Olbia, al PalaGeovillage i grandi interpreti 

della boccia paralimpica

Si apre domani con la cerimonia inaugurale il World challenger con in palio il pass paralimpico. Duecento partecipanti di ventidue Nazioni,  77 top player per Los Angeles 2028. Anche l’Italia con Gabriele Zendron (15 al mondo), Giuseppe Rollo (20), Michela Maria Favini (29), Riccardo Zanella (43) e Claudia Targa (51). La  Sardegna in pedana con gli arbitri Diletta Sanna (Budoni), Damiano Tuveri (Cagliari) e Francesca Pasella (Olbia)

Domani, martedì 13 ottobre, alle 18 al PalaGeovillage, si tiene la cerimonia inaugurale dell’Olbia 2026 World Boccia Challenger. Curato da World Boccia e Federazione italiana bocce (Fib), la quinta edizione dell’appuntamento, per la quarta volta a Olbia, sposa cultura, socialità, territorio, sport, inclusione e turismo. Alla cerimonia prendono parte Roberto Favre (presidente nazionale Fib), Elena Casu (assessora Sport, Olbia), Marco Giunio De Sanctis (presidente nazionale Cip), Claudio Secci (presidente Cip Sardegna), Gianluca Lilliu (presidente Fib Sardegna), Laura Albanese (presidente As Ichnusa), Itzik Azouly (Board World Boccia, Israele), Eleni Stoka (delegato tecnico World Boccia, Grecia), Rachael Crack (assistente, Gran Bretagna), Jose Luis Sirera (responsabile classificatori, Spagna), Teresa Calverol (capo degli arbitri, Spagna) e Ronny Van Assche (assistente del capo degli arbitri, Belgio). L’evento è patrocinato da ministero Sport e giovani, Regione Sardegna, Comune Olbia, Fib, Coni, Comitato paralimpico, Inail e Ussi.

Il World Boccia challenger. Da domani al 20 ottobre – premiazioni il 17 e il 19, cerimonia di chiusura il 19 – concorrono ventidue Paesi con 200 partecipanti, tra questi settantasette atleti in corsa per i Giochi paralimpici di Los Angeles 2028. Da dopodomani, mercoledì 14, il via alle gare. La sfida vede al via le bandiere di Argentina, Australia, Austria, Canada, Colombia, Corea, Finlandia, Gran Bretagna, Grecia, India, Israele, Isole Faroe, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca. Singapore, Spagna, Slovacchia, Stati Uniti, Ucraina e Ungheria. La commissione arbitrale guidata dalla spagnola Teresa Calverol, conprende gli arbitri sardi Diletta Sanna (Budoni), Francesca Pasella (Olbia) e Damiano Tuveri (Cagliari). I Team leader azzurri sono Riccarda Ambrosi e Paola Paluselli.In palio i titoli per Individuale categorie BC1, BC2, BC3 e BC4, coppie BC3 e BC4, squadre BC1-BC2.

Gli auspici istituzionali. “Lavoriamo sul tema con venti eventi internazionali. Siamo orgogliosi di poter ospitare un evento complesso come il World boccia challenger con atketi che provengono  da Argentina, Colombia, Australia e Singapore” ha detto l’assessore regionale al Turismo, Franco Cuccureddu. Durante la conferenza stampa di presentazione Roberto Favre “Regione ospitale e preparata. Complimenti al presidente del Cip Liguria, Dario della Gatta, e al suo staff per l’organizzazione. Il lavoro fatto dal Cip nazionale guidato da Marco Giunio De Sanctis è di alto livello” ha aggiunto.“Ospitiamo un evento speciale e di valore internazionale. L’intesa è proficua” rimarca Elena Casu. “La manifestazione fa parte, grazie al supporto dell’assessorato regionale al Turismo, di sette appuntamenti isolani. La boccia coinvolge atleti con disabiltà molto gravi: diamo un segnale ai 120mila sardi con disabilità. Sono solo mille quelli che fanno sport” rimarca Claudio Secci. “La manifestazione non si racchiude in un palazzetto, vogliamo che appartenga a tutti” ha sottolineatp Alice Ronsval (Asd Ichnusa).“L’universo paralimpico ha aspetti pubblici, economici, culturali e sociali. Ma ha come obiettivo il valore della persona. Auguriamo agli atleti il meglio: continuate a lottare, giocate correttamente, divertitevi e superate i vostri limiti” dicono gli organizzatori. Tra questi, Asd Ichnusa sport e Fib, supportato da assessorato regionale Turismo, assessorato comunale Sport-Olbia, Bmw Specialmente. Partner istituzionali Coni e Comitato italiano paralimpico Sardegna e Msp Sardegna e Ussi (Unione stampa sportiva italiana). 

Cagliari, 12 ottobre 2026




IL PREMIO ENOLETTERARIO VERMENTINO CELEBRA IL DECENNALE AD OLBIA: TRIONFA L’ESORDIENTE LUCIA VISONÀ 

Si è svolta nella cornice di Olbia la cerimonia conclusiva della decima edizione del Premio Enoletterario Vermentino, un traguardo significativo per una manifestazione ideata e promossa dalla Camera di Commercio del Nord Sardegna che, in un decennio di attività, ha saputo affermarsi come uno degli appuntamenti più originali e apprezzati nel panorama culturale e promozionale italiano. Nata con l’obiettivo di creare un ponte concettuale e sensoriale tra la produzione letteraria e la cultura vitivinicola d’eccellenza, la kermesse ha richiamato anche quest’anno un vasto pubblico di lettori, critici ed esponenti del settore enogastronomico, confermando la bontà di un format capace di raccontare le radici dei territori attraverso l’incanto delle parole.

A condurre l’evento mattutino del decennale è stata l’attrice e scrittrice Clizia Fornasier – già legata al concorso per essere stata tra le autrici finaliste della precedente edizione – che ha saputo guidare la mattinata con classe, ritmo e spiccata sensibilità narrativa. Sotto la sua regia sul palco, gli interventi istituzionali e i momenti dedicati all’approfondimento critico si sono alternati alle letture dei brani tratti dalle opere in gara, creando un’atmosfera elegante ma al contempo accessibile, in perfetto equilibrio tra rigore formale e conviviale spessore culturale.

Il momento clou della mattinata è stato siglato dall’annuncio del verdetto finale redatto dalla giuria tecnica, presieduta dal presidente della Camera di Commercio del Nord Sardegna, Stefano Visconti. Dopo un’accurata selezione tra le numerose opere candidate a livello nazionale, la giuria presieduta da Visconti ha scelto Lucia Visonà per il suo romanzo d’esordio Il cuoco giapponese, pubblicato da Giulio Einaudi Editore, assegnandole il primo premio assoluto. Un’affermazione di prestigio per la giovane autrice, la cui opera prima ha conquistato i giurati per la limpidezza della prosa e per la capacità di trasformare la disciplina culinaria e la preparazione del cibo in uno strumento di indagine esistenziale, di memoria e di dialogo interculturale.

«Raggiungere il traguardo dei dieci anni rappresenta motivo di grande orgoglio per l’intero sistema economico e culturale del nostro territorio», ha dichiarato il presidente Stefano Visconti. «Il Premio Enoletterario Vermentino dimostra come la narrazione d’autore e la tradizione vitivinicola facciano parte di un unico linguaggio identitario. Premiare un esordio folgorante come quello di Lucia Visonà e la profonda sensibilità di Anna Pavignano significa dare valore al talento capace di emozionare e, allo stesso tempo, promuovere l’eccellenza della nostra terra ben oltre i confini regionali».

Accanto al riconoscimento principale, grande rilevanza ha assunto l’assegnazione del Premio Territorio, il conferimento speciale istituito per valorizzare le narrazioni capaci di cogliere l’essenza profonda, la storia e le dinamiche sociali dei luoghi. Il riconoscimento è andato ad Anna Pavignano per il romanzo Come il sale sulla pelle, edito da Piemme. La celebre scrittrice e sceneggiatrice ha offerto una prova d’autore viscerale e di grande spessore emotivo, nella quale la geografia dei paesaggi si intreccia inestricabilmente con le vicende umane dei protagonisti, confermando il ruolo della letteratura come custode dell’identità collettiva.

Menzioni per Piergiorgio Pulixi in gara con Per un’ora d’amore, pubblicato da Rizzoli; Alessia Coppola, finalista con Nate dalla tempesta per Fazi Editore; Paolo Massobrio, con Prima che scada il tempo per Golosario & Golosaria.

L’edizione del decennale va così in archivio con un bilancio ampiamente positivo, confermando l’efficacia di una visione strategica che vede nella cultura e nell’enologia due driver fondamentali per la promozione del territorio e del suo patrimonio immateriale, ponendo basi solide per il futuro della kermesse olbiese.




CAP D’ANY, INDAGINE ESPLORATIVA PER IL CARTELLONE EVENTI

Nuove opportunità per operatori e associazioni attive nel settore dello spettacolo e degli eventi. La Fondazione Alghero ha pubblicato l’avviso d’indagine esplorativa per l’acquisizione di proposte per la programmazione di eventi e spettacoli da realizzarsi nel periodo compreso indicativamente tra il 20 novembre 2026 e il 10 gennaio 2027. L’avviso completo e la modulistica è scaricabile sul sito istituzionale della Fondazione Alghero, nell’apposita sezione Avvisi e Bandi. 

Al fine di valorizzare la pluralità degli operatori culturali e favorire una programmazione equilibrata di iniziative di diversa natura, la Fondazione Alghero ha ritenuto opportuno articolare l’avviso in tre canali di partecipazione, differenziati in base alla tipologia di intervento richiesto e al grado di coinvolgimento organizzativo della Fondazione stessa: un primo canale è rivolto agli operatori economici che propongono eventi o spettacoli completi, dei quali la Fondazione potrà valutare l’acquisizione diretta, assumendone la piena organizzazione e gestione (Modello A); un secondo canale è destinato a soggetti quali organizzazioni, associazioni e/o altri enti che presentano iniziative ritenute di particolare interesse per la città e per le quali la Fondazione potrà riconoscere un sostegno economico o logistico, pur restando l’organizzazione in capo ai proponenti (Modello B); il terzo canale riguarda, infine, le richieste di patrocinio, attraverso le quali la Fondazione manifesta il proprio apprezzamento e inserisce l’evento nel calendario ufficiale delle manifestazioni, senza erogazione di contributi né assunzione di oneri organizzativi (Modello C). 

Tale articolazione consente di ampliare la partecipazione e di valorizzare, in modo complementare, il contributo di professionisti, operatori e realtà associative, promuovendo una programmazione culturale condivisa, diffusa e coerente con la missione istituzionale della Fondazione Alghero. Favorisce inoltre il maggior numero di operatori economici, valorizzati nelle loro specificità, che operino, tuttavia, nel settore delle attività culturali, manifestazioni, eventi e spettacoli in genere. 

Fino alle ore 12:00 del 23 ottobre 2026, i soggetti indicati nell’avviso potranno inviare le proprie proposte artistiche, che dovranno essere di valore e qualità, rivolte ad un pubblico ampio ed eterogeneo, capace di coinvolgere residenti e visitatori di ogni età, e ispirarsi ai temi e ai valori propri delle festività natalizie – accoglienza, solidarietà, condivisione, comunità e bellezza – promuovendo la partecipazione attiva e la valorizzazione del patrimonio culturale e identitario della città. Saranno particolarmente apprezzate le proposte in grado di evocare la magia e l’atmosfera delle festività, come concerti corali, esibizioni bandistiche e gospel, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, iniziative letterarie e performance itineranti, contribuendo alla creazione di un calendario condiviso di cultura, festa e tradizione che accompagni la città di Alghero nel periodo natalizio e di fine anno.

I soggetti proponenti dovranno far pervenire i progetti esclusivamente tramite PEC (Posta Elettronica Certificata) all’indirizzo [email protected]. Le proposte dovranno essere presentate utilizzando l’apposita modulistica allegata al presente avviso, differenziata in base alla tipologia di intervento richiesto. Nell’oggetto della PEC dovrà essere riportata la dicitura: “AVVISO PUBBLICO – PROPOSTE PROGETTUALI E ARTISTICHE PER LA DEFINIZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE EVENTI DEL CAP D’ANY A L’ALGUER 2026/2027”. 




Sassari, “Contrasti” si fa in due a Santa Maria di Betlem: sabato Freund e Boutros e il 25 ottobre Marco Battaglia

Il duo franco-armeno proporrà “Between East and West” mentre il virtuoso milanese si esibirà in “Sei corde all’Opera” con la chitarra originale di Giuseppe Mazzini

SASSARI. Dalle affascinanti sonorità dell’Armenia e del Caucaso, eseguite al clarinetto e chitarra, alle indimenticabili melodie dell’opera lirica italiana rievocate attraverso uno strumento unico: la sei corde originale di Giuseppe Mazzini. La Biblioteca Francescana del Convento di Santa Maria di Betlem, a Sassari, si prepara ad accogliere due importanti concerti del Festival Internazionale Contrasti in Autumn Edition: il 17 ottobre “Between East and West” del duo franco armeno Freund–Boutros e, il 25 ottobre, il recital “Sei corde all’Opera” di Marco Battaglia.

Il Duo Freund-Boutros

La manifestazione è ideata e promossa dall’associazione culturale Contrapunctum ETS sotto la direzione artistica di Laura Cocco. Le serate sono a ingresso gratuito e accomunate dall’alta qualità interpretativa e da un profondo spirito di ricerca musicale.

Sabato 17 ottobre, alle 18.30, ad aprire il duplice evento sarà il Duo Freund–Boutros, composto dal clarinettista francese Nicolas Freund e dal chitarrista e compositore di origine armena Laurent Boutros. Il loro concerto, intitolato “Between East and West”, si configura come un vero e proprio itinerario sonoro in cui il respiro del clarinetto incontra la ricchezza timbrica della chitarra.

Il programma abbraccia opere di autori celebri come Erik Satie, Camille Saint-Saëns, Aram Khachaturian (di cui verrà eseguita la celebre Berceuse dal balletto Gayaneh) e Astor Piazzolla con il suo iconico Libertango, alternandole alle composizioni originali dello stesso Boutros. Pagine come Journal d’Istiklal, Amasia, Métisse, Oriental Milonga e Ararat testimoniano il profondo legame dell’autore con le tradizioni popolari caucasiche e armene, dando vita a un dialogo interculturale di rara intensità.

Marco Battaglia

Domenica 25 ottobre, sempre alle 18.30, la scena sarà interamente dedicata a Marco Battaglia e al suo recital Sei corde all’Opera, un viaggio filologico tra i capolavori del melodramma e le loro trascrizioni chitarristiche ottocentesche. A rendere l’evento straordinario sarà lo strumento impiegato: un’autentica chitarra costruita a Napoli nel 1811 dal celebre liutaio Gennaro Fabricatore, appartenuta personalmente a Giuseppe Mazzini e oggi custodita nella collezione privata dell’artista.

Lo strumento, perfettamente restaurato, permetterà di rivivere le sonorità originali dell’epoca attraverso le rielaborazioni di Mauro Giuliani, Matteo Carcassi, Francesco Molino e Caspar Joseph Mertz sui temi di Rossini, Bellini, Paisiello e Verdi. Tra le chicche della serata spicca inoltre la Fantasia brillante sui Puritani di Matteo Carcassi, preziosa rarità musicologica riscoperta dallo stesso Battaglia nell’unica copia a stampa oggi conosciuta.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna, il patrocinio del Comune di Sassari ed è inserita nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




Bitti celebra Giorgio Asproni a centocinquanta anni dalla morte

Il 16 ottobre un convegno sul pensiero e l’eredità del politico e intellettuale bittese

BITTI. Un importante convegno a centocinquant’anni dalla morte di Giorgio Asproni celebra a Bitti la memoria e il pensiero di uno dei suoi concittadini più celebri. Venerdì 16 ottobre, alle 17.30, gli spazi del Salone parrocchiale in Corso Vittorio Veneto accoglieranno l’evento intitolato “150 anni dalla morte di Giorgio Asproni”, che rappresenta un’occasione di approfondimento culturale finalizzata ad analizzare nel dettaglio le implicazioni filosofiche e giuridiche presenti nell’opera e nell’azione di un uomo che è stato una figura di spicco del Risorgimento italiano e della storia politica sarda. Fine intellettuale, parlamentare di orientamento repubblicano, federalista e autonomista, Asproni pressò la classe politica nazionale a interessarsi ai problemi sardi, spingendo il governo, nel 1868, a istituire un’inchiesta parlamentare sulle condizioni dell’isola.

A porgere i saluti istituzionali saranno il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, e la presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai, in apertura di un intenso pomeriggio che vedrà intervenire un parterre di relatori composto da Diego Carru, Antonio Delogu, Vanni Piras, Antonello Nasone e Annico Pau. La moderazione dell’incontro e il coordinamento dei dibattiti saranno affidati a Immacolata Salis, operatrice culturale Is.Be.

L’iniziativa, coordinata dall’Istituto Camillo Bellieni di Sassari, si avvale del patrocinio e del sostegno della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Bitti, della Sezione Giorgio Asproni di Nuoro dell’Associazione Mazziniana Italiana ETS.

L’attività, che è parte integrante del programma Is.Be 2026, è inserita all’interno delle celebrazioni per il 150° anniversario della scomparsa di Giorgio Asproni ed è realizzata con il contributo della Regione Sardegna ai sensi della LR 2/2026.




Sassari, Ponzeletti e Trio Visconti al “Nessun Dorma”: la Belle Époque rivive in città

Il 9 ottobre lo storico dell’arte Alessandro Ponzeletti condurrà il pubblico in un viaggio nella Belle Époque sassarese assieme ai rievocatori di Mad Factory de La Grand Jatte, e in serata il Trio Visconti si esibirà in un concerto da camera a Palazzo di Città

SASSARI – Una passeggiata tra le meraviglie della città antica per anticipare un concerto cameristico tra ironia e intensità drammatica. Venerdì 9 ottobre il Festival Nessun Dorma, organizzato da Ars Aurelia ETS con la direzione artistica di Irene Dore, propone a Sassari due appuntamenti dedicati alla Belle Époque, da vivere insieme oppure separatamente.

Alle 18, a partire da Piazza d’Italia, le narrazioni dello storico dell’arte Alessandro Ponzeletti accompagneranno il pubblico in una passeggiata alla riscoperta del patrimonio e delle meraviglie della città antica.

Il sapore e l’atmosfera della Sassari della Belle Époque sarà impreziosito dalla presenza dei rievocatori di Mad Factory de La Grand Jatte, che in abiti d’epoca daranno forma a un percorso in cui storia e rievocazione si incontrano, invitando i partecipanti a guardare la città attraverso le atmosfere del passato. La partecipazione è libera e gratuita.

Alle 21 la serata proseguirà al Teatro Civico di Sassari con il Trio Visconti, protagonista di un viaggio cameristico tra Haydn e Shostakovich. Il concerto attraverserà atmosfere suggestive, ironiche e drammatiche, offrendo al pubblico un incontro con le diverse sfumature espressive della musica da camera.

Ad accogliere gli spettatori saranno proprio i figuranti in abiti d’epoca, tra le scenografie studiate da Fabio Loi, che contribuiranno a immergere il pubblico nella più intima ambientazione del festival. La musica si inserirà così in un percorso più ampio, in cui, ad accompagnare l’ascolto, saranno il racconto della città, la rievocazione e l’allestimento scenografico.

Per accedere al concerto occorre munirsi di biglietti, disponibili alle Messaggerie Sarde (in Piazza Castello a Sassari), oppure online su Boxol e al botteghino del Teatro Civico il giorno del concerto, a partire dalle 19.30. È possibile effettuare l’acquisto online sulla pagina web https://www.boxol.it/next/it/BoxofficeSardegna/select-seat/619489/biglietti-piano-pianissimo-palazzo-di-citt-sassari.

Il festival “Nessun Dorma” è organizzato da Ars Aurelia ETS con il sostegno e il patrocinio del Comune di Sassari, della Fondazione di Sardegna e della RAS, ed è inserito nel network Salude&Trigu della Camera di Commercio del Nord-Sardegna.




La sicurezza che decide il voto.

Di Fausto Farinelli

C’è una cosa che mi ha fatto pensare. In Europa, oggi, governare sembra quasi una maledizione. Arrivi al governo, passano un paio d’anni e cominci a perdere pezzi. Succede in Germania, succede in Spagna, succede nel Regno Unito. Poi guardi l’Italia e trovi una cosa curiosa: Giorgia Meloni, almeno per ora, questa regola sembra non seguirla. Fratelli d’Italia prese più o meno il 26 per cento nel 2022 e oggi i sondaggi continuano a metterlo intorno al 27-28 per cento. Dopo quattro anni di governo, guerre, inflazione, bollette, immigrazione, debito pubblico e crisi internazionali, è ancora lì. Anzi, leggermente sopra. E allora una domanda viene spontanea: come mai?
Si potrebbe rispondere che Meloni comunica bene. Vero. Ma sarebbe troppo semplice. Se bastasse quello, tutti i governi europei si comprerebbero un bravo consulente e avrebbero risolto. Invece Merz in Germania ha perso parecchio, Sánchez in Spagna ha perso diversi punti, il Labour britannico pure. Meloni invece tiene.
Allora forse bisogna guardare anche ai numeri.
Quelli italiani non raccontano un Paese miracolato, ma nemmeno un disastro. Il deficit è sceso molto rispetto al 2022. La disoccupazione è diminuita. L’occupazione è salita. L’inflazione non è più quella botta tremenda che ci siamo presi addosso quattro anni fa. Poi certo, il debito resta gigantesco, gli stipendi sono ancora un problema serio e il potere d’acquisto perso non è stato recuperato del tutto. Quindi no, non siamo diventati la Svizzera. Però alcune cose sono migliorate.
Ed è qui che la faccenda si fa interessante.
Forse le elezioni non si vincono convincendo la gente che tutto va bene. Forse basta convincerla che le cose stanno andando nella direzione giusta. Che magari non sei arrivato dove volevi, ma almeno stai andando avanti. E soprattutto che tornando indietro rischieresti di stare peggio.
Questo potrebbe essere il vero vantaggio di Meloni.
Non deve dire agli italiani che sono diventati ricchi. Non le crederebbe nessuno. Non può dire di avere risolto la sanità. Non è vero. Non può dire che il problema della sicurezza non esiste più. Non sarebbe credibile. Può però dire: abbiamo trovato una situazione difficile, abbiamo rimesso sotto controllo alcune cose e dobbiamo continuare.
E qui arriva inevitabilmente il Superbonus.
Dire che Giuseppe Conte abbia creato il debito pubblico italiano sarebbe una sciocchezza. Il nostro debito viene da molto più lontano. Però si può dire che il Superbonus abbia avuto un costo enorme e che i suoi effetti continuino a pesare sui conti pubblici. Questo Meloni, secondo me, lo userà molto: abbiamo ereditato una montagna di crediti fiscali e nonostante tutto abbiamo riportato il deficit verso il 3 per cento.
Poi però c’è la vita vera.
Noi possiamo discutere quanto vogliamo di deficit, spread, PIL e rapporto debito/PIL. Ma la gente guarda altro. Quanto spendo al supermercato? Quanto mi costa il mutuo? Quanto devo aspettare per una visita? Quanto guadagna mio figlio? Quanto mi resta in tasca alla fine del mese? Posso uscire la sera tranquillo? E soprattutto: tra cinque anni starò meglio oppure peggio?
Secondo me è qui che si giocherà la prossima campagna elettorale.
Sulla sicurezza.
Ma la parola sicurezza, da sola, non basta. Perché in realtà ce ne sono almeno due.
C’è la sicurezza da qualcosa.
La sicurezza dal criminale sotto casa. Dall’aggressione. Dal furto. Dalla violenza. Dal degrado. Dalla paura di prendere un autobus la sera o di lasciare un figlio rientrare tardi. Dall’immigrazione irregolare quando viene percepita come assenza di controllo.
E poi c’è la sicurezza di qualcosa.
La sicurezza di avere un lavoro. Di ricevere uno stipendio che basti fino alla fine del mese. Di poter pagare il mutuo. Di potersi curare senza aspettare un anno. Di sapere che la pensione arriverà. Di riuscire a mettere qualcosa da parte. Di sapere che un figlio, studiando e lavorando, possa costruirsi una vita migliore.
Sono due cose diverse, ma alla fine parlano dello stesso bisogno: sentirsi meno esposti.
La sicurezza da ciò che può farti male.
E la sicurezza di ciò che non vuoi perdere.
Ecco perché quando guardo i sondaggi sulle preoccupazioni degli italiani mi sembra che tutto torni. Criminalità, costo della vita, lavoro, sanità, disuguaglianze sembrano temi diversi, ma alla fine girano tutti intorno alla stessa domanda: quanto mi sento al sicuro nella mia vita?
E qui conviene guardare cosa è successo negli altri Paesi europei. La Spagna ha migliorato diversi indicatori economici e Sánchez ha comunque perso consenso. La Polonia ha peggiorato i conti pubblici e Tusk invece tiene. In Germania i salari hanno recuperato più che da noi e Merz ha perso parecchio. Nel Regno Unito la migrazione netta è diminuita molto e il Labour ha comunque lasciato per strada diversi punti.

Questo vuol dire che i numeri, da soli, non bastano.
Puoi abbassare il deficit, creare occupazione, ridurre l’immigrazione, ma se la gente non sente che tutto questo cambia davvero la sua vita, il risultato politico può essere molto diverso da quello che ti aspetti.
Ed è forse qui che Meloni, almeno fino a oggi, è riuscita meglio di altri leader europei. Nonostante governi da quattro anni, riesce ancora a presentarsi come quella che sta cercando di sistemare le cose e non come quella responsabile di tutto ciò che non funziona.
Il problema è che adesso arriva la parte difficile.
Nel 2022 poteva dire: datemi una possibilità. Alla prossima campagna elettorale non potrà più farlo. Dovrà portare il conto di quello che ha fatto.
E dall’altra parte non basterà dire che Meloni ha sbagliato. Schlein, Conte e gli altri dovranno spiegare cosa farebbero loro, con quali soldi e con quali tempi.
Poi c’è Vannacci, che è un problema diverso ancora. Perché mentre PD e Cinque Stelle proveranno ad attaccare Meloni da sinistra, lui tenterà di farlo da destra proprio sui temi che hanno portato il centrodestra al governo: sicurezza, immigrazione, tasse, identità, ordine pubblico.
Meloni rischia quindi di trovarsi nel mezzo.
Da una parte chi le dirà: dopo quattro anni la gente continua ad avere paura.
Dall’altra chi le dirà: dopo quattro anni non sei stata abbastanza dura.
E forse sarà proprio questa la domanda delle prossime elezioni.
Chi mi garantisce la sicurezza da ciò che temo?
E chi mi garantisce la sicurezza di ciò che non voglio perdere?
Perché una persona può sentirsi sicura per strada e avere paura di non arrivare a fine mese. Può vivere in una città tranquilla e avere paura di perdere il lavoro. Può avere uno stipendio e sentirsi comunque insicura perché sa che una visita specialistica può richiedere mesi. Può avere una casa e non sapere se suo figlio riuscirà mai a comprarne una.
Alla fine, quando si entra nella cabina elettorale, ci si porta dietro soprattutto questo: quello che si teme e quello che si spera di conservare.
Forse vincerà non chi prometterà il futuro più bello.
Ma chi riuscirà a farlo sembrare un po’ meno incerto.




Daniele Cipriani domenica a Sassari per “Corpi in movimento”

L’11 ottobre al Teatro Civico va in scena “La Lalangue” di Giacomo Luci, che si esibirà con Pierre Loup Morillon sulle note di Beatrice Barison

SASSARI. La Daniele Cipriani Entertainment ritorna domenica 11 ottobre al Teatro Civico di Sassari, dove alle 20.30 porta in scena “La Lalangue”, uno spettacolo che esplora la dimensione generativa e viscerale della relazione tra scrittura, musica e corpo.

Inserita nel ricco calendario della ventitreesima edizione del festival “Corpi in movimento“, la produzione è firmata per la regia e la coreografia da Giacomo Luci, che porterà in scena l’opera insieme al danzatore Pierre Loup Morillon sulle note della pianista Beatrice Barison, protagonista dell’esecuzione musicale dal vivo. La direzione artistica è di Anna Lea Antolini.

Siamo di fronte a un lavoro di profonda introspezione. Il titolo trae origine dall’omologo concetto introdotto dallo psicoanalista Jacques Lacan nel suo “Seminario XX, Ancora”, dove la lingua madre viene definita come un’esperienza sonora, corporea e affettiva che precede la struttura del significato e del simbolo. Il punto di partenza dell’opera risiede in una riflessione che Roland Barthes, nel saggio Rasch, dedica alla celebre Kreisleriana di Robert Schuman, in cui il corpo non parla attraverso il linguaggio, ma si fa sentire in uno stato quasi parlante. I gesti musicali assumono la forma di immagini corporee cariche di ritmo, trasformando la pulsazione e l’atto del battere nel vero filo conduttore della performance. La coreografia di Giacomo Luci evita qualsiasi intento illustrativo per ascoltare la musica dall’interno, tracciando una mappa affettiva delle figure già presenti nella partitura. Attraverso questa vibrazione condivisa, le note eseguite dal vivo da Beatrice Barison incontrano la danza di Luci e Morillon, connettendo la presenza del pubblico in un’esperienza sensoriale condivisa dove emerge un corpo plasmato non dalle parole, ma dal suono e dal ritmo.

La ventitreesima edizione del festival “Corpi in movimento” è organizzata dall’associazione Danzeventi con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Ittireddu, del Festival Multidisciplinare Sardegna, della Fondazione di Sardegna, del Baretto di Porto Ferro e con il contributo del Comune di Sassari.

Per info e prenotazioni contattare i numeri 340 6517531 e 349 8024059, o inviare una e-mail all’indirizzo [email protected]. Il programma completo è sul sito www.danzeventi.com.




“Piano Pianissimo” per scoprire Sassari attraverso la musica

Il 3 e 4 ottobre nuovo appuntamento con il Festival “Nessun Dorma – La Belle Époque” organizzato da Ars Aurelia tra musei, scuole, teatri, il Conservatorio e i luoghi dell’accoglienza


SASSARI.
Sassari diventa un grande palcoscenico diffuso per due giornate interamente dedicate al pianoforte e alla sua varietà di repertori, linguaggi ed espressioni. Si chiama “Piano Pianissimo” il nuovo appuntamento del “Festival Nessun Dorma 2026 – La Belle Époque”, che il 3 e il 4 ottobre, dalla mattina alla sera porterà la musica nei luoghi chiave della città, coinvolgendo musei, scuole, teatri, il Conservatorio e gli spazi legati all’accoglienza. Nove appuntamenti a ingresso libero comporranno un racconto articolato che vedrà il pianoforte non solo come strumento solista, ma come spazio di ricerca, voce poetica e occasione d’incontro.

Il programma attraverserà epoche e geografie differenti, spaziando dal Romanticismo al Novecento, dalla scuola francese ai repertori italiano e ucraino, fino alla musica contemporanea e alle composizioni originali, con una particolare attenzione alla valorizzazione delle compositrici.

La direzione artistica è affidata ad Anna Revel, guidata da un’idea progettuale tutta al femminile. La manifestazione è realizzata da Ars Aurelia ETS in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica “Luigi Canepa”. L’iniziativa raggiungerà le sedi istituzionali della cultura e i contesti estranei ai consueti circuiti concertistici, entrando a Casa Santi Angeli (via Matta) e nella Comunità di Sant’Egidio (Largo Cavallotti), a testimonianza del valore dell’arte come strumento di prossimità, inclusione e condivisione.

Il programma.

Sabato 3 ottobre si parte alle 10.30 a Casa Santi Angeli (via Matta) con Federica Migheli in “Un abbraccio in musica”, sulle note di Bach e Debussy. Alle 11.30, al Liceo Musicale Azuni, Francesca Deriu proporrà “Viaggio in Italia” con musiche di Berio, Oppo e Respighi, mentre alle 12 la Sala Guarino del Conservatorio ospiterà Ksenija Nikitina per “Poesia ucraina”, un omaggio a Lysenko, Shamo, Lyatoshynsky e Skoryk. Nel pomeriggio, alle 16.30, al Museo Archeologico Sanna, Maggie S. Lorelli curerà il reading concerto “The Soul of Women”, dedicato alla creatività femminile con brani di autrici quali Mendelssohn, Schumann, Boulanger, Bonis e Tailleferre. La giornata si chiuderà alle 18 all’Hotel Grazia Deledda con “Efflöréo. Fiorisco”, concerto della pianista e compositrice Elena Alvandi.

Domenica 4 ottobre alle 10.30 si ritorna al Museo Sanna con Elena Pirisi in “Istruzioni per un viaggio interiore”, tra Liszt, Brahms e Ginastera. Alle 11, la Comunità di Sant’Egidio (via Matta) ospiterà Chiara Manca per “Il tempo ritrovato”, con musiche di Schumann e Skrjabin, mentre alle 12 il Teatro Verdi accoglierà il Duo Ondine (Juliette Aridon e Clémentine Dubost) per “Mitologie antiche”, su brani di Debussy, Holmès, Bonis e Ravel. Gran finale alle 19 nella Sala Sassu del Conservatorio con “Visione e virtuosismo”, recital della pianista di fama internazionale Maria Alessandra Ammara dedicato a Debussy e Chopin.

Il Festival Nessun Dorma 2026 – La Belle Époque è organizzato da Ars Aurelia ETS e realizzato con il sostegno del Comune di Sassari, della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna ed è inserito nell’ambito del network Salude & Trigu della Camera di Commercio di Sassari.




L’Ensemble Baroque Lumina in concerto a Sassari

Il 4 ottobre nella chiesa di San Giacomo un viaggio musicale dal Tardo Rinascimento al Barocco per il festival “Note senza Tempo”

SASSARI. Domenica 4 ottobre, alle 19, la Chiesa di San Giacomo a Sassari accoglierà il concerto “Tra Sinfonie e Romanesche: Splendori del Seicento Italiano” dell’Ensemble Baroque Lumina di Firenze. Un itinerario musicale di rara eleganza, inserito nel calendario del festival internazionale di musica antica “Note senza Tempo”, ideato per tracciare l’evoluzione del linguaggio strumentale italiano tra Cinque e Seicento, accompagnando il pubblico in un viaggio sonoro che prende le mosse dallo sfarzo cortigiano degli Intermedi medicei del 1589 per giungere fino alle arditezze formali ed espressive del pieno Barocco.

A guidare gli ascoltatori in una trama di virtuosismi saranno tre interpreti di rilievo internazionale e profondi conoscitori della prassi esecutiva: Luigi Cozzolino al violino, Andrea Benucci alla tiorba e al mandolino, e Giacomo Benedetti al clavicembalo e alla concertazione. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il programma si aprirà con la Sinfonia di Cristofano Malvezzi dagli Intermedi della “Pellegrina” (Firenze, 1589), massima espressione del tardo Rinascimento, per proseguire con Andrea Falconieri e Dario Castello, artefici dello stil moderno fondato sul dialogo strumentale e la libertà formale.

Sarà approfondita inoltre l’emancipazione del solista con le variazioni di Girolamo Frescobaldi e Biagio Marini. Tra i brani figura anche la contemporanea “Romanesca” per violino solo, composta nel 2010 da Luigi Cozzolino come ponte ideale tra sensibilità odierna e spirito seicentesco.

Gran finale con la Folia per cembalo di Alessandro Scarlatti e la Sinfonia in Re maggiore di Alessandro Stradella (da un autografo della Biblioteca Estense), che sintetizzano la teatralità e la fantasia del Barocco italiano.

I musicisti coinvolti vantano curriculum di assoluto prestigio nel panorama della musica antica. Fondato nel 2019 dal maestro Giacomo Benedetti, l’Ensemble Baroque Lumina unisce solisti attivi nelle più celebri orchestre e i principali teatri lirici mondiali, con un’intensa attività discografica per importanti etichette quali Brilliant Classics, Da Vinci, Tactus, Naxos e Bongiovanni. Luigi Cozzolino, a lungo primo violino del Maggio Musicale Fiorentino e raffinato compositore, ha collaborato con ensemble leggendari come Europa Galante e I Barocchisti. Andrea Benucci è tra i rari liutisti italiani a padroneggiare la tecnica storica del mandolino per quarte, con un’ampia attività concertistica e discografica, mentre Giacomo Benedetti, organista titolare delle basiliche fiorentine di San Miniato al Monte e Santa Felicita nonché docente di clavicembalo, svolge da anni un’intensa carriera da solista e direttore in Europa, America, Africa e Asia.

“Note Senza Tempo” è organizzato dall’associazione Dolci Accenti con il patrocinio e supporto della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e delle amministrazioni comunali di Sassari, Porto Torres, Alghero, Uri e Castelsardo, e rientra nel cartellone di eventi “Salude&Trigu” promosso dalla Camera di Commercio di Sassari.