioni tra l’Ex.Ma.Ter e il Cityplex

SASSARI. Il ventesimo Sardinia Film Festival ha preso il via il 3 dicembre a Sassari con grande entusiasmo, portando in città professionisti, maestranze, proiezioni e tutta la magia della cultura cinematografica d’animazione. Nella serata d’apertura presentata da Rachele Falchi, prima della proiezione del lungometraggio “Ne Zha 2 – L’ascesa del guerriero di fuoco” al Cityplex, il sindaco Giuseppe Mascia ha evidenziato l’importanza del lavoro fatto in questi anni dal Cineclub Sassari: «Il festival richiama professionisti, tecnici, esperti, artisti, che fanno una produzione enorme con una qualità straordinaria. Li ringraziamo innanzitutto per questi vent’anni di lavoro. Ci sono tutti gli ingredienti per far sì che quest’operazione sia vera, concreta, fattiva, di una produzione culturale che va oltre la dimensione cittadina e abbraccia un’intera aria vasta, perché parla non soltanto del territorio, ma parla a questo tipo di ambito a livello nazionale. Insomma, è un’operazione seria, noi possiamo soltanto ringraziare ed essere a disposizione per chi, come loro, fa cose di questi livelli».

Subito dopo sono intervenuti lo storico direttore artistico, Carlo Dessì, quest’anno affiancato nell’organizzazione dal regista e animatore 2D Apocaloso. Quindi il critico dell’animazione Luca Raffaelli, che quest’anno propone uno speciale “Omaggio a Hayao Miyazaki e allo Studio Ghibli”. Un omaggio che ha esordito ieri con “La tomba delle lucciole”, mentre oggi (4 dicembre), alle 9.30, si prosegue con “Si alza il vento”, venerdì 5 dicembre con “La città incantata” e, sabato 6 dicembre, in mattinata con il “Il mio vicino Totoro” e, nel pomeriggio (dalle 16 alle 18),con “Il ragazzo e l’airone”.

Dalle 18 ha preso il via la proiezione delle opere in concorso, che sarà fruibile tutti i giorni alla stessa ora fino a venerdì, permettendo una visione ampia e poliedrica delle tecniche utilizzate nel panorama animato contemporaneo.

Grande partecipazione, con il coinvolgimento delle scuole, alla masterclass organizzata al mattino nei locali dell’Ex.Ma.Ter di via Zanfarino, con l’esperta Chiara Lamieri che ha presentato “Giocare con le forme – Incontro sul character design”. Oggi a dare una lezione sulla “Tecnica dello Stop Motion” sarà Michela Anedda, poi Francesco Laddomada con la “Guida alla sopravvivenza per sviluppare un videogioco indie in Sardegna”. Venerdì Giulia Tolino offrirà al pubblico una “Introduzione alla concept art” e, alle 11.30, Apocaloso chiuderà la sezione presentando un saggio su “Come realizzare un video animato”.

Il calendario dei lungometraggi, oggi alle 20.30 propone “The Tower”, venerdì “Il pianeta selvaggio”, sabato alle 20.20 “Scirocco e il regno dei venti”. La proclamazione dei vincitori del Concorso si svolgerà sabato 6 dicembre alle 19, al Cityplex, con e la successiva proiezione dei cortometraggi e delle serie TV premiate.

Il SFF 2025 è organizzato dal Cineclub Sassari con il patrocinio e il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di Sassari, in collaborazione con la Sardegna Film Commission, Ficc, Afic, Cartoonitalia e Cityplex Moderno. L’ingresso è libero e gratuito. Per maggiori informazioni consultare il sito www.sardiniafilmfestival.it, o scrivere a [email protected]. Si consiglia la prenotazione.




L’Is.Be celebra Camillo Bellieni nel cinquantennale dalla scomparsa

Martedì 9 dicembre a Sassari, in Aula Magna universitaria, un convegno per riscoprire uno degli intellettuali sardi più carismatici del Novecento

SASSARI. L’Is.Be si appresta a concludere la stagione culturale 2025 con un evento di grande rilevanza storica e politica: la celebrazione di Camillo Bellieni, figura carismatica del Novecento, storico dell’antichità e del Medioevo sardo, teorico del federalismo e fondatore del Partito Sardo d’Azione. L’incontro, intitolato “Camillo Bellieni a cinquant’anni dalla morte”, si svolgerà martedì 9 dicembre alle 16 nell’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Sassari.

«Non sarà un semplice convegno di studi, ma un momento per ricordare, con rigore e serietà, un personaggio di alta levatura nella sua poliedricità e molteplicità di interessi», ha affermato Maria Doloretta Lai, presidente dell’istituto che, proprio alla figura di Bellieni, ha dedicato il nome, ispirandosi alle sue idee ai suoi valori.

L’incontro rappresenta un’occasione preziosa per approfondire la filosofia politica di Bellieni, la sua visione federalista, il suo intransigente approccio antifascista e l’ipotesi di sardismo che ha segnato la storia dell’isola.

L’evento, realizzato con il contributo della Regione Sardegna e il patrocinio dei comuni di Sassari e Sorso, l’Università di Sassari, il Ministero della Cultura, la Direzione generale archivi e la Soprintendenza archivistica della Sardegna, promette un taglio vivace e ampio grazie alla partecipazione di numerosi studiosi ed esperti.

Ad aprire i lavori con i saluti istituzionali saranno il magnifico rettore dell’UNISS, Gavino Mariotti, il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, la soprintendente archivistica della Sardegna, Maura Picciau, e la presidente dell’Is.Be, Maria Doloretta Lai.

Il dibattito scientifico, moderato da Daniela Masia Urgu, vedrà sul tavolo dei relatori Antonello Nasone (Socialismo politico e idealismo filosofico nel sardismo di Bellieni), Enrico Fenu (L’Archivio Bellieni: tutela, descrizione e prospettive di valorizzazione a cinquant’anni dalla scomparsa), Stefano Alberto Tedde (Camillo Bellieni: un archivio sconosciuto), Alberto Contu (Bellieni e la mitopoiesi federalista), Attilio Mastino (Camillo Bellieni allievo del nazionalista Ettore Pais, la Sardegna dal dominio romano alla liberazione del popolo sardo), Vanni Piras (I sardi nel medioevo di Camillo Bellieni), Antonello Mattone, (Camillo Bellieni tra politica e storiografia). Ad impreziosire e animare il dibattito saranno le letture a tema a cura dell’attrice e scrittrice sassarese Maria Daniela Carta.




Sassari, venerdì l’Open Day dell’Alberghiero

Un invito ai ragazzi e alle famiglie per orientarsi al meglio nel percorso di studi e conoscere le opportunità offerte dall’Istituto professionale

SASSARI. Per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado in procinto di iscriversi alle scuole superiori, è tempo di farsi un’idea del migliore percorso di studi che li accompagnerà nei prossimi cinque anni verso il futuro lavorativo o accademico. A tal proposito, venerdì 5 dicembre, dalle 10 del mattino alle 18.30, l’Istituto Professionale Statale per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera (IPSAR-IPSEOA) organizza nella sede di Via Cedrino 1, a Sassari, il primo OPEN DAY dell’anno scolastico 2025-26. Un’occasione importante per scoprire e approfondire le opportunità formative offerte dalla scuola, con particolare riguardo ai settori dell’Enogastronomia, Sale e vendita, Accoglienza.

Saranno allestiti laboratori pratici e dimostrazioni delle competenze acquisite quotidianamente dagli studenti, mentre i consulenti accoglieranno le famiglie per orientarle verso le specificità didattiche e i percorsi più idonei. E proprio alle famiglie è rivolto l’invito dell’Istituto, affinché possano prendere visione nel concreto di una realtà scolastica professionale, che rappresenta un valore importante per lo sviluppo economico e turistico del territorio, con tutto il potenziale per immettere i giovani nel mondo del lavoro e allo stesso tempo garantire l’accesso all’Università.




Pani di Sardegna ad Alghero: vince il Tundu ploaghese di Antonio Me

Il miglior pane rituale è di Ester Orro a Tramatza

Grande successo per la manifestazione che valorizza il lievito madre e le produzioni artigianali in un connubio originale fra tradizione, identità e scienza

ALGHERO. Tundu, Coccoi, Cola cola e carasau: pani tipici di ogni genere, purché a lievito madre. E ad Alghero nel week-end è stato una festa per gli occhi e il palato. La prima edizione di “Pani di Sardegna” ha fatto registrare un gran numero di presenze per le numerose attività, mostre, laboratori manuali e sensoriali, degustazioni, premiazioni, per celebrare il pane come espressione di identità, tradizione e innovazione scientifica.

Già dal momento dell’inaugurazione alla presenza delle autorità, la manifestazione ha mostrato tutto il potenziale del patrimonio agroalimentare sardo quale attrattore turistico per una possibile destagionalizzazione e la valorizzazione del territorio. Al fianco del principale artefice, Antonio Farris, presidente dell’Accademia Sarda del Lievito Madre, sono intervenuti il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, il presidente della Fondazione Alghero, Graziano Porcu, il presidente del Consiglio comunale algherese, Mimmo Pirisi e l’assessora al Turismo, Ornella Piras che ha ribadito quanto il Comune stia credendo nella promozione delle eccellenze locali: “Stiamo lavorando a creare e a valorizzare altri prodotti turistici che vadano oltre il turismo marino balneare, e sicuramente Alghero ha una grandissima tradizione dell’enogastronomia. Il pane è un po’ il re della nostra tradizione, e l’olio è il principe”.

E proprio all’Olio è stato dedicato un laboratorio sensoriale condotto da Giuseppe Izza allo scopo di far conoscere le caratteristiche di qualità di un vero extravergine. L’iniziativa ha preso il via venerdì con i laboratori di panificazione per bambini all’Oratorio di Santa Maria La Palma, per proseguire a Lo Quarter – Alghero Hall, dove sono state allestite due irripetibili mostre sui pani da mensa e rituali. Per la prima volta un evento dedicato ai pani tradizionali ha illustrato al pubblico i dettagli dell’analisi scientifica: gli esperti di Porto Conte Ricerche e dell’Università di Sassari hanno mostrato l’ingrandimento dei vari ceppi microbici selezionati in laboratorio, e la eterogeneità dei microrganismi che compongono il lievito madre. Un curioso saggio delle attività svolte per migliorare le produzioni nelle aziende.

Il Concorso per il Miglior pane di Sardegna della Sezione “Mensa” è stato vinto dal Tundu di Ploaghe del panificatore Antonio Me. È la versione logudorese del Civraxiu, che ha entusiasmato la giuria presieduta da Manolo Albano per le sue caratteristiche di consistente morbidezza, la giusta lavorazione del lievito madre e l’utilizzo di un’ottima semola di grano duro.Secondo e terzo posto sono andati al Panificio Porta di Gonnosfanadiga, rispettivamente per gli ottimi Civraxiu e il Coccoi.

Per la sezione “Pani Rituali” il primo posto è di Ester Orro di Tramatza con “Sa canoedda de sos isposos”, la coroncina degli sposi;secondo e terzo posto vanno a Manuela Secchi di Bortigali con “Sa Cogone de Santu Marcu” e una versione votiva da processione del “Pane degli sposi”.

Altri riconoscimenti sono andati ad Anna Maria Lauro per la lunga attività di riscoperta, di valorizzazione dei pani rituali e nondimeno per l’originalità delle sue creazioni; quindi a Marisa Iamundo De Cumis per la ricerca regionale e le pubblicazioni sui pani rituali.

“La tradizione dei pani di Sardegna è una tra le più importanti al mondo, ma resta quasi nascosta e relegata ai piccoli centri – ha affermato Antonio Farris –. Occuparsi di pane significa fare cultura, quella di un pane buono, ottenuto dagli sfarinati di grani sardi con lievito madre e prodotto in Sardegna. In questo modo riusciamo a raccogliere tutta l’esperienza che è insita nella nostra cultura. Una cultura millenaria. Ed è giusto valorizzarla per valorizzare i nostri territori. Auspichiamo che da quest’esperienza possa nascere un Museo del pane nella città di Alghero”.

L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale Accademia Sarda del Lievito Madre APS-ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Alghero, della Fondazione Alghero, e annovera la collaborazione del Distretto rurale di Alghero Olmedo, Porto Conte Ricerche, Parco Regionale di Porto Conte, e di un importante numero di partner del settore ricettivo turistico.